Solo marketing dietro l'ultima fake news sulla figura di Greta?

7366
Solo marketing dietro l'ultima fake news sulla figura di Greta?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Che parlino pure male di noi, l’importante è che parlino di noi” affermava Lenin, genio della Politica e della Comunicazione. Lezione, purtroppo, inutile per i tanti creduloni che, soprattutto su Internet, finiscono per fare il gioco del “nemico”. Basti vedere, ad esempio, le circa 8.000 condivisioni e 12.000 commenti sotto il post Facebook di Potere al Popolo che condanna senza pietà la X-Site Energy Services; una multinazionale petrolifera canadese che avrebbe distribuito, per i caschetti dei propri dipendenti, un pornografico adesivo raffigurante, di spalle, una adolescente nuda, con il nome “Greta” tatuato sulla schiena e con le trecce afferrate da qualcuno dietro di lei.


Uno “scandalo” divulgato, ambiguamente, per prima da un articolo del Huffpost-Canada che, già dal titolo avrebbe dovuto consigliare cautela, ma che, invece, dopo un tweet di Greta Tumberg ha scatenato una isterica e oceanica risposta dei suoi seguaci on line.


Si, ma perché mai una multinazionale petrolifera, avrebbe dovuto distribuire ai propri dipendenti adesivi pornografici raffiguranti Greta Tumberg? In realtà, a leggere con attenzione l’articolo dell’Huffpost-Canada si capisce che l’azienda non ha distribuito assolutamente nulla. E che il famoso, ed unico, adesivo di cui si ha notizia è pervenuto da una anonima persona, a tale Michelle Narang. Questa, “una ambientalista che lavora nel campo delle estrazioni di petrolio”, lo ha subito pubblicato su Facebook prima di chiamare il direttore generale di X-Site Energy Services, Doug Sparrow, per chiedergli se sapeva dell'adesivo che sembrava rappresentare lo stupro di un minore. Sentendosi rispondere, a detta della Narang, "Non è una bambina, ha 17 anni".


Da questo “scandalo” una mobilitazione planetaria. Condita da incomprensibili insulti alla polizia canadese, (che non ha ravveduto reati di pornografia infantile), e rafforzata dalla repentina cancellazione, non solo dei profili Facebook e Twitter ma, addirittura, del sito web della X-Site Energy Services (che, comunque, si direbbe non aggiornato dal 30 agosto 2019). Decisione che ha lasciato intendere che si volessero seppellire chissà quali tenebrose prove; un sospetto rinforzato da uno sfacciatamente ambiguo comunicato stampa della X-Site Energy Services.


Una scaltra campagna di pubbliche relazioni dietro questa fake dell’adesivo di Greta? Si direbbe di sì, considerando che, in questi giorni, sono schizzati alle stelle le azioni delle consociate della X-Site Energy Services, azienda fino a ieri sconosciuta ai più. Certo, questa azienda (al pari di attorucoli e attricette che fanno pubblicare le loro malefatte sui rotocalchi) ora è conosciuta per questo scandalo dell’adesivo di Greta, ma è CONOSCIUTA da milioni di persone. E state pur certi che questa (per ora sinistra) fama se seguita da un adeguato maquillage mediatico garantirà all’azienda una immagine mondiale di primordine (che, con altri sistemi, sarebbe costata una barca di soldi).


Ancora una volta, ha ragione Lenin. Peccato che delle sue lezioni se ne servano oggi solo le multinazionali.

 

Francesco Santoianni

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti