Il "dissenso" e le prossime elezioni

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Il "dissenso" e le prossime elezioni

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di Francesco Santoianni

 

Pur non essendo più tesserato, né un tifoso di Francesco Toscano (o, tantomeno, di Marco Rizzo) il 26 luglio, andrò a Roma ad assistere al Congresso straordinario di Democrazia Sovrana e Popolare indetto. Credo che a nessuno interesserebbe questa notizia se non fosse che, prospettandosi in anticipo le elezioni politiche, fervono -  sia in “Schieriamoci” di Alessandro di Battista, sia in “Agorà” di Angelo d'Orsi – le speranze per creare l’immancabile, sedicente,  “lista unitaria” che poi, grazie al suo settarismo, sarà affiancata da un’altra “lista unitaria”, con l’ovvia rissa con quelli che non sono stati accettati a parteciparvi e zero virgola qualcosa alle elezioni.

Sì, ma che fare per scongiurare questo scenario? Angelo d'Orsi ha già fatto qualche passo in questo senso prendendo le distanze dal suo entusiastico appoggio alla vessatoria, (quanto inefficace, dal punto di vista sanitario), gestione dell’emergenza Covid. Basterà questo a raccogliere voti tra i moltissimi ex NoGreen Pass (si stima siano stati 3,3 milioni, di cui 2,2 milioni nel settore privato, i lavoratori che in Italia hanno rifiutato la vaccinazione)? Probabilmente, no. La diffidenza per i potenziali voltagabbana (soprattutto dopo l’esperienza Cinquestelle) è ancora radicata; soprattutto nei NoGreenPass che non perdonano alla “sinistra antagonista” di essersi rimbecillita davanti a fake-Covid talmente plateali da essere riconosciute come tali anche da tante “persone normali” e, cioè, che prima di allora non avevano fatto politica.

“Persone normali” che, dovendo sbarcare il lunario, non avevano tempo da perdere in disquisizioni ideologiche e che oggi si limitano a brontolare contro l’immigrazione incontrollata. l’”antirazzismo” di regime, le “famiglie Arcobaleno” (create con l’utero in affitto), la cultura woke, l’antifascismo d'antan…. Tutti “valori” che oggi sono il collante della “sinistra antagonista”. “Persone nomali” che, comunque, essendosi ribellate alle fake della gestione Covid, già nel 2022, intuivano cosa c’era dietro la guerra in Ucraina denunciando le sanzioni alla Russia e animando, pur piccole, manifestazioni, ovviamente, disertate dalla “sinistra antagonista”. “Persone normali” che, pur in una generale diffidenza per le elezioni, nel 2022, hanno riversato a pur scalcagnate liste elettorali (Italexit e Italia Sovrana e Popolare) circa 900.000 voti.

E per questo, mentre nasce un osceno Campo Largo, è fondamentale, se si vuole avere una qualche speranza di superare il quorum, coinvolgere i NoGreenPass non escludendo una possibile coalizione di liste che includa anche Democrazia Sovrana e Popolare. Una coalizione legata da un patto di desistenza e che, invece di presentarsi con un dettagliato “programma politico” porti avanti due o tre parole d’ordine (che ogni lista potrà declinare come meglio crede) prima tra tutte, il rifiuto della guerra e delle sanzioni alla Russia.

“…ma il voto al referendum sulla magistratura? l’antirazzismo? la lotta al patriarcato? la bandiera rossa?...”. In nome di Dio! Mettiamo momentaneamente da parte queste questioni. La partecipazione a queste elezioni dovrà servire a far nascere un grande movimento, non un partito. E se non lo si è ancora capito, la guerra è alle porte e in Germania, in questi giorni, (soprattutto per le conseguenze delle sanzioni alla Russia) hanno licenziato 100.000 operai.

Francesco Santoianni

Francesco Santoianni

 

Da dieci anni, smaschera, qui, fake news diffuse dai Signori della Guerra. E anche su www.pecorarossa.it e www.disastermanagement.it  

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