Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più
di Francesco Santoianni
Ma è mai possibile che nonostante una valanga di leggi e regolamenti (Art. 130 del Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003), GDPR (Regolamento UE 2016/679), Delibera AGCOM 106/25/CONS, Nuove regole anti-spoofing dal 19 novembre 2025…) e la iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni, milioni di italiani, ogni giorno, continuano a ricevere ossessionanti telefonate (milioni di chiamate indesiderate l’anno in Italia) non richieste che invitano ad aderire a questa o quella offerta? Non sarebbe meglio multare le aziende che si affidano a questa forma di pubblicità?
In teoria, questo già succede. Enel energia, ad esempio, nel febbraio 2024, come sbandierato dai media, era già stata multata dal Garante Privacy per 79 milioni di euro. Multa che, ovviamente, al pari di una precedente multa comminata nel 2022 (26.513.977 euro e di un’altra comminata nel 2026 (563.052 euro) non è stata ancora pagata grazie a ricorsi e relativi processi destinati a concludersi chissà quando.
Ma Enel non è una azienda di proprietà dello Stato italiano? Purtroppo non più, essendo stata privatizzata e ora il principale azionista privato è il fondo statunitense BlackRock Inc. che, grazie anche ai diktat di Trump (che minaccia sanzioni agli stati che osano “colpire” aziende statunitensi) fa nei paesi dove si è insediato il bello e cattivo tempo. Analoga situazione per aziende ex italiane ora dominate da BlackRock Inc come Eni, Snam, Terna, Italgas… tutte mandanti di telefonate non richieste.
E chi si ribella a questa situazione, ovviamente, è un “servo di Putin”.
In ogni caso, Buone Vacanze! E spegnate, almeno in questi giorni, il telefonino.


