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        <title>Feed RSS di lantidiplomatico.it</title>
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        <description>News di attualità globale attraverso competenza, passione e dedizione</description>

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                    <title>Cina, Russia e Iran, io ve l’avevo detto (di Vito Petrocelli)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cina_russia_e_iran_io_ve_lavevo_detto_di_vito_petrocelli/52637_68442/</link>
                    <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Vito Petrocelli&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono vicende politiche che sembrano chiudersi con una condanna definitiva e che invece, col passare del tempo, possono essere viste sotto una luce diversa. La mia storia politica appartiene a questa categoria.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2022 sono stato trasformato nel bersaglio perfetto: il senatore da isolare, il presidente della Commissione Esteri da rimuovere, l&amp;rsquo;uomo da espellere perch&amp;eacute; colpevole di mettere in discussione il pensiero unico che, in quei mesi, sembrava non ammettere n&amp;eacute; dubbi n&amp;eacute; sfumature. Bastava pronunciare la parola &amp;ldquo;diplomazia&amp;rdquo; senza premettere una condanna rituale del tipo &amp;ldquo;c&amp;rsquo;&amp;egrave; in aggressore e un aggredito&amp;rdquo;, bastava sostenere che l&amp;rsquo;invio continuo di armi avrebbe allontanato la pace e portato l&amp;rsquo;Italia ad essere considerata in guerra, bastava ricordare che la politica estera non pu&amp;ograve; essere sostituita dalla propaganda, per essere marchiati come traditori, putiniani o nemici dell&amp;rsquo;Occidente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho pagato un prezzo alto per il mio dissenso in quella stagione: l&amp;rsquo;isolamento politico, gli insulti, la delegittimazione personale e infine l&amp;rsquo;espulsione dal Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ne ho ricavato anche, &amp;egrave; giusto dirlo, tanti apprezzamenti per la coerenza e la soddisfazione morale di non essermi piegato e fatto assimilare.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A distanza di pochi anni, molte delle questioni che allora venivano considerate indicibili sono diventate oggetto di un confronto pubblico sempre pi&amp;ugrave; ampio. Oggi Giuseppe Conte denuncia giustamente la corsa al riarmo europeo, critica l&amp;rsquo;aumento delle spese militari imposto dalla NATO e insiste sulla necessit&amp;agrave; di interrompere l&amp;rsquo;invio di armi all&amp;rsquo;Ucraina e riportare la diplomazia al centro della soluzione del conflitto. &amp;Egrave; difficile per chiunque ignorare che il confine tra ci&amp;ograve; che ieri era considerato indicibile e ci&amp;ograve; che oggi &amp;egrave; diventato legittimo nel dibattito politico si &amp;egrave; spostato in maniera evidente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gi&amp;agrave; un anno prima, a giugno 2021, avevo detto molto di pi&amp;ugrave; in un&amp;rsquo;intervista a Repubblica, sostenendo &amp;ldquo;che proprio all&amp;rsquo;interno del campo occidentale l&amp;rsquo;Italia debba essere il miglior riferimento per Russia, Cina e Iran&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulla Russia, ho sempre affermato che un grande Paese non si isola con gli slogan e che rompere ogni canale di dialogo avrebbe reso la pace pi&amp;ugrave; lontana. Oggi Conte ribadisce, finalmente, che la soluzione non pu&amp;ograve; essere esclusivamente militare, pur confermando la condanna dell&amp;rsquo;invasione russa senza fare un&amp;rsquo;adeguata riflessione storica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io avvertivo che l&amp;rsquo;invio incessante di armamenti avrebbe favorito una guerra sempre pi&amp;ugrave; lunga, pi&amp;ugrave; sanguinosa e pi&amp;ugrave; difficile da concludere. Oggi la richiesta di aprire un negoziato &amp;egrave; diventata finalmente parte integrante del discorso politico.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi anche sulla Cina le distanze tra il partito di Conte e le mie aspettative di allora si sono praticamente azzerate.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli anni ho sempre rifiutato la logica dei blocchi contrapposti e ho sostenuto che trasformare Pechino nel nuovo nemico sistemico dell&amp;rsquo;Occidente avrebbe prodotto una nuova guerra fredda dagli effetti devastanti per l&amp;rsquo;economia europea.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi Conte mantiene un approccio pi&amp;ugrave; istituzionale, ma si riavvicina a Pechino richiamando la necessit&amp;agrave; di difendere gli interessi italiani senza farsi trascinare in una contrapposizione permanente tra potenze.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sull&amp;rsquo;Iran le posizioni sono ancora distanti. Negli hanno ho sempre proposto di privilegiare il dialogo rispetto alla politica delle sanzioni come risposta automatica a ogni crisi internazionale. Oggi la posizione di Conte si limita alla convinzione che la diplomazia debba prevalere sull&amp;rsquo;interventismo a guida USA/Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine il punto forse pi&amp;ugrave; significativo: i rapporti con gli Stati Uniti e la NATO. Per anni ho combattuto quella che consideravo una crescente subordinazione strategica dell&amp;rsquo;Europa e dell&amp;rsquo;Italia alle decisioni di Washington e detto chiaramente di vedere nell&amp;rsquo;espansione dell&amp;rsquo;Alleanza Atlantica verso Est uno degli elementi che avevano alimentato la tensione con Mosca e scatenato la sua reazione.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi Conte parla apertamente della necessit&amp;agrave; di un&amp;rsquo;autonomia strategica europea e critica l&amp;rsquo;aumento delle spese militari richiesto dalla NATO. Un po&amp;rsquo; poco&amp;hellip;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutte queste differenze dimostrano il progressivo spostamento del dibattito verso temi che allora erano stati espulsi dalla discussione. Non bastano per&amp;ograve; a giustificare che sono stato sacrificato perch&amp;eacute; dicevo cose che oggi, con parole diverse, vengono pronunciate da autorevoli protagonisti della stessa area politica. Non bastano per&amp;ograve; a giustificare di essere stato trasformato in uno dei capri espiatori di una stagione dominata dalla polarizzazione, nella quale chiunque osasse mettere in discussione la narrazione prevalente veniva prima delegittimato e poi allontanato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La politica dovrebbe avere il coraggio di confrontarsi con le idee invece di eliminare chi le esprime, perch&amp;eacute; quando il dissenso viene trattato come un reato, viene processato non soltanto un uomo, ma il diritto stesso di porre domande e fare proposte scomode.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io e altri l&amp;rsquo;avevamo detto, oggi ci stanno arrivando in tanti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Meglio tardi che mai.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Editoriali  </category>
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                    <title>La mappa di Eurostat che smonta tutte le storielle che vi raccontano sul turismo di massa </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_mappa_di_eurostat_che_smonta_tutte_le_storielle_che_vi_raccontano_sul_turismo_di_massa/29278_68443/</link>
                    <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Antonio Di Siena&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da anni ci raccontano la storiella di come, in nazioni economicamente depresse, il turismo sia una ghiotta occasione di sviluppo nonch&amp;eacute; uno straordinario volano di benessere per la societ&amp;agrave; tutta. Eppure basta guardare questa mappa di Eurostat per accorgersi di un dettaglio che fa crollare l&amp;rsquo;intero castello di carta della retorica promotrice della &amp;ldquo;thailandizzazione&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;Italia e degli altri paesi euromediterranei.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella lista degli Stati UE in cui &amp;egrave; presente la quota maggiore di popolazione che non pu&amp;ograve; permettersi nemmeno una settimana di vacanza (UNA SETTIMANA), compaiono infatti tutte le principali economie turistiche del Mediterraneo: Grecia, Spagna, Italia e Portogallo. Ovvero le stesse destinazioni scelte da mezzo mondo per andare in vacanza. Nella condizione opposta, ovviamente, olandesi, lussemburghesi, scandinavi eccetera. Gli stessi che (insieme a britannici , israeliani e statunitensi) stanno saccheggiando a prezzi stracciati il patrimonio immobiliare delle mete vacanziere pi&amp;ugrave; ricercate del Mediterraneo. Un paradosso che &amp;egrave; tale solo in apparenza perch&amp;eacute; il tanto decantato modello economico di sviluppo turistico produce s&amp;igrave; ricchezza, ma la concentra tra rendita immobiliare, fondi d&amp;rsquo;investimento, grandi operatori del settore e piattaforme digitali. Nel mentre distribuisce sui territori interessati occupazione precaria (stagionale e non sindacalizzata), salari bassi e inflazione (di beni e servizi primari). Detto in altri termini: una forte specializzazione turistica non coincide automaticamente con un maggiore benessere diffuso della popolazione. Anzi, l&amp;rsquo;esatto contrario. Perch&amp;eacute; per i cittadini dei paesi euromediterranei non diventa sempre pi&amp;ugrave; complicato soltanto fare la spesa e comprare casa, ma conseguentemente anche andare in vacanza. Per giunta nel proprio stesso paese che nel frattempo - diventato sempre pi&amp;ugrave; dipendente dal turismo - si &amp;egrave; adeguato su prezzi letteralmente inaccessibili ai residenti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco perch&amp;eacute; dovremmo smetterla - una volta per tutte - di misurare il &amp;ldquo;successo&amp;rdquo; di un territorio contando entusiasticamente gli arrivi col pallottoliere. Il vero indicatore non &amp;egrave; quanti turisti riesce ad attirare una citt&amp;agrave;, ma quante sono le persone che ci vivono che possono ancora permettersi un lavoro ben pagato, una casa e almeno una settimana di vacanza, insomma una vita dignitosa. Al contrario, se i visitatori aumentano costantemente ma nel contempo diminuisce la capacit&amp;agrave; dei residenti di vivere il proprio Paese, allora non siamo mica davanti a un modello di sviluppo. Ci&amp;ograve; che abbiamo di fronte &amp;egrave; esclusivamente un sofisticato modello di estrazione di ricchezza, cresciuto e sviluppatosi nel vuoto di una politica che, incapace di creare benessere reale, ha venduto ai suoi cittadini il sogno di cartone del turismo. &amp;Egrave; infatti molto pi&amp;ugrave; facile convincere un&amp;rsquo;intera popolazione senza prospettive a inseguire l&amp;rsquo;illusione della rendita che impegnarsi a costruire un&amp;rsquo;economia realmente capace di generare ricchezza e benessere diffusi. Cos&amp;igrave; il cittadino smette di colpo di essere il soggetto destinatario delle politiche pubbliche e tira a campare in autonomia, trasformandosi in una sorta di infrastruttura umana dell&amp;rsquo;industria dell&amp;rsquo;accoglienza. Possibilmente senza lamentarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Per approfondire e non lasciarvi ingannare dalle truffe semantiche sul tema: #&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/turisti-a-casa-nostra/&quot;&gt;turistiacasanostra&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il DiSsenziente</category>
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                    <title>L'odio dei nazi-nazionalisti polacchi per i nazi-banderisti ucraini</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lodio_dei_nazinazionalisti_polacchi_per_i_nazibanderisti_ucraini/45289_68441/</link>
                    <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5 agosto. C'&amp;egrave; un paese, in Europa, che negli ultimi tempi sembra essersi assunto il compito quantomeno di frenare, se non mettere a tacere del tutto, la boria, la supponenza, l'altezzosit&amp;agrave; che non solo mostrano di per s&amp;eacute; buona parte degli ucraini a spasso per il mondo, ma che vengono anche accresciute artificiosamente dalle &amp;eacute;lite europee, venendo ovviamente dirette contro Moskva. Si tratta di un paese che, tra l'altro, non pu&amp;ograve; certo essere accusato di simpatie filo-russe, tanto che suoi alti esponenti continuano a parlare di scontro con la Russia. Ma &amp;egrave; comunque un paese in cui le forti tendenze nazionalistiche e i sentimenti da &amp;ldquo;resa dei conti&amp;rdquo; hanno preso la strada di un deciso accanimento anti-ucraino, ingigantito dalla eroicizzazione da parte di Kiev dei propri &amp;ldquo;idoli&amp;rdquo; filo-nazisti, nonostante che quello stesso paese, per larga parte degli anni '30, fosse stato esso stesso all'avanguardia in fatto di simpatie hitleriane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stiamo parlando della Polonia, il cui ministro degli esteri, ad esempio, Radoslaw Sikorski, patetico consorte della famigerata &amp;ldquo;storica&amp;rdquo; yankee Anne Applebaum, non si perita a spiattellare che anche nei periodi di normali relazioni con la Russia, la Polonia non ha mai smesso di prepararsi a un conflitto con essa. Nell'Europa centrale e orientale, dice Sikorski, &amp;laquo;abbiamo capito che la finestra di opportunit&amp;agrave; storica, in cui la Russia era pronta a cooperare, non sarebbe rimasta aperta per sempre. Da vent'anni spendiamo il 2% del PIL per la difesa, fin da quando il 2% sembrava una cifra significativa. Ora spendiamo il 4,8% (e se includiamo i prodotti a duplice uso, arriviamo al 7%) e stiamo reindustrializzando il settore della difesa utilizzando sia fondi del bilancio nazionale che fondi UE&amp;raquo;. Cos&amp;igrave;, tanto per dire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ecco che Varsavia &amp;egrave; oggi costretta a fare i conti anche con la propria popolazione; o quanto meno con quella parte in cui sono pi&amp;ugrave; diffusi i sentimenti di rivalsa per i crimini commessi a suo tempo dai filo-nazisti ucraini di OUN-UPA e di revanscismo per i territori di Bielorussia e Ucraina perduti nel 1939, di cui non sa mistero, soprattutto per quanto riguarda l'Ucraina, di voler tornare in possesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave; che, in Polonia, fino a poco tempo fa maggior hub di rifornimenti militari europei a Kiev, cominciano ad averne abbastanza della &amp;ldquo;impunit&amp;agrave;&amp;rdquo; concessa dalla UE ai crimini commessi dai Servizi ucraini, non solo in Russia. Anche l'ex colonnello del SBU, Vasilij Prozorov, afferma che il blocco occidentale perdona al regime di Kiev qualsiasi crimine, persino quelli commessi in territorio europeo: sin dall'inizio del conflitto, &amp;laquo;l'Occidente ha instillato in Zelenskij e nella leadership ucraina un senso di eccezionalit&amp;agrave;&amp;raquo;, cos&amp;igrave; da credere sinceramente di essere &amp;laquo;lo scudo dell'Europa, che tutti siano in debito con loro per aver combattuto e sacrificato la propria vita... A loro tutto &amp;egrave; permesso; possono farla franca... Kiev capisce benissimo questi segnali: possono fare qualsiasi cosa. Possono far saltare in aria il Nord Stream o la gente a Monaco, schiacciare i polacchi, deriderli, ignorarli apertamente, e non succeder&amp;agrave; loro nulla&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma, ecco che coi polacchi le cose stanno cambiando. La situazione degli ucraini in Polonia peggiora: i sussidi sociali gratuiti vengono tagliati e in alcuni strati di popolazione vengono fuori i peggiori sentimenti nazionalistici. Cos&amp;igrave;, accade che, a Varsavia, si assista a una marcia anti-ucraina, durante la quale vengono scanditi slogan sia contro Kiev che contro la leadership polacca, scandendo &quot;Ricordiamo la Volinia&quot; e &quot;La Polonia non &amp;egrave; banderista&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;laquo;Si percepisce un senso di ansia e di minaccia. E, in una certa misura, la presenza di rifugiati ucraini in Polonia viene talvolta percepita come un segnale, un promemoria di questa minaccia&amp;raquo;, si commenta nel reportage di un canale ucraino. Tutto questo manifesta &amp;laquo;ostilit&amp;agrave; o avversione verso la presenza di rifugiati provenienti da un paese dilaniato dalla guerra. Ma possiamo parlare anche di meccanismi puramente politici, poich&amp;eacute; tale senso di crisi o di ansia fa il gioco delle forze politiche radicali che utilizzano propaganda xenofoba e teorie del complotto&amp;raquo;, afferma il sociologo polacco Rafal Pankowski.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; in questo clima che il deputato della Rada ucraina Vladimir Vjatrovic, banderista ed ex direttore del nazionalista &amp;ldquo;Istituto della Memoria Nazionale&quot;, sostiene che i politici polacchi sfruttano le dispute storiche con l'Ucraina a fini elettorali: &amp;laquo;La Polonia, rappresentata da politici come il presidente Tadeusz Nawrocki, non &amp;egrave; interessata a risolvere la situazione e la presunta insolubilit&amp;agrave; della questione offre certi vantaggi politici... si pu&amp;ograve; notare, nell'esempio di Nawrocki, come la sua popolarit&amp;agrave; sia aumentata dopo aver annunciato di voler revocare a Zelenskij l'Ordine dell'Aquila Bianca&amp;raquo; nel giugno scorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; curioso osservare come, ancora il banderista Vjatrovic, accusi le &amp;eacute;lite polacche di &amp;ldquo;ritorno al nazismo&amp;rdquo; che, dice, alimentano &amp;laquo;emozioni primordiali che risvegliano il male nelle persone, annientando ogni moralit&amp;agrave; e appellandosi alla natura bestiale dell'uomo... che crede di dover proteggere solo se stesso e che considera tutti gli estranei come fonti di pericolo. Il nazismo, a suo tempo, fece leva con successo su queste stesse emozioni&amp;raquo;. Parole a dir poco &amp;ldquo;fantasiose&amp;rdquo;, pronunciate da un fautore di una junta nazigolpista che non si fa scrupolo di allestire messinscene come il presunto &amp;ldquo;massacro russo di Bucha&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, afferma il politologo ucraino Ruslan Bortnik, l'avversione popolare dei polacchi per l'Ucraina e gli ucraini ha raggiunto proporzioni tali che il prossimo governo, per vincere, dovr&amp;agrave; adottare una politica anti-ucraina. In Polonia, dice Bortnik, la fiducia in Zelenskij &amp;egrave; bassa e continua a diminuire: secondo un sondaggio IBRIS, il 75% dei polacchi ha un'opinione negativa del jefe de la junta; il 42% valuta come molto negativo il proprio atteggiamento nei confronti di Zelenskij e il 34% come abbastanza negativo. Di contro, il 15% ha un'opinione abbastanza positiva e appena il 2% ha un'opinione molto positiva. Significativo, dice Bortnik, che anche i sostenitori del partito di governo Piattaforma Civica siano divisi a met&amp;agrave;, mentre nel partito pi&amp;ugrave; a destra e di estrema destra c'&amp;egrave; un quasi unanime giudizio molto negativo su Zelenskij. Sulla base di questi dati, &amp;laquo;nessuno, nemmeno Donald Tusk, sulla base di buoni rapporti con l'Ucraina, sar&amp;agrave; in grado di vincere le prossime elezioni parlamentari in Polonia nel 2027&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tanto pi&amp;ugrave; che, non solo in Polonia, ma anche in Ungheria e Romania, come noto da tempo, si fa strada l'idea di dividersi l'Ucraina e questo preoccupa non poco Kiev. Nonostante che nella politica pubblica di quei paesi, dice ancora Bortnik, non ci siano aperte &amp;laquo;rivendicazioni territoriali nei confronti dell&amp;rsquo;Ucraina, le tesi sulla possibile restituzione dei territori che una volta facevano parte di quei paesi rimangono popolari negli ambienti di destra&amp;raquo; locali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come che sia, la Polonia, da principale alleato di Kiev, si sta trasformando in un paese in cui si picchiano gli ucraini e, su Komsomol'skaja Pravda, Julija Al&amp;euml;kina scarrella un lungo elenco di episodi, in varie citt&amp;agrave; polacche, in cui il fattore etnico &amp;egrave; stato alla base di violenze di strada.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Kozuch&amp;oacute;w, scrive Al&amp;euml;kina, tutto &amp;egrave; iniziato con una radio a volume troppo alto; a Breslavia con una frase, a Radom con una sigaretta: in sei mesi, il numero di denunce di &quot;crimini d'odio&quot; contro gli ucraini &amp;egrave; aumentato di oltre il 30%. &amp;laquo;Per quattro anni, la Polonia ha portato l'Ucraina sulle spalle... Ai polacchi era stato detto che non si trattava di beneficenza, ma di un contributo alla lotta comune contro la Russia. E cos&amp;igrave; hanno fatto: hanno accolto milioni di rifugiati, hanno permesso agli arsenali di tutto l'Occidente di transitare sulle loro autostrade e nei loro cieli per l'Ucraina, hanno sacrificato miliardi di zloty, migliaia di tonnellate di armi e la propria tranquillit&amp;agrave;&amp;raquo;. E il prezzo pagato &amp;egrave; stato la venerazione pubblica a Kiev di Bandera e &amp;Scaron;ukhevic, cio&amp;egrave; dei massacratori di polacchi, ebrei, russi. Ora, la pazienza &amp;egrave; finita, e in modo plateale: il ministro della difesa polacco ha sbattuto la porta e ha dichiarato: &amp;laquo;con Bandera, non entrerete nell'Unione Europea&amp;raquo; e la stampa polacca ha iniziato a pronunciare parole impensabili solo un anno fa: &amp;laquo;&amp;egrave; ora di ricucire i rapporti con la Russia&amp;raquo;. Fino a ieri, ironizza Al&amp;euml;kina, Varsavia avrebbe denunciato ai Servizi &amp;laquo;chiunque pronunciasse una frase del genere. Oggi, la denuncia viene fatta alla stampa. Per quattro anni, dal 2022, il paese ha offerto ai rifugiati in arrivo il leggendario t&amp;egrave; caldo servito alle stazioni ferroviarie; ora si &amp;egrave; passati ai test di &quot;polacit&amp;agrave;&quot;: e sempre pi&amp;ugrave; spesso, a suon di pugni&amp;raquo;. E, ancor pi&amp;ugrave; spesso, la polizia polacca ignora le motivazioni etniche alla base delle bastonature ai danni di ucraini, riducendo il tutto a &amp;ldquo;scontri tra polacchi e ucraini&amp;rdquo;. E gli episodi si ripetono: a Breslavia, una giovane coppia &amp;egrave; stata picchiata fuori da un negozio dopo una discussione per un posto in fila, con insulti a sfondo ucraino. Il resto &amp;egrave; routine: Plock, Legnica, Czestochowa, un treno per Tluszcz e i motivi sono banali: la fila, una sigaretta, i piedi sul sedile, un negozio di liquori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'8 maggio, a Radom, quattro uomini hanno chiesto una sigaretta a un ventenne ucraino. Dopo aver sentito il suo accento, hanno messo alla prova il suo diritto di trovarsi in Polonia, chiedendogli di cantare una canzone polacca. Al suo rifiuto, lo hanno insultato, picchiato, gli hanno lussato una spalla. Il giorno prima, a Varsavia, spray al peperoncino, calci, grida di &quot;vai in Ucraina&quot; e un sedicenne &amp;egrave; stato ferito gravemente: frattura cranica e intervento chirurgico. Fermati cinque giovani tra i 15 e i 18 anni, ma la procura non ha accertato se il passaporto ucraino sia stato il motivo. Breslavia: insulti nazionalisti e sei punti di sutura a una donna ucraina che aveva rimproverato un uomo per aver saltato la fila; in questo caso, l'accusa &amp;egrave; di aggressione basata sull'appartenenza etnica. A Plock, senza preamboli: &amp;laquo;In Polonia parliamo polacco&amp;raquo;, una spinta e un quindicenne &amp;egrave; stato buttato gi&amp;ugrave; dall'autobus.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sostanza, in sei mesi, per 180 volte un agente di polizia polacco ha scritto la parola &quot;ucraino&quot; nella colonna &quot;vittima&quot; di un rapporto, sotto accusa per odio e violenza a sfondo etnico. Nell'intero anno, annotazioni simili sono state 267. A luglio, il centro di ricerche sociologiche CBOS, per la prima volta nella sua storia ha registrato una maggioranza contraria all'accoglienza dei rifugiati ucraini: 52 contro 42; il 54% considera gli aiuti eccessivi; la simpatia per gli ucraini &amp;egrave; del 29%, l'avversione del 43% e solo un anno fa, le percentuali erano esattamente opposte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fatto &amp;egrave; che, osserva Julija Al&amp;euml;kina, il segnale &amp;egrave; arrivato dall'alto e in basso lo si &amp;egrave; colto al volo: mentre Kiev innalzava al pantheon i carnefici della Volinia, le autorit&amp;agrave; polacche, per la prima volta, hanno protestato a gran voce e minacciato l'Ucraina di chiudere le porte della UE. La gente comune ne ha tratto la propria conclusione: se i vertici hanno smesso di ostentare formalit&amp;agrave;, anche la base pu&amp;ograve; alzare la voce. Sono rimasti in silenzio per quattro anni. Hanno resistito. E la svolta c'&amp;egrave; stata. In particolare, il protagonista di questa analisi sociologica meriterebbe un necrologio a parte: Zelenskij &amp;egrave; oggi valutato negativamente dal 75,8% dei polacchi; eppure, nel marzo 2022, il Sejm polacco gli ha tributato una standing ovation e i politici locali invidiavano i suoi indici di gradimento a Varsavia. Quattro anni dopo, &amp;laquo;di quell'ovazione non resta altro che lo scricchiolio delle sedie: il pubblico non applaude, ma si alza e si dirige verso le uscite. Nessuno in Polonia &amp;egrave; mai caduto cos&amp;igrave; rapidamente&amp;raquo;. Gli analisti polacchi hanno esaminato il segmento anti-ucraino di internet e hanno scoperto che solo il 7% degli account &amp;egrave; automatizzato. Il restante 93% dell'irritazione verso gli ucraini e l'Ucraina &amp;egrave; generato da persone vere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In conclusione, lo Stato polacco sta facendo due cose contemporaneamente, senza contraddirsi. Arresta chi picchia gli ucraini per strada e, allo stesso tempo, riconsidera per&amp;ograve; &amp;laquo;la posizione speciale dell'Ucraina, ricalcolando a chi deve, e cosa, al di fuori dei propri confini: a quanto pare, a nessuno e niente. Nel 2022, la Polonia accoglieva l'Ucraina alle stazioni ferroviarie con il t&amp;egrave; caldo. Nel 2026, se ne sta sulla soglia, guarda l'orologio e non chiede pi&amp;ugrave; come pu&amp;ograve; essere d'aiuto. Chiede quando se ne andranno&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D'altra parte, un nazionalismo tira l'altro e quello di certi ambienti polacchi non &amp;egrave; che lo specchio, contrapposto, della impunit&amp;agrave; di cui si vantano molti ucraini scorrazzanti per l'Europa; un'impunit&amp;agrave; coltivata dalle cancellerie occidentali che proclamano l'Ucraina &amp;ldquo;vallo europeo&amp;rdquo; contro l'espansionismo della &amp;ldquo;autocrazia russa&amp;rdquo;. A ciascuno il suo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>Il turismo di massa e i &quot;risvegli&quot; del Corriere della sera</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_turismo_di_massa_e_i_risvegli_del_corriere_della_sera/45289_68422/</link>
                    <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Angela Fais per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo in estate e le mete turistiche sono letteralmente prese d&amp;rsquo;assalto. Molto spesso si tratta di visitatori che lasciano la localit&amp;agrave; a fine giornata, appena il tempo di mangiare qualcosa, fare un selfie e ripartire, come ad esempio accade per le Tre cime di Lavaredo dove sono state registrate medie di 13mila presenze al giorno.&lt;/p&gt;
&lt;h1 class=&quot;product_title entry-title&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/pietre-senza-popolo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;PIETRE SENZA POPOLO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p class=&quot;price&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/pietre-senza-popolo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Pietre-senza-popolo-copertina2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;887&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, non bisogna stupirsi dal momento che questi sono gli esiti di precise politiche che hanno deciso di concepire i luoghi unicamente come spazi attrattivi da consumare attraverso un turismo mordi e fuggi che alla comunit&amp;agrave; - &amp;egrave; arrivato il momento di ammetterlo - lascia solo disagi, non di certo ricchezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo punto le soluzioni che solitamente vengono proposte si riducono fondamentalmente a due ed entrambe ricadono nell&amp;rsquo;alveo di quelle stesse politiche che hanno generato il problema: destagionalizzazione e introduzione di un ticket turistico. Entrambe non sono risolutive per chi la citt&amp;agrave; la abita, ma&amp;nbsp; forniscono dei vantaggi a chi la citt&amp;agrave; la &amp;ldquo;gestisce&amp;rdquo;, limitandosi ad amministrarla al di fuori di una visione politica dove i cittadini potrebbero avere ancora dei diritti da reclamare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La destagionalizzazione &amp;egrave; un grande mito. Difficilissima da perseguire giacch&amp;eacute; dipendente da troppe variabili, essendo le vacanze legate a periodi dell&amp;rsquo;anno fissi. A meno che non si voglia emulare Fantozzi a Capri a Natale, la maggior parte dei turisti vuole fare le vacanze col caldo, nel periodo estivo. Inoltre, tenere aperte le strutture in bassa stagione consentirebbe guadagni limitati, comportando dei costi di gestione molto alti. Oltre al fatto che per certe mete, come alcune isole e localit&amp;agrave; costiere, le presenze turistiche sono talmente elevate che la destagionalizzazione non risolverebbe alcunch&amp;eacute;. E&amp;rsquo; il caso delle Isole Eolie o delle Egadi. Le prime, con una popolazione di 15mila abitanti fissi, registrano oltre 452mila presenze. Le Egadi si attestano invece intorno a 231.000 presenze ufficiali, escludendo una grande fetta di escursionisti giornalieri, a fronte di una popolazione di sole 4300 persone (dati ISTAT). Quindi con flussi turistici cos&amp;igrave; intensi, se pure si destagionalizzasse, includendo qualche settimana in pi&amp;ugrave; a cavallo tra alta e bassa stagione, non cambierebbe assolutamente nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanto al ticket turistico, di fatto, esso sancisce il fallimento della politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Venezia ha determinato appena una lieve flessione del numero dei visitatori, che si attesta tra 40mila e 90mila presenze giornaliere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque la misura si conferma non risolutiva se la consideriamo dal punto di&amp;nbsp;vista dei residenti, che vivono il disagio dell&amp;rsquo;invasione turistica. Chi si mette in viaggio, dal canto suo, &amp;egrave; disposto a pagare qualcosa in pi&amp;ugrave; per raggiungere la meta. E laddove si propone di fissare un costo considerevole, quindi operare in base a una selettivit&amp;agrave; basata sul reddito, l&amp;igrave; allora si trasforma la citt&amp;agrave;, i luoghi in generale, in una sorta di zoo, dove i residenti vengono ignorati, considerati delle sgradevoli comparse, quando non percepiti come un intralcio all&amp;rsquo;estrazione della rendita. Ma sopratutto si converte in denaro il diritto alla citt&amp;agrave; e si sdogana l&amp;rsquo;assunto per cui chi pu&amp;ograve; pagare e pu&amp;ograve; comprare &amp;lsquo;experience&amp;rsquo;, compra persino l&amp;rsquo;experience di una citt&amp;agrave;. Non si tratta soltanto di &amp;ldquo; rischiare di svilire il senso di libert&amp;agrave; del cittadino in vacanza&amp;rdquo;, come scrive Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui accade qualcosa di molto pi&amp;ugrave; grave. Si avalla la trasformazione della citt&amp;agrave;, e tutto ci&amp;ograve; che essa contiene, in merce. Lesione molto pi&amp;ugrave; grave, quest&amp;rsquo;ultima rispetto ai diritti dei vacanzieri. E non si pu&amp;ograve; giustificare tutto, dichiarando semplicemente che &amp;ldquo;l&amp;rsquo;era della gratuit&amp;agrave; &amp;egrave; in crisi&amp;rdquo;, perch&amp;eacute; ripetete da decenni che il turismo &amp;egrave; il nuovo petrolio e che avrebbe portato tanti bei soldi. E invece? Adesso si scopre che i soldi dobbiamo tirarli fuori noi e che dobbiamo &amp;ldquo;fare i conti con problemi di sostenibilit&amp;agrave; economica&amp;rdquo; al punto da dover tassare il bello. Scordatevi di accedere alla cultura o di poter godere delle bellezze del nostro paese se siete poveri. Pagherete ogni tramonto.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>La governance cinese vista dai rappresentanti italiani e la visione dello sviluppo comune sino-italiano</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_governance_cinese_vista_dai_rappresentanti_italiani_e_la_visione_dello_sviluppo_comune_sinoitaliano/56646_68440/</link>
                    <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;https://italian.cri.cn/2026/07/31/ARTI1785493462457569&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;di CGTN&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1782228856287770%2F&amp;amp;show_text=false&amp;amp;width=560&amp;amp;t=0&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;314&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che si tratti di un'organizzazione o di un Paese, come si fa a restare vitali ed efficaci, e al tempo stesso vicini alla gente? &amp;Egrave; forse la domanda fondamentale che ogni partito al governo deve affrontare. Oggi i nostri ospiti portano osservazioni e riflessioni sul modello di governance cinese: che strada ha percorso la Cina? E come fa il partito al potere a governare un Paese di dimensioni cos&amp;igrave; immense?&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Una finestra aperta </category>
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                            <item>
                    <title>BRICS+ oltre il G7 e tramonto del dollaro: la diagnosi di Jeffrey Sachs sul nuovo ordine mondiale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-brics_oltre_il_g7_e_tramonto_del_dollaro_la_diagnosi_di_jeffrey_sachs_sul_nuovo_ordine_mondiale/51621_68438/</link>
                    <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il panorama geopolitico contemporaneo &amp;egrave; segnato dalla fine irreversibile del mondo unipolare, l'ordine dominato dagli Stati Uniti dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991. Il celebre economista della Columbia University, Jeffrey Sachs, analizza questa transizione non come un collasso catastrofico dell'Occidente, ma come il naturale risultato della convergenza economica globale e dell'ascesa di nuovi poli di potere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presupposto fondamentale di questa analisi risiede nei dati macroeconomici storici, che certificano come il peso economico dell'Occidente sia radicalmente diminuito negli ultimi quarant'anni. Se nel 1980 il blocco formato da Stati Uniti, Canada ed Europa occidentale rappresentava il 55% della produzione globale, nel 2025 questa quota &amp;egrave; scesa a circa il 30%. Al contempo si &amp;egrave; assistito al ritorno dell'Asia, la cui quota sul PIL mondiale &amp;egrave; passata dal 30% del 1995 a circa il 50% nel 2025, riportando il baricentro economico laddove risiedeva prima degli imperi coloniali europei. Attualmente gli Stati Uniti contano appena il 4% della popolazione mondiale e meno del 15% del PIL globale a parit&amp;agrave; di potere d'acquisto, superati dal 18% della Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Sachs, la transizione verso il multipolarismo &amp;egrave; stata accelerata da profondi errori strategici della classe politica di Washington. Tra questi spiccano l'illusione neoconservatrice di poter mantenere il primato globale attraverso l'uso della forza e l'espansione della NATO &amp;mdash; dinamica che ha generato conflitti costosi e fallimentari in Iraq, Afghanistan e Libia &amp;mdash; e l'uso politico del dollaro tramite l'arma delle sanzioni unilaterali e il congelamento degli asset stranieri. Questa strategia ha spinto i Paesi emergenti a creare infrastrutture finanziarie alternative, accelerando il processo di de-dollarizzazione. Tale incapacit&amp;agrave; di governance descrive un'amministrazione occidentale disfunzionale, restia ad accettare la realt&amp;agrave; di non poter pi&amp;ugrave; dettare le regole in modo unilaterale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vuoto egemonico non viene colmato da un nuovo singolo leader, bens&amp;igrave; da una costellazione di attori che rifiutano la sottomissione a un'unica potenza. La Cina non cerca un'egemonia globale sostitutiva, ma una coesistenza paritaria, mentre l'India e il continente africano rappresentano i motori demografici e industriali del prossimo futuro. In questo contesto, l'espansione del blocco BRICS+ &amp;mdash; che include stabilmente Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e Iran accanto ai fondatori &amp;mdash; non si configura come un'alleanza militare, ma come il pilastro di un sistema finanziario alternativo e autonomo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il blocco BRICS+ rappresenta ormai oltre il 37% del PIL mondiale a parit&amp;agrave; di potere d'acquisto, superando nettamente il G7, che si attesta sotto la soglia del 30%. Strumenti come la Nuova Banca di Sviluppo si pongono come la vera alternativa al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, istituzioni storicamente dominate dal veto statunitense ed europeo. L'abbandono progressivo del dollaro negli scambi bilaterali riduce l'efficacia delle sanzioni occidentali, mentre il blocco allargato controlla oltre il 40% della produzione globale di petrolio e la maggioranza delle terre rare necessarie per la transizione energetica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il pericolo maggiore di questa fase storica risiede nella resistenza psicologica e politica dell'Occidente. Quando una potenza dominante rifiuta di riconoscere l'ascesa di un rivale, il rischio di un conflitto sistemico aumenta drammaticamente secondo la dinamica nota come Trappola di Tucidide, concetto coniato dallo scienziato politico Graham Allison e ripreso da Sachs. Gli Stati Uniti soffrono dell'incapacit&amp;agrave; psicologica di accettare un partner paritario, interpretando la crescita altrui come una minaccia esistenziale e rispondendo con dazi commerciali, blocchi all'export di microchip e misure protezionistiche volte a frenare lo sviluppo tecnologico di Pechino. A differenza delle rivalit&amp;agrave; storiche del passato, lo scontro odierno avviene tra superpotenze nucleari, e l'allineamento militare occidentale in Asia aumenta il rischio di un errore di calcolo fatale su dossier caldi come Taiwan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle sue riflessioni pubbliche e nei suoi scritti programmatici sulla geopolitica del XXI secolo, Sachs ha espresso la necessit&amp;agrave; di abbandonare l'egemonismo, sottolineando che &quot;il mondo non ha bisogno e non vuole un'unica superpotenza&quot; e che &quot;l'idea che gli Stati Uniti possano o debbano guidare il mondo in modo unilaterale &amp;egrave; un'illusione pericolosa e obsoleta&quot;. Per evitare il conflitto sistemico, Sachs non propone l'isolamento dell'Occidente, ma la sua integrazione in una governance globale radicalmente rinnovata, a partire da una profonda riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Questa dovrebbe superare il diritto di veto esclusivo dei cinque membri permanenti del 1945, includendo immediatamente India, Brasile, Sudafrica, Giappone, Germania e un rappresentante stabile per l'Unione Africana. Sachs propone inoltre di trasformare i meccanismi dell'ONU per canalizzare la liquidit&amp;agrave; globale verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile tramite tasse globali sui flussi finanziari e sulle emissioni di carbonio, affidando la risoluzione dei conflitti regionali a mediazioni multilaterali obbligatorie sotto l'egida dell'Assemblea Generale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dibattito sulla necessit&amp;agrave; di una riforma strutturale dell'ONU si arricchisce e si radicalizza attraverso il contributo del pensiero giuridico e sociologico italiano, in particolare con le tesi del giurista Luigi Ferrajoli e del sociologo ed ex vicesegretario generale dell'ONU Pino Arlacchi. Entrambi evidenziano come l'attuale impianto delle Nazioni Unite sia paralizzato dalla mancanza di garanzie giuridiche e operative, rendendo l'istituzione impotente di fronte alle guerre contemporanee. La spinta verso una progressiva democratizzazione delle istituzioni internazionali trova fondamento nella constatazione che l'attuale ordine internazionale non riflette pi&amp;ugrave; la demografia n&amp;eacute; la reale distribuzione del potere sul pianeta, privando di una reale rappresentanza i popoli del Sud globale. Democratizzare il sistema multilaterale significa, sul piano teorico, applicare a livello globale i medesimi principi di eguaglianza, separazione dei poteri e sovranit&amp;agrave; popolare che l'Occidente ha storicamente preteso di difendere solo entro i propri confini nazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Luigi Ferrajoli, teorico del costituzionalismo globale, sostiene nel suo saggio &lt;em&gt;Per una Costituzione della Terra&lt;/em&gt; che l'attuale Carta dell'ONU sia solo un embrione di costituzione privo di reali meccanismi di attuazione. Nel delineare il dramma contemporaneo di un'umanit&amp;agrave; al bivio, Ferrajoli scrive: &quot;I pericoli di guerra nucleare, le emergenze climatiche, la crescita delle disuguaglianze e il dramma dei migranti dipendono dall'assenza di limiti ai poteri selvaggi degli Stati sovrani e dei mercati globali&quot;. Ferrajoli propone la creazione di istituzioni globali di garanzia per la salute e l'istruzione indipendenti dagli interessi dei singoli Stati, l'istituzione di un demanio planetario volto a sottrarre i beni fondamentali della Terra (come l'acqua e l'aria) alle logiche di mercato, e un bando globale delle armi che sancisca l'illegittimit&amp;agrave; giuridica della guerra e l'abolizione degli eserciti nazionali. L'argomento centrale a favore di questa tesi risiede nel superamento della sovranit&amp;agrave; assoluta degli Stati storicamente privileged, poich&amp;eacute; &quot;l'universalismo dei diritti umani e delle loro garanzie &amp;egrave; incompatibile con la cittadinanza, che &amp;egrave; l'ultimo accidente di nascita che differenzia le persone per ragioni di status&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal punto di vista politico e strutturale, Pino Arlacchi affronta la crisi d'efficacia del Palazzo di Vetro promuovendo un programma di democrazia istituzionale radicale, imperniato sul trasferimento della totale sovranit&amp;agrave; decisionale dal Consiglio di Sicurezza all'Assemblea Generale. Nel presentare le sue proposte per la rifondazione democratica dell'organismo internazionale, Arlacchi ha esplicitamente dichiarato: &quot;Esistono cinque articoli della Carta che prevedono il diritto di veto, il veto su qualunque tentativo di riforma dell'organizzazione. &amp;Egrave; ovvio che una simile assurdit&amp;agrave; era macroscopica fin dall'inizio&quot;. La democratizzazione, nell'ottica di Arlacchi, passa necessariamente per il depotenziamento dei privilegi oligarchici del post-1945, affinch&amp;eacute; &quot;l'Assemblea diventi sovrana e si trasformi in un vero e proprio Parlamento mondiale, esprimendo un esecutivo pi&amp;ugrave; consono al mondo attuale. Un mondo che &amp;egrave; cambiato, dove i Sud del mondo hanno assunto un'altra dimensione politica, economica e culturale&quot;. Inoltre, Arlacchi evidenzia l'inefficacia degli attuali Caschi Blu e propone la creazione di una forza d'intervento rapido permanente e indipendente, direttamente subordinata all'ONU, in grado di imporre la pace e prevenire genocidi e massacri nei teatri di crisi pi&amp;ugrave; drammatici, parallelamente al potenziamento di un Ufficio Prevenzione per disinnescare le tensioni diplomatiche prima che sfocino in conflitti aperti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le analisi di Sachs, Ferrajoli e Arlacchi convergono cos&amp;igrave; verso un'unica conclusione: il mondo multipolare non pu&amp;ograve; essere governato con le vecchie regole del 1945. Se l'approccio economico di Sachs fotografa il riequilibrio dei fattori produttivi e avverte dei rischi geopolitici sistemici, Ferrajoli fornisce l'intelaiatura giuridica globale per proteggere i diritti fondamentali, mentre Arlacchi traccia la via pratica per democratizzare le istituzioni internazionali, delineando insieme l'identikit di una governance mondiale finalmente vincolante, democratica e multilaterale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riferimenti Bibliografici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Jeffrey Sachs&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;The Ages of Globalization: Geography, Technology, and Institutions&lt;/em&gt;, Columbia University Press, 2020.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Jeffrey Sachs&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;A New Foreign Policy: Beyond American Exceptionalism&lt;/em&gt;, Columbia University Press, 2018.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Luigi Ferrajoli&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Per una Costituzione della Terra. L'umanit&amp;agrave; al bivio&lt;/em&gt;, Feltrinelli, Milano, 2022.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Luigi Ferrajoli&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Principia iuris. Teoria del diritto e della democrazia&lt;/em&gt;, Laterza, Roma-Bari, 2007.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Pino Arlacchi&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Il mondo nuovo. Contro le guerre e la violenza globale&lt;/em&gt;, Chiarelettere, Milano, 2024.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Pino Arlacchi&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;L'inganno e la paura. Il mito del caos globale&lt;/em&gt;, Il Saggiatore, Milano, 2003.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
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                            <item>
                    <title>Succubi e complici di americani ed israeliani</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-succubi_e_complici_di_americani_ed_israeliani/52860_68437/</link>
                    <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 16:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Giannini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo; Italia, in politica estera, &amp;egrave; sempre stata un paese a sovranit&amp;agrave; limitata, a causa delle ingerenze degli americani, della Chiesa, e degli interessi nascosti dietro alle strategie della Nato. Tuttavia, in alcuni casi, ha cercato di mantenere una certa autonomia (competenza territoriale), pensiamo alla crisi di Sigonella del 1985.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Non &amp;egrave; avvenuto invece nella circostanza della strage del Cermis e in altri episodi in cui vi erano coinvolgimenti militari. La sudditanza bellica si &amp;egrave; amplificata con la prima guerra del Golfo nel 1990 e con le &amp;ldquo;guerre umanitarie&amp;rdquo;, ad iniziare dai bombardamenti su Belgrado nel 1999 avallati da D&amp;rsquo;Alema e Mattarella. Tutto ha preso vita all&amp;rsquo;indomani della crisi del blocco dei Paesi dell&amp;rsquo;Est. Questa cessione di sovranit&amp;agrave; &amp;egrave; stata completata dai i governi che hanno accettato il dogma della globalizzazione liberista e l&amp;rsquo;impianto tecno-austeritario della UE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad aggravare le conseguenze derivanti dall&amp;rsquo;incapacit&amp;agrave; decisionale, o meglio dalla volont&amp;agrave; di far decidere ad altri, con ripercussioni impattanti sulla vita quotidiana della popolazione, &amp;egrave; giunta, in anni recenti, la vocazione guerrafondaia dell&amp;rsquo;Occidente. Dagli affari sporchi in Ucraina alla legittimazione del genocidio della popolazione palestinese. Israele giustifica i suoi crimini dicendo di agire in prima linea per difendere valori comuni ai Paesi occidentali contro il pericolo islamista. Una scusa che non regge pi&amp;ugrave;, anche se, soprattutto negli ambienti delle destre, dall&amp;rsquo;America all&amp;rsquo;Europa, ritorna la propaganda anti-araba. Il radicalismo che vende e fa notizia, con l&amp;rsquo;accettazione di pronunce razziste, quali sostituzione etnica o remigrazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando gli alleati sono invece le petromonarchie arabe, che inondano i mercati di soldi e petrolio, il sangue che scorre (il finanziamento al terrorismo, la repressione delle donne e del dissenso) non si vede. In questo caso nessun pericolo per i governi occidentali. L&amp;rsquo; Europa, dopo la storica sudditanza verso gli Stati Uniti, ora &amp;egrave; succube anche dei sionisti e di un mondo israeliano sempre pi&amp;ugrave; incattivito. I primi, mirando, continuamente, ai loro esclusivi interessi, stanno accompagnando il declino del Vecchio Continente, oramai sulla strada dell&amp;rsquo;irrilevanza politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I secondi, con metodi discutibili e la prepotenza, considerano ingenui gli europei, che ancora credono, formalmente, allo Stato di diritto. Anzi, sulla scia trumpiana cercano di smantellarne le difese, auspicando un futuro governo del mondo basato sulla forza. Dove combinare potenza economica e tecnologia con il nazionalismo estremo ed il razzismo. La legge suprematista che d&amp;agrave; vita al capitalismo autoritario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A causa di questi elementi criticare Israele od esprimere vicinanza ai palestinesi diventa un crimine da inventare. Cos&amp;igrave; accade che, da oltre un anno, docenti e studenti, che hanno, semplicemente, partecipato a manifestazioni in solidariet&amp;agrave; con il popolo palestinese, o ne hanno discusso a scuola siano stati &quot;attenzionati&quot; dalle forze dell&amp;rsquo;ordine. Con la scusa di ricercare cellule eversive o fanatici religiosi (non i sionisti per&amp;ograve;) l&amp;rsquo;intento &amp;egrave; di zittire ogni voce critica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In diversi luoghi d'Italia, in particolare nelle citt&amp;agrave; &quot;calde&quot;, che hanno una tradizione di sinistra e movimentista, gli insegnanti, anche se non appartenenti a nessuna realt&amp;agrave; politica, hanno subito prepotenze da parte di dirigenti e colleghi, perquisizioni domestiche e altri provvedimenti limitativi della libert&amp;agrave; personale. Restrizioni immotivate basate solo sulla vicinanza ideologica e la compartecipazione emotiva al dolore. All&amp;rsquo;interno di questo clima di caccia alle streghe la lista delle sopraffazioni e delle angherie di Stato &amp;egrave; lunga: la circolare di fine 2025 con cui il ministro dell(a) (d)'istruzione chiedeva informazioni (schedatura?) sul numero di studenti palestinesi presenti nelle scuole; nei mesi precedenti, veniva inibita la bandiera palestinese in pubblico, al Giro d'Italia, durante spettacoli od eventi sportivi, sul balcone di casa propria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Successivamente, quando le proteste oceaniche, in tutto il mondo, sono diventate virali (potenza della rete), allora i governi al servizio dei sionisti, malgrado le censure, la propaganda ed il supporto logistico-militare complice del genocidio non hanno potuto pi&amp;ugrave; nascondere quanto fosse evidente. &amp;nbsp;Allora le restrizioni sono state limitate. Dopo &amp;egrave; arrivata la proposta di legge Gasparri-Delrio, che ha provato ad equiparare l'antisionismo all'antisemitismo. Ancora adesso, c'&amp;egrave; chi, prima di parlare di genocidio attende la pronuncia dei demografi come Mieli (e in Ruanda? e a Srebrenica?); chi parla di escursionisti riguardo ai coloni (tg rai); e chi minimizza (Mentana) o sorvola ( Molinari, Sechi, le destre alleate dei criminali al governo in Israele e i sionisti &quot;liberal-democratici&quot;). D&amp;rsquo;altronde &amp;egrave; il clima di repressione e censura che subiamo da anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; di questi giorni la notizia che il gruppo musicale inglese dei Massive Attack &amp;egrave; stato bandito da Singapore per aver esposto la bandiera della Palestina. Per fortuna ci sono ancora artisti che hanno il coraggio di prendere posizione, a differenza di coloro che si astengono (vedi Francesco De Gregori) e si dichiarano sionisti (Erri De Luca). L&amp;rsquo;indifferenza &amp;egrave; paragonabile a chi fa il tifo per i conflitti armati. Spingono per un esercito europeo in funzione antirussa e reclutano personalit&amp;agrave; della stampa ed esperti di fantomatici istituti di affari internazionali (enti che ricevono finanziamenti da privati, multinazionali ed anche dal Ministero degli Esteri) solo per promuovere la guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;L&amp;rsquo;ultima &amp;egrave; l&amp;rsquo;inquietante Nathalie Tocci, che sollecita l&amp;rsquo;invio di truppe in Ucraina, il che si traduce nel nostro coinvolgimento diretto (&amp;ldquo;&lt;em&gt;l&amp;rsquo;Europa deve avere il coraggio di affrontare la guerra&amp;rdquo;&lt;/em&gt;, scrive). Carne da cannone per le donne in primo piano: Ursula von der Leyen, Kaja Kallas, Pina Picierno, fino alla Elly Schlein, che, finalmente, ha scoperto le carte. I pacifisti, invece, e chi pretende il dialogo tra le parti trattati come incoscienti o filoputiniani. La libert&amp;agrave; di pensiero e manifestazione ostacolate dagli interessi militari. Non accade in Russia, Cina o Turchia, ma nelle cd. democrazie occidentali.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il Principe</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immagine+2026-08-05+180149.png/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>   &quot;Qualcuno ha qualche idea?&quot;: il surreale appello del Pentagono su come continuare la guerra contro l'Iran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-qualcuno_ha_qualche_idea_il_surreale_appello_del_pentagono_su_come_continuare_la_guerra_contro_liran/45289_68439/</link>
                    <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 16:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Francesco Corrado&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcuno ha un'idea per continuare la guerra contro l'Iran? Sembrerebbe uno scherzo ma non lo &amp;egrave; infatti, questa &amp;egrave;, in sostanza, una richiesta fatta dal Pentagono ai propri dipendenti su cosa fare nel teatro di guerra nel Golfo Persico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di una mail in cui un alto ufficiale del CENTCOM con sede in Bahrain fa una richiesta ai dipendenti del Pentagono in cui si scrive testualmente: &quot;Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per esercitare pressione e punire l'Iran.&quot; Il testo &amp;egrave; orripilante gi&amp;agrave; per le espressioni usate come &quot;non convenzionale&quot; e &quot;punire&quot;, che gi&amp;agrave; evocano abbastanza chiaramente una richiesta di inventarsi nuove atrocit&amp;agrave; che gli americani potrebbero commettere, visto che quasi tutti i crimini di guerra possibili gi&amp;agrave; sono stati commessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Basterebbe guardare le dichiarazioni di Trump che le ammette apertamente anzi le rivendica. Ci&amp;ograve; che &amp;egrave; pi&amp;ugrave; sconcertante &amp;egrave; la sostanziale ammissione: &quot;non abbiamo un piano&quot;. La richiesta manifesta l'attuale situazione di stallo nel conflitto dato che la strategia bellica USA, cio&amp;egrave; i bombardamenti aerei, ha portato ad un nulla di fatto. L'Iran resiste, tiene chiuso lo stretto di Hormuz e attacca a piacimento le basi militari statunitensi in tutta la regione. Secondo quanto detto e scritto da Trump e da Hegseth, nel corso del passato fine settimana sarebbe dovuta partire una nuova ondata di attacchi nei confronti dell'Iran che, secondo le parole del presidente e del comico ministro della guerra, sarebbe stata di proporzioni mai viste dalla fine della seconda guerra mondiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutta fuffa. Invece, analisti militari e fonti ufficiali parlavano apertamente della preoccupante scarsezza di munizioni (in parte andate perse in Ucraina) soprattutto dei sistemi antimissile Patriot e THAAD, che hanno un costo elevato ma soprattutto una lentezza nella fabbricazione del tutto incompatibile con i due impegni militari attuali: Ucraina e Iran. Addirittura Larry Johnson riportava che la Navy statunitense aveva affermato pubblicamente di avere pi&amp;ugrave; tubi di lancio verticali (VLS) che missili da lanciare e la cosa riguarda pure l'esercito. Inoltre la carenza di munizioni riguarda anche i missili d'attacco Tomahawk di cui &amp;egrave; stato fatto grande uso gi&amp;agrave; nella prima fase del conflitto cio&amp;egrave; a marzo ed aprile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il consumo di missili dal costo elevatissimo e caratterizzati dalla lentezza del processo produttivo renderebbe impossibile agli USA il prosieguo del conflitto senza un radicale cambio di strategia. Con i livelli di produzione attuali ci verrebbero tra i tre ed i cinque anni per rimpinguare i magazzini vuoti. Ma non finisce qua; un altro problema &amp;egrave; la mancanza di componenti per cui anche se si volessero spendere cifre folli (cifre in effetti stanziate) sarebbe difficile incrementare nel breve periodo la produzione. La problematica si stava gi&amp;agrave; manifestando con le munizioni fornite dalla NATO all'Ucraina per il conflitto con la Russia. Gi&amp;agrave; l&amp;igrave;, a causa delle tecnologie sviluppate dai russi, il consumo di Patriot &amp;egrave; stato enorme ma, soprattutto, superiore alla capacit&amp;agrave; costruttiva. Ricordiamo che per ogni missile in arrivo bisogna usare svariati missili intercettori addirittura fino a 8 e parliamo di missili con una efficacia limitata dato che si tratta di progetti degli anni '70: implementati, certo, ma con limiti evidenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di Patriot se ne producono poche centinaia l'anno mentre in caso di attacchi seri, come quelli russi o iraniani, un centinaio di questi razzi intercettori si consuma in un fine settimana. Fin quando si fanno le guerre in 50 contro 1 e contro paesi indifesi come l'Afghanistan, i nodi non vengono al pettine, ma nel contesto di guerra attuale, con droni e missili super avanzati, come quelli russi e iraniani, i problemi si fanno seri. Insomma la prima mossa degli USA &amp;egrave; consistita nel provare col terrorismo interno, fomentando le finte manifestazioni di gennaio contro il governo iraniano condotte da terroristi amici, alcuni dei quali provvidenzialmente rilasciati dalle carceri siriane grazie agli alleati dell'ISIS.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fallito questo tentativo hanno optato per la strategia, nei primi giorni di guerra propriamente cinetica, della decapitazione della classe dirigente iraniana ed anche questa tattica non ha dato nessun frutto. Allora hanno ripiegato sulla guerra terroristica, attuata con bombardamenti, che caratterizza il paese a stelle e strisce dalla sua nascita, ma non solo non sono riusciti a piegare l'Iran, ma anzi la Repubblica Islamica, coi suoi contrattacchi, sta scompaginando la presenza degli USA in Medio Oriente. Le idee, come le armi, stanno finendo e l'Iran rimane solido sulle sue posizioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, a questo punto, tanto vale chiedere un po' a tutti se si ha un'idea qualsiasi da mettere in campo, sperando che esca fuori qualcosa almeno da poter vendere alla stampa con lettori lobotomizzati che credono un po' a tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo quindi nel campo dell'avanspettacolo, mentre la dirigenza sia civile che militare iraniana &amp;egrave; composta da strateghi di alto livello, forse non adusi alla atrocit&amp;agrave; tipiche di Israele ed USA, ma a condurre in modo efficace una guerra vera: guerra che stiamo perdendo tutti e non solo l'amministrazione Trump.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/ChatGPT+Image+5+ago+2026%2C+18_30_41.png/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Dalle teorie di Brzezinski a Palantir: come il conflitto in Ucraina è diventato il più grande test bellico degli USA</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dalle_teorie_di_brzezinski_a_palantir_come_il_conflitto_in_ucraina__diventato_il_pi_grande_test_bellico_degli_usa/51621_68436/</link>
                    <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 12:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La tesi avanzata da Jeffrey Sachs e Sybil Fares &amp;egrave; chiara: la guerra in Ucraina non &amp;egrave; soltanto uno scontro tra Mosca e Kiev, ma il prodotto di una strategia statunitense pianificata da oltre trent&amp;rsquo;anni. Una strategia che ha trasformato il territorio ucraino nel principale campo di battaglia e di prova per la nuova guerra tecnologica contemporanea, mentre Kiev continua a pagare un prezzo umano, economico e territoriale altissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi il potere del complesso militare-industriale non comprende pi&amp;ugrave; soltanto generali e fabbricanti di armi. Riunisce societ&amp;agrave; informatiche, fondi d'investimento, imprese energetiche, servizi di intelligence e colossi del tech. Questo sistema non influenza semplicemente la politica estera degli Stati Uniti, ma tende a egemonizzarla, determinandone del tutto obiettivi e strumenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea non nasce con il conflitto attuale. Nel suo celebre saggio &lt;em&gt;La grande scacchiera&lt;/em&gt;, Zbigniew Brzezinski indicava l&amp;rsquo;Ucraina come uno dei principali perni geografici dell&amp;rsquo;Eurasia. Senza Kiev, sosteneva, la Russia avrebbe incontrato enormi difficolt&amp;agrave; nel conservare il rango di grande potenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da questa prospettiva, l&amp;rsquo;allargamento della NATO non &amp;egrave; stato soltanto un processo di integrazione politica dei Paesi dell&amp;rsquo;Europa orientale nell'alleanza occidentale, ma il progressivo avanzamento dell&amp;rsquo;infrastruttura strategica verso i confini russi. Bill Clinton ha avviato con forza l&amp;rsquo;espansione; George W. Bush ha aperto alla futura adesione di Ucraina e Georgia; Barack Obama ha sostenuto i nuovi equilibri politici nati a Kiev nel 2014 dopo la deposizione del governo filo-russo; Donald Trump ha fornito le prime armi controcarro; Joe Biden ha respinto le richieste russe per una nuova architettura di sicurezza europea. Presidenti diversi, con linguaggi e stili differenti, hanno garantito una notevole continuit&amp;agrave; strategica: impedire a Mosca di ricostruire un&amp;rsquo;area di influenza autonoma nello spazio post-sovietico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vera trasformazione riguarda per&amp;ograve; il piano militare. L&amp;rsquo;Ucraina &amp;egrave; diventata un immenso laboratorio bellico nel quale vengono sperimentati droni, sistemi di riconoscimento automatico, guerra elettronica, connessioni satellitari e software capaci di individuare bersagli elaborando enormi quantit&amp;agrave; di dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo ecosistema gioca un ruolo centrale Palantir, societ&amp;agrave; nata anche grazie al sostegno finanziario dell'intelligence statunitense e oggi impegnata nell&amp;rsquo;analisi del campo di battaglia ucraino. I dati raccolti durante milioni di missioni alimentano algoritmi creati per accelerare la scelta degli obiettivi e automatizzare la gestione delle operazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Militarmente, il vantaggio per gli Stati Uniti &amp;egrave; evidente: osservare la risposta delle armi russe, sperimentare contromisure, perfezionare i propri sistemi e addestrare gli algoritmi senza impegnare direttamente le proprie truppe sul campo, azzerando il rischio di perdite umane. Tuttavia, pi&amp;ugrave; Washington partecipa alla scelta dei bersagli, alla pianificazione delle rotte e alla trasmissione delle informazioni, pi&amp;ugrave; sottile diventa il confine tra semplice sostegno militare e partecipazione diretta al conflitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul piano economico, lo scontro ha innescato una nuova ed enorme espansione della spesa militare occidentale. Gli arsenali europei devono essere ricostituiti, le infrastrutture digitali ammodernate, le fabbriche di munizioni ampliate. Le aziende di armamenti, satelliti, software e droni si trovano di fronte a un mercato estremamente ricco e destinato a durare a lungo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Europa finanzia con denaro pubblico buona parte di questa trasformazione, ma resta dipendente dalle tecnologie, dai sistemi informativi e dalle piattaforme statunitensi. Il risultato geoeconomico &amp;egrave; paradossale: mentre dichiara di voler raggiungere un'autonomia politica e strategica, l'Unione Europea aumenta la propria dipendenza industriale e militare da Washington.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche l&amp;rsquo;Ucraina viene progressivamente integrata in questo sistema. Le sue risorse minerarie, le infrastrutture energetiche, le competenze informatiche e l&amp;rsquo;esperienza maturata sul campo diventano elementi di una nuova economia di guerra. Kiev riceve armi e finanziamenti, ma accumula debiti, perde popolazione e vede ridursi inesorabilmente i propri margini di sovranit&amp;agrave; politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il legame con l&amp;rsquo;Iran, inoltre, non &amp;egrave; secondario. Brzezinski considerava anche Teheran uno snodo fondamentale: controllare l'area iraniana significa influenzare il Golfo Persico, il Mar Caspio, le rotte energetiche e i collegamenti tra Asia centrale, Russia, Cina e Medio Oriente. Le tecnologie sperimentate contro la Russia possono essere trasferite ai Paesi del Golfo per contrastare la minaccia iraniana. L&amp;rsquo;Ucraina diventa cos&amp;igrave; il banco di prova, mentre il Medio Oriente rappresenta il grande mercato di sbocco e il secondo fronte della competizione geopolitica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un lato, Washington cerca di impedire la saldatura di un blocco continentale tra Russia, Cina e Iran; dall'altro punta a mantenere il controllo sulle rotte energetiche, sulle tecnologie decisive e sui sistemi finanziari internazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La contraddizione finale riguarda l&amp;rsquo;Ucraina stessa. Presentata come beneficiaria della protezione occidentale, si ritrova con territori perduti, infrastrutture distrutte, milioni di profughi e una vita politica fortemente limitata e subordinata alle esigenze della guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pace richiederebbe un compromesso basato sulla neutralit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Ucraina e su nuove garanzie per la sicurezza europea. Un simile accordo, tuttavia, ridurrebbe l&amp;rsquo;utilit&amp;agrave; strategica del Paese come avamposto anti-russo e interromperebbe un ciclo economico estremamente redditizio per gli USA e per le grandi multinazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La guerra continua dunque non solo per l'incapacit&amp;agrave; di Mosca e Kiev di trovare un'intesa, ma perch&amp;eacute; attorno al conflitto si &amp;egrave; consolidato un sistema di interessi per il quale la pace appare meno vantaggiosa della prosecuzione dello scontro. Il timore espresso da Dwight Eisenhower nel 1961 &amp;mdash; che l&amp;rsquo;apparato militare e tecnologico potesse prendere il sopravvento sulla politica &amp;mdash; trova oggi nella drammatica vicenda ucraina la sua pi&amp;ugrave; evidente conferma.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Screenshot_20260805_124105_Chrome.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Dagli attacchi nel Mar Rosso allo Stretto di Hormuz: le ore decisive della diplomazia Usa-Iran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dagli_attacchi_nel_mar_rosso_allo_stretto_di_hormuz_le_ore_decisive_della_diplomazia_usairan/45289_68431/</link>
                    <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il quadro delle relazioni e delle tensioni internazionali in Medio Oriente continua a registrare segnali complessi e contrastanti. Da un lato, la Casa Bianca mostra un spiccato ottimismo circa i canali di dialogo con l'Iran; dall'altro, la diplomazia di Teheran mantiene una linea di cautela, smentendo l'esistenza di negoziati diretti con Washington. Nel corso di un'intervista a Fox News, il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito la presenza di interazioni positive, sostenendo che la riluttanza iraniana nell'ammettere i contatti risponda a logiche tattiche, e ha avvertito che l'assenza di un'intesa porterebbe a conseguenze severe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente, si registrano passi in avanti sul fronte della sicurezza marittima, in particolare per quanto riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz. L'Iran ha definito positivi gli incontri svolti con la mediazione dell'Oman, mentre dal governo statunitense giungono conferme su possibili sviluppi a breve termine: il Segretario di Stato Marco Rubio ha menzionato progressi concreti e il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha prospettato la possibilit&amp;agrave; di raggiungere un&amp;rsquo;intesa in tempi ristretti. In questo contesto di mediazione internazionale si inserisce anche il dialogo tra l'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, e il presidente Trump, volto a sostenere lo sforzo dei paesi garanti per una risoluzione diplomatica del conflitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La situazione sul campo rimane tuttavia contrassegnata da un'elevata pressione militare e da continui episodi di crisi navale e umanitaria. Mentre le forze statunitensi proseguono le operazioni di monitoraggio e blocco, dichiarando il dirottamento di 45 navi mercantili nell'ambito delle misure di contrasto all'Iran, l'area del Mar Rosso registra nuovi incidenti, tra cui l'attacco a un mercantile indiano al largo dello Yemen con il successivo recupero dell'equipaggio da parte della guardia costiera locale. Sempre nel contesto mediorientale, rimangono drammatiche le ripercussioni sulla popolazione civile a Gaza, dove le comunit&amp;agrave; locali continuano a commemorare le numerose vittime dei raid aerei degli ultimi anni.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Striscia di Gaza, la tragedia dopo gli scavi: l'ultimo saluto a 112 vittime ritrovate sotto i detriti</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-striscia_di_gaza_la_tragedia_dopo_gli_scavi_lultimo_saluto_a_112_vittime_ritrovate_sotto_i_detriti/45289_68432/</link>
                    <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel quartiere di Al-Sabra a Gaza City si sono svolti i funerali di 112 persone i cui resti sono stati estratti dalle macerie a distanza di quasi tre anni dal bombardamento che ne aveva causato la morte. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di migliaia di residenti, ha rappresentato uno dei momenti commemorativi pi&amp;ugrave; imponenti registrati nell'area per numero di salme coinvolte in un unico rito funebre. I corpi, avvolti nelle bandiere palestinesi, appartengono ai membri delle famiglie Abu Sharia e Al-Hasayna, rimasti uccisi il 23 novembre 2023 a seguito dell'abbattimento delle palazzine residenziali in cui si trovavano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;Gaza holds mass funeral for 112 victims recovered after three years&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/J1wkAuqFoMs&quot; width=&quot;1059&quot; height=&quot;595&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le operazioni di recupero condotte dalla Protezione Civile locale hanno permesso di identificare tra i resti restituiti dal crollo 40 minori, 38 donne e 7 persone con disabilit&amp;agrave;. I soccorritori hanno tuttavia evidenziato come il bilancio di quel singolo bombardamento rimanga incompleto, stimando la presenza di ulteriori 157 salme ancora sepolte sotto i detriti dello stesso complesso. Le attivit&amp;agrave; di scavo procedono in condizioni igienico-sanitarie critiche e con strumenti precari, riflettendo una situazione strutturale che, secondo le stime delle autorit&amp;agrave; locali, vede ancora circa 9.500 salme non recuperate nell'intero territorio della Striscia a causa della mancanza di macchinari pesanti e attrezzature specializzate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'estrazione dei resti e la successiva cerimonia si inseriscono nel complesso scenario successivo al cessate il fuoco dell'ottobre 2025, giunto a chiusura della fase pi&amp;ugrave; intensa delle ostilit&amp;agrave; avviatesi nell'ottobre 2023. I dati forniti dal Ministero della Salute e dalle organizzazioni internazionali tracciano un bilancio complessivo di oltre 73.000 vittime e 174.000 feriti dall'inizio del conflitto, unitamente a una devastazione che ha colpito circa il 90% delle infrastrutture umane e civili con stime di ricostruzione valutate dalle Nazioni Unite nell'ordine dei 70 miliardi di dollari. Nonostante la tregua in vigore, il contesto sul campo rimane precario, segnato da periodiche riprese dei bombardamenti e da un conteggio delle vittime che continua a salire anche nel periodo successivo all'accordo di intesa.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Iran, Hormuz e il boom del petrolio: chi sta guadagnando miliardi dalla crisi energetica</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-iran_hormuz_e_il_boom_del_petrolio_chi_sta_guadagnando_miliardi_dalla_crisi_energetica/45289_68433/</link>
                    <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo &lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/features/2026/8/4/why-are-oil-companies-posting-record-profits-amid-iran-war-disruption&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;un'inchiesta&lt;/a&gt; di Al Jazeera, la chiusura dello strategico Stretto di Hormuz in Medio Oriente ha interrotto le rotte energetiche globali, innescando un prolungato aumento dei prezzi del petrolio con profonde ripercussioni sui mercati di tutto il mondo. A migliaia di chilometri di distanza dal Golfo, il costo della vita &amp;egrave; schizzato alle stelle, con un forte aumento dei prezzi delle case negli Stati Uniti e in Europa, mentre le principali compagnie petrolifere internazionali hanno realizzato profitti straordinari sfruttando l'onda lunga del conflitto con l'Iran e l'estensione delle ostilit&amp;agrave; al Mar Rosso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre la guerra prosegue senza una fine all'orizzonte, colossi come ExxonMobil, Chevron, Shell, TotalEnergies e BP hanno tratto enormi vantaggi dal fatto di avere le proprie attivit&amp;agrave; di produzione e fornitura dislocate per lo pi&amp;ugrave; lontano dal collo di bottiglia di Hormuz. Nel dettaglio, la statunitense ExxonMobil ha registrato utili nel secondo trimestre pari a 14,5 miliardi di dollari (con un dato rettificato di 14,7 miliardi), segnando il profitto trimestrale pi&amp;ugrave; alto degli ultimi quattro anni grazie agli elevati prezzi del greggio e ai forti margini di raffinazione, pur mancando di poco le stime di Wall Street a causa di interruzioni produttive in Qatar. La connazionale Chevron ha riportato 12 miliardi di dollari di utili, il miglior risultato trimestrale da sei anni. Come evidenziato da Reuters, i profitti delle sue attivit&amp;agrave; d'esplorazione e produzione (&lt;em&gt;upstream&lt;/em&gt;) sono cresciuti del 200% su base annua a 8,2 miliardi di dollari, mentre il settore raffinazione (&lt;em&gt;downstream&lt;/em&gt;) ha toccato i 4,9 miliardi, miglior risultato dai primi anni 2010.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La spinta positiva ha interessato anche il mercato europeo e mediorientale. Il gruppo anglo-olandese Shell ha pi&amp;ugrave; che raddoppiato gli utili trimestrali raggiungendo quasi 10 miliardi di dollari di ricavi e battendo le stime degli analisti, sorretto dai prezzi di gas e petrolio e dalla tenuta del settore del gas naturale liquefatto (GNL). La francese TotalEnergies ha registrato un incremento degli utili del 67%, spinta dai margini della raffinazione chimica, mentre la britannica BP ha toccato 5,73 miliardi di dollari di utile, oltre il doppio rispetto all'anno precedente. Persino il colosso statale Saudi Aramco ha beneficiato della congiuntura favorevole, registrando un balzo degli utili del 44% a 32,69 miliardi di dollari grazie all'uso dell'oleodotto East-West Pipeline, che ha permesso al regno di aggirare il blocco di Hormuz.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spiegando ad Al Jazeera le dinamiche di questo boom finanziario, Muyu Xu, analista senior del settore petrolifero presso la societ&amp;agrave; di intelligence Kpler, ha sottolineato che il prezzo medio globale del greggio scambiato sull'Intercontinental Exchange ha raggiunto i 96,68 dollari al barile nella seconda met&amp;agrave; del 2026, a fronte dei 78,38 dollari del primo trimestre e dei 66,71 dollari del secondo trimestre 2025. Questa dinamica ha favorito i produttori non penalizzati dalle strettoie del Golfo e ha garantito margini eccezionali alle raffinerie occidentali a causa della scarsit&amp;agrave; di prodotti finiti dal Medio Oriente. Tra aprile e giugno, i futures sul petrolio USA sono saliti a una media di circa 92 dollari al barile (+27% sul trimestre precedente). Contestualmente, i dati forniti da FactSet indicano che l'intero comparto energetico ha guidato la crescita dell'indice S&amp;amp;P 500 con un aumento degli utili del 135,3% su base annua. Secondo gli economisti, la leva operativa ha fatto s&amp;igrave; che i profitti delle aziende crescessero molto pi&amp;ugrave; rapidamente dei semplici ricavi, generando un autentico guadagno inaspettato per il settore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto ci&amp;ograve; si &amp;egrave; tradotto in una forte pressione sulle finanze dei consumatori. I dati dell'American Automobile Association evidenziano come negli Stati Uniti il prezzo medio della benzina abbia superato i 4 dollari al gallone, con un incremento del 40% rispetto ai livelli prebellici. Nel Regno Unito, il Royal Automobile Club ha registrato il nuovo record storico della benzina a 160,85 pence al litro e del diesel oltre i 180 pence al litro, mentre gli analisti della societ&amp;agrave; di consulenza EY hanno lanciato l'allarme sul rischio di una contrazione dell'economia britannica nel 2027 se lo Stretto di Hormuz non torner&amp;agrave; navigabile entro la met&amp;agrave; del prossimo anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La situazione ha provocato anche forti reazioni politiche a Washington, dove le Big Oil mantengono da sempre una grande influenza. A fronte dei profitti miliardari accumulati dal settore, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si &amp;egrave; espresso con durezza alla Casa Bianca, accusando compagnie come ExxonMobil e Chevron di speculare sulla scarsit&amp;agrave; di risorse per guadagnare cifre sproporzionate. Trump ha dichiarato di pretendere che le aziende energetiche restituiscano una parte di questi profitti al pubblico e provvedano tempestivamente a tagliare i prezzi al dettaglio per i consumatori.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>&quot;Scorte al limite&quot;: il retroscena CNN sulla difesa USA nel conflitto iraniano</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-scorte_al_limite_il_retroscena_cnn_sulla_difesa_usa_nel_conflitto_iraniano/82_68434/</link>
                    <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo &lt;a href=&quot;/dettnews-guerra_alliran_scorte_usa_al_limite_il_pentagono_investe_miliardi_per_ricostituire_gli_arsenali/82_68426/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;le indiscrezioni d&lt;/a&gt;i Reuters e CBS sull'impiego quasi totale dei missili di precisione a lungo raggio da parte degli Stati Uniti, arrivano nuovi dettagli sul fronte delle scorte militari americane nel conflitto con l'Iran. Ora &amp;egrave; la CNN &lt;a href=&quot;https://www.cnn.com/2026/08/04/politics/us-iran-key-missile-interceptors-low&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;a lanciare l'allarme&lt;/a&gt;: gli USA avrebbero ormai esaurito quasi l'80% degli intercettori per il THAAD, uno dei loro principali sistemi di difesa missilistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo la ricostruzione della CNN, la drastica riduzione delle riserve di munizioni, unita alle preoccupazioni degli alleati mediorientali per possibili ritorsioni iraniane, avrebbe spinto Trump ad annullare i raid su larga scala previsti contro le infrastrutture dell'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I funzionari del Pentagono e della Casa Bianca hanno tuttavia smentito le indiscrezioni sui problemi di approvvigionamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il portavoce principale del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato alla CNN che &amp;laquo;l'esercito americano &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; potente al mondo e dispone di tutto il necessario per agire nel momento e nel luogo scelti dal Presidente&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulla stessa linea la portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, che ha aggiunto: le forze armate &amp;laquo;hanno munizioni e scorte pi&amp;ugrave; che sufficienti per raggiungere tutti gli obiettivi strategici del presidente Trump, e persino andare oltre&amp;raquo;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/thumbs_b_c_23bc804257fc6b4afeda155a6c3cc33c.webp/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Iran-USA, scoppia il caso dei dati manipolati: il nuovo metodo del Pentagono per minimizzare le perdite</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-iranusa_scoppia_il_caso_dei_dati_manipolati_il_nuovo_metodo_del_pentagono_per_minimizzare_le_perdite/82_68435/</link>
                    <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha introdotto un nuovo sistema per conteggiare le perdite militari americane causate dalle rappresaglie iraniane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo un report &lt;a href=&quot;https://theintercept.com/2026/08/04/us-military-casualties-count-iran-war/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;pubblicato&lt;/a&gt; marted&amp;igrave; dalla testata investigativa statunitense &lt;em&gt;The Intercept&lt;/em&gt;, il nuovo metodo separa i soldati uccisi o feriti a partire dal 7 luglio da quelli registrati nei mesi precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le perdite subite dal 7 luglio in poi sono ora elencate in una pagina web separata del Pentagono sotto la voce generica &quot;Operazioni all'estero&quot;, anzich&amp;eacute; essere integrate nel conteggio ufficiale del &lt;em&gt;Defense Casualty Analysis System&lt;/em&gt; (DCAS) relativo al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran avvenuto tra il 27 febbraio e il 7 aprile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'amministrazione Trump cerca cos&amp;igrave; di minimizzare l'impatto delle perdite statunitensi nel confronto con Tehran. Secondo i dati pubblicati luned&amp;igrave; sulla nuova pagina, 273 soldati americani sono stati uccisi o feriti dal 7 luglio in poi. Sommando queste cifre alle vittime della rappresaglia iraniana seguita ai primi 40 giorni di scontri, il bilancio ufficiale sale a 704 tra morti e feriti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, &lt;em&gt;The Intercept&lt;/em&gt; sottolinea come precedenti inchieste abbiano gi&amp;agrave; identificato vittime confermate ma non incluse nei report ufficiali del Pentagono: conteggiando anche questi casi, il totale supererebbe le 900 unit&amp;agrave;. Secondo i dati forniti dallo stesso Dipartimento, le perdite registrate dal 7 luglio rappresentano un incremento dell'83% rispetto ai numeri precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pubblicazione dell'inchiesta segue un altro report della stessa testata diffuso a fine mese, in cui un funzionario statunitense rivelava come l'Iran avesse dimostrato una crescente capacit&amp;agrave; di colpire le basi americane in Medio Oriente combinando droni d'attacco e missili balistici avanzati. Contestualmente, altre fonti mediatiche (tra cui &lt;em&gt;HISPANTV&lt;/em&gt;) citano dati del Dipartimento della Difesa riferendo di 653 militari feriti, di cui 64 ufficiali di alto rango.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel report si evidenzia inoltre che la Repubblica Islamica ha condotto attacchi di rappresaglia contro almeno nove postazioni militari USA nella regione a partire dal 9 luglio. Un funzionario, a condizione di anonimato, ha confermato che diverse strutture hanno riportato &quot;danni significativi&quot;, mettendo a dura prova le forze statunitensi e spingendo il Pentagono a richiedere fondi straordinari per ricostituire le scorte di missili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La &quot;spiegazione&quot; del Pentagono e le accuse di insabbiamento&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rispondendo alle domande del &lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;, il Dipartimento della Difesa ha giustificato la scelta spiegando che, al termine della prima fase di aggressione durata 40 giorni, le vittime sono state riclassificate sotto la dicitura &quot;Operazioni all'estero&quot; all'interno dell'area di responsabilit&amp;agrave; del CENTCOM (il comando centrale che sovrintende le truppe in Medio Oriente).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, un funzionario del governo americano ha dichiarato a &lt;em&gt;The Intercept&lt;/em&gt; che il nuovo sistema contabile &amp;egrave; stato &quot;progettato per nascondere il reale numero delle perdite e dei feriti&quot;. Di contro, il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha respinto le accuse, definendo &quot;infondate e malevole&quot; le notizie su presunti tentativi di insabbiare i dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, le cifre ufficiali del DCAS hanno mostrato continue incongruenze. Il 21 luglio il sistema registrava 500 vittime totali dovute alla risposta iraniana, dato poi sceso a 431 senza dettagliate spiegazioni. Gi&amp;agrave; il 21 aprile precedente, il numero dei feriti in combattimento era stato decurtato di 15 unit&amp;agrave; dall'oggi al domani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Analisi condotte dalla testata &lt;em&gt;War Horse&lt;/em&gt; su documenti ufficiali del Pentagono ottenuti tramite il &lt;em&gt;Freedom of Information Act&lt;/em&gt; (FOIA) rivelano infatti che tra il 28 febbraio e l'8 aprile le perdite reali avevano gi&amp;agrave; superato quota 400, con un picco di 70 vittime registrato nella sola giornata del 18 marzo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/02024nuovmetod601_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Yemen, blocco Bab el-Mandab: Le superpetroliere saudite costrette a circumnavigare l'Africa</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-yemen_blocco_bab_elmandab_le_superpetroliere_saudite_costrette_a_circumnavigare_lafrica/82_68429/</link>
                    <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Sei superpetroliere battenti bandiera saudita hanno cambiato rotta nel Golfo di Aden negli ultimi giorni e si stanno dirigendo verso l'Africa meridionale in risposta al blocco marittimo imposto all'Arabia Saudita dalle forze armate yemenite (YAF) guidate da Ansarallah,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/six-saudi-tankers-turn-away-gulf-aden-ship-tracking-data-shows-2026-08-03/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;secondo quanto riportato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dall'agenzia Reuters&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;il 3 agosto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Citando i dati di tracciamento, l'agenzia ha precisati che le petroliere stavano tornando vuote in Arabia Saudita dopo aver consegnato petrolio ai clienti in Asia, percorrendo una rotta intorno all'Africa meridionale, attraverso il Mar Mediterraneo e attraverso il Canale di Suez.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo i calcoli di Reuters&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, circumnavigando l'Africa meridionale anzich&amp;eacute; attraversare il Mar Rosso attraverso lo stretto di Bab el-Mandab, il viaggio delle petroliere si allungherebbe di ulteriori 25 giorni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo i dati di tracciamento navale, una delle petroliere, la Dilam, aveva come destinazione il porto spagnolo di Gibilterra, all'imboccatura del Mar Mediterraneo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo due fonti del settore, le petroliere, ciascuna in grado di trasportare circa 2 milioni di barili di petrolio greggio, hanno scelto di percorrere la rotta di ritorno, molto pi&amp;ugrave; lunga, per motivi di sicurezza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/two-tankers-with-saudi-oil-exit-red-sea-over-weekend-data-shows-2026-08-02/&quot;&gt;Nel frattempo, secondo&lt;/a&gt;&amp;nbsp;i dati di Kepler, due superpetroliere che trasportavano petrolio greggio saudita sono riuscite a lasciare Bab al-Mandab luned&amp;igrave; con i transponder spenti .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il 20 luglio, le Forze Armate yemenite (YAF)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;hanno dichiarato&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita dopo che, la settimana precedente, aerei da guerra sauditi avevano bombardato la pista dell'aeroporto internazionale di Sana'a per impedire l'atterraggio di un aereo iraniano sul suolo yemenita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A causa del blocco yemenita, le navi saudite che cercano di rientrare o partire dai porti sauditi attraverso Bab al-Mandab rischiano di essere prese di mira da missili e droni delle forze armate yemenite (YAF).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Arabia Saudita ha imposto un blocco economico e aereo sulla capitale yemenita Sana'a sin dal suo intervento genocida in Yemen contro il movimento di resistenza Ansarallah nel 2015.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il blocco navale imposto dallo Yemen alle navi saudite a Bab al-Mandab giunge mentre il suo alleato Iran ha in gran parte chiuso lo Stretto di Hormuz in risposta alla guerra israelo-americana contro la Repubblica islamica, iniziata a febbraio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La chiusura dello stretto di Hormuz ha provocato un forte aumento dei prezzi mondiali dell'energia, dato che circa il 20% delle esportazioni globali di petrolio e gas transita solitamente attraverso questo stretto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/two-tankers-with-saudi-oil-exit-red-sea-over-weekend-data-shows-2026-08-02/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;i dati di Kpler, domenica solo una petroliera che trasportava gas di petrolio liquefatto, caricato in Iran, ha attraversato il confine di Hormuz.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il numero di navi cisterna che hanno transitato per Hormuz &amp;egrave; sceso a 10 sabato, dopo le 19 di venerd&amp;igrave; &amp;ndash; il numero pi&amp;ugrave; alto da met&amp;agrave; luglio, secondo i dati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I recenti attacchi yemeniti contro navi legate all'Arabia Saudita hanno spinto il mercato assicurativo marittimo londinese, la scorsa settimana, a includere ulteriori acque vicino ai porti sauditi nella sua zona &quot;ad alto rischio&quot; nel Mar Rosso, ha aggiunto&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Reuters&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Sebbene le navi saudite siano soggette al blocco yemenita, le navi commerciali di altri paesi sono libere di transitare per Bab al-Mandab.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.lloydslist.com/LL1158088/The-Week-in-Charts-Container-carriers-hold-Red-Sea-line-despite-Houthi-blockade--Tanker-stocks-up-double-digits-during-a-month-of-geopolitical-chaos&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo quanto riportato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;luned&amp;igrave;&amp;nbsp;&lt;em&gt;da Lloyd's List Intelligence&lt;/em&gt;, le navi portacontainer continuano a transitare attraverso lo stretto di Bab al-Mandab, nonostante lo Yemen stia intensificando la sua presa sulle esportazioni di petrolio saudita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Nella settimana dal 20 al 26 luglio hanno transitato nello stretto un totale di 58 navi portacontainer, il volume settimanale pi&amp;ugrave; alto registrato nell'ultimo mese, secondo i dati preliminari&quot;, ha dichiarato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Lloyd's&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Il dato suggerisce che la dichiarazione formale di blocco, annunciata il 20 luglio, non ha ancora innescato alcuna deviazione significativa del traffico container.&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Al contrario, il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz &amp;egrave; in caduta libera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo i dati preliminari, il traffico di petroliere attraverso Hormuz &amp;egrave; diminuito di quasi l'80% nella settimana del 20 luglio rispetto alla settimana precedente, prima che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran fallisse&quot;, ha aggiunto&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Lloyd's&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Durante la settimana del 29 giugno, quando era in vigore un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, sono stati registrati quasi 110 transiti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nella settimana del 6 luglio, 88 navi commerciali hanno attraversato lo stretto. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la fine del cessate il fuoco con l'Iran l'8 luglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La settimana successiva, solo 47 navi transitarono. Durante la settimana del 20 luglio, appena 24 navi transitarono, &quot;segnalando che la crisi della navigazione in questo punto nevralgico del flusso energetico si sta aggravando&quot;, ha concluso&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Lloyd's&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/ed145a60-8f57-11f1-96b7-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Oltre 1.000 tesserati uccisi: la Federcalcio palestinese attacca la FIFA su Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-oltre_1000_tesserati_uccisi_la_federcalcio_palestinese_attacca_la_fifa_su_israele/45289_68427/</link>
                    <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Federazione calcistica palestinese (PFA) torna ad &lt;a href=&quot;https://www.aa.com.tr/en/middle-east/palestine-football-association-says-fifa-failed-to-enforce-rules-against-israel/4017575&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;attaccare&lt;/a&gt; duramente la FIFA, accusandola di &lt;strong&gt;totale inazione nei confronti di Israele&lt;/strong&gt; e di non aver applicato i propri regolamenti interni di fronte alla progressiva devastazione del movimento calcistico palestinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il bilancio umano e la distruzione delle infrastrutture&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In una nota ufficiale diffusa luned&amp;igrave;, la PFA ha tracciato un bilancio drammatico: &lt;strong&gt;oltre 1.013 tra giocatori, allenatori, arbitri, dirigenti e membri della comunit&amp;agrave; sportiva palestinese hanno perso la vita&lt;/strong&gt; durante le operazioni militari israeliane a Gaza. A ci&amp;ograve; si aggiunge la distruzione sistematica di stadi, centri di allenamento e impianti sportivi in tutto il territorio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La federazione ha inoltre ribadito la dura condanna verso la FIFA per non aver preso alcun provvedimento contro i club israeliani con sede negli insediamenti all'interno dei territori palestinesi occupati, ricordando come le denunce formali presentate da oltre 15 anni siano rimaste del tutto inascoltate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Il silenzio, mentre un genocidio viene trasmesso in diretta, equivale a complicit&amp;agrave;&quot;&lt;/em&gt;, si legge nel comunicato. &lt;em&gt;&quot;Il calcio palestinese non pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave; accontentarsi di promesse al posto dei fatti&quot;&lt;/em&gt;. Al momento, la FIFA non ha rilasciato commenti ufficiali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il contesto e le violazioni della tregua&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli attacchi dell'esercito israeliano su Gaza proseguono quasi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco concordato il 10 ottobre 2025, provocando la morte di almeno 1.250 palestinesi e il ferimento di oltre 4.110 persone dalla data dell'intesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'accordo di stop alle ostilit&amp;agrave; era stato raggiunto dopo due anni di conflitto devastante avviato nell'ottobre 2023, che ha distrutto circa il 90% delle infrastrutture civili della Striscia, con costi di ricostruzione stimati dalle Nazioni Unite nell'ordine dei &lt;strong&gt;70 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/thumbs_b_c_4978474505bc37dbab57a30f7375395d.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>l'Iran era pronto a bombardare l'Ucraina, cos'ha fermato l'attacco</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_era_pronto_a_bombardare_lucraina_cosha_fermato_lattacco/82_68428/</link>
                    <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Iran era pronto a colpire tre obiettivi in Ucraina, prima di annullare l'operazione a seguito delle scuse ufficiali di Kiev. A rivelarlo luned&amp;igrave; &amp;egrave; stato Mohsen Rezaei, alto consigliere militare della Guida Suprema Ali Khamenei. In un'intervista alla televisione di Stato, &lt;a href=&quot;https://www.aa.com.tr/en/middle-east/iran-canceled-plans-to-strike-3-sites-in-ukraine-after-kyiv-apology-top-iranian-military-adviser/4017563&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;citata da Anadolu Agency&lt;/a&gt;, &amp;nbsp;Rezaei ha confermato che le forze armate di Teheran avevano gi&amp;agrave; completato tutti i preparativi tattici prima dello stop finale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tensione sullo Stretto di Hormuz e scontro con gli USA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel corso dell'intervista, il consigliere ha lanciato un duro monito sulle rotte marittime: l'Iran non tollerer&amp;agrave; alcun transito nello Stretto di Hormuz al di fuori dei corridoi designati da Teheran. Qualsiasi nave militare ostile che tenti di utilizzare rotte &quot;illegali&quot; diventer&amp;agrave; un bersaglio diretto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rezaei ha inoltre sostenuto che l'Iran avrebbe inflitto pesanti perdite alle forze americane durante il recente conflitto di 17 giorni, affermando che gli attacchi con droni e missili condotti da Teheran hanno vanificato gli obiettivi militari di Washington.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'incidente nel Mar Caspio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'escalation con Kiev nasce dall'accusa mossa dall'Iran lo scorso 25 luglio, secondo cui l'Ucraina avrebbe attaccato una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, provocando la morte di un membro dell'equipaggio. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha successivamente chiesto al suo omologo ucraino, Andrii Sybiha, un risarcimento formale per i danni subiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il contesto regionale e il fallimento della tregua&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le tensioni nell'intera regione rimangono altissime dopo gli attacchi sferrati contro l'Iran da Stati Uniti e Israele a febbraio, che hanno scatenato la dura rappresaglia di Teheran in diversi Paesi mediorientali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo un iniziale cessate il fuoco ad aprile e la firma, a giugno, di un memorandum d'intesa mediato dal Pakistan, le speranze di una pace duratura si sono infrante il mese scorso: l'accordo &amp;egrave; infatti definitivo fallito, lasciando spazio a quasi due settimane di continui scambi di attacchi tra Washington e Teheran.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/thumbs_b_c_9bbe6bce5b2e692e61a8a5e6bf4a3a6a+%281%29.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>ANPI-UCEI, la resa dei vertici: Perché il comunicato congiunto è uno schiaffo alla vera Resistenza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-anpiucei_la_resa_dei_vertici_perch_il_comunicato_congiunto__uno_schiaffo_alla_vera_resistenza/45289_68425/</link>
                    <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qualche giorno circola il comunicato congiunto ANPI-UCEI, scaturito dal dialogo avviato a seguito delle manifestazioni milanesi e romane del 25 aprile 2026.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima di ogni ulteriore considerazione, &amp;egrave; doveroso andare alla fonte e analizzare il testo integralmente, evitando di soffermarsi solo sull'incipit in cui si parla &amp;mdash; in modo improprio &amp;mdash; del &quot;dialogo tra le parti&quot; come elemento fondante per la democrazia e la societ&amp;agrave; civile italiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli anni, questo perbenismo istituzionale ha distribuito patenti di legittimit&amp;agrave;, decidendo quali temi fossero trattabili e quali no, e giudicando illegittimi alcuni interlocutori a vantaggio di altri. &amp;Egrave; un meccanismo simile a quello avvenuto con la nozione di &quot;terrorismo&quot;: la sua evoluzione nei vocabolari &amp;egrave; stata condizionata dall'uso politico odierno, che arriva a equiparare la resistenza dei popoli invisi all'Occidente al terrorismo stesso. A questo proposito, risulta molto utile la lettura dell'ultimo pamphlet di Eric Gobetti, a cui rinviamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci troviamo di fronte a un'insopportabile retorica che considera dirimente per la tenuta democratica il confronto tra le parti: da un lato i sostenitori di Israele che, pur criticandone l'operato, ritengono legittime le azioni militari; dall'altro chi accusa il sionismo di voler distruggere ogni presenza palestinese a Gaza e dintorni, provocando immani stragi. Come avrete notato, non abbiamo fatto diretto riferimento al termine &quot;genocidio&quot;, che rappresenta un'ulteriore e divisiva chiave di lettura degli ultimi anni ai danni dei popoli palestinese e libanese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leggiamo dunque i punti di convergenza registrati tra UCEI e ANPI:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Il valore attuale dell'antifascismo&lt;/strong&gt; come fondamento della Costituzione italiana.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La condanna di qualsiasi atto di violenza&lt;/strong&gt;, ovunque abbia origine, e di ogni forma di razzismo e discriminazione (art. 3 Cost.).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Il ribadito riconoscimento del ruolo dei combattenti ebrei&lt;/strong&gt; nella Resistenza e della Brigata Ebraica nella lotta al nazifascismo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La riconferma del diritto della componente ebraica&lt;/strong&gt; a partecipare in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile, contrastando comportamenti divisivi di qualsiasi natura.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;L'impegno ad abbassare i toni&lt;/strong&gt; del confronto pubblico e la volont&amp;agrave; di affrontare direttamente anche le questioni su cui vi &amp;egrave; divergenza.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;L'interesse ad avviare un percorso congiunto&lt;/strong&gt; in vista dell'organizzazione del prossimo 25 aprile 2027 e delle future scadenze memoriali.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Crediamo che a nessun solidale con il popolo palestinese sia mai venuto in mente di disconoscere la storia della Resistenza italiana. Al contrario, essa ha rappresentato un punto di riferimento etico, morale e politico nel dibattito post-fascista. Chiunque abbia un minimo di preparazione storica sa che gli ebrei presero parte alla Resistenza pagando un prezzo altissimo in vite umane. Tuttavia, quegli ebrei militavano nelle formazioni partigiane generali; altra cosa &amp;egrave; identificare l'intera opposizione ebraica al fascismo con la Brigata Ebraica, la cui storia sul campo fu legata a pochi giorni di operazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Appare del tutto strumentale il riconoscimento di questo presunto ruolo centrale della Brigata Ebraica nella Resistenza. Non a caso, diverse sezioni locali dell'ANPI hanno preso immediatamente le distanze dal comunicato, contestando i vertici dell'associazione e ipotizzando un vero e proprio &quot;cedimento&quot; all'UCEI (Unione delle Comunit&amp;agrave; Ebraiche Italiane), traducibile in un appiattimento che evita una sostanza di condanna all'operato di Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo documento &amp;egrave; arrivato come un classico fulmine a ciel sereno per gli stessi iscritti all'ANPI. Inoltre, da ambienti vicini alla Brigata &amp;egrave; partito un esposto contro i contestatori del corteo milanese ipotizzando svariati reati: se &amp;egrave; questo il biglietto da visita per un confronto sereno, dovremmo prima intenderci sul significato stesso di &quot;confronto&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Senza dilungarci oltre, andiamo al nocciolo della questione: &lt;strong&gt;cosa rappresenta la presenza della bandiera d'Israele nelle manifestazioni della Liberazione?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'esposizione della bandiera israeliana nelle piazze del 25 aprile rappresenta una precisa scelta di campo. In una giornata che celebra la Resistenza, appare evidente la volont&amp;agrave; di separare gli antifascisti dai solidali con il popolo palestinese. Si cerca, in altri termini, di equiparare la resistenza palestinese al nazismo, quasi fosse responsabile delle migliaia di vittime civili causate invece dai bombardamenti israeliani. Se la bandiera d'Israele sfila tra i sostenitori dei partigiani, i palestinesi diventano implicitamente i &quot;carnefici&quot;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si celebrino pure i contributi di partigiani di ogni etnia e religione, ma da qui a issare la bandiera dello Stato sionista corre una grande differenza. Del resto, come si reagirebbe oggi di fronte alla bandiera russa per ricordare il tributo dell'URSS contro il nazismo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sventolare la bandiera palestinese mentre infuria un conflitto asimmetrico ha tutt'altro significato: vuol dire legare la Resistenza al nazifascismo alla lotta contemporanea per l'autodeterminazione dei popoli. La posizione del nostro Governo influisce pesantemente su queste dinamiche e, con l'avvicinarsi delle scadenze elettorali, la cosiddetta sinistra si sposta su posizioni sempre pi&amp;ugrave; moderate. La scarsa conoscenza della storia recente produce scelte illogiche e politicamente insostenibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dietro la critica al sionismo non si cela l'odio per l'ebraismo: equiparare antisionismo e antisemitismo &amp;egrave; per&amp;ograve; diventato fondamentale per chi vuole imporre una riscrittura della storia (come dimostrano alcune recenti proposte di legge). Chi oggi dichiara di apprezzare la Resistenza al nazifascismo dovrebbe fare i conti storicamente con il sionismo, ammettendo anche gli errori della sinistra del passato &amp;mdash; spesso infatuata da teorie sioniste lette erroneamente come &quot;socialiste&quot;. Non si deve dimenticare la storia, ma soprattutto occorre sottrarsi a pacificazioni che hanno il sapore di una resa etica, culturale e politica alle logiche di guerra e di sopraffazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Guerra all'Iran, scorte USA al limite: il Pentagono investe miliardi per ricostituire gli arsenali</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-guerra_alliran_scorte_usa_al_limite_il_pentagono_investe_miliardi_per_ricostituire_gli_arsenali/82_68426/</link>
                    <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Pentagono &lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/us-signs-deal-boost-production-missile-interceptor-parts-2026-08-03/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha siglato&lt;/a&gt; nuovi contratti per ricostituire la propria riserva di missili &lt;strong&gt;Patriot, THAAD, Tomahawk&lt;/strong&gt; e altri sistemi d'arma avanzati, fortemente ridottasi durante le recenti operazioni militari contro l'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In particolare, gli Stati Uniti hanno approvato un accordo da &lt;strong&gt;oltre 3 miliardi di dollari&lt;/strong&gt; con Lockheed Martin e Northrop Grumman per incrementare in modo significativo la produzione di componentistica per gli intercettori Patriot e THAAD. L'intesa mira a rispondere alle crescenti preoccupazioni sullo stato degli arsenali americani, impiegati sia per colpire obiettivi in Iran sia per respingere gli attacchi contro le basi statunitensi nella regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo accordo &amp;mdash; annunciato luned&amp;igrave; dal Dipartimento della Difesa e da Northrop &amp;mdash; si aggiunge al maxi-contratto da &lt;strong&gt;58,6 miliardi di dollari&lt;/strong&gt; firmato la settimana precedente con Lockheed Martin per la fornitura di ulteriori intercettori Patriot.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'urgenza del provvedimento trova conferma in una recente stima del &lt;em&gt;Center for Strategic and International Studies&lt;/em&gt; (CSIS), think tank con sede a Washington: secondo l'analisi, le forze armate statunitensi disporrebbero ormai di &lt;strong&gt;meno di 1.000 intercettori Patriot e appena 250 sistemi THAAD&lt;/strong&gt;, entrambi impiegati su larga scala nello scacchiere mediorientale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scorte dimezzate e fondi d'emergenza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo recenti rapporti, gli USA avrebbero impiegato nella guerra contro l'Iran &lt;strong&gt;quasi un terzo dei propri missili Patriot e circa la met&amp;agrave; dei sistemi THAAD disponibili&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per far fronte a questa criticit&amp;agrave;, il Pentagono ha richiesto al Congresso un finanziamento d'emergenza di &lt;strong&gt;67 miliardi di dollari&lt;/strong&gt; per l'anno fiscale in corso. Di questi, &lt;strong&gt;18,2 miliardi&lt;/strong&gt; saranno destinati esclusivamente al rimpiazzo degli armamenti ad alta tecnologia, dei quali le forze armate lamentano una preoccupante carenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ripartizione dei fondi prevede:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;5,75 miliardi $&lt;/strong&gt; per i missili intercettori THAAD (Lockheed Martin);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;5,57 miliardi $&lt;/strong&gt; per i missili Patriot MSE, la variante pi&amp;ugrave; avanzata (Lockheed Martin);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;1,9 miliardi $&lt;/strong&gt; per i missili &lt;em&gt;Standard Missile-6&lt;/em&gt; (SM-6) destinati a Marina ed Esercito;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;1,3 miliardi $&lt;/strong&gt; per i missili da crociera RTX Tomahawk;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;1 miliardo $&lt;/strong&gt; per gli intercettori navali SM-3 Block IIA;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;992 milioni $&lt;/strong&gt; per i missili aria-aria AMRAAM;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;692 milioni $&lt;/strong&gt; per i missili &lt;em&gt;Precision Strike&lt;/em&gt; di Lockheed, impiegati per la prima volta in combattimento proprio contro l'Iran.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Il Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha inoltre confermato che il piano prevede un'accelerazione nell'approvvigionamento di nuovi missili e munizioni a basso costo per diversificare le capacit&amp;agrave; d'attacco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I dettagli e i dati numerici sono stati trasmessi formalmente alle commissioni Difesa del Senato e della Camera, confermando le forti apprensioni dei legislatori e dei vertici militari per la tenuta strategica degli arsenali americani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/06233pentagonagotad846_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Chris Hedges - Don Corleone Trump</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-chris_hedges__don_corleone_trump/39602_68423/</link>
                    <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://chrishedges.substack.com/p/don-corleone-trump?utm_source=post-email-title&amp;amp;publication_id=778851&amp;amp;post_id=209550638&amp;amp;utm_campaign=email-post-title&amp;amp;isFreemail=true&amp;amp;r=2xdvne&amp;amp;triedRedirect=true&amp;amp;utm_medium=email&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di&amp;nbsp;Chris Hedges&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ho visitato il Taj Mahal Casino di Donald Trump ad Atlantic City il giorno prima della sua chiusura, nell'ottobre del 2016. Il casin&amp;ograve; aveva due enormi cancelli bianchi fiancheggiati da elefanti bianchi in pietra artificiale da due tonnellate. L'ingresso era sormontato da una serie di 70 minareti in fibra di vetro turchese e verde acqua e da una dozzina di cupole con punte dorate. Un'insegna al neon con scritte rosse e dorate recitava: &quot;Trump Taj Mahal Casino and Resort&quot;. Una fontana illuminata di fronte alle porte a vetri del casin&amp;ograve; era decorata con due file di sei urne bianche e dorate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;captioned-image-container&quot;&gt;
&lt;figure&gt;
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&lt;div class=&quot;image-link-expand&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;figcaption class=&quot;image-caption&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot; style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Il Taj Mahal, il casin&amp;ograve; di propriet&amp;agrave; di Donald Trump ad Atlantic City, negli Stati Uniti. (Foto di Tony Ward/Mirrorpix/Getty Images)&lt;/span&gt;&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Trump Taj Mahal, l'edificio pi&amp;ugrave; alto del New Jersey e il casin&amp;ograve; pi&amp;ugrave; grande del mondo, &amp;egrave; costato 1,2 miliardi di dollari. Le sontuose suite, al momento dell'inaugurazione, prendevano il nome da personaggi storici: Alessandro Magno, Michelangelo, Napoleone e Cleopatra. Il costo di una suite si aggirava intorno ai 10.000 dollari al giorno. Trump, il cui nome e la cui immagine erano onnipresenti nel casin&amp;ograve;, us&amp;ograve; la sua consueta iperbole per definirlo &quot;l'ottava meraviglia del mondo&quot;. Gli operatori del casin&amp;ograve; ricevettero istruzioni di rispondere alle chiamate in arrivo con le parole: &quot;Grazie per aver chiamato il Trump Taj Mahal, dove le meraviglie non finiscono mai&quot;. Le cameriere indossavano abiti da &quot;ragazza dell'harem&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il casin&amp;ograve; ha dichiarato bancarotta per ben cinque volte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Trump sta facendo al Paese quello che ha fatto al Taj Mahal. La sua amministrazione sta operando ben oltre le proprie possibilit&amp;agrave;, con un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.cbo.gov/publication/62105&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;bilancio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di 7.400 miliardi di dollari per l'anno fiscale 2026, a fronte di entrate previste di soli 5.600 miliardi di dollari. L'idiozia di Trump ha trascinato gli Stati Uniti in una guerra infinita e persa in partenza con l'Iran, che potrebbe mandare in rovina l'economia globale. Si appresta a tagliare la copertura sanitaria per&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.cbpp.org/research/federal-budget/a-record-of-historic-harm-in-the-first-year-of-trumps-second-term#taking-away-health-care-huge-cbpp-anchor&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;15 milioni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di persone, insieme agli aiuti alimentari e ad altri programmi di assistenza di base. Ha licenziato migliaia di dipendenti pubblici. Ha chiuso l'USAID, l'Istituto statunitense per la pace e il Kennedy Center. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://finance.yahoo.com/media-advertising/articles/trump-voice-america-cuts-sent-171500186.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;smantellato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;Voice of America e promette di chiudere il Dipartimento dell'Istruzione. Si &amp;egrave; ritirato dall'Organizzazione&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.hhs.gov/press-room/fact-sheet-us-withdrawal-from-the-world-health-organization.html#:~:text=On%20January%2020%2C%202025%2C%20President,World%20Health%20Organization%20(WHO).&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Mondiale della Sanit&amp;agrave;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;e dall'Accordo di Parigi sul clima (&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/us-news/2026/jan/27/trump-withdraws-paris-climate-agreement&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;due volte&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;). Ha continuato la sospensione dei finanziamenti all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), iniziata sotto l'amministrazione Biden. Ha&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.cbsnews.com/news/secretary-of-state-usaid-programs-canceled/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;cancellato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;migliaia di progetti di sviluppo internazionale finanziati dagli Stati Uniti. Ha&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/us-news/ng-interactive/2026/may/07/trump-administration-deleting-data&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;eliminato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;database governativi e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://earthjustice.org/press/2025/trump-usda-sued-for-erasing-webpages-vital-to-farmers&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;pagine web relative al clima&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;. Ha&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://fortune.com/2026/07/25/trump-administration-clean-energy-projects-cenceled-political-identity-kamala-harris-election/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;tagliato drasticamente&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;i fondi destinati alle iniziative per le energie rinnovabili,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.npr.org/2026/02/11/nx-s1-5678273/trump-epa-climate-change-endangerment&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;abrogando&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;al contempo le normative federali in materia di emissioni di carbonio e inquinamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le sue politiche di terra bruciata, che stanno facendo saltare in aria le fondamenta della repubblica, sono accompagnate da una cultura di corruzione e inganno senza precedenti nella storia americana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Trump, i cui funzionari sono&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.bbc.com/news/articles/cge0grppe3po&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;accusati&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di insider trading e la cui famiglia ha guadagnato pi&amp;ugrave; di 1,4 miliardi di dollari da attivit&amp;agrave; legate alle criptovalute da quando si &amp;egrave; insediato, trae spudorato profitto dalla fusione tra&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.npr.org/2026/07/29/g-s1-136146/prediction-market-regulation-kalshi-polymarket-betting&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;mercati di previsione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;non regolamentati basati sulle criptovalute e politica, un fenomeno inaugurato da&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/us-news/ng-interactive/2026/may/19/kalshi-polymarket-gambling-addiction-sports-betting&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;app di gioco d'azzardo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;come Polymarket.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La societ&amp;agrave; di venture capital di Donald Trump Jr., 1789 Capital, &amp;egrave; un importante investitore in Polymarket, dove Trump siede nel consiglio consultivo. Il suo patrimonio netto &amp;egrave; stimato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.celebritynetworth.com/richest-businessmen/business-executives/donald-trump-jr-net-worth/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;in&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;400 milioni di dollari. Ricopre inoltre il ruolo di consulente strategico presso Kalshi, societ&amp;agrave; che gli ha conferito una partecipazione azionaria del valore di circa 300.000 dollari, ora stimata in milioni di dollari.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://cepr.net/publications/gambling-on-drugs-the-reform-americans-didnt-know-we-needed-at-least-according-to-kalshi/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Kalshi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;ha recentemente annunciato che permetter&amp;agrave; agli utenti di scommettere sull'approvazione da parte della FDA (Food and Drug Administration) di singoli farmaci in termini di &quot;sicurezza ed efficacia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Truth Social, l'azienda di Trump, sta sviluppando un mercato di previsioni chiamato Truth Predict. La sua amministrazione ha intentato causa contro Connecticut, Arizona e Illinois nel tentativo di impedire a questi stati di regolamentare i mercati di previsioni. Truth Social ha anche&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://x.com/krassenstein/status/2083626185649459601&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;lanciato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;un servizio da 100.000 dollari al mese che offre un accesso pi&amp;ugrave; rapido ai post di Trump volti a manipolare il mercato, una forma appena mascherata di insider trading.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Casa Bianca, replicando le estorsioni in stile mafioso della cultura dei casin&amp;ograve; di Atlantic City, esige ingenti somme di denaro da aziende e miliardari in cambio di favori politici e deregolamentazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.wsj.com/politics/policy/trump-donations-company-fundraising-1e34a78f&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Wall Street Journal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;scrive che Trump ha accumulato un fondo nero di 800 milioni di dollari per progetti personali, tra cui la sua sala da ballo, la biblioteca presidenziale, i super PAC e i comitati per le questioni politiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La principale responsabile della raccolta fondi di Trump, Meredith O'Rourke, soprannominata &quot;la principessa delle tenebre&quot;, riscuote i pagamenti con la schietta affermazione &quot;Il capo vuole questi soldi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La richiesta non negoziabile &amp;egrave; ripresa dal manuale di Nicodemo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://themobmuseum.org/blog/philadelphia-nicky-scarfo-dies-prison/&quot;&gt;Little Nicky&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&quot; Scarfo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;il capo della&amp;nbsp;famiglia criminale Bruno-Scarfo, il cui racket di estorsione ha fruttato milioni di dollari a imprese edili, aziende, bar, ristoranti,&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/1990/12/20/nyregion/us-lawsuit-says-mob-controls-union-in-atlantic-city-s-casinos.html&quot;&gt;sindacati&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;ndash; i cui fondi sanitari e previdenziali sono stati saccheggiati &amp;ndash; e casin&amp;ograve; di Atlantic City. E, proprio come per la mafia, una volta non &amp;egrave; mai abbastanza per il sindacato criminale di Trump.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Torna sempre a chiederne ancora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Trump, che come la maggior parte dei mafiosi &amp;egrave; accompagnato da un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.yourdictionary.com/goomah&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;braccio destro&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;molto pi&amp;ugrave; giovane &amp;ndash; l'ultima &amp;egrave; la sua assistente esecutiva&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.the-independent.com/news/world/americas/us-politics/trump-aide-natalie-harp-white-house-b3013253.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Natalie Harp&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;ndash; ha una lunga storia di ritorsioni degne della mafia. Ha emesso decreti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2025/03/addressing-risks-from-perkins-coie-llp/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;presi di mira&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;gli studi legali che in precedenza avevano impiegato avvocati che lo avevano indagato. Gli studi hanno perso le autorizzazioni di sicurezza e l'accesso ai tribunali federali. Nel tentativo di placare Trump, hanno ceduto docilmente alle sue richieste.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Quando sono arrivato al casin&amp;ograve; di Trump, il terminal per gli autobus turistici, con i suoi 22 posti, era vuoto. La maggior parte dei 12 ristoranti del casin&amp;ograve; erano chiusi. Anche l'arena del casin&amp;ograve;, con una capienza di 5.500 persone, aveva chiuso i battenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Taj Mahal di Trump, come la nostra repubblica, stava per morire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Quando sono entrato nel Taj Mahal, scintillanti lampadari di cristallo austriaco, del valore di 14 milioni di dollari ciascuno, pendevano sopra l'interno illuminato da una luce soffusa&quot;, ho scritto in&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.simonandschuster.com/books/America-The-Farewell-Tour/Chris-Hedges/9781501152689&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;America: The Farewell Tour&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;. &amp;ldquo;A molte perline mancavano le collane. Le pareti erano ricoperte di specchi. Guardavo fuori e vedevo file di tavoli da gioco, tavoli da blackjack, roulette e tremila slot machine che scintillavano di luci colorate. Le slot machine emettevano bip, ronzii e squilli di varie tonalit&amp;agrave;. Si estendevano su un'area grande quanto tre campi da calcio. La sala da gioco era quasi vuota. I croupier stavano in piedi davanti a tavoli vuoti ricoperti di feltro. La maggior parte dei giocatori che si accasciavano sulle poltrone imbottite davanti alle slot machine erano anziani e dall'aspetto emaciato. Tiravano meccanicamente leve o premevano pulsanti quadrati. Fissavano con sguardo perso gli schermi rotanti davanti a loro. Una sola slot machine genera tra i 200 e i 300 dollari al giorno per il casin&amp;ograve;. Ai giocatori pi&amp;ugrave; assidui vengono offerti drink di cortesia. Le addette alle pulizie a volte entrano nelle stanze e scoprono i cadaveri di anziani che hanno trascorso ore a bere pi&amp;ugrave; alcol di quanto i loro corpi potessero assorbire. Non &amp;egrave; raro che i giocatori di slot si bagnino e si sporchino.&amp;rdquo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;laquo;Le diciassette postazioni computerizzate per il check-in vicino all'ingresso erano vuote&amp;raquo;, continuai. &amp;laquo;Un impiegato solitario era in piedi dietro il lungo bancone, di fronte alle file di persone che si mettevano in fila. I bagni, rivestiti in marmo di Carrara, erano coperti da sacchetti di plastica e recavano cartelli con la scritta &quot;Fuori servizio&quot;. Camminai lungo i lunghi corridoi deserti e scarsamente illuminati dei piani superiori, su una moquette sporca e consumata. Applique semicircolari beige, alcune con lampadine bruciate, erano disposte a intervalli di pochi metri su entrambi i lati del corridoio. Le applique erano sporche e screpolate. Il soffitto presentava macchie marroni di umidit&amp;agrave;. L'aria odorava di muffa. Tre quarti delle 1.250 camere erano state messe a riposo. Il casin&amp;ograve; sembrava una nave fantasma.&amp;raquo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il gioco d'azzardo, come la finta universit&amp;agrave; di Trump e la sua criptovaluta&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://coinmarketcap.com/currencies/official-trump/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;$TRUMP&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, si basa sulla vendita di fantasie di evasione. Si tratta di sfruttare la disperazione delle persone. I rulli delle slot machine, ad esempio, sono un'illusione. Non perdono lentamente slancio. Sono programmati per apparire tali. I chip del computer determinano l'esito nel momento stesso in cui si preme il pulsante o si tira la leva. La mappatura virtuale dei rulli garantisce che il simbolo del jackpot appaia sopra o sotto la linea di pagamento. Il giocatore ha l'impressione di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;essere sul punto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di vincere, il che lo spinge a scommettere pi&amp;ugrave; denaro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Fin dai suoi esordi come immobiliarista, Trump era invischiato con la mafia, incluso il suo spietato avvocato Roy Cohen. Cohen rappresentava Anthony &quot;Fat Tony&quot; Salerno, il boss della famiglia criminale Genovese, e Carmine Galante della famiglia Bananno. Trump ha imparato da Cohen e da altri l'arte dell'estorsione, del ricatto, delle minacce e della corruzione. Nel corso della sua carriera, si &amp;egrave; sempre circondato di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.motherjones.com/politics/2016/09/donald-trump-lies-about-dealings-mafia-figures/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;mafiosi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, truffatori e adulatori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://slate.com/news-and-politics/2016/03/donald-trump-mob-ties-and-business-with-drug-trafficker-joseph-weichselbaum.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Joseph Weichselbaum&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, un criminale con tre condanne alle spalle, infine incarcerato per traffico di marijuana e cocaina, gestiva la flotta di elicotteri di Trump. Gli elicotteri trasportavano clienti facoltosi da e verso i casin&amp;ograve; di Trump. Questi clienti potevano ottenere qualsiasi cosa desiderassero, dal sesso con escort alla cocaina. Il facile accesso di Weichselbaum alla droga era probabilmente un vantaggio. Quando Weichselbaum era in attesa di sentenza, Trump scrisse al giudice che era &quot;un vanto per la comunit&amp;agrave;&quot;. Il trafficante ricevette una condanna a tre anni, sebbene ne scont&amp;ograve; solo 18 mesi. I corrieri che consegnavano fisicamente la droga per Weichselbaum furono condannati fino a 20 anni. Una volta uscito di prigione, Weichselbaum si trasfer&amp;igrave; nella Trump Tower con la sua ragazza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il casin&amp;ograve; di Trump apr&amp;igrave; nel 1990 con un concerto di Michael Jackson. Fu un'opera sfarzosa costruita con 820 milioni di dollari di debiti insostenibili, tra cui l'emissione di obbligazioni spazzatura per 675 milioni di dollari a un tasso di interesse del 14%.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Marvin B. Roffman, analista di casin&amp;ograve; presso la societ&amp;agrave; di investimenti Janney Montgomery Scott di Filadelfia, ha dichiarato al Wall Street Journal che il Taj Mahal avrebbe bisogno di guadagnare 1,3 milioni di dollari al giorno per far fronte al pagamento degli interessi. Nessun casin&amp;ograve; aveva mai incassato una cifra simile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Il Taj Mahal era condannato fin dall'inizio&quot;, scrissi. &quot;Trump si trov&amp;ograve; presto a dover pagare interessi per 95 milioni di dollari all'anno. Riusc&amp;igrave; a ottenere nuovi prestiti per un po', poi fall&amp;igrave;. Fu un breve e vertiginoso momento di folle eccesso. Ma fu un bene per il suo marchio smisurato, anche se dimostr&amp;ograve; una terribile mancanza di senso degli affari. Trump aveva preso in prestito denaro a tassi di interesse elevatissimi e aveva mentito sui tassi alle autorit&amp;agrave; di regolamentazione. Trump scaric&amp;ograve; le perdite sugli azionisti e sugli obbligazionisti, che furono derubati di oltre 1,5 miliardi di dollari. Numerosi appaltatori e fornitori locali, mai pagati da Trump, fallirono.&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Trump ha fatto un affare d'oro. Ha investito pochissimo del suo patrimonio personale. Ha scaricato i suoi debiti personali sul casin&amp;ograve; e ha incassato milioni di dollari in stipendi, bonus e altri pagamenti. I suoi dipendenti del casin&amp;ograve;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://docs.house.gov/meetings/JU/JU00/20200929/111078/HMKP-116-JU00-20200929-SD003.pdf&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;hanno perso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;collettivamente milioni di dollari di risparmi previdenziali, oltre al lavoro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.motherjones.com/politics/2020/08/trump-files-how-donald-dumped-his-huge-casino-debts-other-people/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I debiti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;della sua attivit&amp;agrave; sono stati scaricati sui suoi investitori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Trump possedeva tre casin&amp;ograve; ad Atlantic City e uno a Gary, nell'Indiana. I casin&amp;ograve; Trump Plaza e Trump Taj Mahal sono stati chiusi. Il Trump Marina, il suo terzo casin&amp;ograve;, &amp;egrave; stato venduto al miliardario texano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.citynewsokc.com/opinion/opinion-trump-should-recall-ambassador-tilman-fertitta-before-his-casino-empire-becomes-an-embassy-problem/article_d4cdbc8b-3c40-4e81-b35f-6dfafe46ac15.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tilman Fertitta&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;. Fertitta, attualmente ambasciatore di Trump in Italia, lo ha ribattezzato The Golden Nugget. Il casin&amp;ograve; di Trump in Indiana, un'imbarcazione di 104 metri chiamata Trump Princess, ha dichiarato bancarotta nel 2004.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tutto &amp;egrave; fallito a causa dell'insaziabile avidit&amp;agrave; e della cattiva gestione di Trump.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Trump sta facendo alla nazione quello che ha fatto al Taj Mahal. Sta sfruttando ed estorcendo denaro alle organizzazioni che supervisiona per profitto personale, mentre il resto di noi &amp;egrave; abbandonato tra le rovine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l&amp;rsquo;AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Giornalista vincitore del Premio Pulitzer, &amp;egrave; stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha ricoperto il ruolo di redattore capo per il Medio Oriente e per i Balcani. In precedenza, ha lavorato all'estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. &amp;Egrave; il conduttore dello Show The Chris Hedges Report.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Il Grande Fratello? Si chiama Palantir</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_grande_fratello_si_chiama_palantir/39602_68424/</link>
                    <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Glauco Benigni &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'integrazione tra apparati d'intelligence e colossi tecnologici digitali ha dato vita, nell&amp;rsquo;ultimo quarto di secolo,&amp;nbsp; a una funzione inedita della Governance, che da sempre costituiva, per il Potere, &amp;ldquo;il sogno nel cassetto&amp;rdquo;: ovvero la realizzazione del &lt;strong&gt;controllo sociale occulto, costante e remoto H24 e dell&amp;rsquo;orientamento dei comportamenti di massa che pu&amp;ograve; derivare dalla sua gestione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A differenza dei totalitarismi, quali ad esempio nazismo, fascismo, franchismo e comunismo, del Novecento, che esercitavano sorveglianza e repressione fondate sulla presenza fisica di poliziotti e delatori, il controllo e la repressione contemporanei&amp;nbsp; si esercitano in modo silenzioso e non prevedono solo costi ma anche opportunit&amp;agrave; di business.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi&amp;nbsp; grandi Corporation come &lt;strong&gt;Palantir, Google, Meta, Alphabet, Amazon e Microsoft&lt;/strong&gt; gestiscono data center e algoritmi che operano in tempo reale, 24 ore su 24 e raccolgono informazioni sensibili su &amp;ldquo;comunit&amp;agrave; utenti transnazionali&amp;rdquo;, misurabili in centinaia di milioni di individui, grazie sostanzialmente alla facolt&amp;agrave; di monitoraggio-intrusione sulle comunicazioni via telefono cellulare, via messaggistica, via social network e sulle pratiche di e-commerce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Patriot Act&lt;/strong&gt; (USA, 2001) &amp;egrave; la legge antiterrorismo post-11 settembre, voluta e ottenuta da George Bush Jr., che ha ampliato a dismisura i poteri di sorveglianza statale, autorizzando la raccolta e il monitoraggio massivo di Big Data privati, la loro elaborazione e uso per motivi di intelligence. Con le successive evoluzioni legislative &amp;mdash; dal FISA Amendments Act (2008) allo USA Freedom Act (2015) &amp;mdash; si &amp;egrave; consolidato, attorno a Palantir, un complesso militare-digitale in cui lo Stato delega alle Corporation private l'architettura tecnica del monitoraggio e della raccolta dati e le Corporation utilizzano i finanziamenti pubblici per perfezionare le proprie tecnologie di tracciamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre ovviamente gli USA, che sono stati la &amp;ldquo;sala operatoria&amp;rdquo; di questo aborto della democrazia, a quali altre Nazioni &amp;egrave; stata &quot;estesa&quot; questa pratica che da qualche anno coinvolge anche la Guerra?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'esportazione del modello di &lt;strong&gt;delega pubblico-privata della sorveglianza e dell'intelligence&lt;/strong&gt; &amp;mdash; fondato sull'integrazione di software analitico di data mining e intelligenza artificiale avanzata (come le piattaforme Gotham, Foundry e Maven) &amp;mdash; ha seguito da vicino le direttrici delle alleanze geostrategiche statunitensi, in particolare quelle con l'asse &lt;strong&gt;Five Eyes (USA, UK, Australia&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Nuova Zelanda e Canada&lt;/strong&gt;), con il blocco dei Paesi &lt;strong&gt;NATO&lt;/strong&gt; e l'alleanza di difesa con &lt;strong&gt;Israele&lt;/strong&gt;. &amp;nbsp;Questa ragnatela di accordi, che vede Palantir quale soggetto centrale di partenariati Stato-privati, si &amp;egrave; estesa con intensit&amp;agrave; variabile attraverso diversi Paesi che sono di fatto le strutture portanti dell&amp;rsquo;Occidente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Israele: Integrazione tattica e di campo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Israele rappresenta il caso pi&amp;ugrave; emblematico di integrazione diretta in contesti di conflitto operativo. Nel gennaio 2024, Palantir ha siglato una partnership tecnologica e strategica formale con il Ministero della Difesa israeliano per la fornitura di software e modelli AI a supporto di missioni di combattimento e intelligence militare. I sistemi vengono impiegati per la convergenza di dati multisensoriali, analisi dei bersagli e monitoraggio della popolazione di Gaza in tempo reale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Regno Unito: il pilastro Five Eyes / NATO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Regno Unito costituisce il principale hub europeo del sistema Palantir. Il Ministero della Difesa britannico (MoD) ha stipulato accordi di lungo termine, tra cui contratti quadro del valore di centinaia di milioni di sterline, per integrare la piattaforma Maven Smart System nei sistemi di comando, controllo e supporto decisionale operativo. Il modello si &amp;egrave; esteso ben oltre la difesa: dal Ministero degli Interni (Home Office) ai servizi d'intelligence (GCHQ), fino all'ambito civile con il &lt;strong&gt;National Health Service (NHS)&lt;/strong&gt;, dove Palantir gestisce l'architettura dei dati sanitari nazionali (Federated Data Platform).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Struttura Centrale della NATO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A livello sovranazionale, l'Alleanza Atlantica ha formalizzato direttamente l'adozione di questo tipo di sorveglianza con l&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Accordo NCIA / SHAPE. &lt;/strong&gt;&amp;nbsp;L'Agenzia di Informazione e Comunicazione della NATO (NCIA) ha acquisito la versione dedicata &lt;strong&gt;MSS NATO&lt;/strong&gt; (Maven Smart System NATO) per la fusione delle informazioni di intelligence, la consapevolezza dello spazio di battaglia e l'analisi predittiva dei comandi alleati. Nei Paesi della sponda europea della NATO la prassi si &amp;egrave; affermata, ma incontra forti attriti normativi (legati al GDPR e alle leggi nazionali sulla protezione dei dati) e spinte verso la&amp;nbsp; &quot;sovranit&amp;agrave; digitale&quot;:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In Germania a&lt;/strong&gt;lcune forze di polizia statali e federali (come la polizia della Assia e della Baviera) hanno adottato software basati sull&amp;rsquo;esperienza di Palantir (Hessendata, VeRA) per la prevenzione dei reati e per scopi di polizia predittiva. Tuttavia, l'uso ha generato accesi dibattiti giudiziari: nel 2023 la Corte Costituzionale tedesca ha posto rigidi limiti all'estrazione automatizzata dei dati non filtrati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In Francia &lt;/strong&gt;l'agenzia d'intelligence interna (DGSI) ha fatto ricorso a Palantir dal 2016 (dopo gli attentati di Parigi) per far fronte alla mancanza di strumenti nazionali di analisi di grandi masse di dati. Nonostante i tentativi francesi di sviluppare alternative sovrane (come ChapsVision), i contratti di transizione e manutenzione continuano a essere rinnovati per evitare vuoti di capacit&amp;agrave; operativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;Ucraina &lt;/strong&gt;ha trasformato radicalmente la propria architettura di intelligence, integrando in modo pervasivo i software di Palantir. I dati satellitari, dei droni e delle comunicazioni vengono elaborati tramite l'IA per l'individuazione e la neutralizzazione dei bersagli in tempo reale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutte queste nazioni si replica il medesimo circuito (in cui la propriet&amp;agrave; di Piattaforma e Azienda di solito coincidono):&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La Piattaforma Privata&lt;/strong&gt; fornisce l'algoritmo e l'infrastruttura di analisi.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Lo Stato&lt;/strong&gt; mette a disposizione Fondi Pubblici e enormi quantit&amp;agrave; di dati grezzi di sicurezza e intelligence .&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;L'Azienda&lt;/strong&gt; affina i propri modelli di intelligenza artificiale su scenari reali e li riesporta in altri settori (dalla difesa, al controllo dei confini, alla finanza o alla sanit&amp;agrave;).&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In questa scena come si comporta l&amp;rsquo;Italia ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Italia si trova perfettamente &lt;strong&gt;dentro questo ingranaggio&lt;/strong&gt;, pur occupando una posizione periferica e spesso subalterna rispetto all'asse anglofono (Five Eyes) o al modello d'integrazione tattica&amp;nbsp; israeliano. Nel Bel Paese questa penetrazione del modello pubblico-privato si sviluppa su &lt;strong&gt;tre livelli distinti&lt;/strong&gt;: la Difesa, le Forze dell'Ordine/Intelligence e il nodo politico-strutturale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il livello Difesa e Militare (Secretato). L'Italia ha recepito l'architettura di controllo attraverso il canale della dottrina NATO. Il Ministero della Difesa e la direzione Teledife (Direzione Informatica, Telematica e Tecnologie Avanzate) hanno avviato e consolidato negli anni diversi contratti, spesso tramite &quot;procedure negoziate&quot; e secretate, con Palantir Italia S.r.l. per la fornitura della piattaforma Gotham e dei relativi servizi software.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Interoperabilit&amp;agrave; NATO.&lt;/strong&gt; Come per l'integrazione del sistema Maven nell'alleanza, la Difesa italiana adegua le proprie piattaforme di fusione dati agli standard statunitensi per garantire che i comandi nazionali possano scambiare intelligence e quadri tattici in tempo reale con il Pentagono e con il comitato SHAPE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vero salto di qualit&amp;agrave; per la trasformazione &quot;domestica&quot; si sta giocando sulle piattaforme della Pubblica Amministrazione e della Polizia di Stato:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il dossier Viminale. &lt;/strong&gt;E&amp;rsquo; nota l'interlocuzione (ed una specifica proposta contrattuale quadriennale da 20 milioni di euro) per dotare la Direzione centrale della Polizia di prevenzione (Dcpp) &amp;mdash; il braccio operativo che presiede il CASA (Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo) &amp;mdash; dei software di data-mining di Palantir.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Incrocio di banche dati sensibili.&lt;/strong&gt; L'adozione di questi soft consentirebbe l'incrocio automatizzato con il &lt;strong&gt;S.D.I. (Sistema di Indagine)&lt;/strong&gt; del Ministero dell'Interno, aggregando denunce, spostamenti, targhe e banche dati civili in un'unica interfaccia predittiva&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il nodo della &quot;Sovranit&amp;agrave; Digitale&quot; e i limiti del sistema Italia . &lt;/strong&gt;A differenza di Francia o Germania, che hanno tentato di sviluppare le proprie alternative tecnologiche in casa (&amp;ldquo;national champions&amp;rdquo; tipo ChapsVision in Francia) o dove la Corte Costituzionale ha posto paletti al data-mining della polizia (in Germania), l'Italia presenta vulnerabilit&amp;agrave; specifiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dipendenza tecnologica priva di alternative interne.&lt;/strong&gt; L'Italia non possiede piattaforme nazionali in grado di gestire e sintetizzare masse di dati strutturati e destrutturati della complessit&amp;agrave; di Gotham o Foundry. Le poche realt&amp;agrave; nazionali nel campo della Lawful Interception o della cyber-security (es. Cy4Gate) coprono nicchie diverse (intercettazioni, intrusioni), lasciando l'analisi di Big Data d'intelligence interamente ai colossi statunitensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Resistenza burocratica vs. Lobbismo diretto:&lt;/strong&gt; l'ingresso di questa infrastruttura affronta costanti frizioni tra la prassi delle gare pubbliche europee (e i vincoli sulle garanzie del GDPR/Garante Privacy) e il lobbismo di alto livello &amp;mdash; esemplificato dalle periodiche missioni romane dei vertici di Palantir, tra cui addirittura il N. 1 Peter Thiel, per trattare direttamente con la compagine di governo e l'intelligence di Palazzo Chigi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il &quot;Dilemma del dato&quot;.&lt;/strong&gt; L'Italia riproduce fedelmente il cortocircuito centrale di questo modello: lo Stato italiano concede in uso al fornitore privato l'accesso (o quantomeno la gestione tecnica) alle proprie banche dati nazionali riservate; l'azienda affina i propri modelli algoritmici sulle peculiarit&amp;agrave; del territorio/popolazione e consolida la dipendenza dell'infrastruttura pubblica dal suo software proprietario . In sintesi&amp;nbsp; l'Italia non guida il processo, ma ne &amp;egrave; acquirente e territorio d'applicazione. Si allinea passivamente alle direttive NATO per la parte militare e progressivamente apre le porte dell'intelligence e della polizia alla gestione algoritmica privata americana, pagando la mancanza di una strategia autonoma sulla gestione e sovranit&amp;agrave; dei propri dati strategici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante l'allineamento prevalente delle Istituzioni, in Italia l'avanzata di questo modello di delega e sorveglianza algoritmica ha incontrato anche qualche forma di resistenza e opposizione. I principali antagonisti del &amp;ldquo;controllo totale &amp;ldquo; che hanno contrastato (o provato a frenare) questa deriva si individuano in quattro aree:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Garante della Privacy &amp;egrave; stato lo scudo istituzionale pi&amp;ugrave; solido nel sollevare obiezioni formali e blocco preventivo contro l'uso indiscriminato di algoritmi e banche dati da parte dello Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2021, il Ministero dell'Interno intendeva attivare il sistema di riconoscimento facciale in tempo reale (SARI Real Time) per la Polizia di Stato. Il Garante si &amp;egrave; opposto, contestando la mancanza di una base giuridica idonea e i rischi sproporzionati per le libert&amp;agrave; fondamentali. Ci&amp;ograve; non ostante il Governo ha deciso recentemente di velocizzare le operazioni su uno schema di decreto legislativo. Il decreto adegua la normativa nazionale ai sistemi e alle regole europee sull&amp;rsquo;uso dell'intelligenza artificiale e del riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia. Tra i punti controversi del provvedimento c'&amp;egrave; l'articolo 8, che disciplina l'uso di sistemi di IA per l'identificazione biometrica remota, in tempo reale, di persone in luoghi pubblici : ad esempio nelle piazze, allo stadio oppure durante i cortei. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giornalismo d'inchiesta e media indipendenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In assenza di dibattiti parlamentari trasparenti, visto che molti dei contratti militari e di intelligence sono secretati o affidati a trattativa diretta, il ruolo di far emergere questi accordi &amp;egrave; ricaduto su alcune &amp;ldquo;testate d'inchiesta&amp;rdquo;: tra queste Report, IRPI Media, Altreconomia, Il Fatto Quotidiano, hanno documentato i dettagli dei contratti tra la Difesa/Viminale e Palantir, rivelando i meeting riservati tra i vertici societari e gli esponenti governativi italiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni &amp;ldquo;online journal&amp;rdquo; hanno pi&amp;ugrave; volte tracciato l'attivit&amp;agrave; di pressione esercitata non solo dalle piattaforme di data analytics, ma anche dai colossi del Cloud americano (Microsoft, Amazon AWS, Google) che gestiscono i server del Polo Strategico Nazionale (PSN).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Organizzazioni non governative e collettivi per i diritti digitali &lt;/strong&gt;costituiscono il fronte di resistenza dal basso. Alcune coalizioni per i diritti digitali, per esempio Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights, promuovono campagne contro la sorveglianza di massa, il riconoscimento facciale e l'uso opaco degli algoritmi nelle decisioni pubbliche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Movimenti politici e attivismo territoriale.&lt;/strong&gt; Movimenti contro il riarmo e la militarizzazione digitale organizzano sit-in e proteste mirate &amp;mdash; ad esempio davanti al Ministero della Difesa o alle sedi istituzionali &amp;mdash; denunciando l'intreccio tra apparato bellico, grande finanza e sorveglianza privata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Magistratura e il diritto europeo. A livello giurisprudenziale, il freno principale non &amp;egrave; unicamente italiano, ma proviene dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE). Alcune sentenze storiche dell'UE sulla cancellazione del Privacy Shield (Schrems I e II) e le direttive sul trattamento dei dati nel settore di polizia (Law Enforcement Directive) hanno fornito ai giudici italiani le basi legali per disapplicare norme o prassi nazionali che prevedevano la conservazione di massa e indiscriminata dei dati telefonici o telematici. La debolezza di questa resistenza. Nonostante questi argini, l'opposizione in Italia sconta un limite strutturale: il Garante e le ONG agiscono ex-post o su specifici casi d'uso civili/di polizia mentre il settore della Difesa e dell'Intelligence rimane largamente schermato dal segreto di Stato e dai vincoli di interoperabilit&amp;agrave; NATO, permettendo all'architettura tecnologica privata di espandersi al riparo dal controllo pubblico e dal dibattito parlamentare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>Gaza non è stata distrutta per essere restituita</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-gaza_non__stata_distrutta_per_essere_restituita/45289_68421/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Un territorio pu&amp;ograve; essere ricostruito senza essere restituito. I piani per Gaza, presentati come ricostruzione, sicurezza e transizione, sono una pagliacciata.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;I piani prevedono il disarmo dei palestinesi mentre lasciano intatta non solo la violenza dell'esercito israeliano, ma il controllo dei confini e il veto sul futuro del territorio. Una ricostruzione senza sovranit&amp;agrave; non pone fine alla guerra di genocidio: ne consolida l'esito.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;______________________________________________________________________________________________&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le proposte oggi in discussione per Gaza vengono presentate come piani di ricostruzione, sicurezza e transizione politica. &amp;Egrave; un linguaggio deliberatamente rassicurante. Un ulteriore inganno, sale sulla ferita. Suggerisce che la distruzione sia stata temporanea, eccessiva ma giustificata, e che lo sfollamento verr&amp;agrave; invertito, che i palestinesi torneranno a ricostruire le proprie case sotto una qualche forma migliorata di amministrazione. E che la distruzione fosse causata da un evento come risposta legittima, non come parte di un disegno, per la pulizia etnica e l'annessione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&amp;ograve; di cui si discute somiglia sempre meno alla ricostruzione della Gaza palestinese e sempre pi&amp;ugrave; alla riorganizzazione politica e materiale di Gaza dopo la sua distruzione, dalle forze che occupano la Palestina da decenni e che da sempre dichiarano di voler svuotare la terra, per occuparla, insediarsi e colonizzarla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una distruzione intenzionale, da lungo pianificata, per uno scopo preciso, quello della conquista voluto dallo Stato e preteso dal violento movimento dei coloni e dall'estrema destra israeliana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il disarmo &amp;egrave; preteso dai palestinesi, mentre il controllo della sicurezza &amp;egrave; riservato ad altri, agli stessi occupanti, agli aggressori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ricostruzione dovr&amp;agrave; essere finanziata dall'estero, progettata da potenze esterne e monitorata attraverso meccanismi sui quali i palestinesi non eserciteranno alcuna autorit&amp;agrave; reale. Le vittime resteranno solo pedine in un progetto pi&amp;ugrave; ampio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il territorio potr&amp;agrave; essere ricostruito, ma questo non significa che verr&amp;agrave; restituito, non verr&amp;agrave; restituito ai suoi abitanti, al popolo nativo palestinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La distinzione &amp;egrave; fondamentale. Nel diritto internazionale l'occupazione &amp;egrave; per definizione temporanea: non conferisce sovranit&amp;agrave; e non attribuisce alcun titolo sul territorio occupato. Una ricostruzione priva di sovranit&amp;agrave; non &amp;egrave; quindi un recupero. Una ricostruzione priva del ritorno garantito degli sfollati non &amp;egrave; un ripristino. Una ricostruzione condotta sotto controllo militare di una forza occupante ed estera, con tutela dei donatori e veto israeliano, non &amp;egrave; la fine o la conclusione della guerra o meglio della guerra di sterminio: &amp;egrave; il consolidamento del suo esito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'assunto prevalente &amp;egrave; che Gaza torner&amp;agrave; in qualche modo ai palestinesi una volta disarmato il movimento di Hamas, insediata un'autorit&amp;agrave; transitoria e raccolti i fondi internazionali sufficienti per permettere un nuovo inizio. Eppure quasi ogni elemento dell'assetto proposto indica la direzione opposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Israele non viene richiesto un ritiro pieno e irreversibile del suo esercito, dei coloni o dalle aree occupate. Non viene obbligato a rinunciare al controllo sui confini di Gaza, sul suo spazio aereo, sulla costa, sul registro della popolazione, sulla circolazione delle merci e delle persone. La sua superiorit&amp;agrave; militare resta il fondamento dell'ordine proposto e si rafforza non solo in Palestina, ma anche fuori. Le armi palestinesi, al contrario, vengono trattate come l'ostacolo principale alla pace. Questo raccontano, ma la narrazione cancella il contesto di occupazione militare illegale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; una smilitarizzazione neutra. &amp;Egrave; disarmo unilaterale in condizioni di occupazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si obietter&amp;agrave; che il disarmo di una fazione armata &amp;egrave; una legittima esigenza di sicurezza di uno Stato. Ma non se questo paese occupa e opprime un altro popolo. La smilitarizzazione ha senso soltanto all'interno di un ordine che riconosca sovranit&amp;agrave;, statualit&amp;agrave; e garanzie per la popolazione occupata. Ci&amp;ograve; che viene proposto &amp;egrave; l'opposto: si pretende la resa. Un popolo bombardato, assediato, sfollato e privato di protezione politica si sente dire che deve deporre le armi prima ancora che i suoi diritti possano essere discussi. E riconosciuti. O protetti. Lo Stato che ha distrutto Gaza conserva una superiorit&amp;agrave; militare schiacciante, mentre chi &amp;egrave; sopravvissuto al genocidio dovrebbe consegnarsi in modo permanente a chi lo ha massacrato per quasi tre anni, e dopo decenni di occupazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; un accordo di pace questo, ma la legalizzazione del sopruso, dei crimini di guerra e del furto della terra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La distruzione di Gaza &amp;egrave; stata spesso descritta come eccessiva, sproporzionata o indiscriminata. Evitando di usare il termine genocidio. Lasciando intendere che la devastazione sia stata il prodotto di un eccesso militare, conseguenza della violenza dei palestinesi. Ma il punto chiave &amp;egrave; l'intenzione, che si pu&amp;ograve; misurare con certezza, e che dimostra che era in atto ed &amp;egrave; in atto un genocidio, &amp;egrave; questa la funzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un territorio &amp;egrave; stato reso materialmente inabitabile. Le sue istituzioni sono state frantumate. Universit&amp;agrave;, ospedali, abitazioni, archivi, strade, reti municipali e fondamenta economiche sono stati distrutti. Gran parte della popolazione &amp;egrave; stata sfollata pi&amp;ugrave; volte. Il risultato non &amp;egrave; soltanto una catastrofe umanitaria: &amp;egrave; un territorio reso tabula rasa per essere ridisegnato. A piacimento delle forze di occupazione che mirano alla colonizzazione. Questo si deve ricordare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; per questo che il linguaggio della riqualificazione &amp;egrave; un linguaggio menzognero e ingannevole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adesso che la distruzione &amp;egrave; stata compiuta, arrivano i pianificatori. Compaiono gli investitori. Si propongono architetture di sicurezza. Le capitali straniere discutono di corridoi, zone, organismi amministrativi e autorit&amp;agrave; per la ricostruzione. Gaza viene trattata come un sito vuoto, non come una patria i cui abitanti possiedono diritti inalienabili. Eppure il trasferimento forzato dei civili e la modifica dell'assetto demografico o territoriale a opera della potenza occupante sono vietati dal diritto internazionale umanitario, e il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione vale erga omnes. Nessun piano di ricostruzione pu&amp;ograve; cancellare questi vincoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La domanda, dunque, non &amp;egrave; se Gaza verr&amp;agrave; ricostruita, ma chi possieder&amp;agrave; la Gaza ricostruita, chi la controller&amp;agrave;, chi sar&amp;agrave; autorizzato ad abitarla e sotto quale autorit&amp;agrave; la vita riprender&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta non si ricava da disegni architettonici, impegni d'investimento o dichiarazioni diplomatiche. Si misura attraverso la politica, il rispetto del diritto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi stabilir&amp;agrave; dove i palestinesi potranno tornare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi decider&amp;agrave; quali aree resteranno zone militari?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi approver&amp;agrave; i piani abitativi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi governer&amp;agrave; i valichi di frontiera?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi decider&amp;agrave; se le famiglie sfollate potranno recuperare i propri beni?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se la risposta a queste domande &amp;egrave; Israele, i donatori stranieri o un'amministrazione scelta dall'esterno, allora Gaza non sar&amp;agrave; stata restituita al suo popolo. Sar&amp;agrave; stata ricostruita sopra di esso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'impunit&amp;agrave; che ha circondato la distruzione permetter&amp;agrave; questo esito. Israele ha appreso che un genocidio, una devastazione di questa portata non ha prodotto conseguenze, e quindi tutto &amp;egrave; possibile. La condanna non ha certo interrotto il sostegno militare. Misure cautelari, procedimenti giudiziari e ammonimenti diplomatici non si sono per nulla tradotti in azioni. Perfino il parere consultivo del 2024, con cui la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegittima la presenza israeliana nei territori occupati e ne ha affermato l'obbligo di porvi fine, &amp;egrave; rimasto senza seguito. I governi che definiscono intollerabile la situazione continuano a offrire a Israele protezione politica, cooperazione militare e relazioni economiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'impunit&amp;agrave; non &amp;egrave; semplice assenza di sanzione. &amp;Egrave; stato un incentivo, ha dato l'ok a piani di esproprio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insegna a chi esercita un potere schiacciante che i fatti creati con la forza possono in seguito essere accettati come realt&amp;agrave; politiche. Accetta la distruzione togliendo ogni responsabilit&amp;agrave; a chi commette crimini contro l'umanit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il piano del dopoguerra va quindi compreso in questo contesto. L'appello al disarmo palestinese &amp;egrave; centrale in questo processo, viene presentato come la condizione indispensabile per ricostruire Gaza, ma nella pratica &amp;egrave; una resa imposta ai palestinesi, che resteranno senza sovranit&amp;agrave;, senza statualit&amp;agrave; e senza garanzie n&amp;eacute; protezione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il disarmo prima della liberazione non pone fine al conflitto. Ne fissa lo squilibrio che lo ha generato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessun ordine politico serio pu&amp;ograve; fondarsi sulla supremazia armata permanente dell'occupante e sull'impotenza obbligatoria dell'occupato. Eppure &amp;egrave; esattamente la formula che si sta normalizzando. Israele conserva esercito, aviazione, servizi d'intelligence, capacit&amp;agrave; di blocco e libert&amp;agrave; d'intervento militare. Ai palestinesi si chiede di consegnare le armi in cambio di promesse amministrate da Stati che hanno ripetutamente mancato di proteggerli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ruolo regionale merita uguale scrutinio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Turchia ha prodotto una retorica potente, ma poco capace di alterare l'equilibrio strategico. Il Qatar ha finanziato l'assistenza, ospitato negoziati e mantenuto canali diplomatici, senza per&amp;ograve; tradurre questi ruoli in diritti palestinesi esigibili. L'Egitto ha mediato ripetutamente, ha controllato il principale varco arabo verso Gaza ed &amp;egrave; rimasto indispensabile ai negoziati, ma ha anche preso parte a un sistema regionale che gestisce il confinamento di Gaza senza porvi fine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insieme possono produrre un accordo. Non hanno ancora prodotto libert&amp;agrave;, protezione o sovranit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa differenza conta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'attivit&amp;agrave; diplomatica non equivale al risultato politico. La mediazione pu&amp;ograve; sospendere temporaneamente la violenza lasciando intatta la struttura che ne garantisce il ritorno. I fondi per la ricostruzione possono evitare la carestia istituzionalizzando la dipendenza. Le amministrazioni transitorie possono rinviare indefinitamente l'autodeterminazione. Un cessate il fuoco pu&amp;ograve; diventare il ponte amministrativo tra la distruzione e il controllo permanente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fallimento non &amp;egrave; soltanto palestinese, ma regionale. Ed &amp;egrave; la regione che dovr&amp;agrave; contrastare questi piani, per il bene della regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>Il vero senso, e la prospettiva autentica, della legge sulla promozione del progresso e dell’unità etnica</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_vero_senso_e_la_prospettiva_autentica_della_legge_sulla_promozione_del_progresso_e_dellunit_etnica/56646_68420/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://italian.cri.cn/2026/07/30/ARTI1785401971419474&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;di CGTN&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;La nuova legge cinese sulla promozione del progresso e dell'unit&amp;agrave; etnica rappresenta un ulteriore passo nella strategia con cui Pechino intende rafforzare la coesione nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Se lo sviluppo economico e sociale delle regioni abitate dalle minoranze etniche continua ad essere uno dei pilastri per una crescente&amp;nbsp;consolidamento&amp;nbsp;della comunit&amp;agrave; della nazione&amp;nbsp;cinese, la nuova legge fornisce un quadro giuridico sempre pi&amp;ugrave; organico a sostegno di politiche culturali che rafforzino la coesione interna, garantendo nel contempo i patrimoni locali delle minoranze. Inoltre, in questo contesto, non mancano nuovi strumenti per contrastare in punta di diritto qualsiasi forma di separatismo che mini le fondamenta dello Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;La legge entrata in vigore il 1&amp;deg; luglio 2026 si inserisce dunque in un percorso iniziato molti decenni fa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://38picres.cgtn.com/photoAlbum/page/performance/img/2026/7/30/1785401834086_569.jpg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;La vera innovazione della legge consiste nel trasformare in norma giuridica il principio della &amp;ldquo;comunit&amp;agrave; della nazione cinese&amp;rdquo;, facendo&amp;nbsp;il quadro entro cui valorizzare le differenti culture etniche. La legge codifica l'evoluzione della politica etnica della RPC: da un'enfasi prevalentemente posta sulle autonomie territoriali a una combinazione di sviluppo economico, stato di diritto e costruzione di una pi&amp;ugrave; forte senso di appartenenza alla comunit&amp;agrave; della nazione cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Come in altri ambiti, anche in questo caso la strada maestra seguita dalle autorit&amp;agrave; cinesi si &amp;egrave; sviluppata lungo due direttrici fondamentali: lo sviluppo materiale delle regioni pi&amp;ugrave; remote e il rafforzamento dello stato di diritto negli affari etnici. La legge pone le basi giuridiche da cui discenderanno piani operativi in materia di sviluppo economico, sociale, istruzione e servizi pubblici. Tutto ci&amp;ograve; si inserisce per&amp;ograve; in un pi&amp;ugrave; ampio processo di costruzione di una comunit&amp;agrave; della nazione cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://38picres.cgtn.com/photoAlbum/page/performance/img/2026/7/30/1785401851070_162.jpg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Come noto, nel 2021 il Paese ha raggiunto l&amp;rsquo;obiettivo di eradicare la povert&amp;agrave; assoluta. Tra i maggiori beneficiari di queste politiche figurano proprio numerosi gruppi etnici delle regioni autonome e delle province del Guizhou, del Guangxi, del Ningxia, dello Xinjiang e dello Xizang, che stanno beneficiando di un continuo miglioramento delle condizioni di vita grazie all'integrazione economica e infrastrutturale con il resto del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Negli ultimi anni tale approccio si &amp;egrave; tradotto, ad esempio, nell'estensione delle reti ferroviarie e autostradali verso le regioni occidentali e nelle politiche di rivitalizzazione rurale, anche attraverso la digitalizzazione, rese possibili da consistenti investimenti pubblici. In altre occasioni abbiamo gi&amp;agrave; analizzato le politiche di sviluppo dello Xinjiang e le grandi infrastrutture che oggi collegano sempre pi&amp;ugrave; efficacemente lo Xizang e le altre regioni occidentali al resto della Cina. Questi risultati hanno creato le condizioni materiali necessarie per accompagnare una successiva evoluzione della governance degli affari etnici.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Nelle aree autonome tali programmi consentono, ad esempio, a studenti provenienti da regioni molto diverse di vivere e studiare insieme per alcuni periodi, favorendo una conoscenza reciproca che, nelle intenzioni delle autorit&amp;agrave;, dovrebbe rafforzare il senso di appartenenza a una medesima comunit&amp;agrave; della nazione cinese. Non stiamo parlando di assimilazione, ma di unit&amp;agrave;; non di omologazione culturale, ma di valorizzazione delle diversit&amp;agrave; a partire da un terreno comune pi&amp;ugrave; solido.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://38picres.cgtn.com/photoAlbum/page/performance/img/2026/7/30/1785401867127_434.jpg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Osservando altri aspetti salienti della legge, emerge inoltre l'attenzione verso il contrasto delle discriminazioni, il consolidamento del quadro giuridico volto a prevenire fenomeni separatisti e il rafforzamento degli strumenti a sostegno della coesione sociale. Tra le misure previste figurano anche la tutela dell'uso delle lingue delle minoranze nei contesti previsti dalla legge, la protezione del patrimonio culturale tradizionale e il sostegno alla trasmissione delle tradizioni locali.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;L'obiettivo dichiarato della nuova legge &amp;egrave; che nessun gruppo etnico venga lasciato indietro in una fase storica nella quale la RPC sta innovando profondamente il proprio sistema produttivo e sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Molte delle critiche sollevate in Occidente, come il supposto indebolimento del sistema delle autonomie o il rischio di assimilazione culturale, sembrano tuttavia non cogliere il significato pi&amp;ugrave; profondo della legge, che rappresenta piuttosto una nuova sintesi di un percorso storico sviluppatosi nel corso di diversi decenni.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Una parte della critica occidentale tende infatti a interpretare il testo prevalentemente attraverso la lente della sicurezza e dell'assimilazione culturale, dedicando minore attenzione alla continuit&amp;agrave; storica della politica etnica della RPC, all'enfasi sullo sviluppo delle regioni minoritarie e alle disposizioni che vietano la discriminazione e prevedono la tutela delle lingue e delle culture locali. Una lettura meno condizionata da categorie interpretative precostituite e pi&amp;ugrave; attenta al percorso storico della Repubblica Popolare consentirebbe probabilmente di evitare valutazioni semplicistiche, parziali o completamente errate.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Una finestra aperta </category>
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                            <item>
                    <title>Pensioni, la bomba a orologeria: perché tra 20 anni milioni di italiani saranno vecchi e poveri</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pensioni_la_bomba_a_orologeria_perch_tra_20_anni_milioni_di_italiani_saranno_vecchi_e_poveri/42819_68418/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Oggi l&amp;rsquo;Italia pu&amp;ograve; forse vantare presunti successi come il controllo della spesa pubblica e la riduzione del debito, ma la realt&amp;agrave; &amp;egrave; ben diversa: certi risultati sono il frutto di tagli e politiche antisociali. Nel tempo, le riforme del lavoro e della previdenza si sono dimostrate autentici disastri.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;A oltre 30 anni dalla &lt;strong data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;22&quot;&gt;Riforma Dini&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; tempo di tracciare un bilancio del sistema contributivo. Di fronte a una precariet&amp;agrave; lavorativa dilagante, questo sistema &amp;egrave; davvero socialmente sostenibile ed equo, o sta condannando una fetta crescente della popolazione a una vecchiaia in miseria?&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Se l'obiettivo della riforma era contenere i costi previdenziali sul presupposto che ogni lavoratore si sarebbe pagato i propri contributi, come possiamo dormire sonni tranquilli in presenza di part-time involontari e profondi buchi contributivi? Come spesso accade in Italia, approvata una riforma si passa subito alla successiva, senza mai analizzare gli impatti e le ricadute reali delle norme precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Il confronto penalizzante con l'Europa&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Il risultato &amp;egrave; sotto gli occhi di tutti:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Et&amp;agrave; pensionabile teorica tra le pi&amp;ugrave; alte d'UE:&lt;/strong&gt; 67 anni, che salgono verso i 68 con l'adeguamento all'aspettativa di vita.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Et&amp;agrave; di uscita effettiva ai vertici:&lt;/strong&gt; 64,2 anni nel 2023, ben 8 mesi sopra la media UE (63,6 anni).&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;L'unico Paese allineato all'Italia per et&amp;agrave; di uscita reale &amp;egrave; la &lt;strong data-path-to-node=&quot;18&quot; data-index-in-node=&quot;64&quot;&gt;Germania&lt;/strong&gt;, che vanta tuttavia un welfare decisamente pi&amp;ugrave; ricco, assegni previdenziali pi&amp;ugrave; generosi e tutele contrattuali (come permessi e congedi retribuiti) nettamente migliori delle nostre.&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;code-block ng-tns-c3648695856-16 ng-animate-disabled ng-trigger ng-trigger-codeBlockRevealAnimation&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQhtANahcKEwj9ptXqoISWAxUAAAAAHQAAAAAQIA&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;formatted-code-block-internal-container ng-tns-c3648695856-16&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;animated-opacity ng-tns-c3648695856-16&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;pre class=&quot;ng-tns-c3648695856-16&quot;&gt;&lt;code class=&quot;code-container formatted ng-tns-c3648695856-16 no-decoration-radius&quot; role=&quot;text&quot; data-test-id=&quot;code-content&quot;&gt;                  ET&amp;Agrave; DI USCITA EFFETTIVA DAL LAVORO (2023)
                  
  Italia    ?????????????????????????????????????? 64.2 anni
  Media UE  ????????????????????????????????????   63.6 anni
&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le colpe della politica e il nodo giovani&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Non basta parlare di uscita teorica dal lavoro: occorre guardare all'uscita effettiva, presa atto dell'incapacit&amp;agrave; dei legislatori di valutare l'impatto distributivo delle varie controriforme. Si &amp;egrave; scartato fin dall'inizio un principio guida tanto logico quanto socialmente avanzato: &lt;strong data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;283&quot;&gt;non siamo tutti uguali davanti alla pensione&lt;/strong&gt;. Avere criteri differenziati in base alla gravit&amp;agrave; del lavoro e all'importo del futuro assegno dovrebbe essere la base per un'azione legislativa equa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;Esiste poi un problema strutturale mai affrontato dal mercato del lavoro: l'Italia non &amp;egrave; un Paese per giovani, considerata l'entrata nel mondo dell'occupazione con anni di ritardo rispetto ai coetanei europei.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Se finora le pensioni italiane sono state relativamente generose, non &amp;egrave; detto che lo saranno in futuro. Le crescenti disparit&amp;agrave; salariali si trasformeranno in vere e proprie disuguaglianze previdenziali. Il Governo ha accantonato l&amp;rsquo;idea di una &lt;strong data-path-to-node=&quot;23&quot; data-index-in-node=&quot;243&quot;&gt;pensione di garanzia&lt;/strong&gt; per i lavoratori del contributivo puro, pur sapendo che molti di loro tra vent'anni saranno pensionati poveri, preferendo rinviare il problema a un'indefinita intesa con i sindacati.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Sperequazioni e soluzioni necessarie&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;Analizzando la spesa pensionistica emergono forti sperequazioni a favore dei redditi elevati:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;26,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;780.000 pensionati&lt;/strong&gt; percepiscono oltre 4.000 euro al mese.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;26,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;400.000 pensionati&lt;/strong&gt; superano i 5.000 euro al mese.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Oltre una certa soglia sarebbe doveroso stabilire un tetto redistributivo a favore dei redditi meno abbienti. La crescente sperequazione &amp;egrave; stata spesso incoraggiata dalle direttive europee sul welfare: l'Italia, al netto delle imposte, spende meno di altri Paesi comunitari in protezione sociale e sostegno ai salari. Se si &amp;egrave; poveri da lavoratori, lo si sar&amp;agrave; ancora di pi&amp;ugrave; da pensionati.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;Gli interventi previdenziali degli ultimi anni hanno ignorato due fattori decisivi:&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;1&quot; data-path-to-node=&quot;29&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;29,0,0&quot;&gt;La precarizzazione strutturale del lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;29,1,0&quot;&gt;La presenza di vuoti contributivi e la svalutazione dei contributi versati.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;30&quot;&gt;Queste &quot;amnesie&quot; hanno posticipato l'uscita dal lavoro per tutti (&lt;em data-path-to-node=&quot;30&quot; data-index-in-node=&quot;66&quot;&gt;erga omnes&lt;/em&gt;) e allargato la forbice tra l'ultimo stipendio e il primo assegno pensionistico. Se un lavoratore con una busta paga di 1.600 euro percepisce una pensione pari al 60% dell'ultimo reddito, si ritrova di fatto alla soglia della povert&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;31&quot;&gt;Per evitare il naufragio della tenuta sociale serve ci&amp;ograve; che oggi viene rimosso dal dibattito pubblico: una &lt;strong data-path-to-node=&quot;31&quot; data-index-in-node=&quot;107&quot;&gt;riforma fiscale progressiva&lt;/strong&gt;, una tassazione incisiva sui grandi capitali e interventi strutturali sul welfare. Non tutte le professioni possono usufruire della pensione alla stessa et&amp;agrave;: occorre intervenire subito con flessibilit&amp;agrave; e senza logiche punitive. Gli strumenti pratici esistono, ci&amp;ograve; che manca &amp;egrave; la volont&amp;agrave; politica di attuarli.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Gemini_Generated_Image_zapddwzapddwzapd.png/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Iran, l'e-mail segreta del CENTCOM: gli USA cercano piani &quot;creativi&quot; per colpire Teheran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-iran_lemail_segreta_del_centcom_gli_usa_cercano_piani_creativi_per_colpire_teheran/45289_68419/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo un&amp;rsquo;esclusiva della CNN &lt;a href=&quot;https://edition.cnn.com/2026/08/03/politics/us-military-iran-war-troops-punish&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;pubblicata&lt;/a&gt; il 3 agosto, l&amp;rsquo;esercito statunitense ha chiesto alle proprie forze di elaborare opzioni e piani d&amp;rsquo;attacco &quot;creativi e non convenzionali&quot; con l'obiettivo di &quot;punire&quot; la Repubblica Islamica dell&amp;rsquo;Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In base a quanto riferito da una fonte informata, il messaggio porta la firma di un ufficiale dell'intelligence del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ed &amp;egrave; stato indirizzato ad diversi analisti militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un&amp;rsquo;e-mail ottenuta dalla CNN, un alto ufficiale delle forze armate americane ha dichiarato: &lt;em&gt;&quot;Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione sull'Iran e punirlo&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Un alto ufficiale militare statunitense ha inviato il messaggio la settimana scorsa, sollecitando nuove idee su come affrontare la questione iraniana&quot;&lt;/em&gt;, ha confermato una seconda fonte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il report della CNN descrive il messaggio come una vera e propria &lt;em&gt;&quot;richiesta in stile crowdsourcing&quot;&lt;/em&gt;, modalit&amp;agrave; definit&amp;agrave; &lt;em&gt;&quot;insolita per una e-mail&quot;&lt;/em&gt; da diversi funzionari militari citati dall'emittente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'emittente sottolinea come questo sia un &lt;em&gt;&quot;segno delle opzioni limitate &amp;ndash; e potenzialmente sgradevoli &amp;ndash; a disposizione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per costringere l'Iran a un accordo alle sue condizioni&quot;&lt;/em&gt;. Nel tentativo di elaborare un'alternativa, il funzionario del CENTCOM ha cos&amp;igrave; avviato una sessione di &quot;brainstorming&quot; via e-mail per &lt;em&gt;&quot;vedere se qualcuno avesse un'idea migliore&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rapporto evidenzia come il CENTCOM stia esaminando ogni opzione disponibile, riconoscendo la necessit&amp;agrave; di riorganizzare la propria strategia in un conflitto con l'Iran che, finora, non ha raggiunto gli obiettivi prefissati da Washington e Tel Aviv. Fonti vicine al dossier hanno rivelato alla CNN che neppure le armi convenzionali pi&amp;ugrave; avanzate, unite a raid continui di missili e bombe, sono riuscite ad ottenere i risultati sperati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le infrastrutture iraniane sono infatti situate a grande profondit&amp;agrave; nel sottosuolo e diverse fonti confermano che Teheran &amp;egrave; stata in grado di ripristinare rapidamente i siti militari colpiti dai raid statunitensi e israeliani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Per distruggerli, gli Stati Uniti probabilmente dovrebbero impiegare truppe di terra: un rischio enorme che Trump non &amp;egrave; stato disposto a correre, a causa dei dubbi sulla trasparenza della sua amministrazione in merito alle perdite tra i militari&quot;&lt;/em&gt;, prosegue l'inchiesta, ricordando che 18 militari statunitensi hanno perso la vita a causa delle operazioni di rappresaglia condotte da Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Alla fine, il Presidente degli Stati Uniti vorr&amp;agrave; un accordo, quindi cercher&amp;agrave; continuamente modi per mostrarsi intransigente e uscire da questa situazione&quot;&lt;/em&gt;, ha chiosato una fonte alla CNN.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da parte sua, l'Iran ha risposto con fermezza all'eventualit&amp;agrave; di un'invasione. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran attende l'eventuale arrivo delle truppe di terra statunitensi, avvertendo che un'azione del genere condurrebbe a una &quot;catastrofe&quot;. Fonti militari iraniane hanno ribadito ai media locali che i soldati americani affronterebbero &lt;em&gt;&quot;l'inferno&quot;&lt;/em&gt; in caso di attacco terrestre, sia sull'isola di Kharg sia in qualsiasi altro punto del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'inizio del conflitto, le forze statunitensi avevano condotto un'operazione presentata come il tentativo di trarre in salvo un pilota abbattuto in territorio iraniano. Tuttavia, il Ministero degli Esteri e i media di Teheran sostennero che si trattasse in realt&amp;agrave; di un blitz fallito per sottrarre uranio arricchito. Durante la presunta missione di soccorso, le forze americane incontrarono una durissima resistenza, subendo gravi perdite e il danneggiamento di diversi velivoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo scoop della CNN giunge a poche ore dalle affermazioni del presidente Trump, secondo cui i negoziati tra Washington e Teheran sarebbero in corso e l'Iran avrebbe gi&amp;agrave; accettato di sedersi al tavolo per raggiungere un&amp;rsquo;intesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Iran ha per&amp;ograve; seccamente smentito l'esistenza di trattative con gli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Gli Stati Uniti sono pronti e carichi per attaccare l'Iran, con livelli di terrore militare, forza e potenza mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale. Nonostante ci&amp;ograve;, l'Iran e altri Paesi ci hanno appena chiesto di astenerci da qualsiasi attacco, poich&amp;eacute; i parametri di un accordo sono stati concordati&quot;&lt;/em&gt;, ha dichiarato Trump.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Ci&amp;ograve; includerebbe l'apertura immediata, completa e totale dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana... Ho accettato, per il futuro beneficio del mondo e per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l'attacco, a condizione di poter raggiungere rapidamente un accordo&quot;&lt;/em&gt;, ha aggiunto il tycoon.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente statunitense ha inoltre sostenuto che Israele appoggiasse la sua linea, nonostante le recenti dichiarazioni pubbliche dei funzionari israeliani, che hanno ribadito la volont&amp;agrave; di riprendere i raid contro l'Iran il prima possibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell'ultimo mese Washington ha intensificato per settimane i bombardamenti sul suolo iraniano. Teheran ha risposto sferrando attacchi durissimi contro le basi militari statunitensi nella regione, infliggendo significative perdite alle forze americane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pochi giorni fa, Trump aveva sospeso la sua campagna elettorale spiegando che i mediatori avevano richiesto una de-escalation; tuttavia, la stampa americana ha rivelato che la pausa &amp;egrave; arrivata dopo che i vertici militari hanno informato il Presidente dell'inefficacia dei raid. Durante questa finestra di stop, l'Iran ha sferrato un attacco a sorpresa contro postazioni statunitensi in Giordania, provocando la durissima reazione verbale di Trump.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attualmente, i vertici militari iraniani minacciano la distruzione di ogni singola base statunitense rimasta nella regione, qualora Washington dovesse dare seguito alle sue minacce di bombardare centrali elettriche e ponti in Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Sponsorizzazioni e reclutamento: la controversa strategia di Raytheon e Lockheed Martin con i bambini</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sponsorizzazioni_e_reclutamento_la_controversa_strategia_di_raytheon_e_lockheed_martin_con_i_bambini/45289_68416/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo il giornalista di MintPress Alan MacLeod, colossi della difesa come Raytheon (RTX), Lockheed Martin, Boeing e BAE Systems stanno &lt;a href=&quot;https://www.mintpressnews.com/how-lockheed-martin-raytheon-bae-systems-are-propagandizing-children-to-support-war-through-stem/291074/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;portando avanti&lt;/a&gt; un&amp;rsquo;intensa campagna di pubbliche relazioni rivolta alle giovani generazioni. Attraverso la sponsorizzazione delle &lt;em&gt;Girl Scouts&lt;/em&gt;, la creazione di competizioni informatiche (&lt;em&gt;CYBERQUEST&lt;/em&gt;), festival scientifici e la lettura di fiabe per l&amp;rsquo;infanzia, le multinazionali degli armamenti investono milioni di dollari per promuovere le materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) tra i bambini e gli studenti americani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il vero obiettivo: recruitment e social washing&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sebbene queste iniziative vengano presentate come progetti di emancipazione e promozione scientifica, &lt;strong&gt;secondo MacLeod&lt;/strong&gt; la realt&amp;agrave; &amp;egrave; ben diversa: l'obiettivo fondamentale &amp;egrave; ripulire l'immagine pubblica delle aziende (&lt;em&gt;social washing&lt;/em&gt;) e reclutare i talenti di domani all'interno del complesso militare-industriale statunitense. Organizzazioni critiche come la &lt;em&gt;Campaign Against the Arms Trade&lt;/em&gt; sottolineano infatti l'incompatibilit&amp;agrave; etica tra l'istruzione infantile e gli interessi dell'industria bellica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il tragico doppio standard internazionale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre in Occidente queste aziende cercano di trasmettere un'immagine rassicurante e formativa, i loro prodotti vengono impiegati dalle forze armate degli Stati Uniti, d'Israele e dell'Arabia Saudita in vari scenari di guerra &amp;mdash; da Gaza allo Yemen, fino all'Iran. L'articolo evidenzia il drammatico contrasto tra l'addestramento educativo erogato ai bambini occidentali e le devastanti conseguenze civili patite dai loro coetanei nelle zone di conflitto, spesso colpiti proprio dalle munizioni e dai missili forniti da questi marchi. In definitiva, la strategia aziendale punta a normalizzare la guerra fin dalla tenera et&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riscrittura con sinonimi e variazione di registro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella ricostruzione del reporter di MintPress, i giganti del settore bellico &amp;mdash; tra cui Raytheon (RTX), Lockheed Martin, Boeing e BAE Systems &amp;mdash; promuovono un'imponente strategia d'immagine diretta ai giovanissimi. Finanziando programmi formativi per le &lt;em&gt;Girl Scouts&lt;/em&gt;, contest di calcolo matematico, fiere tecnologiche e persino la lettura di favole per i pi&amp;ugrave; piccoli, i produttori d'armi presentano queste attivit&amp;agrave; come incentivi alla passione per le discipline scientifiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In verit&amp;agrave;, scrive il giornalista Alan MacLeod, l'intento strategico &amp;egrave; da un lato riabilitare la propria reputazione etica di fronte all'opinione pubblica, e dall'altro plasmare le future leve da arruolare nella filiera degli armamenti. Organismi come la &lt;em&gt;Campaign Against the Arms Trade&lt;/em&gt; denunciano apertamente come i contesti educativi vengano convertiti in bacini di reclutamento strategico per l'industria bellica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La tesi dell'inchiesta firmata da &lt;strong&gt;MacLeod&lt;/strong&gt; mette in luce il profondo paradosso della situazione: a fronte delle campagne benefiche promosse in patria, i sistemi d'arma fabbricati da queste stesse corporation vengono impiegati dalle forze statunitensi e dai loro alleati in teatri operativi come Yemen, Palestina e Iran. I prodotti bellici finiscono per colpire aree residenziali ed edifici scolastici, provocando vittime civili anche tra i minori. L'indagine rileva cos&amp;igrave; una drammatica dicotomia tra l'intrattenimento educativo riservato ai ragazzi occidentali e le tragiche ripercussioni subito dai coetanei nei contesti di guerra.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/matchildwar-destruction.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Email trapelate: così i vertici dell'MI5 hanno spinto per mettere al bando l'IRGC iraniano</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-email_trapelate_cos_i_vertici_dellmi5_hanno_spinto_per_mettere_al_bando_lirgc_iraniano/45289_68417/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Secondo Kit Klarenberg, giornalista di &lt;em&gt;The Grayzone&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, alcune e-mail trapelate &lt;a href=&quot;https://thegrayzone.com/2026/07/31/mi5-plotters-irgc-ban-exposed/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rivelano&lt;/a&gt; che l'attuale direttore dell'MI5, Ken McCallum, e la sua predecessora, la baronessa Eliza Manningham-Buller, hanno esercitato pressioni segrete sul governo britannico. L'obiettivo principale era ottenere la classificazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) come organizzazione terroristica e l'approvazione del draconiano &lt;em&gt;National Security Act&lt;/em&gt;. La corrispondenza mostra come i vertici dell'intelligence abbiano influenzato direttamente la leadership del Partito Laburista &amp;mdash; in particolare Keir Starmer e Yvette Cooper &amp;mdash; ben prima della loro salita al potere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Strategie di allarmismo e bilanci gonfiati&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella ricostruzione di Klarenberg, le affermazioni sui presunti complotti dell'Iran e sulle minacce di Cina e Russia sono state utilizzate da McCallum per giustificare un aumento del budget dell'agenzia (+7% deciso dal governo) e per ampliare i poteri di sorveglianza dello Stato. Nonostante lo stesso McCallum ammettesse in privato che la messa al bando dell'IRGC avrebbe portato un &quot;beneficio operativo modesto&quot;, l'operazione mediatica e politica ha permesso di spingere per leggi repressive, come la riforma dell'&lt;em&gt;Investigatory Powers Act&lt;/em&gt; (che limita la crittografia dei dati) e il &lt;em&gt;National Security Act&lt;/em&gt;, concepita anche per scoraggiare fughe di notizie e inchieste stile &lt;em&gt;WikiLeaks&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Controllo politico e assenza di supervisione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, l'inchiesta evidenzia come gli ex vertici dei servizi segreti abbiano sfruttato crisi politiche (come il caso della nomina di Peter Mandelson) per sviare l'attenzione della Commissione per l'intelligence e la sicurezza (ISC). &lt;strong&gt;Secondo il reporter Kit Klarenberg&lt;/strong&gt;, mentre l'MI5 espande le sue risorse operative e la sua capacit&amp;agrave; di condizionare le libert&amp;agrave; civili con la narrazione della &quot;minaccia statale&quot;, gli organismi di controllo parlamentare restano deliberatamente sottofinanziati e privi di una reale capacit&amp;agrave; di supervisione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riscrittura con sinonimi e variazione di registro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'indagine firmata da Kit Klarenberg per &lt;em&gt;The Grayzone&lt;/em&gt; rivela come i vertici dell'MI5 abbiano operato dietro le quinte per condizionare l'agenda politica del Regno Unito. Attraverso uno scambio di e-mail riservate, emerge il ruolo dell'attuale capo dei servizi Ken McCallum e della sua predecessora Eliza Manningham-Buller nel fare pressione sui leader laburisti Keir Starmer e Yvette Cooper. I due dirigenti dell'intelligence hanno spinto per l'inserimento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista nera del terrorismo e per l'entrata in vigore del &lt;em&gt;National Security Act&lt;/em&gt;, una norma fortemente restrittiva delle libert&amp;agrave; civili e dell'attivit&amp;agrave; giornalistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come evidenzia&amp;nbsp; Klarenberg&lt;/strong&gt;, i dati relativi alle minacce estere sono stati spesso amplificati mediaticamente dai servizi di sicurezza per influenzare l'opinione pubblica e ottenere un cospicuo incremento dei fondi governativi. Sebbene McCallum riconoscesse privatamente l'impatto marginale di alcune misure repressive, la narrazione del pericolo imminente &amp;egrave; servita a far approvare riforme che estendono la sorveglianza di massa e puniscono la divulgazione di segreti di Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In base all'analisi di Kit Klarenberg, l'influenza dell'MI5 ha finito per depotenziare le capacit&amp;agrave; di controllo del Parlamento britannico. Sfruttando le crisi politiche e mantenendo legami informali a Westminster, la dirigenza dei servizi &amp;egrave; riuscita a garantire l'espansione dei propri poteri operativi, riducendo al minimo la supervisione democratica sulle attivit&amp;agrave; dello spionaggio interno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/rbuvootbvnoitijr8hrgurkitkit.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Italia e Arabia Saudita: dietro i maxi-accordi commerciali spunta la nuova Task Force militare</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-italia_e_arabia_saudita_dietro_i_maxiaccordi_commerciali_spunta_la_nuova_task_force_militare/45289_68413/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa torrida estate del 2026, certe notizie passano inosservate pur smentendo radicalmente la narrazione di Governo contro i movimenti pacifisti: l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; pienamente invischiata nei contesti bellici a guida USA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le guerre moderne necessitano di accordi bilaterali e vengono spesso precedute da faraonici viaggi di Stato (scortati da stuoli di imprese). Missioni che si concludono con intese apparentemente commerciali ma dietro le quali si celano vendite di armi, tecnologie avanzate e il posizionamento strategico del nostro Paese in aree nevralgiche del globo. A questo si aggiunge la consueta &quot;porta girevole&quot; della politica, con esponenti che transitano da incarichi pubblici a Fondazioni legate a multinazionali della difesa o a Stati esteri. Una prassi trasversale, a dimostrazione di come certi interessi travalichino le coalizioni di governo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;, Italia e Arabia Saudita sono tornate ad essere buone alleate. Poco importa cosa accada dentro i confini della petromonarchia o il suo storico allineamento agli interessi statunitensi in guerre e ingerenze nell'area (Yemen &lt;em&gt;in primis&lt;/em&gt;). Dopo anni di paziente attesa, con il governo Draghi prima e Meloni poi, si &amp;egrave; giunti a una stretta cooperazione in molteplici settori, compreso quello militare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Milioni, commesse e &quot;tecnologia duale&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parliamo di commesse che coinvolgono colossi come Leonardo, Finmeccanica e persino Pirelli (il cui primo azionista, Czechoslovak Group, produce armamenti e controlla marchi come Fiocchi Munizioni e Armi Perazzi). Un pacchetto d'affari da oltre 10 miliardi di euro, scandito da continui summit a Riad (ampiamente documentati dalla stampa). E quando l'esportazione diretta di sistemi d'arma incontra ostacoli normativi, si virer&amp;agrave; su aerei civili ed elicotteri: sistemi &lt;em&gt;dual use&lt;/em&gt; che, all'occorrenza, possono essere convertiti ad uso militare. Senza contare che le risorse economiche saudite fanno gola per il programma &lt;strong&gt;GCAP&lt;/strong&gt;, il progetto condiviso con Regno Unito e Giappone per la costruzione del caccia di sesta generazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non deve quindi sorprendere ci&amp;ograve; che si legge sul portale ufficiale del Ministero della Difesa a proposito della presenza dei nostri militari in Arabia Saudita:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Dalla seconda met&amp;agrave; di marzo 2026, a seguito della crisi nell&amp;rsquo;area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner, la Difesa italiana ha schierato un dispositivo dell&amp;rsquo;Aeronautica Militare a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air &amp;ndash; Arabia concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonch&amp;eacute; alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell&amp;rsquo;area.&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se nei prossimi mesi dovesse scatenarsi un conflitto armato nella regione arabica, potremmo davvero dichiararci &quot;estranei&quot;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La deregolamentazione strategica e il ruolo del MAECI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse bisognerebbe &amp;ndash; movimenti contro la guerra in primis &amp;ndash; rileggere con attenzione i documenti ufficiali, a partire dal dossier governativo sulle missioni militari all&amp;rsquo;estero e dalle recenti modifiche ai regolamenti ministeriali, come quello del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;obiettivo strategico appare chiaro: superare le norme vigenti tramite deroghe mirate, riducendo i vincoli in materia di appalti, vendita di armi e libert&amp;agrave; d'azione dei ministeri, in perfetto parallelo con le direttive europee. Il Governo si &amp;egrave; mosso riorganizzando la struttura stessa del MAECI, la cui rilevanza militare sfugge ai pi&amp;ugrave;. Basta leggere gli assi strategici del dossier sulle Operazioni Militari:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Crescita e proiezione internazionale:&lt;/strong&gt; la Direzione generale per gli affari politici assume competenze di analisi e programmazione nei focolai di crisi internazionale.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Promozione economica del sistema Italia:&lt;/strong&gt; integrazione diretta tra diplomazia culturale, scientifica, tecnologica ed economica.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Energia e ambiente:&lt;/strong&gt; la Direzione Generale per la mondializzazione viene rimodulata su Africa, America Latina, Asia e Oceania.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sicurezza cibernetica e innovazione:&lt;/strong&gt; competenze accentrate per gestire le nuove frontiere tecnologiche.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Servizi a cittadini e imprese:&lt;/strong&gt; ristrutturazione della tutela degli italiani all'estero e della promozione linguistico-culturale.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Formazione del personale:&lt;/strong&gt; rafforzamento della Direzione generale per le risorse e la formazione.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tra civile e militare: il rovesciamento dei piani&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Discernere tra ambito civile e militare &amp;egrave; diventato ormai quasi impossibile. Sono gli interessi economici del capitale a determinare l&amp;rsquo;espansione dell&amp;rsquo;apparato bellico, attorno al quale si riorganizzano poi le attivit&amp;agrave; civili. Assistiamo al capovolgimento del modello del secondo dopoguerra: oggi &amp;egrave; il settore militare a guidare quello civile, dettando le linee programmatiche, presentando ogni potenziale minaccia come &quot;letale&quot; per i nostri interessi e ottenendo il beneplacito generale per lo sviluppo di armamenti e tecnologie &lt;em&gt;duali&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo scenario, pensare che i movimenti pacifisti possano arginare tale deriva con strumenti tradizionali &amp;mdash; come una legge di iniziativa popolare sull&amp;rsquo;obiezione di coscienza &amp;mdash; rischia di essere un tentativo sterile: l'equivalente di voler prosciugare lo tsunami con un secchiello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Gemini_Generated_Image_u0xn1eu0xn1eu0xn.png/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>&quot;Una guerra illegale&quot;: Trump minimizza le perdite in Iran, ma i dati lo smentiscono</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-una_guerra_illegale_trump_minimizza_le_perdite_in_iran_ma_i_dati_lo_smentiscono/82_68414/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo gli ultimi dati del Dipartimento della Difesa, il numero di militari statunitensi feriti nel conflitto contro l'Iran &amp;egrave; salito a 653, tra cui figurano ben 64 ufficiali di alto grado. La testata specializzata &lt;em&gt;The War Horse&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://thewarhorse.org/records-troops-wounded-iran-war/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; precisa&lt;/a&gt; che 64 feriti appartengono alla Marina, 51 all'Aeronautica e 19 al Corpo dei Marines, sebbene la maggior parte delle vittime si registri tra le fila dell'Esercito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I dati clinici &lt;a href=&quot;https://abc11.com/post/wounded-warriors-us-army-troops-suffer-most-traumatic-brain-injuries-iran-war-defense-department-report-says/19603318/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rivelano u&lt;/a&gt;n dettaglio allarmante: le lesioni cerebrali traumatiche (TBI) sono diventate la tipologia di ferita pi&amp;ugrave; diffusa sul campo. Dall'inizio del conflitto fino ai primi di aprile, infatti, almeno 170 militari hanno riportato gravi traumi cranici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Trump minimizza le perdite&lt;/strong&gt; Nonostante i numeri, Donald Trump ha cercato di ridimensionare la gravit&amp;agrave; delle perdite subite dalle truppe statunitensi, arrivando a giustificarle attraverso un paragone con i pesanti bilanci registrati storicamente in Vietnam e in Afghanistan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, la brutalit&amp;agrave; degli scontri racconta una storia diversa. Il 1&amp;deg; marzo, come riportato da &lt;em&gt;The War Horse&lt;/em&gt;, un drone iraniano ha attaccato il centro operativo delle forze americane nel porto di Al-Shuaiba, in Kuwait. L'attacco si &amp;egrave; rivelato il pi&amp;ugrave; letale dall'inizio delle ostilit&amp;agrave;: sei militari hanno perso la vita e un colonnello dell'Esercito ha subito una grave lesione cerebrale a causa dell'onda d'urto generata dall'esplosione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'impennata del numero dei feriti coincide con l'intensificarsi della strategia di rappresaglia di Teheran, innescata in risposta alle azioni statunitensi. L'Iran si &amp;egrave; infatti impegnato a colpire con un rapporto di due a uno: per ogni obiettivo iraniano distrutto, verranno attaccati almeno due bersagli nemici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le accuse di &quot;insabbiamento&quot;&lt;/strong&gt; La gestione del conflitto sta sollevando aspre polemiche interne. Diversi deputati hanno denunciato la linea di Trump, definendola una &quot;guerra illegale&quot; che sta costando un prezzo inaccettabile in vite umane, sia americane che iraniane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad aggravare il quadro sono arrivate le rivelazioni di &lt;em&gt;The Intercept&lt;/em&gt;. Il 1&amp;deg; aprile, la testata ha accusato Washington di stare attuando un vero e proprio &quot;insabbiamento delle vittime&quot;. Secondo l'inchiesta, i militari statunitensi uccisi o feriti sarebbero quasi 750: una cifra considerevolmente superiore a quella ammessa dal bilancio ufficiale. Appare dunque sempre pi&amp;ugrave; probabile che gli Stati Uniti stiano nascondendo decine di vittime dopo gli ultimi attacchi subiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/perditus.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Canale diplomatico resta aperto: cosa si sono detti i ministri di Iran e Arabia Saudita</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-canale_diplomatico_resta_aperto_cosa_si_sono_detti_i_ministri_di_iran_e_arabia_saudita/82_68415/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel quadro delle consultazioni regionali per la sicurezza in Medio Oriente, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araqchi ha avviato una fitta serie di colloqui telefonici ad alto livello. Nel suo secondo giro di consultazioni in 24 ore, Araqchi si &amp;egrave; confrontato con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, e con il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir. I colloqui si sono concentrati sulle ultime iniziative diplomatiche per stabilizzare la regione, sottolineando la necessit&amp;agrave; di soluzioni politiche e della cooperazione multilaterale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come confermato dal Ministero degli Esteri saudita su X, Riyadh ha ribadito il proprio interesse a proseguire il dialogo regionale per garantire sicurezza e stabilit&amp;agrave; a beneficio di tutti i popoli dell'area. Tuttavia, durante i colloqui, Araqchi ha messo in guardia l'omologo saudita dalle continue &quot;cospirazioni e azioni aggressive&quot; portate avanti dagli Stati Uniti e dal regime israeliano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'avvertimento dell'Iran ai paesi vicini: &quot;Nessun aiuto a USA e Israele&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il messaggio di Teheran alla regione &amp;egrave; netto: l'Iran eserciter&amp;agrave; con ogni mezzo il proprio legittimo diritto all'autodifesa. Araqchi ha esplicitamente chiarito che qualsiasi attacco ostile da parte americana o israeliana &amp;mdash; cos&amp;igrave; come qualunque forma di sostegno o partecipazione fornita dai paesi della regione a tali misure &amp;mdash; incontrer&amp;agrave; una &quot;risposta ferma, immediata e proporzionata&quot; da parte delle forze armate iraniane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ministro ha ribadito lo stesso concetto durante un vertice separato con il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, confermando la piena disponibilit&amp;agrave; dell'Iran a contrastare con decisione ogni &quot;errore di valutazione&quot; dei propri avversari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tensioni sullo Stretto di Hormuz e violazioni del cessate il fuoco&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La diplomazia difensiva di Teheran giunge in un momento di estrema fragilit&amp;agrave;. Nonostante l'annuncio di un cessate il fuoco unilaterale proclamato dal presidente Donald Trump il 7 aprile &amp;mdash; a seguito dell'escalation israelo-americana iniziata il 28 febbraio &amp;mdash; e la successiva firma a giugno di un memorandum d'intesa mediato dal Pakistan, le violazioni sul campo non si sono fermate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Teheran accusa gli Stati Uniti di aver violato ripetutamente il territorio iraniano e di aver persino attaccato zone residenziali. Sul fronte marittimo, Washington avrebbe tentato di scortare imbarcazioni lungo rotte non autorizzate, eludendo i controlli e le normative di transito sicuro imposte dalla Repubblica Islamica nello Stretto di Hormuz. L'esercito iraniano, che ha gi&amp;agrave; risposto con fermezza alle incursioni marittime, ha promesso una reazione &quot;ancora pi&amp;ugrave; severa&quot; per qualsiasi ulteriore violazione, ribadendo comunque che la priorit&amp;agrave; di Teheran resta la tutela della propria sovranit&amp;agrave; attraverso soluzioni diplomatiche regionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>L'ANALISI DEL MESE - Da attore regionale a soggetto globale: la trasformazione strategica dell'Iran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lanalisi_del_mese__da_attore_regionale_a_soggetto_globale_la_trasformazione_strategica_delliran/5871_68412/</link>
                    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Verde&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;&lt;em&gt;Non li consideriamo una superpotenza e abbiamo gi&amp;agrave; dimostrato al mondo intero che non lo sono&lt;/em&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste parole di Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, non sono un'opinione, n&amp;eacute; un auspicio: rappresentano la constatazione di un fatto geopolitico compiuto. Una nuova fotografia strategica confermata dai fatti sul campo di battaglia. Mentre gli Stati Uniti sferravano i loro attacchi contro le infrastrutture costiere iraniane - colpendo radar, impianti energetici, ponti e ferrovie vicino allo Stretto di Hormuz, causando vittime civili - l'Iran non restava inerte sulla difensiva, ma rispondeva con un certo successo. E lo faceva su pi&amp;ugrave; livelli: colpendo obiettivi statunitensi in Bahrein, Kuwait e nella regione del Golfo attraverso le Guardie Rivoluzionarie, e rivendicando la propria capacit&amp;agrave; di condizionare il traffico marittimo vitale dello Stretto di Hormuz, con le petroliere colpite da mine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il vero segnale di cambiamento epocale non sta tanto negli scambi militari, quanto nella frattura simbolica che essi rivelano. Per decenni, la dottrina statunitense si &amp;egrave; retta su un assunto mai veramente sfidato: la superiorit&amp;agrave; incontrastata della potenza bellica statunitense, alimentata anche dall&amp;rsquo;operazione in Venezuela che ha portato al sequestro del presidente Nicolas Maduro, tale da imporre unilateralmente la propria agenda geopolitica in ogni teatro regionale. L'Iran, con la sua resistenza pluridecennale - dalle sanzioni alle operazioni asimmetriche, fino alla costruzione di un asse di alleanze che attraversa il Levante e la penisola arabica - ha rotto quel paradigma. Gli attacchi statunitensi e siraeliani, lungi dall'essere una dimostrazione di forza, appaiono oggi come il riflesso di una frustrazione strategica: non riescono n&amp;eacute; a piegare Teheran, n&amp;eacute; a fermare la sua proiezione regionale, n&amp;eacute; tantomeno a ripristinare quella credibilit&amp;agrave; di &quot;superpotenza&quot; che Aragchi ha dichiarato definitivamente superata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;laquo;&lt;em&gt;Erano completamente innocenti e non permetteremo mai che il loro sangue sia stato versato invano. L'Iran &amp;egrave; la nostra patria, da nord a sud e da est a ovest. Difenderemo ogni centimetro del nostro territorio fino all'ultimo respiro&lt;/em&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa non &amp;egrave; la frase di un ministro in difficolt&amp;agrave;. &amp;Egrave; la dichiarazione di uno Stato che ha trasformato la resistenza in dottrina costitutiva, che ha interiorizzato il conflitto come dimensione permanente della propria esistenza politica e che, da quella condizione, trae una coerenza e una determinazione che le potenze occidentali, abituate a guerre rapide e a consensi interni fragili, non possono pi&amp;ugrave; contrapporre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'analisi che segue parte da questo presupposto: l'Iran non &amp;egrave; un attore che &quot;reagisce&quot; all'aggressione statunitense, ma un polo che sta ridisegnando gli equilibri del Golfo e del Medio Oriente allargato a partire da una nuova centralit&amp;agrave;. Una centralit&amp;agrave; che non chiede permesso, che non riconosce gerarchie ereditate e che, come dimostrano gli attacchi alle basi statunitensi nei paesi limitrofi, estende il proprio raggio d'azione ben oltre i propri confini. Gli esperti occidentali parlano di &quot;preparazione a future operazioni di terra&quot; da parte USA: potrebbe essere vero vista l&amp;rsquo;imprevedibilit&amp;agrave; di Trump e della dirigenza statunitense, ma leggono il futuro con gli occhiali del passato. Perch&amp;eacute; sul terreno, oggi, &amp;egrave; l'Iran che detta i tempi, i luoghi e le regole dello scontro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, analizzeremo come la nuova posizione regionale della Repubblica Islamica si sia costruita non nonostante la pressione statunitense, ma proprio a partire da essa abbia trovato nuovo slancio. E come le parole di Araghchi - lungi dall'essere un mero atto di sfida - siano la traduzione diplomatica di una realt&amp;agrave; militare, politica e sociale gi&amp;agrave; ampiamente maturata: quella di un Iran che non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un &quot;attore regionale&quot; tra gli altri, ma un attore globale che ha spezzato il monopolio della forza occidentale. E che, da questa frattura, sta riscrivendo le mappe del potere in Medio Oriente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/dettnewsreg-dalla_sfera_di_coprosperit_alla_strategia_indopacifica_libera_e_aperta_continuit_imperiali_nella_politica_giapponese/60491_63926/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;L'ANALISI DEL MESE&lt;/a&gt;&amp;nbsp;E' UNO DEI CONTENUTI ESCLUSIVI PER I NOSTRI ABBONATI.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;SCOPRI COME CONTINUARE A LEGGERLA E SOSTENERE LA LUNGA MARCIA DE L'ANTIDIPLOMATICO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;CLICCA QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>L'Analisi</category>
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                            <item>
                    <title>Altro che securitarismo e immigrazione, il 66% degli italiani rinuncia a fare figli perché costa troppo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-altro_che_securitarismo_e_immigrazione_il_66_degli_italiani_rinuncia_a_fare_figli_perch_costa_troppo/39602_68410/</link>
                    <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 14:46:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Domenico Moro&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Nel 2025 sono nati in Italia circa 355mila bambini, il dato pi&amp;ugrave; basso dalla fine della Seconda guerra mondiale, e sono morte 652mila persone, con un saldo negativo di -297mila, come se fosse sparita l&amp;rsquo;intera citt&amp;agrave; di Catania&lt;a class=&quot;sdendnoteanc&quot; href=&quot;#sdendnote1sym&quot; name=&quot;sdendnote1anc&quot;&gt;&lt;sup&gt;i&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;. La Fondazione per la Natalit&amp;agrave;, in collaborazione con Istat e Inps, ha reso pubblico un dossier da cui risulta che il 66% degli italiani fa sempre meno figli perch&amp;eacute; questi costano troppo. Inoltre, il 49,9% delle donne teme conseguenze negative sul lavoro con l&amp;rsquo;arrivo di un figlio. Solo il 5,5% dice di non volere figli&lt;a class=&quot;sdendnoteanc&quot; href=&quot;#sdendnote2sym&quot; name=&quot;sdendnote2anc&quot;&gt;&lt;sup&gt;ii&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;. Il problema, quindi, non sono gli immigrati che sono troppi, ma gli italiani che stanno diventando troppo pochi.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;In base alle proiezioni di Eurostat, la popolazione italiana, che nel 2026 &amp;egrave; di 58,9 milioni, a pari condizioni (stesso tasso di natalit&amp;agrave; e stessa intensit&amp;agrave; del flusso migratorio di oggi), passer&amp;agrave; nel 2050 a 55,7 milioni o a 49,5 milioni in caso di blocco totale dell&amp;rsquo;immigrazione (l&amp;rsquo;ipotesi vannacciana)&lt;a class=&quot;sdendnoteanc&quot; href=&quot;#sdendnote3sym&quot; name=&quot;sdendnote3anc&quot;&gt;&lt;sup&gt;iii&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;. Questi dati dipendono anche dall&amp;rsquo;emigrazione di cittadini italiani. Nel 2026 oltre 6,5 milioni di questi, spesso giovani con alti titoli di studio, sono all&amp;rsquo;estero, alla ricerca di migliori salari e condizioni di vita. Visto che fare figli &amp;egrave; difficile per ragioni economiche, il vero problema &amp;egrave; che i salari italiani negli ultimi decenni sono diminuiti e che il welfare per le famiglie e a favore delle donne che lavorano si &amp;egrave; ridotto (a partire dagli asili nido e dalla assistenza ai genitori anziani).&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Giusto qualche giorno fa l'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), riportava che tra 1990 e 2024 il salario reale dei lavoratori italiani del settore privato (ma il settore pubblico non sta meglio) &amp;egrave; diminuito del 6,6%, mentre mediamente i salari dei paesi Ocse sono aumentati del 35%&lt;a class=&quot;sdendnoteanc&quot; href=&quot;#sdendnote4sym&quot; name=&quot;sdendnote4anc&quot;&gt;&lt;sup&gt;iv&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;. Le persone nel capitalismo sono considerate come possessori di una merce (sebbene particolare), la forza lavoro. La forza lavoro, come ogni merce, ha un proprio valore, che corrisponde non solo alle merci che servono per il mantenimento in vita giornaliero, ma anche al tempo/costo per farle crescere, istruirle, curarle, ecc. Oggi il tempo di preparazione della forza lavoro si &amp;egrave; allungato e, di conseguenza, il costo di riproduzione della forza lavoro &amp;egrave; molto alto e le famiglie non ce la fanno a sostenerlo. Fare figli potrebbe voler dire ridursi in povert&amp;agrave; o ritornare alla situazione dei nostri antenati della prima met&amp;agrave; del Novecento, che mettevano al mondo tanti figli (oltre alla pi&amp;ugrave; alta mortalit&amp;agrave; infantile, serviva carne da cannone per le mire imperialistiche di Mussolini e del capitale italiano), senza stare troppo a preoccuparsi di garantirgli un decente standard di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Il valore della forza lavoro &amp;egrave;, per&amp;ograve;, storicamente determinato. Ci&amp;ograve; vuol dire che &amp;egrave; dato dal livello delle merci e dei servizi che in un certo periodo storico, cio&amp;egrave; in certe condizioni di produttivit&amp;agrave;, di cultura e di rapporti di forza tra lavoratori e capitale, sono ritenute essenziali al mantenimento della forza lavoro. Quindi, i lavoratori italiani, a fronte di salari diminuiti, resistono all'abbassamento dello standard di vita a cui si sono abituati e preferiscono non riprodursi. Per questo, il capitale importa immigrati da paesi pi&amp;ugrave; poveri, specie da paesi extra-comunitari, perch&amp;eacute; l&amp;igrave; i salari reali sono pi&amp;ugrave; contenuti e il valore della forza lavoro &amp;egrave; pi&amp;ugrave; basso, specialmente il costo di riproduzione. Quindi, stranieri a basso costo, al posto di italiani ad alto costo. Se vogliamo avere pi&amp;ugrave; bambini e garantirci il diritto alla genitorialit&amp;agrave;, non serve a nulla attaccare gli immigrati e progettare impossibili e costosissime remigrazioni di milioni di persone.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Quello che serve &amp;egrave; fare una battaglia a livello nazionale per alzare i salari pubblici e privati sia degli italiani sia degli immigrati e per sviluppare un welfare per i bambini e i vecchi, in modo che l'attivit&amp;agrave; di cura non pesi solo sulle famiglie, e in particolare sulle donne. La questione salariale &amp;egrave;, per&amp;ograve;, legata al modo di produzione economico. Infatti, l&amp;rsquo;Upb dice anche che la causa dell&amp;rsquo;arretramento dei salari italiani risiede nell&amp;rsquo;aumento del part-time involontario, che in Italia &amp;egrave; molto maggiore che negli altri paesi europei (falsando anche le statistiche sul tasso di occupazione, che aumenta con il giubilo della Meloni).&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Un&amp;rsquo;altra causa sta nella deindustrializzazione, a sua volta dovuta alle delocalizzazioni all&amp;rsquo;estero, dove i salari sono pi&amp;ugrave; bassi. Infatti, sono diminuiti i posti di lavoro nell&amp;rsquo;industria e sono aumentati quelli nei servizi, che in media offrono contratti pi&amp;ugrave; deboli e compensi pi&amp;ugrave; leggeri. Oltre a questo, va ribadito che bisogna lottare contro il caporalato e il lavoro nero e che se un uomo o una donna lavorano precariamente o a tempo parziale, magari fino a 35 o anche a 50 anni, non possono certo pianificare di fare dei figli. Tutto questo dipende soprattutto dalle riforme del mercato del lavoro (dal pacchetto Treu, alla riforma Biagi, a quella Fornero, al Jobs Act), che negli ultimi 40 anni hanno prodotto precariet&amp;agrave; e abbassamento dei salari, allo scopo di rendere pi&amp;ugrave; competitive le merci italiane sul mercato globale e innalzare i profitti capitalistici. Va aggiunto, inoltre, che tali riforme e la riduzione del welfare sono dovute anche ai vincoli di bilancio dei Trattati europei e all&amp;rsquo;euro.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;In definitiva, la causa del calo dei salari sta nel modello economico orientato all&amp;rsquo;export e improntato al neoliberismo. Quindi, come dicevo in un mio articolo recente sul declino dell&amp;rsquo;auto europea e l&amp;rsquo;ascesa di quella cinese, va fatta una battaglia non solo per aumentare i salari, ma per superare il modello produttivo attuale e introdurre un sistema misto pubblico-privato, basato sui consumi interni e su di un ruolo maggiore dello Stato nell&amp;rsquo;economia, ad esempio rinazionalizzando le imprese privatizzate con esiti disastrosi, ad esempio nel caso di Telecom e, come mostra la cronaca pi&amp;ugrave; recente, dell&amp;rsquo;Ilva di Taranto.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Ci&amp;ograve;, per&amp;ograve;, non pu&amp;ograve; essere raggiunto attraverso una guerra fra poveri e meno poveri, tra immigrati e italiani, che divide i lavoratori e devia l'attenzione verso temi secondari. Ci&amp;ograve; pu&amp;ograve; essere fatto solo con una lotta unitaria, come sta gi&amp;agrave; accadendo in alcuni settori lavorativi, malgrado molti italiani non ne siano coscienti, a causa del silenzio dei media. Basti solo pensare allo sciopero, organizzato da alcuni sindacati di base, che per giorni ha bloccato la distribuzione logistica di Bologna, per la protesta di lavoratori immigrati e italiani contro la morte di Farik. La lotta contro il razzismo e la xenofobia non &amp;egrave; un vezzo da &amp;ldquo;sinistra fucsia&amp;rdquo;, ma un aspetto necessario alla ripresa e al dispiegamento della lotta di classe nel nostro paese.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Il problema, quindi, non &amp;egrave; solo il ceto politico, ma il sistema capitalistico puro, nella forma neoliberista. Il ceto politico &amp;egrave; subalterno (funzionale, meglio) agli interessi del grande capitale. Per contrastare questa situazione, bisogna darsi da fare e muoversi in prima persona. Votare alle elezioni non basta, bisogna mobilitarsi. E, invece, pare che molti italiani deleghino tutto alla politica. Ma la politica non pu&amp;ograve; che essere il riflesso della societ&amp;agrave;. E se la societ&amp;agrave; oscilla tra pessimismo cosmico, apatia e perseguimento del proprio piccolo tornaconto, c'&amp;egrave; poco da meravigliarsi dello stato in cui versano i partiti e il paese.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div id=&quot;sdendnote1&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;sdendnote&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdendnotesym&quot; href=&quot;#sdendnote1anc&quot; name=&quot;sdendnote1sym&quot;&gt;i&lt;/a&gt; chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.statigeneralidellanatalita.it/wp-content/uploads/2026/07/VOLERE-O-POTERE-DOSSIER-2026-light-def.pdf&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdendnote2&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;sdendnote&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdendnotesym&quot; href=&quot;#sdendnote2anc&quot; name=&quot;sdendnote2sym&quot;&gt;ii&lt;/a&gt; Barbara Gobbi, &amp;ldquo;Il 62% degli italiani rinuncia a fare pi&amp;ugrave; figli: costa troppo&amp;rdquo;, &lt;em&gt;Il Sole24ore&lt;/em&gt;, 29 luglio 2026.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdendnote3&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;sdendnote&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdendnotesym&quot; href=&quot;#sdendnote3anc&quot; name=&quot;sdendnote3sym&quot;&gt;iii&lt;/a&gt; https://ec.europa.eu/eurostat/web/population-demography/population-projections/database&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdendnote4&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;sdendnote&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdendnotesym&quot; href=&quot;#sdendnote4anc&quot; name=&quot;sdendnote4sym&quot;&gt;iv&lt;/a&gt; Gianni Trovati, &amp;ldquo;Il gelo dei redditi: -1,6% rispetto al &amp;rsquo;90, l&amp;rsquo;Irpef frena la crisi ma non la risolve&amp;rdquo;, &lt;em&gt;Il Sole24ore&lt;/em&gt;, 22 luglio 2026.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/inverno-demografico-656648.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Restare umani: la forma più alta di ribellione al mondo distopico di oggi (di Alberto Bradanini)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-restare_umani_la_forma_pi_alta_di_ribellione_al_mondo_distopico_di_oggi_di_alberto_bradanini/45289_68409/</link>
                    <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 14:39:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;em&gt;di Alberto Bradanini&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;1. Viviamo una stagione pericolosa, ormai ne hanno coscienza persino quelli che ne traggono i maggiori benefici, i satrapi della finanza globalista, terrorizzati all&amp;rsquo;idea di dovervi rinunciare per eccesso di cupidigia. Individui orrendi, che trasudano miliardi trafugati all&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; sofferente con i trucchi che chiamano banche private (o pubbliche, ormai non v&amp;rsquo;&amp;egrave; pi&amp;ugrave; differenza), libera esportazione di capitali, finanza creativa e da qualche tempo &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;intelligenza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; (s&amp;igrave; proprio cos&amp;igrave;), seppure &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;artificiale&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, un aggettivo quanto mai qualificativo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Il veleno che ogni istante assorbiamo al contatto con tali immondi signori non merita il termine di informazione e tantomeno conoscenza, ma solo frastuono sconnesso di senso che frantuma emozioni, crescita personale, avventura. Intendono sottrarci la gioia dell&amp;rsquo;apprendimento, dell&amp;rsquo;esperienza umana mai paga degli orizzonti raggiunti, dell&amp;rsquo;impegno a socializzare, del riflesso sui bisogni dell&amp;rsquo;altro, del fascino incommensurabile dell&amp;rsquo;interazione con altri esseri umani. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Si tratta di individui che, nella modulazione di forme e temperamenti, conoscono solo la menzogna metodica, talora inconsciamente incorporata, che rimbalza su di noi con dosi massicce di propaganda. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; noto: distrarre l&amp;rsquo;attenzione etica e sociale, tenerla lontana dal&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;nocciolo della questione&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;(&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;democrazia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;partecipativa&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;ed&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;equit&amp;agrave; distributiva&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;), frantumare la coscienza di un popolo con TV e cellulari h24.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;Egrave; cos&amp;igrave; che quella minoranza di cittadini ancora sana di mente rischia la caduta in depressione ogni volta che s&amp;rsquo;imbatte nel volto o nel lessico di uno qualsiasi dei&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;governanti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;- nazionali,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;euroi-nominati&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;o sovrani atlantici. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;I responsabili degli orrori che ci circondano hanno un nome e cognome: l&amp;rsquo;impero statunitense e le sue agenzie di intelligence, che disponendo di risorse immense - attraverso lusinghe, promesse, corruzione, minacce e se non basta violenze e conflitti palesi e occulti, senza differenza sostanziale tra amici e nemici &amp;ndash; stanno distruggendo il tessuto che tiene in piedi l&amp;rsquo;impalcatura giuridica, morale, geopolitica ed economica internazionale. Con Impero Usa non s&amp;rsquo;intende beninteso i 340 milioni di abitanti degli Stati Uniti, anch&amp;rsquo;essi in prevalenza politicamente analfabeti e sfruttati come molti altri. Ma intendiamo quello 0,1% che controlla i gangli finanziari, militari e mediatici del sistema. Questi sono il nemico numero uno di noi tutti abitanti del pianeta Terra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Non si addentreremo sui sentieri argomentativi di tale asserzione apodittica, nella presunzione che essi siano ben noti a che legge, rilevando qui solo la necessit&amp;agrave; di ripeterlo, affinch&amp;eacute; le cose &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;note&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; siano davvero &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;conosciute&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;. E se rapporti di forza lasciano oggi poche speranze, come in tanti aspetti dell&amp;rsquo;esistenza umana &amp;egrave; la consapevolezza a far la differenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Nelle lancinanti contingenze attuali, l&amp;rsquo;Occidente a guida Usa (non ne esiste un altro) ha bisogno come il pane di nemici, per catalizzare al suo servizio l&amp;rsquo;ontologia di un orizzonte assiologico fabbricato per popoli deculturati: in Europa la sua icona si materializza nei&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;cosacchi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;russi&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;intenzionati ad abbeverare i cavalli sotto l'Arco di Trionfo; in Asia Occidentale essa prende corpo nel miraggio della Bomba iraniana che gli Ayatollah, una volta acquisita, scaglierebbero contro Israele, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;dimenticando che verrebbero a loro volta polverizzati in sequenza immediata&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;(la storia &amp;egrave; piena di re e dittatori che considerano i nemici dementi, oltre che radicali); e in Estremo Oriente nel&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;socialismo con caratteristiche cinesi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, quell&amp;rsquo;inedito modello alternativo al capitalismo plutocratico anglo-atlantico ormai frantumatore di ricchezza anche al proprio interno, oltre che di pace e umana convivenza tra i popoli del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Ormai, anche i piccioni del duomo di Firenze sanno che codesti signori sono usciti di testa, pronti a distruggere ogni barlume di quella civilt&amp;agrave; giuridica, etica e umana che la comunit&amp;agrave; delle nazioni aveva inteso edificare all&amp;rsquo;indomani della macelleria del secondo conflitto mondiale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Mentre in Italia i cosiddetti rappresentanti del popolo (&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Destra&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Sinistra&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; si contendono i seggi in ogni livello e grado sulla scorta della loro abilit&amp;agrave; a intrattenere il pubblico assonnato sul divano dopo cena) sottraggono le poche risorse al bene pubblico per consegnarle ai produttori di armi e ai generatori di morte, mentre i cittadini vengono derubati del frutto del loro lavoro. Nel 2025 il 22,6 % degli italiani (13.265.000 persone) era esposto a&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;povert&amp;agrave;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, grave deprivazione materiale/sociale o a lavori precari e sottopagati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Nell&amp;rsquo;arena internazionale, la verbosit&amp;agrave; di un instabile ottuagenario, incoronatosi sovrano dell&amp;rsquo;universo, fa rabbrividire otto miliardi di individui. Il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Re Solo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, insensibile alle atrocit&amp;agrave; che commette o consente contro palestinesi, venezuelani, iraniani, libanesi e chiunque non si pieghi ai suoi ignobili capricci, non si fa scrupolo di esporre il pianeta persino all&amp;rsquo;olocausto nucleare per difendere i privilegi della sua cerchia malata, quel citato 0,1% che ingloba il peggio del sistema solare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Tale individuo, sintesi metastatica di un sistema che prima di giungere a fine corsa ce ne far&amp;agrave; vedere di tutti i colori, oltre a curare le sue palesi patologie senili, potrebbe moderare l&amp;rsquo;ira funesta dei suoi occhi infuocati immergendosi nei tramonti di qualche iconica isola dei Caraibi (magari non proprio quella!), dove trascorrere il resto dei suoi giorni, risparmiando al pianeta ulteriori patimenti e devastazioni. Certo, &amp;egrave; verosimile che con il suo successore potrebbe persino andar peggio (occorre sempre, come sappiamo &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;de&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;personalizzare&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;), eppure se disponessimo della miracolosa&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;lampada di Aladino&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;tenteremmo comunque la sorte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;2. Insieme alla follia di chi siede sul trono, la sopravvivenza del genere umano &amp;egrave; oggi minacciata da altri pericoli esiziali, la concentrazione di ricchezza in poche mani e l&amp;rsquo;olocausto nucleare, tra loro intrinsecamente intrecciati: i conflitti &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;imperialistici&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, in Ucraina e nel Golfo, sono tutt&amp;rsquo;altro che sedati e la loro possibile&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;escalation &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;nucleare &amp;egrave; affidata a decisori che si infischiano della volont&amp;agrave; dei popoli. Al recente Nato in Turchia (7-8 luglio scorsi), la Presidente del Consiglio italiana, prona davanti ai vergognosi schernimenti dall&amp;rsquo;alleato padrone, porta i compiti fatti in casa (2,8% del Pil per le armi, +18 mld entro il 2028, rispetto ai 45,3 mld del 2026), un incremento gigantesco e insieme una vergogna di cui va fiera, mentre i nostri ospedali boccheggiano. Ma le sanguisughe imperiali d&amp;rsquo;oltreoceano esigono il 5% e il pi&amp;ugrave; in fretta possibile, secondo i deliri di un anziano satrapo incaricato di rimpinguare le tasche gi&amp;agrave; piene di chi l&amp;rsquo;ha fatto eleggere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt; La rivoluzione, diceva Gramsci, comincia sotto casa e la storia &amp;egrave; maestra di sorprese, non solo di vita. Nostro compito &amp;egrave; di essere pronti, non si sa mai. La democrazia (&lt;em&gt;demos &amp;ndash; kratos: &lt;/em&gt;potere del popolo) &amp;egrave; un simulacro. Le elezioni sono solo un metodo di selezione di esecutori fungibili, maschere di carattere, indifferenti ai bisogni del popolo, che in cambio di denari e carriere hanno venduto l&amp;rsquo;anima al demonio. Il deterioramento intellettuale delle classi dirigenti, ancor pi&amp;ugrave; di quelle politiche, &amp;egrave; una realt&amp;agrave; che non chiede evidenze. Nel cosiddetto Occidente, chiunque pu&amp;ograve; fare il Ministro/Presidente, non &amp;egrave; richiesta alcuna etica, competenza, comprensione del mondo, solo obbedienza ai detentori del potere reale (il grande capitale), che selezionano i pi&amp;ugrave; scaltri e i pi&amp;ugrave; servili, per inserirli&amp;nbsp;&lt;em&gt;gi&amp;ugrave;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;per li rami&lt;/em&gt;&amp;nbsp;nei ranghi di servizio: quello politico (che cura l&amp;rsquo;ordine sociale al servizio del privilegio), quello mediatico (gestore della&amp;nbsp;&lt;em&gt;Macchina della Menzogna&lt;/em&gt;) e quello accademico (incaricato d&amp;rsquo;illustrare ai semicolti il funzionamento del mondo). Le eccezioni esistono beninteso, e sono preziose, ma ahim&amp;egrave; non fanno la differenza, mentre la maggioranza si lascia stordire davanti a TV e&amp;nbsp;&lt;em&gt;smartphone&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Una trib&amp;ugrave; di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;funzionari&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;con simili caratteristiche opera sia nel Paese che nella cosiddetta Unione Europea. Sfugge a molti quanto la distruzione di questa gabbia sia precondizione per qualsiasi palingenesi e recuperato benessere per il mondo del lavoro, avendo essa usurpato prerogative essenziali della statualit&amp;agrave; dei paesi membri. L&amp;rsquo;Unione &amp;egrave; un&amp;rsquo;entit&amp;agrave; autogestita da burocrati ineletti, superpagati, non-democratica, cresciuta con sotterfugi all&amp;rsquo;insaputa dei cittadini, con il fine di sottrarre lavoro e benessere ai popoli europei, (in particolare ai pi&amp;ugrave; sprovveduti, come quello italiano) a favore del Grande Capitale globale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Quando sono stati consultati &amp;ndash; solo francesi e olandesi, nel 2005 &amp;ndash; i popoli hanno votato contro, portando i satrapi di Bruxelles, con il gioco delle tre carte, a trasformare la cosiddetta Costituzione Europea nel famigerato Trattato di Lisbona (che non richiedeva&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;referendum&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;), ancor pi&amp;ugrave; scellerato di quello di Maastricht, col quale si pensava di aver raggiunto l&amp;rsquo;ultimo cerchio dell&amp;rsquo;inferno&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;euroinomane&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;In ogni classifica UE: industria, commercio, infrastrutture, istruzione, energia etc., l&amp;rsquo;Italia occupa la parte bassa, spesso l&amp;rsquo;ultima posizione. Nel 2025 (a 32 anni dall&amp;rsquo;entrata in vigore di Maastricht) nel nostro Paese i salari avevano un potere d&amp;rsquo;acquisto inferiore del 12% rispetto al 1991. Lontani i tempi quando, regnando la&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;gloriosa Lira&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, l&amp;rsquo;Italia era la quarta potenza economica mondiale (prima pagina del Corriere della Sera, 16 maggio 1991). Nel 1991, Italia e Germania avevano salari simili. Nel &amp;lsquo;25 Germania +28%, Paesi Bassi +35%, Francia +22%, Spagna e Portogallo +18% e via dicendo, persino la Grecia + 2%. Non &amp;egrave; un caso che il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;gap&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;inizi a cavallo del secolo, con l&amp;rsquo;introduzione dell&amp;rsquo;euro, moneta nazionale gestita da entit&amp;agrave; extranazionali per interessi altrui (&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Bundesbank&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Banque Nationale de France&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;e pi&amp;ugrave; su Wall Street e City di Londra, gli altri come si dice fanno volume).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;In compenso, sul piano istituzionale va peggio, la Commissione di non-eletti prepara le leggi (in complicit&amp;agrave; con le corporazioni transnazionali che hanno gli uffici di fronte) e dopo un passaggio formale da un finto parlamento che non dispone di iniziativa legislativa, il Consiglio (cio&amp;egrave; i governi) le approva, nei fatti solo e sempre se Francia e Germania sono d&amp;rsquo;accordo. La Banca Centrale, infine, si occupa&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;per statuto&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;solo di contenere l&amp;rsquo;inflazione, ma non di far crescere l&amp;rsquo;economia e lottare contro la disoccupazione (non sia mai!), come ogni altra banca centrale, inclusa la Federal Reserve; insomma, una montagna d&amp;rsquo;insulti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Sul fronte politico, infine, si tocca il fondo: un&amp;rsquo;aggregazione di cervelli che pare aliena alla natura umana. La presidente della Commissione proviene dal paese che ha scatenato due guerre devastanti (17 milioni di morti la prima, 60 la seconda), e che investe 1000 mld di euro sul riarmo (nascostamente, anche nucleare): non c&amp;rsquo;&amp;egrave; due senza tre! L&amp;rsquo;estone Kaya Kallas (pomposamente denominata &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Alta Rappresentante per affari esteri e sicurezza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;) sembra uscita da un libro&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;di storia della demenza attraverso i secoli&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;. La sua capacit&amp;agrave; di analisi &amp;egrave; equiparabile a quella delle aringhe del mar Baltico con le quali deve aver condiviso i primi vagiti. La questione sarebbe di minima rilevanza, se costei non parlasse anche a nostro nome, contribuendo a depredarci e trascinarci in guerra al servizio dei citati interessi, oltre che dei suoi. Ma a Bruxelles, i paesi baltici vantano anche il lettone Dombrovskis, Commissario per l'Economia e Produttivit&amp;agrave; e il lituano Kubilius,&amp;nbsp;Commissario per Difesa e Spazio. Morale: un cittadino europeo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;normodotato&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;si chiede: com&amp;rsquo;&amp;egrave; possibile che a tali &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;modesti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; individui di tre paesi &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;insignificanti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; (insieme hanno gli abitanti del Lazio) siano affidati incarichi di tale rilevanza? La ragione in realt&amp;agrave; &amp;egrave; banale: si tratta di marionette selezionate esclusivamente sulla scorta della propensione a servire le corporazioni globaliste e il direttorio franco/tedesco, che in Europa decide sulle questioni che contano. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Ora, se alla luce di ci&amp;ograve; qualcuno dovesse ritenere che l&amp;rsquo;Unione Europea sia un fallimento o che sia destinata, prima o poi, a spiccare il volo verso i chimerici Stati Uniti d&amp;rsquo;Europa, farebbe bene a farsi una doccia. L&amp;rsquo;Ue &amp;egrave; un grande successo cos&amp;igrave; com&amp;rsquo;&amp;egrave;, certo non per i popoli desovranizzati e depauperati, ma per coloro che l&amp;rsquo;hanno concepita e modellata nell&amp;rsquo;attuale configurazione, quale icona indemolibile della religione&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;euroinomane&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;La chimera di una futuribile &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Federazione Europea&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, secondo un altro lessico distrattivo - che sarebbe per noi la &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;disgrazia massima&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; - non vedr&amp;agrave; mai la luce: nessuna personalit&amp;agrave; europea che conta del resto ha mai avanzato tale &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;ingenua&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; proposta, cui credono solo i &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;pi&amp;ugrave;europei&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; presenti in massa in ogni partito della Penisola, oltre alle anguille del Delta del Po. La ragione &amp;egrave; semplice: assenza del sottostante, vale a dire un &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;popolo europeo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, che porterebbe con s&amp;eacute; il principio di solidariet&amp;agrave;. L&amp;rsquo;ipotesi che le regioni ricche (Germania e satelliti, scandinavi, etc.) trasferiscano parte della loro ricchezza a quelle in ritardo (come in Italia, tra Nord e Sud) provocherebbe una catena di rivolte: i popoli non si costruiscono a tavolino, essendo frutto della storia, comuni battaglie, vinte o perse, sensibilit&amp;agrave;, lingua, religione e via dicendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;3. Per immaginare un&amp;rsquo;alternativa occorre entrare nel regno dei sogni. Poich&amp;eacute; politica estera e domestica sono intrecciate, la prima condizione &amp;egrave; quella di tornare padroni a casa propria. Senza sovranit&amp;agrave;, prima o poi si perde anche benessere e sicurezza. Gi&amp;agrave; nel &amp;lsquo;500 Niccol&amp;ograve; Machiavelli affermava che la sovranit&amp;agrave; richiede due condizioni, non avere soldati di un altro paese sul territorio ed essere padroni della propria moneta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;L&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; avviluppata in un duplice livello di asservimento: a) quello economico-finanziario nei riguardi delle oligarchie del Nord Europa, a loro volta asservite al capitale anglo-atlantico: b) quello politico-militare nei riguardi degli Stati Uniti, che si servono della nostra Penisola come di una portaerei US Navy, violando accordi palesi, segreti, scritti o non scritti, come fanno del resto ovunque, a loro comodo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Tecnicamente, il nostro Paese non &amp;egrave; una colonia, ma un protettorato. Le colonie sono guidate da un governatore nominato, solitamente inviso alla popolazione locale. I protettorati sono invece guidati da&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;finte&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&amp;nbsp;dirigenze nazionali, pi&amp;ugrave; digeribili, ma astutamente selezionate per fare gli interessi della potenza colonizzatrice, non quelli della propria gente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Per assicurare un avvenire a figli e nipoti una dirigenza degna del nome dovrebbe cogliere l&amp;rsquo;occasione dell&amp;rsquo;effervescenza in atto sulla scena internazionale per voltare pagina. Dopo aver dismesso la livrea da maggiordomi con la quale per decenni abbiamo servito il bellicismo imperiale e il capitale globalista, partecipando a guerre altrui (Iraq, Afghanistan, Libia, Serbia, ora Iran e chiss&amp;agrave; cos&amp;rsquo;altro), il governo dovrebbe annunciare che l&amp;rsquo;Italia intende uscire da Ue e Nato, e vuole Nato e Usa fuori dall&amp;rsquo;Italia. Un sogno certo, e poi si tratta di rischiare la vita, l&amp;rsquo;esistenza resta comunque breve. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Con gli Stati Uniti &amp;ndash; non abbiamo dimenticato il monito di H. Kissinger (&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;pericoloso essere nemici degli Usa, fatale esserci amici&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;) &amp;ndash; andr&amp;agrave; negoziata la chiusura delle loro basi, a partire da quelle nucleari, che lungi dal difenderci da presunti nemici ci rendono ancor pi&amp;ugrave; un bersaglio in caso di conflitto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Il nostro Paese deve puntare alla neutralit&amp;agrave;, dialogare con l&amp;rsquo;Europa su basi paritarie e quindi volgere lo sguardo al Sud, i Brics in particolare, che insieme ad altre aggregazioni, sono gi&amp;agrave; il motore pacifico e produttivo del pianeta, oltre che di riscatto per i paesi poveri e indifesi. Nessuno minaccia l&amp;rsquo;Italia, circondata com&amp;rsquo;&amp;egrave; da paesi amici, mentre quelli lontani, Russia, Cina, Medioriente, non hanno certo interesse o intenzione di aggredirci. Tornata libera dalle catene euro-atlantiche, al centro del Mediterraneo, l&amp;rsquo;Italia diverrebbe una calamita di aggregazione tra tre continenti, Asia, Europa e Africa, tra culture, civilt&amp;agrave;, commerci, interazioni di ogni genere, contribuendo finanche alla stabilit&amp;agrave; dei territori turbolenti che si affacciano su quello che un tempo chiamavamo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Mare Nostrum&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;4. La guerra. Che la Russia non intenda arrivare n&amp;eacute; Lisbona n&amp;eacute; a Berlino &amp;egrave; noto anche ai coccodrilli dell&amp;rsquo;Amazzonia. Ma che una potenza militare che dispone di 6000 testate nucleari prima di essere sconfitta farebbe saltare i connotati ai suoi nemici, continua a sfuggire alle residue cellule grigie dei nostri pretesi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;governanti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.Schiere di analisti imperiali riconoscono che la pianificazione della guerra in Ucraina, con l&amp;rsquo;obiettivo dissanguare e saccheggiare la Russia, &amp;egrave; opera della velleitaria onnipotenza statunitense. L&amp;rsquo;impero, con i camerieri europei incaricati di dissanguarsi per comprare armi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;made in Usa&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, sta finendo i soldi e punta a reindustrializzarsi con l&amp;rsquo;industria delle armi, distruggendo cinicamente altre vite umane e infrastrutture nella disastrata Ucraina. La Russia, poi, grande e ricca com&amp;rsquo;&amp;egrave;, rimarr&amp;agrave; in ogni caso una preda potenziale, oltre che un ostacolo oggettivo, insieme alla Cina, al dominio imperiale. E tutto ci&amp;ograve; non &amp;egrave; certo interesse degli europei e di noi italiani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;L&amp;rsquo;aggressione alla Russia, infine, somiglia a quella contro l&amp;rsquo;Iran, altro paese irriducibile, dove i rischi dell&amp;rsquo;olocausto nucleare sono altrettanto elevati: qui, capitali e ricatti dello stato sionista sulla politica imperiale puntano a imbrigliare gli Usa in un conflitto permanente, con il fine di frantumare e devastare la Repubblica Islamica, uno dei pochi paesi ancora stabili, sovrani e &amp;ndash; crimine dei crimini! - sostenitore della causa palestinese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;5. Secondo l&amp;rsquo;ideologia dominante, la struttura della societ&amp;agrave; &amp;egrave; un dato di natura, che impone&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;un&amp;rsquo;ontologia dell&amp;rsquo;immodificabilit&amp;agrave;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, quell&amp;rsquo;inconscio convincimento che possa essere corretta - nulla &amp;egrave; perfetto a questo mondo! - ma non certo modificata alla radice o capovolta. Si tratta di una variante di ideologismo di genesi nichilista che va combattuta con forza, perch&amp;eacute; impedisce persino di immaginare una possibile palingenesi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Occorre invece che torni a risplendere la fiaccola della battaglia verso un mondo migliore, quel&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;socialismo dal volto umano e comunitario&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, balenato sull&amp;rsquo;orizzonte della storia con la speculazione anticapitalistica del grande filosofo di Treviri. Riflettendo sulla relazione dinamica tra teoria e prassi, facendo rimbalzare a Occidente quel che funzione in Oriente o altrove, con uno sguardo perennemente innovativo all&amp;rsquo;evoluzione degli eventi, contenendo distorsioni e strumentalit&amp;agrave;, la luce di quella fiaccola potr&amp;agrave; consentire di riprendere il cammino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Nei limiti ontologici di approssimazione, rifuggendo da ogni rigidit&amp;agrave; e sulla scorta di una reciproca tolleranza, emergerebbero allora i contorni di una&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;via italiana al socialismo,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;ovvero - parafrasando la terminologia &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;sino-popolare&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &amp;ndash; di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;un socialismo con caratteristiche italiane&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, basato su peculiarit&amp;agrave; storiche, sociali ed economiche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Alcuni pilastri sono gi&amp;agrave; acquisibili: nel mondo che sogniamo a ciascuno saranno garantiti i diritti economici essenziali (&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;in primis&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, equa distribuzione della ricchezza e lavoro stabile per tutti) e l&amp;rsquo;accesso a una &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;democrazia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;partecipata&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, con un ruolo centrale dello Stato in economia, cultura, educazione, tecnologia, e poi libert&amp;agrave; di pensiero, associazione e altro. Le grandi imprese private saranno consentite solo se giudicate necessarie, ma non nei settori strategici e sempre sorvegliate dall&amp;rsquo;alto, affinch&amp;eacute; &amp;ndash; loro eterna tentazione! - non travalichino nella sfera politica. L&amp;rsquo;esportazione di capitali sar&amp;agrave; autorizzata dallo Stato solo per ragioni di pubblico interesse, altrimenti sar&amp;agrave; vietata (com&amp;rsquo;era era in Italia fino agli anni &amp;rsquo;90).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Tornati padroni a casa nostra, con lo Stato protagonista, insieme alla neutralit&amp;agrave; politica e militare, sar&amp;agrave; quindi possibile ricostruire i beni collettivi oggi devastati, sanit&amp;agrave;, scuola, universit&amp;agrave; e altre infrastrutture sociali e materiali, rovesciando quel crepuscolo economico, politico, demografico e di benessere, altrimenti ineludibile. Al termine della corsa, tra qualche anno o &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;secolo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, avr&amp;agrave; preso corpo il &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;secondo rinascimento italiano&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;, che sar&amp;agrave; preso a misura &amp;ndash; insieme ad altre esperienze nazionali, v&amp;rsquo;&amp;egrave; posto per tutti! &amp;ndash; come una delle stelle polari del progresso etico e sociale dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Su tale proiezione, invito il lettore a trattenere il sorriso, o lo scherno. Se tuttavia oggi la scena del mondo non induce all&amp;rsquo;ottimismo e le&amp;nbsp;chances&amp;nbsp;di un cambiamento radicale sfiorano drammaticamente lo zero, il sogno di una societ&amp;agrave; diversa resta insopprimibile nelle vene pulsanti di chi difende l&amp;rsquo;essenza costitutiva dell&amp;rsquo;essere umano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;western&quot; style=&quot;line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2; text-indent: 1.5cm; margin-bottom: 0.28cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Se il potere rende il mondo ogni giorno pi&amp;ugrave; distopico, allora noi diverremo ancor pi&amp;ugrave; umani, quale atto di ontologica ribellione, &amp;egrave; la nostra unica speranza. E in qualit&amp;agrave; di esseri umani non permetteremo che la stagnazione intellettuale cancelli la coscienza dell&amp;rsquo;oppressione, dello sfruttamento e dell&amp;rsquo;alienazione &amp;ndash; eterne insidie di ogni organizzazione collettiva. Nel nostro mondo a venire, tali offese saranno solo un mesto ricordo, cosicch&amp;eacute; la vita, con le sue letizie e le sue ferite, possa essere vissuta con reciproca, umana piet&amp;agrave;, essendo essa null&amp;rsquo;altro che un bagliore fugace davanti all&amp;rsquo;eternit&amp;agrave; del tempo e all&amp;rsquo;infinito dell&amp;rsquo;universo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ceuta_perch_non_mi_aspetto_pi_nulla_dallue/33397_68408/</link>
                    <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Paolo Desogus*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mi aspetto pi&amp;ugrave; nulla dall&amp;rsquo;Unione Europea ormai da molti anni, direi dalla crisi greca. Questo grande carrozzone non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; in grado di esprimere alcuna forma di reale progresso, se non su singole issues. &amp;Egrave; organicamente un&amp;rsquo;istituzione neoliberale, fondata su principi economici che mettono al centro di tutto il profitto dei pochi e che negano qualsiasi possibilit&amp;agrave; di alternativa in favore dei molti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante tutto questo l&amp;rsquo;UE riesce ancora a sorprendermi. Ovviamente in negativo. La lettera redatta da Italia e Danimarca, dove si chiede con urgenza una riunione per affrontare la crisi di Ceuta, in realt&amp;agrave; subito rientrata, &amp;egrave; stata firmata da ben 20 paesi. Quasi tutta l&amp;rsquo;UE ha dunque preso per buona la farsa orchestrata da USA e Israele. Ha avallato un&amp;rsquo;operazione di propaganda vergognosa contro chi ha osato dire la sua sul genocidio a Gaza e la guerra in Iran. Quella lettera infame &amp;egrave; per questo un attacco alla Spagna e soprattutto ai principi di democrazia e solidariet&amp;agrave;, cio&amp;egrave; a due di quei &amp;ldquo;valori&amp;rdquo; cardine su cui si fonderebbe questa dannata UE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realt&amp;agrave; nel nostro continente la solidariet&amp;agrave; fa il paio con la pace, che secondo la propaganda ci avrebbe regalato l&amp;rsquo;UE. Va inoltre insieme alla difesa dei diritti umani e di tutti quei &amp;ldquo;valori&amp;rdquo; che astrattamente compaiono ne grandi proclami di Bruxelles, ma che di fatto sono stati tutti traditi, tutti calpestati, tutti negati, soprattutto negli ultimi anni. Lo stesso discorso vale per la democrazia: le idee economiche non conformi a Maastricht in Europa sono bandite.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema dell&amp;rsquo;UE non &amp;egrave; mai stato l&amp;rsquo;Unghetia di Orban (che, anzi, ha salvato tante volte la faccia ai governi &amp;ldquo;democratici&amp;rdquo;) e ora non &amp;egrave; nemmeno dovuto a Giorgia Meloni o alle derive autoritarie della Polonia. Il problema dell&amp;rsquo;UE deriva dalla sua stessa logica fondativa, dalla sua identit&amp;agrave; neoliberale che ha generato un&amp;rsquo;antropologia totalmente estranea a ogni principio di umanit&amp;agrave;, di solidariet&amp;agrave; e di fratellanza fra i popoli.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vorrei del resto ricordare che nella tarda primavera del 2017 il governo Gentomi, non proprio un antieuropeista, chiese aiuto all&amp;rsquo;UE per l&amp;rsquo;arrivo in pochi giorni di ben 10mila migranti. La risposta fu picche. Persino Macron, che aveva un rapporto particolare, fin troppo, con Gentiloni, si rifiut&amp;ograve; di aiutare l&amp;rsquo;Italia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;&amp;egrave; da sorprendersi: l&amp;rsquo;UE e questa roba qua. Mi piacerebbe che non fosse cos&amp;igrave;. Ma &amp;egrave; inutile raccontarsi ancora bugie. Ed &amp;egrave; sciocco pensare che la verit&amp;agrave; avvantaggi la destra. La destra, anche quella estrema, &amp;egrave; la diretta emanazione dell&amp;rsquo;UE. &amp;Egrave; parte della sua razionalit&amp;agrave; politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I 20 paesi che hanno firmato la lettera, anche quando guidati da forze di sinistra, come la Danimarca, sono mossi dalle stesse idee di Vannacci. Sono spinti dalla stessa ideologia. Di fatto Vannacci (come Le Pen o altri estremisti) non &amp;egrave; un corpo estraneo all&amp;rsquo;UE. &amp;Egrave; semmai la sua verit&amp;agrave;. Vannacci che disprezza gli immigrati anticipa la direzione in cui stanno precipitando i paesi europei. Lo stesso vale per la deriva securtaria interna: la difesa del profitto sopra ogni cosa porta all&amp;rsquo;ideologia della violenza di Roggero.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico collante vero dell&amp;rsquo;UE &amp;egrave; oggi il sostanziale egoismo dei suoi paesi, il suo ripiegamento nella difesa degli interessi particolari che fanno capo a pochi potentati e che hanno in pugno la Commissione di Von der Leyen.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono per queste ragioni molto pessimista. Non vedo una via uscita. La stessa deriva guerrafondaia descrive l&amp;rsquo;evoluzione tragica del nostro continente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche l&amp;rsquo;idea di Draghi di eliminare il principio di unanimit&amp;agrave; nel Consiglio europeo &amp;egrave; una scemenza. Se venisse meno quel meccanismo, l&amp;rsquo;UE finirebbe nel giro di poco tempo. Non solo Francia e Germania, ma nemmeno la Polonia accetterebbe mai di essere messa in minoranza sulle grandi decisioni politiche. Stesso discorso vale per Olanda o Austria e sicuramente per la Spagna (noi no, noi ci sottometteremmo e basta). Sembra paradossale ma proprio perch&amp;eacute; &amp;egrave; la difesa degli interessi egoistici e particolari a tenere insieme l&amp;rsquo;UE, l&amp;rsquo;unanimit&amp;agrave; &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico principio possibile dato che garantisce i veti incrociati e dunque la prevalenza del particolare sull&amp;rsquo;interesse generale. Non &amp;egrave; poi cos&amp;igrave; difficile da capire. Persino uno come Draghi ci pu&amp;ograve; arrivare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico modo per venirne fuori &amp;egrave; l&amp;rsquo;abbandono del neoliberismo, cio&amp;egrave; qualcosa di impossibile. E non perch&amp;eacute; prima c&amp;rsquo;era Orban e ora c&amp;rsquo;&amp;egrave; Meloni, ma perch&amp;eacute; la stessa Germania si rifiuta strenuamente di rinunciare all&amp;rsquo;ideologia che ha permesso di imporre la sua supremazia sul continente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel dopoguerra sarebbe stato meglio dar retta a Koj&amp;egrave;ve. Non avremmo avuto un comportamento cos&amp;igrave; meschino verso la Spagna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;*Post Facebook del 2 agosto 2026&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Mondo grande e terribile</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images+%2820%29+%285%291.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Petro accusa Netanyahu di essere responsabile &quot;dell'invasione civile di Ceuta da parte dei marocchini&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-petro_accusa_netanyahu_di_essere_responsabile_dellinvasione_civile_di_ceuta_da_parte_dei_marocchini/82_68407/</link>
                    <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 13:15:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il presidente colombiano Gustavo Petro ha accusato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di finanziare la grave crisi migratoria in Spagna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un lungo post su X, il presidente ha tracciato un parallelo storico tra Netanyahu e Francisco Franco, paragonando l'alleanza del dittatore spagnolo con &quot;i discendenti dell'antico Califfato di Cordova&quot; durante la Guerra Civile per &quot;rovesciare la Repubblica libertaria&quot; al presunto legame tra il capo del governo israeliano e il &quot;potere marocchino&quot;, che, ha affermato, &quot;si &amp;egrave; arreso ai piani di un maniaco genocida latitante&quot; per realizzare quella che ha definito &quot;l'invasione civile di Ceuta da parte dei marocchini&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;La invasi&amp;oacute;n civil de marroqu&amp;iacute;es a Ceuta, imita la alianza que hizo Franco con los descendientes del antiguo califato de C&amp;oacute;rdoba, para reingresar a Espa&amp;ntilde;a y derrocar la rep&amp;uacute;blica libertaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El pueblo marroqu&amp;iacute; debe dejar de mirar Espa&amp;ntilde;a y concentrarse en el propio poder de&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/i9hOZhWUHl&quot;&gt;https://t.co/i9hOZhWUHl&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) &lt;a href=&quot;https://x.com/petrogustavo/status/2083816838736003324?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;August 2, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;La Spagna deve ricordare la sua storia scritta con il sangue; vogliono imporre il fascismo al popolo spagnolo e il popolo spagnolo deve dire: &amp;lsquo;Non passeranno!&amp;rsquo; E la civilt&amp;agrave; araba deve dire: &amp;lsquo;Non passeranno!&amp;rsquo;&amp;rdquo;, ha scritto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Petro ha invitato a evitare di incolpare il &quot;povero essere umano&quot; per la situazione, poich&amp;eacute; il vero responsabile, secondo lui, &amp;egrave; Netanyahu, che ha accusato di &quot;pagare i poveri dell'Islam per emigrare in Spagna&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Con i soldi, con gli stessi soldi che hanno pagato per i missili su Gaza per uccidere bambini, donne e anziani, hanno tolto la libert&amp;agrave; alla Palestina, vogliono distruggere il progressismo democratico dell'Europa. Vogliono distruggere la Palestina e l'essenza democratica e libertaria di tutta l'Europa, l'essenza della cultura occidentale&quot;, ha sottolineato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images341.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Dalla Convertibilità al &quot;grillete fiscal&quot;: l'Argentina si consegna ai mercati (ancora una volta)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dalla_convertibilit_al_grillete_fiscal_largentina_si_consegna_ai_mercati_ancora_una_volta/52961_68402/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 17:07:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Verde&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fanatismo ideologico ha preso il potere in Argentina. Javier Milei, con la sua motosega e il suo delirio presentato come &amp;ldquo;anarcocapitalista&amp;rdquo;, sta realizzando un modello economico che non &amp;egrave; altro che la riedizione, in versione ancora pi&amp;ugrave; estrema, del fallimentare regime della Convertibilit&amp;agrave; che gi&amp;agrave; negli anni '90 port&amp;ograve; il paese al collasso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La vecchia ricetta che gi&amp;agrave; distrusse l'Argentina&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Milei cerca di accreditare il suo progetto come una novit&amp;agrave; rivoluzionaria, ma le sue ricette economiche con cui assicura di rialzare il paese dalla crisi sono ormai ben note: privatizzazioni selvagge che comprendono asset strategici e sanit&amp;agrave;, deregulation estrema, cancellazione delle tutele lavorative, austerit&amp;agrave;, pareggio di bilancio. Insomma, politiche cosiddette di lacrime e sangue annunciate dallo stesso Milei durante il suo discorso investitura, in cui ha praticamente affermava, tra gli applausi scroscianti dei suoi sostenitori, di essere pronto a sacrificare il popolo argentino sull'altare degli interessi capitalistici. Cosa che ha fatto e che continua imperterrito a fare. Tanto che in Argentina si &amp;egrave; arrivati a consumare carne di asino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gi&amp;agrave; nel suo primo discorso da presidente, Milei tracciava la rotta. Il suo allora portavoce presidenziale Manuel Adorni - oggi non pi&amp;ugrave; in carica - annunciava: &quot;Cambieremo il contratto sociale in modo che ci sia rispetto per la legge, le libert&amp;agrave; individuali e la propriet&amp;agrave; privata&quot;. E aggiungeva: &quot;Non si spender&amp;agrave; pi&amp;ugrave; in deficit. 'Non ci sono soldi' non &amp;egrave; una frase fatta, l'equilibrio fiscale sar&amp;agrave; rispettato alla lettera&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la coerenza non &amp;egrave; certo un punto forte del fanatico neoliberista. Gi&amp;agrave; nei primi giorni del suo mandato, nel 2023, Milei firmava un decreto per modificare una normativa che impediva la nomina di parenti stretti a cariche pubbliche, piazzando sua sorella Karina come Segretario generale della Presidenza. Un altro provvedimento autorizzava il ministro delle Finanze a intervenire, chiudere, liquidare, privatizzare, fondere o sciogliere decine di imprese statali, compresi i media pubblici. Una scena gi&amp;agrave; vista: lacrime e sangue per il popolo, privilegi per la famiglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un modello che ha gi&amp;agrave; fallito in Cile&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I sostenitori di Milei amano citare il Cile come esempio virtuoso. Peccato che la realt&amp;agrave; racconti ben altra storia. I cosiddetti Chicago Boys, formatisi all'Universit&amp;agrave; di Chicago, implementarono il neoliberismo durante la dittatura di Pinochet negli anni '70. Ma, invece di promuovere la crescita economica e portare benefici a tutti i settori della societ&amp;agrave;, le politiche neoliberiste hanno fatto esplodere la disuguaglianza e ostacolato lo sviluppo sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La concentrazione della ricchezza e del potere nelle mani di pochi ha permesso a una piccola &amp;eacute;lite di accumulare grandi fortune, mentre la popolazione generale ha sofferto per i conseguenti prezzi elevati e l'accesso inadeguato ai servizi essenziali. Le tutele del lavoro e i diritti di contrattazione collettiva sono stati annullati, portando a condizioni di lavoro precarie e salari stagnanti per la classe operaia. La privatizzazione dell'istruzione e della sanit&amp;agrave; ha portato alla mercificazione di questi servizi essenziali, rendendoli accessibili solo a chi pu&amp;ograve; permetterseli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato? Un impoverimento della crescita e un'esplosione delle disuguaglianze sociali. Un grande classico del sistema neoliberista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Convertibilit&amp;agrave;: il fallimento che Milei vuole ripetere&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il crollo del neoliberismo in Argentina negli anni '90 &amp;egrave; la prova lampante della fallacia di queste teorie. La forte dipendenza dal debito estero e l'attuazione di &quot;misure di austerit&amp;agrave; estrema portarono a un default e a una grave recessione. Quando gli Stati Uniti aumentarono i tassi di interesse all'inizio degli anni 2000, l'Argentina si ritrov&amp;ograve; incapace di far fronte ai propri obblighi di debito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roberto Feletti ha ricordato giustamente che &quot;quel modello monetario port&amp;ograve;, nel finale, a un'Argentina di economia del &amp;lsquo;trueque&amp;rsquo;. Ricordiamo la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000, con l'emissione di &amp;lsquo;cuasimonedas&amp;rsquo;, che fu la risposta di molte province alla mancanza di mezzi di pagamento&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E la storia si concluse con l'allora presidente De La Rua costretto a fuggire in elicottero per sottrarsi all'esplosione della rabbia popolare. Milei sar&amp;agrave; il nuovo De La Rua?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La follia del &quot;grillete fiscal&quot; e la distruzione del Banco Central&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto di riforma della Carta Organica del Banco Central presentato da Milei &amp;egrave; una follia. L'obiettivo &amp;egrave; eliminare la sua incidenza nella politica finanziaria, la quale rimarr&amp;agrave; indefettibilmente in mano alle corporazioni finanziarie estere e locali che controllano quel business, come &lt;a href=&quot;https://www.pagina12.com.ar/2026/07/31/sin-politica-financiera-y-el-poder-a-los-mercados/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;evidenzia&lt;/a&gt; il quotidiano Pagina|12.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Banco Centrale, nelle intenzioni del governo Milei, perder&amp;agrave; quasi tutti i suoi obiettivi essenziali: &quot;elimina dalla Carta Organica il suo impegno con la crescita economica, il pieno impiego, la stabilit&amp;agrave; finanziaria (distinta da quella monetaria), la supervisione del sistema di pagamenti e il sostegno all'equit&amp;agrave; sociale&quot;. Rimarr&amp;agrave; un solo obiettivo: preservare &quot;la stabilit&amp;agrave; del valore della moneta&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/moiN9S1vtgs?si=8XmsOCQiVkkd5AB9&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ex presidente del Banco Central, Mercedes Marc&amp;oacute; del Pont. ha spiegato che &quot;l'indipendenza del Banco Central dal potere politico finisce per essere una dipendenza dalle corporations&quot; che controllano i mercati finanziari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Milei inventa anche la figura del &quot;grillete fiscal&quot;, che &quot;proibir&amp;agrave; allo Stato di approvare o sostenere budget deficitari, e se ci&amp;ograve; accadr&amp;agrave; per diversi mesi, sottoporr&amp;agrave; lo Stato a uno spegnimento (shut down), con scarse eccezioni nel suo funzionamento&quot;. Milei ha presentato la legge del &quot;grillete fiscal&quot; come una presunta misura di responsabilit&amp;agrave;. La retorica &amp;egrave; studiata a tavolino: se il paese entra in deficit e i politici non lo risolvono, tutto il Congresso e i principali funzionari dello Stato smettono di percepire lo stipendio. Sembra una misura contro la casta politica, ma &amp;egrave; tutto fumo negli occhi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il meccanismo &amp;egrave; semplice e devastante: &quot;Se per diversi mesi consecutivi il risultato fiscale &amp;egrave; deficitario, il Congresso avr&amp;agrave; alcune settimane per ristabilire l'equilibrio dei conti pubblici. In caso contrario, entrer&amp;agrave; in vigore il cosiddetto shutdown e si paralizzeranno le attivit&amp;agrave; non essenziali dello Stato&quot;. Attivit&amp;agrave; non essenziali, secondo la definizione di chi? La risposta &amp;egrave; agghiacciante: nelle mani del fanatico neoliberista, &quot;non essenziale&quot; pu&amp;ograve; significare tutto ci&amp;ograve; che non serve al profitto delle corporation.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La misura, come hanno giustamente sottolineato i deputati dell'opposizione, &amp;egrave; &quot;di totale gravit&amp;agrave;&quot;. Significherebbe che l'Argentina si ritrova senza sicurezza, senza salute e senza istruzione. Sono &quot;idee disparate, copiate dagli Stati Uniti&quot;, ma adattate al peggio: mentre negli Stati Uniti lo shutdown si attiva per mancanza di accordo politico per approvare il bilancio, nello schema di Milei il grilletto &amp;egrave; il deficit fiscale. Un meccanismo che non punisce i politici per la loro incapacit&amp;agrave;, ma paralizza interamente lo Stato, punendo il popolo e lasciando mano libera ai mercati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il deputato socialista &lt;a href=&quot;https://www.sumario.com.ar/politica/2026/07/31/reforma-bcra-milei-grillete-fiscal-shutdown/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Esteban Paul&amp;oacute;n&lt;/a&gt; ha colto il punto: &quot;Milei ha promesso di far saltare in aria il Banco Central e ora spinge una modifica del suo statuto per rafforzare esclusivamente la sua funzione monetaria e, allo stesso tempo, lasciare in modo permanente la propria linea ideologica alla guida dell'istituzione&quot;. Il &quot;grillete fiscal&quot; non &amp;egrave; quindi una misura di responsabilit&amp;agrave;, ma un cavallo di Troia per blindare l'ideologia neoliberista anche dopo la fine del suo mandato, come ha denunciato l'ex presidente del Banco Central Alejandro Vanoli: &quot;Vogliono lasciare un cavallo di Troia al prossimo governo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La misura &amp;egrave; grave e pericolosa: impedisce allo Stato di reagire alle crisi, lo condanna all'immobilismo e consegna le sorti del paese ai mercati finanziari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il bluff sull'inflazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il discorso di Milei sull'inflazione &amp;egrave; un'opera di propaganda che non regge all'analisi dei dati. Come ha &lt;a href=&quot;/dettnews-Manuale_Di_Stupidaggini_Sullinflazione_In_Venezuela/5694_17978/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dimostrato&lt;/a&gt; l&amp;rsquo;economista Alfredo Serrano Mancilla, l'idea che l'inflazione sia causata esclusivamente dall'emissione di moneta &amp;egrave; una &quot;sciocchezza&quot; da manuale neoliberista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli Stati Uniti, tra il 2008 e il 2012, &quot;l'emissione monetaria fu di quasi il 160% e l'indice dei prezzi non super&amp;ograve; il 10,3%&quot;. Nel Regno Unito ci sono stati periodi in cui l'emissione ha sfiorato il 200% mentre i prezzi sono cresciuti del 16,4%. In Brasile con un'espansione monetaria del 123% i prezzi sono cresciuti del 27,6%. Nell'Unione Europea, dopo un'emissione senza precedenti, l'inflazione resta al di sotto del 2%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Come si pu&amp;ograve; vedere, la determinazione dei prezzi &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; complessa di un'equazione riduzionista basata sul denaro in circolazione&quot;, spiega Serrano Mancilla. L'inflazione ha radici multiple: il costo di produzione, la struttura oligopolistica dell'offerta, le catene distributive, e persino fattori speculativi come il &quot;D&amp;oacute;lar Today&quot; in Venezuela, che &quot;serve come scusa a pochi grandi imprenditori, che possono cos&amp;igrave; fissare prezzi alti&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'Unione Europea: il simbolo del neoliberismo fallimentare&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non serve guardare lontano per vedere i frutti avvelenati del neoliberismo. Basta osservare lo stato in cui versa l'Unione Europea tecnocratica e neoliberista. Uno dei maggiori fallimenti di questa ideologia &amp;egrave; l'esacerbazione della disuguaglianza, poich&amp;eacute; le politiche neoliberiste spesso danno priorit&amp;agrave; agli interessi delle aziende e delle &amp;eacute;lite ricche rispetto ai bisogni della maggioranza. La privatizzazione e la deregolamentazione dei servizi essenziali si sono rivelate dannose, negando l'accesso a coloro che non possono permettersi di pagare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima di definire Milei un &quot;populista&quot; quasi a voler nascondere il suo vero volto, i media mainstream farebbero bene ad analizzare le sue proposte economiche. Forse si accorgerebbero che si tratta di quelle stesse politiche applicate in Italia ed Europa negli ultimi trenta anni e che hanno affossato un intero continente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le somiglianze con Mario Draghi - preso qui come esempio emblematico del neoliberismo italiano ed europeo - sono sorprendenti. Entrambi rifiutano la nozione di un'economia pianificata centralmente e favoriscono i principi del cosiddetto libero mercato (che in realt&amp;agrave; non &amp;egrave; per niente libero). Entrambi sono forti sostenitori della liberalizzazione del mercato e ferventi sostenitori del raggiungimento della stabilit&amp;agrave; monetaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Milei e Draghi condividono significativi punti di contatto e somiglianze nelle loro convinzioni e azioni economiche. Il loro accordo sulla politica economica, la difesa della liberalizzazione del mercato e la passione per la stabilit&amp;agrave; monetaria dimostrano il loro agire in un terreno comune, quello del neoliberismo nudo e crudo. Un ambito dominato dalle privatizzazioni selvagge, la svendita dei paesi, la precarizzazione del lavoro sacrificato sull'altare del profitto capitalistico.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Politiche che inevitabilmente conducono a uno scenario catastrofico: economie ferme al palo, salari stagnanti, depressione economica. Casi di neoliberismo di successo non se ne ricordano, eppure gode di ottima stampa al contrario del tanto demonizzato socialismo, in tutte le sue varianti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'Argentina non ha imparato la lezione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Evidentemente per&amp;ograve; l'Argentina non ha appreso la lezione e il paese viene di nuovo messo sulla stessa strada che lo condusse al collasso economico all'inizio del nuovo secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Milei non &amp;egrave; un populista. &amp;Egrave; un fanatico neoliberista che sta applicando all'Argentina le stesse ricette che hanno gi&amp;agrave; distrutto il Cile, che hanno portato al collasso l'Argentina stessa negli anni '90, e che continuano ad affossare l'Europa, Italia in testa. Le sue politiche non sono una cura: sono una condanna a morte economica e sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I dati mostrano gi&amp;agrave; il fallimento totale: miseria, crisi e povert&amp;agrave; crescente. Ma il fanatico con la motosega continua a correre verso l'abisso, trascinando con s&amp;eacute; un intero popolo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>MondiSud</category>
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                            <item>
                    <title>Ceuta: perché il Marocco fa con noi quello che vuole (di Alberto Negri)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ceuta_perch_il_marocco_fa_con_noi_quello_che_vuole_di_alberto_negri/45289_68403/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 17:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Alberto Negri&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per decenni ho fatto reportage in Marocco, politici, sociali e sui migranti. quando partivano con piccole barche, le patere, per tentare l'arrivo in Europa. Anche i sassi sapevano che lo consentivano le autorit&amp;agrave; marocchine senza intervenire per liberarsi dei disoccupati. Ceuta ha dei precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2021 il Marocco ha permesso l&amp;rsquo;attraversamento del confine con la Spagna a 10mila persone in 48 ore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vera domanda &amp;egrave; perch&amp;eacute; tolleriamo che il re del Marocco Mohammed VI, proprietario dell'80% del Paese, faccia questo? Forse perch&amp;eacute; si sente protetto da Trump che ha riconosciuto la sovranit&amp;agrave; sull'ex Sahara spagnolo a scapito dei diritti dei sharawi e Rabat riconosce Israele collaborando militarmente con lo stato ebraico. Forse perch&amp;eacute; gli stessi europei sono corrotti e applaudono l'Odissea facendo finta di ignorare che Nolan ha girato nel territorio dei sharawi, beneficiando dei generosi sussidi dello stato marocchino, dando cos&amp;igrave; legittimit&amp;agrave; a un&amp;rsquo;occupazione illegale.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>&quot;Si avvicina la nostra vittoria&quot;: il ministro della Difesa evidenzia i progressi dell'esercito russo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-si_avvicina_la_nostra_vittoria_il_ministro_della_difesa_evidenzia_i_progressi_dellesercito_russo/82_68401/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 15:14:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il ministro della Difesa russo Andrei Belousov ha annunciato che le unit&amp;agrave; russe stanno avanzando con sicurezza nella regione di Zaporizhzhia e si &amp;egrave; congratulato con il comando e il personale della 37&amp;ordf; Brigata di fanteria motorizzata indipendente delle Guardie di Budapest per la liberazione del villaggio di Liubitskoye, nell'oblast' di Zaporizhzhia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Questa vittoria diventer&amp;agrave; un simbolo del coraggio e della tenacia delle forze armate ed entrer&amp;agrave; negli annali delle gloriose imprese militari di questa unit&amp;agrave;&quot;, ha dichiarato il ministro in un telegramma di congratulazioni.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Il Ministro della Difesa ha sottolineato che, durante l'operazione militare speciale, il personale della brigata sta svolgendo compiti di combattimento nelle zone pi&amp;ugrave; difficili, dimostrando coraggio e valore, sconfiggendo in modo decisivo il nemico e scacciandolo dalle posizioni occupate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Oggi, agendo in coordinamento con le unit&amp;agrave; d'assalto, state avanzando con sicurezza in direzione di Zaporizhzhia, avvicinandoci al giorno della nostra vittoria comune. I nomi dei soldati che hanno dato la vita combattendo per gli interessi nazionali saranno sempre un esempio di amore sconfinato per la Patria&quot;, ha sottolineato Belousov.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Ministro ha espresso la sua gratitudine ai militari per la loro lealt&amp;agrave; alla Patria, nonch&amp;eacute; la sua fiducia nella loro resistenza, perseveranza e professionalit&amp;agrave;, che garantiranno la sicurezza del popolo russo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa settimana, il Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo ed ex Presidente del Paese, Dmitry Medvedev, ha affermato che la Russia si trova in una fase cruciale per il completamento dell'operazione militare speciale. &quot;Ci troviamo ora in un momento cruciale per il completamento dell'operazione militare speciale&quot;, le sue parole.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Nicaragua, Ortega promuove riforme costituzionali per &quot;rafforzare la pace&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nicaragua_ortega_promuove_riforme_costituzionali_per_rafforzare_la_pace/82_68400/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 14:52:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il copresidente del Nicaragua, Daniel Ortega. ha affermato che l'Assemblea Nazionale sta lavorando a riforme costituzionali e quadri giuridici necessari a garantire processi elettorali con piena autodeterminazione e volti a consolidare la sovranit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante la sua partecipazione alla cerimonia per il 47&amp;deg; anniversario della fondazione dell'Aeronautica Militare del Nicaragua, svoltasi nella capitale Managua, il presidente ha rivelato che le misure non mirano a imporre la pace con la forza, ma piuttosto a garantire, attraverso la legislazione, che non vi siano margini di destabilizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ortega ha evidenziato come il provvedimento sia volto a &quot;rafforzare la pace&quot; attraverso la legislazione, impedendo all'opposizione di organizzare conflitti simili alle guerre civili del XIX secolo, citando in particolare l'invasione del filibustiere William Walker nel 1856. Il leader nicaraguense ha sottolineato che le riforme mirano a garantire elezioni sovrane, libere da interferenze straniere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;&amp;Egrave; dimostrato che quando c'&amp;egrave; pace nel nostro Paese, l'economia cresce, l'istruzione cresce e gli investimenti crescono. Questo &amp;egrave; ci&amp;ograve; che stiamo difendendo; quando parliamo di riforma costituzionale, parliamo di rafforzare la pace&quot;, ha affermato Ortega durante l'incontro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'evento &amp;egrave; servito anche a rendere omaggio al tenente Carlos Ulloa, un eroe nicaraguense addestrato nell'aeronautica militare, caduto in combattimento durante lo sbarco nella Baia dei Porci in difesa della Rivoluzione cubana. Nell'ambito dell'omaggio, sono state lette le parole a lui dedicate dal comandante Ra&amp;uacute;l Castro Ruz, che hanno sottolineato il carattere patriottico e ispano-americano del tenente.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???? Copresidente Ortega impulsa reformas para fortalecer la pa: &quot;Nicaragua no quiere la guerra, quiere la paz. Seguiremos luchando por ella&quot;, afirm&amp;oacute;. La Asamblea Nacional trabaja en marcos legales para garantizar elecciones con autodeterminaci&amp;oacute;n. &lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/Nicaragua?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#Nicaragua&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/teleSUR?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#teleSUR&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://t.co/c26qTiODI3&quot;&gt;pic.twitter.com/c26qTiODI3&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; teleSUR TV (@teleSURtv) &lt;a href=&quot;https://x.com/teleSURtv/status/2083396701394473090?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;August 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
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&lt;p&gt;La cerimonia ha anche commemorato le origini clandestine dell'aeronautica militare, composta da sandinisti, panamensi e costaricani, che ebbero un ruolo cruciale nel trasporto di armi alle colonne di guerriglia in tutto il paese durante la lotta contro la dittatura di Somoza. &quot;A nome del 'popolo presidente', cari fratelli di questa istituzione, che oggi celebra il suo 47&amp;deg; anniversario, vi diciamo che il popolo &amp;egrave; con voi, vi sostiene e continuer&amp;agrave; a rafforzarvi&quot;, ha dichiarato il co-presidente, incoraggiando le truppe in occasione dell'anniversario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Paese sta attualmente conducendo consultazioni a livello nazionale per analizzare la proposta di riforma costituzionale presentata dal governo nicaraguense, che sar&amp;agrave; dibattuta con vari settori della popolazione. La copresidenza ha riferito che la proposta formale dovrebbe essere presentata a settembre, al termine dell'attuale processo di consultazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1400624718633862%2F&amp;amp;show_text=false&amp;amp;width=267&amp;amp;t=0&quot; width=&quot;267&quot; height=&quot;476&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>L'Europa si smaschera a Ceuta: il palcoscenico delle contraddizioni europee</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-leuropa_si_smaschera_a_ceuta_il_palcoscenico_delle_contraddizioni_europee/45289_68399/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 14:23:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Cinquantamila persone in quarantotto ore. Tremila all'ora, nei momenti di punta. Numeri che parlano da soli e che hanno trasformato Ceuta in un polverone politico internazionale. Messo a nudo tutte le crepe dell'Europa. La citt&amp;agrave; spagnola sul nord Africa &amp;egrave; stata letteralmente invasa da un'ondata umana senza precedenti. E il governo di Pedro S&amp;aacute;nchez ha nell&amp;rsquo;immediatezza denunciato una &quot;violazione dell'integrit&amp;agrave; territoriale&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma c'&amp;egrave; chi dice che questo non &amp;egrave; affatto una crisi migratoria. Almeno, non nel senso classico del termine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Jos&amp;eacute; Villarroya, giornalista spagnolo, ha &lt;a href=&quot;https://www.telesurtv.net/villarroya-crisis-ceuta-operacion-marruecos/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;usato&lt;/a&gt; parole molto dure in un'intervista. Secondo la sua visione della vicenda, quello che sta succedendo a Ceuta &amp;egrave; un'operazione studiata a tavolino. Non improvvisata. &quot;Il re del Marocco e il suo governo stanno agendo in connivenza con Israele&quot;, ha dichiarato, aggiungendo che probabilmente anche gli Stati Uniti erano al corrente. Una manovra politica, non un'emergenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le immagini parlano chiaro. La polizia marocchina non solo non ha fermato le persone, ma in alcuni casi le ha caricate su autobus e camion per portarle direttamente al valico. Una pressione organizzata su Madrid, insomma. E i motivi, secondo Villarroya, sarebbero due. Il primo &amp;egrave; il riavvicinamento tra Spagna e Algeria, che sostiene il Fronte Polisario nel Sahara Occidentale, una regione che il Marocco considera sua. Il secondo &amp;egrave; la posizione critica che il governo spagnolo ha preso nei confronti di Israele sulla questione palestinese, una posizione che Tel Aviv ha gi&amp;agrave; apertamente criticato con toni aspri.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; data-media-max-width=&quot;560&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???? AVALANCHA masiva de MIGRANTES llega a Espa&amp;ntilde;a&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miles de migrantes han llegado a la ciudad aut&amp;oacute;noma espa&amp;ntilde;ola de Ceuta, en el norte de &amp;Aacute;frica. Ante la magnitud de la situaci&amp;oacute;n, las autoridades solicitaron a Madrid la declaraci&amp;oacute;n de la emergencia nacional. &lt;a href=&quot;https://t.co/zY990G5NxL&quot;&gt;pic.twitter.com/zY990G5NxL&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Sepa M&amp;aacute;s (@Sepa_mass) &lt;a href=&quot;https://x.com/Sepa_mass/status/2082838956593344574?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
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&lt;p&gt;Il Marocco, in questo quadro, gioca la parte del principale alleato israeliano nella regione. E lo fa strumentalizzando il malcontento della sua stessa gente, stanca della corruzione dell'alta monarchia e dello spreco di fondi internazionali che finiscono per costruire palazzi invece di servizi per la popolazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il giornalista ha poi voluto fare una distinzione fondamentale. Questo episodio non ha niente a che vedere con i flussi migratori strutturali, quelli che arrivano da anni via mare su barche o per via aerea. Quella &amp;egrave; un'altra storia. &amp;Egrave; la storia di un continente, l'Europa, che non ha mai avuto il coraggio di guardare in faccia i problemi dei paesi africani. Problemi economici, sociali, che le stesse multinazionali europee contribuiscono a creare. E allora la gente scappa. E scappando, satura i servizi pubblici europei, crea tensioni, alimenta i partiti che della paura del diverso fanno un business politico. &quot;Non si vuole la soluzione del problema&quot;, ha denunciato Villarroya, &quot;cos&amp;igrave; si militarizzano le frontiere e si impedisce a chiunque di entrare&quot;. Una resa, pi&amp;ugrave; che una strategia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi ha parlato dell'inferno che i migranti affrontano ogni giorno. Le correnti dello Stretto di Gibilterra, gli sbalzi di temperatura, il mare che inghiotte. Ha parlato delle mafie che li derubano, li violentano, li costringono alla prostituzione. E ha detto una cosa che fa riflettere: molti di quelli che ce la fanno ad arrivare in Europa, alla fine dormono per strada. Perch&amp;eacute; i centri di accoglienza sono pieni, la regione &amp;egrave; satura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La reazione del governo spagnolo &amp;egrave; stata rapida e dura. Pedro S&amp;aacute;nchez ha scritto a Ursula von der Leyen e ad Antonio Costa, presidente del Consiglio Europeo. Nella lettera ha espresso &quot;seria preoccupazione&quot; per le richieste di escludere temporaneamente la Spagna da Schengen. S&amp;igrave;, perch&amp;eacute; qualcuno l'ha proposto. E anche se S&amp;aacute;nchez non ha fatto nomi, tutti hanno capito che si riferiva a Giorgia Meloni. Il presidente spagnolo ha parlato di posizioni &quot;egoiste, polarizzanti e fuori dalla legge&quot;, accusando alcuni Stati di agire per &quot;pregiudizio, bufale, ignoranza o interesse politico&quot;. Ha chiesto una riunione urgente dei ministri dell'Interno europei, ha ribadito che le frontiere esterne sono un problema di tutti, non solo di chi si trova in prima linea. E ha difeso il suo operato: in meno di due giorni il controllo &amp;egrave; stato ripristinato, &amp;egrave; stata data assistenza umanitaria e quasi tutti i migranti sono gi&amp;agrave; stati rispediti indietro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma l'Europa come sempre accade, &amp;egrave; spaccata. Da una parte c'&amp;egrave; chi ha stretto i denti e chi ha alzato il muro. Von der Leyen ha detto che le immagini di Ceuta sono &quot;inaccettabili&quot; e che nessuno pu&amp;ograve; entrare nell'Unione senza rispettare le regole. La Francia ha rafforzato i controlli al confine con la Spagna, mandando aerei, droni e unit&amp;agrave; mobili. Macron ha parlato di solidariet&amp;agrave;, ma i fatti dicono che Parigi si sta blindando. L'Italia ha fatto un passo in pi&amp;ugrave;: ha sospeso la libera circolazione Schengen sui collegamenti marittimi e aerei con la Spagna. Meloni ha parlato di &quot;misura straordinaria&quot; per tutelare la sicurezza nazionale. Piantedosi ha confermato che i controlli resteranno in vigore per tutto agosto. E insieme alla Francia, l'Italia ha deciso di blindare anche il confine terrestre comune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Portogallo ha valutato l'ipotesi ma alla fine ha detto no alla sospensione di Schengen. La Finlandia ha definito gli eventi &quot;inaccettabili&quot; e la sua ministra dell'Interno ha invitato tutti a sostenere la proposta di Meloni, sostenendo che chi non protegge la frontiera esterna non pu&amp;ograve; stare in Schengen. Anche Danimarca e Repubblica Ceca hanno chiesto la sospensione. La Polonia, con il suo solito tono sprezzante, ha invitato la Spagna a seguire il suo esempio, ricordando i miliardi spesi per blindare il confine con la Bielorussia. Solo la Germania si &amp;egrave; mostrata pi&amp;ugrave; possibilista, sostenendo l'intenzione spagnola di fermare i migranti irregolari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;S&amp;aacute;nchez ha risposto con i numeri. Ha diffuso i dati di Frontex sugli ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026. E i numeri dicono che l'Italia &amp;egrave; in testa con 478.600 ingressi. Seguono i Balcani occidentali con 340.600 e la Grecia con 259.800. La Spagna &amp;egrave; quarta con 234.760. &quot;La solidariet&amp;agrave; e l'empatia sono opzionali&quot;, ha detto S&amp;aacute;nchez. &quot;Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no&quot;. Una frecciata a tutti quelli che, secondo lui, stanno usando la crisi per fare campagna elettorale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto dalla Commissione Europea fanno sapere che nessun migrante irregolare &amp;egrave; stato trasferito da Ceuta al continente. Nessuna &quot;invasione&quot; dell&amp;rsquo;Europa che alcuni hanno evocato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi c'&amp;egrave; la voce degli Stati Uniti. Donald Trump non ha perso tempo. Ha usato le immagini di Ceuta come un avvertimento elettorale, parlando di &quot;invasione&quot; e &quot;catastrofe&quot;. Se vincono i democratici, ha detto, succeder&amp;agrave; lo stesso anche negli USA. Ma &amp;egrave; il Dipartimento di Stato che ha fatto pi&amp;ugrave; rumore: in un comunicato duro, ha accusato direttamente la Spagna di aver facilitato la migrazione di massa verso l'Europa. Un'accusa gravissima. Poi ha parlato di solidariet&amp;agrave; al popolo spagnolo e di &quot;flagrante violazione della sovranit&amp;agrave;&quot;, offrendo la propria disponibilit&amp;agrave; ad aiutare gli alleati europei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Russia, infine, ha evidenziato le enormi contraddizioni dell'Unione Europea. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, ha &lt;a href=&quot;https://esrt.space/actualidad/619967-donde-estan-kaja-ursula-moscu-silencio-crisis-migratoria-espana&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;parlato&lt;/a&gt; di &quot;fallimento&quot; che evidenzia la &quot;crisi strutturale del blocco&quot;. Ha criticato l'assenza di una risposta umanitaria mentre la gente annega nello Stretto, muore sulle dighe e dorme sui marciapiedi. &quot;Dove sono Kallas e Von der Leyen?&quot;, ha chiesto retoricamente. Il vice ministro Alexander Grushko ha parlato di fallimento della politica migratoria europea. E Kirill Dmitriev, inviato speciale di Putin, ha fatto una battuta amara: se quei cinquantamila migranti fossero stati distribuiti nell'arco di due settimane, nessuno se ne sarebbe accorto. Secondo lui, l'Europa ha sempre favorito &quot;un'invasione graduale e costante sotto il radar che mina la civilt&amp;agrave; occidentale&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;Had they spread this 50,000-migrant mini-invasion over two weeks, nobody would have noticed. ????&amp;zwj;??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Just as EU bureaucrats have always encouraged a gradual and consistent &amp;ldquo;under the radar&amp;rdquo; invasion that undermines Western civilization. &lt;a href=&quot;https://t.co/ATiFnrIa6e&quot;&gt;https://t.co/ATiFnrIa6e&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Kirill Dmitriev (@kadmitriev) &lt;a href=&quot;https://x.com/kadmitriev/status/2083180802540478470?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 31, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
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&lt;p&gt;Parole che colpiscono nel segno. Che contengono quelle domande scomode che nessuno vuole farsi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Mosca: le esercitazioni nucleari di Germania e Francia sono il preludio a una guerra contro la Russia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mosca_le_esercitazioni_nucleari_di_germania_e_francia_sono_il_preludio_a_una_guerra_contro_la_russia/45289_68398/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:09:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Le prossime esercitazioni nucleari congiunte tra Francia e Germania dimostrano che l'Europa si sta preparando alla guerra contro la Russia, ha &lt;a href=&quot;https://tass.ru/politika/27972389&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dichiarato&lt;/a&gt; il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Non lo nascondono; lo dicono pubblicamente. Non ricordo esattamente, ma credo che un funzionario, penso il Ministro della Difesa francese, abbia dichiarato: 'Dobbiamo preparare i nostri figli francesi a combattere contro la Russia'&quot;, ha osservato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo il diplomatico russo, in Germania &amp;egrave; attualmente in corso un processo di militarizzazione che sta influenzando i principi della sua politica estera e &quot;le piattaforme ideologiche e politiche che hanno costituito la base per la sua riunificazione o unificazione&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In seguito allo scoppio del conflitto ucraino nel 2022, l'Europa, e in particolare la Germania, ha intensificato la sua retorica bellicosa nei confronti della Russia, seminando il panico tra la propria popolazione, che i politici locali cercano di convincere dell'imminenza e della fantomatica aggressione del Cremlino contro questo o quel paese del blocco europeo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In particolare, durante il suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco lo scorso febbraio, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che il suo obiettivo &amp;egrave; &quot;rendere le Forze Armate tedesche il pi&amp;ugrave; potente esercito convenzionale d'Europa il pi&amp;ugrave; rapidamente possibile&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, la Germania continua a finanziare il conflitto ucraino e a fornire armi al regime di Kiev. Il Ministro della Difesa Boris Pistorius ha annunciato settimane fa che Berlino intende trasferire missili aria-aria dal proprio arsenale militare al regime di Kiev. L'alto funzionario ha indicato che il suo Paese ha gi&amp;agrave; consegnato un ulteriore sistema IRIS-T all'Ucraina e ha accelerato il trasferimento di missili guidati per i sistemi IRIS-T SLS e SLM. Ha inoltre annunciato che 200 milioni di dollari saranno stanziati per l'acquisto di missili guidati PAC-3 nell'ambito del programma JUMPSTART.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Israele: Un miliardo per manipolare l'IA. Così la propaganda influenza le risposte di ChatGPT su Gaza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-israele_un_miliardo_per_manipolare_lia_cos_la_propaganda_influenza_le_risposte_di_chatgpt_su_gaza/45289_68397/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un recente &lt;a href=&quot;https://quincyinst.org/research/the-eighth-front-inside-israels-1-billion-influence-campaign/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rapporto pubblicato&lt;/a&gt; il 24 luglio da &lt;em&gt;Responsible Statecraft&lt;/em&gt; (RS) rivela che, dal 7 ottobre 2023, il governo israeliano ha stanziato oltre un miliardo di dollari in operazioni di propaganda. L'obiettivo primario di questo investimento senza precedenti &amp;egrave; tentare di arginare e invertire il netto crollo del consenso pubblico globale, provocato dalle azioni militari nella Striscia di Gaza che sono costate la vita a oltre 73.000 palestinesi, in gran parte donne e bambini. Questa imponente cifra rappresenta una drastica escalation nella spesa per la cosiddetta &lt;em&gt;Hasbara&lt;/em&gt; globale, la strategia di comunicazione strategica di Tel Aviv rivolta in particolar modo all'opinione pubblica degli Stati Uniti, storico e fondamentale alleato geopolitico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La decisione di intensificare la pressione mediatica nasce dalla crescente ostilit&amp;agrave; dei cittadini statunitensi verso la condotta di guerra israeliana. Un &lt;a href=&quot;https://news.gallup.com/poll/692948/u.s.-back-israel-military-action-gaza-new-low.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;sondaggio&lt;/a&gt; condotto da Gallup nel luglio 2025 ha evidenziato come ben il 60% degli intervistati approvasse negativamente le operazioni a Gaza, ormai ridotta a un cumulo di macerie. Per contrastare questo vertiginoso calo di popolarit&amp;agrave;, Tel Aviv ha ingaggiato figure di spicco della comunicazione politica americana, tra cui Brad Parscale, ex responsabile della campagna elettro-digitale di Donald Trump. Parscale &amp;egrave; stato incaricato di gestire campagne massive di messaggistica SMS sotto le spoglie di sigle apparentemente neutrali o pacifiste, come &quot;Alleati per la Pace&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Storicamente, l'influenza israeliana negli Stati Uniti si &amp;egrave; avvalsa di potenti gruppi di pressione e lobby nazionali, come l'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) e la Christians United for Israel (CUFI). Essendo formate da cittadini statunitensi, tali organizzazioni non sono mai state soggette all'obbligo di registrazione come agenti stranieri ai sensi del &lt;em&gt;Foreign Agents Registration Act&lt;/em&gt; (FARA). Tuttavia, l'indagine di &lt;em&gt;Responsible Statecraft&lt;/em&gt; mette in luce un cambio di marcia: Israele ha speso direttamente oltre 100 milioni di dollari negli Stati Uniti per ingaggiare agenti stranieri regolarmente registrati. Questo passaggio consente al governo israeliano di esercitare un controllo diretto sulle narrative, targettizzare con precisione specifici segmenti demografici e agire con maggiore snodevolezza tattica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'inchiesta di RS, basata sull'incrocio tra i registri del FARA, i documenti contabili sugli appalti pubblici israeliani e decine di interviste ad addetti ai lavori, mostra che gran parte della regia &amp;egrave; stata affidata al colosso pubblicitario francese Havas Media. La societ&amp;agrave; subappalta le operazioni ad agenzie di pubbliche relazioni americane per intercettare i gruppi sociali ritenuti pi&amp;ugrave; critici o a rischio di allontanamento: i giovani, le comunit&amp;agrave; evangeliche e l'elettorato conservatore. Attraverso questa rete, Tel Aviv ha finanziato influencer sui social media, invii di SMS su larga scala e persino sofisticate operazioni volte a condizionare le risposte dei modelli di intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolarmente controversa &amp;egrave; la tecnica del cosiddetto &lt;em&gt;LLM poisoning&lt;/em&gt; (&quot;avvelenamento&quot; dei modelli linguistici di IA). Il governo israeliano ha promosso la creazione di una vasta rete di siti web filo-governativi strutturati appositamente per essere indicizzati e assimilati da chatbot come ChatGPT, Claude o Grok. L'intento &amp;egrave; far s&amp;igrave; che, quando gli utenti interrogano l'intelligenza artificiale su eventi specifici del conflitto, l'algoritmo non fornisca un quadro lineare dei fatti, ma restituisca versioni ambigue, diluendo le responsabilit&amp;agrave; militari e mettendo in risalto le giustificazioni ufficiali di Tel Aviv, perfino su casi di forte impatto emotivo come la morte della piccola Hind Rajab.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante la trasparenza richiesta dalla legge federale, diverse agenzie di comunicazione e influencer legati al governo israeliano hanno evitato di dichiarare pubblicamente i propri vincoli finanziari con Tel Aviv. Ciononostante, le conclusioni dell'inchiesta di &lt;em&gt;Responsible Statecraft&lt;/em&gt; evidenziano un limite strutturale di questa imponente campagna: sebbene le nuove tattiche stiano ridefinendo i contorni del panorama informativo e dell'influenza politica negli Stati Uniti, l'enorme sforzo economico non &amp;egrave; riuscito a colmare il solco creato dall'impopolarit&amp;agrave; e dalle conseguenze devastanti delle politiche belliche israeliane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>700 tonnellate di esplosivo al Castello di Beaufort: la bomba israeliana che minaccia il sito UNESCO</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-700_tonnellate_di_esplosivo_al_castello_di_beaufort_la_bomba_israeliana_che_minaccia_il_sito_unesco/82_68395/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele ha effettuato massicce detonazioni, utilizzando circa 700 tonnellate di esplosivo, nei pressi dello storico castello di Beaufort in Libano, patrimonio mondiale dell'UNESCO. Le forti esplosioni sono state udite in gran parte del sud del Paese nella tarda serata del 30 luglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le violente esplosioni sono state compiute con il pretesto di presunte infrastrutture di Hezbollah sotto la fortezza risalente all'epoca delle Crociate. Tale accusa &amp;egrave; stata smentita dalle autorit&amp;agrave; libanesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Le forze israeliane hanno condotto bombardamenti senza precedenti nel Libano meridionale, provocando una serie di potenti esplosioni che, secondo i residenti, non avevano precedenti negli ultimi anni&quot;, ha riportato venerd&amp;igrave; l'emittente televisiva Al Manar.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
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&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Le esplosioni si sono propagate in tutto il Libano meridionale con un'intensit&amp;agrave; senza precedenti, e le loro onde d'urto hanno raggiunto le regioni di Iqlim al-Kharroub e Khaldeh&quot;, si legge nel rapporto, che aggiunge: &quot;violente esplosioni nella zona del Castello di Beaufort hanno mandato in frantumi i vetri di diverse finestre nelle case della citt&amp;agrave; di Qlayaa&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nna-leb.gov.lb/ar/news/555196/%D8%A8%D8%B1%D9%8A-%D8%B9%D9%84%D9%82-%D8%B9%D9%84%D9%89-%D8%A7%D9%84%D8%AA%D9%81%D8%AC%D9%8A%D8%B1%D8%A7%D8%AA-%D8%A7%D9%84%D8%A5%D8%B3%D8%B1%D8%A7%D8%A6%D9%8A%D9%84%D9%8A%D8%A9-%D8%AC%D9%86%D9%88%D8%A8%D8%A7--%D9%85%D8%A7-%D8%AD%D8%B5%D9%84-%D9%85%D8%AF%D8%A7%D9%86-%D9%88%D9%84%D8%A7-%D9%8A%D8%AC%D8%A8-%D8%A7%D9%84%D8%B3%D9%83%D9%88%D8%AA-%D9%88%D8%A7%D9%84%D8%B5%D9%85%D8%AA-%D8%B9%D9%86%D9%87-%D9%88%D8%A7%D9%84%D8%A7%D8%B3%D8%AA%D8%B3%D9%84%D8%A7%D9%85-%D9%84%D9%88%D9%82%D8%A7%D8%A6%D8%B9%D9%87-2&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha condannato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;le violente esplosioni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Le onde d'urto provocate da queste esplosioni terroristiche, causate da 700 tonnellate di esplosivo, hanno raggiunto una magnitudo di 3,8 sulle scale di monitoraggio sismico e sono state avvertite dai cittadini libanesi dal sud e dal Monte Libano fino alla periferia di Beirut&quot;, ha affermato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Ministero della Cultura libanese ha rilasciato una&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.lbcgroup.tv/news/lebanon-news/949904/lebanon-says-beaufort-castle-unharmed-after-israeli-blasts/en&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dichiarazione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;in cui afferma che il castello di Beaufort &amp;egrave; rimasto illeso.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tuttavia, &amp;egrave; stato sottolineato che, poich&amp;eacute; l'area rimane sotto occupazione israeliana, alle squadre tecniche specializzate &amp;egrave; stato impedito l'accesso al sito per condurre una valutazione adeguata di eventuali danni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;All'inizio di luglio, il castello era stato inserito nella lista dei siti &quot;in pericolo&quot; dell'UNESCO.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le massicce esplosioni sono state annunciate dal Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dal Ministero della Guerra israeliano nella tarda serata di gioved&amp;igrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In una dichiarazione congiunta, Netanyahu e il ministro della Guerra Israel Katz&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/idf-demolishes-hezbollah-tunnels-below-southern-lebanons-beaufort-ridge/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;hanno affermato che&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;una rete di tunnel di Hezbollah sotto il castello &amp;egrave; stata distrutta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Hanno inoltre confermato l'utilizzo di quantit&amp;agrave; senza precedenti di esplosivi nella loro &quot;operazione&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le forze di occupazione israeliane &quot;rimarranno nella zona di sicurezza nel Libano meridionale e continueranno a distruggere tutte le infrastrutture terroristiche per impedire qualsiasi tentativo da parte di Hezbollah di ripristinare le proprie capacit&amp;agrave;&quot;, hanno aggiunto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Direzione generale delle antichit&amp;agrave; del Libano ha&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.mtv.com.lb/en/news/%D9%85%D8%AD%D9%84%D9%8A%D8%A7%D8%AA/1704439/culture-ministry-rejects-claims-about-beaufort-castle--urges-protection-of-heritage-site&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;precedentemente respinto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;le affermazioni israeliane secondo cui il sito conterrebbe infrastrutture di Hezbollah. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le mappe e i video israeliani che descrivono dettagliatamente le &quot;infrastrutture terroristiche&quot; sono falsi, e la fortezza &amp;egrave; sotto amministrazione statale libanese dal 2000, essendo quindi sottoposta a una protezione rafforzata in conformit&amp;agrave; con la Convenzione dell'Aia del 1954.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I geologi libanesi hanno avvertito che demolizioni di questa portata in prossimit&amp;agrave; di importanti faglie tettoniche potrebbero potenzialmente innescare attivit&amp;agrave; sismica di origine antropica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le forze israeliane occuparono il castello nel maggio 2026, presentando la mossa come un'importante vittoria strategica. I media ebraici contestarono questa narrazione all'epoca.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le forze israeliane non sono state in grado di mantenere una presenza costante nel sito storico a causa delle continue operazioni di resistenza, in particolare&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/hezbollah-drone-strike-kills-israeli-occupation-soldier-near-historic-beaufort-castle&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;degli attacchi con droni FPV di Hezbollah,&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;che da marzo hanno inflitto pesanti perdite alle forze di occupazione israeliane.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-2&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-2&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2061453357932224874&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F39111&amp;amp;sessionId=91c870185646ad3633969b8beec3c75def59db11&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2061453357932224874&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Dopo le violente esplosioni avvenute gioved&amp;igrave; sera vicino al castello, Israele ha continuato a distruggere infrastrutture civili in tutto il Libano meridionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Venerd&amp;igrave; a Deir Siryan si sono registrate forti esplosioni, mentre i bombardamenti israeliani continuavano a colpire la collina di Ali al-Taher.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Dal 2 marzo, Israele ha ucciso oltre 4.300 persone e ne ha sfollate pi&amp;ugrave; di un milione in Libano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Decine di migliaia di case ed edifici civili &amp;ndash; praticamente tutti i villaggi di confine del Libano meridionale &amp;ndash; sono stati rasi al suolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le forze di occupazione israeliane si rifiutano di ritirarsi e il governo libanese ha firmato un accordo mediato dagli Stati Uniti che consente a Tel Aviv di mantenere la sua presenza illegale nel paese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/80460a88-8cef-11f1-8bb2-00163e02c055.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>&quot;L'America non vi salverà&quot;: gli Houthi minacciano l'Arabia Saudita e bloccano il Mar Rosso</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lamerica_non_vi_salver_gli_houthi_minacciano_larabia_saudita_e_bloccano_il_mar_rosso/82_68396/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Il leader del movimento di resistenza Ansarallah, Abdul-Malik al-Houthi, ha avvertito l'Arabia Saudita il 30 luglio che dovr&amp;agrave; affrontare un'&amp;laquo;escalation totale&amp;raquo; qualora dovesse riprendere un conflitto su vasta scala contro lo Yemen.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;&amp;laquo;Gli indicatori mostrano che i sauditi si stanno dirigendo verso un'escalation su vasta scala... Risponderemo con un'escalation di pari intensit&amp;agrave;&amp;raquo;, ha dichiarato Al-Houthi. &amp;laquo;L'oppressore imparer&amp;agrave; che l'America non lo salver&amp;agrave;. La Gran Bretagna non lo salver&amp;agrave;. Israele, il nemico sionista, non lo salver&amp;agrave;.&amp;raquo;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Al-Houthi ha poi avvertito che &amp;laquo;il regime saudita dovr&amp;agrave; affrontare gravi conseguenze&amp;raquo; per i suoi &amp;laquo;crimini, la sua tirannia e l'ostinazione nel continuare a perpetrare ingiustizie, aggressioni e oppressioni contro il popolo yemenita senza alcuna giustificazione&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;Leader of Yemen's Ansarallah Abdul-Malik al-Houthi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Indicators show that the Saudis are heading toward full-scale escalation ... We will meet Saudi's full escalation with full escalation ... The oppressor will learn [that] America won't save him. Britain won't save him. Israel,&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/KKEeuEM489&quot;&gt;pic.twitter.com/KKEeuEM489&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; The Cradle (@TheCradleMedia) &lt;a href=&quot;https://x.com/TheCradleMedia/status/2083191643478405211?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 31, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Inoltre, ha promesso che Sana'a continuer&amp;agrave; a rafforzare la strategia &amp;laquo;blocco per blocco&amp;raquo;, riferendosi alle restrizioni marittime imposte al Regno dalle forze armate yemenite (YAF), guidate da Ansarallah.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Al-Houthi ha anche elogiato l'Iran e i suoi alleati nell'Asse della Resistenza in tutta la regione: &amp;laquo;Siamo partner dei nostri fratelli nell'asse della jihad e della resistenza, e questa partnership si basa su principi di verit&amp;agrave;&amp;raquo;, ha affermato, sottolineando che le manifestazioni popolari che si tengono nella capitale ogni venerd&amp;igrave; mirano a &amp;laquo;esprimere solidariet&amp;agrave;&amp;raquo; con Iraq, Libano, Palestina e Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Nel suo discorso, il leader yemenita ha condannato i recenti attacchi statunitensi e sauditi contro l'Iraq, che hanno causato la morte e il ferimento di decine di membri delle Unit&amp;agrave; di Mobilitazione Popolare (PMU).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il discorso di Al-Houthi &amp;egrave; arrivato in concomitanza con un articolo del &lt;em data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;72&quot;&gt;Guardian&lt;/em&gt;, secondo cui Riad si starebbe preparando a un massiccio e importante attacco militare contro lo Yemen, con operazioni sia terrestri che marittime. Gioved&amp;igrave;, il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato di star preparando una &amp;laquo;coalizione navale multinazionale&amp;raquo; per il Mar Rosso, sostenuta da oltre un decennio di nazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;All'inizio del mese, le Forze Armate yemenite hanno annunciato un blocco navale contro le navi saudite nel Mar Rosso, in risposta ad oltre dieci anni di guerra e assedio. Diverse petroliere saudite sono gi&amp;agrave; state colpite.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Sana'a ha inoltre attaccato un aeroporto saudita e un importante impianto energetico della compagnia Aramco, in rappresaglia per i recenti raid aerei di Riad sullo Yemen, i primi da anni contro infrastrutture civili yemenite. L'impianto Aramco ha preso fuoco ed &amp;egrave; stato costretto alla chiusura a causa dell'operazione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Infine, i dati diffusi il 26 luglio hanno rivelato che i volumi di petrolio greggio saudita caricati nel porto di Yanbu, sul Mar Rosso, sono crollati del 40% a causa del blocco yemenita e delle successive azioni di ritorsione.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/36a60a96-8cfd-11f1-b398-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Tecnopolitica: la svolta totalitaria</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-tecnopolitica_la_svolta_totalitaria/52860_68394/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Giannini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La politica serve a governare e a decidere, quindi deve avere la capacit&amp;agrave; di interpretare e gestire gli eventi, oltre la mera autoreferenzialit&amp;agrave;. Quando il contributo avviene dall&amp;rsquo;esterno (l&amp;rsquo;associazionismo, fino ai movimenti rivoluzionari), oltre i partiti, con la partecipazione propulsiva delle varie anime presenti nella societ&amp;agrave; essa si arricchisce culturalmente e socialmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo tipo di coinvolgimento, in larga parte, &amp;egrave; morto da tempo. I partiti, a loro volta, dopo l&amp;rsquo;intrinseca crisi di riconoscimento a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, trasformati in qualcosa di diverso, attraversati da fenomeni di portata globale, e da essi dominati, rimangono gruppi di interesse particolare, distanti dalla materialit&amp;agrave; delle esistenze, e idonei solo a salvare forme anacronistiche mentre la sostanza cambia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con l&amp;rsquo;arrivo di personalit&amp;agrave; forti, che concentrano il potere economico e indirizzano la comunicazione, capaci, a modo loro, di interpretare lo spirito dei tempi e comunque di influenzare le masse (Berlusconi, Trump, i sovranisti), meglio di chi si erge dall&amp;rsquo;alto di un sapere tecnocratico (Draghi, Lagarde, von der Leyen, Cottarelli, et similia), post-democrazia e post-verit&amp;agrave; sono diventate la normalit&amp;agrave; da fronteggiare per salvare la democrazia e la politica stessa. Da quando la tecnologia ha fatto passi da gigante, rimodellando il quotidiano di ognuno, un presente inevitabile che avvilisce le facolt&amp;agrave; umane, essa &amp;egrave; diventata strumento di potere a disposizione del potere. Una nuova &lt;em&gt;Weltanschauung&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo reazionari e tecnocrati lo sanno bene. Le innovazioni applicate in qualsiasi ambito economico, invece di snellire le attivit&amp;agrave; non rappresentano altro che manifestazioni aggiornate di servilismo. E creano una nuova forma di burocrazia (digitale).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un lato chi le distribuisce e padroneggia (sviluppatori, datori di lavoro) e dall&amp;rsquo;altro chi le subisce (gli utenti, i lavoratori). Un processo di alienazione continua con in pi&amp;ugrave; l&amp;rsquo;ansia da prestazione e la dipendenza da contenuti e app. La tecnica al servizio di altri settori, come quello militare o legato alla gestione dell&amp;rsquo;ordine pubblico, diviene mezzo di annichilimento oltre le regole giuridiche nel primo caso, e corre il rischio di mutare, in senso autoritario, i rapporti tra i consociati, nel secondo caso. Se i soggetti che dovrebbero avere ruoli di autorevolezza e responsabilit&amp;agrave; (genitori, educatori, esponenti delle istituzioni e delle forze armate, operatori sanitari, titolari di azienda) abdicano al loro ruolo viene a crearsi un vuoto difficile da colmare. Questa &amp;egrave; una ferita aperta che ci trasciniamo dal momento in cui certe incombenze sono state delegate, acriticamente, alla tecnica. E adesso vengono a galla tutte le distorsioni prodotte. Pensiamo all&amp;rsquo;uso dei telefonini sin dalla tenera et&amp;agrave;. Oramai il danno &amp;egrave; fatto. Correre ai ripari, attraverso le limitazioni, anche se tardive, pu&amp;ograve; servire a recuperare quelle facolt&amp;agrave; cognitive disperse nel buco nero della rete informatizzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La crescita (anormale) velocizzata e mediata dalla tecnologia, ma che rallenta l&amp;rsquo;apprendimento, e modifica le relazioni e le esperienze di vita. Quando poi determinati episodi si verificano con una certa frequenza, sono i casi di bullismo, omofobia, intolleranza, accoltellamenti, risse, e chiamano in causa chi dovrebbe vigilare sui discenti, allora viene a concretizzarsi quella ibridazione con la macchina, che sopperisce all&amp;rsquo;affettivit&amp;agrave; e trasforma le esistenze di quanti non sono in grado di padroneggiare gli stati d&amp;rsquo;animo. L&amp;rsquo;educazione, il rispetto, sembrano essere qualcosa di un&amp;rsquo;altra epoca, perdute nei meandri dell&amp;rsquo;odierna distopia. E con esse anche la prevenzione, l&amp;rsquo;invito al dialogo e all&amp;rsquo;ascolto. Sostituiti dall&amp;rsquo;uso della forza, che per mezzo delle leggi e dell&amp;rsquo;interventismo dei corpi dello Stato, disconosce le ragioni altrui, imponendo un modello che criminalizza e punisce ci&amp;ograve; che &amp;egrave; considerato devianza. Cos&amp;igrave;, avviene in ambito di sicurezza e gestione dell&amp;rsquo;ordine pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto appartiene al calderone securitario, che si tratti di singoli cittadini che vanno in escandescenza o di qualche fanatico religioso, fino alle manifestazioni dal basso e non eterodirette, che turbano maggioranza ed opposizione parlamentare, unite nel preservare il decoro dell&amp;rsquo;&amp;eacute;lite, e per questo incapaci di spiegare le ragioni delle lotte sociali. Per tale motivo il potere politico-mediatico tende a concentrarsi sui fatti di cronaca, per evidenziare la violenza dei sudditi (i manifestanti) ma non quella degli apparati e di chi dovrebbe tutelarli, ed oltre ad essere l&amp;rsquo;ennesima operazione di distrazione di massa con dati gonfiati (quanti agenti feriti) ed opinabili, approfitta del clima di tensione creato ad hoc per far passare provvedimenti legislativi di restrizione delle libert&amp;agrave;. Fermi preventivi, misure cautelari, utilizzo di dispositivi e mezzi tecnologici (i droni, l&amp;rsquo;intelligenza artificiale, le telecamere, i controlli biometrici) che, da strumenti da utilizzare in via eccezionale per garantire la sicurezza, rendono normale, in nome di un astratto pericolo, l&amp;rsquo;osservazione delle masse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine la tecnica serve a potenziare gli interessi che ci girano intorno: quelli economici, che da una societ&amp;agrave; in pieno stato emergenziale (reale o creato) trovano beneficio (le tante piattaforme web, le strutture di tracciamento e quelle detentive), e quelli di una ridefinizione del fare politico pensato come reazione dell&amp;rsquo;uomo solo al comando. Dietro la retorica della sicurezza si delinea la svolta totalitaria che conduce alla dissoluzione della societ&amp;agrave;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il Principe</category>
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                    <title>Dall'Iraq alla Giordania: come cambia l'equilibrio regionale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dalliraq_alla_giordania_come_cambia_lequilibrio_regionale/45289_68387/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Negli ultimi giorni il confronto tra Stati Uniti e Iran ha conosciuto una nuova e pericolosa accelerazione, estendendosi ben oltre il Golfo Persico e coinvolgendo una rete di basi militari statunitensi distribuite tra Kuwait, Bahrein e Giordania. Da parte iraniana, la risposta rappresenta una rappresaglia diretta ai bombardamenti USA sul territorio della Repubblica Islamica, in particolare agli attacchi che hanno colpito abitazioni civili sull'isola di Qeshm, causando vittime tra la popolazione. L'esercito iraniano ha annunciato di aver avviato la ventisettesima fase dell'Operazione Saeqah, dichiarando di aver colpito la base aerea Ahmad al-Jaber in Kuwait, uno dei principali nodi logistici utilizzati dalle forze statunitensi per le operazioni aeree e di sorveglianza nella regione. Secondo Teheran, i droni hanno preso di mira hangar destinati ai caccia, sistemi di comunicazione satellitare e depositi di equipaggiamento militare. Poche ore prima, un'altra operazione aveva interessato il Bahrein, dove l'esercito iraniano rivendica di aver colpito la base di Sheikh Isa, prendendo di mira generatori elettrici, sistemi di navigazione e strutture amministrative utilizzate dalle forze americane. Anche in questo caso, le autorit&amp;agrave; iraniane evidenziano i danni significativi inflitti nonostante la presenza di sofisticati sistemi di difesa aerea statunitensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rivendicato un attacco contro la base di Azraq, nota anche come Muwaffaq Salti Air Base, in Giordania. La dichiarazione ufficiale afferma che missili balistici hanno &lt;a href=&quot;https://english.almayadeen.net/news/politics/irgc-avenges-qeshm-massacre--targets-azraq-base--destroys-3&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;centrato&lt;/a&gt; l'area di parcheggio e gli hangar di manutenzione degli F-35 USA, distruggendo tre velivoli e danneggiandone gravemente altri tre. L'IRGC afferma inoltre che nell'attacco sono morti diversi ufficiali e tecnici addetti alla manutenzione. La base giordana sarebbe stata utilizzata dagli Stati Uniti per lanciare bombe bunker-buster contro due abitazioni civili sull'isola di Qeshm, episodio che ha provocato la morte di un'intera famiglia e rappresentato il motivo immediato della rappresaglia. Teheran sostiene inoltre di aver raggiunto una crescente superiorit&amp;agrave; operativa nella guerra missilistica e con i droni. L'esercito e i Pasdaran affermano che l'intensit&amp;agrave; degli attacchi starebbe rendendo sempre pi&amp;ugrave; difficile e costoso per Washington intercettare i vettori iraniani, nonostante il rafforzamento dei sistemi antimissile dispiegati nella regione. Le autorit&amp;agrave; iraniane accusano inoltre gli Stati Uniti di imporre un rigido controllo mediatico per impedire la diffusione di notizie sui danni subiti dalle proprie installazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'escalation non riguarda per&amp;ograve; soltanto il confronto diretto tra Washington e Teheran. Anche l'Iraq &amp;egrave; entrato al centro della crisi dopo i raid condotti da Stati Uniti e Arabia Saudita contro diverse basi delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), formalmente integrate nelle strutture di sicurezza irachene. Riad ha giustificato l'operazione sostenendo che le PMF sarebbero coinvolte negli attacchi con droni contro infrastrutture petrolifere saudite. Tuttavia, questa ricostruzione viene contestata da Baghdad e dalle forze della resistenza irachena, che ricordano come l'operazione fosse stata rivendicata pubblicamente da Ansarullah, il movimento yemenita comunemente noto come Houthi. Il governo iracheno ha condannato gli attacchi come una violazione della propria sovranit&amp;agrave;, mentre il primo ministro Ali al-Zaidi ha annullato una visita diplomatica prevista in Arabia Saudita. Le PMF parlano di almeno venti combattenti uccisi e oltre trenta feriti, ai quali si aggiungono cinque membri dell'IRGC rimasti uccisi nella provincia di Diyala. L'episodio rischia di avere conseguenze politiche rilevanti all'interno dell'Iraq. Diverse forze parlamentari chiedono una revisione degli accordi di sicurezza con gli Stati Uniti e un'accelerazione del processo di ritiro delle truppe straniere dal Paese. Organizzazioni come Harakat al-Nujaba e Asa'ib Ahl al-Haq hanno dichiarato che la presenza militare statunitense costituisce ormai una minaccia diretta alla sicurezza nazionale irachena. Un ulteriore elemento destinato ad alimentare le tensioni riguarda le dichiarazioni del consigliere per la sicurezza nazionale iracheno Qasim al-Aboudi, secondo cui le autorit&amp;agrave; di Baghdad avrebbero arrestato gruppi operanti per conto dell'Ucraina coinvolti in azioni sul territorio iracheno. Pur trattandosi di un'indagine ancora preliminare, alcuni ambienti politici iracheni ipotizzano che tali cellule possano aver avuto un ruolo in operazioni di destabilizzazione o in eventuali provocazioni volte a giustificare l'intervento militare contro l'Iraq.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal punto di vista strategico, la scelta di colpire il territorio iracheno anzich&amp;eacute; intervenire direttamente contro lo Yemen viene interpretata da numerosi osservatori regionali come il tentativo di evitare una nuova guerra aperta con Ansarullah, dopo anni di conflitto che hanno dimostrato la vulnerabilit&amp;agrave; delle infrastrutture energetiche saudite agli attacchi missilistici e con droni. Nel frattempo, l&amp;rsquo;Asse della Resistenza sembra mostrare una crescente coordinazione tra Iran, Iraq e Yemen. Le organizzazioni armate irachene hanno gi&amp;agrave; annunciato che risponderanno agli attacchi contro le PMF, lasciando intendere che eventuali ritorsioni potrebbero colpire obiettivi USA o sauditi una volta concluso il pellegrinaggio dell'Arbaeen, uno degli eventi religiosi pi&amp;ugrave; importanti per il mondo sciita. Il quadro che emerge &amp;egrave; quello di una crisi regionale ormai estesa a pi&amp;ugrave; teatri contemporaneamente. Le basi statunitensi nel Golfo e nel Levante sono diventate bersagli diretti delle operazioni iraniane, mentre l'Iraq rischia di trasformarsi in terreno di confronto tra Washington, Teheran e i rispettivi alleati. In assenza di un'iniziativa diplomatica &amp;ndash; che evidentemente USA e Israele non vogliono realmente - capace di interrompere l'attuale spirale di rappresaglie, il conflitto appare destinato a coinvolgere un numero sempre maggiore di attori regionali, aumentando il rischio di una guerra su scala mediorientale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Ucraina, tra aperture diplomatiche e nuove linee di frattura</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ucraina_tra_aperture_diplomatiche_e_nuove_linee_di_frattura/45289_68388/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'incontro tra Donald Trump e Vladimir Zelensky riporta formalmente sul tavolo la prospettiva di una ripresa dei negoziati sul conflitto ucraino. Secondo quanto emerge da fonti statunitensi, Washington starebbe valutando nuove opzioni per rilanciare un percorso diplomatico con Mosca. Tuttavia, il clima sul terreno e le reciproche accuse rendono ancora estremamente difficile immaginare un'effettiva de-escalation. Il colloquio tra il presidente USA e quello ucraino, durato circa un'ora, sarebbe stato dedicato principalmente alle possibili vie d'uscita dal conflitto. Zelensky ha parlato apertamente di una soluzione diplomatica, ma, secondo diversi osservatori russi, alle dichiarazioni pubbliche non corrisponderebbe un cambiamento della strategia militare del regime di Kiev. Mosca evidenzia infatti che, parallelamente ai richiami al dialogo, l'Ucraina ha intensificato gli attacchi contro il territorio russo e continua a sollecitare un ulteriore irrigidimento della pressione economica occidentale. In particolare, viene richiamata l'attenzione sull'iniziativa approvata in via preliminare dal Senato degli Stati Uniti che consentirebbe l'introduzione di dazi del 100% nei confronti dei Paesi acquirenti di petrolio russo, misura destinata ad aumentare ulteriormente le tensioni economiche tra Washington e Mosca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte russo prevale quindi un forte scetticismo rispetto alle reali intenzioni USA. Pavel Koshkin, ricercatore dell'Istituto di Studi sugli Stati Uniti e il Canada dell'Accademia delle Scienze russa, &lt;a href=&quot;https://www.vedomosti.ru/politics/articles/2026/07/29/1217162-o-chem-zelenskii-govoril-s-trampom&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ritiene&lt;/a&gt; che Washington stia cercando di coordinare la propria posizione con il regime di Kiev e con gli alleati europei, pur continuando ad affermare di voler favorire la conclusione del conflitto. Secondo questa lettura, per&amp;ograve;, il Cremlino avrebbe pochi motivi per confidare nella retorica diplomatica statunitense. A pesare sarebbero soprattutto le notizie relative al continuo sostegno USA all'Ucraina, sia attraverso la fornitura di armamenti sia mediante attivit&amp;agrave; di intelligence considerate determinanti per alcuni attacchi condotti contro il territorio russo. Per questo motivo, l'incontro tra Trump e Zelensky viene interpretato a Mosca con estrema cautela. Nella percezione russa, i precedenti tentativi di dialogo non hanno prodotto risultati concreti e molti degli accordi discussi nei mesi scorsi sarebbero ormai privi di qualsiasi efficacia politica. Anche Oleg Karpovich, vicerettore dell'Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri russo, sottolinea che molto dipender&amp;agrave; dalla natura delle eventuali nuove proposte USA. Se queste dovessero riflettere gli sviluppi militari sul campo e l'attuale avanzata delle forze russe, Mosca potrebbe prenderle seriamente in considerazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diversamente, proseguire nel sostegno militare a Kiev mentre si parla di negoziati rischierebbe di apparire una contraddizione difficilmente conciliabile. A complicare ulteriormente il quadro interviene anche il dibattito sulle nuove sanzioni economiche contro la Russia, che secondo gli analisti russi renderebbe ancora pi&amp;ugrave; difficile costruire un clima favorevole a eventuali trattative. Dal Cremlino arriva inoltre una dura critica alle dichiarazioni di Zelensky. Grigory Karasin, presidente della Commissione Affari Internazionali del Consiglio della Federazione, sostiene che le operazioni militari condotte dall'Ucraina, in particolare gli attacchi contro civili e infrastrutture, sono incompatibili con il linguaggio diplomatico adottato pubblicamente dal presidente ucraino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A rendere ancora pi&amp;ugrave; delicata la situazione contribuisce anche l'emergere di un nuovo scandalo legato alla gestione degli aiuti occidentali destinati al regime di Kiev. Nuove accuse di appropriazione indebita di fondi internazionali rischiano di alimentare ulteriori interrogativi sulla trasparenza dell'utilizzo delle risorse finanziarie fornite all'Ucraina dai suoi partner occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Madrid, Rabat e Bruxelles: la partita dietro la crisi di Ceuta</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-madrid_rabat_e_bruxelles_la_partita_dietro_la_crisi_di_ceuta/45289_68389/</link>
                    <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La citt&amp;agrave; autonoma di Ceuta (Spagna) si trova ad affrontare la pi&amp;ugrave; grave crisi migratoria degli ultimi anni. Nel giro di poche ore decine di migliaia di persone hanno attraversato il confine dal Marocco, mettendo sotto pressione un territorio di poco pi&amp;ugrave; di 80.000 abitanti e riaprendo il dibattito sulla gestione delle frontiere esterne dell'Unione europea. Secondo le stime diffuse dalla Guardia Civil e riportate dai media spagnoli, tra il 30 e il 31 luglio sarebbero entrati irregolarmente nella citt&amp;agrave; tra 40.000 e 60.000 migranti, molti dei quali raggiungendo Ceuta a nuoto, altri attraversando il confine terrestre. Le autorit&amp;agrave; non hanno ancora fornito un bilancio definitivo, ma le dimensioni del fenomeno superano di gran lunga la crisi del maggio 2021, quando gli arrivi furono circa 10.000. La situazione &amp;egrave; rapidamente degenerata in un'emergenza umanitaria e di sicurezza. Almeno diciotto persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste spagnole, mentre le strutture di accoglienza sono risultate immediatamente insufficienti ad assorbire un afflusso di tali proporzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fronte all'emergenza, il presidente del governo Pedro S&amp;aacute;nchez si &amp;egrave; recato personalmente a Ceuta, &lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/actualidad/619946-pedro-sanchez-espana-sufrido-violacion&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;definendo&lt;/a&gt; quanto accaduto &quot;un attacco&quot; e una &quot;violazione dell'integrit&amp;agrave; territoriale della Spagna&quot;. Il premier ha assicurato che lo Stato utilizzer&amp;agrave; tutte le risorse disponibili per garantire sicurezza e ordine pubblico, annunciando il rafforzamento della presenza di Guardia Civil e Polizia nazionale con centinaia di nuovi agenti e il dispiegamento delle Forze Armate a supporto delle operazioni di controllo. S&amp;aacute;nchez ha attribuito la responsabilit&amp;agrave; dell'ondata migratoria alle organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani. Secondo il governo spagnolo, le reti di trafficanti avrebbero sfruttato una recente sentenza della Corte Suprema che ha confermato l'impossibilit&amp;agrave; di effettuare respingimenti immediati nei confronti dei migranti che raggiungono Ceuta e Melilla a nuoto, poich&amp;eacute; in quel caso non si configurerebbe un attraversamento di una frontiera fisica. Secondo questa ricostruzione, la decisione giudiziaria sarebbe stata rapidamente diffusa attraverso i canali utilizzati dalle organizzazioni criminali, inducendo migliaia di persone a tentare contemporaneamente la traversata nella convinzione di poter evitare un rimpatrio immediato. Il governo spagnolo insiste sul carattere eccezionale dell'episodio. S&amp;aacute;nchez ha ricordato che negli ultimi anni, grazie alla cooperazione con i Paesi nordafricani e dell'Africa occidentale, gli arrivi irregolari erano progressivamente diminuiti, con una riduzione del 40% nell'ultimo anno e di un ulteriore 36% nei primi mesi del 2026. L'improvvisa impennata registrata a Ceuta interromperebbe quindi una tendenza considerata ormai consolidata. Anche Rabat respinge qualsiasi responsabilit&amp;agrave; diretta. Le autorit&amp;agrave; marocchine sostengono che dietro l'afflusso di migranti vi siano esclusivamente le reti criminali impegnate nel traffico di esseri umani e ribadiscono che la cooperazione con Madrid in materia migratoria rimane pienamente operativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una versione che, tuttavia, viene contestata da diversi sindacati delle forze di polizia spagnole, secondo cui il Marocco non avrebbe adottato misure sufficienti per impedire le partenze. Nel frattempo Madrid e Rabat hanno concordato di accelerare le procedure di rimpatrio dei migranti entrati illegalmente a Ceuta. Secondo il Ministero dell'Interno spagnolo, le operazioni saranno coordinate con le autorit&amp;agrave; marocchine e riguarderanno l'insieme delle persone giunte nella citt&amp;agrave; autonoma, inclusi i minori, un aspetto destinato ad alimentare il confronto giuridico e politico. La crisi ha immediatamente assunto anche una dimensione europea. Il leader di Vox, Santiago Abascal, ha definito quanto avvenuto una vera e propria &quot;invasione&quot;, mentre il presidente del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber, ha invitato Madrid ad applicare integralmente il Patto europeo sulla migrazione. Dalla Germania, anche la leader di Alternative f&amp;uuml;r Deutschland, Alice Weidel, ha criticato la gestione della crisi da parte del governo spagnolo. Sul piano diplomatico, le tensioni hanno coinvolto anche l'Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha prospettato la possibilit&amp;agrave; di sospendere temporaneamente l'applicazione degli accordi di Schengen nei confronti della Spagna qualora la situazione dovesse rappresentare un rischio per la sicurezza europea. In risposta, Madrid ha convocato l'ambasciatore italiano per chiedere chiarimenti sulle dichiarazioni del governo di Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ceuta rappresenta da sempre uno dei punti pi&amp;ugrave; sensibili della frontiera meridionale dell'Unione europea. Insieme a Melilla costituisce l'unico confine terrestre tra l'UE e il continente africano, motivo per cui le due enclave sono periodicamente al centro delle tensioni migratorie e delle relazioni tra Spagna e Marocco. L'attuale emergenza dimostra ancora una volta come la gestione dei flussi migratori resti strettamente legata agli equilibri politici, giuridici e diplomatici dell'intero Mediterraneo occidentale. La capacit&amp;agrave; di Madrid di contenere la crisi e di coordinarsi con Rabat sar&amp;agrave; determinante non solo per il futuro di Ceuta, ma anche per la tenuta della politica migratoria europea in una delle sue frontiere pi&amp;ugrave; esposte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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