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        <title>Feed RSS di lantidiplomatico.it</title>
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        <description>News di attualità globale attraverso competenza, passione e dedizione</description>

                        <item>
                    <title>Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lavoro_servizi_e_infrastrutture_in_italia/52860_68769/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 11:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Giannini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Italia, nonostante tutto, &amp;egrave; ancora una delle maggiori economie mondiali (fa parte del G7). Tuttavia, questa ricchezza dove sta? A chi appartiene? Da noi, come nel resto delle economie avanzate, il patrimonio dei grandi ricchi aumenta. Con esso, anche la forbice dei redditi, e quelli medi si apprestano a raggiungere i woorking poor.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo assistito a decenni e decenni di ridimensionamento delle politiche pubbliche, a tagli lineari, ma distanti dalla particolarit&amp;agrave; delle varie realt&amp;agrave;. Spesso il quadro di riferimento &amp;egrave; dato dalla spesa storica consolidata e non si ha una visione di insieme. Manca la lungimiranza, viene meno la capacit&amp;agrave; di investire sul futuro del Paese e nelle nuove generazioni. I sacrifici vengono imposti dal tecnicismo austeritario europeo, in funzione dei vincoli e, soprattutto, di diktat iperliberisti, che demandano al mercato, alla competizione e all&amp;rsquo;individualismo (il self-made man), prescrivendo modelli da seguire, suggerendo dove intervenire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, in maniera acritica, gli esecutivi italiani della cd. Seconda Repubblica hanno optato per: taglio della spesa pubblica; privatizzazioni e svendita di settori prima controllati dallo Stato; eliminazione formale delle province; allungamento dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; pensionabile; introduzione e stabilizzazione di forme di lavoro precario. E, se aggiungiamo altri dati, allora, possiamo vedere che siamo davvero messi male.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti, l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; tra i Paesi dell&amp;rsquo;area OCSE quello dove le ore che vedono impegnate i lavoratori (non il numero di essi) sono maggiori, e dove si va pi&amp;ugrave; tardi in pensione, con i salari fermi o decurtati da trent&amp;rsquo;anni&lt;a href=&quot;#_ftn1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt;, anche in ragione dell&amp;rsquo;inflazione e delle varie crisi endemiche o indotte. Nella p.a. l&amp;rsquo;et&amp;agrave; media &amp;egrave; fra le pi&amp;ugrave; elevate in Europa; il numero dei laureati e diplomati &amp;egrave; inferiore ai Paesi virtuosi; gli insegnanti sono fra i meno pagati e potremmo continuare. Tutte &amp;ldquo;le riforme&amp;rdquo; sono state pensate per rispettare, gli impegni presi. Pertanto, si &amp;egrave; provato ad evitare gli eccessi di spesa, che vengono visti come sprechi, ma le scelte spettano ai vari governi, che devono essere capaci di far quadrare i conti. Per la UE importanti sono solo i parametri di bilancio. Uno scenario che rappresenta bene la fine del welfare state.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da trent'anni tutti i governi hanno tagliato la spesa pubblica ed ora ci ritroviamo con un Paese invecchiato, infrastrutture decrepite ed un turn over lavorativo, praticamente, bloccato. I redditi, per chi lavora o &amp;egrave; in pensione, sono insufficienti. Nei prossimi anni la bomba sociale scoppier&amp;agrave;, perch&amp;eacute; dai ventenni agli over 50, salvo rare eccezioni (perlopi&amp;ugrave; figlie del clientelismo politico) parliamo di lavoratori poveri o poco qualificati, con salari da fame, ed inevitabile bassa contribuzione quando si raggiunger&amp;agrave; la pensione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un tema che riguarda i nati negli anni &amp;rsquo;80 che, anche nelle rare ipotesi in cui si troveranno con quarant&amp;rsquo;anni di lavoro, riceveranno comunque una pensione vicina a quella sociale (a causa dei privilegi assicurati a lavoratori di settori determinati che, pur non avendo particolari titoli o meriti, sono andati in pensione molto prima, per non parlare dei baby pensionati e del cumulo delle pensioni).&lt;a href=&quot;#_ftn2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; Un sistema che non pu&amp;ograve; reggere, anche in vista dell&amp;rsquo;avvento dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale, e che falcidier&amp;agrave; milioni di posti di lavoro. Quindi, se non si interviene in maniera strutturale non si va da nessuna parte. Altro che ulteriore allungamento dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; pensionabile, bonus ed incentivi alle aziende o disponibilit&amp;agrave; ad accettare lavori usuranti e sottopagati. L&amp;rsquo;unica soluzione &amp;egrave; la distribuzione della ricchezza. Facendo pagare i parassiti che vivono di rendita, che sfruttano i lavoratori ed hanno un fisco amico. Bisogna intervenire ripensando il lavoro nel complesso (il suo impatto sociale ed ambientale), facendo lavorare meno e coinvolgendo pi&amp;ugrave; persone. Aumentando i salari, adeguando il potere d&amp;rsquo;acquisito. E, mai come ora, &amp;egrave; necessario approntare forme stabili di sostegno al reddito (di base o autodeterminazione). Inteso come trasferimento monetario e di servizi, sia per chi lavora che per quelli che sono inoccupati, in maniera tale da garantire una esistenza libera e dignitosa. Il lavoro ed il reddito dunque, dopodich&amp;eacute; misurare il progresso e l&amp;rsquo;efficienza di un Paese e della classe dirigente valutando i servizi che offrono, la qualit&amp;agrave; delle infrastrutture. Oggi, visto anche l&amp;rsquo;invecchiamento della popolazione (e gli stili di vita) la voce di spesa pi&amp;ugrave; grande per le regioni &amp;egrave; data dall&amp;rsquo;esborso in materia sanitaria. E&amp;rsquo; vero, gli sprechi abbondano, per&amp;ograve;, a forza di tagli ci stiamo indirizzando verso l&amp;rsquo;americanizzazione del settore. Cure, visite ed esami diventano sempre pi&amp;ugrave; costosi e non tutti possono permettersi un&amp;rsquo;assicurazione o affidarsi al privato a pagamento. Vogliamo parlare delle infrastrutture? Guardiamo alla viabilit&amp;agrave; o al collegamento tra centro e periferia, tra citt&amp;agrave; e province, tra le regioni. Salvo il motore economico (dello sfruttamento di lavoratori e territori) del Nord con una logistica efficiente ed una rete di stampo europeo, il resto del Paese risente di strade vecchie, carenza di mezzi pubblici adeguati e ritardi sulle linee ferroviarie ed aeree.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al Sud sembra di essere fermi al dopoguerra. Ci vogliono ore ed ore per fare poche centinaia di chilometri. Le isole sono letteralmente staccate dal continente. E la politica a cosa pensa? all&amp;rsquo;alta velocit&amp;agrave; o a ponti immaginari. Quando parliamo di infrastrutture per&amp;ograve; pensiamo ad un adeguamento o rinnovamento di quelle esistenti. Nel mondo del digitale i dati viaggiano a velocit&amp;agrave; che il sistema della nostra rete internet non riesce a reggere. E cos&amp;igrave; la linea telefonica. Basta un bug informatico, o temperature troppo elevate per mandare in tilt un modello al collasso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La tanto decantata digitalizzazione della p.a, i server per la gestione dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale, le auto elettriche e tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; innovativo e tecnologico, rimessi nelle mani di un insieme infrastrutturale da rimodernare. Cos&amp;igrave;, come nostra abitudine, ci troviamo indietro rispetto agli altri Paesi, ed a una economia che non aspetta i ritardatari. Il dramma della nostra arretratezza per&amp;ograve; si evince anche in quei servizi, che dovrebbero essere di base per cittadini ed imprese. Guardiamo agli sportelli bancari o postali, che chiudono o vengono ridimensionati.&lt;a href=&quot;#_ftn3&quot;&gt;[3]&lt;/a&gt; Alla mancanza di personale nei settori fondamentali: dalla sanit&amp;agrave; alla scuola, da chi sovraintende all&amp;rsquo;ordine pubblico a quanti dovrebbero essere dediti alla manutenzione del territorio. Siamo il Paese che presenta i pi&amp;ugrave; alti rischi idrogeologici, anche a causa di impatti climatici sempre pi&amp;ugrave; estremi, e che facciamo? Invece di curare e presidiare i territori, con le aree interne abbandonate a loro stesse, puntiamo sulla cementificazione per le speculazioni degli immobiliaristi e per lo stoccaggio delle merci. Nessuna prevenzione e niente assunzioni di personale. Investiamo, invece, sulle politiche economiche di guerra. L&amp;rsquo;aumento delle spese militari a discapito di quelle destinate a rendere servizi ai cittadini. E poi la brandizzazione e turistificazione dei territori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;invasione di prodotti nocivi e degli ogm . Nascono nuove forme di dipendenza e servilismo. Tutto sommato, per&amp;ograve; abbiamo il governo pi&amp;ugrave; longevo (e peggiore) della storia. E, allora, cosa c&amp;rsquo;&amp;egrave; che non va? E&amp;rsquo; il progresso (della tecnica e non dell&amp;rsquo;essere umano). Possiamo sempre rifugiarci nel mondo virtuale, e far finta di niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt; I Paesi dell&amp;rsquo;Est e la Grecia sono quelli con la settimana lavorativa pi&amp;ugrave; lunga, di circa 40 ore; Italia e Spagna sono sulle 36 ore; in Francia la media &amp;egrave; di 35 ore; in Germania circa 34; in Olanda il valore pi&amp;ugrave; basso con 32 ore. Parliamo sempre di lavoro regolare, perch&amp;eacute; nella pratica ci sono realt&amp;agrave; (il Meridione d&amp;rsquo;Italia) e settori (la logistica, la ristorazione) che presentano forme moderne di schiavit&amp;ugrave;. E dove vengono superate abbondantemente le 40 ore (o le 48 ore massime comprensive di straordinario), conquista del Novecento, che ha cercato di normalizzare il lavoro. I contratti inesistenti e atipici, la catena dei subappalti, l&amp;rsquo;inosservanza delle norme sulla sicurezza e la salubrit&amp;agrave;, figlie di questo sfruttamento determinano, quindi, incidenti, danni ambientali, malattie professionali, morti bianche. Aumentano le ore (altrove invece si pensa alla settimana corta lavorativa di quattro giorni) ma la produttivit&amp;agrave; e i salari sono fermi dalla met&amp;agrave; degli anni novanta. Un&amp;rsquo;altra eccezione italiana &amp;egrave; data dalla differenza salariale a parit&amp;agrave; di lavoro tra uomini e donne e tra aree del Paese (un operaio del privato al Nord arriva a guadagnare il doppio di un collega del Sud).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; Anche qui, l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; fra i Paesi con l&amp;rsquo;et&amp;agrave; pi&amp;ugrave; alta - 67 anni - per andare in pensione (in vigore dal 2019). Gli altri Paesi si stanno via via adeguando, portando l&amp;rsquo;et&amp;agrave; a 65, 66, 67 anni. In Francia si va tra i 62 e i 64 anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref3&quot;&gt;[3]&lt;/a&gt; Negli ultimi dieci anni sono stati chiusi oltre il 30% degli sportelli bancari. Quelli postali vedono ristrutturazioni, che si traducono in privatizzazioni, personale sottodimensionato, ipotesi di chiusura e, parziali riconversioni verso i settori della consulenza finanziaria ed assicurativa.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il Principe</category>
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                    <title>Arianna Porcelli Safonov, Il simbolico secondo </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-arianna_porcelli_safonov_il_simbolico_secondo/46096_68770/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 11:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Riceviamo e pubblichiamo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;8 settembre | Milano, Castello Sforzesco &amp;ndash; &lt;em&gt;Le dodici costernazioni &lt;/em&gt;28 settembre | Verona, Teatro Romano &amp;ndash; &lt;em&gt;Technocatechismo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo il &lt;strong&gt;debutto romano da tutto esaurito&lt;/strong&gt; a Villa Medici, che ha inaugurato la presenza di Arianna Porcelli Safonov nel programma di quest&amp;rsquo;anno, il percorso dell&amp;rsquo;artista all&amp;rsquo;interno del &lt;strong&gt;Festival della Bellezza&lt;/strong&gt; prosegue con due nuovi appuntamenti: &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;8 settembre al Castello Sforzesco di Milano e il 28 settembre al Teatro Romano di Verona&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Caustica, diretta e irriverente&lt;/strong&gt;, Arianna porta in scena nel corso del tour diversi testi: dopo &lt;em&gt;Minotauri contemporanei&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Picchiamoci&lt;/em&gt;, arrivano &lt;em&gt;Le dodici costernazioni&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Technocatechismo&lt;/em&gt;. Lavori differenti per tono e struttura, ma accomunati da uno sguardo feroce e lucidissimo sulle contraddizioni dell&amp;rsquo;esistente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; proprio &lt;strong&gt;con gli ultimi due di questi lavori che Arianna torna al Festival della Bellezza&lt;/strong&gt;, che per la sua XIII edizione sceglie il tema &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Il Simbolico&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; e porta la manifestazione &lt;strong&gt;in 25 luoghi simbolo dell&amp;rsquo;arte e della storia&lt;/strong&gt;, trasformandoli in spazi di confronto tra pensiero, cultura e spettacolo. &lt;strong&gt;L&amp;rsquo;8 settembre sar&amp;agrave; al Castello Sforzesco di Milano con &lt;em&gt;Le dodici costernazioni. Segni zodiacali, nemici delle persone&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, mentre &lt;strong&gt;il 28 settembre arriver&amp;agrave; al Teatro Romano di Verona con &lt;em&gt;Technocatechismo. Nuovi patterns ritmici in aiuto alla spiritualit&amp;agrave; occidentale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due spettacoli che partono da mondi apparentemente lontani, ma che raccontano la stessa cosa: &lt;strong&gt;il bisogno, decisamente umano, di credere in qualcosa.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In &lt;em&gt;Le dodici costernazioni&lt;/em&gt; Arianna osserva l&amp;rsquo;&lt;strong&gt;astrologia come linguaggio collettivo&lt;/strong&gt;, una mappa emotiva attraverso cui cerchiamo di spiegare noi stessi, le nostre relazioni e le nostre fragilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In &lt;em&gt;Technocatechismo&lt;/em&gt; lo sguardo si sposta invece sulla &lt;strong&gt;tecnologia come nuova forma di ritualit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;: notifiche, smartphone e algoritmi diventano le liturgie quotidiane di una societ&amp;agrave; che forse ha smesso di pregare, ma continua a controllare lo schermo compulsivamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dagli astri agli algoritmi, cambiano i simboli ma non il bisogno che li produce.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; proprio questo il terreno su cui si muove la satira di Arianna: prendere fenomeni quotidiani, abitudini e convinzioni apparentemente innocue, per portarli fino al paradosso e scoprire che spesso raccontano molto pi&amp;ugrave; di noi di quanto vorremmo ammettere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua presenza al Festival della Bellezza si inserisce in una collaborazione ormai storica iniziata nel 2021, attraverso spettacoli inediti costruiti sul tema delle edizioni che si sono susseguite, e in un anno particolarmente intenso per l&amp;rsquo;artista, impegnata con il suo nuovo tour nei teatri e nei festival italiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una scrittura personale che attraversa &lt;strong&gt;satira, teatro di parola e storytelling&lt;/strong&gt; e che, anche in questi due nuovi lavori, si discosta dalla comicit&amp;agrave; classica e dalla stand-up per costruire un linguaggio riconoscibile, con cui non &amp;egrave; necessario essere d&amp;rsquo;accordo, ma che porta sempre a una riflessione profonda e originale. I suoi monologhi, &lt;strong&gt;caustici, diretti e provocatori&lt;/strong&gt;, partono dal comico per arrivare alle nostre ossessioni, alle nevrosi, alle paure e alle bugie che ci raccontiamo per stare meglio (o viceversa?). Idee che non cercano di mettere tutti d&amp;rsquo;accordo, ma di &lt;strong&gt;provocare nel senso pi&amp;ugrave; autentico del termine&lt;/strong&gt;, creando una deviazione dal sentiero illuminato del pensiero comune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;BIO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Arianna Porcelli Safonov&lt;/strong&gt; &amp;egrave; romana, ma per sbaglio: la famiglia di suo padre arriva in Italia nel 1917 e l&amp;igrave; cominciano i problemi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Autrice e performer di libri e testi umoristici per riviste, talk, progetti edu e monologhi teatrali che porta in tour tra Italia e Svizzera, con pi&amp;ugrave; di cinquanta date all&amp;rsquo;anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I suoi testi per il teatro li porta in scena da sola, coi progetti stabili &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fiabafobia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Alimentire&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (dedicato alla bibliografia di Michael Pollan) e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gli sforzi inutili con cui la vita imita l&amp;rsquo;arte&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;(dedicato all&amp;rsquo;arte contemporanea); scrive anche diversi inediti per prestigiosi festival culturali come il Festival della Bellezza, con cui collabora dal 2021.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo storia del costume, ha vissuto a New York e a Madrid e ha lavorato per dieci anni nell&amp;rsquo;organizzazione di eventi internazionali fino al 2010, quando ha deciso di lasciare la sua professione per dedicarsi alla scrittura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per &lt;strong&gt;Fazi Editore&lt;/strong&gt; ha pubblicato &lt;strong&gt;Fottuta Campagna &lt;/strong&gt;(2016) e &lt;strong&gt;Storie di Matti&lt;/strong&gt; (2017).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha scritto racconti inediti per il Fatto Quotidiano, per Touring Club, per la rivista letteraria Superlunaria e dal 2020 cura una rubrica satirica sul mensile Terranuova, analizzando i temi legati al biologico e alla mindfulness col filtro del paradosso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha partecipato con talk inediti al Tedx per quattro edizioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal&lt;strong&gt; 2018 &lt;/strong&gt;al&lt;strong&gt; 2022 &lt;/strong&gt;ha collabora con l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Pavia, con una docenza legata alle tecniche di improvvisazione applicate agli ambiti manageriali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel &lt;strong&gt;2020&lt;/strong&gt; ha scritto e condotto il format TV per LaEffe, Scappo dalla citt&amp;agrave;, ispirato alla sua scelta abitativa in Appennino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel &lt;strong&gt;2025&lt;/strong&gt; porta in scena &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Picchiamoci&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, un monologo contro la violenza del genere umano e due inediti per il Festival della Bellezza, uno al Castello Sforzesco di Milano dedicato alla crisi della formazione in Italia &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Sussidiario Mistico&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, ed uno al Teatro Romano di Verona dedicato alla mitologia applicata alle derive dei giorni nostri, &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Minotauri contemporanea&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;&lt;strong&gt;8 ottobre 2025&lt;/strong&gt; &amp;egrave; uscito il podcast &lt;strong&gt;Famiglia ed Altre Cose Velenose&lt;/strong&gt;, il nuovo podcast di e con Arianna Porcelli Safonov, disponibile &lt;strong&gt;su RaiPlay Sound&lt;/strong&gt;, con il contributo psicoterapeutico di &lt;strong&gt;Ilaria Cadorin&lt;/strong&gt; e le musiche originali di &lt;strong&gt;Gigi Funcis&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella &lt;strong&gt;primavera del 2026&lt;/strong&gt; porta sul palco &lt;em&gt;Odiario&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt; Uno show per raccontare il processo crudele di diventare grandi. Ironia e adolescenza feroci attraverso il grande protagonista di tutti i nostri sfoghi: il diario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;18 novembre 2025&lt;/strong&gt; torna in libreria con &amp;ldquo;&lt;em&gt;Nostalgia dei dinosauri&amp;rdquo;&lt;/em&gt;, edito da &lt;strong&gt;Baldini + Castoldi&lt;/strong&gt;, che &lt;strong&gt;a pochi mesi dalla pubblicazione &amp;egrave; gi&amp;agrave; in ristampa per la seconda volta.&lt;/strong&gt;I suoi monologhi sono diventati virali sul web, suo malgrado&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/ariannaporcellisafonov/&quot;&gt;Facebook&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;https://www.instagram.com/ariannaporcellisafonov/?hl=it&quot;&gt;Instagram&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/channel/UCm5c1G7X0X-8gIKh1fP5-vQ&quot;&gt;Youtube&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;UFFICIO STAMPA &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;scup@scuplab.it&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Paola Ciarrocchi: paola@scuplab.it&amp;nbsp; 3319838069&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Claudia Scuderi: claudia@scuplab.it&amp;nbsp; 3202346796&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Cultura e Resistenza</category>
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                    <title>Riforma Valditara e PNRR: così si svuota la scuola pubblica per servire il mercato</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-riforma_valditara_e_pnrr_cos_si_svuota_la_scuola_pubblica_per_servire_il_mercato/45289_68767/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;&amp;Egrave; stato da poco pubblicato il &lt;a href=&quot;https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/attraversamenti-formazione-tecnica-e-professionale-percorsi-riforma-equita-orientamento&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dossier di Save the Children&lt;/a&gt; &lt;em data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;59&quot;&gt;Attraversamenti. La formazione tecnica e professionale: tra percorsi di riforma, equit&amp;agrave; e orientamento&lt;/em&gt;, dedicato alla riforma degli istituti tecnici: un intervento destinato a trasformarli, nei fatti, in scuole professionali. Lo raccontano bene, pur con sfumature e contenuti diversi, i sindacati di base e la Flc Cgil (nel fascicolo &lt;em data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;393&quot;&gt;La conoscenza in movimento 2026/2027&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La riforma ideata dal ministro Valditara potr&amp;agrave; essere rallentata, ma non fermata ai soli tavoli sindacali. Per bloccarla servono rapporti di forza ben diversi da quelli attuali, che vedono i lavoratori della scuola isolati e soccombenti. Questo progetto punta al sodo: stravolgere la didattica per rendere la scuola del tutto subalterna al mondo produttivo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Proprio in questi giorni alcuni sindacati &amp;mdash; gli stessi che hanno guadagnato consensi promuovendo innumerevoli cause pilota &amp;mdash; hanno espresso un giudizio blando e accondiscendente verso l'operato del Ministero. Ha poco senso, ad esempio, che l'Anief condivida la critica alla frammentazione disciplinare senza ammettere che a produrla &amp;egrave; proprio la riforma Valditara. Parlare di interdisciplinariet&amp;agrave; e dimensione laboratoriale suona come un insulto per le tante scuole costrette ad autotassarsi persino per comprare la carta igienica. Siamo alle solite: quando mancano argomenti per giustificare l'ingiustificabile, si ricorre alla retorica dell&amp;rsquo;innovazione pedagogica.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Siamo di fronte allo stravolgimento delle classi di concorso, all'aumento del lavoro non retribuito e alla riduzione delle ore di insegnamento effettivo. In questi anni il mondo della scuola ha dormito sugli allori. Valditara passa con la ruspa approfittando di un settore che ha da troppo tempo abbandonato ogni riflessione approfondita sul modello educativo, affidandosi a litigi sindacali per questioni meramente corporative o individuali. I &quot;sindacati della consulenza&quot; fotografano ormai la crisi di un comparto incapace di mobilitarsi persino davanti a minacce reali, capaci di distruggere la didattica, i posti di lavoro e l'essenza stessa dell'istruzione inclusiva. Dovremmo aprire un dibattito urgente sulle linee guida e sulla riscrittura dei manuali: la spinta al militarismo nasce anche dalla revisione dei libri di testo e dalla rivisitazione della &quot;storia patria&quot;, come evidenziato anche dal recente numero della rivista &lt;em data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;934&quot;&gt;Domino&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;A nostro giudizio, bisognerebbe partire dalle missioni del PNRR per capire quali e quanti obiettivi siano stati realmente raggiunti. L'impressione &amp;egrave; che il Piano sia stato volutamente riscritto nel tempo per assecondare le direttive UE da un lato e i processi di privatizzazione del sapere dall'altro. In caso contrario, si sarebbero costruiti pi&amp;ugrave; asili nido, affidandoli alla gestione diretta degli enti locali e inserendoli nel comparto della Pubblica Istruzione (mentre oggi restano servizi a domanda individuale).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Per mesi si &amp;egrave; raccontato di voler supportare l&amp;rsquo;occupazione femminile e ridurre le disuguaglianze. Peccato che la copertura dei posti negli asili nido per la fascia 0-6 anni sia ancora tra le pi&amp;ugrave; basse d'Europa. Anche le sbandierate digitalizzazioni si sono rivelate un fallimento: trasformare le aule tradizionali in laboratori o &lt;em data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;330&quot;&gt;open space&lt;/em&gt; presuppone investimenti reali, l'esatto contrario di ci&amp;ograve; che si sta facendo. Di fronte a cambiamenti climatici sempre pi&amp;ugrave; evidenti, molti plessi ricostruiti sono ancora privi di condizionatori. Ad oggi non &amp;egrave; dato sapere quante mense e palestre verranno effettivamente aggiunte, n&amp;eacute; quante strutture saranno oggetto di interventi significativi. Di certo a nessuno &amp;egrave; venuto in mente di garantire l'apertura degli istituti oltre il canonico orario scolastico per attivit&amp;agrave; pomeridiane, sociali o ricreative. Per questi obiettivi non sono stati stanziati i fondi necessari, n&amp;eacute; &amp;egrave; stato assunto il personale educativo e ATA indispensabile.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Se il prolungamento dell'orario scolastico resta una chimera, anche i divari territoriali non sono stati minimamente abbattuti. Forse per insegnare le lingue e le materie STEM si sta aspettando qualche convegno organizzato da fondazioni private e aziende produttrici di armi? E per quanto riguarda la tanto auspicata innovazione dei percorsi formativi dei docenti tramite l'alfabetizzazione digitale, nel migliore dei casi ci si caver&amp;agrave; d'impaccio con il Bonus Carta del Docente e l'acquisto di un PC ogni quattro anni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Il passaggio da cinque a quattro anni per gli istituti tecnici pone enormi problemi: imporrebbe una riflessione seria sulle cattedre in esubero, sulla qualit&amp;agrave; del percorso formativo, sui programmi didattici e sui tagli alle discipline di base e umanistiche. A conferma del palese insuccesso della &quot;scuola tecnica&quot; di Valditara, il modello 4+2 in un anno ha visto crescere le domande di appena l'1,9% dei nuovi iscritti: poche centinaia di studenti che hanno optato per il nuovo percorso (spesso a seguito di forti pressioni da parte di presidi e docenti). Il nostro Paese &amp;mdash; come ricorda Save the Children &amp;mdash; &amp;egrave; alle prese con una dispersione scolastica ancora drammatica e con disuguaglianze sociali e geografiche in aumento: nelle Isole e al Sud la dispersione resta il doppio rispetto al Centro-Nord.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Una scuola meno inclusiva, con orari ridotti e priva di spazi per attivit&amp;agrave; pomeridiane, non far&amp;agrave; che accentuare queste spaccature, creando cittadini di serie A e di serie B. Le imprese lamentano di non trovare profili tecnici? Bisognerebbe chiedersi cosa abbiano fatto in questi anni per favorire la formazione. Si danno numeri a caso &amp;mdash; come il milione di posti disponibili &amp;mdash; dimenticando che basta una crisi energetica o geopolitica per stravolgere le previsioni economiche. Il vero nodo resta legato ai bassi salari, ai lavori dequalificati e alla mancanza di investimenti privati in ricerca e sviluppo. Pensare che la scuola debba farsi carico di risolvere i problemi strutturali delle imprese &amp;egrave; un autentico azzardo. La vera scuola inclusiva era quella che aumentava le ore di lezione e teneva i plessi aperti al pomeriggio: l'esatto opposto del modello classista di Valditara.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;L'obiettivo del Governo &amp;egrave; davvero reperire manodopera specializzata? &amp;Egrave; lecito dubitarne, dato che non esiste alcun obbligo formativo per le aziende, le quali continuano a scaricare l'onere della formazione sulla scuola pubblica. Inoltre, far durare gli istituti tecnici 4 anni non favorir&amp;agrave; l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, specialmente quando il mercato richiede profili con anni di esperienza gi&amp;agrave; consolidata.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Costringere ragazzi di appena 14 anni a compiere scelte scolastiche rigide e professionalizzanti ipoteca il loro futuro, privandoli di un percorso di crescita culturale strutturato. La scuola classista &amp;egrave; proprio quella che impone scelte precoci a un'et&amp;agrave; in cui, soprattutto se si proviene da contesti socio-culturali svantaggiati, non si possiedono gli strumenti per valutare al meglio. Inoltre, chi arriver&amp;agrave; al quarto anno non &amp;egrave; detto che prosegua per i due anni successivi negli ITS: sminuendo il valore dell'istruzione e riducendone la durata, si otterranno unicamente risultati deludenti.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Gemini_Generated_Image_nci63fnci63fnci6.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>USA, il paradosso del trilione: spesa militare record mentre milioni di americani restano senza cure</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-usa_il_paradosso_del_trilione_spesa_militare_record_mentre_milioni_di_americani_restano_senza_cure/51621_68768/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;2&quot;&gt;Gli Stati Uniti d'America continuano a esercitare la propria egemonia culturale, militare ed economica sul resto del pianeta, muovendosi sullo scacchiere internazionale con un atteggiamento spesso percepito come aggressivo, giudicante e imperiale. Da Washington partono regolarmente &quot;pagelle&quot; sul buon governo, sanzioni e lezioni di democrazia dirette a qualsiasi nazione non si allinei al modello occidentale. Eppure, questa incessante proiezione di potenza all'estero sembra celare una profonda e drammatica crisi strutturale interna. Il paradosso &amp;egrave; evidente: la superpotenza che ambisce a guidare il mondo libero si dimostra incapace di proteggere, curare e sfamare una parte significativa dei propri cittadini.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Oggi questo cortocircuito istituzionale &amp;egrave; esasperato dalla figura e dalla propaganda di Donald Trump, che cavalca il risentimento popolare promettendo una grandezza che, nei fatti, si traduce spesso in un capitalismo spietato e oligarchico. L'aggressivit&amp;agrave; della politica estera americana contrasta violentemente con la precariet&amp;agrave; materiale che si consuma sul suolo patrio. Questa sproporzione si riflette in una spesa militare monumentale. Il recente bilancio della difesa per l'anno fiscale 2026 ha toccato la cifra record di 1,05 trilioni di dollari complessivi, superando per la prima volta nella storia la soglia del trilione grazie alla combinazione tra stanziamenti ordinari e decreti di riconciliazione. In questa mastodontica allocazione di risorse spiccano i 900,6 miliardi di dollari autorizzati dal solo National Defense Authorization Act (NDAA), un pacchetto multimiliardario blindato dal Congresso che destina 291 miliardi alla manutenzione operativa e ben 162 miliardi all'acquisto di nuovi armamenti. Si tratta di una macchina economica che arricchisce i colossi industriali e i lobbisti vicini ai centri del potere, preferendo finanziare la presenza militare oltreoceano &amp;ndash; o programmi missilistici avanzati &amp;ndash; piuttosto che la ricostruzione sociale interna.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Mentre il bilancio del Pentagono cresce senza sosta, il sistema istituzionale statunitense ha trasformato il diritto alla salute in un mercato, escludendo sistematicamente decine di milioni di americani da forme adeguate di assistenza sanitaria. Questa massa enorme di cittadini vive nel terrore costante di ammalarsi, sapendo che una diagnosi pu&amp;ograve; significare la rovina economica. L'assenza di un welfare universale si traduce in conseguenze drammatiche per migliaia di persone: la mancanza di copertura medica e l'impossibilit&amp;agrave; di pagare cure tempestive spingono i soggetti non assicurati a ignorare i sintomi di malattie gravi fino a quando non &amp;egrave; troppo tardi, incrementando tragicamente la mortalit&amp;agrave; evitabile della nazione. Le spese sanitarie rimangono una causa principale di bancarotta finanziaria per le famiglie, mentre i costi di farmaci essenziali come l'insulina restano altissimi, costringendo migliaia di diabetici a razionare le dosi quotidiane per sopravvivere. Parallelamente, le restrizioni sull'aborto, sostenute da giudici conservatori della Corte Suprema promossi dall'area trumpiana, hanno creato situazioni critiche per la classe medica e per le donne, con rischi per la salute anche in casi di emergenza medica. La combinazione di barriere d'accesso alle cure e la piaga sociale degli oppioidi ha contribuito a un'anomalia tra le grandi economie avanzate: una contrazione dell'aspettativa di vita media, associata a tassi di mortalit&amp;agrave; infantile peggiori di quelli di alcune nazioni storicamente sanzionate dagli stessi USA.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Dietro l'ostentazione della ricchezza di Wall Street e dei miliardari vicini al tycoon, l'America reale vive in uno stato di costante vulnerabilit&amp;agrave; finanziaria. Oltre 600.000 persone dormono senza un tetto per strada; tra di loro si contano migliaia di veterani di guerra, spesso in difficolt&amp;agrave; dopo aver partecipato a operazioni belliche globali finanziate da quel bilancio militare ipertrofico. Il salario minimo federale &amp;egrave; bloccato da anni e questa stagnazione costringe categorie essenziali come gli insegnanti a svolgere pi&amp;ugrave; lavori per pagare l'affitto, mentre una percentuale significativa di adulti non dispone di risorse immediate per affrontare un'emergenza medica o un guasto improvviso senza indebitarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Il &quot;paese della libert&amp;agrave;&quot; mostra criticit&amp;agrave; anche di fronte ai dati del proprio sistema giudiziario, caratterizzato da un'aggressivit&amp;agrave; punitiva elevata. Gli Stati Uniti rinchiudono dietro le sbarre una percentuale dei propri cittadini tra le pi&amp;ugrave; alte al mondo. Oltre due milioni di persone si trovano in detenzione, e una parte significativa della popolazione carceraria &amp;egrave; in cella senza aver subito una condanna definitiva, spesso perch&amp;eacute; troppo povera per permettersi la cauzione in denaro. In contrasto, figure politiche di spicco riescono a sfruttare risorse e scappatoie legali per evitare la reclusione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;La violenza che si manifesta nell'apparato bellico si riflette quotidianamente all'interno delle comunit&amp;agrave; americane. I bambini sono costretti a seguire simulazioni di sparatorie di massa nelle scuole, mentre il dibattito politico sulla regolamentazione delle armi da fuoco rimane polarizzato, influenzato dalle potenti lobby del settore. L'atteggiamento predatorio di Washington si estende anche alle alleanze storiche. La gestione del ritiro dall'Afghanistan, percepita come una fuga unilaterale, ha lasciato i partner globali a gestire complesse conseguenze geopolitiche.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;L'aggressivit&amp;agrave; con cui gli Stati Uniti tendono a giudicare il pianeta contrasta con le sfide della loro politica interna. Un Paese che decide politicamente di investire oltre mille miliardi di dollari nel complesso militare-industriale, a fronte di carenze nell'assistenza sanitaria e sociale per milioni di suoi cittadini, vede messa in discussione la propria autorevolezza nell'impartire lezioni. Prima di guardare oltreoceano o criticare la gestione di territori terzi, l'America deve affrontare la propria arroganza e risanare il disastro sociale che sta colpendo la sua stessa popolazione.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
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                            <item>
                    <title>Libano, raid israeliano nel sud: è strage a Kfar Reman, tra le vittime anche un neonato</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-libano_raid_israeliano_nel_sud__strage_a_kfar_reman_tra_le_vittime_anche_un_neonato/45289_68766/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Un attacco aereo israeliano su Kfar Reman, nel sud del Libano, ha provocato la morte di almeno 10 persone &amp;mdash; tra cui un neonato &amp;mdash; mentre altre due risultano ancora disperse.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il raid, avvenuto all'alba di luned&amp;igrave; nella citt&amp;agrave; del distretto di Nabatieh, si verifica a 24 ore di distanza da un altro bombardamento sulla vicina Arab Salim, in cui sono rimaste uccise sette persone e altre venti sono ferite.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Nella stessa notte, l'esercito israeliano ha colpito un'area residenziale a Deir al-Zahrani, sempre nel sud del paese, dopo aver diramato un ordine di evacuazione forzata. Secondo quanto dichiarato dalle forze armate di Tel Aviv, l'obiettivo era un edificio adiacente a una struttura di Hezbollah, ritenuta la base di lancio per un drone esplosivo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Gli attacchi proseguono nonostante l'accordo di &lt;a href=&quot;/dettnews-nuovi_raid_di_israele_in_libano_il_cessate_il_fuoco__gi_un_miraggio_decine_di_vittime/45289_67203/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;cessate il fuoco&lt;/a&gt; tra Israele e &lt;a href=&quot;/dettnews-700_tonnellate_di_esplosivo_al_castello_di_beaufort_la_bomba_israeliana_che_minaccia_il_sito_unesco/82_68395/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Libano&lt;/a&gt;, mediato dagli &lt;a href=&quot;/dettnews-libano_scatta_il_piano_usa_ma__giallo_sulle_zone_pilota_israele_non_si_sta_ritirando/45289_68195/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Stati Unit&lt;/a&gt;i e siglato lo scorso giugno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;In un collegamento da Kfar Reman, l'inviata di Al Jazeera Zeina Khodr ha riferito che &quot;incertezza e paura&quot; sono i sentimenti dominanti tra la popolazione del sud del Libano. &quot;Tra le vittime ci sono diversi bambini, compreso un neonato di soli due mesi&quot;, ha aggiunto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;&quot;La gente non sa cosa succeder&amp;agrave;. Nelle ultime 48 ore abbiamo assistito a un'escalation di attacchi israeliani: ci sono vittime civili e abitazioni distrutte&quot;, ha spiegato la giornalista. &quot;Le operazioni di soccorso della protezione civile non si sono mai fermate per tutta la notte e sono tuttora in corso.&quot;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/afp_6a9e59111e38-1788762385.webp/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Weidel (AfD): 'Serve un canale aperto con la Russia, Berlino torni neutrale'&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-weidel_afd_serve_un_canale_aperto_con_la_russia_berlino_torni_neutrale/82_68762/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;La Germania deve riaprire un canale di comunicazione diretto con Mosca per favorire una soluzione negoziale al conflitto in Ucraina. A &lt;a href=&quot;https://t.me/auf1tv/21141&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;chiederlo&lt;/a&gt; &amp;egrave; Alice Weidel, leader di Alternativa per la Germania (AfD), che ai microfoni della rete AUF1 ha ribadito la linea del suo partito: &quot;Abbiamo sempre sostenuto la necessit&amp;agrave; di mantenere un dialogo aperto con la Russia per bilanciare gli interessi in gioco e raggiungere la pace&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Weidel ha poi evidenziato l'importanza di preservare buone relazioni sia con Washington sia con Mosca, criticando il ruolo passivo dell'esecutivo tedesco rispetto alla diplomazia americana. &quot;Oggi vediamo gli Stati Uniti inviare propri rappresentanti a Mosca per sondare il terreno tra Russia e Ucraina. Era un ruolo di mediazione che avrebbe dovuto assumere la Germania, o pi&amp;ugrave; nello specifico il nostro governo federale&quot;, ha affermato.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La leader di AfD ha infine ricordato come la neutralit&amp;agrave; e la mediazione abbiano rappresentato per decenni la colonna portante della politica estera di Berlino, accusando l'attuale classe dirigente di essersi trasformata in un gruppo di &quot;guerrafondai retorici&quot;. Per Weidel, la priorit&amp;agrave; resta il dialogo strutturato con le grandi potenze e i paesi vicini, poich&amp;eacute; &quot;la politica funziona &amp;mdash; e porta risultati reali &amp;mdash; solo attraverso un reale equilibrio degli interessi&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Mosca: &quot;Zelensky ha superato persino Bin Laden'&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mosca_zelensky_ha_superato_persino_bin_laden/82_68763/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Volodymyr Zelensky ha superato perfino il fondatore di Al Qaeda, Osama bin Laden, estendendo su scala globale la portata delle sue attivit&amp;agrave; terroristiche. &amp;Egrave; questo il duro attacco sferrato dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, nel corso di &lt;a href=&quot;https://rg.ru/2026/09/06/reg-dfo/mariia-zaharova-otvetila-na-voprosy-rg-na-poliah-vef-o-chem-govorili.html?utm_referrer=https%3A%2F%2Ftass.ru%2F&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;un'intervista&lt;/a&gt; al quotidiano Rossiyskaya Gazeta.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Secondo la rappresentante di Mosca, la totale impunit&amp;agrave; e la sensazione di potersi spingere oltre ogni limite avrebbero portato il leader di Kiev a travalicare ogni confine ragionevole, trasformandolo in una vera e propria &quot;minaccia per la sicurezza globale&quot;. &quot;In passato, Washington, Londra e le altre capitali della NATO definivano Bin Laden un pericolo per la pace internazionale. Ma Zelensky &amp;egrave; andato oltre, dimostrando di cosa &amp;egrave; capace e arrivando persino a fare propaganda a questo tipo di condotta&quot;, ha dichiarato Zakharova.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La portavoce del Cremlino ha poi tracciato un parallelo tra la carriera da comico di Zelensky e la sua attuale azione politica, sostenendo che il presidente ucraino abbia applicato alla diplomazia le stesse dinamiche del mondo dello spettacolo: &quot;Il suo schema &amp;egrave; sempre stato semplice: mettere in scena qualcosa di ad effetto per provocare una reazione. Ha trasferito questo modello banale dalla televisione alla politica internazionale, generandone conseguenze mostruose&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>Iran: &quot;Ecco come le navi USA cercano di sfuggire ai nostri radar'&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-iran_ecco_come_le_navi_usa_cercano_di_sfuggire_ai_nostri_radar/82_68764/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Gli Stati Uniti stanno utilizzando manovre clandestine per attraversare lo Stretto di Hormuz passando a ridosso delle acque dell'Oman, ma si tratta di una strategia estremamente onerosa e priva di garanzie. A &lt;a href=&quot;https://t.me/iribnews/359994&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rivelarlo&lt;/a&gt; &amp;egrave; il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, che ha descritto nel dettaglio le tattiche impiegate dalle forze americane per eludere la sorveglianza di Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;&quot;Gli statunitensi tentano ogni tipo di stratagemma: spendono ingenti risorse, spengono tutti i sistemi di tracciamento durante la notte e inviano convogli di cinque o sei imbarcazioni&quot;, ha spiegato Rezaei. Tuttavia, secondo il funzionario, questi tentativi si rivelano inefficaci: le navi vengono regolarmente individuate e prese di mira dalle forze armate iraniane.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Rezaei ha inoltre chiarito la ragione per cui Teheran non abbia ancora ordinato l'affondamento dei mercantili o delle unit&amp;agrave; militari nemiche: il rischio di un disastro ambientale senza precedenti. &quot;Un eventuale sversamento di carburante o sostanze tossiche inquinerebbe l'intero Stretto di Hormuz e il Golfo Persico, danneggiando gravemente anche i nostri interessi nazionali&quot;. Il segretario ha comunque rimarcato la fermezza della risposta iraniana, concludendo che &quot;nessuna di queste navi riesce a passare indenne: tutte finiscono per riportare danni o subire conseguenze&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Spie, vulnerabilità e tecnologia: così recluta l'intelligence israeliana</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-spie_vulnerabilit_e_tecnologia_cos_recluta_lintelligence_israeliana/45289_68765/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Secondo quanto &lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/inside-israels-agent-factory-how-mossad-cultivates-betrayal&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riportato&lt;/a&gt; da The Cradle, la reputazione della comunit&amp;agrave; di intelligence israeliana &amp;mdash; storicamente legata a tecnologie di punta, servizi segreti e accese rivalit&amp;agrave; interne riemerse dopo l'inizio dell'Operazione Al-Aqsa Flood &amp;mdash; cela in realt&amp;agrave; una prassi di reclutamento degli agenti squisitamente umana, basata su un lavoro di pazienza, sullo sfruttamento delle vulnerabilit&amp;agrave; individuali e sulla creazione di un legame di dipendenza con l'ufficiale referente.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Se nelle fasi iniziali le strutture informative dello Stato ebraico facevano perno quasi esclusivamente su operativi ebrei sia per compiti ordinari che per azioni ad alto rischio, l'espansione nei contesti avversari ha progressivamente spostato il carico della raccolta dati su informatori arabi e palestinesi, riservando agli agenti ebrei compiti di supporto logistico e gestione operativa all'estero.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Pur avendo Israele orientato ingenti risorse verso l'intelligence dei segnali, la sorveglianza cibernetica, l'intelligenza artificiale e la difesa tecnologica &amp;mdash; di cui Daniel Gold, mente del sistema Iron Dome e guida della Direzione Ricerca e Sviluppo del Ministero della Difesa, rappresenta il simbolo &amp;mdash;, gli eventi dell'ottobre 2023 hanno riaperto il dibattito sui pericoli dell'eccessivo affidamento agli strumenti elettronici a discapito della presenza di spie sul terreno a Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Tuttavia, la disponibilit&amp;agrave; di una fonte non garantisce di per s&amp;eacute; l'efficacia dell'intelligence: i dati devono infatti giungere ai decisori ed essere analizzati superando i preconcetti analitici. Sia nel 1973 sia nel 2023, gli avvertimenti presenti non sono stati compresi n&amp;eacute; tradotti in azioni tempestive. Tale dinamica trova riscontro negli scritti dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale Yaakov Amidror, autore del volume &lt;em data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;431&quot;&gt;Intelligence: Theory and Practice&lt;/em&gt;. Amidror &amp;mdash; con un passato di 36 anni nelle forze armate come capo del Dipartimento Ricerca dell'Intelligence Militare, responsabile dell'intelligence del Comando Nord e comandante delle accademie militari &amp;mdash; osserva come le difficolt&amp;agrave; nel coltivare fonti umane abbiano spinto i servizi verso i sistemi elettronici, salvo poi constatare l'impossibilit&amp;agrave; di rimpiazzare del tutto l'apporto dell'intelligence umana (&lt;em data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;876&quot;&gt;HUMINT&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Come evidenzia l'analisi della testata sulla scorta delle riflessioni di Amidror, il reclutamento si articola principalmente in tre modalit&amp;agrave;:&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;1&quot; data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;15,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;L'invio di un operativo dal Paese d'origine:&lt;/strong&gt; addestrato in patria e ritenuto pi&amp;ugrave; fedele, incontra tuttavia ostacoli nell'integrarsi al punto da ottenere documenti originali o accedere ai livelli apicali della rete nemica.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;15,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;L'ingaggio di un agente autoctono nel Paese target:&lt;/strong&gt; gi&amp;agrave; inserito nell'ambiente sociale, militare o politico locale, garantisce un accesso privileged a materiale sensibile, pur ponendo dubbi di lealt&amp;agrave; ed esigenze di gestione complessa basate sulla conoscenza approfondita della lingua, della cultura e delle ambizioni del soggetto.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;15,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;La creazione di una falsa identit&amp;agrave; locale per un ufficiale professionista:&lt;/strong&gt; formula che unisce il rigore operativo dell'agente di carriera alla capacit&amp;agrave; di infiltrazione dell'infiltrato del posto. Si tratta di operazioni dal costo umano potenzialmente drammatico in caso di scoperta, come dimostra la vicenda di Eli Cohen, la spia del Mossad giustiziata a Damasco nel 1965.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;La dottrina israeliana contempla differenti metodologie di contatto &amp;mdash; dai messaggi cifrati ai canali d'emergenza, fino al trasferimento temporaneo dell'informatore in Israele via Paesi terzi per controlli e interrogatori approfonditi. Tuttavia, la ripetizione di questi schemi e l'errore umano espongono costantemente le reti di spionaggio al rischio di individuazione da parte del controspionaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Infine, la classificazione degli informatori risponde a una precisa gerarchia funzionale che spazia dagli &lt;strong data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;106&quot;&gt;agenti di ricerca&lt;/strong&gt; (focalizzati sulla raccolta di dati tattici e movimenti di truppe) agli &lt;strong data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;196&quot;&gt;insider&lt;/strong&gt; (capaci di sfruttare reti di contatti per avvicinare documenti riservati). Si tratta di ruoli dinamici, continuamente riadattati dagli ufficiali referenti per spingere progressivamente la fonte verso gli obiettivi informativi di massimo interesse.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>Germania, terremoto elettorale: l’AfD sfonda al 44,5%</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-germania_terremoto_elettorale_lafd_sfonda_al_445/82_68758/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;I primi &lt;a href=&quot;https://www.spiegel.de/politik/deutschland/landtagswahl-sachsen-anhalt-2026-alle-ergebnisse-aus-gemeinden-und-wahlkreisen-a-6ce5d07e-c16c-4ebe-bc20-0219643efca6&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;risultati&lt;/a&gt; delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt delineano un forte successo dell&amp;rsquo;AfD, che raggiunge il 44,5%, con un balzo di oltre 23 punti rispetto alla precedente tornata. La CDU crolla al 18,5%, mentre Linke e SPD si attestano entrambe al 9%. I Verdi ottengono l&amp;rsquo;8,5%, mentre il BSW si ferma al 4,8%. Il risultato dell&amp;rsquo;AfD, guidata da Ulrich Siegmund, conferma le previsioni della vigilia e apre un nuovo fronte di tensione per la politica tedesca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il partito diventa infatti la forza nettamente dominante nel Land, pur non avendo da solo i numeri per formare un governo. Il voto assume cos&amp;igrave; un peso nazionale ben superiore alle dimensioni della Sassonia-Anhalt: appena il 3% circa della popolazione tedesca vive nel Land, ma il risultato viene considerato un possibile indicatore delle trasformazioni politiche in corso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La questione centrale sar&amp;agrave; ora la formazione della maggioranza. Il tradizionale &amp;ldquo;cordone sanitario&amp;rdquo; contro l&amp;rsquo;AfD rende infatti complessi gli scenari di coalizione e potrebbe costringere CDU e SPD a valutare anche un&amp;rsquo;alleanza con la Linke. Una scelta destinata a riaprire profonde divisioni all&amp;rsquo;interno della coalizione di governo e a mettere ulteriormente sotto pressione il cancelliere Friedrich Merz.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Sassonia-Anhalt potrebbe quindi rappresentare soltanto l&amp;rsquo;inizio di una fase di forte instabilit&amp;agrave; politica, in vista delle prossime elezioni regionali, tra cui quelle di Berlino e del Meclemburgo-Pomerania Anteriore previste per il 20 settembre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Elezioni-in-Sassonia-exit-poll-Afd-trionfa-con-445-dei-voti.webp/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>AfD: chi la ha votata?</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-afd_chi_la_ha_votata/39602_68759/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Vincenzo Costa*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; ovviamente molta retorica e la solita chiamata alle armi, per cui bisogna urlare al nazismo, mettere le citazioni dei soliti filosofi., che oramai non si sopportano pi&amp;ugrave;, tanto sono dissociati e dissociano dalla realt&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Io partirei dai fatti, dalla realt&amp;agrave;, questa nemica dell&amp;rsquo;intellettualit&amp;agrave; di sinistra, sempre pi&amp;ugrave; rancorosa, cieca, istupidita dentro la sua retorica, retorica peraltro utile perch&amp;eacute; per fare carriera in universit&amp;agrave; e fare parte del branco accademico devi usare quella stupida retorica, NEGARE NEGARE NEGARE LA REALTA&amp;rsquo;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Allora, nel Sachsen-Anhalt il 44% delle persone &amp;egrave; nazista? Dobbiamo interpretare cos&amp;igrave; le cose? Vogliono tornare alla politica razziale, aprire i campi di concentramento e cercare lo spazio vitale a est, conquistando la Russia?&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Vediamo qualche punto di realt&amp;agrave;:&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;AfD si oppone all'invio di armi all&amp;rsquo;Ucraina e chiede che riprendano normali relazioni con la Russia, soprattutto che si torni al gas russo.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli altri partiti in Germania spingono non solo per il riarmo ma per l&amp;rsquo;escalation e per la guerra, avendo trasformato la Germania nelle retrovie produttive della guerra, quindi direttamente coinvolta nella guerra.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Vorrei ricordare che i verdi, che ancora qualche anima pia mitizza come di sinistra e progressisti, porterebbero la guerra in Europa. Talmente falsi che piangono se qualcuno usa la vecchia panda o per il povero albero all'angolo di casa, ma felicissimi dei bombardamenti, con intere citt&amp;agrave; piene di amianto ridotte in polvere, devastazioni ambientali di ogni tipo, milioni di morti.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Li ho conosciuti del resto, scemo come ero e indottrinato dalla sinistra italiana proiettavo i miei pregiudizi, come se fossero compagni. Uno era un assistente di Hans Albert, un neoliberale assoluto, uno di destra destra liberale, un coglione che per&amp;ograve; aveva il mito della foresta tedesca.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Le persone hanno votato AfD perch&amp;eacute; era l&amp;rsquo;unica alternativa credibile per chiunque fosse contro l'invio di armi e l'escalation. Con una politica molto moderata, dato che chiede che la NATO torni alla sua funzione difensiva. Ricordo che caratteristica del nazismo fu quella di puntare al riarmo per scopi espansivi. Dunque chi ripete quella storia?&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma chiediamoci: chi ha votato per AfD? I vecchi nazisti?&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;In modo massiccio hanno votato AfD le persone della fascia di et&amp;agrave; di lavoro attivo:&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Tra coloro che sono tra i 35 e i 44 anni hanno votato per AfD il 53%, quindi molti pi&amp;ugrave; del risultato medio. Tra i vecchi ultra settantenni, invece, solo il 31%.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Hanno dunque votato per AfD coloro che sentono la crisi sul loro collo, coloro che lavorano, che vedono come l'economia si stia bloccando, che hanno figli da mantenere, mutui da pagare. I non garantiti.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;E dal punto di vista del reddito?&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Tra i ricchi solo il 37% ha votato AfD. Tra i poveri o coloro che non sono ricchi, invece, ben il 67%.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://scontent-fco2-1.xx.fbcdn.net/v/t39.30808-6/798080095_122220705476386869_101103088435646595_n.jpg?stp=cp6_dst-jpg_tt6&amp;amp;cstp=mx2048x1536&amp;amp;ctp=s2048x1536&amp;amp;_nc_cat=107&amp;amp;ccb=1-7&amp;amp;_nc_sid=127cfc&amp;amp;_nc_ohc=KIv0PhIXMtUQ7kNvwHqy7yK&amp;amp;_nc_oc=AdpfWtBwonTF1K9zsMdMG4ZFWFNAING9Sx3AGrtIgvIilOWVNMwa788S08F-eYpHf08&amp;amp;_nc_zt=23&amp;amp;_nc_ht=scontent-fco2-1.xx&amp;amp;_nc_gid=mDKnx4-4xt2MzM80oweLlQ&amp;amp;_nc_ss=7b2a8&amp;amp;oh=00_AQKwEPRctE7ttop5g8pjM_P1Sg8Y5E4Zp4F6SmJF2Ze0Jg&amp;amp;oe=6AA40171&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ora, almeno bisognerebbe partire da questi dati per ragionare. Ma a sinistra, che oramai &amp;egrave; tutto un codazzo di Repubblica, piace solo fare propaganda, farsi accettare a cena, entrare in quell'immondo gergo che ripete cose di cui nessuno si cura, che nessuno pi&amp;ugrave; capisce. E le elezioni in tutto il mondo lo mostrano, lo dicono che la gente &amp;egrave; stufa di quel linguaggio, di quella concettualit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;E invece guai a parlare di realt&amp;agrave;, guai a dire che la cultura di sinistra &amp;egrave; vecchia, che la gente non ne pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave; delle quattro formule ripetute, trite e ritrite, di una cultura vecchia, ferma agli anni &amp;rsquo;60, una cultura che non coglie i problemi, li nega, e ripropone fantasie, slogan, potrei fare un lungo elenco di cazzate che sento ripetere, di autori che si citano perch&amp;eacute; li si deve citare.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;La realt&amp;agrave; sta dicendo basta a questo enorme cumulo di cose che avevano un senso ma oramai sono solo luoghi comuni di una piccola setta.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Se si vuole fare qualcosa bisogna fare pace con la realt&amp;agrave;, capirla, smettere di negare i problemi..&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo bisogno di una cultura diversa, che non sia la prosecuzione di quella degli anni sessanta.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Credetemi, fuori dell'universit&amp;agrave; c'&amp;egrave; un altro mondo. Il mondo cambia, mentre le universit&amp;agrave; e gli studiosi, soprattutto quelli giovani, sono divenuti il luogo della muffa.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;*Commento Facebook del 7 settembre 2026&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>E' colpa loro</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-e_colpa_loro/6121_68760/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giorgio Cremaschi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La schiacciante vittoria di AFD, estrema destra razzista e reazionaria, nelle elezioni regionali della Sassonia in Germania, &amp;egrave; il prodotto di decenni di politiche neoliberali di austerit&amp;agrave; e ora anche di riarmo e guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;I primi colpevoli del ritorno del fascismo e persino del nazismo in Europa sono loro, i liberaldemocratici, quelli dei supremi valori occidentali, che diventavano valori in borsa per i ricchi e tagli dei salari e dei diritti sociali per tutti gli altri. Sono i governi e i campi pi&amp;ugrave; o meno larghi che, invece di rafforzare, hanno smontato lo stato sociale, che era il vero baluardo democratico in Europa.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Sono i liberali e i socialdemocratici che assieme alle destre hanno votato al Parlamento Europeo che il comunismo &amp;egrave; come il nazismo. E il nazismo &amp;egrave; risorto dalle ceneri dove l&amp;rsquo;aveva sepolto prima di tutto l&amp;rsquo;Armata Rossa sovietica.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Sono loro, i cosiddetti europeisti, i governanti &amp;ldquo;volonterosi&amp;rdquo; di armi e guerra, che hanno smontato pezzo dopo pezzo l&amp;rsquo;economia di pace per fare armi e per riportare l&amp;rsquo;Europa al fronte contro la Russia. E tra costoro spicca proprio Merz, il pi&amp;ugrave; impopolare capo di governo della Germania dal 1945, che ha appena varato un programma di miliardi di riarmo finanziato anche con il taglio pensioni.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Stiano tranquilli i guerrafondai , se AFD dovesse andare al governo continuer&amp;agrave; la guerra, come fa Meloni. Trump ha mostrato che l&amp;rsquo;estrema destra non vuole la pace, ma il dominio feroce sulla societ&amp;agrave;. E poi c&amp;rsquo;&amp;egrave; sempre il sostegno ad Israele che unisce liberali e fascisti,&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Cosi i padroni di Cernobbio si sono messi avanti con il lavoro, offrendo un bel palco a Vannacci.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Guai a legittimare o sottovalutare i fascisti, state sicuri che un modo per far capire chi siano lo trovano sempre. Ma la colpa del loro ritorno &amp;egrave; di Draghi, che ha voluto farci scegliere tra condizionatori e cannoni, nell&amp;rsquo;epoca della crisi climatica. La colpa &amp;egrave; di Ursula von der Leyen, che vuole 800 miliardi di armi, e che fa proclami di guerra. &amp;Egrave; colpa loro, di chi sta con loro e di chi si allea con chi sta con loro.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Non mi venite a parlare di antifascismo se prima non siete disposti a spazzar via chi il fascismo l&amp;rsquo;ha fatto rinascere.&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Dalla parte del lavoro</category>
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                    <title>Cernobbio, ma perché Schlein, Bonelli e Conte?</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cernobbio_ma_perch_schlein_bonelli_e_conte/39602_68761/</link>
                    <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Alessandro Volpi *&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ogni anno si svolge a Cernobbio il Forum Ambrosetti che costituisce uno dei riti del capitalismo finanziario italiano. Organizzato da una associazione privata, con partecipazioni a pagamento e con sponsor molto &quot;impegnativi&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Quest'anno l'attrazione &amp;egrave; stato l'incontro tra Monti e Vannacci. Naturalmente, in nome del pluralismo apparente, uno spazio assai ridotto &amp;egrave; stato dedicato anche alle opposizioni. In pratica, Schlein, Bonelli Conte e Renzi sono stati intervistati, rapidamente, dal direttore del Corriere della Sera. Il risultato finale &amp;egrave; stato un resoconto dell'evento, tradotto in narrazione, per cui il governo &amp;egrave; stato molto apprezzato dai partecipanti, Renzi applaudito e Schlein, Conte e Bonelli tollerati.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;La domanda che nasce spontanea &amp;egrave; semplice: ma perch&amp;eacute; Schlein, Bonelli e Conte vanno ad un tale consesso? Per dimostrare la loro disponibilit&amp;agrave; ad andare ovunque? per accreditarsi con le imprese, per spirito democratico?&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Io temo che partecipare al Forum di Cernobbio sia solo un modo, involontario spero, di legittimare un capitalismo che da tempo ha scelto di affidarsi a Giorgia Meloni e che ha coinvolto persino Vannacci per invitarlo ad allinearsi all'asse delle destre da Meloni, appunto, fino a Monti e Renzi.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma c'&amp;egrave; di pi&amp;ugrave;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Qui, mi scuso, ma cito un episodio personale. Ieri sono stato anch'io a Cernobbio, per partecipare all' Altra Cernobbio, la manifestazione organizzata da Sbilanciamoci proprio per presentare una prospettiva radicalmente diversa da quella del Forum Ambrosetti. Io ero uno dei partecipanti ai dibattiti che hanno visto coinvolto molto del mondo pacifista, contrario alla militarizzazione e alla finanziarizzazione della societ&amp;agrave; e dell'economia.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;In tale contesto, &amp;egrave; intervenuta, in presenza anche la stessa Elly Schlein, che ha sostenuto anche la legge di iniziativa popolare sulla difesa civile.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Devo dire che sono stato molto colpito.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma perch&amp;eacute; questa ubiquit&amp;agrave;? perch&amp;eacute; pensare di potere essere in due manifestazioni a Cernobbio che sono diametralmente opposte? perch&amp;eacute; pensare che sia comprensibile la necessit&amp;agrave; di essere dappertutto, con varie motivazioni?&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Che bello sarebbe un paese in cui all'Altra Cernobbio vanno quelli che con la Cernobbio di Monti, Meloni, Giorgetti, Tajani, Vannacci etc. non hanno proprio niente a che fare.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Non mi pare cos&amp;igrave; difficile.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-apparecchiano_i_monumenti_il_turismo_che_svende_la_puglia/29278_68756/</link>
                    <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Antonio Di Siena&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La coda di un&amp;rsquo;estate in cui oltre il 70% dei dipendenti del settore turistico guadagna meno di 14.800 euro l&amp;rsquo;anno, percentuale che al Sud interessa quattro lavoratori su cinque (Filcams CGIL) e pi&amp;ugrave; di un italiano su tre non pu&amp;ograve; permettersi manco una settimana di vacanza (Eurostat) ci regala l&amp;rsquo;ennesima perla del turismo in salsa pugliese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Spesso ho definito la mia regione un grande ristorante vista mare, ma con tutta evidenza sono stato troppo ottimista e poco lungimirante: adesso si &amp;egrave; passati ad apparecchiare direttamente i monumenti.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver ospitato James Bond e Mel Gibson, il meraviglioso ponte dell&amp;rsquo;acquedotto di Gravina, infatti, &amp;egrave; stato trasformato in una gigantesca sala da pranzo - banchetto di 5 ore, 110 commensali e 390 dollari a persona - dal format enogastronomico (ovviamente americano) &amp;ldquo;Outstanding in the Field&quot;. Il tutto, come al solito, per &amp;ldquo;esaltare la tradizione murgiana&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un&amp;rsquo;espressione, quest&amp;rsquo;ultima, vera parola passe-partout buona per qualsiasi localit&amp;agrave; in predicato di diventare &amp;ldquo;attrattiva&amp;rdquo;, che spiega meglio di qualunque altra cosa quanto sta accadendo: una cultura gastronomica secolare, nata e cresciuta dalla terra e con la terra, che ha fatto di semplicit&amp;agrave;, povert&amp;agrave; e necessit&amp;agrave; il proprio carattere distintivo, che diventa improvvisamente un&amp;rsquo;esperienza gourmet. Il volano per promuovere un territorio che non viene pi&amp;ugrave; concepito come qualcosa da studiare, conoscere, comprendere e preservare. Ma solamente come fosse una scenografia da &amp;ldquo;valorizzare&amp;rdquo;, o meglio apparecchiare, per poi metterla a rendita coi soldi di danarosi viandanti d&amp;rsquo;oltreoceano impazienti di conoscere un luogo semplicemente mangiandoci su. Con buona pace di un patrimonio locale che finisce per essere apprezzato non pi&amp;ugrave; per ci&amp;ograve; che rappresenta, ma esclusivamente per la sua capacit&amp;agrave; di diventare location esclusiva. E di una tradizione che, dopo essere diventata ridondante storytelling, si emancipa trovando finalmente la propria consacrazione internazionale in un listino prezzi assurdamente fuori portata per quasi tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; la fotografia della citt&amp;agrave;-ristorante nella sua forma pi&amp;ugrave; sofisticata e compiuta: una volta saturati di tavolini all&amp;rsquo;aperto i centri storici pi&amp;ugrave; frequentati, si passa ad apparecchiare i monumenti dei luoghi &amp;ldquo;ancora da scoprire&amp;rdquo;. E cos&amp;igrave;, continuando di questo passo, pi&amp;ugrave; che un sindaco e un assessore alla cultura, baster&amp;agrave; eleggere un chef e un responsabile di sala. Tanto di camerieri se ne trovano in abbondanza.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Buon appetito, almeno a chi se lo pu&amp;ograve; permettere.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span class=&quot;html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs&quot;&gt;&lt;a class=&quot;x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f&quot; tabindex=&quot;0&quot; role=&quot;link&quot; href=&quot;https://www.facebook.com/hashtag/turistiacasanostra?__cft__[0]=AZjJRSGfPa-tuyrSgAoa65kfObY9CGmWTvf3yKmDhRHvPl45PPLvdMmCm-q5ITDhkk8pRjmMBl34DAHGU9wjQR3h6GqxZohLGg8iJv0XIGxvDCpY3ga3l5ypJIshHYAVZA3OosuRfVpgPonYc-nHW1HS-Yt2Thl_kUgn11PwhrJ1JmMSlA9MDDM&amp;amp;__tn__=*NK-R&quot;&gt;#turistiacasanostra&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/turisti-a-casa-nostra/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/11/turisti-a-casa-nostra1-copia-1006x1536.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;[Foto di TeleBari]&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il DiSsenziente</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Senza+titolo1110.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'Iran colpisce con missili balistici una portaerei e un cacciatorpediniere statunitensi: «Danneggiate e costrette alla fuga»</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_colpisce_con_missili_balistici_una_portaerei_e_un_cacciatorpediniere_statunitensi_danneggiate_e_costrette_alla_fuga/82_68752/</link>
                    <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;h3&gt;&amp;nbsp;&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il braccio di ferro nello Stretto di Hormuz si &amp;egrave; trasformato in uno scontro diretto tra le forze navali statunitensi e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (CGRI). In un comunicato diffuso dall'agenzia Tasnim, il CGRI ha rivendicato un attacco con missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere statunitensi, affermando che entrambe le navi sono state danneggiate e costrette a ritirarsi dalla zona di conflitto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L'operazione &amp;egrave; stata condotta dalla Forza Aerospaziale del CGRI, che ha dichiarato di aver preso di mira le navi da guerra statunitensi in risposta a &amp;laquo;azioni ostili contro imbarcazioni iraniane&amp;raquo;. Secondo le fonti di Teheran, le navi statunitensi hanno subito danni e si sono allontanate per timore di un nuovo assalto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Nel comunicato, il CGRI ha sottolineato che la conferma dell'operazione da parte del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) rappresenta una &amp;laquo;prova inconfutabile della sconfitta strategica&amp;raquo; di Washington e della potenza offensiva delle Guardie della Rivoluzione. Un'affermazione che riflette la crescente fiducia di Teheran nella propria capacit&amp;agrave; di colpire obiettivi militari statunitensi nella regione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Attacchi alle &amp;laquo;imbarcazioni trasgressrici&amp;raquo; e la replica del CENTCOM&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Precedentemente, il CGRI aveva diffuso immagini inedite degli attacchi contro imbarcazioni che avevano violato le norme di navigazione nello Stretto di Hormuz, avvertendo che qualsiasi &amp;laquo;attivit&amp;agrave; sospetta&amp;raquo; sar&amp;agrave; bersaglio delle loro azioni. Le forze iraniane hanno inoltre definito &amp;laquo;una grande menzogna&amp;raquo; la protezione offerta da Washington alle navi nella zona.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L'operazione iraniana &amp;egrave; una rappresaglia dopo che il CENTCOM ha annunciato sabato scorso di aver attaccato tre petroliere iraniane in risposta all'attacco del CGRI contro due navi da guerra statunitensi che pattugliavano le acque regionali. Il CENTCOM ha dichiarato che le tre petroliere attaccate fanno parte di &amp;laquo;una rete clandestina multimiliardaria che finanzia la Guardia Rivoluzionaria Islamica e i suoi alleati regionali&amp;raquo;, senza tuttavia fornire prove a sostegno di tale accusa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a9caa0ce9ff715f9d31892a.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Lavrov contro Berlino: « E' l'inizio di una vera e propria guerra»</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lavrov_contro_berlino__e_linizio_di_una_vera_e_propria_guerra/82_68753/</link>
                    <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le accuse dei paesi occidentali sul coinvolgimento della Russia nell'incidente del drone non identificato rinvenuto all'aeroporto di Lipsia costituiscono, in sostanza, l'inizio di una vera e propria guerra. A lanciare l'allarme &amp;egrave; stato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un'intervista al programma 'Vesti' della televisione russa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;laquo;Lipsia, l'aeroporto&amp;hellip; Hanno trovato un drone. Hanno detto che era russo e nessuno si &amp;egrave; preso la briga di indagare. Questo &amp;egrave;, in sostanza, l'inizio di una vera e propria guerra&amp;raquo;, ha dichiarato Lavrov, riferendosi alle misure adottate dalle autorit&amp;agrave; tedesche, che includono la chiusura della Casa della Russia a Berlino e del Consolato Generale russo a Bonn, dopo aver accusato Mosca dell'incidente senza presentare prove conclusive.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Nel suo intervento, Lavrov ha tracciato un inquietante parallelo storico tra l'attuale chiusura delle missioni diplomatiche russe in Germania e quanto accaduto prima dell'inizio della Grande Guerra Patriottica, nel contesto della Seconda Guerra Mondiale. &amp;laquo;Hanno espulso il Consolato Generale da Bonn e hanno annunciato la rescissione dell'accordo. Stanno chiudendo la Casa della Russia a Berlino. Ricordo che prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, o, per meglio dire, della Grande Guerra Patriottica, anche i tedeschi chiusero le loro missioni diplomatiche&amp;raquo;, ha affermato il ministro, suggerendo che la Germania di oggi stia seguendo lo stesso copione che port&amp;ograve; allo scontro globale del secolo scorso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le misure di Berlino e le accuse senza prove&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Marted&amp;igrave;, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato la decisione di Berlino di chiudere il Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre e di rescindere l'accordo che consente il funzionamento del centro culturale Casa della Russia nella capitale. La misura, coordinata con il cancelliere, &amp;egrave; stata giustificata con l'esigenza di &amp;laquo;rafforzare la sicurezza&amp;raquo; del paese. L'annuncio &amp;egrave; stato dato nel corso di una conferenza stampa incentrata sul caso dei droni individuati all'aeroporto di Lipsia, un incidente che le autorit&amp;agrave; tedesche hanno collegato, senza presentare prove, ai servizi segreti russi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;In risposta, la portavoce della Cancelleria russa, Maria Zakharova, ha respinto le accuse relative a tale incidente. &amp;laquo;Hanno inventato un pretesto. Allo stesso tempo, Berlino stessa &amp;egrave; completamente macchiata sia per aver alimentato il conflitto ucraino sia per la sua partecipazione ad attacchi terroristici contro civili&amp;raquo;, ha affermato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Commentando le accuse delle autorit&amp;agrave; tedesche contro Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha anche sottolineato che mancano le prove. Inoltre, ha fatto notare che questa politica di Berlino si basa su una situazione interna complicata derivante dalle politiche dei leader tedeschi, compreso il cancelliere Friedrich Merz, il quale &amp;laquo;non tutela gli interessi nazionali, ma li commercializza&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a9d45fc59bf5b25751af8c7+%281%29.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Viva il populismo (di Marco Travaglio)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-viva_il_populismo_di_marco_travaglio/39602_68754/</link>
                    <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Marco Travaglio - Fatto Quotidiano 6 settembre 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ormai sono vecchio, ma combatter&amp;ograve; fino all&amp;rsquo;ultima mia energia il suo tentativo di ricostruire la retorica del fascismo&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;ha detto ieri Mario Monti a Roberto Vannacci, che sedeva accanto a lui nel sinedrio delle &amp;eacute;lite a Cernobbio. Le &amp;eacute;lite fiutano l&amp;rsquo;aria che tira e si coccolano l&amp;rsquo;ennesimo astro nascente della politica. Poi, se cadr&amp;agrave;, lo scaricheranno; se avr&amp;agrave; successo, gli presenteranno il conto. E lui, da quel furbacchione che &amp;egrave;, si metter&amp;agrave; a vento: come B., Renzi, Di Maio, Salvini e Meloni, che dovevano ribaltare tutto e hanno ribaltato solo se stessi. Alle &amp;eacute;lite italiote, ignoranti come capre e dedite solo al&amp;nbsp;&lt;em&gt;particulare&lt;/em&gt;, non &amp;egrave; mai fregato niente della democrazia: sotto il fascismo e dopo hanno sempre appoggiato i peggiori antidemocratici e golpisti pur di fare soldi. Monti invece ha le sue idee, che non sono le nostre, ma &amp;egrave; un galantuomo. Per&amp;ograve; la sua ricetta per svuotare Vannacci rischia di gonfiarlo vieppi&amp;ugrave;, perch&amp;eacute; si basa su un&amp;rsquo;altra retorica, anch&amp;rsquo;essa autoritaria: l&amp;rsquo;europeismo acritico di chi guarda ai popoli come mandrie da portare al pascolo e da mungere e scomunica con parole vuote chiunque non sposi i dogmi Ue: &amp;ldquo;populista&amp;rdquo;, &amp;ldquo;sovranista&amp;rdquo;, &amp;ldquo;fascista&amp;rdquo;. Vannacci e la sua fureria sono certamente fascisti, o fanno di tutto per sembrarlo. Ma i loro elettori, per ora solo virtuali (esistono nei sondaggi, in attesa delle urne), non lo sono. Non tutti, almeno. Ieri votavano B. e i suoi derivati, o centrosinistra, o M5S. Persone normali, sempre a caccia dell&amp;rsquo;ultima novit&amp;agrave; e sempre pi&amp;ugrave; delusi da troppe promesse tradite. Chi pensa di riconquistarle insultandole o di ingolosirle con vecchie sbobbe tipo l&amp;rsquo;Ue tutta finanza, riarmo e Ucraina non solo s&amp;rsquo;illude. Ma regala nuovi consensi a Vannacci. Cos&amp;igrave; come chi tempesta di denunce le Procure per far mettere fuorilegge Futuro Nazionale per ricostituzione del Partito Fascista, cio&amp;egrave; per le sue idee. Che sono aberranti e pericolose, ma pur sempre idee da affidare alla politica: non tangenti o mafioserie da affidare ai magistrati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Cernobbio c&amp;rsquo;era anche Bill de Blasio, ex sindaco dem di New York per 8 anni. Che, senza conoscere Vannacci, ha capito benissimo come lo si combatte: &amp;ldquo;I liberali in Canada, i laburisti in Gran Bretagna, i socialisti in Francia, i socialdemocratici in Germania negli ultimi 30 anni sono apparsi pi&amp;ugrave; vicini alle &amp;eacute;lite urbane che ai lavoratori. Questo distacco ha lasciato uno spazio enorme che la destra radicale ha saputo occupare&amp;hellip; Dobbiamo diventare noi i nuovi populisti. Non in senso divisivo, razzista o riduttivo, ma con un&amp;rsquo;agenda economica radicale e coraggiosa, capace di entrare nella quotidianit&amp;agrave; delle famiglie&amp;rdquo;. Quando il nostro centrosinistra capir&amp;agrave; che esistono anche un populismo buono e un sovranismo sano, sar&amp;agrave; sempre troppo tardi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>La coppia del millennio </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_coppia_del_millennio/39602_68755/</link>
                    <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Gabriele Busti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Mario Monti e il generale Vannacci sono la coppia del millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il primo ha letteralmente chiuso il secolo precedente: ha cancellato ottocento mila esercizi commerciali, ha azzerato la domanda interna, ha ucciso la piccola e media industria non legata alla catena del valore tedesco, ha definitivamente orientato l'economia nazionale alle esportazioni stabilendo, una volta per tutte, che alla competizione internazionale avremmo partecipato a mezzo esclusivo della deflazione dei salari.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Col pareggio di bilancio in costituzione, Mario ha cancellato la socialdemocrazia dall'orizzonte degli eventi e ha imposto la chiusura del sistema delle protezioni sociali; ha spostato l'et&amp;agrave; pensionabile oltre qualsiasi soglia di senso: di l&amp;igrave; in poi, la vita del singolo atomizzato avrebbe dovuto identificarsi con la sua capacit&amp;agrave; di produrre ricchezza per conto terzi, fino alla sua sostanziale rottamazione - da affidare a un sistema sanitario opportunamente svenduto, onde azzerare l'insopportabile onta del nostro risparmio privato.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il generale &amp;egrave; la risposta appositamente prodotta dagli ingegneri cognitivi - finanziati dalle universit&amp;agrave; di cui Mario &amp;egrave; rettore - per il ceto medio impoverito, per tacitarne la rabbia spingendola verso il basso, verso il bislacco, verso l'innocuo, verso il gonzo e lo slapstick, verso l'autolesionismo. Una bella zuppa di ultraliberalismo securitario misto a bucciottate smargiasse, per deviare il dissenso verso l'ennesimo binario morto.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Da Vannacci il sistema prender&amp;agrave; la stretta sulla NASPI, la militarizzazione dei rapporti di lavoro e, probabilmente, una piccola riduzione dell'universalismo costituzionale, quel tanto che basta a rafforzare la nostra impostazione semi-schiavistica, non certo a terminare le tratte.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Oltre il tecnocapitalismo: l'internazionalismo della terra - Intervista a Giuseppe de Marzo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-oltre_il_tecnocapitalismo_linternazionalismo_della_terra__intervista_a_giuseppe_de_marzo/5496_68751/</link>
                    <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 11:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Camilla Costantini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mentre le tensioni geopolitiche spingono i costi energetici alle stelle e la crisi climatica accelera, il modello ecologico ed economico globale mostra tutti i suoi limiti. In questa intervista, Giuseppe De Marzo &amp;mdash; attivista, economista e saggista da anni in prima linea nei movimenti per la giustizia ambientale e sociale &amp;mdash; presenta il suo nuovo libro &quot;L'internazionale della Terra&quot; (Minimum Fax). Attraverso un'analisi spietata del tecnocapitalismo estrattivo, De Marzo invita a superare la logica del profitto e della guerra, proponendo un'alleanza radicale tra scienza, etica e diritti della Natura per ridefinire il nostro futuro.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;INTERNAZIONALE DELLA TERRA &amp;ndash; intervista a Giuseppe De Marzo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I prezzi del gas naturale europeo sono saliti sopra i 71 euro/Mwh. &amp;Egrave; il livello pi&amp;ugrave; alto da gennaio 2023. L&amp;rsquo;impennata del costo del gas, condizionata dalle tensioni geopolitiche e dai blocchi dello stretto di Hormuz che minacciano gli approvvigionamenti di GNL, evidenzia ancora una volta l&amp;rsquo;instabilit&amp;agrave; del nostro sistema: per avere l&amp;rsquo;energia, serve necessariamente la guerra. Ma esiste un&amp;rsquo;alternativa?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Se vivere bene (&amp;hellip;) &amp;egrave; l&amp;rsquo;obiettivo e allo stesso tempo il fine al quale dovremmo tendere, &amp;egrave; necessario essere disposti a lasciarci alle spalle il modello economico e produttivo tecnocapitalista. Partendo dalla consapevolezza che non siamo il centro di tutto, e le altre entit&amp;agrave; viventi non sono oggetti inanimati a nostra esclusiva disposizione&amp;rdquo; scrive la casa editrice Minimum Fax per presentare il nuovo libro di Giuseppe De marzo: &amp;ldquo;L&amp;rsquo;internazionale della Terra&amp;rdquo;, pubblicato ad aprile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Sentivo l&amp;rsquo;esigenza come abitante del pianeta Terra di condividere, in particolar modo con le nuove generazioni, i saperi, le speranze e le iniziative sulle quali i movimenti per la giustizia ambientale ed ecologica hanno lavorato e lavorano in questi anni&amp;rdquo; ci racconta Giuseppe De Marzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Volevo condividere anche le conquiste raggiunte in termini di consapevolezza e, allo stesso tempo, restituire, come mi hanno insegnato le comunit&amp;agrave; indigene, la meraviglia per quello che di buono e di positivo sta avvenendo. Nel nostro Paese si tende a coprire quella che io chiamo &lt;em&gt;politica delle possibilit&amp;agrave;&lt;/em&gt;: far sapere ai giovani che se decidiamo ad esempio di limitare del 50% il consumo di carne o di carbone riusciremmo a garantire l'accesso ai servizi ambientali a decine di milioni di persone in pi&amp;ugrave;, mandando indietro le lancette che misurano il tempo che ci resta prima di aver consumato le risorse che la Terra generosamente mette a disposizione ogni anno. Ne potremmo fare tanti di esempi per dimostrare come dipenda ancora da noi e dalle nostre scelte. Le possibilit&amp;agrave; per cambiare ci sono, non &amp;egrave; vero che non esistono alternative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La voglia di condividere e cooperare mi ha spinto a scrivere questo libro: le cose si possono cambiare. In tanti e tante nel mondo stanno lottando non solo per resistere ma per affermare un nuovo punto di vista di cui oggi pi&amp;ugrave; che mai abbiamo bisogno&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perch&amp;eacute; tra tante battaglie hai scelto di portare avanti proprio la battaglia ambientale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Per destrutturare l&amp;rsquo;impostazione contenuta nella tua domanda: non sono questioni verdi. Affrontare la crisi ecologica significa dover fare i conti con il fallimento del paradigma di civilt&amp;agrave; fondato sul tecnocapitalismo estrattivo, affrontando complessit&amp;agrave; e contraddizioni. E non &amp;egrave; con la tecnica o con qualche aggiustamento che ne usciamo. Nemmeno inserendo &amp;ldquo;la questione ambientale&amp;rdquo; all&amp;rsquo;interno degli attuali modelli di sviluppo. Serve una nuova cultura per una politica che metta al centro il riconoscimento delle relazioni inseparabili tra noi esseri umani e il resto della comunit&amp;agrave; vivente. Abbiamo bisogno di una nuova alleanza tra scienza, natura ed etica. Significa cambiare approccio e punto di vista: non siamo il centro, non siamo i proprietari della Terra, la vita non &amp;egrave; solo a nostra disposizione. Siamo parte della Terra. E visto che non possiamo essere sani in un pianeta malato, diventa evidente che la liberazione dell&amp;rsquo;uomo e della donna passa dalla liberazione di Madre Terra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La crisi che viviamo &amp;egrave; legata all&amp;rsquo;insostenibilit&amp;agrave; del nostro paradigma di civilizzazione. Altrimenti avremmo gi&amp;agrave; risolto il problema con l&amp;rsquo;utilizzo di nuovi modelli economici. Basti pensare che le Nazioni Unite hanno organizzato 31 conferenze mondiali sul clima e due incontri mondiali per la Terra ma non &amp;egrave; cambiato niente. Anzi, le cose sono peggiorate ci dicono i dati dell&amp;rsquo;IPCC come di qualsiasi altro ente o istituto di ricerca. Il problema &amp;egrave; il modello culturale che sostiene il tecnocapitalismo estrattivo. Un approccio specista, patriarcale e razzista che considera la Terra inerme e le altre comunit&amp;agrave; della vita oggetti a disposizione da cui estrarre plus valore e profitto per alimentare l&amp;rsquo;accumulazione che il capitale considera infinita, a fronte di un pianeta con risorse finite.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, mentre facciamo questa chiacchierata, la Terra ha gi&amp;agrave; esaurito da pi&amp;ugrave; di un mese le risorse che &amp;egrave; in grado di rigenerare: significa che da domani siamo in deficit ecologico. Vuol dire che aumenteranno povert&amp;agrave;, disuguaglianze, rifugiati climatici, conflitti e guerre per il controllo delle risorse; mentre diminuiranno biodiversit&amp;agrave; e salute pubblica. Perch&amp;eacute; le ingiustizie ambientali ed ecologiche peggiorano sempre la nostra condizione sociale. La giustizia sociale dipende da quella ambientale ed ecologica. Capite da soli la follia di chi butta soldi ancora su fossili e armi, facendoci dipendere da quello che succede a Hormuz. Altro che sovranit&amp;agrave; e sicurezza.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Non possiamo pi&amp;ugrave; trattare come oggetti quelli che sono soggetti vivi&amp;rdquo; scrivi. Molti filosofi contemporanei che si occupano di etica animale e etica ambientale parlano di dare la cittadinanza sia agli animali non umani sia all&amp;rsquo;ambiente. L&amp;rsquo;Ecuador, per esempio, lo ha gi&amp;agrave; fatto nel 2008: ha riconosciuto la Natura come soggetto di diritti, non pi&amp;ugrave; come un un oggetto, non pi&amp;ugrave; come una risorsa da sfruttare.&amp;nbsp; Credi che estendere il concetto giuridico di cittadinanza sia un primo passo? E la nostra classe politica, secondo te, se ne occuperebbe o &amp;egrave; troppo distante da questa visione?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; un primo passo necessario, urgente e indispensabile: riconoscere titolarit&amp;agrave; e tutela giuridica ai soggetti della vita &amp;egrave; fondamentale per ricomporre la frattura tra me, natura umana, e le altre comunit&amp;agrave; della vita. Riconoscere che anche altri soggetti della vita hanno dignit&amp;agrave;, sentimenti e diritti ci obbliga a ripensare il modello economico, rendendo cos&amp;igrave; utente e desiderabili gli investimenti per riconvertire in chiave ecologica le attivit&amp;agrave; produttive e la filiera energetica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se inserissimo nella Costituzione il riconoscimento dei diritti della natura, una comunit&amp;agrave; o una persona che vuole difendere un ecosistema aggredito da un progetto sbagliato potrebbe citare in giudizio quell&amp;rsquo;impresa per crimini contro l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;ambiente, contribuendo a promuovere e rendere desiderabile un modello economico che garantisce lavoro e salute senza distruggere, escludere o alienare altre forme di vita. Riconoscere i diritti della natura non &amp;egrave; solo un elemento filosofico, etico e politico, ma un aspetto giuridico che velocizzerebbe la riconversione ecologica delle nostre societ&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda il dibattito In Italia la prima volte se ne &amp;egrave; iniziato a parlare nella commissione Rodot&amp;agrave;. Grazie al nostro pi&amp;ugrave; grande e compianto giurista, Stefano Rodot&amp;agrave;, abbiamo potuto nei prima anni duemila introdurre la riflessione sui beni comuni, sulla loro importanza e sulla necessit&amp;agrave; di come preservarli dalla minaccia di un modello sempre pi&amp;ugrave; energivoro ed estrattivo. Abbiamo poi discusso di &amp;ldquo;commoning&amp;rdquo; e finalmente il discorso si &amp;egrave; spostato sui diritti della Terra. Grazie ai movimenti per la giustizia ambientale ed ecologica, in particolar modo quelli dell&amp;rsquo;America latina e dell&amp;rsquo;Asia. Si &amp;egrave; andato affermando in molte parte del mondo un &amp;ldquo;costituzionalismo sperimentale&amp;rdquo; che ha porta avanti ogni anno centinaia di sperimentazioni e innovazioni giuridiche in cui vengono riconosciuti diritti alla natura, modificando il nostro approccio culturale, ricordandoci che siamo noi a dipendere dalla &amp;ldquo;natura&amp;rdquo; e non viceversa. Riconoscere la giurisprudenza della Terra, quindi, serve soprattutto, come sosteneva anche Rodot&amp;agrave;, a garantire i diritti umani. C&amp;rsquo;&amp;egrave; una relazione strettissima tra diritti della natura e diritti umani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo dibattito purtroppo nel nostro paese &amp;egrave; fermo. Sia per i ritardi di un&amp;rsquo;accademia spesso pigra e impaurita nella ricerca di nuovi saperi che cancellerebbero vecchie rendite di posizione, sia per responsabilit&amp;agrave; della classe politica italiana che ignora o non vuole interessarsi all&amp;rsquo;argomento. Infatti siamo uno dei pochi Paesi nel mondo in cui il governo nega ancora la crisi climatica. Del resto se non negassero dovrebbero riconoscere di esserne i responsabili, visto che fanno politiche ad esclusivo vantaggio dei grandi inquinatori dei comparti delle armi e dei combustibili fossili. Attenzione per&amp;ograve;, non devono preoccuparci solo i partiti di destra ma anche quelli che si autodefiniscono alternativi alle destre. Come il PD, per esempio, che continua a sostenere la presidente della CE, Von Der Leyen, nonostante si sia rimangiata il &amp;ldquo;green deal&amp;rdquo; per sostituirlo con un piano di riarmo! Altro che riconversione ecologica ed equit&amp;agrave; sociale come ci avevano promosso dopo le centinaia di migliaia di morti per il Covid. I soldi che dovevano servire per lavoro, salute e riconversione stanno andando al settore delle armi. In Europa stanno riconvertendo l&amp;rsquo;industria per la guerra, questa &amp;egrave; la realt&amp;agrave; che non pu&amp;ograve; essere pi&amp;ugrave; nascosta! La realt&amp;agrave; dei fatti descrive una situazione in cui le elite fanno enormi guadagni mentre noi ci impoveriscono e stiamo sempre peggio. Siamo sudditi di un&amp;rsquo;oligarchia molto pi&amp;ugrave; che cittadini e cittadine di una democrazia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave; mentre noi qui discutiamo della necessit&amp;agrave; di riconoscere diritti alla natura, prende invece piede nel nostro Paese come in tutta Europa il partito unico della crescita economica e della guerra. Non &amp;egrave; possibile continuare a dire che la crescita economica &amp;egrave; la priorit&amp;agrave; come fa anche il centrosinistra. &amp;Egrave; suicida, perch&amp;egrave; significa far aumentare la povert&amp;agrave;, le ingiustizie sociali, i problemi ambientali e i problemi di salute. La crescita in regime capitalista non si traduce in vantaggi per il popolo ma nell&amp;rsquo;esatto opposto come ci dicono i dati e le inchieste. Dovremmo parlare di quali politiche mettere in campo e quali investimenti per far &amp;ldquo;crescere&amp;rdquo; la salute, il reddito, il tempo libero, la partecipazione, la cultura, la biodiversit&amp;agrave;.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La retorica che viene portata avanti sul cambiamento climatico &amp;egrave; quella della colpa collettiva, mettendo sullo stesso piano il cittadino che usa una cannuccia di plastica e il multi-miliardario che usa il jet privato anche per fare tratte di pochi minuti. Alla luce di questo ha ancora senso parlare di antropocene, colpevolizzando l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; in generale, o sarebbe pi&amp;ugrave; corretto parlare di capitalocene, spostando, quindi, la responsabilit&amp;agrave; sulle &amp;egrave;lite economiche?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Il primo capitolo del mio libro si intitola &lt;em&gt;uscire dal capitalocene&lt;/em&gt;: ci ha pensato la scienza a raccontare che l&amp;rsquo;1% pi&amp;ugrave; ricco dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; inquina per il 50% di tutta la popolazione. Non ha pi&amp;ugrave; senso continuare a parlare di responsabilit&amp;agrave; individuale, quando siamo dinanzi ad una gigantesca ingiustizia perpetrata dalle &amp;egrave;lite. Il discorso sull&amp;rsquo;antropocene &amp;egrave; servito a distogliere l&amp;rsquo;attenzione, in particolar modo in occidente, dalle responsabilit&amp;agrave; di un modello economico criminale che oggi sta liquidando la democrazia per garantirsi profitti e rendite. Dobbiamo essere chiari e netti su questo se vogliamo ridemocratizzare la democrazia: il diritto rivendicato dai super-ricchi a inquinare di pi&amp;ugrave; rispetto al resto della popolazione mondiale non &amp;egrave; un diritto acquisito, ma un privilegio di classe da condannare ed impedire. Le responsabilit&amp;agrave; della crisi sistemica e strutturale non sono nel cittadino medio, figurarsi dei poveri colpiti due volte, ma sono delle &amp;eacute;lite, che fanno di tutto per mantenere i loro privilegi. Spalleggiati e difesi da governi come quello Meloni che, come abbiamo visto in questi 4 anni, servono a garantire profitti alle &amp;eacute;lite. Altro che sovranit&amp;agrave; e &amp;ldquo;prima gli italiani&amp;rdquo;. &amp;Egrave; stata la prima a genuflettersi a Trump ed alle &amp;eacute;lite mondiali, la prima ad applicare la famosa agenda Draghi, la prima a favorire guadagni osceni alle multinazionali dei fossili. Mentre non ha mosso un dito per impedire che i poveri e i precari aumentassero, che non ci prendessero i soldi dalle tasche come hanno fatto e stanno rifacendo con la scusa dell&amp;rsquo;aumento dei prezzi dei combustibili fossili causati dalla guerra che loro promuovono. Come non ha fatto niente quest&amp;rsquo;estate mentre eravamo afflitti dal lockdown climatico, rinunciando a qualsiasi politica di adattamento e mitigazione, esponendoci a enormi rischi per la nostra sicurezza e salute. Del resto il presidente del senato prendendosi beffa di milioni di poveri, dinanzi alle domande dei cronisti ha ricordato al paese come ai caraibi di caldo non &amp;egrave; mai morto nessuno e l&amp;rsquo;estate si sa c&amp;rsquo;&amp;egrave; il sole. Forse era meglio proporci di comprare una villa in montagna..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di chi sono le responsabilit&amp;agrave; dunque dell&amp;rsquo;impoverimento e delle nostre malattie? Sicuramente non di chi si &amp;egrave; dimenticata di chiudere l&amp;rsquo;acqua del lavandino. Ma di chi si continua ad arricchire vendendo fossili e armi mentre noi stiamo peggio. Corresponsabili tutti quei governi, come quello italiano, che ritardano la riconversione ecologica per difendere gli interessi delle &amp;eacute;lite. &amp;ldquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Margaret Thatcher, nei primi anni Ottanta, ripeteva lo slogan: &amp;ldquo;there is no alternative&amp;rdquo;, intendendo che non c&amp;rsquo;&amp;egrave; alternativa al capitalismo. Nel terzo capitolo del tuo libro scrivi che: &amp;ldquo;chi avrebbe dovuto rappresentare l&amp;rsquo;alternativa agli interessi delle destre si &amp;egrave; dimostrato inadeguato o colluso&amp;rdquo;. Perch&amp;eacute; la classe politica di sinistra non riesce pi&amp;ugrave; a darci un&amp;rsquo;alternativa?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Secondo Gramsci, i dirigenti della sinistra dovevano essere capaci di risolvere i problemi delle persone, organizzare comunit&amp;agrave;, essere a disposizione dei lavoratori e delle famiglie, costruire relazioni. Oggi il sistema ha preferito premiare una classe dirigente capace di auto narrarsi (non a caso i politici generalmente passano ormai pi&amp;ugrave; tempo sui social che sui territori). Il fatto che la maggior parte degli attivisti per la giustizia ambientale, sociale ed ecologica siano fuori dai partiti &amp;egrave; preoccupante. Ma &amp;egrave; ancora pi&amp;ugrave; preoccupante la tendenza degli ultimi anni che vede addirittura i partiti sempre pi&amp;ugrave; incapaci di aprirsi ai movimenti. Quasi come non vogliano essere attraversati da pensieri, proposte e facce che possono scalfirne la comoda rendita interna sulla quale da anni sono state costruite carriere personali e non cambiamenti collettivi. La sinistra &amp;egrave; utile se cambia la nostra condizione materiale, se costruisce alternative o se sostiene chi quest&amp;rsquo;alternativa vuole portarla avanti. Nel nostro Paese, invece, &amp;egrave; stata spesso la sinistra a dirci che non ci sono alternative e che non possiamo pi&amp;ugrave; costruire una societ&amp;agrave; che superi capitalismo, patriarcato e colonialismo. La sinistra istituzionale oggi non solo non indica pi&amp;ugrave; un&amp;rsquo;alternativa, ma spesso confligge con quella che io chiamo &amp;ldquo;geografia della speranza&amp;rdquo;, le nuove soggettivit&amp;agrave; nate nel vuoto della politica per dare risposte al peggioramento delle nostre condizioni materiali. Potremmo farne centinaia di esempi, dai cittadini liberi e pensanti di Taranto, al movimento NoTav in Val Di Susa, passando per l&amp;rsquo;assemblea dei cittadini del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, per arrivare ai comitati e territori contro inceneritori e grandi navi. Oggi la sinistra &amp;egrave; spesso nemica di queste realt&amp;agrave;, creando un enorme cortocircuito. Dovrebbe invece ripartire proprio da qui, dai conflitti ecologico distributivi e da quella cittadinanza attiva che non ha piegato la testa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avremmo bisogno di partiti-movimento, perch&amp;eacute; la crisi della democrazia rappresentativa non la risolviamo se non siamo presenti anche nella democrazia partecipativa e deliberativa. Se non stiamo sui territori, se non siamo capaci di creare comunit&amp;agrave;, se non siamo capaci di fermare il riarmo e investire centinaia di miliardi di euro per la riconversione ecologica delle attivit&amp;agrave; produttive, se non siamo capaci di ritornare a un fisco progressivo e migliorare la condizione delle famiglie impoverite, allora, a che serve la sinistra? La politica di cui abbiamo bisogno non sta sui social e non vive di pubblicit&amp;agrave;, ma dovrebbe agire nei territori per cambiare le relazioni di forza, riconoscendo il legame tra giustizia sociale e ambientale, mettendo al centro la solidariet&amp;agrave; che sta alla base dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Tecnocapitalismo ed economia estrattiva investono enormi risorse per programmare l&amp;rsquo;ignoranza, con l&amp;rsquo;obiettivo di farci dimenticare tutto quello che pu&amp;ograve; infastidire o incrinare il sistema. Per questo, oggi, pensare equivale al rischio di essere ammazzati o suicidarsi&amp;rdquo; scrivi. Cosa intendi quando affermi che il sistema punta a programmare l&amp;rsquo;ignoranza collettiva? E come si esprime questo rischio per chi prova a pensare in modo critico?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;questo sistema punta da decenni a idiotizzarci, a semplificare la realt&amp;agrave; trasformandola in bianco o nero: &amp;egrave; un sistema che non vuole competenza e non vuole complessit&amp;agrave;, che premia la superficialit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;auto narrazione. Punta alla disumanizzazione, perch&amp;egrave; se svuotano i nostri cervelli diventa pi&amp;ugrave; facile far accettare collasso climatico, disuguaglianze e guerre. Trent&amp;rsquo;anni fa il sistema tecno-capitalista estrattivo non avrebbe potuto fare quello che oggi sta facendo senza una mobilitazione di massa. &amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nelle prime pagine del libro spieghi che c&amp;rsquo;&amp;egrave; una relazione diretta tra i processi di alterazione e trasmissione delle malattie infettive e l&amp;rsquo;aumento della temperatura della Terra. Puoi spiegare il perch&amp;eacute; di questo legame?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Lo hanno spiegato l&amp;rsquo;organizzazione mondiale della sanit&amp;agrave; e molti studi scientifici: la maggior parte delle pandemie degli ultimi anni sono legate a virus di natura zoonotica ( virus trasmessi dagli animali selvatici all&amp;rsquo;uomo, ndr). Questo significa che se gli animali selvatici sono costretti a migrare, perch&amp;eacute; i loro ecosistemi sono distrutti, portano il virus con loro. Le pandemie degli ultimi anni, in particolar modo il covid, confermano la relazione tra collasso climatico e diffusione di nuove patologie. Se vogliamo risolvere le pandemie dobbiamo affrontare la crisi climatica e garantire agli animali selvatici lo spazio per vivere la loro vita. Torniamo alla necessit&amp;agrave; di riconoscere diritti alla natura per garantire i nostri stessi diritti, vista la relazione inseparabile tra natura umana e comunit&amp;agrave; della vita. Se vogliamo parlare di salute dobbiamo mettere in discussione il modello produttivo. &amp;ldquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mario Draghi, durante una conferenza a Palazzo Chigi nel 2022, chiese provocatoriamente: &amp;ldquo;Preferite la pace o il condizionatore acceso tutta l&amp;rsquo;estate?&amp;rdquo; La dipendenza dei governi occidentali dai combustibili fossili &amp;egrave; causa dei conflitti geopolitici e del deterioramento della salute pubblica. Cosa risponderesti a chi giustifica tutto questo usando il classico ricatto occupazionale, dicendo cio&amp;egrave; che &amp;ldquo;queste industrie danno lavoro a un sacco di persone&amp;rdquo;? E come si pu&amp;ograve; scardinare un sistema che monetizza la crisi climatica a spese della vita e della salute umana?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Innanzitutto dobbiamo specificare che investire nelle rinnovabili crea molto pi&amp;ugrave; lavoro che investire nei combustibili. I posti creati dall&amp;rsquo;industria fossile sono sempre meno. Se facessimo un&amp;rsquo;analisi su quelli creati dall&amp;rsquo;industria fossile e su quelli distrutti dalle conseguenze e dagli impatti di un settore cos&amp;igrave; inquinante e invasivo, capiremmo come il saldo sia negativo. Investire nelle fonti rinnovabili in maniera co-programmata, distribuita e con la fiscalit&amp;agrave; generale coinvolgendo le comunit&amp;agrave; locali e i lavoratori produrrebbe un numero enormemente maggiore di posti di lavoro, senza i costi sociali, ambientali e sanitari del modello estrattivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda la frase di Draghi, quello che ci stava dicendo in modo molto chiaro &amp;egrave; che se vogliamo il fresco la guerra &amp;egrave; la condizione. Ma non solo: afferma che l&amp;rsquo;unico modo per continuare ad avere l&amp;rsquo;aria condizionata &amp;egrave; attraverso la guerra. Una frase aberrante. Draghi ci chiede di rinunciare al principio di solidariet&amp;agrave; presente in ogni comunit&amp;agrave; vivente, ignorando la relazionalit&amp;agrave;, la corrispondenza, la reciprocit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;interdipendenza tra tutte le forme di vita. Fa leva esclusivamente sull&amp;rsquo;Io, ignorando completamente l&amp;rsquo;importanza del Noi&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Cos&amp;rsquo;&amp;egrave;, quindi, l&amp;rsquo;internazionale della Terra?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Un insieme di movimenti, soggetti istituzionali, comunitari, popoli indigeni, governi che stanno agendo a livello globale per creare una nuova alleanza tra scienza, natura ed etica, portando avanti obiettivi comuni indispensabili per tornare a vivere bene. L&amp;rsquo;abbiamo visto a Santa Marta in Colombia dove per la prima volta si sono riuniti decine di governi, ong, movimenti, popoli indigeni, accademie, per promuovere un Trattato di non proliferazione sui combustibili fossili che sar&amp;agrave; giuridicamente vincolante dal prossimo anno. Pensiamo alla Flotilla che attraverso il principio di solidariet&amp;agrave; ha messo in crisi la narrazione di Israele mostrando al mondo la vera natura oppressiva di uno Stato genocida e razzista, come le complicit&amp;agrave; statunitensi ed europee. Pensiamo ai movimenti femministi, ai movimenti dei popoli indigeni, ai movimenti contadini che ovunque lottano per l&amp;rsquo;agroecologia, al costituzionalismo sperimentale ed ai movimenti per i diritti della Terra. Soggetti che mettono in campo iniziative globali che contribuiscono a ridemocratizzare la democrazia, ridefinendo multilateralismo e cooperazione, per rispondere all&amp;rsquo;aggressione delle elit&amp;egrave; al diritto internazionale, visto come un freno per la crescita e la guerra. Sono tutti quei soggetti che agendo a livello internazionale ci ricordano che il nostro futuro dipende dalla capacit&amp;agrave; di curare le forze vive della vita che ci hanno messo al mondo e che garantiscono i nostri bisogni.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>L'Intervista</category>
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                    <title>Gli esiti del conflitto in Ucraina delineati dalla Intelligenza artificiale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-gli_esiti_del_conflitto_in_ucraina_delineati_dalla_intelligenza_artificiale/45289_68750/</link>
                    <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5 settembre. L'ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) assicura che &amp;laquo;Con l'accusa formale di Berlino a Mosca per i droni di Lipsia, l'Europa dichiara che la guerra ibrida &amp;egrave; gi&amp;agrave; in corso&amp;raquo; e ci&amp;ograve; vuol dire, proclama la perfida Ursula-Brunilde, &amp;laquo;essere pronti a rispondere al comportamento sconsiderato della Russia in modo pi&amp;ugrave; rapido ed efficace&amp;raquo;, aggiungendo, in coppia con il &amp;ldquo;Mago Zurl&amp;igrave;&amp;rdquo; Mark Rutte, che UE e NATO non rinunceranno &amp;laquo;a sostenere l&amp;rsquo;Ucraina nonostante i tentativi di intimidazione russi&amp;raquo;. Uomini e donne tutti d'un pezzo, quelli di Bruxelles, decisi a controbattere le &amp;ldquo;minacce russe al nostro continente&amp;rdquo;, portate, giurano i santoni del ISPI, con una scelta di mezzi &amp;laquo;pi&amp;ugrave; ampia di quanto l&amp;rsquo;episodio di Lipsia lasci intendere. Droni, attacchi informatici e incendi in fabbriche e depositi di armi, ma anche interferenze nel dibattito pubblico, spionaggio, corruzione e finanziamenti occulti ai partiti populisti e antieuropei&amp;raquo;. Dopo lo &amp;ldquo;scoop&amp;rdquo; di Antonio Tajani sulle elezioni, manca che il ministro dello sport Andrea Abodi annunci interferenze russe sul Giro d'Italia. Il tutto, anche per &amp;laquo;alimentare un clima di allarme diffuso, capace, nel tempo, di erodere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e la coesione politica interna&amp;raquo;. Come che sia, raccontano quegli &amp;ldquo;studiosi internazionali&amp;rdquo;, &amp;laquo;questa improvvisa impennata di tensioni [&amp;eacute;] chiaramente legata all&amp;rsquo;intensificazione della campagna militare in Ucraina, in cui Mosca sta approfittando della carenza di missili delle difese aeree ucraine&amp;raquo;. Come se davvero &amp;ldquo;gli europei&amp;rdquo; siano preoccupati delle condizioni delle masse ucraine e si interessino dell'Ucraina al di l&amp;agrave; della funzione affidatagli di essere la punta avanzata dello scontro con la Russia, ma eucaristicamente definita &amp;ldquo;avamposto nella difesa dei valori occidentali&amp;rdquo;. Basti pensare al rilievo, praticamente nullo, che i media di regime hanno dato alle dichiarazioni di Vladimir Putin sulla fine della guerra in Ucraina, pur se qua e l&amp;agrave; diversamente interpretate. No: l'obiettivo di Bruxelles &amp;egrave; quello dello scontro diretto con Moskva e se, per avvicinarlo, la junta nazigolpista manda al macello mille ucraini al giorno, quello non &amp;egrave; che il prezzo per santificare i &amp;ldquo;valori liberali europei&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In effetti, conversando col Primo ministro indiano Narendra Modi al vertice della SCO a Bi&amp;scaron;kek, Putin ha sostanzialmente detto che la Russia lavora sulla strada della conclusione del conflitto in Ucraina e, d'altra parte, la domanda su &amp;ldquo;come e quando finir&amp;agrave; l'Operazione militare speciale&amp;rdquo; continua a essere uno degli interrogativi pi&amp;ugrave; frequenti. Esistono migliaia di risposte, nota Andrej Zobov su Komsomol'skaja Pravda, formulate nel corso di dibattiti tra politologi e giornalisti, generali a riposo e politici in carica. Cos&amp;igrave;, la &lt;a href=&quot;https://www.kp.ru/daily/277812/5298322/&quot;&gt;redazione di KP si &amp;egrave; rivolta all'Intelligenza artificiale&lt;/a&gt;, scegliendo per l'esperimento non un modello russo, sospettabile di parzialit&amp;agrave;, bens&amp;igrave; la versione a pagamento di &amp;ldquo;Gemini 3.1 Pro&amp;rdquo; di Google.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E cos&amp;igrave;, si comincia col chiedere a che punto sia il conflitto, sostanzialmente entrato nella fase della classica guerra di posizione e logoramento ad alta tecnologia, in cui il fattore decisivo &amp;egrave; dato dallo squilibrio cumulativo delle risorse, dettato da potenziale industriale, risorse mobilitabili e stabilit&amp;agrave; demografica e anche dall'efficacia dei sistemi di gestione, intelligence e logistica. In questo senso, le forze russe mantengono un vantaggio strategico e tattico-operativo, grazie al fatto che Moskva &amp;egrave; riuscita a convertire completamente l'industria della difesa verso una produzione nazionale, mentre Kiev dipende per l'80-85% da forniture esterne. Il vantaggio russo &amp;egrave; dato anche dal sistema di reclutamento militare a contratto, che garantisce un flusso costante di riservisti senza la necessit&amp;agrave; di misure coercitive; in Ucraina, invece, il potenziale di mobilitazione &amp;egrave; quasi esaurito. L'et&amp;agrave; media dei soldati ucraini al fronte ha superato i 43-45 anni e una mobilitazione rigida porta a un calo della motivazione e a un peggioramento della qualit&amp;agrave; delle nuove reclute. Pesa anche la superiorit&amp;agrave; di fuoco: la Russia domina lo spazio aereo grazie all'impiego massiccio di munizioni a lungo raggio a guida di precisione e bombe plananti, contro le quali le forze armate ucraine non dispongono di contromisure efficaci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulla questione di come potrebbero evolversi gli eventi nei prossimi 6-9 mesi, si configurano tre scenari principali. Il primo, con probabilit&amp;agrave; al 55-60%, prevede una guerra di logoramento, con le forze russe che continuano ad avanzare ricorrendo ad attacchi aerei e di artiglieria, droni e piccoli gruppi d'assalto e bonifica. Tale tattica minimizza le perdite russe e costringe Kiev a consumare le ultime riserve nel tentativo di mantenere le aree fortificate, col risultato di un graduale spostamento del fronte verso ovest. Con una probabilit&amp;agrave; del 25-30%, il secondo scenario vedrebbe una progressiva carenza ucraina di uomini e mezzi, con una seria perdita di coesione in uno dei settori chiave, come Orekhovo o Slavjansk-Kramatorsk, cos&amp;igrave; che le unit&amp;agrave; ucraine ridotte al 30-40% delle forze potrebbero esser costrette a ritirarsi per decine di km verso il Dnepr e si avrebbe una rapida avanzata russa, che costringe Kiev a richiedere il congelamento del conflitto. Il terzo scenario, con probabilit&amp;agrave; del 10-15%, vede una escalation asimmetrica col coinvolgimento dell'Occidente: constatato il deterioramento della situazione a Kiev, singoli paesi NATO, nel quadro della &quot;coalizione dei volenterosi&quot;, tentano di alzare asimmetricamente la posta, intensificando gli attacchi a lungo raggio contro infrastrutture critiche in profondit&amp;agrave; sul territorio russo o dispiegando forze ausiliarie nell'Ucraina occidentale. Sarebbe questo uno scenario ad altissimo rischio, di cui sono consapevoli i leader militari e politici occidentali ed &amp;egrave; per questo che la probabilit&amp;agrave; di questo scenario &amp;egrave; relativamente bassa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda i negoziati sull'Ucraina, questi sono di fatto congelati dopo Anchorage, poich&amp;eacute; entrambe le parti si aspettano di ottenere di pi&amp;ugrave; attraverso mezzi militari. In generale, si dice nel prospetto AI, i negoziati vengono sospesi quando le parti (in questo caso, principalmente Europa e Ucraina) ritengono che la continua pressione militare migliorer&amp;agrave; la loro posizione al tavolo negoziale. Kiev e i suoi alleati pi&amp;ugrave; radicali (Londra, Varsavia) ritengono che le sanzioni o il collasso economico porteranno improvvisamente a una crisi politica interna a Moskva. Quest'ultima tuttavia, constatando il deterioramento delle forze ucraine e la crescente stanchezza dell'Occidente, dichiara la propria disponibilit&amp;agrave; al negoziato, ma non lo impone, credendo ragionevolmente che il tempo giochi a suo favore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo senso, le previsioni di &amp;ldquo;Gemini 3.1 Pro&amp;rdquo; parlano di una ripresa di negoziati di pace verso fine 2026 o primavera 2027 e i fattori che influenzano la &quot;finestra negoziale&quot; saranno dati sia dall'esaurimento delle risorse delle forze ucraine al fronte, sia dall'arrivo dell'inverno e una grave crisi energetica in Ucraina e, soprattutto, da una riconsiderazione dei costi del conflitto nei paesi UE, col sostegno a Kiev diventato pi&amp;ugrave; dannoso, politicamente e economicamente, rispetto alla sua fine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si arriva cos&amp;igrave; al punto del futuro postbellico di Russia e Ucraina. La seconda dovr&amp;agrave; affrontare una serie di enormi problemi, dati principalmente dalla catastrofe demografica e dalla deindustrializzazione. Con una popolazione ridotta dai 35-38 abitanti del 2021 a 20-25 milioni, sar&amp;agrave; praticamente impossibile, nei prossimi 20-30 anni, ripristinare l'equilibrio demografico, considerala la devastazione del nucleo riproduttivo di donne e giovani. Senza i principali centri industriali del Donbass e della regione dell'Azov, l'Ucraina somiglier&amp;agrave; a una &quot;fortezza sovvenzionata&quot; occidentale alle porte della Russia: un paese prevalentemente agricolo con un settore militare sovradimensionato, dipendente per sopravvivere dagli aiuti esterni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, il massiccio arsenale di armi, le centinaia di migliaia di veterani e un inevitabile senso di stallo politico creeranno il terreno per conflitti interni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante il conflitto, UE, USA, Canada e Giappone si sono detti disposti a fornire centinaia di miliardi di dollari (da 400 a 1.000) per un &quot;miracolo postbellico&quot;; ma quelle promesse non saranno pienamente mantenute. Gi&amp;agrave; entro il 2026-2027, i principali paesi UE (Germania, Francia, Italia) si troveranno a loro volta in uno stato di stagnazione, inflazione elevata e deindustrializzazione e sar&amp;agrave; molto difficile convincere gli elettori a finanziare la ricostruzione di infrastrutture all'estero. FMI, Banca Mondiale sono consapevoli dell'alto livello di corruzione a Kiev; i fondi saranno quindi erogati solo per progetti specifici e rigorosamente monitorati e gli aiuti non si trasformeranno in un &amp;ldquo;Piano Marshall&amp;rdquo; per l'Ucraina, come quello del 1945. Per quanto riguarda l'adesione alla UE, subir&amp;agrave; un ritardo, poich&amp;eacute; l'integrazione del settore agricolo ucraino richieder&amp;agrave; fino a 200 miliardi di euro di fondi europei e, dal momento che l'ammissione di un nuovo membro richiede l'unanimit&amp;agrave;, &amp;egrave; probabile che paesi come Ungheria, Francia, Polonia bloccheranno la decisione, per tutelare i propri settori agricoli. Si presentano dunque tre scenari: un'adesione graduale (60% di probabilit&amp;agrave; che avvenga al 2030-2034), con accesso al mercato unico senza diritto di veto, eurodeputati o sussidi agricoli. Il 30% di probabilit&amp;agrave; di una &amp;ldquo;opzione turca&quot; dopo il 2035, con congelamento dei negoziati e status di candidato permanente. Infine (10%) adesione a pieno titolo intorno a 2038-2045, che richiede comunque una riforma radicale della UE stessa e una ristrutturazione del suo bilancio. Cos&amp;igrave;, entro il 2030-2032, l'Ucraina otterr&amp;agrave; al massimo uno status ibrido come membro minore senza diritto di voto. Ma anche questo &amp;egrave; improbabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda la Russia, la fine del conflitto segner&amp;agrave; l'inizio di una nuova era geopolitica: in campo economico, si avr&amp;agrave; il consolidamento del modello di sovranit&amp;agrave; tecnologica e di focalizzazione sui &amp;ldquo;BRICS+&amp;rdquo;; in politica estera si potr&amp;agrave; assistere a una &quot;Guerra Fredda 2.0&quot; con l'Occidente, in forma attenuata o su vasta scala, con un pragmatismo mirato. In politica interna: rafforzamento del patriottismo e del sostegno ai veterani della SVO. In conclusione: l'economia russa non &amp;egrave; crollata sotto le sanzioni occidentali, grazie a un rapido riorientamento degli scambi commerciali verso i paesi dell'Est e del Sud del mondo; il PIL non &amp;egrave; diminuito, grazie a un forte aumento della capacit&amp;agrave; produttiva nel settore militare, motore di nuove tecnologie che migreranno verso i settori civili (robotica, intelligenza artificiale, sistemi senza pilota, microelettronica). Anche se la maggior parte delle principali sanzioni contro la Russia non verranno revocate, usate dall&amp;rsquo;Occidente come strumento di contenimento e rivalit&amp;agrave; sistemica, ci&amp;ograve; non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; fondamentale per la Russia, nella cui architettura permanente ci sar&amp;agrave; un indirizzo del commercio verso il Sud e l&amp;rsquo;Est del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Onestamente e senza per questo sfoggiare chiss&amp;agrave; quali competenze, si pu&amp;ograve; dire che, a livello &amp;ldquo;grezzo&amp;rdquo; e in maniera grossolana, pur senza le accurate rifiniture delineate dalla AI soprattutto per il dopoguerra, simili conclusioni paiono alla portata di una &amp;ldquo;intelligenza naturale&amp;rdquo; e le canaglie di Bruxelles, Londra, Parigi, Roma o Berlino sanno bene quale sia e sar&amp;agrave; il corso degli eventi. Ma i commis voyageur governativi del capitale finanziario, insieme ai briganti dei media a libro-paga del complesso militare-industriale vogliono la guerra alla Russia e la stanno alacremente preparando, mentre preparano le coscienze delle masse a volerla.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>Xi Jinping in Egitto traccia il nuovo ordine multipolare</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-xi_jinping_in_egitto_traccia_il_nuovo_ordine_multipolare/45289_68749/</link>
                    <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 15:06:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il presidente cinese Xi Jinping ha effettuato una &lt;a href=&quot;/dettnews-il_viaggio_di_xi_che_cambia_la_geopolitica_mondiale_video/63306_68741/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;visita di Stato&lt;/a&gt; in Egitto. Durante la visita, ha evidenziato l'appello di Pechino per una nuova architettura di sicurezza in Medio Oriente che non sia legata agli Stati Uniti, come &lt;a href=&quot;https://www.ng.ru/world/2026-09-03/1_9574_china.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riporta&lt;/a&gt; Nezavisimaya Gazeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il viaggio del leader cinese, il primo in quattro anni, si &amp;egrave; svolto in un momento in cui la guerra degli Stati Uniti contro l'Iran ha sconvolto i normali rapporti economici nella regione e ha costretto i partner statunitensi a riconsiderare le proprie strategie, con un conseguente calo della fiducia negli STati Uniti come potenza in grado di mantenere l'ordine regionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I paesi arabi, dall'Egitto alle nazioni del Golfo, non volevano che il presidente statunitense Donald Trump scatenasse la guerra contro l'Iran, ma la Casa Bianca non ha voluto ascoltare le loro richieste e i loro avvertimenti. Di conseguenza, le nazioni un tempo prospere produttrici di petrolio si trovano ora a dover affrontare gli attacchi missilistici iraniani. Detto questo, &amp;egrave; del tutto naturale che paesi come l'Egitto cerchino di rafforzare i propri legami con la Cina, ha affermato il professor Ding Long dell'Universit&amp;agrave; di Studi Internazionali di Shanghai. Affidarsi esclusivamente agli Stati Uniti &amp;egrave; rischioso, e i politici saggi non punterebbero mai tutto su un'unica opzione, ha osservato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, Ding ha sottolineato che a fine settembre il presidente cinese avrebbe dovuto visitare Washington per colloqui con Trump. Per questo motivo, Pechino probabilmente eviter&amp;agrave; mosse azzardate per il momento, poich&amp;eacute; le relazioni con gli Stati Uniti sono cruciali non solo per le esportazioni cinesi, ma anche per la stabilit&amp;agrave; strategica nella regione Asia-Pacifico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A prima vista, la visita di Xi in Egitto ha offerto ai due Paesi l'opportunit&amp;agrave; di rafforzare ulteriormente i legami economici e diplomatici. Tuttavia, gli osservatori occidentali sono pi&amp;ugrave; propensi a considerare il viaggio come un tentativo di espandere l'influenza cinese in una regione in cui gli Stati Uniti sono da decenni una potenza militare dominante, &lt;a href=&quot;https://www.kommersant.ru/doc/8925028&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;osserva&lt;/a&gt; Kommersant.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In vista della sua prossima visita a Washington, &amp;egrave; lecito aspettarsi che Xi non risparmier&amp;agrave; alcuno sforzo per dimostrare la crescente influenza globale della Cina al vertice dei BRICS a Nuova Delhi il 12 e 13 settembre. La presenza del leader cinese non &amp;egrave; stata ancora confermata, ma dato che la normalizzazione delle relazioni tra Pechino e Nuova Delhi sta procedendo bene, la sua partecipazione appare altamente probabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Catastrofe Neoliberista&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Angelo D'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/03/catastrofe-neoliberista-cover-fronte-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;328&quot; height=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Catastrofe neoliberista&amp;rdquo; di Angelo D&amp;rsquo;Orsi &amp;egrave; un viaggio nella storia e una necessit&amp;agrave;. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libert&amp;agrave; e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; solo attraverso la comprensione profonda dell&amp;rsquo;avversario &amp;egrave; possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l&amp;rsquo;ottimismo della volont&amp;agrave; di ispirazione gramsciana, D&amp;rsquo;Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un&amp;nbsp;futuro&amp;nbsp;diverso.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Abdel-Fattah-Al-Sisi-and-Xi-Jinping-I.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Pechino blinda la sovranità del Nicaragua contro la 'Dottrina Monroe 2.0'</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pechino_blinda_la_sovranit_del_nicaragua_contro_la_dottrina_monroe_20/45289_68748/</link>
                    <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 14:23:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;America Latina sta attraversando una fase di tensione crescente, segnata dal dispiegamento di quella che molti osservatori definiscono ormai apertamente una &quot;Dottrina Monroe 2.0&quot;. Gli Stati Uniti non hanno nascosto la loro volont&amp;agrave; di esercitare una forte ingerenza nella regione, come dimostrano le recenti manovre in Per&amp;ugrave;, Colombia, Honduras e Cuba. Quest&amp;rsquo;ultima, in particolare, continua a subire un inasprimento del blocco, trasformandosi in un vero e proprio assedio economico ed energetico. La situazione ha superato ogni limite immaginabile con i bombardamenti su Caracas del 3 gennaio dello scorso anno e il conseguente rapimento di &lt;a href=&quot;/dettnews-rapimento_maduro_la_fake_news_del_crtel_de_los_soles_si__gi_dissolta/45289_64577/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Nicol&amp;aacute;s Maduro&lt;/a&gt;, episodi che hanno scosso gli equilibri dell&amp;rsquo;intero continente. Di fronte a questo scenario minaccioso, i paesi nel mirino, Nicaragua in testa, stanno preparando mosse difensive concrete per preservare la propria integrit&amp;agrave; e la sovranit&amp;agrave; nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo quadro cos&amp;igrave; delicato, arriva puntuale la posizione di Pechino. La Cina ha ribadito con forza la sua politica di non intervento negli affari interni di altri Stati. A farlo &amp;egrave; stato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, interpellato durante la consueta conferenza stampa sulle recenti decisioni adottate dal governo nicaraguense. La domanda, sollevata da una testata giapponese, verteva nello specifico sulla riforma costituzionale approvata di recente in Nicaragua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guo non ha usato mezzi termini nel riaffermare la linea di Pechino sulla sovranit&amp;agrave; nazionale, difendendo il diritto di ogni nazione a scegliere un modello di sviluppo che rispecchi le proprie condizioni specifiche. &quot;La Cina mantiene fermo il suo impegno verso il principio di non ingerenza negli affari interni di altri paesi&quot;, ha enfatizzato il portavoce, &quot;e sostiene il diritto di tutte le nazioni a seguire un percorso di sviluppo in linea con la propria realt&amp;agrave; nazionale&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???????????????? China defiende la soberan&amp;iacute;a de Nicaragua. El portavoz Guo Jiakun afirm&amp;oacute; que cada pa&amp;iacute;s tiene derecho a elegir su propio camino de desarrollo seg&amp;uacute;n sus condiciones nacionales y reiter&amp;oacute; la disposici&amp;oacute;n de Beijing a fortalecer la cooperaci&amp;oacute;n con Managua sobre la base del respeto&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/einzwMEGtb&quot;&gt;pic.twitter.com/einzwMEGtb&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; JP+ (@jpmasespanol) &lt;a href=&quot;https://x.com/jpmasespanol/status/2095888638659699061?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 4, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br /&gt;Non si tratta di semplici dichiarazioni di principio. Il portavoce ha voluto precisare che la volont&amp;agrave; della Cina &amp;egrave; quella di continuare a sviluppare i legami di amicizia con il Nicaragua. Una cooperazione che, ha tenuto a sottolineare, rester&amp;agrave; ancorata ai principi del rispetto reciproco e del vantaggio condiviso.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica, la Repubblica Popolare Cinese ha ratificato la sua disponibilit&amp;agrave; a mantenere una relazione stabile con la nazione centroamericana, rifiutandosi di condizionare i rapporti bilaterali alle scelte di politica interna del paese. Una presa di posizione che rafforza un approccio diplomatico alternativo, fondato sulla reale sovranit&amp;agrave; degli Stati e su una cooperazione che non chiede conti sulle faccende domestiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Catastrofe Neoliberista&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Angelo D'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/03/catastrofe-neoliberista-cover-fronte-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;328&quot; height=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Catastrofe neoliberista&amp;rdquo; di Angelo D&amp;rsquo;Orsi &amp;egrave; un viaggio nella storia e una necessit&amp;agrave;. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libert&amp;agrave; e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; solo attraverso la comprensione profonda dell&amp;rsquo;avversario &amp;egrave; possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l&amp;rsquo;ottimismo della volont&amp;agrave; di ispirazione gramsciana, D&amp;rsquo;Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un&amp;nbsp;futuro&amp;nbsp;diverso.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images357.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Il tabellone dell'Orinoco: geopolitica, sovranità e realismo nel nuovo accordo petrolifero tra Venezuela e Stati Uniti</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_tabellone_dellorinoco_geopolitica_sovranit_e_realismo_nel_nuovo_accordo_petrolifero_tra_venezuela_e_stati_uniti/52331_68747/</link>
                    <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 13:55:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Geraldina Colotti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cedimento o avanzata tattica? La firma del recente accordo energetico tra lo Stato venezuelano e gli Stati Uniti rappresenta una delle inflessioni pi&amp;ugrave; profonde e complesse della storia contemporanea del Paese. La decisione si produce in una congiuntura di estrema tensione, attraversata dall'assedio imperiale, dalle sequele del blocco finanziario, dal bombardamento di gennaio e dal drammatico sequestro del presidente Nicol&amp;aacute;s Maduro e della &amp;ldquo;prima combattente&amp;rdquo; Cilia Flores. Questo intendimento ha scatenato un intenso dibattito in seno al pensiero antiimperialista e alla sinistra globale.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lontano dalle letture semplicistiche che oscillano tra la condanna tout court e l'entusiasmo ingenuo, un'analisi rigorosa esige di ponderare i dati tecnici, il contesto geopolitico, i rischi, le alternative reali e la risposta organizzata della classe operaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per comprendere la natura dell'accordo &amp;egrave; imperativo partire dalla realt&amp;agrave; materiale che lo precede. Dopo pi&amp;ugrave; di un decennio di misure coercitive unilaterali &amp;mdash; un assedio sistematico in cui PDVSA ha concentrato il bersaglio di oltre il 20% delle sanzioni, riducendo drasticamente la capacit&amp;agrave; di estrazione e asfissiando le entrate fiscali della nazione &amp;mdash;, l'economia venezuelana operava sotto un cerchio asfissiante che &amp;egrave; culminato nell'aggressione militare diretta e nel sequestro del presidente Maduro e della deputata Cilia Flores, sua moglie. Dagli ultimi mesi del 2025, il Paese &amp;egrave; stato persino sottoposto a un blocco navale di fatto, trovandosi con zero entrate e costretto a vendere petrolio in modo irregolare al di sotto del prezzo di mercato pur di sopravvivere. Come ha sottolineato il viceministro William Castillo, il Paese ha attraversato un lungo &amp;laquo;ciclo di resistenza&amp;raquo; di fronte all'aggressivit&amp;agrave; esterna. E il presidente Maduro &amp;egrave; stato uno dei principali artefici di questa grande tattica per spezzare l'assedio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte alla campagna di disinformazione scatenata dai grandi centri egemonici di comunicazione e dai settori dell'estrema destra &amp;mdash; decisi a far credere che il patto rappresenti la svendita delle risorse nazionali a prezzi stracciati &amp;mdash;, la realt&amp;agrave; dei numeri e il quadro legale stabilito dalla nuova Legge Organica sugli Idrocarburi smentiscono intanto il racconto dell'opposizione. L'accordo riguarda concessioni su 17 campi strategici e 8 blocchi &quot;verdi&quot; (greenfields) nella Faja Petrol&amp;iacute;fera del Orinoco Hugo Ch&amp;aacute;vez Fr&amp;iacute;as (circa il 21,5% delle riserve provate). Si tratta di aree prive di infrastrutture pregresse che richiedono capitali massicci per costruire tutto da zero. Il fatto che l'operatore privato si faccia carico del progetto a proprie spese, conto e rischio risparmia allo Stato venezuelano costi ed enormi rischi operativi, mantenendo alla Repubblica la propriet&amp;agrave; giuridica e assoluta dei giacimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La durata del contratto &amp;egrave; limitata per legge a 25 anni (e non 100 come sostenuto dalla propaganda d'opposizione). Questo vincola le aziende a mettere in produzione i pozzi nel minor tempo possibile, garantendo l'ingresso di investimenti a brevissimo termine. Detto questo, dato lo stato di logoramento degli impianti, secondo alcuni analisti, i risultati cominceranno ad essere effettivi non prima di cinque anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La royalty minima &amp;egrave; stata fissata al 16% per ogni barile estratto, a cui si aggiunge un'Imposta sui Redditi (ISLR) del 34%. Basti pensare che durante la cosiddetta Apertura Petrolera della Quarta Repubblica la royalty era appena dell'1%. Dall'arrivo di Ch&amp;aacute;vez, le grandi multinazionali non hanno pi&amp;ugrave; lasciato solo le briciole come un tempo. Le stime indicano che l'intesa porter&amp;agrave; nelle casse dello Stato oltre 209 miliardi di dollari (circa 19 dollari netti per barile a titolo di soli tributi fiscali). Il totale dei benefici economici per la nazione includer&amp;agrave; ulteriori componenti previsti dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dichiarazioni di Donald Trump &amp;mdash; secondo cui gli USA avrebbero &quot;preso&quot; 65 miliardi di barili &amp;mdash; rispondono a una manovra retorica per condizionare i mercati finanziari e abbassare i prezzi del greggio nel quadro della crisi di Hormuz. I dati matematici indicano che l'estrazione effettiva nei 25 anni di contratto si attester&amp;agrave; intorno agli 11 miliardi di barili; i 65 miliardi rappresentano semplicemente lo stock complessivo delle riserve stimate per quelle aree, non la loro totale spoliazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta concreta a questa svolta geopolitica si &amp;egrave; consolidata nell'incontro tra il governo bolivariano e la forza lavoratrice del Paese, documentato dalle emittenti nazionali e internazionali. Durante l'assemblea con i lavoratori, la presidenta incaricata Delcy Rodr&amp;iacute;guez ha scandito con chiarezza la linea d'azione dell'Esecutivo. Ha riconosciuto apertamente le difficolt&amp;agrave; estreme e le sofferenze patite dal popolo venezuelano a causa dell'assedio e del blocco economico, ricordando come le sanzioni abbiano colpito al cuore i salari e i diritti sociali della classe lavoratrice. Ha ribadito che l'ingresso regolato di investimenti non significa alcuna resa ideologica, bens&amp;igrave; uno strumento pragmatico e sovrano per mettere in moto le capacit&amp;agrave; produttive nazionali, recuperare l'industria petrolifera e generare le entrate fiscali indispensabili a ricostruire il salario reale. Ha sottolineato che nessuna trasformazione economica sar&amp;agrave; fatta alle spalle dei lavoratori: la classe operaia e le strutture sindacali &amp;ndash; ha detto - sono chiamate a esercitare un controllo sociale diretto, vigilando sui processi produttivi e garantendo che le risorse generate rimangano al servizio della giustizia sociale e della difesa della Patria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il Partito Socialista Unito di Venezuela (PSUV) e per la Centrale bolivariana socialista dei lavoratori e lavoratrici della citt&amp;agrave;, la campagna e la pesca (CBST, il principale sindacato del paese), questo confronto diretto ha confermato che la riattivazione industriale sotto il controllo sovrano dello Stato costituisce l'unico strumento reale per difendere il potere d'acquisto e garantire la stabilit&amp;agrave; lavorativa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analisti del settore tecnico come l'esperto petroliero David Paravisini confermano che l'inserimento di capitali e la cooperazione tecnica internazionale non solo sono inevitabili per superare il ritardo produttivo inducibile, ma rafforzano l'esperienza della classe lavoratrice petroliera e riaffermano la solidit&amp;agrave; di uno Stato che continua a fissare le regole sovrane di sfruttamento. Il petrolio &amp;ndash; ribadisce l'esperto - deve tornare a produrre ricchezza per il popolo e non rimanere sterile sotto terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo scenario di massima vulnerabilit&amp;agrave;, la decisione dell'Esecutivo afferma di voler rispondere a una precisa manovra tattica. Da un lato, affronta il dilemma tra lasciare le riserve inutilizzate a causa del blocco tecnologico o aprire canali regolati per riattivare l'apparato produttivo. Dall'altro, cerca di desolidarizzare e incrinare l'architettura delle sanzioni, facendo leva sugli interessi economici delle corporazioni per allentare la pressione e propiziare, sul piano giuridico e diplomatico, il ritorno del presidente sequestrato Nicol&amp;aacute;s Maduro e di Cilia Flores. La presidenta incaricata, agendo nel quadro della continuit&amp;agrave; istituzionale &amp;ldquo;per evitare il caos&amp;rdquo;, ha priorizzato questa manovra geopolitica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il panorama politico interno mostra tuttavia diverse sfumature. Figure dell'estrema destra come Mar&amp;iacute;a Corina Machado o Mar&amp;iacute;a Elvira Salazar, insieme a ex funzionari come Rafael Ram&amp;iacute;rez (ex ministro del petrolio, profugo della giustizia per corruzione, oggi all'opposizione), hanno attaccato l'accordo. &amp;Egrave; una palese contraddizione da parte di chi per anni ha chiesto invasioni, blocchi e sanzioni e oggi lamenta le conseguenze del cerchio che ha contribuito a creare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Settori minoritari del chavismo radicale e intellettuali come Luis Britto Garc&amp;iacute;a hanno sollevato legittime avvertenze sui rischi di opacit&amp;agrave; finanziaria o sul pericolo che i flussi monetari rimangano imbrigliati nei circuiti di controllo del Tesoro statunitense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso tempo, non trova conferma alcuna l'idea che l'accordo con Washington implichi la rottura delle alleanze strategiche con i partner multipolari in Eurasia, come la Cina o la Russia. Pechino e Mosca mantengono intatti i loro contratti di associazione strategica nei giacimenti dell'Orinoco, in un modello di coesistenza multivettoriale dove lo Stato venezuelano conserva la regia Unitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'interno dello stesso blocco rivoluzionario si levano inoltre voci che pongono l'accento sulla natura temporanea e viziata di qualsiasi firma avvenuta sotto ricatto. Tra queste spicca la posizione della deputata Iris Varela, la quale ha sottolineato la sostanziale inattuabilit&amp;agrave; di accordi sottoscritti sotto la minaccia diretta delle armi e dell'aggressione esterna. Varela ha ricordato che tali patti soffrono di un vizio d'origine e che, una volta ripristinata la piena normalit&amp;agrave; costituzionale e la sovranit&amp;agrave; territoriale senza ingerenze, questi contratti potranno essere legalmente annullati in quanto insanabilmente anticostituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, prosegue l'offensiva legale gi&amp;agrave; in corso a livello internazionale per il ritorno del presidente sequestrato. La difesa di Nicol&amp;aacute;s Maduro e di Cilia Flores ha gi&amp;agrave; presentato un formale ricorso di nullit&amp;agrave; davanti ai tribunali internazionali e statunitensi &amp;mdash; denunciando l'illegittimit&amp;agrave; del loro sequestro in palese violazione dell'immunit&amp;agrave; diplomatica e sovrana. Una manovra legale che, nelle intenzioni del governo incaricato, s'intreccia con quella economica e petrolifera: per desolidarizzare l'architettura delle sanzioni, facendo leva sugli interessi economici delle corporazioni estere, per allentare la pressione e propiziare, sul piano economico, giuridico e diplomatico, il ritorno in patria della coppia presidenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'accordo energetico sull'Orinoco rifiuta le metriche astratte e i giudizi a tavolino: esso va collocato dentro la materia viva della lotta di classe globale e nella spietata correlazione di forze scaturita dall'aggressione di gennaio. Le esperienze storiche dei processi rivoluzionari insegnano che la tenuta di una fase di transizione non si misura dal purismo dell'inazione, ma dalla capacit&amp;agrave; tattica di preservare il potere politico, difendere la vita materiale del popolo e piegare a proprio vantaggio le spaccature interne dell'avversario imperiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La battaglia per il controllo delle risorse e per il destino della Repubblica resta comunque del tutto aperta. In questo scenario impervio, la lucidit&amp;agrave; analitica, la coesione organica della base e l'intransigenza della forza lavoratrice e delle comunas costituiscono la vera garanzia affinch&amp;eacute; questa complessa manovra di resistenza non finisca in un disastro, ma anzi si converta in una vittoria strategica per il Venezuela e per l'intero Sur Global.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Fiammiferi</category>
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                    <title>La svolta militarista sta conquistando le scuole d'Europa</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_svolta_militarista_sta_conquistando_le_scuole_deuropa/45289_68742/</link>
                    <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Federico Giusti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Come sovente avviene, ci rendiamo conto di un pericolo quando ormai &amp;egrave; troppo tardi o quando le iniziative di contrasto partono con grave ritardo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La militarizzazione delle scuole e delle universit&amp;agrave; ha radici lontane: i primi segnali hanno riguardato i programmi scolastici, i percorsi di laurea, i contenuti dei corsi e il ruolo &amp;mdash; pi&amp;ugrave; o meno esplicito &amp;mdash; degli sponsor privati nel finanziamento della ricerca. In questi anni, l'&lt;strong data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;281&quot;&gt;Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle universit&amp;agrave;&lt;/strong&gt; ha svolto un ruolo attivo e meritevole nel denunciare i processi di asservimento del sapere e del mondo della conoscenza alle logiche belliche.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Quando un conflitto si protrae, diventa inevitabile non solo accrescere gli organici militari, ma anche costruire il consenso attorno alla guerra. Un consenso che parte da lontano, plasmando le nuove generazioni fin dalla tenera et&amp;agrave;. Un Paese in guerra necessita di una propaganda incessante e di un impianto retorico e ideologico ben strutturato; deve far penetrare il conflitto in ogni ambito sociale: nella sfera educativa, in famiglia, nel volontariato.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;L'ideologia bellica si avvale di innumerevoli strumenti per far apparire il ricorso alle armi come inevitabile. Ogni critica viene sistematicamente neutralizzata e sottoposta al pubblico ludibrio, con dinamiche che ricordano da vicino quanto accadeva ai giovani le cui famiglie, non iscritte al Partito Fascista, venivano escluse dalla vita sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;La scuola diventa cos&amp;igrave; un ambito privilegiato: cambiano i libri di testo, i programmi di studio e perfino le destinazioni delle gite d'istruzione, ordinate a piegare la didattica alle ragioni del riarmo. Mandare le scolaresche in visita nelle caserme ad applaudire gli uomini in divisa diventa la norma. Sottrarsi a questo &quot;dovere patriottico&quot; significa finire sotto la lente di presidi zelanti; prendere posizioni pubbliche pu&amp;ograve; costare a un insegnante la visita di un ispettore, con conseguente danno di immagine per l'intero istituto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Da anni, sia in Ucraina sia in Russia, la scuola &amp;egrave; stata arruolata per legittimare la guerra, reclutare volontari e coscritti e mobilitare la societ&amp;agrave; civile. Alla causa bellica viene chiesto anche un apporto indiretto, mettendo a disposizione competenze tecniche e scientifiche che, all'occorrenza, si rivelano strategiche.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Sebbene ogni confronto tra la Russia di Putin e quella post-rivoluzionaria sia fuorviante, &amp;egrave; innegabile che da decenni l'addestramento militare obbligatorio faccia la sua comparsa tra i banchi, sia come attivit&amp;agrave; extrascolastica sia come materia curricolare. Un tempo, le scuole tecnico-militari sovietiche erano aperte a chiunque volesse acquisire competenze nella meccanica, nella guida di mezzi pesanti o nell'uso delle radiocomunicazioni &amp;mdash; conoscenze chiave in tempo di guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Dopo il crollo dell'URSS, il fascino del settore militare &amp;egrave; stato temporaneamente offuscato dalla crisi economica. Successivamente &amp;egrave; subentrata la NATO, allargando l'Alleanza a molti Paesi dell'ex blocco sovietico e sostenendo, con gli USA, le &quot;rivoluzioni colorate&quot; &amp;mdash; operazioni che si sono rivelate non tanto espressione di un cambiamento popolare, quanto progetti a tavolino per insediare governi filo-occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Mentre negli Stati Uniti la spesa militare si manteneva costante o in crescita, in Russia la dissoluzione dell'esercito sovietico ha favorito la nascita di gruppi paramilitari e compagnie di ventura disposte a vendersi al miglior offerente. Parallelamente, da almeno un quindicennio, in Ucraina i gruppi neonazisti hanno guadagnato uno spazio crescente, forti anche dei cospicui aiuti economici occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Negli ultimi dodici mesi, la necessit&amp;agrave; di inviare al fronte un numero sempre maggiore di uomini ha spinto la propaganda di guerra a intensificare il proselitismo nelle scuole, accompagnandolo da offerte economiche allettanti, con stipendi militari fino a tre o quattro volte superiori a quelli del settore civile. Ciononostante, non mancano episodi di resistenza e renitenza alla leva, soprattutto in Ucraina, dove decine di filmati mostrano la popolazione intenta a scacciare i reclutatori.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;&amp;Egrave; da oltre un decennio che sia in Russia sia in Ucraina sono attive vere e proprie campagne militariste destinate ai giovani. Attraverso corsi gratuiti nelle scuole pubbliche, si selezionano i soldati di domani in nome della &quot;difesa dei valori nazionali&quot;. Da questo anno scolastico, in Russia l'addestramento torna ufficialmente nei programmi di studio per insegnare ai ragazzi l'uso dei droni. Inoltre, in entrambi i Paesi &amp;egrave; ormai possibile affiancare agli studi scolastici e universitari regolari percorsi di formazione per ufficiali, sergenti o riservisti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;L'Ucraina persegue obiettivi ancor pi&amp;ugrave; ambiziosi, trasformando il pilotaggio dei droni e l'uso delle nuove tecnologie in una sorta di standard educativo. Le aziende produttrici di droni, nate in collaborazione con multinazionali della difesa europee e statunitensi, offrono stage continui promettendo posti di lavoro ben retribuiti. Ad esempio, l'azienda ucraina Fire Point, in collaborazione con l'Istituto di Aviazione di Kiev, ha lanciato il programma &lt;em data-path-to-node=&quot;18&quot; data-index-in-node=&quot;455&quot;&gt;&quot;Ingegneria dei Sistemi Robotici Aerei Autonomi&quot;&lt;/em&gt;, pensato per colmare la carenza di specialisti nel settore della difesa. Una rete di centri privati di formazione su droni e robotica viene cos&amp;igrave; sistematicamente integrata nel sistema di istruzione pubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Kiev sta rifondando il proprio sistema educativo, abbandonando il modello umanistico per virare con decisione verso le scienze applicate: una trasformazione strutturale che ricorda il paradigma applicato dai sovietici un secolo fa durante l'industrializzazione &lt;em data-path-to-node=&quot;19&quot; data-index-in-node=&quot;261&quot;&gt;(Associazione Camis De Fonseca)&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Chi ritiene che si tratti di una parentesi temporanea dovr&amp;agrave; ricredersi. La svolta militarista nelle scuole e nelle universit&amp;agrave; &amp;egrave; destinata a durare: anche dopo la fine delle ostilit&amp;agrave; sul campo, la narrazione si sposter&amp;agrave; sulla gestione delle minacce ibride, sulla difesa dal terrorismo e sul contrasto alle ingerenze straniere.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;E chi pensa che Russia e Ucraina siano casi isolati commette un errore: percorsi analoghi sono gi&amp;agrave; in fase di adozione nei Paesi dell'Est Europa maggiormente coinvolti nel riarmo. I corsi di educazione civica e difesa gi&amp;agrave; introdotti in Lituania rischiano di diventare il modello di riferimento per l'intero continente.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Gemini_Generated_Image_h3lp7h3lp7h3lp7h.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>La guerra USA-Israele contro l’Iran e il prezzo pagato dai civili</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_guerra_usaisraele_contro_liran_e_il_prezzo_pagato_dai_civili/82_68745/</link>
                    <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Una festa di matrimonio trasformata in una strage. &amp;Egrave; questa l&amp;rsquo;immagine che arriva da Kouhestak, nella provincia iraniana di Hormozgan, dove un attacco missilistico statunitense ha colpito marted&amp;igrave; sera una cerimonia familiare causando almeno cinque morti e 68 feriti. Tra le vittime, secondo le autorit&amp;agrave; e il personale medico locale, anche un bambino di appena quattro anni. Alla celebrazione partecipavano centinaia di persone, in gran parte civili, comprese donne e bambini. L&amp;rsquo;attacco non rappresenta per&amp;ograve; un episodio isolato. Nella stessa notte sono state colpite tre localit&amp;agrave; nell&amp;rsquo;area di Ahvaz e Aghajari, nella provincia sudoccidentale del Khuzestan, mentre altri bombardamenti hanno interessato la provincia costiera di Hormozgan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta di Washington &amp;egrave; arrivata attraverso il Comando Centrale statunitense, che ha sostenuto di aver colpito esclusivamente obiettivi appartenenti alle Guardie della Rivoluzione Islamica. CENTCOM ha collegato le operazioni alle tensioni nello Stretto di Hormuz e alle presunte minacce contro le forze statunitensi presenti nella regione. Una ricostruzione respinta con forza dalle autorit&amp;agrave; provinciali e dai testimoni, secondo i quali il luogo colpito a Kouhestak era un sito residenziale e sociale chiaramente riconoscibile, utilizzato per una tradizionale festa di matrimonio. La &lt;a href=&quot;https://www.tehrantimes.com/news/529642/They-came-for-a-wedding-dance-Trump-gave-them-the-dance-of-death&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;vicenda&lt;/a&gt; ha immediatamente aperto anche un fronte internazionale. La Mezzaluna Rossa iraniana ha presentato una lettera alla Corte Penale Internazionale chiedendo un&amp;rsquo;indagine indipendente, imparziale e approfondita sull&amp;rsquo;attacco. Per l&amp;rsquo;organizzazione umanitaria, la presenza di civili e la natura della struttura colpita sollevano gravi interrogativi alla luce del diritto internazionale umanitario. L&amp;rsquo;attacco, secondo la Mezzaluna Rossa, potrebbe configurare un crimine di guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il caso di Kouhestak si inserisce inoltre in una sequenza di episodi che Teheran considera parte di un modello sistematico. Il 28 febbraio, primo giorno dell&amp;rsquo;attuale conflitto, un bombardamento statunitense ha colpito una scuola a Minab durante l&amp;rsquo;orario delle lezioni, provocando 168 morti, in larga maggioranza bambini e personale scolastico. Successivamente, a Lamerd, un attacco ha colpito un centro sportivo durante un allenamento giovanile, uccidendo atleti, allenatori e spettatori. Scuola, impianto sportivo e ora una festa di matrimonio: tre luoghi profondamente diversi, ma accomunati dalla presenza di civili. &amp;Egrave; proprio questa sequenza a rendere sempre pi&amp;ugrave; difficile, secondo Teheran, ricondurre le vittime alla categoria dei semplici &amp;ldquo;danni collaterali&amp;rdquo;. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf ha accusato Washington di colpire deliberatamente luoghi frequentati da civili, evocando una condotta che, nelle sue parole, ricorda quella di &amp;ldquo;Satana&amp;rdquo;. Ancora pi&amp;ugrave; diretto &amp;egrave; stato Hassan Ghashghavi, che ha messo in discussione la possibilit&amp;agrave; che un apparato militare dotato di sofisticati sistemi satellitari possa confondere ripetutamente una scuola, un centro sportivo o una festa di matrimonio con un obiettivo militare. La questione centrale diventa quindi quella della cosiddetta &amp;ldquo;precisione&amp;rdquo; degli attacchi. Il conflitto iniziato il 28 febbraio, con l&amp;rsquo;escalation congiunta di Stati Uniti e Israele contro l&amp;rsquo;Iran, ha gi&amp;agrave; prodotto decine di giorni di bombardamenti e numerose vittime civili. A rendere ancora pi&amp;ugrave; delicata la situazione &amp;egrave; la sorte del cessate il fuoco raggiunto dopo un memorandum mediato dal Pakistan il 17 giugno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;intesa, che avrebbe dovuto consolidare la tregua in vigore dall&amp;rsquo;8 aprile, &amp;egrave; stata successivamente violata dall&amp;rsquo;amministrazione Trump. Di fronte alla nuova escalation, le forze armate iraniane hanno risposto con operazioni missilistiche e con attacchi di droni contro installazioni militari e interessi statunitensi nella regione. Teheran evidenzia di agire nell&amp;rsquo;ambito del diritto all&amp;rsquo;autodifesa previsto dall&amp;rsquo;articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Ma il rischio &amp;egrave; ormai quello di una spirale nella quale ogni attacco produce una rappresaglia e ogni rappresaglia prepara il terreno a nuovi bombardamenti. La tragedia di Kouhestak rende cos&amp;igrave; ancora pi&amp;ugrave; urgente la domanda sulla responsabilit&amp;agrave; internazionale per le vittime civili. Perch&amp;eacute; quando una guerra arriva a colpire anche una festa di matrimonio, il problema non riguarda pi&amp;ugrave; soltanto gli obiettivi militari dichiarati. Riguarda il confine, sempre pi&amp;ugrave; fragile, tra guerra e impunit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/thumbs_b_c_f46af994c6227643727b746c7136cae1.webp/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Mali: la sporca guerra per procura della Francia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mali_la_sporca_guerra_per_procura_della_francia/39602_68746/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:14:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;di Imtiaz Ul-Haq*&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando la giunta militare ha preso il potere in Mali nel 2020, aveva promesso di porre fine al caos che, gi&amp;agrave; allora, sembrava aver toccato il suo apice. Nel 2026, quell&amp;rsquo;apice si &amp;egrave; rivelato semplicemente il fondo della scala. Quello che accade oggi nel paese non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; una guerra civile: &amp;egrave; uno spettacolo cinico, messo in scena da un regista parigino che non ne vuole sapere di lasciare il palco. E le uniche voci che non si sentono in questo fragore di esplosioni sono quelle dei maliani: 6,4 milioni di loro hanno oggi bisogno di aiuti umanitari, e 415mila sono sfollati interni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto &amp;egrave; cominciato quando, alla fine di aprile 2026, una serie di attacchi coordinati di portata senza precedenti ha sconvolto il paese. I miliziani del Gruppo per il Sostegno all&amp;rsquo;Islam e ai Musulmani (Jnim), legato ad al-Qaeda, e i separatisti tuareg del Fronte per la Liberazione dell&amp;rsquo;Azawad (Fla) hanno agito come un pugno solo. L&amp;rsquo;esercito maliano ha perso il controllo della citt&amp;agrave; strategica di Kidal, e il ministro della Difesa &amp;egrave; stato ucciso nella sua stessa casa dall&amp;rsquo;esplosione di un&amp;rsquo;auto bomba. Questa alleanza &amp;egrave; stata una vera sorpresa sul piano militare. Fino a ieri, quei gruppi erano nemici giurati, con ideologie diametralmente opposte: gli uni volevano la sharia su tutto il territorio maliano, gli altri l&amp;rsquo;indipendenza laica per il nord. Sarebbero rimasti nemici, se non fosse per un piccolo dettaglio: hanno trovato un protettore comune, capace di fare amicizia anche con quelli che fino al giorno prima chiamava terroristi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La logica vorrebbe che ogni alleanza innaturale nasconda una terza parte, con le tasche piene e la memoria corta. E quella terza parte &amp;egrave; la Francia. L&amp;rsquo;ex potenza coloniale, che ha perso influenza militare nel Sahel dopo aver ritirato le sue truppe e aver rotto gli accordi con la giunta, sembra aver deciso di cambiare strategia. Se un tempo i soldati francesi morivano nel tentativo di &amp;laquo;stabilizzare&amp;raquo; la regione con le operazioni Serval e Barkhane, oggi Parigi punta sulle mani altrui. E le mani dei terroristi e dei separatisti sono quelle pi&amp;ugrave; adatte per il lavoro sporco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le accuse sono cos&amp;igrave; forti che non si possono ignorare. I leader dei paesi dell&amp;rsquo;Alleanza degli Stati del Sahel (AES) &amp;ndash; Mali, Burkina Faso e Niger &amp;ndash; sono ormai stanchi di ripeterle in tutte le sedi internazionali. Nell&amp;rsquo;ottobre 2025, all&amp;rsquo;ONU, &amp;egrave; partita un&amp;rsquo;accusa diretta: la Francia, &amp;laquo;nostalgica dell&amp;rsquo;epoca coloniale&amp;raquo; e ossessionata dalla perdita di influenza, sta deliberatamente destabilizzando la regione, fornendo ai gruppi terroristici &amp;laquo;informazioni riservate, supporto logistico, armi e munizioni&amp;raquo;. Il primo ministro del Burkina Faso lo ha definito un vero e proprio &amp;laquo;saccheggio delle risorse africane&amp;raquo;. Il Mali ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell&amp;rsquo;ONU di poter presentare &amp;laquo;prove inconfutabili&amp;raquo; del sostegno francese ai terroristi. Ma la richiesta non &amp;egrave; mai stata accolta &amp;ndash; probabilmente perch&amp;eacute; quelle prove sarebbero troppo scomode per chi dovrebbe esaminarle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se la diplomazia ufficiale fa finta di niente, le inchieste giornalistiche dipingono un quadro molto pi&amp;ugrave; crudo. Secondo quanto rivelato da Le Monde e da RTL, nei campi di addestramento dei ribelli del Fla sono stati visti istruttori con passaporto ucraino &amp;ndash; ex legionari con stretti legami con i servizi segreti francesi. Per Parigi &amp;egrave; lo schema perfetto: mantiene una reputazione immacolata, mentre i suoi proxy dell&amp;rsquo;Est Europa fanno tutto il lavoro sporco. Addestramento con droni kamikaze, tattiche di guerriglia urbana, coordinamento tra gruppi rivali &amp;ndash; tutto richiede una preparazione che difficilmente dei nomadi nel deserto possono garantirsi senza aiuti esterni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Paradossalmente, la Francia ha costruito nei decenni, nelle sue ex colonie, un sistema che di per s&amp;eacute; &amp;egrave; un perfetto motore di conflitto. I ricercatori lo chiamano &amp;laquo;scambio ecologicamente ineguale&amp;raquo;: tutto il danno economico e ambientale viene spostato verso la periferia africana, fornendo le materie prime per la transizione &amp;laquo;green&amp;raquo; dei ricchi paesi occidentali. La pietra angolare di questo sistema &amp;egrave; il franco CFA. I paesi africani della zona franco sono obbligati a depositare il 50% delle loro riserve valutarie nel tesoro francese a Parigi. In pratica, Parigi mantiene il diritto di emettere la moneta africana, trasformando Stati nominalmente sovrani in colonie finanziarie. Come scrivono gli economisti, questo permette alla Francia di &amp;laquo;rubare il 69% della valuta&amp;raquo; dei paesi africani, dando loro in cambio &amp;laquo;soldi da scimmie&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, l&amp;rsquo;oro rappresenta un quarto del budget del Mali. I maliani possiedono le risorse, ma non controllano n&amp;eacute; l&amp;rsquo;estrazione n&amp;eacute; il flusso dei profitti. Nel 2010, il vicino Niger ha incassato solo il 13% del valore d&amp;rsquo;esportazione del proprio uranio, estratto da compagnie francesi. L&amp;rsquo;ironia della storia &amp;egrave; che i governi odierni dell&amp;rsquo;AES stanno cercando di rompere questo circolo vizioso: nazionalizzano le miniere e avanzano richieste fiscali miliardarie alle multinazionali occidentali. Proprio ora che questi paesi muovono i primi passi verso una vera sovranit&amp;agrave; economica, vengono travolti da un&amp;rsquo;ondata di destabilizzazione feroce. E i terroristi, sostenuti attivamente &amp;laquo;dietro l&amp;rsquo;angolo&amp;raquo;, colpiscono con una coordinazione impeccabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qual &amp;egrave; il bilancio di questo sanguinoso spettacolo? Semplice e disgustoso. Il proseguimento della guerra in Mali conviene a una sola parte: la Francia. Cos&amp;igrave; Parigi riconquista l&amp;rsquo;influenza geopolitica dove l&amp;rsquo;aveva persa, e continua a spremere le risorse da economie dilaniate dalla guerra. Il conflitto crea le condizioni ideali per spartirsi gli appalti, fare pressione su governi sgraditi e mantenere la dipendenza finanziaria. E i maliani restano ostaggi di questo gioco a somma zero, dove ogni colpo di drone non &amp;egrave; la vittoria di qualcuno, ma la morte di qualcuno. I numeri parlano da soli: il numero degli sfollati interni in Mali &amp;egrave; aumentato del 40% solo nell&amp;rsquo;ultimo anno. E questa lista di sofferenze continuer&amp;agrave; a crescere finch&amp;eacute; a Parigi continueranno a pensare che le vite altrui siano un prezzo accettabile per preservare vecchie abitudini coloniali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;*Politologo pakistano&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_viaggio_di_xi_che_cambia_la_geopolitica_mondiale_video/63306_68741/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 14:27:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il recente viaggio del Presidente cinese Xi Jinping in Kirghizistan (per il vertice SCO di Bishkek) ed Egitto non &amp;egrave; una semplice tourn&amp;eacute; diplomatica, ma la mappa di un mondo che sta cambiando pelle. In questa nuova analisi, il Prof. Fabio Massimo Parenti ci guida alla scoperta di come si sta costruendo, dati e progetti alla mano, un ordine internazionale pi&amp;ugrave; equo, svincolato dalla logica dei blocchi e dell'egemonismo occidentale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre l'Occidente abbandona i principi della globalizzazione a vantaggio di pochi, la SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) celebra i suoi 25 anni evolvendosi da alleanza di sicurezza contro i &quot;Tre Mali&quot; a principale piattaforma multilaterale dell'Eurasia. Dallo &quot;Spirito di Shanghai&quot; alle nuove Iniziative Globali cinesi, fino ai mega-progetti sull'Intelligenza Artificiale e le energie verdi: scopriamo come Pechino stia tracciando la &quot;road map&quot; verso la Comunit&amp;agrave; dal futuro condiviso per l'intera umanit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un'analisi indispensabile per comprendere la vera tettonica della geopolitica mondiale, che salda l'Eurasia al Medio Oriente, all'Africa e al Mediterraneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/9aBjAARJuNs?si=S1zk3eyEdOgeLdJe&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Geografie del Potere</category>
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                    <title>“Albeggerà al tramonto”: storia di speranza e militanza tra Reggio e...Stalingrado</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-albegger_al_tramonto_storia_di_speranza_e_militanza_tra_reggio_estalingrado/46096_68729/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Giulia Bertotto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia che vi recensiamo (senza anticiparvi il finale- &amp;ldquo;spoilerarvi&amp;rdquo; per gli &lt;em&gt;argonauti&lt;/em&gt;*) &amp;egrave; ambientata nella citt&amp;agrave; di Corvina, anno distopico duemilaoggi, in una qualche provincia italiana tradizionalmente socialista tra Reggio Emilia e Stalingrado.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il centro di questo microcosmo internazionalista &amp;egrave; il Bar New Age, roccaforte di compagni arrugginiti, una banda di vecchi combattenti tra acciacchi e ipertensione, che borbottano al bancone, sotto il poster che fu prima del Che e poi di Berlinguer.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I nomi delle &amp;ldquo;politiche per l&amp;rsquo;emancipazione degli anziani&amp;rdquo; contro le quali si trovano a insorgere sono surreali. Trovate un po' orwelliane e un po' affini al registro dell&amp;rsquo;Ue, come il &quot;Decreto di solidariet&amp;agrave; internazionale&quot;: retorica in stile Bruxelles per sfruttare gli anziani e ricattarli per la pensione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA VECCHIAIA AVANZA, LA RIVOLUZIONE RITARDA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il romanzo &quot;Albegger&amp;agrave; al tramonto&quot; (L'AD edizioni, 2025) vive di un parallelismo tra il corpo che si stanca, l'et&amp;agrave; che pesa, la memoria che si sfalda e il partito comunista, il quale si imborghesisce con le feste dell'Unit&amp;agrave; che negli anni divorano le risorse del Partito, fino ad arrivare agli &lt;em&gt;aperiChe&lt;/em&gt; frequentati da &lt;em&gt;argonauti&lt;/em&gt;*, cos&amp;igrave; vengono chiamati i &amp;ldquo;millenial&amp;rdquo;, ormai cognitivamente ibridati coi loro smartphone, alienati e depoliticizzati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La loro generazione &amp;egrave; il precipitato pi&amp;ugrave; drammatico della decadenza sociale e politica che ha colpito il mondo progressista depotenziando le istanze rivoluzionarie: i compagni che hanno fatto la resistenza, quelli che ne sono discendenti e i nostri adolescenti, sedotti dalle ribellioni cosmetiche delle rivoluzioni colorate. Tuttavia non si tratta della solita critica ai giovani tipica degli attempati, quanto invece un&amp;rsquo;autocritica su cosa sono riusciti a fare&lt;em&gt; loro&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;eredit&amp;agrave; marxista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Che fare?&lt;/em&gt; scriveva Lenin, non &amp;egrave; solo una domanda &amp;ldquo;politica&amp;rdquo;, ma l&amp;rsquo;interrogativo universale di chiunque non possa restare a guardare le ingiustizie e quella Lotta di Classe sempre pi&amp;ugrave; feroce ma incompresa e banalizzata come anticaglia superata o reperto museale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/albeggera-al-tramonto/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/11/Albeggera-al-tramonto-cover-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;305&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/albeggera-al-tramonto/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Acquistalo ora&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;FERMARE IL &amp;ldquo;PROGETTO UNIT&amp;Agrave;&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da Corvina &amp;ldquo;non si passa&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La brigata di pensionati decider&amp;agrave; di rapire il presidente del Consiglio per impedire che l&amp;rsquo;amministrazione di Corvina realizzi il &amp;ldquo;Progetto Unit&amp;agrave;&amp;rdquo;, ossia la costruzione (con denaro pubblico ovviamente) di un ponte avversato dai cittadini, ma favorevole ai ghiotti affari di un potente imprenditore. Nel romanzo, amaro e spassoso, malinconico e grottesco, si alternano scene e modi tipicamente italiani; nei marchi delle auto, nelle pietanze in tavola, nei modi affettuosi e &amp;nbsp;colloquiali, negli articoli determinativi per i nomi delle protagoniste femminili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli autori, seppur inclini al materialismo storico, non trascurano gli elementi poetici nelle descrizioni e quelli magici, come la facolt&amp;agrave; di indovinare malattie del dottore druido, cani sensitivi quasi parlanti, Carlo il piccione ambasciatore e tutti quelli che scoverete voi tra le pagine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche se ci sono personaggi che spiccano su altri, il collettivo di autori &amp;egrave; capace di un&amp;rsquo;opera corale decentrata, senza un vero protagonista, che fa autoironia sulla vecchiaia, sulle debolezze del Partito comunista e su quelle dei sentimenti e dei vizi umani. Una vicenda di soffice fantasia e di dura realt&amp;agrave; che intreccia vite ordinarie ma idealiste. Perch&amp;eacute; senza idee siamo gi&amp;agrave; &lt;em&gt;polvere&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il titolo-ossimoro &amp;ldquo;Albegger&amp;agrave; al tramonto&amp;rdquo; annuncia che una luce rinascer&amp;agrave; sempre dalla tenacia dei popoli oppressi e in ognuno di noi, anche al crepuscolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PER ACQUISTARE IL LIBRO &lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/albeggera-al-tramonto/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;USA IL NOSTRO E-COMMERCE&lt;/a&gt; E SOSTIENI IL PROGETTO EDITORIALE DE L'ANTIDIPLOMATICO.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Cultura e Resistenza</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/albegger+al+tramonto+foto1.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Lipsia, il Tg di Mentana e noi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lipsia_il_tg_di_mentana_e_noi/39602_68738/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Gabriele Busti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Guardare il TG di Mentana &amp;egrave; sempre un'opzione conveniente, Chicco pu&amp;ograve; farti passare un paio di mesi di relativa serenit&amp;agrave; acquattandosi come un felino, modulando i toni, scegliendo le parole, dosando le emozioni, aprendo un ventaglio stitico sulla politica estera per scivolare velocemente in digressioni sornione atte a stordire il suo pubblico di riferimento, l'affaire Ranucci, le manfrine del campo largo, le ambasce della lega, la cronaca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Poi un bel giorno ai piani alti arriva l'input di far salire la tensione e il telegiornale, come per magia, diventa l'Istituto Luce, e le bacheche vengono invase da una miriade di contenuti &quot;esterni&quot;. E tutto quello che abbiamo studiato sui libri diventa reale, e ribaltato di segno.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Non ero certo l'unico a pensare che questi stercorari avrebbero aspettato la fine di agosto per saltare di livello, i segnali erano chiarissimi. Quando parlano di guerra ibrida si stanno solo descrivendo, gallina che canta, ha fatto l'uovo.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Lo pensano tutti, che appena guerra &amp;egrave; dichiarata, la Germania pu&amp;ograve; saltare le elezioni, o mettere fuori gioco i partiti, o tirar fuori qualche altra diavoleria per farci scivolare in un ambito che in questi ultimi sei anni ci &amp;egrave; stato gi&amp;agrave; piacevolmente anticipato.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;L'unica azione possibile &amp;egrave; denunciare l'andazzo per non farlo avverare. Non baster&amp;agrave;. Per tutto il resto, tocca organizzarsi in attesa che i ceti medi si stanchino di aver paura a distinguere le loro parole pubbliche dai loro pensieri privati.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, meglio abbondare per eccesso che per difetto.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Faranno di tutto.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Non crederemo a niente.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/792910620_1054684624222176_470010812950402937_n.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Dalla 'casalinga di Treviso' al riarmo UE: come la propaganda del Corriere ci spinge verso la guerra</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dalla_casalinga_di_treviso_al_riarmo_ue_come_la_propaganda_del_corriere_ci_spinge_verso_la_guerra/45289_68739/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4 settembre. &amp;ldquo;Ora la Russia rompe le scatole alla Germania&amp;rdquo;, diceva sconsolato un paio di giorni fa un anziano vicino di casa, che intendeva rafforzare la sua affermazione con l'indubitabile &amp;ldquo;l'hanno detto alla televisione&amp;rdquo;, cos&amp;igrave; che, rimuginando sugli ultimi avvenimenti, veniva da pensare che almeno un risultato non da poco i media con l'elmetto lo abbiano raggiunto: qualunque dettame intendano far ingoiare alle morettiane &amp;ldquo;casalinghe di Treviso&amp;rdquo;, hanno buone probabilit&amp;agrave; di riuscita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora hanno deciso che questo sia davvero il momento di spingere in avanti e spararle sempre pi&amp;ugrave; grosse, con l'obiettivo di far ingoiare alle masse le scelte di una guerra che vogliono sempre pi&amp;ugrave; vicina. Ecco dunque che il signor Marco Imarisio, sul Corriere della Sera, scrive di &amp;laquo;minacce al nostro continente&amp;raquo;, ovviamente da parte della Russia, ricorrendo alla nuova interpretazione euroatlantica della geografia, in base alla quale il cosiddetto &amp;ldquo;vecchio continente&amp;rdquo; arriva al massimo, a est, alla Vistola o al Dnepr, oltrepassando i quali, nel XXI secolo, si corrono gli stessi rischi &amp;ldquo;esistenziali&amp;rdquo; cui si andava incontro, ventuno secoli orsono, varcando le colonne d'Ercole. O, per essere pi&amp;ugrave; precisi: a differenza di duemila anni fa, allorch&amp;eacute; il limitare del mondo conosciuto riserbava solo un ignoto tremendo e inimmaginabile, oggi &amp;egrave; noto, dato che &amp;ldquo;lo dice la televisione&amp;rdquo; e lo scrivono i pi&amp;ugrave; acclamati media su cui scrivono gli &amp;ldquo;analisti&amp;rdquo; pi&amp;ugrave; seri e quotati, che i rischi &amp;ldquo;esistenziali&amp;rdquo; vengono portati da un soggetto ben conosciuto, la Russia, spalleggiata dagli sciagurati di iraniani, rifornita dagli armigeri di Pyongyang e sostenuta dagli imprevedibili cinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora ecco che, dicono, &amp;egrave; arrivato il momento di fare le cose sul serio, perch&amp;eacute; Moskva arriva a minacciare tutti sul &amp;laquo;nostro continente&amp;raquo;: un continente che termina l&amp;agrave; dove arrivano EU e NATO che, par di capire, hanno finora reagito troppo blandamente alle &amp;laquo;&amp;ldquo;provocazioni&amp;rdquo; della Russia&amp;raquo; evocate dal signor Federico Rampini, sempre sul Corriere. &amp;Egrave; dunque il momento di fare le cose sul serio, dato che &amp;laquo;Putin ha la tentazione di una fuga in avanti, allargando il conflitto all&amp;rsquo;Europa occidentale&amp;raquo;, per ora limitandosi a un &amp;laquo;crescendo di provocazioni, microaggressioni e sabotaggi, prima contro Polonia, Baltici e Scandinavia, ora in particolare contro la Germania&amp;raquo;. E se &amp;ldquo;lo zar&amp;rdquo;, come quegli stessi &amp;ldquo;analisti&amp;rdquo; chiamano il presidente russo, intende &amp;laquo;mettere alla prova la coesione e la preparazione dell&amp;rsquo;Europa occidentale&amp;raquo;, ecco dunque che diventa improcrastinabile il &amp;laquo;progetto di una difesa comune europea&amp;raquo; che, lamenta il signor Rampini, &amp;laquo;rimane ancora uno slogan ambizioso con poca sostanza. Il cosiddetto &amp;ldquo;riarmo&amp;rdquo; procede con lentezza... La frammentazione industriale &amp;egrave; spaventosa, i sistemi d&amp;rsquo;arma prodotti in Europa sono un mosaico all&amp;rsquo;insegna delle incompatibilit&amp;agrave;, tanti orticelli nazionali non si sommano fra loro&amp;raquo;. Il rimedio c'&amp;egrave; e l'opzione Crosetto-F&amp;euml;dorov ne &amp;egrave; l'anticipazione e non costituisce tanto, come scrive il signor Rampini, &amp;laquo;un&amp;rsquo;alternativa al &amp;ldquo;made in Usa&amp;rdquo;&amp;raquo;, quanto proprio l'integrazione degli interessi di profitto delle industrie militari euro-yankee-sioniste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per&amp;ograve;, ci dicono, le cose stanno andando a rilento. E allora ecco che si ricorre a qualche &amp;ldquo;spintarella&amp;rdquo;, con droni russi &amp;ndash; e di chi altri potrebbero essere? - che volano, atterrano, stanziano ora qua, ora l&amp;agrave; in giro per il &amp;laquo;nostro continente&amp;raquo;. Ma ancora non basta, perch&amp;eacute; non &amp;egrave; solo la &amp;ldquo;difesa comune&amp;rdquo; a essere frammentata: ancora di pi&amp;ugrave; lo sono &amp;laquo;le opinioni pubbliche... La consapevolezza delle minacce &amp;egrave; cresciuta nei Paesi del Nord-est, non a caso quelli che subiscono le pi&amp;ugrave; gravi incursioni russe: Germania e Polonia, Baltici e scandinavo-finnici&amp;raquo;. L'Italia, piagnucola l'articolista del Corriere, &amp;laquo;&amp;egrave; tra i Paesi pi&amp;ugrave; arretrati... La russofilia si traveste da neutralismo e da pacifismo. Il copione che Stalin aveva usato agli albori della guerra fredda, torna utile ai tempi dei social media, i fatti sono optional da fabbricarsi secondo i propri pregiudizi&amp;raquo;. Lasciamo al signor Rampini le stantie litanie maccartiste su &amp;laquo;l&amp;rsquo;Armata Rossa [che] invase Berlino Est, Budapest, Praga, per soffocare nel sangue gli aneliti di libert&amp;agrave;&amp;raquo;: non &amp;egrave; questo il luogo per fare i conti con &amp;laquo;gli aneliti di libert&amp;agrave;&amp;raquo; proclamati da liberal-bellicisti e anticomunisti a libro-paga del capitale, che dissertano sulle paradisiache propriet&amp;agrave; del profitto e gridano su &amp;laquo;quanto sia reale, e micidiale, l&amp;rsquo;asse Pechino-Mosca-Teheran-Pyongyang&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; &amp;ldquo;micidiale&amp;rdquo; da poterci impaurire la &amp;ldquo;casalinga di Treviso&amp;rdquo; e indurla a proclamare che s&amp;igrave;, &amp;egrave; proprio nel nostro interesse &amp;ndash; cio&amp;egrave; nell'interesse dell'industria militare e dei suoi servizievoli commis voyageur dei governi euroatlantisti &amp;ndash; fare a meno dei beni primari per destinare ogni risorsa al riarmo e al sostegno della &amp;ldquo;prima linea&amp;rdquo; nazigolpista di Kiev, impegnata nella difesa dei &amp;ldquo;valori europei&amp;rdquo; dall'attacco delle &amp;ldquo;autocrazie asiatiche&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D'altronde, che gli eredi di quel nazismo che aveva attecchito in terra teutonica ricorrano agli stessi sotterfugi dei propri capostipiti e dichiarino &amp;ldquo;indubitamente russo&amp;rdquo; un drone recapitato a Lipsia pochi giorni prima di una tornata elettorale forse decisiva per il governo del nuovo Reich, non pu&amp;ograve; non far ricordare come, proprio a Lipsia, si concludesse vergognosamente, per i nazisti di allora, il processo farsa imbastito contro Georghi Dimitrov, accusato dell'incendio del Reichstag appena pochi giorni prima delle elezioni del 1933 che avrebbero dato la vittoria a Adolf Hitler. Allora, si parl&amp;ograve; della &amp;ldquo;mano di Mosca&amp;rdquo; e si mise fuori legge il Partito Comunista; oggi, data la diversa situazione storica e la diversa connotazione dei soggetti, si grida al pericolo neonazista rappresentato da Alternative f&amp;uuml;r Deutschland; ma, come novant'anni fa, si fa risalire il pericolo mortale alla Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ne va del destino dei guerrafondai non solo tedeschi, ma delle &amp;eacute;lite belliciste della maggior parte dei paesi del &amp;laquo;nostro continente&amp;raquo; e, anche, del destino di quella banda di nazigolpisti di Kiev finora alimentati con soldi e armi da quelle &amp;eacute;lite. Quanto Vladimir Putin, al recente vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) in Kirghizistan, incontrando il Primo ministro indiano Narendra Modi, ha detto che &amp;laquo;Stiamo percorrendo questa strada&amp;raquo;, in riferimento alla conclusione del conflitto in Ucraina, non ha dato una tempistica e non ho parlato di tregua. Non ha nemmeno promesso di fermare le truppe, osserva il corrispondente di guerra Aleksandr Kots su Komsomol'skaja Pravda; ma ha solo confermato quello che ha sempre detto: la Russia &amp;egrave; favorevole a una soluzione diplomatica, ma che sia una soluzione che elimini le cause del conflitto e non che lo congeli per un paio d'anni fino alla prossima escalation. E, naturalmente, Moskva terr&amp;agrave; conto delle realt&amp;agrave; sul campo. La Russia non ha bisogno di un confine perennemente instabile, dove le truppe devono rimanere per anni in attesa di bombardamenti o invasioni, come &amp;egrave; il caso del conflitto cui faceva indirettamente riferimento Modi, tra India e Pakistan, che va avanti da 79 anni. Quella, dice Kots, &amp;egrave; precisamente la &quot;pace&quot; che Moskva rifiuta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle ultime settimane, il regime ucraino non ha fatto altro che minacciare un'escalation: nuovi attacchi in profondit&amp;agrave; nel territorio russo, una nuova fase del conflitto. Tra India e Pakistan c'&amp;egrave; un confine con uomini in armi da 79 anni: ecco cosa succede, dice Kots, quando &amp;laquo;la via della pace viene sostituita da una tregua fine a se stessa. La Russia ha scelto una strada diversa&amp;raquo;. Tanto pi&amp;ugrave; di fronte a una banda nazigolpista intenta a inviare aperte minacce terroristiche a livello mondiale, come quelle di interrompere coi droni il traffico aereo civile in Russia: &amp;laquo;&amp;egrave; una dichiarazione di terrorismo di Stato. E, vorrei sottolineare, ci stanno chiedendo di riprendere i negoziati. Ci stanno chiedendo incontri personali. Noi non negoziamo con i terroristi&amp;raquo;, ha detto Putin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se i bellicisti del Corriere della Sera, che invocano ormai il ricorso alle armi in risposta alle &amp;laquo;provocazioni russe&amp;raquo; contro &amp;laquo;il nostro continente&amp;raquo; e implorano &amp;ldquo;pieno sostegno&amp;rdquo; a Kiev, ecco che addirittura il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, in un'intervista a Fox News, indicato l'Ucraina quale causa nientemeno che della crisi energetica globale. Bessent e la Casa Bianca ritengono che il pianeta stia attualmente vivendo uno shock energetico causato dalla guerra in Ucraina. Ci&amp;ograve; che ha destato spiacevole sorpresa per alcuni &amp;egrave; stato il fatto che il Segretario al Tesoro non abbia indicato la Russia come causa principale, bens&amp;igrave; il prolungamento della guerra da parte di Kiev, che ha deciso di colpire in profondit&amp;agrave; il territorio russo, principalmente impianti energetici e raffinerie di petrolio. Washington &amp;egrave; convinta che le azioni dell'Ucraina abbiano contribuito all'aumento dei prezzi globali del petrolio e dell'energia. Cos&amp;igrave;, per dire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D'altra parte, &amp;laquo;siamo stati noi a portare al potere in Ucraina persone pronte a distruggere il proprio popolo nel bagno di sangue di una guerra per denaro&amp;raquo;, dice l'ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo USA, Joe Kent, in un'intervista col professore norvegese Glenn Diesen. La junta di Zelenskij e &amp;laquo;i suoi uomini sono talmente dipendenti dalla continuazione della guerra, talmente dipendenti dagli aiuti occidentali, da essersi allontanati dal popolo ucraino&amp;raquo;, dice Kent; in sostanza, &amp;laquo;al popolo ucraino viene semplicemente detto: &amp;ldquo;Dovete darci uomini da far passare al tritacarne&amp;rdquo;. Non ci saranno elezioni, non avrete diritto di voto. La squadra di Zelenskij dipende completamente da noi e noi li usiamo. E hanno usato il loro popolo come forza per procura contro la Russia fin dalla loro esistenza...&amp;nbsp; lo abbiamo gi&amp;agrave; visto in altre guerre per procura che abbiamo condotto: Afghanistan, Vietnam e, in una certa misura, in Iraq... Quindi, per il popolo ucraino e per il governo di Zelenskij &amp;egrave; facile prevedere cosa succeder&amp;agrave;... Le stesse persone che consideravano la Russia una minaccia esistenziale lavorano ancora nei servizi segreti americani e britannici. E ora l'Ucraina &amp;egrave; diventata per loro una piattaforma per attuare tutti questi piani&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quali siano le prospettive del conflitto, lo si vedr&amp;agrave; in un successivo intervento, sulla base di un servizio curato da Komsomol'skaja Pravda. Per il momento, &amp;egrave; sufficiente constatare come i comandi nazigolpisti di Kiev stiano sacrificando qualcosa come mille uomini al giorno. Nessuno, nella banda di usurpatori di Zelenskij, &amp;egrave; in grado di spiegare chiaramente a quale scopo l'Ucraina stia perdendo pi&amp;ugrave; di mille persone al giorno nella guerra contro la Russia, dice il politologo ucraino Konstantin Bondarenko: &amp;laquo;Nessuno in Ucraina sa quale dovrebbe essere l'esito di questa guerra. Non si tratta pi&amp;ugrave; di una guerra con un obiettivo specifico. &amp;Egrave; una guerra per la guerra... Nessuno parla pi&amp;ugrave; dei confini del 1991. Nessuno parla di altri confini, di risultati concreti. Dicono: &amp;ldquo;Dobbiamo resistere finch&amp;eacute; Putin non accetta di negoziare&amp;rdquo;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Kirill Budanov, ricorda Bondarenko, sostiene che si dovrebbero mobilitare 30.000 uomini al mese, non di meno; &amp;laquo;&amp;eacute; come una specie di gioco del calamaro. E dove sono finiti quelli precedenti? Questo significa che le nostre perdite sono di 30.000 al mese tra feriti e cos&amp;igrave; via. Quindi, stiamo perdendo mille persone al giorno. Non sono 55.000, come afferma Zelenskij, per l'intera guerra. Se fossero 55.000, non avremmo bisogno di mobilitare 30.000 uomini ogni mese&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma l'essenziale, ora, &amp;egrave; convincere la &amp;ldquo;casalinga di Treviso&amp;rdquo; che &amp;ldquo;la Russia rompe le scatole alla Germania&amp;rdquo; e vada dunque fermata con qualsiasi mezzo, cos&amp;igrave; che la guerra &amp;egrave; diventata una necessit&amp;agrave; vitale, non per il capitale, per carit&amp;agrave;: per i popoli.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images+%2825%292.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Una falsa false-flag?</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-una_falsa_falseflag/6119_68740/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Francesco Santoianni&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Una evidente&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/False_flag&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://it.wikipedia.org/wiki/False_flag&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw3Lt7Oeex3E9CEXMfWLA_en&quot;&gt;false-flag&lt;/a&gt;&amp;nbsp;dietro le&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://it.euronews.com/my-europe/2026/09/01/la-russia-dietro-il-tentativo-di-attacco-con-un-drone-allaeroporto-di-lipsia-secondo-berli&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://it.euronews.com/my-europe/2026/09/01/la-russia-dietro-il-tentativo-di-attacco-con-un-drone-allaeroporto-di-lipsia-secondo-berli&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw2WLTh5waFJtZVomq0ptDNq&quot;&gt;dichiarazioni dietro del governo tedesco&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che addebita alla Federazione russa l&amp;rsquo;invio di droni con esplosivo all&amp;rsquo;aeroporto di&amp;nbsp;Lipsia/Halle? O anche una (mi si perdoni il gioco di parole) falsa false-flag? Un qualcosa di simile, verosimilmente, era gi&amp;agrave; avvenuto in Francia subito dopo l&amp;rsquo;attentato al&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://docs.google.com/document/d/1aeHveqzaT3tTOtIUtMYWXE9MRD63BS8U/edit?usp=drive_link&amp;amp;ouid=109839627310953379298&amp;amp;rtpof=true&amp;amp;sd=true&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://docs.google.com/document/d/1aeHveqzaT3tTOtIUtMYWXE9MRD63BS8U/edit?usp%3Ddrive_link%26ouid%3D109839627310953379298%26rtpof%3Dtrue%26sd%3Dtrue&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw1JXObEEC_4VRjBPlPoFcs8&quot;&gt;Charlie Hebdo&lt;/a&gt;, quando, tanto per dirne una, venne miracolosamente ritrovata - e subito inviata ai media la sua foto - la&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.pecorarossa.it/scorpioni-in-giardino/&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://www.pecorarossa.it/scorpioni-in-giardino/&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw339ycZgSIdKq17_vcwHo1Y&quot;&gt;carta di identit&amp;agrave;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;di Sa&amp;iuml;d Kouachi uno dei presunti attentatori. Perch&amp;eacute; una &amp;ldquo;prova&amp;rdquo; cos&amp;igrave; sbracata? E perch&amp;eacute; furono irragionevolmente&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://web.archive.org/web/20150112225529/https:/blog.ilgiornale.it/foa/2015/01/10/i-terroristi-e-il-blitz-tutti-i-dubbi-irrisolti-qualcuno-ci-spieghi/&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://web.archive.org/web/20150112225529/https:/blog.ilgiornale.it/foa/2015/01/10/i-terroristi-e-il-blitz-tutti-i-dubbi-irrisolti-qualcuno-ci-spieghi/&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw3piWaf-SUaVk7wBfv6Om2K&quot;&gt;uccisi i fratelli Kouachi&lt;/a&gt;? E perch&amp;eacute; fu consentito ad essi una intervista telefonica nella quale si presentavano, non gi&amp;agrave; per informatori dei servizi segreti francesi quali essi erano, bens&amp;igrave; per seguaci di un tale Anwar al-Awlaki? L&amp;rsquo;ipotesi pi&amp;ugrave; verosimile &amp;egrave; che si sia trattato di un tentativo di allontanare le indagini dai tanti tagliagole jihadisti al soldo del governo francese (ad esempio, per combattere in Siria) che avevano lanciato un avvertimento ai loro burattinai, dirottandole verso &amp;ldquo;schegge impazzite&amp;rdquo; del terrorismo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;E per il drone all&amp;rsquo;aeroporto di Lipsia/Halle? Le prove che dovrebbero accusare la Federazione russa sono abbastanza&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://docs.google.com/document/d/11nrGGSl33NpA5qIfdJLYZhjr-kTH_iGx/edit?usp=sharing&amp;amp;ouid=109839627310953379298&amp;amp;rtpof=true&amp;amp;sd=true&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://docs.google.com/document/d/11nrGGSl33NpA5qIfdJLYZhjr-kTH_iGx/edit?usp%3Dsharing%26ouid%3D109839627310953379298%26rtpof%3Dtrue%26sd%3Dtrue&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw0D54yFOxHjVqLSpJ-HyGYJ&quot;&gt;dubbie&lt;/a&gt;, ma la pi&amp;ugrave; incredibile &amp;egrave; la faccenda del piccolo drone che, il 4 agosto, alcuni dipendenti dell&amp;rsquo;aeroporto di Lipsia/Halle avrebbero notato volare o &amp;ldquo;librarsi&amp;rdquo; a bassissima quota fra due aerei cargo Antonov An-124 della compagnia statale ucraina Antonov Airlines. Un dipendente, quindi, &amp;ldquo;entr&amp;ograve; fisicamente in contatto con il drone&amp;rdquo; facendolo cadere. Secondo un&amp;rsquo;altra ricostruzione (anch&amp;rsquo;essa ha trovato spazio sui media tedeschi), il drone avrebbe urtato uno degli Antonov parcheggiati; nell&amp;rsquo;urto, dall&amp;rsquo;ordigno si sarebbe staccato un contenitore metallico contenente circa 600 grammi di esplosivo Semtex (o PETN, secondo altri media) il quale non sarebbe esploso in quanto &amp;ldquo;il detonatore si era strappato o separato durante l&amp;rsquo;urto&amp;rdquo; oppure, secondo altri media, &amp;ldquo; per colpa di un detonatore difettoso&amp;rdquo;. Ma come, giustamente si fa&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/massimo.mazzucco.7/posts/pfbid02rRJTfnwU21SGWeBixjCnP9s2GWfoJiJAmeqikVranCjaGXSr9fUAgTTGdPntcFRl&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://www.facebook.com/massimo.mazzucco.7/posts/pfbid02rRJTfnwU21SGWeBixjCnP9s2GWfoJiJAmeqikVranCjaGXSr9fUAgTTGdPntcFRl&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw0UqRda3haYZh7GdsBehOUg&quot;&gt;notare qui&lt;/a&gt;, &amp;lt;&amp;lt;&amp;hellip;da che mondo &amp;egrave; mondo, i droni vanno a sbattere dritti contro il bersaglio, esplodendo all&amp;rsquo;impatto; non si adagiano dolcemente accanto al bersaglio, e poi fanno detonare l&amp;rsquo;esplosivo. Ci manca ancora che chiedano il permesso: &amp;ldquo;&lt;em&gt;Mi scusi, signor aereo: le dispiace se mi parcheggio qua di fianco a lei? Sono piccolo piccolo, non do nessun fastidio&lt;/em&gt;.&amp;rdquo;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Certo, la faccenda del drone potrebbe essere un mero &amp;ldquo;avvertimento&amp;rdquo; delle autorit&amp;agrave; russe che, avendo disattivato il congegno esplosivo, volevano far capire al governo tedesco la vulnerabilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;apparato militare NATO. Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; un&amp;rsquo;altra ipotesi e cio&amp;egrave; che dietro la diffusione della &amp;ldquo;notizia&amp;rdquo; potrebbero esserci settori dell&amp;rsquo;establishment tedesco per rimuovere, prima che sia troppo tardi, l&amp;rsquo;ormai impresentabile governo tedesco, soprattutto dopo quello che&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.repubblica.it/esteri/2026/07/03/news/nord_stream_sabotaggio_ucraino_accusa_germania-425447684/&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://www.repubblica.it/esteri/2026/07/03/news/nord_stream_sabotaggio_ucraino_accusa_germania-425447684/&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw0z_xJ-FHetdpfP1inRl3iw&quot;&gt;sta venendo fuori sull&amp;rsquo;attentato al Nord Stream 2&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e la crisi economica nella quale &amp;egrave; precipitata la guerrafondaia Germania.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Intanto, mentre spuntano sui media i &amp;ldquo;responsabili dell&amp;rsquo;attentato&amp;rdquo; incomprensibilmente entrati in Germania con passaporto russo e bielorusso, &amp;nbsp;Zelensky arriva a&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://it.euronews.com/my-europe/2026/09/02/ucraina-avverte-le-compagnie-aeree-lo-spazio-aereo-russo-non-e-sicuro&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://it.euronews.com/my-europe/2026/09/02/ucraina-avverte-le-compagnie-aeree-lo-spazio-aereo-russo-non-e-sicuro&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788616202442000&amp;amp;usg=AOvVaw3-g7PCab9vtHzXVuuPka4P&quot;&gt;minacciare&lt;/a&gt;, senza che questo provochi la bench&amp;eacute; minima condanna da parte dell&amp;rsquo;Unione Europea e dei suoi governi, di abbattere con droni aerei di linea russi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>I media alla guerra</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images+%2826%292.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Fabbriche di missili occidentali in Ucraina: arriva la dura replica della Russia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fabbriche_di_missili_occidentali_in_ucraina_arriva_la_dura_replica_della_russia/82_68732/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;La Russia &amp;egrave; a conoscenza dei piani di Germania, Regno Unito e Francia per realizzare impianti di produzione di missili a lungo raggio in Ucraina. A&lt;a href=&quot;https://t.me/youlistenedmayak/43923&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; dichiararlo&lt;/a&gt; venerd&amp;igrave; &amp;egrave; stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Il portavoce ha affermato che Mosca sta verificando queste informazioni, lanciando un chiaro avvertimento: &amp;laquo;Qualsiasi impianto di questo tipo sul territorio ucraino diventer&amp;agrave; un obiettivo militare legittimo&amp;raquo;. Allo stesso tempo, Peskov ha sottolineato che la militarizzazione dell'Ucraina sostenuta dall'Occidente si tradurr&amp;agrave; soltanto in &amp;laquo;un ulteriore problema per gli stessi ucraini&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Le dichiarazioni sono arrivate anche in risposta alle accuse della Germania su un presunto coinvolgimento russo nell'incidente con drone all'aeroporto di Lipsia, definite da Peskov del tutto &amp;laquo;infondate&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Mosca ha ribadito a pi&amp;ugrave; riprese che il flusso di aiuti militari occidentali non modificher&amp;agrave; gli equilibri strategici sul campo di battaglia e che ogni armamento fornito a Kiev verr&amp;agrave; considerato un bersaglio. La Russia sostiene inoltre che parte di queste armi finisca nelle mani della criminalit&amp;agrave; organizzata all'estero e che gli attacchi ucraini a lungo raggio avvengano con il supporto diretto di specialisti occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Infine, di fronte alle incursioni e ai raid con droni ucraini contro la popolazione e le infrastrutture civili nelle province russe e nell'area di Mosca, le forze armate di Mosca confermano che proseguiranno gli attacchi sistematici contro i siti militari, logistici ed energetici legati al complesso industriale-militare dell'Ucraina.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a9a99cf59bf5b638f18acf8.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>I TESTI DI RADIO GAZA #52 – “Abbiamo di fronte un nemico criminale nazista, ma siamo solo notizie passeggere”</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-i_testi_di_radio_gaza_52__abbiamo_di_fronte_un_nemico_criminale_nazista_ma_siamo_solo_notizie_passeggere/41939_68735/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michelangelo Severgnini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guarda la puntata #52:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;Radio Gaza #52 &amp;ndash; &amp;ldquo;We are facing a criminal Nazi enemy, but we are just fleeting news items.&amp;rdquo;&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/TolV3wGxypQ&quot; width=&quot;1059&quot; height=&quot;595&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(Radio Gaza, in inglese e arabo, pu&amp;ograve; essere seguita attivando i sottotitoli automatici di YouTube)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da giugno 2025.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;206.948 &amp;euro; raccolti grazie a 2.109 donazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;205.632 &amp;euro; inviati finora a Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1.290&amp;nbsp;&amp;euro;&amp;nbsp;ricevuti a settembre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per le donazioni:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://paypal.me/apocalissegaza&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://paypal.me/apocalissegaza&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1788610706280000&amp;amp;usg=AOvVaw28rCnzoVouVJrzdHFYvdIY&quot;&gt;https://paypal.me/&lt;wbr /&gt;apocalissegaza&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Conto corrente bancario per le donazioni:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IBAN: IT 79 J&amp;nbsp;&amp;nbsp;01015 86510 000065016676&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;BIC: BPMOIT22 XXX&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Causale: Apocalisse Gaza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;YouTube:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;/@RadioGazaInProgress&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facebook:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;/RadioGazaAD&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&lt;wbr /&gt;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora qualcuno che non si &amp;egrave; dimenticato di Gaza. Non solo tutti coloro che si sono precipitati a donare in questi giorni di fronte alle estreme condizioni denunciate nelle settimane scorse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo partecipato ad un evento pubblico lo scorso 28 agosto, nei pressi di Lecce, Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo stati onorati della presenza di diverse persone e attivisti locali i quali forse si sono tenuti per s&amp;eacute; la domanda migliore, senza porla, senza condividerla: ma siete sicuri che questi soldi raccolti non finiscano a&amp;hellip; A chi? La domanda non c&amp;rsquo;&amp;egrave; stata, ma aleggia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Una donazione senza ritorno politico &amp;egrave; una donazione persa - molti penseranno - donare cos&amp;igrave; a casaccio non ha senso&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono reti, organizzazioni, quant&amp;rsquo;altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bene, Radio Gaza &amp;egrave; una rete, non basata su affiliazioni politiche o umanitarie ma sull&amp;rsquo;approccio dal basso. Qui non ci sono intermediari. Non ci sono strutture da nutrire. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; risultato politico da portare a casa, se non quello di aver sostenuto la popolazione di Gaza nel miglior modo possibile e nel modo pi&amp;ugrave; rapido, capillare ed immediato. Oppure, se volete, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; altro risultato politico se non quello di aver dato voce una volta in pi&amp;ugrave; alla gente di Gaza. Ci sono risultati politici che si possono conseguire soltanto quando ci si spoglia della propria casacca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;grammar&quot;&gt;qualcun altro&lt;/span&gt;&amp;nbsp;che non si &amp;egrave; dimenticato di Gaza, anzi, non &amp;egrave; passato giorno senza che non abbia bombardato la Striscia negli ultimi mesi. Lo scorso primo settembre Israele ha lanciato un&amp;rsquo;operazione speciale all&amp;rsquo;interno della Striscia, al fine di catturare Muein al-Arabid, capo della Sicurezza Interna di Hamas, nel distretto di&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;spelling&quot;&gt;al-Kateeba,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;a Gaza City.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'operazione speciale ad alto rischio pianificata dallo Shin Bet &amp;egrave; stata attuata sotto copertura e&amp;nbsp;&amp;nbsp;sotto forti bombardamenti. Secondo le fonti israeliane, al-Arabid sarebbe attivamente responsabile della gestione logistica, del trasferimento e del nascondiglio degli ostaggi israeliani catturati durante gli attacchi del 7 ottobre 2023.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'operazione &amp;egrave; stata considerata dai vertici israeliani un successo strategico fondamentale per ottenere informazioni di intelligence sulla rete sotterranea dei tunnel usati dalla Resistenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;rsquo;operazione hanno partecipato attivamente le milizie palestinesi filo-israeliane addestrate e protette in quel 70% della Striscia sotto il controllo di Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Almeno 5 civili sono rimasti uccisi a seguito dei bombardamenti e del conflitto a fuoco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;lt;&amp;lt;Si &amp;egrave; verificato un evento straordinario nella zona occidentale di Gaza: in particolare, le milizie affiliate all&amp;rsquo;occupazione israeliana hanno sferrato un attacco contro un edificio civile nella zona occidentale di Gaza, con un tentativo di rapire una persona; quando la popolazione se ne &amp;egrave; accorta, sono iniziati gli scontri a fuoco e il bombardamento con decine di razzi &amp;ndash; pi&amp;ugrave; di 20 in meno di cinque minuti &amp;ndash; sulla zona di Al-Katiba. Anche la sede dell&amp;rsquo;UNRWA e alcune auto civili hanno cercato di fuggire dalla zona dell&amp;rsquo;incidente; l&amp;rsquo;attacco ha causato decine di feriti e martiri, con resti umani sparsi per le strade a causa del bombardamento intenso e violento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una squadra speciale appartenente alle milizie al servizio dell&amp;rsquo;esercito di occupazione israeliano si &amp;egrave; infiltrata nelle ore pomeridiane e ha fatto irruzione nell&amp;rsquo;edificio in cui risiedeva un comandante di Hamas; in quel momento il comandante e sua moglie stavano festeggiando il matrimonio del figlio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio in quel momento, l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; speciale dell&amp;rsquo;esercito di occupazione israeliano ha fatto irruzione nell&amp;rsquo;edificio e ha aperto il fuoco contro di loro; ci&amp;ograve; ha causato la morte della moglie del comandante, che si era scontrata a colpi di arma da fuoco con l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; speciale per difendere il marito e il figlio. La moglie del comandante &amp;egrave; morta sul colpo, mentre suo marito &amp;egrave; rimasto ferito e suo figlio, il cui matrimonio era previsto proprio in quel momento, ha riportato ferite gravi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciononostante, il comandante, pur ferito, ha continuato a sparare con la pistola fino a&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;spelling&quot;&gt;esaurirne&lt;/span&gt;&amp;nbsp;le munizioni, mentre la forza speciale gli&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;grammar&quot;&gt;sparava&lt;/span&gt;&amp;nbsp;alle gambe e lo arrestava. In quel momento era in atto un fuoco di copertura aereo israeliano per proteggere la forza speciale che aveva arrestato il comandante, il che ha provocato il ferimento di decine di persone e la morte di innocenti lungo la strada, in preparazione all&amp;rsquo;uscita della forza speciale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il genocidio continua...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con una calma micidiale e senza alcun clamore che scuota la coscienza del mondo, Israele continua a mietere le vite degli abitanti di Gaza, grandi e piccoli, uomini e donne, in uno scenario quotidiano che si ripete fino al punto da diventare quasi una notizia di passaggio nei notiziari, nonostante dietro ogni numero ci siano un'anima, un sogno, una famiglia e dei ricordi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La guerra ha sfinito i giovani di Gaza, la povert&amp;agrave; li ha prosciugati, la disoccupazione li ha logorati e il loro futuro &amp;egrave; stato rubato sotto il peso dell&amp;rsquo;assedio e della distruzione. Eppure l&amp;rsquo;occupazione non si &amp;egrave; accontentata di tutte le sofferenze che ha inflitto loro, ma continua a dar loro la caccia ovunque si trovino, in attesa del momento opportuno per piombare su di loro con un missile che riduca i loro corpi a brandelli e spenga per sempre i loro sogni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci troviamo di fronte a un nemico nazista criminale che non ha nulla a che vedere con l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;, dipendente dall&amp;rsquo;omicidio, dalla devastazione, dalla distruzione e dalle scene di sangue; una soldatessa sionista depravata che, dallo schermo di controllo, con la semplice pressione di un pulsante lancia un missile per porre fine alla vita di innocenti indifesi, la cui unica colpa &amp;egrave; quella di essere figli di Gaza e di essere nati in una terra che il mondo ha deciso di lasciare sola di fronte alla morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo stanchi delle scene quotidiane di uccisioni perpetrate contro la nostra gente, e siamo ancora pi&amp;ugrave; stanchi del silenzio del mondo, abituato ormai all&amp;rsquo;orrore delle immagini provenienti da Gaza e ci ha stancato il silenzio degli arabi, degli occidentali, degli islamici, sia dei moderati che dei cospiratori, poich&amp;eacute; le vittime sono diventate ogni giorno solo numeri e notizie di passaggio, ci ha stancato il silenzio di molti di coloro che sventolano slogan di giustizia e diritti umani, mentre rimangono impotenti o spettatori di fronte al continuo spargimento di sangue palestinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;eacute; tutto questo silenzio?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;eacute; nessuno alza la voce con forza per fermare questo massacro senza fine?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;eacute; non gridiamo contro questo mondo ingiusto, che non ci ha avuto piet&amp;agrave; n&amp;eacute; ci ha protetti dalle uccisioni quotidiane?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;eacute; Gaza viene lasciata sola ad affrontare la morte, la fame e la distruzione, mentre il mondo si limita a stare a guardare e a rilasciare dichiarazioni di preoccupazione?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando finir&amp;agrave; questo incubo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando finir&amp;agrave; questo dolore?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gaza deve gridare dal profondo del suo essere, affinch&amp;eacute; questo massacro cessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gaza oggi non ha bisogno solo di parole di solidariet&amp;agrave;, ma di una presa di posizione concreta che fermi lo spargimento di sangue, protegga i civili e restituisca al popolo palestinese il diritto a una vita dignitosa e sicura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La paura &amp;egrave; diventata la compagna costante della gente in ogni momento: n&amp;eacute; la casa &amp;egrave; un luogo sicuro, n&amp;eacute; la strada, n&amp;eacute; il mercato, n&amp;eacute; tantomeno la visita a un amico o a un parente. La morte perseguita le persone nei dettagli della loro vita quotidiana, come se non ci fosse alcun rispetto per i civili, alcuna sacralit&amp;agrave; per i bambini, alcuna protezione per le donne o gli anziani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sangue &amp;egrave; stato versato, le case sono state saccheggiate e la vita stessa &amp;egrave; stata violata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E nonostante tutto ci&amp;ograve;, c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora chi ripete la versione del carnefice, giustifica i suoi crimini e attribuisce la colpa alla vittima invece di condannare l&amp;rsquo;assassino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la verit&amp;agrave; rimane troppo evidente per essere nascosta e troppo forte per essere distorta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pace sia su di te, con la misericordia e le benedizioni di Dio. Come stai, mio caro? Se Dio vuole, bene. Grazie a Dio, io sto bene. A proposito, sono un po&amp;rsquo; affaticato fisicamente, cio&amp;egrave;, purtroppo ho anche la voce un po&amp;rsquo; affaticata. Se &amp;egrave; cos&amp;igrave;, &amp;egrave; una cosa da niente, grazie a Dio, comunque sia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;importante, caro amico mio, &amp;egrave; che di questo argomento voglio&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;grammar&quot;&gt;parlarti&lt;/span&gt;&amp;nbsp;con franchezza: &amp;egrave; una questione molto, molto seria. Insomma, personalmente mi sento molto afflitto, &amp;egrave; una situazione davvero tragica, davvero molto tragica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche su questa questione, sinceramente, mi sono dato da fare: stavo cercando di raggiungere la Striscia di Gaza o qualsiasi altro posto che potesse aiutare in questa faccenda, ma purtroppo non sono riuscito ad arrivare da nessuno. Vorrei far conoscere questa situazione, nella speranza che si possa trovare un modo o una soluzione per loro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta, amico mio, di una famiglia composta esclusivamente da donne: una donna anziana di circa settantasette anni e sua figlia, che ha 45 -46. &amp;Egrave; una famiglia composta da due donne: una &amp;egrave; la madre, che &amp;egrave; armena, e sua figlia, che purtroppo &amp;egrave; divorziata. Questa famiglia &amp;egrave; chiaramente in difficolt&amp;agrave;, sia dal punto di vista della sistemazione che da quello economico; non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nulla che dia loro sicurezza. Onestamente, personalmente e psicologicamente sono esausta per la loro situazione, nel senso che provo stanchezza ma anche speranza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Purtroppo, e in tutta onest&amp;agrave;, sono molto preoccupata per la situazione in cui si trovano, al punto che cerco di aiutarli il pi&amp;ugrave; possibile, cio&amp;egrave; con un aiuto personale da parte mia, ma non riesco a soddisfare tutte le loro necessit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In linea di massima hanno bisogno di un posto e, sinceramente, ho la sensazione che sappiano che posso trovare loro un posto perfetto a Gaza, giusto? L&amp;rsquo;importante per me &amp;egrave; che vogliano stare nella zona di&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;spelling&quot;&gt;Shamalka&lt;/span&gt;&amp;nbsp;a Gaza. La cosa successiva &amp;egrave; che hanno bisogno di una tenda, una tenda resistente, in modo che non soffrano n&amp;eacute; d&amp;rsquo;inverno n&amp;eacute; d&amp;rsquo;estate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io li sosterr&amp;ograve;, sinceramente, perch&amp;eacute; sto cercando di trovare loro un posto; al momento sto cercando un terreno dove possano piantare la tenda. Avranno bisogno di una sola tenda, perch&amp;eacute; &amp;egrave; sufficiente per due gruppi di 200 persone ciascuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E mi piacerebbe che in queste tende, che siamo riusciti a procurare, ci fossero un bagno, una piccola cucina e delle stufe, in modo che d&amp;rsquo;inverno non soffrano e nemmeno d&amp;rsquo;estate, va bene? E le due cose di cui avranno bisogno dopo aver mangiato sono verdure e cose del genere, e questa cosa, se Dio vuole, non riesco ancora a farcela; quindi, in linea di massima, il posto, la tenda e il rifugio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Onestamente, questa situazione &amp;egrave; davvero grave, mio caro amico, &amp;egrave; molto preoccupante. Li conosco personalmente, posso andare a trovarli e ho anche documentato la situazione con dei video e altro. Volevo darti un&amp;rsquo;idea di questa situazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, onestamente, non hanno un capofamiglia, non hanno un uomo di casa, non hanno, insomma, nessuna fonte di reddito o entrate. Parliamo di un aiuto umanitario, ma potrei anche dire che forse c&amp;rsquo;&amp;egrave; un altro modo, ma purtroppo non c&amp;rsquo;&amp;egrave;, sono impotenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Gaza l&amp;rsquo;esercito israeliano commette i crimini pi&amp;ugrave; atroci: un bambino viene bombardato e ridotto in brandelli; la gente si raduna per raccogliere il suo corpo, ma il luogo viene bombardato di nuovo. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; che viviamo a Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa mattina, durante un bombardamento sul campo profughi di Al-Shati, c&amp;rsquo;&amp;egrave; stato un martire e diversi feriti sul tetto di un edificio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La novit&amp;agrave; di questi bombardamenti israeliani &amp;egrave; che da qualche tempo hanno iniziato a prendere di mira i tetti delle case, uccidendo gli abitanti che cercano riparo dal caldo: &amp;egrave; il loro piano per ucciderci mentre siamo ancora in vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Israele ha bombardato Gaza con una quantit&amp;agrave; di esplosivo pari a tre bombe nucleari, secondo studi scientifici condotti da universit&amp;agrave; internazionali&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa forza eccessiva. Queste uccisioni atroci hanno portato alla vaporizzazione dei corpi di almeno 6.000 persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riesci a immaginare che ci siano 6.000 persone i cui corpi sono stati vaporizzati dalla potenza del fuoco e dai massicci bombardamenti a cui &amp;egrave; sottoposta la Striscia di Gaza quotidianamente da tre anni consecutivi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui la morte non ha prezzo e la fame aumenta di giorno in giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualche giorno fa, nel pieno dei bombardamenti e delle uccisioni nel campo di Al-Shati e nelle altre zone della Striscia di Gaza, il ministro della Difesa israeliano ha emesso l&amp;rsquo;ordine di bombardare e radere al suolo il quartiere residenziale da cui volava un aquilone, l&amp;rsquo;unico svago dei bambini della Striscia di Gaza. Israele risponde con bombardamenti, uccisioni e distruzione, e gli abitanti della Striscia di Gaza hanno cercato di impedire ai bambini di possedere , nonostante non rappresentino alcun pericolo n&amp;eacute; per Israele, n&amp;eacute; per i suoi cittadini, n&amp;eacute; per il suo esercito; tuttavia, il genocidio perpetrato da Israele cerca un pretesto, anche se si tratta solo di un aquilone, per distruggere ci&amp;ograve; che resta della Striscia di Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; cos&amp;igrave; che Israele si scatena: uccisioni quotidiane con pretesti futili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non siamo riusciti a riempire questi galloni in pi&amp;ugrave; per la popolazione, nonostante avessimo messo a disposizione due autocisterne con una capacit&amp;agrave; di 8 tazze d&amp;rsquo;acqua ciascuna; &amp;egrave; cos&amp;igrave; che la crisi idrica si fa sentire con tutta la sua gravit&amp;agrave; nella Striscia di Gaza in questo periodo difficile per la popolazione locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pace sia su di te, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. Ti saluto di cuore, fratello Michelangelo, e ti ringrazio per la tua collaborazione. Ho acquistato alcuni medicinali e che Dio ti benedica, fratello mio. Grazie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pace sia su di voi, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. Grazie, fratello Michelangelo, per le stampelle, grazie a te. Che Dio ti conceda ogni bene&amp;gt;&amp;gt;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>EXODUS</category>
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                    <title>Il PD guida un’«alleanza» anti Sardegna</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_pd_guida_unalleanza_anti_sardegna/39602_68736/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Cristiano Sabino&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'&amp;egrave; una notizia che &amp;egrave; passata completamente in sordina e che invece risulta fondamentale per capire cosa accadr&amp;agrave; in autunno sul fronte della speculazione energetica. Stiamo parlando dell&amp;rsquo;incontro tenutosi lo scorso 28 agosto al Nazareno, la sede nazionale del PD, tra pezzi grossi della segreteria del partito (tra cui la segretaria Elly Schlein) e una delegazione dei 120 firmatari della &amp;ldquo;Lettera aperta ai Leader del Campo Largo&amp;rdquo; e promossa da &amp;ldquo;Energia per l&amp;rsquo;Italia&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa lettera la Sardegna &amp;egrave; sorvegliato speciale, perch&amp;eacute; la Regione &amp;ndash; si legge nel testo &lt;a href=&quot;https://www.energiaperlitalia.it/lettera-aperta-ai-leader-del-campo-largo/&quot;&gt;https://www.energiaperlitalia.it/lettera-aperta-ai-leader-del-campo-largo/&lt;/a&gt; - &amp;laquo;&amp;egrave; protagonista di una vera e propria &amp;ldquo;crociata&amp;rdquo; contro le rinnovabili e contro il governo Meloni, reo, secondo le incredibili posizioni del Governo regionale, di proporne addirittura troppe. La Giunta Todde, nonostante i richiami e le bocciature della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato, continua a riproporre una visione ideologica che demonizza gli operatori dell&amp;rsquo;energia pulita, etichettandoli come &amp;ldquo;speculatori&amp;rdquo;, e continuando a ribadire di voler raggiungere gli obiettivi climatici senza grandi impianti industriali: un teorema del tutto irrealistico che suona come un&amp;rsquo;autentica presa in giro&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi &amp;ldquo;scienziati&amp;rdquo; affermano candidamente lo scopo della riunione: &amp;laquo;avviare un profondo lavoro di informazione e formazione verso i Vostri dirigenti, quadri, amministratori locali, consiglieri regionali, gruppi parlamentari&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si scrive &amp;laquo;informazione&amp;raquo; ma si legge &amp;laquo;manipolazione&amp;raquo;,&amp;nbsp; &amp;laquo;indottrinamento&amp;raquo;, come se i terminali dei partiti del &amp;ldquo;Campo Largo&amp;rdquo; in Sardegna non avessero fatto abbastanza per aprire le porte alla colonizzazione energetica dell&amp;rsquo;isola (pi&amp;ugrave; di 800 impianti depositati al Mase di cui una buona parte in corso di realizzazione).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di &amp;laquo;alleanza&amp;raquo; ha parlato la stessa segretaria Dem, dichiarando trionfalmente ai giornali che&amp;nbsp; &amp;laquo;l'incontro di oggi&amp;nbsp; conferma la volont&amp;agrave; del Partito democratico di fondare le scelte sulla transizione ecologica ed energetica sul dialogo costante con la comunit&amp;agrave; scientifica. Siamo convinti che serva una vera programmazione democratica, capace di coniugare la massima partecipazione dei territori con l'urgenza indifferibile di accelerare sulla realizzazione degli impianti di energia pulita. Con l'incontro di oggi stabiliamo un'alleanza che speriamo possa essere utile tanto ai nostri amministratori quanto al lavoro per la costruzione di un programma elettorale con impegni trasparenti, vincolanti e coraggiosi per lo sviluppo delle rinnovabili&amp;raquo; (&lt;a href=&quot;https://www.greenreport.it/news/interviste/63523-rinnovabili-i-120-esperti-incontrano-schlein-per-sbloccare-gli-impianti-corrado-determinati-a-trovare-soluzioni-condivise&quot;&gt;https://www.greenreport.it/news/interviste/63523-rinnovabili-i-120-esperti-incontrano-schlein-per-sbloccare-gli-impianti-corrado-determinati-a-trovare-soluzioni-condivise&lt;/a&gt; ).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si possa garantire la &amp;laquo;massima partecipazione dei territori&amp;raquo; in presenza di una legislazione &amp;ldquo;di guerra&amp;rdquo; che dal Governo Draghi al Governo Meloni affida a decreti governativi d&amp;rsquo;urgenza la &lt;em&gt;&amp;laquo;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;sostituzione di tale paesaggio, ricco di testimonianze archeologiche ed architettoniche, con un nuovo paesaggio tipicamente industriale&lt;/em&gt;&amp;raquo; (&lt;a href=&quot;https://www.unionesarda.it/news-sardegna/paesaggio-industriale-al-posto-di-quello-sardo-jxagr1dv&quot;&gt;https://www.unionesarda.it/news-sardegna/paesaggio-industriale-al-posto-di-quello-sardo-jxagr1dv&lt;/a&gt; )&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;resta un mistero che la segretaria PD ovviamente non spiega.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma andiamo oltre!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al di l&amp;agrave; del fatto che, spulciando nella lista di questi &amp;ldquo;scienziati&amp;rdquo;, figurano anche soggetti che scienziati non sono ma che risultano invece profili in pieno conflitto di interesse (essendo sviluppatori di impianti industriali e sistemi di accumulo) e personaggi in cerca d&amp;rsquo;autore che nel loro curriculum annoverano addirittura la fondazione di gruppi come &amp;ldquo;ecolobby&amp;rdquo;, ritengo utile fare almeno quattro considerazioni su questo vero e proprio incontro coloniale avvenuto al Nazareno. E intendo non soltanto per ci&amp;ograve; che &amp;egrave; stato detto. Ma soprattutto per ci&amp;ograve; che quell'incontro rappresenta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;eacute;, dietro il linguaggio apparentemente neutro e &amp;ldquo;scientifico&amp;rdquo; della transizione energetica, della &amp;ldquo;scienza&amp;rdquo;, della necessit&amp;agrave; di &quot;sbloccare&quot; le rinnovabili, emerge con sempre maggiore chiarezza una questione eminentemente politica: &lt;strong&gt;chi deve decidere del futuro energetico della Sardegna?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta che arriva da Roma sembra essere sempre la stessa: Roma!&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La Sardegna come problema da &quot;sbloccare&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;La lettera degli &amp;ldquo;scienziati&amp;rdquo; &amp;egrave; stata veicolata da &lt;em&gt;Energia per l'Italia.&lt;/em&gt; Il nome &amp;egrave; tutto un programma ed &amp;egrave; in effetti assai rivelatore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto infatti &amp;egrave; quello di trasformare appunto la Sardegna in una piattaforma energetica &amp;ldquo;per l&amp;rsquo;Italia&amp;rdquo;, in particolare per il nord ricco ed energivoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il punto fondamentale &amp;egrave; che i sardi sono soltanto l&amp;rsquo;oggetto, non il soggetto protagonista del processo di &amp;ldquo;transizione energetica&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla luce di questo disegno ormai chiaro, ogni opposizione &amp;egrave; letta come un alto tradimento, una Vandea da piegare con il pugno di ferro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; esattamente questo l&amp;rsquo;obiettivo dell&amp;rsquo;incontro tra gli &amp;ldquo;scienziati&amp;rdquo; e i vertici DEM nella sede centrale del PD dello scorso 28 agosto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le Regioni governate dal centrosinistra che vengono accusate di essere in ritardo sulla traiettoria del PNIEC viene indicata &quot;soprattutto&quot; la Sardegna, descritta addirittura come protagonista di una &quot;crociata&quot; contro le rinnovabili. La Giunta Todde viene accusata di essere troppo accondiscendente verso le mobilitazioni popolari contro la speculazione, di demonizzare gli operatori dell'energia e di voler raggiungere gli obiettivi climatici senza grandi impianti industriali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque il bersaglio politico dell'operazione &amp;egrave; perfettamente riconoscibile: la Sardegna e in particolare la mobilitazione popolare rappresentata dai comitati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; proprio questo il primo elemento scandaloso dell'incontro del Nazareno: &lt;strong&gt;si discute soprattutto della Sardegna a Roma, senza che la Sardegna sia realmente protagonista della discussione, &lt;/strong&gt;nemmeno le sue istituzioni autonomistiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi chiedo, ma&lt;strong&gt; non hanno nulla da dire i vertici della Giunta Regionale &lt;/strong&gt;su questa riunione?&lt;strong&gt; Non hanno nulla da dire i vertici del Partito Democratico &lt;/strong&gt;di Sardegna sul modo che la loro segreteria nazionale li ha trattati pubblicamente come riottosi ribelli da rieducare e discoli a cui tirare le orecchie alla luce del lumen portato da questi signori &amp;ldquo;scienziati&amp;rdquo;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; una questione folkloristica. Non &amp;egrave; una rivendicazione identitaria accessoria. &amp;Egrave; una questione democratica e istituzionale. E perfino costituzionale, visto che l&amp;rsquo;Autonomia speciale &amp;egrave; legge a rango costituzionale!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se una parte significativa del problema affrontato al tavolo riguarda una Regione autonoma, il suo territorio, il suo paesaggio, la sua agricoltura, il suo sistema produttivo, le sue infrastrutture e le sue prerogative istituzionali, allora &amp;egrave; quantomeno singolare che la discussione avvenga nella sede nazionale di un partito e che la rappresentanza dei sardi sia ridotta praticamente a zero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tutto questo ricorda posture coloniali di matrice ottocentesca, quando a Berlino o Parigi si decideva la sorte delle colonie con squadra e compasso, &lt;/strong&gt;ovviamente sulla pelle degli indigeni!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; la vecchia logica coloniale che ritorna sotto nuove sembianze: &lt;strong&gt;il territorio periferico e secolarmente sfruttato diventa oggetto di una pianificazione che si svolge nel centro, mentre gli abitanti e perfino le &amp;eacute;lites locali vengono silenziati e resi oggetto di violenza epistemica, &lt;/strong&gt;cio&amp;egrave; silenziati nel momento in cui dovrebbero invece essere protagonisti del processo decisionale..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa sarebbe accaduto se il PD avesse ospitato una riunione dove l&amp;rsquo;oggetto del contendere fosse stata la ribellione del S&amp;uuml;dtirol?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Potete immaginarlo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; un caso che il &lt;strong&gt;lessico utilizzato sia quello dello &quot;sblocco&quot;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sbloccare cosa?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sbloccare chi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E soprattutto: &lt;strong&gt;chi ha deciso che la Sardegna sia bloccata?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;2&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Cosa ha &amp;ldquo;bloccato&amp;rdquo; la Giunta Todde?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;In questa narrazione c'&amp;egrave; poi una gigantesca mistificazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si racconta che la Giunta Todde avrebbe costruito un muro contro le rinnovabili e in particolare avrebbe bloccato i grossi impianti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la cosa pi&amp;ugrave; importante che la politica sarda ha effettivamente contribuito a bloccare non sono le rinnovabili, n&amp;eacute; tanto meno gli impianti industriali o i progetti che infatti continuano ad essere depositati a decine e decine al Mase in una inquietante pioggia ininterrotta contro cui le associazioni e le istituzioni locali (non corrotte) faticano persino a produrre osservazioni .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il vero blocco&lt;/strong&gt;, semmai, &lt;strong&gt;&amp;egrave; quello realizzato contro la democrazia&lt;/strong&gt;! Infatti &lt;strong&gt;la Giunta Todde&lt;/strong&gt; (PD, M5S, AVS) &lt;strong&gt;ha &lt;/strong&gt;fieramente osteggiato e infine&lt;strong&gt; silenziato la pi&amp;ugrave; grande mobilitazione popolare della storia sarda recente , bloccando la legge di iniziativa popolare&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Pratobello 24&lt;/strong&gt;, sostenuta da oltre 210mila firme di sardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Raccogliere 210 mila firme autenticate, senza avere partiti o sindacati alle spalle, in una terra con appena un milione e mezzo di abitanti, sono &lt;strong&gt;un&amp;rsquo;enormit&amp;agrave; senza paragoni in nessuna parte d&amp;rsquo;Europa&lt;/strong&gt;. Il vero blocco &amp;egrave; scattato contro questa inedita capacit&amp;agrave; mobilitativa con cui i comitati sardi hanno trasformato un intero popolo in legislatore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Giunte Todde &lt;em&gt;non ha in effetti bloccato le rinnovabili,&lt;/em&gt; ha bloccato la democrazia, spedendo in soffitta una legge di iniziativa popolare forte di uno straordinario consenso popolare&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La classificazione della &amp;ldquo;Todde che ha bloccato tutto&amp;rdquo; &amp;egrave; funzionale al disegno di &lt;strong&gt;spostare sempre pi&amp;ugrave; in alto l&amp;rsquo;asticella della disponibilit&amp;agrave; della Sardegna di funzionare da piattaforma energetica&lt;/strong&gt; del centro nord e di esacerbare lo scontro con le comunit&amp;agrave;, con i comitati, con le centinaia di migliaia di sardi che in questi anni si sono mobilitati pacificamente ma risolutamente contro la &amp;laquo;quarta colonizzazione&amp;raquo; della Sardegna (cit. Sabino) e contro il pi&amp;ugrave; grande furto di suolo dalla legge delle Chiudende ad oggi (cit. Ivan Monni).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A quasi due anni dalla consegna (2 ottobre 2024) quelle firme ci pongono una questione politica fondamentale: &lt;strong&gt;la transizione energetica non pu&amp;ograve; diventare il grimaldello attraverso cui si espropria una comunit&amp;agrave; della capacit&amp;agrave; di governare il proprio territorio.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre bisogna smontare l&amp;rsquo;escamotage retorico impiegato: la discussione non pu&amp;ograve; essere ridotta alla caricatura secondo cui da una parte ci sarebbero gli scienziati illuminati e dall'altra i sardi ignoranti, retrogradi e &quot;nemici del clima&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;3&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Un Think Tank anti Sardegna&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; qui che assume un significato particolare la frase pronunciata da Elly Schlein dopo l'incontro: &lt;strong&gt;&amp;laquo;con l'incontro di oggi stabiliamo un'alleanza&amp;raquo;&lt;/strong&gt; ( &lt;a href=&quot;https://www.greenreport.it/news/interviste/63523-rinnovabili-i-120-esperti-incontrano-schlein-per-sbloccare-gli-impianti-corrado-determinati-a-trovare-soluzioni-condivise&quot;&gt;https://www.greenreport.it/news/interviste/63523-rinnovabili-i-120-esperti-incontrano-schlein-per-sbloccare-gli-impianti-corrado-determinati-a-trovare-soluzioni-condivise&lt;/a&gt; )&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo quanto riportato da &lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;, l'obiettivo &amp;egrave; anche quello di costruire &amp;laquo;&lt;strong&gt;un gruppo di lavoro permanente, con una rappresentanza degli esperti e i membri della segreteria&lt;/strong&gt; con le deleghe coinvolte, per dare corpo a un confronto costante finalizzato a contribuire all'elaborazione politica e alla strutturazione di percorsi dedicati all'informazione, formazione, diffusione di buone pratiche, a beneficio di amministratori locali e comunit&amp;agrave; territoriali, in particolare per consentire l'emersione delle migliori progettualit&amp;agrave; e uno sviluppo ordinato e determinato.&amp;raquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avete capito?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sar&amp;agrave; un vero e proprio &lt;strong&gt;think tank&lt;/strong&gt; (costituito anche da personaggi che di scientifico non hanno nulla!) che &lt;strong&gt;istruiranno i vertici del PD &lt;/strong&gt;per piegare i sardi ribelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo alle comiche!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se si dar&amp;agrave; seguito a questo delirio, questo incontro verr&amp;agrave; ricordato come la nascita di una santa alleanza contro la Sardegna: &amp;ldquo;apriteci le porte o ve le sfondiamo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;, mentre il Governo impone alla Sardegna un decreto autoritario e vuole schiacciare le prerogative autonomistiche della Regione, &lt;strong&gt;dall&amp;rsquo;opposizione arriva un think tank di sostegno all&amp;rsquo;azione coloniale del Governo Meloni&lt;/strong&gt; che, &lt;strong&gt;in piena continuit&amp;agrave; con quello Draghi&lt;/strong&gt;, ha imposto alla Sardegna una legislazione di guerra, facendo scempio delle competenze concorrenti ed esclusive in materia energetica e urbanistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mai come ora &amp;egrave; stato certificato il fatto che in Sardegna non esiste alcuno scontro tra &amp;ldquo;destra&amp;rdquo; e sinistra&amp;rdquo; ma la vera dialettica &amp;egrave; tra forze coloniali e anti coloniali!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;alleanza tra questi &amp;ldquo;scienziati&amp;rdquo; o sedicenti tali e il Gota del PD chiarisce un fatto: se addirittura vengono tirate le orecchie ad una Giunta regionale compiacete verso le grandi multinazionali e gli speculatori e nemica giurata dei movimenti popolari, a queste condizioni &lt;strong&gt;i sardi non hanno alcuna possibilit&amp;agrave; di esercitare, attraverso le proprie istituzioni e attraverso la partecipazione popolare, alcuna leva di sovranit&amp;agrave; democratica &lt;/strong&gt;n&amp;eacute; di stabilire le condizioni di accesso alla modernit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;eacute; la domanda non &amp;egrave; se la Sardegna debba partecipare alla transizione energetica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La domanda &amp;egrave;: &lt;strong&gt;chi controller&amp;agrave; questa pseudo-transizione?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi stabilir&amp;agrave; dove sorgeranno gli impianti industriali?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi stabilir&amp;agrave; il tetto massimo di Gigawatt?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi decider&amp;agrave; quanto e quale territorio potr&amp;agrave; essere trasformato in paesaggio industriale?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi incasser&amp;agrave; i profitti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi sopporter&amp;agrave; i costi paesaggistici, ambientali e sociali?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E soprattutto: &lt;strong&gt;chi avr&amp;agrave; il potere di dire di no?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se la risposta a tutte queste domande &amp;egrave; contenuta nei grandi centri decisionali italiani ed europei, allora non siamo davanti a una semplice politica energetica da discutere tecnicamente con postura neutrale e &amp;ldquo;scientifica&amp;rdquo;, come se si trattasse di una misurazione oggettiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Siamo davanti a un nuovo epocale processo di espropriazione coloniale&lt;/strong&gt;, appunto il quarto (https://www.sindipendente.com/2022/04/20/tra-guerra-armata-e-guerra-energetica-fermare-la-quarta-colonizzazione-della-sardegna-e-necessario/ &amp;nbsp;) che ha subito la Sardegna in tempi moderni.&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;4&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Lobbismo?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;L'aspetto forse pi&amp;ugrave; inquietante &amp;egrave; quello che riguarda il metodo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riepiloghiamo: un gruppo di singoli che si definiscono scienziati (alcuni lo sono, altri come abbiamo visto no), incontrano i vertici nazionali di un partito politico che governa la Sardegna, e stabiliscono di costituire una &lt;strong&gt;cabina di regia per correggere i figliol prodighi &lt;/strong&gt;o presunti tali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sottotesto di questo &lt;strong&gt;story telling&lt;/strong&gt; &amp;egrave; che la verit&amp;agrave; sta dalla parte degli &amp;ldquo;scienziati&amp;rdquo; e che sono loro a dover decidere indirizzi politici e istruire i ribelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per cui uno scienziato non si deve limitare a certificare per esempio il riscaldamento climatico, ma deve anche sminuire un movimento popolare (&amp;laquo;proteste di minoranze rumorose&amp;raquo;), ergersi a paladino delle multinazionali del settore stigmatizzando &amp;laquo;linguaggi offensivi verso gli operatori economici&amp;raquo; e riducendo tutto l&amp;rsquo;impressionante lavoro di studio e di informazione svolto dai comitati e dai loro tecnici (anche loro scienziati, ma evidentemente non considerati tali) ad una protesta &amp;ldquo;nimby&amp;rdquo; basata sul &amp;laquo;&amp;ldquo;no&amp;rdquo; a priori&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; chiaro che queste sono posizioni politiche che si basano su una gherminella di bassa lega: &lt;strong&gt;usare la scienza come rompighiaccio&lt;/strong&gt; retorico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma la scienza non &amp;egrave; un soggetto politico sovrano.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Uno scienziato&lt;/strong&gt; pu&amp;ograve; spiegare quale sia il potenziale energetico di un territorio. Pu&amp;ograve; studiare gli impatti di un impianto. Pu&amp;ograve; elaborare scenari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma uno scienziato &lt;strong&gt;non pu&amp;ograve; decidere al posto di una comunit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quando un gruppo di &amp;ldquo;esperti&amp;rdquo; si organizza per &quot;formare&quot; la classe dirigente affinch&amp;eacute; superi le &amp;laquo;resistenze territoriali&amp;raquo; e le &amp;laquo;discussioni ideologiche&amp;raquo;, il problema non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; scientifico, diventa politico, diventa una forma di &lt;strong&gt;pressione organizzata sulle istituzioni&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riporto dal vocabolario Treccanio il significato del termine lobby: &amp;laquo;termine usato negli Stati Uniti d&amp;rsquo;America, e poi diffuso anche altrove, per definire quei gruppi di persone che, senza appartenere a un corpo legislativo e senza incarichi di governo, si propongono di esercitare la loro influenza su chi ha facolt&amp;agrave; di decisioni politiche, per ottenere l&amp;rsquo;emanazione di provvedimenti normativi, in proprio favore o dei loro clienti, riguardo a determinati problemi o interessi:&amp;nbsp;&lt;em&gt;le lobby degli ordini professionali&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;&lt;em&gt;del petrolio&lt;/em&gt;&amp;raquo; ( &lt;a href=&quot;https://www.treccani.it/vocabolario/lobby/&quot;&gt;https://www.treccani.it/vocabolario/lobby/&lt;/a&gt; )&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo essere stata sacrificata alla lobby del legname, alla lobby mineraria, alla lobby della chimica pesante, alla lobby militare, il destino dei sardi &amp;egrave; essere svenduta alla lobby delle rinnovabili?&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;5&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Speculazione o democrazia energetica?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;La questione energetica sta diventando cos&amp;igrave; il terreno sul quale si misura il futuro stesso della sovranit&amp;agrave; dei sardi e della modalit&amp;agrave; di accesso alla modernizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per decenni alla Sardegna &amp;egrave; stato detto che doveva sacrificarsi per l'interesse nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha sacrificato territorio per le basi militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha sacrificato territorio per l'industria pesante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha sacrificato ambiente e paesaggio in nome dello sviluppo turistico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adesso arriva una nuova richiesta: &amp;ldquo;fateci spazio, ci serve la vostra terra, il vostro vento, il vostro sole perch&amp;eacute; abbiamo da salvare il pianeta e non potete opporvi, perch&amp;eacute; bruciate carbone, avete le auto e siete occidentali in quanto a consumi&amp;nbsp; ed emissioni&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma davvero?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se il risultato finale &amp;egrave; sempre lo stesso &amp;mdash; &lt;strong&gt;un territorio che produce e un centro esterno che decide e incassa&lt;/strong&gt; &amp;mdash; allora il problema coloniale rimane e come tale la questione va trattata!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non facciamoci illusioni, &lt;strong&gt;non c&amp;rsquo;&amp;egrave; da sperare in un moto di orgoglio delle consorterie che governano l&amp;rsquo;isola per procura&lt;/strong&gt;. C&amp;rsquo;&amp;egrave; vasta letteratura che dimostra che i notabili sardi quando sono messi a scegliere tra l&amp;rsquo;organicit&amp;agrave; al loro popolo e la carriera nell&amp;rsquo;apparato coloniale hanno sempre scelto quest&amp;rsquo;ultima, anche a costo di vedere sacrificata la propria dignit&amp;agrave; personale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al netto di tutte queste considerazioni c&amp;rsquo;&amp;egrave; una coincidenza interessante. La riunione al Nazareno &amp;egrave; avvenuta negli stessi giorni in cui &amp;egrave; stato reso noto &lt;strong&gt;uno studio di due&lt;/strong&gt; (veri) &lt;strong&gt;scienziati &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;del CRS4 sul potenziale di produzione energetica sulle superfici gi&amp;agrave; impermeabilizzate dell&amp;rsquo;isola&lt;/strong&gt;, quindi senza consumo di suolo e senza impianti industriali ( &lt;a href=&quot;https://www.unionesarda.it/news-sardegna/pannelli-sui-tetti-e-nessun-consumo-di-territorio-la-via-sarda-dellenergia-caycn7ri?fbclid=IwY2xjawUEFYBwZG9mBWV4dG4DYWVtAjExAGJyaWQRMHAwbmlrZGxxdW9OTFY2WWRzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeJ6wf3ByH-yh2p-Nzu4iBYasaDLfQM2Kk3fixhOv3aI5mbxzldwDI9nqQ5yQ_aem_f5hfBhDFBAsaDzgtbMoySw&quot;&gt;https://www.unionesarda.it/news-sardegna/pannelli-sui-tetti-e-nessun-consumo-di-territorio-la-via-sarda-dellenergia-caycn7ri?fbclid=IwY2xjawUEFYBwZG9mBWV4dG4DYWVtAjExAGJyaWQRMHAwbmlrZGxxdW9OTFY2WWRzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeJ6wf3ByH-yh2p-Nzu4iBYasaDLfQM2Kk3fixhOv3aI5mbxzldwDI9nqQ5yQ_aem_f5hfBhDFBAsaDzgtbMoySw&lt;/a&gt; ).. &lt;strong&gt;&amp;Egrave; ci&amp;ograve; che i comitati dicono da anni&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;partire dai tetti, partire dalle comunit&amp;agrave; energetiche, partire da una transizione democratica e a portata di territori senza dare ossigeno a nuovi processo di penetrazione coloniale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come la mettiamo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I signori e le signore del PD quali scienziati ascolteranno?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quelli che vogliono &amp;laquo;sbloccare&amp;raquo; tutto trasformando la Sardegna in un immenso campo industriale per conto terzi, o quelli che hanno dimostrato con una pubblicazione scientifica che i tetti sono pi&amp;ugrave; che sufficienti per raggiungere gli obiettivi indicati dalla UE?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si vede la &lt;strong&gt;palla passa ancora una volta alla politica e in questo frangente ci sono due politiche: una al servizio del popolo, della democrazia e della Sardegna e una al servizio di quegli &amp;laquo;spogliatori di cadaveri&amp;raquo; di cui parlava Gramsci&lt;/strong&gt; e che assumono sempre nuove forme a seconda dei tempi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>Il tecnocrate e il militare</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_tecnocrate_e_il_militare/39602_68730/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Alessandro Volpi*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Domani si incontreranno al Forum Ambrosetti di Cernobbio, uno dei luoghi simbolo del capitalismo italiano, l'ex presidente del Consiglio Mario Monti e l'ex generale Roberto Vannacci, invitati dal direttore dell'iniziativa Valerio De Molli.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Mi sembra un incontro molto rilevante, almeno in termini simbolici.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L'obiettivo di una parte consistente della classe dirigente economica e finanziaria del Paese &amp;egrave; quello di tenere insieme, in un'unica formula sia pur apparentemente conflittuale, la componente liberal-rigorista, favorevole alla privatizzazione e alla finanziarizzazione della struttura produttiva e sociale italiana, con quella neocorporativa, fautrice del definitivo superamento della lotta di classe nell'ambito di un processo di omologazione sociale dove le gerarchie imprenditoriali sono - come nel corporativismo del ventennio - rigorosamente rispettate.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il rigore dei conti pubblici e il &quot;rigore nazionale&quot; si dovrebbero fondere, nella prospettiva confindustriale, in una visione della societ&amp;agrave; dove le imprese private sono il superiore gerarchico, sia pur &quot;benevolmente&quot; paternalistico, destinato a guidare una politica subalterna a cui viene assegnato il pressoch&amp;eacute; unico compito di garantire ordine e stabilit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Un tecnocrate, alfiere del capitalismo, e un militare sono l'accoppiata ideale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*Commento Facebook del 4 settembre 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Senza+titolo1107.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Quando George Kennan definiva l'espansione della Nato come un &quot;tragico errore&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-quando_george_kennan_definiva_lespansione_della_nato_come_un_tragico_errore/45289_68731/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'analista di politica internazionale Glenn Diesen ha ripreso in questi giorni sui suoi canali l'intervista che l'editorialista del NYT Thomas Friedman aveva raccolto al novantaquattrenne George Kennan. Era il 1998 e lo storico diplomatico Usa si esprimeva cos&amp;igrave; sull&amp;rsquo;espansione della NATO: &amp;laquo;Penso che sia l&amp;rsquo;inizio di una nuova Guerra Fredda&amp;hellip; Penso che i russi reagiranno gradualmente in modo piuttosto negativo e ci&amp;ograve; influenzer&amp;agrave; le loro politiche. Penso che sia un tragico errore. Non c&amp;rsquo;era assolutamente alcun motivo per farlo. Nessuno stava minacciando nessuno. Questa espansione farebbe rivoltarsi nella tomba i Padri Fondatori di questo Paese&amp;hellip; Naturalmente ci sar&amp;agrave; una reazione negativa da parte della Russia, e allora [i sostenitori dell&amp;rsquo;espansione della NATO] diranno: &amp;lsquo;Ve l&amp;rsquo;avevamo sempre detto che i russi sono cos&amp;igrave;&amp;rsquo; &amp;ndash; ma questo &amp;egrave; semplicemente sbagliato.&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Vista l'importanza e l'attualit&amp;agrave; abbiamo decido di pubblicare la traduzione dell'intero testo dell'intervista.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;------&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;&amp;laquo;&amp;Egrave; un tragico errore&amp;raquo;&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Uno statista statunitense esprime dubbi sull&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;espansione della NATO&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Di Thomas L. Friedman, New York Times (1998)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua voce &amp;egrave; ormai un po&amp;rsquo; flebile, ma la mente, anche a 94 anni, &amp;egrave; lucida come sempre. Cos&amp;igrave;, quando ho contattato &lt;strong&gt;George Kennan&lt;/strong&gt; al telefono per chiedergli un commento sulla ratifica da parte del Senato dell&amp;rsquo;espansione della NATO, non mi ha sorpreso scoprire che l&amp;rsquo;uomo che fu l&amp;rsquo;artefice del successo della politica americana di contenimento dell&amp;rsquo;Unione Sovietica e uno dei grandi statisti americani del XX secolo avesse gi&amp;agrave; pronta una risposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;laquo;Penso che sia l&amp;rsquo;inizio di una nuova Guerra Fredda&amp;raquo;, ha detto Kennan dalla sua casa di Princeton. &amp;laquo;Credo che i russi reagiranno gradualmente in modo piuttosto negativo, e ci&amp;ograve; influenzer&amp;agrave; le loro politiche. Penso che sia un tragico errore. Non c&amp;rsquo;era assolutamente alcun motivo per farlo. Nessuno stava minacciando nessuno. Questo allargamento farebbe rivoltarsi nella tomba i Padri Fondatori di questo Paese. Ci siamo impegnati a proteggere tutta una serie di paesi, anche se non abbiamo n&amp;eacute; le risorse n&amp;eacute; l&amp;rsquo;intenzione di farlo in modo serio. (L&amp;rsquo;espansione della NATO) &amp;egrave; stata semplicemente un&amp;rsquo;azione avventata da parte di un Senato che non ha alcun reale interesse per gli affari esteri&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;laquo;Ci&amp;ograve; che mi infastidisce &amp;egrave; quanto sia stato superficiale e disinformato l&amp;rsquo;intero dibattito al Senato&amp;raquo;, ha aggiunto Kennan, che era presente alla fondazione dell&amp;rsquo;Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico e il cui articolo anonimo del 1947 sulla rivista &lt;em&gt;Foreign Affairs&lt;/em&gt;, firmato &amp;laquo;X&amp;raquo;, defin&amp;igrave; la politica americana di contenimento della Guerra Fredda per 40 anni. &amp;laquo;Mi hanno particolarmente infastidito i riferimenti alla Russia come a un paese che non vede l&amp;rsquo;ora di attaccare l&amp;rsquo;Europa occidentale. La gente non capisce? Le nostre divergenze durante la Guerra Fredda erano con il regime comunista sovietico. E ora stiamo voltando le spalle proprio a quelle persone che hanno portato avanti la pi&amp;ugrave; grande rivoluzione incruenta della storia per rovesciare quel regime sovietico&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;laquo;E la democrazia russa &amp;egrave; avanzata quanto, se non pi&amp;ugrave;, di qualsiasi altro di quei paesi che abbiamo appena accettato di difendere dalla Russia&amp;raquo;, ha affermato Kennan, entrato a far parte del Dipartimento di Stato nel 1926 e ambasciatore a Mosca nel 1952. &amp;laquo;Ci&amp;ograve; dimostra una comprensione davvero scarsa della storia russa e di quella sovietica. Ovviamente ci sar&amp;agrave; una reazione negativa da parte della Russia, e allora (i sostenitori dell&amp;rsquo;espansione della NATO) diranno che ve l&amp;rsquo;avevamo sempre detto che i russi sono fatti cos&amp;igrave; &amp;mdash; ma questo &amp;egrave; semplicemente sbagliato.&amp;raquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viene solo da chiedersi cosa diranno gli storici del futuro. Se saremo fortunati, diranno che l&amp;rsquo;espansione della NATO in Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca semplicemente non ha avuto alcuna importanza, perch&amp;eacute; il vuoto che avrebbe dovuto colmare era gi&amp;agrave; stato colmato, solo che la squadra di Clinton non riusciva a vederlo. Diranno che le forze della globalizzazione che integravano l&amp;rsquo;Europa, insieme ai nuovi accordi sul controllo degli armamenti, si sono rivelate cos&amp;igrave; potenti che la Russia, nonostante l&amp;rsquo;espansione della NATO, ha proseguito sulla via della democratizzazione e dell&amp;rsquo;occidentalizzazione, ed &amp;egrave; stata gradualmente trascinata in un&amp;rsquo;Europa vagamente unificata. Se saremo sfortunati, diranno, come prevede Kennan, che l&amp;rsquo;espansione della NATO ha creato una situazione in cui la NATO dovr&amp;agrave; o espandersi fino al confine con la Russia, innescando una nuova Guerra Fredda, oppure smettere di espandersi dopo questi tre nuovi paesi e creare una nuova linea di demarcazione attraverso l&amp;rsquo;Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; una cosa su cui gli storici futuri non mancheranno di soffermarsi, ed &amp;egrave; la totale povert&amp;agrave; di immaginazione che ha caratterizzato la politica estera statunitense alla fine degli anni &amp;rsquo;90. Noteranno che uno degli eventi fondamentali di questo secolo ha avuto luogo tra il 1989 e il 1992: il crollo dell&amp;rsquo;impero sovietico, che possedeva la capacit&amp;agrave;, le intenzioni imperiali e l&amp;rsquo;ideologia per minacciare realmente l&amp;rsquo;intero mondo libero. Grazie alla determinazione occidentale e al coraggio dei democratici russi, quell&amp;rsquo;impero sovietico croll&amp;ograve; senza uno sparo, dando vita a una Russia democratica, liberando le ex repubbliche sovietiche e portando a accordi senza precedenti sul controllo degli armamenti con gli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E qual &amp;egrave; stata la risposta dell&amp;rsquo;America? &amp;Egrave; stata quella di espandere l&amp;rsquo;alleanza della NATO, nata durante la Guerra Fredda contro la Russia, e di avvicinarla ai confini russi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;S&amp;igrave;, raccontate ai vostri figli, e ai figli dei vostri figli, che avete vissuto nell&amp;rsquo;era di Bill Clinton e William Cohen, nell&amp;rsquo;era di Madeleine Albright e Sandy Berger, nell&amp;rsquo;era di Trent Lott e Joe Lieberman, e che anche voi eravate presenti alla creazione dell&amp;rsquo;ordine post-guerra fredda, quando questi titani della politica estera hanno unito le loro menti e hanno prodotto&amp;hellip; un topolino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo nell&amp;rsquo;era dei nani. L&amp;rsquo;unica buona notizia &amp;egrave; che siamo arrivati fin qui tutti interi perch&amp;eacute; c&amp;rsquo;&amp;egrave; stata un&amp;rsquo;altra epoca &amp;mdash; quella dei grandi statisti dotati sia di immaginazione che di coraggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel congedarsi, Kennan aggiunse solo un&amp;rsquo;altra cosa: &amp;laquo;Questa &amp;egrave; stata la mia vita, e mi addolora vederla cos&amp;igrave; rovinata alla fine&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;? &lt;strong&gt;THOMAS L. FRIEDMAN&lt;/strong&gt; &amp;egrave; editorialista del &lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;, 229 W. 43rd St., New York, N.Y. 10036.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                            <item>
                    <title>Perché la visita del capo della CIA a Mosca? Una ipotesi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-perch_la_visita_del_capo_della_cia_a_mosca_una_ipotesi/39602_68734/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Vincenzo Costa*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Perch&amp;eacute; la visita del capo della CIA a Mosca?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Lo so che forse, e con tutta probabilit&amp;agrave;, &amp;egrave; una mera fantasia, ma a me gira e gira per la testa che la visita del capo della CIA a Mosca serviva a concordare una escalation controllata, che non sfociasse cio&amp;egrave; in un conflitto nucleare globale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Per evitare che possibili lanci di missili non nucleari venissero interpretati come attacco nucleare strategico, innescando una risposta globale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Mirava ad evitare un confronto nucleare diretto tra Russia e USA, che pu&amp;ograve; accadere per erronea interpretazione di un missile in ingresso nello spazio aereo o partito da una base.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Una sorta di accordo dei punti da non, eventualmente, attaccare.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Delimitando cos&amp;igrave; un eventuale conflitto a un confronto tra paesi europei e Russia, senza coinvolgere gli USA.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Magari accettando &quot;pugni in faccia non nucleari&quot; agli europei. Londra pu&amp;ograve; essere colpita pesantemente senza usare armi nucleari. Poi che fanno sti cretini, lanciano un attacco nucleare?&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;In questo caso, se cos&amp;igrave; fosse, se la fretta fosse stata dettata da cio, allora significa che &amp;egrave; a tutti chiaro che le cose possono sfuggire di mano in ogni momento.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma forse &amp;egrave; appunto una fantasia.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;*Commento Facebook del 3 settembre 2026&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>L'Africa nel mondo multilpolare </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lafrica_nel_mondo_multilpolare/39602_68737/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Merlo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Africa &amp;ndash; un continente immenso e ricchissimo, dove un tempo sorgevano imperi fastosi &amp;ndash; &amp;egrave; oggi percepita dalla maggioranza delle persone come fonte di migrazione clandestina e come un insieme di paesi indigenti, dilaniati da guerre, malattie e disperazione. Da secoli i media occidentali e le organizzazioni non governative creano un&amp;rsquo;immagine persistente e distorta dell&amp;rsquo;Africa come continente selvaggio, caratterizzato da crisi perpetue, povert&amp;agrave; e dipendenza, che favorisce gli interessi dell&amp;rsquo;influenza neocoloniale e giustifica l&amp;rsquo;ingerenza esterna.&amp;nbsp; Le ricerche dimostrano che oltre la met&amp;agrave; dei titoli dei media occidentali sull&amp;rsquo;Africa &amp;egrave; dedicata a conflitti, malattie e catastrofi umanitarie. Il 28% dei servizi riguarda i conflitti e la sicurezza, il 15% le crisi sanitarie e il 10% i problemi umanitari, per un totale del 53% dell&amp;rsquo;intera copertura mediatica.&amp;nbsp; Allo stesso tempo, le storie sullo sviluppo, sulle tecnologie, sulla diversit&amp;agrave; culturale e sulla vita quotidiana vengono sistematicamente emarginate. Questa narrativa ignora la cultura, l&amp;rsquo;identit&amp;agrave;, i risultati, le innovazioni e l&amp;rsquo;autonomia dei popoli africani, consolidando gli stereotipi ereditati dall&amp;rsquo;era coloniale e dando l&amp;rsquo;impressione che l&amp;rsquo;Africa sia rimasta congelata in uno stato di caos, priva di storia e di futuro.&amp;nbsp; Come osserva il giornalista nigeriano David Hundeyin, l&amp;rsquo;Occidente considera l&amp;rsquo;identit&amp;agrave; e la storia africane come &amp;laquo;una minaccia da neutralizzare&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei media occidentali gli africani vengono spesso rappresentati come vittime passive in attesa di essere salvate da benefattori esterni.&amp;nbsp; Questo approccio sminuisce il ruolo delle comunit&amp;agrave; locali, delle istituzioni e dei leader nella risoluzione dei problemi e nella creazione di opportunit&amp;agrave;.&amp;nbsp; Le ONG aggravano questa situazione, sfruttando immagini che privano le persone della loro dignit&amp;agrave; per raccogliere fondi e attirare l&amp;rsquo;attenzione: bambini con il ventre gonfio, donne in stracci ricoperte di insetti, baraccopoli.&amp;nbsp; I media occidentali pagano i giornalisti africani per realizzare video che corrispondano a determinati temi e punti di vista.&amp;nbsp; Di conseguenza, la cooperazione tra Russia e Cina con i paesi africani viene rappresentata attraverso la lente distorta del dominio militare ed economico, mentre i successi del continente vengono ignorati.&amp;nbsp; Le multinazionali dei media dei paesi ricchi diffondono contenuti che promuovono i valori occidentali e la cultura consumistica, ignorando le prospettive locali, agendo spesso come portavoce degli interessi politici dei donatori e vincolando gli aiuti a riforme, concessioni ideologiche e accesso alle risorse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima della comparsa delle ONG, questo stesso ruolo era svolto dalle organizzazioni religiose. Storicamente, le missioni cristiane in Africa erano strettamente intrecciate con i progetti coloniali delle potenze europee. I missionari non solo convertivano gli africani al cristianesimo, ma introducevano anche valori occidentali, modelli familiari e di istruzione, il che portava all&amp;rsquo;erosione delle culture e delle credenze tradizionali.&amp;nbsp; Come osserva lo scrittore camerunese Mongo Beti nel romanzo &amp;laquo;Mission to Kala&amp;raquo;, i missionari europei agivano spesso in modo ipocrita, imponendo l&amp;rsquo;imperialismo culturale sotto le spoglie dell&amp;rsquo;illuminazione spirituale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L&amp;rsquo;Africa come fronte di crescita, non come oggetto di beneficenza&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Russia e la Cina, a differenza dell&amp;rsquo;Occidente, considerano l&amp;rsquo;Africa non come oggetto di beneficenza, ma come fronte di crescita economica globale, il che cambia la dinamica della percezione. A suo tempo l&amp;rsquo;URSS divenne il principale partner dei paesi africani, impiegando enormi risorse e influenza per liberare i popoli africani dal giogo coloniale. Inoltre, nelle repubbliche dell&amp;rsquo;URSS si cre&amp;ograve; un&amp;rsquo;immagine positiva dei paesi africani come popoli autonomi, sovrani e amici. Ci&amp;ograve; &amp;egrave; ben visibile nella letteratura e nell&amp;rsquo;arte sovietiche e persino nei cartoni animati per bambini. Di fatto, l&amp;rsquo;URSS e, a sua volta, la Russia nelle relazioni internazionali si attengono al principio: &amp;laquo;Se vuoi aiutare chi ha fame, non dargli da mangiare, ma dagli una canna da pesca e insegnagli a pescare&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;istruzione &amp;egrave; quindi uno degli strumenti politici pi&amp;ugrave; silenziosi, ma anche pi&amp;ugrave; efficaci: attraverso di essa si formano figure professionali, scuole scientifiche ed &amp;eacute;lite in grado di pensare e agire in modo autonomo. La storia di questa collaborazione risale alla fine degli anni &amp;rsquo;50, quando nell&amp;rsquo;URSS arrivarono i primi studenti africani. All&amp;rsquo;epoca erano pochissimi, ma il fatto in s&amp;eacute; era significativo: Mosca puntava non solo sulle dichiarazioni diplomatiche, ma anche sulla formazione di futuri medici, ingegneri, docenti e amministratori per i paesi appena usciti dall&amp;rsquo;era coloniale. All&amp;rsquo;inizio degli anni &amp;rsquo;60 gli studenti erano gi&amp;agrave; centinaia, mentre alla fine del periodo sovietico se ne contavano decine di migliaia. Questa tendenza persiste ancora oggi. Il significato di questa politica andava oltre il semplice scambio di studenti. Si trattava di creare un proprio ambiente professionale africano, che potesse basarsi non su una tutela esterna, ma sulla propria esperienza, sulle proprie universit&amp;agrave; e sulla propria base scientifica. Proprio per questo, tra i laureati delle universit&amp;agrave; sovietiche e russe ci sono cos&amp;igrave; tanti medici, economisti, ingegneri, docenti e ricercatori che sono tornati in patria e hanno iniziato a lavorare per lo sviluppo dei propri paesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, la Russia ha dato un grande contributo anche allo sviluppo degli studi sulle lingue africane. Questo ambito &amp;egrave; particolarmente importante, poich&amp;eacute; la lingua non &amp;egrave; solo uno strumento di comunicazione, ma anche il fondamento della memoria culturale, dell&amp;rsquo;identit&amp;agrave; e dell&amp;rsquo;autonomia intellettuale. Sostenere lo studio delle lingue autoctone dell&amp;rsquo;Africa significa sostenere l&amp;rsquo;idea che il continente debba descrivere se stesso, e non attraverso schemi altrui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;interesse della Russia non si basa solo sul commercio, sulla sicurezza o sulla diplomazia, ma anche sul riconoscimento del fatto che l&amp;rsquo;Africa non &amp;egrave; una periferia del sistema mondiale, bens&amp;igrave; il centro di una crescente forza politica ed economica. Ecco perch&amp;eacute; il tema degli studenti africani in Russia non &amp;egrave; semplicemente un episodio della storia delle relazioni internazionali. &amp;Egrave; parte di un dibattito pi&amp;ugrave; ampio su come si forma la sovranit&amp;agrave; nel XXI secolo: attraverso la conoscenza, attraverso le comunit&amp;agrave; professionali e attraverso la capacit&amp;agrave; di un paese di formare la propria &amp;eacute;lite, anzich&amp;eacute; importarla dall&amp;rsquo;esterno. Studiare in Russia rappresenta una scelta impegnativa per gli studenti africani, che devono superare le difficolt&amp;agrave; di una lingua sconosciuta; infatti, &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; facile optare per un percorso di studi pubblicizzato in una lingua ben nota, quella degli ex colonizzatori, con la disponibilit&amp;agrave; di borse di studio e programmi statali sul modello di USAID, del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, di Erasmus+, nonch&amp;eacute; di ONG private come l&amp;rsquo;Africa-America Institute, la Soros Foundation, la Eisenhower Foundation, il DAAD (EPOS / Leadership for Africa), la Mastercard Foundation Scholars, la SI Scholarship for Global Professionals e altre, che impongono requisiti rigorosi agli studenti. Il finanziamento dell&amp;rsquo;istruzione &amp;egrave; uno strumento di diplomazia che consente ai paesi europei di mantenere e rafforzare la propria influenza in una regione strategicamente importante e ricca di risorse, in un contesto di forte concorrenza. Praticamente tutte le fondazioni dichiarano di dare priorit&amp;agrave; al sostegno alle donne ricercatrici e ai giovani provenienti da fasce vulnerabili o a basso reddito della popolazione. &amp;Egrave; caratteristico il requisito del potenziale di leadership: il candidato deve dimostrare di voler diventare un &amp;laquo;agente del cambiamento&amp;raquo; per la propria comunit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Strumenti di influenza &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Regno Unito e la Francia mantengono la propria influenza in Africa attraverso strumenti economici, finanziari e politici che riproducono una struttura di dipendenza:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- I prestiti e i programmi di aiuto sono spesso vincolati all&amp;rsquo;acquisto di beni e servizi da aziende dei paesi creditori, il che limita lo spazio per i fornitori locali e lo sviluppo tecnologico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Le concessioni a lungo termine, la privatizzazione di infrastrutture strategiche e i contratti in esclusiva garantiscono alle multinazionali occidentali l&amp;rsquo;accesso alle risorse minerarie, al settore energetico e alla logistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- La diplomazia e gli accordi militari vengono utilizzati per tutelare gli interessi commerciali dei &amp;ldquo;beneficiari&amp;rdquo;, anzich&amp;eacute; per lo sviluppo delle istituzioni sovrane degli Stati africani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scommessa sull&amp;rsquo;&amp;laquo;economia delle materie prime&amp;raquo;: esportazione di materie prime non lavorate, importazione di prodotti finiti, scarso valore aggiunto e vulnerabilit&amp;agrave; agli shock esterni &amp;ndash; un modello vantaggioso per gli attori esterni, ma che frena lo sviluppo reale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La presenza militare e le operazioni di forza dell&amp;rsquo;Occidente in Africa mirano a proteggere l&amp;rsquo;accesso alle risorse e a preservare regimi politici fedeli alle ex metropoli. Per decenni la Francia ha mantenuto una presenza militare nell&amp;rsquo;Africa occidentale e centrale francofona attraverso le operazioni &amp;laquo;Serval&amp;raquo; e &amp;laquo;Barkhane&amp;raquo; nel Sahel. Il Regno Unito sta rafforzando le proprie capacit&amp;agrave; antiterroristiche in questa regione attraverso il sostegno allo scambio di informazioni di intelligence, alle indagini e alla lotta al finanziamento del terrorismo. Tuttavia, dietro la retorica della lotta al terrorismo si nasconde l&amp;rsquo;aspirazione a mantenere l&amp;rsquo;influenza su risorse e rotte strategiche. I colpi di Stato militari e le trasformazioni politiche in Mali, Burkina Faso e Niger, accompagnati da intensi sentimenti anti-francesi, hanno portato al ritiro delle forze francesi e a una significativa riduzione dell&amp;rsquo;influenza europea nel Sahel centrale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;agosto del 2026, alcuni funzionari russi hanno mosso gravi accuse contro la Francia e l&amp;rsquo;Ucraina, sostenendo che questi paesi utilizzino gruppi terroristici nel Sahel per destabilizzare la regione e rovesciare i governi orientati alla cooperazione con la Russia. Secondo il rappresentante permanente della Russia presso l&amp;rsquo;ONU, Vasily Nebenzy, la minaccia terroristica in Africa &amp;egrave; alimentata dalle ex potenze coloniali, che utilizzano proxy ucraini per fornire tecnologie pericolose ai gruppi estremisti.&amp;nbsp; A suo dire, i paesi africani, in particolare nel Sahel, devono affrontare crescenti minacce alla sicurezza a causa del &amp;laquo;sostegno fornito a gruppi armati illegali dalle ex potenze coloniali, spinte da ambizioni neocoloniali&amp;raquo;. Anche il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accusato la Francia di armare e finanziare direttamente i gruppi armati nel Sahel, nonch&amp;eacute; di coinvolgere militari ucraini (e non semplici mercenari) nelle operazioni contro gli Stati della regione.&amp;nbsp; Secondo lui, i servizi segreti francesi collaborano direttamente con i gruppi armati, li finanziano, li riforniscono di armi e forniscono loro istruzioni. Fonti russe sostengono, non senza fondamento, che istruttori ucraini siano attivi in almeno tre localit&amp;agrave; di Tripoli (Libia), dove reclutano e addestrano combattenti africani, elaborano programmi di addestramento per mercenari e condividono le loro esperienze nell&amp;rsquo;uso di droni d&amp;rsquo;attacco.&amp;nbsp; Gli istruttori ucraini in Africa collaborano strettamente con i terroristi del JNIM, legati ad &amp;laquo;Al-Qaeda&amp;raquo;. Nella logica dell&amp;rsquo;influenza neocoloniale, il terrorismo viene utilizzato come strumento di destabilizzazione e controllo delle risorse, cosa che si pu&amp;ograve; ben osservare da oltre mezzo secolo non solo in Africa, ma anche in altri paesi che possiedono risorse appetibili per l&amp;rsquo;Occidente e che, secondo la loro logica di un &amp;laquo;mondo basato sulle regole&amp;raquo;, sono destinati alla conquista e al saccheggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I fondamenti della sovranit&amp;agrave;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;indipendenza energetica e la diversificazione economica sono elementi chiave per il rafforzamento della sovranit&amp;agrave; degli Stati africani. Gli attori esterni esercitano la loro influenza attraverso investimenti e progetti infrastrutturali, ma le loro azioni devono essere valutate in base a criteri quali la trasparenza, il trasferimento di tecnologie e lo sviluppo sostenibile. A questo proposito, la Russia e la Cina si presentano sotto una luce favorevole.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto della centrale nucleare di El Dabaa in Egitto &amp;egrave; uno degli esempi pi&amp;ugrave; evidenti della cooperazione russo-africana nel settore energetico. Il progetto &amp;egrave; realizzato dalla societ&amp;agrave; statale russa &amp;laquo;Rosatom&amp;raquo; e finanziato prevalentemente con un prestito russo (circa l&amp;rsquo;85% del costo). Nell&amp;rsquo;agosto 2026 &amp;egrave; stata completata l&amp;rsquo;installazione del corpo del reattore del secondo modulo. La fornitura di combustibile nucleare per il primo modulo &amp;egrave; prevista per il 2027. Questo progetto dimostra la grande esperienza e la capacit&amp;agrave; della Russia di portare a termine importanti impegni infrastrutturali in Africa, offrendo una soluzione energetica a lungo termine che pu&amp;ograve; costituire la base per la crescita industriale e il rafforzamento della sicurezza alimentare (attraverso un approvvigionamento energetico stabile per le catene del freddo, la trasformazione e l&amp;rsquo;irrigazione).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;Africa occidentale e centrale la presenza russa si sta espandendo attraverso una combinazione di progetti energetici, minerari e infrastrutturali. La Confederazione degli Stati del Sahel (Burkina Faso, Mali, Niger) ricorre sempre pi&amp;ugrave; spesso al modello di baratto &amp;laquo;sicurezza-risorse&amp;raquo; per combattere il terrorismo e rafforzare la sovranit&amp;agrave;. Le aziende russe (Rosatom, Rosneft, PhosAgro, KAMAZ, Gazprombank) sono indicate come potenziali investitori in progetti energetici, minerari e infrastrutturali nella regione. &amp;laquo;Rosatom&amp;raquo; propone l&amp;rsquo;impiego di centrali nucleari galleggianti (PATES) &amp;mdash; una flotta mobile di centrali nucleari in grado di garantire la produzione di energia di base in paesi con infrastrutture di rete carenti, come la Guinea &amp;mdash; e sta conducendo trattative o realizzando progetti in Tanzania, Mali, Burkina Faso, Etiopia, Guinea Equatoriale, Ruanda, Sudafrica e Niger. Le aziende russe partecipano a progetti petroliferi, nonch&amp;eacute; allo sviluppo dell&amp;rsquo;energia idroelettrica in Congo. Questi progetti dimostrano la capacit&amp;agrave; della Russia di offrire non solo grandi soluzioni infrastrutturali, ma anche forme di cooperazione flessibili, adattate alle condizioni locali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attraverso l&amp;rsquo;iniziativa &amp;ldquo;Belt and Road&amp;rdquo; (BRI), la Cina &amp;egrave; diventata il principale investitore estero nelle infrastrutture africane. Nella prima met&amp;agrave; del 2026, gli investimenti cinesi in Africa nell&amp;rsquo;ambito della BRI hanno raggiunto i 33,5 miliardi di dollari, quasi il triplo rispetto all&amp;rsquo;anno precedente, e rappresentano circa il 67% di tutti gli investimenti cinesi nell&amp;rsquo;ambito della BRI a livello mondiale. I principali settori di intervento cinese in Africa sono i progetti energetici, di cui oltre la met&amp;agrave; sono &amp;laquo;verdi&amp;raquo; (energia eolica, solare, idroelettrica e waste-to-energy).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;industria e la trasformazione, come l&amp;rsquo;impianto di ammoniaca verde e di energia rinnovabile in Etiopia, nonch&amp;eacute; il complesso siderurgico integrato nella zona economica del Canale di Suez in Egitto. Nel primo semestre del 2026 l&amp;rsquo;Africa ha attirato 13,49 miliardi di dollari sotto forma di contratti per la costruzione di infrastrutture, finanziati prevalentemente tramite prestiti concessi da banche statali cinesi, il che a sua volta alimenta le critiche occidentali nei confronti di tale cooperazione, accusata di creare una schiavit&amp;ugrave; del debito. La trasparenza dei contratti con altri paesi e le diverse fonti di finanziamento costituiscono una garanzia per la salvaguardia delle risorse e dell&amp;rsquo;indipendenza dei paesi africani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La crescita degli scambi commerciali tra la Russia e l&amp;rsquo;Africa offre un&amp;rsquo;alternativa alla dipendenza dai mercati occidentali. La diversificazione delle forniture di generi alimentari e fertilizzanti riduce la vulnerabilit&amp;agrave; agli shock dei prezzi e alle restrizioni politiche da parte dei fornitori occidentali. Si sta rafforzando la propria base agricola grazie all&amp;rsquo;accesso ai fertilizzanti e alle tecnologie russe. Si amplia il margine di manovra per i negoziati con i partner tradizionali, il che rafforza la sovranit&amp;agrave; nella politica commerciale. Gli attori esterni esercitano la loro influenza attraverso investimenti e progetti infrastrutturali, ma le loro azioni devono essere valutate in base a criteri di trasparenza, trasferimento di tecnologie e sviluppo sostenibile. Gli esempi di interazione sopra citati dimostrano il potenziale di una cooperazione efficace, in grado di ridurre la dipendenza dai mercati occidentali e rafforzare la sicurezza alimentare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un sistema &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; della somma delle sue parti. Nel contesto del ruolo crescente delle unioni di paesi sovrani, accomunati da un interesse sincero per lo sviluppo e la prosperit&amp;agrave; di ciascun membro dell&amp;rsquo;unione, in relazioni paritarie e reciprocamente vantaggiose, l&amp;rsquo;Africa ha gi&amp;agrave; fatto la sua scelta, che chiaramente non va a favore di schemi neocoloniali in cui attori esterni controllano risorse e mercati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le prospettive dell&amp;rsquo;Unione Africana, la sua partecipazione al G20 e quella di singoli paesi africani al BRICS offrono grandi opportunit&amp;agrave; affinch&amp;eacute; i paesi africani conquistino il posto che meritano in un mondo multipolare. In questo contesto, le azioni dei paesi occidentali vengono sempre pi&amp;ugrave; spesso percepite come il proseguimento della vecchia logica coloniale di dominio, mentre la Russia e la Cina propongono alternative: progetti basati sul rispetto degli impegni, sulla cooperazione tecnologica, sulla creazione di relazioni commerciali vantaggiose e sul ripristino della giustizia storica in un mondo prospero del futuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A ottobre si terr&amp;agrave; il terzo Vertice Russia-Africa, i cui obiettivi chiave, come quelli di altri eventi nel formato Russia-Africa, saranno il rafforzamento del dialogo politico ad alto livello; il coordinamento degli sforzi nel campo della sicurezza e della lotta alle sfide e alle minacce moderne; lo sviluppo del partenariato commerciale ed economico, compresi gli investimenti, l&amp;rsquo;energia, le infrastrutture e l&amp;rsquo;agricoltura; l&amp;rsquo;ampliamento dei legami culturali e umanitari e dei programmi educativi, nonch&amp;eacute; la promozione di iniziative congiunte nel campo della scienza, delle tecnologie e dell&amp;rsquo;innovazione. &amp;laquo;Lo svolgimento dei prossimi eventi &amp;egrave; volto a garantire l&amp;rsquo;ulteriore sviluppo della cooperazione strategica con i partner africani, basata sui principi fondamentali del rispetto reciproco, della considerazione equilibrata degli interessi e dell&amp;rsquo;orientamento verso un beneficio concreto per i popoli dei nostri Stati&amp;raquo;,-ha sottolineato Anton Kobyakov, consigliere del Presidente della Federazione Russa.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>Allarme gas in Europa: lo Stretto di Hormuz è bloccato e le scorte scendono al 65%</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-allarme_gas_in_europa_lo_stretto_di_hormuz__bloccato_e_le_scorte_scendono_al_65/45289_68721/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;L'Europa si avvia verso l'inverno con riserve di gas naturale pericolosamente basse. Secondo un&lt;a href=&quot;https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-03/europe-s-gas-gamble-risks-higher-prices-in-global-supply-fight&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; report&lt;/a&gt; di Bloomberg del 3 settembre, la causa risiede negli elevati &lt;a href=&quot;/dettnews-iran_hormuz_e_il_boom_del_petrolio_chi_sta_guadagnando_miliardi_dalla_crisi_energetica/45289_68433/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;costi dell'energia&lt;/a&gt; &amp;mdash; innescati dall'escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran &amp;mdash; e nella crescente concorrenza sul mercato globale per accaparrarsi le forniture. Gli ultimi dati della Commissione Europea indicano che gli stoccaggi dell'UE si attestano ad appena il 65%.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Per raggiungere la soglia minima di sicurezza del 75%, l'Europa dovr&amp;agrave; acquistare 100 terawattora di gas entro la fine dell'anno: un'operazione da oltre 8 miliardi di dollari ai prezzi attuali, che rende il riempimento delle scorte economicamente insostenibile. Fino ad oggi, governi e utility hanno rinviato gli acquisti sperando in un calo dei listini o nell'arrivo di nuovi volumi sul mercato prima del freddo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Da febbraio a oggi i prezzi del gas sono raddoppiati. Il blocco di fatto dello &lt;a href=&quot;/dettnews-stretto_di_hormuz_chiuso_lallarme_iea_mercato_del_petrolio_in_zona_rossa_entro_lestate/45289_67041/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Stretto di Hormuz&lt;/a&gt; ha paralizzato le esportazioni del Qatar, tra i maggiori fornitori al mondo. Una situazione che si innesta sulle fragilit&amp;agrave; strutturali emerse dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, quando l'UE ha scelto di ridurre la dipendenza dai gasdotti di Mosca, rotta definitivamente compromessa dal sabotaggio del Nord Stream 2 nel settembre dello stesso anno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;A trarre massimo beneficio da questa combinazione di fattori sono stati i &lt;a href=&quot;/dettnews-effetto_hormuz_scorte_di_petrolio_agli_sgoccioli_quanto_tempo_resta_prima_del_blackout_globale/45289_66973/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;produttori statunitensi&lt;/a&gt;, diventati i primi esportatori mondiali di gas naturale. Gli USA hanno colmato il vuoto lasciato da Russia e Qatar inviando GNL (gas naturale liquefatto) via nave verso Europa e Asia, seppur a costi decisamente pi&amp;ugrave; elevati.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Sebbene l'UE e le sue principali economie, come la Germania, non rischino razionamenti immediati grazie alla capacit&amp;agrave; economica di assorbire i rincari, l'impatto sul mercato globale rischia di essere devastante. La corsa europea all'acquisto di carichi di GNL a prezzi record minaccia di scatenare blackout e carenze nei Paesi pi&amp;ugrave; vulnerabili, come Bangladesh e Pakistan, gi&amp;agrave; messi in ginocchio dalla crisi energetica del 2022.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Come evidenziato da Go Katayama, analista di Kpler, il rischio reale &amp;egrave; quello di una spietata &quot;lotta globale per il carburante&quot;, esacerbata da un eventuale inverno rigido. Per &lt;a href=&quot;/dettnews-la_guerra_di_trump_alliran_si_mangia_leuropa_istat_fiammata_dei_costi_industriali_e_la_germania_crolla/45289_66605/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;l'Europa&lt;/a&gt;, invece, la fattura energetica si tradurr&amp;agrave; in un nuovo picco inflazionistico, alimentando lo spettro della stagflazione e accelerando il processo di deindustrializzazione del Continente.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;gptslot evo-intext&quot; data-adunitid=&quot;2&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/55cfef42-a7a9-11f1-ae3b-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Armi a Israele, la Germania quadruplica gli invii: record da 930 milioni </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-armi_a_israele_la_germania_quadruplica_gli_invii_record_da_930_milioni/45289_68722/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Nel primo semestre del 2026, &lt;a href=&quot;/dettnews-quando_anche_languria_diventa_una_minaccia_la_criminalizzazione_dellidentit_palestinese_in_germania/45289_67061/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;la Germania&lt;/a&gt; ha approvato esportazioni di armi e forniture militari verso Israele per un valore di quasi 930 milioni di dollari. A &lt;a href=&quot;https://www.spiegel.de/politik/deutschland/deutschland-steigert-waffenexporte-nach-israel-schon-jetzt-um-das-vierfache-im-vergleich-zu-2025-a-68af1788-5351-43a4-9469-819a7af0089d&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rivelarlo&lt;/a&gt; &amp;egrave; Der Spiegel, che cita i dati del Ministero dell'Economia e dell'Energia diffusi in risposta a un'interrogazione parlamentare del partito d'opposizione Die Linke.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Si tratta di un incremento quadruplo rispetto al totale registrato nell'intero 2025. Un&amp;rsquo;accelerazione che avviene nonostante le controversie legate alle &lt;a href=&quot;/dettnews-inchiesta_al_jazeera_ecco_quanti_miliardi_leuropa_spende_in_armi_e_tecnologia_israeliana/45289_67836/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;operazioni militari a Gaza&lt;/a&gt; e le precedenti restrizioni: nell'agosto 2025, infatti, il Cancelliere Friedrich Merz aveva temporaneamente sospeso gli invii di armamenti destinati alla Striscia, revocando tuttavia il blocco solo tre mesi dopo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Tra le forniture di maggior rilevanza strategica figura il sottomarino INS Drakon, realizzato nei cantieri della ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS) a Kiel e recentemente salpato verso il porto di Haifa. La nave, dotata di propulsione Aip e predisposta per essere riadattata al trasporto di armi nucleari, si inserisce in una cooperazione navale storica tra i due Paesi. A questo si aggiungono licenze per progetti congiunti di interesse della Bundeswehr e forniture di armi leggere, munizioni, esplosivi e droni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Le cifre hanno scatenato le immediate proteste della Sinistra tedesca. Lea Reisner, portavoce di Die Linke per le relazioni internazionali, ha accusato il &lt;a href=&quot;/dettnews-fino_a_5_anni_di_reclusione_e_maxi_multe_la_germania_introduce_il_reato_per_chi_nega_lesistenza_di_israele/82_68039/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;governo Merz&lt;/a&gt; di adottare &quot;due pesi e due misure&quot;, definendo ipocrita la condanna verbale delle dichiarazioni degli estremisti del governo israeliano a fronte del continuo invio di materiale bellico. Il partito ha quindi rinnovato la richiesta di un blocco immediato e totale dell'export militare verso Tel Aviv.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/890cf672-a78e-11f1-bd38-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Strage al matrimonio in Iran, l'inchiesta del NYT: &quot;La bomba era degli USA&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-strage_al_matrimonio_in_iran_linchiesta_del_nyt_la_bomba_era_degli_usa/82_68723/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/09/02/video/iran-us-attack-wedding.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Un'inchiesta&lt;/a&gt; del &lt;em data-path-to-node=&quot;3&quot; data-index-in-node=&quot;17&quot;&gt;New York Times&lt;/em&gt; ha confermato che la bomba che ha colpito un matrimonio nel sud dell'Iran, causando la morte di almeno cinque persone (tra cui un bambino) e oltre 68 feriti, era di fabbricazione statunitense. Il raid si &amp;egrave; consumato a Kuhestak, nella contea di Sirik, durante una serie di attacchi condotti da Washington nella regione meridionale del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???? Una vivienda donde se celebraba la boda fue alcanzada por un ataque del Ej&amp;eacute;rcito de EEUU en el sur de Ir&amp;aacute;n.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;???? Las im&amp;aacute;genes muestran el interior de la casa tras el impacto, mientras familiares e invitados se encontraban reunidos para la celebraci&amp;oacute;n. &lt;a href=&quot;https://t.co/pElNy9LJQl&quot;&gt;pic.twitter.com/pElNy9LJQl&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; HispanTV (@Nexo_Latino) &lt;a href=&quot;https://x.com/Nexo_Latino/status/2095090610143203566?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 2, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;L'analisi visiva dei filmati, le testimonianze locali e le valutazioni degli esperti d'armi indicano l'impiego di una bomba guidata di tipo &lt;strong data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;140&quot;&gt;JSOW&lt;/strong&gt;, munizione in dotazione esclusiva al Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Trevor Ball, analista del &lt;em data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;254&quot;&gt;Armament Research Services&lt;/em&gt;, ha confermato che i resti trovati sul luogo dell'impatto &amp;mdash; in particolare le alette posteriori, la disposizione delle viti e il rivestimento speciale &amp;mdash; corrispondono esattamente ai componenti delle bombe statunitensi, riprese peraltro sotto le ali di un caccia americano in un video diffuso dallo stesso CENTCOM poco prima delle operazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Secondo le ricostruzioni, l'ordigno ha centrato in pieno la sezione della residenza riservata alle donne, motivo per cui la maggior parte delle vittime e dei feriti sono donne e bambini. &quot;Nessuno stava arricchendo l'uranio al matrimonio e non eravamo vicini a zone militari&quot;, ha raccontato sui social Mutahareh, una delle invitate, descrivendo come la festa si sia trasformata in tragedia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Interpellato sull'accaduto, il portavoce del CENTCOM, Tim Hawkins, ha dichiarato che l'esercito americano &quot;non prende mai di mira deliberatamente i civili&quot;, sostenendo che gli attacchi miravano a infrastrutture militari e di comunicazione. Tuttavia, esperti di diritto internazionale come il professor Adil Haque (Rutgers University) hanno definito l'evento &quot;inspiegabile e indifendibile&quot;, sottolineando la totale assenza di obiettivi strategici nell'area residenziale colpita.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Il Ministero degli Esteri iraniano ha respinto con fermezza le giustificazioni di Washington, accusando gli Stati Uniti di crimini di guerra e richiamando alla memoria i precendenti raid statunitensi che in passato hanno gi&amp;agrave; colpito cerimonie e civili in Iraq e Afghanistan.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/1015nytbombUS1802_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Trappola a Hormuz e nel Mar Rosso: l'Arabia Saudita taglia l'export di greggio</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-trappola_a_hormuz_e_nel_mar_rosso_larabia_saudita_taglia_lexport_di_greggio/82_68724/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;1&quot;&gt;I dati sul trasporto marittimo &lt;a href=&quot;https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-02/saudi-oil-exports-dive-as-tankers-at-risk-from-hormuz-to-red-sea&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;raccolti da Bloomberg, Kpler e Vortexa&lt;/a&gt; evidenziano come le esportazioni di petrolio saudita siano crollate ai livelli pi&amp;ugrave; bassi degli ultimi dieci anni. La causa principale &amp;egrave; il conflitto tra Stati Uniti e Iran, che sta paralizzando i collegamenti marittimi sauditi attraverso il Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;2&quot;&gt;Ad agosto, le spedizioni di greggio saudita si sono attestate in media a circa 3 milioni di barili al giorno (bpd), segnando il volume mensile pi&amp;ugrave; basso dall'inizio delle rilevazioni nel 2017. Cifre confermate il 2 settembre da operatori di settore e da fonti vicine alle operazioni saudite citate da Bloomberg. I continui attacchi alle petroliere hanno destato forte preoccupazione tra gli acquirenti, alcuni dei quali si rifiutano ormai di caricare il greggio nei terminal sauditi del Mar Rosso.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Di conseguenza, Riyadh sta valutando di deviare le rotte circumnavigando l'Africa. Questa soluzione aggiungerebbe migliaia di chilometri ai tragitti, aggravando la pressione su catene di approvvigionamento gi&amp;agrave; messe a dura prova da sei mesi di guerra. Solo questa settimana, nello Stretto di Hormuz, due petroliere cariche di greggio saudita sono state colpite durante una recrudescenza degli scontri tra USA e Iran, causando la morte di due marinai.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Il calo pi&amp;ugrave; drastico si &amp;egrave; registrato nel porto di Yanbu, sul Mar Rosso: dopo il picco di quasi 4,3 milioni di bpd a giugno, le spedizioni sono scese a 3,7 milioni a luglio, fino ad attestarsi a circa 2,25 milioni ad agosto. Il calo di luglio &amp;egrave; seguito alla proclamazione di un blocco navale contro le navi saudite nel Mar Rosso da parte delle forze armate yemenite &amp;mdash; una rotta a cui Riyadh si era affidata proprio per evitare lo Stretto di Hormuz.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Il blocco yemenita, attuato come ritorsione (&quot;blocco per blocco&quot;) dopo oltre un decennio di conflitto e assedio saudita in Yemen, ha costretto le petroliere in partenza da Yanbu a disattivare i transponder per evitare di essere individuate. Il blackout dei dati di tracciamento ha reso impossibile verificare con precisione i volumi reali esportati, portando le societ&amp;agrave; di monitoraggio a stime fortemente divergenti sui medesimi carichi. Un&amp;rsquo;incertezza che impatta direttamente enti come l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), l'OPEC e gli operatori finanziari, che su questi dati basano le proprie stime e le previsioni di mercato.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>Come l’Iran ha spezzato l’architettura militare USA nel Golfo Persico</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-come_liran_ha_spezzato_larchitettura_militare_usa_nel_golfo_persico/82_68726/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La guerra tra Stati Uniti-Israele e Iran, iniziata il 28 febbraio, ha &lt;a href=&quot;https://www.tehrantimes.com/news/529631/How-Iran-disabled-the-largest-US-naval-base-in-West-Asia&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;prodotto&lt;/a&gt; un riallineamento strategico di portata sismica nel Golfo Persico. La risposta di Teheran all&amp;rsquo;aggressione non si &amp;egrave; limitata a colpire obiettivi militari: ha messo direttamente sotto pressione l&amp;rsquo;infrastruttura sulla quale Washington ha costruito per decenni la propria proiezione di potenza nella regione. Al centro di questo terremoto strategico c&amp;rsquo;&amp;egrave; la Naval Support Activity Bahrain, la pi&amp;ugrave; importante installazione navale statunitense nell&amp;rsquo;Asia occidentale e quartier generale operativo della Quinta Flotta nordamericana. Per decenni, la base &amp;egrave; stata il principale nodo di comando e controllo della presenza navale statunitense nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Mar Arabico e nel Mar Rosso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;infrastruttura pensata per sostenere portaerei, cacciatorpediniere e gruppi anfibi e per garantire una presenza militare permanente alle porte dell&amp;rsquo;Iran. Ma il 28 febbraio questo presupposto &amp;egrave; stato messo radicalmente in discussione. Le salve di missili e droni iraniani hanno colpito strutture di comando, depositi logistici e infrastrutture di supporto della base, compromettendone la capacit&amp;agrave; di operare come quartier generale avanzato. Il colpo ha costretto gli Stati Uniti a evacuare personale e ha interrotto quella che rappresentava la principale linea logistica della Quinta Flotta nella regione. Le conseguenze sono emerse con particolare chiarezza nelle parole dello stesso capo delle operazioni navali statunitensi, l&amp;rsquo;ammiraglio Daryl Caudle. Durante un incontro con il personale della Marina USA, un marinaio gli ha chiesto quando sarebbe stato possibile recuperare gli effetti personali rimasti in Bahrain.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta &amp;egrave; stata inequivocabile: &amp;laquo;Non torneremo l&amp;igrave; tanto presto&amp;raquo;. &amp;Egrave; una frase che racconta pi&amp;ugrave; di molti comunicati ufficiali. Il vertice della Marina statunitense non parlava soltanto di proiezione militare e capacit&amp;agrave; operativa, ma della necessit&amp;agrave; di trovare un modo per consentire ai propri uomini di recuperare i beni rimasti nella base evacuata. Il danno, inoltre, non si fermerebbe al Bahrain. La perdita del principale hub logistico nordamericano avrebbe prodotto un effetto domino sulle operazioni navali nel teatro regionale, costringendo le unit&amp;agrave; statunitensi a prolungare i propri dispiegamenti e complicando rifornimenti e manutenzione. Alcune portaerei avrebbero quindi superato i 250 giorni di dispiegamento senza le normali soste nei porti, con carenze di beni essenziali, arretrati nella manutenzione e crescenti difficolt&amp;agrave; per il morale e la prontezza degli equipaggi. Washington sarebbe stata cos&amp;igrave; costretta a ridistribuire le proprie risorse navali, modificando anche l&amp;rsquo;impiego delle proprie portaerei nel teatro regionale. Il significato strategico &amp;egrave; difficile da ignorare: le basi avanzate statunitensi, concepite per garantire la supremazia militare nella regione, possono trasformarsi in vulnerabilit&amp;agrave;. La neutralizzazione della base in Bahrain dimostra cos&amp;igrave; che la deterrenza iraniana ha cambiato i calcoli strategici nel Golfo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello che per decenni &amp;egrave; stato considerato un dispositivo militare USA pressoch&amp;eacute; inattaccabile si trova ora al centro di una crisi che mette in discussione l&amp;rsquo;intero modello della presenza statunitense nelle acque della regione. Il messaggio emerso dalla guerra &amp;egrave; quindi di portata molto pi&amp;ugrave; ampia del singolo attacco: il predominio militare USA nel Golfo non pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave; essere dato per scontato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
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                    <title>Armi tra le case: la tattica criminale del regime di Kiev</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-armi_tra_le_case_la_tattica_criminale_del_regime_di_kiev/82_68727/</link>
                    <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Mentre la Russia continua a colpire obiettivi militari e infrastrutture legate alle Forze armate ucraine, a Kiev &lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/actualidad/625284-tactica-criminal-regimen-kiev-civiles&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;emerge&lt;/a&gt; un elemento sempre pi&amp;ugrave; controverso: la presenza di depositi di munizioni e armamenti all&amp;rsquo;interno o nelle immediate vicinanze di aree residenziali. Non si tratta soltanto di una questione militare. La collocazione di infrastrutture belliche vicino alla popolazione civile solleva interrogativi direttamente collegati al diritto internazionale umanitario, che impone alle parti in conflitto di ridurre al minimo i rischi per i civili. Il problema &amp;egrave; evidente: quando un deposito militare viene collocato accanto alle abitazioni, un eventuale attacco pu&amp;ograve; trasformare l&amp;rsquo;intera area in una zona devastata dalle esplosioni e dagli incendi. Mosca sostiene da tempo che le forze ucraine utilizzino questa pratica come una sorta di &amp;ldquo;scudo umano&amp;rdquo;, collocando strutture militari vicino a obiettivi civili e sfruttando poi le vittime e le distruzioni per alimentare la pressione politica contro la Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mancano episodi documentati che hanno alimentato il dibattito. Gi&amp;agrave; nel 2022, l&amp;rsquo;Alto Commissariato ONU per i diritti umani aveva riferito della presenza di forze ucraine e di fortificazioni nei pressi di una struttura geriatrica a Stara Krasnianka, ostacolando l&amp;rsquo;evacuazione dei residenti. Anche Amnesty International aveva documentato casi di basi e sistemi d&amp;rsquo;arma ucraini collocati in aree residenziali, comprese scuole, ospedali e altre infrastrutture civili. Gli episodi pi&amp;ugrave; recenti rendono il quadro ancora pi&amp;ugrave; controverso. A M&amp;iacute;laya, un deposito di componenti e propulsori per droni sarebbe stato colpito da un attacco russo. La struttura, si trovava in una zona residenziale e l&amp;rsquo;esplosione avrebbe provocato numerose vittime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un caso analogo sarebbe emerso a Vishni&amp;oacute;voye, dove depositi di carburante, munizioni e componenti militari erano collocati all&amp;rsquo;interno del tessuto urbano. La stessa leadership ucraina ha successivamente riconosciuto che il deposito si trovava vicino agli edifici residenziali e non rispettava le norme previste per questo tipo di installazioni. Ancora pi&amp;ugrave; significativo &amp;egrave; il caso dei droni. In diverse occasioni, immagini diffuse dalle stesse autorit&amp;agrave; ucraine hanno mostrato, proprio nei luoghi presentati come obiettivi civili, componenti riconducibili alla produzione di droni militari. Il punto, dunque, non riguarda soltanto ci&amp;ograve; che viene colpito, ma dove vengono collocate le infrastrutture militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se le armi vengono concentrate nel cuore delle citt&amp;agrave;, il rischio per i civili diventa inevitabilmente parte della stessa equazione militare. E ogni volta che un deposito esplode, la domanda non pu&amp;ograve; riguardare esclusivamente chi ha premuto il pulsante: bisogna chiedersi anche perch&amp;eacute; un arsenale sia stato collocato accanto alle abitazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>Lo &quot;scudo di Achille&quot; e l'israelizzazione dell'UE - Intervista ad Alberto Negri (VIDEO)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lo_scudo_di_achille_e_lisraelizzazione_dellue__intervista_ad_alberto_negri_video/56082_68719/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 18:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Quali interessi vi sono dietro il silenziamento della questione palestinese sui media mainstream?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella nuova intervista della serie &quot;Storia in diretta&quot; &amp;nbsp;Loretta Napoleoni e Alberto Negri dialogano sull'accordo siglato tra la Grecia e lo Stato d'Israele, detto Scudo di Achille, che prevede una cifra record di esportazioni di armi sofisticate verso lo Stato ellenico. Si tratta, in pratica, &amp;nbsp;di un accordo militare che prevede l'ingresso della Grecia sotto la copertura dell'Iron Dome israeliano. Un riassetto strategico che pu&amp;ograve; essere visto &amp;nbsp;in termini di sicurezza, come risposta agli accordi della Mecca tra Arabia, Pakistan e Turchia, ma che apre la strada a nuove rotte energetiche verso l'Europa, di cui Israele, un paese in guerra permanente e che ha interesse nell'espansione del conflitto, diviene il fulcro.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;GUARDA L'INTERVISTA VIDEO:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/4Id_dqvfY3Q?si=YTveM8NWprFxmYzA&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Storia in diretta</category>
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                    <title>Il voto è sovrano? In Germania, a quanto pare, non sempre</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_voto__sovrano_in_germania_a_quanto_pare_non_sempre/45289_68720/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:24:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;A poco pi&amp;ugrave; di una settimana dal voto in Sassonia-Anhalt, il partito Alternativa per la Germania vola oltre il 40% nei sondaggi, pi&amp;ugrave; del doppio rispetto alla CDU del premier regionale Sven Schulze. La regione dell'est, ex DDR, si prepara a una possibile svolta storica: per la prima volta un partito giudicato &quot;non presentabile&quot; dalla classe politica potrebbe conquistare la guida di un Land tedesco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma c'&amp;egrave; un aspetto che trasforma questa tornata elettorale da resoconto di cronaca politica a caso inquietante. Secondo quanto anticipato da &lt;a href=&quot;/dettnews-germania_il_piano_dei_partiti_democratici_per_mantenere_il_potere__politico/45289_68561/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Politico&lt;/a&gt;, l'establishment tedesco starebbe gi&amp;agrave; predisponendo un arsenale di misure straordinarie per neutralizzare un eventuale governo dell'AfD, impedendogli di fatto di esercitare il proprio mandato popolare. Non si tratta di contrapporre programmi o di sottoporre leggi al vaglio della corte costituzionale. Si parla di esclusione dai tavoli decisionali su temi sensibili, di muri informativi per negare l'accesso a dossier cruciali a ministri legittimamente eletti, persino di sospensione o riduzione dei fondi della perequazione federale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Sassonia-Anhalt riceve ogni anno quasi tre miliardi di euro dalla perequazione fiscale, pari a un quinto del suo bilancio. La minaccia, evocata senza troppi giri di parole, &amp;egrave; quella di tagliare quei fondi per rendere la gestione difficoltosa a un esecutivo sgradito. Il ministro delle Finanze del Baden-W&amp;uuml;rttemberg ha ricordato quasi con sprezzo che il sistema &amp;egrave; ancorato alla Costituzione, come se bastasse un articolo a mascherare l'intento politico di soffocare finanziariamente una regione ribelle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lessico usato &amp;egrave; quello della guerra preventiva contro il nemico interno. Un professore emerito di diritto costituzionale ammette che l'idea di escludere i rappresentanti della Sassonia-Anhalt dalle riunioni su temi delicati &amp;egrave; &quot;perfettamente concepibile&quot;, salvo poi chiedersi se i tribunali la tollererebbero. Ed &amp;egrave; proprio questo il punto: si ragiona su ci&amp;ograve; che si pu&amp;ograve; fare, non su ci&amp;ograve; che &amp;egrave; giusto fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il deputato dell'AfD Stephan Kotre, interpellato dal quotidiano russo &lt;a href=&quot;https://iz.ru/2159937/vladimir-sevriuk/za-adg-usililas-slezhka-so-storony-specsluzhb&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Izvestia&lt;/a&gt;, denuncia che i servizi di intelligence interni, operanti sotto la guida del governo, vengono sempre pi&amp;ugrave; utilizzati come strumenti politici per sorvegliare, colpire e screditare pubblicamente l'Alternativa. Il Bundesamt f&amp;uuml;r Verfassungsschutz ha gi&amp;agrave; riconosciuto nel 2023 la sezione della Sassonia-Anhalt come di estrema destra, ampliando il ventaglio di strumenti di controllo. Nelle parole di Kotre, i partiti al potere cercano di preservare la propria egemonia politica, impedendo una concorrenza leale con una forza che critica apertamente la politica migratoria, energetica ed economica di Berlino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Evgenij Schmidt, ex deputato dell'AfD al Bundestag, aggiunge che nei media &amp;egrave; in corso una campagna sistematica di delegittimazione, i servizi di controspionaggio infiltrano informatori e pubblicano rapporti falsi. Diversi candidati sono stati esclusi dalle elezioni per cariche comunali senza spiegazioni, tre persone sono state espulse dal partito senza motivo apparente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le autorit&amp;agrave; tedesche, dal canto loro, rispondono che i controlli sui candidati sono necessari per rispettare la legge fondamentale e che l'attivit&amp;agrave; dei servizi di protezione della Costituzione &amp;egrave; diretta contro l'estremismo, non contro avversari politici. Ma ci&amp;ograve; che appare sempre pi&amp;ugrave; evidente &amp;egrave; che la democrazia viene tollerata finch&amp;eacute; produce i risultati ritenuti giusti da chi &amp;egrave; al potere. Quando il popolo vota nella direzione ritenuta sbagliata, scatta il piano B: l'assedio istituzionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La campagna elettorale si &amp;egrave; ulteriormente inasprita con le dichiarazioni di Friedrich Merz. Il cancelliere, in un'intervista televisiva del 30 agosto, ha avvertito che un'affermazione dell'AfD potrebbe danneggiare l'attrattivit&amp;agrave; della Sassonia-Anhalt per gli investitori e allontanare il business internazionale, una minaccia che suona come un ricatto pi&amp;ugrave; che come un argomento politico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I sondaggi danno l'AfD al 40-42% contro il 22-23% della CDU. La Sinistra (Linke) &amp;egrave; all'11-13%, la SPD all'8-9%, i Verdi al 5-6% sul filo del rasoio. L'alleanza di Sahra Wagenknecht e i Liberali rischiano di non entrare nel parlamento regionale. Se l'AfD dovesse ottenere il 43% dei voti, secondo Schmidt potrebbe puntare a formare un proprio governo. E anche se questo risultato non bastasse per governare, un primo posto in s&amp;eacute; rappresenterebbe un segnale politico potentissimo: la strategia tradizionale dell'isolamento totale si troverebbe davanti a un serio banco di prova.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le ragioni del successo dell'AfD affondano in un terreno molto pi&amp;ugrave; vasto. La Sassonia-Anhalt &amp;egrave; uno dei territori pi&amp;ugrave; fragili dell'ex Germania Est, dove le ferite della deindustrializzazione, del declino demografico e del divario economico con l'Ovest restano aperte. Dall'unificazione del 1990, la popolazione del Land &amp;egrave; crollata da 2,87 milioni a 2,12 milioni, una perdita di oltre 754 mila residenti, il 26%. I giovani se ne vanno verso le regioni occidentali, le fabbriche chiudono, la base economica si indebolisce. Oggi nella Sassonia-Anhalt sopravvivono solo tre aziende con un fatturato annuo superiore al miliardo di euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il colpo pi&amp;ugrave; duro &amp;egrave; arrivato con l'abbandono delle fonti energetiche russe. Nel 2025 le imprese tedesche hanno pagato l'energia industriale tra i 20 e i 22 centesimi al chilowattora, quasi il doppio rispetto al periodo pre-crisi. L'economia tedesca arranca da due anni sull'orlo della stagnazione, i disoccupati hanno superato i tre milioni. Per gli elettori della Sassonia-Anhalt il voto all'AfD non &amp;egrave; tanto una scelta ideologica, quanto una forma di protesta contro un ceto politico che non ha saputo garantire sviluppo e benessere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il politologo Alexander Rahr osserva che milioni di tedeschi sostengono l'AfD non per simpatia verso posizioni radicali, ma perch&amp;eacute; non si fidano pi&amp;ugrave; dei partiti di sistema, la CDU, la CSU, la SPD, i Verdi, la Sinistra. Paradossalmente, sono proprio queste forze a voler mantenere il cordone sanitario attorno all'Alternativa, pronte a coalizzarsi pur di tenerla lontana dal potere. Come se il problema fosse l'AfD, e non il fatto che gli elettori abbiano smesso di credere a chi li governa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il caso tedesco &amp;egrave; la cartina al tornasole di ci&amp;ograve; che &amp;egrave; realmente l'Unione Europea: non un'alleanza tra popoli liberi, ma una macchina neoliberista e tecnocratica che considera il voto popolare un incidente di percorso, da correggere con ogni mezzo purch&amp;eacute; costituzionalmente plausibile. Per decenni Bruxelles ha impartito lezioni di buona governance ai Paesi del Sud, predicando austerit&amp;agrave;, rispetto dei parametri, democrazia. Ma quando il vento gira, quando i cittadini osano votare contro il pensiero unico, scatta l'assedio istituzionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'articolo 37 della Legge Fondamentale tedesca, evocato come base legale per una possibile coercizione federale, non &amp;egrave; mai stato applicato in 75 anni di storia della Repubblica. Eppure lo si agita come uno spauracchio. Perch&amp;eacute;? Perch&amp;eacute; il potere non tollera concorrenza. Perch&amp;eacute; l'ortodossia europea ha bisogno di governi docili, disposti a obbedire agli ordini di Berlino e Bruxelles, a mantenere frontiere aperte agli interessi delle multinazionali ma chiuse alla sovranit&amp;agrave; popolare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le elezioni in Sassonia-Anhalt vanno molto oltre i confini di un singolo Land. Il loro esito mostrer&amp;agrave; non solo il reale consenso dell'AfD, ma anche la capacit&amp;agrave; del sistema politico tedesco di rispondere alla crescente domanda di alternativa. Se la destra dovesse consolidare un risultato storico, la pressione su Berlino si farebbe inevitabilmente pi&amp;ugrave; forte e il dibattito sulla partecipazione dell'AfD al governo diventerebbe il tema centrale della politica nazionale molto prima delle prossime elezioni federali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La domanda che resta sospesa &amp;egrave; semplice e inquietante: se un partito vince le elezioni, deve poter governare? O la democrazia &amp;egrave; tale soltanto quando produce i risultati previsti dalle &amp;egrave;lite al governo? La risposta che arriva dalla Germania, cuore pulsante dell'Europa, non &amp;egrave; rassicurante per chi crede ancora nella cosiddetta democrazia liberale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Catastrofe Neoliberista&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Angelo D'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/03/catastrofe-neoliberista-cover-fronte-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;327&quot; height=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Catastrofe neoliberista&amp;rdquo; di Angelo D&amp;rsquo;Orsi &amp;egrave; un viaggio nella storia e una necessit&amp;agrave;. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libert&amp;agrave; e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; solo attraverso la comprensione profonda dell&amp;rsquo;avversario &amp;egrave; possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l&amp;rsquo;ottimismo della volont&amp;agrave; di ispirazione gramsciana, D&amp;rsquo;Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un&amp;nbsp;futuro&amp;nbsp;diverso.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>Accordo Usa-Venezuela, Varela (PSUV): &quot;Firmato sotto coercizione&quot;. Marandi: &quot;Caracas è un ostaggio&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-accordo_usavenezuela_varela_psuv_firmato_sotto_coercizione_marandi_caracas__un_ostaggio/45289_68718/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:04:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Iris Varela ha scosso il panorama politico venezuelano con dichiarazioni che non lasciano spazio a fraintendimenti. La deputata all'Assemblea Nazionale per il Partito Socialista Unito del Venezuela ha definito il recente &lt;a href=&quot;/dettnews-dalla_sovranit_al_controllo_maggioritario_cosa_c_dietro_il_nuovo_accordo_usavenezuela/82_68696/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;accordo energetico&lt;/a&gt; tra Caracas e Washington &quot;un patto firmato sotto coercizione&quot;. Secondo la parlamentare bolivariana non si tratta di una normale intesa tra Stati ma di un atto estorto con la pressione. Circostanza che quindi invalida qualsiasi base giuridica su cui poggia l'intero schema.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;Sigan el Hilo: La inmensa mayor&amp;iacute;a del pueblo venezolano ha pedido el levantamiento de las sanciones y rechazado el criminal bloqueo contra nuestro pa&amp;iacute;s desde el mismo momento en que esas acciones fueron solicitadas por indignos vendepatria y traidores, una de las consecuencias...&lt;/p&gt;
&amp;mdash; maria iris varela (@irisvarela) &lt;a href=&quot;https://x.com/irisvarela/status/2094851833248276560?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Nel corso di un colloquio nell&amp;rsquo;ambito del programma programma &quot;Fuera de la Caja&quot;, Varela ha spiegato che il provvedimento &quot;pu&amp;ograve; essere revocato&quot; dal governo nazionale o dall'Assemblea Nazionale. Ha citato l'articolo 339 della Costituzione venezuelana per sostenere che quella facolt&amp;agrave; non &amp;egrave; una sua opinione personale: &quot;Sar&amp;agrave; revocato dal Esecutivo Nazionale, o dall'Assemblea Nazionale, al cessare le cause che lo hanno motivato&quot;. Le cause che hanno portato alla firma, dice la deputata, &quot;cadranno quando il presidente Nicol&amp;aacute;s Maduro far&amp;agrave; ritorno nel paese&quot;. Da quel momento in poi il presidente potr&amp;agrave; sollevare obiezioni su qualsiasi decisione presa sotto quella che lei definisce &quot;una costrizione esterna&quot;. E se la legge riconosce il vizio del consenso, allora si apre la strada a richieste di risarcimento per i danni inflitti alla nazione. Varela ha voluto lanciare un avvertimento anche alle aziende appaltatrici che dovessero entrare in questo meccanismo, perch&amp;eacute; secondo lei si espongono a &quot;future dichiarazioni di nullit&amp;agrave;&quot; e a conseguenti azioni per il recupero dei danni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1480729490743609%2F&amp;amp;show_text=false&amp;amp;width=267&amp;amp;t=0&quot; width=&quot;267&quot; height=&quot;476&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le sue parole trovano un riflesso internazionale nelle analisi del professor Mohammad Marandi dell'Universit&amp;agrave; di Teheran, che &amp;egrave; intervenuto sul tema in un contesto pi&amp;ugrave; ampio. Parlando al programma &quot;The Great Standoff&quot; sull&amp;rsquo;emittente Al Mayadeen, Marandi ha descritto le sanzioni statunitensi contro l'Iran come &quot;un vero e proprio atto di guerra&quot;, non come semplici misure economiche. Secondo la sua analisi l'obiettivo &amp;egrave; quello di &quot;far crollare la societ&amp;agrave; iraniana&quot; e colpire duramente la popolazione per piegarne la resistenza. Ma il professore avverte che Teheran &quot;non rester&amp;agrave; con le mani in mano&quot; e potrebbe passare al contrattacco mirando agli interessi economici americani nel Golfo, dove le basi e le risorse sono disseminate tra Kuwait, Bahrain, Qatar, Arabia Saudita, Emirati, Giordania e Oman.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/ElECiYe8UVU?si=UoqRE1l14mC_GSyH&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il punto che pi&amp;ugrave; si avvicina alle parole di Varela arriva quando Marandi definisce il Venezuela &quot;come un ostaggio&quot; e Trump &quot;come un sequestratore&quot;. Sostiene che la strategia di Washington &quot;fallir&amp;agrave;&quot; e che anzi produrr&amp;agrave; &quot;conseguenze catastrofiche per gli stessi Stati Uniti&quot;. La sovrapposizione tra i due ragionamenti &amp;egrave; netta. Da una parte la deputata venezuelana parla di un accordo viziato alla nascita perch&amp;eacute; strappato con la forza. Dall'altra il professore iraniano descrive un sistema di potere che usa la leva economica per piegare nazioni intere trattandole come prigioniere. Entrambi vedono nella coercizione un elemento che mina alla radice la legittimit&amp;agrave; di qualsiasi intesa e che rende instabile qualsiasi costruzione politica costruita su quelle basi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'articolo 339 citato da Varela diventa cos&amp;igrave; lo strumento giuridico per trasformare una denuncia politica in un possibile atto formale. Se le cause della coercizione vengono meno, come potrebbe accadere con il ritorno di Maduro, allora l'accordo decade automaticamente e si riapre la partita. E le aziende che hanno deciso di parteciparvi potrebbero ritrovarsi con un pugno di mosche e con richieste di risarcimento che peseranno come macigni. La denuncia di Marandi sull'offensiva economica come atto di guerra e l'immagine dell'ostaggio Venezuela disegnano uno scenario in cui la pressione esterna non produce stabili risultati ma alimenta un circolo vizioso di ritorsioni e instabilit&amp;agrave;. Il messaggio che arriva da Caracas e da Teheran &amp;egrave; lo stesso: la coercizione non genera consenso, e quando il consenso manca tutto pu&amp;ograve; essere rimesso in discussione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Catastrofe Neoliberista&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Angelo D'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/03/catastrofe-neoliberista-cover-fronte-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;328&quot; height=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Catastrofe neoliberista&amp;rdquo; di Angelo D&amp;rsquo;Orsi &amp;egrave; un viaggio nella storia e una necessit&amp;agrave;. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libert&amp;agrave; e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; solo attraverso la comprensione profonda dell&amp;rsquo;avversario &amp;egrave; possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l&amp;rsquo;ottimismo della volont&amp;agrave; di ispirazione gramsciana, D&amp;rsquo;Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un&amp;nbsp;futuro&amp;nbsp;diverso.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images354.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Peskov: &quot;Merz vuole conquistare punti in Germania, ma sta incontrando delle difficoltà&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-peskov_merz_vuole_conquistare_punti_in_germania_ma_sta_incontrando_delle_difficolt/82_68717/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:06:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il cancelliere tedesco Friedrich Merz &quot;sta cercando di guadagnare consensi sul mercato interno con misure drastiche&quot;, ha &lt;a href=&quot;https://www.vesti.ru/ns/peskov-nazval-nastoyashchuyu-prichinu-zakrytiya-genkonsulstva-rf-v-bonne&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dichiarato&lt;/a&gt; il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov in un'intervista al canale televisivo russo Vesti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave; il portavoce del Cremlino ha spiegato la motivazione alla base della chiusura del Consolato Generale russo a Bonn e della Casa Russa a Berlino per ragioni di &quot;sicurezza&quot;. Il provvedimento &amp;egrave; stato adottato marted&amp;igrave;, in seguito all'incidente del drone all'aeroporto di Lipsia all'inizio di agosto, di cui le autorit&amp;agrave; tedesche hanno incolpato Mosca senza presentare prove concrete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha aggiunto che Merz sta agendo in risposta ai &quot;fallimenti delle sue politiche interne&quot; e che questi tentativi sono &quot;goffi&quot; perch&amp;eacute;, fino ad ora, erano stati gli ucraini a prendere di mira determinati obiettivi tedeschi, riferendosi ai gasdotti Nord Stream. &quot;Hanno forse chiuso almeno uno dei consolati generali ucraini sul loro territorio attraverso un procedimento legale? No. Hanno forse chiuso qualcuno dei centri culturali ucraini? No&quot;, ha affermato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 5 agosto, un drone con a bordo un ordigno esplosivo &amp;egrave; stato rinvenuto all'aeroporto di Lipsia. Il quotidiano tedesco Bild ha riferito che il drone era stato trovato vicino a un aereo cargo ucraino. &amp;Egrave; stato inoltre riportato che, all'incirca nello stesso momento, un aereo cargo della DHL si &amp;egrave; scontrato con quello che si presumeva essere un altro drone nello spazio aereo della zona. Le autorit&amp;agrave; tedesche hanno collegato l'incidente ai servizi segreti russi, senza tuttavia presentare prove conclusive.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre le indagini erano in corso, il 24 agosto il Servizio di intelligence estera russo (SVR) ha annunciato che la Germania non escludeva un &quot;collegamento ucraino&quot; all'incidente, sebbene questa pista fosse oggetto di indagine non ufficiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mosca ha respinto categoricamente le accuse di Berlino e ha promesso una risposta, sottolineando la mancanza di prove credibili. Il Ministero degli Esteri russo ha liquidato l'incidente come un pretesto per chiudere le istituzioni russe in Germania.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato, durante una conferenza stampa al termine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, che le azioni della Germania in merito all'incidente riflettono principalmente la situazione interna del Paese, nonch&amp;eacute; la &quot;mancanza di fiducia&quot; dei cittadini tedeschi nei confronti del loro cancelliere.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Ddl Antisemitismo trasforma la Shoah in bavaglio politico&quot;: associazioni a Montecitorio il 9 settembre</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ddl_antisemitismo_trasforma_la_shoah_in_bavaglio_politico_associazioni_a_montecitorio_il_9_settembre/45289_68716/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 12:09:21 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Associazioni: &quot;Criticare Israele non &amp;egrave; antisemitismo. No alla norma-bavaglio&quot; Presidio-maratona il 9/09 dalle ore 13 a Montecitorio in occasione della discussione del Ddl Antisemitismo alla Camera. A promuovere la mobilitazione oltre 100 organizzazioni in difesa dei diritti umani e della libert&amp;agrave; d'espressione e informazione &quot;Criticare Israele non &amp;egrave; antisemitismo ma &amp;egrave; un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani. Per questo la nuova 'norma-bavaglio', contenuta nel ddl Antisemitismo e basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), va fermata.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo &lt;strong&gt;9 settembre, saremo dalle ore 13, in piazza Montecitorio&lt;/strong&gt;, per un grande presidio e una maratona di interventi, in occasione dell&amp;rsquo;avvio della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Invitiamo tutte le organizzazioni sociali e politiche a unirsi alla mobilitazione&quot;. Questo, in sintesi, l&amp;rsquo;appello firmato ad oggi da oltre 100 sigle, tra organizzazioni sociali e politiche, in difesa dei diritti umani e della libert&amp;agrave; d'espressione e informazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A promuovere la &lt;strong&gt;mobilitazione contro il ddl antisemitismo&lt;/strong&gt; un&amp;rsquo;ampia pluralit&amp;agrave; di realt&amp;agrave;: dal mondo dell&amp;rsquo;informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunit&amp;agrave; ebraiche e cattoliche, dalle campagne e reti per la pace e contro il riarmo fino alle sigle di rappresentanza di scuola e universit&amp;agrave;. E ancora: dalle associazioni per i diritti dei migranti e per la giustizia sociale fino ai collettivi di artisti e comitati cittadini da tutta Italia. &quot;Con il ddl antisemitismo, gi&amp;agrave; approvato al Senato anche con i voti di alcuni senatori dell&amp;rsquo;opposizione, si vuole introdurre nella legislazione italiana la definizione IHRA, la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi di presunti atti di antisemitismo, recepiti nel provvedimento, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita &amp;ndash; spiegano - Questo equivarrebbe a tacciare di odio razziale, e a perseguire legalmente, tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall'Onu un anno fa), la pulizia etnica e l&amp;rsquo;apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di&lt;strong&gt; trasformare in legge una definizione come quella dell&amp;rsquo;IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante.&lt;/strong&gt; Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L&amp;rsquo;Italia sarebbe il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un&amp;rsquo;apposita legge dello Stato&quot;. &amp;ldquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d&amp;rsquo;odio di diversa estrazione gi&amp;agrave; ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di pi&amp;ugrave; liberticide come appunto quelle previste dal Ddl antisemitismo. In netto contrasto con questa deriva, come gi&amp;agrave; approvato dall&amp;rsquo;Ordine dei Giornalisti, si pu&amp;ograve; e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l&amp;rsquo;antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all&amp;rsquo;antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libert&amp;agrave; di critica&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;&lt;strong&gt;Ci appelliamo al mondo della cultura, scuola, universit&amp;agrave;, ricerca, informazione, arte, sport e tutte le realt&amp;agrave; sociali, culturali, sindacali, politiche, davvero democratiche, a fare fronte comune.&lt;/strong&gt; Per far rispettare una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma d&amp;rsquo;odio; impedisca che l&amp;rsquo;antisemitismo venga manipolato per giustificare l&amp;rsquo;oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie n&amp;eacute; eccezioni&amp;rdquo;, concludono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 28 agosto 2026&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LINK AL TESTO INTEGRALE DELL&amp;rsquo;APPELLO&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&quot;https://docs.google.com/document/d/1J75d6Xu9bvP2otr3PggZfXsERX6TSkYOZJ7tvmXrQIw/edit?tab=t.0&quot;&gt;https://docs.google.com/document/d/1J75d6Xu9bvP2otr3PggZfXsERX6TSkYOZJ7tvmXrQIw/edit?tab=t.0&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title> Il Web passa per Hormuz: perché l'IA è la vera industria pesante || Michela Arricale </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_web_passa_per_hormuz_perch_lia__la_vera_industria_pesante__michela_arricale/68713_68715/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 12:04:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Giulia Bertotto&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa intervista Giulia Bertotto dialoga con Michela Arricale, avvocata del Foro di Avellino e co-Presidente del CRED &amp;ndash; Centro di Ricerca ed Elaborazione per la Democrazia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dialogo sulla scorta di un suo articolo, una ricerca molto rigorosa dal titolo &quot;L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE &amp;Egrave; UN'INDUSTRIA PESANTE&quot;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scrive Arricale: &quot;Credo sia arrivato il momento di liberarci da un pregiudizio che ci trasciniamo dietro sin dalle prime fasi della rivoluzione digitale: l&amp;rsquo;idea che l&amp;rsquo;informatica sia un&amp;rsquo;industria leggera, perch&amp;eacute; abbiamo confuso la smaterializzazione del prodotto con la smaterializzazione del processo produttivo&quot;. Credi che questa illusione di leggerezza sia un altro gioco di prestigio dell'economia liberista e capitalista occidentale in questa sua fase storica feroce ma agonizzante?&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si sta ponendo l'Italia in questa poderosa rivoluzione industriale che &amp;egrave; anche antropologica, cognitiva ed emotiva, mediata dall'Intelligenza Artificiale?&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stretto di Hormuz, al centro del teatro asiatico della guerra mondiale, &amp;egrave; uno dei colli di bottiglia digitali pi&amp;ugrave; importanti al mondo. Il 99% del traffico internet globale passa attraverso una rete di cavi sottomarini, e una parte consistente di questi transita proprio sotto le acque del Golfo Persico per collegare Europa e Asia. Questi mega conduttori trasportano transazioni finanziarie colossali, comunicazioni militari, dati scientifici e traffico internet...le nostre Pec e i meme coi gattini, in maniera ormai drammaticamente necessaria e grottesca insieme. Allora, quanto saranno tecnocratiche le guerre del domani che &amp;egrave; gi&amp;agrave; oggi? Ma soprattutto, quello di &quot;Intelligenza Artificiale&quot; &amp;egrave; un concetto ormai onnipresente ma fumoso e sfuggente, dunque cos'&amp;egrave; davvero?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste sono alcune domande della conversazione, solo su l'AntiDiplomatico.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/fxbmYYBWaj4?si=yf-rWC5XKiKg38_V&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Preferivo scrivere</category>
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                            <item>
                    <title>Nicolas Maupas, il co-conduttore del Festival di Venezia che nessuno ha informato del genocidio a Gaza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nicolas_maupas_il_coconduttore_del_festival_di_venezia_che_nessuno_ha_informato_del_genocidio_a_gaza/45289_68703/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giulia Bertotto&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nicolas Maupas, giovane attore italo-francese, &amp;egrave; uno dei due conduttori dell'83sima edizione del Festival del Cinema di Venezia. Alla domanda relativa all'adesione all'appello per la Palestina, l'attore Maupas &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/admin-AnD/Nicolas%20Maupas,%20giovane%20attore%20italo-francese,%20&amp;egrave;%20uno%20dei%20due%20conduttori%20dell'83sima%20edizione%20del%20Festival%20del%20Cinema%20di%20Venezia.%20Alla%20domanda%20relativa%20all'adesione%20all'appello%20per%20la%20Palestina,%20l'attore%20Maupas%20ha%20risposto%20al%20Corsera%20di%20non%20aver%20ancora%20firmato,%20perch&amp;eacute;%20intenzionato%20a%20documentarsi%20meglio:%20&amp;quot;No,%20non%20ancora,%20sto%20valutando%20alcuni%20punti%20dal%20punto%20di%20vista%20sociale%20ed%20economico%20che%20voglio%20capire,%20ma%20perch&amp;eacute;%20credo%20che%20una%20firma%20sia%20una%20cosa%20importante%20e%20lo%20voglio%20fare%20capendo%20quello%20che%20sto%20facendo&amp;quot;.%20%20Suggeriamo%20a%20Maupas%20di%20consultare%20qualsiasi%20media%20e%20scoprir&amp;agrave;%20che%20da%2080%20anni%20(ottanta!)%20la%20Palestina%20&amp;egrave;%20occupata%20e%20sotto%20apartheid,%20Israele%20oggetto%20di%20accuse%20da%20diversi%20tribunali%20internazionali%20per%20questo,%20e%20dal%202006%20la%20popolazione%20della%20Striscia%20di%20Gaza%20abita%20in%20un%20lembo%20di%20terra%20sigillato%20e%20isolato,%20&amp;quot;la%20prigione%20pi&amp;ugrave;%20grande%20del%20Mondo&amp;quot;%20(l'espressione%20&amp;egrave;%20dello%20storico%20israeliano%20Ilan%20Papp&amp;eacute;).%20%20%2021mila%20&amp;egrave;%20il%20numero%20di%20minori%20uccisi%20in%20tre%20anni%20-ventunomila,%20e%20sono%20solo%20i%20corpicini%20noti%20ritrovati%20o%20conteggiati-%20in%20effetti%20sono%20un%20olocausto%20difficile%20da%20concepire%20e%20comprendere%20per%20una%20coscienza%20umana.%20%20Che%20dire%20del%20pi&amp;ugrave;%20alto%20numero%20di%20bambini%20amputati%20di%20arti%20braccia%20gambe%20al%20mondo?%20Le%20braccia%20sono%20importanti%20certo,%20mica%20solo%20per%20firmare,%20per%20esempio.%20Spesso%20questi%20bambini%20vengono%20operati%20senza%20anestesia%20perch&amp;eacute;%20gli%20ospedali%20sono%20stati%20rasi%20al%20suolo%20dall'Idf.%20%20Sono%20innumerevoli%20gli%20allarmi%20di%20Amnesty%20su%20denutrizione%20e%20malattie%20conseguenti%20i%20bombardamenti%20sui%20civili%20(Non%20esiste%20un%20esercito%20palestinese,%20ma%20solo%20una%20legittima%20resistenza%20armata),%20le%20testimonianze%20Unicef,%20i%20rapporti%20Onu%20sulle%20intenzioni%20genocidarie%20costituite%20dal%20prendere%20di%20mira%20deliberatamente%20i%20bambini.%20I%20medici%20che%20tentato%20di%20salvarli.%20Le%20madri%20che%20svengono%20di%20dolore.%20I%20padri%20che%20piangono.%20I%20giornalisti%20assassinati%20mentre%20documentano%20la%20pulizia%20etnica%20a%20Gaza.%20%20Milioni%20di%20persone,%20attivisti%20e%20associazioni%20sono%20mobilitati%20da%20decenni%20per%20l'autodeterminazione%20del%20popolo%20palestinese,%20ma%20Maupas,%20dategli%20tempo,%20deve%20valutare.%20%20Inoltre%20chiunque%20di%20noi%20pu&amp;ograve;%20collegarsi%20direttamente%20con%20le%20famiglie%20a%20Gaza%20le%20quali%20inviano%20foto%20e%20video%20del%20rumore%20ossessivo%20e%20metallico%20degli%20stormi%20di%20droni,%20distese%20di%20macerie%20a%20oltranza%20senza%20fuga%20e%20speranza,%20tende%20immerse%20nel%20fango%20d'inverno%20e%20arroventate%20dal%20calore%20in%20estate,%20figli%20e%20fratelli%20a%20brandelli.%20Ogni%20giorno,%20da%20tre%20anni.%20%20I%20Ministri%20dello%20stato%20occupante%20Smotrich%20e%20Ben%20Gvir%20hanno%20ostentato%20sempre%20di%20pi&amp;ugrave;%20la%20loro%20intenzione%20di%20&amp;quot;uccidere%20pi&amp;ugrave;%20palestinesi%20possibile%20in%20una%20notte&amp;quot;.%20Abbiamo%20assistito%20a%20esaltazioni%20di%20morte%20surreali%20e%20grottesche%20come%20la%20torta%20decorata%20con%20cappio%20per%20festeggiare%20la%20nuova%20legge%20sulla%20pena%20di%20morte%20riservata%20ai%20detenuti%20palestinesi%20(senza%20processo%20e%20neppure%20accuse%20formali!)%20in%20occasione%20del%20compleanno%20del%20ministro%20della%20sicurezza.%20%20%20Tuttavia%20Maupas%20&amp;egrave;%20preciso%20e%20vuole%20capire%20meglio%20cosa%20sta%20facendo%20e%20tante%20persone%20scrupolose%20come%20lui%20stanno%20ancora%20cercando%20di%20farsi%20un&amp;rsquo;idea%20sul%20genocidio%20pi&amp;ugrave;%20documentato%20della%20storia.%20%20Noi,%20sia%20chiaro,%20non%20abbiamo%20nulla%20da%20contestare%20a%20lui%20personalmente,%20se%20non%20un%20poco%20di%20pignoleria,%20mentre%20tutti%20precipitiamo%20in%20quel%20buco%20nero%20di%20orrore%20che%20&amp;egrave;%20Gaza.%20Anche%20noi,%20Maupas,%20vorremmo%20capire%20come%20l'umanit&amp;agrave;%20sia%20ancora%20capace%20di%20questo%20abominio%20e%20della%20rete%20di%20complice%20indifferenza%20nell'era%20democratica,%20progressista,%20dirittoumanista.%20Anche%20noi%20vorremmo%20capire%20come%20potremo%20assorbire%20un%20giorno%20tutto%20questo%20strazio.%20Come%20potremo%20trasformare%20tutta%20questa%20barbarie%20in%20Arte,%20Cinema%20e%20Futuro.%20Noi%20vogliamo%20capire%20come%20incalzare%20e%20incoraggiare%20chi%20ha%20l'opportunit&amp;agrave;%20di%20un%20palco%20prestigioso%20e%20ampi%20riflettori%20a%20denunciare%20lo%20sterminio%20palestinese%20in%20diretta%20mondiale.%20%20LINK%20ALLE%20DICHIARAZIONI%20DI%20MAUPAS%20E%20LA%20COCONDUTTRICE%20DEL%20FESTIVAL%20https://video.corriere.it/spettacoli/mostra-cinema-venezia/i-presentatori-di-venezia-83-nicolas-maupas-e-l-appello-pro-palestina-non-ho-ancora-firmato-voglio-capire-meglio-aspetti-socio-economici/f16b8bf8-6995-4bba-ba35-42d8c8542xlk&quot;&gt;ha risposto al Corsera di non aver ancora firmato, perch&amp;eacute; intenzionato a documentarsi meglio&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: &quot;No, non ancora, sto valutando alcuni punti dal punto di vista sociale ed economico che voglio capire, ma perch&amp;eacute; credo che una firma sia una cosa importante e lo voglio fare capendo quello che sto facendo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Suggeriamo a Maupas di consultare qualsiasi media e scoprir&amp;agrave; che da 80 anni (ottanta!) la Palestina &amp;egrave; occupata e sotto apartheid, Israele oggetto di accuse da diversi tribunali internazionali per questo, e dal 2006 la popolazione della Striscia di Gaza abita in un lembo di terra sigillato e isolato, &quot;la prigione pi&amp;ugrave; grande del Mondo&quot; (l'espressione &amp;egrave; dello storico israeliano Ilan Papp&amp;eacute;). 21mila &amp;egrave; il numero di minori uccisi in tre anni -ventunomila, e sono solo i corpicini noti ritrovati o conteggiati- in effetti sono un olocausto difficile da concepire e comprendere per una coscienza umana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che dire del pi&amp;ugrave; alto numero di bambini amputati di arti braccia gambe al mondo? Le braccia sono importanti certo, mica solo per firmare, per esempio. Spesso questi bambini vengono operati senza anestesia perch&amp;eacute; gli ospedali sono stati rasi al suolo dall'Idf. Sono innumerevoli gli allarmi di Amnesty su denutrizione e malattie conseguenti i bombardamenti sui civili (Non esiste un esercito palestinese, ma solo una legittima resistenza armata), le testimonianze Unicef, i rapporti Onu sulle intenzioni genocidarie costituite dal prendere di mira deliberatamente i bambini. I medici che tentato di salvarli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le madri che svengono di dolore. I padri che piangono. I giornalisti assassinati mentre documentano la pulizia etnica a Gaza. Milioni di persone, attivisti e associazioni sono mobilitati da decenni per l'autodeterminazione del popolo palestinese, ma Maupas, dategli tempo, deve valutare. Inoltre chiunque di noi pu&amp;ograve; collegarsi direttamente con le famiglie a Gaza le quali inviano foto e video del rumore ossessivo e metallico degli stormi di droni, distese di macerie a oltranza senza fuga e speranza, tende immerse nel fango d'inverno e arroventate dal calore in estate, figli e fratelli a brandelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni giorno, da tre anni. I Ministri dello stato occupante Smotrich e Ben Gvir hanno ostentato sempre di pi&amp;ugrave; la loro intenzione di &quot;uccidere pi&amp;ugrave; palestinesi possibile in una notte&quot;. Abbiamo assistito a esaltazioni di morte surreali e grottesche come la torta decorata con cappio per festeggiare la nuova legge sulla pena di morte riservata ai detenuti palestinesi (senza processo e neppure accuse formali!) in occasione del compleanno del ministro della sicurezza. Tuttavia Maupas &amp;egrave; preciso e vuole capire meglio cosa sta facendo e tante persone scrupolose come lui stanno ancora cercando di farsi un&amp;rsquo;idea sul genocidio pi&amp;ugrave; documentato della storia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi, sia chiaro, non abbiamo nulla da contestare a lui personalmente, se non un poco di pignoleria, mentre tutti precipitiamo in quel buco nero di orrore che &amp;egrave; Gaza. Anche noi, Maupas, vorremmo capire come l'umanit&amp;agrave; sia ancora capace di questo abominio e della rete di complice indifferenza nell'era democratica, progressista, dirittoumanista. Anche noi vorremmo capire come potremo assorbire un giorno tutto questo strazio. Come potremo trasformare tutta questa barbarie in Arte, Cinema e Futuro. Noi vogliamo capire come incalzare e incoraggiare chi ha l'opportunit&amp;agrave; di un palco prestigioso e ampi riflettori a denunciare lo sterminio palestinese in diretta mondiale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                            <item>
                    <title>Nel grande circo del riarmo europeo si dimette il ministro della difesa estone</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nel_grande_circo_del_riarmo_europeosi_dimette_il_ministro_della_difesa_estone/45289_68710/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Laura Ruggeri*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Estonia ha perso 70 milioni di euro dopo aver ordinato munizioni ad un'azienda indiana registrata in Italia che non aveva alcuna esperienza nella produzione di proiettili di artiglieria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2024, il Centro statale estone per gli investimenti nella difesa (RKIK) ha firmato un contratto con Datasel S.R.L. per la fornitura di proiettili di artiglieria destinati all'Ucraina, con consegna prevista entro sei-otto mesi. L'operazione &amp;egrave; stata finanziata dalla UE attraverso l'European Peace Facility. L'Estonia ha versato a Datasel un anticipo di circa 70 milioni di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo quanto dichiarato dall'azienda, avrebbe ricevuto solo 59 milioni di euro. Datasel ha ammesso ritardi nella produzione e sostiene di aver consegnato munizioni per un valore di 58 milioni di euro, una cifra contestata dall'Estonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando le munizioni sono finalmente arrivate nel 2025, sarebbero risultate &quot;difettose&quot; e &quot;inutilizzabili&quot;. L'RKIK ha rescisso il contratto e ha chiesto la restituzione degli anticipi. Datasel ha rifiutato e la controversia &amp;egrave; ora in arbitrato internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur si &amp;egrave; dimesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*Commento Telegram del 3 settembre 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>&quot;Hanno aperto il vaso di Pandora&quot;. Le parole di Vladimir Putin a Vladivostok</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-hanno_aperto_il_vaso_di_pandora_le_parole_di_vladimir_putin_a_vladivostok/82_68709/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;h2&gt;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt; Intervenendo gioved&amp;igrave; al Forum economico orientale di Vladivostok, il presidente russo ha denunciato i recenti sequestri di navi civili russe e ha sottolineato le minacce di Kiev nei confronti degli aerei passeggeri. Il sequestro e gli attacchi contro navi civili russe costituiscono atti di &amp;ldquo;terrorismo di Stato&amp;rdquo;, ha affermato il presidente Vladimir Putin, avvertendo che tali azioni stanno rendendo pi&amp;ugrave; difficili i negoziati di pace con l&amp;rsquo;Ucraina.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;laquo;Il regime di Kiev la pensa diversamente&amp;raquo;. Con queste parole, gioved&amp;igrave; Vladimir Putin ha ribadito la posizione della Russia sull'uso delle infrastrutture civili in tempo di guerra, in un intervento a margine del Forum economico orientale nella citt&amp;agrave; russa dell'Estremo Oriente. Il presidente ha sottolineato che, sebbene le strutture civili non dovrebbero mai essere bersaglio di attacchi nemmeno in un conflitto armato, l'Ucraina ha rotto questo principio, costringendo Mosca a una risposta simmetrica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;laquo;Come potete vedere, siamo stati costretti a rispondere in modo simmetrico e, a quanto pare, la nostra risposta, nel complesso, si &amp;egrave; rivelata piuttosto significativa per coloro che hanno aperto questo vaso di Pandora&amp;raquo;, ha dichiarato Putin, riferendosi agli attacchi di rappresaglia che le forze russe hanno intensificato nelle ultime settimane contro le infrastrutture energetiche ucraine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Negli ultimi mesi, Kiev ha intensificato i propri attacchi contro le infrastrutture energetiche e logistiche civili e le zone residenziali in Russia, causando morti e feriti tra la popolazione. Le forze del regime di Kiev perpetrano sistematicamente attacchi mirati contro la popolazione civile in diverse province russe e lanciano ondate di droni verso la regione di Mosca, colpendo abitazioni e infrastrutture civili. Attacchi sistematici vengono sferrati anche contro le infrastrutture logistiche e le navi civili nelle acque del Mar d'Azov e del Mar Nero, aggravando la carenza globale di cereali e fertilizzanti. Sono inoltre oggetto di attacchi i centri logistici civili, gli impianti del gas e le compagnie petrolifere internazionali sul territorio russo, oltre ad altri obiettivi di uso civile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Putin ha inoltre ribadito la sua posizione sulla possibilit&amp;agrave; di un dialogo con Kiev, affermando che &amp;laquo;non si negozia con i terroristi&amp;raquo;, in riferimento a quella che Mosca definisce la strategia terroristica del regime di Zelensky. Una posizione che lascia intendere come, almeno per ora, qualsiasi prospettiva di un cessate il fuoco o di un negoziato diplomatico appaia remota, mentre entrambe le parti continuano a colpirsi a vicenda con crescente intensit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il Forum economico orientale: cooperazione e sviluppo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le dichiarazioni del presidente russo sono giunte mentre si svolge a Vladivostok il Forum economico orientale, piattaforma internazionale per il rafforzamento dei legami e della cooperazione tra aziende, investitori e paesi della regione Asia-Pacifico. L'evento, giunto alla sua undicesima edizione, funge anche da piattaforma per lo sviluppo dell'economia dell'Estremo Oriente russo, una regione strategica per le ambizioni di Mosca di aprirsi ai mercati asiatici e di controbilanciare le sanzioni occidentali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Grazie al ricco programma di eventi, ogni anno durante il forum vengono firmati centinaia di accordi e decine di contratti internazionali. Si tratta di un evento annuale che si tiene dal 2015, annullato solo una volta, nel 2020, a causa della pandemia di Covid-19. La presenza di Putin a Vladivostok, in un momento in cui la guerra in Ucraina tiene il mondo con il fiato sospeso, sottolinea l'importanza che il Cremlino attribuisce alla dimensione asiatica della propria strategia economica e geopolitica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>Venezuela: un punto provvisorio</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_un_punto_provvisorio/52331_68711/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Geraldina Colotti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal Venezuela si susseguono notizie pi&amp;ugrave; o meno importanti. L&amp;rsquo;ultima, in ordine di tempo, &amp;egrave; quella dell&amp;rsquo;&amp;laquo;accordo del secolo&amp;raquo; stipulato con gli Stati Uniti, riguardante lo sfruttamento e la commercializzazione delle enormi riserve di petrolio presenti nel paese sudamericano. Molto risalto &amp;egrave; stato dato ai ringraziamenti espressi da Delcy Rodriguez nei confronti di Donald Trump e di Marco Rubio per il loro contributo alla sottoscrizione delle intese. A benedizione del trattato, sono state inoltre diffuse fotografie di Nicol&amp;aacute;s Maduro risalenti alla fine di giugno, accompagnate da un breve messaggio del prigioniero, nel quale spiccano toni concilianti, complicati in realt&amp;agrave; da una sibillina citazione paolina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; inutile negare che, nell&amp;rsquo;opinione pubblica internazionale animata da sentimenti anti-imperialisti, questo genere di novit&amp;agrave; producano sbigottimento, perplessit&amp;agrave; e anche aperta riprovazione. Dopo il rapimento di Maduro e di Cilia Flores, dopo i bombardamenti su Caracas e dintorni, dopo l&amp;rsquo;annientamento della guardia del corpo cubana e venezuelana del presidente legittimamente eletto dal popolo, il chavismo &amp;egrave; entrato nel periodo di gran lunga pi&amp;ugrave; critico della sua storia. In gioco c&amp;rsquo;&amp;egrave; esattamente tutto ci&amp;ograve; che la rivoluzione bolivariana ha costruito, in campo politico, economico, sociale e culturale, in oltre venticinque anni di esercizio del potere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se questo &amp;egrave; vero, &amp;egrave; anche vero che, a distanza di otto mesi dal 3 gennaio, la situazione pare ormai assestata su direttrici abbastanza definite. Il governo venezuelano ha ammesso l&amp;rsquo;inferiorit&amp;agrave; militare certificata sul campo dal blitz di inizio anno, giudicando un &amp;laquo;suicidio collettivo&amp;raquo; l&amp;rsquo;ipotesi della resistenza militare di massa all&amp;rsquo;aggressione statunitense. Di conseguenza, fidando sul proprio radicamento sociale e sull&amp;rsquo;assenza di alternative politiche immediate sfruttabili dall&amp;rsquo;imperialismo per imporre una vera e propria controrivoluzione, ha scelto di intraprendere la strada del compromesso e delle concessioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di una strada su cui, come hanno ripetutamente dichiarato vari esponenti del governo e del sistema di potere bolivariano, ci si &amp;egrave; incamminati con &amp;laquo;la pistola puntata alla tempia&amp;raquo;. L&amp;rsquo;espressione suona forte, ma i conoscitori della storia della Rivoluzione russa sanno che si tratta di un riferimento a Lenin. Il capo del bolscevismo us&amp;ograve; l&amp;rsquo;esempio in uno scritto intitolato &lt;em&gt;Sui compromessi&lt;/em&gt;, che serv&amp;igrave; di base per uno dei capitoli del pi&amp;ugrave; famoso &lt;em&gt;L&amp;rsquo;estremismo malattia infantile del comunismo&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora leggiamo Lenin:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;laquo;Ammettiamo che la macchina nella quale viaggiate venga attaccata da banditi armati. Ammettiamo che, avendo una rivoltella puntata alla tempia, voi abbiate ceduto ai banditi l&amp;rsquo;automobile, il denaro, la vostra rivoltella, e che i banditi si servano di questa automobile, ecc. per compiere nuove rapine. Esiste, indubbiamente, un vostro compromesso con i banditi, un vostro accordo con i banditi. Un accordo non scritto e tacitamente concluso resta pur tuttavia, senza dubbio, un accordo assolutamente determinato e preciso: &amp;ldquo;Io do a te, bandito, l&amp;rsquo;automobile, l&amp;rsquo;arma, il denaro, e tu mi sbarazzi della tua piacevole vicinanza&amp;rdquo;. Ci si domanda: chiamerete &lt;em&gt;complice&lt;/em&gt; dei banditi, &lt;em&gt;complice&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;attacco dei banditi contro terze persone, rapinate con l&amp;rsquo;aiuto dell&amp;rsquo;automobile, del denaro e dell&amp;rsquo;arma ricevuti da colui che ha concluso questo accordo? No, non lo chiamerete complice. Qui la questione &amp;egrave; assolutamente chiara e di una semplicit&amp;agrave; banale. &amp;Egrave; altrettanto chiaro che in altre circostanze la tacita consegna ai banditi dell&amp;rsquo;automobile, del denaro e dell&amp;rsquo;arma sar&amp;agrave; riconosciuta da ogni uomo di buon senso come complicit&amp;agrave;. La conclusione &amp;egrave; chiara: &amp;egrave; assurdo respingere assolutamente qualsiasi accordo o compromesso con i banditi, quanto &amp;egrave; assurdo dedurre una giustificazione della complicit&amp;agrave; con il banditismo dall&amp;rsquo;affermazione astratta che, in generale, gli accordi con i banditi sono talvolta ammissibili e necessari&amp;raquo;&lt;a href=&quot;#_ftn1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui, nella primavera del 1920, Lenin accumulava argomenti per stroncare il &amp;laquo;comunismo di sinistra&amp;raquo; che, nella appena varata Terza Internazionale, si opponeva alla partecipazione alle elezioni, al lavoro nei sindacati riformisti, e che in generale proclamava la necessit&amp;agrave; di una continua &amp;laquo;teoria dell&amp;rsquo;offensiva&amp;raquo; per l&amp;rsquo;instaurazione della dittatura del proletariato. Ma, in questa difesa dei compromessi &lt;em&gt;necessari&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;concretamente giustificabili&lt;/em&gt;, si poteva anche avvertire l&amp;rsquo;eco della battaglia che lo stesso Lenin aveva condotto due anni prima, in condizioni ben pi&amp;ugrave; drammatiche, per condurre l&amp;rsquo;insieme del partito bolscevico all&amp;rsquo;accettazione del trattato di Brest-Litovsk, con il quale la neonata repubblica sovietica otteneva la pace dall&amp;rsquo;esercito tedesco in cambio di enormi concessioni territoriali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; questo il luogo per ripercorrere in dettaglio avvenimenti cos&amp;igrave; lontani e intricati. Ma, detto senza futili pretese didattiche, &amp;egrave; davvero istruttivo rammentare i passi in cui Lenin paragonava la Russia sovietica a &amp;laquo;un pacifico animale domestico [che] giaceva accanto a una tigre&amp;raquo;, riservando una invettiva clamorosa ai sostenitori della guerra rivoluzionaria contro l&amp;rsquo;esercito tedesco ormai giunto alle porte di Pietrogrado: &amp;laquo;Se non sai adattarti, &amp;ndash; dichiarava l&amp;rsquo;autore del radicalissimo &lt;em&gt;Che fare?&lt;/em&gt; &amp;ndash; se non sei disposto a strisciare sul ventre, nel fango, non sei un rivoluzionario, ma un chiacchierone; e se propongo di andare avanti cos&amp;igrave;, non &amp;egrave; perch&amp;eacute; questo mi piaccia, ma perch&amp;eacute; non c&amp;rsquo;&amp;egrave; altra via, perch&amp;eacute; la storia non &amp;egrave; stata cos&amp;igrave; piacevole da far maturare la rivoluzione dappertutto nello stesso tempo&amp;raquo;. Girare il coltello nella piaga era una delle specialit&amp;agrave; di Lenin. Cos&amp;igrave;, sbatte in faccia ai suoi avversari il ricordo del 1907, &amp;laquo;quando fummo costretti a passare attraverso quella stalla che era la Duma di Stolypin, e ci assumemmo degli obblighi firmando pezzi di carta monarchici&amp;raquo;. Un accordo &amp;laquo;di un&amp;rsquo;infamia inaudita&amp;raquo;, sottolinea il capo del bolscevismo.&amp;nbsp; Ecco perch&amp;eacute; il giornale dei sostenitori della guerra a oltranza &amp;laquo;vede le cose allo stesso modo di quel nobile polacco che disse morendo in una bella posa, con la sciabola in pugno: &amp;ldquo;La pace &amp;egrave; la vergogna, la guerra &amp;egrave; l&amp;rsquo;onore&amp;rdquo;. Essi ragionano come il nobile polacco, e io come il contadino&amp;raquo;. Insomma, un bagno di realismo, una brusca e amara pedagogia da &lt;em&gt;mugik&lt;/em&gt;: &amp;laquo;Alcuni pensano proprio come i bambini: ho firmato un trattato, allora mi sono dato a Satana, andr&amp;ograve; all&amp;rsquo;inferno. Questo &amp;egrave; semplicemente ridicolo, allorch&amp;eacute; la storia militare ci dice, nel modo pi&amp;ugrave; chiaro, che firmare un trattato quando si &amp;egrave; sconfitti &amp;egrave; un mezzo per raccogliere le forze&amp;raquo;&lt;a href=&quot;#_ftn2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Raccogliere le forze. &amp;Egrave; proprio ci&amp;ograve; che dice il governo venezuelano, dipingendo se stesso come il pacifico animale domestico accovacciato in modo inoffensivo accanto alla affamata tigre statunitense. Ma &amp;egrave; possibile accreditare questa interpretazione delle cose? &amp;Egrave; giusto schermarsi dietro Lenin che, comunque, anche quando giungeva ad ammettere il carattere estremo e umiliante di un compromesso, esigeva sempre una giustificazione &lt;em&gt;concreta&lt;/em&gt; del negoziato e del suo eventuale, futuro sfruttamento rivoluzionario?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui il discorso si fa difficile, perch&amp;eacute; il chavismo non scaturisce direttamente dalla storia del movimento comunista, ma di esso ha raccolto solo alcune istanze, e non certo le pi&amp;ugrave; intransigenti. Per esempio, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; traccia, nel suo &lt;em&gt;background&lt;/em&gt; culturale e politico, delle aspirazioni alla dittatura del proletariato. E si pu&amp;ograve; tranquillamente documentare un impasto sincretico di socialismo e cristianesimo, che, in politica, ha partorito una continua oscillazione fra toni conflittuali e retoriche populiste ispirate talora al migliore terzaforzismo cattolico degli anni Quaranta e Cinquanta. Va inoltre aggiunto che la grande intelligenza dimostrata da Hugo Chavez nel disarticolare il pericolo di sollevazioni militari controrivoluzionarie, si &amp;egrave; affermata al prezzo di una trasformazione &amp;laquo;civica&amp;raquo; e in qualche modo pacifista delle stesse forze armate bolivariane. E, infine, anche il sistema di autogoverno incarnato dalle &lt;em&gt;comunas&lt;/em&gt;, o le grandi campagne sociali delle &lt;em&gt;misiones&lt;/em&gt;, hanno promosso un enorme movimento di risveglio e di protagonismo popolare molto lontano per&amp;ograve; non solo dalle esperienze sovietiche, ma anche dal basismo tellurico del progetto maoista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciononostante, negli ultimi trent&amp;rsquo;anni, e fatta eccezione ovviamente per Cuba, il movimento bolivariano si &amp;egrave; dimostrato unico, in America Latina, nel costante tentativo di forzare le Colonne d&amp;rsquo;Ercole della propriet&amp;agrave; privata e anche della democrazia borghese. Questo &amp;egrave; il suo vero peccato. Questo &amp;egrave; ci&amp;ograve; che lo ha reso odioso non solo all&amp;rsquo;imperialismo, ma anche alla piccola borghesia cosiddetta democratica, che specialmente in Europa non si &amp;egrave; mai astenuta da escogitare argomenti diretti a diffamare il gruppo dirigente chavista, ora definendolo burocratico, ora estrattivista, ora autoritario, ora corrotto o, da ultimo, cripto-capitalista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E qui ti piomba il 3 gennaio. Ti piomba in un mondo gi&amp;agrave; assuefatto al genocidio palestinese, ai bombardamenti sull&amp;rsquo;Iran, al &lt;em&gt;bloqueo&lt;/em&gt; criminale che sta strangolando Cuba. Cosa vuoi che sia un bel sequestro &lt;em&gt;chirurgico&lt;/em&gt;? Qualche dozzina di cubani e di venezuelani ammazzati, una spolverata di bombe su Caracas e dintorni, e questa gente imbevuta di insopportabile retorica plebea, questa antipatica burocrazia ridotta a pi&amp;ugrave; miti consigli. Devono trattare. Devono mettere giudizio. Devono piegarsi. Il che produce sconcerto anche fra i loro sostenitori. Sanno o non sanno morire? Sanno o non sanno essere di esempio? Il marxista li osservava, li soppesava almanaccando: prima o poi saranno attaccati veramente e dovranno &lt;em&gt;radicalizzare&lt;/em&gt; la prudente e incerta transizione al socialismo di cui si beano chiamandola il &amp;laquo;socialismo del XXI secolo&amp;raquo;. Invece, sono stati attaccati e si sono scoperti indifesi. I sistemi di protezione anti-missilistica acquistati da russi e cinesi hanno fatto cilecca: sono stati neutralizzati, lasciandoli con il culo scoperto. Forse si aspettavano una invasione di terra. Forse erano pronti a una guerriglia prolungata. Ma le cose sono andate al contrario. Cos&amp;igrave; percossa, attonita la terra al nunzio sta. &amp;Egrave; una bella figura? Chi pu&amp;ograve; sostenerlo? Odisseo ha usato il bastone, e Tersite si asciuga le lacrime circondato dalle risa dei compagni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo punto arriva il momento delle mani sporche. Una impressionante dichiarazione di Delcy Rodriguez, rilasciata come &lt;em&gt;Discorso alla nazione&lt;/em&gt; il 26 maggio, afferma: &amp;laquo;in un istante, il cielo ci &amp;egrave; crollato addosso. Siamo stati testimoni di un potere distruttivo al di l&amp;agrave; della nostra comprensione. [&amp;hellip;] A me, che non cercavo questo incarico, &amp;egrave; toccato raccogliere i cocci. Non vi mentir&amp;ograve;: non mi hanno scelta le urne. Mi ha scelta il caos. E ho accettato questo carico per una sola ragione: evitare che un caos maggiore, una distruzione totale, si portasse via l'ultima cosa che ci rimane: la nostra gente. Ciascuno di voi&amp;raquo;. Frasi come queste, si capisce, possono essere giudicate in vario modo. Ma&amp;nbsp; Rodriguez non si nasconde dietro un dito: &amp;laquo;Il petrolio, &amp;ndash; dice &amp;ndash; la nostra risorsa principale, &amp;egrave; ora la nostra unica moneta di scambio. &amp;Egrave; il prezzo di un cessate il fuoco permanente. Loro ne hanno bisogno. Noi abbiamo bisogno che non tornino a sparare. Questo non &amp;egrave; un trattato tra nazioni. &amp;Egrave; la condizione imposta da un sopravvissuto sul punto di essere gettato da una scogliera. Aggrapparsi alla roccia, per quanto sia sgradevole, &amp;egrave; l'unica cosa che impedisce la caduta&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave; si arriva agli accordi &amp;laquo;di un&amp;rsquo;infamia inaudita&amp;raquo;, per usare le parole di Lenin. E cos&amp;igrave; siamo anche obbligati a ragionare sulla citazione di Maduro, Rm 8,37: &amp;laquo;Ma in tutte queste cose noi siamo pi&amp;ugrave; che vincitori per virt&amp;ugrave; di colui che ci ha amati&amp;raquo;. Per virt&amp;ugrave; di colui che ci ha amati, dice l&amp;rsquo;Apostolo. Agostino ci sguazzava, nella sua lotta contro Pelagio, che era disposto a scommettere sulla bont&amp;agrave; della natura umana. Del resto il papa &amp;egrave; agostiniano. E i &lt;em&gt;gringos&lt;/em&gt; sono in maggioranza riformati. Non &amp;egrave;, questa, una sottile manifestazione di intelligenza da parte dell&amp;rsquo;ex guidatore di metropolitana assurto ai vertici della Repubblica bolivariana?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma torniamo a Delcy Rodriguez. Nella sua dichiarazione, la &lt;em&gt;presidenta incaricata&lt;/em&gt; parla di pazienza. Una &amp;laquo;pazienza agonizzante che ci permetta di vivere un giorno di pi&amp;ugrave;&amp;raquo;. La figlia del guerrigliero assassinato sotto tortura dalla democrazia borghese non nasconde che il suo primo compito, &amp;laquo;l&amp;rsquo;unico che mi sono imposta in questo incubo, &amp;egrave; evitare che qualcun altro debba morire&amp;raquo;. Sono cose da dire in America Latina? &amp;Egrave; il continente di Marti, di Sandino, di Torres, di Guevara, di Allende. Il sacrificio della vita costituisce il pane quotidiano della rivoluzione. La morte innaffia la vita, come un&amp;rsquo;acqua scura, ma potente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E qui viene in mente Mao Zedong, di cui fra qualche giorno ricorre il cinquantenario della morte. Nel suo celebre, bench&amp;eacute; accuratamente evitato, discorso del 1957, pronunciato davanti alle delegazioni dei partiti comunisti riunite a Mosca per i quarant&amp;rsquo;anni della Rivoluzione d&amp;rsquo;ottobre, Mao ebbe l&amp;rsquo;impudenza di affermare che non bisognava temere la guerra termonucleare. &amp;laquo;Una volta ho discusso di questo con un uomo politico straniero. Lui disse che se fosse scoppiata una guerra atomica, tutta la popolazione mondiale sarebbe morta. Io gli risposi che nel caso peggiore sarebbe morta la met&amp;agrave; e sarebbe rimasta l&amp;rsquo;altra met&amp;agrave;, mentre l&amp;rsquo;imperialismo sarebbe stato annientato e tutto il mondo sarebbe diventato socialista&amp;raquo;&lt;a href=&quot;#_ftn3&quot;&gt;[3]&lt;/a&gt;. In questo orizzonte il rapporto tra la morte e la vita si propone in termini talmente colossali da far venire le vertigini. Ma pensiamo alla crisi dei missili di Cuba dell&amp;rsquo;autunno 1962, pensiamo alle manifestazioni di massa tenute all&amp;rsquo;Avana, nelle quali la folla, amareggiata dal dietrofront un po&amp;rsquo; umiliante patteggiato con i &lt;em&gt;gringos&lt;/em&gt; dai sovietici, si sfogava gridando: &amp;laquo;Nikita frocetto&amp;raquo;. Dove finisce l&amp;rsquo;eroismo e comincia il &amp;laquo;suicidio collettivo&amp;raquo; di cui parla la &lt;em&gt;presidenta incaricata&lt;/em&gt;? Nel 1972 Mao, il grande critico della &amp;laquo;coesistenza pacifica&amp;raquo;, incontrava Richard Nixon in piena guerra del Vietnam. La Rivoluzione culturale era gi&amp;agrave; finita e l&amp;rsquo;estrema sinistra occidentale rimaneva a bocca aperta. Ma sul tema si pu&amp;ograve; divagare in altri modi. Per esempio, evocando il ricordo di Guevara schizzato da Neruda in &lt;em&gt;Confesso che ho vissuto&lt;/em&gt;. &amp;laquo;Lui disse all&amp;rsquo;improvviso: &amp;ldquo;La guerra&amp;hellip; La guerra&amp;hellip; Siamo sempre contro la guerra, per&amp;ograve; quando l&amp;rsquo;abbiamo fatta non possiamo vivere senza. In ogni momento vogliamo tornare a essa&amp;rdquo;. Rifletteva ad alta voce e per me. Io l&amp;rsquo;ascoltavo con sincero stupore. Per me la guerra &amp;egrave; una minaccia e non un destino&amp;raquo;&lt;a href=&quot;#_ftn4&quot;&gt;[4]&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fuor di retorica, la tanto vantata &lt;em&gt;scelta&lt;/em&gt; fra la vita e la morte molto spesso non &amp;egrave; neppure una scelta. &amp;Egrave; un fatto, individuale o collettivo, che si produce all&amp;rsquo;interno di una serie di azioni, di una serie di circostanze davanti alle quali occorre decidere facendo appello all&amp;rsquo;istinto, alla mentalit&amp;agrave;, &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; al senso dell&amp;rsquo;onore e &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; a quel tanto di calcolo senza il quale la politica perde ogni connotato di ragionevolezza. Sia come sia, &amp;egrave; un fatto che, nel 2011, ormai malato, Hugo Ch&amp;aacute;vez propose di mutare il vecchio motto castrista &lt;em&gt;patria o muerte&lt;/em&gt; in &lt;em&gt;viviremos y venceremos&lt;/em&gt;. In Venezuela si discusse molto di questo cambiamento. Si parl&amp;ograve;, persino con qualche civetteria da &lt;em&gt;social forum&lt;/em&gt;, del rovesciamento di una prospettiva funerea in un imperativo categorico di lotta e di sopravvivenza biologica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche da qui, anche da queste vicende, deriva il tatticismo spericolato del gruppo dirigente di Caracas. Raccogliere le forze. Mantenere il potere politico. Usare il &lt;em&gt;petr&amp;oacute;leo&lt;/em&gt; come merce di scambio. Le &lt;em&gt;comunas&lt;/em&gt; sono in piedi. I dissensi tutto sommato circoscritti. Il terremoto autorizza ulteriori ambiguit&amp;agrave;. Qualcuno si stufa e dice: avete passato il segno. Qualcuno osserva che il PSUV resta unito, che le conquiste sociali sono al momento mantenute, che l&amp;rsquo;architettura politica del chavismo appare comunque intatta, che anche le manifestazioni di critica, anche quelle pi&amp;ugrave; dure, aiutano il governo a soppesare meglio le proprie decisioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per&amp;ograve; &amp;egrave; ovvio che l&amp;rsquo;imperialismo ha i suoi piani. Vuole cucinarlo, il chavismo. Prepara la sua sostituzione, e il ritorno alla pi&amp;ugrave; classica delle democrazie borghesi, a cui del resto il Venezuela &amp;egrave; abituato, insieme alle sue squisitezze, come il &lt;em&gt;Caracazo&lt;/em&gt; del 1989 con i suoi 3500 morti fatti dal governo impeccabilmente eletto di Carlos Andr&amp;eacute;s Perez. Diciamolo chiaro: il Venezuela e il chavismo camminano su un piano inclinato. Un piano la cui inclinazione pu&amp;ograve; accentuarsi anche in modo irrimediabile. &lt;em&gt;Facilis descenus Averno&lt;/em&gt; sentenziava il Poeta. In questo contesto, giudicare si deve. E ragionare anche. Ma di certo non servono le accuse, rassicuranti e puerili, di tradimento. Si arriva a un punto, nella vita, in cui si capisce anche l&amp;rsquo;incombere della provvisoriet&amp;agrave;. Nella provvisoriet&amp;agrave; si marcisce, ma anche si combatte. Nella provvisoriet&amp;agrave; la quantit&amp;agrave; si trasforma in qualit&amp;agrave;. &amp;Egrave; una dialettica, o solo un&amp;rsquo;altalena pericolosa. Un singhiozzare della storia. Una roba da &lt;em&gt;mugik&lt;/em&gt;, o da &lt;em&gt;pe&amp;oacute;n&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt;V. I. Lenin, &lt;em&gt;Sui compromessi&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere Complete&lt;/em&gt; XXX, Roma 1967, pp. 445-446; &lt;em&gt;L&amp;rsquo;estremismo malattia infantile del comunismo&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere Complete&lt;/em&gt; XXXI, Roma 1967, p. 27.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt;V. I. Lenin, VII congresso del PCR(B), in &lt;em&gt;Opere Complete&lt;/em&gt; XXVII, &lt;em&gt;Rapporto sulla guerra e la pace&lt;/em&gt;, pp. 73-93; &lt;em&gt;Discorso conclusivo al dibattito sulla guerra e la pace&lt;/em&gt;, pp. 94-100.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref3&quot;&gt;[3]&lt;/a&gt;Mao Tse-Tung, &lt;em&gt;Conferenza di Mosca: terzo discorso, 17 novembre 1957&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere di Mao Tse-Tung&lt;/em&gt; 15, Abbiategrasso 1993, p. 169.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref4&quot;&gt;[4]&lt;/a&gt;Pablo Neruda, &lt;em&gt;Confesso che ho vissuto&lt;/em&gt;, Torino 1998, pp. 417-418.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Fiammiferi</category>
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                    <title>Lavrov: &quot;L'UE crea il mito del nemico russo per evitare il crollo dei propri governi&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lavrov_lue_crea_il_mito_del_nemico_russo_per_evitare_il_crollo_dei_propri_governi/82_68704/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;I timori dei Paesi dell'Unione Europea di essere &quot;conquistati&quot; dalla Russia sono il risultato di &quot;una fantasia malata&quot;. Lo ha dichiarato gioved&amp;igrave; il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, durante il suo&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/live/Pye5lithNXg&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; intervento&lt;/a&gt; al Forum Economico Orientale di Vladivostok.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;&quot;Nell'UE stanno costruendo muri fisici al confine con la Federazione Russa e scavando fossati larghi cento metri &amp;ndash; chiss&amp;agrave; quanto profondi &amp;ndash; solo per impedire alla Russia di conquistarli. &amp;Egrave; una fantasia malata&quot;, ha affermato.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Il ministro ha poi sottolineato che non si tratta di un semplice delirio, ma di una politica deliberata, poich&amp;eacute; l'Occidente &quot;ha sempre bisogno di un nemico&quot;. Secondo Lavrov, infatti, &quot;se questa immagine artificiale della Russia come nemico dovesse scomparire, la stragrande maggioranza dei governi dell'UE e della NATO verrebbe semplicemente rovesciata dagli elettori&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Allo stesso tempo, il capo della diplomazia russa ha evidenziato come la posizione di Mosca sia &quot;diametralmente opposta&quot;: &quot;Siamo favorevoli all'uso condiviso delle ricchezze del nostro continente, donateci da Dio e dalla geografia, e a processi di sviluppo che debbono essere aperti a tutti i popoli che vi abitano&quot;, ha dichiarato.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;&quot;L'Europa non sa cooperare con onest&amp;agrave;&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Lavrov ha infine precisato che Mosca non si rivolger&amp;agrave; mai all'Europa con richieste o suppliche, in particolare per quanto riguarda la revoca delle sanzioni, poich&amp;eacute; questo atteggiamento &quot;non fa parte del codice genetico&quot; della Russia, un Paese che &quot;ha il proprio orgoglio&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;A questo proposito, il ministro ha concluso ricordando che la Russia &quot;ha abbastanza amici e partner disposti a collaborare in modo trasparente&quot;, aggiungendo: &quot;L'Europa non &amp;egrave; pronta a questo. Non sa cosa significhi cooperare con onest&amp;agrave;&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>&quot;Non si negozia con i terroristi&quot;: Putin dal vertice SCO avverte l'Ucraina e l'Occidente</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-non_si_negozia_con_i_terroristi_putin_dal_vertice_sco_avverte_lucraina_e_loccidente/82_68705/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Durante una conferenza stampa tenutasi marted&amp;igrave; sera a conclusione del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), il presidente russo Vladimir Putin ha affrontato un'ampia gamma di temi. Dagli avanzamenti delle truppe russe sul fronte ucraino alle accuse di &quot;terrorismo di Stato&quot; rivolte a Kiev per le minacce di Zelensky all'aviazione civile russo-internazionale, fino alle crescenti tensioni con la Germania e gli Paesi occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Di seguito i punti principali emersi dal suo intervento:&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Il nemico &quot;croller&amp;agrave;&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Le truppe russe stanno avanzando in diversi settori del fronte e non c'&amp;egrave; dubbio che il nemico &quot;croller&amp;agrave;&quot;, ha affermato Putin. L'esercito russo sta registrando progressi strategici lungo tutta la linea: il Gruppo Meridionale si &amp;egrave; avvicinato alle ultime grandi roccaforti del Donbass (Slov'jans'k e Kramatorsk), mentre il Gruppo Centrale &amp;egrave; impegnato in combattimenti urbani nei principali snodi logistici.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Il presidente ha evidenziato in particolare le manovre di accerchiamento completate dal gruppo occidentale, che ha bloccato circa 5.000 soldati ucraini, e dal gruppo settentrionale, che ne ha circondati altri 2.000, oltre ad aver creato una zona di sicurezza per proteggere il confine russo dagli attacchi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;11&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;&quot;Se attaccano ci&amp;ograve; che &amp;egrave; nostro, riceveranno una risposta&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;In risposta ai continui attacchi con droni e missili condotti da Kiev contro le infrastrutture civili e le raffinerie in territorio russo, Putin ha ordinato &quot;attacchi massicci&quot; contro il sistema energetico ucraino, confermandone la natura di rappresaglia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;&quot;Se attaccano le nostre propriet&amp;agrave;, riceveranno una risposta&quot;, ha avvertito, precisando che sono gi&amp;agrave; in corso operazioni mirate contro le infrastrutture militari, industriali e portuali utilizzate dall'esercito ucraino.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;&quot;Segreto militare&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Interrogato sulla possibilit&amp;agrave; che la Russia risponda agli attacchi ucraini condotti con armi britanniche colpendo installazioni del Regno Unito presenti in Ucraina, Putin ha chiarito che Mosca considera qualsiasi struttura militare sul territorio ucraino &amp;mdash; indipendentemente dalla nazionalit&amp;agrave; &amp;mdash; un &quot;obiettivo legittimo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Riguardo invece all'ipotesi di attacchi di rappresaglia estesi direttamente agli stabilimenti dell'industria bellica in territorio britannico, il leader del Cremlino si &amp;egrave; limitato a rispondere: &quot;&amp;Egrave; un segreto, un segreto militare&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;&quot;Non trattiamo con i terroristi&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Il presidente russo ha poi commentato le recenti dichiarazioni di Zelensky relative all'insicurezza dei cieli russi a causa dei droni ucraini, lette come un tentativo di scoraggiare i voli delle compagnie aeree internazionali verso la Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&quot;Se queste parole vengono pronunciate pubblicamente, si tratta di una chiara dichiarazione d'intenti per commettere terrorismo di Stato&quot;, ha affermato Putin. &quot;Al momento &amp;egrave; una minaccia di terrorismo, non ancora il passo definitivo. Ma se si arriver&amp;agrave; a quel punto, valuteremo come reagire e troveremo gli strumenti necessari&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Ha poi evidenziato la contraddizione del presidente ucraino che, pur lanciando tali minacce, continua a chiedere la ripresa dei negoziati e un incontro bilaterale: &quot;Non si negozia con i terroristi&quot;, ha chiosato con fermezza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Per una &quot;pace duratura e assoluta&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;In merito a una soluzione del conflitto, Putin ha ribadito che l'obiettivo di Mosca non &amp;egrave; &quot;congelare&quot; la situazione, bens&amp;igrave; raggiungere una &quot;pace duratura e assoluta&quot; in Ucraina e in Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Ha infine confermato la disponibilit&amp;agrave; al dialogo, rivelando l'esistenza di contatti in corso con gli Stati Uniti (compresi scambi di informazioni a livello di intelligence) e una totale apertura al confronto con gli inviati di Donald Trump, spiegando le ragioni per cui la Russia ha finora evitato di indirizzare gli attacchi di rappresaglia contro i vertici politico-militari ucraini.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>&quot;Droni fantasma e isteria anti-russa&quot; spingono il maxipiano di riarmo dell'UE</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-droni_fantasma_e_isteria_antirussa_spingono_il_maxipiano_di_riarmo_dellue/82_68706/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Le relazioni tra Germania e Russia registrano un nuovo inasprimento dopo che Berlino ha puntato il dito contro Mosca per un incidente con un drone presso l'aeroporto di Lipsia, pur senza fornire prove conclusive. La Russia ha respinto categoricamente le accuse, denunciando un'ulteriore ondata di &quot;isteria anti-russa&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;L'episodio richiama alla mente l'allarme scatenato dagli avvistamenti di droni non identificati che avevano interessato Danimarca e Norvegia alla fine di settembre 2025. In quell'occasione, a seguito degli incidenti, la NATO annunci&amp;ograve; il rafforzamento della missione &lt;em data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;266&quot;&gt;Baltic Sentinel&lt;/em&gt; e l'intensificazione delle attivit&amp;agrave; di sorveglianza nell'intera regione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;In quel contesto, la premier danese Mette Frederiksen defin&amp;igrave; gli avvistamenti &quot;attacchi ibridi&quot;, e Copenaghen non escluse un diretto coinvolgimento russo &amp;mdash; accuse subito rispedite al mittente da Mosca come &quot;prive di fondamento&quot;. Gli incidenti avevano provocato la chiusura temporanea di diversi aeroporti e il rilevamento di velivoli non identificati nei pressi di una base aerea danese.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Tuttavia, mesi dopo, sei fonti vicine all'inchiesta hanno rivelato all'emittente TV2 che n&amp;eacute; la polizia n&amp;eacute; le forze armate disponevano di prove tecniche per confermare che la Danimarca avesse effettivamente subito un &quot;attacco ibrido&quot;. La stessa emittente ha poi ammesso che alcune immagini inizialmente diffuse come foto di droni nei cieli dell'aeroporto di Copenaghen ritraevano, in realt&amp;agrave;, tutt'altri oggetti nel cielo notturno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Una minaccia reale o un pretesto per il riarmo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Proprio nel settembre 2025, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva proposto la creazione di una &quot;barriera di droni&quot; come una delle quattro priorit&amp;agrave; strategiche per la difesa dell'Unione Europea.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;L'iniziativa si inserisce in una pi&amp;ugrave; ampia svolta militare a livello continentale: la Commissione europea ha infatti annunciato un piano di riarmo con una spesa stimata di quasi 800 miliardi di euro (pari a circa 942 miliardi di dollari), mentre i Paesi membri della NATO hanno concordato di alzare l'obiettivo di spesa per la difesa fino al 5% del PIL. Cos&amp;igrave;, mentre le accuse su un presunto coinvolgimento russo continuano a privarsi di riscontri oggettivi, i leader europei accelerano su imponenti misure di difesa e su un drastico aumento degli investimenti militari.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>NYT: l'Iran ha paralizzato la catena di approvvigionamento della Marina Usa in Medio Oriente</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nyt_liran_ha_paralizzato_la_catena_di_approvvigionamento_della_marina_usa_in_medio_oriente/82_68708/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Il conflitto con l'Iran ha completamente paralizzato la catena di approvvigionamento della Marina statunitense in Medio Oriente, lasciando le sue navi da guerra senza accesso alle basi logistiche regionali. A &lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/interactive/2026/09/02/us/iran-war-us-navy-carriers-supply.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rivelarlo&lt;/a&gt; &amp;egrave; il New York Times, che evidenzia come questa situazione stia mettendo a dura prova gli equipaggi, costretti a complesse e rischiose operazioni di rifornimento in mare aperto per garantire l'operativit&amp;agrave; della flotta.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;I punti chiave della crisi logistica secondo il quotidiano statunitense:&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Distruzione delle infrastrutture chiave&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il 28 febbraio, primo giorno di ostilit&amp;agrave;, le forze iraniane hanno distrutto una base logistica fondamentale per la U.S. Navy in Bahrein. Inoltre, tutti i restanti scali portuali della regione capaci di accogliere portaerei o navi da rifornimento si trovano ormai all'interno del raggio d'azione dei missili di Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;L'entit&amp;agrave; dei fabbisogni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Attualmente la Marina degli Stati Uniti schiera in Medio Oriente circa 20 navi e quasi 20.000 militari. Questa flotta necessita ogni settimana di oltre 420.000 razioni alimentari e circa 30 milioni di litri di carburante (8 milioni di galloni). Il contingente comprende due portaerei e 12 cacciatorpediniere &amp;mdash; equipaggiati con missili da crociera e sistemi antiaerei all'interno dei gruppi d'attacco per imporre il blocco ai porti iraniani &amp;mdash; oltre al supporto di tre unit&amp;agrave; navali di un gruppo anfibio con a bordo una forza d'assalto dei Marines.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Rotte di rifornimento estreme&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Data l'impossibilit&amp;agrave; di attraccare nei porti vicini, le navi cargo militari sono costrette a coprire distanze enormi: devono navigare per oltre 3.500 chilometri fino all'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, o percorrerne circa 6.000 fino a Singapore, attraversando lo Stretto di Malacca, solo per fare carico di provviste e carburante.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Manovre ad alto rischio in mare aperto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Le unit&amp;agrave; da guerra devono effettuare il trasferimento del carico in mare ogni cinque o sei giorni. Durante queste manovre, due navi si affiancano ad appena 45 metri di distanza, mantenendo rigorosamente la stessa rotta e la medesima velocit&amp;agrave;, mentre gli equipaggi trasferiscono i rifornimenti attraverso cavi d'acciaio ed elicotteri.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;16&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Usura dei mezzi ed sfinimento degli equipaggi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Degli 11 incrociatori e portaerei a disposizione degli Stati Uniti, ben quattro sono impiegati nell'area mediorientale e diversi altri sono fermi per lunghi interventi di manutenzione. Questo rende la durata dei turni di guardia quasi insostenibile: la &lt;em data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;253&quot;&gt;USS Abraham Lincoln&lt;/em&gt;, ad esempio, ha trascorso gran parte della sua missione di nove mesi senza effettuare una singola sosta in porto, prima di essere avvicendata dalla &lt;em data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;421&quot;&gt;USS George Washington&lt;/em&gt;. Quest'ultima &amp;egrave; giunta in Thailandia per concedere all'equipaggio una breve pausa prima del rientro alla base di San Diego.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Raid USA in Iran, 18 morti e oltre 100 feriti. Trump crolla nei sondaggi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-raid_usa_in_iran_18_morti_e_oltre_100_feriti_trump_crolla_nei_sondaggi/45289_68698/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato ulteriori attacchi contro l'Iran, avvertendo che Washington potrebbe colpire Teheran &quot;in qualsiasi momento&quot;. Nel frattempo, il bilancio delle vittime &lt;a href=&quot;/dettnews-usa_colpiscono_un_matrimonio_in_iran_teheran_risponde_droni_e_missili_sulle_basi_americane_nel_golfo/45289_68682/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;degli ultimi raid statunitensi &amp;egrave; salito a 18 morti e ad almeno 108 feri&lt;/a&gt;ti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;I nuovi moniti di Trump sono giunti dopo che Stati Uniti e Iran si sono resi protagonisti del pi&amp;ugrave; violento &lt;a href=&quot;/dettnews-liran_risponde_al_raid_di_trump_e_attacca_le_basi_americane/45289_68648/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;scambio missilistico&lt;/a&gt; dallo scorso luglio. L'esercito americano ha colpito citt&amp;agrave; e aree lungo la costa meridionale iraniana, nei pressi dello Stretto di Hormuz &amp;mdash; canale attualmente bloccato dalle autorit&amp;agrave; locali &amp;mdash;, centrando tra l'altro un ricevimento di nozze nella citt&amp;agrave; di Kuhestak. L'Iran ha risposto lanciando attacchi contro le basi statunitensi dislocate in Medio Oriente, tra cui quelle in Bahrain, Iraq e Giordania.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, Trump ha dichiarato: &amp;laquo;Li abbiamo colpiti duramente la scorsa notte&amp;raquo; aggiungendo che le incursioni &amp;laquo;hanno distrutto tutte le nuove infrastrutture che stavano cercando di realizzare lungo lo Stretto di Hormuz&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;&amp;laquo;L'attacco di ieri sera &amp;egrave; stato pesantissimo. E siamo pronti a ripeterlo. Ogni volta che lo vorremo&amp;raquo;, ha ribadito.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Funzionari iraniani hanno confermato che negli attacchi statunitensi hanno perso la vita almeno 18 persone. Secondo il ministro della Sanit&amp;agrave; iraniano, Mohammad-Reza Zafarghandi, tra le vittime figurano anche due bambini, uno dei quali, di appena quattro anni, &amp;egrave; rimasto ucciso proprio nel raid che ha colpito la festa di nozze a Kuhestak, nella contea di Sirik. In quel singolo episodio si contano almeno quattro morti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha definito l'attacco a Kuhestak un &quot;crimine di guerra&quot;, respingendo le rassicurazioni statunitensi sul mancato coinvolgimento dei civili.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;&amp;laquo;La realt&amp;agrave; &amp;egrave; talmente orribile che nemmeno la propaganda americana ha mai osato sostenere ci&amp;ograve; che [l'esercito statunitense] afferma oggi. Sirik non &amp;egrave; una finzione. I civili sono reali. Le vittime sono reali&amp;raquo;, ha scritto Baghaei su X. I media locali hanno riferito che i funerali delle quattro vittime di Kuhestak si terranno gioved&amp;igrave;.&lt;/p&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;'Posizione strategica scomoda'&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Il conflitto, trascinatosi per sei mesi, ha innescato un'impennata dei prezzi del petrolio, destabilizzato l'economia globale e creato crescenti grattapi&amp;ugrave; politici al Partito Repubblicano in vista delle elezioni di medio termine di novembre.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Secondo &lt;a href=&quot;/dettnews-gestione_pessima_oltre_il_68_degli_americani_boccia_la_guerra_di_trump_contro_liran/45289_68687/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;un sondaggio&lt;/a&gt; condotto ad agosto da Reuters/Ipsos, solo il 31% degli americani approva la gestione della guerra, mentre il 63% si dice contrario. A pesare sul malcontento degli elettori sono soprattutto i rincari della benzina: dalla ripresa dei combattimenti lo scorso fine settimana, il greggio Brent ha toccato i 95 dollari al barile, segnando un balzo superiore al 30% dall'inizio delle ostilit&amp;agrave;. Gli stessi rilevamenti indicano che il tasso di gradimento di Trump &amp;egrave; scivolato dal 40% al 33%.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Ieri, tuttavia, Trump si &amp;egrave; detto convinto che la nuova campagna militare non si protrarr&amp;agrave; a lungo, ribadendo che l'imminente appuntamento elettorale non condizioner&amp;agrave; la sua strategia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;&amp;laquo;Innanzitutto, non sono io a candidarmi. Si candida il mio partito e io lo sosterr&amp;ograve;&amp;raquo;, ha affermato dal Salotto Ovale. &amp;laquo;Ma credo che i repubblicani condividano il principio che non si debba permettere all'Iran di dotarsi di armi nucleari&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Teheran ha sempre negato di volersi procurare la bomba atomica. Secondo Tariq Khan, tenente generale pakistano in pensione ed ex comandante del Frontier Corps, gli Stati Uniti &amp;laquo;si trovano ora in una posizione strategica sempre pi&amp;ugrave; complessa nella guerra contro l'Iran&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;&amp;laquo;Washington non &amp;egrave; riuscita a ripristinare la stabilit&amp;agrave; marittima precedente al conflitto e sta ora impiegando ingenti risorse militari per gestire un problema creato dalla guerra stessa&amp;raquo;, ha spiegato ad Al Jazeera, riferendosi alla chiusura di Hormuz.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Prima dell'escalation, lo stretto era un corridoio internazionale fondamentale attraverso cui transitava circa un quinto del petrolio mondiale. Teheran ha sbarrato il canale in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani del 18 febbraio, evento che ha innescato il conflitto. Nonostante la Casa Bianca assicuri che il passaggio rimanga aperto, oggi solo poche navi riescono a transitare quotidianamente, affrontando il costante rischio di raid iraniani.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;L'IRGC (il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) &lt;a href=&quot;/dettnews-iran_superpetroliera_avvolta_dalle_fiamme_nel_golfo_il_messaggio_dei_pasdaran_agli_usa/82_68645/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha dichiarato&lt;/a&gt; che due petroliere sono state danneggiate da mine e messe fuori uso mentre tentavano un passaggio non autorizzato. Parallelamente, la compagnia di navigazione saudita Bahri ha denunciato la morte di due marittimi filippini a seguito di un attacco sferrato all'inizio della settimana.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;L'Autorit&amp;agrave; iraniana per lo Stretto (PGSA), istituita per monitorare l'area, ha aggiunto altre 11 navi alla propria lista nera per presunte &quot;violazioni delle norme&quot;, portando il totale a 56 imbarcazioni sanzionate nel giro di due settimane. L'ente ha avvertito che i bastimenti saranno soggetti a multe, sequestri o confische se non presenteranno la documentazione richiesta prima di impegnare lo stretto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Sul fronte economico, gli Stati Uniti hanno inasprito le misure per isolare Teheran, minacciando &lt;a href=&quot;/dettnews-se_lhanno_sminato_perch_le_navi_non_passano_liran_confuta_le_dichiarazioni_di_trump_sullo_stretto_di_hormuz/82_68578/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;sanzioni&lt;/a&gt; su larga scala contro i Paesi che continuano a commerciare con l'Iran, pur mantenendo il proprio dispositivo navale nell'area.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;Trump continua tuttavia a sostenere che Washington mantenga il pieno controllo della rotta, affermando che le forze statunitensi scortano ogni giorno &quot;moltissime imbarcazioni con milioni di barili di petrolio&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;&quot;Nella maggior parte dei casi le operazioni avvengono senza intoppi. Di tanto in tanto abbattono un drone e noi mettiamo la zona in sicurezza. Il nostro controllo &amp;egrave; saldo&quot;, ha dichiarato, spiegando che la Marina scorta circa 30 navi al giorno (contro le circa 130 che transitavano quotidianamente prima della guerra).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Secondo l'ex generale Khan, l'Iran &amp;egrave; consapevole di non poter vincere uno scontro convenzionale e sta puntando a rendere il conflitto &lt;a href=&quot;/dettnews-la_guerra_contro_liran_mette_in_ginocchio_gli_agricoltori_americani_la_peggiore_crisi_degli_ultimi_quarantanni/45289_68574/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;economicamente e politicamente insostenibile&lt;/a&gt; per la Casa Bianca.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;&quot;Se Trump alza il tiro, l'Iran pu&amp;ograve; accusare gli USA di farsi trascinare nell'ennesima guerra senza fine in Medio Oriente; se invece frena, Teheran dimostra che la superiorit&amp;agrave; militare americana non basta a piegarla&amp;raquo;, ha concluso Khan. &amp;laquo;L'Iran non cerca una vittoria schiacciante sul campo: gli basta restare in piedi, alimentare la crisi economica e far salire il costo politico della guerra per gli Stati Uniti&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                            <item>
                    <title>Deportazione dei palestinesi da Gaza: Katz chiama in causa Trump</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-deportazione_dei_palestinesi_da_gaza_katz_chiama_in_causa_trump/45289_68699/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz,&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/katz-israel-will-facilitate-emigration-from-gaza-by-any-means-as-soon-as-trump-allows/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; ha dichiarato&lt;/a&gt; che l'esercito &amp;egrave; pronto a espellere con la forza i palestinesi residenti a Gaza &amp;laquo;con ogni mezzo necessario&amp;raquo;, in attesa unicamente del via libera degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;&amp;laquo;In fin dei conti, non esiste una vera soluzione per Gaza. La Direzione per le Migrazioni &amp;egrave; pronta ad agire via mare, via aria e con qualsiasi altro mezzo. L'Egitto non &amp;egrave; disposto a consentire il passaggio del flusso attraverso il proprio territorio&amp;raquo;, ha affermato Katz.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Il ministro ha aggiunto che i Paesi disposti ad accogliere i &lt;a href=&quot;/dettnews-striscia_di_gaza_societ_usa_modella_piano_per_la_deportazione_dei_palestinesi/45289_61796/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;palestinesi espulsi&lt;/a&gt; dalla Striscia attendono l'approvazione di Washington prima di agire, precisando che il presidente statunitense Donald Trump ha semplicemente congelato il piano, senza cancellarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Secondo Katz, i governi arabi avrebbero esercitato pressioni su Trump per congelare l'accordo, offrendo in cambio investimenti e accettando il disarmo di Hamas.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;&amp;laquo;Il progetto non &amp;egrave; stato accantonato. Se ne discute continuamente, anche in questo momento, e credo che alla fine non vi sia altra soluzione nell'interesse di tutti&amp;raquo;, ha ribadito.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Il ministro ha evidenziato che il piano necessita del pieno sostegno americano, contando su eventuali violazioni degli impegni da parte di Hamas per fornire a Israele il pretesto necessario a completare&lt;a href=&quot;/dettnews-insediarsi_a_gaza_la_conferenza_dove_il_likud_svela_i_prossimi_passi/45289_57224/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; l'operazione di sfollamento forzato&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;&amp;laquo;Verr&amp;agrave; il momento in cui sar&amp;agrave; evidente che Hamas non rispetta gli accordi. Allora otterremo la luce verde per avanzare sul piano militare, territoriale e su altri fronti&amp;raquo;, ha sostenuto Katz, affermando inoltre che la maggior parte della popolazione di Gaza desidererebbe lasciare la Striscia ma ne sarebbe impedita da Hamas.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Mentre proseguono le devastazioni e i bombardamenti quotidiani sulla popolazione, &lt;a href=&quot;/dettnews-gaza_lo_scandalo_del_board_di_trump_fondi_usati_per_cancellare_le_prove_dei_crimini/45289_68649/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;il cosiddetto &quot;Consiglio per la Pace&quot;&lt;/a&gt; promosso da Trump ha messo da parte i progetti di ricostruzione della Striscia, virando verso la creazione di un campo pilota composto da unit&amp;agrave; prefabbricate nella zona cuscinetto lungo la linea del cessate il fuoco, nei pressi della distrutta citt&amp;agrave; di Rafah, che attualmente ospita decine di migliaia dei 2 milioni di sfollati palestinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Un'inchiesta del quotidiano &lt;em data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;28&quot;&gt;Haaretz&lt;/em&gt; ha rivelato che la Direzione per la Migrazione Volontaria del Ministero della Difesa israeliano ha indirizzato un gruppo poco conosciuto &amp;mdash; gestito da un cittadino con doppia cittadinanza israeliana ed estone &amp;mdash; al COGAT (l'organo dell'esercito israeliano che coordina le attivit&amp;agrave; nei Territori) per organizzare la partenza di cittadini palestinesi da Gaza. Tra maggio e novembre, oltre 350 persone sono espatriate tramite questo gruppo a bordo di voli charter, al costo di circa 2.000 dollari a passeggero, senza che venisse loro comunicata la destinazione finale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;L'ambasciata palestinese in Sudafrica ha definito l'organizzazione un'operazione clandestina e ingannevole che ha speculato sulla catastrofe umanitaria di Gaza, raggirando le famiglie, intascando il loro denaro e infine abbandonandole. L'ambasciata ha quindi messo in guardia la popolazione contro reti di traffico di esseri umani e speculatori.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;La volont&amp;agrave; di Israele di evacuare la popolazione della Striscia rappresenta da decenni un tema centrale nel dibattito politico del Paese. Egitto e Giordania hanno sempre respinto categoricamente qualsiasi ipotesi di questo tipo: il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha pi&amp;ugrave; volte avvertito che milioni di egiziani scenderebbero in piazza per protestare contro lo sfollamento degli abitanti di Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Secondo diverse fonti, analisti politico-militari statunitensi e israeliani ed esponenti della destra avrebbero prospettato Marocco, Puntland e Somaliland come possibili destinazioni per il ricollocamento, mentre una rete informale avrebbe gi&amp;agrave; trasferito diversi palestinesi da Gaza verso Sudafrica, Indonesia e Malesia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>Putin fa cose (di Marco Travaglio)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-putin_fa_cose_di_marco_travaglio/39602_68700/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Marco Travaglio - Fatto Quotidiano, 2 settembre 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A leggere i media che la sanno lunga, nei tre mesi estivi Putin &amp;egrave; riuscito in una serie di misfatti che uno normale faticherebbe a perpetrare in 30 anni (anche perch&amp;eacute; intanto devasta l&amp;rsquo;Ucraina e avanza in quel che resta del Donbass). L&amp;rsquo;ultima &amp;egrave; stata truccare il referendum islandese sull&amp;rsquo;Ue (Riotta su&amp;nbsp;&lt;em&gt;Rep&lt;/em&gt;: &amp;ldquo;Spot e notizie false sui social: l&amp;rsquo;ombra lunga del Cremlino sul trionfo dei No&amp;rdquo;). Ma questo &amp;egrave; niente. Ha spedito droni in tutto il Nord Europa, camuffandoli cos&amp;igrave; bene che non s&amp;rsquo;&amp;egrave; trovata mezza prova, ma si sa che erano russi, specie quelli ucraini. Ha piazzato un drone esplosivo che per&amp;ograve; non &amp;egrave; esploso all&amp;rsquo;aeroporto di Lipsia e Merz dice che &amp;egrave; suo, anche se pure oggi le prove le porta domani (invece per i gasdotti fatti esplodere per davvero dagli ucraini, Kiev va premiata con pi&amp;ugrave; soldi e pi&amp;ugrave; armi). E chi ha lasciato l&amp;igrave; &amp;ldquo;un deposito d&amp;rsquo;armi in un bosco vicino Berlino&amp;rdquo;? &amp;ldquo;Sospetti sugli 007 di Mosca&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Rep&lt;/em&gt;). Ha incendiato &amp;ldquo;fabbriche d&amp;rsquo;armi tra Estonia, Bulgaria e Italia&amp;rdquo;, a Colleferro, dove Crosetto esclude i russi, ma Iacoboni li sgama: &amp;ldquo;Il Cremlino assolda gang locali per non lasciare impronte&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Stampa&lt;/em&gt;). E ha pure scatenato la &amp;ldquo;disinformazione per influenzare le elezioni in Sassonia-Anhalt con l&amp;rsquo;Operazione Matrioska&amp;rdquo; e screditare &amp;ldquo;Glucksmann, candidato in Francia&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Foglio&lt;/em&gt;), che crolla nei sondaggi non perch&amp;eacute; &amp;egrave; una pippa al sugo detestata dai francesi, ma perch&amp;eacute; non piace a Putin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha infiltrato in Slovenia una tal &amp;ldquo;Viktorija Krivolucka, nata in Russia e amica della presidente Musar&amp;rdquo;. Ha fatto una capatina a Vagli di Sotto (Garfagnana, 843 abitanti) per apporre una &amp;ldquo;targa in memoria di Daria Dugina&amp;rdquo;, simpaticamente assassinata a Mosca dagli ucraini, fra le proteste di Filippo Sensi per lo &amp;ldquo;scempio&amp;rdquo; (non l&amp;rsquo;omicidio: la targa). Ora prepara &amp;ldquo;attacchi ibridi&amp;rdquo; su &amp;ldquo;Isole Svalbard, Isole Aland, Estonia, Gotland e Corridoio di Suwalki&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Corriere&lt;/em&gt;), l&amp;rsquo;invasione dei &amp;ldquo;Paesi Baltici, la preda pi&amp;ugrave; facile per lo Zar&amp;rdquo;, della Norvegia &amp;ldquo;cruciale per Putin&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Domani&lt;/em&gt;) e della Gran Bretagna (&amp;ldquo;Londra si prepara a un attacco russo: &amp;lsquo;Lo faranno, &amp;egrave; inevitabile&amp;rsquo;. Scorte d&amp;rsquo;acqua e cibo in scatola, in arrivo nuovo &amp;lsquo;manuale&amp;rsquo;,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Corriere&lt;/em&gt;). L&amp;igrave;, per portarsi avanti, ha gi&amp;agrave; &amp;ldquo;rubato i dati di 9 milioni di passeggeri&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Rep&lt;/em&gt;). Nei ritagli di tempo, &amp;ldquo;arruola spie-escort da Hollywood alla rete di Epstein&amp;rdquo; (Iacoboni), senza dimenticare &amp;ldquo;le falle del sistema Infantino e la rete dai sauditi a Putin per impadronirsi del calcio&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Rep&lt;/em&gt;) dopo aver fallito d&amp;rsquo;un soffio l&amp;rsquo;operazione Pirlo.&amp;nbsp;&lt;em&gt;Last but not least&lt;/em&gt;, ha riempito Ceuta di marocchini coi &amp;ldquo;canali russi e la macchina delle&lt;em&gt;&amp;nbsp;fake&lt;/em&gt;&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Foglio&lt;/em&gt;), ma senza avvisare Calenda, che accusa Meloni di &amp;ldquo;perder tempo su cinque migranti invece di capire cosa fare se Putin attacca l&amp;rsquo;Europa&amp;rdquo;. A proposito: ma non era moribondo?&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/e0fefef807e93ad1e996b5f3a211dce581a8a632087b9d8acebfba96ba404d018.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>&quot;Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ci_stiamo_avvicinando_sempre_pi_alla_guerra/33397_68701/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Paolo Desogus*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ci stiamo avvicinando sempre pi&amp;ugrave; alla guerra. Non mi riferisco alla condizione di conflitto, da quel punto di vista siamo gi&amp;agrave; in guerra, anche se fingiamo di non saperlo e senza che il nostro parlamento lo abbia apertamente deciso. Mi riferisco al coinvolgimento diretto dei nostri eserciti e dunque delle popolazioni europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Non riesco a capire molto bene la questione del drone russo a Lipsia. Non mi &amp;egrave; chiaro quale sia l'interesse russo nell'inviare un drone carico di esplosivo senza farlo deflagrare. C'&amp;egrave; chi dice che Putin vuole testare il limite di sopportazione europea e chi afferma che vuole provocare la guerra. Pu&amp;ograve; darsi. Vorrei per&amp;ograve; osservare che queste letture sono fatte da chi da anni soffia sul fuoco e d&amp;agrave; per certo l'attacco alla NATO attraverso l'occupazione dei paesi baltici.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Resta poi una serie di questioni: perch&amp;eacute; la Russia dovrebbe entrare in conflitto con la NATO? Perch&amp;eacute; dovrebbe farlo ora, in una situazione di stallo in Ucraina, con un paese evidentemente stanco? E poi qual &amp;egrave; la ragione di un'occupazione dei baltici? Veramente il rischio di ritrovarsi gli eserciti polacchi, francesi, tedeschi e magari pure italiani vale l'annessione di quelle terre? Inoltre occupare oggi, nel 2026, dei territori con una popolazione largamente ostile non &amp;egrave; cosa facile. Le pretese territoriali russe in Ucraina si limitano infatti alle zone russofone, quelle che hanno subito la guerra civile. L'eventuale annessione di Estonia, Lituania e Lettonia non &amp;egrave; la stessa cosa. Comporterebbe, oltre che una guerra con l'Europa, anche la necessit&amp;agrave; di sottoporre a controllo militare questi tre stati con costi umani e politici molto grandi.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;A me non sorprenderebbe di scoprire che quel drone fosse un nuovo false flag per impaurire l'opinione pubblica, magari in vista delle elezioni, e per giustificare il riarmo. Non mi sorprenderebbe perch&amp;eacute; i numeri dell'economia tedesca sono disastrosi. Volkswagen ha tagliato 50mila posti, cio&amp;egrave; un quarto dei suoi dipendenti fra operai, quadri e dirigenti. Non era mai successo ed &amp;egrave; un'enormit&amp;agrave;. Il pericolo di un tracollo industriale della Germania, il vero stato sovranista che per anni ha usato dell'Euro per drogare la propria economia, peraltro contro di noi, e che di fatto &amp;egrave; il maggiore responsabile del fallimento dell'UE, &amp;egrave; dunque tutt'altro che peregrino.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;La guerra &amp;egrave; diventata per la Germania la frontiera del suo capitalismo malato: l'ultimo sbocco di una realt&amp;agrave; economica miope e provinciale rimasta indietro rispetto alla svolta tecnologica che arrivava dalla Cina e in parte dagli Stati Uniti. A questo si aggiunge anche l'insensata proposta di requisire i capitali russi all'estero e impiegarli per il conflitto.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Non so se si arriver&amp;agrave; a questa scelta. Se fosse veramente approvata, rappresenterebbe un precedente e nessun paese potrebbe pi&amp;ugrave; considerare i propri capitali al sicuro. Anche noi italiani, dato che tra le tante cose abbiamo le riserve auree dislocate all'estero, non potremmo dire che i nostri beni sono in buone mani e saremmo ricattabili: o meglio saremmo ancor pi&amp;ugrave; ricattabili. La conversione a un capitalismo totalmente militare ci porterebbe a una situazione di precariet&amp;agrave; estrema. Verrebbe a crearsi quella situazione di cui Lucio Caracciolo ha parlato recentemente e che ha gi&amp;agrave; contagiato USA e soprattutto Israele. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non saremmo cio&amp;egrave; pi&amp;ugrave; in grado di controllare la guerra. Sarebbe semmai la guerra, con la sua logica distruttiva, il suo disprezzo per la diplomazia e il suo carico di razzismo, che finirebbe per prendere il sopravvento su tutto e sulle nostre decisioni.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;In una certa misura &amp;egrave; gi&amp;agrave; cos&amp;igrave;. Siamo gi&amp;agrave; mossi dalla forza esterna della guerra. Siamo per&amp;ograve; ancora in tempo per tirare il freno a mano e per dire basta a una logica insensata e priva di sbocco.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Mondo grande e terribile</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/20190621PHT55025-cl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>“Schadenfreude”: così ci hanno fottuto per bene (di Andrea Zhok)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-schadenfreude_cos_ci_hanno_fottuto_per_bene_di_andrea_zhok/39602_68702/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Andrea Zhok*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Esistono molte cose che si possono chiamare &quot;problema della politica&quot;, ma ce n'&amp;egrave; uno pi&amp;ugrave; radicale e originario di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Politica &amp;egrave;, nel senso etimologico e pi&amp;ugrave; autentico, l&amp;rsquo;azione nella societ&amp;agrave; (polis) in vista di un obiettivo che concerne l&amp;rsquo;intera societ&amp;agrave;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Fare politica in qualunque senso autentico significa proporre una forma di azione collettiva, che pu&amp;ograve; andare dalle forme blandamente coordinate di una rivolta a quelle altamente coordinate di un partito o di uno stato.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;La politica ha a che fare con la persuasione.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Se non c&amp;rsquo;&amp;egrave; politica esistono solo rapporti di forza.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma il presupposto indispensabile affinch&amp;eacute; una politica possa esserci &amp;egrave; che esista una societ&amp;agrave;, o una polis, o un popolo. Ed &amp;egrave; su questo punto che la &amp;ldquo;rivoluzione neoliberale&amp;rdquo; avviata alla fine degli anni &amp;rsquo;70 del XX secolo ha fatto danni antropologici irreparabili.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Questo processo &amp;egrave; costituito da due momenti, uno distruttivo e uno affermativo.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Sul piano distruttivo si &amp;egrave; alimentata una frammentazione orizzontale della societ&amp;agrave;, coltivata scientemente e sistematicamente. Si &amp;egrave; spiegato che i giovani dovevano prendersela con gli anziani che erano stati privilegiati, e agli anziani che i giovani erano bamboccioni. Si &amp;egrave; spiegato che i lavoratori statali erano fancazzisti e i lavoratori autonomi evasori. Si &amp;egrave; alimentato un continuo discorso d&amp;rsquo;odio e poi si &amp;egrave; messo in guardia contro l&amp;rsquo;orribile diffusione dei discorsi d&amp;rsquo;odio: razzismo e autorazzismo, dagli attacchi agli &amp;ldquo;old white males&amp;rdquo; agli Incel, donne contro uomini, omosessuali contro eterosessuali, ecc. il tutto in un crescendo fomentato quotidianamente dai media per decenni.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Anche la &amp;ldquo;lotta di classe&amp;rdquo; ha subito una grave metamorfosi. Essa era intesa da chi per primo ne ha parlato, come denuncia strutturale dei meccanismi di potere economico. Ma &amp;egrave; stata trasformata in generica invidia sociale, per lo pi&amp;ugrave; orizzontale e individuale: &amp;ldquo;Nessuno sa quanto sia duro il mio lavoro, per lui/lei &amp;egrave; invece tutto comodo&amp;rdquo;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Sul piano affermativo, questo processo &amp;egrave; diventato &amp;ldquo;autoaffermazione individualista&amp;rdquo;, in cui il modo in cui ciascuno si sente, si percepisce doveva essere pensato come unico fondamento di ci&amp;ograve; che ciascuno &amp;egrave;. Questa sorta di delirio idealista in cui come mi immagino, cos&amp;igrave; sono, &amp;egrave; divenuto senso comune. Se il mondo non accetta le mie fantasie momentanee su me stesso, &amp;egrave; il mondo ad essere sbagliato. Ogni film americano ti spiega che &amp;ldquo;puoi essere qualunque cosa tu voglia essere&amp;rdquo; (il che tecnicamente &amp;egrave; una patologia psichiatrica). Rifiuto soggettivistico del &amp;ldquo;principio di realt&amp;agrave;&amp;rdquo; a favore di un &amp;ldquo;principio di piacere&amp;rdquo; da realizzarsi in atti di compravendita sul mercato.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;esito di tutto ci&amp;ograve; &amp;egrave; oggi manifesto. Lo si scorge in modo particolarmente acuto sui social dove regna incontrastata esattamente la piccineria, la frustrazione incarognita, quello che i tedeschi chiamano &amp;ldquo;Schadenfreude&amp;rdquo;: il segreto (ma neanche tanto) piacere per le disgrazie altrui, l&amp;rsquo;impulso al &amp;ldquo;ben gli sta&amp;rdquo;, al &amp;ldquo;cos&amp;igrave; impara&amp;rdquo;.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Nessuna epoca ha mai chiacchierato tanto di &amp;ldquo;empatia&amp;rdquo;, per poter accusare tutti gli altri di non averne.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ogni altra persona porta la grave colpa di non essere me. Ma io stesso dovrei essere ben altro, dovrei essere ci&amp;ograve; che fantastico di essere; mentre il mondo cinico e baro me lo impedisce.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente su un retroterra del genere ogni azione autenticamente collettiva, ogni politica in senso autentico &amp;egrave; come cercar di risalire una cascata a nuoto.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ci hanno fottuto per bene.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Commento su Facebook del 1 settembre 2026&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Finanza e ludopatia: sull'operazione Lottomatica-Cirsa (di Alessandro Volpi)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-finanza_e_ludopatia_sulloperazione_lottomaticacirsa_di_alessandro_volpi/39602_68707/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Alessandro Volpi*&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L&amp;rsquo;operazione di integrazione tra Lottomatica e Cirsa rappresenta un passaggio epocale per l&amp;rsquo;industria dell&amp;rsquo;intrattenimento globale poich&amp;eacute; sancisce la nascita del secondo operatore quotato al mondo nel settore del gaming.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Tecnicamente l'operazione si &amp;egrave; configurata come una fusione transfrontaliere per incorporazione di Cirsa in Lottomatica, un processo che ha visto la realt&amp;agrave; spagnola cessare la propria autonomia giuridica per confluire in un&amp;rsquo;unica entit&amp;agrave; che mantiene il nome di Lottomatica Group S.p.A. e la doppia quotazione sulle piazze di Milano e Madrid.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Prima di questo terremoto societario, l&amp;rsquo;azionariato di Lottomatica era dominato dal fondo americano Apollo Global Management, che deteneva circa il sessanta per cento delle quote attraverso il veicolo Gamma Intermediate, mentre il restante quaranta per cento era distribuito sul mercato borsistico tra piccoli risparmiatori e grandi investitori istituzionali.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Cirsa, dal canto suo, era interamente controllata da un altro gigante del private equity, il fondo Blackstone, che l'aveva rilevata nel 2018.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Dopo la fusione, la geografia del potere &amp;egrave; profondamente mutata: Apollo ha visto la sua quota diluirsi intorno al trentanove per cento, pur restando il socio di riferimento, mentre Blackstone &amp;egrave; entrato con forza nel capitale di Lottomatica diventando il secondo azionista con circa il trentadue per cento delle azioni, lasciando al mercato una quota di circa il ventotto per cento.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Questa nuova struttura proprietaria mette nelle mani di due dei pi&amp;ugrave; potenti fondi d'investimento del pianeta un impero che in Italia genera numeri da capogiro, con un fatturato netto stimato tra i due miliardi e mezzo e i due miliardi e seicento milioni di euro annui. Tuttavia, la cifra che impressiona maggiormente &amp;egrave; quella della raccolta complessiva, ovvero il volume totale delle giocate effettuate dai cittadini, che nel solo territorio italiano si attesta su una forchetta compresa tra i trentacinque e i quaranta miliardi di euro, rappresentando di fatto oltre un quarto dell'intero mercato nazionale del gioco legale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;In estrema sintesi, due colossi finanziari del private equity, con sede negli Stati Uniti, controllano direttamente gran parte del gioco in Italia.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;E' facile immaginare che la loro gestione sar&amp;agrave; interamente finanziaria volta a massimizzare utili e dividendi, al di l&amp;agrave; di ogni considerazione sulle ricadute sociali del gioco.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il portafoglio di Lottomatica comprende infatti proprio quelle tipologie di gioco che la letteratura scientifica indica come a pi&amp;ugrave; alto rischio di dipendenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene il gruppo gestisca scommesse sportive tramite marchi come Better e GoldBet e agisca da distributore per lotterie storiche, il nucleo critico per la salute pubblica &amp;egrave; rappresentato dalle Slot Machine (AWP), dalle Video Lottery (VLT) e soprattutto dal Casin&amp;ograve; Online.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Questi giochi sono caratterizzati da un&amp;rsquo;altissima frequenza di giocata e da un feedback quasi istantaneo tra l&amp;rsquo;azione e l'esito, elementi che possono innescare circuiti compulsivi nel cervello del giocatore, portandolo a perdere la percezione del tempo e del denaro speso.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;La fusione con Cirsa ha ulteriormente rafforzato la presenza del gruppo nelle sale fisiche e nei terminali di gioco stradali, aumentando i punti di contatto quotidiani con la popolazione e rendendo ancora pi&amp;ugrave; sottile il confine tra intrattenimento e patologia.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma la finanziarizzazione a stelle e strisce deve continuare senza alcun ostacolo.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;*Commento Facebook del 2 settembre 2026&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>Dalla sovranità al “controllo maggioritario”: cosa c’è dietro il nuovo accordo USA-Venezuela</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dalla_sovranit_al_controllo_maggioritario_cosa_c_dietro_il_nuovo_accordo_usavenezuela/82_68696/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Cinquant&amp;rsquo;anni dopo la nazionalizzazione del petrolio, il &lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/a-fondo/625170-detras-inedito-acuerdo-energetico-venezuela-eeuu&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Venezuela&lt;/a&gt; si ritrova davanti a un paradosso che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione la natura dei nuovi rapporti con Washington: il Paese che nel 1975 sottrasse le proprie risorse al controllo delle compagnie straniere concede oggi agli Stati Uniti un ruolo maggioritario nella gestione di oltre 65 miliardi di barili di riserve provate. Donald Trump lo ha presentato come un accordo &amp;ldquo;senza precedenti&amp;rdquo;, arrivando a definirlo il pi&amp;ugrave; importante della storia mondiale. Ma dietro la retorica trionfalistica c&amp;rsquo;&amp;egrave; una realt&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; concreta: il ritorno degli interessi statunitensi nel cuore dell&amp;rsquo;industria petrolifera venezuelana. Il tempismo, poi, &amp;egrave; perfetto per la politica interna nordamericana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A poche settimane dalle elezioni di midterm, Trump promette pi&amp;ugrave; petrolio venezuelano sul mercato e, di conseguenza, benzina pi&amp;ugrave; economica per gli statunitensi. Una promessa che arriva mentre il prezzo medio del carburante ha superato i 4 dollari al gallone e in alcuni Stati ha raggiunto livelli ancora pi&amp;ugrave; elevati. Ma per capire cosa sta realmente accadendo bisogna tornare al 1975. La nazionalizzazione sanc&amp;igrave; il principio secondo cui la ricchezza petrolifera venezuelana doveva essere innanzitutto nelle mani dello Stato. Un processo maturato dopo decenni nei quali le compagnie straniere avevano sfruttato il greggio lasciando al Paese una quota molto pi&amp;ugrave; limitata dei profitti. Quella battaglia sulla sovranit&amp;agrave; energetica arriv&amp;ograve; fino all&amp;rsquo;epoca di Hugo Ch&amp;aacute;vez.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Costituzione del 1999 rafforz&amp;ograve; il controllo statale sugli idrocarburi e nel 2007 Caracas impose alle compagnie straniere di cedere la maggioranza dei progetti della Faja Petrol&amp;iacute;fera dell&amp;rsquo;Orinoco a PDVSA. &amp;Egrave; proprio qui che il paradosso diventa clamoroso. Il petrolio extrapesante dell&amp;rsquo;Orinoco, oggi considerato una delle principali ricchezze energetiche del Venezuela, era stato definito dallo stesso Trump &amp;ldquo;orribile&amp;rdquo;, &amp;ldquo;spazzatura&amp;rdquo; e &amp;ldquo;il pi&amp;ugrave; sporco del mondo&amp;rdquo;. Oggi, quello stesso petrolio viene celebrato dalla Casa Bianca come un gigantesco trofeo economico. Nel frattempo, Washington ha utilizzato per anni lo strumento delle sanzioni. Dal provvedimento di Barack Obama del 2015 fino alle misure contro PDVSA introdotte durante la prima presidenza Trump, la pressione economica ha contribuito a strangolare il settore petrolifero venezuelano e a spingere Caracas verso i mercati asiatici. E adesso, improvvisamente, il linguaggio &amp;egrave; cambiato. Non pi&amp;ugrave; sanzioni e isolamento, ma &amp;ldquo;investimenti&amp;rdquo;, &amp;ldquo;tecnologia&amp;rdquo;, &amp;ldquo;cooperazione&amp;rdquo; e &amp;ldquo;prosperit&amp;agrave;&amp;rdquo;. Secondo Delcy Rodr&amp;iacute;guez, l&amp;rsquo;accordo prevede concessioni per 25 anni su 17 campi strategici, con una produzione superiore a 1,5 milioni di barili al giorno e oltre 100 miliardi di dollari di investimenti. Caracas sostiene di conservare propriet&amp;agrave; e sovranit&amp;agrave; sulle proprie risorse. Il problema &amp;egrave; capire cosa significhi concretamente questa sovranit&amp;agrave; quando, dall&amp;rsquo;altra parte, una societ&amp;agrave; come North American Blue Energy Partners dichiara di avere il controllo operativo del business relativo a oltre 65 miliardi di barili di riserve, mentre il governo statunitense mantiene diritti su una quota del 35% e accesso preferenziale alla produzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; difficile non vedere la portata storica della vicenda. Il Venezuela che mezzo secolo fa nazionalizzava il petrolio per liberarsi dalla dipendenza dalle multinazionali si trova oggi a negoziare nuovamente l&amp;rsquo;accesso privilegiato di Washington alle proprie risorse. E non &amp;egrave; un caso che l&amp;rsquo;accordo arrivi mentre gli Stati Uniti devono fare i conti con una Riserva Strategica di Petrolio scesa sotto i 300 milioni di barili, il livello pi&amp;ugrave; basso dagli anni Ottanta, mentre la guerra con l&amp;rsquo;Iran impone ulteriori prelievi. La domanda, allora, non &amp;egrave; soltanto quanto petrolio produrr&amp;agrave; il Venezuela. &amp;Egrave; chi avr&amp;agrave; realmente il potere di decidere come, da chi e per quale mercato verr&amp;agrave; estratto. Perch&amp;eacute; chiamarla &amp;ldquo;cooperazione&amp;rdquo; non cancella la storia. E soprattutto non cambia la natura della posta in gioco: il controllo della pi&amp;ugrave; grande riserva petrolifera del pianeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/poster1.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Iran, Rezaei avverte Washington: «La nuova strategia farà crollare le vostre fondamenta»</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-iran_rezaei_avverte_washington_la_nuova_strategia_far_crollare_le_vostre_fondamenta/82_68697/</link>
                    <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La guerra contro l&amp;rsquo;Iran entra nel suo settimo mese e da Teheran arriva un &lt;a href=&quot;https://www.presstv.co.uk/Detail/2026/09/02/775540/New-strategy-in-war-diplomacy-will-shatter-your-foundations-Iran-security-chief-to-US&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;messaggio&lt;/a&gt; diretto a Washington: i tentativi statunitensi di uscire dallo stallo sono destinati a fallire. Il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, il maggiore generale Mohsen Rezaei, ha dichiarato che la nuova strategia di Teheran sul campo di battaglia, sul fronte diplomatico e nella risposta al blocco economico &amp;egrave; destinata a colpire le basi della presenza statunitense nella regione. Secondo Rezaei, l&amp;rsquo;escalation starebbe alimentando il &amp;ldquo;panico&amp;rdquo; a Washington e Tel Aviv, mentre gli obiettivi strategici dell&amp;rsquo;offensiva contro l&amp;rsquo;Iran non sarebbero stati raggiunti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;avvertimento arriva dopo i nuovi attacchi statunitensi contro il sud dell&amp;rsquo;Iran e la successiva risposta iraniana con operazioni missilistiche e con droni contro obiettivi statunitensi nella regione. Per il generale, il confronto militare avrebbe inoltre prodotto pesanti conseguenze per le capacit&amp;agrave; USA, con una significativa riduzione delle scorte di intercettori THAAD e Patriot e la perdita di una parte consistente della flotta di droni Reaper.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la nuova strategia annunciata da Teheran non si limita al piano militare. Rezaei ha collegato direttamente le sue dichiarazioni alla guerra economica condotta da Washington attraverso sanzioni e blocco navale, nel quadro della cosiddetta &amp;ldquo;Operation Economic Outcast&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;obiettivo USA, secondo la denuncia iraniana, sarebbe quello di mettere in ginocchio l&amp;rsquo;economia dell&amp;rsquo;Iran attraverso l&amp;rsquo;inasprimento della pressione finanziaria e commerciale. La risposta di Teheran punta invece a muoversi contemporaneamente su pi&amp;ugrave; fronti: battaglia, diplomazia e resistenza alle pressioni economiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il messaggio di Rezaei &amp;egrave; quindi quello di una nuova fase del conflitto, nella quale l&amp;rsquo;Iran intende trasformare lo stallo in un confronto pi&amp;ugrave; ampio sulla stessa presenza statunitense in Medio Oriente. &amp;laquo;Presto vedrete come la nuova strategia dell&amp;rsquo;Iran far&amp;agrave; crollare le vostre fondamenta&amp;raquo;, ha avvertito il generale. Una dichiarazione che segnala, da parte iraniana, l&amp;rsquo;intenzione di non limitarsi pi&amp;ugrave; a respingere l&amp;rsquo;offensiva, ma di mettere direttamente in discussione l&amp;rsquo;architettura regionale costruita da Washington.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
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                    <title>Il commercio tra la Cina e l'ASEAN raggiunge un record storico con una forte crescita nel 2026</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_commercio_tra_la_cina_e_lasean_raggiunge_un_record_storico_con_una_forte_crescita_nel_2026/45289_68694/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 16:06:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il commercio tra la Cina e l&amp;rsquo;Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) ha raggiunto per la prima volta il trilione di dollari nel 2025, consolidando un rapporto strategico che ha registrato una crescita costante. Secondo il viceministro del Commercio cinese, Yan Dong, il valore degli scambi ha raggiunto 1,05 trilioni di dollari, con un aumento del 7,4% rispetto all&amp;rsquo;anno precedente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Cina &amp;egrave; rimasta il principale partner commerciale dell&amp;rsquo;ASEAN per 17 anni consecutivi, mentre il blocco &amp;egrave; stato il principale partner della Cina per sei anni di fila. Nei primi sette mesi del 2026, il commercio totale tra le due parti ha raggiunto i 744.410 milioni di dollari, con un incremento su base annua del 24,7%, pari al 21,8% del commercio estero totale della Cina in quel periodo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Yan Dong ha &lt;a href=&quot;https://www.chinadailyhk.com/hk/article/638885&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;sottolineato&lt;/a&gt; che anche la cooperazione bilaterale in materia di investimenti ha registrato una crescita sostenuta. Fino a luglio di quest&amp;rsquo;anno, gli investimenti bilaterali cumulativi e il volume d&amp;rsquo;affari dei progetti appaltati da imprese cinesi nei paesi dell&amp;rsquo;ASEAN hanno superato i 515 miliardi di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il funzionario ha rilasciato queste dichiarazioni nel corso di una conferenza stampa sulla XXIII Esposizione Cina-ASEAN, in programma dal 17 al 21 settembre a Nanning, capitale della regione autonoma del Guangxi. L&amp;rsquo;evento riunir&amp;agrave; oltre 2.200 imprese cinesi e circa mille aziende dell&amp;rsquo;ASEAN. Per la prima volta sar&amp;agrave; allestita un&amp;rsquo;area dedicata alla presentazione delle esigenze tecnologiche e applicative dei paesi del blocco, con l&amp;rsquo;obiettivo di facilitare specifici abbinamenti commerciali.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;China's trade with the Association of Southeast Asian Nations (ASEAN) exceeded $1 trillion for the first time last year, with bilateral trade value reaching $1.05 trillion, up 7.4% YoY, an official said on Tuesday.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;China has remained ASEAN's largest trading partner for 17&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/sqY8zSJb6R&quot;&gt;pic.twitter.com/sqY8zSJb6R&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; China Business (@PDChinaBusiness) &lt;a href=&quot;https://x.com/PDChinaBusiness/status/2094772264872944025?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;La fiera aggiorner&amp;agrave; l&amp;rsquo;area dedicata all&amp;rsquo;intelligenza artificiale (IA), inaugurata nel 2025, presentando tecnologie all&amp;rsquo;avanguardia nei settori dei consumatori, delle imprese e della pubblica amministrazione. Inoltre, verr&amp;agrave; lanciato un &amp;ldquo;mercato dell&amp;rsquo;IA&amp;rdquo; con oltre 400 modelli di prodotti disponibili per la prova e l&amp;rsquo;acquisto diretto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In prospettiva, la &lt;a href=&quot;/dettnews-cina_i_dati_di_aprile_confermano_un_percorso_di_crescita_strutturale_e_di_qualit/45289_66954/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Cina&lt;/a&gt; promuover&amp;agrave; la rapida entrata in vigore del Protocollo di aggiornamento dell&amp;rsquo;Area di libero scambio Cina-ASEAN 3.0, firmato nell&amp;rsquo;ottobre 2025. Secondo Wang Liping, funzionario del Ministero del Commercio, verr&amp;agrave; facilitata la cooperazione nell&amp;rsquo;ambito dell&amp;rsquo;economia digitale e dello sviluppo sostenibile, oltre ad ampliare le importazioni di beni di qualit&amp;agrave; dall&amp;rsquo;ASEAN. Wang ha sottolineato che verranno esplorati nuovi ambiti di collaborazione nel commercio dei servizi, nel commercio digitale e nel commercio rispettoso dell&amp;rsquo;ambiente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Catastrofe Neoliberista&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Angelo D'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/03/catastrofe-neoliberista-cover-fronte-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;328&quot; height=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Catastrofe neoliberista&amp;rdquo; di Angelo D&amp;rsquo;Orsi &amp;egrave; un viaggio nella storia e una necessit&amp;agrave;. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libert&amp;agrave; e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; solo attraverso la comprensione profonda dell&amp;rsquo;avversario &amp;egrave; possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l&amp;rsquo;ottimismo della volont&amp;agrave; di ispirazione gramsciana, D&amp;rsquo;Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un&amp;nbsp;futuro&amp;nbsp;diverso.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>Perché la Germania inasprisce lo scontro con la Russia?</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-perch_la_germania_inasprisce_lo_scontro_con_la_russia/45289_68693/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 15:53:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Le relazioni tra Germania e Russia, che per anni hanno rappresentato uno dei principali ponti tra Mosca e l'Europa, si trovano oggi sul punto di una nuova e definitiva rottura. Berlino ha puntato in maniera evidentemente strumentale il dito contro Mosca per un incidente avvenuto all'aeroporto di Lipsia, senza per&amp;ograve; presentare prove concrete a ssotegno della grave accusa. Il governo tedesco ha deciso di chiudere il Consolato Generale russo a Bonn e di rescindere l'accordo che permetteva il funzionamento della Casa Russa della Scienza e della Cultura nella capitale, colpendo alcuni degli ultimi canali ufficiali di contatto tra i due Paesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vicenda &amp;egrave; emersa il giorno 5 dello scorso agosto, quando la polizia di Lipsia ha &lt;a href=&quot;https://www.tagesschau.de/video/video-1626480.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;segnalato&lt;/a&gt; il ritrovamento di un drone non identificato con un esplosivo nella zona di carico dell'aeroporto. La stampa locale ha poi &lt;a href=&quot;https://www.aircargonews.net/cargo-airport/2026/08/drone-carrying-explosives-found-at-leipzig-while-dhl-aircraft-collides-with-unknown-object/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riferito&lt;/a&gt; che un aereo cargo della DHL si era scontrato con quello che si presumeva essere un altro drone senza pilota nello spazio aereo della zona. Mentre le autorit&amp;agrave; locali conducevano le indagini, il Servizio di Intelligence Estero russo (SVR) ha fatto sapere che la Germania non escludeva una pista ucraina e che stava esaminando la versione del sabotaggio in via non ufficiale. La domanda, secondo il SVR, era se le autorit&amp;agrave; tedesche avrebbero avuto la volont&amp;agrave; politica necessaria per trarre conclusioni imparziali e renderle pubbliche. Circostanza su cui ci sono forti dubbi vista la volont&amp;agrave; di coprire le malefatte del regime ucraino agli occhi dell&amp;rsquo;opinione pubblica europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante le indagini fossero ancora aperte, il governo tedesco ha frettolosamente puntato il dito contro la Russia, senza presentare prove che dimostrassero il suo coinvolgimento. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato che Berlino chiuder&amp;agrave; il Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre e rescinder&amp;agrave; l'accordo che consente il funzionamento della Casa Russa nella capitale. Il ministro ha spiegato che la decisione &amp;egrave; stata coordinata con il cancelliere federale e che ha come obiettivo il rafforzamento della sicurezza del Paese. Allo stesso tempo, la Germania prepara un inasprimento dei controlli all'ingresso per i cittadini russi e una maggiore pressione sulla cosiddetta flotta ombra russa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La reazione di Mosca non si &amp;egrave; fatta attendere. La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha respinto le accuse legate all'incidente di Lipsia, definendole un pretesto inventato da Berlino. Ha sottolineato che la Germania non ha presentato prove convincenti a sostegno delle sue accuse, insistendo sul fatto che semplicemente non esistono e non possono esistere. Zakharova ha inoltre ricordato che Berlino &amp;egrave; completamente macchiata sia per aver alimentato il conflitto ucraino che per la sua partecipazione ad attacchi terroristici contro civili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente russo Vladimir Putin ha offerto una lettura politica della vicenda, sostenendo che la reazione di Berlino sia legata soprattutto alle difficolt&amp;agrave; politiche interne che attraversa il governo tedesco. Putin ha dichiarato che la posizione del cancelliere &amp;egrave; complicata e che egli non gode della fiducia dei cittadini perch&amp;eacute; non difende gli interessi nazionali ma li commercia. Il leader russo ha sottolineato che le accuse contro Mosca coincidono con l'avvicinarsi delle elezioni nel Land della Sassonia-Anhalt.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo gli ultimi sondaggi, il partito di opposizione &lt;a href=&quot;/dettnews-germania_il_piano_dei_partiti_democratici_per_mantenere_il_potere__politico/45289_68561/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Alternativa per la Germania&lt;/a&gt; (AfD) &amp;egrave; in testa nelle preferenze nell'est del Paese e raggiunge circa il 43% dei consensi. La stampa internazionale ha indicato che una delle ragioni della dura reazione tedesca potrebbe essere proprio il tentativo di contenere la crescita dell'AfD, una forza politica che sostiene una politica pi&amp;ugrave; pragmatica nei confronti di Mosca. Non &amp;egrave; la prima volta che il cancelliere Friedrich Merz ricorre a una confrontazione esterna in momenti di crescente malcontento interno. A maggio, Merz aveva sorpreso tutti inasprendo le sue critiche contro il presidente USA per la guerra contro l'Iran, nonostante inizialmente avesse sostenuto quell'operazione bellica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il logoramento politico del capo del governo tedesco &amp;egrave; ben visibile nei sondaggi. Secondo un recente Trendbarometer, il 78% degli intervistati ha dichiarato che il cancelliere sta svolgendo il suo incarico peggio di quanto si aspettassero. In questo contesto, diversi media tedeschi, citando fonti degli ambienti politici della Germania, hanno riferito che si starebbe gi&amp;agrave; discutendo la possibilit&amp;agrave; di sostituire Merz. Le prossime elezioni potrebbero trasformarsi in un fattore decisivo per accelerare questo processo. Il Ministero degli Esteri russo ha promesso che Mosca &lt;a href=&quot;https://tass.com/politics/2181341&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;risponder&amp;agrave;&lt;/a&gt; a tutte le decisioni anti-russe di Berlino, sottolineando che le azioni delle autorit&amp;agrave; tedesche non rimarranno senza una dura, equivalente e proporzionata risposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Catastrofe Neoliberista&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Angelo D'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/03/catastrofe-neoliberista-cover-fronte-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;328&quot; height=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Catastrofe neoliberista&amp;rdquo; di Angelo D&amp;rsquo;Orsi &amp;egrave; un viaggio nella storia e una necessit&amp;agrave;. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libert&amp;agrave; e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; solo attraverso la comprensione profonda dell&amp;rsquo;avversario &amp;egrave; possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l&amp;rsquo;ottimismo della volont&amp;agrave; di ispirazione gramsciana, D&amp;rsquo;Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un&amp;nbsp;futuro&amp;nbsp;diverso.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                            <item>
                    <title>L'incidente di Lipsia presenta tutte le caratteristiche tipiche di un'operazione &quot;false flag&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lincidente_di_lipsia_presenta_tutte_le_caratteristiche_tipiche_di_unoperazione_false_flag/37948_68692/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 15:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La Germania ha accusato la Russia dell&amp;rsquo;incidente avvenuto il mese scorso a Lipsia, quando un drone carico di esplosivo &amp;egrave; stato rinvenuto sulla pista in prossimit&amp;agrave; di aerei cargo ucraini, un altro - secondo quanto riferito - si &amp;egrave; scontrato con un altro aereo cargo mentre tentava di atterrare ma non &amp;egrave; esploso, e un terzo &amp;egrave; stato successivamente rinvenuto nei pressi dell&amp;rsquo;area. Putin ha condannato tale accusa, ha espresso la sua opinione secondo cui si trattava di un&amp;rsquo;operazione sotto falsa bandiera dovuta alla collocazione di prove da parte loro, e ha ipotizzato che il movente fosse quello di distogliere l&amp;rsquo;attenzione dai problemi interni alimentando la paura nei confronti della Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sebbene gli scettici possano alzare gli occhi al cielo, l&amp;rsquo;incidente di Lipsia presenta tutte le caratteristiche di un&amp;rsquo;operazione sotto falsa bandiera. Per cominciare, la Germania sta insinuando un&amp;rsquo;incompetenza da cartone animato da parte della Russia. L&amp;rsquo;opinione pubblica dovrebbe credere che gli operatori di droni pi&amp;ugrave; esperti al mondo, incaricati di quello che sarebbe stato l&amp;rsquo;attacco di guerra ibrida pi&amp;ugrave; sensazionale mai sferrato contro la NATO, abbiano lasciato un drone sulla pista, abbiano avuto la sfortuna che un altro non esplodesse dopo aver colpito un aereo cargo in fase di atterraggio e ne abbiano lasciato un altro nelle vicinanze. &amp;Egrave; difficile da credere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il secondo punto a sostegno dell&amp;rsquo;ipotesi di Putin &amp;egrave; che qualcosa di simile &amp;egrave; accaduto lo scorso autunno, quando droni sconosciuti hanno costretto i principali aeroporti della Scandinavia a sospendere temporaneamente tutti i voli. Zelensky, com&amp;rsquo;era prevedibile, ha accusato la Russia e ha chiesto la chiusura degli stretti danesi al suo traffico marittimo. Come nel caso dell&amp;rsquo;incidente di Lipsia, non &amp;egrave; mai stata fornita alcuna prova a sostegno di tale affermazione, ma essa &amp;egrave; servita da precedente per attribuire alla Russia la responsabilit&amp;agrave; di misteriosi incidenti legati ai droni in Europa, al fine di giustificare ulteriori escalation contro di essa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E infine, sebbene l&amp;rsquo;escalation proposta da Zelensky alla fine non si sia mai concretizzata (molto probabilmente per evitare una guerra aperta tra la NATO e la Russia), dall&amp;rsquo;incidente di Lipsia potrebbe derivare una qualche forma di escalation. Alla fine di agosto si &amp;egrave; sostenuto in questa sede che la NATO si aspetterebbe di trarre maggiori vantaggi da una grave escalation con la Russia piuttosto che dal contrario, il che potrebbe tradursi nella ripresa a tempo indeterminato e su larga scala della campagna con i droni fallita quest&amp;rsquo;estate contro la Russia, volta a perseguire la sua deindustrializzazione e smilitarizzazione. Ci&amp;ograve; potrebbe essere tentato l&amp;rsquo;anno prossimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli osservatori dovrebbero ricordare che la Germania, che ora &amp;egrave; il secondo pi&amp;ugrave; importante sostenitore militare dell&amp;rsquo;Ucraina dopo gli Stati Uniti, ha raggiunto in primavera un accordo per sviluppare le capacit&amp;agrave; di attacco in profondit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Ucraina. Anche la sua economia si sta preparando alla guerra, mentre la Germania si rimilitarizza rapidamente per perseguire il proprio obiettivo di comandare il pi&amp;ugrave; grande esercito d&amp;rsquo;Europa in vista della previsione dell&amp;rsquo;UE di una possibile guerra con la Russia intorno al 2030. Ci&amp;ograve; si &amp;egrave; tuttavia rivelato impopolare tra gli elettori, da qui la necessit&amp;agrave; di giustificarlo attraverso l&amp;rsquo;incidente di Lipsia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ricapitolare la spiegazione dell&amp;rsquo;ipotesi &amp;ldquo;false flag&amp;rdquo; di Putin, l&amp;rsquo;allarme causato dai droni russi in Scandinavia lo scorso autunno &amp;egrave; servito da pretesto per attribuire al Cremlino la responsabilit&amp;agrave; di futuri incidenti simili senza alcuna prova, cosa che la Germania ha ora fatto nel caso di Lipsia. La narrativa dell&amp;rsquo;incompetenza degli operatori di droni russi &amp;egrave; tuttavia difficile da credere, ma viene comunque portata avanti per giustificare l&amp;rsquo;evoluzione dell&amp;rsquo;economia tedesca verso uno stato di guerra, distogliere l&amp;rsquo;attenzione dai problemi che ne derivano e legittimare una futura grave escalation contro la Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come gi&amp;agrave; scritto, ci&amp;ograve; potrebbe assumere la forma di una ripresa a tempo indeterminato e su larga scala della fallita campagna estiva con i droni contro la Russia, volta alla sua deindustrializzazione e smilitarizzazione, ma ci&amp;ograve; rischia di far superare alla Russia la soglia nucleare secondo la sua dottrina aggiornata. Come minimo, Putin ricorrerebbe ancora una volta a una lieve &amp;laquo;escalation per allentare la tensione&amp;raquo; nei confronti dell&amp;rsquo;Ucraina, ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; sempre la possibilit&amp;agrave; che tutto sfugga al controllo. Sarebbe quindi meglio per la Germania evitare l&amp;rsquo;escalation, proprio come hanno fatto alla fine gli Stati scandinavi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Articolo pubblicato in inglese sulla &lt;a href=&quot;https://korybko.substack.com/p/the-leipzig-incident-has-all-the&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;newsletter&lt;/a&gt; di Andrew Korybko)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OneWorld</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/357457-md.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La &quot;Dottrina Monroe 2.0&quot; di Trump e Rubio: così la fabbrica dei bot USA destabilizza e manipola l'America Latina </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_dottrina_monroe_20_di_trump_e_rubio_cos_la_fabbrica_dei_bot_usa_destabilizza_e_manipola_lamerica_latina/52961_68691/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 14:35:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Verde&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre il mainstream continua a sprecare inchiostro su presunte e inesistenti ingerenze russe nel referendum islandese (vedi Repubblica), e figure istituzionali come Antonio Tajani si lanciano nell&amp;rsquo;ennesima campagna russofoba basata su accuse infondate e campate in aria riguardo ipotetiche interferenze di Mosca nel voto italiano, lo sguardo dell'opinione pubblica viene deliberatamente distolto da una realt&amp;agrave; ben pi&amp;ugrave; tangibile e pericolosa. In America Latina &amp;egrave; infatti operativa una solida rete di disinformazione, progettata per manipolare pesantemente il dibattito pubblico, alterare le elezioni e spianare la strada a governi di destra fascista e neoliberista. Il tutto affiancato da veri e propri brogli elettorali per fermare l&amp;rsquo;ascesa di politici socialisti o progressisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un apparato collaudato, sostenuto e finanziato direttamente dagli Stati Uniti di Donald Trump e &lt;a href=&quot;https://www.pagina12.com.ar/2026/08/29/narco-rubio-terminal-de-cerimedo/?utm_source=facebook&amp;amp;utm_medium=dlvr.it&amp;amp;utm_campaign=social&amp;amp;fbclid=IwY2xjawUAONVwZG9mBWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5O3gm28Wym3PZQqeJP6OpBDe7k7ayAFLa5GR0-7KJt6uR9iOygtWDkUfAK8Q_aem_Z-cpH6dAYluZLvYsqtRb2A&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Marco Rubio&lt;/a&gt;, nel quadro di una rinnovata e aggressiva Dottrina Monroe 2.0. Una strategia che adesso punta dritto verso Nicaragua, Messico e Brasile. Paesi che consci del pericolo e di essere nel mirino dell&amp;rsquo;impero approntano misure di contrasto.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;La investigaci&amp;oacute;n publicada por el Observatorio de Medios de Cubadebate el 24 de agosto de 2026 reconstruy&amp;oacute; una trama de relaciones empresariales, comunicacionales y pol&amp;iacute;ticas que conecta al empresario argentino Fernando Cerimedo con Miami y Washington. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El caso Cerimedo traslada&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/N4W3BWbpVe&quot;&gt;pic.twitter.com/N4W3BWbpVe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; La Jornada (@lajornadaonline) &lt;a href=&quot;https://x.com/lajornadaonline/status/2095018916363837576?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 2, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Al centro di questo ingranaggio transnazionale troviamo una triade di operatori che ha trasformato la guerra cognitiva in un'industria miliardaria. Fernando Cerimedo, stratega argentino, &amp;egrave; emerso come il volto visibile di un sistema i cui veri architetti agiscono nell'ombra. Le indagini hanno svelato movimenti per duecento milioni di dollari nei suoi wallet virtuali, con saldi in criptovalute che sfiorano i nove milioni. Ma i capitali sono solo la punta dell'iceberg. La direzione tecnica &amp;egrave; affidata a Brad Parscale, il veterano repubblicano che nel 2016 gest&amp;igrave; le operazioni di Cambridge Analytica per la prima presidenza Trump, e che oggi comanda la microsegmentazione elettorale in America Latina dopo aver acquisito le infrastrutture tecnologiche della societ&amp;agrave; disciolta.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A fare da ponte con i corridoi del potere a Washington &amp;egrave; Dami&amp;aacute;n Merlo, operatore argentino-statunitense con stretti legami con l'entourage di Rubio, da Otto Reich a Mauricio Claver-Carone, fino ai finanziatori della National Rifle Association. Completa il quadro lo spagnolo Javier Negre, propagandista condannato per aver inventato interviste, ora a capo di piattaforme come UHN Plus, dedicate a diffondere odio contro immigrati, lavoratori precari e movimenti socialisti o progressisti. Il suo linguaggio ricorda sinistramente i manuali del tardo weimariano: seminare indignazione contro colpevoli visibili, individuati tra le vittime della miseria, per fare da copertura ai veri responsabili situati al vertice della piramide del capitale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il metodo non cerca pi&amp;ugrave; le piazze gremite, ma punta a migliaia di schermi isolati. L'algoritmo accompagna l'utente verso il precipizio, servendo a ciascuno la propria piccola catastrofe privata con la temperatura esatta per confermare i suoi pregiudizi. A chi parla di insicurezza, a un altro di tasse, a un terzo di corruzione. Questa fabbrica del consenso ha per&amp;ograve; mostrato le sue crepe. In Argentina, un banale errore informatico ha fatto crollare il sipario sulla macchina propagandistica di La Libertad Avanza. Account programmati hanno iniziato a inondare i social di elogi per il fanatico neoliberista Javier Milei, dimenticando di rimuovere etichette di codice come &quot;Reply1&quot; o &quot;Reply7&quot; dai messaggi prefabbricati. Un &amp;lsquo;astroturfing&amp;rsquo; maldestro che ha ricordato il vecchio errore improvviso del 2019 con Mauricio Macri e la sua surreale &quot;Caricia significativa desde Hurlingham&quot;, dimostrando quanto sia fragile l'impalcatura digitale su cui si costruisce la popolarit&amp;agrave; di certi leader neoliberisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le ripercussioni di questo sistema travalicano i confini nazionali, come denunciato con forza dall'ex presidente colombiano Gustavo Petro. Secondo le analisi forensi sui dispositivi di Cerimedo, esisterebbe un nesso diretto tra queste reti e manipolazioni elettorali di massa in Colombia, con milioni di bot e profili falsi gestiti da Miami e Medell&amp;iacute;n per alterare la volont&amp;agrave; popolare. Petro ha parlato chiaro, chiedendo l'annullamento di consultazioni viziate e denunciando l'uso di strumenti come il progetto Palantir, finanziati da un mix di risorse pubbliche e capitali opachi. Non si tratta di un fenomeno isolato. La stessa impronta digitale &amp;egrave; stata rintracciata nelle campagne di Bolsonaro in Brasile, nelle destabilizzazioni in Honduras e nelle recenti dinamiche di potere in Bolivia, dove Cerimedo arrivava a sedere accanto al presidente conservatore e neoliberista Rodrigo Paz, o in Cile con Jos&amp;eacute; Antonio Kast.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;Se descubre a trav&amp;eacute;s de la informaci&amp;oacute;n forense del tel&amp;eacute;fono de Cerimedo el coconstructor de la matrix de la mentira en Am&amp;eacute;rica Latina, relaci&amp;oacute;n con funcionarios colombianos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se comprueba mi primera tesis: hubo una manipulaci&amp;oacute;n masiva de electores colombianos, ya sabemos que a&amp;hellip;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) &lt;a href=&quot;https://x.com/petrogustavo/status/2093011538831458740?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;August 27, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;L'arresto di Cerimedo a Santa Cruz de la Sierra, tra indagini su un attentato alla sua ex compagna e la frenetica corsa di Javier Negre a disfarsi delle quote societarie, non rappresenta la fine della storia, ma solo la caduta di alcune figure adesso inservibili destinate a essere rapidamente sostituite. Questa vicenda mette a nudo la natura degli attuali rappresentanti della nuova destra latinoamericana: una classe di intermediari, strateghi digitali e proprietari di media in grado di fabbricare guerre culturali su misura, esportandole simultaneamente da Buenos Aires a Santiago, da Brasilia a Madrid. Una rete telediretta dal Nord che, mentre demonizza i vulnerabili, si assicura che l'uno per cento pi&amp;ugrave; opulento rimanga ben nascosto, al riparo da qualsiasi sguardo critico. Al contempo continua la demonizzazione di esperienza socialiste, come quella del Venezuela bolivariano, che avevano l&amp;rsquo;obiettivo di coniugare sovranit&amp;agrave; e giustizia sociale.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>MondiSud</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a8db342ec821__993x610.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>La lezione della Cina che Bruxelles non vuole proprio imparare | Francesco Sylos Labini</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_lezione_della_cina_che_bruxelles_non_vuole_proprio_imparare__francesco_sylos_labini/56082_68689/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 12:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Mentre la crisi climatica impone una drastica riconversione energetica, l'Europa si ritrova priva di una vera strategia industriale, schiacciata tra il ritardo tecnologico occidentale e l'inarrestabile avanzata della Cina. In un'analisi lucida, il fisico teorico &lt;strong data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;263&quot;&gt;Francesco Sylos Labini&lt;/strong&gt; svela i nodi strutturali che bloccano la transizione ecologica in Occidente. Se Washington rimane incatenata all'impero del petrodollaro, l'Unione Europea paga invece l'illusione di aver affidato la de-carbonizzazione al libero mercato anzich&amp;eacute; alla pianificazione pubblica: &lt;em data-path-to-node=&quot;13,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;&amp;laquo;In Europa la transizione verde &amp;egrave; fallita perch&amp;eacute; &amp;egrave; stata fatta attraverso la regolazione del mercato: il mercato non la far&amp;agrave; mai l'auto elettrica. Se non hai una pianificazione statale che pu&amp;ograve; guardare a 10 o 20 anni non lo fai, e questo hanno fatto i cinesi.&amp;raquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Senza investimenti diretti e una visione statale di lungo periodo, l'Europa rischia l'irrilevanza. Ma a differenza della retorica politica e dei compromessi diplomatici, la realt&amp;agrave; climatica non concede proroghe n&amp;eacute; mediazioni. &lt;em data-path-to-node=&quot;15,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;&amp;laquo;Questo &amp;egrave; il problema con la &quot;P&quot; maiuscola. [...] L'interlocutore sono le leggi della fisica: uno pu&amp;ograve; fare tutto quello che vuole, ma non se ne esce.&amp;raquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Un monito chiaro: senza un cambio di rotta industriale radicale, l'Occidente continuer&amp;agrave; a scontrarsi contro un muro invalicabile, dettato dalle inesorabili leggi della natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VEDI L'INTERVISTA COMPLETA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/qMOY6dcx1_I?si=HF8LqkEblWFzM8fr&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Storia in diretta</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/vertice-ue-Cina-1-1280x720.jpg.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>La proposta della Sant'Anna e Bicocca per tassare gli oligarchi italiani</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_proposta_della_santanna_e_bicocca_per_tassare_gli_oligarchi_italiani/51621_68686/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sistema fiscale italiano non &amp;egrave; solo iniquo: &amp;egrave; strutturalmente progettato per tutelare le grandi fortune a spese di chi lavora e per condannare chi si trova in fondo alla piramide sociale. Mentre l'articolo 53 della Costituzione sancisce il dovere di una tassazione progressiva, la realt&amp;agrave; sul campo fotografa un meccanismo capovolto e profondamente regressivo, come evidenziato dallo studio &lt;em&gt;&amp;ldquo;Tasse, disuguaglianze e il fisco italiano&amp;rdquo;&lt;/em&gt; condotto dalle universit&amp;agrave; Sant'Anna di Pisa e Bicocca di Milano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pi&amp;ugrave; un patrimonio &amp;egrave; colossale, pi&amp;ugrave; le scappatoie legali e i privilegi normativi si moltiplicano, permettendo ai super-ricchi di subire una pressione fiscale reale nettamente inferiore rispetto a un qualunque impiegato, operaio o pensionato della classe media.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I dati macroeconomici sulla concentrazione della ricchezza certificano l'ampiezza di questa frattura sociale. Secondo i rapporti storici di Oxfam sulla disuguaglianza, il 5% pi&amp;ugrave; facoltoso delle famiglie italiane stringe tra le mani quasi la met&amp;agrave; dell'intero patrimonio nazionale (49,4%). Questo ristretto club detiene circa il 17% di ricchezza in pi&amp;ugrave; rispetto al 90% della popolazione italiana complessiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi quattordici anni, le dinamiche di accumulazione hanno seguito una parabola spietata: ben il 91% della nuova ricchezza netta generata nel Paese &amp;egrave; confluita nelle tasche di questo 5% dorato, lasciando un misero 2,7% da spartire tra la met&amp;agrave; pi&amp;ugrave; povera della popolazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre l'apice della piramide accumula risorse immense, la base sprofonda in una crisi silenziosa. I dati ufficiali sulla povert&amp;agrave; descrivono una realt&amp;agrave; drammatica: la povert&amp;agrave; assoluta colpisce ormai stabilmente oltre 5,7 milioni di persone (circa l'8,5% della popolazione). All'interno di questa platea di esclusi, un'emergenza nell'emergenza &amp;egrave; rappresentata dalla povert&amp;agrave; energetica. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio Italiano sulla Povert&amp;agrave; Energetica (OIPE), il fenomeno coinvolge 2,4 milioni di famiglie (il 9,1% del totale nazionale). Si tratta di oltre 5,3 milioni di cittadini che non possono permettersi i servizi energetici essenziali, costretti a scegliere tra mettere in tavola un pasto o pagare le bollette di luce e gas, in un contesto esacerbato da speculazioni e rincari tariffari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il divario italiano non si esprime solo nelle tasche dei singoli, ma assume i contorni di una vera e propria povert&amp;agrave; geografica tra Nord e Sud. Se a livello nazionale oltre il 23% della popolazione &amp;egrave; a rischio povert&amp;agrave; o esclusione sociale, la percentuale esplode oltre il 40% nel Mezzogiorno, a fronte di valori inferiori al 15% in quasi tutto il Settentrione. L'asimmetria &amp;egrave; marcata nell'accesso ai servizi: i dati del CNEL certificano che per l'assistenza sociale agli anziani i Comuni del Nord-Est spendono in media 174 euro pro capite, mentre al Sud la cifra crolla a 40 euro. Una carenza che si riflette sulle infrastrutture sanitarie, dove la minore disponibilit&amp;agrave; di posti letto al Sud si traduce in liste d'attesa infinite che negano, nei fatti, il diritto alla salute.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il collasso dello Stato sociale e la privazione dei diritti elementari, come quello all'abitare, trovano una causa diretta nell'emorragia dell'infedelt&amp;agrave; fiscale. Il &lt;em&gt;tax gap&lt;/em&gt; complessivo stimato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze sottrae ogni anno alle casse pubbliche tra i 100 e i 110 miliardi di euro. Esiste un legame profondo tra questo oceano di denaro evaso e l'abbandono dell'Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). In Italia ci sono oltre 650.000 famiglie in lista d'attesa per una casa popolare, mentre decine di migliaia di alloggi Erp rimangono vuoti o fatiscenti per mancanza di fondi destinati alla manutenzione. Mentre i bonus edilizi statali venivano drenati per quasi la met&amp;agrave; a beneficio del 5% dei contribuenti pi&amp;ugrave; ricchi, alle case popolari &amp;egrave; stato destinato appena lo 0,8% dei fondi di efficientamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vero nodo risiede nelle regole del gioco tributario, che favoriscono la rendita a discapito del salario e del welfare. Gli studi di Sant'Anna e Milano-Bicocca svelano un dato emblematico: lo 0,1% pi&amp;ugrave; ricco dei contribuenti italiani &amp;egrave; soggetto a un'aliquota effettiva reale di appena il 32,6%. Per contro, un lavoratore dipendente della classe media vede svanire in tasse una quota reale che sfiora il 45%. Questa asimmetria &amp;egrave; alimentata dalla dualit&amp;agrave; del fisco nostrano, che scherma i redditi finanziari e i dividendi societari dietro cedolari fisse al 26%, mentre applica l'IVA sui beni di prima necessit&amp;agrave; &amp;mdash; un'imposta regressiva che colpisce maggiormente chi spende l'intero reddito per la pura sussistenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fronte a questo scenario, economisti internazionali come Thomas Piketty e Gabriel Zucman invocano interventi strutturali. Piketty evidenzia come l'accumulazione dinastica e l'iper-concentrazione dei patrimoni rappresentino un rischio per la tenuta democratica, proponendo una patrimoniale progressiva che smantelli le rendite improduttive per finanziare la redistribuzione. Gabriel Zucman, direttore del &lt;em&gt;Global Inequality Lab&lt;/em&gt;, ha formalizzato al G20 la proposta di un'imposta minima globale del 2% sui patrimoni superiori a 100 milioni di dollari. Nei modelli di Zucman, questa misura agisce come un freno fiscale per impedire la neutralizzazione delle imposte attraverso holding di famiglia e schermi societari offshore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Applicare questo modello all'Italia significherebbe introdurre un'imposta di solidariet&amp;agrave; mirata esclusivamente sullo 0,1% della popolazione (circa 50.000 super-ricchi con patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di euro). Con un'ampia franchigia a tutela della prima casa e dei risparmi del ceto medio, questa misura potrebbe generare tra i 13,2 e i 15,7 miliardi di euro all'anno. Risorse che permetterebbero di abbattere il cuneo fiscale sui salari, finanziare un piano straordinario di edilizia pubblica, contrastare la povert&amp;agrave; energetica e garantire i Livelli Essenziali di Assistenza al Sud.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'alibi dell'impossibilit&amp;agrave; tecnica di tracciare i capitali &amp;egrave; superato grazie agli strumenti internazionali come il &lt;em&gt;Common Reporting Standard&lt;/em&gt; (CRS) dell'OCSE e i registri dei Titolari Effettivi (UBO). La resistenza a queste misure appare dunque prevalentemente politica. Non a caso, rilevazioni dell'Istituto Demopolis indicano che l'85% degli italiani considera insostenibile l'attuale assetto fiscale e il 70% si dichiara favorevole a un prelievo straordinario e progressivo sulle grandi fortune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rilanciare una tassazione equa sulle grandi concentrazioni di ricchezza rappresenta una delle leve principali per contrastare la marginalit&amp;agrave; sociale e ridefinire la tenuta del patto democratico del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Gemini_Generated_Image_3jkeip3jkeip3jke.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>&quot;Gestione pessima&quot;: oltre il 68% degli americani boccia la guerra di Trump contro l'Iran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-gestione_pessima_oltre_il_68_degli_americani_boccia_la_guerra_di_trump_contro_liran/45289_68687/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;1&quot;&gt;Secondo un &lt;a href=&quot;https://www.umass.edu/poll/about/reports/2026-08-national-public-opinion-poll&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;sondaggio nazionale condotto dall'Universit&amp;agrave; del Massachusetts (UMass) Amherst&lt;/a&gt; e pubblicato il 1&amp;deg; settembre, il tasso di approvazione del presidente statunitense Donald Trump &amp;egrave; sceso al minimo storico del 32%, travolto dalla&lt;a href=&quot;/dettnews-liran_risponde_al_raid_di_trump_e_attacca_le_basi_americane/45289_68648/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; guerra contro l'Iran&lt;/a&gt; e dalle sue pesanti ripercussioni economiche.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;2&quot;&gt;Oltre il 68% dei 1.000 intervistati ritiene che Trump abbia gestito &lt;a href=&quot;/dettnews-se_lhanno_sminato_perch_le_navi_non_passano_liran_confuta_le_dichiarazioni_di_trump_sullo_stretto_di_hormuz/82_68578/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;male il conflitto&lt;/a&gt;, a fronte di appena un 25% che ne approva l'operato. Il tasso di disapprovazione complessivo ha cos&amp;igrave; raggiunto il 64% &amp;mdash; con il 54% che disapprova &lt;em data-path-to-node=&quot;2&quot; data-index-in-node=&quot;232&quot;&gt;fortemente&lt;/em&gt; la sua presidenza &amp;mdash; registrando un calo di un punto percentuale rispetto alla rilevazione condotta dallo stesso ateneo lo scorso marzo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;A pesare sulla reputazione del presidente &amp;egrave; soprattutto l'impatto economico: l'inflazione legata ai conflitti e i conseguenti effetti a catena sull'economia americana vedono oltre la met&amp;agrave; degli intervistati bocciare la gestione finanziaria della Casa Bianca, contro solo il 22% di pareri favorevoli. La disaffezione inizia a intaccare anche lo stuolo di fedelissimi: tra i 262 elettori di Trump interpellati, il 16% ammette che, col senno di poi, avrebbe scelto un altro candidato o preferito l'astensione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Alexander Theodoridis, co-direttore del sondaggio, chiarisce che non si tratta di un esodo di massa, ma evidenzia &quot;segnali chiari e costanti di erosione&quot; che potrebbero rivelarsi decisivi in una competizione elettorale serrata.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Mentre il conflitto entra nel suo settimo mese &amp;mdash; a fronte di &lt;a href=&quot;/dettnews-la_resistenza_delliran_mette_alla_prova_la_strategia_usa/45289_68239/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;un'iniziale previsione di Trump&lt;/a&gt; che stimava la durata in un solo mese &amp;mdash; la situazione sul campo e sui mercati peggiora:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;6,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Mercati e debito:&lt;/strong&gt; L'esitazione degli investitori verso i titoli del Tesoro USA ha spinto i costi di finanziamento a lungo termine ai massimi da vent'anni.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;6,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Crisi energetica:&lt;/strong&gt; La chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto impennare il petrolio Brent oltre i 92 dollari al barile, spingendo al rialzo i prezzi del carburante e riaccendendo le spinte inflazionistiche.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;6,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Tensioni militari e politiche:&lt;/strong&gt; L'Iran ha ampiamente ricostruito le proprie capacit&amp;agrave; militari, mantiene bloccato lo Stretto alle navi americane e ha colpito basi statunitensi negli EAU e in Giordania in risposta all'attacco sull'isola di Larak. Contestualmente, la Difesa USA mostra profonde crepe interne: il 31 agosto il Segretario dell'Esercito &lt;a href=&quot;/dettnews-guerra_alliran_bufera_al_pentagono_il_capo_dellesercito_lascia_il_suo_incarico/82_68662/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Dan Driscoll&lt;/a&gt; ha rassegnato le dimissioni dopo mesi di attriti con il Segretario alla Guerra Pete Hegseth, diventando il terzo alto funzionario militare ad abbandonare l'incarico da aprile.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>Chi ha ucciso la famiglia di Pietralata? (di Andrea Zhok)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-chi_ha_ucciso_la_famiglia_di_pietralata_di_andrea_zhok/39602_68688/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Andrea Zhok&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri a Pietralata, periferia di Roma, una famiglia &amp;egrave; stata uccisa dallo stato italiano. Quello stato che ha come ragione prima di esistenza la difesa e protezione dei propri cittadini, e che non trova mai soldi per la vita, ma con facilit&amp;agrave; e abbondanza per la morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella famiglia, padre, madre, una bambina gravemente disabile, lasciata con supporti pubblici ridicoli, abbandonata di fatto a s&amp;eacute; stessa, non ce l&amp;rsquo;ha fatta pi&amp;ugrave;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo prima costruito un mondo in cui i supporti orizzontali delle vecchie famiglie estese sono stati sradicati, perch&amp;eacute; incompatibili con le moderne esigenze di mobilit&amp;agrave;, dinamicit&amp;agrave;, flessibilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi abbiamo ristretto progressivamente ogni coinvolgimento pubblico nel sostegno alle famiglie stesse, per cui quel che ti capita &amp;egrave; solo affar tuo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi abbiamo impoverito chi vive del proprio lavoro, comprimendo salari, erodendoli con l&amp;rsquo;inflazione, dilatando informalmente gli orari di lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E infine ogni tanto compare qualche figurina istituzionale a lamentarsi che &amp;ldquo;in Italia si fanno pochi figli&amp;rdquo;, fingendo di non sapere che nell&amp;rsquo;ambiente che hanno creato fare un figlio per una famiglia normale &amp;egrave; la scommessa di un gioco d&amp;rsquo;azzardo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A coronamento di questo piano di distruzione del paese, da anni spendiamo miliardi con l&amp;rsquo;unico scopo manifesto di staccarci dal mondo sgradito agli USA e di aumentare con ci&amp;ograve; inflazione e miseria interna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La rabbia e lo schifo verso i servi che ci governano (e per quelli che li spalleggiano dall&amp;rsquo;opposizione) &amp;egrave; semplicemente infinita.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Ben Gvir e la decisione sugli &quot;ebrei anti-sionisti&quot; che divide Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ben_gvir_e_la_decisione_sugli_ebrei_antisionisti_che_divide_israele/45289_68685/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Secondo quanto &lt;a href=&quot;https://www.middleeasteye.net/news/ben-gvir-bars-jewish-anti-zionist-movement-carrying-guns&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ricostruito&lt;/a&gt; da Nadav Rapaport su Middle East Eye, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano &lt;a href=&quot;/dettnews-bengvir_propone_di_uccidere_tra_i_30_e_i_40_palestinesi_ogni_notte_a_gaza/45289_68481/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Itamar Ben Gvir&lt;/a&gt; ha disposto il divieto di porto d'armi per una specifica comunit&amp;agrave; ultraortodossa antisionista residente a Beit Shemesh. La notizia &amp;egrave; stata inizialmente resa nota dal quotidiano israeliano Israel Hayom.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Come illustrato da Rapaport, il ministro di estrema destra ha esteso la sua drastica riforma sulle armi proprio a Beit Shemesh &amp;mdash; cittadina nei pressi di Gerusalemme con una cospicua popolazione ultraortodossa &amp;mdash;, allentando i criteri per consentire a un numero sempre maggiore di residenti di armarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Come ricorda l'analisi di Middle East Eye, gi&amp;agrave; nell'ottobre del 2023 Israele aveva approvato nuove normative che snellivano i requisiti per l'acquisto di armi da fuoco da parte dei civili. Da quando &lt;a href=&quot;/dettnews-ultraortodossia_brigate_della_morte_e_sprezzo_del_diritto_internazionale_da_israele_le_molte_provocazioni_di_ben_gvir/39602_67157/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Ben Gvir&lt;/a&gt; si &amp;egrave; insediato, circa 300.000 cittadini israeliani hanno ottenuto il porto d'armi, ed &amp;egrave; stata estesa la possibilit&amp;agrave; di richiederlo ai residenti di oltre 200 comunit&amp;agrave; e comuni in tutto il Paese. Tuttavia, sebbene la stragrande maggioranza degli abitanti di Beit Shemesh rientrasse nei nuovi parametri, la comunit&amp;agrave; ultraortodossa antisionista dei Neturei Karta ne &amp;egrave; stata deliberatamente esclusa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;L'idoneit&amp;agrave; all'ottenimento della licenza &amp;egrave; stata definita su base geografica: la polizia israeliana e l'ufficio di &lt;a href=&quot;/dettnews-israele_approvata_la_pena_di_morte_per_i_prigionieri_palestinesi_bengvir_festeggia_con_lo_champagne/82_66946/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Ben Gvir&lt;/a&gt; hanno letteralmente tracciato la mappa dei requisiti escludendo le vie in cui risiedono i membri del gruppo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;In un'intervista rilasciata alla stampa locale e ripresa da Rapaport, il ministro ha rivendicato con orgoglio la decisione: &amp;laquo;Sono fiero di proseguire la riforma sugli armamenti e di estenderla a Beit Shemesh. Gli abitanti di questa citt&amp;agrave;, come tutti i cittadini che amano lo Stato di Israele, hanno il diritto fondamentale di difendere se stessi e i propri familiari&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Il riferimento esplicito alla comunit&amp;agrave; Neturei Karta (&amp;laquo;guardiani della citt&amp;agrave;&amp;raquo; in aramaico) non &amp;egrave; casuale. Si tratta di un gruppo ultraortodosso minoritario che rifiuta l'esistenza stessa di uno Stato ebraico prima della venuta del Messia, manifestando spesso a favore della causa palestinese e rifiutando ogni contatto con le istituzioni israeliane. &amp;laquo;Chiunque si vanti di sventolare la bandiera dell'OLP e si faccia fotografare con i terroristi &amp;egrave; un nemico&amp;raquo;, ha dichiarato &lt;a href=&quot;/dettnews-lultimo_miserabile_video_di_ben_gvir/39602_67004/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Ben Gvir&lt;/a&gt; per giustificare il blocco selettivo. &amp;laquo;Pertanto, i quartieri degli estremisti sono stati esclusi&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Come evidenzia Rapaport citando dati ufficiali e report di testate come &lt;em data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;72&quot;&gt;Haaretz&lt;/em&gt;, &lt;em data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;81&quot;&gt;The Jerusalem Post&lt;/em&gt; e &lt;em data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;102&quot;&gt;Times of Israel&lt;/em&gt;, prima dell'arrivo di &lt;a href=&quot;/dettnews-gli_ebrei_sono_al_di_sopra_della_legge_il_video_del_ministro_israeliano_che_sgombera_i_palestinesi/45289_65510/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Ben Gvir&lt;/a&gt; i licenziatari erano circa 170.000: una cifra che &amp;egrave; pi&amp;ugrave; che raddoppiata nel giro di due anni. Solo nei primi mesi del 2026, l'elenco delle comunit&amp;agrave; ammesse alla misura ha registrato un incremento di 126 localit&amp;agrave;, arrivando a includere a marzo anche tutti i residenti ebrei di Gerusalemme (compresa Gerusalemme Est occupata), per un bacino di ulteriori 300.000 potenziali richiedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;L'inchiesta di &lt;em data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;15&quot;&gt;Middle East Eye&lt;/em&gt; evidenzia tuttavia i pesanti avvertimenti lanciati da esperti e centri di ricerca come l'&lt;em data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;120&quot;&gt;Israel Democracy Institute&lt;/em&gt;. L'armamento di massa dei civili sta alimentando la violenza contro i palestinesi e contro le donne: nella prima met&amp;agrave; del 2026 l'OCHA (l'Ufficio ONU per gli affari umanitari) ha registrato oltre 1.000 attacchi da parte dei coloni. Allo stesso tempo, la riforma viene applicata in modo apertamente discriminatorio: ne restano sistematicamente esclusi i cittadini palestinesi di Israele e, come dimostra il caso di Beit Shemesh, persino i cittadini ebrei ritenuti politicamente sgraditi al governo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;gptslot evo-intext&quot; data-adunitid=&quot;2&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/israelis-rifle-jerusalem-15jan2024-afp.jpg.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Cacciate gli americani o pagherete le conseguenze&quot;: l'ultimatum dell'Iran ai Paesi arabi dopo la strage al matrimonio</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cacciate_gli_americani_o_pagherete_le_conseguenze_lultimatum_delliran_ai_paesi_arabi_dopo_la_strage_al_matrimonio/82_68683/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Dopo la drammatica &lt;a href=&quot;/dettnews-usa_colpiscono_un_matrimonio_in_iran_teheran_risponde_droni_e_missili_sulle_basi_americane_nel_golfo/45289_68682/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ondata di attacchi statunitensi nel sud del Paese&lt;/a&gt; &amp;mdash; che ha causato almeno 5 morti e 68 feriti a causa del bombardamento di un'area residenziale e di una cerimonia nuziale a Kuhestak (distretto di Sirik) &amp;mdash; i vertici militari di Teheran hanno lanciato un duro ultimatum ai Paesi della regione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Il generale di brigata Yadollah Yavani, vicedirettore politico del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha esortato apertamente le nazioni arabe a espellere le truppe americane dai propri territori e a riprendere il controllo delle basi militari. Yavani ha avvertito che la linea d'azione pi&amp;ugrave; sicura per i governi regionali &amp;egrave; quella di recidere il supporto a Washington, evidenziando che le forze armate iraniane sono pronte a reagire con la massima fermezza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;&quot;Qualsiasi aggressione contro l'Iran lanciata da qualsiasi territorio &amp;mdash; che si tratti di Kuwait, Bahrein, Giordania o di qualunque altro Paese &amp;mdash; incontrer&amp;agrave; una risposta decisa e schiacciante&quot;, ha dichiarato il generale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Sulla stessa linea, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale centrale iraniano Khatam Al-Anbia, ha ribadito il monito agli alleati regionali degli Stati Uniti. Zolfaqari ha precisato che ogni nazione che offrir&amp;agrave; cooperazione o supporto logistico all'aggressore americano dovr&amp;agrave; essere pronta ad affrontare conseguenze immediate e pericolose per la propria sicurezza.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Putin a Zelensky: &quot;Minaccia di chiudere i nostri cieli? È terrorismo di Stato, non trattiamo&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-putin_a_zelensky_minaccia_di_chiudere_i_nostri_cieli__terrorismo_di_stato_non_trattiamo/82_68684/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Il presidente russo Vladimir Putin ha risposto duramente alle recenti dichiarazioni del leader ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva minacciato di colpire il traffico aereo e oscurare i cieli della Russia con i droni.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; data-media-max-width=&quot;560&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;????????????Putin sobre amenazas de Zelenski: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;NO SE NEGOCIA CON TERRORISTAS&quot; &lt;a href=&quot;https://t.co/gteTrW0bwi&quot;&gt;pic.twitter.com/gteTrW0bwi&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; LOS VIDEOS DE ERRETE (@videoserrete) &lt;a href=&quot;https://x.com/videoserrete/status/2094890225713492166?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;A margine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a Bishkek, in Kirghizistan, il capo del Cremlino ha qualificato la posizione di Kiev come aperto &quot;terrorismo di Stato&quot;. Putin ha inoltre chiuso alla possibilit&amp;agrave; di colloqui diplomatici con la controparte: &quot;Ci chiedono di riprendere i negoziati e di organizzare incontri personali, ma noi non trattiamo con i terroristi&quot;. Il presidente russo ha poi avvertito che, di fronte a eventuali tragedie nei cieli, Mosca reagir&amp;agrave; in modo fermo e proporzionato: &quot;Nessuno ne dubiti&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La dura presa di posizione di Mosca giunge in seguito all'avviso lanciato da Kiev a compagnie aeree e assicurative. Zelensky aveva dichiarato la fine della sicurezza nei cieli russi, preannunciando attacchi con droni volti a paralizzare i principali snodi aeroportuali del Paese, in particolare quelli di Mosca e San Pietroburgo, ed esortando i vettori internazionali a interrompere le rotte verso la Russia.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/thumbs_b_c_10a018ffbdafdb974dbfa360bbb4f22c.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>USA colpiscono un matrimonio in Iran. Teheran risponde: droni e missili sulle basi americane nel Golfo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-usa_colpiscono_un_matrimonio_in_iran_teheran_risponde_droni_e_missili_sulle_basi_americane_nel_golfo/45289_68682/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Un attacco aereo condotto dagli Stati Uniti ha colpito un edificio residenziale a Kuhestak, nella contea di Sirik (provincia meridionale iraniana di Hormozgan), dove si stava celebrando un matrimonio. Il bilancio temporaneo della tragedia &amp;egrave; di almeno cinque morti &amp;mdash; tra cui una donna e un bambino di pochi anni, Amir Ali Karimi &amp;mdash; e 68 feriti.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;?????? Ni&amp;ntilde;os iran&amp;iacute;es heridos en un ataque de EE.UU. contra una celebraci&amp;oacute;n de boda son trasladados a un hospital ???? para recibir tratamiento. &lt;a href=&quot;https://t.co/qhTlOr01JP&quot;&gt;pic.twitter.com/qhTlOr01JP&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; HispanTV (@Nexo_Latino) &lt;a href=&quot;https://x.com/Nexo_Latino/status/2094901416498184587?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Il direttore del Centro per le pubbliche relazioni del Ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpur, ha confermato il bilancio basandosi sui dati dell'Universit&amp;agrave; di Scienze Mediche di Hormozgan. Sul posto sono intervenute 15 ambulanze inviate dalla Mezzaluna Rossa e dalle autorit&amp;agrave; locali. Ahmad Nafisi, vice governatore della provincia, ha spiegato che molti feriti sono stati trasferiti d'urgenza all'ospedale di Minab e che il numero delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore a causa della gravit&amp;agrave; delle lesioni riportate.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???? Im&amp;aacute;genes de ni&amp;ntilde;os heridos en el ataque con misiles de EE.UU. contra una zona residencial en Sirik. &lt;a href=&quot;https://t.co/0oSAqriB4t&quot;&gt;pic.twitter.com/0oSAqriB4t&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; HispanTV (@Nexo_Latino) &lt;a href=&quot;https://x.com/Nexo_Latino/status/2094927828479304042?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;L'escalation contro le infrastrutture civili&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;L'attacco al matrimonio s'inserisce in un'ondata di &lt;a href=&quot;/dettnews-liran_risponde_al_raid_di_trump_e_attacca_le_basi_americane/45289_68648/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;incursioni statunitensi&lt;/a&gt; che ha colpito diverse aree dell'Iran meridionale. Nella stessa contea di Sirik sono stati presi di mira un molo da pesca e una torre dell'autorit&amp;agrave; portuale, mentre sull'isola di Qeshm &amp;egrave; stata bombardata una fabbrica di farina di pesce. In precedenza, raid aerei avevano gi&amp;agrave; interessato le contee di Chabahar e Konarak, oltre all'isola di Larak nello Stretto di Hormuz.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;In una nota ufficiale, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha condannato l'accaduto definendolo un crimine di guerra e rievocando i recenti attacchi contro scuole a Minab e complessi sportivi a Lamerd, che avevano causato centinaia di vittime civili.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;I precedenti storici della regione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;L'episodio di Kuhestak richiama tragicamente alla memoria precedenti operazioni militari statunitensi nella regione. Nel 2013, un attacco di droni USA contro un convoglio nuziale in Yemen caus&amp;ograve; 12 morti e 15 feriti (come documentato da &lt;em data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;271&quot;&gt;Human Rights Watch&lt;/em&gt;). Analogamente, nel 2008 in Afghanistan, diversi raid aerei americani colpirono feste di nozze provocando decine di vittime civili tra donne e bambini.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;gptslot evo-intext&quot; data-adunitid=&quot;2&quot;&gt;
&lt;div id=&quot;gpt-slot-4&quot; class=&quot;optiload&quot; data-google-query-id=&quot;CKiHprijz5YDFVxd8Qgd-8IOow&quot;&gt;
&lt;div id=&quot;google_ads_iframe_/5966054,22788468173/Lantidiplomatico_it/Lantidiplomatico_it_Intext_2__container__&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/21183661bodaheridos_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>The Administration of Palestine: Authority Unresolved</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-the_administration_of_palestine_authority_unresolved/46096_68673/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Una recensione di Rania Hammad&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di rado un&amp;rsquo;opera prima contribuisce in modo sostanziale a un campo di studi; alcune, tuttavia, si rivelano influenti e lasciano un segno indelebile.&amp;nbsp;The Administration of Palestine: Authority Unresolved&amp;nbsp;di Tawfiq J. Al-Ghussein appartiene a questa rara categoria. Il tema &amp;egrave; studiato da oltre un secolo, eppure Al-Ghussein colloca al centro della storia palestinese una domanda che una vasta e imponente bibliografia ha troppo spesso relegato ai margini: chi ha avuto l&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; riconosciuta di decidere il futuro politico della Palestina, e in virt&amp;ugrave; di quale diritto? La forza del libro sta nel porre questa domanda con eccezionale precisione concettuale e nel seguirne le conseguenze con rigore, coerenza e potenza interpretativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;argomento &amp;egrave; tanto limpido quanto radicale nelle sue implicazioni. L&amp;rsquo;autorit&amp;agrave;, intesa come diritto riconosciuto di essere fonte delle decisioni, va distinta dalla sovranit&amp;agrave;, dal riconoscimento e dalla legittimit&amp;agrave;. Stabilita questa distinzione, la storia si ricompone davanti al lettore. I palestinesi, mostra Al-Ghussein, sono stati censiti, mappati, rappresentati, amministrati, assistiti e documentati con meticolosa precisione, mentre &amp;egrave; stato loro negato ci&amp;ograve; da cui discende l&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; politica moderna: il riconoscimento come fonte delle decisioni che li vincolano. Il libro non aggiunge un&amp;rsquo;altra ingiustizia a un elenco gi&amp;agrave; lungo: il suo merito &amp;egrave; mostrare la struttura che rende quell&amp;rsquo;elenco intelligibile. Pochi studi recenti sulla Palestina hanno formulato il problema con altrettanta chiarezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A dare forza all&amp;rsquo;argomentazione &amp;egrave; soprattutto il metodo. Ogni capitolo muove da un documento o da un caso amministrativo e ne osserva il funzionamento: una pretesa politica viene tradotta in categoria, procedura, registro, mappa o pratica burocratica, fino a non apparire pi&amp;ugrave; come questione politica. Il memorandum di Herbert Samuel del 1915, le sessantasette parole della Dichiarazione Balfour, il rapporto King-Crane commissionato e poi accantonato, il censimento del 1922, le mappe di Oslo, una tessera annonaria, un foglio di calcolo delle calorie, una politica di moderazione dei contenuti: oggetti lontanissimi per epoca e forma vengono ricondotti, senza forzature, a un unico meccanismo attraverso cui l&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; si converte in amministrazione. Questa capacit&amp;agrave; di attraversare un secolo tenendo insieme dettaglio documentario e architettura teorica &amp;egrave; uno dei risultati pi&amp;ugrave; originali e riusciti del volume.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolarmente riuscito &amp;egrave; il capitolo sulla decisione internazionale del 1930 relativa al Muro Occidentale, un autentico esercizio di precisione argomentativa. In quel caso un tribunale internazionale si pronunci&amp;ograve; all&amp;rsquo;unanimit&amp;agrave;, sulla base di un ampio dossier, in favore delle rivendicazioni palestinesi. Al-Ghussein mostra poi quanto valesse quel riconoscimento nel 1967, quando il potere di renderlo effettivo si trovava altrove e il Quartiere Marocchino fu demolito nel giro di poche ore. L&amp;rsquo;espressione &amp;laquo;riconoscimento senza autorit&amp;agrave;&amp;raquo; cessa cos&amp;igrave; di essere una formula astratta e diventa un processo storico che il lettore vede dispiegarsi. Dimostrare la tesi proprio nel momento di un&amp;rsquo;apparente vittoria giuridica, e non soltanto nei momenti di sconfitta, rivela la sicurezza analitica dell&amp;rsquo;autore e la solidit&amp;agrave; del suo quadro interpretativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La qualit&amp;agrave; della prosa &amp;egrave; pari a quella dell&amp;rsquo;argomentazione: controllata, precisa, dichiarativa, capace di reggere un notevole peso analitico senza perdere chiarezza. Nei capitoli finali, dedicati alle amministrazioni della Nakba, della sopravvivenza e della scomparsa, il libro raggiunge i suoi passaggi pi&amp;ugrave; intensi. La macchina amministrativa descritta in precedenza non muta natura: muta direzione e scala. Le pagine conclusive, che accostano il memorandum di Samuel a una tessera annonaria dell&amp;rsquo;UNRWA, due documenti separati da un secolo eppure accomunati dall&amp;rsquo;assenza di uno spazio in cui possa iscriversi una polity palestinese, producono un finale di rara efficacia: intellettualmente netto, storicamente fondato e profondamente inquietante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno dei punti di forza del libro &amp;egrave; la consapevolezza dei limiti del proprio schema. Al-Ghussein precisa che il suo non vuole essere una teoria totale della storia palestinese, ma una correzione di prospettiva. Non riduce i palestinesi a oggetti passivi delle decisioni altrui, n&amp;eacute; confonde l&amp;rsquo;analisi delle strutture di dominio con la negazione della soggettivit&amp;agrave; politica palestinese. &amp;Egrave; proprio questa disciplina a rafforzare la tesi centrale: la condizione palestinese moderna non &amp;egrave; stata prodotta soltanto dal carro armato, dal muro o dall&amp;rsquo;occupazione visibile, ma anche dal fascicolo, dalla categoria, dal permesso, dal registro e da quella macchina silenziosa attraverso cui una posizione politica si trasforma in status amministrativo e un diritto in un bisogno da gestire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The Administration of Palestine: Authority Unresolved&amp;nbsp;&amp;egrave; un&amp;rsquo;opera di notevole originalit&amp;agrave; intellettuale, analisi storica e rigore morale. Riesce in qualcosa di raro: propone una nuova lente per leggere materiali in gran parte noti e, attraverso quella lente, modifica il modo in cui il lettore comprende oltre un secolo di storia palestinese. La domanda sull&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; non &amp;egrave; presentata come artificio teorico, ma come il filo che collega Mandato, riconoscimento internazionale, amministrazione, Oslo, occupazione e gestione umanitaria. Per questo il libro merita un posto stabile nel dibattito storiografico e politico sulla Palestina. Dopo averlo letto, diventa molto pi&amp;ugrave; difficile parlare della questione palestinese come se il problema dell&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; fosse stato risolto, o come se potesse essere separato dalla storia stessa della sua amministrazione. &amp;Egrave; un libro importante, ambizioso e destinato a lasciare traccia.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Cultura e Resistenza</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/72db947f-0ea7-49d5-a05c-6192124a2e52.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Il caso Ranucci e la questione woke</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_caso_ranucci_e_la_questione_woke/52860_68681/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Giannini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I dibattiti intorno al caso Ranucci e la questione woke contraddistinguono l&amp;rsquo;arretratezza culturale di un Paese in perenne campagna elettorale. Temi e figure, che diventano segni di identificazione, feticci da sbandierare, opportunisticamente, ma che nella pratica sono divisivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Soprattutto per chi, preso dalle difficolt&amp;agrave; materiali, sa di essere stato per troppo tempo abbandonato da una parte politica e sindacale, ed oggi paga l&amp;rsquo;involuzione sociale e civile dell&amp;rsquo;Italia. L&amp;rsquo;imbarbarimento dei costumi, il clima d&amp;rsquo;odio, la mancanza di appartenenza. Isolati all&amp;rsquo;interno del mondo globalizzato, che corre veloce e non aspetta. Proiettati in una dimensione altra, quella virtuale dei social, come via di fuga dal quotidiano insopportabile, in cerca di accettazione, ma anche come occasione dove tutto il risentimento accumulato prende forma. In mancanza di tangibili punti di riferimento - le ideologie - idonee ad indicare la direzione, i singoli, massificati nel consumo, alienati nelle esistenze, incapaci di trovare una narrazione credibile cercano riparo, spesso, inseguendo personalit&amp;agrave; in grado di sopperire al vuoto di una societ&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; instabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;assenza della politica come arte del possibile, di figure autorevoli (gli intellettuali), ecco che emergono, oltre le proprie possibilit&amp;agrave; e reali volont&amp;agrave;, altri soggetti. Solo che queste persone, del tutto rispettabili per le competenze e l&amp;rsquo;onest&amp;agrave;, hanno ruoli e responsabilit&amp;agrave; diverse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;, accade che Travaglio, la Gabanelli e Ranucci vengano forzatamente immessi in un circuito che non gli appartiene e che parla il linguaggio dei leader. La personalizzazione della politica, il culto della personalit&amp;agrave;, fino all&amp;rsquo;uomo solo al comando. Il capo capace di parlare alle masse come un novello demiurgo. Osannata oltre il dovuto questa tendenza - il leaderismo - produce e brucia capipolo in un battito di ciglia. Portata agli estremi corre il rischio di dare forma a gestioni dittatoriali nelle ipotesi dei presidenti di governi e Stati. Nel nostro caso, parliamo di persone che non decidono sulle masse, ma alle stesse parlano. Cercando di svelare ci&amp;ograve; che il potere occulta. E, poich&amp;egrave; nell&amp;rsquo;Italia che ha subito il fascismo, prodotto le mafie, partorito le stragi, e che ha fatto della corruzione un fattore endemico dopo Tangentopoli, il rispetto delle regole e le buone maniere sono merce rara, il rischio &amp;egrave; la mitizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un conto &amp;egrave; la stima, cosa diversa &amp;egrave; idolatrare. Ed &amp;egrave; quanto sta accadendo a Ranucci. Visto come uomo, culturalmente di sinistra, che si occupa di inchieste scomode, perch&amp;eacute; toccano il mondo della politica e degli affari. Siccome, insieme a quel poco di giornalismo libero ed indipendente ed alla Magistratura &amp;ldquo;non dogmatica e giustizialista&amp;rdquo; rappresentano gli anticorpi rimasti all&amp;rsquo;interno di un Paese deviato e corrotto moralmente, il processo mediatico a cui &amp;egrave; sottoposto chiama in causa mille ipotesi. Non si tratta di evidenziare superficialit&amp;agrave;, come pu&amp;ograve; essere la frequentazione col faccendiere Lavitola, anche perch&amp;eacute; Ranucci fa parte di un gruppo di lavoro abituato a querele e pressioni di ogni tipo. Piuttosto, forse, chi trama &amp;egrave; a sua volta pedina di un gioco pi&amp;ugrave; grande. C&amp;rsquo;&amp;egrave; chi chiama in causa il connubio destra eversiva-criminalit&amp;agrave; organizzata. Altri, ancora, la capacit&amp;agrave; dello Stato di Israele di ingerirsi e condizionare il dibattito pubblico, in anni in cui la critica al sionismo &amp;egrave; vietata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da noi, invece, il chiacchiericcio viene ridotto a difensori di parte (certa sinistra) ed accusatori in cerca di rivalsa (i liberali e le destre). La stessa divaricazione che accomuna diritti sociali e civili, da quando la tematica woke all&amp;rsquo;interno del mondo progressista &amp;egrave; oggetto di discussione. Per troppo tempo la classe dirigente della sinistra mondiale &amp;egrave; sembrata preoccuparsi solo della trattazione di questioni inerenti il giusto allargamento dei diritti civili. Dimenticando, per&amp;ograve;, la materialit&amp;agrave; delle esistenze, sacrificando quelli sociali. Le faccende quotidiane, il lavoro povero e precario, persi di vista, insieme alla fiducia di quelle classi sociali, che, una volta, erano il naturale bacino di riferimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le riflessioni accese nel mondo della sinistra che, dai democratici americani alle sinistre nostrane, sembrano essere una tardiva ammissione di colpa sono una questione che non dovrebbe esistere. Per il fatto stesso che parlare di diritti civili, isolatamente da quelli sociali, vorrebbe dire, non solo non aver capito le tendenze presenti nella societ&amp;agrave;, ma soprattutto che queste non vanno tenute disgiunte dalle problematiche reali. E&amp;rsquo; inutile girarci intorno e separare le questioni. Il focus &amp;egrave; dato dalla stratificazione sociale. E&amp;rsquo; proprio la condizione (il lavoro, l&amp;rsquo;accessibilit&amp;agrave; ai servizi, il welfare) a fare la differenza. Senza la garanzia dei diritti sociali diventa complicato poter esercitare i secondi (riconoscere la cittadinanza e la diversit&amp;agrave; di provenienza e di genere). Per puro tornaconto elettorale la sinistra, diventata elitaria, adesso, vorrebbe accantonare questioni, che non sono affatto rimandabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; la stessa strategia messa in campo dalle forze moderate e liberali, che rincorrono le destre estreme sul terreno riguardante le politiche migratorie o della gestione dell&amp;rsquo;ordine pubblico e della sicurezza. Se c&amp;rsquo;&amp;egrave; un punto che unisce sinistra e destra come forze sistemiche, che ambiscono al potere, ma soggiacciono ad interessi extra statali (i poteri superiori) &amp;egrave; dato dal comune sostegno alla corsa agli armamenti. Questa ambiguit&amp;agrave; &amp;egrave; riscontrabile anche sul tema della cd. green economy. Di un cambiamento necessario, per&amp;ograve; tardivo, da non affidare agli stessi gestori del fossile e alle speculazioni capitalistiche, e che oggi &amp;egrave; drammaticamente superato dalle &amp;ldquo;contingenze&amp;rdquo; di guerra. Finiamola con queste ipocrisie. Vogliamo rendere effettivi i diritti? Allora, rispettiamo l&amp;rsquo;art.3 della nostra Costituzione. Senza dimenticare che &amp;egrave; la divisione in classi della societ&amp;agrave; a fare la differenza. Che rende i diritti esercitabili secondo la scala gerarchica di appartenenza. Il razzismo, l&amp;rsquo;omofobia, sono maggiormente sentiti da chi vive i luoghi (andando al lavoro, a scuola, prendendo i mezzi pubblici, vivendo nei quartieri marginalizzati dalla gentrificazione). Problematiche che toccano, in misura minore, chi vive altrove: i ricchi (sportivi, personaggi del mondo dello spettacolo) che abitano nelle zone del lusso e frequentano altri posti per il consumo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non essendo destinatari di apprezzamenti popolari, al massimo sono vittime dei cori razzisti negli stadi o di insulti sui social. Ci&amp;ograve; non toglie che il tema &amp;egrave; tristemente attuale. L&amp;rsquo;intolleranza viene alimentata dalla povert&amp;agrave; esistenziale. Da forze (partiti e media) e da retaggi culturali, che, altrimenti, non sarebbero percepibili. Solo superando gli steccati &amp;egrave; possibile ripensare la convivenza. Le identit&amp;agrave; che creano muri con le alterit&amp;agrave; sono foriere di discriminazioni. Invece, soltanto la garanzia di condizioni di vita dignitose (la certezza del reddito e della usufruibilit&amp;agrave; dei servizi, l&amp;rsquo;autonomia delle scelte) potr&amp;agrave; rendere effettiva l&amp;rsquo;emancipazione e concretizzare sia i diritti sociali che quelli civili.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il Principe</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/imranwokkeages.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Xi Jinping traccia la rotta della SCO</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-xi_jinping_traccia_la_rotta_della_sco/82_68676/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Dalla riunione dei capi di Stato dell&amp;rsquo;Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), a Bishkek, arriva un messaggio destinato ad avere rilievo ben oltre i confini dell&amp;rsquo;Eurasia. Xi Jinping ha &lt;a href=&quot;https://english.www.gov.cn/news/202609/01/content_WS6a968278c6d00ca5f9a0cecc.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;invitato&lt;/a&gt; i Paesi membri a rafforzare la cooperazione contro quelle che Pechino definisce le &amp;laquo;tre forze del male&amp;raquo;: terrorismo, estremismo e separatismo. Ma il presidente cinese ha allargato immediatamente il campo, indicando una strategia di sicurezza capace di affrontare anche criminalit&amp;agrave; transnazionale, traffico di droga, frodi nelle telecomunicazioni e nuove minacce nei settori dell&amp;rsquo;informazione, della sicurezza biologica e dello spazio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un passaggio particolarmente significativo riguarda poi la sovranit&amp;agrave; degli Stati membri. Xi ha infatti chiesto di contrastare con decisione i tentativi di &amp;laquo;forze esterne&amp;raquo; di interferire negli affari interni dei Paesi della SCO, creare minacce alla loro sicurezza politica e compromettere la stabilit&amp;agrave; regionale. &amp;Egrave; un&amp;rsquo;impostazione che riflette una delle direttrici fondamentali dell&amp;rsquo;attuale trasformazione dell&amp;rsquo;ordine internazionale: la sicurezza eurasiatica viene sempre pi&amp;ugrave; concepita come una questione da affrontare attraverso meccanismi regionali, senza ingerenze esterne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la SCO, nella visione di Pechino, non pu&amp;ograve; essere soltanto un&amp;rsquo;organizzazione di sicurezza. Xi Jinping ha infatti sottolineato la necessit&amp;agrave; di trasformarla anche in una piattaforma per una cooperazione economica sempre pi&amp;ugrave; ampia, fondata su commercio, investimenti, connettivit&amp;agrave;, energia e risorse. E soprattutto sui settori destinati a definire la prossima fase dello sviluppo globale: intelligenza artificiale, economia digitale, industria verde e sfruttamento sostenibile delle risorse minerarie. Il messaggio &amp;egrave; quindi chiaro: la costruzione dell&amp;rsquo;Eurasia non passa soltanto dalla sicurezza, ma anche dalla tecnologia, dall&amp;rsquo;energia, dalle infrastrutture e dalle nuove catene del valore. La SCO si candida cos&amp;igrave; a essere uno degli strumenti attraverso cui i suoi membri possono costruire maggiore autonomia e interdipendenza reciproca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un mondo sempre pi&amp;ugrave; frammentato, la partita non riguarda pi&amp;ugrave; soltanto chi controlla la sicurezza, ma chi sar&amp;agrave; in grado di costruire i nuovi circuiti economici e tecnologici del XXI secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Putin, Trump e Xi verso un vertice trilaterale in Cina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-putin_trump_e_xi_verso_un_vertice_trilaterale_in_cina/82_68677/</link>
                    <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping potrebbero tenere un vertice trilaterale a margine del prossimo forum di Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC), che si terr&amp;agrave; a Shenzhen, in Cina, il 18 e 19 novembre, ha &lt;a href=&quot;https://t.me/vestiru/227934&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dichiarato&lt;/a&gt; Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In qualit&amp;agrave; di paese ospitante dell'evento, il leader cinese &quot;ha accennato alla probabile partecipazione di Trump e, ovviamente, anche di Putin, in veste di ospite&quot;, ha risposto il funzionario a una domanda del giornalista russo Pavel Zarubin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;&amp;Egrave; stato detto che, se l'iniziativa andr&amp;agrave; in porto, si potrebbe organizzare un vertice trilaterale, o quantomeno degli incontri con ciascuno di loro&quot;, ha spiegato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>&quot;Ringrazio i medici cubani&quot;. Il messaggio su Facebook di Alessandro Di Battista e l'associazione Schierarsi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ringrazio_i_medici_cubani_il_messaggio_su_facebook_di_alessandro_di_battista_e_lassociazione_schierarsi/45289_68680/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 22:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dal canale Facebook di Alessandro Di Battista e Schierarsi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdibattista.alessandro%2Fposts%2Fpfbid0wNHgaNRzB86ogUVKX28LEQsRpGnu8HummANjXLigzKLXGMEkeR33jw41UdPhPMCHl&amp;amp;show_text=true&amp;amp;width=500&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;614&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                            <item>
                    <title>Putin: «Non vogliamo “congelare” la guerra, ma raggiungere una pace duratura»</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-putin_non_vogliamo_congelare_la_guerra_ma_raggiungere_una_pace_duratura/45289_68678/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 19:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Russia non intende &amp;ldquo;congelare&amp;rdquo; il conflitto in Ucraina, ma raggiungere una pace sostenibile e di lungo periodo, ha affermato il presidente Vladimir Putin. Il capo di Stato ha sottolineato che la Russia &amp;egrave; disposta a partecipare a negoziati con tutti coloro che desiderino contribuire a una soluzione definitiva e ha ribadito che il dialogo rimane aperto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; data-media-max-width=&quot;560&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;&quot;NON VOGLIAMO 'CONGELARE' la guerra, ma raggiungere una PACE DURATURA&quot; - Putin &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;@lantidiplomatico &lt;a href=&quot;https://t.co/Ww9Qtgkhm6&quot;&gt;pic.twitter.com/Ww9Qtgkhm6&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; l'AntiDiplomatico (@Lantidiplomatic) &lt;a href=&quot;https://x.com/Lantidiplomatic/status/2094899391500828712?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a973c02e9ff7124d07294ba.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Mosca respinge le accuse «inventate» della Germania sull'incidente con il drone a Lipsia/Halle</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mosca_respinge_le_accuse_inventate_della_germania_sullincidente_con_il_drone_a_lipsiahalle/45289_68679/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 18:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La Russia ha respinto le accuse tedesche secondo cui sarebbe responsabile di un presunto attacco con droni all'aeroporto di Lipsia/Halle all'inizio di agosto, liquidando le accuse come un &amp;laquo;pretesto inverosimile&amp;raquo; per mettere ulteriormente a dura prova le relazioni bilaterali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha dichiarato marted&amp;igrave; che Berlino non ha fornito alcuna prova a sostegno delle proprie affermazioni. Le sue dichiarazioni sono giunte dopo che il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt e il ministro degli Esteri Johann Wadephul hanno annunciato nuove misure contro la Russia, che hanno collegato all'incidente del 4 agosto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le misure prevedono la chiusura del Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre e la risoluzione del contratto di locazione della Casa Russa a Berlino. La Germania rafforzer&amp;agrave; inoltre i controlli alle frontiere per i cittadini russi, rediger&amp;agrave; un nuovo elenco di persone soggette a sanzioni UE e aumenter&amp;agrave; la pressione su quella che Berlino definisce la &amp;laquo;flotta ombra&amp;raquo; russa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Secondo Dobrindt, le misure sono state concordate dopo che il governo tedesco ha concluso che la Russia fosse &amp;laquo;l'autore&amp;raquo; dell'incidente di inizio agosto, in cui un drone carico di esplosivo &amp;egrave; stato rinvenuto tra due aerei da carico ucraini Antonov sul piazzale dell'aeroporto di Lipsia/Halle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La replica di Mosca: nessuna prova&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La Germania &amp;laquo;non &amp;egrave; riuscita a presentare alcuna prova, nemmeno lontanamente convincente o seria&amp;raquo; del coinvolgimento russo, ha affermato Zakharova marted&amp;igrave; su Telegram. &amp;laquo;Non ce n'&amp;egrave; nessuna e non pu&amp;ograve; essercene alcuna&amp;raquo;, ha aggiunto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Zakharova ha sostenuto che le autorit&amp;agrave; tedesche cercassero da tempo di prendere di mira sia il Consolato Generale russo a Bonn che la Casa della Russia a Berlino, e che ora avessero escogitato un &amp;laquo;pretesto assolutamente inventato e inverosimile&amp;raquo; per danneggiare ulteriormente le relazioni bilaterali. Berlino &amp;laquo;ricever&amp;agrave; una risposta adeguata&amp;raquo;, ha avvertito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Zakharova ha inoltre criticato la tempistica dell'annuncio di Berlino, sottolineando che &amp;egrave; avvenuto il 1&amp;deg; settembre &amp;ndash; anniversario dell'invasione della Polonia da parte della Germania nazista nel 1939. Si &amp;egrave; chiesta se i funzionari tedeschi avessero scelto quella data per &amp;laquo;stupidit&amp;agrave; e ignoranza&amp;raquo; o se stessero &amp;laquo;annunciando letteralmente un ritorno alle loro radici&amp;raquo; e &amp;laquo;dimostrando ritualmente le loro intenzioni&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;laquo;Il 1&amp;deg; settembre 1939 la Germania scaten&amp;ograve; la Seconda guerra mondiale e, insieme ai paesi dell'Asse hitleriano, uccise 70 milioni di persone, di cui 27 milioni dei nostri&amp;raquo;, ha affermato Zakharova.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha accusato la Germania di perseguire un'ulteriore escalation, affermando che Berlino non ha fornito alcuna argomentazione a sostegno delle sue accuse contro Mosca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Da tempo i funzionari tedeschi chiedono la chiusura delle missioni diplomatiche russe e della Casa Russa, un centro culturale e linguistico a Berlino. A giugno, Roderich Kiesewetter, deputato di lungo corso e membro della Commissione Affari Esteri del Bundestag, ha affermato che la Germania &amp;laquo;dovrebbe espellere tutti i diplomatici [russi] rimasti&amp;raquo; e ha descritto la Casa Russa come parte della rete di &amp;laquo;influenza&amp;raquo; di Mosca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;I funzionari dell'UE hanno gi&amp;agrave; invocato in precedenza la minaccia dei droni per mettere in guardia dai presunti &amp;laquo;attacchi ibridi&amp;raquo; russi e giustificare il potenziamento militare dell'Unione. Tra settembre e dicembre dello scorso anno, sono stati segnalati presunti droni sopra aeroporti e strutture militari in diversi paesi dell'UE, tra cui Danimarca, Belgio, Irlanda e Germania. In molti casi non sono stati recuperati rottami, non sono stati identificati i responsabili e non sono state diffuse immagini dei presunti droni. Ciononostante, i funzionari hanno ripetutamente suggerito che gli incidenti potessero far parte di operazioni russe &amp;laquo;ibride&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a970aea85f5405ee55d3c48.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Il più grande esempio di israelizzazione… più di qualsiasi altro paese in Europa</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_pi_grande_esempio_di_israelizzazione_pi_di_qualsiasi_altro_paese_in_europa/39602_68674/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 17:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Laura Ruggeri*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come aveva dichiarato l'ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, &quot;la Grecia rappresenta il pi&amp;ugrave; grande esempio di israelizzazione&amp;hellip; pi&amp;ugrave; di qualsiasi altro paese in Europa.&quot; Se avete bisogno di ulteriori prove dell'influenza crescente di Israele in Grecia e nel resto d'Europa, continuate a leggere. Il 31 agosto, Israele e la Grecia hanno firmato un mega-accordo di difesa da 3,035 miliardi di euro, denominato &quot;Achilles Shield&quot; (Scudo di Achille), uno dei pi&amp;ugrave; grandi nella storia di Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In base all'accordo, Israele costruir&amp;agrave; per la Grecia una rete di difesa aerea completa e multilivello. Non ha funzionato granch&amp;eacute; contro i razzi e i droni iraniani, ma tant'&amp;egrave;, &amp;egrave; kosher e sarebbe antisemita criticarlo. Il sistema integra diverse piattaforme di fabbricazione israeliana &amp;ndash; i sistemi di intercettazione David's Sling, BARAK MX e SPYDER &amp;ndash; insieme a radar israeliani e a un sistema di comando nazionale progettato per contrastare missili balistici, aerei e droni. Un contratto supplementare da 26 milioni di euro prevede che Israele fornisca alla Grecia i sistemi Drone Dome di Rafael per proteggere siti strategici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'accordo coinvolge anche 19 aziende greche, per un valore di oltre 750 milioni di euro, con piani per creare una base produttiva nazionale in grado anche di esportare. L'intesa fa parte di un partenariato di sicurezza in rapido approfondimento che gi&amp;agrave; includeva una cooperazione rafforzata (droni, anche subacquei, contrasto ad attacchi &amp;nbsp;informatici ed esercitazioni militari)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo &quot;Scudo di Achille&quot; &amp;egrave; un'ulteriore prova dell'espansione israeliana in Europa, che avviene sullo sfondo di un suo crescente isolamento internazionale e di critiche sempre pi&amp;ugrave; aspre. Negli ultimi anni, Israele ha ottenuto importanti contratti di difesa aerea con diverse nazioni europee oltre alla Grecia: la Germania ha acquistato il sistema Arrow 3 nel 2023, la Finlandia ha acquisito il David's Sling nel 2024. Nel 2026, Israele ha firmato segretamente un memorandum d'intesa per estendere la cooperazione in materia di difesa con la Finlandia fino al 2034 che riguarda ricerca, sviluppo e forniture militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Israele, incorporando i suoi sistemi di difesa negli eserciti europei, si assicura entrate economiche a lungo termine, approfondisce i legami politici e crea una rete di dipendenze che lo proteggono dall'isolamento diplomatico. Ogni paese europeo che acquista sistemi di difesa israeliani diventa, di fatto, un partner interessato all'industria bellica israeliana &amp;ndash; e quindi meno propenso a sostenere misure punitive contro il paese sionista. Gli autori di un genocidio hanno trovato il modo di garantirsi l'impunit&amp;agrave;. A questo punto, rafforzare la cooperazione con l'Asse della Resistenza guidato dall'Iran avr&amp;agrave; ancora pi&amp;ugrave; senso per qualsiasi paese che si trovi nel mirino dell'UE e della NATO.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;*Commento pubblicato sul canale Telegram @LauraRuHk&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/accordo-israele-grecia.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>L'imminente fallimento dell'Operazione per gli emarginati economici (di Jeffrey Sachs e Sybil Fares)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-limminente_fallimento_delloperazione_per_gli_emarginati_economici_di_jeffrey_sachs_e_sybil_fares/39602_68672/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 15:41:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/opinions/2026/8/31/the-looming-failure-of-operation-economic-outcast&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Jeffrey Sachs e Sybil Fares - Al Jazeera&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scorsa settimana il Pakistan ha annunciato che non si atterr&amp;agrave; alle ultime sanzioni imposte dagli Stati Uniti all&amp;rsquo;Iran e che continuer&amp;agrave; a intrattenere rapporti commerciali con il Paese confinante. La notizia &amp;egrave; arrivata pochi giorni dopo che la Cina aveva rilasciato una dichiarazione simile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le sanzioni annunciate dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent il 24 agosto nell&amp;rsquo;ambito dell&amp;rsquo;&amp;ldquo;Operazione Economic Outcast&amp;rdquo; dovrebbero essere &amp;ldquo;le sanzioni pi&amp;ugrave; severe della storia&amp;rdquo;, volte a imporre &amp;ldquo;il pi&amp;ugrave; grande isolamento economico coordinato nella storia del mondo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In precedenza, il presidente Donald Trump l&amp;rsquo;aveva definita in un post sui social media &amp;laquo;il D-DAY ECONOMICO&amp;raquo;. Aveva promesso &amp;laquo;enormi conseguenze economiche&amp;raquo; per qualsiasi nazione che avesse offerto all&amp;rsquo;Iran &amp;laquo;qualsiasi tipo di sostegno&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sei mesi di bombardamenti e di blocco navale da parte degli Stati Uniti non hanno portato a nessuna vittoria per gli Stati Uniti, quindi il piano ora &amp;egrave; quello di ridurre l&amp;rsquo;Iran alla capitolazione attraverso la fame. Il nuovo approccio &amp;egrave; illegale, crudele e fallir&amp;agrave; per diversi motivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per cominciare, c&amp;rsquo;&amp;egrave; la lezione della storia. Le sanzioni economiche non fanno cadere i governi determinati a sopravvivere ad esse. S&amp;igrave;, le sanzioni possono impoverire le popolazioni, rafforzare i servizi di sicurezza che controllano il contrabbando e fornire alla nazione presa di mira un punto di aggregazione fondato sulla malizia degli Stati Uniti. Ma non rovesciano i governi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si consideri, inoltre, l&amp;rsquo;aritmetica di base del mercato petrolifero mondiale. Bessent propone di eliminare le esportazioni di petrolio iraniano da un mondo che ha gi&amp;agrave; perso un quinto delle proprie forniture petrolifere a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti propongono di aggravare uno shock stagflazionistico gi&amp;agrave; sopportato dall&amp;rsquo;Europa, dal Giappone e dagli altri loro alleati, e ordinano a quei paesi di applicare sanzioni che soffocheranno le loro economie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La campagna &amp;egrave; soprattutto diretta contro la Cina, che acquista oltre l'80% delle esportazioni petrolifere iraniane. Se gli Stati Uniti sanzionassero la Bank of China o la Industrial and Commercial Bank of China, Pechino non risponderebbe con una blanda nota diplomatica. Limiterebbe le sue esportazioni di terre rare, perch&amp;eacute; ha gi&amp;agrave; condotto questo esperimento una volta e ne &amp;egrave; uscita vincitrice.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell'aprile del 2025, la Cina ha imposto licenze di esportazione sulle terre rare pesanti in risposta ai dazi di Trump e, nel giro di poche settimane, le case automobilistiche nordamericane ed europee hanno fermato le linee di assemblaggio per mancanza di magneti a base di terre rare. Nell'ottobre del 2025, la Cina ha annunciato un pacchetto di misure ben pi&amp;ugrave; drastico e Washington ha ceduto, accettando di ritirare le proprie restrizioni, recentemente ampliate, sulle aziende cinesi in cambio della sospensione delle misure di Pechino per un periodo di un anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le restrizioni di aprile non sono mai state revocate e la sospensione delle misure di ottobre terminer&amp;agrave; a novembre. Pertanto, Bessent ha scelto questo momento, poco pi&amp;ugrave; di due mesi prima del ritorno del regime ampliato cinese sulle terre rare e poche settimane prima della visita del leader cinese Xi Jinping a Washington, per comunicare a Pechino che la Cina &amp;egrave; o con gli Stati Uniti o contro di loro. Si tratta di una trappola tesa dagli stessi Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pechino ha chiarito la sua posizione. &quot;La Cina ha espresso in molte occasioni la sua ferma opposizione alle sanzioni unilaterali illecite, prive di fondamento nel diritto internazionale e di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La guerra economica e la massima pressione non offrono alcuna soluzione&quot;, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Ministero degli Esteri, Lin Jian.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; solo il governo cinese a ritenere che le sanzioni statunitensi siano illegittime. L&amp;rsquo;articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite vieta la minaccia o l&amp;rsquo;uso della forza contro l&amp;rsquo;integrit&amp;agrave; territoriale o l&amp;rsquo;indipendenza politica di qualsiasi Stato. Il rifiuto da parte degli Stati Uniti della Carta delle Nazioni Unite va ben oltre la questione dell&amp;rsquo;Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra tutti i 193 Stati membri dell&amp;rsquo;ONU, gli Stati Uniti sono oggi il Paese meno allineato al multilateralismo basato sull&amp;rsquo;ONU. Nel gennaio 2026, Washington si &amp;egrave; ritirata da oltre 60 organizzazioni internazionali. Nel 2025, ha votato con la maggioranza internazionale solo nel cinque per cento delle risoluzioni registrate dall&amp;rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo punto, ogni governo dovrebbe trarre tre conclusioni. Primo, gli Stati Uniti hanno ripudiato la Carta delle Nazioni Unite. Secondo, le garanzie di sicurezza nordamericane sono inaffidabili. Terzo, affidarsi a scambi commerciali basati sul dollaro rende gli Stati vulnerabili alle sanzioni statunitensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutto il mondo, i Paesi si stanno orientando verso nuovi accordi di difesa, come l'Accordo della Mecca tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. Prevedibilmente, si stanno anche allontanando dai pagamenti in dollari statunitensi e riducendo le proprie riserve valutarie di titoli di Stato USA. Inoltre, si stanno rivolgendo ai modelli di intelligenza artificiale open-weight cinesi per soddisfare le proprie esigenze in questo campo, anzich&amp;eacute; pagare per modelli proprietari americani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;antico resoconto di Tucidide sulla guerra del Peloponneso viene letto ai nostri giorni come uno specchio della rivalit&amp;agrave; tra Stati Uniti e Cina. La sua frase pi&amp;ugrave; famosa &amp;egrave; la provocazione che i generali ateniesi rivolserono agli abitanti di Melos nel 416 a.C.: &amp;laquo;I forti fanno ci&amp;ograve; che possono e i deboli subiscono ci&amp;ograve; che devono&amp;raquo;. Eppure, appena una dozzina di anni dopo che i generali ateniesi pronunciarono quelle parole, fu proprio Atene a essere sconfitta da Sparta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Stati Uniti oggi provocano l&amp;rsquo;Iran e altri paesi con lo stesso tono. L&amp;rsquo;orgoglio precede la caduta e nessun governo oggi &amp;egrave; pi&amp;ugrave; arrogante degli Stati Uniti sotto Trump e del suo braccio destro Bessent.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I governi di tutto il mondo non seguiranno ciecamente gli Stati Uniti verso il disastro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>&quot;Dobbiamo eliminare ogni provocazione&quot;: il monito di Putin a Bishkek</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dobbiamo_eliminare_ogni_provocazione_il_monito_di_putin_a_bishkek/45289_68671/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 13:16:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;A volte sono le date a parlare pi&amp;ugrave; delle parole. E il 1&amp;deg; settembre, per chi conosce la storia, &amp;egrave; una di quelle date che non si possono ignorare. Lo sa bene Vladimir Putin, che ha scelto proprio questo giorno per salire sul palco del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, nella capitale kirghisa Bishkek, e lanciare un appello che suona come un avvertimento a tutto il mondo. &quot;Oggi &amp;egrave; il giorno in cui ebbe inizio la Seconda Guerra Mondiale&quot;, ha &lt;a href=&quot;https://ria.ru/20260901/putin-2114529646.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;esordito&lt;/a&gt; il presidente russo, con una frase davanti alla sala piena di delegati che rappresenta un severo monito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il messaggio che ha voluto consegnare &amp;egrave; stato netto, quasi tagliente. &quot;Dobbiamo fare tutto il possibile per eliminare dalla pratica mondiale qualsiasi provocazione di conflitti armati&quot; - ha detto Putin, con voce ferma e misurata - e l'eco di quella frase sembra ancora rimbalzare tra le pareti del centro congressi. Non &amp;egrave; una generica invocazione alla pace, &amp;egrave; un invito preciso, rivolto ai paesi membri della SCO, a usare la loro influenza per neutralizzare gli istigatori, per non permettere che giochi di potere e interessi particolari accendano polveriere gi&amp;agrave; troppo cariche di tensione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il discorso del presidente russo non si &amp;egrave; fermato alla dimensione della sicurezza. Ha voluto ribadire con forza l'importanza strategica dell'organizzazione che lo ospitava, descrivendola come &quot;la pi&amp;ugrave; grande associazione regionale non solo del nostro continente euroasiatico, ma anche a livello mondiale&quot;. E i dati che ha citato aiutano a capire perch&amp;eacute; questa entit&amp;agrave; stia diventando sempre pi&amp;ugrave; centrale nello scacchiere internazionale: &quot;I suoi paesi membri ospitano quasi la met&amp;agrave; della popolazione mondiale e rappresentano pi&amp;ugrave; di un terzo del prodotto interno lordo globale&quot;. Numeri che non sono solo statistiche, ma traducono il peso politico ed economico di un blocco che l'Occidente farebbe fatica a ignorare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'attenzione verso la SCO, ha aggiunto Putin, continua a crescere, e la Russia si dice pronta a &quot;una cooperazione onesta e reciprocamente vantaggiosa, nel rispetto degli interessi e dei valori, della cultura e delle tradizioni di ciascuno&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi il discorso si &amp;egrave; allargato, ha abbracciato il ruolo delle Nazioni Unite. Qui Putin ha usato &lt;a href=&quot;https://sputnikglobe.com/20260901/un-must-play-key-role-in-global-affairs---putin-1124656487.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;parole&lt;/a&gt; che meritano di essere ascoltate con attenzione, perch&amp;eacute; tradiscono un rapporto complesso, fatto di fiducia e al tempo stesso di insofferenza. &quot;Senza dubbio, le Nazioni Unite appartengono e dovrebbero continuare a svolgere un ruolo centrale negli affari mondiali&quot;, ha dichiarato. Ma subito dopo ha aggiunto una considerazione che sembra un pungolo: &quot;Tuttavia, il potenziale delle Nazioni Unite sembra essere lungi dall'essere pienamente sviluppato. Ed &amp;egrave; importante impegnarsi per aumentare l'efficacia delle sue attivit&amp;agrave; ed espandere la rappresentanza dei suoi organi, incluso il Consiglio di Sicurezza, con i paesi del Sud del mondo e dell'Oriente&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tradotto: l'ONU cos&amp;igrave; com'&amp;egrave; non basta pi&amp;ugrave;, e per Mosca &amp;egrave; giunto il momento di adeguare le istituzioni globali alle nuove realt&amp;agrave; geopolitiche. &quot;Non tutto nel lavoro delle Nazioni Unite soddisfa Mosca, ma &amp;egrave; sempre stato cos&amp;igrave;&quot;, ha ammesso Putin con onest&amp;agrave;, prima di ribadire un principio che per lui &amp;egrave; irrinunciabile: la Carta delle Nazioni Unite deve restare il fondamento del diritto internazionale. Perch&amp;eacute; &quot;l'ONU dovrebbe senza dubbio mantenere le funzioni del principale meccanismo di coordinamento degli interessi, &amp;egrave; stata creata fin dall'inizio proprio come meccanismo di coordinamento degli interessi&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al termine del vertice, come da tradizione, Putin si &amp;egrave; fermato a rispondere alle domande dei giornalisti, prima di prendere il volo verso l'&lt;a href=&quot;/dettnews-leastern_economic_forum_sfida_la_logica_dei_blocchi/82_68657/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Estremo Oriente russo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Catastrofe Neoliberista&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Angelo D'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/03/catastrofe-neoliberista-cover-fronte-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;328&quot; height=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Catastrofe neoliberista&amp;rdquo; di Angelo D&amp;rsquo;Orsi &amp;egrave; un viaggio nella storia e una necessit&amp;agrave;. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libert&amp;agrave; e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; solo attraverso la comprensione profonda dell&amp;rsquo;avversario &amp;egrave; possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l&amp;rsquo;ottimismo della volont&amp;agrave; di ispirazione gramsciana, D&amp;rsquo;Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un&amp;nbsp;futuro&amp;nbsp;diverso.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>Fuga da Israele: ingegneri, medici e contribuenti in uscita. Tutti i numeri del fenomeno</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fuga_da_israele_ingegneri_medici_e_contribuenti_in_uscita_tutti_i_numeri_del_fenomeno/39602_68669/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/the-exodus-israel-cannot-afford&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di&amp;nbsp;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Kamran Yeganegi&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; - The Cradle&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Nelle prime ore del 7 ottobre 2023, un giornalista israeliano noto solo come Asaf ha prenotato un volo per s&amp;eacute;, sua moglie e le loro due figlie. Il giorno successivo, con il solo bagaglio a mano, la famiglia si &amp;egrave; imbarcata per Berlino. Quella che era iniziata come una fuga d'emergenza si &amp;egrave; trasformata in un addio definitivo: a due anni di distanza, non sono ancora rientrati.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Asaf ha raccontato a &lt;em data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;21&quot;&gt;+972 Magazine&lt;/em&gt; di essere gi&amp;agrave; consapevole, prima di quella data, del progressivo deterioramento della sanit&amp;agrave; e dell'istruzione israeliane. Quel mattino, tuttavia, ha distrutto anche la sua residua fiducia nello Stato e nelle sue forze armate: &amp;laquo;Nel pomeriggio del 7 ottobre abbiamo capito che neppure la sicurezza esisteva pi&amp;ugrave;&amp;raquo;. La sua storia rispecchia una tendenza strutturale e profonda: Israele sta perdendo, in proporzioni senza precedenti, i medici che gestiscono i suoi ospedali, gli ingegneri che guidano il settore tecnologico, gli accademici che alimentano la ricerca e i contribuenti che finanziano lo Stato.&lt;/p&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;I numeri della diaspora israeliana&lt;/h4&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Questaondata di emigrazione si scontra frontalmente con il dogma sionista secondo cui Israele rappresenta il rifugio sicuro per il popolo ebraico. La lingua ebraica stessa riflette questa contrapposizione: l'immigrazione &amp;egrave; definita &lt;em data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;232&quot;&gt;aliyah&lt;/em&gt; (&amp;laquo;ascesa&amp;raquo;), mentre l'emigrazione &amp;egrave; bollata come &lt;em data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;287&quot;&gt;yerida&lt;/em&gt; (&amp;laquo;discesa&amp;raquo;).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Uno studio dell'Universit&amp;agrave; di Tel Aviv condotto nell'agosto 2026 sui dati dell'Ufficio Centrale di Statistica ha rivelato che nel 2025 ben 90.922 cittadini israeliani sono rimasti all'estero per almeno tre mesi consecutivi, a fronte dei 91.499 del 2024 e degli 86.509 del 2023. Complessivamente, tra il 2023 e il 2025 sono stati 268.509 gli israeliani che hanno lasciato il Paese per un trimestre o pi&amp;ugrave;: un incremento del 47% rispetto al triennio 2013-2015.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Una permanenza di tre mesi non coincide necessariamente con un'emigrazione definitiva, ma i ricercatori hanno individuato una correlazione fortissima (pari a 0,96) tra l'assenza di tre mesi e il prolungamento dell'espatriazione per oltre un anno. Su queste basi, si stima che solo nel 2025 circa 45.000-50.000 persone si siano trasferite all'estero a lungo termine. Incrociando fonti ufficiali e dati di ricerca, &lt;em data-path-to-node=&quot;11&quot; data-index-in-node=&quot;413&quot;&gt;+972 Magazine&lt;/em&gt; ha stimato oltre 150.000 espatri prolungati in due anni, cifra che potrebbe aver superato quota 200.000 dall'insediamento dell'attuale governo guidato da Benjamin Netanyahu.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Parallelamente, l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale israeliano ha registrato 35.625 revoche di residenza nel 2025, di cui 6.651 su richiesta volontaria. Pur non equivalendo alla rinuncia alla cittadinanza, questo passaggio amministrativo dimostra come migliaia di cittadini stiano recidendo formalmente i legami con la madrepatria.&lt;/p&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Chi lascia il Paese: la fuga delle &amp;eacute;lite e dei capitali&lt;/h4&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;I dati dell'Autorit&amp;agrave; Fiscale delineano un cambiamento demografico ed economico radicale. Fino al 2019, chi emigrava guadagnava in media quanto il resto della popolazione. Entro il 2024, il reddito medio pre-partenza di chi ha lasciato il Paese ha raggiunto i 200.000 shekel: il 50% in pi&amp;ugrave; rispetto alla media nazionale e il 60% in pi&amp;ugrave; (in termini reali) rispetto al periodo pre-pandemico.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Come sottolineano gli autori dello studio: &amp;laquo;Il ritmo dell'emigrazione &amp;egrave; accelerato tra le fasce pi&amp;ugrave; benestanti, rimanendo invece stabile tra i ceti meno abbienti&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Secondo il quotidiano economico &lt;em data-path-to-node=&quot;16&quot; data-index-in-node=&quot;32&quot;&gt;Calcalist&lt;/em&gt;, il tasso di emigrazione nel decile di reddito pi&amp;ugrave; alto &amp;egrave; salito dallo 0,3% del periodo 2015-2019 a oltre lo 0,5% nel biennio 2023-2024 (un balzo dell'80%). Questo decile rappresentava da solo il 67% del reddito complessivo di chi &amp;egrave; partito e l'86% dell'IRPEF versata prima della partenza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Nello stesso arco temporale:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18,0,0&quot;&gt;Le partenze dal settore &lt;strong data-path-to-node=&quot;18,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;24&quot;&gt;high-tech&lt;/strong&gt; sono aumentate del 150%.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18,1,0&quot;&gt;Le uscite dal comparto &lt;strong data-path-to-node=&quot;18,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;23&quot;&gt;sanitario&lt;/strong&gt; sono pi&amp;ugrave; che raddoppiate.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18,2,0&quot;&gt;Nella fascia d'et&amp;agrave; tra i &lt;strong data-path-to-node=&quot;18,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;25&quot;&gt;40 e i 50 anni&lt;/strong&gt;, la percentuale di emigrati &amp;egrave; cresciuta dal 13% al 20%, con un reddito aggregato prima della partenza triplicato fino a 2,7 miliardi di shekel.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;A trasferirsi non sono pi&amp;ugrave; soprattutto i giovani all'inizio del percorso professionale, ma professionisti affermati con famiglie, competenze e capitali al seguito. Nel biennio 2023-2024 &amp;egrave; quadruplicato il numero di persone che hanno dichiarato il trasferimento all'estero di somme superiori a 500.000 shekel.&lt;/p&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;La nuova geografia dell'esilio&lt;/h4&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Mentre le statistiche tracciano con precisione chi parte, le destinazioni emergono dalle dinamiche di mercato. Un'inchiesta di &lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;127&quot;&gt;Haaretz&lt;/em&gt; ha evidenziato il boom di richieste di trasferimento verso Portogallo, Cipro e altri Paesi europei. Cipro, in particolare, &amp;egrave; diventata la principale base d'emergenza: nei giorni immediatamente successivi all'attacco del 7 ottobre 2023, la &lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;374&quot;&gt;Reuters&lt;/em&gt; segnalava oltre 2.500 israeliani approdati sull'isola.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;Aumenta nettamente anche l'attrattiva della Grecia dove, secondo &lt;em data-path-to-node=&quot;22&quot; data-index-in-node=&quot;65&quot;&gt;Le Monde&lt;/em&gt;, le autorit&amp;agrave; hanno registrato un incremento del 70% di &quot;Golden Visa&quot; rilasciati a cittadini israeliani. Anche quando questi acquisti non si traducono subito in un trasferimento definitivo, ciascun insediamento all'estero riduce le barriere burocratiche, sociali ed economiche per chi decider&amp;agrave; di fare lo stesso passo in futuro.&lt;/p&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Il contraccolpo fiscale e strutturale&lt;/h4&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Ciascun gruppo di emigrati nel 2023 e 2024 versava circa 1,2 miliardi di shekel all'anno in imposte sul reddito prima di lasciare il Paese (contro i 500 milioni dei flussi pre-2019). L'Erario stima una perdita netta e permanente di circa 700 milioni di shekel per ogni &quot;ondata&quot; annua. Se il fenomeno dovesse mantenere questi ritmi, le entrate fiscali a rischio potrebbero sfiorare i 3,5 miliardi di shekel all'anno nell'arco di un quinquennio.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;Il settore high-tech genera circa un quinto del PIL israeliano, pi&amp;ugrave; della met&amp;agrave; delle esportazioni e un terzo delle imposte sui redditi da lavoro, oltre a fornire le competenze essenziali per la tecnologia militare e la &lt;em data-path-to-node=&quot;25&quot; data-index-in-node=&quot;219&quot;&gt;cyber-intelligence&lt;/em&gt;. Un deflusso continuo di professionisti rischia di prosciugare sia l'innovazione civile sia i pilastri della dottrina di sicurezza nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;L'economia di guerra si regge infatti su una quota ristretta e altamente produttiva di cittadini, gli stessi che oggi scelgono di andarsene. La loro assenza appesantisce l'onere fiscale e il carico del servizio militare sulla popolazione rimasta. A ci&amp;ograve; si aggiungono le allerte della Banca d'Israele su criticit&amp;agrave; strutturali mai risolte, come la scarsa integrazione degli uomini ultraortodossi nel mercato del lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Per molti, la partenza rappresenta una forma implicita di protesta: un voto espresso con i piedi contro un Paese segnato dalla polarizzazione religiosa e da un clima di mobilitazione perenne. Come ha sintetizzato l'economista Itai Ater: &amp;laquo;Senza un cambio di rotta, questo fenomeno raggiunger&amp;agrave; livelli tali da compromettere la sicurezza e la tenuta economica di Israele&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;Le contromisure dello Stato&lt;/h4&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;29&quot;&gt;Nel marzo 2026, la Commissione Finanze della Knesset ha approvato un piano di detrazioni fiscali della durata di cinque anni rivolto ai rimpatriati e ai nuovi immigrati qualificati, con tetti fino a un milione di shekel.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;30&quot;&gt;Ufficialmente, il provvedimento punta a stimolare la crescita e l'attrattivit&amp;agrave; del Paese. Nei fatti, misura la gravit&amp;agrave; della crisi: Israele sta perdendo le risorse pi&amp;ugrave; qualificate della sua societ&amp;agrave; ed &amp;egrave; costretto a offrire ingenti incentivi economici pur di provare a riportarle a casa o rimpiazzarle.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;31&quot;&gt;Tuttavia, le agevolazioni fiscali non bastano a compensare il peso di conflitti prolungati, richiami continui tra i riservisti, instabilit&amp;agrave; politica e prospettive di una societ&amp;agrave; militarizzata a tempo indeterminato. Se le infrastrutture danneggiate dalla guerra possono essere ricostruite e le armi riacquistate, la perdita improvvisa di medici, ingegneri, docenti e contribuenti produce un danno strutturale e cumulativo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;32&quot;&gt;Per Israele, la perdita pi&amp;ugrave; profonda nel lungo periodo potrebbe rivelarsi proprio questa: il silenzioso addio di chi ha maturato la convinzione che il proprio futuro non sia pi&amp;ugrave; in patria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;(Traduzione de&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; l'AntiDiplomatico)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;*Kamran Yeganegi &amp;egrave; un accademico e ricercatore iraniano specializzato in diplomazia energetica, geopolitica, governance dell'intelligenza artificiale e politiche pubbliche. &amp;Egrave; professore associato, consulente universitario, membro del consiglio di amministrazione dell'Associazione iraniana di ingegneria industriale e collaboratore di MEM e IRNA.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Washington destabilizza e il mondo si riorganizza (di Fabio Massimo Parenti)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-washington_destabilizza_e_il_mondo_si_riorganizza_di_fabio_massimo_parenti/63306_68670/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fabio Massimo Parenti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;padding: 16px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;&quot;&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Era gi&amp;agrave; successo con la Russia. Oggi tocca all&amp;rsquo;Iran.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bersaglio finale: la Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra economica, oltre che militare, contro l&amp;rsquo;Iran rientra chiaramente nella contesa tra Stati Uniti e Cina.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i calcoli USA continuano a essere sbagliati. Tanto in Russia quanto in Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Washington voleva isolare la Russia con un inedito sistema di sanzioni. Risultato? La struttura economica russa ha tenuto. Nel 2023 e nel 2024 il PIL &amp;egrave; cresciuto intorno al 4% annuo, contro una crescita dell&amp;rsquo;Unione europea tra lo 0,4 e l&amp;rsquo;1,1%. Altri macro dati confermano questi trend.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora guardiamo all&amp;rsquo;Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Washington ha appena lanciato un nuovo &amp;ldquo;Economic D-Day&amp;rdquo; contro Teheran. Sono state colpite circa 60 entit&amp;agrave;, comprese societ&amp;agrave; cinesi. Ma soprattutto gli Stati Uniti ampliano le sanzioni secondarie: se imprese e banche straniere continuano a fare affari con l&amp;rsquo;Iran, rischierebbero l&amp;rsquo;esclusione dal sistema finanziario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale pu&amp;ograve; essere l&amp;rsquo;effetto di lungo periodo? Guardiamo ancora alla Russia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi oltre il 95% dei commerci sino-russi avviene in rubli e yuan. Su 240 miliardi di dollari di commercio bilaterale, il dollaro &amp;egrave; diventato marginale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;obiettivo era isolare la Russia. La realt&amp;agrave; ha visto pi&amp;ugrave; integrazione economica e finanziaria con la Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stesso copione con l&amp;rsquo;Iran?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isolare Teheran significa interrompere il suo rapporto con Pechino. La Cina &amp;egrave; il principale acquirente del petrolio iraniano e parte di questi scambi viene regolata in yuan.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pi&amp;ugrave; aumenta la pressione, maggiore diventa l&amp;rsquo;incentivo a costruire alternative. Lo abbiamo gi&amp;agrave; visto negli ultimi anni, ma anche pochi mesi fa quando il governo cinese ha rispedito le nuove sanzioni illegali al mittente.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Russia ieri. Iran oggi. Gli USA possono dire a una banca cinese: se finanzi il commercio iraniano, ti escludo dal dollaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Pechino pu&amp;ograve; rispondere: se applichi quella sanzione contro un soggetto cinese, puoi subire conseguenze sul mercato cinese e le filiere controllate da aziende cinesi. E&amp;rsquo; gi&amp;agrave; successo.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; una capacit&amp;agrave; di deterrenza economica che la Cina di vent&amp;rsquo;anni fa non possedeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando a Bessent &amp;egrave; stato chiesto perch&amp;eacute; non colpisse direttamente le grandi istituzioni finanziarie dei paesi che continuano a sostenere economicamente l&amp;rsquo;Iran, ha risposto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;Perch&amp;eacute; mai dovrei voler far saltare in aria il sistema finanziario globale?&amp;raquo; Eccolo, il paradosso. La Cina la colpisci marginalmente, se lo fai in modo diretto, rischi di affondare.&lt;/p&gt;
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                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Geografie del Potere</category>
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                    <title> Il business della guerra sbarca a Roma: Fëdorov e i miliardi sulla pelle del popolo ucraino</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_business_della_guerra_sbarca_a_roma_fdorov_e_i_miliardi_sulla_pelle_del_popolo_ucraino/45289_68666/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 11:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1 settembre. Cominciano a delinearsi un po' pi&amp;ugrave; apertamente le linee operative del &amp;ldquo;giovanilismo innovativo&amp;rdquo; dell'ex ministro della guerra nazigolpista Mikhail F&amp;euml;dorov, ora &amp;ldquo;consigliori&amp;rdquo; del ministro italiano Guido Crosetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se un paio di settimane fa pareva implorare che Kiev &amp;laquo;ha urgente bisogno di un piano per porre fine al conflitto&amp;raquo;, ecco che ora, dagli Stati Uniti, lancia piani e progetti alla cui base sta proprio la continuazione della guerra per almeno altri due-tre anni. Intervistato dal Financial Times, F&amp;euml;dorov ha presentato un piano che prevede la creazione di un fondo sovranazionale tecnico-militare orientato a una prolungata guerra di posizione contro la Russia. Ovviamente, da diligente ukronazista, addossa ogni responsabilit&amp;agrave; al Cremlino, sostenendo che sia proprio Moskva a pianificare di prolungare il conflitto in Ucraina per altri due o tre anni. Questo, proprio quando Vladimir Putin afferma che la guerra si sta avviando alla conclusione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I piani dell'industria militare euroatlantista sono per&amp;ograve; diversi e l'analista Nikita Volkovic osserva su Ukraina.ru che, di fatto, F&amp;euml;dorov parla di questi ulteriori due-tre anni da vero e proprio uomo d'affari: tre anni di guerra sono il minimo temporale necessario per assicurarsi un ritorno finanziario vantaggioso, durante il quale gli investitori occidentali avranno il tempo di finanziare, testare e capitalizzare su un'intera costellazione di startup militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sostanza, F&amp;euml;dorov punta a uno scambio militare su scala globale. Offre alle agenzie di difesa e ai colossi del capitale di rischio di tutto il mondo una soluzione preconfezionata: l'Ucraina si impegner&amp;agrave; a creare un esercito di droni robotici completo per gli Stati Uniti e a trasferire al Pentagono le sue esclusive innovazioni tecnologiche. In cambio, Kiev si aspetta di ricevere ulteriori forniture di missili antiaerei Patriot, senza i quali l'infrastruttura energetica ucraina rischia di collassare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come notano i media ucraini ed europei, l'ex ministro presenta apertamente il fronte come un banco di prova per soluzioni d'affari che verranno poi integrate negli arsenali degli eserciti occidentali. Le infrastrutture distrutte e la carenza di sistemi di difesa aerea sono diventate una leva di pressione sui finanziatori, mentre le morti in trincea sono state declassate da tragedia a parte integrante del ciclo di ricerca e sviluppo; e, soprattutto, profitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;F&amp;euml;dorov non cerca nemmeno pi&amp;ugrave; di parlare di pace, scrive Volkovic: quello che presenta non &amp;egrave; altro che un piano aziendale, in cui la guerra &amp;egrave; vista come un'industria redditizia, con una domanda garantita di prodotti ad alta tecnologia: &amp;laquo;se le ostilit&amp;agrave; cessassero domani, l'attrattiva del nuovo progetto di F&amp;euml;dorov per gli investimenti svanirebbe all'istante, le valutazioni delle startup crollerebbero e gli analisti di capitali di rischio registrerebbero perdite nette. Di conseguenza, il modello stesso della struttura proposta ha un interesse diretto al protrarsi del conflitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo il piano di F&amp;euml;dorov, l'organizzazione creer&amp;agrave; imprese nel settore della difesa partendo da zero, assumer&amp;agrave; ingegneri ucraini, assegner&amp;agrave; loro compiti tecnici e attirer&amp;agrave; finanziamenti occidentali per gli impianti di produzione gi&amp;agrave; realizzati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'attenzione tecnologica del fondo si concentra su tre aree chiave. La prima riguarda i sistemi robotici terrestri e le torrette a controllo remoto, progettati per ridurre al minimo la presenza umana in prima linea. La seconda &amp;egrave; costituita da droni intercettori a reazione ad alta velocit&amp;agrave;, capaci di distruggere in volo i droni d'attacco pesanti nemici. La terza riguarda missili guidati a basso costo con sistemi di guida ottica ed elementi di visione artificiale, in grado di penetrare zone di guerra elettronica senza l'uso della navigazione satellitare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciascuno di questi settori &amp;egrave; alimentato esclusivamente dall'esperienza di combattimento reale. I prototipi di intercettori a reazione sono gi&amp;agrave; in fase di collaudo nei cieli ucraini; ora il progetto necessita di essere ampliato con capitali americani, e ha immediato bisogno di investimenti. &amp;Egrave; solo un dettaglio, un &amp;ldquo;inconveniente necessario&amp;rdquo;, che gli esperimenti ad alta tecnologia di F&amp;euml;dorov debbano esser pagati con le vite di soldati e civili, trasformando il fronte in un gigantesco laboratorio di prova con un bacino gratuito di cavie umane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'incarico offerto da Crosetto all'ex ministro ucraino si inserisce in questa catena: i giganti tecnologici occidentali, osserva Volkovic, si sforzano da anni di sviluppare sistemi militari autonomi, operando in basi chiuse in Nevada o nei poligoni NATO in Europa, scontrandosi con ostacoli normativi, sindacati e rigidi protocolli di sicurezza, dato che, in tempo di pace, la raccolta di dati sull'efficacia delle reti neurali e la conduzione di test sul campo richiedono budget colossali e infinite autorizzazioni legali. Ecco che la guerra in Ucraina ha eliminato queste restrizioni. F&amp;euml;dorov &amp;egrave; in grado di offrire agli investitori un bene senza precedenti: telemetria umana di combattimento in tempo reale su scala industriale. Come dettagliato dal portale Defense Ukraine, gi&amp;agrave; durante il suo mandato come ministro, F&amp;euml;dorov aveva trasferito gli appalti statali per gli armamenti al cluster &amp;ldquo;Brave1&amp;rdquo; e al sistema digitale &amp;ldquo;DOT-Chain&amp;rdquo; con missioni di combattimento &amp;ldquo;gamificate&amp;rdquo;: le unit&amp;agrave; al fronte guadagnavano punti virtuali per la distruzione confermata di mezzi militari e li scambiavano con droni attraverso un mercato interno. Ora, dunque, F&amp;euml;dorov intende portare a livello internazionale quanto gi&amp;agrave; realizzato con &amp;ldquo;Brave1&amp;rdquo;: le startup riceveranno enormi quantit&amp;agrave; di registrazioni video giornaliere di attacchi reali, registri di contromisure elettroniche e statistiche sulle vittime e, in cambio, creeranno algoritmi che verranno brevettati e venduti a societ&amp;agrave; occidentali con ricarichi miliardari. F&amp;euml;dorov stesso sta usando la sua startup militare come trampolino di lancio politico: dopo l'incarico di &amp;ldquo;consigliori&amp;rdquo; a Roma, si sta dando da fare per assicurarsi posizioni analoghe in Francia e USA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La storia, conclude Volkovic, &amp;egrave; ricca di esempi di arricchimento personale a spese delle disgrazie altrui; ma il cinismo tecnologico moderno ha superato di gran lunga la corruzione tradizionale. F&amp;euml;dorov e la trib&amp;ugrave; di imprenditori che lo circonda rappresentano il nuovo volto di un sistema veramente marcio. Non violano le leggi formali, non nascondono mazzette di contanti sotto i materassi e non falsificano fatture. La loro attivit&amp;agrave; &amp;egrave; impeccabile dal punto di vista del diritto societario, approvata da esperti occidentali e santificata dall'etica neoliberista del capitale di rischio; eppure &amp;egrave; viziata nel suo nucleo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trasformando la guerra in un progetto di investimento con un orizzonte temporale di tre anni, F&amp;euml;dorov priva deliberatamente l'Ucraina di ogni speranza di pace, infischiandosene delle persone che muoiono e marciscono nelle trincee: &amp;laquo;combatti, Ucraina: F&amp;euml;dorov ha bisogno di entrare nella classifica di Forbes&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Letta in questa luce, la guerra in Ucraina &amp;egrave; dunque solo una tappa di uno scontro pi&amp;ugrave; lungo volto, per un verso, a distruggere la Russia come stato unitario e multinazionale e, disintegrandola in mille protettorati, subordinarla agli interessi occidentali, come afferma Zakhar Vinogradov su Ukraina.ru. Per un altro verso, pur con la conclusione dei combattimenti in Ucraina, il disegno &amp;egrave; quello di estendere lo scontro est-ovest, ampliandolo nel tempo e su altri teatri di scontro, a vantaggio, appunto, dei profitti del complesso militare-industriale, una volta terminata la fase guerreggiata in Ucraina. Fase che, come ha detto Putin, si sta avviando alla conclusione, con una Russia vittoriosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intervenendo sul canale Dialogue Works, l'ex agente della CIA Ray McGovern ha affermato che &amp;laquo;da ex ufficiale dell'intelligence militare e poi agente della CIA con 27 anni di esperienza, se mi chiedessero cosa &amp;egrave; successo, lo spiegherei in poche parole: i russi sono avanzati gradualmente, in parte perch&amp;eacute; non avevano molte armi. Avevano bisogno di produrre pi&amp;ugrave; missili, proiettili e bombe... e gli ucraini, gli Stati Uniti e gli europei? Non hanno guardato la mappa per capire quale paese sarebbe inevitabilmente uscito vincitore. Non hanno studiato, come dicono gli inglesi, il proprio arsenale. Avevano, credo, un arsenale fittizio. Non hanno nemmeno considerato come sarebbe finita. E ora non hanno armi... i russi sono piuttosto intelligenti. Hanno sempre combattuto guerre. Sono stati attaccati da est e da ovest. Sono avanzati gradualmente, quando hanno avuto una leadership competente&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non pare indispensabile nemmeno seguire i propositi espressi su Radio Komsomol'skaja Pravda dal vicedirettore del Centro Studi internazionali della Scuola Superiore di Economia, Dmitrij Suslov, secondo il quale le imprese occidentali che operano nell'interesse delle Forze armate ucraine dovrebbero esplodere e bruciare. Un'invasione dell'Europa, nel senso classico del termine, dice Suslov, &amp;laquo;non &amp;egrave; nei nostri piani. Non &amp;egrave; necessaria. Ci&amp;ograve; che serve &amp;egrave; far tornare la paura nelle menti delle pseudo-&amp;eacute;lite europee, che l'hanno persa&amp;raquo;. Non &amp;egrave; necessario ricorrere a una &amp;laquo;classica invasione di terra. Esistono altri mezzi. Missili, operazioni informatiche, operazioni ibride. &amp;Egrave; importante che subiscano danni materiali, non solo stress psicologico... &amp;Egrave; importante che esplodano e brucino. Non &amp;egrave; nemmeno necessario lanciare missili per questo; si pu&amp;ograve; agire in modo pi&amp;ugrave; flessibile e furtivo, riducendo il rischio di un conflitto militare diretto. Questo &amp;egrave; necessario perch&amp;eacute; stanno conducendo una guerra aggressiva contro di noi, pensando di essere al sicuro. &amp;Egrave; necessario ridurre la portata del loro coinvolgimento aggressivo contro la Russia ravvivando la paura&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realt&amp;agrave;, afferma il gi&amp;agrave; citato Zakhar Vinogradov, a differenza dell'Occidente, l'obiettivo della Russia non &amp;egrave; quello di distruggere l'Occidente, di condurlo al collasso politico. L'obiettivo della Russia &amp;egrave; il proprio riconoscimento quale uno dei centri politici ed economici del sistema globale e, soprattutto, il ripristino dei legami economici con l'Occidente. Disponendo delle maggiori riserve di risorse, controllando la maggior parte dell'Artico e la maggior parte della Rotta marittima del Nord, la Russia ha bisogno di sviluppare i legami coi paesi che necessitano di risorse energetiche, metalli rari e rotte di transito sicure. Il conflitto politico con l&amp;rsquo;Occidente sta dunque entrando in una nuova fase, in cui la guerra in Ucraina &amp;egrave; solo una parte del quadro generale. Molti politici di buon senso, scrive Vinogradov, cominciano a spostare la retorica da apertamente anti-russa a neutrale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E in questo senso, anche se sui social media e in diverse pubblicazioni viene posta la domanda sul perch&amp;eacute; la Russia si comporti con tanta cautela nei confronti dell'Occidente, che di fatto ha provocato la guerra in Ucraina, si pu&amp;ograve; osservare che la risposta misurata della Russia all'aggressione occidentale &amp;egrave; probabilmente la tattica pi&amp;ugrave; corretta in questa guerra politica. Cos&amp;igrave; che, in definitiva, la vittoria andr&amp;agrave; a chi sapr&amp;agrave; aspettare.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>&quot;Wall Street e Manhattan nel mirino&quot;: l'avvertimento dell'Iran sulla guerra asimmetrica</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-wall_street_e_manhattan_nel_mirino_lavvertimento_delliran_sulla_guerra_asimmetrica/82_68667/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 11:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;L'Iran sta affrontando il conflitto attraverso una guerra convenzionale e non ritiene ancora necessario ricorrere a tattiche asimmetriche. A dichiararlo &amp;egrave; stato il generale di brigata Mohammad Reza Naqdi, principale consigliere del comandante in capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). L'alto ufficiale ha tuttavia precisato che Teheran &amp;egrave; pronta a cambiare strategia se le circostanze lo richiedessero.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;&quot;Finora abbiamo condotto uno scontro convenzionale, basato sul lancio di droni e missili, a cui il nemico ha risposto con aerei e vettori. Non siamo ancora entrati nella fase della guerra asimmetrica&quot;, &lt;a href=&quot;https://t.me/mayadeenchannel/77248&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha affermato&lt;/a&gt; Naqdi in un'intervista al canale televisivo &lt;em data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;259&quot;&gt;Al-Mayadeen&lt;/em&gt;. Il generale ha definito la guerra asimmetrica come un'azione &quot;di cui il nemico non conosce il luogo di svolgimento e contro la quale, anche se la individuasse, non avrebbe strumenti di difesa&quot;, citando a titolo esemplificativo possibili operazioni &quot;a Wall Street o Manhattan, in qualsiasi momento&quot;. Per ora, ha chiarito, l'Iran &amp;egrave; in grado di garantire la propria sicurezza con mezzi convenzionali, ma l'opzione asimmetrica rimane sul tavolo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Nonostante i recenti raid statunitensi e israeliani, Naqdi ha sostenuto che l'Iran conserva oltre il 90% del proprio arsenale missilistico. Ha inoltre aggiunto che i siti di produzione d'armi danneggiati dagli attacchi sono stati ricostruiti in luoghi ad altissima sicurezza, riprendendo le attivit&amp;agrave; con tecnologie avanzate e ritmi di produzione incrementati.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Infine, il consigliere dell'IRGC si &amp;egrave; detto fiducioso nella vittoria contro Washington e Tel Aviv, definendo l'esercito statunitense &quot;fragile, vuoto&quot; e una semplice &quot;tigre di carta&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a9637c3e9ff712227731508.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Vertice SCO a Bishkek: Putin e i leader asiatici blindano l'alleanza per i 25 anni del blocco</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-vertice_sco_a_bishkek_putin_e_i_leader_asiatici_blindano_lalleanza_per_i_25_anni_del_blocco/82_68668/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 11:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Il presidente russo Vladimir Putin e i leader dei paesi membri dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) hanno partecipato alla tradizionale foto di gruppo durante il vertice in corso a Bishkek, capitale del Kirghizistan.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;????Fotograf&amp;iacute;a conjunta de los jefes de Estado de la Organizaci&amp;oacute;n de Cooperaci&amp;oacute;n de Shangh&amp;aacute;i&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;???? Biskek, Kirguist&amp;aacute;n &lt;a href=&quot;https://t.co/h9ljEf0qDJ&quot;&gt;pic.twitter.com/h9ljEf0qDJ&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Sepa M&amp;aacute;s (@Sepa_mass) &lt;a href=&quot;https://x.com/Sepa_mass/status/2094658388047138967?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;September 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Ad accogliere i capi di Stato per il 25&amp;deg; anniversario della fondazione del blocco &amp;egrave; stato il presidente kirghizo Sadyr Japarov. I lavori proseguiranno con una sessione incentrata sul rafforzamento della stabilit&amp;agrave;, l'ampliamento della cooperazione e lo sviluppo comune nell'area euroasiatica.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Come anticipato dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, l'incontro offrir&amp;agrave; l'occasione per fare il punto sui primi venticinque anni di attivit&amp;agrave; dell'organizzazione. I leader affronteranno i temi chiave del rafforzamento del blocco e dell'incremento della cooperazione in materia di sicurezza, politica, economia e scambi umanitari, con un'attenzione particolare alla gestione delle crisi regionali e al costante aggiornamento delle strutture operative dell'SCO.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title> Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ecco_perch_la_russia_non_sta_avanzando_lentamente_in_ucraina/65974_68663/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Alessandro Bortoloni&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo oltre quattro anni e mezzo di guerra, una domanda continua a dominare il dibattito pubblico e le analisi militari sul conflitto in Ucraina: perch&amp;eacute; l'esercito russo avanza cos&amp;igrave; lentamente?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per molti osservatori occidentali, la lentezza dell'offensiva rappresenterebbe la dimostrazione dell'inefficacia strategica di Mosca. Prima della caduta di Pokrovsk e Kostjantynivka, il Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington stimava che le forze russe avanzassero rispettivamente di circa settanta e cinquanta metri al giorno. Se confrontati con i grandi sfondamenti della Seconda guerra mondiale, questi numeri appaiono inevitabilmente modesti e alimentano la narrazione secondo cui la Russia sarebbe incapace di ottenere risultati decisivi sul campo di battaglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa lettura, tuttavia, poggia su un presupposto che raramente viene messo in discussione: che la velocit&amp;agrave; dell'avanzata territoriale sia il principale indicatore del successo militare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Naturalmente nessuno, al di fuori della leadership militare di Mosca, conosce i piani operativi classificati del Cremlino. Tuttavia, nel corso dell'ultimo secolo, il pensiero strategico russo ha sviluppato una tradizione teorica sorprendentemente coerente, attraverso le opere di alcuni dei suoi pi&amp;ugrave; importanti studiosi militari: Aleksandr Svechin, Boris Shaposhnikov, Michail Tucha?evskij, Vladimir Triandafillov, Georgij Isserson, Nikolaj Ogarkov e, pi&amp;ugrave; recentemente, il generale Valerij Gerasimov.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pur appartenendo a epoche profondamente diverse, questi autori condividono alcuni principi fondamentali. Tutti pongono al centro l'analisi della natura della guerra, il rapporto tra strategia e organizzazione dello Stato, la distruzione del sistema operativo del nemico piuttosto che delle singole unit&amp;agrave;, la capacit&amp;agrave; di mantenere lo slancio offensivo e l'adattamento continuo alle innovazioni tecnologiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se si osserva il conflitto ucraino attraverso questa tradizione teorica, la rapidit&amp;agrave; dell'avanzata territoriale rappresenta soltanto una delle molte variabili prese in considerazione. Esistono infatti numerose ragioni per cui un comandante potrebbe deliberatamente rinunciare ad accelerare le operazioni: limitare le perdite, evitare di esporre grandi concentrazioni di truppe alla crescente vulnerabilit&amp;agrave; dei moderni sistemi di sorveglianza e preservare il proprio potenziale militare fino al raggiungimento degli obiettivi politici della guerra.&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Svechin: &amp;egrave; la strategia, non la velocit&amp;agrave;, a determinare il ritmo della guerra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo grande teorico da cui partire &amp;egrave; Aleksandr Svechin, spesso definito il &quot;Clausewitz sovietico&quot; e considerato uno dei padri dell'arte operativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel suo celebre volume &lt;em&gt;Strategija&lt;/em&gt;, pubblicato nel 1926, Svechin sostiene che tra la tattica e la strategia esista un livello intermedio: quello delle operazioni. Le singole battaglie, per quanto importanti, non garantiscono di per s&amp;eacute; la vittoria. Acquistano significato soltanto se inserite all'interno di una sequenza di operazioni coordinate che conducono al raggiungimento di un preciso obiettivo politico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da questa impostazione deriva una conseguenza fondamentale. Localit&amp;agrave; come Bakhmut o Avdiivka non vengono conquistate per il loro valore simbolico o geografico in s&amp;eacute;, ma per la funzione che svolgono all'interno di un disegno operativo pi&amp;ugrave; ampio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Shaposhnikov: anche la mobilitazione segue la natura della guerra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il secondo grande autore &amp;egrave; Boris Shaposhnikov, maresciallo dell'Unione Sovietica e autore dell'opera monumentale &lt;em&gt;Il cervello dell'esercito&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se Svechin poneva al centro il rapporto tra strategia e politica, Shaposhnikov concentrava la propria attenzione sul ruolo dello Stato Maggiore e sulla mobilitazione dell'intero apparato nazionale. Industria, trasporti, logistica e produzione militare dovevano essere organizzati in funzione della guerra che realmente si stava combattendo, non di quella immaginata in tempo di pace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua idea fondamentale &amp;egrave; riassunta in una formula tanto semplice quanto decisiva: &amp;egrave; la natura della guerra a determinare il carattere della mobilitazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa prospettiva offre un'interessante chiave interpretativa dell'evoluzione del conflitto dopo il febbraio 2022.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella che inizialmente sembrava concepita come un'operazione militare limitata, finalizzata a costringere Kiev al negoziato, si &amp;egrave; progressivamente trasformata in una lunga guerra industriale contro uno Stato completamente mobilitato e sostenuto dalla NATO.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo la logica di Shaposhnikov, un simile cambiamento avrebbe inevitabilmente richiesto una trasformazione dell'intero sistema militare russo: reclutare nuove forze, ampliare la produzione industriale, sostituire gli equipaggiamenti perduti e costruire nuove unit&amp;agrave; capaci di sostenere una guerra di lunga durata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche la mobilitazione parziale annunciata da Vladimir Putin nel settembre 2022 pu&amp;ograve; essere letta attraverso questa lente teorica. Il richiamo di circa 300.000 riservisti non avrebbe potuto produrre effetti immediati sul campo di battaglia: uomini e mezzi dovevano prima essere addestrati, equipaggiati, organizzati e integrati nelle strutture esistenti prima di poter incidere concretamente sul piano operativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La profondit&amp;agrave; operativa: perch&amp;eacute; conquistare territorio non basta&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se Svechin e Shaposhnikov avevano posto al centro il rapporto tra strategia, politica e mobilitazione dello Stato, una seconda generazione di teorici sovietici cerc&amp;ograve; invece di rispondere a una domanda diversa: come si sconfigge un esercito moderno, protetto da sistemi difensivi sempre pi&amp;ugrave; profondi e resilienti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fu questa la grande questione lasciata aperta dalla Prima guerra mondiale. Il fronte statico, le trincee e la potenza di fuoco avevano dimostrato quanto fosse difficile trasformare un successo tattico in una vittoria strategica. Da questa riflessione nacque uno dei contributi pi&amp;ugrave; originali del pensiero militare sovietico: la teoria della &lt;strong&gt;profondit&amp;agrave; operativa&lt;/strong&gt;.&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tucha?evskij: non conta quanto territorio conquisti, ma quanto riesci a disgregare il sistema nemico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i protagonisti di questa elaborazione vi fu Michail Tucha?evskij, maresciallo dell'Unione Sovietica e uno dei principali artefici della dottrina della &lt;em&gt;Battaglia in profondit&amp;agrave;&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Glubokij Boj&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'idea di fondo era semplice ma rivoluzionaria. Un esercito moderno non combatte come un insieme di singole unit&amp;agrave; isolate: &amp;egrave; un sistema complesso formato da comando, logistica, artiglieria, comunicazioni, riserve, infrastrutture e capacit&amp;agrave; industriale. Colpire soltanto le truppe schierate in prima linea non basta. Occorre disarticolare l'intero organismo che permette all'esercito di continuare a combattere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa prospettiva, la conquista di una citt&amp;agrave; rappresenta soltanto un mezzo e non un fine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se il nemico mantiene intatte le proprie linee logistiche, continua a ricevere rinforzi, conserva il comando delle operazioni e riesce a ricostituire rapidamente il fronte, anche le vittorie tattiche pi&amp;ugrave; spettacolari rischiano di produrre effetti limitati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo decisivo diventa quindi la &lt;strong&gt;disintegrazione operativa&lt;/strong&gt;: distruggere progressivamente il funzionamento dell'intero sistema militare avversario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa chiave di lettura permette di osservare sotto una luce diversa anche il conflitto ucraino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pi&amp;ugrave; che inseguire grandi avanzate territoriali, la Russia sembrerebbe concentrare una parte crescente dei propri sforzi sul logoramento dei centri di comando, delle reti logistiche, delle infrastrutture energetiche, dei sistemi di ricognizione e delle capacit&amp;agrave; di coordinamento dell'esercito ucraino. L'obiettivo non sarebbe semplicemente occupare nuove porzioni di territorio, ma ridurre progressivamente la capacit&amp;agrave; dell'Ucraina di sostenere uno sforzo bellico organizzato nel lungo periodo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allo stesso tempo, per&amp;ograve;, il conflitto mostra anche i limiti della stessa teoria della Battaglia in profondit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La diffusione capillare di droni, campi minati, satelliti e sistemi d'arma a lungo raggio rende oggi molto pi&amp;ugrave; difficile trasformare una breccia tattica in un collasso operativo dell'intero fronte. La tecnologia &amp;egrave; cambiata profondamente rispetto agli anni Trenta, ma l'obiettivo strategico rimane sostanzialmente identico: disarticolare il sistema nemico prima ancora che conquistarne il territorio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Triandafillov: la guerra moderna si vince con offensive successive&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A sviluppare ulteriormente queste intuizioni fu Vladimir Triandafillov.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel suo volume &lt;em&gt;La natura delle operazioni degli eserciti moderni&lt;/em&gt; (1929), il teorico sovietico sostiene che gli eserciti industriali non possano pi&amp;ugrave; essere annientati attraverso un'unica battaglia decisiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ottenere risultati strategici occorre invece costruire una sequenza continua di offensive. Dopo il primo sfondamento devono seguirne immediatamente un secondo, un terzo e altri ancora, fino a impedire al nemico di ricostituire il proprio dispositivo difensivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nasce cos&amp;igrave; il concetto dei successivi scaglioni operativi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le prime forze aprono una breccia nel fronte; quelle che seguono penetrano in profondit&amp;agrave;, colpiscono depositi logistici, centri di comando e linee di comunicazione, impedendo all'avversario di riorganizzarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per Triandafillov, tuttavia, questo modello non dipende soltanto dal coraggio delle truppe o dalla qualit&amp;agrave; dei comandanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; soprattutto un problema di logistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La velocit&amp;agrave; di un'offensiva &amp;egrave; determinata dalla disponibilit&amp;agrave; di riserve, dalla densit&amp;agrave; delle forze, dalle capacit&amp;agrave; del genio militare, dai trasporti, dalle scorte di munizioni e dalla possibilit&amp;agrave; di alimentare continuamente ogni nuova fase dell'avanzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; proprio qui che emerge una delle caratteristiche pi&amp;ugrave; innovative della guerra in Ucraina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un campo di battaglia permanentemente osservato da satelliti, droni e sensori elettronici, qualsiasi concentrazione di uomini e mezzi diventa immediatamente individuabile e vulnerabile al fuoco di precisione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema, quindi, non consiste tanto nello sfondare una linea difensiva, quanto nel riuscire a sostenere l'avanzata successiva senza esporre grandi masse di soldati a perdite devastanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche per questa ragione, sostiene questa tradizione teorica, il ritmo delle operazioni tende inevitabilmente a rallentare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Isserson: la guerra &amp;egrave; una campagna continua&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ultimo tassello di questa elaborazione teorica &amp;egrave; rappresentato da Georgij Isserson.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel suo libro &lt;em&gt;L'evoluzione dell'arte operativa&lt;/em&gt;, pubblicato nel 1937, Isserson sostiene che la guerra moderna non possa pi&amp;ugrave; essere interpretata come una successione di operazioni isolate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni offensiva si collega alla precedente e prepara quella successiva, formando un'unica campagna militare continua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da questa prospettiva cambia anche il modo di valutare l'andamento della guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non bisogna chiedersi se una determinata offensiva abbia conquistato abbastanza territorio in poche settimane, ma se l'insieme delle operazioni stia progressivamente riducendo la capacit&amp;agrave; dell'avversario di rigenerare il proprio potenziale militare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La logica rimane quella del logoramento strategico delineata gi&amp;agrave; da Svechin: una sequenza di operazioni continue che, sommate nel tempo, finiscono per consumare la capacit&amp;agrave; del nemico di continuare a combattere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se questa interpretazione &amp;egrave; corretta, allora il parametro fondamentale per giudicare l'offensiva russa non sarebbe la velocit&amp;agrave; con cui avanza la linea del fronte, bens&amp;igrave; il grado di erosione del sistema militare ucraino nel suo complesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; proprio questo il filo conduttore che accomuna gran parte della tradizione dell'arte operativa sovietica e russa: la convinzione che la vittoria non dipenda tanto dalla conquista immediata del territorio, quanto dalla progressiva distruzione della capacit&amp;agrave; organizzativa del nemico di sostenere la guerra.&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Droni, satelliti e guerra elettronica: perch&amp;eacute; la dottrina russa continua a privilegiare il logoramento&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se i teorici sovietici degli anni Venti e Trenta avevano elaborato il concetto di &quot;profondit&amp;agrave; operativa&quot; pensando alle grandi guerre meccanizzate del Novecento, la rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni ha profondamente modificato il modo in cui questo principio viene applicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il protagonista di questa trasformazione &amp;egrave; Nikolaj Ogarkov, maresciallo dell'Unione Sovietica e capo di Stato Maggiore tra il 1977 e il 1984, considerato uno dei principali teorici della cosiddetta &lt;em&gt;Revolution in Military Affairs&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Ogarkov, il progresso nei sistemi di ricognizione, nelle comunicazioni e nelle armi di precisione avrebbe cambiato radicalmente il volto della guerra. In futuro non sarebbe pi&amp;ugrave; stato necessario penetrare fisicamente nelle retrovie del nemico per colpirne il sistema operativo. Grazie alla combinazione di intelligence, sensori, guerra elettronica e missili a lungo raggio, sarebbe stato possibile attaccare contemporaneamente l'intera profondit&amp;agrave; dello schieramento avversario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa intuizione costituisce il fondamento teorico delle grandi riforme che, a partire dal 2008, hanno trasformato le forze armate russe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le riorganizzazioni promosse prima dal ministro della Difesa Anatolij Serdjukov e successivamente da Sergej &amp;Scaron;ojgu e dal generale Valerij Gerasimov affondano infatti le proprie radici proprio nelle riflessioni di Ogarkov. L'obiettivo &amp;egrave; costruire uno strumento militare capace di integrare intelligence, ricognizione, guerra elettronica, fuoco di precisione e comando unificato all'interno di un unico sistema operativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per molti aspetti, il conflitto in Ucraina rappresenta la prima applicazione su larga scala di questa trasformazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le informazioni oggi viaggiano pi&amp;ugrave; velocemente degli eserciti. Un obiettivo pu&amp;ograve; essere individuato nel giro di pochi secondi e colpito quasi immediatamente. Droni, satelliti e sistemi di sorveglianza permanente consentono di raggiungere in profondit&amp;agrave; il dispositivo nemico senza dover necessariamente avanzare con grandi formazioni corazzate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La profondit&amp;agrave; operativa, in altre parole, non viene pi&amp;ugrave; conquistata soltanto con il movimento delle truppe, ma attraverso il controllo dell'informazione e la capacit&amp;agrave; di colpire con precisione l'intero sistema avversario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gerasimov e il campo di battaglia trasparente&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; in questo contesto che assume particolare rilievo la figura del generale Valerij Gerasimov.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diversamente dai suoi predecessori, Gerasimov non si limita a elaborare una teoria militare, ma si trova a dirigere una guerra convenzionale combattuta nel primo vero &quot;campo di battaglia trasparente&quot; della storia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Satelliti commerciali, droni, ricognizione elettronica e sistemi di sorveglianza permanente rendono infatti estremamente difficile concentrare uomini, mezzi e logistica senza essere immediatamente individuati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni accumulo di forze rischia di trasformarsi, nel giro di pochi minuti, in un bersaglio per l'artiglieria o per gli attacchi di precisione. Anche i posti di comando devono essere costantemente mobili e protetti da sofisticati sistemi di guerra elettronica per evitare di essere localizzati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da questa prospettiva emerge una possibile risposta alla domanda da cui siamo partiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La lentezza dell'offensiva russa non deve necessariamente essere interpretata come incapacit&amp;agrave; di manovra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un ambiente operativo dominato dalla sorveglianza continua, il ritmo delle operazioni dipende innanzitutto dalla possibilit&amp;agrave; di conservare il proprio potenziale di combattimento e sfruttare temporanee finestre di opportunit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni accelerazione eccessiva potrebbe comportare concentrazioni di forze troppo vulnerabili agli attacchi nemici e tradursi in perdite molto pi&amp;ugrave; elevate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il comandante si trova cos&amp;igrave; di fronte a un dilemma permanente: avanzare pi&amp;ugrave; rapidamente oppure preservare la capacit&amp;agrave; di combattimento delle proprie unit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una possibile chiave di lettura, non una verit&amp;agrave; definitiva&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Naturalmente tutto questo non significa che la condotta russa sia stata esente da errori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Problemi logistici, difficolt&amp;agrave; di comando, limiti industriali o vincoli politici possono aver inciso, e continuano probabilmente a incidere, sull'andamento della guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo di questa ricostruzione non &amp;egrave; dimostrare che la strategia russa sia perfetta o inevitabilmente vincente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Piuttosto, offre un diverso quadro interpretativo attraverso cui leggere il conflitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se questa tradizione teorica viene presa sul serio, allora la domanda fondamentale cambia radicalmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; pi&amp;ugrave;: &lt;strong&gt;&quot;Perch&amp;eacute; la Russia avanza cos&amp;igrave; lentamente?&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma piuttosto:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&quot;Il ritmo delle operazioni russe &amp;egrave; coerente con la logica strategica che da oltre un secolo caratterizza il pensiero militare dello Stato Maggiore di Mosca?&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>rethink.power</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/1461177rusadvacnce.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Dalle spese mediche ai rifiuti: perché i turisti usano i nostri servizi senza pagarli davvero</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dalle_spese_mediche_ai_rifiuti_perch_i_turisti_usano_i_nostri_servizi_senza_pagarli_davvero/45289_68664/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Angela Fais&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualche giorno fa una coppia di turisti americani in vacanza in Puglia, necessitando di assistenza sanitaria per la figlia neonata, si &amp;egrave; rivolta a un ospedale locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, la Asl di Bari applicando le tariffe regionali previste per i cittadini stranieri che, non iscritti al SSN, non rientrano tra gli aventi diritto, emette una fattura di 1700euro. Importo di gran lunga inferiore rispetto agli USA, dove 1 giorno di ricovero pu&amp;ograve; arrivare a costare anche 10mila euro e oltre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I genitori per&amp;ograve;, sprovvisti di quelle polizze assicurative che proprio nel loro paese invece sono indispensabili per ricevere assistenza sanitaria, non avendo gli USA un servizio sanitario nazionale pubblico e gratuito, si indignano profondamente e si rifiutano di pagare. &amp;ldquo;Pensavamo a una truffa&amp;rdquo; hanno dichiarato, annunciando una battaglia legale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; intervenuta anche la CGIL che inspiegabilmente d&amp;agrave; loro ragione e torto alla ASL.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi fatti ci danno la possibilit&amp;agrave; di fare alcune considerazioni, dal momento che il turismo di massa stravolge i nostri territori, la vita di chi li abita e le comunit&amp;agrave; che quotidianamente accolgono i turisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Relativamente ai turisti statunitensi, c&amp;rsquo;&amp;egrave; un doppio tema. Innanzitutto ricorre un topos coloniale finanche troppo inflazionato nella nostra storia. Perch&amp;eacute; mai, infatti, due americani in vacanza in uno dei protettorati dell&amp;rsquo; Impero, dovrebbero pagare i servizi erogati?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo, in realt&amp;agrave;, non lo fa nessun turista. La questione dei servizi qui &amp;egrave; centrale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il turista durante il suo soggiorno usufruisce ampiamente di tutta una serie di servizi che la Comunit&amp;agrave; provvede a erogare, sia servizi alla persona che servizi di pubblica utilit&amp;agrave;, senza per&amp;ograve; contribuirvi in alcun modo. Ricordiamocene quando sentiamo ripetere il luogo comune del &amp;ldquo;turista che porta i soldi&amp;rdquo;. Si badi bene, infatti, che la tassa di soggiorno che il turista paga, come previsto dal DL n.23 di marzo 2011 e secondo quanto ha recentemente ribadito la Corte dei Conti, &amp;egrave; un tributo a destinazione vincolata e pertanto destinata esclusivamente agli ambiti turistici e a quelli ad essi correlati ma mai pu&amp;ograve; essere utilizzata per scopi anche solo indirettamente connessi al turismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulla scorta di queste considerazioni non sembra una proposta peregrina quella di tassare i turisti nella misura in cui usufruiscono dei servizi della Comunit&amp;agrave; che li ospita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molte citt&amp;agrave; italiane intensamente interessate dal turismo di massa, come ad esempio Palermo, Genova, Roma, Firenze, prevedono a breve consistenti aumenti della TARI che, ricordiamolo, &amp;egrave; un tributo a carico del possessore e non del consumatore occasionale, che pure produce immondizia e usufruisce dei servizi. Nella fattispecie, i turisti producono molti pi&amp;ugrave; rifiuti pro capite rispetto ai residenti. Come dimostrano i dati raccolti da ISPRA, i servizi di pulizia urbana sono messi in crisi dall&amp;rsquo;overtourism. Si pensi che un turista arriva a produrre 1,2kg di spazzatura al giorno contro i 500gr di un residente. Stessa situazione anche nei piccoli Comuni che arrivano a gestire il doppio dei rifiuti rispetto ai periodi invernali o ordinari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sembra coretto, quindi, che si chieda loro un equo contributo fiscale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, riformulare la tari o l&amp;rsquo;imposta di soggiorno e trasformarla in una tassa di scopo legata ai rifiuti o prevedere un suo raddoppio con un vincolo di destinazione specifico per la pulizia urbana, sarebbe una proposta da considerare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiedendo un contributo di questo tipo, tra l&amp;rsquo;altro, sia chiaro che non si corre il rischio di scoraggiare i turisti dal fare una vacanza nel nostro paese. Infatti, a Venezia a fronte dell&amp;rsquo;introduzione del ticket turistico non si &amp;egrave; riscontrata una riduzione significativa rispetto al numero di visitatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta semplicemente di fare in modo che i turisti corrispondano in maniera equa rispetto ai servizi di cui usufruiscono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non salassare i turisti, ma far si che contribuiscano nella giusta proporzione al finanziamento dei servizi pubblici, che partecipino attivamente al benessere collettivo. Far s&amp;igrave; che generino un valore per la comunit&amp;agrave; che vada oltre il consumo di qualche coperto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;------&lt;/p&gt;
&lt;h1 class=&quot;product_title entry-title&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/pietre-senza-popolo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;PIETRE SENZA POPOLO&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/pietre-senza-popolo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Pietre-senza-popolo-copertina2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;887&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a87ec10beaa6.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Economie in crisi, competizione, debito</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-economie_in_crisi_competizione_debito/52860_68665/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Giannini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;rsquo;interno del circuito globale dell&amp;rsquo;economia, improntata sul modello del mercato e della moneta&lt;a href=&quot;#_ftn1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt;, quali fattori decisivi del sistema capitalistico fondato sul valore di scambio, tutti gli Stati, sono, in qualche misura interdipendenti. Nessuno &amp;egrave; veramente in grado di essere autarchico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ricchezza generata all&amp;rsquo;interno ed i proventi delle produzioni, anche nel caso di surplus da esportare, non sono sufficienti a soddisfare i trasferimenti che il governo centrale dovrebbe assicurare alla popolazione in termini di servizi e stipendi (costi infrastrutturali e del comparto pubblico).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi sono fabbisogni cos&amp;igrave; eterogenei (la differenza della capacit&amp;agrave; di spesa dovuta alla divisione in classi della societ&amp;agrave;) e crescenti (l&amp;rsquo;induzione al consumo, la necessit&amp;agrave; di possedere sempre pi&amp;ugrave; beni) per far fronte ai quali Paesi e cittadini ricorrono a sovvenzioni esterne. Il punto &amp;egrave; che, al di l&amp;agrave; di ipotizzare sistemi di gestione diversa e dal basso (autogoverno ed economia circolare), e quindi, difficilmente riproducibili su grande scala, occorre tenere presente che siffatto paradigma crea cattiva distribuzione della ricchezza, aumenta le diseguaglianze e produce ogni sorta di dipendenza. Pertanto, una volta accettato questo schema, diventa difficile, soprattutto da quando si &amp;egrave; imposto il pensiero unico liberista (la dittatura dell&amp;rsquo;ideologia liberal) provare soluzioni differenti. Anche perch&amp;eacute; il compromesso tra capitale e lavoro, sottoscritto in tante Costituzioni novecentesche, &amp;egrave; costantemente sotto attacco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Stati, dunque, incardinati all&amp;rsquo;interno di una struttura priva di equilibri, esautorati dai reali processi decisionali, e con risorse insufficienti, cercano di finanziare le loro innumerevoli attivit&amp;agrave; ricorrendo a prestiti. Questo meccanismo d&amp;agrave; vita alla spirale perversa del debito. Un processo, che viene costantemente alimentato ed accettato, e che, a causa di mancanza di solvibilit&amp;agrave; vede scaricare le colpe di scelte improvvide sui sudditi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A pagare saranno sempre i sottoposti, accusati dalla narrazione mainstream, funzionale al modello stesso (il dominio dello sfruttamento capitalistico) di voler condurre una vita superiore alle proprie possibilit&amp;agrave; materiali. Quindi, la soluzione &amp;egrave; l&amp;rsquo;austerit&amp;agrave;. Un concetto diventato dogma. E seguono politiche di rinuncia: ridimensionamento del welfare, tagli ai salari, precarizzazione del lavoro, svendita del patrimonio pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un blocco, che determina conseguenze sulle entit&amp;agrave; statali (stagnazione, recessione) e sui salariati (inflazione e perdita del potere d&amp;rsquo;acquisto) fino al gioco perfido legato alle speculazioni. In questi anni di guerre &amp;ldquo;interessate&amp;rdquo;, con l&amp;rsquo;aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi energetici, ne vediamo gli effetti sulla nostra pelle. Allora, per risanare i conti, anche in nome di inadeguate valutazioni, di meccanismi che ci siamo auto imposti - &amp;egrave; il caso dei vincoli economici e fiscali dal Trattato di Maastricht in poi - in quanto sudditi, dobbiamo accettare il sacrificio. Il disavanzo pubblico va ripianato emettendo obbligazioni, attraverso la svendita di titoli del debito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo fenomeno chiama in causa diversi soggetti, pubblici e privati: le banche centrali, i possessori dei titoli, i grossi fondi di investimento, il ruolo dei mercati (regolamentati e non). Ed &amp;egrave; un aspetto che ha assunto un ruolo predominante nell&amp;rsquo;ultimo trentennio. Agevolato dal fatto che gli Stati hanno oramai un ruolo residuale in conseguenza della finanziarizzazione delle economie. Un capitalismo di tipo classico affiancato dal capitalismo finanziario, che si avvale di strumenti e dispositivi creati ad hoc (hedge fund, mutui sub prime, derivati, cartolarizzazioni). Pensati per drenare risorse, disancorati dalle realt&amp;agrave; produttive, e che, attraverso un infinito processo di accumulazione, generano false aspettative e drogano i mercati. Destabilizzando le economie, inasprendo le diseguaglianze. Ed &amp;egrave; lo stesso meccanismo alla base delle speculazioni e delle cd. bolle. Oggi, i Paesi sono sudditi dei grossi fondi (BlackRock, Vanguard ecc.) detentori, in misura sempre maggiore, dei titoli di un debito pubblico in costante ascesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Decenni di &quot;ristrutturazioni&quot; (liberalizzazioni, privatizzazioni, taglio della spesa pubblica), politiche austeritarie (parametri fiscali ed economici da rispettare, vincoli di bilancio), finanziarizzazione dell'economia, attaccando il welfare per risanare un debito, che vede crescere la spesa per gli interessi. Giocando con i risparmi privati. Misure dove i redditi reali (quelli prodotti dal lavoro e dallo stesso quantificati &amp;ndash; i salari) vengono soppiantati da ricavi virtuali e rendite finanziarie. Il debito rimane lo scopo principale dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; dei governi e dei fondi. Vi &amp;egrave; poi la guerra tra un capitalismo de-globalizzato, nella versione trumpiana - una lotta interna al sistema americano, che poggia sulle criptovalute, il gas, il petrolio, l&amp;rsquo;intelligenza artificiale per fare concorrenza ai grandi fondi - e il modello europeo della commissione von der Leyen, ispirata da Draghi, che vorrebbe dirottare i risparmi privati in funzione del debito per dar luogo ad un tipo di gestione continentale e concorrenziale a quella americana, ma che, nei fatti, si traduce in nuove politiche di austerit&amp;agrave;. Far ripartire l&amp;rsquo;Europa con un innesto massiccio di liquidit&amp;agrave;.&lt;a href=&quot;#_ftn2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; In verit&amp;agrave;, &amp;egrave; da prima dello scoppio della sindemia da covid che sentiamo parlare di shock economico e di bazooka. Centinaia di miliardi di euro spesi e ora da recuperare per stimolare l&amp;rsquo;economia della UE, che paga le conseguenze di decisioni affrettate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La riconversione bellica funge da traino di una ripresa, che riguarda l&amp;rsquo;ambito delle armi e le industrie co-interessate (le valutazioni in corso nel settore automobilistico), i lobbisti. Giunti a questo punto, anche in considerazione dell&amp;rsquo;eccessivo aumento degli oneri per il riarmo (&amp;ldquo;il debito buono&amp;rdquo;), degli ingenti investimenti dietro all'intelligenza artificiale, con i loro distorti impatti sui pil e la crescita, e delle impellenti necessit&amp;agrave; legate alle migrazioni ed ai mutamenti climatici, saremo in grado di ottemperare agli impegni economici sottoscritti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt; Intesi in senso generale. Sulla libera concorrenza, la regolamentazione dei mercati, e sull&amp;rsquo;uso della moneta come strumento per lo scambio e le nuove valute digitali si potrebbe aprire un capitolo a parte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; Vedi anche Alessandro Volpi&amp;nbsp; - &amp;nbsp;La guerra della finanza &amp;ndash; Trump e la fine del capitalismo globale - 2025&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il Principe</category>
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                            <item>
                    <title>&quot;Prima spariamo, poi cerchiamo le prove&quot;: la denuncia shock dell’ONG israeliana sulla strategia a Gaza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-prima_spariamo_poi_cerchiamo_le_prove_la_denuncia_shock_dellong_israeliana_sulla_strategia_a_gaza/45289_68658/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Il 30 agosto, la ONG israeliana Breaking the Silence &lt;a href=&quot;https://www.middleeasteye.net/news/israeli-army-shoots-first-and-finds-reasons-justify-mass-killings-later-veterans-group-says&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha lanciato&lt;/a&gt; pesanti accuse contro la condotta delle forze armate di Tel Aviv nella Striscia di Gaza. In un'intervista rilasciata a France24, Nadav Weiman, rappresentante dell'organizzazione, ha dichiarato che l'esercito adotta la prassi del &amp;laquo;prima spariamo e poi cerchiamo una ragione&amp;raquo;, indicando questo meccanismo come una delle cause principali dell'elevato &lt;a href=&quot;/dettnews-gaza_2026_la_stima_shock_di_polya_875000_morti_tra_violenza_e_privazioni/39602_66557/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;numero di vittime civili&lt;/a&gt; nel genocidio proseguito nel 2023.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Weiman ha definito questo metodo &amp;laquo;incriminazione retrospettiva&amp;raquo;: i civili vengono uccisi e solo successivamente si cercano giustificazioni, sostenendo ad esempio che si trovassero nei pressi di una postazione di Hamas. &amp;laquo;Prima spariamo, uccidiamo, poi pensiamo e cerchiamo di capire perch&amp;eacute; &amp;egrave; successo&amp;raquo;, ha spiegato Weiman, aggiungendo che l'intelligence analizza ex post i profili delle vittime per individuare legami con Hamas o la Jihad Islamica. &amp;laquo;Non credo che l'equipaggio di un carro armato che spara contro un ospedale abbia con s&amp;eacute; un catalogo con i nomi di 25.000 militanti. &amp;Egrave; un'analisi che viene fatta sempre a posteriori&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Secondo il rappresentante della ONG, le regole di ingaggio permissive favoriscono violazioni dei diritti umani su larga scala. Weiman ha inoltre condannato le recenti violenze in Cisgiordania, tra cui il sequestro di un attivista britannico da parte di coloni armati.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Dall'avvio del piano di cessate il fuoco promosso dagli Stati Uniti nell'ottobre 2025, oltre 1.300 palestinesi &lt;a href=&quot;/dettnews-gaza_raid_di_israele_senza_sosta_oltre_1100_morti_dal_piano_usa/82_68092/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;hanno perso la vita&lt;/a&gt;. Il bilancio complessivo stimato dal 2023 supera ormai le 73.000 vittime ufficiali, ma il collasso del sistema sanitario rende complessa la tracciabilit&amp;agrave;. Migliaia di corpi restano dispersi sotto le macerie o inceneriti da armi termobariche. Secondo &lt;a href=&quot;/dettnews-mortalit_a_gaza_media_occidentali_sottostimano_i_dati_di_12_volte/45289_68298/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;studi indipendenti e riviste scientifiche come The Lancet&lt;/a&gt;, la conta reale &amp;mdash; includendo le morti indirette &amp;mdash; potrebbe salire a centinaia di migliaia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&lt;/p&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>&quot;Scudo di Achille&quot;: Israele e Grecia firmano uno storico accordo di difesa da 3,5 miliardi di dollari</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-scudo_di_achille_israele_e_grecia_firmano_uno_storico_accordo_di_difesa_da_35_miliardi_di_dollari/45289_68659/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Il 31 agosto &lt;a href=&quot;/dettnews-israele_e_grecia_tornano_a_volare_insieme_la_mossa_strategica_che_sfida_la_turchia/82_67924/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Israele e la Grecia&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/3fec1b0a85a0/business/aerospace-defense/israel-signs-35-billion-air-defence-deal-with-greece-2026-08-31/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;hanno siglato&lt;/a&gt; un maxi-accordo di difesa aerea dal valore di 3,5 miliardi di dollari. L'intesa prevede il rafforzamento dello scudo difensivo di Atene da parte di Tel Aviv attraverso la costruzione di un sistema integrato e &quot;multistrato&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Secondo il Ministero della Difesa israeliano, si tratta del pi&amp;ugrave; grande contratto di esportazione bellica mai stipulato con la Grecia, nonch&amp;eacute; di uno dei pi&amp;ugrave; imponenti nella storia dello Stato ebraico. Battezzato &quot;Scudo di Achille&quot;, l'accordo prevede la fornitura di avanzati sistemi di difesa anti-missile e anti-drone, tra cui David's Sling, SPYDER e BARAK MX. Per la prima volta, Israele fornir&amp;agrave; a una nazione estera un&amp;rsquo;architettura difensiva completa e multilivello, basata interamente sulla propria tecnologia e sull'esperienza operativa maturata sul campo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;L'intesa &amp;egrave; stata firmata a Tel Aviv dal Direttore Generale del Ministero della Difesa israeliano, Amir Baram, e dal suo omologo greco, Ioannis Bouras. Da Atene definiscono l'operazione come &amp;laquo;la pi&amp;ugrave; grande riforma delle forze armate nella storia del Paese&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;L'asse tra Israele, Grecia e Cipro &lt;a href=&quot;/dettnews-guerra_e_affari_la_splendida_opportunit_di_marketing_che_unisce_grecia_cipro_e_tel_aviv/82_66859/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;continua&lt;/a&gt; cos&amp;igrave; a consolidarsi. Ad agosto, il Capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir ha incontrato l'omologo greco Dimitrios Choupis per ribadire la rilevanza strategica della cooperazione militare. Gi&amp;agrave; a maggio, nel corso di una conferenza diplomatica ad Atene, era emersa la volont&amp;agrave; di trasformare l'intesa in un vero e proprio &quot;allineamento strategico formale&quot; incentrato su difesa, energia e infrastrutture.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;I tre Paesi, che a fine 2025 hanno gi&amp;agrave; sottoscritto un piano d'azione militare trilaterale per il 2026 volto a bilanciare l'influenza turca nella regione, valutano da tempo anche la creazione di una forza congiunta di intervento rapido nel Mediterraneo orientale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;_______________________________________&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAI ALLA PROMO:&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a class=&quot;anchor-url&quot; href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/gaza-noi-non-dimentichiamo-offerta-lampo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/c6a1f6d8-52cb-4191-a939-943be0340da0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;900&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;GAZA. SAREMO LA VOSTRA MEMORIA STORICA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ci sono storie che non possono essere archiviate. Ci sono testimonianze che chiedono di essere ascoltate. E ci sono parole che, davanti alla tragedia di Gaza, rifiutano il silenzio. LAD Edizioni propone un pacchetto speciale con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tre libri dedicati a Gaza&lt;/strong&gt;, tre prospettive diverse ma unite dalla necessit&amp;agrave; di diffondere il pi&amp;ugrave; grande crimine della nostra epoca.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d5.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;inferno del genocidio a Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Wasim Said &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;14&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una testimonianza che non cerca compassione, ma responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d7.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel dolore di Gaza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Yousri Alghoul &amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;12&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La voce di chi vive e racconta il dolore di Gaza dall&amp;rsquo;interno.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;img class=&quot;emoji emoji-image&quot; src=&quot;https://web.telegram.org/k/assets/img/emoji/1f4d8.png&quot; alt=&quot;????&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza muore mentre il mondo tace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderno 02 de L&amp;rsquo;Antidiplomatico&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;mdash;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;8,90&amp;euro;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un dossier per comprendere ci&amp;ograve; che accade mentre il mondo guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong&gt;OFFERTA LAMPO &amp;mdash; PRIMI 20&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tutti e tre i libri a soli 30&amp;euro; invece di 34,90&amp;euro;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Perch&amp;eacute; dimenticare significa lasciare che i fautori del silenzio vincano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gaza. Noi non dimentichiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                            <item>
                    <title>Caitlin Johnstone - Funzionari israeliani promuovono teorie del complotto antisemite su Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-caitlin_johnstone__funzionari_israeliani_promuovono_teorie_del_complotto_antisemite_su_israele/39602_68660/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.caitlinjohnst.one/p/israeli-officials-promote-antisemitic?utm_source=post-email-title&amp;amp;publication_id=82124&amp;amp;post_id=213641326&amp;amp;utm_campaign=email-post-title&amp;amp;isFreemail=true&amp;amp;r=2xdvne&amp;amp;triedRedirect=true&amp;amp;utm_medium=email&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;Caitlin Johnstone&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Nelle ultime ore, alcune dichiarazioni e contenuti condivisi da esponenti del governo israeliano hanno sollevato forti polemiche internazionali, riaccendendo il dibattito sull'uso di retoriche estremiste e stereotipi politici.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Durante un'intervista all'emittente israeliana &lt;em data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;47&quot;&gt;Channel 12&lt;/em&gt;, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato di essere &amp;laquo;contro l'Iran da quasi 40 anni&amp;raquo; e di aver lavorato a lungo per convincere gli Stati Uniti a sostenere un'azione militare contro Teheran. &amp;laquo;Ci &amp;egrave; voluto molto tempo per coinvolgere gli Stati Uniti&amp;raquo;, ha affermato Netanyahu, attribuendo il risultato alla sua intensa presenza sui media americani: &amp;laquo;Ho partecipato a quasi mille ore di trasmissioni televisive negli USA, esercitando un'influenza e sfruttando una conoscenza approfondita dei leader americani&amp;raquo;. Le sue parole sono state commentate dal giornalista Max Blumenthal, che ha sottolineato come tali affermazioni vadano a toccare temi storicamente complessi e dibattuti circa l'influenza della politica estera israeliana su Washington.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Parallelamente, il Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir &amp;egrave; finito al centro delle critiche per aver condiviso sui propri canali social un video generato tramite intelligenza artificiale. La clip, successivamente rimossa a seguito dell'indignazione pubblica, mostrava immagini stilizzate di palestinesi condotti all'interno di strutture di detenzione delimitate da filo spinato.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;L'episodio ha suscitato immediate reazioni, poich&amp;eacute; l'accostamento tra le politiche attuali e l'iconografia dei campi di concentramento rientra tra le rappresentazioni ciclicamente condannate dalle organizzazioni internazionali contro l'odio e la discriminazione. Le dichiarazioni di Netanyahu e l'iniziativa di Ben-Gvir continuano a far discutere analisti e osservatori internazionali sulla comunicazione strategica dell'esecutivo di Tel Aviv.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;________________&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Giornalista e saggista australiana. Pubblica tutti i suoi articoli nella newsletter personale:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.caitlinjohnst.one/&quot;&gt;https://www.caitlinjohnst.one/&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>L'Iran lancia il piano alla SCO: Banca comune e Consorzio Energetico per sfidare l'Occidente</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_lancia_il_piano_alla_sco_banca_comune_e_consorzio_energetico_per_sfidare_loccidente/82_68661/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Nel corso del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), svoltosi a Bishkek in Kirghizistan, il Presidente dell'Iran, Masud Pezeshkian, ha presentato tre proposte strategiche per rafforzare la cooperazione economica ed energetica tra i Paesi membri. Intervenendo all'evento &amp;mdash; centrato sul tema &amp;laquo;25 anni della SCO: insieme per la pace, lo sviluppo e il benessere sostenibile&amp;raquo; &amp;mdash;, il leader iraniano ha sottolineato lo stretto legame tra sicurezza e sviluppo, evidenziando la necessit&amp;agrave; per il blocco eurasiatico di far progredire parallelamente il profilo economico e quello difensivo.&lt;/p&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Le tre proposte economiche ed energetiche&lt;/h4&gt;
&lt;ol start=&quot;1&quot; data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;5,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Cooperazione finanziaria e bancaria:&lt;/strong&gt; Pezeshkian ha proposto di estendere l'uso delle valute nazionali nei regolamenti commerciali tra i Paesi membri, creare meccanismi congiunti di finanziamento e istituire una Banca della SCO. L'obiettivo &amp;egrave; aumentare l'autonomia economica del blocco e ridurre la vulnerabilit&amp;agrave; delle catene di approvvigionamento agli shock esterni e alle sanzioni.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;5,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Supporto al commercio e agli investimenti:&lt;/strong&gt; La seconda iniziativa prevede la nascita di un'Unione per l'assicurazione delle esportazioni e degli investimenti della SCO, pensata per agevolare e tutelare i flussi commerciali e le attivit&amp;agrave; finanziarie intra-blocco.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;5,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Consorzio Energetico della SCO:&lt;/strong&gt; La terza proposta punta a creare una rete integrata per ottimizzare la produzione, il trasporto e il consumo di energia tra i Paesi membri, consolidando il peso dell'organizzazione sul mercato energetico globale.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Sicurezza, diplomazia e critica agli USA&lt;/h4&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Oltre alle misure economiche, Pezeshkian ha suggerito l'istituzione di un &lt;strong data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;74&quot;&gt;Centro di Studi sulla Sicurezza Strategica&lt;/strong&gt; per monitorare le minacce regionali e di un &lt;strong data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;161&quot;&gt;Forum Parlamentare&lt;/strong&gt; per favorire il dialogo legislativo tra le nazioni del blocco.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Durante il suo discorso, il Presidente iraniano ha anche condannato le recenti operazioni militari condotte da Israele e Stati Uniti contro l'Iran, definendole palesi violazioni del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Pezeshkian ha ribadito che Teheran resta pronta a rispettare i propri impegni diplomatici qualora Washington torni ad adempiere agli intesi stabiliti nei negoziati, invitando i membri della SCO a contrastare le politiche basate sull'uso unilaterale della forza.&lt;/p&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il ruolo dell'Iran nella SCO&lt;/h4&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;L'Iran &amp;egrave; entrato a far parte ufficialmente della SCO nel 2023, nell'ambito di una strategia volta a consolidare i legami con l'Est e il Sud globale e a contrastare l'isolamento economico occidentale. L'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, fondata nel 2001, comprende oggi 10 Stati membri &amp;mdash; tra cui Cina, Russia, India e Pakistan &amp;mdash; e rappresenta uno dei principali pilastri del multilateralismo e della cooperazione strategica in Eurasia.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/073805ocssgangai78_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Guerra all'Iran, bufera al Pentagono: il capo dell'Esercito lascia il suo incarico</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-guerra_alliran_bufera_al_pentagono_il_capo_dellesercito_lascia_il_suo_incarico/82_68662/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Il Segretario all'Esercito degli Stati Uniti, Dan Driscoll, ha rassegnato le dimissioni luned&amp;igrave;, in un clima di forte tensione ai vertici militari americani legato all'andamento del conflitto con l'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Secondo quanto &lt;a href=&quot;https://www.wsj.com/politics/national-security/army-secretary-resigns-after-months-of-friction-with-hegseth-9c124207&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riportato&lt;/a&gt; dal Wall Street Journal, le dimissioni arrivano al culmine di mesi di attrito con il Segretario alla Difesa Pete Hegseth. Fonti di stampa sottolineano come il Dipartimento della Difesa sia attraversato da profonde spaccature interne, causate sia dalla riorganizzazione avviata da Hegseth, sia dai problemi logistici e di approvvigionamento emersi durante il conflitto con Teheran, ormai protrattosi per oltre sei mesi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Network americani come Fox News &lt;a href=&quot;https://www.foxnews.com/politics/army-secretary-dan-driscoll-submits-resignation-trump&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;evidenziano&lt;/a&gt; che Driscoll fosse fortemente contrario alla decisione di Hegseth di rimuovere numerosi generali e alti ufficiali, ritenendo che tali licenziamenti stessero privando le forze armate di figure chiave e competenze strategiche. Tra le personalit&amp;agrave; rimosse da Hegseth figurano il Segretario alla Marina John Phelan, il Comandante delle Forze statunitensi in Europa e Africa, Generale Christopher Donahue, e il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Randy George.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda lo stato di preparazione delle truppe. Gli attacchi e la resistenza iraniana hanno creato importanti criticit&amp;agrave; logistiche per l'esercito americano, sollevando dubbi sulla capacit&amp;agrave; di reazione rapida del personale sul campo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;L'uscita di scena di Driscoll lascia l'Esercito statunitense temporaneamente privo di una guida civile confermata, proprio in un momento delicato delle operazioni militari. Non &amp;egrave; ancora stato reso noto se la Casa Bianca abbia formalmente accolto le dimissioni o chi sia indicato per la successione.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>Energia, industria e sicurezza mettono l’Europa alle corde</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-energia_industria_e_sicurezza_mettono_leuropa_alle_corde/82_68656/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Europa &amp;egrave; entrata in una nuova fase. Per decenni la sua prosperit&amp;agrave; si &amp;egrave; fondata su un equilibrio difficilmente replicabile: energia russa a basso costo, accesso al gigantesco mercato cinese, commercio globale aperto, protezione militare statunitense e primato tecnologico occidentale. Oggi, quasi tutti questi pilastri sono entrati contemporaneamente in crisi. La stessa Ursula von der Leyen ha &lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/actualidad/625100-europa-pierde-rusia-choca-china&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riconosciuto&lt;/a&gt; che le &amp;laquo;certezze&amp;raquo; su cui l&amp;rsquo;Unione ha costruito il proprio modello economico sono ormai venute meno. Il primo problema &amp;egrave; l&amp;rsquo;energia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I prezzi europei restano molto pi&amp;ugrave; elevati rispetto a quelli di Stati Uniti e Cina, mentre la rottura dei rapporti con Mosca ha costretto l&amp;rsquo;UE a sostituire il gas russo con forniture pi&amp;ugrave; costose. Il risultato &amp;egrave; una pressione crescente sulla competitivit&amp;agrave; industriale. Le riserve di gas, inoltre, alla fine di agosto risultavano inferiori alla media stagionale, mentre l&amp;rsquo;Europa continua a dipendere fortemente dalle importazioni di combustibili e materie prime. Anche il rapporto con la Cina &amp;egrave; cambiato radicalmente. Pechino non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; soltanto un mercato di sbocco, ma un concorrente industriale e tecnologico sempre pi&amp;ugrave; difficile da affrontare. Il deficit commerciale europeo con la Cina ha raggiunto livelli record, mentre numerosi settori strategici dipendono ancora dalle catene di approvvigionamento cinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le restrizioni reciproche rischiano cos&amp;igrave; di trasformarsi in un boomerang per l&amp;rsquo;industria europea, soprattutto nei comparti ad alta tecnologia, dalla microelettronica alla fotonica fino alla meccanica di precisione. E poi c&amp;rsquo;&amp;egrave; Washington. Gli Stati Uniti stanno rendendo sempre pi&amp;ugrave; evidente che la difesa dell&amp;rsquo;Europa non rappresenta pi&amp;ugrave; la loro priorit&amp;agrave; assoluta. Agli europei viene chiesto di spendere di pi&amp;ugrave; per la propria sicurezza, mentre Washington concentra l&amp;rsquo;attenzione sul territorio nazionale, sull&amp;rsquo;emisfero occidentale e sull&amp;rsquo;Indo-Pacifico. Paradossalmente, proprio mentre l&amp;rsquo;Europa perde i vecchi vantaggi economici, aumenta le proprie spese militari e cerca di ricostruire una capacit&amp;agrave; industriale autonoma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; questo il vero nodo della crisi europea: il modello che aveva garantito prosperit&amp;agrave;, sicurezza e competitivit&amp;agrave; non esiste pi&amp;ugrave;, ma un nuovo modello non &amp;egrave; ancora stato costruito. L&amp;rsquo;Europa si trova quindi davanti a una scelta che per anni ha cercato di rinviare: continuare a seguire una strategia definita altrove oppure recuperare margini di autonomia economica, energetica e geopolitica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>L’Eastern Economic Forum sfida la logica dei blocchi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-leastern_economic_forum_sfida_la_logica_dei_blocchi/82_68657/</link>
                    <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Dal 1&amp;deg; al 4 settembre Vladivostok torna al centro della scena internazionale con l&amp;rsquo;11&amp;ordf; edizione dell&amp;rsquo;&lt;a href=&quot;https://tass.com/economy/2179867&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Eastern Economic Forum&lt;/a&gt; (EEF), dedicata quest&amp;rsquo;anno a un tema tutt&amp;rsquo;altro che simbolico: &amp;ldquo;L&amp;rsquo;Estremo Oriente: sviluppo a beneficio delle persone&amp;rdquo;. Nato nel 2015 per accelerare lo sviluppo dell&amp;rsquo;Estremo Oriente russo e rafforzarne i legami economici con l&amp;rsquo;Asia-Pacifico, il forum &amp;egrave; diventato negli anni una delle principali piattaforme di cooperazione economica della Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I numeri raccontano meglio di qualsiasi dichiarazione la sua crescita: dal 2018 gli accordi conclusi ogni anno hanno superato i 3 trilioni di rubli, mentre nel 2025 &amp;egrave; stato raggiunto il record di 358 intese per 6.058 trilioni di rubli, circa 71 miliardi di dollari. Ma l&amp;rsquo;EEF non &amp;egrave; soltanto un appuntamento economico. &amp;Egrave; soprattutto una fotografia della progressiva proiezione della Russia verso l&amp;rsquo;Asia, mentre i rapporti con l&amp;rsquo;Occidente rimangono segnati da sanzioni e contrapposizione geopolitica. Per l&amp;rsquo;edizione 2026 sono attesi rappresentanti di 80 Paesi, con oltre 70 eventi dedicati a investimenti, infrastrutture, tecnologia, logistica e sviluppo regionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolarmente significativo sar&amp;agrave; il blocco dedicato al Far East come &amp;ldquo;polo di interazione internazionale&amp;rdquo;, con dialoghi specifici tra Russia e Cina, Russia e India e Russia e ASEAN. Non &amp;egrave; un dettaglio secondario: proprio Vladivostok rappresenta uno dei punti geografici attraverso cui Mosca sta cercando di trasformare la propria posizione nell&amp;rsquo;Estremo Oriente in una piattaforma permanente di integrazione con le economie asiatiche. Anche la presenza di grandi partner russi e di un sistema di pagamento internazionale come A7 conferma la crescente attenzione verso infrastrutture finanziarie e commerciali alternative ai circuiti dominati dall&amp;rsquo;Occidente. A fare da filo conduttore sar&amp;agrave; dunque una domanda strategica: pu&amp;ograve; il Far East diventare uno dei motori della nuova architettura economica eurasiatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;EEF 2026 offrir&amp;agrave; una risposta importante, non soltanto per la Russia, ma per comprendere in quale direzione stia evolvendo l&amp;rsquo;economia dell&amp;rsquo;Asia-Pacifico e, pi&amp;ugrave; in generale, il sistema internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/479ig17i2x9wsx1o2szkzpecwj0b6aos.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Pesca, sovranità e identità: il popolo islandese ha affossato la propaganda pro-UE</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pesca_sovranit_e_identit_il_popolo_islandese_ha_affossato_la_propaganda_proue/45289_68654/</link>
                    <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 16:01:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Islanda ha parlato: il suo verdetto, gelido come i ghiacci che circondano l'isola, &amp;egrave; un secco rifiuto a riaprire i negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea. Il referendum consultivo del 29 agosto ha visto il 52,8% degli islandesi voltare le spalle a Bruxelles, nonostante un'affluenza alle urne dell'82% che testimonia quanto la questione tenga banco nelle case di Reykjavik e non solo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma attenzione a non leggere questo risultato come un semplice &quot;no&quot;. &amp;Egrave; molto pi&amp;ugrave; di questo. &amp;Egrave; il riflesso di un'Islanda spaccata in due, un paese che cerca di tenere insieme il desiderio di proteggere la propria anima con la necessit&amp;agrave; di guardare al mondo. Da una parte i socialdemocratici, che hanno spinto per questo voto, rappresentano gli abitanti della capitale, quelli che ogni mese vedono il mutuo della casa salire e sognano che l'Europa possa portare un po' di sollievo alle loro tasche. Dall'altra i pescatori e gli agricoltori delle province, quelli che sanno che l'adesione all'UE significherebbe dire addio al controllo sulle proprie acque e sulle quote di pesca. E per un popolo che dal mare ha sempre tratto la propria sussistenza, questa non &amp;egrave; una questione da poco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vicenda islandese ha il sapore di una storia gi&amp;agrave; vista. Nel 2009, travolta dalla crisi finanziaria globale, l'Islanda aveva bussato alla porta di Bruxelles. Poi, nel 2015, la porta si era richiusa. Il motivo? Quelle famigerate quote di pesca, un osso troppo duro per essere digerito dagli eurocrati. Ora i pro-europei ci riprovano, ma il vento sembra soffiare nella direzione opposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi c'&amp;egrave; la questione Groenlandia. Donald Trump, con le sue mire sull'isola danese, ha involontariamente gettato benzina sul fuoco del dibattito islandese. La ministra degli Esteri Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir ha citato esplicitamente le azioni degli Stati Uniti in &lt;a href=&quot;/dettnews-contro_cina_russia_e_iran_il_vero_significato_dellaccordo_usavenezuela__press_tv/45289_68652/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Venezuela&lt;/a&gt; e le ripetute dichiarazioni di Washington sulla Groenlandia come fattori che preoccupano. Ma come ha osservato Evgeny Pankov, ricercatore all'Istituto di Studi Internazionali dell'MGIMO, l'influenza di Trump non va sopravvalutata. I socialdemocratici hanno semplicemente cavalcato l'onda, usando la retorica del presidente USA per alimentare le paure e spingere verso l'Europa come contrappeso. Nonostante l&amp;rsquo;Unione Europea sia completamente alla merc&amp;egrave; degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato di questo referendum, per quanto consultivo, &amp;egrave; comunque un campanello d'allarme. Gli esperti russi interpellati dal quotidiano &lt;a href=&quot;https://www.vedomosti.ru/politics/articles/2026/08/31/1224771-islandiya-progolosovala-protiv-evrointegratsii&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Vedomosti&lt;/a&gt; sono chiari: anche se il &quot;s&amp;igrave;&quot; avesse vinto, il mandato per decisioni future sarebbe stato estremamente debole. L'iniziativa dei socialdemocratici ha diviso la societ&amp;agrave; islandese, un po' come un coltello che taglia il ghiaccio ma lascia segni profondi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma cosa cambia per l'Unione Europea? Per Bruxelles, riportare l'Islanda al tavolo dei negoziati &amp;egrave; principalmente una questione politica. Come spiega Pavel Timofeev dell'Istituto Primakov di Mosca, si tratta di rafforzare le rivendicazioni territoriali di fronte a concorrenti come Stati Uniti e Regno Unito, e di garantirsi un ruolo nel Nord Atlantico, con tutte le implicazioni che questo ha per l'accesso all'Artico. Per il pubblico europeo, poi, i negoziati con l'Islanda sarebbero stati un modo per dimostrare che il sogno dell'integrazione europea non &amp;egrave; ancora tramontato. Una sorta di bandiera da sventolare in un momento in cui l'UE appare sempre pi&amp;ugrave; in difficolt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Islanda, con la sua scelta, dice invece di voler continuare a preservare la propria sovranit&amp;agrave;. Non vuole essere comandata da Bruxelles su ci&amp;ograve; che conta davvero per la sua identit&amp;agrave;: il pesce nei suoi mari e chi pu&amp;ograve; metterci piede. Il no di quasi il 53% degli islandesi non &amp;egrave; solo un rifiuto dell'Europa, ma l'affermazione di una sovranit&amp;agrave; che, in un mondo sempre pi&amp;ugrave; globalizzato, continua a fare la differenza tra un paese satellite e una nazione che sa ancora cosa vuole essere.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Hong a Fuoco&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; di Laura Ruggeri &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2026/03/honk-hong-a-fuoco-copia-648x989.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;534&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;In Hong Kong a fuoco, Laura Ruggeri analizza le proteste scoppiate nella citt&amp;agrave; asiatica dal 1997. L'autrice le inquadra non come moti spontanei, ma come &quot;rivoluzioni colorate&quot; eterodirette. Il dissenso locale viene svelato come un'arma del soft power americano nella guerra ibrida contro la Cina. Unendo osservazione diretta e rigore documentale, il saggio offre una solida e avvincente contro-narrazione. Il libro diventa cos&amp;igrave; uno strumento prezioso per decodificare dinamiche geopolitiche simili in tutto il mondo.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/hong-kong-a-fuoco/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                            <item>
                    <title>Da Kiev a Roma per l'affare delle armi: Fedorov alla corte di Crosetto</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-da_kiev_a_roma_per_laffare_delle_armi_fedorov_alla_corte_di_crosetto/45289_68653/</link>
                    <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;31 agosto. E cos&amp;igrave;, l'ex ministro della guerra ucraino Mikhail F&amp;euml;dorov &amp;egrave; diventato &amp;ldquo;consulente&amp;rdquo; del ministro Guido Crosetto in materia di innovazione nel settore della difesa. Quello stesso F&amp;euml;dorov che, a inizi 2026, al momento del suo insediamento in sostituzione di Denis &amp;Scaron;migal, tra i peana degli ukro-sanguinari articolisti del Corriere della Sera, proclamava che il suo obiettivo di &amp;ldquo;guerra tecnologica&amp;rdquo; era di arrivare a uccidere cinquantamila russi al mese e che oggi, dimissionato, lamenta che &amp;laquo;sembra che stiamo perdendo gradualmente, lentamente&amp;raquo; e che Kiev &amp;laquo;ha urgente bisogno di un piano per porre fine al conflitto&amp;raquo;. Chiss&amp;agrave; se il ministro Crosetto si affider&amp;agrave; agli urli assassini del primo F&amp;euml;dorov, o ai lamenti falso-pacifisti del secondo. Come che sia, &amp;egrave; legittimo qualche dubbio sul fatto che si tratti di una scelta autonoma da parte di un singolo ministro &amp;ndash; o anche di un intero governo, al cui interno, per&amp;ograve;, non &amp;egrave; dato sapere se, sulla questione, ci sia o meno unanimit&amp;agrave; - di un singolo paese del blocco euroatlantico, quella della nomina a &amp;ldquo;consigliere esterno&amp;rdquo; di un ex ministro della junta nazigolpista di Kiev. I presupposti per tale decisione, le implicazioni politiche che quella comporta, autorizzano l'ipotesi che quella di Guido Crosetto possa essere stata una mossa non tanto per assicurarsi le competenze del &amp;ldquo;giovanilistico&amp;rdquo; ex ministro ucraino, giocando d'anticipo su pretendenti di altri paesi, quanto piuttosto un passo deciso di comune accordo a livelli pi&amp;ugrave; alti, sia politici che affaristici, rispondendo a precisi obiettivi sia della NATO che dell'industria militare euroatlantista, in cui si intrecciano interessi e profitti che, di &amp;ldquo;nazionale&amp;rdquo;, hanno solo l'etichetta sull'involucro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altronde, qualche dubbio sorge anche a proposito dei giochi UE-NATO nei confronti dei vertici nazigolpisti, con Roma che, in questo senso, potrebbe dover svolgere il ruolo di apripista affidatogli da Bruxelles per ridefinire i rapporti con Kiev. Insomma: l'ex ministro &amp;ldquo;innovativo&amp;rdquo; vola a Roma per rendere un servizio comune all'industria militare yankee-ukro-italo-sionista (oltre all'apertura di un sito direttamente in Ucraina, la Leonardo passa a testare &amp;ldquo;Michelangelo Dome&amp;rdquo;, &amp;laquo;il nuovo scudo italiano contro droni e missili, sotto il fuoco reale&amp;raquo; come esulta Infodifesa) e, allo stesso tempo, mettere sul chi va l&amp;agrave; il nazigolpista-capo Vladimir Zelenskij, che sta diventando un po' troppo scomodo. Dopo tutto, era stato proprio F&amp;euml;dorov, dopo il licenziamento, a parlare di elezioni, una eventualit&amp;agrave; bollata da Zelenskij come &amp;ldquo;uno tsunami&amp;rdquo; e, dunque, la sua immediata nomina a un tale alto incarico in un paese UE e NATO ha tutto il sapore di una messa in guardia contro il suo ex capobanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda pi&amp;ugrave; direttamente l'Ucraina, poi, su Ukraina.ru l'analista Nikita Volkovic osserva che, in primo piano, sono immediatamente balzate le speculazioni su dove si trovi il &amp;ldquo;politico caduto in disgrazia&amp;rdquo; e mentre alcuni media e canali Telegram parlavano della sua fuga all'estero, il suo ufficio stampa afferma che nessuno &amp;egrave; scappato, il lavoro, viene detto, &amp;egrave; svolto da remoto e l'ex ministro, dicono, &amp;egrave; rimasto a Kiev e si recher&amp;agrave; all'estero solo occasionalmente per colloqui e consultazioni. Ma, al di l&amp;agrave; delle illazioni, l'aspetto pi&amp;ugrave; importante della vicenda &amp;egrave; che, quantomeno nominalmente, F&amp;euml;dorov veleggi tra le alte sfere di un paese del G7, senza la &quot;benedizione&quot; della Presidenza golpista e ci&amp;ograve; costituisce un'ulteriore mossa nel pi&amp;ugrave; ampio gioco che F&amp;euml;dorov (o lui per conto di chi?) sta conducendo contro Zelenskij. Un'ipotesi tra quelle che circolano, scrive Volkovic, &amp;egrave; che, alla fine F&amp;euml;dorov torni a Kiev, su un &amp;ldquo;treno blindato&amp;rdquo;, se non tedesco, come accadeva in Russia nel 1917, quantomeno di un paese NATO e vada a occupare la pi&amp;ugrave; alta carica. Rimanendo in ogni caso, aggiungiamo per parte nostra, nient'altro che l'adepto nazigolpista nelle cui vesti &amp;egrave; balzato alla ribalta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso F&amp;euml;dorov, commentando la nomina a Roma, ha dichiarato che &amp;laquo;L'Ucraina e il nostro team hanno un'esperienza unica e concreta nella guerra ad alta tecnologia e siamo pronti a condividerla con i nostri alleati. La mia priorit&amp;agrave; principale rimane invariata: continuo a lavorare a Kiev su progetti chiave che rafforzino le capacit&amp;agrave; di difesa dello Stato&amp;raquo;. Ora, nota Volkovic, &amp;egrave; del tutto comprensibile l'interesse di Roma, le cui forze armate sono ancorate alla logica delle operazioni all'estero in tempo di pace; hanno un disperato bisogno di accedere direttamente all'esperienza di combattimento reale in ambito di digitalizzazione, integrazione di droni d'attacco, gestione algoritmica del campo di battaglia, sistemi di guerra elettronica e progressi nell'intelligenza artificiale militare: tutte competenze che l'Ucraina pu&amp;ograve; fornire in abbondanza. Per F&amp;euml;dorov stesso, la nomina &amp;egrave; diventata una sorta di sigillo di immunit&amp;agrave; contro il rullo compressore della repressione, che solitamente schiaccia chiunque cada in disgrazia: lo status di consulente ufficiale in un paese del G7 lo rende intoccabile e il lavoro per Crosetto &amp;egrave; &amp;nbsp;parte integrante della campagna politica contro Zelenskij. Dopo il suo dimissionamento, l'indice di gradimento di F&amp;euml;dorov &amp;egrave; schizzato alle stelle: &amp;egrave; due volte pi&amp;ugrave; popolare di Zelenskij e i sondaggi analizzati da The Economist confermano che, in caso di elezioni ora, Zelenskij non avrebbe la minima possibilit&amp;agrave;. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; che l'ex ministro aveva lanciato pubblicamente la sfida, chiedendo nuove elezioni. Era poi seguita la fuga di notizie sul cosiddetto &amp;ldquo;piano M&amp;amp;Ms&amp;rdquo;, mai realizzato, per un attacco combinato di sciami di droni autonomi contro i principali aeroporti di Mosca. I media occidentali avevano presentato cos&amp;igrave; l'immagine di un innovatore audace e visionario, le cui idee rivoluzionarie venivano per&amp;ograve; stroncate dalla codardia di generali inerti e di una corrotta macchina statale. Quindi, la nomina a Roma si inserisce in questa linea: attorno a F&amp;euml;dorov si sta costruendo l'immagine di una sorta di &quot;rivoluzionario tecnocratico&quot;: un beniamino del pubblico che, con il sostegno degli alleati occidentali, smanteller&amp;agrave; il vecchio sistema e ne costruir&amp;agrave; uno nuovo, efficace, moderno e lungimirante. Tutti ne traggono vantaggio: l'opinione pubblica si ritrova alla presidenza un &quot;occidentale&quot; giovane, popolare e raffinato, e la NATO ottiene una figura chiara e gestibile attraverso la quale pu&amp;ograve; comodamente veicolare la propria agenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono per&amp;ograve; dei &amp;ldquo;ma&amp;rdquo;. La minaccia principale per lui &amp;egrave; quella di diventare un politico &quot;offshore&quot;, osserva Volkovic. Gli applausi ai dibattiti sulla difesa a Roma, le colazioni a porte chiuse al Consiglio Atlantico e gli articoli lusinghieri su The Economist faticano ancora a convertirsi in voti nei seggi elettorali di Krivoj Rog, Zaporož'e, Poltava. Nonostante tutti i tentativi di digitalizzazione, lo Stato ucraino rimane un sistema profondamente bizantino, in cui &amp;egrave; fondamentale saper collaborare e negoziare con le persone &quot;giuste&quot;. F&amp;euml;dorov, dal canto suo, rinnega ostentatamente qualsiasi legame con reti regionali, clan o strutture poliziesche; non ha una propria frazione parlamentare, n&amp;eacute; figure fidate al SBU, n&amp;eacute; un apparato di partito. Ci&amp;ograve; significa che prima o poi dovr&amp;agrave; raggiungere un accordo con qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel qualcuno potrebbe essere l'altrettanto popolare ex comandante in capo Valerij Zalužnyj, che ha pubblicato un durissimo pamphlet contro la cricca di Zelenskij; ma, anche in quel caso, il ruolo di leader indiscusso andrebbe probabilmente al carismatico generale, rimanendo F&amp;euml;dorov suo principale consigliere economico e tecnologico. E, soprattutto, c'&amp;egrave; da attendere la contromossa di Zelenskij, che potrebbe benissimo puntare sulla questione dei contratti milionari per l'acquisto di componenti per droni, o imbastire indagini di NABU o SBU sulle strutture &amp;ldquo;Brave1&amp;rdquo; di innovazione bellica, per gettare alle ortiche l&amp;rsquo;immagine ideale dell'innovatore, ricoprendola col solito lerciume della corruzione ucraina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio a proposito del &amp;ldquo;Brave1&amp;rdquo; e della relativa banca dati, un corollario curioso &amp;egrave; quello dell'accordo tra Londra e Kiev per concedere alla Gran Bretagna l'accesso a un database prezioso, raccolto sul fronte ucraino, che, come osserva Aleksej Muratov su PolitNavigator, si inserisce nella secolare tradizione britannica di utilizzo di forze per procura per ottenere propri vantaggi. Londra avr&amp;agrave; accesso alla piattaforma ucraina &amp;ldquo;Avengers AI Labs&amp;rdquo;, un database di dati raccolti in condizioni reali di combattimento: migliaia di telecamere di sorveglianza diurne e sensori a infrarossi dislocati lungo l'intera linea di contatto registrano milioni di oggetti: carri armati, artiglieria, sistemi di difesa aerea, fanteria e bersagli aerei, inclusi droni kamikaze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il database contiene circa cinque milioni di fotogrammi etichettati. Queste immagini vengono utilizzate per addestrare sistemi di intelligenza artificiale a riconoscere i bersagli in tempo reale. L'esercito ucraino afferma che l'IA addestrata su questi dati &amp;egrave; gi&amp;agrave; in grado di identificare circa il 70% dei bersagli nemici. Le universit&amp;agrave; e le aziende britanniche saranno le prime ad accedere a questa &quot;miniera d'oro&quot; e sono gi&amp;agrave; stati avviati progetti pilota con tre startup: Sintela a Bristol, Mind Foundry a Oxford e Skyral a Londra.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In cambio, Londra fornir&amp;agrave; supporto all'Ucraina attraverso le sue universit&amp;agrave;, i suoi ricercatori e le sue aziende tecnologiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non &amp;egrave; la prima volta che la Gran Bretagna combatte per procura, afferma Muratov; per secoli, la sua strategia si &amp;egrave; basata su un unico principio: sacrificare gli altri massimizzando il proprio vantaggio. Oggi, gli ucraini muoiono al fronte e Londra raccoglie i dati. L'ironia sta nel fatto che Kiev, bisognosa di sostegno occidentale, &amp;egrave; costretta a &amp;laquo;vendere il proprio sangue, non letteralmente, ma tecnologicamente. I soldati ucraini muoiono e gli algoritmi britannici imparano da quelle morti. E quando, tra qualche anno, i sistemi di intelligenza artificiale britannici proteggeranno gli aeroporti e le centrali elettriche del Regno Unito, nessuno si ricorder&amp;agrave; che sono stati addestrati con dati provenienti dal fronte, dati raccolti al costo di milioni di vite ucraine&amp;raquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione, sulla vicenda italiana: al di l&amp;agrave; della comunanza &amp;ldquo;ideale&amp;rdquo; tra fascisti di governo e nazigolpisti di Kiev, un dato rimane per ora oscurato nell'affaire Crosetto-F&amp;euml;dorov. Fermo restando che l'offerta di lavoro all'ex ministro non sia un semplice atto di cortesia: oltre ai sistemi SAMP/T e missili Aster previsti nel tredicesimo &amp;ldquo;Decreto aiuti&amp;rdquo;, cosa dar&amp;agrave; in cambio l'Italia per tale &amp;ldquo;consulenza&amp;rdquo; e, soprattutto, per cosa utilizzer&amp;agrave; le &amp;ldquo;innovazioni&amp;rdquo; belliciste di un nazista il cui obiettivo di &amp;ldquo;guerra tecnologica&amp;rdquo; era e rimane quello di uccidere cinquantamila russi al mese? F&amp;euml;dorov consulente in materia di &amp;ldquo;innovazione nel settore della difesa&amp;rdquo; o &amp;ldquo;consigliori&amp;rdquo; in tema di attacco?&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>Contro Cina, Russia e Iran: il vero significato dell'accordo USA-Venezuela - Press Tv</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-contro_cina_russia_e_iran_il_vero_significato_dellaccordo_usavenezuela__press_tv/45289_68652/</link>
                    <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:01:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'accordo stretto tra gli Stati Uniti e il Venezuela sulle immense &lt;a href=&quot;/dettnews-trump_si_appropria_di_65_miliardi_di_barili_di_petrolio_venezuelano/45289_68632/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riserve petrolifere&lt;/a&gt; del paese sudamericano non va letto come una semplice operazione commerciale. Per il giornalista e analista politico Alejandro Kirk intervistato da &lt;a href=&quot;https://www.presstv.co.uk/Detail/2026/08/31/775400/us-venezuela-oil-deal-new-phase-long-history-us-interventionism-latin-america-journalist&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Press Tv&lt;/a&gt;, si tratta dell'ultimo capitolo di una storia ben pi&amp;ugrave; lunga e oscura di interventismo statunitense in America Latina e nei Caraibi. Donald Trump l'ha definito il pi&amp;ugrave; grande affare petrolifero della storia, vantandosi di aver ottenuto il controllo di maggioranza su oltre 65 miliardi di barilli di riserve accertate. Ma la realt&amp;agrave;, stando a chi vive e lavora in Venezuela da decenni, &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; complessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Kirk, che collabora con i media internazionali da Caracas, spiega che questo accordo &amp;egrave; il tassello di una strategia geopolitica pi&amp;ugrave; ampia. Washington cerca di blindare la propria influenza in un momento in cui il suo dominio globale vacilla. C'&amp;egrave; per&amp;ograve; un grosso problema di tenuta politica. L'analista &amp;egrave; convinto che le tempistiche non siano casuali: l'intesa serve a ingraziarsi gli elettori in vista delle elezioni di medio termine di novembre, anche se Trump sembra destinato a una sconfitta storica. Sulla carta, gli USA controllano il 22 per cento delle riserve venezuelane, otto volte quelle del Messico. Ma estrarre quel petrolio richieder&amp;agrave; anni. &amp;laquo;&amp;Egrave; fondamentalmente una premessa&amp;raquo;, spiega Kirk, parlando di un accordo che gli esperti definiscono segreto, illegale e incostituzionale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;Venezuelans march against US-Venezuela energy deal and foreign interference&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gladys Quesada reports from Caracas &lt;a href=&quot;https://t.co/F0pebbcNgo&quot;&gt;pic.twitter.com/F0pebbcNgo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Press TV ???? (@PressTV) &lt;a href=&quot;https://x.com/PressTV/status/2094031260511265267?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;August 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;L'interventismo a trazione statunitense non &amp;egrave; mai sparito, si &amp;egrave; solo adattato. Kirk fa un passo indietro fino all'Ottocento, quando Washington appoggiava le lotte per l'indipendenza delle colonie spagnole, ma solo se guidate da &amp;eacute;lite bianche con forti interessi economici. L'indipendenza di Haiti del 1804, nata da una rivolta di schiavi, fu ignorata perch&amp;eacute; incompatibile con un'unione americana basata ancora sulla schiavit&amp;ugrave;. Da l&amp;igrave;, la Dottrina Monroe e un Novecento fatto di espansionismo, blocchi navali, sovversione e terrorismo ogni volta che il dominio USA si sentiva minacciato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;laquo;L'intero ventesimo secolo &amp;egrave; stato un continuo espansionismo imperialista economico e un intervento in America Latina e nei Caraibi, talvolta con la pura forza, blocchi, destabilizzazione, sovversione e terrorismo, ogni volta che vedevano il loro dominio minacciato&amp;raquo;, ricorda l'analista.&lt;br /&gt;Oggi la differenza &amp;egrave; che l'imperialismo USA non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; in espansione e sta perdendo la sua egemonia. &amp;laquo;La differenza oggi &amp;egrave; che l'imperialismo statunitense non si sta pi&amp;ugrave; espandendo e sta rapidamente perdendo la sua egemonia sul mondo&amp;raquo;, spiega Kirk. L'aggressione disastrosa contro l'Iran ha indebolito ulteriormente Washington, spingendo gli statunitensi a voler blindare quello che hanno sempre considerato il loro cortile di casa, soprattutto in ottica di un confronto pi&amp;ugrave; ampio con la Cina. L'accordo sul petrolio &amp;egrave; una mossa contro Cina, Russia e Iran, e manda un messaggio chiaro: &amp;laquo;Il Venezuela non &amp;egrave; ormai pi&amp;ugrave; un paese sovrano e le sue risorse appartengono agli Stati Uniti&amp;raquo;. Kirk lo descrive come &amp;laquo;una recinzione contro la partecipazione di cinesi, russi e iraniani nel settore energetico del paese&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tempismo &amp;egrave; cruciale. L'intesa arriva dopo l'attacco USA del 3 gennaio che ha portato al rapimento del presidente Nicol&amp;aacute;s Maduro. Kirk non ha dubbi: &amp;laquo;Probabilmente &amp;egrave; stato il momento decisivo di un esito precedentemente concordato che coinvolgeva alcuni membri della leadership venezuelana e non pu&amp;ograve; essere visto altrimenti&amp;raquo;. Dopo mesi di blocco aeronavale, le forze USA hanno ottenuto un successo rapido, e Trump ha subito dichiarato l'obiettivo: prendere il petrolio. In tre settimane, l'Assemblea Nazionale ha approvato una nuova legge sugli idrocarburi che scavalca la Costituzione, togliendo le tutele sulla sovranit&amp;agrave; e dando il controllo diretto dei profitti alle autorit&amp;agrave; USA. Doveva essere un modello di intervento &amp;laquo;audace, rapido, economico e facile&amp;raquo;, pensato per generare benefici politici per Trump e la tecnocrazia che lo sostiene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma questo modello &amp;egrave; fallito due mesi dopo in Iran, dove Trump si &amp;egrave; impantanato in una guerra totale, rischiando l'esistenza stessa della sua amministrazione. &amp;laquo;Quando questo modello &amp;egrave; fallito due mesi dopo in Iran, Trump si &amp;egrave; ritrovato impantanato, minacciando l'esistenza stessa della sua amministrazione&amp;raquo;, sottolinea Kirk. E in Venezuela, la situazione &amp;egrave; paradossale. &amp;laquo;Ci troviamo in una situazione strana in cui quegli alleati venezuelani di Trump che hanno spinto per sanzioni statunitensi e intervento militare ora urlano slogan anti-imperialisti, stupiti dal fatto che ci&amp;ograve; che si apprestavano a fare viene fatto dai loro avversari&amp;raquo;, osserva l'analista. &amp;laquo;Se l'opposizione di destra avesse preso il potere dopo il 3 gennaio, il paese oggi sarebbe molto probabilmente in fiamme&amp;raquo;, spiega Kirk. La tenuta del chavismo e del Partito Socialista Unito del Venezuela &amp;egrave; ci&amp;ograve; che ha permesso di evitare il caos. I funzionari chiedono calma, parlando di una strategia per guadagnare tempo e lanciare una controffensiva. Ma &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; evidente che sono gli USA, con i loro consiglieri militari e civili, a tirare le fila. &amp;laquo;Passo dopo passo, tuttavia, &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; chiaro che sono gli Stati Uniti e le centinaia di consiglieri militari e civili a tirare le fila&amp;raquo;, avverte Kirk. Stanno depotenziando politicamente le forze armate e cancellando Ch&amp;aacute;vez e Maduro dall'immaginario collettivo. E chi spera in un cambio di rotta con una vittoria democratica a novembre, si sbaglia di grosso. &amp;laquo;Coloro che in Venezuela sperano che un'ipotetica vittoria democratica a novembre cambier&amp;agrave; drasticamente l'approccio degli Stati Uniti verso il Venezuela rimarranno delusi&amp;raquo;, avverte l'analista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La democrazia non &amp;egrave; mai stata la priorit&amp;agrave; di Washington, n&amp;eacute; la lotta al crimine organizzato. &amp;laquo;La democrazia non &amp;egrave; mai stata una priorit&amp;agrave;. N&amp;eacute; lo &amp;egrave; stata la lotta al crimine organizzato&amp;raquo;, afferma Kirk senza mezzi termini. Basti pensare ai Contras negli anni '80, finanziati anche tramite il traffico di droga, o al golpe in Cile contro il governo democraticamente eletto di Salvador Allende nel '73. Maduro era stato rieletto democraticamente nel 2024, come ammesso dagli stessi servizi di intelligence USA. &amp;laquo;La forma pu&amp;ograve; cambiare a seconda delle circostanze, ma l'essenza &amp;egrave; sempre la stessa: dominio imperiale politico, culturale, finanziario, militare ed economico&amp;raquo;, conclude l'analista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma l'America Latina sta davvero virando a destra? Kirk smonta questa narrazione. Molti governi di destra hanno vinto per un soffio, rendendo difficile parlare di un cambio ideologico di massa. Il consenso &amp;egrave; manipolato. Il voto &amp;egrave; pesantemente condizionato da un mix di media e messaggi algoritmici sui social network, dove la paura &amp;egrave; l'ingrediente principale. &amp;laquo;Il voto &amp;egrave; pesantemente manipolato da una combinazione di media e messaggi di massa algoritmici che diffondono false &quot;informazioni&quot; attraverso i social network, in cui generare paura &amp;egrave; la caratteristica principale&amp;raquo;, spiega Kirk. L'analista collega queste reti di manipolazione a operatori israeliani, citando l'argentino Fernando Cerimedo e il suo mentore Brad Pascale, ex capo delle campagne digitali di Trump. Il risultato? &amp;laquo;Milioni di persone senza propriet&amp;agrave; che vanno nel panico all'idea di perderle a causa di un ipotetico futuro governo comunista&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Maggioranze politiche fragili, che si sgretolano quando i governi iniziano a deludere gli elettori. In Cile, il governo di Jos&amp;eacute; Kast sta estorcendo denaro ai lavoratori per arricchire i miliardari con tagli alle tasse, e spinge per governare per decreto fino a 240 giorni senza passare dal Congresso. Leggi repressive che dimostrano solo una grande fragilit&amp;agrave; sociale. &amp;laquo;L'adozione di una dura legislazione repressiva preventiva ci racconta una storia di fragilit&amp;agrave; politica e sociale che la guerra cognitiva non potr&amp;agrave; sostenere all'infinito&amp;raquo;, avverte Kirk.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo di fronte a un tentativo di resuscitare la Dottrina Monroe in un mondo cambiato. Washington vuole contenere la Cina, il suo avversario globale principale, in uno scontro che &amp;egrave; economico ma anche culturale. L'Iran, sconfiggendo gli USA nel Golfo Persico, ha accelerato questa presa di coscienza, dimostrando che Washington &amp;egrave; una potenza in declino. &amp;laquo;Si pu&amp;ograve; dire che &amp;egrave; stato l'Iran a essere costretto ad assumersi la responsabilit&amp;agrave; del nuovo ordine globale, sconfiggendo gli Stati Uniti e diventando la potenza che detta le regole nel Golfo Persico&amp;raquo;, spiega Kirk. Alla vecchia Dottrina Monroe, Trump ha aggiunto un suo corollario: l'America Latina non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; solo il cortile di casa, ma propriet&amp;agrave; degli Stati Uniti. La Grande America del Nord include tutto l'emisfero occidentale come zona di influenza esclusiva. &amp;Egrave; nato anche lo Scudo delle Americhe, un'alleanza militare di 16 paesi sotto comando USA, ufficialmente contro il crimine, ma in realt&amp;agrave; pensata per contenere i movimenti popolari. Washington sta facendo pressione per rompere i legami economici con la Cina, un tentativo disperato e impossibile, visto che gli USA non possono rimpiazzare la capacit&amp;agrave; manifatturiera e tecnologica di Pechino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il modello venezuelano potrebbe essere esportato. La resistenza iraniana ha probabilmente evitato che Trump si sentisse abbastanza forte da prendersi Cuba, la Groenlandia o il Canada. &amp;laquo;Altrimenti, Trump si sarebbe sentito abbastanza incoraggiato da prendersi Cuba, la Groenlandia e persino il Canada&amp;raquo;, avverte Kirk. Cuba resta il bersaglio pi&amp;ugrave; ovvio, ma un'invasione di terra sarebbe troppo costosa in termini di vite umane e mezzi. I veri obiettivi naturali sono Brasile e Messico. &amp;laquo;Brasile e Messico, le economie pi&amp;ugrave; grandi dell'America Latina, sono due obiettivi naturali per Trump, perch&amp;eacute; hanno economie potenti, molte risorse naturali e vasti territori. Inoltre, i loro governi mantengono politiche sovrane e non prendono ordini da Washington&amp;raquo;, spiega l'analista. Non a caso, la guerra cognitiva sui social contro Lula e Claudia Sheinbaum &amp;egrave; a pieno regime. In Brasile si torna a parlare di rilanciare il programma di armi nucleari, abbandonato nel 1990. Lo stesso Lula ha suggerito che, se rieletto, la dottrina nucleare brasiliana andrebbe rivista per prevenire un eventuale attacco USA.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Hong a Fuoco&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; di Laura Ruggeri &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2026/03/honk-hong-a-fuoco-copia-648x989.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;534&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;In Hong Kong a fuoco, Laura Ruggeri analizza le proteste scoppiate nella citt&amp;agrave; asiatica dal 1997. L'autrice le inquadra non come moti spontanei, ma come &quot;rivoluzioni colorate&quot; eterodirette. Il dissenso locale viene svelato come un'arma del soft power americano nella guerra ibrida contro la Cina. Unendo osservazione diretta e rigore documentale, il saggio offre una solida e avvincente contro-narrazione. Il libro diventa cos&amp;igrave; uno strumento prezioso per decodificare dinamiche geopolitiche simili in tutto il mondo.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/hong-kong-a-fuoco/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;CLICCA QUI PER ACQUISTARE&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>In primo piano</category>
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                    <title>Lucy Pagoada-Quesada: «Donald Trump ha dichiarato una guerra interna al popolo statunitense»</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lucy_pagoadaquesada_donald_trump_ha_dichiarato_una_guerra_interna_al_popolo_statunitense/5496_68651/</link>
                    <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 13:20:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Geraldina Colotti e Carlos Azn&amp;aacute;rez&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;La presente edizione corrisponde all'intervista realizzata nel programma &lt;em&gt;Abrebrecha Venezuela&lt;/em&gt; a Lucy Pagoada-Quesada &amp;mdash; insegnante in pensione del Dipartimento dell'Istruzione di New York, coordinatrice del Dipartimento 19 del Partido Libre per gli USA, il Canada e la Costa Rica, e produttrice del programma &lt;em&gt;Voices of Resistance&lt;/em&gt; su WBAI 99.5 FM a New York &amp;mdash;, ampliata e integrata con le risposte e le riflessioni complementari fornite dalla stessa intervistata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Per cominciare, qual &amp;egrave; stata la tua traiettoria e la tua formazione di coscienza come insegnante e attivista?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Sono una professionista dell'insegnamento, prodotto dell'istruzione pubblica nel mio paese d'origine, l'Honduras, fino all'et&amp;agrave; di 15 anni, quando mio padre mi ha portata a vivere negli Stati Uniti. Pertanto, la mia coscienza comincia a formarsi quando arrivo negli USA a 15 anni ed entro alla Scuola Secondaria a met&amp;agrave; degli anni '80. L&amp;igrave; mi sono resa conto che l'istruzione negli USA era molto disuguale ed escludente. Non avevamo quasi insegnanti latini e persino chi ci insegnava lo spagnolo era composto da insegnanti bianchi educati in Spagna, privi della conoscenza di base della nostra cultura latinoamericana e caraibica. L&amp;igrave; ho iniziato ad accorgermi che c'era qualcosa di molto sbagliato nell'istruzione in questo paese. Entrando all'universit&amp;agrave; la realt&amp;agrave; non &amp;egrave; cambiata molto e per questo ho preso la decisione deliberata di diventare un'insegnante di spagnolo per fare la differenza. Insegnare a partire dalla coscienza, dalla storia dal punto di vista degli oppressi e non da quello degli oppressori, che &amp;egrave; come generalmente si insegna nei programmi educativi negli USA. L'istruzione qui in generale &amp;egrave; suprematista e patriarcale. I popoli originari e neri invasi e resi schiavi dai colonizzatori, uomini bianchi europei, non figurano mai nei libri di storia, di lingua o di letteratura come coloro che hanno resistito, ma come i vinti o i perdenti. I nomi dei loro leader emancipatori come Harriet Tubman o Geronimo non figurano nei libri di testo. Promuovono favole come quella del Giorno del Ringraziamento, chiamano scoperta l'invasione del continente e non parlano mai del fatto che il primo genocidio nelle Americhe fu contro gli indigeni e gli africani. Che furono milioni gli assassinati dagli invasori spagnoli, inglesi, portoghesi e francesi. Per questo sono diventata docente, per insegnare la verit&amp;agrave; storica ai miei studenti, e l'ho fatto. Questo per me &amp;egrave; il vero senso dell'educazione: insegnare la coscienza e la verit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nel contesto centroamericano e continentale, cosa ha significato il colpo di Stato del 2009 in Honduras e come si inserisce nelle aggressioni imperiali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;Il colpo di Stato militare, corporativo e religioso del 2009 in Honduras, orchestrato dagli USA sotto l'amministrazione del presidente Barack Obama e della Segretaria di Stato Hillary Clinton contro il presidente costituzionale Manuel Zelaya Rosales e il popolo dell'Honduras, ha dato avvio ai colpi di Stato del XXI secolo. Ha rappresentato un arretramento totale del nostro fragile processo democratico e da l&amp;igrave; in poi &amp;egrave; continuata l'ondata di golpe nel resto del nostro continente, contro i governi progressisti dell'ALBA.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Uno a uno sono caduti nelle grinfie dell'impero nordamericano. Si &amp;egrave; messa alla prova, con totale selvaggismo, la lotta della dottrina Monroe di occupazione, invasione, colpi di Stato, sequestri di presidenti, furto sfacciato di elezioni tramite brogli, imposizione di burattini del fascismo e del capitalismo trumpista come Milei in Argentina, Noboa in Ecuador, Paz in Bolivia, Fujimori in Per&amp;ugrave;, Asfura in Honduras e de la Espriella in Colombia; una dottrina di guerra e violenza contro la dottrina bolivariana di integrazione, solidariet&amp;agrave;, collaborazione e pace. &amp;Egrave; la dimostrazione chiara di un sistema capitalista che viola tutte le leggi per cercare di tenersi a galla e mantenere un'egemonia che a poco a poco ha corso il rischio di perdere di fronte all'emergere delle economie emergenti e alla proposta di multipolarit&amp;agrave; guidata dai paesi che conformano i nuovi blocchi economici del mondo come i BRICS.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;Il capitalismo &amp;egrave; un sistema fallito che minaccia di distruggere il pianeta e la nostra umanit&amp;agrave; a causa della sua natura estrattivista, della produzione sregolata, dell'abuso delle risorse naturali e del conflitto permanente. Il socialismo &amp;egrave; quindi la risposta e l'alternativa naturale perch&amp;eacute; promuove la protezione della natura, delle nostre risorse naturali e di conseguenza della vita. Per fare questo &amp;egrave; urgente che i popoli del mondo minacciati dal capitalismo selvaggio si organizzino, si educhino, si coordinino e si mobilitino per la nostra vita e per la pace.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Non possiamo normalizzare la barbarie rappresentata da un sistema in decadenza che minaccia di distruggerci. Dobbiamo agire. Nel caso particolare della comunit&amp;agrave; honduregna negli USA, il golpe ci ha svegliati di colpo e ci siamo organizzati insieme alla resistenza e al Partido Libre. Tuttavia, lottiamo contro le guerre cognitive che invadono di notizie false e bugie i mezzi di comunicazione e i social network. &amp;Egrave; una delle grandi sfide da vincere all'interno della comunit&amp;agrave; immigrata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Passando alle aggressioni dirette e alle misure coercitive unilaterali, qual &amp;egrave; l'impatto del blocco contro Cuba e della guerra economica in America Latina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Il blocco genocida degli USA contro Cuba e le sanzioni economiche, ovvero le misure coercitive unilaterali e illegali contro i paesi socialisti e progressisti del nostro continente latinoamericano, sono criminali. Migliaia di persone muoiono per l'asfissia economica e la mancanza di scambi commerciali. Queste misure sono talmente impopolari che ogni anno pi&amp;ugrave; del 95% dei paesi che compongono le Nazioni Unite condanna in modo quasi unilaterale il blocco contro Cuba.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Credi che delle elezioni di met&amp;agrave; mandato sfavorevoli per Donald Trump e per il suo movimento possano indebolire l'estrema destra in America Latina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;In primo luogo, non credo che la caduta dell'impero nordamericano sia una questione legata a un singolo presidente, in questo caso Donald Trump, ma che risponda piuttosto al nuovo ordine che si sta affermando nel mondo intero e che ha come obiettivo la multipolarit&amp;agrave;. Gli Stati Uniti non possono pi&amp;ugrave; sostenere un'unipolarit&amp;agrave; o quell'egemonia che per molti anni hanno mantenuto nel mondo, e riteniamo che sia a questo che risponda il tentativo di tenere sottomessa l'America Latina con la forza: attraverso i brogli, attraverso la violenza e attraverso il sequestro dei presidenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;&amp;Egrave; troppa la disperazione che deve avere l'impero per agire in un modo cos&amp;igrave; erratico. Quindi non credo che si tratti tanto del processo elettorale in s&amp;eacute;, che ad ogni modo sta gi&amp;agrave; avendo un effetto. Il Partito Democratico, e soprattutto l'ala non dir&amp;ograve; pi&amp;ugrave; di sinistra, ma s&amp;igrave; pi&amp;ugrave; progressista, cio&amp;egrave; il settore dei Democratic Socialists of America (DSA), in questo momento sta vincendo tutte le elezioni a livello statale. Questo ci d&amp;agrave; un'indicazione del fatto che nelle primarie interne il movimento MAGA avr&amp;agrave; una sconfitta assoluta, perch&amp;eacute; il problema non &amp;egrave; solo una questione di elezioni: &amp;egrave; come si &amp;egrave; approfondita la crisi all'interno degli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;La crisi del capitalismo a livello globale ha un impatto diretto qui a livello interno. Si &amp;egrave; inasprita la povert&amp;agrave;; Donald Trump ha dichiarato una guerra interna al popolo statunitense, sia alla comunit&amp;agrave; immigrata sia alla classe povera. Proprio questa settimana ha lasciato senza aiuti alimentari oltre 6 milioni di statunitensi che non potranno pi&amp;ugrave; riceverli. Questo non fa che inasprire la crisi interna, il che significa che il sistema sta crollando dall'interno, che &amp;egrave; ci&amp;ograve; che realmente deve accadere affinch&amp;eacute; le cose si risolvano nel resto del mondo. La gente sta vedendo cos'&amp;egrave; questo governo fascista e molti si sono gi&amp;agrave; pentiti di aver votato per lui, persino tra gli stessi MAGA. Quindi s&amp;igrave;, ritengo che il MAGA subir&amp;agrave; una sconfitta molto dura, ma il vero problema &amp;egrave; il sistema e ci&amp;ograve; che i governi di destra rappresentano per tutto il continente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come si vive la situazione per una migrante, insegnante e attivista in questo momento, e come si stanno mobilitando le organizzazioni di fronte all'aggressivit&amp;agrave; dell'imperialismo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;Egrave; super complicato per il popolo nordamericano. Dobbiamo fare una distinzione tra ci&amp;ograve; che &amp;egrave; il governo o lo Stato capitalista rispetto al popolo, che &amp;egrave; quello che subisce i colpi di questo sistema che perpetua la povert&amp;agrave;, la miseria, la disuguaglianza, il dolore e il genocidio, come nel caso della Palestina, oltre all'estrema povert&amp;agrave; dei non documentati. Il punto con i processi politici &amp;egrave; che c'&amp;egrave; anche molta paura, perch&amp;eacute; la prima cosa che il fascismo implementa &amp;egrave; uno stato di terrore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Dicono che i terroristi siamo noi che ci difendiamo, ma no: i terroristi sono loro. Noi stiamo difendendo il nostro diritto alla vita, alla giustizia, alla pace, al lavoro, a un tetto e all'alimentazione, cose che milioni di persone in questo paese non hanno. Sebbene sia vero che c'&amp;egrave; molto scontento e la gente confida ancora nel sistema elettorale, ci siamo altri che comprendiamo che quella non &amp;egrave; l'unica strada e diciamo: Basta! Dopo decenni di resistenza sappiamo che questo paese &amp;egrave; stato fondato sulla schiavit&amp;ugrave;, sia dei popoli originari sia dei popoli africani che sono stati sequestrati dai loro paesi per essere portati qui come schiavi. Qui c'&amp;egrave; sempre stata una resistenza: ci&amp;ograve; che noi facciamo &amp;egrave; aver preso quella bandiera di lotta per applicarla nell'attualit&amp;agrave;. I popoli nordamericani, indigeni, neri, asiatici, siamo sempre stati in resistenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come impatta l'influenza del sionismo e della lobby ebraica sulle politiche degli USA e sulla repressione sia interna che verso l'America Latina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;Ora pi&amp;ugrave; che mai &amp;egrave; apparsa chiara quella simbiosi che &amp;egrave; sempre esistita tra il governo d'Israele e gli Stati Uniti, indipendentemente dal partito al potere. Coloro che hanno mosso le fondamenta del potere economico in questo paese, le banche e le lobby a Washington, sono stati i sionisti e gli israeliani, cos&amp;igrave; come nel potere militare. Non possiamo escludere che le grandi repressioni contro i nostri popoli latinoamericani siano sempre state motivate e promosse da Israele. Oggi questo &amp;egrave; rimasto totalmente al scoperto e ormai nessuno pu&amp;ograve; negare il ruolo che Israele ha giocato insieme agli Stati Uniti: non &amp;egrave; che l'uno controlli l'altro, entrambi vanno di pari passo con questa visione coloniale per reprimere i popoli del mondo e controllarli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;In Honduras, ad esempio, &amp;egrave; stato svelato un complotto pubblicato con una serie di audio da Canal Red in cui &amp;egrave; emerso il ruolo di primo piano d'Israele per imporre i governi di destra in America Latina a scapito di quelli progressisti. &amp;Egrave; rimasto chiaro, per esempio, che chi ha pagato per la grazia e la liberazione del boss del narcotraffico Juan Orlando Hern&amp;aacute;ndez &amp;egrave; stato il governo di Netanyahu. &amp;Egrave; apparsa chiara questa alleanza tra il sionismo, gli archivi di Epstein e la pedofilia con Israele e gli USA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Con l'arresto di Cerimedo queste alleanze sono venute alla luce e nessuno pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave; negare il ruolo d'Israele nella repressione. Aver vissuto due amministrazioni Trump &amp;egrave; servito ad aprire gli occhi a molta gente che viveva immersa nel bipartitismo pensando che un partito fosse migliore dell'altro, quando alla fine ci rendiamo conto che ci&amp;ograve; di cui abbiamo realmente bisogno &amp;egrave; un'alternativa vera al bipartitismo: un partito che risponda ai popoli e non agli interessi delle grandi multinazionali come lo sono il Partito Democratico o il Partito Repubblicano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come contrastare la disinformazione della guerra cognitiva, che importanza hanno i media alternativi e come si posiziona la resistenza di fronte al sequestro della dirigenza bolivariana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Non possiamo tacere di fronte a questo abuso contro la democrazia, contro il diritto internazionale e contro la sovranit&amp;agrave; di un popolo. Sappiamo che non &amp;egrave; solo il popolo del Venezuela, ma tutti i popoli dell'America Latina che in questo momento stanno subendo questi attacchi selvaggi da parte dell'impero nordamericano in un modo o nell'altro. Il sequestro del presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela Nicol&amp;aacute;s Maduro Moros e di sua moglie, l'avvocata e deputata Cilia Flores, &amp;egrave; un atto di barbarie che viola tutto il diritto internazionale, la sovranit&amp;agrave; e la democrazia del popolo venezuelano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;Credo che questa situazione di barbarie abbia raggiunto ormai un altro livello, ed &amp;egrave; per questo che siamo qui sul piede di guerra, alzando la nostra voce ed esigendo la liberazione sia del presidente sia della &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;&lt;em&gt;primera combatiente&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt; Cilia Flores. Per questo noi cittadini statunitensi che paghiamo le tasse in questo paese non possiamo permettere che a nostro nome si commettano questi crimini. In primo luogo dobbiamo essere consapevoli del fatto che esiste molta disinformazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;I popoli non sono solo vittime di guerre dirette, invasioni, occupazioni, genocidi e bombardamenti, ma anche di una guerra cognitiva a tutti i livelli: guerra cibernetica, notizie false, disinformazione, bot, di cui i media corporativi sono totalmente complici. In questo senso esiste molta disinformazione su ci&amp;ograve; che sta accadendo al presidente Nicol&amp;aacute;s Maduro e alla &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;&lt;em&gt;primera combatiente&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt; Cilia Flores.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Il nostro lavoro &amp;egrave; soprattutto lottare contro questa disinformazione e dire la verit&amp;agrave; al popolo. Donald Trump &amp;egrave; stato molto chiaro e non ha mai nascosto i suoi veri obiettivi in Venezuela: ha sempre detto che &amp;egrave; per il petrolio, perch&amp;eacute; gli Stati Uniti hanno bisogno del petrolio. Chi non vuole ascoltare Trump &amp;egrave; perch&amp;eacute; non vuole capire, ma lui glielo dice in faccia: l'unica ragione per cui il presidente &amp;egrave; sequestrato &amp;egrave; perch&amp;eacute; hanno bisogno di tenerlo fuori dal gioco politico in Venezuela per mettere le mani su quelle risorse e su quel petrolio, dato che hanno una guerra dichiarata che stanno perdendo con l'Iran e hanno perso il controllo del petrolio in Medio Oriente. Che necessit&amp;agrave; avrebbe il presidente Nicol&amp;aacute;s Maduro di essere coinvolto in questioni di narcotraffico come dicono loro, quando &amp;egrave; il massimo leader di una delle rivoluzioni pi&amp;ugrave; importanti dell'America Latina e del mondo come la Rivoluzione Bolivariana? Se la gente si lascia ingannare &amp;egrave; perch&amp;eacute; lo vuole, ma basta ascoltare Marco Rubio o Donald Trump per apprendere dalla loro viva voce ci&amp;ograve; che sta realmente accadendo. Sfortunatamente il bombardamento mediatico &amp;egrave; cos&amp;igrave; grande che per molti &amp;egrave; difficile sfuggire a questa bugia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come influisce la struttura ideologica e il razzismo all'interno dell'apparato militare e del sistema negli USA, e come impatta sulla regione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Dalla mia prospettiva non credo si tratti di un'influenza diretta di Trump, ma piuttosto di come funziona il sistema imperialista nordamericano nella sua essenza: &amp;egrave; sempre stato un sistema razzista, suprematista, patriarcale e antipopolo. Ci&amp;ograve; che Donald Trump ha fatto &amp;egrave; semplicemente mettere in evidenza ci&amp;ograve; che il sistema capitalista e imperialista statunitense &amp;egrave; sempre stato. Non &amp;egrave; qualcosa di nuovo: se leggiamo la storia degli Stati Uniti vediamo come si &amp;egrave; fondato questo paese, su basi patriarcali, razziste e suprematiste.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;Si vede anche nei programmi educativi qui negli Stati Uniti, contro i quali io stessa, come insegnante, ho dovuto lottare dall'interno del sistema per insegnare la vera storia della resistenza invece del suprematismo bianco. L'esercito risponde perfettamente a questa struttura ideologica; non &amp;egrave; un'invenzione o una moda lanciata da Trump, ma il modo in cui funziona da sempre il sistema capitalista imperialista. Gli USA dall'invasione degli europei sono sempre stati un paese razzista.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Questo paese fino al 1950 &amp;egrave; stato un paese segregato in cui le persone bianche e nere non potevano occupare gli stessi spazi, scuole, bagni pubblici, ristoranti, ecc. &amp;Egrave; stato grazie alle grandi lotte per i diritti civili guidate dagli eroi e dalle eroine emancipatrici come Malcolm X, il Dr. Martin Luther King Jr., Rosa Parks e altri/e che la segregazione &amp;egrave; giunta al termine. Ci&amp;ograve; nonostante, la xenofobia &amp;egrave; sempre stata parte di questa societ&amp;agrave; ed &amp;egrave; esistita la persecuzione contro diversi gruppi migratori in momenti differenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;La comunit&amp;agrave; latinoamericana &amp;egrave; sempre stata il bersaglio o capro espiatorio del sistema capitalista che cerca responsabili o colpevoli per il proprio fallimento e per la mancanza di capacit&amp;agrave; nel risolvere i problemi interni di questo paese. I governi di entrambi i partiti hanno perseguitato, represso e deportato. Il presidente Barack Obama detiene il titolo di essere il presidente che ha deportato pi&amp;ugrave; persone. La differenza &amp;egrave; il modo in cui lo fa Donald Trump con la sua milizia fascista, repressiva e assassina dell'ICE, alla luce del sole e senza nascondersi, anche se il risultato &amp;egrave; lo stesso: deportazioni di massa e separazione delle famiglie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Esiste oggi negli Stati Uniti una vera rete di media alternativi e come si coordinano concretamente tra loro per dare la battaglia ideologica e contrastare la disinformazione della guerra cognitiva?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Questa &amp;egrave; una domanda molto importante. Come movimento di sinistra, movimento popolare, sociale e politico all'interno degli Stati Uniti abbiamo assolutamente bisogno di pi&amp;ugrave; media alternativi e di una comunicazione propria. Io appartengo a una rete di media a livello nazionale negli Stati Uniti che fa capo a Pacifica Radio, che collega la costa est e la costa ovest, e qui faccio parte della radio pubblica di New York, WBAI 99.5 FM, una delle poche radio pubbliche esistenti negli Stati Uniti. Abbiamo bisogno di creare i nostri contenuti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;Molti governi di sinistra in America Latina non hanno compreso fino in fondo l'importanza strategica dei media alternativi per portare la verit&amp;agrave; ai popoli. Ho sempre sottolineato, ad esempio, l'efficacia della strategia del presidente Ch&amp;aacute;vez con &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;&lt;em&gt;Al&amp;oacute; Presidente&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;, che &amp;egrave; stato un successo totale, o le &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt;&lt;em&gt;Ma&amp;ntilde;aneras&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f;&quot;&gt; del presidente Andr&amp;eacute;s Manuel L&amp;oacute;pez Obrador in Messico, perch&amp;eacute; in questo modo i governi parlano direttamente ai loro popoli senza intermediari. Credo che in altri paesi, compreso il nostro in Honduras, la strategia di avere un mezzo diretto attraverso cui il governo parli al popolo sia un aspetto su cui avremmo dovuto lavorare molto di pi&amp;ugrave;. Penso che i media alternativi, le radio comunitarie e le televisioni comunitarie siano indispensabili e debbano essere promossi a tutti i livelli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quali riflessioni ti lascia l'esperienza diretta nell'osservare altri modelli economici e sociali nel mondo, come in Asia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;line-height: 114%; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #1f1f1f; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;&quot;&gt;Recentemente sono stata in visita nei territori recuperati dalla Cina: Hong Kong e Macao, e mi piacerebbe molto presto visitare Pechino e Shanghai. Questi territori, pur mantenendo ancora il sistema di due sistemi, un paese, mostrano uno sviluppo delle infrastrutture moderne, un'economia forte e sostenibile e dei progressi tecnologici che sono estremamente evidenti. Loro chiamano il loro sistema socialismo con caratteristiche cinesi. Il costo della vita &amp;egrave; molto basso rispetto a quello degli USA. Una delle mie prime sorprese a Hong Kong &amp;egrave; stata sapere che nei ristoranti non si accettano mance e che il dollaro l&amp;igrave; non &amp;egrave; popolare. Mi &amp;egrave; piaciuto molto il modo in cui a Hong Kong si avanza in armonia con la natura e si d&amp;agrave; la priorit&amp;agrave; al trasporto pubblico rispetto alle auto private.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>L'Intervista</category>
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                    <title>Chris Hedges - Bloccare il Paese o cadere nel fascismo: l'ultima chiamata per l'America</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-chris_hedges__bloccare_il_paese_o_cadere_nel_fascismo_lultima_chiamata_per_lamerica/39602_68650/</link>
                    <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://chrishedges.substack.com/p/the-next-election-may-be-our-last-831?utm_campaign=email-half-post&amp;amp;r=2xdvne&amp;amp;utm_source=substack&amp;amp;utm_medium=email&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di&amp;nbsp;Chris Hedges&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;1&quot;&gt;La Casa Bianca di Trump ha messo in atto una serie di meccanismi per correggere o invalidare le elezioni di met&amp;agrave; mandato. Il Congresso non ci salver&amp;agrave;. I tribunali non ci salver&amp;agrave;. La nostra unica speranza &amp;mdash; qualora l'elezione venisse truccata o rubata &amp;mdash; sono gli scioperi a livello nazionale. La nostra unica speranza &amp;egrave; paralizzare la macchina del commercio e del governo, sebbene questa militanza verr&amp;agrave; affrontata con una feroce repressione statale. Altrimenti, siamo spacciati. Non ci sar&amp;agrave; alcuna via d'uscita.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;2&quot;&gt;Se le misure sostenute dall'amministrazione Trump verranno attuate, si far&amp;agrave; ricorso ai poteri di emergenza per affermare un controllo federale senza precedenti sul voto. Gli agenti federali sequestreranno il materiale elettorale. Hanno gi&amp;agrave; sequestrato le schede delle elezioni precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Il servizio postale degli Stati Uniti invier&amp;agrave; le schede elettorali solo a coloro che sono inclusi nelle liste di idoneit&amp;agrave; approvate a livello federale e ricavate dai registri elettorali statali. Questi registri, soggetti a verifiche di cittadinanza, negheranno del tutto i servizi di posta elettorale negli Stati che rifiuteranno le richieste dell'amministrazione riguardo ai dati degli elettori.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Il &lt;em data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;3&quot;&gt;gerrymandering&lt;/em&gt; a met&amp;agrave; mandato sostenuto da Trump ha gi&amp;agrave; smantellato i collegi elettorali in mano ai Democratici e ne ha creati di nuovi per i Repubblicani.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;I requisiti per l'ID federale e per i documenti di cittadinanza priveranno del diritto di voto milioni di elettori aventi diritto, compresi gli americani a basso reddito che non hanno accesso ai documenti richiesti e le donne sposate i cui nomi attuali non corrispondono a quelli riportati nei loro certificati di cittadinanza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Le truppe federali e la &lt;em data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;24&quot;&gt;Immigration and Customs Enforcement&lt;/em&gt; (ICE) &amp;mdash; con 113,5 miliardi di dollari di finanziamenti aggiuntivi stanziati dal Congresso fino a settembre 2029 &amp;mdash; saranno dispiegate presso o vicino ai seggi elettorali che hanno una tradizionale maggioranza del Partito Democratico. Coloro che verranno etichettati come &quot;anti-capitalisti&quot; e &quot;anti-cristiani&quot; o accusati di appartenere all'antifa saranno intimiditi o bloccati dal votare.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;La maggioranza repubblicana alla Camera &amp;mdash; a prescindere dal voto &amp;mdash; user&amp;agrave; la propria autorit&amp;agrave; di certificazione dei risultati elettorali per conservare il potere, manipolando il Collegio Elettorale e rifiutandosi di insediare i membri dell'opposizione appena eletti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;A supervisionare la massiccia frode elettorale ci saranno fedelissimi posizionati dall'amministrazione Trump negli uffici elettorali statali e federali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Trump &amp;mdash; che ha tentato di ribaltare i risultati delle elezioni del 2020 e ha detto che si sarebbe rifiutato di accettare l'esito delle elezioni del 2024 in caso di sconfitta &amp;mdash; riflette sulla possibilit&amp;agrave; di sfidare la Costituzione per servire un terzo mandato. Ha anche avanzato l'idea di annullare le prossime elezioni, dicendo a Reuters: &amp;laquo;A pensarci bene, non dovremmo nemmeno fare le elezioni&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Quando Volodymyr Zelensky &amp;mdash; il cui mandato presidenziale &amp;egrave; terminato nel maggio 2024 &amp;mdash; ha informato Trump che in Ucraina non si sarebbero tenute le elezioni a causa della guerra, Trump ha risposto: &amp;laquo;Quindi stai dicendo che durante la guerra non si possono fare le elezioni... Quindi, fammi dire, tra tre anni e mezzo, intendi dire che se ci trovassimo in guerra con qualcuno, niente pi&amp;ugrave; elezioni? Oh, niente male&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Trump ha dichiarato al New York Times a gennaio di essersi pentito di non aver ordinato alla Guardia Nazionale di sequestrare le macchine elettorali dopo le elezioni del 2020. Trump non solo vuole abolire il voto per posta &amp;ndash; i Democratici votano per posta in numero maggiore rispetto ai Repubblicani &amp;ndash; ma anche le macchine elettorali e i tabulatori che consentono ai comitati elettorali di pubblicare i risultati la notte delle elezioni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Trump ha gettato le basi per l'interferenza federale nel suo discorso nazionale di luglio sulla frode elettorale, sostenendo che le elezioni sono pericolosamente esposte a &amp;laquo;hackeraggio, sfruttamento e interferenze straniere&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Questo assalto &amp;egrave; in preparazione da decenni. Non &amp;egrave; iniziato con Trump. Ho messo in guardia dal movimento nazionalista cristiano e dal suo fascismo latente nel mio libro &lt;em data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;169&quot;&gt;American Fascists: The Christian Right and the War on America&lt;/em&gt;. Questi fascisti cristiani sono nemici della societ&amp;agrave; aperta. Cercano di privare del diritto di voto ampi settori del pubblico, chiedono la deregolamentazione dell'industria e l'eliminazione di tutti i servizi sociali, tra cui l'istruzione pubblica, i programmi di sanit&amp;agrave; pubblica e la tutela dei consumatori. Gli unici compiti appropriati per il governo federale, secondo loro, sono la riscossione delle tasse, la guerra e la sicurezza interna.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Questi obiettivi sono delineati con uno snervante dettaglio tecnico nel &lt;em data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;72&quot;&gt;Project 2025&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Il potere &amp;mdash; come in tutte le dittature &amp;mdash; deve essere permanente. Sar&amp;agrave; configurato per arricchire la cerchia ristretta di Trump e della sua famiglia, che hanno guadagnato almeno 2,3 miliardi di dollari dalle loro imprese in criptovalute durante il primo anno di Trump dal suo ritorno alla presidenza. La classe dei miliardari e le corporazioni continueranno a pagare poche o nessuna imposta sul reddito. Non avranno vincoli o controlli esterni mentre sfrutteranno la cittadinanza e inquineranno e avveleneranno la Terra.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Tutti gli altri, sotto costante sorveglianza statale e privati di tutele legali, saranno ridotti allo stato di servi della gleba.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Il dissenso sar&amp;agrave; criminalizzato. I media saranno una cassa di risonanza per la dittatura. L'istruzione &amp;mdash; dalla scuola dell'infanzia ai corsi di specializzazione &amp;mdash; sar&amp;agrave; indottrinamento. La cultura sar&amp;agrave; ridotta al suo minimo comune denominatore: un sentimentalismo kitsch. Topoi, iconografia e simboli cristiani saranno impiegati per sacralizzare la supremazia bianca, il capitalismo, la guerra infinita e l'impero, demonizzando al contempo coloro che si trovano ai margini della societ&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;A Trump &amp;egrave; gi&amp;agrave; stato dato un potere assoluto. Nel 2024, la Corte Suprema ha concesso a Trump l'immunit&amp;agrave; dal perseguimento penale per atti rientranti nella sua autorit&amp;agrave; costituzionale &amp;laquo;conclusiva e preclusiva&amp;raquo;. Nella sua opinione dissenziente, la giudice Sonia Sotomayor ha accusato che, come risultato della decisione della corte, &amp;laquo;[i]n ogni uso del potere ufficiale, il Presidente &amp;egrave; ora un re al di sopra della legge&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Trump e i suoi sostenitori nella Silicon Valley sono perfettamente consapevoli che il livello della loro corruzione e il loro disprezzo per la democrazia &amp;mdash; senza precedenti nella storia degli Stati Uniti &amp;mdash; li rende vulnerabili se dovessero perdere il potere. Non hanno alcuna intenzione di permettere che ci&amp;ograve; accada, non importa quanto palesi siano le violazioni costituzionali. Cercano di estinguere gli ultimi vestigi della democrazia. Credono, come ha scritto nel 2009 il cofondatore di PayPal e Palantir, Peter Thiel, che &amp;laquo;libert&amp;agrave; e democrazia&amp;raquo; non siano &amp;laquo;compatibili&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Thiel sta raccogliendo tutte le nostre informazioni ricavate dai registri fiscali, medici e giudiziari del governo. Queste informazioni vengono inviate a banche dati che possono essere sfruttate per il controllo statale e per profitto. Thiel e la sua cerchia di miliardari tecnocrati stanno attuando l'agenda che aveva prefigurato 16 anni fa: rendere la tecnologia un'&amp;laquo;alternativa alla politica&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;&amp;laquo;I populisti ottengono il libro degli inni MAGA anti-woke&amp;raquo;, scrivono Mark Medish e Joel McCleary nella loro serie &lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;114&quot;&gt;Dancing in the Dark&lt;/em&gt; su &lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;137&quot;&gt;The Spectator&lt;/em&gt; riguardo alle prossime elezioni:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22,0&quot;&gt;I signori del cloud ottengono i contratti e la deregolamentazione; il Presidente ottiene l'adulazione, il denaro, gli strumenti per distruggere i suoi nemici e il dominio su tutti i mezzi di informazione. Ciascuno dei partner crede di usare astutamente gli altri. Tutti loro hanno bisogno che il matrimonio sopravviva a questo novembre e che consolidi ulteriormente il potere.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Gli agenti dell'FBI hanno sequestrato le schede elettorali originali del 2020, le immagini delle schede e i registri elettorali in Georgia. Il Dipartimento della Giustizia ha sequestrato le schede del 2024 dal Michigan. E Chad Bianco, lo sceriffo della contea di Riverside, in California, come sottolineano Medish e McCleary, a marzo &amp;laquo;ha sequestrato circa 650.000 schede sulla base di una denuncia da parte di un gruppo locale per l'&quot;integrit&amp;agrave; elettorale&quot; che si sta organizzando per replicare la manovra in un'altra mezza dozzina di contee in questo ciclo&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Questo &amp;egrave; un assaggio, immagino, dei sequestri diffusi di schede elettorali a novembre.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;I &lt;em data-path-to-node=&quot;25&quot; data-index-in-node=&quot;2&quot;&gt;Presidential Emergency Action Documents&lt;/em&gt; (PEAD), che sono &amp;laquo;ordini di emergenza pre-redatti in caso di attacco alla patria&amp;raquo;, attendono &amp;laquo;solo una decisione e una firma per diventare legge operativa per necessit&amp;agrave;&amp;raquo;, notano Medish e McCleary, dando a Trump il potere unilaterale di sospendere le libert&amp;agrave; civili in una crisi interna.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;Creati inizialmente sotto il presidente Dwight Eisenhower, queste direttive segrete sono state da allora periodicamente riviste e ampliate sotto le amministrazioni successive.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;&amp;laquo;Esistono almeno cinquantasei di questi PEAD, secondo l'ultimo conteggio credibile&amp;raquo;, continuano Medish e McCleary. &amp;laquo;Nessuno &amp;egrave; mai stato pubblicato, fatto trapelare, invocato, esaminato dal Congresso o sottoposto al vaglio di un tribunale. I temi trattati includerebbero la sospensione dell'&lt;em data-path-to-node=&quot;27&quot; data-index-in-node=&quot;290&quot;&gt;habeas corpus&lt;/em&gt;, la legge marziale, la censura, la detenzione di cittadini &quot;considerati pericolosi&quot; [e] il sequestro di beni&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;La debolezza dei poteri legislativo e giudiziario del governo, unita alla trasformazione delle agenzie federali in appendici della Casa Bianca di Trump &amp;mdash; compresi il Dipartimento della Giustizia e il Dipartimento della Sicurezza Interna &amp;mdash; rende queste istituzioni inaffidabili.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;29&quot;&gt;Possiamo solo salvarci da soli.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;30&quot;&gt;Questo significa bloccare il Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;31&quot;&gt;Milioni di noi devono essere pronti a scendere in strada, o le porte di ferro del fascismo si chiuderanno con un boato.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l&amp;rsquo;AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Giornalista vincitore del Premio Pulitzer, &amp;egrave; stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha ricoperto il ruolo di redattore capo per il Medio Oriente e per i Balcani. In precedenza, ha lavorato all'estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. &amp;Egrave; il conduttore dello Show The Chris Hedges Report.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
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