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        <title>Feed RSS di lantidiplomatico.it</title>
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        <description>News di attualità globale attraverso competenza, passione e dedizione</description>

                        <item>
                    <title>Attacco al college di Starobelsk. Sangue innocente che rivendica giustizia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-attacco_al_college_di_starobelsk_sangue_innocente_che_rivendica_giustizia/39602_67879/</link>
                    <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 3 luglio dopo un lungo viaggio, via Rostov-sul-Don, sono riuscito ad arrivare a fino Starobelsk nella Repubblica Popolare di Lugansk (LNR - soggetto federale della Federazione Russa).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era la notte del 22 maggio quando le Forze Armate ucraine con un attacco a pi&amp;ugrave; ondate di droni hanno distrutto il college della facolt&amp;agrave; di pedagogia di Lugansk ubicato in questa cittadina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Starobelsk, quel giorno da cittadina sconosciuta si &amp;egrave; vista proiettare a livello mondiale in una dimensione di dolore e sofferenza che non la abbandoner&amp;agrave; mai, l&amp;rsquo;ennesima icona di dolore che insanguina il Donbass dal 2014.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo di aver seguito con angoscia le immagini che poco dopo l&amp;rsquo;attacco iniziarono a circolare sui siti russi col relativo bilancio di vittime, sempre in aumento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sentii subito il dovere morale di recarmi sul posto per vedere coi miei occhi gli effetti di quella strage terribile e assurda, per raccontare con la mia testimonianza la verit&amp;agrave; su quanto accaduto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; stato facile, un viaggio lungo, complicato, piuttosto costoso, se come nel mio caso organizzato in maniera autonoma, per di pi&amp;ugrave; con un elevato livello di rischio visto la presenza di vari tipi di droni ucraini che battono il cielo di quei territori: da quelli d&amp;rsquo;attacco pronti a colpire anche le auto private, a quelli che disseminano le strade di mine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine ci sono riuscito, tuttavia mi sono avvicinato al college di Starobelsk con lo stesso stato d&amp;rsquo;animo di un fedele che in pellegrinaggio si avvicina a un santuario, a un suolo sacro, in questo caso un suolo sacralizzato dal sangue di tante vittime innocenti. Sangue che rivendica giustizia davanti a Dio e agli uomini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo che nei giorni successivi all&amp;rsquo;attacco sulla stampa occidentale con cinismo assoluto non si parl&amp;ograve; di questa strage, o se ne parl&amp;ograve; con un paio di righe concise, giusto per accennare l&amp;rsquo;accaduto con distacco, quasi con una certa comprensione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rimasi sbalordito nel leggere i commenti e le dichiarazioni di certi giornalisti occidentali, tra di loro anche italiani, che subito dopo l&amp;rsquo;attacco visitarono il luogo della tragedia come membri di una delegazione di 50 giornalisti stranieri provenienti da 19 paesi[1].&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre la maggior parte dei giornalisti non esitava a definire ci&amp;ograve; che avevano sotto gli occhi &amp;ldquo;terrorismo&amp;rdquo;[2], secondo quanto riportato dai media russi i giornalisti italiani presenti davanti alle rovine ancora &amp;ldquo;fumanti&amp;rdquo;, invece, reagirono con un certo distacco. &lt;strong&gt;Evgenij Murylev&lt;/strong&gt;, presidente della sezione di Lugansk dell&amp;rsquo;Unione dei Giornalisti della Russia, ha cos&amp;igrave; riportato:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;C&amp;rsquo;era un piccolo gruppo di persone che, per usare un eufemismo, erano ciniche riguardo a questa situazione. Non solo con cinismo, ma con un certo sarcasmo. Ad esempio, &amp;lt;...&amp;gt; una giornalista italiana si &amp;egrave; comportata in modo estremamente cinico, estremamente sarcastico ed estremamente ipocrita, usando costantemente la parola &amp;ldquo;Yakoby&amp;rdquo; (&amp;ldquo;presumibilmente&amp;rdquo;, &amp;ldquo;pare che&amp;rdquo; ndt.) nei suoi commenti al cameraman&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;[3]&lt;strong&gt;. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non tutti gli italiani sono identici, sono giunto sul posto ed ecco la mia testimonianza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Innanzi tutto va detto che anche gli edifici intorno al college sono stati distrutti. Davanti al college si osserva un profondo cratere, questo da l&amp;rsquo;idea della potenza distruttiva dei droni utilizzati. Il college &amp;egrave; un complesso piuttosto grande a pi&amp;ugrave; corpus, tutti distrutti, uno di questi &amp;egrave; un edificio a pi&amp;ugrave; piani con corridoi e camerette per il convitto degli studenti e aule. La sua parte centrale &amp;egrave; stata letteralmente polverizzata non c&amp;rsquo;&amp;egrave; pi&amp;ugrave;. Ho avuto la possibilit&amp;agrave; di muovermi senza alcuna limitazione all&amp;rsquo;interno del complesso, vedere ci&amp;ograve; che rimaneva delle aule e delle camerette distrutte.. Gli ucraini hanno giustificato questo attacco sulla base di eventuale materiale militare russo presente all&amp;rsquo;interno del college.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spostandomi all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;edificio confermo di aver visto solo: pareti distrutte, finestre e porte divelte, calcinacci, vetri infranti e ancora tanti, tanti oggetti abbandonati sul pavimento, sui letti, sui tavoli.. appartenenti agli studenti, pi&amp;ugrave; precisamente alle studentesse che vivevano nelle camerette. Quel tipo di oggetti e articoli che ragazzine di 18, 19 anni portano con se nel proprio bagaglio. Immagini decisamente in grado di attanagliare il cuore a qualsiasi persona dotata di un minimo di umanit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho chiesto conferma del bilancio delle vittime: mi hanno confermato le cifre iniziali: 21 morti e circa un&amp;rsquo;ottantina di feriti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualche giorno fa il capo della LNR, &lt;strong&gt;Leonid Pasechnik&lt;/strong&gt; ha confermato in modo definitivo questo dato, aggiungendo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Oggi ricorre il quarantesimo giorno dalla tragedia di Starobelsk. Questo &amp;egrave; il crimine pi&amp;ugrave; disumano commesso dai neofascisti sul suolo di Lugansk. Cinico e premeditato&amp;rdquo;[4].&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anna Soroka&lt;/strong&gt;, commissaria per i diritti umani della LNR ha osservato che tutte le persone uccise nell&amp;rsquo;attentato terroristico di Starobelsk hanno riportato ferite causate dall&amp;rsquo;esplosione di mine[5].&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho letto i nomi e l&amp;rsquo;et&amp;agrave; dei 21 che hanno perso la vita: 18 ragazze e 3 ragazzi quasi tutti classe 2007, 2006. Questi i loro nomi per non dimenticare[6]:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Pogribnichenko Anna Andreevna, nata il 1 novembre 2006,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Serdyuk Daria Sergeevna, nata il 18 aprile 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Prudnikova Yana Vladimirovna, nata l&amp;rsquo;11 dicembre 2006,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Zhivotikova Irina Denisovna, nata il 3 dicembre 2006,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Martimyanova Elena Vladimirovna, nata il 06 settembre 2006,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Berezhnaya Tatyana Sergeevna, nata il 15 luglio 2006,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Kovtun Artyom Sergeevich, nato il 02 febbraio 2006,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Bugakov Maksim Viktorovich, nato il 3 dicembre 2005,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Postovets Aleksander Aleksandrovich, nato il 18 dicembre 2004,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Fen Sofiya Olegovna, nata il 30 marzo 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Chekrygina Alina Aleksandrovna, nata il 27 aprile 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Dashchenko Veronika Aleksandrovna, nata il 15 settembre 2006,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Zaratujchenko Victoriya Olegovna, nata il 21 settembre 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Vasilenko Anastasiya Alekseevna, nata il 18 luglio 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Butkova Aleksandra Vyacheslavovna, nata il 17 gennaio 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Protasova Aleksandra Alekseevna, nata l&amp;rsquo;11 novembre 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Tereshchenko Oksana Alekseevna, nata il 14 settembre 2003,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Bryukhovetskaya Alisa Vladimirovna, nata il 16 gennaio 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Kovalenko Anastasiya Andreevna, nata l&amp;rsquo;8 maggio 2007,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Gerasimenko Taisiya Pavlovna, nata il 18 maggio 2008,&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Kovpak Aleksandra Aleksandrovna, nata il 3 giugno 2007.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Qui si arriva alla questione cruciale: quale il senso di questi attacchi diretti su civili, in questo caso addirittura di notte cogliendo vigliaccamente delle ragazzine nel sonno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Yana Lantratova&lt;/strong&gt;, commissaria russa per i diritti umani, giunta di proposito nella LNR ha definito le azioni delle Forze Armate ucraine &amp;ldquo;ciniche e ipocrite&amp;rdquo;. Ha sottolineato che i droni hanno effettuato gli attacchi nonostante le vittime venissero estratte dalle macerie e i genitori fossero sul posto, in attesa di vedere i propri figli sopravissuti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;La parte ucraina ha attaccato ripetutamente questo luogo&amp;rdquo;, ha osservato il difensore civico. &amp;ldquo;Lo hanno attaccato cos&amp;igrave; tanto che &amp;egrave; stato semplicemente impossibile continuare le operazioni di soccorso&amp;rdquo;[7].&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sempre&lt;strong&gt; Anna Soroka&lt;/strong&gt;, ha affermato:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ora vorrei dire che questo ha gi&amp;agrave; oltrepassato non solo i confini dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;, - non si tratta nemmeno di crimini di guerra. &amp;Egrave; qualcosa di talmente cinico e sprezzante della vita umana&amp;rdquo;[8].&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo lei, il bombardamento della citt&amp;agrave; &amp;egrave; continuato per diverse ore colpendo varie zone di Starobelsk. La difensore civico ha puntualizzato che nell&amp;rsquo;attacco sono stati utilizzati diversi tipi di droni e che gli specialisti continuano ad esaminare i detriti e i pezzi di velivolo rinvenuti sul luogo dell&amp;rsquo;attentato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Soroka &amp;egrave; dell&amp;rsquo;opinione che l&amp;rsquo;attacco sia stato deliberato e portato da un massiccio utilizzo di droni. Ha inoltre affermato che, a suo parere, i paesi occidentali sono coinvolti nella fornitura di componenti per i droni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quale beneficio da un punto di vista militare ne pu&amp;ograve; trarre l&amp;rsquo;esercito ucraino? Questa non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; guerra questo &amp;egrave; autentico terrorismo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come affermato da &lt;strong&gt;Rodion Miroshnik&lt;/strong&gt;, ambasciatore plenipotenziario del Ministero degli Esteri russo per i crimini del regime di Kiev:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Possiamo confermare che la guerra terroristica &amp;egrave; entrata in una nuova fase. Kiev, insieme ai suoi sostenitori europei, sta cercando di dimostrare che il terrorismo contro i civili e i crimini di guerra sono la norma per condurre un conflitto, negando di fatto le norme e i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario&amp;rdquo;[9].&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Occidente collettivo che fa? Non solo chiude gli occhi e tace vergognosamente davanti a questi atti disumani e spietati, ma ne &amp;egrave; complice, di fatto, continua a supportare, a consegnare armamenti a Kiev. Come ha sottolineato Anna Soroka l&amp;rsquo;Occidente collettivo &amp;egrave; &amp;ldquo;coinvolto&amp;rdquo; nella fornitura di componenti per i droni, gli stessi che poi, non solo nell&amp;rsquo;attacco sul college di Starobelsk, ma quasi ogni giorno vengono utilizzati per colpire obiettivi civili sui territori russi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Occidente, Italia compresa, si &amp;egrave; gettato a capofitto, quasi dogmaticamente in una complicit&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; pesante e colposa con gli atti del regime di Kiev, voltando le spalle a qualsiasi soluzione diplomatica del conflitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dimenticando che la Russia &amp;egrave; una superpotenza militare nucleare sta optando per un&amp;rsquo;escalation dai possibili esiti apocalittici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[1] &lt;a href=&quot;https://tass.ru/proisshestviya/27513503&quot;&gt;https://tass.ru/proisshestviya/27513503&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[2] &lt;a href=&quot;https://tass.ru/obschestvo/27515529&quot;&gt;https://tass.ru/obschestvo/27515529&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[3]&lt;a href=&quot;https://news.ru/regions/italyanskie-zhurnalisty-cinichno-otneslis-k-tragedii-v-starobelske&quot;&gt;https://news.ru/regions/italyanskie-zhurnalisty-cinichno-otneslis-k-tragedii-v-starobelske&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[4] &lt;a href=&quot;https://tass.ru/politika/27870869&quot;&gt;https://tass.ru/politika/27870869&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[5] &lt;a href=&quot;https://tass.ru/obschestvo/27514695&quot;&gt;https://tass.ru/obschestvo/27514695&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[6] &lt;a href=&quot;https://xn--80aafc4bdoy.xn--p1ai/news/all/all/Podtverzhdennie_spiski_pogibshikh_studentov_v_Starobelske?id=3456&quot;&gt;https://xn--80aafc4bdoy.xn--p1ai/news/all/all/Podtverzhdennie_spiski_pogibshikh_studentov_v_Starobelske?id=3456&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[7] &lt;a href=&quot;https://tass.ru/proisshestviya/27513637&quot;&gt;https://tass.ru/proisshestviya/27513637&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[8] &lt;a href=&quot;https://aif.ru/incidents/ombudsmen-lnr-obstrel-kolledzha-v-starobelske-preziraet-chelovecheskuyu-zhizn&quot;&gt;https://aif.ru/incidents/ombudsmen-lnr-obstrel-kolledzha-v-starobelske-preziraet-chelovecheskuyu-zhizn&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[9] &lt;a href=&quot;https://rg.ru/2026/07/03/miroshnik-terroristicheskaia-vojna-kievskogo-rezhima-protiv-rf-voshla-v-novuiu-fazu.html&quot;&gt;https://rg.ru/2026/07/03/miroshnik-terroristicheskaia-vojna-kievskogo-rezhima-protiv-rf-voshla-v-novuiu-fazu.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Foto di Eliseo Bertolasi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>La trappola del &quot;Salario Giusto&quot; di Meloni: ecco come la nuova legge minaccia i contratti nazionali</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_trappola_del_salario_giusto_di_meloni_ecco_come_la_nuova_legge_minaccia_i_contratti_nazionali/42819_67881/</link>
                    <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di E.Gentili, F. Giusti &amp;ndash; Centro studi politico-sindacale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Il 25 giugno scorso &amp;egrave; stata pubblicata la Legge di conversione del Decreto 1&amp;deg; Maggio, che ha istituito il cosiddetto &amp;ldquo;salario giusto&amp;rdquo;. Gi&amp;agrave; in tempi non sospetti avevamo evidenziato, nella nostra precedente analisi[^1], una pericolosa novit&amp;agrave; contenuta nel testo: per determinare il &quot;salario giusto&quot; non si fa pi&amp;ugrave; riferimento solo ai livelli salariali stabiliti dalla contrattazione collettiva dei sindacati &amp;ldquo;maggiormente rappresentativi&amp;rdquo; &amp;ndash; una scelta che gi&amp;agrave; non condividevamo &amp;ndash;, ma entrano in gioco anche la &amp;laquo;dimensione&amp;raquo; e la &amp;laquo;natura giuridica del datore di lavoro&amp;raquo;[^2].&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Durante il dibattito parlamentare l&amp;rsquo;opposizione ha tentato di eliminare questi criteri con un emendamento che introduceva anche un salario minimo di 9 euro l'ora[^3]. Il testo &amp;egrave; stato per&amp;ograve; respinto, blindando la formulazione originaria del Governo Meloni, da noi ritenuta del tutto insufficiente. A nostro avviso, questa dinamica spiana la strada a future norme che permetteranno formalmente alle aziende di derogare ai CCNL di categoria. Sebbene la Legge di conversione non abbia fatto ulteriori passi in avanti in questo senso, l&amp;rsquo;introduzione dei concetti di dimensione e natura giuridica dell&amp;rsquo;impresa concede fin d'ora alle piccole aziende un&amp;rsquo;autonomia eccessiva, a tutto discapito dei diritti retributivi dei lavoratori.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Vediamo ora nel dettaglio le modifiche introdotte dalla nuova Legge, che sono tutt'altro che trascurabili.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;I. Salario giusto: il rischio del &quot;trucco&quot; del welfare&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;La principale novit&amp;agrave; sul fronte del &amp;ldquo;salario giusto&amp;rdquo; &amp;egrave; la definizione puntuale del &lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;83&quot;&gt;Trattamento Economico Complessivo (TEC)&lt;/strong&gt;[^4], inteso come la sommatoria delle componenti retributive fisse e continuative (inclusi i servizi di welfare aziendale estesi alla generalit&amp;agrave; dei dipendenti). Il TEC stabilito dai sindacati &amp;ldquo;comparativamente pi&amp;ugrave; rappresentativi&amp;rdquo; diventa cos&amp;igrave; il parametro-soglia per definire il &amp;ldquo;salario giusto&amp;rdquo; in un determinato settore e per una specifica mansione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Il problema centrale, oltre alla mancata introduzione di un salario minimo legale, &amp;egrave; che l&amp;rsquo;equivalenza del TEC non deve essere speculare per ogni singola voce (minimo tabellare, tredicesima, quattordicesima, welfare, ecc.)[^5]. La legge garantisce solo l&amp;rsquo;uguaglianza del &lt;em data-path-to-node=&quot;11&quot; data-index-in-node=&quot;271&quot;&gt;totale complessivo&lt;/em&gt;. Di conseguenza, nulla vieter&amp;agrave; a un'azienda di raggiungere la soglia di legge gonfiando i fringe benefit, i bonus o ricorrendo alla contrattazione individuale. Persino i premi di produzione aziendali potrebbero concorrere al calcolo del TEC, nonostante nascano per alleggerire il carico fiscale degli imprenditori.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; di peggio. Questo meccanismo fa temere che in futuro, nei cambi di appalto, l'equivalenza contrattuale possa essere calcolata arbitrariamente sulle voci scelte dall'azienda (anche se su questo bisogner&amp;agrave; attendere la revisione del Codice degli Appalti). Il rischio che il criterio del &amp;ldquo;salario giusto&amp;rdquo; sostituisca le tutele attuali sui cambi appalto va scongiurato: sarebbe un colpo durissimo per i lavoratori esternalizzati.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Infine, la Legge di conversione ha &lt;strong data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;35&quot;&gt;escluso i contratti di apprendistato&lt;/strong&gt; dall&amp;rsquo;applicazione della norma[^6], regalando alle imprese una corsia preferenziale per fare dumping salariale sulla pelle dei giovani.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;II. Il ritorno delle Gabbie Salariali e le deroghe ai CCNL&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;La Legge di conversione introduce pericolosi commi sulla contrattazione di prossimit&amp;agrave;. Il CNEL, gli enti pubblici e gli istituti di statistica non dovranno pi&amp;ugrave; limitarsi a elaborare indicatori su produttivit&amp;agrave;, costo del lavoro e domanda[^7], ma dovranno produrre &amp;laquo;indicatori sintetici relativi al costo della vita, al mercato delle locazioni immobiliari e ai prezzi al consumo dei beni e dei servizi anche a livello locale&amp;raquo;[^8]. Il CNEL dovr&amp;agrave; inoltre stilare un Rapporto nazionale sulle retribuzioni articolato &amp;laquo;per ambiti territoriali omogenei&amp;raquo;[^9]. Per noi la diagnosi &amp;egrave; chiara: si sta preparando l'infrastruttura normativa per reintrodurre le &lt;strong data-path-to-node=&quot;15&quot; data-index-in-node=&quot;646&quot;&gt;gabbie salariali&lt;/strong&gt;, da sempre un cavallo di battaglia della Lega.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;In parallelo, viene modificato l'articolo 8 della Legge 138/2011. Quella norma, varata dal Governo Berlusconi IV (quando Giorgia Meloni era Ministra della Giovent&amp;ugrave;), permetteva alle imprese di firmare accordi aziendali o territoriali in deroga alla legge e ai CCNL. Un impianto pensato per impoverire i classi subalterne a cui oggi il Governo tenta di porre un blando rimedio: le imprese avranno l'obbligo di informare i dipendenti (anche via mail) se applicano trattamenti peggiorativi rispetto al CCNL. Il fatto che l'esecutivo torni su quella legge del 2011 dimostra che la contrattazione di secondo livello verr&amp;agrave; usata come un cavallo di Troia. La nostra previsione &amp;egrave; che la legge sul salario giusto fisser&amp;agrave; minimi legali molto bassi, lasciando poi ampio spazio alla contrattazione decentrata per scavalcare i contratti nazionali.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;III. Adeguamento all'inflazione: la beffa del 50%&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Nella prima versione del Decreto, il Governo prevedeva che in caso di mancato rinnovo del CCNL scattasse un adeguamento all'inflazione pari ad appena il 30%, escludendo i rincari dei beni energetici importati. Avevamo denunciato come questa misura avrebbe disincentivato i rinnovi, spingendo le aziende ad accettare la sanzione pur di non adeguare i contratti[^10].&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;I fatti ci hanno dato ragione: la percentuale &amp;egrave; stata alzata al 50% in sede di conversione[^11]. Tuttavia, restando sotto il 100% e senza contare i costi dell'energia, non si pu&amp;ograve; parlare di vera tutela: i salari continueranno a perdere potere d'acquisto. Nota positiva, quantomeno, l'estensione di questo parziale adeguamento anche ai lavoratori della &lt;strong data-path-to-node=&quot;19&quot; data-index-in-node=&quot;352&quot;&gt;Gig Economy&lt;/strong&gt;[^12].&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;IV. Gig Economy: tutele ancora deboli&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Il testo convertito in legge non dissipa le nostre perplessit&amp;agrave; sui lavoratori delle piattaforme. La versione originaria non prevedeva sanzioni per le aziende n&amp;eacute; vincoli contro le false collaborazioni autonome. Il nuovo testo &amp;egrave; leggermente pi&amp;ugrave; dettagliato, ma la vera partita si giocher&amp;agrave; con il prossimo Decreto del Ministero del Lavoro. Ad oggi, i rider e i lavoratori digitali rimangono privi di scudi efficaci contro algoritmi punitivi, disconnessioni arbitrarie o carichi di lavoro insostenibili.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;V. La &quot;liberalizzazione&quot; del distacco e della precariet&amp;agrave;&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Il distacco dei lavoratori per salvaguardia occupazionale rischia di trasformarsi in uno strumento di pura precarizzazione. Con la nuova legge, il distacco viene deregolamentato: potr&amp;agrave; avvenire anche tra aziende di &lt;strong data-path-to-node=&quot;23&quot; data-index-in-node=&quot;215&quot;&gt;settori diversi&lt;/strong&gt; che applicano &lt;strong data-path-to-node=&quot;23&quot; data-index-in-node=&quot;245&quot;&gt;CCNL differenti&lt;/strong&gt;[^13], e persino in assenza di una crisi aziendale conclamata.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Invece di proteggere l'occupazione con investimenti pubblici, il Governo usa i lavoratori come ammortizzatori sociali flessibili, sacrificando le carriere e la stabilit&amp;agrave; retributiva. A conferma di questo disegno, la Legge di conversione ha esteso fino a &lt;strong data-path-to-node=&quot;24&quot; data-index-in-node=&quot;254&quot;&gt;36 mesi&lt;/strong&gt; il tempo massimo di somministrazione di lavoro (anche non continuativa) presso lo stesso utilizzatore[^14], azzerando il conteggio dei mesi a partire dall'entrata in vigore della legge. L'obiettivo &amp;egrave; evidente: sdoganare la precariet&amp;agrave; a lungo termine.&lt;/p&gt;
&lt;h2 data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;Note&lt;/h2&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^1]: Cfr. E. Gentili, F. Giusti, &lt;em data-path-to-node=&quot;27&quot; data-index-in-node=&quot;34&quot;&gt;Salario &amp;ldquo;giusto&amp;rdquo;, contratti nazionali a rischio&lt;/em&gt;, 6 Maggio 2026, &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;https://diogenenotizie.com/salario-giusto-contratti-nazionali-a-rischio/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjuyKH2pLuVAxUAAAAAHQAAAAAQJA&quot;&gt;diogenenotizie.com&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^2]: D. L. 62/2026, art. 7, c. 2.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^3]: G. Conte et alii, Proposta emendativa 7.32 in XI Commissione in sede referente riferita al C. 2911.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^4]: Cfr. L. 112/2026, Allegato. Modifica al D. L. 62/2026, art. 7, c. 4-bis.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^5]: Su questo punto l&amp;rsquo;opposizione aveva presentato un emendamento. Cfr. A.Scotto et alii, Proposta emendativa 0.7.68.9.in XI Commissione in sede referente riferita al C. 2911.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^6]: Cfr. L. 112/2026, Allegato. Modifica al D. L. 62/2026, art. 18, c. 1.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^7]: D. L. 62/2026, art. 8, c. 1, lett. &amp;ldquo;c&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^8]: L. 112/2026, Allegato. Modifica al D. L. 62/2026, art. 8, c. 1, lett. &amp;ldquo;b-bis&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^9]: L. 112/2026, Allegato. Modifica al D. L. 62/2026, art. 9, c. 1, capoverso &amp;ldquo;c-bis&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^10]: E. Gentili, F. Giusti, op. cit.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^11]: L. 112/2026, Allegato. Modifica al D. L. 62/2026, art. 10, c. 2.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^12]: L. 112/2026, Allegato. Modifica al D. L. 62/2026, art. 11-bis.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^13]: L. 112/2026, Allegato. Modifica al D. L. 62/2026, art. 16-quater, c. 1.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;[^14]: L. 112/2026, Allegato. Modifica al D. L. 62/2026, art. 16-quinquies.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immagine+2026-07-05+121024.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Morte a Israele!&quot;: il fragoroso ingresso degli yemeniti al funerale di Khamenei (VIDEO)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-morte_a_israele_il_fragoroso_ingresso_degli_yemeniti_al_funerale_di_khamenei_video/82_67882/</link>
                    <pubDate>Sun, 05 Jul 2026 11:49:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Un gruppo di yemeniti entra nel complesso principale della Grande Moschea dell'Imam Khomeini a Teheran, sventolando bandiere e striscioni yemeniti e facendosi strada tra la folla, mentre grida slogan come &quot;Morte a Israele!&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; data-media-max-width=&quot;560&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;rtl&quot; lang=&quot;fa&quot;&gt;???? ????&amp;zwnj;?? ?? ????? ????? ??????? ???? ???? ????&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;?? ?????? ???? ???? ?? ???? ???? ???? ?????? ??&amp;zwnj;???&lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/%D8%A7%D9%86%D8%AA%D9%82%D8%A7%D9%85_%D8%AE%D9%88%D9%86_%D8%B1%D9%87%D8%A8%D8%B1_%D8%B4%D9%87%DB%8C%D8%AF?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#??????_???_????_????&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://t.co/7EuKX0NAha&quot;&gt;pic.twitter.com/7EuKX0NAha&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; ???????? ????? (@Tasnimnews_Fa) &lt;a href=&quot;https://x.com/Tasnimnews_Fa/status/2073622457794089204?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 5, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;I partecipanti prendono parte alla cerimonia di commiato per la Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, ucciso nei criminali attacchi di Stati Uniti e Israele (coalizione Epstein) contro la Repubblica Islamica dell'Iran.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immagine+2026-07-05+134836.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Il messaggio di Putin ai soldati e ai &quot;pseudo-pacificatori europei&quot; </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_messaggio_di_putin_ai_soldati_e_ai_pseudopacificatori_europei/45289_67878/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 16:54:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto &lt;a href=&quot;https://swentr.site/russia/642563-putin-konstantinovka-russia-ukraine/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;visita&lt;/a&gt; a un posto di comando avanzato nelle ultime ore, circondato dai vertici militari e dai rappresentanti del ministero della Difesa, per ricevere un rapporto dettagliato sull&amp;rsquo;avanzata dell&amp;rsquo;esercito nel Donbass. Tra i punti affrontati durante il briefing, la liberazione di Konstantinovka, che rappresentava uno dei capisaldi delle forze di Kiev. Putin ha ascoltato i comandanti e, dopo che uno di loro gli ha detto che &amp;ldquo;la vittoria sar&amp;agrave; nostra&amp;rdquo;, ha risposto con sicurezza, ribadendo che la Russia vincer&amp;agrave; a prescindere da tutto. Ha poi sottolineato che i comandanti devono agire &amp;ldquo;in modo ritmico e razionale&amp;rdquo;, facendo &amp;ldquo;tutto il necessario per preservare la vita dei soldati e garantire l&amp;rsquo;adempimento incondizionato dei compiti assegnati&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il tono dell&amp;rsquo;incontro &amp;egrave; presto diventato pi&amp;ugrave; aspro, con un avvertimento preciso rivolto al regime di Kiev: Mosca far&amp;agrave; &amp;ldquo;tutto quanto in suo potere&amp;rdquo; per proteggere i civili e le infrastrutture russe, e gli attacchi di natura terroristica da parte ucraina non faranno altro che allargare la zona di sicurezza lungo il confine. Putin ha definito le dichiarazioni trionfalistiche dei leader del regime di Kiev come un vantaggio per la Russia, perch&amp;eacute; finiscono per disorganizzare &amp;ldquo;sia loro stessi sia i loro sponsor&amp;rdquo;. Ha per&amp;ograve; aggiunto che, per sostenere quelle che ha definito &amp;ldquo;finte vittorie sul campo&amp;rdquo; e per alimentare &amp;ldquo;leggende e bugie&amp;rdquo;, Kiev potrebbe essere tentata di mettere in atto azioni di tipo diversivo e terroristico. &amp;Egrave; un rischio che Mosca dice di tenere in considerazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente, il presidente russo ha rivolto un messaggio severo anche ai cosiddetti &amp;ldquo;pseudo-pacificatori europei&amp;rdquo;, accusandoli di confermare i sospetti di Mosca circa le loro vere intenzioni. Secondo Putin, il loro obiettivo &amp;ldquo;non &amp;egrave; la pace, ma la prosecuzione della guerra contro la Russia fino all&amp;rsquo;ultimo ucraino&amp;rdquo;. La domanda che ha sollevato &amp;egrave; se i sostenitori europei di Kiev stiano ora incoraggiando apertamente attacchi contro i civili russi, citando una dichiarazione congiunta del gruppo NB8 che aveva elogiato l&amp;rsquo;uso innovativo dei droni da parte ucraina. &amp;ldquo;Significa forse - si &amp;egrave; chiesto Putin - che approvano anche colpi contro infrastrutture civili, trasporti che portano bambini, dormitori studenteschi?&amp;rdquo;. La risposta, ha detto, sar&amp;agrave; una reazione proporzionata e ha ordinato ai militari di intensificare gli attacchi massicci contro le strutture dell&amp;rsquo;industria militare ucraina e contro tutto ci&amp;ograve; che supporta le operazioni di Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;avvertimento &amp;egrave; diventato ancora pi&amp;ugrave; netto quando Putin ha spiegato che &amp;ldquo;pi&amp;ugrave; colpi l&amp;rsquo;avversario tenter&amp;agrave; contro i siti civili russi, pi&amp;ugrave; ampia sar&amp;agrave; la zona di sicurezza&amp;rdquo; che Mosca sar&amp;agrave; costretta a creare nei territori adiacenti. E ha aggiunto che quei territori, come altri di cui si discute oggi, sono &amp;ldquo;storicamente terre russe&amp;rdquo;. Ma il punto forse pi&amp;ugrave; significativo &amp;egrave; arrivato al termine del suo intervento, quando ha ordinato all&amp;rsquo;esercito di analizzare il coinvolgimento diretto dei Paesi Nato nelle operazioni sul terreno. Questa analisi, ha precisato, servir&amp;agrave; &amp;ldquo;per prendere possibili grandi decisioni in futuro&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha &lt;a href=&quot;https://tass.com/politics/2155665&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;offerto&lt;/a&gt; una chiave di lettura ulteriore sulla comparsa di Putin in uniforme militare durante l&amp;rsquo;incontro per la liberazione di Konstantinovka. Secondo Zakharova, quel gesto non &amp;egrave; affatto casuale, ma rappresenta un segnale chiaro, ripreso anche dal giornalista britannico Jim Ferguson. La diplomatica ha spiegato che ci sono stati finora &amp;ldquo;abbastanza segnali di volont&amp;agrave; di risolvere le cose per via pacifica&amp;rdquo;, ma che tutti sono stati ignorati dal &amp;ldquo;sistema di trasmissione occidentale, ormai inceppato&amp;rdquo;. Il nuovo segnale, invece, &amp;egrave; inequivocabile: &amp;ldquo;la minaccia terroristica neonazista verr&amp;agrave; inseguita fino in fondo e su tutti i fronti&amp;rdquo;. Zakharova ha voluto sottolineare che la Russia non abbandona la pace, ma che &amp;ldquo;la metodologia per convincere &amp;egrave; cambiata&amp;rdquo;, e ha concluso con un messaggio diretto ai soldati, citando le parole che Putin aveva gi&amp;agrave; usato al forum economico di San Pietroburgo: &amp;ldquo;Lavoro, fratelli!&amp;rdquo;. E ha aggiunto che tutto il paese &amp;egrave; orgoglioso di loro.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a482ba920302760ce74e83a.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Russia-Cina-Iran: la proposta di Medvedev</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-russiacinairan_la_proposta_di_medvedev/82_67877/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 15:11:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza ed ex presidente russo Dmitry Medvedev ha &lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/actualidad/614853-medvedev-rusia-e-iran-poder&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;proposto&lt;/a&gt; la creazione di un trattato o di un forum per i paesi soggetti a &quot;sanzioni illegali&quot;, come Russia e Iran, sottolineando che tale iniziativa potrebbe coordinare le risposte, comprese le contro-sanzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Medvedev ha rilasciato queste dichiarazioni ai giornalisti dopo la sua visita a Teheran con una delegazione russa, dove ha partecipato ai funerali della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, ucciso negli attacchi della criminale coalizione Epstein (USA-Israele), e ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Possiamo discutere l'idea di creare una sorta di trattato o, quantomeno, una piattaforma in cui gli Stati soggetti a sanzioni possano definire le modalit&amp;agrave; di contrasto e persino introdurre contro-sanzioni&quot;, ha affermato Medvedev, precisando che la questione riguarda Russia, Iran, Cina e altri paesi sanzionati dagli Stati Uniti o dall'Unione Europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tale contesto, l'ex presidente russo ha osservato che Mosca e Teheran sono gi&amp;agrave; legate da un trattato di partenariato strategico e che la cooperazione si sta sviluppando in settori quali l'economia, la sfera sociale, i trasporti, la sicurezza e la cooperazione tecnico-militare. Ha inoltre menzionato il coordinamento internazionale, comprese le consultazioni e le posizioni di voto in seno alle Nazioni Unite e a forum come l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riguardo al processo di dialogo di pace tra Iran e Stati Uniti, Medvedev ha ritenuto &quot;estremamente difficile&quot; compiere progressi su questioni come i fondi per la ricostruzione e la revoca delle sanzioni, poich&amp;eacute; l'accordo &amp;egrave; stato formalizzato in un memorandum d'intesa privo di obblighi legali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha inoltre sottolineato che Teheran ha scoperto un'arma diversa da quella nucleare: lo Stretto di Hormuz. Ha osservato che, bloccando il traffico marittimo, l'Iran ha dimostrato la propria forza e che ora si discute del suo futuro utilizzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Medvedev ha considerato il documento come un punto di partenza per ulteriori colloqui, che include posizioni sullo Stretto, sulla dimensione militare del conflitto, sulla cessazione delle ostilit&amp;agrave; nei territori limitrofi e sulla questione nucleare iraniana. Ha inoltre affermato che &quot;i negoziati sono sempre meglio di nessun negoziato&quot;, ma che &quot;devono portare a qualcosa&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Perù: Fujimori abbraccia Milei e il suo modello che affama l'Argentina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-per_fujimori_abbraccia_milei_e_il_suo_modello_che_affama_largentina/82_67876/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 14:57:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La presidente eletta del Per&amp;ugrave;, Keiko Fujimori, ha avuto una telefonata con il presidente dell&amp;rsquo;Argentina, il fanatico neoliberista Javier Milei, durante la quale si &amp;egrave; dichiarata in sintonia con la linea del leader neoliberista e ha espresso l&amp;rsquo;intenzione di seguire un percorso simile, sia in materia di politica economica che nella lotta contro la burocrazia nel proprio Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;La verit&amp;agrave; &amp;egrave; che voglio congratularmi con te. Quello che hai fatto &amp;egrave; straordinario e, inoltre, sono molto, molto felice che il popolo peruviano abbia preso una decisione di questa portata e abbia scelto di schierarsi dalla parte giusta della storia&quot;, afferma Milei in un video condiviso sui social network.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;La virtual presidente electa, Keiko Fujimori, se comunic&amp;oacute; hoy con el presidente de Argentina, Javier Milei. &lt;a href=&quot;https://t.co/QaZpttW8iW&quot;&gt;pic.twitter.com/QaZpttW8iW&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Sof&amp;iacute;a L&amp;oacute;pez (@SofiaLopezLl) &lt;a href=&quot;https://x.com/SofiaLopezLl/status/2072872089934061961?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 3, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Fujimori ha ringraziato per il saluto e ha fatto riferimento alle &quot;misure cos&amp;igrave; coraggiose&quot; adottate dal presidente argentino, sottolineando che in Per&amp;ugrave; si sta cercando di applicare disposizioni simili per ridurre la burocrazia e agevolare il lavoro e l&amp;rsquo;imprenditoria. &quot;Quindi faremo uno sforzo molto grande, simile a quello che sta facendo lei&quot;, ha affermato. Se i risultati saranno gli stessi dell'Argentina, piombata in una crisi nera e con la gente costretta a mangiare carne di asino a causa del carovita, il popolo peruviano avr&amp;agrave; poco da essere contento per questa svolta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A tal proposito, Milei ha proposto di &quot;rilanciare&quot; i rapporti bilaterali, sottolineando una &quot;lotta comune&quot; contro &quot;il narcotraffico, la criminalit&amp;agrave; e tutto ci&amp;ograve; che riguarda la sicurezza a livello emisferico&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Successivamente, in un messaggio su X, il presidente argentino ha affermato che la conversazione &amp;egrave; servita ad &quot;aprire una nuova fase tra l&amp;rsquo;Argentina e il Per&amp;ugrave;&quot; e ha sostenuto che entrambi concordano sulla necessit&amp;agrave; di &quot;maggiore libert&amp;agrave;, crescita economica e lotta contro la criminalit&amp;agrave; organizzata transnazionale&quot;. &quot;Il Per&amp;ugrave; si unisce al blocco di paesi della regione che hanno deciso di opporsi al socialismo e di lavorare insieme in difesa della libert&amp;agrave;&quot;, ha aggiunto.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;Habl&amp;eacute; hoy con &lt;a href=&quot;https://x.com/KeikoFujimori?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;@KeikoFujimori&lt;/a&gt; para felicitarla por su triunfo y abrir una nueva etapa entre la Argentina y el Per&amp;uacute;, dos naciones hermanas que vuelven a encontrarse en el camino de la libertad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coincidimos en la necesidad de m&amp;aacute;s libertad, crecimiento econ&amp;oacute;mico y lucha contra el&amp;hellip;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Javier Milei (@JMilei) &lt;a href=&quot;https://x.com/JMilei/status/2072671602567696613?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 2, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Konstantinovka: l'Ucraina perde il suo baluardo e il fronte si sgretola verso Kramatorsk</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-konstantinovka_lucraina_perde_il_suo_baluardo_e_il_fronte_si_sgretola_verso_kramatorsk/45289_67875/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 14:37:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Dopo mesi di combattimenti casa per casa, il ministero della Difesa russo ha ufficializzato la liberazione di Konstantinovka, cittadina del Donbass che il regime di Kiev aveva trasformato in una piazzaforte inespugnabile. A dare l&amp;rsquo;annuncio &amp;egrave; stato il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov, spiegando che la citt&amp;agrave; era considerata il tassello fondamentale per tenere in piedi l&amp;rsquo;intero sistema difensivo ucraino nell&amp;rsquo;area. E ora che &amp;egrave; caduta, l&amp;rsquo;obiettivo successivo si fa sempre pi&amp;ugrave; nitido: l&amp;rsquo;agglomerato di Kramatorsk e Slavyansk.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si &amp;egrave; trattato di una librazione improvvisa, ma il risultato di un&amp;rsquo;avanzata lenta e metodica, cominciata gi&amp;agrave; ad aprile con la presa dello stabilimento Stroysteklo e proseguita per settimane quartiere dopo quartiere. A fine maggio l&amp;rsquo;esercito russo aveva gi&amp;agrave; il controllo dei nuclei amministrativi di Tsentralny e Krasny Gorodok, per poi avanzare a inizio giugno sulla zona industriale Megatex. Nella seconda met&amp;agrave; del mese &amp;egrave; toccato a Ukrainsky Khutor, mentre i distretti Yuzhny e Vtoroy erano stati messi in sicurezza gi&amp;agrave; a maggio. Il colpo finale &amp;egrave; arrivato con la liberazione di un complesso zootecnico alla periferia della citt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;script src=&quot;https://telegram.org/js/telegram-widget.js?24&quot; async=&quot;&quot; data-telegram-post=&quot;mod_russia/65270&quot; data-width=&quot;100%&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Quello che le truppe russe si sono trovate davanti era un vero e proprio labirinto difensivo. I militari del regime di Kiev avevano cominciato a costruire postazioni fisse gi&amp;agrave; dal 2014 (per chi ancora si ostina a negare che l&amp;rsquo;obiettivo ucraino era quello di trascinare Mosca in un conflitto) e dopo la caduta di Bakhmut avevano raddoppiato gli sforzi. Il sistema si reggeva su due linee principali: la prima, lunga oltre trenta chilometri e profonda fino a otto, era un intreccio continuo di trincee, fossati anticarro e barriere esplosive. La seconda, che costeggiava il perimetro urbano per circa trentacinque chilometri, sfruttava la conformazione del territorio e una cascata di bacini idrici per rendere l&amp;rsquo;accesso ancora pi&amp;ugrave; difficile. All&amp;rsquo;interno della citt&amp;agrave;, poi, gli ucraini avevano allestito pi&amp;ugrave; di ottanta zone di blocco e oltre cinquanta punti fortificati, molti dei quali in edifici pubblici: scuole, asili, persino la stazione ferroviaria e un istituto tecnico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la vera sorpresa, forse, &amp;egrave; stata la consistenza delle forze schierate per difendere Konstantinovka. Per tenerla, il regime di Kiev aveva concentrato sette brigate, per un totale di quarantacinque battaglioni e circa quindicimilacinquecento uomini. Tra questi, anche reparti della brigata Lyut, considerata tra le unit&amp;agrave; nazionaliste &amp;ndash; leggi neonaziste - pi&amp;ugrave; motivate e combattive. Eppure, nonostante gli sforzi, i russi sono riusciti a sfondare e a respingere gli ucraini per diversi chilometri. Il costo per l&amp;rsquo;esercito di Kiev &amp;egrave; stato altissimo: secondo i dati forniti dal generale Rudskoi &lt;a href=&quot;https://tass.com/defense/2155625&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riportati&lt;/a&gt; dall&amp;rsquo;agenzia TASS, le perdite ammontano a circa tredicimilacinquecento soldati, quattordici carri armati e duecento pezzi di artiglieria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo quanto reso noto dall&amp;rsquo;esercito di Mosca, il comando ucraino avrebbe ordinato di resistere a oltranza per dimostrare ai paesi occidentali di avere ancora il controllo della situazione, nonostante l&amp;rsquo;avanzata inarrestabile delle forze russe. Una scelta che avrebbe costretto molti soldati a rimanere bloccati nelle posizioni senza ricevere rifornimenti n&amp;eacute; ordini di ritirata, fino a mescolarsi tra la popolazione civile nel tentativo di sfuggire all&amp;rsquo;accerchiamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Konstantinovka, per&amp;ograve;, non era solo un pezzo di terra da difendere. Era un nodo strategico di prima grandezza: attraversata dall&amp;rsquo;asse viario H-20 e dotata di un importante scalo ferroviario, garantiva rifornimenti continui a interi settori del fronte, comprese le direzioni di Chasov Yar, Toretsk e Pokrovsk, gi&amp;agrave; cadute lo scorso anno. Per questo i russi hanno impiegato mesi a ridurre ogni punto di residua resistenza, consapevoli che senza il controllo di quella citt&amp;agrave; sarebbe stato impossibile pensare a un&amp;rsquo;offensiva verso Kramatorsk.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora che Konstantinovka &amp;egrave; stata messa in sicurezza, il fronte si sposta pi&amp;ugrave; a nord. E per l&amp;rsquo;esercito del regime di Kiev, che ha gi&amp;agrave; perso uno dei suoi capisaldi difensivi, le prossime settimane si annunciano tra le pi&amp;ugrave; difficili dall&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;operazione militare speciale russa.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Mision Verdad - Terremoto Venezuela: le fake news come arma di delegittimazione politica</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mision_verdad__terremoto_venezuela_le_fake_news_come_arma_di_delegittimazione_politica/39602_67874/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 13:14:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;https://misionverdad.com/venezuela/el-dano-humano-de-las-noticias-falsas-tras-el-doblete-sismico&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Mision Verdad&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il devastante doppio terremoto del 24 giugno ha rivelato innumerevoli manifestazioni di solidariet&amp;agrave; e resilienza. La popolazione venezuelana e le istituzioni pubbliche si sono mobilitate rapidamente per fornire aiuti e assistenza alle persone colpite dal disastro. Ma con altrettanta rapidit&amp;agrave;, hanno iniziato a circolare notizie false, raggiungendo un vasto pubblico e rivelandosi persino letali, causando ansia diffusa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pochi minuti dopo i terremoti, un presunto comunicato di Corpoelec &amp;egrave; stato pubblicato sui social media e sugli stati di WhatsApp, annunciando un'interruzione di corrente nazionale di 24 ore. Un controllo dei canali ufficiali dell'azienda ha confermato che non era stata programmata alcuna interruzione di corrente di questo tipo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://eldiario.com/nitropack_static/DWpklAePbJBFiBKvuTtiGMLbtJlHUqWt/assets/images/optimized/rev-9555300/eldiario.com/wp-content/uploads/2026/06/ED-CHEQUEALO-FALSO-3-1-860x645.png.webp&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;375&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle zone colpite si sono potute verificare interruzioni della fornitura elettrica a causa di guasti o malfunzionamenti provocati dai terremoti, ma non vi &amp;egrave; stata alcuna sospensione deliberata e programmata a livello nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno dei peggiori, se non il pi&amp;ugrave; emblematico, esempio di fake news per il suo impatto letale si &amp;egrave; verificato poco dopo, quello stesso giorno: si &amp;egrave; diffusa la voce di un presunto tsunami, causando la sospensione temporanea delle operazioni di soccorso e del trasferimento dei feriti e delle persone colpite, e bloccando i trasporti tra Caracas e La Guaira.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; persino circolato un video virale, tramite X, di uno tsunami che si sarebbe verificato sulla costa di La Guaira, ma che in realt&amp;agrave; corrispondeva a uno tsunami in Giappone nel marzo 2011, in seguito a un terremoto di magnitudo 9.0.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;Tsunami en La Guaira, Venezuela tras los terremotos ocurridos hoy de 7.1 y 7.5 grados.&lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/Venezuela?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#Venezuela&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/Earthquake?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#Earthquake&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://t.co/vIXy0KRq4P&quot;&gt;pic.twitter.com/vIXy0KRq4P&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; FC One Football (@FCOneFootball) &lt;a href=&quot;https://x.com/FCOneFootball/status/2069926433791824306?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 24, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
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&lt;p&gt;Il Servizio Meteorologico Nazionale del Sistema di Allerta Tsunami degli Stati Uniti ha assicurato in quel momento che &amp;ldquo;non vi &amp;egrave; alcun allarme, avviso, monitoraggio n&amp;eacute; minaccia di tsunami&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La quantit&amp;agrave; di disinformazione diffusa attraverso i social media &amp;egrave; stata enorme. &amp;Egrave; stato confermato, ad esempio, che video come questo all&amp;rsquo;inizio, in cui si vede un edificio bianco crollare alcuni giorni dopo il terremoto, in realt&amp;agrave; ritraggono una &lt;a href=&quot;https://www.ensonhaber.com/kahramanmarasta-kontrollu-yikimlar-suruyor-h1133234&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;demolizione&lt;/a&gt; avvenuta in Turchia nel 2023.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;instagram-media&quot; style=&quot;background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);&quot; data-instgrm-captioned=&quot;&quot; data-instgrm-permalink=&quot;https://www.instagram.com/reel/DaEMjlIRjal/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading&quot; data-instgrm-version=&quot;14&quot;&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;p style=&quot;color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;&quot;&gt;&lt;a style=&quot;color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;&quot; href=&quot;https://www.instagram.com/reel/DaEMjlIRjal/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Un post condiviso da ????????????????????????????? (@history.delmundo)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;//www.instagram.com/embed.js&quot; async=&quot;&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Organizzazioni impegnate nella lotta contro le fake news hanno raccolto numerosi casi in cui video e immagini di altri eventi, decontestualizzati, sono stati pubblicati e sono diventati virali: eventi accaduti in altri luoghi e in altri periodi storici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;In mezzo a tanto altruismo, in mezzo a tanta grandezza dimostrata dal nostro popolo, emergono anche gli spregevoli&quot;, ha dichiarato il Presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodr&amp;iacute;guez, esortando le persone a non credere a false voci e notizie false, anche quando sembrano molto reali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Non nasconderemo nulla riguardo alla portata di questa tragedia, che &amp;egrave; immensa, la pi&amp;ugrave; grande che abbiamo subito negli ultimi 100 anni&quot;, ha sottolineato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'intelligenza artificiale come arma&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel timore di scosse di assestamento, molti hanno dormito per strada su materassi e stuoie. Questa situazione &amp;egrave; stata sfruttata per evidenziare l'inazione del governo, nonostante l'attivazione dei protocolli per trasferire i sopravvissuti in rifugi e case sicure lontano dalle zone colpite. Un messaggio di X, condiviso pi&amp;ugrave; volte, recitava: &quot;Un'altra notte di persone che dormono per strada. Dove sono le autorit&amp;agrave;?&quot;. Il post includeva una foto di diverse persone che dormivano all'aperto, ma i dettagli (e l'algoritmo di X stesso) hanno rivelato che si trattava di un'immagine creata con l'intelligenza artificiale (Gemini, per la precisione).&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;Otra noche la gente durmiendo en la calle. D&amp;oacute;nde est&amp;aacute;n las autoridades? &lt;a href=&quot;https://t.co/VO8mJlt2Qv&quot;&gt;pic.twitter.com/VO8mJlt2Qv&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Ama de casa desesperada (@amadecasa_deses) &lt;a href=&quot;https://x.com/amadecasa_deses/status/2070296862058582049?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 26, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
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&lt;p&gt;Analogamente, su X e YouTube sono circolati video che mostravano due edifici oscillare e scontrarsi prima di crollare. Il &lt;a href=&quot;https://www.elheraldo.hn/elheraldoplus/factchecking/bulos/video-edificios-venezuela-terremoto-colapso-derrumbe-falso-FC31225404&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;contenuto associato&lt;/a&gt; ai recenti terremoti &amp;egrave; falso ed &amp;egrave; stato creato utilizzando l'intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rapimento e tratta di minori&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sui social media &amp;egrave; circolata una presunta rete dedita alla vendita di bambini scomparsi dopo il terremoto. Secondo una denuncia del creatore di contenuti venezuelano Smaykel (&lt;a href=&quot;https://www.instagram.com/smaykeloficial/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;@smaykeloficial&lt;/a&gt;), bambini scomparsi venivano offerti in vendita sulla piattaforma Vinted. Analogamente, un altro creatore di contenuti dall'estero ha affermato che tra 300 e 400 minori non accompagnati sono stati ritrovati nel Parco Al&amp;iacute; Primera, nella zona ovest di Caracas.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Consiglio Nazionale per i Diritti dei Bambini e degli Adolescenti (Idenna) ha rilasciato una &lt;a href=&quot;https://ultimasnoticias.com.ve/mas-vida/idenna-desmiente-que-menores-esten-siendo-entregados-a-personas-desconocidas/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dichiarazione&lt;/a&gt; in cui nega che alcun minore sia stato consegnato a sconosciuti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Pertanto, neghiamo categoricamente le informazioni false e calunniose che circolano sul destino dei bambini e degli adolescenti. In nessun caso vengono affidati a estranei, n&amp;eacute; vengono lasciati incustoditi in centri sanitari pubblici o rifugi&quot;, si legge nella dichiarazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo caso, la tratta di esseri umani e lo sfruttamento minorile, in quanto crimini estremamente gravi (senza sminuire il fatto che siano fenomeni strutturali della societ&amp;agrave; globale contemporanea), sono stati strumenti utilizzati deliberatamente per alimentare l'indignazione collettiva e proiettare l'immagine di uno Stato incapace di proteggere i pi&amp;ugrave; vulnerabili in una situazione di crisi estrema come quella attuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Creare un'impressione di caos&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su diverse piattaforme digitali, &amp;egrave; stata evidenziata la lentezza delle reazioni delle autorit&amp;agrave;, accusate di non aver risposto tempestivamente al crollo di oltre 250 edifici, secondo l'ultimo bilancio. Si &amp;egrave; addirittura diffusa la disinformazione, affermando che i soccorritori internazionali fossero giunti nelle zone colpite prima delle autorit&amp;agrave; venezuelane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; innegabile che l'impatto del terremoto abbia colpito anche le autorit&amp;agrave; locali; installazioni militari come l'Accademia Navale di La Guaira sono state gravemente danneggiate. In questo contesto di catastrofe, come si poteva garantire una risposta immediata se vigili del fuoco, agenti di polizia e personale della Protezione Civile provenienti dalla costa erano anch'essi intrappolati sotto le macerie con le loro famiglie?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1014969517956296%2F&amp;amp;show_text=false&amp;amp;width=560&amp;amp;t=0&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;314&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I media internazionali hanno &lt;a href=&quot;https://www.bbc.com/mundo/articles/cgrk18ynx4do&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;diffuso&lt;/a&gt; l'immagine secondo cui, data la mancanza di governance e la limitata presenza dello Stato, le famiglie delle vittime e i volontari avrebbero dovuto organizzarsi autonomamente per rimuovere le macerie. &amp;Egrave; vero che la popolazione civile si &amp;egrave; dedicata fin dall'inizio alle operazioni di soccorso e assistenza ai sopravvissuti, ma ci&amp;ograve; &amp;egrave; stato dovuto unicamente alla disperazione dei cittadini e alla psicologia sociale intrinseca a eventi disastrosi come questo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'immagine di una crisi governativa &amp;egrave; stata attribuita alla burocrazia, all'inefficienza intrinseca e alla militarizzazione del Governo Bolivariano. La decisione ufficiale di limitare l'accesso alle aree critiche di La Guaira &amp;egrave; stata percepita come un evento negativo, piuttosto che come un modo per gestire il caos causato dalla mobilitazione incontrollata che ostacolava le operazioni di soccorso, il trasferimento dei feriti e il dispiegamento di attrezzature tecniche e specializzate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La proiezione del nemico e lo scontro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei media e nelle reti digitali con una chiara inclinazione anti-chavista, le forze di sicurezza e i soccorritori venezuelani non sono stati ritratti come garanti dell'ordine pubblico, bens&amp;igrave; come coloro che ostacolano gli aiuti e impediscono l'assistenza umanitaria, sia internazionale che da parte della stessa popolazione venezuelana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mobilitazione disorganizzata dei civili verso l'area colpita &amp;egrave; stata sfruttata, attraverso portavoce dei media e social media, da individui (politici) interessati a creare caos ai posti di blocco civili e militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Provocazioni inscenate e assembramenti di massa sono stati &lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/es/2026/06/28/espanol/mundo/venezuela-terremotos-voluntarios-trafico.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;diffusi&lt;/a&gt; in vari settori dello Stato di La Guaira, ritardando a diversi livelli l'organizzazione e la risposta alla tragedia. Messaggi di presunta indignazione e attacchi verbali sono stati trasmessi da varie piattaforme e organi di informazione, mentre si cercava di imporre la &lt;a href=&quot;https://www.abc.es/internacional/chavismo-intenta-bloquear-acceso-ayuda-humanitaria-zonas-20260627165305-nt.html?ref=https%3A%2F%2Fmisionverdad.com%2F&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;narrativa&lt;/a&gt; internazionale secondo cui &quot;il chavismo sta cercando di bloccare l'accesso agli aiuti umanitari nelle aree devastate dai terremoti&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando il governo ha militarizzato la zona del disastro, sono stati segnalati presunti ritardi nel rilascio dei lasciapassare per i volontari che volevano entrare e partecipare alle varie operazioni umanitarie. Anche il Poliedro di Caracas, il punto di registrazione designato, ha smentito questa versione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo disperato tentativo di perpetuare l'immagine di un governo che impediva agli aiuti di raggiungere le persone colpite dal terremoto, hanno partecipato anche note figure dell'opposizione. Il presidente della Federazione dei Centri Universitari dell'Universit&amp;agrave; Centrale del Venezuela (FCU-UCV), Miguel&amp;aacute;ngel Su&amp;aacute;rez, ha riferito la notte del 29 giugno che agenti della Guardia Nazionale Bolivariana (GNB) avevano fermato sette camion 350 carichi di aiuti umanitari, provenienti dalla regione della Gran Sabana, nello stato di Bol&amp;iacute;var.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;instagram-media&quot; style=&quot;background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);&quot; data-instgrm-captioned=&quot;&quot; data-instgrm-permalink=&quot;https://www.instagram.com/reel/DaMSd1nAzi_/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading&quot; data-instgrm-version=&quot;14&quot;&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;p style=&quot;color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;&quot;&gt;&lt;a style=&quot;color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;&quot; href=&quot;https://www.instagram.com/reel/DaMSd1nAzi_/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Un post condiviso da Correo del Caron&amp;iacute; (@correodelcaroni)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;//www.instagram.com/embed.js&quot; async=&quot;&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Il convoglio era presumibilmente diretto all'Universit&amp;agrave; Centrale del Venezuela (UCV) per prestare soccorso alle persone colpite, ma &amp;egrave; stato intercettato lungo il percorso. Il movimento studentesco ha chiesto rispetto per l'opera umanitaria e ha richiesto chiarimenti sulla sorte degli autisti e dei veicoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In seguito, gli autisti e i proprietari dei camion hanno negato che i veicoli carichi di donazioni e aiuti umanitari per le vittime del terremoto fossero stati fermati dalle autorit&amp;agrave; e hanno confermato che avevano raggiunto la loro destinazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente della FCU &amp;egrave; stato &lt;a href=&quot;https://www.instagram.com/reels/DaNoGioxYnH/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;smentito&lt;/a&gt; da un parente di chi guidava i camion. A un suo post su Instagram ha risposto cos&amp;igrave;: &amp;ldquo;Signori, vi dico in tutta responsabilit&amp;agrave; che i camion non sono stati fermati, si trovano gi&amp;agrave; a Baruta a caricare; domani scenderanno a La Guaira. Ho un parente che guida uno di quei camion, non sono politici come &amp;egrave; successo a Ciudad Guayana. Per favore, lavoriamo per il benessere della gente che ne ha bisogno&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;instagram-media&quot; style=&quot;background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);&quot; data-instgrm-captioned=&quot;&quot; data-instgrm-permalink=&quot;https://www.instagram.com/reel/DaMe-FIAaXy/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading&quot; data-instgrm-version=&quot;14&quot;&gt;
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&lt;p style=&quot;color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;&quot;&gt;&lt;a style=&quot;color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;&quot; href=&quot;https://www.instagram.com/reel/DaMe-FIAaXy/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Un post condiviso da Justicia (@justicia.internacional)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;//www.instagram.com/embed.js&quot; async=&quot;&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;La manipolazione e le operazioni psicologiche sono state la tattica quotidiana dei settori estremisti dell'opposizione, con i loro organi di informazione come punta di diamante. Le campagne diffamatorie e le tattiche di criminalizzazione che attribuiscono al governo la responsabilit&amp;agrave; di ogni sorta di irregolarit&amp;agrave; non sono una novit&amp;agrave; e certamente manipolano l'opinione pubblica per promuovere agende politiche. Abbiamo visto queste tattiche in ogni possibile scenario, creando con successo il caos nell'opinione pubblica e persino sfruttandolo in momenti politici ed elettorali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&amp;ograve; che pi&amp;ugrave; colpisce &amp;egrave; che coloro che promuovono la narrazione secondo cui l'attuale catastrofe &amp;egrave; responsabilit&amp;agrave; del chavismo non sono interessati a puntare il dito contro gli Stati Uniti e la loro architettura imperialista di sanzioni e blocchi, che hanno negato ogni possibile risorsa per affrontare una situazione come questa. Tali misure hanno avuto conseguenze letali per la popolazione venezuelana (e per qualsiasi altro Paese soggetto a regimi sanzionatori), non solo ora, ma gi&amp;agrave; da anni, come &lt;a href=&quot;https://misionverdad.com/globalistan/la-maquinaria-asesina-de-las-sanciones-causa-medio-millon-de-muertes-al-ano&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dimostrano&lt;/a&gt; pubblicazioni scientifiche e studi empirici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A tutto ci&amp;ograve; si aggiunge l'incalcolabile danno causato dalle fake news. Nel contesto attuale, queste hanno avuto effetti distruttivi e acuiscono la polarizzazione sociale in un momento in cui &amp;egrave; necessaria l'unit&amp;agrave; nazionale per affrontare le sfide imposte dalla realt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>Mille giorni di genocidio a Gaza: il colonialismo di insediamento e la logica dell'eliminazione</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mille_giorni_di_genocidio_a_gaza_il_colonialismo_di_insediamento_e_la_logica_delleliminazione/45289_67873/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 12:35:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il superamento della soglia dei mille giorni dall'inizio del genocidio a Gaza non segna soltanto un momento di riflessione, ma impone una domanda pi&amp;ugrave; scomoda di quelle che di solito accompagnano questi anniversari: cosa stiamo esattamente contando? Se li leggiamo come mille giorni di &quot;guerra&quot;, o persino come mille giorni di violenza eccezionale, li isoliamo da ci&amp;ograve; che li rende comprensibili. Perch&amp;eacute; quello che si &amp;egrave; consumato a Gaza dall'ottobre del 2023 non &amp;egrave; un'anomalia n&amp;eacute; un eccesso rispetto a un ordine altrimenti legittimo: &amp;egrave; l'accelerazione di una logica che precede di molto quella data.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella logica ha un nome preciso negli studi che analizzano le societ&amp;agrave; fondate sulla sostituzione di una popolazione indigena con una popolazione di coloni. Il colonialismo di insediamento, come &amp;egrave; stato osservato, non &amp;egrave; un evento ma una struttura: non si esaurisce nell'atto della conquista, ma persiste come principio organizzatore, e il suo movimento profondo &amp;egrave; ci&amp;ograve; che Patrick Wolfe ha chiamato la logica dell'eliminazione. L'indigeno non viene semplicemente dominato o sfruttato: viene reso superfluo, perch&amp;eacute; ci&amp;ograve; che il progetto richiede &amp;egrave; la sua terra senza di lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letta in questa cornice, la storia che di solito viene relegata a &quot;contesto&quot; cessa di essere uno sfondo e diventa la spiegazione. Il genocidio non comincia nel 2023, e nemmeno nel 1948. Comincia con l'impianto di un progetto coloniale sostenuto dall'impero britannico, sancito dalla Dichiarazione Balfour del 1917 e amministrato dal Mandato, che forn&amp;igrave; l'impalcatura giuridica e militare entro cui una minoranza di coloni pot&amp;eacute; trasformarsi in potere sovrano. La Nakba del 1948, lo sradicamento di centinaia di migliaia di palestinesi, non fu allora l'origine di un &quot;conflitto&quot; tra due parti simmetriche, ma l'atto fondativo di eliminazione su cui lo Stato fu costruito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui si chiude il cerchio che rende Gaza il luogo in cui quella logica torna a manifestarsi nella sua forma pi&amp;ugrave; nuda. La maggioranza degli abitanti della Striscia sono rifugiati del 1948 e loro discendenti: sono, letteralmente, i sopravvissuti della prima ondata di eliminazione, e i loro figli. Concentrati in un territorio assediato per oltre quindici anni, gestiti come un problema demografico da contenere, sono oggi il bersaglio di una violenza che completa ci&amp;ograve; che la Nakba aveva iniziato. I mille giorni non interrompono quella storia: la portano a compimento. Per questo la Nakba non va pensata come un evento del 1948, ma come un processo continuo, di cui Gaza &amp;egrave; oggi il capitolo pi&amp;ugrave; visibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo non rende irrilevante il diritto internazionale, ma ne ridimensiona la centralit&amp;agrave;. &amp;Egrave; vero, e va detto con precisione, che le operazioni israeliane violano i principi di distinzione e proporzionalit&amp;agrave; sanciti dalle Convenzioni di Ginevra; che l'assedio, con le restrizioni deliberate su cibo, acqua, medicinali e carburante, costituisce una punizione collettiva vietata dal diritto umanitario; che la Corte Internazionale di Giustizia, sulla base del ricorso presentato dal Sudafrica, ha ordinato misure provvisorie per prevenire atti riconducibili alla Convenzione sul Genocidio. Ma il vocabolario stesso del diritto, l'occupazione, la belligeranza, la legittima difesa, rischia di normalizzare la relazione coloniale, presentando come scontro tra eserciti ci&amp;ograve; che &amp;egrave; invece un rapporto di dominazione tra un progetto di insediamento e la popolazione che esso mira a rimuovere. Il diritto descrive le violazioni; da solo non nomina la struttura che le produce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; in questa luce che va letta anche la retorica israeliana della &quot;legittima difesa&quot; e degli &quot;scudi umani&quot;. Non si tratta di una tesi da soppesare accanto a un'altra, in un equilibrio giornalistico tra due versioni. &amp;Egrave; l'apparato giustificativo che ogni colonialismo di insediamento ha sempre prodotto: il nativo trasformato in minaccia, la sua stessa presenza descritta come pericolo, la sua rimozione presentata come sicurezza. Riconoscerlo come tale non &amp;egrave; propaganda contraria, &amp;egrave; precisione analitica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mille giorni, allora, non sono soltanto il fallimento della diplomazia internazionale nel fermare una guerra. Sono il momento in cui una struttura di eliminazione, attiva da quasi un secolo, &amp;egrave; affiorata in superficie con una nitidezza che rende impossibile continuare a chiamarla con altri nomi. Nominarla per quello che &amp;egrave;, colonialismo di insediamento giunto alla sua conclusione genocida, non &amp;egrave; un gesto retorico: &amp;egrave; la condizione perch&amp;eacute; una soluzione sia anche solo pensabile. Finch&amp;eacute; continueremo a contare giorni di &quot;conflitto&quot;, staremo raccontando la storia sbagliata.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Il Pentagono finisce le scorte dopo la guerra con l'Iran: il rapporto che gela gli USA</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_pentagono_finisce_le_scorte_dopo_la_guerra_con_liran_il_rapporto_che_gela_gli_usa/82_67872/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un &lt;a href=&quot;https://www.gao.gov/products/gao-26-108457&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rapporto pubblicato&lt;/a&gt; il 2 luglio, il Government Accountability Office (GAO) statunitense ha affermato che il Pentagono sta faticando a rispettare le tempistiche di consegna dei sistemi d'arma. Questo avviene nonostante le promesse di rifornire rapidamente le forze armate dopo il costoso conflitto contro l'Iran, che ha prosciugato le scorte e comportato spese per miliardi di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'organismo di controllo del Congresso ha rilevato nel suo rapporto che il tempo medio complessivo necessario per sviluppare una nuova capacit&amp;agrave; militare &amp;egrave; aumentato quest'anno a oltre 12 anni, aggiungendo che il Dipartimento della Difesa ha incontrato forti difficolt&amp;agrave; nell'attuare le riforme esistenti per accelerare i tempi. Inoltre, diversi importanti programmi di acquisizione nel settore della difesa non hanno fissato nuove date di consegna o stanno registrando ritardi in tappe intermedie cruciali. Il rapporto evidenzia come le decisioni chiave relative ad alcuni dei programmi pi&amp;ugrave; costosi siano state rinviate, sollevando seri dubbi sulla realisticit&amp;agrave; della loro pianificazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il GAO ha suggerito che seguire costantemente le migliori pratiche per lo sviluppo del prodotto potrebbe accelerare i processi. Al momento, invece, alcuni programmi sono stati avviati con un percorso di acquisizione rapida che prevede l'integrazione di tecnologie complesse e non ancora mature, rallentando cos&amp;igrave; la consegna puntuale delle armi necessarie. Per questi motivi, i programmi di armamento del Pentagono sono stati inseriti nella &quot;Lista ad alto rischio&quot; del GAO, che documenta la persistente difficolt&amp;agrave; del dipartimento nel fornire risultati in tempi rapidi e nel rispetto dei budget previsti, spesso a causa di tempistiche eccessivamente ottimistiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rapporto del GAO arriva meno di due settimane dopo che il Pentagono &lt;a href=&quot;https://thehill.com/policy/defense/5940861-lockheed-martin-thaad-contract/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha assegnato&lt;/a&gt; a Lockheed Martin un contratto settennale da 35 miliardi di dollari per la produzione di centinaia di intercettori THAAD, destinati a rimpiazzare quelli utilizzati durante le ostilit&amp;agrave;. Il THAAD era tra i principali sistemi impiegati per intercettare gli attacchi missilistici balistici iraniani contro Israele e contro gli obiettivi statunitensi nel Golfo, nel contesto della campagna di rappresaglie di Teheran. Durante i 40 giorni di guerra, diversi sistemi radar THAAD sono stati &lt;a href=&quot;https://english.news.cn/20260307/65f7b9a0a72345c99a7c8bd588713ebf/c.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;colpiti&lt;/a&gt; con precisione dalle forze iraniane e distrutti o gravemente danneggiati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine del mese scorso, gli amministratori delegati di Boeing, Lockheed Martin e Honeywell si sono recati alla Casa Bianca per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'incontro si &amp;egrave; svolto nell'ambito di un'iniziativa volta a stimolare le industrie della difesa ad aumentare la produzione di armi. Secondo quanto affermato dal Center for Strategic and International Studies (CSIS) alla fine di maggio, gli Stati Uniti dispongono di munizioni sufficienti per i complessi scenari legati all'Iran, ma l'esaurimento delle scorte ha creato una finestra di vulnerabilit&amp;agrave; in vista di un potenziale conflitto nel Pacifico occidentale contro la Cina. Preoccupazioni simili erano gi&amp;agrave; emerse in precedenza a seguito delle operazioni in Yemen.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tempo necessario per ricostituire tali scorte &amp;egrave; quindi diventato una delle principali preoccupazioni strategiche, poich&amp;eacute; il conflitto con l'Iran ha drasticamente ridotto le riserve di missili. Si stima che Washington abbia speso complessivamente 113,3 miliardi di dollari durante la guerra, di cui circa 11,3 miliardi solo nella prima settimana. Anche gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo hanno risentito dell'esaurimento dei sistemi di intercettazione americani. A marzo, analisti politici sauditi avevano espresso delusione nei confronti di Washington per aver concentrato gli sforzi di difesa principalmente su Israele, lasciando che gli Stati del Golfo subissero il peso maggiore dei raid di rappresaglia. Secondo diverse fonti, anche Israele si &amp;egrave; trovato in una situazione di grave carenza di missili intercettori.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/d13f2454-76fd-11f1-8623-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Uffizi, dietrofront di Ales: ritirate le sanzioni ai lavoratori, ma è scontro sul diritto di sciopero</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-uffizi_dietrofront_di_ales_ritirate_le_sanzioni_ai_lavoratori_ma__scontro_sul_diritto_di_sciopero/42819_67869/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Francesca Doveri e Federico Giusti - Sindacato cub&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;3&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Uffizi: Ales ritira le 28 contestazioni contro i lavoratori, ma resta l'atto antisindacale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Ales ha ritirato le 28 contestazioni disciplinari inviate ai lavoratori e alle lavoratrici degli Uffizi che avevano aderito al regolarissimo sciopero generale della cultura dello scorso 12 giugno, proclamato da CUB e altre sigle sindacali di base specificamente per il personale delle societ&amp;agrave; &lt;em data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;293&quot;&gt;in house&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Come sindacato ci siamo attivati immediatamente con l'azienda, poich&amp;eacute; eravamo di fronte a una palese condotta antisindacale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;I fatti:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Falsa precettazione:&lt;/strong&gt; I dipendenti avevano ricevuto una comunicazione assurda in cui si parlava di &quot;precettazione&quot;. Ricordiamo che la precettazione &amp;egrave; un atto formale che spetta al Prefetto, non certo a un'azienda privata o &lt;em data-path-to-node=&quot;7,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;222&quot;&gt;in house&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Tempistiche violate:&lt;/strong&gt; Anche se l'azienda avesse voluto fare riferimento al contingente minimo, la comunicazione &amp;egrave; arrivata con soli 2 giorni di preavviso, violando la normativa vigente che ne prevede almeno 5.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Protocollo inesistente:&lt;/strong&gt; Nel protocollo ufficiale degli Uffizi in caso di sciopero non &amp;egrave; previsto il contingentamento del personale Ales. Al contrario, il documento riconosce nero su bianco la possibilit&amp;agrave; che tali lavoratori siano assenti.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Accogliamo con favore il ritiro delle contestazioni, ma questo non cancella la gravit&amp;agrave; dell'accaduto. Ales, societ&amp;agrave; &lt;em data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;116&quot;&gt;in house&lt;/em&gt; del Ministero della Cultura, ha compiuto un'azione antisindacale grave. Non possiamo credere n&amp;eacute; accettare la tesi dell'errore: &amp;egrave; inverosimile che Ales non conosca le normative che regolano il diritto di sciopero dei propri dipendenti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Vigileremo con estrema attenzione sull'evolversi della situazione. Il rischio concreto &amp;egrave; che ora si tenti di redigere un nuovo protocollo per limitare il diritto di sciopero del personale Ales agli Uffizi, equiparandolo di fatto ai dipendenti statali. Questi ultimi sono gi&amp;agrave; penalizzati dalla legge 146/90 (da quando i beni culturali sono stati classificati come servizi pubblici essenziali nel 2015, per volere dell'allora ministro Dario Franceschini).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Tuttavia, i dipendenti Ales non godono n&amp;eacute; dello stesso trattamento economico dei ministeriali, n&amp;eacute; della stessa stabilit&amp;agrave; contrattuale. Basti ricordare il caso della Pinacoteca di Bologna, dove il personale Ales &amp;egrave; stato posto davanti a un bivio drammatico: il trasferimento a Firenze o le dimissioni, dopo che la Direzione Generale Musei ha tagliato dal 2024 i fondi destinati a coprire i loro costi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Se a questi lavoratori viene sottratto o limitato anche il diritto di sciopero, a fronte di condizioni contrattuali gi&amp;agrave; svantaggiose, come potranno lottare per difendere il proprio futuro?&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/cas-ala.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>L’Italia spende 45 miliardi per la NATO: ecco gli ospedali e le scuole che avremmo potuto costruire</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-litalia_spende_45_miliardi_per_la_nato_ecco_gli_ospedali_e_le_scuole_che_avremmo_potuto_costruire/51621_67870/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni, le spese sostenute dagli Stati membri della NATO hanno raggiunto cifre astronomiche. Secondo i dati ufficiali estesi sul decennio 2014-2025 (espressi in dollari), la classifica dei principali investitori vede in testa gli Stati Uniti con 999 miliardi, seguiti da Regno Unito (90,5 miliardi), Francia (66,5 miliardi), &lt;strong&gt;Italia (48,4 miliardi)&lt;/strong&gt; e Polonia (44,3 miliardi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per l'Italia si parla di circa 42,28 miliardi di euro. Una spesa blindata, che qualsiasi governo &amp;ndash; di qualunque colore politico &amp;ndash; avrebbe comunque stanziato. Del resto, per la Presidenza della Repubblica e per l'attuale opposizione, l'alleanza politico-militare nata nel 1949 in funzione antisovietica resta intoccabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma proviamo a fare un'ipotesi: &lt;strong&gt;se dividessimo questa cifra stanziando circa 10,5 miliardi di euro per ciascun settore chiave della spesa sociale&lt;/strong&gt;, cosa avremmo potuto realizzare nello stesso decennio?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il piano alternativo: come investire 42 miliardi nelle spese sociali&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Scuola ed Educazione:&lt;/strong&gt; Ristrutturare 2.000 istituti scolastici per renderli moderni e sicuri; assumere 30.000 insegnanti a tempo indeterminato per 5 anni; fornire tablet gratuiti a oltre 1 milione di studenti meno abbienti.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sanit&amp;agrave; Pubblica:&lt;/strong&gt; Costruire 30 ospedali civili ad altissima tecnologia e sostenibili; assumere 20.000 tra medici e infermieri per abbattere le liste d'attesa; acquistare 1.000 macchinari avanzati per risonanze magnetiche e TAC di ultima generazione.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Trasporti e Mobilit&amp;agrave;:&lt;/strong&gt; Finanziare 3 linee metropolitane principali nelle grandi citt&amp;agrave;; acquistare 8.000 autobus elettrici urbani a zero emissioni; rinnovare 500 chilometri di rete ferroviaria per i pendolari.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sicurezza sul Lavoro:&lt;/strong&gt; Assumere 5.000 ispettori del lavoro per triplicare i controlli nei cantieri; aggiornare i macchinari obsoleti di 50.000 piccole e medie imprese; finanziare corsi obbligatori di prevenzione infortuni per 3 milioni di operai.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il bilancio della guerra e il boom della spesa militare&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre i servizi essenziali venivano tagliati drasticamente, la NATO &amp;egrave; stata impegnata in conflitti sanguinosi come quello in Afghanistan (missioni ISAF / RSM). Un'operazione costata la vita a 53 militari italiani tra il 2004 e il 2021, conclusasi con il ritorno al potere dei talebani. Il tragico bilancio? Morti e feriti senza alcun beneficio per il popolo afghano, ma enormi profitti per l'industria bellica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante questo fallimento, l'Italia ha continuato ad aumentare il proprio budget per la difesa, toccando &lt;strong&gt;oltre 33,9 miliardi di euro nel 2026&lt;/strong&gt; (+1,1 miliardi rispetto all'anno precedente). Il rapporto spese/PIL si attesta intorno all'1,9%, ma secondo i parametri allargati della NATO la cifra reale ha gi&amp;agrave; raggiunto i &lt;strong&gt;45,3 miliardi di euro&lt;/strong&gt;. Un trend in costante crescita programmato anche per i prossimi anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tra tagli sociali e dettato costituzionale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre i fondi per la difesa aumentano, i tagli alla spesa sociale &amp;ndash; quantificati in decine di miliardi tra manovre statali e riduzione dei fondi di coesione europei &amp;ndash; stanno penalizzando soprattutto i territori pi&amp;ugrave; fragili. I dati Istat confermano infatti una drammatica disparit&amp;agrave; territoriale: nei comuni del Mezzogiorno la spesa sociale pro capite &amp;egrave; solo una frazione rispetto a quella del Nord.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi si continua a tagliare il welfare per finanziare l'acquisto e il mantenimento di grandi sistemi d'arma (come i cacciabombardieri), finalizzati a raggiungere il target NATO del 2% del PIL (circa 45 miliardi annui). Ma chi dobbiamo bombardare? Assolutamente nessuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; tempo di svegliarsi e chiedere alla classe politica di applicare seriamente la nostra Costituzione. L'Articolo 11 parla chiaro sul &lt;strong&gt;&quot;ripudio della guerra&quot;&lt;/strong&gt;, cos&amp;igrave; come l'Articolo 3 affida alla Repubblica il compito fondamentale di &lt;strong&gt;rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale&lt;/strong&gt; che limitano la libert&amp;agrave;, l'uguaglianza e il pieno sviluppo della persona umana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Screenshot_20260704_103333_Google.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Unità nazionale e devozione: l'Iran si stringe attorno a Khamenei </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-unit_nazionale_e_devozione_liran_si_stringe_attorno_a_khamenei/45289_67871/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cerimonia di commiato per il leader della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, &amp;egrave; iniziata questa mattina presso la Grande Moschea dell'Imam Khomeini a Teheran, richiamando una folla immensa di fedeli in una storica dimostrazione di unit&amp;agrave; nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;THREAD &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;July 4: Press TV's real-time coverage of the funeral and farewell ceremonies for the martyred Leader of the Islamic Revolution, Ayatollah Khamenei &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Follow &lt;a href=&quot;https://t.co/B3zXG73Jym&quot;&gt;https://t.co/B3zXG73Jym&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://t.co/Rn2hYIRvjb&quot;&gt;pic.twitter.com/Rn2hYIRvjb&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Press TV ???? (@PressTV) &lt;a href=&quot;https://x.com/PressTV/status/2073163703969554778?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 3, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;L'evento, cominciato nelle prime ore di sabato, ha trasformato la Mosalla in un mare di dolore e devozione, con milioni di persone riunite per l'ultimo saluto al Leader. Secondo quanto comunicato dal quartier generale per la commemorazione, le celebrazioni proseguiranno fino a domenica presso la stessa moschea.&lt;/p&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Il corteo funebre principale a Teheran &amp;egrave; previsto per luned&amp;igrave;. Le cerimonie proseguiranno poi a Qom marted&amp;igrave; e a Mashhad gioved&amp;igrave;, dove la Guida Suprema sar&amp;agrave; sepolta all'interno del santuario dell'Imam Reza. Gli organizzatori hanno inoltre annunciato che mercoled&amp;igrave; si terranno speciali riti di commiato anche nelle citt&amp;agrave; sante di Najaf e Karbala. Gi&amp;agrave; nella giornata di venerd&amp;igrave;, a Teheran, capi di Stato, dignitari stranieri e leader religiosi provenienti da tutto il mondo hanno reso omaggio al defunto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;La massiccia partecipazione pubblica &amp;egrave; stata descritta sia come un estremo saluto al Leader, sia come un rinnovamento della fedelt&amp;agrave; agli ideali della Rivoluzione islamica, all'Islam e ai martiri, simboleggiando l'impegno del Paese per la dignit&amp;agrave;, l'indipendenza e la resistenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Ayatollah Khamenei &amp;egrave; deceduto a seguito ai vili attacchi da parte di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che hanno fatto seguito all&amp;rsquo;aggressione contro il paese persiano avviato il 28 febbraio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'aggressione, che ha causato anche la morte di alti funzionari e numerosi civili, ha spinto l'Iran a rispondere con circa 100 attacchi di rappresaglia contro obiettivi sensibili e strategici americani e israeliani, offensiva che ha poi indotto gli Stati Uniti ad annunciare un cessate il fuoco unilaterale il 7 aprile.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>L'ANALISI DEL MESE - Il tramonto di Mahan: l'Heartland torna a sfidare il dominio dei mari</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lanalisi_del_mese__il_tramonto_di_mahan_lheartland_torna_a_sfidare_il_dominio_dei_mari/5871_67850/</link>
                    <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Verde&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Talassocrazia: dominio del mare, potere che si appoggia sulla signoria dei mari, e anche il complesso dei fattori che costituiscono il potere marittimo; il termine &amp;egrave; usato soprattutto con riferimento alle grandi potenze che esercitarono tale potere nell&amp;rsquo;epoca classica.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa &amp;egrave; la definizione del termine talassocrazia che troviamo sul dizionario Treccani. A primo acchito potrebbe restituire la sensazione di un concetto dal sapore antico. Non &amp;egrave; affatto cos&amp;igrave;. Ci rimanda direttamente al concetto di egemonia espresso dagli Stati Uniti attualmente come cosiddetta civilt&amp;agrave; del mare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il concetto di Stati Uniti come civilt&amp;agrave; del mare, con la sua egemonia basata sul controllo delle rotte marittime, &amp;egrave; infatti profondamente radicato nelle teorie storiche e strategiche marittime. Questa prospettiva sottolinea il ruolo significativo del potere navale nel plasmare non solo lo sviluppo della nazione nordamericana, ma anche la sua influenza globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'influenza del potere marittimo sulla civilt&amp;agrave; &amp;egrave; un fenomeno ben documentato. Strateghi e pensatori come l&amp;rsquo;ammiraglio statunitense Alfred Thayer Mahan (1840-1914) hanno sostenuto che le nazioni con forti capacit&amp;agrave; navali tendono a dominare il commercio e la politica globale. Le teorie di Mahan suggeriscono che il controllo dei mari &amp;egrave; essenziale per la prosperit&amp;agrave; e la sicurezza nazionale, un principio che &amp;egrave; stato evidente nel corso della storia. Per esempio, antiche civilt&amp;agrave; come i Fenici e poi i Veneziani hanno sfruttato la loro abilit&amp;agrave; navale per espandere le reti commerciali e gli scambi culturali, contribuendo in modo significativo al progresso della civilt&amp;agrave; occidentale. Nell&amp;rsquo;Italia pre-unitaria abbiamo l&amp;rsquo;esempio del Regno delle Due Sicilie, dove il vero motore economico e strategico dello Stato erano i commerci marittimi. In virt&amp;ugrave; della posizione geografica al centro del Mediterraneo e grazie a una potente flotta mercantile, il pi&amp;ugrave; grande e popolato Stato della penisola italiana svilupp&amp;ograve; un sistema portuale e cantieristico d'avanguardia che rese la sua marina la terza pi&amp;ugrave; grande d'Europa. Lo studioso francese Jules Millenet nel 1834 scriveva: &amp;ldquo;In un&amp;rsquo;epoca in cui la Francia non possedeva alcun battello a vapore, e dove questo sistema di navigazione non era stato ancora adottato in Inghilterra, se non sui fiumi e sui golfi, si costruiva a Napoli il primo bastimento a vapore che abbia attraversato il Mediterraneo&amp;rdquo;. Ma se vogliamo pensare al vero egemone che ha costruito la sua potenza grazie al controllo dei mari questi era l&amp;rsquo;impero britannico, che ha mantenuto questa egemonia fino all&amp;rsquo;ascesa mondiale degli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Stati Uniti sono emersi come potenza marittima tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, in particolare dopo la guerra ispano-americana, che ha segnato una svolta nella loro politica estera e nella loro strategia militare. L'acquisizione di territori d'oltremare e la creazione di una forte marina militare hanno permesso agli Stati Uniti di proiettare il loro potere a livello globale. Questa strategia marittima &amp;egrave; stata parte integrante del mantenimento dello status di superpotenza degli Stati Uniti, in quanto consente la protezione delle rotte commerciali e la proiezione della forza militare quando necessario. Il ruolo della Marina statunitense nell&amp;rsquo;ergersi a garante della &amp;lsquo;libert&amp;agrave; di navigazione&amp;rsquo; e nel proteggere i propri interessi marittimi &amp;egrave; in linea con i principi di Mahan, secondo l'idea che il controllo dei mari &amp;egrave; fondamentale per la sicurezza nazionale e la stabilit&amp;agrave; economica. Gli Stati Uniti si sono storicamente impegnati in diverse operazioni navali per garantire i propri interessi, dalla Seconda guerra mondiale ai conflitti contemporanei in Medio Oriente e nel Mar Cinese Meridionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il contraltare teorico: l&amp;rsquo;Heartland di Mackinder e la tellurocrazia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La tradizione talassocratica di Mahan, per&amp;ograve;, non &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica lente attraverso cui possiamo leggere la geopolitica. Il geografo britannico Halford Mackinder (1861-1947), all&amp;rsquo;inizio del Novecento, formul&amp;ograve; una teoria opposta e complementare: quella dell&amp;rsquo;Heartland (il &amp;ldquo;cuore continentale&amp;rdquo;). Secondo Mackinder, chi controlla l&amp;rsquo;Eurasia interna &amp;ndash; una vasta area corrispondente grosso modo alla Russia europea, alla Siberia, all&amp;rsquo;Asia centrale e al Caucaso &amp;ndash; controlla l&amp;rsquo;&amp;ldquo;isola mondo&amp;rdquo; (Eurasia pi&amp;ugrave; Africa) e, di conseguenza, il mondo intero. La sua celebre formula recitava:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;&lt;em&gt;Chi governa l&amp;rsquo;Europa orientale comanda l&amp;rsquo;Heartland; chi governa l&amp;rsquo;Heartland comanda l&amp;rsquo;Isola Mond&lt;/em&gt;&lt;em&gt;o&lt;/em&gt;&lt;em&gt;; chi governa l&amp;rsquo;Isola Mond&lt;/em&gt;&lt;em&gt;o&lt;/em&gt;&lt;em&gt; comanda il mondo&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa visione geopolitica definisce la tellurocrazia: un potere basato sul controllo delle masse continentali, delle risorse interne e delle vie terrestri, in contrapposizione alla talassocrazia fondata sul dominio dei mari. Per decenni, dopo la fine della Guerra Fredda, la teoria dell&amp;rsquo;Heartland &amp;egrave; sembrata superata: il crollo dell&amp;rsquo;URSS e l&amp;rsquo;egemonia unipolare statunitense - subentrata alla vecchia egemonia esercitata dall&amp;rsquo;Impero Britannico - dei mari sembravano aver dato ragione a Mahan. Oggi, tuttavia, l&amp;rsquo;Heartland torna decisamente al centro dell&amp;rsquo;analisi geopolitica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se gli Stati Uniti hanno costruito la loro egemonia come &amp;ldquo;civilt&amp;agrave; del mare&amp;rdquo;, negli ultimi anni questa talassocrazia mostra segni di erosione: non un crollo improvviso, ma un declino relativo che ridisegna gli equilibri globali. I recenti accadimenti in Iran lo confermano. Dopo la guerra scatenata da USA e Israele, Teheran ha opposto una reistenza asimmetrica vista la sproporzione delle forze militari in campo. Decisiva per quella che va configurandosi come una vittoria strategica della Repubblica Islamica &amp;egrave; stata la chiusura dello Stretto di Hormuz. Un nodo strategico dove transita circa il 20% del consumo globale di petrolio. Nonostante le minacce roboanti di Donald Trump, gli Stati Uniti non sono riusciti con la forza a riaprire Hormuz. L&amp;rsquo;Iran lo ha riaperto solo una volta che ha costretto Washington al tavolo delle trattative da una posizione di svantaggio. E adesso insieme all&amp;rsquo;Oman, Teheran sta definindo la nuova governance dello Stretto, non accenttando nessun tipo di ingerenza, come ad esempio quella francese con Parigi che pretendeva avviare una missione per sminare Hormuz.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;/dettnewsreg-dalla_sfera_di_coprosperit_alla_strategia_indopacifica_libera_e_aperta_continuit_imperiali_nella_politica_giapponese/60491_63926/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;L'ANALISI DEL MESE&lt;/a&gt;&amp;nbsp;E' UNO DEI CONTENUTI ESCLUSIVI PER I NOSTRI ABBONATI.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;SCOPRI COME CONTINUARE A LEGGERLA E SOSTENERE LA LUNGA MARCIA DE L'ANTIDIPLOMATICO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;CLICCA QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>L'Analisi</category>
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                    <title>La Russia condanna fermamente il brutale attacco ucraino a Tokmak</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_russia_condanna_fermamente_il_brutale_attacco_ucraino_a_tokmak/82_67868/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:44:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La Russia condanna fermamente l'ultimo &quot;atroce crimine di guerra&quot; commesso dall'Ucraina, che ha attaccato un mercato a Tokmak, nella regione di Zaporozhye, nell'ambito della sua brutale guerra contro i civili, appoggiata dall'Occidente. Lo ha dichiarato in un comunicato, secondo quanto &lt;a href=&quot;https://tass.com/politics/2155143&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riporta&lt;/a&gt; TASS, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Il 3 luglio, i nazisti ucraini hanno deliberatamente effettuato un attacco con droni contro un affollato mercato nella citt&amp;agrave; di Tokmak, nella regione di Zaporozhye. Secondo i rapporti preliminari, cinque persone sono state uccise e altre 18 ferite. Tuttavia, questo non &amp;egrave; bastato ai militanti ucraini&quot;, ha sottolineato la diplomatica. &quot;Pieni di rabbia impotente per i loro fallimenti militari, si sono sfogati su persone innocenti, attaccando coloro che si sono precipitati in soccorso dei feriti e ostacolando gli sforzi per evacuarli verso le strutture mediche&quot;, ha aggiunto Zakharova.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Condanniamo fermamente questo efferato crimine di guerra perpetrato dal regime nazista di Zelensky, che ha scatenato una guerra brutale contro donne, anziani e bambini indifesi, con il tacito assenso dei suoi sostenitori occidentali&quot;, ha sottolineato la portavoce del Ministero degli Esteri russo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/maria_zakharova_ftg_ipa.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Venezuela. Juan Contreras, parla uno dei leader dei colectivos venezuelani: “Siamo un popolo armato di coscienza”   </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_juan_contreras_parla_uno_dei_leader_dei_colectivos_venezuelani_siamo_un_popolo_armato_di_coscienza/24790_67866/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Rispetto alla complessit&amp;agrave;, contraddittoriet&amp;agrave; e potenzialit&amp;agrave; di sommovimenti interni imprevedibili, penso che il miglior contributo di sostegno al popolo venezuelano e alla sua storia chavista, non sia quello di sfornare continue analisi, ipotesi, previsioni che spesso finora vengono puntualmente smentite o superate dal flusso quotidiano di atti e fatti che avvengono l&amp;igrave;, bens&amp;igrave; fornire testimonianze, letture, analisi che provengano dall&amp;rsquo;interno della societ&amp;agrave; venezuelana bolivariana e chavista, e di resistenza all&amp;rsquo;aggressione letale statunitense.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Questo come contributo concreto, per cercare di capire e a fornire chiavi di lettura che siano espressione di quelle realt&amp;agrave; e forze popolari locali e reali che mantengono viva la storia e la progettualit&amp;agrave; chavista, e cercano di resistere o ostacolare la morsa del cappio imperialista USA.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Questo lavoro segue quello dello scorso mese sui colectivos venezuelani, tuttora un baluardo e una forza politica e non solo, di resistenza, che si sono messi in una fase di osservazione costante, in attesa dello sviluppo degli eventi, per prendere futuri orientamenti e posizionamenti, come dicono loro, che potrebbero provocare una implosione delle stesse autorit&amp;agrave; ad interim insediate dagli USA, se venissero attaccate o smantellate le conquiste e i cardini della progettualit&amp;agrave; bolivariana chavista nel paese, che sarebbe una prospettiva devastante per il paese latinoamericano.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;In questo articolo parla &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Juan Contreras, leader della comunit&amp;agrave; e del colectivos del Barrios 23 Enero. Contreras &amp;egrave; un militante storico del Chavismo e difensore ferreo della rivoluzione bolivariana, e dirigente della potente e radicata Coordinadora Simon Bolivar.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ch&amp;aacute;vez li definiva&amp;nbsp; &quot;&lt;/em&gt;il braccio armato della rivoluzione bolivariana&lt;em&gt;&quot;e Maduro li ha spesso indicati come il &amp;ldquo;&lt;/em&gt;baluardo bolivariano&lt;em&gt;&amp;rdquo;. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nicolas Maduro, Cilia Flores, Alex Saab&lt;/em&gt;: tre prigionieri rapiti al proprio popolo e al proprio paese, in un letale silenzio che potrebbe divenire un calcolato oblio, ma che invece per le popolazioni dei &lt;em&gt;barrios&lt;/em&gt; e nelle comunit&amp;agrave; popolari povere del &lt;em&gt;Venezuela,&lt;/em&gt; restano i veri simboli del &lt;em&gt;chavismo&lt;/em&gt; e di &lt;em&gt;Bolivar&lt;/em&gt;. &lt;u&gt;Non vanno dimenticati&lt;/u&gt; e vanno sostenute tutte le azioni e le pressioni per il loro rilascio e ritorno in Patria.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Venezuela. Juan Contreras&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;: &amp;ldquo;&lt;em&gt;Siamo un popolo armato di coscienza&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; di Pablo Solana&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;em&gt;Venezuela&lt;/em&gt; &amp;egrave; rimasto, dopo l'attacco degli &lt;em&gt;Stati Uniti&lt;/em&gt; del 3 gennaio, in uno stato di shock e complessit&amp;agrave; che non esclude nuovi sommovimenti militari. In giugno &amp;egrave; stata effettuata &amp;ldquo;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;un&amp;rsquo;operazione combinata tra le agenzie di sicurezza in Venezuela e negli Stati Uniti nel sud-est dello stato di Bolivar in cui sono state smantellate le strutture di criminalit&amp;agrave; organizzata&lt;/em&gt;&amp;rdquo;,&lt;/strong&gt; secondo la dichiarazione del governo venezuelano. Giorni prima, la &lt;em&gt;Coordinadora Simon Bolivar&lt;/em&gt;, storica organizzazione chavista, aveva denunciato l&amp;rsquo;interferenza della &lt;em&gt;DEA&lt;/em&gt; nella pianificazione di un&amp;rsquo;offensiva repressiva nell&amp;rsquo;emblematico &lt;em&gt;Barrios&lt;/em&gt; &lt;em&gt;23 de Enero,&lt;/em&gt; al fine di &amp;ldquo;&lt;em&gt;sradicare&lt;/em&gt;&amp;rdquo; il movimento popolare di quella comunit&amp;agrave;, &amp;ldquo;&lt;em&gt;il pi&amp;ugrave; rilevante di Caracas&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, come descritto da &lt;em&gt;Juan Contreras.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leader della comunit&amp;agrave;, laureato in funzione sociale e dirigente massimo della &lt;em&gt;Coordinadora, Contreras&lt;/em&gt; &amp;egrave; un militante storico del &lt;em&gt;Chavismo&lt;/em&gt; e difensore di ferro della rivoluzione bolivariana. Oggi crede che ci siano &amp;ldquo;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;situazioni vergognose che devono essere denunciate&lt;/em&gt;&amp;rdquo;,&lt;/strong&gt; e ritiene responsabile il governo degli &lt;em&gt;Stati Uniti&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&amp;ldquo;il nostro nemico&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. &lt;em&gt;Contreras&lt;/em&gt; &amp;egrave; nato e cresciuto nel popoloso e combattivo quartiere &lt;em&gt;23 de Enero&lt;/em&gt;, dove risiede ancora e dove ci ha ricevuto per analizzare la complessa situazione che il &lt;em&gt;Venezuela&lt;/em&gt; sta attraversando, e in particolare il movimento sociale e popolare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ndash; In che modo le organizzazioni sociali venezuelane perseguono ci&amp;ograve; che sta accadendo nel paese dall&amp;rsquo;attacco militare degli &lt;em&gt;Stati Uniti&lt;/em&gt; del 3 gennaio?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello che &amp;egrave; successo &amp;egrave; stato un atto di aggressione, un atto di guerra. Hanno cercato e cercano di spezzare il nostro popolo, ma i movimenti sociali hanno continuato ad attivarsi perch&amp;eacute; continuiamo a credere nel processo rivoluzionario. Il &lt;strong&gt;nostro nemico &amp;egrave; il governo degli &lt;em&gt;Stati Uniti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, che deve aver capito che il problema non era &lt;em&gt;Chavez&lt;/em&gt;, perch&amp;eacute; &lt;em&gt;Chavez&lt;/em&gt; &amp;egrave; morto e la rivoluzione &amp;egrave; continuata.&lt;strong&gt; Il presidente &lt;em&gt;Maduro&lt;/em&gt; &amp;egrave; stato rapito ma noi qui continuiamo&lt;/strong&gt;. Perch&amp;eacute; quello che stiamo vivendo oggi &amp;egrave; unico nella storia; non credo che in un'altra latitudine del mondo sia passato ci&amp;ograve; che sta accadendo in &lt;em&gt;Venezuela&lt;/em&gt;, la cosa pi&amp;ugrave; vicina &amp;egrave; successa nel 1989 a &lt;em&gt;Panama&lt;/em&gt;, quando hanno rapito &lt;em&gt;Noriega&lt;/em&gt;. Ma qui la narrazione &amp;egrave; capitolata: non &amp;egrave; stato dimostrato che il &lt;em&gt;Venezuela&lt;/em&gt; sia uno stato &amp;nbsp;che fa traffico di droga, un governo associato al traffico di droga, che il presidente &lt;em&gt;Nicol&amp;aacute;s Maduro&lt;/em&gt; &amp;egrave; stato uno dei pi&amp;ugrave; grandi trafficanti di droga, come hanno detto. Al contrario, oggi tutte quelle narrazioni sono state tralasciate e ci&amp;ograve; che &amp;egrave; chiaro &amp;egrave; che sono venuti per le nostre riserve energetiche. Questo &amp;egrave; chiaro al popolo venezuelano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ndash; Definire uno stato di guerra, all&amp;rsquo;interno di uno stato, imposto da un nemico, &amp;egrave; questo che d&amp;agrave; contesto alla denuncia che hai fatto sul pericolo di un attacco al 23 Enero, orchestrato dalla &lt;em&gt;DEA&lt;/em&gt;?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ndash; Questa &amp;egrave; un&amp;rsquo;informazione che ci viene da una buona fonte che ci dice che &amp;egrave; in programma un&amp;rsquo;operazione su larga scala contro il &lt;em&gt;23 Enero&lt;/em&gt;, il che non &amp;egrave; una cosa strana, folle. Il &lt;em&gt;23 Enero&lt;/em&gt;, come quartiere, ha un riferimento storico dai tempi della &lt;em&gt;Quarta Repubblica,&lt;/em&gt; tra l'anno ?58, dopo la caduta di &lt;em&gt;P&amp;eacute;rez Jim&amp;eacute;nez&lt;/em&gt;, e l'arrivo della democrazia. Questa minaccia &amp;egrave; una cosa reale. Credo che le minacce dell&amp;rsquo;impero americano siano state sottovalutate qui: il fatto che le nostre coste fossero bloccate, il fatto che il nostro cielo fosse bloccato.... Ora, questa cosa che stiamo denunciando ha tutte le caratteristiche di essere una realt&amp;agrave;. Non dico la fonte che ci ha dato queste informazioni, che &amp;egrave; una fonte seria. &amp;Egrave; che tutta la propaganda che c&amp;rsquo;&amp;egrave; in quel senso, a partire dai giornalisti che oggi vivono a &lt;em&gt;Miami&lt;/em&gt; e fanno campagna contro i &lt;em&gt;collectivos&lt;/em&gt;. &amp;ldquo;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;E i collectivos? Perch&amp;eacute; non attaccano i collectivos? Perch&amp;eacute; non disarmano i collectivos?&amp;rdquo;, continuano a scrivere. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Lo ha detto lo stesso &lt;em&gt;Marco Rubio&lt;/em&gt;, e recentemente lo ha appena detto uno degli alti leader militari: vengono per i &amp;ldquo;&lt;em&gt;gruppi armati&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. Il problema &amp;egrave; che nella loro narrazione identificano come gruppi armati i movimenti sociali, per giustificare l'aggressione. Per questo il popolo oggi &amp;egrave; armato di coscienza; questo popolo oggi, dopo 27 anni, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; &lt;em&gt;bolivariano&lt;/em&gt; che mai. Questa &amp;egrave; la gente che ha scommesso sul comandante &lt;em&gt;Chavez&lt;/em&gt;, che ha scommesso sulla rifondazione della&lt;em&gt; Repubblica Bolivariana del Venezuela&lt;/em&gt;. Ecco perch&amp;eacute; capiamo tutta questa guerra cognitiva che si sviluppa contro il &lt;em&gt;Venezuela&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui non c&amp;rsquo;&amp;egrave; guerriglia; qui c&amp;rsquo;&amp;egrave; un popolo con coscienza, un popolo mobilitato, un popolo che, attraverso la cultura, attraverso la coscienza, attraverso l&amp;rsquo;educazione popolare, ha potuto avanzare nella costruzione dell&amp;rsquo;embrione &lt;em&gt;bolivariano&lt;/em&gt; del quartiere, con i consigli comuni e le &lt;em&gt;comunas&lt;/em&gt;. Quindi, intendono annullare quest'organizzazione applicando la tattica della decapitazione. Vogliono distruggere i &lt;em&gt;collectivos&lt;/em&gt;, coloro che alzano la voce contro l'impero, &lt;strong&gt;quelli che oggi denunciano ci&amp;ograve; che sta accadendo nel nostro paese, quelli che sono in contrasto con ci&amp;ograve; che sta accadendo oggi, e che hanno mantenuto una posizione di principio e ferma, di fronte all'aggressione e invasione dell'impero americano&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ndash; Secondo le informazioni che avete, come farebbe la &lt;em&gt;DEA&lt;/em&gt; a compiere una tale aggressione in territorio venezuelano?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno operato attraverso la pressione. In tutto il paese abbiamo una polizia che spesso &amp;egrave; repressiva. Ci sono settori, alcuni dei suoi quadri fondamentali, che comprendono la questione dei diritti umani e sociali, ma ci sono altri settori che sono facilmente cooptabili. Abbiamo l'esperienza di questi 27 anni in cui ci sono stati generali, colonnelli, capitani, che hanno usato e servito la politica dell'impero. Quindi, non &amp;egrave; cos&amp;igrave; inverosimile affermare che gli &lt;em&gt;Stati Uniti&lt;/em&gt; stanno lavorando su alcuni settori delle forze di polizia, o su alcuni funzionari in particolare, che possono prestarsi a fare un'operazione contro il riferimento popolare &lt;em&gt;chavista&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;bolivariano&lt;/em&gt; pi&amp;ugrave; importante a &lt;em&gt;Caracas&lt;/em&gt;, che &amp;egrave; la comunit&amp;agrave; del &lt;em&gt;Barrio 23 de Enero&lt;/em&gt;. Che ha avuto dal ?&amp;rsquo;58 al ?&amp;rsquo;98 circa &lt;strong&gt;160 martiri uccisi dalle forze di polizia&lt;/strong&gt;. Cio&amp;egrave;, non &amp;egrave; pazzesco: &amp;egrave; qualcosa che &amp;egrave; serio, reale e che, nella misura in cui i tempi di pressione contro il nostro governo per andare a un processo elettorale vengono accelerati, anche il piano di aggressione pu&amp;ograve; essere accelerato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, naturalmente, &amp;egrave; fattibile che si facciano progressi in un&amp;rsquo;azione come questa &lt;strong&gt;per rimuovere un ostacolo: quella che considerano &lt;/strong&gt;&amp;ldquo;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;la resistenza bolivariana&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;, che sono i movimenti sociali organizzati nelle &lt;em&gt;comunas&lt;/em&gt;, nei consigli comunali, nelle organizzazioni sociali, come la &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Coordinadora &amp;nbsp;Simon Bolivar&lt;/em&gt;, che &amp;egrave; espressione di organizzazione del &lt;em&gt;Potere Popolare.&lt;/em&gt;-&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Avete ricevuto solidariet&amp;agrave; dal governo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una persona che ha peso all&amp;rsquo;interno del governo ci ha chiamato, ci ha incontrato, abbiamo parlato, e ci ha permesso di scoprirlo. Quello che ci hanno raccomandato &amp;egrave; stato di usare cautela: evitare qualsiasi provocazione. E beh, stiamo ancora aspettando, che venga discusso, spiegato, aspettiamo di ricevere risposte, che venga fatta un'indagine approfondita su ci&amp;ograve; che stiamo denunciando. Perch&amp;eacute; fino ad ora pensavamo che non sarebbero mai entrati nel nostro Paese e invece sono entrati; li abbiamo sottovalutati, e sono entrati. E oggi &lt;strong&gt;si danno il diritto coloniale di vendere il nostro petrolio, di gestire le nostre finanze, di provocarci e dire che ci faranno diventare il loro stato numero 51. E ci hanno anche messi in una forma di tutela come se fossero i proprietari del nostro paese. Il che, ovviamente, &amp;egrave; vergognoso e dobbiamo denunciarlo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco perch&amp;eacute;, noi, dal campo popolare, continuiamo a mobilitarci, organizzarci, continuiamo a denunciare quanto accaduto il 3 gennaio e le conseguenze che stiamo vivendo nella patria di &lt;em&gt;Bol&amp;iacute;var&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ndash; Questa situazione non ha ancora avuto un impatto internazionale. Quale messaggio dare alle forze sociali e politiche &lt;em&gt;dell&amp;rsquo;America Latina&lt;/em&gt;?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono passati 200 anni dal &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Congresso Anfictionico di Panama&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;&lt;u&gt;ndt&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;u&gt;:&lt;/u&gt; &lt;em&gt;fu un'assemblea diplomatica tenutasi dal 22 giugno al 15 luglio 1826. Convocato da Sim&amp;oacute;n Bol&amp;iacute;var, l'obiettivo era unire le nuove Repubbliche latino-americane in una confederazione di stati indipendenti dotata di un esercito comune, un patto di mutua difesa e un'assemblea parlamentare sovranazionale&lt;/em&gt;), l&amp;rsquo;appello fatto dal &lt;em&gt;Padre Libertador&lt;/em&gt; a costruire una lega di Paesi e difenderci dall&amp;rsquo;impero americano, che gi&amp;agrave; mostrava le sue grinfie. Quale momento migliore di oggi per chiedere di continentalizzare la lotta delle nostre organizzazioni sociali e popolari. Non &amp;egrave; solo il &lt;em&gt;Venezuela&lt;/em&gt; a essere a rischio: &amp;egrave; tutta &lt;em&gt;l&amp;rsquo;America Latina&lt;/em&gt;. Vengono per il loro cortile. Oggi, palesemente e in modo sfacciato entrano nelle elezioni in &lt;em&gt;Colombia&lt;/em&gt; e dicono quale candidato vogliono che vinca. L'hanno fatto anche in &lt;em&gt;Honduras&lt;/em&gt;. Quindi, di fronte a questi eventi, oggi la chiamata a continentalizzare la lotta deve essere reale. L'unica possibilit&amp;agrave; che &lt;em&gt;l'America Latina&lt;/em&gt; ha di resistere all'aggressione dell'amministrazione &lt;em&gt;Trump&lt;/em&gt; &amp;egrave; l'articolazione di una campagna popolare e rivoluzionaria in &lt;em&gt;America Latina&lt;/em&gt;. Dobbiamo riunirci, dobbiamo denunciare questa situazione e &lt;strong&gt;dobbiamo andare avanti, perch&amp;eacute; vengono per prendersi tutto.&lt;/strong&gt; L'unica possibilit&amp;agrave; di avanzare e resistere &amp;egrave; quella di continentalizzare la lotta. Questo, non solo lo ha detto &lt;em&gt;Bolivar&lt;/em&gt;, ma ha cercato di portarlo a termine anche il comandante &lt;em&gt;Ernesto Guevara&lt;/em&gt;. Credo che su questo dovremmo fare il nostro sforzo: nell&amp;rsquo;articolazione della campagna rivoluzionaria dell&lt;em&gt;&amp;rsquo;America Latina e dei Caraibi&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Di Pablo Solana, &lt;/em&gt;da&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;https://colarebo.net/author/colarebointernacional/&quot;&gt;&lt;em&gt;Colarebo &lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&amp;ndash; &lt;/em&gt;26 giugno 2026&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Popoli e dintorni</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/venezterrevign.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Pietre senza popolo. Pratiche di resistenza attiva alla turistificazione neo-liberale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pietre_senza_popolo_pratiche_di_resistenza_attiva_alla_turistificazione_neoliberale/46096_67867/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;https://movimentorinascitacomunista.com/2026/06/16/pietre-senza-popolo-pratiche-di-resistenza-attiva-alla-turistificazione-neo-liberale/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;di Laura Baldelli - Movimento Rinascita comunista&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pietre senza popolo &amp;egrave; un&amp;rsquo;inchiesta di Angela Fais sulla turistificazione di Palermo, un esempio di come le citt&amp;agrave; italiane siano cadute nel circuito della rigenerazione urbana, un concetto che mistifica la rapacit&amp;agrave; neoliberale che s&amp;rsquo;impossessa dei centri storici per ricavarne profitto, senza alcun vantaggio per la comunit&amp;agrave;, che anzi &amp;egrave; costretta a scappare per i costi delle abitazioni e la mancanza di servizi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questo spiega il titolo&amp;nbsp;&lt;em&gt;Pietre senza popolo,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;che l&amp;rsquo;autrice ha scelto, per il prezioso volume edito&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/pietre-senza-popolo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt; da LAD EDIZIONI, uscito a marzo di quest&amp;rsquo;anno&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/pietre-senza-popolo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Pietre-senza-popolo-copertina2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;887&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;La Fais sceglie un lessico, preciso e contemporaneo per smascherare la mono-economia del turismo, dentro una prosa fluida e pungente, che porta il lettore a scorrere le pagine come dentro un avvincente romanzo, perch&amp;eacute; disvela gli inganni, de-costruendo tutto il sistema del&amp;nbsp;&lt;em&gt;virus neoliberale&amp;nbsp;&lt;/em&gt;che c&amp;rsquo;ingloba dentro un totalitarismo omologante e che ci spinge addirittura a viaggiare per conoscere il gi&amp;agrave; visto, dentro un sistema di consumi telecomandati.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Angela Fais ci racconta del&amp;nbsp;&lt;em&gt;sacco di Palermo&lt;/em&gt;,citt&amp;agrave; d&amp;rsquo;arte dove stratificazioni di civilt&amp;agrave; in epoche storiche hanno lasciato testimonianze uniche e straordinarie che c&amp;rsquo;immergono in tempi lontani: tesori inestimabili che avevano conservato il loro fascino dentro quell&amp;rsquo;universo simbolico, fino a che la speculazione della turistificazione delle politiche neo-liberali ha cancellato la Storia e il Mito, mentre la rigenerazione urbana dei luoghi e degli edifici storici serve da vetrina per ospitare i&amp;nbsp;&lt;em&gt;fashion trend&amp;nbsp;&lt;/em&gt;e i feticci del consumismo omologato di progetti dall&amp;rsquo;altisonante nome nella lingua del capitale:&amp;nbsp;&lt;em&gt;Fashion Concept Store.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;L&amp;rsquo;autrice paragona tutto questo alla&lt;em&gt;&amp;nbsp;caduta del sacro.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Infatti &amp;egrave; in atto una geografia del dominio in tutti i centri storicidelle nostre citt&amp;agrave; e borghi, la mono-economia della ristorazione li ha trasformati in gastro-lunapark, proprio in quei locali commerciali dove in un tempo non lontano esistevano le botteghe di prossimit&amp;agrave; ricche di grandi tradizioni artigianali, veri e propri presidi di comunit&amp;agrave;, messe in crisi dai centri commerciali e dall&amp;rsquo;e-commerce.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Ora, dopo le attivit&amp;agrave; commerciali di prossimit&amp;agrave;, la cacciata &amp;egrave; per i residenti, costretti a sopportare la movida, privati dei servizi essenziali e soprattutto sfrattati dalle loro abitazioni per lasciar posto agli affitti brevi del turismo di massa &amp;ldquo;mordi e fuggi&amp;rdquo;, a cui si offre bar, ristoranti e negozi della globalizzazione: l&amp;rsquo;autrice le chiama &amp;ldquo;cattedrali del consumo&amp;rdquo;. Oggi nei centri storici d&amp;rsquo;Italia il rumore pi&amp;ugrave; diffuso &amp;egrave; dato dai trolley che rotolano sui porfidi delle strade storiche.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;La mistificazione del linguaggio &amp;egrave; davvero inquietante, oltre l&amp;rsquo;uso della lingua anglosassone, non mancano le abusate parole nella nostra lingua che hanno assunto nuovi significati, come &amp;ldquo;valorizzazione e rigenerazione&amp;rdquo;: la prima significa sempre metterci un bar o un ristorante, &amp;ldquo;presidi di servizi&amp;rdquo; e la seconda prelude alla trasformare dei centri storici, in nuove Disneyland per assere &amp;ldquo;attrattivi&amp;rdquo;, un&amp;rsquo;altra parola insostenibile! Milioni spesi da &amp;ldquo;investitori&amp;rdquo; che mai ricadranno sulla citt&amp;agrave;, quella vera fatta di cittadini e non solo da mattoni e pietre.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Altra attrattivit&amp;agrave; per riempire il pi&amp;ugrave; possibile di consumatori i nostri centri storici, sono gli eventi: dalla sagra paesana, al concerto, alla grande mostra e persino gare e dimostrazioni sportive, dalla fiera del cioccolato alla festa della birra e cos&amp;igrave; via purch&amp;eacute; si venda, si mangi, si beva tra rumori e cacofonie musicali; mentre il museo e la pinacoteca, quanto i teatri della citt&amp;agrave; sono luoghi dimenticati e ammuffiti per la stragrande maggioranza della popolazione.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;E l&amp;rsquo;arte diventa una cornice ornamentale, mercimonio piuttosto che memoria storica e civile, in grado d&amp;rsquo;insegnare e creare comunit&amp;agrave;. Tomaso Montanari annunci&amp;ograve; gi&amp;agrave; questo fenomeno per Firenze e Venezia nel suo libro-denuncia del 2013&amp;nbsp;&lt;em&gt;Le pietre e il popolo. Restituire ai cittadini l&amp;rsquo;arte e la storia delle citt&amp;agrave; italiane,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;domandandosi anche se nel destino dei nostri giovani potesse esserci solo l&amp;rsquo;occupazione come camerieri e cuochi. Ipotesi purtroppo profetiche.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Ecco le citt&amp;agrave; neoliberali, come le chiama l&amp;rsquo;autrice, che non creano pi&amp;ugrave; comunit&amp;agrave;, ma sono attraversate da masse, non da cittadini pensanti.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Infatti l&amp;rsquo;individualismo liberale ha ridotto l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; ad un&amp;rsquo;accolita di singoli narcisi omologati.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;L&amp;rsquo;altro gigantesco inganno &amp;egrave; che tutto questo porti benefici economici alla citt&amp;agrave; e ai cittadini, invece le citt&amp;agrave; vengono &amp;ldquo;cartolarizzate&amp;rdquo;, afferma Angela Fais, ormai vengono pensate come set cinematografici; ma dismettendo di essere produttive, diventano citt&amp;agrave; deindustrializzate, in cui i cittadini diventano&amp;nbsp;&lt;em&gt;city user e taxpayers,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;ovvero consumatori&lt;em&gt;,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;individui privati della dimensione collettiva e solidale che comprano e pagano, ignorando diritti e doveri sociali. La nuova geografia del dominio delle citt&amp;agrave; neoliberali prevede i servizi affidati al privato, interessato solo al proprio profitto, perch&amp;eacute; il nuovo cittadino, non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; soggetto di diritti, bens&amp;igrave;&amp;nbsp; consumatore. Le citt&amp;agrave;, dove i cittadini sono stati espulsi,&amp;nbsp; si&amp;nbsp; trasformano in non-luoghi e perdendo il tessuto sociale non si praticano pi&amp;ugrave; geografie umanitarie, si cancella la memoria, si disperde e si dimentica il significato di comunit&amp;agrave; e prevale una precaria individualit&amp;agrave; senza radici e progettualit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Le istituzioni politiche che governano favoriscono questo modello neoliberale, siano esse di centro-sinistra o di centro-destra, in quanto hanno accettato tutti che l&amp;rsquo;economia governi la politica, indifferenti all&amp;rsquo;espulsione dei residenti, alleggerite dall&amp;rsquo;obbligo di erogazione di servizi al cittadino. Le politiche urbane governate dall&amp;rsquo;economia, perdono la trasparenza, perch&amp;eacute; la&amp;nbsp;&lt;em&gt;polis&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&amp;egrave; sparita negli accordi che delegano agli investitori, spesso stranieri che si comprano a pezzi il nostro territorio, la trasformazione del nostro Paese. Il cosiddetto &amp;ldquo;albergo diffuso&amp;rdquo;nel marasma degli affitti brevi, &amp;egrave; ormai tutto in mano alle multinazionali, se non addirittura ai fondi d&amp;rsquo;investimento che controllano interi territori, affidandosi alle piattaforme Booking, Air b&amp;amp;b, B&amp;amp;B per citare i pi&amp;ugrave; noti.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;IL turismo cos&amp;igrave; strutturato saccheggia anche la ricchezza dello spazio pubblico e l&amp;rsquo;autrice dice che Palermo sembra soffocare tra l&amp;rsquo;infestante &amp;ldquo;tavolinizzazione&amp;rdquo; e la &amp;ldquo;friggitoria a cielo aperto&amp;rdquo;, che ne fa &amp;ldquo;una casba senza tradizione&amp;rdquo;; a questo va aggiunta la &amp;ldquo;movida&amp;rdquo;, vera e propria jattura per tutta la citt&amp;agrave;, in quanto il divertimentificio, a base di&amp;nbsp;&lt;em&gt;drink&amp;nbsp;&lt;/em&gt;e sostanze stupefacenti, genera enormi problemi di ordine pubblico, la cui soluzione, i governi locali, quanto quelli nazionali, sembrano solo vederla nella presenza di forze dell&amp;rsquo;ordine, cio&amp;egrave; la repressione, evitando di chiedersi come, da dove e perch&amp;eacute; tanta violenza gratuita urbana quotidiana da parte di gente comune, tale da rendere le citt&amp;agrave; meno sicure per tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Eppure tale fenomeno era assente nella drammatica Palermo delle stragi e dei noti e sanguinosi regolamenti di conti mafiosi, perch&amp;eacute; sono il prodotto recente dei nuovi disvalori del neoliberismo, che hanno intaccato trasversalmente tutte le classi sociali.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;La movida inoltre colonizza spazi e non &amp;egrave; la vita della citt&amp;agrave;, perch&amp;eacute; la vita della citt&amp;agrave; la fanno i residenti con la loro vita sociale che contribuisce all&amp;rsquo;economia e anche alla sicurezza del territorio, mentre il marketing del turismo genera una nuova urbanit&amp;agrave;, determinata dal &amp;ldquo;il divorzio tra&amp;nbsp;&lt;em&gt;urbs&amp;nbsp;&lt;/em&gt;e&amp;nbsp;&lt;em&gt;civitas&amp;rdquo;,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;come lo definisce l&amp;rsquo;autrice.Nel centro di Palermo oggi sar&amp;agrave; difficile sar&amp;agrave; difficile rievocare quella vita pulsante ritratta da Guttuso.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Purtroppo la pervasiva propaganda della grande menzogna della promessa di lavoro, sviluppo e benessere della turistificazione, ha diffuso l&amp;rsquo;opinione comune di immensi benefici alle citt&amp;agrave;, ai suoi cittadini, al territorio ed &amp;egrave; percepita nell&amp;rsquo;ordine delle cose, cio&amp;egrave; &amp;egrave; un fatto &amp;ldquo;naturale&amp;rdquo;, conseguenza della famigerata menzogna de &amp;ldquo;il capitalismo &amp;egrave; natura&amp;rdquo; di Francis Fukujama. L&amp;rsquo;economia del turismo di massa genera invece solo lavoro povero, precario e sfruttato in nero, ma tanta ricchezza per pochi!&amp;nbsp; Basterebbe la semplice analisi &amp;ldquo;costi benefici&amp;rdquo; per capirlo.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Inoltre la citt&amp;agrave; di Palermo, come altre citt&amp;agrave; italiane, tra cui la piccola Ancona, hanno accettato l&amp;rsquo;altra famigerata menzogna della ricchezza: quella portata dalle grandi navi-crociera, veri mostri che inquinano le nostre citt&amp;agrave; di smog, imparagonabile al peggior traffico su gomma, che addirittura coprano la vista sulle citt&amp;agrave; e quella del mare, scaricano tonnellate di rifiuti e danneggiano la pesca, rompendo l&amp;rsquo;equilibrio degli ecosistemi, trasportando nuovi organismi che lo distruggono.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Arte e artigianato e tutta la cultura sono al servizio del neoliberismo: o diventano ornamentali e contemplative per &amp;eacute;lite esclusive, oppure vanno messi a rendita per il profitto di pochi, perdendo quel valore educativo dei fondamenti democratici recitati dalla Costituzione a tutela e promozione dei beni culturali, artistici e paesaggistici per tutti i cittadini.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;La turistificazione di Palermo, racconta Angela, &amp;egrave; l&amp;rsquo;ennesima ferita inferta alla citt&amp;agrave;, pari per danni ai bombardamenti di 10000 bombe sganciate dagli alleati durante in secondo conflitto mondiale contro i civili per distruggere la loro vita personale e sociale, nonch&amp;eacute; il patrimonio artistico, per poi arrivare al &amp;ldquo;sacco di Palermo&amp;rdquo;, del secondo dopoguerra da parte del potere politico democristiano, connivente e colluso con la mafia, che ha permesso la speculazione edilizia con la cementificazione della citt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Anche la famosa Primavera di Palermo con il sindaco Orlano, sindaco per sei mandati, che &amp;egrave; rimasta nell&amp;rsquo;immaginario collettivo come un grande movimento di rinascita civica, ha il suo lato neoliberale perch&amp;eacute; anche in quell&amp;rsquo;occasione il pensiero dominante fu quello thatcheriano, noto come TINA, ovvero There Is No Alternative: rigenerare il centro storico che crollava, ma senza alcuna rinascita per le classi sociali in difficolt&amp;agrave; e meno abbienti, perch&amp;eacute; nessun percorso sociale vero &amp;egrave; stato praticato, come del resto in tutta l&amp;rsquo;Eu, segnata dalle profonde crisi economiche e conseguenti rimedi a base di regimi di austerit&amp;agrave;, che hanno preferito individuare nel turismo il rilancio economico, con gli investimenti immobiliari internazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Infatti l&amp;rsquo;autrice ci racconta il primo&amp;nbsp;&lt;em&gt;Progetto Urban,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;attuato negli anni dal 1994 al &amp;rsquo;99, che ha riportato la classe borghese in centro e mantenuto nei piani bassi i poveri e gli stranieri migranti; ma la turistificazione ha poi espulso anche i borghesi.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;In pratica le amministrazioni Orlando hanno dato il via alla trasformazione della citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; storica da renderla attrattiva per turisti ed investitori internazionali, cio&amp;egrave; hanno messo in vendita Palermo.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Il libro di Angela Fais &amp;egrave; meglio di una guida turistica, perch&amp;eacute; c&amp;rsquo;immerge in un&amp;rsquo;analisi sociologica che educa il nostro occhio ad andare oltre, a comprendere le trasformazioni, il vissuto reale, ci apre alla consapevolezza di cittadini che, oltre l&amp;rsquo;arte e la gastronomia messa in mostra per essere consumata e venduta, vogliono capire la vita della citt&amp;agrave; nella sua complessit&amp;agrave; organizzativa e riconoscere i sintomi di malessere e di democrazia barattata, che potremmo ritrovare in altre citt&amp;agrave; e nella nostra citt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;La consapevolezza pu&amp;ograve; cambiare la trama omologata pensata e progettata per le nostre citt&amp;agrave; da interessi predatori, recuperare la capacit&amp;agrave; di aggregazione per opporsi a tanto scempio generato dal virus neoliberale; cos&amp;igrave; recuperiamo vita, democrazia e senso della comunit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;has-text-align-justify wp-block-paragraph&quot;&gt;Non dobbiamo rassegnarci e subire, abbiamo la Costituzione a cui ispirarci, &amp;egrave; importante recuperare quell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; che ogni giorno ci viene tolta per opporci alla svendita del nostro Paese e costruire una vera comunit&amp;agrave; capace di abitare veramente le nostre citt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Cultura e Resistenza</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Pietre-senza-popolo-copertina2.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Mille giorni di genocidio e la fabbrica delle uccisioni</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mille_giorni_di_genocidio_e_la_fabbrica_delle_uccisioni/45289_67865/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:56:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Sono 1000 giorni di sterminio. 1000 giorni di indifferenza. 1000 giorni di impunit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci&amp;ograve; che Gaza ha rivelato non &amp;egrave; la ferocia di una guerra di annientamento, n&amp;eacute; un genocidio consumato sotto gli occhi del mondo. Ha rivelato qualcosa di ancora pi&amp;ugrave; inquietante: il sistema operativo delle guerre presenti e future. Guerre di conquista, di espulsione e di appropriazione della terra, rese accettabili da un linguaggio sterile, amministrativo, apparentemente tecnico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza non arriva pi&amp;ugrave; soltanto con il volto scoperto del massacro. E sono 1000 giorni che lo guardiamo. Arriva con nomi addolciti, quasi infantili, grotteschi proprio perch&amp;eacute; sembrano innocui. Lavender. The Gospel. Where's Daddy? Lavanda. Il Vangelo. Dov'&amp;egrave; pap&amp;agrave;? Nomi che potrebbero appartenere a programmi educativi, a strumenti digitali, persino a favole per bambini. Invece indicano parti di un meccanismo di morte: sistemi di individuazione, classificazione e localizzazione di esseri umani da assassinare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palestinesi da assassinare. E da sterminare. Non come risposta difensiva, ma per l'espansionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi strumenti descrivono uno degli sviluppi pi&amp;ugrave; inquietanti della guerra moderna e del modo di condurre un genocidio: la fusione tra intelligenza artificiale, sorveglianza totale, burocrazia militare e assassinio mirato. Usando ogni strumento possibile per raggiungere l'obiettivo dello sterminio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema Lavender, ideato dallo Stato genocidario, non si sarebbe limitato ad aiutare nell'identificazione di obiettivi da eliminare. Li avrebbe prodotti su scala industriale. Il sistema avrebbe indicato fino a trentasettemila uomini palestinesi come potenziali bersagli, collegandoli per inferenza a gruppi militanti, organizzazioni armate o a presunte minacce alla sicurezza. Ma tutto senza prove, n&amp;eacute; dettagli. Solo accuse. Solo scuse. Il sistema avrebbe avuto un tasso di &amp;ldquo;accuratezza&amp;rdquo; attorno al novanta per cento. Ma quel numero, presentato come garanzia tecnica, contiene gi&amp;agrave; la sua condanna morale: significa che circa una persona su dieci poteva essere segnalata per errore, e che quel margine veniva accettato prima ancora che fosse ordinato un solo attacco. E sempre tutto giustificato in nome della sicurezza, da uno Stato che ha apertamente dichiarato di voler sterminare la popolazione palestinese e svuotare la terra per colonizzarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'essere umano veniva convertito in dato. Il dato in probabilit&amp;agrave;. La probabilit&amp;agrave; in scheda-obiettivo. La scheda-obiettivo in mandato di morte. Il palestinese non doveva essere dimostrato colpevole in alcun senso reale. Era colpevole per il fatto di essere palestinese. Bastava che un sistema lo avesse contrassegnato come uccidibile. Lui, con la sua famiglia, con chi gli stava attorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La revisione umana di venti secondi &amp;egrave; il centro morale dello scandalo. Venti secondi non sono un giudizio. Non sono un vaglio giuridico. Non sono un'analisi di intelligence. Sono un atto amministrativo, una gestione delle uccisioni. Nella pratica, quella revisione poteva ridursi a verificare che la persona segnalata fosse di sesso maschile, partendo dal presupposto che difficilmente una donna potesse rappresentare una minaccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; cos&amp;igrave; che l'atrocit&amp;agrave; si modernizza. Non sempre si presenta come caos. Si presenta come procedura. Non sempre appare come furia. Appare come meccanizzazione del flusso di lavoro. Non urla necessariamente il proprio intento. Lo organizza, lo mette in atto. E il genocidio viene giustificato e normalizzato. Sotto gli occhi del mondo, in piena vista.&lt;br /&gt;Where's Daddy? rende questa logica ancora pi&amp;ugrave; crudele. L'obiettivo non veniva necessariamente seguito fino a un campo di battaglia, n&amp;eacute; a una postazione militare, n&amp;eacute; a uno scontro armato. Veniva seguito fino a casa. L'attacco veniva spesso programmato per il momento in cui era pi&amp;ugrave; probabile che l'uomo si trovasse nella propria abitazione. La casa, il luogo dove dormono i bambini e dove la vita civile dovrebbe essere pi&amp;ugrave; protetta, diventava il punto di attacco privilegiato, proprio perch&amp;eacute; l&amp;igrave; il corpo era pi&amp;ugrave; facile da localizzare. L'assassinio di un essere umano, un uomo, diventava l'uccisione di un'intera famiglia. Di migliaia di familiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa logica, l'abitazione non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un luogo civile. Diventa un'estensione del bersaglio. La famiglia non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; ci&amp;ograve; che dovrebbe limitare l'attacco. Diventa parte del costo previsto. Voluto. Intenzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le case venivano colpite dopo che l'obiettivo se n'era gi&amp;agrave; andato, uccidendone i familiari al suo posto. Anche i telefoni che passavano da una persona all'altra, un figlio, un fratello, un vicino, diventavano strumenti utili, e il sistema seguiva il dispositivo pi&amp;ugrave; che l'essere umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa non &amp;egrave; la nebbia della guerra. La nebbia evoca confusione, panico, errore tragico. Qui, invece, esiste una fabbrica delle uccisioni e una sequenza: sorveglianza, sospetto, classificazione, approvazione, attacco, macerie. Genocidio. Una catena di montaggio che conduce dalla banca dati alle vittime. E sono 1000 giorni che contiamo le vittime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il linguaggio dei &amp;ldquo;danni collaterali&amp;rdquo; &amp;egrave; sempre stato uno strumento di riciclaggio morale. A Gaza, per&amp;ograve;, ha assunto una forma pi&amp;ugrave; fredda, pi&amp;ugrave; contabile, pi&amp;ugrave; amministrativa. Mostruosa. I morti venivano contati ancora prima di essere ammazzati. Per un presunto &amp;ldquo;militante&amp;rdquo; poteva essere autorizzata l'uccisione di quindici o venti civili. In alcuni momenti, quella soglia sarebbe scesa a cinque. Per presunti &amp;ldquo;comandanti di rango pi&amp;ugrave; alto&amp;rdquo; il numero accettabile poteva essere molto superiore, oltre il centinaio e forse anche di pi&amp;ugrave;. Ma questo lo raccontano gli stessi carnefici, quelli che dichiarano da oltre cento anni, e non da mille giorni, che lo scopo sarebbe quello di eliminare il popolo palestinese nativo della Palestina, per rubare tutta la terra e rimpiazzarla con i coloni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non erano stime nate nel caos di un bombardamento. Non oggi, n&amp;eacute; ieri, n&amp;eacute; un anno fa, n&amp;eacute; un decennio fa, ma un secolo fa. Era tutto da sempre calcolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da mille giorni le uccisioni erano soglie fissate in anticipo. Il bambino sotto le macerie non era un errore esterno al sistema. L'uccisione dei bambini non avveniva per caso: era calcolata. Erano, sono, uccisioni mirate. Documentato e convalidato tutto questo. Dunque mille giorni di bombardamenti e attacchi, e centinaia di migliaia di uccisi e feriti, non erano e non sono una risposta a un evento, ma un calcolo deliberato. Il maggior numero di vittime volevano, e questo hanno ottenuto. Lo hanno giustificato come risposta a un evento, cancellando cento anni di violenza coloniale subita dai palestinesi. La fabbrica delle uccisioni ha solamente modernizzato il sistema. Ed era tattica del sistema assorbire quelle uccisioni. Dopo 1000 giorni di uccisioni di civili, nessuno lo deve negare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'economia della morte andava oltre la contabilit&amp;agrave; dei corpi. Il sistema pesa il prezzo di una bomba contro la vita di una famiglia, e conclude che la famiglia costa meno. Questo &amp;egrave; il loro calcolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esercito israeliano ha respinto queste ricostruzioni, sostenendo che si tratta soltanto di strumenti di supporto alle decisioni, che gli analisti conducono valutazioni individuali, che i sistemi non sostituiscono il giudizio umano, e che gli attacchi non vengono approvati quando il danno previsto per i civili &amp;egrave; eccessivo. Ma questa smentita &amp;egrave; falsa, e non dissolve l'architettura. La rende visibile. Una revisione di venti secondi, soglie di vittime preautorizzate e classificazioni statistiche non sono l'opposto della valutazione individuale. Sono la riduzione della valutazione individuale a rituale burocratico dello sterminio di massa. Un genocidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sistema che genera obiettivi con questa velocit&amp;agrave;, che collega le persone alle loro case e mette in conto in anticipo la morte dei civili, non si limita a sostenere una decisione. La predispone. La accelera. Poi lascia a un essere umano il compito di firmarla e di uccidere civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pericolo non &amp;egrave; semplicemente che le macchine abbiano sostituito gli esseri umani. Il pericolo &amp;egrave; che gli esseri umani abbiano accettato l'universo morale della macchina da guerra e normalizzato un genocidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perch&amp;eacute; Gaza non &amp;egrave; soltanto una scena del crimine. &amp;Egrave; un prototipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli apparati militari di tutto il mondo studieranno ci&amp;ograve; che qui &amp;egrave; stato fatto. Studieranno la velocit&amp;agrave; di generazione degli obiettivi, l'integrazione della sorveglianza, la compressione della revisione umana, la conservazione della forma giuridica anche quando la sostanza morale &amp;egrave; gi&amp;agrave; crollata. Impareranno che uno Stato pu&amp;ograve; uccidere su larga scala, mantenere l'apparenza della procedura, parlare il linguaggio della precisione, invocare la sicurezza, e lasciare intere famiglie sepolte sotto il cemento. Dopo 1000 giorni, questo Stato non &amp;egrave; ancora stato sanzionato n&amp;eacute; fermato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il precedente &amp;egrave; catastrofico. Se tutto questo diventa normale, le guerre future non avranno bisogno di insegnare ai soldati a odiare. Avranno bisogno soltanto di sistemi per classificare, ufficiali per approvare, avvocati per razionalizzare, e opinioni pubbliche addestrate a voltarsi dall'altra parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaza ha messo a nudo il futuro che si prepara per tutti noi: una guerra pi&amp;ugrave; rapida del diritto, pi&amp;ugrave; automatizzata della coscienza, pi&amp;ugrave; documentata che mai, e proprio per questo pi&amp;ugrave; facile da negare. I nomi cambieranno. Il software verr&amp;agrave; rinominato. I briefing parleranno di intelligenza artificiale responsabile e di necessit&amp;agrave; operativa. Ma la lezione rimarr&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'intera popolazione &amp;egrave; stata posta sotto sorveglianza permanente. Le macchine hanno prodotto gli obiettivi. Gli esseri umani li hanno approvati in pochi secondi. Le case sono state colpite. Le famiglie sono scomparse. Il mondo ha discusso di terminologia. Mentre si consumava un genocidio.&lt;br /&gt;Questa &amp;egrave; la fabbrica delle uccisioni.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images286.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Terremoto e fake news: la risposta venezuelana che i media non vogliono farvi vedere</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-terremoto_e_fake_news_la_risposta_venezuelana_che_i_media_non_vogliono_farvi_vedere/45289_67864/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:13:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Neanche il devastante doppio terremoto che ha sconvolto il Venezuela ha fermato l'attivit&amp;agrave; disinformativa dei soliti noti che cercano di dipingere un quadro di caos e abbandono, quando invece la realt&amp;agrave; dei fatti racconta una storia profondamente diversa. Il doppio sisma di magnitudo 7.2 e 7.5 che ha devastato il Venezuela lo scorso 24 giugno ha messo a dura prova il paese, ma la risposta dello Stato &amp;egrave; stata immediata e massiccia, nonostante le difficolt&amp;agrave; economiche aggravate dalle sanzioni occidentali che continuano a pesare sull'economia nazionale in maniera determinante. Un paese poi sotto minaccia militare dopo che lo scorso 3 gennaio forze speciali USA hanno sequestrato il presidente Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La presidente incaricata Delcy Rodr&amp;iacute;guez ha dovuto rispondere con fermezza alle dichiarazioni di alcuni giornalisti internazionali che hanno messo in discussione l'operato della Forza Armata Nazionale Bolivariana. Durante una conferenza stampa dalla Carlota, a Caracas, la presidente ha ribattuto punto su punto alle critiche, ricordando che sono stati proprio i militari venezuelani a scavare tra le macerie per salvare vite umane, a gestire i centri di raccolta e a organizzare gli ospedali da campo fin dal primo momento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Non &amp;egrave; bene fare questo tipo di generalizzazioni, perch&amp;eacute; si offendono coloro che in buona fede stanno aiutando e lavorando&quot;, ha &lt;a href=&quot;https://www.laiguana.tv/articulos/1553010-delcy-rodriguez-telemundo-respondio-fanb/?fbclid=IwY2xjawS0hpdleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeoNr2cqDGL9x9WF13o17azz4j1Y6b1i1s7Uu1qWF67RzGB9NrAzXHjlEkxBQ_aem_OOKqtUkTEWFOS_SW2AvufQ&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;sottolineato&lt;/a&gt; Rodr&amp;iacute;guez, riferendosi in particolare a un funzionario militare che, dopo aver perso parte della propria famiglia nel sisma, continuava a servire cibo agli sfollati. Un gesto che racconta pi&amp;ugrave; di mille parole il senso del dovere e la dedizione di chi, anche nel dolore personale, non ha smesso di tendere la mano al prossimo in estrema difficolt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il governo venezuelano non ha perso tempo. Poche ore dopo la tragedia &amp;egrave; stato emesso un decreto che istituiva lo Stato Maggiore per gestire l'emergenza, esattamente come previsto dalle leggi della repubblica bolivariana. Il sistema di Protezione Civile &amp;egrave; stato attivato immediatamente, cos&amp;igrave; come il sistema di emergenza pubblica, e sono state avviate senza esitazione le operazioni di ricerca e salvataggio. Non si &amp;egrave; aspettato un giorno, n&amp;eacute; due, n&amp;eacute; tre: la mobilitazione &amp;egrave; stata istantanea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le cifre parlano chiaro. Nelle prime ore sono stati dispiegati quattromila funzionari civili e militari nelle zone colpite. Il giorno successivo l'organico &amp;egrave; salito a quattordicimila unit&amp;agrave;, e oggi sono oltre diciannovemila gli operatori impegnati nello stato La Guaira, dichiarato zona di disastro naturale a poche ore dalla scossa. Un ponte aereo &amp;egrave; stato attivato per portare soccorritori specializzati da tutto il paese, mentre i volontari accorrevano da ogni angolo del territorio nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La presidente incaricata ha denunciato con chiarezza l'esistenza di una campagna di &lt;a href=&quot;https://ultimasnoticias.com.ve/politica/presidenta-e-delcy-rodriguez-matriz-mediatica-buscaba-generar-caos-tras-terremotos/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;disinformazione&lt;/a&gt; orchestrata per generare caos. &quot;La prima matrice mediatica elaborata a tavolino &amp;egrave; stata 'scendete tutti a La Guaira'&quot;, ha affermato Rodr&amp;iacute;guez, spiegando come questa narrazione fosse finalizzata a creare scompiglio e ostacolare le operazioni di soccorso. Le autorit&amp;agrave; hanno individuato e identificato i laboratori mediatici da cui sono partite le principali falsit&amp;agrave; diffuse nelle ore successive al sisma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per evitare che la folla potesse intralciare i soccorritori, il giorno successivo al terremoto &amp;egrave; stata decisa la militarizzazione dello Stato per limitare gli accessi e consentire agli specialisti di lavorare senza ostacoli. Una decisione difficile ma necessaria, dettata dall'unico obiettivo di salvare il maggior numero possibile di vite umane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il protocollo seguito per la gestione delle vittime &amp;egrave; stato rigoroso e rispettoso. Rodr&amp;iacute;guez ha categoricamente escluso che i corpi possano finire in &lt;a href=&quot;https://albaciudad.org/2026/07/presidenta-encargada-descarta-fosas-comunes/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;fosse comuni&lt;/a&gt;, ordinando invece un meticoloso protocollo forense per l'identificazione. Ogni salma viene sottoposta a un esame approfondito: prima le impronte digitali e il riconoscimento fotografico, poi, se necessario, la valutazione odontoiatrica forense. Questo sistema ha gi&amp;agrave; permesso a molte famiglie di recuperare i propri cari, potendo scegliere tra cremazione e sepoltura legale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La solidariet&amp;agrave; internazionale non &amp;egrave; mancata. In meno di ventiquattro ore, settantadue capi di Stato e di governo hanno contattato le autorit&amp;agrave; venezuelane per offrire assistenza. Centoquarantasette paesi in tutto il mondo si sono mobilitati, inviando squadre di soccorso specializzate senza porre condizioni politiche. Dagli Stati Uniti al Messico, dal Brasile alla Spagna, fino al Qatar e all'Italia, la comunit&amp;agrave; internazionale ha mostrato un volto umanitario che va oltre le divergenze geopolitiche. Bad Bunny e altri artisti internazionali hanno inviato aiuti, e persino dal mondo dello sport sono arrivati messaggi di vicinanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolarmente significativa &amp;egrave; stata la testimonianza del coordinatore delle Nazioni Unite in Venezuela, Gianluca Rampolla, che ha smentito categoricamente le voci su presunte barriere all'ingresso degli aiuti internazionali. &quot;Non c'&amp;egrave; limite di accesso&quot;, ha dichiarato Rampolla, spiegando che l'ONU opera in piena articolazione con le autorit&amp;agrave; venezuelane e che tutti gli equipaggi arrivati sono entrati senza alcuna restrizione. Il rappresentante dell'ONU ha anche chiarito che la magnitudo del disastro ha superato le risorse immediatamente disponibili, considerato che si parla di oltre diecimila edifici danneggiati solo nello stato La Guaira, ma che il lavoro di coordinamento e soccorso &amp;egrave; in pieno svolgimento.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???? ONU desmiente trabas hacia ayuda internacional en Venezuela&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;???? El coordinador de la ONU, Gianluca Rampolla, confirm&amp;oacute; el trabajo conjunto con el Estado venezolano y desminti&amp;oacute; noticias sobre trabas para el ingreso de ayuda y equipos internacionales: &quot;no hay absolutamente&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/g5buiKskV4&quot;&gt;pic.twitter.com/g5buiKskV4&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; teleSUR TV (@teleSURtv) &lt;a href=&quot;https://x.com/teleSURtv/status/2072857148367794234?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 3, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
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&lt;p&gt;Il governo ha attivato anche un sistema di registrazione per la popolazione colpita attraverso il &lt;a href=&quot;https://ultimasnoticias.com.ve/mas-vida/sistema-patria-habilita-registro-especial-de-afectados-por-sismos/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Sistema Patria&lt;/a&gt;, un questionario che permette di valutare le condizioni delle famiglie e le necessit&amp;agrave; specifiche, dalla sicurezza personale ai danni alle abitazioni. Contestualmente, sono stati distribuiti bonus di contingenza per aiutare le famiglie a far fronte alle spese immediate di mobilit&amp;agrave; e alimentazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ricostruzione &amp;egrave; gi&amp;agrave; al centro dell'attenzione. Ottocentocinquantacinque edifici sono stati danneggiati, di cui centottantanove completamente crollati. Trentotto ospedali hanno subito danni, il porto di La Guaira &amp;egrave; stato chiuso e l'aeroporto internazionale Sim&amp;oacute;n Bol&amp;iacute;var (Maiquetia) &amp;egrave; stato sottoposto a valutazioni strutturali per acclarare gli ingenti danni subiti. Il governo ha stanziato un fondo iniziale di duecento milioni di dollari per la ricostruzione delle infrastrutture critiche e delle abitazioni, attingendo a risorse recuperate dal Fondo Monetario Internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo primario, come ha ribadito pi&amp;ugrave; volte Rodr&amp;iacute;guez, resta il salvataggio delle vite umane. &quot;Non abbiamo chiuso la fase di ricerca e soccorso, continuiamo in questo processo&quot;, ha dichiarato la presidente incaricata, ricordando che dietro ogni maceria c'&amp;egrave; una madre che piange, un padre, un fratello, un nonno. E lo Stato non si fermer&amp;agrave; finch&amp;eacute; ci sar&amp;agrave; speranza di trovare qualcuno in vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un paese che subisce da anni il peso delle sanzioni internazionali, che hanno limitato la disponibilit&amp;agrave; di risorse e materiali, la risposta del Venezuela a questa catastrofe naturale &amp;egrave; stata tempestiva, organizzata e umanamente straordinaria. Le fake news che circolano, alimentate da chi ha interesse a delegittimare il governo bolivariano, non possono cancellare la realt&amp;agrave; di un popolo che si &amp;egrave; stretto attorno ai propri cari e di uno Stato che, nonostante tutto, c'&amp;egrave;, ed &amp;egrave; in prima linea.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title> Mondiale della Vergogna: la polizia di Dallas aggredisce lo staff della nazionale egiziana (VIDEO)</title>
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                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:31:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; modo di girarci intorno. Il video diventato virale in queste ore non &amp;egrave; solo l'ennesimo episodio di forte tensione, ma la fotografia crudele di un mondiale che sta scivolando verso il baratro. Il mondiale della vergogna. Le immagini arrivano dall'aeroporto di Dallas, dove la delegazione egiziana, a poche ore dal proprio impegno in campo, &amp;egrave; stata vittima di un'aggressione verbale da parte della polizia di Dallas. Un agente, in particolare, si &amp;egrave; reso protagonista di un'aggressione nei confronti di un membro dello staff della nazionale africana, un gesto che appare talmente sproporzionato da lasciare senza parole chiunque lo guardi. Secondo diverse fonti, un dirigente della nazionale egiziana si &amp;egrave; risentito dopo che la polizia ha impedito a un bambino di scattare una foto con i giocatori. La sua rabbia ha innescato la reazione dei poliziotti statunitensi. Come si vede nei filmati, alcuni agenti di polizia spingono i membri dello staff egiziano.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;fr&quot;&gt;En pleine s&amp;eacute;ance photo avec un jeune supporter, le staff &amp;eacute;gyptien est violemment agress&amp;eacute; par la police am&amp;eacute;ricaine &amp;agrave; Dallas. ???? &lt;a href=&quot;https://t.co/WAc2f9oaRJ&quot;&gt;pic.twitter.com/WAc2f9oaRJ&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Onze Masr ???????? (@onzemasr) &lt;a href=&quot;https://x.com/onzemasr/status/2072812165606613243?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 2, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
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&lt;p&gt;Purtroppo, chi ha seguito da vicino questo torneo a partire dalle prime giornate sa bene che quanto accaduto a Dallas non rappresenta un caso isolato. Gi&amp;agrave; nei giorni precedenti, diverse squadre avevano sollevato polemiche accese riguardo alla logistica disumana imposta dalla organizzazione, con trasferimenti estenuanti che costringevano atleti e tecnici a viaggi interminabili poche ore prima delle partite, campi di allenamento in condizioni pietose che rendevano difficile persino un riscaldamento dignitoso e una gestione delle tempistiche che sembrava volutamente punitiva. Il divieto assurod di utilizzare la lingua spagnola in conferenza stampa. I controlli umilianti subiti da alcune nazionali. Ma forse la vicenda pi&amp;ugrave; vergognosa riguarda la nazionale iraniana, costretta a vivere un vero e proprio incubo burocratico: a causa delle tensioni politiche, la squadra ha dovuto stabilire il proprio campo base a Tijuana, in Messico, affrontando un viaggio di cinque ore tra andata e ritorno per ogni partita, con l'obbligo di lasciare il territorio statunitense poche ore dopo il fischio finale, dopo essersi vista negata il visto ad alcuni menbri dello staff dirigenziale. Un trattamento che ha dell'assurdo, che ha rubato energie e concentrazione a un gruppo di atleti gi&amp;agrave; sotto pressione, e che nessuno ha avuto il coraggio di fermare. A tutto questo si era aggiunto un approccio delle forze dell'ordine che molti dirigenti avevano definito sproporzionato, quasi come se gli atleti e i membri delle delegazioni fossero visti non come ospiti d'onore, ma come potenziali minacce da tenere sotto stretto controllo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se poi allarghiamo lo sguardo oltre i confini delle squadre partecipanti, il quadro diventa ancora pi&amp;ugrave; desolante. I tifosi arrivati da ogni angolo del pianeta stanno raccontando un'esperienza ben lontana da quella festa del calcio che tutti auspicavano. Code interminabili davanti agli stadi, problemi con i biglietti, un clima di sorveglianza cos&amp;igrave; oppressivo da trasformare l'entusiasmo in ansia e una crescente sensazione che l'intero impianto organizzativo sia stato costruito pi&amp;ugrave; per contenere le persone che per accoglierle. Le storie che emergono da chat e gruppi di viaggiatori descrivono un torneo che sta diventando un incubo logistico per migliaia di persone che avevano sognato per mesi questo appuntamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora, di fronte a questo nuovo episodio, viene spontaneo chiedersi cosa rester&amp;agrave; di questo mondiale del 2026. Perch&amp;eacute; se le immagini che gireranno per anni saranno queste, se il ricordo pi&amp;ugrave; vivido non sar&amp;agrave; un gol spettacolare o una parata miracolosa ma un poliziotto che aggredisce un membro di una delegazione sportiva, questa sar&amp;agrave; la fotografia pi&amp;ugrave; fedele dei tracotanti Stati Uniti d'America.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Patrushev: la Marina russa deve poter infliggere danni critici a qualsiasi avversario</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-patrushev_la_marina_russa_deve_poter_infliggere_danni_critici_a_qualsiasi_avversario/82_67862/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:52:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Secondo quanto &lt;a href=&quot;https://ria.ru/20260703/patrushev-2102561403.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riportato&lt;/a&gt; da Ria Novosti, Nikolai Patrushev, consigliere presidenziale russo e capo del Collegio Nazionale Marittimo, ha dichiarato che la Marina russa deve essere in grado di infliggere danni critici a qualsiasi potenziale avversario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante una riunione del Consiglio per lo Sviluppo Strategico Navale del Collegio Marittimo, Patrushev ha affermato che tra gli obiettivi prioritari della Russia figurano: consolidare il proprio status di grande potenza navale, rafforzare la flotta come strumento chiave della politica estera e mantenere la stabilit&amp;agrave; strategica e regionale negli oceani del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Il raggiungimento di questi obiettivi avverr&amp;agrave; attraverso uno sviluppo equilibrato della Marina, fino a un livello che garantisca la protezione degli interessi nazionali russi in tutte le aree degli oceani del mondo e la capacit&amp;agrave; di infliggere danni critici a qualsiasi potenziale avversario&quot;, ha indicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Patrushev ha aggiunto che, a tal fine, Mosca intende modernizzare e potenziare le proprie forze navali strategiche, sia nucleari che non nucleari, nonch&amp;eacute; le proprie forze navali multiruolo, e sviluppare sistemi senza pilota.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Strage al mercato di Tokmak: drone ucraino uccide 5 civili e ne ferisce 18</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-strage_al_mercato_di_tokmak_drone_ucraino_uccide_5_civili_e_ne_ferisce_18/82_67860/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:06:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Continua la strategia di attacchi contro la popolazione civile del regime di Kiev: un drone ucraino ha colpito un mercato nella citt&amp;agrave; russa di Tokmak, nella regione di Zaporizhzhia, uccidendo almeno cinque civili e ferendone 18, secondo quanto riportato dal governatore locale, Yevgeny Balitskyi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I feriti presentano lesioni di varia gravit&amp;agrave; e continuano ad arrivare all'ospedale centrale, dove sono state allestite sale operatorie aggiuntive ed &amp;egrave; stata formata un'&amp;eacute;quipe operativa per fornire assistenza medica e psicologica alle persone colpite. I feriti hanno riportato traumi da esplosione in diverse parti del corpo.&lt;/p&gt;
&lt;script src=&quot;https://telegram.org/js/telegram-widget.js?24&quot; async=&quot;&quot; data-telegram-post=&quot;BalitskyEV/8535&quot; data-width=&quot;100%&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Quattro dei pazienti pi&amp;ugrave; gravi sono gi&amp;agrave; stati trasferiti all'ospedale regionale di Melitopol per cure specialistiche. &amp;Egrave; in corso di erogazione tutta l'assistenza necessaria e, se necessario, verranno mobilitati ulteriori rinforzi dal Centro federale per la medicina d'urgenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Balitskyi ha indicato di aver ordinato ai servizi sociali di iniziare immediatamente a lavorare con le famiglie delle vittime e ha assicurato che tutti i relativi risarcimenti saranno erogati il ??prima possibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Questo &amp;egrave; un attacco contro la vita civile, contro persone che erano uscite per comprare da mangiare. La responsabilit&amp;agrave; di questa tragedia ricade su coloro che prendono di mira deliberatamente i civili&quot;, ha affermato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le autorit&amp;agrave; hanno esortato la popolazione a mantenere la calma, ad affidarsi esclusivamente ai canali di informazione ufficiali e a non diffondere notizie non verificate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Comitato investigativo russo ha aperto un'indagine penale in relazione all'attentato terroristico di Tokmak.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>Teheran prepara il funerale da 20 milioni di persone per Khamenei e giura vendetta contro USA e Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-teheran_prepara_il_funerale_da_20_milioni_di_persone_per_khamenei_e_giura_vendetta_contro_usa_e_israele/45289_67861/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Iran ha dato inizio alla prima fase delle cerimonie funebri per il leader martire della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyed Ali Khamenei, con dignitari stranieri e figure religiose che hanno reso omaggio al Grande Mosala di Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???? Altas autoridades iran&amp;iacute;es rinden homenaje al L&amp;iacute;der m&amp;aacute;rtir de la Revoluci&amp;oacute;n Isl&amp;aacute;mica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;????Los jefes de los tres Poderes y el presidente del Consejo de Discernimiento del Sistema de Ir&amp;aacute;n rinden homenaje al L&amp;iacute;der m&amp;aacute;rtir de la Revoluci&amp;oacute;n Isl&amp;aacute;mica, Seyed Ali Jamenei. &lt;a href=&quot;https://t.co/NghpXprBYI&quot;&gt;pic.twitter.com/NghpXprBYI&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; HispanTV (@Nexo_Latino) &lt;a href=&quot;https://x.com/Nexo_Latino/status/2072990741446471995?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 3, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;La salma del Leader martire, insieme a quella dei membri della sua famiglia, anch'essi martirizzati, &amp;egrave; stata trasferita venerd&amp;igrave; mattina alla Grande Moschea di Teheran e collocata nella sala di preghiera principale in vista di una cerimonia pubblica di commiato della durata di due giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;L'evento, che fa seguito a un rito privato per i familiari e le vittime della recente guerra dei 40 giorni, ha richiamato l'attenzione globale dopo il vile attacco congiunto israelo-americano in cui la Guida Suprema ha perso la vita.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;????????Altos mandos de las Fuerzas Armadas de Ir&amp;aacute;n despiden al L&amp;iacute;der m&amp;aacute;rtir&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;?? Los altos mandos de las Fuerzas Armadas iran&amp;iacute;es acudieron a la Musal&amp;aacute; de Teher&amp;aacute;n para rendir homenaje y despedir al L&amp;iacute;der m&amp;aacute;rtir de la Revoluci&amp;oacute;n Isl&amp;aacute;mica, el ayatol&amp;aacute; Seyed Ali Jamenei. &lt;a href=&quot;https://t.co/fBqqxYoKE3&quot;&gt;pic.twitter.com/fBqqxYoKE3&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; HispanTV (@Nexo_Latino) &lt;a href=&quot;https://x.com/Nexo_Latino/status/2073000347673526410?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 3, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Alti funzionari e delegazioni provenienti da oltre 30 Paesi &amp;ndash; tra cui Russia, Cina, Pakistan, India e Cuba &amp;ndash; sono gi&amp;agrave; giunti nella capitale per esprimere il proprio cordoglio e consolidare i legami diplomatici, mentre le autorit&amp;agrave; locali stimano una partecipazione record che potrebbe raggiungere i 20 milioni di persone in lutto. I riti proseguiranno nei prossimi giorni toccando la citt&amp;agrave; santa di Qom e le localit&amp;agrave; irachene di Najaf e Karbala, fino alla sepoltura definitiva a Mashhad prevista per il 9 luglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte politico, i massimi vertici della Repubblica Islamica hanno espresso una ferma e unanime condanna, promettendo di ritenere Washington e Tel Aviv responsabili di quella che considerano una flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente Masoud Pezeshkian, durante incontri bilaterali con i rappresentanti stranieri, ha ribadito l'intenzione di perseguire i colpevoli e i loro sostenitori attraverso tutti i canali legali e diplomatici disponibili, esortando al contempo i Paesi confinanti a non concedere i propri territori o infrastrutture per future aggressioni anti-iraniane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente, il presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf ha invocato una &quot;sanguinosa vendetta&quot; identificata con la liberazione dei musulmani dall'oppressione americana e israeliana. Ricevendo una delegazione del movimento libanese Amal, Qalibaf ha inoltre evidenziato la centralit&amp;agrave; del Fronte di Resistenza e l'importanza del recente accordo in 14 articoli siglato a met&amp;agrave; giugno con la mediazione del Pakistan, sottolineando come l'attuazione delle clausole relative al Libano sia fondamentale per garantire la stabilit&amp;agrave; dell'intera regione e prevenire ulteriori tensioni interne.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/07570funerlakhamenei404_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Iran e Cina, un asse che si rafforza sullo Stretto di Hormuz</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-iran_e_cina_un_asse_che_si_rafforza_sullo_stretto_di_hormuz/45289_67859/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:40:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'annuncio di un meccanismo congiunto tra Iran e Oman per la gestione del traffico navale nello Stretto di Hormuz non &amp;egrave; solo una mossa logistica: &amp;egrave; un segnale politico preciso, indirizzato a Washington. A renderlo esplicito &amp;egrave; stato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un &lt;a href=&quot;https://t.me/sepahcybery/144712&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;incontro&lt;/a&gt; con il vicepresidente del Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo cinese, He Wei: da notare che la scelta dell'interlocutore non &amp;egrave; affatto casuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intesa, fondata sull'articolo cinque del Memorandum d'Intesa tra Iran e Stati Uniti, entra ora nella fase operativa. Ma il punto politico &amp;egrave; nella dichiarazione che l'ha accompagnata: &quot;La Repubblica Islamica non permetter&amp;agrave; alcuna interferenza statunitense nello Stretto di Hormuz&quot;. Teheran punta a estendere il coordinamento agli altri paesi del Golfo Persico, mentre prepara con Muscat un accordo pi&amp;ugrave; ampio sulla gestione amministrativa e i servizi marittimi dell'area, nel quadro del diritto internazionale e della sovranit&amp;agrave; degli stati costieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; nello stesso incontro che emerge il vero filo conduttore della strategia iraniana: l'appello a Pechino per rafforzare le relazioni strategiche bilaterali. Ghalibaf lo motiva con l'evoluzione della situazione regionale e con il recente conflitto, che a rendono necessario un riavvicinamento pi&amp;ugrave; stretto tra i due paesi. Non &amp;egrave; una novit&amp;agrave;: la Cina &amp;egrave; da anni il principale acquirente del greggio iraniano, aggirando le sanzioni occidentali attraverso reti commerciali parallele, e Hormuz - da cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale - &amp;egrave; lo snodo obbligato di questo flusso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quest'ottica, la rivelazione che l'Iran ha gi&amp;agrave; facilitato il transito delle navi cinesi attraverso lo Stretto assume un peso specifico: non &amp;egrave; solo cooperazione bilaterale, &amp;egrave; una dimostrazione di capacit&amp;agrave;, la prova che Teheran pu&amp;ograve; garantire a Pechino un canale privilegiato in un'area che controlla militarmente. Ghalibaf lo inquadra esplicitamente come argine all'unilateralismo statunitense, presentando l'asse Teheran-Pechino come fattore di stabilit&amp;agrave; per il Golfo Persico e il sud-ovest asiatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa proiezione di sicurezza arriva mentre emergono retroscena inquietanti sul livello dello scontro sotterraneo con Israele e Stati Uniti. Il New York Times ha &lt;a href=&quot;https://english.almayadeen.net/news/politics/iran--oman-finalize-hormuz-navigation-deal--no-role-for-us&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riportato&lt;/a&gt; che funzionari statunitensi e israeliani avrebbero valutato un attentato contro lo stesso Ghalibaf e contro il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, durante i negoziati sul cessate il fuoco della scorsa primavera: al punto che Washington avrebbe chiesto ad alcuni paesi della regione di avvertire Teheran, temendo che l'operazione facesse saltare le trattative. Ad aprile, poi, la sicurezza iraniana avrebbe intercettato due caccia israeliani mentre scortavano il rientro di Ghalibaf da Islamabad, costringendolo a un atterraggio d'emergenza a Mashhad e a otto ore di viaggio via terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono episodi che spiegano perch&amp;eacute; Ghalibaf accusi Israele di voler minare il Memorandum d'Intesa con gli Stati Uniti, pur dicendosi fiducioso nella deterrenza regionale iraniana. Una posizione ben chiara e ribadita anche dal ministro della Difesa ad interim, generale Majid Ebn al-Reza, che ha avvertito contro qualsiasi violazione del cessate il fuoco e contro i tentativi di potenze extraregionali di sfruttare lo Stretto, distinguendo, non a caso, tra alleati di cui l'Iran si fida e nemici di cui non si fida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quadro che emerge &amp;egrave; quello di un Iran che usa Hormuz come leva su due tavoli contemporaneamente: verso gli Stati Uniti, come strumento di pressione diretta; verso la Cina, come merce di scambio per consolidare un'alleanza economico-strategica che Teheran considera essenziale nel momento di massima pressione internazionale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/HMSbcmmXYAAhykY.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Chris Hedges - La truffa del capitalismo spietato: come il neoliberismo ha spianato la strada al nuovo fascismo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-chris_hedges__la_truffa_del_capitalismo_spietato_come_il_neoliberismo_ha_spianato_la_strada_al_nuovo_fascismo/39602_67858/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://chrishedges.substack.com/p/requiem-for-america-on-the-fourth?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F34747e78-7397-48cf-901d-99cd574b299f_3727x3225.jpeg&amp;amp;open=false&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di&lt;/em&gt; Chris Hedges&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il neoliberismo, meglio comprensibile con il suo termine meno edulcorato di capitalismo spietato, &amp;egrave; il veleno che ha distrutto la nostra democrazia. Ha fornito alla classe dei miliardari e alle multinazionali la copertura ideologica per impoverire la classe lavoratrice, imporre un'austerit&amp;agrave; paralizzante, svuotare le istituzioni democratiche, corrompere i due partiti politici al governo e trasformare i nostri tribunali in appendici delle multinazionali e dei ricchi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il neoliberismo ha spinto decine di milioni di persone emarginate e disperate tra le braccia dei fascisti cristiani, che hanno sfruttato la loro disperazione vendendo loro la fantasia di un Ges&amp;ugrave; magico. Le ha spinte tra le braccia di teorici della cospirazione e ciarlatani di destra. Le ha trascinate nei vortici autodistruttivi dell'alcolismo, della tossicodipendenza da oppioidi, del gioco d'azzardo compulsivo, della violenza domestica e sessuale. Queste sono state le inevitabili conseguenze della stagnazione personale, della perdita di potere e di sentimenti di inutilit&amp;agrave;, frustrazione e profonda disperazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il neoliberismo ignora le grida delle sue vittime. Liquida la loro sofferenza e la loro rabbia come irrazionali, frutto di ignoranza e razzismo. Neutralizza le riforme liberali, rendendole superficiali e inutili. Gli apologeti liberali del neoliberismo, ormai disinteressati alla giustizia economica, si rifugiano in un attivismo di nicchia. Ripetono slogan vuoti sulla diversit&amp;agrave; e il politicamente corretto, fingendo che l'implacabile guerra di classe, scatenata a livello globale dagli anni '70, non esista. Le vittime della deindustrializzazione neoliberista, 30 milioni delle quali hanno perso il lavoro negli Stati Uniti a causa di licenziamenti di massa, sanno che la precariet&amp;agrave; della loro esistenza non riguarda i loro padroni neoliberali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Opinionisti e politici di destra come Donald Trump, che lanciano insulti rozzi, volgari e pieni di parolacce contro l'establishment neoliberista tradizionale, vengono celebrati dagli emarginati per aver smascherato la farsa politica. Questi demagoghi promettono un rinnovamento morale ed economico per i traditi, sebbene basato su un pensiero magico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I neoliberisti propinano la loro personale forma di pensiero magico. Il neoliberismo &amp;egrave; assurdo e infantile quanto il &quot;Rapimento&quot; cristiano (Rapture) e il movimento Make America Great Again (MAGA). Trump mente come respira, ma lo facevano anche i presidenti precedenti, tra cui Joe Biden, Barack Obama e Bill Clinton. Trump si abbandona alle fantasie, ma lo facevano anche loro. Trump, come i suoi predecessori democratici, arricchisce s&amp;eacute; stesso e la sua famiglia, sebbene con molta pi&amp;ugrave; ostentazione e avidit&amp;agrave;. Come loro, agevola il saccheggio in corso da parte della classe miliardaria. Trump &amp;egrave; la versione fascista della truffa neoliberista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Concentrare la ricchezza nelle mani di un'&amp;eacute;lite oligarchica globale &amp;ndash; i dodici miliardari pi&amp;ugrave; ricchi possiedono pi&amp;ugrave; ricchezza della met&amp;agrave; pi&amp;ugrave; povera del mondo &amp;ndash; &amp;egrave; concepito per creare un'enorme disuguaglianza di reddito e un potere monopolistico. &amp;Egrave; l'antitesi dell'uguaglianza democratica. &amp;Egrave; concepito per alimentare l'estremismo politico e fomentare divisioni sociali e culturali. &amp;Egrave; concepito per svuotare le istituzioni democratiche. La razionalit&amp;agrave; economica non &amp;egrave; il punto. David Harvey definisce il neoliberismo &amp;laquo;accumulazione per espropriazione&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come ideologia dominante, il neoliberismo &amp;egrave; un successo strepitoso. A partire dagli anni '70, i suoi critici keynesiani pi&amp;ugrave; influenti sono stati emarginati o estromessi dal mondo accademico, dalle istituzioni statali e dalle organizzazioni finanziarie come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale. Lo stesso vale per i media. Cortigiani compiacenti e pseudo-intellettuali come Milton Friedman o il giornalista del New York Times Thomas Friedman hanno ottenuto piattaforme di rilievo e lauti finanziamenti aziendali. Hanno diffuso servilmente il mantra ufficiale di teorie economiche marginali e screditate, rese popolari da Friedrich Hayek e dalla scrittrice di terz'ordine Ayn Rand.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta che il Paese fosse stato costretto a inginocchiarsi di fronte ai dettami del mercato, una volta abolite le normative governative, una volta ridotte le tasse sui ricchi, una volta che fosse stato permesso al denaro di circolare liberamente oltre confine, una volta schiacciati i sindacati e firmati accordi commerciali che delocalizzavano i posti di lavoro in fabbriche sfruttatrici (sweatshops) in Messico e Cina, il mondo, ci assicuravano questi impostori, sarebbe stato pi&amp;ugrave; felice, pi&amp;ugrave; libero e pi&amp;ugrave; ricco. Era una truffa. Ma ha funzionato. E ha alimentato il gioco di inganni rivale dei demagoghi e dei fascisti emersi da questo pantano morale e politico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gran parte della colpa ricade sui media. In nome dell'obiettivit&amp;agrave;, meglio intesa come neutralit&amp;agrave;, si sono astenuti dalla lotta di classe. Non hanno indagato sui crescenti abusi dei ricchi, delle multinazionali o della classe politica corrotta. Non hanno smascherato l'assurdit&amp;agrave; del neoliberismo. Hanno reso invisibili le vittime. Escludendosi dal dibattito, i media, pilastro vitale di qualsiasi democrazia, si sono auto-neutralizzati. Anche loro sono diventati oggetto di disprezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La libert&amp;agrave; individuale, che il neoliberismo considera il bene supremo, e la giustizia sociale non sono compatibili. La giustizia sociale, scrive Harvey in Una breve storia del neoliberismo, richiede solidariet&amp;agrave; sociale e &amp;laquo;la volont&amp;agrave; di sacrificare i bisogni, i desideri e le aspirazioni individuali per una lotta pi&amp;ugrave; generale, ad esempio, per l'uguaglianza sociale e la giustizia ambientale&amp;raquo;. La retorica neoliberista &amp;egrave; in grado di &amp;laquo;separare il libertarismo, le politiche identitarie, il multiculturalismo e, infine, il consumismo narcisistico dalle forze sociali schierate nella ricerca della giustizia sociale attraverso la conquista del potere statale&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il neoliberismo, come scrive Ece Temelkuran in Come perdere un Paese: I 7 passi dalla democrazia al fascismo, esilia la moralit&amp;agrave; dalla vita pubblica. La isola nello spazio privato dell'individuo. La rinchiude nel &amp;laquo;recinto della religione&amp;raquo;, mentre la religione stessa viene &amp;laquo;tagliata e ridotta a 'spiritualit&amp;agrave;' adatte al mercato&amp;raquo;. Giustizia e misericordia non sono pi&amp;ugrave; concetti condivisi. La moralit&amp;agrave; personale e quella pubblica sono separate. Come, si chiede, &amp;laquo;possiamo convincere le persone a non commettere il male in quegli ambiti della vita pubblica da cui le forze dell'ordine sono assenti?&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;laquo;Gli esseri umani&amp;raquo;, scrive, &amp;laquo;sono incapaci di funzionare e di vivere insieme senza una buona storia che li unisca e mantenga intatto un certo insieme di valori. Ecco perch&amp;eacute; la mancanza di una storia nel neoliberismo, la mancanza di significato e di uno scopo, pu&amp;ograve; essere insopportabile per la mente umana. Poich&amp;eacute; gli esseri umani sono costretti a vivere in uno stato di lieve antipatia &amp;ndash; una quantit&amp;agrave; accettabile di antipatia che &amp;egrave; cruciale per il sistema neoliberista &amp;ndash; hanno perennemente bisogno di uno scopo, di un punto di triangolazione centrale che possano usare per orientarsi in relazione a ci&amp;ograve; che &amp;egrave; bene e ci&amp;ograve; che &amp;egrave; male. Il vuoto etico del neoliberismo, il suo rifiuto del fatto che la natura umana ha bisogno di significato e cerca disperatamente ragioni per vivere, crea un terreno fertile per l'invenzione di cause, e talvolta delle pi&amp;ugrave; infondate o superficiali&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Karl Polanyi, ne La grande trasformazione, distingue tra libert&amp;agrave; cattive e libert&amp;agrave; buone. Le libert&amp;agrave; cattive sono sacrosante nel neoliberismo. Permettono ai potenti di sfruttare i lavoratori e l'ambiente fino all'esaurimento o al collasso. Le multinazionali farmaceutiche e sanitarie, ad esempio, mettono a repentaglio la vita di coloro che non possono permettersi i loro prezzi esorbitanti. L'industria dei combustibili fossili ci sta conducendo verso l'estinzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le buone libert&amp;agrave; &amp;ndash; libert&amp;agrave; di coscienza, libert&amp;agrave; di parola, libert&amp;agrave; di riunione, libert&amp;agrave; di associazione, libert&amp;agrave; di scegliere il proprio lavoro &amp;ndash; vengono soffocate dalle cattive libert&amp;agrave;. La libert&amp;agrave; dei molti si trasforma nella libert&amp;agrave; dei pochi. Il risultato &amp;egrave; il fascismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fascismo usa gli strumenti brutali della paura, dell'intimidazione e della violenza per reprimere il crescente malcontento. Divide il paese in fazioni in guerra tra loro: i patrioti contro i nemici dello Stato. Annienta i valori condivisi. Esalta la crudelt&amp;agrave; dell'ipermascolinit&amp;agrave;. Chi dissente viene etichettato come terrorista interno. Le libert&amp;agrave; civili vengono abolite in nome della sicurezza nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le condanne da 30 a 100 anni inflitte a otto manifestanti anti-ICE in Texas, descritti in tribunale come una &quot;cellula terroristica antifascista&quot;, vengono ormai considerate la norma. Un nono imputato, David Rolando Sanchez Estrada, non era presente alla protesta, ma &amp;egrave; stato condannato a 30 anni per occultamento di documenti, avendo spostato una scatola contenente fanzine politiche e altro materiale. Un secondo gruppo di imputati nel pi&amp;ugrave; ampio caso Prairieland &amp;egrave; stato condannato il 1&amp;deg; luglio. Sei di loro, che hanno accettato un patteggiamento, hanno ricevuto pene detentive che vanno da quasi due anni a 15 anni, mentre Ines Soto, che ha rifiutato il patteggiamento ed &amp;egrave; andata a processo, &amp;egrave; stata condannata a 50 anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'equiparazione tra disobbedienza civile e terrorismo &amp;egrave; una pratica consolidata in paesi come Turchia, Russia e India. Si sta affermando anche in Europa. Un giudice britannico, in una sentenza che ricalca quanto accaduto in Texas, ha recentemente condannato quattro membri di Palestine Action come terroristi, infliggendo loro pene detentive da cinque a nove anni, nonostante non fossero stati n&amp;eacute; accusati n&amp;eacute; condannati per reati di terrorismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non importa se Donald Trump, Recep Tayyip Erdo?an, Narendra Modi, Vladimir Putin o Nigel Farage scompaiano. Le decine di milioni di persone &amp;laquo;infiammate dal loro messaggio saranno ancora l&amp;igrave;, e saranno ancora pronte ad agire su ordine di una figura simile&amp;raquo;, scrive Temelkuran. &amp;laquo;E purtroppo, come abbiamo sperimentato in Turchia in modo molto distruttivo, anche se si &amp;egrave; determinati a stare lontani dal mondo della politica, i loro seguaci ti troveranno, persino nel tuo spazio personale, armati del loro sistema di valori e pronti a dare la caccia a chiunque non assomigli a loro&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro Paese, come lo conoscevamo un tempo, non esiste pi&amp;ugrave;. &amp;Egrave; stato sistematicamente distrutto da truffatori neoliberisti. Le istituzioni e le tutele legali che un tempo ci proteggevano dalla tirannia non funzionano pi&amp;ugrave;. Coloro che difendono una societ&amp;agrave; aperta sono orfani, diffamati come traditori, additati come &quot;sinistra radicale&quot;. Piango ci&amp;ograve; che abbiamo perso. Piango ci&amp;ograve; che stiamo per perdere. Questo isolamento sociale diventer&amp;agrave; presto isolamento fisico. Saremo criminalizzati o costretti all'esilio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trump e la sua cricca fascista, incarnata da miliardari come Peter Thiel ed Elon Musk, stanno costruendo uno stato mafioso. Una nazione di gangster e vittime. Una nazione in cui solo loro hanno una libert&amp;agrave; illimitata di saccheggiare e sfruttare. Una nazione in cui il governo &amp;egrave; privatizzato. Una nazione in cui siamo schiavi della tecnologia aziendale. Una nazione in cui non abbiamo posto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo 4 luglio dobbiamo dare un nome ai nostri nemici. Sono i fascisti che hanno preso il potere. E sono coloro che, vendendoci l'inganno del neoliberismo, li hanno portati l&amp;igrave;.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l&amp;rsquo;AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Giornalista vincitore del Premio Pulitzer, &amp;egrave; stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha ricoperto il ruolo di redattore capo per il Medio Oriente e per i Balcani. In precedenza, ha lavorato all'estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. &amp;Egrave; il conduttore dello Show The Chris Hedges Report.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Peter Thiel attacca Papa Leone: agisce come un &quot;agente comunista cinese&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-peter_thiel_attacca_papa_leone_agisce_come_un_agente_comunista_cinese/82_67857/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:04:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'oligarca statunitese della Silicon Valley, Peter Thiel, ha attaccato Papa Leone XIV, affermando che il pontefice sta promuovendo gli interessi cinesi sostenendo una maggiore regolamentazione dell'intelligenza artificiale (IA), come &lt;a href=&quot;https://edition.cnn.com/2026/07/02/us/peter-thiel-aspen-pope-china-ai-cec&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riporta&lt;/a&gt; la CNN.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante l'Aspen Ideas Festival in Colorado, il co-fondatore di PayPal e Palantir ha accusato il pontefice di agire come un &quot;agente comunista cinese&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A maggio, il Papa, nella sua prima enciclica, &quot;Magnifica Humanitas&quot;, si &amp;egrave; espresso a favore di una regolamentazione pi&amp;ugrave; rigorosa dell'IA e di un rallentamento nello sviluppo di questi sistemi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;L'intelligenza artificiale deve essere disarmata, liberata dalle logiche che la trasformano in uno strumento di dominio, esclusione e morte&quot;, sostiene il Pontefice.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>La fabbrica della dissidenza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_fabbrica_della_dissidenza/39602_67856/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:50:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Federica Cresci, Cuba Mamb&amp;iacute; &amp;ndash; Gruppo di Azione Internazionalista&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi giorni una giovane influencer cubana, Anna Bensi, &amp;egrave; finita al centro di una polemica con Gerardo Hern&amp;aacute;ndez, uno dei Cinque Cubani. La ragazza, diventata nota sui social per le sue posizioni anticastriste, &amp;egrave; stata rapidamente rilanciata dai principali media dell'esilio cubano a Miami e sostenuta dagli ambienti politici che da anni promuovono l'opposizione al governo dell'Avana. Lo scontro &amp;egrave; nato da accuse rivolte a Gerardo Hern&amp;aacute;ndez e si &amp;egrave; rapidamente trasformato in un caso mediatico. Al di l&amp;agrave; della polemica in s&amp;eacute;, la vicenda offre per&amp;ograve; l'occasione per riflettere su un fenomeno molto pi&amp;ugrave; ampio: il ruolo svolto da media, organizzazioni e programmi finanziati dagli Stati Uniti nella costruzione dell'opposizione cubana degli ultimi decenni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti questa ultima polemica tra Anna Bensi e Gerardo Hern&amp;aacute;ndez riguarda un meccanismo politico che opera da oltre sessant'anni contro la Rivoluzione cubana e che continua a riprodursi con volti, strumenti e linguaggi diversi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Influencer in questione viene presentata come una voce spontanea dell'opposizione cubana. Ognuno &amp;egrave; libero di crederlo. Quello che non &amp;egrave; possibile ignorare &amp;egrave; il contesto nel quale la sua immagine viene costruita, promossa e amplificata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da decenni il governo degli Stati Uniti finanzia programmi destinati a influenzare la vita politica cubana. Non si tratta di accuse o di teorie. Si tratta di documenti ufficiali. Attraverso USAID, NED, Dipartimento di Stato e altre strutture federali, Washington ha destinato centinaia di milioni di dollari a progetti finalizzati al cosiddetto &quot;cambiamento democratico&quot; di Cuba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel solo 2024 USAID ha destinato 2,3 milioni di dollari a programmi mediatici rivolti a Cuba. Reuters ha documentato che CubaNet, una delle principali piattaforme che promuovono contenuti dell'opposizione cubana, ha ricevuto 500.000 dollari per raggiungere giovani cubani sull'isola attraverso contenuti multimediali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La National Endowment for Democracy continua a finanziare programmi destinati a media, attivisti e organizzazioni che operano contro il sistema politico cubano. Radio Mart&amp;iacute; e TV Mart&amp;iacute;, presentate per anni come strumenti di informazione indipendente, sono in realt&amp;agrave; strutture finanziate direttamente dal governo degli Stati Uniti e hanno continuato a ricevere decine di milioni di dollari di fondi pubblici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa strategia non appartiene al passato. Mentre media e influencer dell'opposizione vengono promossi come voci spontanee della societ&amp;agrave; cubana, Washington continua a utilizzare apertamente la propria forza diplomatica contro l'isola. Proprio in questi giorni un cablogramma del Dipartimento di Stato, rivelato da The Nation e attribuito a direttive del Segretario di Stato Marco Rubio, mostra il tentativo degli Stati Uniti di fare pressione sui governi di tutto il mondo affinch&amp;eacute; ostacolino il dibattito richiesto da Cuba all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul tema del blocco economico. Secondo il documento, le ambasciate statunitensi sono state incaricate di spingere i Paesi alleati a non attribuire la crisi cubana alle sanzioni e al bloqueo e a contrastare le posizioni favorevoli all'isola. Ai governi che tradizionalmente sostengono Cuba alle Nazioni Unite viene inoltre rivolto un chiaro avvertimento diplomatico: evitare dichiarazioni che possano creare attriti con Washington. Non siamo di fronte a una semplice controversia diplomatica. Siamo di fronte alla conferma che la pressione contro Cuba si esercita contemporaneamente sul terreno economico, mediatico, politico e internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La storia &amp;egrave; lunga. C'&amp;egrave; stata Radio Mart&amp;iacute;. C'&amp;egrave; stata TV Mart&amp;iacute;. Ci sono stati i programmi di finanziamento ai gruppi di opposizione. C'&amp;egrave; stato ZunZuneo, il social network creato segretamente da USAID per influenzare la societ&amp;agrave; cubana. Ci sono stati i programmi di infiltrazione nella scena culturale e musicale dell'isola. Ci sono state operazioni, finanziamenti, campagne mediatiche e pressioni diplomatiche che si sono susseguite sotto amministrazioni repubblicane e democratiche senza alcuna differenza sostanziale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cambiano i presidenti. Non cambia la politica verso Cuba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo quadro Anna Bensi non rappresenta una novit&amp;agrave;. Rappresenta una continuit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima di lei la stessa operazione &amp;egrave; stata realizzata con altri volti dell'opposizione cubana. Negli anni i media occidentali e le organizzazioni sostenute dagli Stati Uniti hanno promosso figure come Oswaldo Pay&amp;aacute;, Yoani S&amp;aacute;nchez, Guillermo Fari&amp;ntilde;as, Berta Soler e le Damas de Blanco, Jos&amp;eacute; Daniel Ferrer, Luis Manuel Otero Alc&amp;aacute;ntara e altri ancora. Ogni volta si &amp;egrave; parlato del nuovo volto della libert&amp;agrave; cubana, del nuovo leader destinato a guidare il cambiamento politico nell'isola, del simbolo capace di rappresentare il popolo cubano contro la Rivoluzione. Cambiano i nomi, ma il meccanismo rimane identico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche in Italia questa operazione di legittimazione politica ha trovato sponde istituzionali precise. Nel 2009 Pietro Marcenaro, esponente del Partito Democratico e presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, indicava Raul Rivero, Oscar Espinosa Chepe, Vladimiro Roca, Elizardo S&amp;aacute;nchez, Oswaldo Pay&amp;aacute; e Manuel Cuesta Mor&amp;uacute;a come protagonisti della battaglia democratica contro Cuba. Negli anni successivi, sotto la presidenza di Luigi Manconi alla stessa Commissione, figure dell'opposizione cubana hanno continuato a trovare spazio e visibilit&amp;agrave; nelle istituzioni italiane. Mentre Washington finanziava programmi di cambiamento di regime attraverso USAID, NED, Radio Mart&amp;iacute; e altre strutture dedicate alla destabilizzazione di Cuba, una parte della politica italiana offriva riconoscimento e legittimazione ai protagonisti di quella stessa strategia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi &amp;egrave; il tempo degli influencer.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I social network hanno preso il posto dei vecchi strumenti propagandistici, ma la logica resta identica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; in questo contesto che assume un significato particolare l'attacco contro Gerardo Hern&amp;aacute;ndez.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gerardo Hern&amp;aacute;ndez non ha costruito la propria autorevolezza attraverso TikTok, Facebook o campagne mediatiche. L'ha costruita attraversando le carceri statunitensi e pagando personalmente il prezzo delle proprie convinzioni politiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per oltre sedici anni &amp;egrave; stato detenuto negli Stati Uniti come parte della vicenda dei Cinque Cubani. Mentre Washington finanziava programmi, media e organizzazioni dedicate al cambiamento del sistema politico cubano, Gerardo pagava con la propria libert&amp;agrave; una storia che milioni di cubani considerano parte della difesa della loro sovranit&amp;agrave; nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni diventano famosi perch&amp;eacute; vengono promossi. Altri diventano autorevoli perch&amp;eacute; sono disposti a pagare di persona il prezzo delle proprie idee.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La differenza tra notoriet&amp;agrave; costruita a pagamento ed autorevolezza e dignit&amp;agrave; &amp;egrave; tutta qui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo il caso Anna Bensi non racconta soltanto la storia di una giovane influencer. Racconta la storia di una macchina politica che da oltre sessant'anni investe denaro, strutture, media e risorse per costruire un'opposizione funzionale agli interessi degli Stati Uniti a Cuba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I nomi cambiano. La strategia resta la stessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(Articolo pubblicato sul blog di Cuba Mambi &lt;a href=&quot;http://www.sbloqueando.blogspot.it&quot;&gt;www.sbloqueando.blogspot.it&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>La fine del Patto di Varsavia e il pericolo di guerra in Europa</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_fine_del_patto_di_varsavia_e_il_pericolo_di_guerra_in_europa/45289_67855/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:17:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;3 luglio. Due giorni fa si &amp;egrave; ricordato l'ennesimo funereo anniversario sulla scia dei passi che hanno condotto alla situazione attuale di un duo UE-NATO che si sta preparando alla guerra aperta contro la Russia: il 1 luglio di trentacinque anni fa veniva ufficialmente decretata la fine del Patto di Varsavia, un complesso che all'occorrenza, come afferma l'esperto militare Viktor Baranov su Komsomol'skaja Pravda, avrebbe potuto liquidare la NATO in pochi giorni, penetrando in tutta l'Europa come un coltello nel burro e respingendo le truppe dell'Alleanza atlantica fino all'oceano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concisamente: nell'aprile del 1949 era stata creata la NATO, composta da 10 paesi europei, oltre a USA e Canada, con l'obiettivo di &amp;laquo;proteggere i paesi della democrazia europea da una possibile espansione dell'URSS verso ovest&amp;raquo;. L'Unione Sovietica percep&amp;igrave; la mossa come una minaccia alla propria sicurezza e rispose in maniera &quot;singolare&quot;: il 31 marzo 1954 propose a Washington di valutare la partecipazione dell'URSS alla NATO, ma la richiesta fu respinta, come sarebbe nuovamente avvenuto con l'analoga richiesta russa negli anni 2000. Fu allora che, allo scopo di mantenere la parit&amp;agrave; militare, l'Unione Sovietica avvi&amp;ograve; la creazione del Patto di Varsavia, il cui atto fondativo venne sottoscritto nel maggio 1955, per una durata di 30 anni, dai rappresentanti di Bulgaria, Ungheria, DDR, Polonia, Romania, Cecoslovacchia, URSS e Albania. Dopo che nel 1968 l'Albania ritir&amp;ograve; l'adesione, in seguito alle note accuse formulate da Enver Hoxha all'indirizzo dei revisionisti khrushcheviani, nell'aprile del 1985 il Patto fu prorogato per altri 20 anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Al loro apice, le forze del Patto di Varsavia contavano quasi 7 milioni di uomini, la cui punta di diamante era costituita da quattro gruppi di truppe sovietiche stanziate in DDR, Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia. Il solo Gruppo di forze sovietiche in DDR contava circa un milione mezzo di uomini, 22 armate miste e corazzate, aviazione, forze speciali e unit&amp;agrave; logistiche. In totale, le forze corazzate del Patto di Varsavia contavano circa 60.000 veicoli blindati: dieci volte pi&amp;ugrave; dei blindati NATO in Europa. Sul mare, la NATO superava il Patto di Varsavia per navi di superficie, aerei d'attacco tattici, elicotteri d'attacco e sistemi missilistici anticarro, mentre il Patto era in vantaggio per sommergibili missilistici.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le esercitazioni &amp;ldquo;Scudo-82&amp;rdquo;, con oltre un milione di uomini e 120.000 mezzi militari, ebbero una tale risonanza da suscitare serio allarme negli ambienti NATO, dove non si escludeva una rapida sconfitta in caso di scontro. A dir poco curioso, alla luce della situazione attuale, che quelle esercitazioni supponessero uno scenario secondo cui le continue provocazioni USA avrebbero portato a un deterioramento delle relazioni con i paesi del Patto di Varsavia, mentre fallivano i tentativi di normalizzare la situazione per via diplomatica e il risultato era lo scontro tra i due blocchi nell'Europa centrale. Significativo che a &amp;ldquo;Scudo-82&amp;rdquo; prendessero parte tutte le componenti della triade nucleare sovietica, con un supposto attacco nucleare su USA e paesi NATO. Le manovre ebbero un tale effetto sull'Alleanza atlantica, che l'allora presidente Ronald Reagan, sotto pressione dei militari, lanci&amp;ograve; l'Iniziativa di Difesa Strategica: le cosiddette &amp;ldquo;guerre stellari&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Poi venne Gorbaciov: il suo benestare alla riunificazione tedesca e la decisione di ritirare le truppe sovietiche da DDR, Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria assestarono i colpi pi&amp;ugrave; duri all'unit&amp;agrave; del Patto di Varsavia. Le truppe sovietiche iniziarono a ritirarsi da 777 campi militari costruiti a spese dell'URSS, che passarono alla Germania &amp;laquo;al prezzo di un panino&amp;raquo;, come disse l'allora cancelliere tedesco Helmut Kohl. Il 1&amp;deg; luglio 1991, ricorda Baranets, si tenne a Praga il &amp;ldquo;funerale del cadavere&quot;, con la firma del Protocollo sulla cessazione completa del Patto di Varsavia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto &amp;egrave; cronaca: la famigerata promessa fatta a Gorbaciov dal Segretario di Stato James Baker, secondo cui la NATO non si sarebbe spinta di un solo pollice verso est; Boris Eltsin che, ubriaco, dirigeva un'orchestra tedesca per salutare il congedo delle truppe sovietiche dalla Germania; gli ex alleati del Patto di Varsavia che si avviavano a entrare nella NATO; fino al piano per convertire le ex repubbliche sovietiche Georgia, Moldavia, Armenia, Ucraina alla fede anti-russa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Fu a questo punto che la pazienza strategica di Mosca si esaur&amp;igrave;: l'Ucraina si stava trasformando in una piazzaforte militare &quot;sotto il balcone della Russia&quot;. Si arriva cos&amp;igrave; al 2022 e al'Operazione militare speciale, coi &amp;ldquo;nuovi&amp;rdquo; membri della NATO che mettono in comune le proprie risorse per armare l'Ucraina con armi di epoca sovietica ereditate dal Patto di Varsavia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quell'Europa che per lungo tempo si era comportata con deferenza sotto la sorveglianza del Patto di Varsavia, per poi tradirlo, dice Baranets, &amp;egrave; diventata il nemico pi&amp;ugrave; acerrimo della Russia e si prepara alla guerra contro di essa. I media russi un tempo affermavano che &amp;laquo;&amp;Egrave; stato il Patto di Varsavia a operare da garante della pace in Europa, perseguendo una politica di contenimento dell'espansione della NATO verso est&amp;raquo;. Oggi, l'Europa sta diventando &quot;garante di guerra&quot;, tanto da non avere remore addirittura a indicare la data del conflitto, ovviamente predicando che sar&amp;agrave; la Russia ad &amp;laquo;attaccare un paese europeo, o forse pi&amp;ugrave; di uno&amp;raquo;, secondo l'oracolo di Merlino-Kubilius. Quindi, considerata l'attuale inferiorit&amp;agrave; NATO in termini tecnici, produttivi, carenza di materiale bellico e scarso coordinamento tra i vari eserciti dei paesi UE, ecco che si pronostica il raggiungimento di una certa parit&amp;agrave; strategica intorno al 2030 e i relativi piani militari vengono dunque messi a punto in base a quelle scadenze. Nel frattempo, come ha detto a suo tempo l'ex-generale canadese Jay Janzen, nella veste di Direttore della Comunicazione Strategica (J10) presso il Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) della NATO, l'Alleanza dovrebbe aiutare le &amp;ldquo;forze sane&amp;rdquo; della Russia nella &amp;laquo;lotta per il potere al Cremlino, poich&amp;eacute; l'unica alternativa... sarebbe un confronto diretto immediato con le forze NATO&amp;raquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, osserva Vladimir Pavlenko sull'Agenzia REX, quando l'ex generale parla di una Russia che tenta di &amp;ldquo;riunire tutti i russi&amp;rdquo; e che, secondo l'espressione di Condolezza Rice, intende &amp;ldquo;restaurare l'impero russo&amp;rdquo;, ammette indirettamente che una guerra civile fosse in corso in quella parte dell'&amp;rdquo;Impero&amp;rdquo; chiamata &quot;Ucraina&quot; e che non sarebbe mai scoppiata se non fosse stata accompagnata da un intervento militare della NATO. Oltretutto, dice Pavlenko, non &amp;egrave; chiaro perch&amp;eacute; si debba concludere che se il potere in Russia non cambia, ci sar&amp;agrave; uno scontro diretto con la NATO. Nei fatti: la spesa militare europea lo scorso anno &amp;egrave; stata di 559 miliardi di dollari, contro i 167 miliardi della Russia; a ci&amp;ograve; si aggiungono i nuovi programmi di riarmo (ReArm, SAFE), per un totale di altri 950 miliardi di euro. Se si aggiungono le dinamiche demografiche alla differenza di bilancio militare, con 450 milioni di persone contro 145 milioni di russi, il quadro &amp;egrave; abbastanza chiaro e resta solo, come si diceva, da interrogarsi sui tempi della &amp;ldquo;operazione&quot;: il 2030, &amp;laquo;o forse anche prima&amp;raquo;, predice il solito oracolo.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vari scenari potrebbero delinearsi; ma, afferma Pavlenko, l'unico piano realistico per contrastare l'aggressione europea &amp;egrave; lanciare un &amp;laquo;attacco nucleare contro tutte le principali capitali e i centri militari-industriali in risposta al loro attacco. Data la loro concentrazione, non ci vorrebbe molto; persino in una contrapposizione nucleare con gli Stati Uniti, come insegna l'economia militare, questi avrebbero bisogno di un numero di attacchi da tre a cinque volte superiore per infliggerci danni paragonabili. Dobbiamo puntare alla distruzione, non all'usura&amp;raquo;. Come aveva detto Vladimir Putin, se l&amp;rsquo;Europa &amp;laquo;vuole combattere con noi e inizia, siamo pronti anche subito... Questa non &amp;egrave; l'Ucraina. Con l'Ucraina agiamo in modo chirurgico, con accuratezza... non &amp;egrave; una guerra nel senso letterale e moderno del termine. Se l&amp;rsquo;Europa volesse improvvisamente iniziare una guerra con noi e la iniziasse, allora potrebbe verificarsi molto rapidamente una situazione in cui non avremo nessuno con cui accordarci&amp;raquo;. Tuttavia, conclude Pavlenko, come insegnava Sun Tzu, la vittoria pi&amp;ugrave; grande si ottiene senza guerra: se la &quot;guerra d'inverno&amp;rdquo; tra URSS e Finlandia si fosse conclusa a Helsinki con la resa incondizionata, allora probabilmente non ci sarebbe stato il 22 giugno 1941.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In maniera anoca pi&amp;ugrave; diretta, il politologo Sergej Karaganov, considerato vicino al Cremlino, afferma che Mosca dovrebbe dichiarare in modo aperto &amp;laquo;i luoghi in cui si concentrano le &amp;eacute;lite occidentali&amp;raquo; come potenziali obiettivi. Ci si pu&amp;ograve; solo chiedere quanto tali avvertimenti possano fermare gli europei, visto che al quinto anno dell'Operazione speciale non &amp;egrave; stato finora denazificato alcun elemento dirigente del regime banderista, mentre a Kiev continuano regolarmente i viaggi di esponenti NATO che riforniscono di armi le forze armate ucraine, dice Karaganov. Gli stati &amp;ldquo;profondi&amp;rdquo; hanno permesso a &amp;laquo;persone incompetenti e irresponsabili di arrivare al potere. Pertanto, i primi obiettivi di un contrattacco dovrebbero essere le aree in cui si concentrano le &amp;eacute;lite. Cos&amp;igrave; che sappiano di non poter sfuggire alla distruzione e alla rappresaglia immediate&amp;raquo;.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, per&amp;ograve;, il farabutto segretario NATO Mark Rutte proclama che il sostegno all'Ucraina nazigolpista sar&amp;agrave; a lungo termine, con la Germania che assume il ruolo di principale sponsor del regime di Kiev, perch&amp;eacute;, dice, la Russia rimarr&amp;agrave; una minaccia anche dopo la conclusione dell'Operazione speciale. Al vertice NATO della prossima settimana, dice Rutte, gli alleati si impegneranno a fornire all'Ucraina un'assistenza in materia di sicurezza a lunga scadenza. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; che proclamano la loro &amp;ldquo;pace&amp;rdquo;: nazisti a Kiev, militarizzazione della societ&amp;agrave; europea, razzie ai bisogni sociali sulla pelle di lavoratori, anziani, pensionati, spinte materiali e psicologiche alla guerra.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per quanto lo scontro diretto guerreggiato, a parere del blogger Aleksej Zivov, questo potrebbe iniziare anche prima del 2030, forse nella primavera del 2029: enormi somme di denaro sono state investite nel complesso militare-industriale europeo ed &amp;egrave; in corso un intenso lavoro di preparazione psicologica degli europei alla guerra. Da tempo, si stanno sviluppando le infrastrutture militari si realizzano ponti di collegamento, ferrovie, aeroporti e i posti di comando militari vengono spostati pi&amp;ugrave; vicino alla Russia. Fattore pi&amp;ugrave; importante, afferma Zivov le elezioni &amp;laquo;presidenziali americane si terranno nell'inverno del 2028, e probabilmente vincer&amp;agrave; un falco del Partito Democratico; il periodo che va dall'insediamento del presidente americano, a fine febbraio 2029, fino alla fine di aprile, &amp;egrave; il periodo pi&amp;ugrave; pericoloso in termini di scoppio di un'azione militare contro la Russia&amp;raquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la guerra la vogliono davvero e lo proclamano senza ritegno.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/https___engelsbergideas.com_wp-content_uploads_2024_05_Warsaw-Pact.webp/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Candace Owens: &quot;L'intera storia di Israele è una storia di attacchi sotto falsa bandiera&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-candace_owens_lintera_storia_di_israele__una_storia_di_attacchi_sotto_falsa_bandiera/82_67854/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:49:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La commentatrice politica statunitense Candace Owens ha accusato il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu di aver deliberatamente permesso gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 per giustificare la successiva offensiva nella Striscia di Gaza, che ha causato la morte di decine di migliaia di civili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Questo &amp;egrave; ci&amp;ograve; che ha dimostrato il 7 ottobre. Ora hanno il diritto di commettere un genocidio, anche se lo hanno pianificato, e 'Bibi' Netanyahu lo ha permesso, e tutte le prove lo dimostrano&quot;, ha affermato in un'intervista al programma di Shawn Ryan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/3p_hlY6Ewfo?si=mPIUZEeBwGDB0IV4&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Owens afferma che Israele ha storicamente fatto ricorso a &quot;operazioni sotto falsa bandiera&quot; per legittimare l'uso estremo della forza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Lo fanno da sempre, questi attacchi sotto falsa bandiera. Tutta la storia di Israele &amp;egrave; fatta di attacchi sotto falsa bandiera&quot;, ha aggiunto, accusando le autorit&amp;agrave; israeliane di negarlo &quot;nonostante le prove schiaccianti&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allo stesso tempo, ha dichiarato che la leadership israeliana agisce come se avesse un &quot;diritto intrinseco&quot; a &quot;commettere omicidi di massa, rubare, uccidere e stuprare, depredare le persone, distruggere il patrimonio&quot;, per poi presentarsi in altre societ&amp;agrave; come beneficiaria di una prosperit&amp;agrave; attribuita ai propri sforzi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>&quot;Non c'è posto per l'UNRWA nella nuova Gaza&quot;: lo scontro totale tra il Board di Trump e l'ONU</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-non_c_posto_per_lunrwa_nella_nuova_gaza_lo_scontro_totale_tra_il_board_di_trump_e_lonu/45289_67851/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Board of Peace del presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) &quot;non ha posto nella nuova Gaza&quot;. In un &lt;a href=&quot;https://x.com/BoardOfPeace/status/2072219124265050606?s=20&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;post su X&lt;/a&gt;, il Consiglio ha dichiarato: &quot;Stiamo voltando pagina rispetto al complesso sistema di dipendenza dagli aiuti e di conflitto perenne. Il popolo di Gaza merita di meglio&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il consiglio ha ritwittato un discorso dell'ambasciatore statunitense Jeff Bartos tenuto marted&amp;igrave; alla conferenza annuale delle Nazioni Unite sui finanziamenti, in cui si invitavano le nazioni a interrompere i finanziamenti all'UNRWA e a indirizzare invece il loro sostegno finanziario all'organismo guidato dagli Stati Uniti. &quot;Potete scegliere di finanziare l'incitamento all'odio, il terrorismo e la stagnazione, oppure potete scegliere di finanziare il Consiglio per la Pace, offrendo agli abitanti di Gaza un percorso verso la pace, la prosperit&amp;agrave; e un cambiamento reale e duraturo&quot;, ha affermato Bartos. L'UNRWA assiste circa 5,9 milioni di rifugiati palestinesi a Gaza, in Cisgiordania, Giordania, Siria e Libano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; la principale agenzia delle Nazioni Unite che opera nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza occupate, e sovrintende alla maggior parte della distribuzione degli aiuti nell'enclave. A Gaza, gran parte dei 2,2 milioni di abitanti della Striscia dipende dall'UNRWA for cibo, alloggio, assistenza sanitaria e istruzione. Le organizzazioni umanitarie pi&amp;ugrave; piccole si affidano alle sue reti di distribuzione per poter operare. Tuttavia, a partire dal marzo 2025, il divieto israeliano imposto all'agenzia di operare in Israele e nei territori palestinesi occupati ha di fatto impedito all'organizzazione di far entrare direttamente personale e aiuti a Gaza, limitandone drasticamente le attivit&amp;agrave; nell'enclave assediata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'UNRWA ha dichiarato che, di conseguenza, non &amp;egrave; stata in grado di distribuire i magazzini pieni di aiuti umanitari in attesa fuori Gaza, tra cui &quot;sufficienti pacchi alimentari, farina e materiali per l'edilizia abitativa per centinaia di migliaia di persone&quot;. L'Autorit&amp;agrave; Palestinese ha respinto le osservazioni del consiglio, affermando che l'agenzia rimane &quot;un'ancora di salvezza indispensabile&quot; per i palestinesi e svolge un &quot;ruolo essenziale&quot; nella fornitura di istruzione, assistenza sanitaria e aiuti di emergenza in tutti i territori palestinesi occupati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A febbraio, un'Alta Corte israeliana ha temporaneamente sospeso il divieto imposto a 37 organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam, Save the Children, ActionAid e il Consiglio norvegese per i rifugiati. Le organizzazioni erano state informate a dicembre che, per poter continuare a operare a Gaza, avrebbero dovuto conformarsi a nuove e rigorose normative, tra cui la divulgazione dei dati del proprio personale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un rapporto dell'Ufficio umanitario delle Nazioni Unite, OCHA, pubblicato a giugno, descriveva la situazione a Gaza come &quot;instabile e insicura&quot;, con la maggior parte della popolazione confinata in &quot;spazi sempre pi&amp;ugrave; ristretti e sovrallimentati, dove i servizi essenziali sono al limite&quot;, con accesso limitato all'acqua potabile e &quot;accumulo di rifiuti solidi nelle aree residenziali&quot;. Il rapporto aggiunge che la situazione &amp;egrave; ulteriormente aggravata dalle restrizioni israeliane pi&amp;ugrave; severe sul passaggio degli aiuti nella Striscia, con il valico di Kerem Shalom che rimane l'unico punto di ingresso per i carichi autorizzati a raggiungere l'enclave. &amp;Egrave; stato rilevato che il 1&amp;deg; giugno le forze israeliane hanno iniziato a deviare i convogli umanitari attraverso un nuovo checkpoint, dove si sono verificati ritardi, ingorghi, malfunzionamenti e controlli lenti. Campi di concentramento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Marted&amp;igrave;, i media israeliani hanno rivelato che il Board of Peace si appresta a istituire &quot;zone umanitarie libere da Hamas&quot; a Gaza, dove i palestinesi saranno radunati mentre l'esercito israeliano estender&amp;agrave; il suo controllo sul resto del territorio. Il quotidiano israeliano Israel Hayom ha riferito che il primo sito aprir&amp;agrave; a Tel Sultan, vicino a Rafah, &quot;entro poche settimane&quot;, e ospiter&amp;agrave; civili &quot;senza armi n&amp;eacute; legami con Hamas&quot;. Ha aggiunto che la zona sar&amp;agrave; presidiata da una &quot;forza multinazionale&quot;, nota come Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF), che sar&amp;agrave; equipaggiata con &quot;armi non letali&quot; e operer&amp;agrave; dal campo israeliano Amitai vicino a Gaza sotto il comando del consiglio. Secondo il rapporto, gli aiuti saranno forniti alle zone colpite, ma non sono stati forniti dettagli su come saranno distribuiti e da chi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Rapporto ONU sui bambini a Gaza: le prove che smentiscono le accuse di &quot;frode&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-rapporto_onu_sui_bambini_a_gaza_le_prove_che_smentiscono_le_accuse_di_frode/45289_67852/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un articolo per Middle East Eye, Peter Oborne e Irfan Chowdhury &lt;a href=&quot;https://www.middleeasteye.net/opinion/read-it-yourself-un-report-israel-targeting-palestinian-children-stands-scrutiny&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;analizzano&lt;/a&gt; il recente rapporto di una commissione delle Nazioni Unite in cui si afferma che Israele ha preso di mira deliberatamente i bambini palestinesi dal 7 ottobre 2023, commettendo genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanit&amp;agrave;. Da allora, le Nazioni Unite sono state oggetto di attacchi feroci, come le accuse dei giornalisti Jake Wallis Simons e Stephen Pollard contro Alex Crawford di Sky News per aver diffuso il rapporto, o la reazione del ministero degli Esteri israeliano che lo ha definito una &quot;farsa calunniosa&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Critiche pi&amp;ugrave; dettagliate sono giunte nello Spectator da Jonathan Sacerdoti, secondo cui il rapporto &amp;egrave; una frode poich&amp;eacute; &quot;le prove semplicemente non ci sono.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, esaminando le contestazioni di Sacerdoti, emergono forti incongruenze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Egli afferma che il testo &quot;suggerisce crimini di guerra&quot;, ma il rapporto &amp;egrave; esplicito: &quot;Sulla base delle prove esaminate, e in linea con i suoi precedenti rapporti, la Commissione ritiene, sulla base di motivi ragionevoli, che le autorit&amp;agrave; israeliane e le forze di sicurezza israeliane abbiano continuato a commettere il crimine di genocidio, crimini contro l'umanit&amp;agrave; e crimini di guerra nella Striscia di Gaza e crimini di guerra in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riguardo al caso del neonato di 10 giorni colpito alla testa da un drone in una tenda a Nuseirat, Sacerdoti sostiene che il velivolo avrebbe dovuto vedere attraverso la tela dall'esterno e che la Commissione si sia basata solo su &quot;una foto di un proiettile&quot; senza testimoni. In realt&amp;agrave;, il rapporto specifica che &quot;un singolo proiettile sparato dal drone lo ha colpito alla testa, uscendo dalla parte posteriore del cranio e colpendo il cuscino dietro di lei&quot;, il che non esclude che il drone sia entrato nella tenda; inoltre, la commissione &quot;ha visionato e analizzato le immagini del proiettile che ha colpito il bambino&quot; (dunque pi&amp;ugrave; immagini) e ha condotto &quot;interviste a distanza e di persona, nonch&amp;eacute; discussioni di gruppo con vittime e testimoni&quot;, consultando anche due medici legali indipendenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sacerdoti contesta poi l'uccisione di un sedicenne che aveva varcato una linea proibita a Gaza, ma omette i dettagli di un'inchiesta di Haaretz in cui i soldati ammettono che si trattava di &quot;confini invisibili&quot; e che la loro unit&amp;agrave; ha aperto il fuoco con gioia: &quot;Abbiamo reagito come se si trattasse di un grande raid terroristico. Abbiamo preso posizione e abbiamo aperto il fuoco. Parlo di decine di proiettili, forse di pi&amp;ugrave;. Per circa un minuto o due, abbiamo continuato a sparare sul corpo. Le persone intorno a me sparavano e ridevano&quot;. Il giornalista dello Spectator occulta anche il fatto che, dopo aver scoperto che si trattava di un civile, il comandante si sia congratulato dicendo: &quot;Chiunque oltrepassi la linea &amp;egrave; un terrorista, senza eccezioni, nemmeno i civili. Sono tutti terroristi&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, Sacerdoti liquida come congettura la tesi di un medico secondo cui i bambini venivano usati come &quot;bersagli per esercitazioni&quot;, ma la conclusione si basa su &quot;uno schema molto chiaro&quot; legato alla concentrazione delle ferite in giorni specifici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A conferma di ci&amp;ograve;, il chirurgo Nick Maynard ha dichiarato a Channel 4 News: &quot;Un giorno arrivano con ferite da arma da fuoco all'addome. Un altro giorno arrivano con ferite alla testa o al collo. Sabato scorso, abbiamo avuto quattro giovani maschi adolescenti, tutti arrivati ??contemporaneamente, con ferite da arma da fuoco ai testicoli&quot;. Peter Oborne e Irfan Chowdhury concludono che, sebbene ogni sostenitore di Israele abbia il diritto di replicare, le prove contrarie rimangono schiaccianti, invitando i lettori a studiare autonomamente il testo dell'ONU.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Israele, raffinerie di Haifa: censura militare per nascondere i danni dei raid iraniani</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-israele_raffinerie_di_haifa_censura_militare_per_nascondere_i_danni_dei_raid_iraniani/82_67853/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo quanto riportato dai media israeliani, le pi&amp;ugrave; grandi raffinerie petrolifere del Paese hanno subito danni ben pi&amp;ugrave; ingenti, a causa degli attacchi missilistici iraniani durante il conflitto, di quanto le autorit&amp;agrave; avessero precedentemente ammesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si prevede che i complessi lavori di ricostruzione degli impianti nella baia di Haifa, nel nord di Israele, saranno completati solo nel 2028. Di recente, il canale televisivo israeliano Channel 12 News &lt;a href=&quot;https://www.mako.co.il/news-money/2026_q2/Article-021e25801631f91026.htm&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha rivelato&lt;/a&gt; che il sito ha riportato gravi criticit&amp;agrave; a seguito di due distinti attacchi iraniani avvenuti all'inizio di quest'anno, nonostante il ministro dell'Energia Eli Cohen e Bazan, la societ&amp;agrave; che gestisce l'infrastruttura, avessero inizialmente rassicurato l'opinione pubblica sull'assenza di danni materiali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;A marzo, infatti, Bazan aveva&lt;a href=&quot;https://www.kan.org.il/content/kan-news/defense/1021048/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; comunicato&lt;/a&gt; alla Borsa di Tel Aviv che il tetto di un serbatoio di distillati aveva subito soltanto &quot;danni localizzati&quot; e che tutti gli impianti di produzione restavano pienamente operativi, stimando l'impatto come non significativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, secondo Yeshiva World, che cita un &lt;a href=&quot;https://www.kan.org.il/content/kan-news/defense/1021048/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rapporto ufficiale del ministero dell'Interno&lt;/a&gt;, sono stati riscontrati pesanti danni a turbine a gas, caldaie a vapore, sale elettriche e altri sistemi ausiliari mai resi pubblici prima d'ora. Lo stesso canale Channel 12 News ha confermato che il Ministero dell'Interno ha gi&amp;agrave; approvato interventi di ricostruzione su larga scala, anche perch&amp;eacute; un serbatoio di stoccaggio di derivati del petrolio, colpito a marzo, &amp;egrave; ormai irreparabile. L'emittente ha inoltre riferito che le raffinerie avevano subito danni gi&amp;agrave; l'anno scorso, durante la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran, e che tre dipendenti di Bazan sono rimasti uccisi nel giugno 2025, dopo che i missili iraniani hanno perforato il sistema di difesa aerea mobile Iron Dome.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'epoca, Bazan stim&amp;ograve; le perdite tra i 150 e i 200 milioni di dollari, mentre i funzionari governativi continuavano a sostenere che le forniture nazionali di carburante non avrebbero subito contraccolpi. Le raffinerie di Bazan rappresentano uno dei nodi industriali pi&amp;ugrave; strategici per Israele, poich&amp;eacute; riforniscono l'industria, l'agricoltura, le infrastrutture e il consumo interno, con una capacit&amp;agrave; produttiva di circa 26.000 tonnellate di petrolio al giorno e la lavorazione di circa 9,8 milioni di tonnellate di greggio all'anno. Storicamente, gli impianti nella baia di Haifa furono costruiti durante il Mandato britannico sulla Palestina per trasportare il petrolio greggio dall'Iraq attraverso l'oleodotto Kirkuk-Haifa; dopo l'occupazione della citt&amp;agrave; e la nascita dello Stato di Israele nel 1948, il governo ne assunse il controllo e le torri di raffreddamento divennero un simbolo iconico del panorama urbano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni, Israele ha mantenuto il massimo riserbo sull'entit&amp;agrave; dei danni provocati dai raid iraniani applicando una rigida censura militare. Secondo la rivista +972, la censura ha raggiunto il suo picco storico nel 2024 con circa 8.000 articoli vietati o parzialmente modificati e, sebbene il dato sia leggermente calato l'anno scorso attestandosi a circa 5.000 interventi, rappresenta comunque il secondo totale annuo pi&amp;ugrave; alto dal 2011. Nel corso del conflitto, l'Iran avrebbe preso di mira diversi obiettivi strategici israeliani, tra cui la Kirya a Tel Aviv, l'Istituto Weizmann, la base aerea di Nevatim e l'area portuale di Haifa; proprio all'inizio di questo mese, il Times of Israel ha confermato, tramite immagini satellitari, il danneggiamento di un hangar presso la base aerea di Ramat David.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/israel-haifa-attempt-put-out-refinery-fire-30-mar-2026-afp.jpg.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Cassa integrazione per il caldo, c'è la beffa: perché il nuovo Decreto aiuta le imprese e punisce i dipendenti</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cassa_integrazione_per_il_caldo_c_la_beffa_perch_il_nuovo_decreto_aiuta_le_imprese_e_punisce_i_dipendenti/42819_67843/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;F. Giusti, E. Gentili &amp;ndash; Centro studi politico-sindacale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Il Decreto Legge n. 107/2026, approvato dal Governo il 22 giugno, non lascia ai lavoratori e alle lavoratrici solo l&amp;rsquo;amaro in bocca: ci sentiamo letteralmente derisi, con la nostra stessa dignit&amp;agrave; calpestata.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;&amp;Egrave; ormai evidente come il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza venga praticato scaricandone i costi prevalentemente sulla forza lavoro. Un esempio calzante &amp;egrave; la norma sui riposi compensativi per le prestazioni domenicali nel pubblico impiego: questa impone uno stacco di almeno 24 ore consecutive ma stabilisce che, in caso di ore mancanti, il dipendente debba compensarle ricorrendo alle proprie eccedenze orarie. In sintesi: se di domenica lavori per 4 ore, devi aggiungerne 2 delle tue per raggiungere le 6 necessarie a far scattare il diritto al riposo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Questo meccanismo fotografa perfettamente il modo in cui il Governo sta affrontando l'emergenza caldo: un fenomeno ampiamente previsto da settimane, di fronte al quale l&amp;rsquo;Esecutivo si &amp;egrave; fatto trovare del tutto impreparato, nonostante le imprese siano tenute a monitorare i bollettini del Ministero della Salute e le ordinanze locali.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;I. I punti critici del Decreto&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Di fatto, il Decreto non introduce una nuova reale disciplina rispetto alle norme dell'estate precedente. Con la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) per meteo avverso, i datori di lavoro potranno scaricare ancora una volta sullo Stato i propri ritardi e inadempienze, beneficiando degli ammortizzatori sociali. I lavoratori, di contro, pagheranno il prezzo delle alte temperature non solo rischiano la salute e la sicurezza, ma anche subendo buste paga pi&amp;ugrave; leggere, dato che il Governo non ha stanziato risorse sufficienti per coprire la Cassa al 100%.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Inoltre, mancano all&amp;rsquo;appello innumerevoli categorie che, pur operando in condizioni di oggettivo rischio, sono state totalmente escluse dal provvedimento: &lt;strong data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;155&quot;&gt;riders, operatori culturali e sociali&lt;/strong&gt;, e tutti coloro che lavorano in spazi chiusi privi di condizionamento con temperature superiori ai 35&amp;deg;C. Non c'&amp;egrave; nulla di oggettivo in queste scelte; &amp;egrave; evidente la sola volont&amp;agrave; politica di tagliare la spesa pubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Per quanto riguarda gli aspetti prescrittivi, si nota un aumento della burocrazia in caso di ondate di calore. Le imprese edili, ad esempio, dovranno valutare non solo il dato meteo, ma l&amp;rsquo;intero contesto del cantiere: tipo di lavorazione, orari, esposizione al sole, efficacia dei dispositivi indossati dagli operai e assetto organizzativo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Tuttavia, l&amp;rsquo;esperienza delle Ordinanze regionali degli ultimi anni avrebbe dovuto spingere il Governo a finanziare in modo pi&amp;ugrave; robusto questi ammortizzatori. Spesso la parte datoriale applica la norma nell'immediato ma, una volta esauriti i fondi, esige il recupero delle ore o procede al taglio automatico dei salari. La nozione di &quot;pubblica autorit&amp;agrave;&quot; &amp;ndash; che legittima la richiesta di integrazione salariale &amp;ndash; dovrebbe quindi essere estesa. Parallelamente, di fronte a questi eventi climatici estremi, sarebbe urgente una revisione generalizzata dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR).&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;II. Conclusioni&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Siamo davanti a dinamiche drammaticamente note, che si ripetono da anni peggiorando costantemente: le ondate di calore arrivano prima e durano pi&amp;ugrave; a lungo. Chi nega o sottovaluta il cambiamento climatico farebbe bene a guardare con meno superficialit&amp;agrave; a quanto il clima incida sui processi produttivi, complice anche l'inadeguatezza dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), che spesso aumentano il carico termico sui corpi dei lavoratori.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;In conclusione, appare evidente che i provvedimenti adottati a livello nazionale e locale siano sbilanciati a favore della sola tutela degli interessi d&amp;rsquo;impresa. Lo dimostrano le troppe categorie escluse e una realt&amp;agrave; in cui malattie professionali, infortuni e morti sul lavoro continuano a far registrare statistiche allarmanti, senza contare l'enorme e drammatico sommerso.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/decreto-caldo-lombardia-2026.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>&quot;Guerra fallita con l'Iran&quot;: così l'Arabia Saudita ha voltato le spalle a Donald Trump</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-guerra_fallita_con_liran_cos_larabia_saudita_ha_voltato_le_spalle_a_donald_trump/45289_67844/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;L'asse tra Stati Uniti e Arabia Saudita vacilla pericolosamente. Secondo un'esclusiva del &lt;em data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;90&quot;&gt;New York Times&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/07/01/us/politics/trump-saudi-crown-prince-iran.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; pubblicata&lt;/a&gt; il 1&amp;deg; luglio, il regno saudita avrebbe &quot;perso fiducia&quot; nel presidente statunitense Donald Trump in seguito al fallimento della sua strategia militare contro l'Iran, innescando una durissima crisi diplomatica tra le due capitali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;La frattura &amp;egrave; consumata nei cieli del Medio Oriente. Riad ha infatti negato a Washington l'uso del proprio spazio aereo durante il lancio del &quot;Progetto Libert&amp;agrave;&quot; (Project Freedom), un'operazione d'emergenza orchestrata dagli Stati Uniti per soccorrere alcune imbarcazioni in difficolt&amp;agrave; nello Stretto di Hormuz. L'iniziativa americana &amp;egrave; arrivata a poche settimane dalla proclamazione di un fragile &quot;cessate il fuoco&quot; tra Washington e Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Il retroscena: telefonate tese e il rifiuto di MbS&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Fonti qualificate hanno rivelato al quotidiano newyorkese che Trump si trovava &quot;in una situazione estremamente complessa&quot; dopo un mese di conflitto aperto contro la Repubblica Islamica. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) stava pianificando raid aerei e navali su larga scala per &quot;respingere&quot; qualsiasi resistenza iraniana durante il Progetto Libert&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;I vertici militari americani sono rimasti per&amp;ograve; &quot;colti di sorpresa&quot; dal fermo divieto opposto dai funzionari sauditi. Il no di Riad ha innescato una sequenza di telefonate &quot;urgenti e tese&quot; direttamente tra Donald Trump e il principe ereditario Mohammed bin Salman (MbS). Nonostante un Trump &quot;indignato&quot;, MbS &amp;egrave; rimasto irremovibile, mosso dal timore che il piano d'azione statunitense potesse riaccendere una guerra totale nella regione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Si tratta di un netto cambio di rotta: se in passato il principe ereditario aveva esortato la Casa Bianca a indebolire Teheran, il consolidamento del potere geopolitico dell'Iran ha spinto MbS a chiedere il cessate il fuoco e a ricalibrare le priorit&amp;agrave; di sicurezza nazionale del regno.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Una nuova architettura di sicurezza in Medio Oriente&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;L'analisi del &lt;em data-path-to-node=&quot;15&quot; data-index-in-node=&quot;14&quot;&gt;New York Times&lt;/em&gt; evidenzia come i funzionari statunitensi e sauditi si trovino oggi in profondo disaccordo sulla gestione della sicurezza regionale, in particolare per quanto riguarda i dossier relativi a Israele e all'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Mentre Washington spinge per il pugno di ferro, Riad tesse una tela diplomatica alternativa. Verso la fine dello scorso mese, diverse fonti hanno confermato che l'Arabia Saudita si prepara a ospitare un vertice di riconciliazione per ripristinare i legami diplomatici tra l'Iran e le monarchie del Golfo. Gi&amp;agrave; a maggio, i media occidentali avevano svelato una proposta saudita per un &quot;patto di non aggressione&quot; sul modello degli storici Accordi di Helsinki del 1975, mirato ad allentare le tensioni ricalcando le strategie della Guerra Fredda.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Il nodo dei risarcimenti e il ruolo degli Stati del Golfo&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Il quadro &amp;egrave; ulteriormente complicato dalle recenti indiscrezioni della stampa iraniana. Gli Stati del Golfo avrebbero smentito qualsiasi piano di investimento in Iran, nonostante una clausola specifica del memorandum d'intesa israelo-americano preveda la nascita di un fondo regionale per risarcire i danni di guerra sofferti da Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Durante le fasi pi&amp;ugrave; acute del conflitto, diverse fonti indicano che gli attacchi contro la Repubblica Islamica sono stati agevolati da alcuni Stati arabi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti e la stessa Arabia Saudita, che hanno condotto anche offensive dirette. Di conseguenza, Teheran ha formalmente richiesto un risarcimento finanziario ai paesi del Golfo e alla Giordania per aver offerto supporto logistico ai raid israelo-americani.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Il fronte comune del Golfo si incrina&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Il report del &lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;14&quot;&gt;New York Times&lt;/em&gt; conferma una resistenza araba ai piani americani che era gi&amp;agrave; emersa nei mesi scorsi. A inizio maggio, la &lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;134&quot;&gt;NBC News&lt;/em&gt; aveva rivelato che sia l'Arabia Saudita sia il Kuwait avevano temporaneamente sospeso l'accesso degli Stati Uniti alle proprie basi militari in segno di dissenso.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;Sebbene il &lt;em data-path-to-node=&quot;22&quot; data-index-in-node=&quot;11&quot;&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt; avesse successivamente documentato un parziale passo indietro di Riad e Kuwait City &amp;ndash; con la revoca delle restrizioni e il ripristino degli accessi alle basi &amp;ndash; l'opposizione al &quot;Progetto Libert&amp;agrave;&quot; dimostra come il controllo di Washington sugli alleati storici del Golfo non sia pi&amp;ugrave; scontato.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/acdea224-7626-11f1-ac34-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>British Museum: pressioni filo-israeliane dietro la rimozione della parola &quot;Palestina&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-british_museum_pressioni_filoisraeliane_dietro_la_rimozione_della_parola_palestina/82_67845/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Il British Museum &amp;egrave; al centro di una dura bufera mediatica e diplomatica. Un'inchiesta esclusiva &lt;a href=&quot;https://www.middleeasteye.net/big-story/exclusive-how-british-museum-made-false-claims-about-its-removal-palestine-displays&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;pubblicata il 1&amp;deg; luglio da &lt;em data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;124&quot;&gt;Middle East Eye&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;(MEE) ha rivelato che la prestigiosa istituzione londinese avrebbe mentito, sostenendo falsamente che la rimozione dei termini &quot;Palestina&quot;, &quot;palestinese&quot; e &quot;occupazione israeliana&quot; dalle sue gallerie fosse il frutto dei feedback dei visitatori. I documenti interni dimostrano il contrario: la decisione &amp;egrave; stata dettata da intense e coordinate pressioni da parte di gruppi di lobby filo-israeliani.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;I documenti ufficiali, ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti (FOIA), confermano che nessun &quot;test sul pubblico&quot; &amp;ndash; la procedura formale con cui il museo raccoglie e analizza i dati sull'interazione dei visitatori con le mostre &amp;ndash; &amp;egrave; mai stato eseguito in relazione all'uso del termine &quot;Palestina&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Il caso UKLFI e le smentite del direttore&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;La controversia &amp;egrave; esplosa pubblicamente nel febbraio 2026, dopo che l'organizzazione di pressione filo-israeliana &lt;em data-path-to-node=&quot;11&quot; data-index-in-node=&quot;114&quot;&gt;UK Lawyers for Israel&lt;/em&gt; (UKLFI) ha rivendicato apertamente il successo della propria attivit&amp;agrave; di lobbying nella cancellazione di quei riferimenti storici. All'epoca, il museo si era difeso dichiarando che &amp;laquo;i test sul pubblico hanno dimostrato che l'uso storico del termine Palestina... in alcune circostanze non ha pi&amp;ugrave; significato&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;L'indagine di MEE smentisce per&amp;ograve; i vertici dell'istituzione. Il direttore del British Museum, Nick Cullinan, ha inizialmente dichiarato di non sapere &amp;laquo;nulla&amp;raquo; della lettera inviata da UKLFI, nonostante la missiva fosse giunta direttamente sulla sua email aziendale e fosse stata prontamente segnalata dal personale. Inoltre, sebbene la direzione avesse assicurato che i curatori avevano &amp;laquo;riflettuto a lungo e attentamente&amp;raquo; sulle modifiche durante un &amp;laquo;regolare aggiornamento delle gallerie&amp;raquo;, le carte dimostrano che i cambiamenti testuali venivano implementati d'urgenza, spesso entro poche ore dal ricevimento delle lamentele.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;La campagna di lobbying e le modifiche ai testi storici&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Le modifiche, definitive gi&amp;agrave; nel gennaio 2025, sono state l'effetto di un'azione di lobbying serrata tra ottobre e dicembre 2024. Tra i firmatari dei reclami figurano personalit&amp;agrave; di spicco e storici sostenitori di Israele, come il &lt;em data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;231&quot;&gt;Board of Deputies of British Jews&lt;/em&gt;, lo storico Simon Sebag Montefiore e l'ex direttrice del &lt;em data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;322&quot;&gt;Daily Mail&lt;/em&gt; Nicole Lampert. Quest'ultima aveva definito la frase &quot;Gli israeliti hanno occupato la maggior parte della Palestina&quot; come &amp;laquo;fattualmente ed ereticamente errata&amp;raquo;, mentre altri critici avevano sollevato il timore che l'espressione &quot;occupazione israelita&quot; potesse essere strumentalizzata per &amp;laquo;giustificare attacchi contro gli ebrei&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;L'intervento del museo non si &amp;egrave; limitato ai pannelli esplicativi, ma ha toccato la geografia stessa delle mostre. All'ingresso della galleria dedicata al Levante Antico, la dicitura &quot;Palestina moderna&quot; &amp;egrave; stata rimossa da un elenco di territori e sostituita con &quot;Gaza e la Cisgiordania occupata&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Il caso era nato nell'ottobre del 2024, quando un visitatore aveva contestato la descrizione degli antichi sovrani Hyksos, indicati nel testo del museo come di &amp;laquo;discendenza palestinese&amp;raquo;. Sebbene i curatori avessero inizialmente proposto di liquidare l'obiezione con una risposta standard, i funzionari di grado superiore hanno scavalcato il personale scientifico, imponendo la modifica della didascalia in &amp;laquo;origine cananea&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Le reazioni diplomatiche: &quot;Uso politico del museo&quot;&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;La vicenda ha assunto contorni politici internazionali. Husam Zumlot, ambasciatore palestinese nel Regno Unito, ha commentato duramente la cancellazione dei termini storici, definendola una minaccia &amp;laquo;assolutamente esistenziale&amp;raquo; e accusando il British Museum di &amp;laquo;essersi lasciato usare per scopi politici&amp;raquo;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/noimg.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>La Russia porta la guerra nelle retrovie strategiche dell'Ucraina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_russia_porta_la_guerra_nelle_retrovie_strategiche_dellucraina/45289_67847/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La Russia ha rivendicato un massiccio attacco notturno contro infrastrutture militari, energetiche e logistiche ucraine, presentandolo come una risposta diretta agli attacchi che, come evidenzia Mosca, le forze del regime di Kiev continuano a condurre contro la popolazione civile russa. Il Ministero della Difesa ha dichiarato che l'operazione ha colpito imprese del complesso militare-industriale, depositi di carburante, infrastrutture aeroportuali e nodi logistici in diverse regioni dell'Ucraina, con particolare intensit&amp;agrave; nell'area di Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo il Cremlino, i bombardamenti hanno interessato esclusivamente obiettivi legati allo sforzo bellico ucraino, tra cui stabilimenti per la produzione di droni e sistemi missilistici come il Flamingo, impianti energetici a supporto dell'industria della difesa e infrastrutture ferroviarie e logistiche utilizzate per i rifornimenti delle forze armate del regime di Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha respinto le accuse di aver colpito la capitale ucraina indiscriminatamente, evidenziando che i bersagli fossero installazioni militari impiegate &quot;per uccidere civili&quot;. Ha inoltre richiamato le dichiarazioni del sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, che ha definito quello appena subito &quot;il pi&amp;ugrave; grande attacco della storia&quot; della citt&amp;agrave;. Mosca ribadisce che l'offensiva rappresenta una risposta a una serie di recenti attacchi dell'Ucraina contro obiettivi civili in territorio russo e nelle regioni sotto controllo russo. Tra gli episodi citati figurano il bombardamento di un collegio studentesco a Starobelsk, l'attacco con droni contro un autobus civile a Enakievo, il raid su un treno passeggeri Mosca-Simferopol, l'attacco a un autobus che trasportava una squadra giovanile di calcio proveniente dalla Bielorussia e la morte di un neonato di sei mesi nella regione di Mosca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo gli esperti militari russi, l'operazione rappresenta una fase di intensificazione della campagna contro le capacit&amp;agrave; logistiche e industriali ucraine, con l'obiettivo di compromettere il rifornimento del fronte e mettere sotto pressione la difesa aerea di Kiev attraverso l'impiego combinato di droni, missili da crociera, missili balistici e sistemi ipersonici. In ultima analisi, questi attacchi pi&amp;ugrave; potenti servono anche come &amp;lsquo;incentivo&amp;rsquo; al regime di Kiev affinch&amp;eacute; la smetta di combattere su istigazione occidentale e decida di sedersi al tavolo dei negoziati con la Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>PIX e sovranità finanziaria: il Brasile resiste alle pressioni USA</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pix_e_sovranit_finanziaria_il_brasile_resiste_alle_pressioni_usa/45289_67848/</link>
                    <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il governo brasiliano ha respinto le accuse contenute nel rapporto dell'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), che accusa Brasilia di adottare pratiche commerciali sleali e minaccia l'introduzione di dazi aggiuntivi del 25% sui prodotti brasiliani. Al centro della disputa vi &amp;egrave; PIX, il sistema di pagamenti istantanei sviluppato dalla Banca Centrale del Brasile, che Washington sostiene favorisca le aziende nazionali a discapito di quelle statunitensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In una lettera firmata dal ministro degli Esteri Mauro Vieira, il governo di Luiz In&amp;aacute;cio Lula da Silva respinge le accuse, sostenendo che gli Stati Uniti non abbiano dimostrato alcun nesso tra le politiche brasiliane e un reale danno al commercio USA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Brasilia, le contestazioni riguardano in realt&amp;agrave; scelte sovrane di politica interna, comprese le decisioni della Corte Suprema brasiliana, pi&amp;ugrave; che questioni commerciali. L'esecutivo sottolinea inoltre che PIX &amp;egrave; un'infrastruttura pubblica aperta a qualsiasi operatore che rispetti i requisiti previsti, indipendentemente dall'origine del capitale. Colossi statunitensi come Google Pay Brasil e Visa operano gi&amp;agrave; regolarmente all'interno del sistema. Vieira richiama inoltre l'esempio di FedNow, la piattaforma di pagamenti istantanei gestita dalla Federal Reserve, per dimostrare che un sistema pubblico di questo tipo non costituisce una pratica commerciale sleale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vicenda riflette le crescenti tensioni tra Washington e Brasilia sul terreno della sovranit&amp;agrave; economica e della regolazione digitale. Divenuto il principale mezzo di pagamento del Paese con oltre 170 milioni di utenti, PIX rappresenta per il governo Lula uno strumento strategico di inclusione finanziaria e autonomia tecnologica, destinato a diventare uno dei simboli del confronto tra modelli economici nazionali e pressioni commerciali statunitensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Sabotaggio Nord Stream: la magistratura in Germania accusa ora le autorità ucraine</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sabotaggio_nord_stream_la_magistratura_in_germania_accusa_ora_le_autorit_ucraine/45289_67842/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 18:55:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Francesco Fustaneo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla Germania trapelano sempre pi&amp;ugrave; indiscrezioni sull&amp;rsquo;atto di accusa in relazione al sabotaggio del Nord Stream. La procura federale tedesca ha presentato un formale atto d'accusa dinanzi alla Corte d'appello anseatica di Amburgo contro il cittadino ucraino Serhii K., arrestato in Italia nell'agosto 2025 su mandato di arresto europeo ed estradato in Germania nel novembre dello stesso anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo quanto si legge nella &lt;a href=&quot;https://www.generalbundesanwalt.de/SharedDocs/Pressemitteilungen/DE/2026/Pressemitteilung-vom-02-07-2026.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;nota stampa&lt;/a&gt; del 02-07-2026 diffusa dalla procura federale tedesca Serhii K. nel 2022 era un ufficiale dell'esercito ucraino. Dopo l'inizio dell'operazione militare speciale russa in Ucraina alla fine di febbraio 2022, lui e altri militari, agendo per conto delle autorit&amp;agrave; del regime di Kiev, elaborarono un piano per distruggere i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, che collegano la Russia al terminale di Lubmin, in Germania, attraverso il Mar Baltico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo dell'operazione era interrompere definitivamente le forniture di gas attraverso i gasdotti e impedire alla Russia di utilizzare i proventi della vendita di gas naturale per finanziare il proprio sforzo bellico contro l'Ucraina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'accusa contesta a Serhii K. reati di estrema gravit&amp;agrave;, tra cui la complicit&amp;agrave; in un crimine di guerra per attacco contro obiettivi civili, la provocazione di un'esplosione, la distruzione di infrastrutture essenziali e l'interruzione di servizi pubblici. La procura sostiene che il sabotaggio delle condotte sottomarine costituisca una violazione del diritto internazionale umanitario.La ricostruzione delle indagini indica che il 4settembre 2022 Serhii K. sarebbe entrato in Germania con un passaporto ucraino falso, per poi imbarcarsi con il suo gruppo su uno yacht a vela noleggiato a Rostock, utilizzando documenti contraffatti. A bordo trasportavano ingenti quantit&amp;agrave; di esplosivo militare ad alta potenza. Il commando, composto da sommozzatori professionisti, uno skipper e un esperto di esplosivi, avrebbe posizionato le cariche sui gasdotti nei pressi dell'isola danese di Bornholm fino al 22 settembre 2022, con le detonazioni che il 26 settembre provocarono danni gravissimi a tre dei quattro tubi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Bloomberg: UE non ha volontà politica di normalizzare le relazioni commerciali con la Cina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-bloomberg_ue_non_ha_volont_politica_di_normalizzare_le_relazioni_commerciali_con_la_cina/82_67841/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:37:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'ultimo tentativo dell'Unione Europea (UE) di ridefinire i suoi legami commerciali ed economici con la Cina si &amp;egrave; arenato a causa della mancanza di consenso interno e dello scetticismo di diversi Stati membri sulla capacit&amp;agrave; del blocco di reagire in caso di fallimento della diplomazia, secondo quanto &lt;a href=&quot;https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-07-02/eu-flinches-in-china-trade-reset-fearing-painful-retaliation&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riportato&lt;/a&gt; da Bloomberg, che cita fonti a conoscenza della situazione che hanno parlato a condizione di anonimato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sebbene l'UE mantenga una posizione ferma e intransigente nei confronti di Pechino, diverse persone a conoscenza delle discussioni interne ammettono che Bruxelles non ha la volont&amp;agrave; politica di realizzare un cambiamento reale o di affrontare apertamente il gigante asiatico. In particolare, i leader dell'UE non riescono a concordare su misure concrete per affrontare un deficit commerciale che ha gi&amp;agrave; superato i 360 miliardi di euro o su come rafforzare le industrie europee per competere con la Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo disaccordo &amp;egrave; emerso chiaramente al vertice di Bruxelles del mese scorso. Mentre alcuni leader chiedevano un mandato immediato per la Commissione al fine di elaborare nuovi meccanismi di difesa commerciale, altri esortavano alla cautela e davano priorit&amp;agrave; al dialogo. Un terzo gruppo avvertiva che la &quot;battaglia&quot; industriale potrebbe essere gi&amp;agrave; persa e che la priorit&amp;agrave; dell'UE dovrebbe essere semplicemente quella di mitigare i danni causati dalla sua profonda dipendenza da Pechino in settori sensibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo un alto dirigente, il problema dell'UE non risiede nella mancanza di strumenti tecnici, ma nella mancanza di volont&amp;agrave; di implementarli. Un altro ha aggiunto che pochissimi governi europei sono disposti a sopportare l'impatto economico di una risposta cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'articolo osserva che il gigante asiatico esercita una posizione dominante sui minerali e sui semiconduttori, vitali per settori strategici europei come la difesa e l'automotive, il che rappresenta un serio ostacolo ai tentativi dell'UE di inasprire la propria posizione. Di fatto, Pechino ha gi&amp;agrave; lanciato chiari avvertimenti sulla sua disponibilit&amp;agrave; a rispondere con fermezza a qualsiasi iniziativa dell'UE volta a proteggere i suoi mercati o a inasprire le sue normative commerciali. Pertanto, l'analisi sostiene che &amp;egrave; altamente improbabile che l'UE intraprenda misure radicali per ristrutturare le relazioni commerciali con Pechino, data la paura del blocco di essere coinvolto in un conflitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, il Commissario europeo per il Commercio, Maros Sefcovic, dopo un incontro con il Ministro del Commercio cinese Wang Wentao, ha annunciato che entrambe le parti hanno concordato di istituire una serie di consultazioni e gruppi di lavoro tecnici per affrontare le divergenze bilaterali, con ottobre come termine ultimo per progressi concreti. Allo stesso tempo, la portavoce della Commissione europea, Arianna Podesta, ha indicato che continueranno a valutare gli attuali strumenti di difesa commerciale e a esplorarne di nuovi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/cina-Ue-864x581.png/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>La rappresaglia russa e l'obiettivo strategico: smantellare l'arsenale di Kiev per fermare il terrorismo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_rappresaglia_russa_e_lobiettivo_strategico_smantellare_larsenale_di_kiev_per_fermare_il_terrorismo/45289_67840/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:13:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Mentre il regime di Zelensky continua a colpire, in maniera deliberata, infrastrutture civili e quartieri residenziali in territorio russo sempre pi&amp;ugrave; in profondit&amp;agrave;, con il tragico bilancio di vittime innocenti che si allunga, Mosca ha risposto nella notte con un'operazione che non ha nulla a che vedere con il terrorismo indiscriminato praticato dal regime di Kiev. Le Forze Armate russe hanno condotto un attacco massiccio ma chirurgico contro il cuore pulsante del complesso militare-industriale ucraino: gli stabilimenti che producono missili, droni e componenti elettronici per equipaggiare le truppe del regime di Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Ministero della Difesa russo ha fornito un resoconto dettagliato, tramite un comunicato, che non lascia pochi dubbi riguardo l'attacco di rappresaglia e i suoi obiettivi. Mosca non ha colpito nel mucchio, come fa abitualmente il regime di Kiev quando lancia i suoi droni contro appartamenti, residenze studentesche o scuole nelle citt&amp;agrave; russe. No, questa volta i bersagli sono stati selezionati con precisione millimetrica: dieci siti industriali strategici tra Kiev, Dnepropetrovsk, Poltava, Cherkasy e Chernigov.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo &amp;egrave; chiaro e dichiarato: smantellare la capacit&amp;agrave; produttiva che tiene in vita il morente esercito ucraino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i colpi pi&amp;ugrave; significativi c'&amp;egrave; quello che ha centrato la OOO Radioniks, definita dal ministero russo come la base scientifico-produttiva chiave per i sistemi di controllo dei missili. &amp;Egrave; qui che vengono realizzati i componenti per i Flamingo, missili da crociera terrestri a lungo raggio su cui Zelensky ha scommesso gran parte della sua strategia militare, insieme ai Fire Point e ai Neptun-MD. E proprio sui Flamingo il colpo sembra essere stato particolarmente duro. Alexander Mikhailov, capo del Bureau of Military-Political Analysis, ha &lt;a href=&quot;https://sputnikglobe.com/20260702/russias-shock--awe-missile-barrage-could-force-ukraine-to-peace--expert-1124387563.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;parlato&lt;/a&gt; ai microfoni di Sputnik, di danni &quot;seri&quot; alla linea di assemblaggio, giudicando dalla reazione &quot;isterica&quot; del presidente ucraino. Non c'&amp;egrave; da stupirsi: perdere la capacit&amp;agrave; produttiva di questi sistemi significa perdere un pezzo fondamentale della propria deterrenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il raid non si &amp;egrave; fermato ai missili. Atlon Avia, descritta da Mosca come uno dei pilastri del complesso militare-industriale ucraino, &amp;egrave; stata colpita per interrompere la fornitura di droni a lungo raggio e munizioni vaganti, esattamente quelle che Kiev utilizza per i suoi attacchi terroristici contro la popolazione civile russa. E poi l'Antonov, la storica fabbrica aeronautica ucraina, utilizzata per l'assemblaggio e la modernizzazione dei droni An-196 Liuty. Colpito anche il Kiev Radiozavod, specializzato nella modernizzazione dei sistemi di puntamento per carri armati, e la Kiev-25, che produce sistemi di guerra elettronica Lima utilizzati per disturbare le armi di precisione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non solo fabbriche. I russi hanno centrato depositi di carburante e stazioni di distribuzione del gas, con l'obiettivo di immobilizzare la logistica e la capacit&amp;agrave; di movimento delle unit&amp;agrave; ucraine. Il combustibile che alimenta i mezzi militari di Kiev, quello che arriva dalle stazioni di dispacciamento di Novograd-Volynski, non arriver&amp;agrave; pi&amp;ugrave; a destinazione. Almeno per ora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La differenza tra i due approcci &amp;egrave; lampante e merita di essere sottolineata. Da un lato il regime di Kiev che colpisce obiettivi civili, che ammazza ragazzi e bambini, che semina il terrore tra la popolazione russa senza alcuna ragione militare, ma solo per provocare paura e malcontento tra la popolazione. Dall'altro la Russia che colpisce con armi di alta precisione le infrastrutture militari, le fabbriche che producono le armi con cui il regime di Kiev continua a uccidere. Una differenza che i media occidentali, fedeli alla loro propaganda russofoba, si guardano bene dal raccontare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mikhailov, nel commentare l'operazione, ha sottolineato un punto cruciale: non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; alcun embargo sugli attacchi in profondit&amp;agrave; contro l'Ucraina. Ogni obiettivo di interesse militare, ha detto, verr&amp;agrave; colpito in futuro. Una dichiarazione che segna un cambio di passo nella strategia russa. Non pi&amp;ugrave; solo le centrali elettriche, ma il cuore produttivo della macchina bellica ucraina. E questa, secondo l'analista, potrebbe diventare una tappa importante nel processo di costringere il regime di Zelensky a sedersi a un tavolo negoziale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/250129-putin-zelenskyy-mb-0856-3feebb.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Gaza rasa al suolo, ma il vero scudo di Israele è l'Occidente: i numeri di 1.000 giorni di conflitto</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-gaza_rasa_al_suolo_ma_il_vero_scudo_di_israele__loccidente_i_numeri_di_1000_giorni_di_conflitto/45289_67839/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;A mille giorni dall'inizio del conflitto scoppiato il 7 obertore 2023, il bilancio strutturale e umanitario nella Striscia di Gaza descrive un'enclave quasi interamente cancellata. Secondo i &lt;a href=&quot;https://t.me/mediagovps/4111&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dati ufficiali&lt;/a&gt; diffusi dall'ufficio stampa del governo locale, &lt;strong data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;254&quot;&gt;oltre il 90% del territorio risulta distrutto&lt;/strong&gt;, mentre le forze israeliane mantengono una stretta militare sull'80% delle aree assediate.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Un'operazione su vasta scala che ha strappato al territorio almeno &lt;strong data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;67&quot;&gt;73.066 vite palestinesi&lt;/strong&gt;, tra cui oltre 21.500 bambini e un migliaio di neonati. I feriti superano quota 173.000, mentre circa 9.500 persone restano formalmente disperse sotto i 68 milioni di tonnellate di detriti. La forza d'urto dei bombardamenti israeliani ha raggiunto le 223.000 tonnellate di esplosivo: un potenziale distruttivo sedici volte superiore a quello dell'ordigno nucleare sganciato dagli Stati Uniti su Hiroshima nel 1945.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Lo scudo diplomatico e l'invio di armi: la posizione di Washington e Bruxelles&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;I numeri della catastrofe riaccendono inevitabilmente il dibattito sul ruolo della comunit&amp;agrave; internazionale. Secondo numerosi osservatori internazionali e analisti sul campo, l'estensione temporale e l'intensit&amp;agrave; della campagna militare israeliana sono state rese possibili dal &lt;strong data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;276&quot;&gt;sostegno strategico, militare e diplomatico dell'Occidente&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Gli &lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;4&quot;&gt;Stati Uniti&lt;/strong&gt; hanno continuato a garantire a Tel Aviv un flusso costante di forniture belliche e coperture cruciali in sede di Consiglio di Sicurezza dell'ONU, mentre l'&lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;171&quot;&gt;Unione Europea&lt;/strong&gt; e le principali cancellerie occidentali si sono mosse lungo una linea di sostanziale immobilismo politico, limitandosi a formali richiami umanitari senza mai attivare sanzioni economiche o vincoli commerciali stringenti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Questo sbilanciamento emerge con chiarezza nell'azione del &lt;em data-path-to-node=&quot;11&quot; data-index-in-node=&quot;59&quot;&gt;Board of Peace&lt;/em&gt;, l'organismo istituito proprio da Washington a inizio anno per sovrintendere al cessate il fuoco e alla ricostruzione. A sei mesi dalla sua nascita, il tavolo negoziale &amp;egrave; di fatto paralizzato: il consiglio non &amp;egrave; riuscito a imporre a Israele il rispetto del piano di ritiro graduale approvato dalle Nazioni Unite. Al contrario, il controllo israeliano sull'enclave si &amp;egrave; esteso, il flusso di aiuti umanitari &amp;egrave; stato ridotto a un terzo del volume pattuito e oltre 1.000 palestinesi sono stati uccisi dopo l'entrata in vigore della tregua teorica dello scorso autunno.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,0&quot;&gt;&quot;Il consiglio si &amp;egrave; allontanato dal suo scopo principale&quot;, commenta ad Al Jazeera l'analista Iyad Jouda, evidenziando il vuoto politico lasciato dai mediatori internazionali. &quot;Mancano politiche condivise e i miliardi di dollari promessi per la ricostruzione non sono mai arrivati&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Il collasso civile e la regressione dello sviluppo umano&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Mentre la diplomazia occidentale tentenna, le condizioni di vita all'interno di Gaza rasentano l'invivibilit&amp;agrave; assoluta:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;15,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Emergenza alimentare:&lt;/strong&gt; L'intera popolazione &amp;egrave; esposta al rischio imminente di carestia, con circa 400.000 persone che sopravvivono consumando un solo pasto al giorno.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;15,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Deprivazione sanitaria:&lt;/strong&gt; Il 62% dei farmaci salvavita e dei presidi medici essenziali risulta completamente introvabile.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;15,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Arresto storico:&lt;/strong&gt; I report delle Nazioni Unite certificano che l'indice di sviluppo umano nell'enclave ha sub&amp;igrave;to una battuta d'arresto di 77 anni, con un'aspettativa media di vita crollata a 40 anni.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;La rimozione delle macerie procede a un ritmo inferiore allo 0,5% del totale: una velocit&amp;agrave; che richiederebbe pi&amp;ugrave; di 140 anni per completare la bonifica. &quot;Abbiamo perso l'85-90% delle nostre infrastrutture ed edifici&quot;, denuncia il sindaco di Gaza City, Yahya al-Sarraj. Le autorit&amp;agrave; locali hanno strutturato il &quot;Piano Fenice&quot; per una ricostruzione dal basso guidata dai residenti, ma ogni piano strutturale rimane ostaggio del veto politico. Israele esige il totale disarmo preventivo di Hamas prima di sbloccare i cantieri, mentre le rappresentanze locali pretendono la fine immediata dell'occupazione militare come prerequisito fondamentale.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Nuovi insediamenti sul confine e le proteste in Israele&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;A confermare la volont&amp;agrave; di un cambio geografico permanente sono le stesse dichiarazioni dei vertici politici israeliani. Il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, ha tracciato una linea netta per il futuro post-bellico: completare la conquista della Striscia e istituire una cintura di insediamenti ebraici permanenti lungo il perimetro di Gaza, convertendo l'area in un cuscinetto di sicurezza. &quot;Non torneremo alla realt&amp;agrave; precedente al 7 ottobre&quot;, ha ribadito.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;In questo scenario di totale asimmetria, i territori israeliani immediatamente adiacenti al confine registrano un fenomeno opposto di ripopolamento: i dati del &lt;em data-path-to-node=&quot;20&quot; data-index-in-node=&quot;160&quot;&gt;Times of Israel&lt;/em&gt; indicano che &lt;strong data-path-to-node=&quot;20&quot; data-index-in-node=&quot;189&quot;&gt;circa 5.000 nuovi residenti israeliani si sono trasferiti nel sud&lt;/strong&gt; dall'inizio delle ostilit&amp;agrave;. Il 90% della popolazione originaria (che prima della guerra si attestava sui 62.000 abitanti) &amp;egrave; rientrata nelle proprie comunit&amp;agrave;, e l'esecutivo punta a raddoppiare la densit&amp;agrave; abitativa dell'area fino a 124.000 residenti entro il 2030.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Nel frattempo, all'interno del Paese la stabilit&amp;agrave; del governo israeliano &amp;egrave; scossa dalle proteste interne. Nel millesimo giorno dal massacro del 7 ottobre 2023, il Consiglio d'Ottobre &amp;ndash; il movimento composto dai familiari degli ostaggi e delle vittime &amp;ndash; ha guidato imponenti marce di protesta a Gerusalemme, bloccando gli accessi alla Knesset. Accusando l'esecutivo di &quot;abbandono, insabbiamento e fallimento sistemico della sicurezza&quot;, i manifestanti chiedono a gran voce l'apertura immediata di un'inchiesta indipendente sulla gestione governativa della crisi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Russia: colpito a Kiev stabilimento che produce sistemi di controllo per i missili Flamingo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-russia_colpito_a_kiev_stabilimento_che_produce_sistemi_di_controllo_per_i_missili_flamingo/82_67838/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 14:54:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Le forze armate russe hanno colpito un impianto a Kiev che produce sistemi di controllo per i missili Flamingo e Firepoint durante un massiccio attacco, ha dichiarato il Ministero della Difesa russo, secondo quanto &lt;a href=&quot;https://sputnikglobe.com/20260702/russia-hits-kiev-based-company-producing-control-systems-for-flamingo-missiles---mod-1124385149.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riporta&lt;/a&gt; Sputnik.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Obiettivi colpiti nella citt&amp;agrave; di Kiev: Radionix, un'azienda di assemblaggio e componenti del settore radioelettronico, &amp;egrave; una base scientifica e produttiva chiave che produce sistemi di controllo per missili da crociera terrestri a lungo raggio come il Flamingo, nonch&amp;eacute; per missili tattici operativi come il Firepoint-7 e -9&quot;, ha reso noto il ministero in un comunicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le forze armate russe hanno anche distrutto un deposito di carburante e lubrificanti che rifornisce di gasolio la guarnigione di Kiev e le aziende del complesso industriale della difesa ucraina, hanno colpito un impianto di assemblaggio a Kiev che fornisce alle truppe ucraine droni An-196 Liutyi e Magura, nonch&amp;eacute; una fabbrica di assemblaggio e componenti per razzi a Kiev che produce e aggiorna sistemi di puntamento per veicoli blindati e componenti per droni ucraini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Le truppe russe hanno colpito anche le stazioni di distribuzione del gas a Kiev e nella regione di Kiev, che garantiscono il funzionamento delle imprese del complesso industriale della difesa ucraina&quot;, ha aggiunto il ministero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa russo, gli aeroporti militari nelle regioni di Kiev, Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy e Chernigov sono stati danneggiati in un attacco di rappresaglia delle Forze Armate russe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In risposta agli attacchi terroristici del regime di Kiev contro le infrastrutture civili in Russia, le Forze Armate russe hanno lanciato un massiccio attacco utilizzando armi a lungo raggio a guida di precisione, impiegate su aerei, terre e navi, e droni d'attacco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;In risposta agli attacchi terroristici del regime di Kiev contro le infrastrutture civili in Russia, le Forze Armate russe hanno lanciato un massiccio attacco utilizzando armi a lungo raggio a guida di precisione, impiegate su aerei, terre e navi, e droni d'attacco, colpendo imprese dell'industria militare e impianti del settore energetico e petrolifero a Kiev e nella regione di Kiev&quot;, ha riferito il ministero.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>Ex analista della CIA: “L’Occidente vuole distruggere la Russia&quot; (VIDEO)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ex_analista_della_cia_loccidente_vuole_distruggere_la_russia_video/45289_67837/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 14:35:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La voce fuori dal coro mainstream arriva da uno che quella parte del mondo l&amp;rsquo;ha studiata per anni come Larry Johnson, ex analista della CIA, che non usa giri di parole: secondo l'ex analista della CIA in Occidente non esiste alcuna reale volont&amp;agrave; di arrivare a un tavolo negoziale con Mosca. Anzi, l&amp;rsquo;obiettivo sarebbe molto pi&amp;ugrave; radicale, e cio&amp;egrave; la distruzione della Russia come soggetto politico e geopolitico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Spero che in Russia non ci sia pi&amp;ugrave; nessuno che nutra l&amp;rsquo;illusione che l&amp;rsquo;Occidente stia cercando una soluzione pacifica&amp;rdquo;, ha dichiarato Johnson intervenendo sul canale YouTube del professor Glenn Diesen. Parole secche, che lasciano poco spazio a interpretazioni. L&amp;rsquo;ex agente &amp;egrave; convinto che la retorica occidentale si sia fatta negli ultimi mesi pi&amp;ugrave; aggressiva e che le intenzioni siano ormai dichiarate: non si tratta pi&amp;ugrave; di un conflitto circoscritto all&amp;rsquo;Ucraina, ma di uno scontro volto a indebolire la Russia fino al collasso. L'obiettivo massimo &amp;egrave; quello di smembrare la Federazione Russia in tante piccole entit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=224&amp;amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1569846241169504%2F&amp;amp;show_text=false&amp;amp;width=560&amp;amp;t=0&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;224&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&amp;ograve; che Johnson definisce &amp;ldquo;davvero strano&amp;rdquo; &amp;egrave; per&amp;ograve; il racconto mediatico che accompagna questa fase del conflitto. Da un lato, dice, i media occidentali dipingono una Russia in difficolt&amp;agrave;, sofferente, ormai con le spalle al muro. Dall&amp;rsquo;altro, per&amp;ograve;, la realt&amp;agrave; sul campo racconta tutt&amp;rsquo;altra storia. &amp;ldquo;La Russia sta avanzando come non faceva negli ultimi quattro anni&amp;rdquo;, evidenzia Johnson, riferendosi all&amp;rsquo;andamento delle operazioni militari. Un&amp;rsquo;avanzata che, secondo l&amp;rsquo;ex analista, smentisce clamorosamente la narrazione di una potenza in declino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le parole di Johnson arrivano a poca distanza dall&amp;rsquo;intervento di Vladimir Putin, che nei giorni scorsi - rivolgendosi ai laureati delle universit&amp;agrave; dei servizi di sicurezza - ha lanciato un segnale chiaro all&amp;rsquo;Occidente: la Russia &amp;egrave; pronta a rispondere a qualsiasi aggressione. Il presidente russo ha denunciato il crescente militarismo occidentale, giustificato ufficialmente con la minaccia russa, ma ha anche notato un certo timore da parte dei leader occidentali: pronti a rifornire il regime di Kiev di armi, ma ancora riluttanti a colpire direttamente dal proprio territorio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un timore che, secondo Johnson, non cambia la sostanza. Per l&amp;rsquo;ex agente statunitense, Mosca non rester&amp;agrave; a guardare. Le minacce ricevute verranno trasformate in azioni concrete: &amp;ldquo;La Russia non se ne star&amp;agrave; seduta ad aspettare di essere attaccata&amp;rdquo;. La lettura di Johnson &amp;egrave; netta: non c&amp;rsquo;&amp;egrave; spazio per compromessi, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; margine per un cessate il fuoco negoziato. La partita, secondo quello che emerge dalla sua analisi, &amp;egrave; un&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E mentre i media raccontano una Russia in difficolt&amp;agrave;, le immagini dal fronte suggeriscono uno scenario pi&amp;ugrave; complesso, fatto di avanzate territoriali e di una guerra che, nelle intenzioni di chi la alimenta, sembra non volere vincitori ma uno sconfitto definitivo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images284.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Inchiesta Al Jazeera: Ecco quanti miliardi l'Europa spende in armi e tecnologia israeliana</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-inchiesta_al_jazeera_ecco_quanti_miliardi_leuropa_spende_in_armi_e_tecnologia_israeliana/45289_67836/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/7/2/billions-flow-between-eu-institutions-and-israel-despite-gaza-genocide&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Secondo Federica Marsi di Al Jazeera&lt;/a&gt;, gli enti pubblici dei paesi dell'Unione Europea continuano a stipulare lucrosi contratti con aziende israeliane, nonostante la lunga scia di accuse per crimini di guerra che coinvolge Israele nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata. &amp;Egrave; quanto emerge dall'analisi dei dati raccolti dall'organizzazione Statewatch e svelati dal network giornalistico.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;I dati indicano che le istituzioni pubbliche degli Stati membri dell'UE hanno siglato &lt;strong data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;86&quot;&gt;194 contratti dal valore complessivo di circa 2,7 miliardi di euro&lt;/strong&gt; (3,1 miliardi di dollari) con societ&amp;agrave; israeliane. Gli esperti sottolineano che il valore reale sia sensibilmente superiore, poich&amp;eacute; i registri pubblici europei mostrano solo una parte degli accordi e ne riportano diversi con cifre simboliche o palesemente inverosimili (inferiori a un euro).&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Il boom degli accordi dopo l'inizio del conflitto&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Le commesse pubbliche hanno sub&amp;igrave;to un'impennata proprio in concomitanza con le operazioni militari israeliane a Gaza:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Primi 21 mesi (gennaio 2022 &amp;ndash; ottobre 2023):&lt;/strong&gt; registrati 82 accordi per un valore di oltre 1,2 miliardi di euro.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Successivi 21 mesi (ottobre 2023 &amp;ndash; luglio 2025):&lt;/strong&gt; siglati ben 112 contratti, per un totale di 1,6 miliardi di euro.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La quasi totalit&amp;agrave; delle forniture riguarda armamenti, sistemi di difesa, chip per computer e tecnologie avanzate che richiedono ingegneria di precisione e impianti specializzati. Tra i primi dieci appaltatori del periodo figurano i colossi della difesa israeliana &lt;strong data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;264&quot;&gt;Elbit Systems, Rafael Advanced Defense Systems e Troya Tech Defence Ltd&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le contraddizioni geopolitiche dei singoli Stati&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;L'analisi evidenzia una profonda discrepanza tra la retorica diplomatica di alcuni governi europei e le loro effettive scelte commerciali.&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Spagna:&lt;/strong&gt; Nonostante sia tra le voci europee pi&amp;ugrave; critiche verso Tel Aviv, Madrid ha firmato 14 contratti per quasi 227 milioni di euro tra il 2022 e il 2025. La quota principale (207 milioni di euro) &amp;egrave; legata a un accordo del prile 2024 tra il Ministero della Difesa spagnolo e Rafael per &quot;sistemi di combattimento aereo&quot;. Anche le forze di polizia (Guardia Civil) hanno acquistato giubbotti antiproiettile dall'israeliana Marom Dolphin.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Ungheria:&lt;/strong&gt; Si conferma il pi&amp;ugrave; stretto alleato di Israele nel blocco, guidando la classifica per numero di commesse con 42 contratti dal valore di circa 603 milioni di euro.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Svezia:&lt;/strong&gt; Pur essendo stata la prima nazione dell'Europa occidentale a riconoscere lo Stato di Palestina nel 2014, non ha posto argini agli acquisti pubblici da aziende israeliane.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,3,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Germania:&lt;/strong&gt; Tradizionalmente legata a un forte sostegno a Israele, ha registrato 37 contratti per forniture militari, software di cybersecurity e apparecchiature mediche. Molti di questi contratti, presenti sul portale europeo &lt;em data-path-to-node=&quot;12,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;225&quot;&gt;Tenders Electronic Daily (TED)&lt;/em&gt;, non mostrano il valore reale o riportano cifre irrisorie (un euro o un centesimo).&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,4,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,4,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Italia:&lt;/strong&gt; Il Ministero dell'Interno italiano figura in un contratto di quasi 4 milioni di euro siglato nel marzo 2024 con la Source Vagabond Systems per la fornitura di giubbotti antiproiettile.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;13,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;La replica di Berlino:&lt;/strong&gt; Un portavoce del Ministero dell'Economia tedesco ha difeso le procedure, specificando che le aziende israeliane partecipano regolarmente alle gare d'appalto in conformit&amp;agrave; con le norme UE e che la concessione delle licenze di esportazione di armi avviene caso per caso, valutando il rispetto del diritto internazionale umanitario e la politica estera.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;&lt;strong&gt;Universit&amp;agrave; e servizi sanitari: gli altri settori coinvolti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Le commesse non si limitano al comparto militare o di polizia, ma toccano sanit&amp;agrave;, universit&amp;agrave; e infrastrutture:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Belgio:&lt;/strong&gt; Nell'aprile 2024, l'Ospedale Universitario di Lovanio ha sottoscritto un contratto da 1,2 milioni di euro con la GNX Data Systems per software di sequenziamento del genoma. Inoltre, il fornitore di energia vallone ORES ha stipulato un accordo da 3,7 milioni di euro con la SysAid Technologies.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Spagna:&lt;/strong&gt; Nell'agosto 2024, il Politecnico di Madrid ha acquistato apparecchiature di calcolo quantistico dall'azienda Heqapl per circa 300.000 euro.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;&lt;em data-path-to-node=&quot;18&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Nota: Al momento della pubblicazione dell'inchiesta, i ministeri della Difesa di Spagna, Svezia e Germania, insieme alle forze di polizia spagnole, non avevano fornito repliche ad Al Jazeera.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il nodo del diritto internazionale e l'Accordo di Associazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;L'approccio commerciale dell'Unione Europea si scontra con i procedimenti aperti contro Israele presso la &lt;strong data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;106&quot;&gt;Corte Internazionale di Giustizia (CIG)&lt;/strong&gt; per presunte violazioni della Convenzione sul genocidio. Nel 2024, la CIG ha accertato un &quot;rischio reale e imminente&quot; per la popolazione palestinese, decretando che nessun Paese dovrebbe agevolare o assistere la presenza illegale israeliana nei territori occupati.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;Yussef Al Tamimi, professore associato di Studi Giuridici presso l'Universit&amp;agrave; dell'Europa Centrale di Vienna, ha definito ad &lt;em data-path-to-node=&quot;22&quot; data-index-in-node=&quot;125&quot;&gt;Al Jazeera&lt;/em&gt; &quot;giuridicamente insostenibile&quot; la condotta permissiva dell'UE:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23,0&quot;&gt;&quot;La CIG ha stabilito obblighi inequivocabili per tutti gli Stati affinch&amp;eacute; adottino misure per eliminare e rimediare all'occupazione illegale della Palestina. Si tratta di un parere vincolante per tutti i membri dell'UE, sia in virt&amp;ugrave; dei trattati sia in base al diritto internazionale consuetudinario.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;&lt;strong&gt;L'impatto di un'eventuale sospensione dei patti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;L'Unione Europea rappresenta il primo partner commerciale di Israele (con uno scambio di merci pari a 42,6 miliardi di euro nel 2024). Un'eventuale sospensione parziale dell'&lt;strong data-path-to-node=&quot;25&quot; data-index-in-node=&quot;174&quot;&gt;Accordo di Associazione UE-Israele&lt;/strong&gt; (in vigore dal 2000) colpirebbe direttamente circa 5,8 miliardi di euro di esportazioni israeliane.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;Tale accordo garantisce a Israele l'accesso a fondi strategici come &lt;em data-path-to-node=&quot;26&quot; data-index-in-node=&quot;68&quot;&gt;Horizon Europe&lt;/em&gt; (95,5 miliardi di euro complessivi), grazie al quale universit&amp;agrave; e aziende israeliane hanno intercettato circa 1,11 miliardi di euro tra il 2021 e il 2024 per lo sviluppo di tecnologie a duplice uso (IA, droni e cybersecurity). Altri 40 milioni di euro sono arrivati tramite il programma &lt;em data-path-to-node=&quot;26&quot; data-index-in-node=&quot;370&quot;&gt;Erasmus+&lt;/em&gt; tra il 2015 e il 2020.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Un'indagine del Servizio Europeo per l'Azione Esterna (SEAE), guidato da &lt;strong data-path-to-node=&quot;27&quot; data-index-in-node=&quot;73&quot;&gt;Kaja Kallas&lt;/strong&gt;, ha riscontrato forti prove di violazione da parte di Israele dell'Articolo 2 dell'accordo, che vincola le parti al rispetto dei diritti umani. La stessa Kallas, Alto rappresentante dell'UE, ha dichiarato che il blocco degli aiuti umanitari a Gaza da parte di Israele &amp;egrave; andato &quot;oltre la legittima difesa&quot;. Ciononostante, nazioni come &lt;strong data-path-to-node=&quot;27&quot; data-index-in-node=&quot;419&quot;&gt;Germania e Italia&lt;/strong&gt; si sono opposte fermamente alla sospensione del trattato, bloccando l'iniziativa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;Dura la posizione di &lt;strong data-path-to-node=&quot;28&quot; data-index-in-node=&quot;21&quot;&gt;Amnesty International&lt;/strong&gt;, espressa da Eve Geddie, direttrice dell'Ufficio Istituzioni Europee dell'organizzazione:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;29&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;29,0&quot;&gt;&quot;La condanna puramente verbale della condotta di Israele da parte dell'UE, senza azioni concrete per ripristinare la legalit&amp;agrave;, provoca un'erosione del diritto internazionale a danno di tutti. Vergognosamente, l'UE ha permesso a Israele di continuare le sue violazioni in totale impunit&amp;agrave;.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Nuovo TFR, la trappola del silenzio-assenso dal 1° luglio: &quot;Scelta irreversibile, ecco cosa si rischia&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nuovo_tfr_la_trappola_del_silenzioassenso_dal_1_luglio_scelta_irreversibile_ecco_cosa_si_rischia/42819_67835/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di F. Giusti, E. Gentili &amp;ndash; Centro studi politico-sindacale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4,0&quot;&gt;Con la Legge di Bilancio il Governo &amp;egrave; intervenuto per potenziare la previdenza complementare, rilanciando il meccanismo del &lt;strong data-path-to-node=&quot;4,0&quot; data-index-in-node=&quot;124&quot;&gt;silenzio-assenso&lt;/strong&gt; per indirizzare il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4,1&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;4,1&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Cosa cambia dal 1&amp;deg; luglio?&lt;/strong&gt; Il passaggio del TFR alla previdenza integrativa diventa quasi automatico. D&amp;rsquo;ora in poi, i lavoratori dovranno decidere rapidamente se lasciare il TFR in azienda (o al Fondo Tesoreria INPS per le realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; grandi) oppure destinarlo al fondo pensione previsto dal proprio CCNL, che a sua volta investir&amp;agrave; le somme sul mercato. I tempi sono stretti: i neo-assunti hanno &lt;strong data-path-to-node=&quot;4,1&quot; data-index-in-node=&quot;395&quot;&gt;solo 60 giorni&lt;/strong&gt; dalla data di assunzione per esprimere il proprio dissenso, mentre resta di 6 mesi il termine per chi &amp;egrave; gi&amp;agrave; occupato. Qualora il CCNL non preveda un fondo specifico, il TFR confluir&amp;agrave; per default nel fondo &quot;Cometa&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4,2&quot;&gt;Di fatto, questa misura introduce un'adesione quasi forzata. L'utilizzo del meccanismo del silenzio-assenso condiziona pesantemente il diritto di scelta del lavoratore e, al contempo, rischia di trasformare i sindacati confederali &amp;ndash; che siedono nei CdA di questi fondi con i propri rappresentanti &amp;ndash; in veri e propri intermediari commerciali, a discapito del loro naturale ruolo conflittuale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4,3&quot;&gt;Ad oggi, la percentuale di lavoratori iscritti alla previdenza complementare &amp;egrave; relativamente bassa. Questo scenario impedisce al sistema economico di disporre di quella grande massa di capitale (montanti contributivi e TFR) utile a finanziare settori strategici come la difesa e l'hi-tech, sulla falsariga di quanto gi&amp;agrave; avviene all'estero. Per incentivare l'adesione, l'esecutivo prevede contributi datoriali aggiuntivi e tassazioni agevolate (misure che invece non si vedono sulla previdenza pubblica). Tuttavia, c'&amp;egrave; un grosso limite: una volta attivato il fondo, non si torna indietro. Il lavoratore resta legato ai destini e all'andamento del fondo per tutta la vita lavorativa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4,4&quot;&gt;Infine, si apre un problema di sostenibilit&amp;agrave; per la previdenza pubblica: l'esodo verso i fondi privati sottrarr&amp;agrave; risorse e gettito all'INPS. Per correre ai ripari, il Governo punta a estendere l'obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS anche alle aziende minori. Nell'immediato la norma colpir&amp;agrave; le imprese ex piccole che hanno aumentato i dipendenti, coinvolgendo circa 2,5 milioni di lavoratori. Il bacino &amp;egrave; destinato ad amplificarsi ulteriormente dal 2032, quando la soglia aziendale per l'obbligo INPS scender&amp;agrave; da 60 a 40 dipendenti.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/tfrgiustfdederer.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Mosca lancia un attacco massiccio sull'Ucraina: &quot;Risposta ai raid di Kiev in territorio russo&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mosca_lancia_un_attacco_massiccio_sullucraina_risposta_ai_raid_di_kiev_in_territorio_russo/82_67830/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;In risposta alle recenti azioni ostili sul proprio territorio, le forze armate russe hanno sferrato un massiccio attacco contro installazioni militari e impianti petroliferi a Kiev e nelle aree limitrofe. A renderlo &lt;a href=&quot;https://t.me/mod_russia/65172&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;noto&lt;/a&gt; &amp;egrave; il Ministero della Difesa di Mosca, specificando che l'operazione ha impiegato armi di precisione a lungo raggio &amp;mdash; lanciate da piattaforme aeree, terrestri e navali &amp;mdash; oltre a droni d'attacco.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;I bombardamenti hanno preso di mira i nodi dell'industria bellica, i complessi energetici e petroliferi della capitale ucraina e della sua regione, provocando forti esplosioni e vasti incendi. L'offensiva ha colpito anche le infrastrutture aeroportuali militari nelle zone di Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy e Chernihiv.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il contesto: i raid sul confine e all'interno della Russia&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Secondo le fonti russe, l'operazione si &amp;egrave; resa necessaria a causa dei continui attacchi mirati di Kiev contro le province di confine e del fitto lancio di droni verso la stessa Mosca. Questi raid ucraini avrebbero colpito veicoli, abitazioni private, centri commerciali e luoghi di aggregazione, provocando vittime tra la popolazione civile.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Il bilancio degli ultimi episodi riportati dalle autorit&amp;agrave; russe evidenzia una serie di eventi critici:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;22 maggio (Starobelsk, regione di Luhansk):&lt;/strong&gt; Un bombardamento con droni ha investito un edificio e una residenza studentesca che ospitava 86 giovani. Il bilancio &amp;egrave; stato di 21 morti e oltre 40 feriti; tra le vittime, una giovane donna ha perso la vita a causa delle fiamme provocate dall'onda d'urto di un proiettile mentre tentava la fuga.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;3 giugno (Yenakiev, regione di Donetsk):&lt;/strong&gt; Un attacco drone contro un autobus ha causato la morte di otto civili e il ferimento di altri undici passeggeri, alcuni dei quali in gravi condizioni.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;8 giugno:&lt;/strong&gt; Un drone ucraino ha colpito la locomotiva del treno passeggeri Mosca-Simferopol, provocando un morto e un ferito.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,3,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;17 giugno:&lt;/strong&gt; Un raid ha preso di mira un autobus che trasportava una squadra di calcio giovanile bielorussa diretta a Gelendzhik, sul Mar Nero. L'impatto ha causato un decesso e otto feriti, tra cui sei minori.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,4,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,4,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;30 giugno (Yegorievsk, regione di Mosca):&lt;/strong&gt; Un drone ha colpito un'abitazione privata, provocando la morte di un neonato di sei mesi.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a45e61559bf5b5c306da340.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Trump attacca Madrid sulle spese NATO e le basi militari: &quot;Impareranno&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-trump_attacca_madrid_sulle_spese_nato_e_le_basi_militari_impareranno/82_67831/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, &amp;egrave; tornato ad attaccare duramente la Spagna, contestando la decisione di Madrid di non allinearsi alle richieste della sua amministrazione in merito al bilancio della NATO.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;&quot;Oh, gli spagnoli! Sono membri della NATO, ma non dei buoni membri&quot;, ha affermato Trump durante un evento pubblico a Medora, nel Nord Dakota. &quot;Non si stanno comportando nel modo corretto, ma impareranno&quot;, ha aggiunto il tycoon. Ripercorrendo un episodio della storia statunitense, il presidente &lt;a href=&quot;https://x.com/clashreport/status/2072411822489997508&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha ribadito&lt;/a&gt; la sua linea critica nei confronti del Paese iberico: &quot;Dicono di non voler aiutare gli altri. E noi allora cosa stiamo facendo?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Queste dichiarazioni seguono quelle rilasciate solo una settimana prima alla stampa presso la Casa Bianca, dove Trump aveva definito la Spagna un alleato &quot;terribile&quot; e inaffidabile per Washington:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9,0&quot;&gt;&quot;La Spagna &amp;egrave; terribile, anche dal vostro punto di vista. Non vogliono pagare nulla e pensano che tutto sia dovuto gratis. Non &amp;egrave; affatto un buon partner&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Tensioni senza sosta: il nodo delle basi militari e del Medio Oriente&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Il ritorno di Donald Trump alla presidenza ha innescato una forte ondata di tensioni con Madrid sulle spese per la difesa, ma gli attriti hanno raggiunto il culmine all'inizio di marzo. A far precipitare la situazione &amp;egrave; stato il rifiuto da parte del governo di Pedro S&amp;aacute;nchez di autorizzare l'uso di due basi militari strategiche sul suolo spagnolo, richieste dagli Stati Uniti per intensificare le operazioni nel conflitto in Medio Oriente.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;La reazione del leader repubblicano &amp;egrave; stata durissima: Trump ha minacciato di interrompere &quot;qualsiasi scambio commerciale&quot; con la Spagna e ha paventato l'ipotesi di utilizzare comunque le installazioni militari, aggirando il divieto di Madrid. Di fronte a queste pressioni, l'Unione Europea ha espresso compatto sostegno al governo spagnolo, mentre il premier S&amp;aacute;nchez ha condannato fermamente le azioni di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, definendole una &quot;guerra illegale&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Il fronte NATO e il rifiuto di Madrid&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Sullo sfondo resta la questione del bilancio della NATO. Gli Stati membri dell'Alleanza Atlantica si sono impegnati a innalzare la spesa militare al 5% entro il 2035, cedendo alle ripetute pressioni di Trump. La Spagna, tuttavia, ha scelto di non uniformarsi a questo parametro. &quot;C'&amp;egrave; molta arbitrariet&amp;agrave; in questa misura&quot;, ha commentato S&amp;aacute;nchez nel corso di un'intervista, rivendicando la linea autonoma del proprio esecutivo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a45756059bf5b39427a92e8.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La Polonia frena l'Ucraina nell'UE: &quot;Basta glorificare i collaborazionisti nazisti&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_polonia_frena_lucraina_nellue_basta_glorificare_i_collaborazionisti_nazisti/45289_67832/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;L'ufficio del presidente polacco Karol Nawrocki ha accusato Vladimir Zelensky di aver profondamente acuito le tensioni bilaterali a causa dei tributi concessi a figure storiche legate al collaborazionismo nazista in Ucraina. I rapporti tra Varsavia e Kiev sono divenuti sempre pi&amp;ugrave; tesi dopo la decisione del leader ucraino di intitolare un'unit&amp;agrave; militare agli &quot;Eroi dell'UPA&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Durante il secondo conflitto mondiale, i membri dell'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) &amp;mdash; ala armata dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN) &amp;mdash; si macchiarono di eccidi ai danni delle minoranze etniche nell'attuale Ucraina occidentale. In Polonia, lo sterminio di almeno 100.000 civili polacchi per mano dei militanti dell'UPA &amp;egrave; storicamente noto come il massacro della Volinia ed &amp;egrave; ufficialmente riconosciuto come genocidio.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;L'escalation diplomatica e il caso del &quot;Pantheon Nazionale&quot;&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Intervenendo alla radio polacca, Rafal Leskiewicz, portavoce del presidente Nawrocki, &lt;a href=&quot;https://x.com/prezydentpl/status/2072214236692963532&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha definito&lt;/a&gt; la presentazione del disegno di legge sul Pantheon nazionale da parte di Zelensky come &amp;laquo;la fase successiva di un'escalation intrapresa dalle autorit&amp;agrave; ucraine&amp;raquo;. Secondo il portavoce, questo provvedimento conferma la legittimit&amp;agrave; della scelta di Nawrocki di revocare a Zelensky l'Ordine dell'Aquila Bianca, la massima onorificenza dello Stato polacco.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Poche ore dopo le dichiarazioni polacche, il Parlamento ucraino ha approvato all'unanimit&amp;agrave; il disegno di legge, istituendo formalmente il &quot;pantheon degli ucraini illustri&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Zelensky ha presieduto in prima persona alle cerimonie per l'ultimo inserimento nel sacrario, avvenuto dopo il rimpatrio dal Lussemburgo delle spoglie del leader dell'OUN Andrej Melnik e di sua moglie, Sofia Fedak-Melnik, sepolti a maggio con gli onori di Stato nel principale cimitero militare di Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;12,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Il profilo storico di Andrej Melnik:&lt;/strong&gt; Secondo gli atti del processo di Norimberga, Melnik fu tra i fondatori dell'OUN nel 1929 e ne assunse la guida nel 1938, stringendo legami con l'Abwehr (l'intelligence militare della Germania nazista) in vista dell'invasione dell'Unione Sovietica. Sebbene avesse chiesto ad Adolf Hitler l'istituzione di una divisione ucraina delle Waffen-SS, entr&amp;ograve; successivamente in conflitto con il F&amp;uuml;hrer, venendo internato nel campo di concentramento di Sachsenhausen nel 1944. Al termine della guerra si stabil&amp;igrave; in Lussemburgo.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Le reazioni internazionali e il veto della Polonia all'UE&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;La decisione di Kiev di tributare gli onori di Stato a Melnik ha sollevato dure reazioni internazionali:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;15,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Israele:&lt;/strong&gt; Il Ministero degli Esteri ha condannato fermamente la solenne sepoltura.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;15,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Russia:&lt;/strong&gt; Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha liquidato il rimpatrio di Melnik come una palese &amp;laquo;manifestazione di neonazismo&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Sul fronte politico, il ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha gelato le aspirazioni europee di Kiev, dichiarando che &amp;laquo;l'Ucraina non entrer&amp;agrave; nell'Unione Europea&amp;raquo; finch&amp;eacute; persister&amp;agrave; la glorificazione di figure controverse come il leader nazionalista Stepan Bandera.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Sulla vicenda &amp;egrave; intervenuta anche la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, la quale ha espresso scetticismo per l'improvviso sdegno polacco nei confronti delle tendenze ultranazionaliste di Kiev. Zakharova ha ricordato che Varsavia ha sostenuto militarmente e finanziariamente l'Ucraina per anni, definendola &amp;laquo;responsabile di coloro che ha sottomesso&amp;raquo;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Accordo USA-Iran verso la scadenza di agosto: petrolio e sanzioni, cosa sta succedendo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-accordo_usairan_verso_la_scadenza_di_agosto_petrolio_e_sanzioni_cosa_sta_succedendo/82_67833/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha riaffermato con fermezza la linea di Teheran sull'attuazione del memorandum d'intesa con gli Stati Uniti. Ghalibaf ha confermato che i colloqui in Svizzera hanno accelerato lo sblocco dei beni finanziari iraniani congelati, ma ha ribadito che il Paese limiter&amp;agrave; rigorosamente l'accesso dell'AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) ai propri siti nucleari.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Le dichiarazioni, diffuse da Press TV, arrivano nel pieno della terza settimana di negoziati previsti dal protocollo d'intesa, a 45 giorni dalla scadenza decisiva del 18 agosto per il raggiungimento di un accordo definitivo.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Sblocco dei beni e riapertura dei mercati petroliferi&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il capo negoziatore ha evidenziato i progressi diplomatici ottenuti, specificando che l'alleggerimento delle sanzioni sulle esportazioni di greggio ha subito un'accelerazione durante i tavoli di Doha.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Questi passi avanti rappresentano una svolta cruciale per l'applicazione del memorandum in 14 punti siglato a giugno, un'intesa che ha gi&amp;agrave; sancito la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca delle restrizioni sulle vendite di petrolio iraniano.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Linea dura sull'AIEA: &amp;laquo;Nessun accesso extra&amp;raquo;&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Nonostante l'avvio della diplomazia, Ghalibaf ha mantenuto un tono di sfida nei confronti delle controparti occidentali:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13,0&quot;&gt;&quot;Il nemico dell'Iran comprende solo il linguaggio della forza ed &amp;egrave; con la forza che dobbiamo affrontarlo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;In netta controtendenza rispetto alle aspettative della comunit&amp;agrave; internazionale, il presidente del parlamento ha smentito categoricamente le voci secondo cui Teheran avrebbe concesso agli ispettori dell'AIEA l'accesso ai siti danneggiati dai bombardamenti congiunti di Stati Uniti e Israele avvenuti a febbraio.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;&quot;Non concederemo all'AIEA alcun accesso al di l&amp;agrave; di quanto espressamente autorizzato dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale&quot;, ha chiarito Ghalibaf, ponendo come massima priorit&amp;agrave; assoluta la coesione e l'unit&amp;agrave; interna del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Il contesto: dal conflitto di giugno alla tregua&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;La decisione di limitare l'operato dell'AIEA risale agli attacchi statunitensi contro le infrastrutture nucleari iraniane del giugno 2025. Da quel momento, Teheran ha accentrato tutte le decisioni sui monitoraggi internazionali sotto la diretta giurisdizione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;La situazione era precipitata ulteriormente a ridosso del 13 giugno, quando Israele aveva avviato un'operazione militare su vasta scala contro l'Iran &amp;mdash; motivata dal presunto sviluppo di un programma atomico segreto &amp;mdash; colpendo basi aeree, reattori, comandanti ed eminenti fisici nucleari.&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;La risposta di Teheran:&lt;/strong&gt; L'Iran, respingendo ogni accusa, ha risposto militarmente dando inizio a 12 giorni di scontri diretti.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Il ruolo degli Stati Uniti:&lt;/strong&gt; Washington &amp;egrave; intervenuta nel conflitto il 22 giugno con un singolo raid contro i siti nucleari iraniani. La notte successiva, il 23 giugno, Teheran ha replicato colpendo con una pioggia di missili la base aerea statunitense di Al Udeid, in Qatar, precisando tuttavia di non volere un'ulteriore escalation.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;La distensione:&lt;/strong&gt; Il presidente statunitense Donald Trump ha successivamente auspicato che la reazione iraniana in Qatar avesse &quot;allentato la tensione&quot;, aprendo la strada a un percorso di stabilizzazione in Medio Oriente. Il conflitto si &amp;egrave; poi ufficialmente concluso grazie a un cessate il fuoco concordato tra Israele e Iran.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                </item>
                            <item>
                    <title>La finanziarizzazione del TFR e la trasformazione delle nostre città</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_finanziarizzazione_del_tfr_e_la_trasformazione_delle_nostre_citt/52637_67834/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Alessandro Volpi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Oggi entra in vigore il silenzio assenso in merito al trasferimento del Tfr dei nuovi assunti nei fondi privati di categoria: i lavoratori e le lavoratrici hanno poi 60 giorni di tempo per esprimere la loro contrariet&amp;agrave;, se non lo fanno non potranno farlo mai pi&amp;ugrave;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;h1 class=&quot;product_title entry-title&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/turisti-a-casa-nostra/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;TURISTI A CASA NOSTRA&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p class=&quot;price&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/turisti-a-casa-nostra/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/turisti-a-casa-nostra1-copia-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;916&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;E' facilmente prevedibile che questa norma sancir&amp;agrave; una forte crescita del patrimonio dei fondi pensione di categoria, previsti dai contratti nazionali, che gi&amp;agrave; oggi dispongono di circa 270 miliardi di euro e che nel giro di poco supereranno i 300 miliardi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Al di l&amp;agrave; delle tante osservazioni possibili su cui mi sono gi&amp;agrave; espresso e che riprender&amp;ograve; perch&amp;eacute; sono decisive, dalla finanziarizzazione del Tfr, alle incertezze, alla crisi dell'ines etc., vorrei soffermarmi su un dato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ormai i grandi progetti di trasformazione urbana, soprattutto nei grandi centri, che hanno molto a che fare con il modello Dubai e con la trasformazione delle citt&amp;agrave; in luoghi per soli ricchi, sono finanziati dalle societ&amp;agrave; di risparmio gestito che creano fondi immobiliari specifici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tali societ&amp;agrave; hanno in Italia un patrimonio di circa 150 miliardi di euro che derivano in gran parte dalle Casse di previdenza pensionistica degli Ordini professionali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Una parte di tali risorse, che sono nelle mani delle societ&amp;agrave; di Caltagirone, Nattino, Pignataro, Catella etc., provengono anche dai fondi chiusi dei contratti di categoria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;E' evidente il caso del fondo Cometa dei lavoratori Metalmeccanici, che ha tra i propri partner la SGR Investire di Banca Finnat, riconducibile alla famiglia Nattino, che opera attraverso il Fondo Donatello, il Fondo i-Core e partecipa al progetto Real.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Cometa &amp;egrave; il capofila di questo progetto che unisce diversi fondi negoziali (come Fonte e Laborfonds) e la cui gestione &amp;egrave; affidata a due grandi SGR: InvestiRE SGR e DeA Capital Real Estate SGR.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In estrema sintesi i fondi pensione degli Ordini professionali e quelli di categoria, come Cometa, sono un motore di trasformazione delle citt&amp;agrave; in prodotti finanziari che devono rendere per i propri risparmiatori, alla ricerca di rendimenti in grado di competere con quelli delle big tech.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Certo, con la nuova normativa dell'automaticit&amp;agrave; del trasferimento del Tfr, la bolla immobiliare avr&amp;agrave; una ulteriore spinta e la desertificazione sociale delle principali citt&amp;agrave; italiane sar&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; forte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Con i risparmi di tutti, rendiamo i super ricchi pi&amp;ugrave; felici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Editoriali  </category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/AdobeStock_1585123197-scaled.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Gli ultimatum farlocchi di Zelenskij a Minsk e i ripetitori fantasma bielorussi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-gli_ultimatum_farlocchi_di_zelenskij_a_minsk_e_i_ripetitori_fantasma_bielorussi/45289_67807/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1 luglio. Costituiscono un bel mistero i ripetitori bielorussi che, a detta di Kiev, posizionati al confine con l'Ucraina, detterebbero le coordinate di navigazione ai droni russi. Oggi ci sono; domani, dopo che Vladimir Zelenskij ha fatto la voce grossa da par suo, il &amp;ldquo;dittatore&amp;rdquo; Aleksandr Luka&amp;scaron;enko si &amp;egrave; messo una tal paura da toglierli immediatamente; poi ricompaiono e, dice il capo di stato maggiore del regime nazigolpista Aleksandr Syrskij, nonostante le minacce, non solo non sono stati smantellati, ma sono stati addirittura riattivati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo, perch&amp;eacute;, dice Syrskij, Moskva sta valutando la possibilit&amp;agrave; di lanciare un'offensiva dalla Bielorussia con l'obiettivo di conquistare Kiev, anche se lo scenario pi&amp;ugrave; probabile &amp;egrave; che le forze russe avanzino da nord, dalla regione di Brjansk: &amp;laquo;si tratta di un'opzione realistica e ci stiamo preparando. Un'offensiva non su Kiev, ma sulla regione di Cernigov, con l'obiettivo di conquistare territorio, avanzare pi&amp;ugrave; in profondit&amp;agrave; e distogliere cos&amp;igrave; parte delle nostre truppe da aree strategiche chiave. Ci&amp;ograve; allungherebbe il fronte e ci priverebbe di riserve&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma l'opzione bielorussa non sembra affatto accantonata da parte di Kiev, tanto che, osserva su Radio Komsomol'skaja Pravda il politologo Andrej Klintsevic, da parte occidentale si sta preparando un attacco armato contro la Bielorussia ed &amp;egrave; per questo che il presidente Luka&amp;scaron;enko sta compiendo un viaggio internazionale in cerca di sostegno. Dopo l'incontro dei giorni passati con Vladimir Putin, ora il &amp;ldquo;bat'ka&amp;rdquo; bielorusso si &amp;egrave; recato in Cina. Ci&amp;ograve; sta a indicare l'esistenza di un coordinamento, non pubblico, delle azioni di risposta alle provocazioni promosse dall'occidente e delle possibili misure di sostegno, anche col ricorso ad alcune armi: Minsk dispone infatti di un gran numero di missili cinesi a lungo raggio e ad alta precisione, come ad esempio il sistema &amp;ldquo;Polonez&amp;rdquo; e il loro eventuale impiego richiede un certo coordinamento. &amp;laquo;Non appena gli eventi inizieranno a evolversi&amp;raquo; dice Klintsevic &amp;laquo;seguiranno azioni diplomatiche o militari... Aleksandr Grigorevic sta facendo il possibile per preservare il suo paese, perch&amp;eacute;, a giudicare dagli eventi, Londra ha gi&amp;agrave; emesso la condanna&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; casuale, per esempio, la presenza a Kiev della boldrinian-quartapelliana Svetlana Tikhanovskaja, l'apertura di un ufficio in citt&amp;agrave; e l'attivit&amp;agrave; del quartier generale militare, in vista di possibili azioni sul confine ucraino-bielorusso con l'intervento di nazionalisti bielorussi inquadrati nelle forze ucraine. Non va nemmeno sottovalutata l'attivit&amp;agrave; della NATO ai confini occidentali con la Bielorussia, dove, secondo alcune fonti, sarebbero concentrate alcune migliaia di uomini. La settimana scorsa si &amp;egrave; svolta una grande esercitazione per coordinare queste unit&amp;agrave; militari: con nome in codice &quot;Brave Boar&quot;, l'area &amp;egrave; stata ancora una volta quella del cosiddetto &amp;ldquo;Suwalki Gap&amp;rdquo;, l'ipotetico corridoio di poco meno di 100 km che va dal confine bielorusso alla regione russa di Kaliningrad e coincide grosso modo con la frontiera tra Polonia e Lituania, considerato dalla NATO uno dei punti deboli dell'Alleanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, quel &amp;ldquo;corridoio&amp;rdquo; sarebbe esposto a un attacco da parte bielorussa, nonostante che Minsk non sia oggi nella posizione di attaccare l&amp;rsquo;Ucraina o un qualche paese UE. In ogni caso, dice ancora Klintsevic, rimane &amp;laquo;la questione delle provocazioni nei confronti della Bielorussia, con gli ultimatum lanciati da Zelenskij: tutto ci&amp;ograve; sembra creare una ragione o un precedente&amp;raquo; per qualcosa di grosso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riassumendo la questione dei &amp;ldquo;ripetitori fantasma&amp;rdquo; al confine bielorusso, ricordiamo che la scorsa settimana sabotatori ucraini avevano minacciato la Bielorussia di attacchi contro i suoi centri decisionali, nel caso in cui la Russia intervenisse a sostegno del paese fratello e alcuni osservatori ritengono che l'offensiva ucraina contro la Bielorussia possa attuarsi nella seconda met&amp;agrave; dell'estate. Secondo Moskovskij Komsomolets, Kiev fa sapere che una &amp;ldquo;linea difensiva&amp;rdquo;, con droni e brigate di fanteria, &amp;egrave; gi&amp;agrave; stata dislocata al confine con la Bielorussia. Come ipotizzato da vari analisti, l'eventualit&amp;agrave; che il regime nazigolpista apra un secondo fronte, in direzione bielorussa, sarebbe legata al tentativo di abbassare l'et&amp;agrave; per la chiamata alle armi che, insieme alla decisione di vari paesi UE di negare la protezione ai profughi ucraini in et&amp;agrave; militare, porterebbe a un arruolamento in massa in Ucraina. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; che il nazigolpista-capo Vladimir Zelenskij continua ad accusare Minsk di allestire infrastrutture per una possibile escalation militare contro l'Ucraina, mettendo a punto strade, depositi di munizioni e impianti di stoccaggio di carburante. Questo, nonostante che il Servizio di Frontiera ucraino affermi di non aver registrato alcun concentramento di truppe nei pressi del confine e che le unit&amp;agrave; bielorusse stanziate dal 2022 non sono aumentate di numero, ma solo ruotate periodicamente. Sta di fatto che le autorit&amp;agrave; della regione di Cernigov hanno annunciato l'evacuazione obbligatoria degli abitanti di quattordici villaggi di confine e l'ex deputato della Rada Oleg Tsar&amp;euml;v ha paragonato la misura a quella dell'estate del 2024, prima dell'attacco alla regione di Kursk.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo il canale &amp;ldquo;Leghitimnyj&amp;rdquo;, la stampa occidentale &amp;egrave; concentrata su un presunto tentativo russo di trascinare la Bielorussia in un'azione militare, allo scopo di preparare l'opinione pubblica a un possibile attacco di Kiev a Minsk: se davvero l'Occidente ha dato l'ordine di attaccare la Bielorussia, ci&amp;ograve; indica la grave situazione delle forze armate ucraine e la loro volont&amp;agrave; di infliggere danni all'economia russa. Il canale Telegram ucraino &quot;Rezident&quot; ha descritto la situazione come un deliberato innalzamento della posta in gioco, dato che Zelenskij ha bisogno di un'escalation. Anche il deputato Aleksandr Dubinskij ha definito la retorica di Zelenskij un gioco &amp;ldquo;va banque&amp;rdquo;, un tentativo di provocare una reazione decisa, che si tratti di uno scambio di colpi o del coinvolgimento della Bielorussia, al fine di cambiare rapidamente gli equilibri delle ostilit&amp;agrave;; la mossa sarebbe calcolata per provocare un intervento UE e USA, poich&amp;eacute; un conflitto prolungato autunno-inverno favorirebbe la Russia, mentre le riserve dell'Ucraina sono quasi esaurite.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche a parere dello scrittore e ufficiale della riserva Viktor Kutyr, con le provocazioni al confine bielorusso, Zelenskij intende trascinare in guerra un qualche paese europeo; questo sarebbe l'obiettivo massimo. Obiettivo minimo, dice Kutyr a Ukraina.ru, &amp;egrave; quello di distogliere l'attenzione dalla disastrosa situazione al fronte. Ora, dice l'ex ufficiale, il confine ucraino-bielorusso &amp;egrave; costituito da foreste e &amp;laquo;il nemico pu&amp;ograve; facilmente penetrarvi a piccoli gruppi... tutti i vlasoviti hanno esperienza nell'attraversare questi territori&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Aleksandr Nosovic, per&amp;ograve;, l'attacco psicologico alla Bielorussia, che minacciava di estendere la guerra in Europa al suo territorio, &amp;egrave; fallito; il presidente Luka&amp;scaron;enko non ha creduto al bluff di Zelenskij su un'invasione dall'Ucraina e si &amp;egrave; rifiutato di rompere l'alleanza con la Russia. Questo era precisamente lo scopo dell'operazione speciale occidentale: intimidire la Bielorussia con la minaccia di una guerra portata dalle sue armi di stanza a Kiev e costringerla a riconsiderare le scelte geopolitiche. L'ultimatum di Zelenskij, scrive Nosovic su RIA Novosti, era composto di due parti. Su istigazione di Kiev, tutti si sono concentrati sulla prima parte: il ritiro delle attrezzature militari dal confine con l'Ucraina. Ma non c'erano attrezzature; si sono inventati tutto: prima, che ci fossero; dopo, che la Bielorussia avesse obbedito all'ultimatum e le avesse ritirate. Ma l'ultimatum conteneva anche una seconda parte, che poteva servire a capire se Luka&amp;scaron;enko fosse stato intimidito dalle minacce di Kiev e disposto ad accettare le richieste e la prima richiesta era di interrompere le forniture di carburante bielorusso al suo alleato. In realt&amp;agrave;, la Russia ha quasi quadruplicato le forniture di carburante dalla Bielorussia e ci&amp;ograve; ha contribuito a risolvere la carenza di carburante per l'aviazione russa, causata in parte dagli attacchi dei droni ucraini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cooperazione energetica &amp;egrave; uno dei pilastri dell'unione economica tra Bielorussia e Russia e Zelenskij, minacciando una guerra, pretendeva che Minsk minasse tale pilastro. La risposta all'ultimatum ucraino &amp;egrave; stata l'incontro tra Luka&amp;scaron;enko e Putin nella notte tra il 26 e il 27 giugno. La situazione &amp;egrave; nota: in passato, simili colloqui, dopo che la Bielorussia era stata minacciata di aggressione da parte dell'Ucraina o di paesi NATO orientali (ad esempio, un'invasione da parte del reggimento KalinovskI, composti di nazionalisti bielorussi inquadrati nelle truppe ucraine) si erano conclusi con il dispiegamento in Bielorussia di armi nucleari russe e del sistema missilistico Ore&amp;scaron;nik.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei 30 anni di esistenza dello Stato Unitario, ricorda Nosovic, si &amp;egrave; delineato uno schema preciso. Anno dopo anno, l'Occidente lancia ultimatum a Minsk, chiedendo di abbandonare l'unione con la Russia; quando Minsk respinge l'ultimatum, l'Occidente impone sanzioni, interrompe le relazioni diplomatiche e tenta di rovesciare e assassinare Lukashenko. Nei decenni dell'unione russo-bielorussa, ci sono stati non meno di sette tentativi di &quot;rivoluzione colorata&quot; a Minsk. Oggi, Luka&amp;scaron;enko ha respinto l'ultimatum di Zelenskij e ha cercato un avvicinamento ancora pi&amp;ugrave; stretto con Mosca, perch&amp;eacute; &amp;egrave; chiaro che Zelenskij stesse bluffando. Con le linee del fronte in ritirata permanente e le forze ucraine che soffrono di una catastrofica carenza di uomini, scrive Nosovic, Kiev non ha le risorse per invadere la Bielorussia. E anche se si limitasse alla rumorosa e sanguinosa operazione psicologica tanto cara a Kiev, il risultato sarebbe quello di trascinare in guerra un altro paese vicino, ritrovandosi con un secondo fronte nell'Ucraina occidentale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guardando al quadro pi&amp;ugrave; complessivo della situazione, osserva il politologo Oleg Ivanov su Ukraina.ru, all'Occidente conviene condurre una guerra per procura contro la Russia per mano ucraina, in modo da guadagnare tempo e prepararsi a uno scenario pi&amp;ugrave; serio. Questo ostacola l'avvio di un dialogo e, a parere di Ivanov, un canale di comunicazione con l'Europa si aprir&amp;agrave; probabilmente solo dopo che Kiev decider&amp;agrave; di avviare negoziati con la Russia e qualora si raggiunga l'esito auspicato. In questo senso, le dichiarazioni di Vladimir Putin dello scorso 23 maggio erano rivolte principalmente all'Occidente e &amp;laquo;hanno di fatto segnalato un cambio di rotta, che potrebbe essere interpretato come un avvertimento: &amp;ldquo;attenzione, la finestra per negoziati di pace si sta chiudendo&amp;rdquo;; un segnale rivolto in particolare agli sponsor occidentali del regime nazigolpista.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/skynews-zelenskyy-lukashenko_72787931.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Cose dell’altro mondo. Un reportage dai Territori Occupati di Palestina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cose_dellaltro_mondo_un_reportage_dai_territori_occupati_di_palestina/45289_67822/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO QUESTO REPORTAGE DALLA PALESTINA OCCUPATA&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Matteo Carosi*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;inverno 2026, con un&amp;rsquo;amica, siamo partiti per la Palestina tra le fila dell&amp;rsquo;International Solidarity Movement ISM, un gruppo internazionalista che fa presenza protettiva per le persone palestinesi dall&amp;rsquo;occupazione israeliana. Ci hanno addestrati, da remoto e in presenza a Ramallah ed assegnati al luogo in cui saremo rimasti per il mese successivo, a Masafer Yatta, tra le colline a sud di Hebron.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella che segue &amp;egrave; la breve storia della nostra esperienza come attivisti internazionalisti in Cisgiordania.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Umm Al Kahir, Cisgiordania&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagine%20umm2026-07-01%20212839.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;610&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Foto &amp;copy;Irene De Marco&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima notte passata &amp;ldquo;sul campo&amp;rdquo; &amp;egrave; nel villaggio di Umm Al Kahir, un fragile villaggio di beduini, stabilitisi qui subito dopo la Nakba (&amp;lsquo;la catastrofe&amp;rsquo; in arabo) del 1948, dal deserto del Negev, ora in Israele. Questo piccolo villaggio con circa duecento abitanti, tra i protagonisti del documentario premio Oscar No Other land, &amp;egrave; il centro di una strenua e ramificata resistenza contro l&amp;rsquo;occupazione israeliana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qua incontriamo Khalil,&amp;nbsp; leader del consiglio autonomo palestinese della zona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con lui finiamo per registrare un&amp;rsquo;intervista a pi&amp;ugrave; voci.&amp;nbsp; Prima di iniziare vado ai bagni del centro comunitario, guardo attraverso la finestrella di vetro, spio seguendo il mio sguardo oltrepassando la rete metallica, fino ad un complesso di caravan, ci sono delle finestre illuminate, due donne parlano con un uomo. A 5 metri dal bagno si svolge tranquilla la vita del recente insediamento di coloni israeliani che minaccia la sopravvivenza delle persone che ci ospitano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Com'&amp;egrave; la vita dei bambini qui? Gli chiediamo. Attorno a noi c&amp;rsquo;&amp;egrave; un via vai costante di bambini e bambine saltellanti e giocose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ci sono 68 bambini e bambine qui nel villaggio. Sfortunatamente 2 bambini e 3 bambine da quest'anno hanno smesso di andare a scuola, a causa delle condizioni di povert&amp;agrave; in cui vivono, e a causa delle violenze crescenti dei coloni. Dal 7 Ottobre in poi le strade sono diventate molto pericolose, per la crescente presenza dei coloni, ogni giorno attaccano le macchine, attaccano i bambini, non &amp;egrave; sicuro. Non ci sono scuolabus che portino i bambini a scuola, bisogna sempre organizzare l&amp;rsquo;accompagnamento con la presenza di internazionali.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come apprenderemo poi nei giorni seguenti, molte organizzazioni internazionali, compresa la nostra, hanno smesso di fare accompagnamenti a scuola, perch&amp;eacute; li ritengono ormai troppo pericolosi. Prende sempre pi&amp;ugrave; consistenza il termine che da alcuni accademici &amp;egrave; stato proposto di &amp;lsquo;scolasticidio&amp;rsquo; per la condizione scolastica in Palestina. I bambini e le bambine ormai vanno a scuola per 3 volte alla settimana, sempre sperando di non trovare un colono sulla loro strada, sperando che un bulldozer dell&amp;rsquo;esercito non l&amp;rsquo;abbia buttata gi&amp;ugrave; la sera prima, o che l&amp;rsquo;insegnante non sia stato arrestato sulla via di scuola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Khalil a ruota libera, in una frenesia narrativa, continua a raccontare la storia recente della sua gente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;La storia inizia il 28 Luglio 2025, a mattina viene portato un grande bulldozer qui nel villaggio, per tagliare gli alberi e far portare i caravan dei coloni. Gli abitanti si oppongono e tentano di fermarlo. Awdah ( Awdah Hathaleen, fratello di Khalil) era dentro il centro comunitario col figlio di 3 anni a filmare l'accaduto. Yinon Levi, che &amp;egrave; il colono responsabile di queste operazioni,&amp;nbsp; spara ad Awdah, che cade a terra. Ricordo il figlio di 3 anni con la maglia bianca sporca di sangue, le mani sporche di sangue. Nessuna ambulanza &amp;egrave; arrivata, nessun primo soccorso. Polizia ed esercito non sono arrivati sul momento. Quando sono arrivati, hanno portato tutta la comunit&amp;agrave; e gli internazionali a casa di mia madre, quasi 200 persone con donne e bambini in una casa, sparando e lanciando lacrimogeni. Tra di loro arriva Yinon Levi e inizia a scegliere 2,3,4 persone tra la mia famiglia per arrestarli e li arrestano. La persona che aveva ucciso Awdah. Yinon Levi quella stessa notte &amp;egrave; stato portato alla stazione di polizia, ed &amp;egrave; stato rilasciato dopo 3 ore. Il giorno dopo &amp;egrave; tornato qui, a finire il lavoro iniziato.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Khalil continua e chiude.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Se chiedi alle persone qui qual &amp;egrave; il loro sogno, non ti risponderanno che sognano viaggiare o fare shopping, ti risponderanno una sola cosa, dormire per una notte al sicuro.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inizia quella rieducazione emozionale che sar&amp;agrave; una costante qui in Palestina. La rabbia, il disgusto, il furore contro un&amp;rsquo;ingiustizia spesso cadono in un impalpabile torpore. Non ci sono le condizioni materiali per esprimerle, vengono represse, da meccanismi di sopravvivenza interni e da un esterno ostile e schiacciante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Susya AJ, Cisgiordania&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;/public/mce/ImmaSusyagine%202026-07-01%20213015.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;407&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Foto &amp;copy;Irene De Marco&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La macchina organizzativa, sempre febbrile, che unisce i nodi della rete di autodifesa dei villaggi palestinesi, ci muove ogni giorno, ogni notte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La presenza in una zona militare chiusa della famiglia da cui andiamo ci costringe a prendere diverse precauzioni per non finire arrestati e deportati dall&amp;rsquo;esercito israeliano. Prima fra tutte arrivare e ripartire sempre con il buio. Sulla porta, nella penombra, incontriamo l&amp;rsquo;uomo palestinese che ci accoglie, padre di una famiglia di due adulti e due bambine, in uno spazio piccolissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre una delle sorelle si addormenta col telefono in mano, l&amp;rsquo;altra rimasta sveglia ci arruola nel suo spettacolo rivolto al mondo,&amp;nbsp; illuminato dalla luce del monitor delle videocamere poste in giardino. Con un microfono fantasma tra le mani, Ladies and Gentlemen, the Queen of Palestine, the best dancer in the world, parte la coreografia, tra piroette, ponti e salti dei pi&amp;ugrave; folli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Date le premesse, la notte era popolata di fantasmi. Noi eravamo in allerta, sempre vigili, anche i nostri brevi sogni prendevano la forma della sorveglianza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi tutto succede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;accusa di aver lanciato una pietra su dei coloni israeliani viene pagata nel piccolo villaggio palestinese con un raid dell&amp;rsquo;esercito, con l&amp;rsquo;arresto di un uomo anziano e la confisca della sua macchina. Durante questa operazione militare siamo costretti a nasconderci nel bagno della casa. Da l&amp;igrave; sentiamo i rumori e le urla, i pianti e i tonfi, leggiamo i messaggi nelle chat che raccontano la situazione fuori dal bagno. Sono entrati in casa, hanno cercato il giovane palestinese accusato, hanno fatto uscire il padre, hanno spalancato la porta del bagno dietro cui siamo nascosti, si sono fermati sull&amp;rsquo;uscio e non ci hanno scoperto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dallo spiraglio della porta abbiamo sentito la figlia piangere, l&amp;rsquo;abbiamo vista allo specchio asciugarsi il naso insanguinato per lo spavento, l&amp;rsquo;abbiamo sentita rispondere al telefono che squillava in continuazione, come fosse la segretaria delle sventure del padre. L&amp;rsquo;abbiamo vista, sbirciando, sorriderci e farci segno di restare nascosti. Finito tutto, il padre &amp;egrave; rientrato, col suo sorriso migliore stampato sulla faccia, ricoperto di terra e polvere. Poi, abbiamo ballato con lei, sforzandoci per tirare via il bianco dalle nostre facce ricoperte di spavento, e le abbiamo detto che avrebbe potuto giocare a tutti i giochi del mondo sui nostri telefoni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Deir Sharaf, Cisgiordania&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immdeirshaf3agine%202026-07-01%20212943.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;399&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Foto &amp;copy;Irene De Marco&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci muoviamo verso nord, tra Tulkarem e Nablus. Staremo qui per 4 notti, da una famiglia composta da 3 persone, decimata nella sua presenza da un grave attacco subito un mese fa da parte di 100 coloni provenienti dall&amp;rsquo;insediamento sopra la collina. La devastazione, la violenza e la profonda paura, hanno fatto trasferire nella citt&amp;agrave; di Yatta, 200 km a sud, la maggior parte di questa numerosa famiglia, con centinaia di pecore al seguito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avvistiamo la presenza dei coloni in alto sopra la collina.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immaderie%20l%20shaf2gine%202026-07-01%20212915.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;403&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Foto &amp;copy;Irene De Marco&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si innesca un gioco di vigilanza reciproca, pensiamo che ci guardino, che sappiano quello che pensiamo. Come in un panopticon perfetto, prendono le altezze, costruiscono e dominano la valle, anche attraverso lo sguardo. Scendono velocemente dalla collina. Raggiungono una casa abbandonata e sprangata dall&amp;rsquo;ultimo grave e definitivo attacco di circa un mese prima, salgono sul tetto, ci salutano, fanno il segno della vittoria con le dita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E cos&amp;igrave; siamo gettate tra le pagine di un romanzo storico tipo Guerra e Pace, con l&amp;rsquo;esercito di Napoleone Bonaparte appostato sulla collina e l&amp;rsquo;esercito russo in svantaggio gi&amp;ugrave; nella valle, i generali scrutano i movimenti dei vari battaglioni, ogni movimento &amp;egrave; significante, e determina la reazione che costruisce la tattica dell&amp;rsquo;avversario. E cos&amp;igrave; chiss&amp;agrave; che se li osserviamo con la camera la cosa li far&amp;agrave; desistere dallo scendere a valle, o magari accender&amp;agrave; la loro vendetta per averli provocati con la nostra presenza indagatrice.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Subito dopo se ne vanno, e cos&amp;igrave; tutto torna alla normalit&amp;agrave;, tagliamo la legna, la madre fa il pane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Iniziamo a cercare i funghi, che sempre crescono dopo i giorni di pioggia. Assieme ripercorriamo i viottoli semi abbandonati della propriet&amp;agrave;, ormai piena di rifiuti di vite precedenti e dei segni dell&amp;rsquo;attacco subito. I rifiuti sono il segno della persistenza densa dell&amp;rsquo;occupazione, del paesaggio che crea e impone. I funghi si nascondono dietro l'erba alta e i rifiuti sparsi a terra. L&amp;rsquo;erba &amp;egrave; pi&amp;ugrave; verde e i funghi pi&amp;ugrave; gustosi se strappati all&amp;rsquo;ombra dell&amp;rsquo;occupazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta tornati, la pace garantita dal Board of Peace sbiadiva sempre di pi&amp;ugrave;. Dal cessate il fuoco sono stati uccisi 757 palestinesi. Israele si rifiutava di autorizzare l&amp;rsquo;ingresso nella Striscia di Gaza del governo tecnico palestinese incaricato di amministrare l&amp;rsquo;enclave nell&amp;rsquo;ambito del piano di pace di Donald Trump.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gabinetto di sicurezza nazionale del governo israeliano, annunciava la storica decisione che espande la giurisdizione di Israele su zone di area A e B, controllate dall&amp;rsquo;Autorit&amp;agrave; Palestinese e liberalizza la compravendita di terreni e propriet&amp;agrave; palestinesi per i cittadini israeliani &amp;ldquo;per dare ai coloni gli stessi diritti legali e civili e continuare ad uccidere l&amp;rsquo;idea di uno stato palestinese.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I media italiani, riportando i commenti del governo italiano sui video di Ben Gvir con i prigionieri della Global Sumud Flottilla, dicevano che lo Stato di Israele stava varcando molte linee rosse del diritto internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viene da pensare che ci sia un grosso problema di daltonismo di fondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Lavora nella ONG &lt;em&gt;A Sud. &lt;/em&gt;Attivista nella galassia ecologista romana&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/ImmaSusyagine+2026-07-01+213015.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Il piano del Board of Peace per rinchiudere i civili di Gaza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_piano_del_board_of_peace_per_rinchiudere_i_civili_di_gaza/45289_67823/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Israele e il &lt;em data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;30&quot;&gt;Board of Peace&lt;/em&gt;, l'organismo guidato dagli Stati Uniti, stanno definendo le linee guida per il trasferimento dei civili palestinesi della Striscia di Gaza all'interno di specifici &quot;centri di accoglienza umanitaria&quot;. Secondo quanto riportato dai media israeliani, l'obiettivo strategico dell'operazione &amp;egrave; separare progressivamente la popolazione civile dal controllo di Hamas, consentendo parallelamente alle forze israeliane di consolidare ed estendere la propria presenza sul territorio.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Il programma pilota a Tal al-Sultan&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il progetto, &lt;a href=&quot;https://www.israelhayom.com/2026/06/30/board-of-peace-to-open-hamas-free-humanitarian-zones-in-gaza/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;descritto&lt;/a&gt; dal quotidiano &lt;em data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;38&quot;&gt;Israel Hayom&lt;/em&gt; come un &quot;programma pilota&quot;, dovrebbe entrare nella sua fase operativa nelle prossime settimane. In base alle informazioni trapelate, la prima area designata per il ricollocamento forzato dei civili palestinesi sar&amp;agrave; il distretto di Tal al-Sultan, situato nei pressi della citt&amp;agrave; di Rafah.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;I criteri di accesso a queste zone restrittive saranno rigidi: i residenti non dovranno possedere armi n&amp;eacute; avere legami, diretti o indiretti, con l'organizzazione di Hamas.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,0&quot;&gt;&quot;Le forze multinazionali poste sotto la gestione del Board of Peace si dislocheranno in una struttura appositamente edificata presso Camp Amitai. Il contingente sar&amp;agrave; equipaggiato con armi non letali per il mantenimento dell'ordine pubblico all'interno delle zone umanitarie, mentre Israele continuer&amp;agrave; a presidiare le proprie posizioni, approfondendo il controllo oltre la linea gialla.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,1&quot;&gt;&amp;mdash; &lt;em data-path-to-node=&quot;11,1&quot; data-index-in-node=&quot;2&quot;&gt;Estratto del rapporto di Israel Hayom&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Camp Amitai, la base logistica dell'operazione, &amp;egrave; un'infrastruttura militare israeliana situata a ridosso dei confini della Striscia di Gaza. Le indiscrezioni della stampa indicano che i primi contingenti delle truppe internazionali sono attesi in Israele gi&amp;agrave; nelle prossime settimane per completare le fasi di addestramento e pianificazione logistica.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Il &lt;em data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;3&quot;&gt;Board of Peace&lt;/em&gt; sta inoltre individuando ulteriori aree all'interno delle comunit&amp;agrave; israeliane limitrofe alla Striscia per l'istituizione di grandi hub logistici, complementari ai campi gi&amp;agrave; edificati per il supporto delle forze multinazionali all'interno di Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Assistenza temporanea e divieto di ricostruzione&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Il piano prevede l'invio di cibo e aiuti umanitari all'interno di queste enclave isolate. Il rapporto qualifica l'operazione come un intervento di &quot;riabilitazione temporanea&quot; in aree definite &quot;libere da Hamas&quot;, in conformit&amp;agrave; con la Sezione 17 del piano strategico di Washington per Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Tuttavia, fonti ufficiali israeliane citate da &lt;em data-path-to-node=&quot;16&quot; data-index-in-node=&quot;47&quot;&gt;Israel Hayom&lt;/em&gt; hanno sottolineato un punto cruciale: &lt;strong data-path-to-node=&quot;16&quot; data-index-in-node=&quot;98&quot;&gt;non sar&amp;agrave; consentito l'ingresso di cemento o materiali edili destinati alla ricostruzione permanente&lt;/strong&gt; all'interno di tali aree.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;L'orientamento dei vertici politici e militari israeliani emerge con chiarezza: l'obiettivo &amp;egrave; privare Hamas di popolazione, territorio e risorse, determinandone il definitivo collasso strutturale attraverso l'isolamento totale dai civili.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Di contro, i funzionari del &lt;em data-path-to-node=&quot;18&quot; data-index-in-node=&quot;28&quot;&gt;Board of Peace&lt;/em&gt; hanno precisato alla stampa che i civili che desiderano fare ritorno nelle aree presidiate da Hamas saranno liberi di farlo, rigettando la definizione di questi centri come strutture detentive.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Divisioni interne e il ruolo della International Stabilization Force (ISF)&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;L'analisi dei media israeliani evidenzia profonde divisioni interne alla leadership di Tel Aviv in merito alla reale efficacia del piano, legate soprattutto al timore che Hamas possa infiltrarsi o sfruttare la situazione a proprio vantaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Il documento ribadisce inoltre la ferma posizione di Israele nel bloccare qualsiasi ritorno dell'Autorit&amp;agrave; Palestinese (ANP) alla governance di Gaza, subordinandolo all'attuazione di &quot;riforme strutturali significative&quot;, in linea con i decreti programmatici dell'iniziativa lanciata da Donald Trump nell'ottobre 2025. Nel frattempo, Israele prosegue con l'intensificazione delle operazioni di eliminazione mirata all'interno della Striscia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;Rimangono tuttavia forti incertezze sulla reale composizione della &lt;strong data-path-to-node=&quot;22&quot; data-index-in-node=&quot;67&quot;&gt;International Stabilization Force (ISF)&lt;/strong&gt;, il braccio operativo del &lt;em data-path-to-node=&quot;22&quot; data-index-in-node=&quot;133&quot;&gt;Board of Peace&lt;/em&gt;. Sebbene diversi Paesi abbiano manifestato la disponibilit&amp;agrave; a fornire truppe di peacekeeping, molti governi regionali e internazionali mostrano forti resistenze all'idea di un coinvolgimento diretto in uno scenario di aperto conflitto con la resistenza palestinese, la quale rifiuta la consegna delle armi prima di un totale ritiro israeliano e della nascita di uno Stato palestinese indipendente.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Il contesto strategico e l'evoluzione del piano&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Nonostante il &lt;em data-path-to-node=&quot;24&quot; data-index-in-node=&quot;14&quot;&gt;Board of Peace&lt;/em&gt; abbia recentemente diffuso materiale fotografico relativo all'arrivo di veicoli tattici presso l'area di supporto logistico denominata &lt;em data-path-to-node=&quot;24&quot; data-index-in-node=&quot;164&quot;&gt;&quot;Endurance&quot;&lt;/em&gt;, non &amp;egrave; ancora stata comunicata una data ufficiale per il dispiegamento sul campo della ISF.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;Sul fronte opposto, un portavoce di Hamas ha dichiarato che il movimento auspica che la presenza di una forza internazionale possa favorire il rispetto di una tregua stabile, accusando Israele di continue violazioni costate la vita a oltre 1.000 palestinesi dall'ottobre 2025. Le disposizioni strategiche del piano Trump hanno finora consentito a Tel Aviv di consolidare l'occupazione militare su almeno il 60% del territorio di Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;La complessit&amp;agrave; dello scenario &amp;egrave; d'altronde confermata dai recenti report dell'emittente radiotelevisiva pubblica israeliana KAN, secondo cui Hamas starebbe dimostrando una forte capacit&amp;agrave; di riorganizzazione, reclutando nuovi effettivi e ripristinando la rete di tunnel e l'arsenale bellico. Un fattore, quest'ultimo, che starebbe spingendo l'esercito israeliano a pianificare nuove operazioni offensive su larga scala all'interno della Striscia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Il progetto attuale rappresenta l'evoluzione di piani strategici discussi fin dal 2024, quando gi&amp;agrave; si ipotizzava la creazione di &quot;enclave umanitarie&quot; o &quot;bolle di sicurezza&quot; volte a erodere l'autorit&amp;agrave; governativa di Hamas sul territorio palestinese.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Siria, fiammata settaria a Homs: avviato lo sfollamento forzato della minoranza sciita</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-siria_fiammata_settaria_a_homs_avviato_lo_sfollamento_forzato_della_minoranza_sciita/82_67824/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Le forze di sicurezza del governo di Damasco hanno avviato una vasta e sistematica campagna di sfollamento forzato ai danni della popolazione sciita nel governatorato di Homs. Secondo le denunce raccolte sul campo, le autorit&amp;agrave; avrebbero gi&amp;agrave; costretto almeno mille famiglie ad abbandonare le proprie case, procedendo alla demolizione di decine di abitazioni e propriet&amp;agrave; private.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;La campagna ha sub&amp;igrave;to un'impennata lo scorso 29 giugno, quando i residenti dei quartieri di Al-Mazraa e di altre aree limitrofe di Homs hanno ricevuto avvisi formali di evacuazione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il pretesto burocratico e l'ultimatum delle 72 ore&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Secondo quanto dettagliato dall&amp;rsquo;&lt;a href=&quot;https://syriaja.com/news/a-thousand-syrian-shia-families-face-forced-displacement-as-stg-orders-demolition-of-al-mazra-village/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Archivio di Giustizia Siriano&lt;/a&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;32&quot;&gt; (SJA)&lt;/strong&gt;, le autorit&amp;agrave; di Damasco hanno giustificato i provvedimenti con motivazioni puramente burocratiche:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,0,0&quot;&gt;Presunta mancanza di permessi edilizi.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,1,0&quot;&gt;Costruzioni abusive su terreni dichiarati &quot;di propriet&amp;agrave; statale&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;La notifica dell'ordine, tuttavia, &amp;egrave; avvenuta tramite messaggi telefonici massivi che intimavano l'abbandono immediato delle case &quot;su ordine della dirigenza del governatorato di Homs&quot;. Ai residenti &amp;egrave; stato concesso un &lt;a href=&quot;https://atlaspress.news/en/2026/06/29/72-hour-evacuation-shia-village-homs-water-electricity-cut-fuel-crisis-syria/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ultimatum di sole 72 ore,&lt;/a&gt; allo scadere del quale le autorit&amp;agrave; hanno interrotto le forniture di energia elettrica e acqua potabile, rendendo i quartieri inabitabili.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;Around 1,000 Syrian Shia families face displacement as authorities demolish village west of Homs&lt;br /&gt;&amp;mdash;&amp;mdash;&lt;br /&gt;According to Syria Justice Archive, authorities affiliated with Syria's transitional government moved into the predominantly Shia village of Al-Mazraa, west of Homs, on 29 June,&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/Z62RPbh7JK&quot;&gt;pic.twitter.com/Z62RPbh7JK&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; The Cradle (@TheCradleMedia) &lt;a href=&quot;https://x.com/TheCradleMedia/status/2071957800922530251?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;&lt;strong&gt;Violenze sul campo e blackout mediatico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Subito dopo la fine dell'ultimatum, i reparti della Sicurezza Generale e le milizie governative sono entrati in forze ad Al-Mazraa e Al-Raqqa (nei pressi della zona di Al-Waer), avviando l'abbattimento delle infrastrutture con i bulldozer.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16,0&quot;&gt;&amp;ldquo;Le demolizioni sono state accompagnate da insulti e minacce da parte dei membri della milizia. Ai residenti e ai passanti &amp;egrave; stato tassativamente impedito di filmare la distruzione&amp;rdquo;, riferiscono fonti locali a SJA.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Nel tentativo di fermare i blocchi, una delegazione di cittadini si &amp;egrave; recata al capoluogo della provincia di Homs, ma il governatore nominato dal governo centrale si &amp;egrave; rifiutato di riceverli.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;???????? Jolani's gangs are cutting off water and electricity to the Shia village of Al-Mazra'a in the rural part of Homs. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sources from the village confirmed that the gangs have given residents 72 hours to evacuate the village as part of preparations for its demolition, as part of&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/tuVPpuh8lo&quot;&gt;pic.twitter.com/tuVPpuh8lo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; S p r i n t e r (@SprinterPress) &lt;a href=&quot;https://x.com/SprinterPress/status/2071554994109624671?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 29, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Nonostante il severo blackout mediatico imposto da Damasco, sui social media sono emersi video e immagini che testimoniano la gravit&amp;agrave; delle demolizioni. In un filmato, in particolare, si vedono agenti della sicurezza picchiare e schernire un civile disarmato mentre quest'ultimo invocava &quot;Ya Hussein&quot; (figura centrale del martirio sciita). L'operazione &amp;egrave; scattata non a caso a pochi giorni di distanza dall'Ashura, la ricorrenza in cui la comunit&amp;agrave; sciita commemora la morte del nipote del Profeta.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;&lt;strong&gt;La denuncia dei residenti: &quot;&amp;Egrave; pulizia etnica&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Gli abitanti del luogo non hanno dubbi e descrivono gli eventi come una &lt;strong data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;72&quot;&gt;&quot;campagna di spostamento forzato a sfondo settario&quot;&lt;/strong&gt;. A conferma di questa tesi, le denunce evidenziano come gli ordini di demolizione per mancanza di permessi abbiano colpito esclusivamente le propriet&amp;agrave; di cittadini sciiti e alawiti, ignorando deliberatamente i manufatti privi di licenza appartenenti alla maggioranza sunnita.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/CentralSyria?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#CentralSyria&lt;/a&gt; | &lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/Homs?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#Homs&lt;/a&gt;: Families are fleeing their homes as demolitions continue for a second straight day in the Shia-majority village of Al-Mazraa near Homs. &lt;a href=&quot;https://t.co/C8dBJVfLo5&quot;&gt;https://t.co/C8dBJVfLo5&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://t.co/PvfpksefMq&quot;&gt;pic.twitter.com/PvfpksefMq&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Syria Justice Archive (@SyJusticeArc) &lt;a href=&quot;https://x.com/SyJusticeArc/status/2071934850374738003?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;Dalla caduta di Bashar al-Assad alla fine del 2024, il nuovo assetto di Damasco ha registrato una scia di violenze contro le minoranze del Paese:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;23,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Marzo 2025:&lt;/strong&gt; Migliaia di alawiti uccisi nelle prime fasi di consolidamento del potere.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;23,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Mesi successivi del 2025:&lt;/strong&gt; Centinaia di civili drusi perdono la vita negli scontri a Suwayda.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;23,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Inizio 2026:&lt;/strong&gt; Atrocit&amp;agrave; contro i civili curdi durante l'offensiva governativa per il controllo delle aree energetiche settentrionali.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;CentralSyria | Homs : Demolitions of residents&amp;rsquo; homes continue in the village of Al-Mazraa, as accompanying police forces also carried out arrests, hurling sectarian insults and slurs against Shia beliefs while detaining a citizen and assaulting him &lt;a href=&quot;https://t.co/jN50Bl9fzL&quot;&gt;https://t.co/jN50Bl9fzL&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://t.co/guizBSf2eJ&quot;&gt;pic.twitter.com/guizBSf2eJ&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Syria Justice Archive (@SyJusticeArc) &lt;a href=&quot;https://x.com/SyJusticeArc/status/2071965048092700797?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il nuovo scacchiere geopolitico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;L'attuale escalation si inserisce nel profondo mutamento geopolitico che ha investito la Siria dopo il 2024. Il governo guidato dall'autoproclamato presidente &lt;strong data-path-to-node=&quot;26&quot; data-index-in-node=&quot;159&quot;&gt;Ahmad al-Sharaa&lt;/strong&gt; ha progressivamente stretto un asse strategico con Washington. Gli Stati Uniti hanno revocato la maggior parte delle sanzioni economiche, elevando Damasco al rango di &quot;partner&quot; nella coalizione globale contro l'ISIS.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Un'alleanza che la diplomazia internazionale porta avanti nonostante i passati ruoli di primo piano dello stesso Sharaa all'interno di Al-Qaeda e come vice del defunto leader dell'ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi. Oggi, l'apparato di sicurezza e il Ministero della Difesa siriano vedono la forte penetrazione di fazioni radicali dell'ex cartello di gruppi armati &amp;ndash; tra cui Hayat Tahrir al-Sham (HTS), Ahrar al-Sham, Jaish al-Islam e il movimento Noureddine al-Zinki &amp;ndash; storicamente protagoniste di duri scontri e violenze settarie contro le minoranze sciite, alawite, cristiane e druse del Paese.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/49bc7fdc-753a-11f1-8dad-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Il boom dell'export di Teheran dopo il blocco: così il petrolio iraniano ridisegna i mercati</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_boom_dellexport_di_teheran_dopo_il_blocco_cos_il_petrolio_iraniano_ridisegna_i_mercati/82_67825/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;La revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani, scattata a met&amp;agrave; giugno in virt&amp;ugrave; del nuovo memorandum d'intesa (MOU) tra Washington e Teheran, ha immediatamente innescato un'impennata nelle esportazioni di greggio della Repubblica Islamica. Secondo i dati diffusi il 1&amp;deg; luglio dalla societ&amp;agrave; di monitoraggio marittimo &lt;em data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;352&quot;&gt;Tanker Trackers&lt;/em&gt;, l'Iran ha esportato ben &lt;strong data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;393&quot;&gt;50 milioni di barili di petrolio&lt;/strong&gt; in sole due settimane.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;Iran has exported 50 million barrels of crude oil since the US-imposed blockade was lifted two weeks ago. This equates to 1.66 million barrels per day for June 2026. Most other countries in the region are still nowhere near pre-war levels.&lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/OOTT?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#OOTT&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/IranWar?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#IranWar&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/Tankers?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#Tankers&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://t.co/FJb70n0lbx&quot;&gt;pic.twitter.com/FJb70n0lbx&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; TankerTrackers.com, Inc. (@TankerTrackers) &lt;a href=&quot;https://x.com/TankerTrackers/status/2072011769740997078?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Il volume si traduce in una media di &lt;strong data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;37&quot;&gt;1,66 milioni di barili al giorno (bpd)&lt;/strong&gt; per il mese di giugno. Una ripresa record, se si considera che la maggior parte degli altri Paesi produttori della regione non ha ancora recuperato i livelli di esportazione precedenti al conflitto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il traffico a Hormuz torna ai livelli pre-conflitto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;La conferma del ritorno alla normalit&amp;agrave; dei flussi energetici &amp;egrave; arrivata anche dai vertici della Casa Bianca. Il vicepresidente degli Stati Uniti, &lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;146&quot;&gt;JD Vance&lt;/strong&gt;, ha dichiarato in un'intervista al &lt;em data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;190&quot;&gt;&quot;Michael Knowles Show&quot;&lt;/em&gt; che il transito di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz ha nuovamente raggiunto, e in alcuni casi superato, i picchi prebellici.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,0&quot;&gt;&quot;Abbiamo constatato che il traffico petrolifero ha raggiunto il suo picco prebellico&quot;, ha affermato Vance.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Il vicepresidente ha tuttavia precisato che il traffico marittimo complessivo (comprensivo di navi cargo e altre imbarcazioni) resta ancora a una frazione della media giornaliera pre-conflitto, che oscillava tra i 130 e i 150 passaggi. I dati della piattaforma di tracciamento &lt;em data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;277&quot;&gt;Kpler&lt;/em&gt; confermano la tendenza: le rilevazioni mostrano che il transito di petrolio nella strategica via d'acqua ha toccato i massimi dall'inizio delle ostilit&amp;agrave; che alla fine di febbraio avevano visto contrapposti gli Stati Uniti e Israele contro l'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;&lt;strong&gt;Greggio a +20% e il crollo del Brent globale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Il ritorno sui mercati sta garantendo a Teheran profitti decisamente elevati. Il capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, &lt;strong data-path-to-node=&quot;15&quot; data-index-in-node=&quot;136&quot;&gt;Mohammad Bagher Ghalibaf&lt;/strong&gt;, ha rivelato alla televisione di Stato che il Paese sta vendendo il proprio greggio a un &lt;strong data-path-to-node=&quot;15&quot; data-index-in-node=&quot;250&quot;&gt;premio superiore di circa il 20%&lt;/strong&gt; rispetto ai valori prebellici.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Ghalibaf ha ricordato la durezza dei mesi precedenti: &lt;em data-path-to-node=&quot;16&quot; data-index-in-node=&quot;54&quot;&gt;&quot;Durante i circa 60 giorni di blocco navale statunitense che hanno paralizzato i traffici, l'Iran &amp;egrave; stato veramente impossibilitato a esportare anche un solo barile di petrolio&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;???? Speaker of the Parliament of Iran and Iran's chief wartime negotiator Mohammad Bagher Ghalibaf confirms Iran exported over 40 million barrels of crude.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;????Since the day we lifted the blockade until today, we have exported more than 40 million barrels of oil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;????This happened in&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/iW58zFMQ0e&quot;&gt;https://t.co/iW58zFMQ0e&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://t.co/zPuzBmfzv4&quot;&gt;pic.twitter.com/zPuzBmfzv4&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Drop Site (@DropSiteNews) &lt;a href=&quot;https://x.com/DropSiteNews/status/2072055740844687696?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;L'improvvisa immissione di greggio iraniano ha immediatamente allentato i timori sull'offerta globale, provocando una forte correzione dei mercati internazionali:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;18,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Prezzo attuale del Brent:&lt;/strong&gt; circa 73 dollari al barile.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;18,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Calo registrato:&lt;/strong&gt; quasi -40% rispetto al picco di 118 dollari toccato ad aprile.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il nodo delle &quot;tariffe di servizio&quot; e il controllo dello Stretto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Sul fronte diplomatico, i progressi del protocollo d'intesa si intrecciano con la gestione dello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri dell'Oman, &lt;strong data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;152&quot;&gt;Badr Al-Busaidi&lt;/strong&gt;, ha espresso pieno sostegno alla proposta di Teheran di applicare delle &lt;strong data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;240&quot;&gt;&quot;tariffe di servizio&quot; volontarie&lt;/strong&gt; alle navi in transito, respingendo la formula delle &quot;tasse di transito&quot; caldeggiata dagli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;I proventi di tali contributi serviranno a finanziare la sicurezza marittima, la risposta alle emergenze e la lotta all'inquinamento, sul modello di quanto gi&amp;agrave; avviene negli stretti di Malacca e Singapore.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Ghalibaf ha confermato che Iran e Oman hanno raggiunto un accordo totale su tutti gli aspetti legali e logistici, blindando la sovranit&amp;agrave; di Teheran:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24,0,0&quot;&gt;L'Iran ha concesso il passaggio esentasse delle navi per i 60 giorni previsti dal memorandum.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24,1,0&quot;&gt;Teheran ha ribadito che &lt;strong data-path-to-node=&quot;24,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;24&quot;&gt;non rinuncer&amp;agrave; mai al controllo e alla gestione della via navigabile&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;&lt;strong&gt;Negoziati tecnici a Doha&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Sullo sfondo restano le grandi manovre diplomatiche a Doha, in Qatar, dove gli inviati statunitensi &lt;strong data-path-to-node=&quot;27&quot; data-index-in-node=&quot;100&quot;&gt;Jared Kushner e Steve Witkoff&lt;/strong&gt; stanno incontrando i mediatori locali per limare i dettagli dell'accordo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;Anche una delegazione iraniana &amp;egrave; giunta nella capitale qatariota, ma il ministero degli Esteri di Teheran ha spento i rumors su possibili vertici politici bilaterali, specificando che la missione ha un carattere esclusivamente tecnico ed &amp;egrave; focalizzata sullo &lt;strong data-path-to-node=&quot;28&quot; data-index-in-node=&quot;258&quot;&gt;sblocco di miliardi di dollari di asset iraniani&lt;/strong&gt; congelati all'estero.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/2af236f8-7537-11f1-ba42-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Xi celebra i 105 anni del PCC: “La modernizzazione socialista è la missione storica della Cina”</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-xi_celebra_i_105_anni_del_pcc_la_modernizzazione_socialista__la_missione_storica_della_cina/45289_67827/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Nel &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202607/1364902.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;discorso&lt;/a&gt; per il 105&amp;deg; anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese (PCC), il presidente Xi Jinping ha definito la storia del Partito &amp;ldquo;l&amp;rsquo;epopea pi&amp;ugrave; magnifica della nazione cinese&amp;rdquo;, invitando i suoi oltre 101 milioni di membri a proseguire con determinazione il percorso verso la costruzione di un moderno Paese socialista entro la met&amp;agrave; del secolo. Ripercorrendo la trasformazione del PCC, nato nel 1921 con poco pi&amp;ugrave; di 50 iscritti in una Cina segnata da povert&amp;agrave; e dominazione straniera, Xi ha sottolineato come oggi il Partito sia la pi&amp;ugrave; grande forza politica al governo del mondo e il motore della crescita della seconda economia globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il leader cinese ha ribadito che il Paese attraversa una fase in cui grandi opportunit&amp;agrave; strategiche convivono con rischi e sfide sempre pi&amp;ugrave; complessi. In un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni e crescente instabilit&amp;agrave;, ha esortato il Partito a rafforzare la propria capacit&amp;agrave; di affrontare crisi e pressioni esterne, mantenendo salda la rotta dello sviluppo. Xi ha inoltre richiamato la necessit&amp;agrave; di intensificare la lotta alla corruzione, rafforzare l&amp;rsquo;autodisciplina del Partito e preservarne il legame con il popolo, indicato come la vera forza alla base dei successi ottenuti negli ultimi decenni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rivendicando i risultati conseguiti sotto la guida del PCC - dall&amp;rsquo;eliminazione della povert&amp;agrave; estrema allo sviluppo del pi&amp;ugrave; grande sistema di istruzione, sanit&amp;agrave; e protezione sociale del mondo, fino all&amp;rsquo;aumento dell&amp;rsquo;aspettativa di vita oltre i 79 anni - Xi ha affermato che il Partito continuer&amp;agrave; a promuovere la modernizzazione socialista e la costruzione di una &amp;ldquo;comunit&amp;agrave; dal futuro condiviso per l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul piano della sicurezza nazionale, il presidente ha confermato l&amp;rsquo;obiettivo di accelerare la modernizzazione delle forze armate entro il centenario dell&amp;rsquo;Esercito Popolare di Liberazione nel 2027, ribadendo il sostegno alla stabilit&amp;agrave; di Hong Kong e Macao e riaffermando che la riunificazione con Taiwan rappresenta una missione storica irrinunciabile, da perseguire opponendosi tanto ai movimenti indipendentisti quanto alle interferenze esterne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/1782891886736_5541.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Venezuela: il Potere Popolare chavista resiste alla prova dell’emergenza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_il_potere_popolare_chavista_resiste_alla_prova_dellemergenza/45289_67828/</link>
                    <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fronte all'emergenza che sta colpendo il Venezuela, il Potere Popolare si &amp;egrave; &lt;a href=&quot;https://www.comunas.gob.ve/2026/06/30/autogestion-comunera-consolida-campamento-transicion-universidad-maritima-caribe/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;affermato&lt;/a&gt; come uno dei principali strumenti di risposta sul territorio, garantendo assistenza e sostegno alle famiglie sfollate. Un esempio &amp;egrave; il campo di accoglienza allestito presso l'Universit&amp;agrave; Marittima dei Caraibi, a Catia La Mar, dove l'organizzazione comunitaria sta assicurando ospitalit&amp;agrave;, servizi essenziali e supporto quotidiano agli evacuati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'iniziativa si basa sul lavoro volontario e sul coordinamento dei Consigli Comunali, che hanno riprodotto nel centro di accoglienza il modello di autogestione gi&amp;agrave; sperimentato nei quartieri di provenienza. I volontari si occupano della pulizia degli spazi comuni, della gestione delle cucine, dei servizi igienici e delle aree verdi, favorendo una convivenza ordinata e solidale. Grande attenzione &amp;egrave; riservata anche all'assistenza sanitaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il personale volontario raccoglie e distribuisce i medicinali donati, mentre gli operatori sanitari segnalano come tra le necessit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; urgenti vi sia la disponibilit&amp;agrave; di insulina per i pazienti diabetici ospitati nella struttura. L'esperienza del campo di Catia La Mar viene presentata come un esempio concreto della capacit&amp;agrave; di auto-organizzazione delle comunit&amp;agrave; venezuelane. In un momento di difficolt&amp;agrave;, la cooperazione tra cittadini, volontari e strutture di base sta contribuendo a garantire protezione, dignit&amp;agrave; e continuit&amp;agrave; dell'assistenza alle persone colpite dall'emergenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al di l&amp;agrave; delle difficolt&amp;agrave; economiche e delle pressioni esterne, l'esperienza dimostra che il chavismo conserva una significativa capacit&amp;agrave; di mobilitazione popolare e organizzazione territoriale, nonostante in molti ne avessero pronosticato la fine dopo i tentativi di delegittimazione e il sequestro di Maduro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Sabotaggio al Nord Stream: la Germania incrimina formalmente un ucraino</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sabotaggio_al_nord_stream_la_germania_incrimina_formalmente_un_ucraino/45289_67829/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 20:34:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Fracesco Fustaneo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;A &amp;nbsp;distanza di quasi tre anni dal sabotaggio che danneggi&amp;ograve; i gasdotti Nord Stream 1 e 2, la procura federale tedesca ha compiuto un passo decisivo verso l'apertura di un processo. Sotto le lenti della magistratura tedesca &amp;egrave; finito il cittadino ucraino Serhii K., la cui posizione processuale si &amp;egrave; aggravata con la notifica dell'atto d'accusa, avvenuta mercoled&amp;igrave; scorso, come confermato dallo studio legale Menaker di Berlino, che ne cura la difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;a href=&quot;/dettnews-esplosionenord_stream_arrestato_in_italia_un_presunto_attentatore_ucraino/45289_62377/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;svolta&lt;/a&gt; nelle indagini era gi&amp;agrave; emersa nell'agosto dello scorso anno, quando l'uomo era stato fermato dalle forze di polizia italiane nei pressi di Rimini, in esecuzione di un mandato di arresto emesso dalla magistratura tedesca.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo quanto ricostruito dai &lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/germany-indicts-ukrainian-over-nord-stream-pipeline-blasts-german-media-report-2026-07-01/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;documenti&lt;/a&gt; del mandato di arresto e da una sentenza della Corte federale di giustizia tedesca risalente al dicembre 2025, l'accusa sostiene che Serhii K. non fosse un semplice esecutore materiale, ma avesse un ruolo chiave nella pianificazione logistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le indagini tedesche, condotte in stretta collaborazione con altre agenzie europee, hanno ricostruito i movimenti di un'unit&amp;agrave; operativa che avrebbe noleggiato lo yacht a vela &amp;ldquo;Andromeda&amp;rdquo;. Secondo la tesi dell'accusa, fu proprio da questa imbarcazione che il gruppo, coordinato da Serhii K., avrebbe posizionato gli ordigni esplosivi sui condotti sottomarini Nord Stream 1 e 2 nei pressi dell'isola danese di Bornholm, nel settembre 2022.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le esplosioni del 26 settembre 2022 rappresentarono uno degli episodi pi&amp;ugrave; gravi mai registrati contro le infrastrutture energetiche critiche europee.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Mondiali 2026: si avvera la profezia di Maradona</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mondiali_2026_si_avvera_la_profezia_di_maradona/82_67820/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:06:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'astro e leggenda del calcio mondiale, il compianto Diego Armando Maradona, fece una previsione sorprendente sui Mondiali di quest'anno, che si stanno svolgendo in Messico, Stati Uniti e Canada.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2018, &quot;El Pibe de Oro&quot; grazie al suo acume riusc&amp;igrave; a prevedere ci&amp;ograve; che ha scatenato polemiche e indignazione in egual misura in questa edizione del torneo: le pause per l'idratazione. Questa nuova formula prevede un'interruzione di tre minuti in ogni tempo per permettere ai giocatori di reidratarsi, ma questa pausa in realt&amp;agrave; sembra avere un chiaro scopo pubblicitario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Gli americani volevano giocare quattro tempi da 25 minuti per la pubblicit&amp;agrave;; noi avremmo dovuto giocare 100 minuti&quot;, disse, riferendosi alle ambizioni degli Stati Uniti, che aveva gi&amp;agrave; previsto.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;?????????? Maradona acert&amp;oacute; en esto sobre el Mundial 2026 &lt;a href=&quot;https://t.co/w2kPAFTUrH&quot;&gt;pic.twitter.com/w2kPAFTUrH&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Sepa M&amp;aacute;s (@Sepa_mass) &lt;a href=&quot;https://x.com/Sepa_mass/status/2072291589175570780?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;July 1, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;&quot;El Pelusa&quot; (Il Pibe) fece queste dichiarazioni durante un programma televisivo. Interrogato sui tre paesi ospitanti, inizialmente disse: &quot;Non mi piace; non c'&amp;egrave; passione&quot;, prima di offrire alcune riflessioni sulle tre nazioni organizzatrici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre al suo commento sugli Stati Uniti, espresse la sua opinione sul Canada: &quot;I canadesi saranno anche bravi sciatori, ma non importa&quot;, ha affermato, rivelando la sua scarsa considerazione per la qualit&amp;agrave; calcistica del paese nordamericano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando si &amp;egrave; trattato del Messico, ha sbottato: &quot;Da qui il Messico ne esce vincitore, anche se non se lo merita. Perch&amp;eacute; il Messico vince due partite, ma poi incontra il Brasile o l&amp;rsquo;Argentina e&amp;hellip; bam!, fuori&quot;, la sua previsione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finora, l'inizio della nazionale messicana &amp;egrave; stato spettacolare: ha vinto tutte e tre le partite del girone e ha trionfato anche ai sedicesimi di finale contro l'Ecuador. La squadra &amp;egrave; quindi avanzata a pieni voti agli ottavi di finale.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Uffici pubblici come forni e condizionatori &quot;solo per i capi&quot;: la grande ingiustizia del caldo sul lavoro</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-uffici_pubblici_come_forni_e_condizionatori_solo_per_i_capi_la_grande_ingiustizia_del_caldo_sul_lavoro/42819_67821/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Ogni anno &amp;egrave; la stessa storia. Rispetto al 2025, le temperature record sono arrivate con un mese di anticipo e rischiano di durare molto pi&amp;ugrave; a lungo. Siamo tornati in uffici e posti di lavoro gi&amp;agrave; monitorati un anno fa: la situazione non &amp;egrave; cambiata di una virgola. &amp;Egrave; il momento di esigere risposte chiare sul perch&amp;eacute; non siano ancora stati predisposti gli interventi necessari per garantire un microclima adeguato.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Mentre il termometro sale, ci si trincera dietro la solita scusa della difficolt&amp;agrave; di adeguare i palazzi storici. Peccato che anche gli edifici moderni, se privi di tende e condizionatori, si trasformino in forni. Parliamo di uffici pubblici, che per legge dovrebbero essere i primi a essere messi a norma. Immaginiamo allora cosa stia accadendo nel settore privato: nei magazzini della logistica, nei campi agricoli o nelle strade attraversate da rider e postini. Oggi, pretendere un impianto di condizionamento funzionante sembra quasi un'assurdit&amp;agrave;. Protocolli, burocrazia e procedure si traducono, all'atto pratico, nel nulla cosmico.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;6,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;&amp;Egrave; accettabile che i vertici aziendali e i decisori politici scarichino sul singolo dipendente il peso e i disagi di questa inerzia?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Il disagio termico &amp;egrave; a tutti gli effetti un rischio per la salute e la sicurezza sul lavoro. Eppure, le contromisure rimangono ipotetiche o impraticabili. Basta leggere l&amp;rsquo;elenco delle opzioni sul tavolo &amp;mdash; dall'installazione di nuovi impianti ai deumidificatori fino ai semplici ventilatori &amp;mdash; per capire che alle segnalazioni dei Rappresentanti per la Sicurezza (RLS) si risponde da tempo solo con promesse futuribili. Nessun termine, nessun obbligo, nessuna priorit&amp;agrave; e nessun responsabile.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La burocrazia dell'assurdo e il &quot;privilegio&quot; dell'aria condizionata&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Merita attenzione la sezione dedicata alle misure procedurali. Davanti all'emergenza, il dirigente potrebbe disporre la chiusura degli uffici, lo spostamento del personale o la sospensione delle attivit&amp;agrave;. Ma sappiamo tutti che scelte del genere esporrebbero il dirigente al pubblico ludibrio. In compenso, spuntano circolari scritte per vietare espressamente l'uso di climatizzatori personali, forse per paura di sovraccaricare gli impianti e doverne rispondere in prima persona.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Il vero nodo, per&amp;ograve;, &amp;egrave; un altro: la climatizzazione esiste, ma spesso &amp;egrave; distribuita secondo una rigida gerarchia organizzativa. Una vera e propria questione di classe. Un microclima idoneo non deve riguardare solo la singola stanza dei bottoni, ma anche i corridoi e i locali di accesso. Gli sbalzi termici continui tra aree fresche e zone comuni surriscaldate sono essi stessi un fattore di rischio. Se nessuno avesse l'aria condizionata, parleremmo di una carenza strutturale. Ma se alcuni uffici sono climatizzati e altri no, siamo davanti alla totale sottovalutazione di un rischio oggettivo.&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;11,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;I criteri:&lt;/strong&gt; Con quali parametri &amp;egrave; stata stabilita la priorit&amp;agrave; di installazione?&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;11,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;I piani:&lt;/strong&gt; Esiste un piano di climatizzazione progressiva o una mappatura dei locali critici?&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;11,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;I dati:&lt;/strong&gt; Dove sono le misurazioni ufficiali nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)?&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Una provocazione (trasparente) e l'appello finale&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Chiudiamo con una provocazione: si pubblichi la mappa degli edifici pubblici climatizzati. Vogliamo vedere il numero di split per sede, i criteri di assegnazione, il piano triennale degli interventi e lo storico delle segnalazioni degli ultimi cinque anni con i relativi tempi di risposta. Chiedere che un rischio per la salute sia gestito con criteri oggettivi e uguali per tutti, anzich&amp;eacute; secondo gerarchie informali, &amp;egrave; davvero troppo?&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Dobbiamo spostare il dibattito dalla sterile lamentela alla responsabilit&amp;agrave; organizzativa. E dobbiamo farlo in fretta, prima di avere sulla coscienza la vita di lavoratori costretti a operare in condizioni disumane. Nei prossimi giorni analizzeremo i testi governativi per aggiungere nuovi tasselli a questa battaglia.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
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                            <item>
                    <title>Vittoria contestata dopo 23 giorni di conteggio: Keiko Fujimori si prende la presidenza per 50mila voti</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-vittoria_contestata_dopo_23_giorni_di_conteggio_keiko_fujimori_si_prende_la_presidenza_per_50mila_voti/45289_67819/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:48:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La conservatrice neoliberista Keiko Fujimori &amp;egrave; &lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/world/2026/jun/30/keiko-fujimori-wins-peru-presidential-election-polls-runoff&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ufficialmente&lt;/a&gt; la nuova presidente del Per&amp;ugrave;. L'Ufficio nazionale dei processi elettorali ha certificato una vittoria controversa al termine di un conteggio durato 23 giorni, che ha visto l'esponente di Fuerza Popular imporsi per un margine di circa 49.600 voti sui 18 milioni espressi. Un divario risicato, su cui permangono grossi dubbi, ma sufficiente a consegnarle la poltrona che inseguiva da quattro tentativi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La proclamazione definitiva spetta ora al Pleno del Jurado Nacional de Elecciones, prevista per il 3 luglio. Ma il clima resta teso. Il candidato di sinistra Roberto S&amp;aacute;nchez, che aveva inizialmente preso il comando dello scrutinio per poi essere superato, ha gi&amp;agrave; annunciato che far&amp;agrave; ricorso alla Commissione interamericana per i diritti umani, denunciando irregolarit&amp;agrave; nella gestione del voto all'estero.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;Presentaremos un recurso ante la &lt;a href=&quot;https://x.com/CIDH?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;@CIDH&lt;/a&gt; estamos convencidos de la grave afectaci&amp;oacute;n al proceso electoral y, a la intangibilidad de la normativa electoral al cambiar las reglas de juego en la segunda vuelta en las elecciones efectuadas por las oficinas consulares. Tenemos el derecho&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/8JTRXG9Ghq&quot;&gt;pic.twitter.com/8JTRXG9Ghq&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Roberto S&amp;aacute;nchez Palomino (@RobertoSanchP) &lt;a href=&quot;https://x.com/RobertoSanchP/status/2071829482340786598?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Proprio il voto della diaspora, spiegano gli analisti, &amp;egrave; stato decisivo per l'esito del ballottaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Figlia dell'ex dittatore Alberto Fujimori, oggi 51enne, Keiko ha costruito la sua campagna sul classico binomio delle destre neoliberiste, ordine e speranza. In un Paese che negli ultimi dieci anni ha consumato otto presidenti, travolto dall'instabilit&amp;agrave; politica e dall'escalation di criminalit&amp;agrave;, la nuova leader promette mano dura. Quella stessa mano che il padre,poi condannato per corruzione e crimini contro l'umanit&amp;agrave;, us&amp;ograve; per schiacciare i ribelli maoisti di Sendero Luminoso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Ogni volta ci avviciniamo di pi&amp;ugrave; al percorso dell'ordine e della speranza per tutti i peruviani&quot;, ha scritto su X, subito dopo la vittoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il marchio Fujimori, da sempre un'arma a doppio taglio, le ha garantito riconoscibilit&amp;agrave; e una base fedele. Ma anche una lunga scia di oppositori che, per due decenni, hanno rifiutato di votare chiunque portasse quel cognome. I critici le imputano anche parte della responsabilit&amp;agrave; del caos politico peruviano, accusando Fuerza Popular di aver usato il peso in congresso per accordi sottobanco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il quadro politico che attende Fujimori &amp;egrave; frammentato. Come &lt;a href=&quot;https://noticiaslatam.lat/20260701/el-voto-extranjero-fue-relevante-para-el-triunfo-electoral-de-fujimori-1174117982.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;sottolinea&lt;/a&gt; il politologo Jean Carlos Rodr&amp;iacute;guez, destra e sinistra hanno lo stesso numero di parlamentari. Sar&amp;agrave; il centro a determinare le maggioranze, e con il ritorno alla bicameralit&amp;agrave; i fujimoristi, forti del controllo al Senato, potrebbero blindare l'esecutivo per l'intero quinquennio che scatta il 28 luglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La riscossa dell'estrema destra latinoamericana coincide con il ritorno di Trump alla Casa Bianca e con il ritorno in Honduras dell'ex presidente Juan Orlando Hern&amp;aacute;ndez, graziato da Donald Trump dopo la condanna per narcotraffico. Per l'avvocato honduregno Carlos Fiallos il messaggio &amp;egrave; chiaro: &quot;Il potere &amp;egrave; al di sopra delle leggi e delle costituzioni. Quando prevale sulla giustizia, non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; limite&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Il pacco bomba di Montecarlo e il segnale agli oligarchi in fuga: &quot;Così Kiev mette a tacere i dissidenti&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_pacco_bomba_di_montecarlo_e_il_segnale_agli_oligarchi_in_fuga_cos_kiev_mette_a_tacere_i_dissidenti/45289_67818/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:22:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La notte di luned&amp;igrave;, l&amp;rsquo;esplosione di un pacco bomba nel centro di Montecarlo ha ferito il miliardario ucraino Vadim Yermolayev, la moglie e il figlio di 13 anni. Secondo quanto ricostruito dalle autorit&amp;agrave; locali, un uomo si &amp;egrave; presentato davanti all&amp;rsquo;ingresso del residence, ha depositato il pacco e si &amp;egrave; allontanato. Poco dopo, il congegno &amp;egrave; scoppiato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le indagini si concentrano ora su una pista: l&amp;rsquo;ombra dei servizi segreti ucraini. Il quotidiano francese Le Figaro ha &lt;a href=&quot;https://www.lefigaro.fr/faits-divers/oligarque-mis-en-garde-suspect-toujours-en-cavale-a-monaco-les-enqueteurs-s-orientent-vers-la-piste-ukrainienne-20260630&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riportato&lt;/a&gt; che gli investigatori monegaschi considerano l&amp;rsquo;ipotesi di un&amp;rsquo;operazione dell&amp;rsquo;SBU come la pi&amp;ugrave; accreditata. Una firma, scrive il giornale, che rimanderebbe direttamente a Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A gettare nuova luce sulla vicenda sono per&amp;ograve; le dichiarazioni rilasciate all&amp;rsquo;agenzia RIA Novosti dall&amp;rsquo;ex agente del DGSE francese &lt;a href=&quot;https://ria.ru/20260701/monike-2102114522.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Claude Moniquet&lt;/a&gt;. Secondo Moniquet, Yermolayev stava preparando da settimane un intervento pubblico di alto profilo: una conferenza al Parlamento europeo per denunciare i sistemi di corruzione radicati in Ucraina. Lo stesso ex funzionario ha dichiarato di aver discusso personalmente con il team dell'oligarca l&amp;rsquo;organizzazione di quelle audizioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;L&amp;rsquo;ipotesi che qualcuno, all&amp;rsquo;interno dei circoli di potere ucraini o vicino a essi, abbia voluto farlo tacere appare logica&amp;rdquo;, ha spiegato Moniquet. Ma l&amp;rsquo;obiettivo, secondo l&amp;rsquo;ex agente, potrebbe essere duplice: &amp;ldquo;Non solo mettere a tacere Yermolayev, ma anche lanciare un segnale ai decine di oligarchi ucraini esiliati sulla Costa Azzurra, dissuadendoli dal seguire il suo esempio&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Moniquet non esclude una seconda pista, quella di un regolamento di conti tra concorrenti per il controllo degli affari del magnate. Due versioni, ha precisato, che non si escludono a vicenda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il &amp;ldquo;Bataglione di Monaco&amp;rdquo; e le sanzioni di Zelensky&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Yermolayev non &amp;egrave; un nome nuovo per le cronache francesi. Trasferitosi sulla Costa Azzurra dopo aver rinunciato alla cittadinanza ucraina nel 2019, per il sistema fiscale e giudiziario del suo Paese, l&amp;rsquo;imprenditore &amp;egrave; stato inserito dalla stampa locale nel cosiddetto &amp;ldquo;Bataglione di Monaco&amp;rdquo;: un gruppo di ricchi esuli ucraini sorvegliati a vista dagli inquirenti del regime di Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La rottura definitiva con il regime di Zelensky &amp;egrave; arrivata nel dicembre 2023, quando il presidente ucraino ha firmato un decreto che gli comminava sanzioni decennali, congelando beni e conti correnti in patria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A complicare il quadro, due giorni prima dell&amp;rsquo;attentato Yermolayev avrebbe collaborato con l&amp;rsquo;Ufficio nazionale anticorruzione ucraino (NABU), l&amp;rsquo;organismo che negli ultimi mesi ha scoperchiato grandi schemi di malaffare legati all&amp;rsquo;entourage del presidente. Proprio lo scorso luglio, Zelensky aveva tentato di smantellare l&amp;rsquo;agenzia, salvo fare marcia indietro di fronte alle critiche pubbliche e le minacce di Washington.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La reazione di Mosca&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha &lt;a href=&quot;https://radiosputnik.ru/20260701/1987027282.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;commentato&lt;/a&gt; l&amp;rsquo;accaduto citando Il Piccolo Principe di Saint-Exup&amp;eacute;ry: &amp;ldquo;Siamo responsabili di coloro che abbiamo addomesticato&amp;rdquo;. E ha aggiunto: &amp;ldquo;Sono loro i responsabili dei mostri sanguinari che hanno addomesticato. E se ne assumano le conseguenze&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>L'Ucraina ha perso oltre 38.000 militari e mercenari a giugno</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lucraina_ha_perso_oltre_38000_militari_e_mercenari_a_giugno/82_67817/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:55:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Oltre 38.300 militari ucraini e mercenari stranieri sono rimasti uccisi o feriti in azione a giugno, ha affermato l'esperto militare Andrey Marochko, secondo quanto &lt;a href=&quot;https://tass.com/defense/2153993&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riporta&lt;/a&gt; l'agenzia TASS.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Le perdite di personale nemico ammontano a 38.325, tra militanti e mercenari ucraini. Si tratta di 7.180 in pi&amp;ugrave; rispetto a maggio. Il rischio di perdite nell'esercito ucraino deriva in particolare dal basso livello di addestramento del personale e dal rapido dispiegamento dei militari in prima linea. Spesso, le persone vengono mobilitate con la forza e inviate al fronte entro una settimana. Il numero delle vittime riflette anche l'efficacia delle nostre forze di sistemi aerei senza pilota (UAS) di recente costituzione. Il nemico si lamenta del fatto che i nostri operatori di droni abbiano notevolmente migliorato le loro prestazioni&quot;, ha dichiarato in una diretta sui social media, citando dati del Ministero della Difesa russo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Marochko ha aggiunto che a giugno le forze russe hanno distrutto 16.300 droni, 12 carri armati, nove lanciarazzi multipli, 270 pezzi di artiglieria da campo, 155 sistemi di guerra elettronica e radar, nonch&amp;eacute; quasi 2.400 veicoli da combattimento nemici di vario tipo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>L'UE mira alle terre rare del Brasile</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lue_mira_alle_terre_rare_del_brasile/82_67816/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:45:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Secondo quanto riportato da &lt;a href=&quot;https://www.bloomberglinea.com/economia/union-europea-confirma-interes-por-tierras-raras-en-america-latina-y-ve-a-este-pais-como-posible-socio/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Bloomberg&lt;/a&gt;, l'Unione Europea (UE) sta promuovendo un partenariato strategico con il Brasile nel settore delle terre rare, elementi essenziali per le transizioni verde e digitale, nonch&amp;eacute; per i settori aerospaziale e della difesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'articolo afferma che questo era uno degli obiettivi della visita che il Commissario europeo per i partenariati internazionali, Jozef S&amp;iacute;kela, ha effettuato nel Paese sudamericano la scorsa settimana, durante la quale ha promosso investimenti in energie pulite, materie prime critiche e infrastrutture e trasporti digitali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si sottolinea inoltre che sia il Brasile che l'UE hanno un forte interesse a costruire catene di approvvigionamento pi&amp;ugrave; resilienti, diversificate e sostenibili, per le quali la creazione di partenariati a lungo termine e in grado di generare valore &amp;egrave; fondamentale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo proposito, l'UE &amp;egrave; alla ricerca di partner chiave e considera il Brasile un attore globale nel settore dei minerali critici, essenziali per i settori automobilistico, della difesa e aerospaziale, nonch&amp;eacute; per i chip per l'intelligenza artificiale e i data center.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'UE ha gi&amp;agrave; stipulato accordi sulla catena del valore delle terre rare con Argentina e Cile, rendendo il Brasile il prossimo obiettivo in una regione di notevole importanza in questo ambito. Secondo l'Organizzazione per l'Energia dell'America Latina e dei Caraibi (OLAC), l'America Latina e i Caraibi rappresentano il 25% della produzione globale di minerali strategici, fondamentali per la transizione energetica globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rame e litio spiccano in questo contesto, guidando il settore per la loro importanza nell'elettrificazione, nelle reti elettriche, nelle batterie e nella mobilit&amp;agrave; elettrica. Seguono nichel, grafite e altri elementi delle terre rare, cruciali per le tecnologie pulite.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>Caldo in Europa: la Cina corre in soccorso con condizionatori e ventilatori</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-caldo_in_europa_la_cina_corre_in_soccorso_con_condizionatori_e_ventilatori/45289_67815/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:26:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;L'ondata di calore che da settimane attanaglia l'Europa ha acceso la corsa ai sistemi di climatizzazione, e a raccogliere i frutti sono soprattutto i produttori cinesi, come &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202607/1364856.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;evidenzia&lt;/a&gt; il quotidiano Global Times. Alcune aziende specializzate in condizionatori segnalano incrementi di vendita superiori al 300% in paesi come la Francia, mentre ventilatori portatili e altri dispositivi per il fresco registrano una crescita altrettanto marcata su scala continentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rispondere alla domanda e garantire le forniture, le imprese cinesi si sono mosse rapidamente: dai grandi produttori di condizionatori ai piccoli commercianti di Yiwu, il polo dell'export di piccola manutenzione nello Zhejiang, tutti hanno intensificato la produzione, adattato i prodotti alle esigenze di installazione locali, cercato nuove rotte di spedizione e ampliato i canali di vendita online.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo i dati forniti dalla divisione europea di TCL, le vendite nella regione nordica e in Francia sono pi&amp;ugrave; che triplicate, mentre in Spagna la crescita si &amp;egrave; attestata al 100%. Le scorte di condizionatori portatili del gruppo si sono esaurite attraverso le filiali e i canali partner in Regno Unito, Francia e Germania. Per far fronte all'urgenza, l'azienda sta valutando spedizioni dirette su gomma verso l'Europa e voli charter per alcuni ordini speciali, oltre ad aver ridotto i tempi di produzione da 30-40 giorni a soli 10.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Skyworth Air Conditioning conferma un'impennata della domanda europea quest'anno, con un lavoro di adattamento dei prodotti alle abitudini e alle condizioni di installazione locali. Le rigide normative sugli edifici storici, i costi elevati della manodopera specializzata e i vincoli sulle ristrutturazioni negli affitti hanno reso i condizionatori fissi poco accessibili per molte famiglie europee, spingendo la domanda verso modelli cinesi a installazione semplificata. I modelli a innesto rapido pensati per il mercato francese, che evitano l'attesa di un installatore professionista, sarebbero andati esauriti in alcuni magazzini francesi nel giro di una settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Haier racconta di aver sviluppato la propria linea Expert proprio per superare le difficolt&amp;agrave; di installazione negli edifici pi&amp;ugrave; vecchi, con staffe a L, piastre di montaggio semplificate e soluzioni di scarico flessibili che dimezzano i tempi di posa. La gamma Pearl Premium avrebbe invece raggiunto la classe di efficienza energetica pi&amp;ugrave; alta prevista in Europa, rispondendo al problema del caro bollette. L'azienda riferisce una crescita superiore al 20% nel business europeo del climatizzatore, con il proprio marchio in aumento del 23 percento: prima posizione in Spagna per volumi e valore, leadership nel canale professionale in Italia, secondo posto nel mercato residenziale polacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda &amp;egrave; salita anche per altri prodotti da raffrescamento, come le macchine per il ghiaccio: un'azienda di Ningbo segnala spedizioni verso l'Europa in crescita di oltre il 70% nei primi cinque mesi dell'anno. Su AliExpress, condizionatori portatili, macchine del ghiaccio e ventilatori elettrici hanno mostrato una crescita esponenziale in giugno, con condizionatori esauriti in diversi paesi, Regno Unito in testa seguito da Francia e Germania. Le vendite di macchine del ghiaccio nel Regno Unito sono decuplicate su base annua, mentre in Germania gli apparecchi per il fresco sono cresciuti di quasi cinque volte e in Francia si sono triplicati. I ventilatori hanno guadagnato il 94% in una settimana in Spagna e sono raddoppiati in Italia. Anche su Alibaba.com si registra un fenomeno simile: una volta esauriti i condizionatori, i compratori europei si sono rivolti in massa ai ventilatori, con ordini in Francia in crescita del 31 percento e in Svezia, persino nelle zone vicine al circolo polare, in aumento del 375 percento per l'accumulo di scorte in vista di nuove ondate di calore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il boom dei climatizzatori riguarda soprattutto il fresco negli ambienti chiusi (case, ospedali, spazi pubblici), da Yiwu arriva un altro segnale: la crescita della domanda di protezione solare da esterno, tra cappelli con ventola, ombrelloni e manicotti rinfrescanti. Zhang Jiying, a capo di un'azienda di ombrelli della citt&amp;agrave;, racconta che l'export verso l'Europa &amp;egrave; iniziato nel 2005 con i tradizionali ombrelli da pioggia, quando la richiesta di protezione dal sole era ancora limitata. Con l'aumento delle temperature estive negli ultimi anni i consumatori sarebbero diventati pi&amp;ugrave; attenti al problema, alimentando la domanda di ombrelloni e ombrelli con ventola incorporata. L'azienda prevede una crescita di circa il 10% quest'anno tra export e vendite, grazie a nuovi ordini da Spagna, Italia e Francia, e ha ampliato la gamma con ombrelli a rivestimento nero, modelli con ventola e con nebulizzatore. La produzione, circa 10 mila pezzi al giorno, viaggia soprattutto per mare e tramite i treni merci Cina-Europa, con la rotta Yiwu-Madrid che richiede dalle due alle tre settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo i dati ufficiali della citt&amp;agrave;, l'interscambio commerciale via e-commerce transfrontaliero di Yiwu ha toccato gli 81,18 miliardi di yuan nei primi cinque mesi dell'anno, in crescita del 10,23% su base annua. AliExpress segnala di aver continuato a costruire capacit&amp;agrave; logistica locale in Europa, un'opzione diventata pi&amp;ugrave; importante da quando l'Unione europea ha inasprito le regole fiscali sui piccoli spedizioni transfrontaliere. Durante il festival di shopping del 618, per la prima volta pi&amp;ugrave; della met&amp;agrave; degli ordini in mercati chiave come Spagna, Francia e Polonia sarebbe partita da magazzini locali, superando le spedizioni dirette dalla Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Chen Jing, vicepresidente del Technology and Strategy Research Institute, la filiera cinese sta assumendo un ruolo che va oltre la normale esportazione stagionale di beni di consumo, diventando parte del sistema di risposta alle emergenze climatiche. Il vantaggio dei prodotti cinesi per il fresco, secondo Chen, non risiede solo nel rapporto qualit&amp;agrave;-prezzo, ma in una capacit&amp;agrave; di risposta sistemica costruita su una filiera industriale completa, produzione flessibile, consegne rapide e canali di e-commerce transfrontaliero. Dalla capacit&amp;agrave; di iterazione rapida su piccoli lotti fino ai magazzini locali che abbreviano i tempi di consegna, le aziende cinesi sono riuscite a raggiungere una capacit&amp;agrave; di fornitura d'emergenza che il mercato europeo difficilmente potrebbe replicare a breve termine. Un modello che, secondo Chen, mostra come la manifattura cinese resti un riferimento stabile ed efficiente nella risposta al cambiamento climatico e agli eventi meteorologici estremi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Liberali e nazionalisti: trova le differenze</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liberali_e_nazionalisti_trova_le_differenze/52860_67814/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Giannini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'&amp;egrave; un tratto che avvicina il procedere politico tanto di quelli che si richiamano, in senso astratto, al liberalismo quanto di coloro che parlano di nazione. Gli eventi storici del Novecento e del nuovo Millennio confermano &quot;l'amicizia&quot; tra apparati (partiti, mondo dei media, centri di interessi economici), esteriormente in lotta per la contesa elettorale, ma spesso alleati nelle scelte e coalizioni, che si muovono tutti in direzione dell'affermazione del capitalismo. Corsi e ricorsi storici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le pagine pi&amp;ugrave; drammatiche, quelle che hanno visto le due guerre mondiali, con in mezzo la crisi economica determinata dagli eccessi dello sviluppo capitalistico, e la lotta al comunismo inteso come antidoto all'imperialismo, hanno poi prodotto la riformulazione dell'ordine mondiale imperniato sul capitalismo stesso. E, se sul finire del secolo scorso, almeno formalmente (partiti di sinistra e sindacati)&amp;nbsp; vi erano forze all'interno della societ&amp;agrave;&amp;nbsp; (movimenti politici extraparlamentari, pratiche di mutualismo) organizzate ed alternative al dogma del mercato, successivamente gran parte di esse si sono svendute al capitale stesso. Un'operazione di restyling al passo con i tempi che ha ridotto la sfera di influenza che queste una volta esercitavano sulle masse dei salariati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A loro volta, in gran parte, traditi da chi ne rappresentava ideologicamente il riferimento, accettando, acriticamente, il verbo consumistico, l'individualismo e la competizione al ribasso, hanno optato per altre vie, votando le destre estreme, come segno di rivalsa non tanto verso chi li aveva abbandonati, e nemmeno nei confronti dei carnefici (le forze moderate, le destre estreme), ma contro altri milioni di depauperati, pi&amp;ugrave; disperati di loro ( precari, percettori di misere forme di sussidio, migranti). Facendo, quindi, il gioco di conservatori e liberisti, rafforzandone il consenso in tutte le sfere, dai movimenti neoidentitari o che si richiamano all'orgoglio nazionale (AFD, Lega, Fratelli d'Italia, la Lepen, Farage in Inghilterra, Vox in Spagna ecc.) a quelli di governo sovranazionale (Ursula von der Leyen come punto di intesa austeritaria e guerrafondaia tra il liberismo bipartisan dei popolari e socialdemocratici).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'interno di questa unione di intenti, incapace di scalfire il predominio USA-NATO, anzi, ad essi sottoposti ed in continuit&amp;agrave; con ogni forma di colonialismo (politico, economico, culturale) cercano di trovare posto soggetti, di dubbie capacit&amp;agrave;, in cerca di esposizione. Emergono fuggitivi dell'ultima ora, inquietanti personaggi, traditori di chi li ha portati ai vertici della scena politica, che fondano partiti nuovi, ma nel gioco degli interessi personali (arrivismo), e a discapito di quelli collettivi (sociali, civili, economici) si prestano ad essere pedine per la realizzazione di interessi pi&amp;ugrave; grandi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Italia, ad esempio, dopo la parabola di Alfano sono i mediocri Calenda e Picierno, che fanno di tutto pur di cercare di prendersi la scena. Totalmente inadatti, che nemmeno l'arte della retorica gli appartiene. Individui, che si nascondono dietro slogan qualunquistici, al pari di populisti come Vannacci e Salvini che provare ad ascoltare i loro interventi mediatici, pieni di finta enfasi, fa rimpiangere i vecchi politici della Prima Repubblica, i cui comizi avevano, decisamente, maggiore sostanza. Per occupare un posto di primo piano all'interno delle stanze di quel potere che fingono di contrastare Picierno e Vannacci, facce della stessa medaglia, sono disposti a mettersi al servizio di strategie geopolitiche, che generano morte ed inculcano odio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la prima (al pari di Calenda) esistono solo le vittime ucraine. Da anni continua la crociata antirussa, in tutte le sedi, sino al &quot;fastidioso&quot; ostracismo culturale, che parla di censura e liste di proscrizione (altro che liberalismo!) ed arriva a sostenere i filo-nazisti del battaglione Azov. Il generale, invece, &amp;egrave; l'impersonificazione del vuoto che attanaglia l'Italia da troppo tempo, della deriva antropologica dove tutti sono contro tutti. Si muove all'interno di un terreno scivoloso privo di ogni substrato, ma che serve proprio a riempire quel vuoto lasciato, fatto di teorie ed idee strampalate, mancanti di ogni fondamento. Cos&amp;igrave;, si esprime ma non dice, mettendo spesso in mezzo questioni legate alla etnicit&amp;agrave; o alla sessualit&amp;agrave; che, se funzionali a raccogliere consenso ed a dividere, sono foriere di razzismo ed esclusione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di un suprematismo che da Trump ai genocidari israeliani arriva fino ai gerarchi nazifascisti. Quindi, la gara &amp;egrave; tra chi sta pi&amp;ugrave; a destra, tra busti mussoliniani, nostalgici del Ventennio, e legittimari di Hitler. L'alleanza tra i detentori del capitale ed i fascismi &amp;egrave; storicamente documentata. La lotta ai &quot;rossi&quot;, il libero mercato, i colpi di Stato ed il sostegno alle dittature. Gli economisti classici che elogiavano Mussolini perch&amp;egrave; la crescita dell'accumulazione era necessaria al prestigio nazionale, anche se questo comportava l'incarcerazione degli oppositori, le uccisioni e gli&amp;nbsp; arb&amp;igrave;tri, le guerre coloniali e mondiali. Bisognava frenare le rivendicazioni operaie, limitare o&amp;nbsp; impedire gli scioperi, concentrare le ricchezze nei monopoli e sperperare le risorse pubbliche in armamenti, relegando gli improduttivi (anziani, malati), le donne ed i diversi (gli ebrei, gli omosessuali, i rom) ad un ruolo di confinamento e subordinazione gerarchica. Facendo i dovuti paragoni con la situazione attuale, ecco che quei provvedimenti oggi ritornano sotto forma di nuove vesti. I migranti diventano le mire preferite.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Costretti a fuggire da situazioni invivibili a causa del collasso delle economie, guerre, fondamentalismi, epidemie ed impatti climatici estremi, tutte, in certa misura, determinate da secoli e secoli di colonialimo occidentale, in che cosa consiste&amp;nbsp; l'accoglimento ad essi riservato dall'Occidente democratico?&amp;nbsp; Centri di detenzione, muri, fili spinati, tracciamento costante e deportazione in posti poco sicuri. La von der Leyen imita il modello Meloni, nonostante la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, e gli eccessi di spesa. La Picierno appresta letti per i poveri bimbi ucraini, mentre quelli palestinesi sono coi piedi nel fango. In sintesi, i liberisti economici si comportano come i partiti reazionari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, la galassia liberal, comprendente i centristi (i post democristiani), la sinistra &quot;riformista&quot; e le destre moderate &amp;egrave; fatta da personalit&amp;agrave; meno rozze e volgari, che puntano tutto sulle competenze, il merito (sacrificando l'eguaglianza e le pari opportunit&amp;agrave;), la presentabilit&amp;agrave;, per assicurare i mercati. Il punto &amp;egrave; che dal secondo dopoguerra ad oggi sono loro quelli che governano e continuano a fare danni, tanto da resuscitare, come risposta, i nazionalismi. Per essi all'interno delle societ&amp;agrave; non c'&amp;egrave; posto per tutti, ma solo per chi &amp;egrave; funzionale agli interessi geopolitici, di casta e classe. I bianchi, la razza &quot;eletta&quot; rappresentano una minoranza tra la popolazione mondiale, ma abbisognano di un esercito di riserva di schiavi, che ne confermi la supremazia. E se i metodi sono questi trovare le differenze tra Picierno, Ursula, e Meloni, tutte donne con scarsa femminilit&amp;agrave;, diventa davvero complicato.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il Principe</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/calenda-vannacci.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Asfura nega aiuti al Venezuela: &quot;Oggi devo concentrarmi sull'Honduras&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-asfura_nega_aiuti_al_venezuela_oggi_devo_concentrarmi_sullhonduras/82_67813/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 12:55:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il presidente honduregno - uscito vicitore in una tornata elettorale controversa e segnata dalle ingerenze USA - Nasry Asfura, ha escluso l'invio di aiuti dal suo Paese per sostenere le operazioni di soccorso e alleviare la situazione delle migliaia di persone colpite dal catastrofico terremoto che ha colpito il Venezuela mercoled&amp;igrave; scorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Interrogato dai media, il presidente 'trumpiano' ha dichiarato: &quot;Che Dio mi perdoni, non voglio sembrare egoista, ma devo pensare prima di tutto a ogni singolo honduregno&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;?????| Honduras no enviar&amp;aacute; rescatistas ni ayuda a Venezuela ????????&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El presidente Nasry Asfura afirm&amp;oacute;: &quot;Que Dios me perdone, pero tengo que velar primero por cada hondure&amp;ntilde;o. A Venezuela le va a llegar mucha ayuda de otros pa&amp;iacute;ses&quot;???? &lt;a href=&quot;https://t.co/UmOuLA3DmS&quot;&gt;pic.twitter.com/UmOuLA3DmS&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; tunotacom (@tunota_com) &lt;a href=&quot;https://x.com/tunota_com/status/2071764588048089478?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 30, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Ha affermato di essere certo che il Paese sudamericano, gravemente colpito dal disastro, ricever&amp;agrave; &quot;aiuti da molti altri Paesi&quot;, cosa che sta gi&amp;agrave; accadendo. Almeno una ventina di Paesi hanno inviato squadre di soccorso e rifornimenti alla popolazione della costa centrale del Venezuela, in particolare nello Stato di La Guaira, dichiarato zona disastrata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante la gravit&amp;agrave; dell'accaduto, Asfura ha ribadito: &quot;Oggi devo concentrarmi sull'Honduras e sui bisogni di ogni singolo honduregno. Ma che Dio benedica e protegga ognuno dei venezuelani che oggi soffrono&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a43c89459bf5b22c2021e93.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Il bluff dei comici russi mette in imbarazzo l'Estonia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_bluff_dei_comici_russi_mette_in_imbarazzo_lestonia/82_67812/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La scelleratezza dei guerrafondai baltici confermata da uno scherzo. Il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente estone, Madis Roll, si &amp;egrave; offerto di assistere il regime di Kiev nel coordinamento di attacchi contro San Pietroburgo durante una conversazione con i comici russi Vovan e Lexus.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vladimir Kuznetsov (Vovan) e Alexei Stolyarov (Lexus) si sono spacciati per il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino, Rustem Umerov, e hanno condiviso i dettagli della conversazione sul loro canale Telegram.&lt;/p&gt;
&lt;script src=&quot;https://telegram.org/js/telegram-widget.js?24&quot; async=&quot;&quot; data-telegram-post=&quot;Russiacalling/3047&quot; data-width=&quot;100%&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Dopo che alcuni burloni hanno sollevato la questione degli incidenti con droni ucraini negli Stati baltici, affermando che fossero in realt&amp;agrave; destinati ad attaccare San Pietroburgo, Roll ha dichiarato: &quot;Se dovessero sorgere problemi con il coordinamento [degli attacchi], vi prego di farmelo sapere. Sono certo che i nostri ministri della Difesa ne siano a conoscenza&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha inoltre sottolineato che l'Estonia non ritiene Kiev responsabile degli incidenti con i droni. &quot;Non vi stiamo in alcun modo incolpando, sebbene tali incidenti suscitino preoccupazione tra i cittadini estoni. [...] La posizione del governo &amp;egrave; che non incolpiamo affatto l'Ucraina. Incolpiamo la Russia&quot;, ha affermato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi mesi, diversi incidenti con droni ucraini sono stati segnalati nei Paesi baltici e dell'Europa orientale, suscitando preoccupazione nella regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La maggior parte degli alleati del regime di Kiev ha scelto di scagionare l'Ucraina e di incolpare la Russia per aver deviato i droni utilizzando i suoi sistemi di guerra elettronica, nonostante il fatto che la campagna di droni del regime di Kiev goda del sostegno finanziario e militare europeo. Da parte sua, Kiev inizialmente ha eluso le proprie responsabilit&amp;agrave;, ma col tempo finisce per rilasciare scuse sistematiche, senza mostrare alcun segno di voler ridurre l&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; dei propri attacchi. Mosca ha ripetutamente richiamato l'attenzione sul fatto che i droni ucraini utilizzano lo spazio aereo della Polonia e degli Stati baltici per condurre attacchi contro il territorio russo. Nel frattempo, i droni ucraini colpiscono veicoli, abitazioni, luoghi di intrattenimento, centri commerciali e altre infrastrutture civili russe, causando vittime.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/smartcrop1.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>&quot;Missione storica&quot;: Xi invia un messaggio decisivo su Taiwan</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-missione_storica_xi_invia_un_messaggio_decisivo_su_taiwan/82_67811/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 12:08:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il presidente cinese Xi Jinping ha &lt;a href=&quot;http://big5.www.gov.cn/gate/big5/www.gov.cn/yaowen/liebiao/202607/content_7073949.htm&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;affermato&lt;/a&gt; che la risoluzione della questione di Taiwan e la riunificazione del Paese rimangono la missione storica del Partito Comunista Cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Risolvere la questione di Taiwan e raggiungere la piena riunificazione della Patria &amp;egrave; la missione storica a cui il nostro Partito si &amp;egrave; sempre impegnato con incrollabile dedizione, nonch&amp;eacute; l'aspirazione comune di tutti i figli e le figlie della nazione cinese&quot;, ha dichiarato il presidente durante la solenne cerimonia per il 105&amp;deg; anniversario della fondazione del Partito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi ha aggiunto che Pechino deve combattere &quot;con fermezza&quot; le forze separatiste che propugnano l'&quot;indipendenza di Taiwan&quot;, opporsi alle interferenze esterne e promuovere la grande causa della riunificazione della Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente ha inoltre sottolineato la necessit&amp;agrave; di intensificare gli scambi, la cooperazione e lo sviluppo integrato attraverso lo Stretto di Taiwan.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a44d012e9ff712e4e651da4.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Fondi tagliati all'UNRWA, l'ONU lancia l'allarme: &quot;Rischio catastrofe per milioni di palestinesi&quot;:</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fondi_tagliati_allunrwa_lonu_lancia_lallarme_rischio_catastrofe_per_milioni_di_palestinesi/82_67810/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;L&amp;rsquo;Ufficio dei servizi di controllo interno delle Nazioni Unite (OIOS) ha concluso l'indagine indipendente sulle accuse mosse da Israele contro il personale dell'UNRWA. Il Segretario Generale dell'ONU, Ant&amp;oacute;nio Guterres, ha colto l'occasione per denunciare con fermezza la drammatica carenza finanziaria che sta paralizzando l'agenzia, il cui mandato era stato rinnovato solo sei mesi fa con il sostegno schiacciante dell&amp;rsquo;Assemblea Generale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,0&quot;&gt;&quot;L'agenzia non pu&amp;ograve; continuare a operare senza un sostegno economico urgente e concreto da parte degli Stati membri&quot;, ha avvertito Guterres.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Il capo delle Nazioni Unite ha poi rivendicato la massima trasparenza dell'organizzazione, ricordando come l&amp;rsquo;UNRWA abbia gi&amp;agrave; adottato misure drastiche e riforme strutturali per irrigidire la propria politica sulle attivit&amp;agrave; politiche ed esterne del personale subito dopo le accuse israeliane.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;La denuncia contro la strategia israeliana&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Nelle parole del Segretario Generale, l'UNRWA rappresenta un &quot;baluardo di stabilit&amp;agrave; in un'era di caos&quot;. Guterres ha respinto fermamente i sistematici tentativi di smantellare l'agenzia attraverso quella che ha definito una strategia coordinata di &quot;disinformazione, campagne diffamatorie, offensive legislative, restrizioni sul campo e blocchi diplomatici&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Queste azioni, secondo il leader dell'ONU, non solo minacciano la sopravvivenza di milioni di profughi palestinesi, ma mettono a rischio l'incolumit&amp;agrave; dello stesso personale umanitario. A tal proposito, Guterres ha lanciato un atto d'accusa durissimo, ricordando che ben &lt;strong data-path-to-node=&quot;11&quot; data-index-in-node=&quot;270&quot;&gt;390 dipendenti dell'UNRWA sono stati uccisi dalle forze israeliane a Gaza&lt;/strong&gt; a partire dall'ottobre 2023.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;La Turchia attacca: &quot;Violato il diritto internazionale&quot;&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Mentre il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, ha annunciato che i risultati della conferenza sui contributi volontari saranno resi noti mercoled&amp;igrave;, al dibattito si sono unite le dure prese di posizione internazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Durante la sessione, il Rappresentante permanente della Turchia presso le Nazioni Unite, Ahmet Yildiz, ha rincarato la dose, denunciando attacchi politici senza precedenti e sistematici ostacoli operativi contro l'agenzia. Come riportato dall'agenzia di stampa turca &lt;em data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;267&quot;&gt;Anadolu&lt;/em&gt;, Yildiz ha condannato le aggressioni fisiche israeliane contro le strutture e il personale ONU a Gaza e nei territori occupati, definendole &quot;flagranti violazioni del diritto internazionale orchestrate con il preciso intento di privare i rifugiati palestinesi del diritto al ritorno sulla propria terra&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/ap_6a447ae80f631-1782872808.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Hormuz, Teheran cancella le vecchie rotte: ecco come la Repubblica Islamica decolonizza il Golfo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-hormuz_teheran_cancella_le_vecchie_rotte_ecco_come_la_repubblica_islamica_decolonizza_il_golfo/45289_67809/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Le recenti dichiarazioni del viceministro iraniano Kazem Qaribabadi sull'attuazione del Memorandum di Islamabad sono passate quasi inosservate ai media occidentali, solitamente concentrati solo su metriche militari e capacit&amp;agrave; navali. Tuttavia, &lt;strong data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;244&quot;&gt;secondo l'analisi di Xavier Villar su &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;https://www.hispantv.com/noticias/opinion/646348/soberania-cartografia-reconfiguracion-espacial-estrecho-ormuz&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;282&quot;&gt;Hispantv&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, interpretare questi sviluppi come semplici aggiustamenti logistici significa non comprendere la profonda natura del progetto geopolitico della Repubblica Islamica. L'amministrazione dello Stretto di Hormuz non &amp;egrave; solo burocrazia, ma la principale espressione geografica dell'autorit&amp;agrave; statale iraniana.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Una sovranit&amp;agrave; etica e antimperialista&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Villar sottolinea&lt;/strong&gt; come Teheran utilizzi la lente della geografia critica per ridefinire il proprio spazio marittimo. Se le teorie classiche delle relazioni internazionali considerano la sovranit&amp;agrave; come un contenitore neutrale che ha bisogno del riconoscimento delle potenze egemoniche, l'Iran sovverte questo paradigma eurocentrico.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;8,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Secondo l'analista di &lt;em data-path-to-node=&quot;8,0&quot; data-index-in-node=&quot;22&quot;&gt;Hispantv&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, la sovranit&amp;agrave; per l'Iran non &amp;egrave; un'astrazione giuridica, n&amp;eacute; la ricerca di termini di riconoscimento dettati dal centro imperiale. Si manifesta, al contrario, come un rifiuto radicale di queste condizioni e come un'affermazione continua di dignit&amp;agrave; di fronte alla sottomissione sistemica.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Ogni decisione amministrativa, per quanto tecnica, opera come un atto di affermazione esistenziale contro l'oggettivazione imperialista.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Bonifica cartografica e decolonizzazione del Golfo&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Un esempio tangibile di questa visione &amp;egrave; la revisione delle rotte marittime dello stretto, negoziata tecnicamente con l'Oman. Le rotte precedenti risalivano al 1968, un'epoca in cui il regime Pahlavi era saldamente ancorato al blocco occidentale e i corridoi erano disegnati per ottimizzare il transito di idrocarburi a vantaggio del capitale internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Xavier Villar evidenzia&lt;/strong&gt; che l'accordo con l'Oman costituisce un vero e proprio atto di &quot;bonifica cartografica&quot;. Tracciando nuove linee di navigazione, l'Iran smantella l'infrastruttura spaziale ereditata dalla Guerra Fredda, subordinando il libero commercio globale alle proprie esigenze di sicurezza nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Allo stesso modo, l'assunzione esclusiva delle operazioni di sminamento da parte di Teheran, con il netto rifiuto del coinvolgimento di Stati Uniti e Francia, rappresenta &lt;strong data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;171&quot;&gt;secondo Villar&lt;/strong&gt; una profonda correzione storica: le vulnerabilit&amp;agrave; del passato non vengono pi&amp;ugrave; gestite dalle stesse potenze che le hanno sfruttate.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Il diritto internazionale come campo di battaglia&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Anche sul piano legale, l'Iran si muove con calcolata ambiguit&amp;agrave;. Pur non avendo ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), Teheran ne utilizza i principi per rivendicare il diritto di passaggio, riservandosi per&amp;ograve; quello di limitare il transito di navi da guerra ostili.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;18&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Nella lettura di Villar&lt;/strong&gt;, il diritto internazionale diventa cos&amp;igrave; un campo di battaglia discorsivo in cui l'interpretazione delle norme viene adattata per consolidare l'autorit&amp;agrave; sulle acque territoriali, supportata fisicamente dal pattugliamento quotidiano delle motovedette veloci della Guardia Rivoluzionaria.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Oltre la logica transazionale&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;In conclusione, &lt;strong data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;16&quot;&gt;l'analisi di Villar su &lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;39&quot;&gt;Hispantv&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; avverte i diplomatici occidentali dell'errore di considerare il controllo iraniano sullo stretto come una mera &quot;merce di scambio&quot; temporanea per i negoziati sul nucleare. La proiezione di potere nel Golfo Persico &amp;egrave; intrinseca all'identit&amp;agrave; dello Stato e unisce la memoria storica della resistenza interna a un'etica religiosa. Per comprendere la strategia della Repubblica Islamica &amp;egrave; necessario abbandonare le sole metriche economiche e riconoscere una realt&amp;agrave; geopolitica radicata nella storia, nella teologia e nella geografia, destinata a plasmare la regione per i decenni a venire.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/0820iranhirmuzcolon5206_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Rutte al FT: &quot;Gli ordini bellici degli alleati Nato danno lavoro a 200 Mila statunitensi&quot; </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-rutte_al_ft_gli_ordini_bellici_degli_alleati_nato_danno_lavoro_a_200_mila_statunitensi/45289_67808/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Interessante intervista oggi al Financial Times del segretario generale della NATO &lt;a href=&quot;https://www.google.com/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;rct=j&amp;amp;opi=89978449&amp;amp;url=https://www.ft.com/content/b0e09632-81b9-43ee-881e-f14712c5d7b6%3Fsyn-25a6b1a6%3D1&amp;amp;ved=2ahUKEwixw6z4lrGVAxWLiP0HHbZ1EPIQFnoECCkQAQ&amp;amp;usg=AOvVaw19__ai0K029bHMp9GxkdNo&quot;&gt;Mark Rutte&lt;/a&gt; che ha almeno il merito di non nascondere la brutalit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;alleanza che guida dietro castelli di carta del politicamente corretto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A domanda precisa se gli Stati uniti getteranno la spugna con la NATO, l&amp;rsquo;ex premier dei Paesi Bassi sviscera un dato emblematico che spiega perch&amp;eacute; Washington non ha nessun interesse a porre fine al conflitto della Nato contro la Russia che vede l&amp;rsquo;Ucraina come la carne da macello da sacrificare. Gli Stati Uniti, secondo Rutte, saranno legati all&amp;rsquo;Alleanza atlantica per un motivo molto semplice: i 300 miliardi di ordini bellici dei paesi europei e Canada danno da lavorare a 200 mila statunitensi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Senza troppi giri di parole: la guerra in Ucraina continuer&amp;agrave; perch&amp;eacute; &amp;egrave; interesse del padrone della NATO. E i sudditi europei continueranno nel loro suicidio per dare da lavorare a 200 mila statunitensi e tenere in vita il sistema economico guerrafondaio degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver celebrato la capacit&amp;agrave; (terroristica) di Kiev di colpire obiettivi civili anche vicino Mosca, Rutte affronta il tema che &amp;egrave; divenuto popolare anche in Italia con le accuse dirette di Trump ad alcuni governi europei, compreso quello Meloni, di non aver fatto il dovuto nell&amp;rsquo;aggressione all&amp;rsquo;Iran. Dopo aver confermato la rabbia dell&amp;rsquo;amministrazione Usa, Rutte ha dichiarato di non dare troppo peso &amp;ldquo;a casi isolati di mancato adempimento di accordi bilaterali&amp;rdquo; per quel che riguarda basi e sorvolo. &amp;ldquo;Se si guarda al quadro generale, si vede che i paesi europei stanno facendo ci&amp;ograve; che avevano promesso&amp;rdquo;, ha proseguito Rutte, citando circa 5.000 voli statunitensi a sostegno della guerra partiti da basi europee. &amp;ldquo;Quindi la mia tesi della scorsa settimana era che l&amp;rsquo;Europa &amp;egrave; ancora una volta una grande piattaforma di proiezione di potenza per gli Stati Uniti&amp;rdquo;, ha aggiunto. &amp;ldquo;E non sto dicendo che non ci siano questi casi isolati, motivo di delusione, ma il quadro generale &amp;egrave; molto positivo&amp;rdquo;. Da oggi potete chiamare i governi Meloni colonie, protettorati o semplicemente &amp;ldquo;grande piattaforma di proiezione di potenza per gli Stati Uniti&amp;rdquo;. A voi la scelta.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/IMG-20260701-WA0019.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Tecnologie, ora l’Europa è segnata dal tramonto (di Francesco Sylos Labini)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-tecnologie_ora_leuropa__segnata_dal_tramonto_di_francesco_sylos_labini/39602_67805/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Francesco Sylos Labini - Fatto Quotidiano, 29 giugno 2026*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rinnovato bellicismo europeo &amp;egrave; l&amp;rsquo;altra faccia della medaglia del declino tecnologico. L&amp;rsquo;Europa &amp;egrave; rimasta sostanzialmente assente in quasi tutti i settori tecnologici strategici del XXI secolo. Non produce semiconduttori avanzati in misura significativa. Non ha creato smartphone capaci di competere su scala globale. Non controlla le grandi piattaforme digitali che organizzano l&amp;rsquo;economia contemporanea. &amp;Egrave; marginale nello sviluppo dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale, nelle infrastrutture cloud, nei grandi modelli linguistici, nella produzione di batterie e nelle tecnologie della transizione energetica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre Stati Uniti e Cina si contendono la leadership tecnologica mondiale, l&amp;rsquo;Europa osserva dalla periferia. Nel settore dei microchip pi&amp;ugrave; avanzati il primato appartiene a Taiwan, Corea del Sud e Stati Uniti. Nel mercato degli smartphone dominano aziende asiatiche e americane. Le principali piattaforme digitali globali sono statunitensi o cinesi. Nell&amp;rsquo;intelligenza artificiale la competizione &amp;egrave; ormai un duopolio tra Washington e Pechino, mentre la Cina &amp;egrave; diventata il principale depositario di brevetti e il maggiore investitore nelle tecnologie strategiche del futuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche nei settori che dovrebbero essere il cuore della transizione ecologica il quadro non cambia. La Cina domina la produzione di pannelli solari, turbine eoliche, batterie al litio e veicoli elettrici. Controlla quote decisive delle catene globali del valore e investe pi&amp;ugrave; di Stati Uniti ed Europa messi insieme nelle tecnologie energetiche del futuro ed &amp;egrave; leader negli articoli scientifici e nei brevetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il futuro che attende l&amp;rsquo;Europa &amp;egrave; fosco: dal 1980 a oggi la quota europea del PIL mondiale si &amp;egrave; quasi dimezzata, passando da circa il 30% al 17% e le prospettive indicano un ulteriore arretramento. Un continente che perde terreno nelle tecnologie strategiche, che dipende da altri per i microchip, i dati, l&amp;rsquo;intelligenza artificiale e le infrastrutture digitali, &amp;egrave; un continente destinato a contare sempre meno anche sul piano economico e geopolitico. La marginalizzazione tecnologica &amp;egrave; il sintomo di un declino pi&amp;ugrave; profondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi una delle principali fonti di potere economico, politico e militare &amp;egrave; il controllo dei dati. I big data alimentano l&amp;rsquo;intelligenza artificiale, la cybersicurezza, le infrastrutture critiche, la pianificazione industriale, la difesa e perfino la capacit&amp;agrave; degli Stati di comprendere e governare le proprie societ&amp;agrave;. Tuttavia, le grandi piattaforme che raccolgono, elaborano e monetizzano questi dati sono quasi tutte americane o cinesi. L&amp;rsquo;Europa ha scelto soprattutto il ruolo di regolatore, senza riuscire a costruire attori industriali di dimensione comparabile. Il risultato &amp;egrave; una crescente dipendenza tecnologica che si traduce in dipendenza economica e geopolitica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure, per oltre vent&amp;rsquo;anni l&amp;rsquo;Unione Europea ha proclamato l&amp;rsquo;obiettivo di diventare la pi&amp;ugrave; avanzata &amp;ldquo;societ&amp;agrave; della conoscenza&amp;rdquo; del mondo. La Strategia di Lisbona prometteva di trasformare l&amp;rsquo;Europa nell&amp;rsquo;economia pi&amp;ugrave; competitiva e dinamica del pianeta attraverso investimenti in ricerca, innovazione e alta formazione. Oggi possiamo constatare che quell&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; fallito. Mentre l&amp;rsquo;Europa &amp;egrave; ben lontana dal traguardo del 3% di spesa in ricerca e sviluppo rispetto al PIL vagheggiato agli inizi degli anni 2000, la Cina arriver&amp;agrave; a questo traguardo nel 2030 con un incremento della spesa previsto dal XV piano quinquennale del 7% annuo nei prossimi 5 anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante l&amp;rsquo;enorme produzione di documenti strategici, programmi quadro, agenzie, direttive e regolamenti, l&amp;rsquo;Europa non &amp;egrave; riuscita a creare campioni tecnologici comparabili a quelli statunitensi o cinesi. Ha costruito un apparato normativo sempre pi&amp;ugrave; sofisticato, ma non un ecosistema industriale e tecnologico capace di competere nei settori decisivi del XXI secolo. La questione, dunque, non &amp;egrave; soltanto economica. &amp;Egrave; politica, istituzionale e culturale. Come &amp;egrave; stato possibile che un continente dotato di alcune delle migliori universit&amp;agrave; del mondo, di una straordinaria tradizione scientifica e di ingenti risorse pubbliche sia rimasto ai margini delle principali rivoluzioni tecnologiche?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta non pu&amp;ograve; essere ricercata nella mancanza di conoscenze, di capitale umano o di finanziamenti. Occorre invece interrogarsi sulle scelte politiche, sugli assetti istituzionali e sulla visione economica che hanno guidato l&amp;rsquo;Europa negli ultimi quarant&amp;rsquo;anni. Comprendere le ragioni di questo declino relativo non &amp;egrave; soltanto un esercizio di analisi storica: &amp;egrave; una condizione necessaria per immaginare una strategia diversa e restituire all&amp;rsquo;Europa un ruolo da protagonista nell&amp;rsquo;innovazione globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;*Pubblichiamo su gentile concessione dell'autore&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>La Chiesa di Leone XIV e il mio mondo laico di sinistra (di Paolo Desogus)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_chiesa_di_leone_xiv_e_il_mio_mondo_laico_di_sinistra_di_paolo_desogus/33397_67806/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Paolo Desogus*&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Viviamo un'epoca che scombina il nostro modo di vedere le cose, un'epoca che richiede uno sforzo interpretativo nuovo. Emblematico &amp;egrave; il caso della Chiesa cattolica. Come probabilmente anche quella di molti di voi, la mia &amp;egrave; una formazione puramente laica e di sinistra. Devo per&amp;ograve; riconoscere qualcosa che non avrei mai potuto immaginare. Il mio mondo, un mondo in disfacimento, giustamente sotto accusa, il mio mondo per l'appunto laico e di sinistra, che spesso si &amp;egrave; voluto autorappresentare come l'espressione migliore della modernit&amp;agrave;, anzi come l'unico luogo detentore della buona modernit&amp;agrave;, &amp;egrave; decisamente pi&amp;ugrave; indietro di ci&amp;ograve; che esprime la Chiesa di Leone XIV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;So benissimo che con questa affermazione mi sto giocando la stima di tutti quelli che agevolmente possono farmi l'elenco dei tanti temi etici e civili su cui il Vaticano &amp;egrave; indietro. Non c'&amp;egrave; dubbio che sia cos&amp;igrave; e personalmente resto convito della giustezza delle scelte laiche. Detto in altre parole: resto quello che sono sempre stato, un uomo di sinistra, culturalmente materialista, cio&amp;egrave; del materialismo storico, che con la religione ha solo un rapporto di tipo intellettuale e non spirituale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il punto che voglio porre &amp;egrave; per&amp;ograve; un altro. Sulle grandi questioni del presente, sui grandi conflitti geopolitici, su ci&amp;ograve; che minaccia l'essere umano e persino sul capitalismo, la cultura da cui vengo esprime oggi una lettura della realt&amp;agrave; decisamente pi&amp;ugrave; arretrata, per non dire pavida.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo la testimonianza di Pizzaballa su Gaza. Non c'&amp;egrave; denuncia o grido di dolore pi&amp;ugrave; profondo, pieno e autorevole di quello che il Patriarca di Gerusalemme ha espresso sul genocidio. Alla premiazione organizzata da Limes, non ha avuto nemmeno bisogno di usare grandi parole. Non deve servirsi di termini feticcio o di argomentazioni particolari, come purtroppo devo fare anche io per sforzarmi di essere credibile. Pizzaballa si &amp;egrave; limitato a evocare &quot;l'odore di Gaza&quot;, l'odore di morte che Israele e i suoi complici, tra cui l'Italia, ha prodotto negli ultimi tre anni.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Stesso discorso vale per il Papa. In una recente dichiarazione, sulla scia di Francesco, ha affermato che l'Europa vive solo di opportunismo. Ha dichiarato che la sua ideologia &amp;egrave; puramente economicistica, che tra le tante cose vuol dire che intimamente non crede in nulla: &amp;egrave; nichilista. Non ha preso alcuna decisione contro Israele e, ha aggiunto, contro gli Stati Uniti. Non si &amp;egrave; limitato a citare lo stato ebraico. Ha esplicitamente messo sotto accusa anche gli Stati Uniti: non Trump, come un po' furbescamente fa la stampa nostrana, ma lo stato americano nel suo complesso, consapevole che quello che sta accadendo non &amp;egrave; frutto di una contingenza elettorale, ma &amp;egrave; storica: radicata nelle cose.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Giuro, non avrei mai immaginato un rovesciamento del genere. La cultura di sinistra, che certamente in Italia ha espresso la parte migliore del paese, almeno in una certa fase, oggi non &amp;egrave; minimamente in grado di manifestare una simile fermezza politica e morale. Resta attaccata a un'idea di modernit&amp;agrave; del tutto compromessa con i mali attuali, incapace dunque di rinnovarsi, di essere spregiudicata. La sua parola non ha vera autorevolezza, non ha pienezza di significato. I suoi ragionamenti sono intrisi di opportunismo, di economicismo. Non c'&amp;egrave; nella sinistra attuale un'autentica passione per i subalterni, e dunque compassione per il loro dolore, per il loro dramma di vinti. Non c'&amp;egrave; nei suoi pensieri alcun reale desiderio di riscatto. Possiamo fare tutti i ragionamenti sui sondaggi, tutte le analisi politiche, tutti i calcoli, ma senza questa connessione reale con i sentimenti concreti di chi oggi subisce la sopraffazione del grande capitale e dei suoi attori criminali non andremo da nessuna parte. La nostra parola rester&amp;agrave; vuota, pura esteriorit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*Post Facebook del 30 luglio 2026&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Mondo grande e terribile</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images+%2813%296.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'Iran si ferma per l'addio a Khamenei. Oltre 90 nazioni ai funerali del leader iraniano</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_si_ferma_per_laddio_a_khamenei_oltre_90_nazioni_ai_funerali_del_leader_iraniano/45289_67800/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gruppi da oltre 90 paesi hanno espresso la volont&amp;agrave; di partecipare ai funerali dell'ayatollah Seyed Ali Khamenei. &lt;/span&gt;Nel corso di una conferenza stampa tenutasi marted&amp;igrave; scorso, Ali Akbar Puryamshidian, viceministro degli Interni iraniano per gli affari di sicurezza e segretario del comitato organizzatore dei funerali. Lo riporta oggi Hispan TV. Al momento, ha proseguito, oltre 30 Paesi hanno gi&amp;agrave; presentato la richiesta formale per inviare delegazioni di alto livello alle cerimonie.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il funzionario persiano ha assicurato che i funerali dell'ayatollah Seyed Ali Khamenei, martirizzato il 28 febbraio in un vile attacco israelo-americano, sono stati rinviati per consentire un tempo sufficiente all'organizzazione di un importante evento nazionale e internazionale, viste le recenti circostanze nel Paese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha precisato che, in conformit&amp;agrave; con le decisioni dell'ufficio del Comandante dei Martiri e le direttive della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyed Mojtaba Khamenei, le cerimonie si svolgeranno nell'arco di diversi giorni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il funzionario ha osservato che gli eventi sono stati pianificati sotto la supervisione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, dell'Ufficio del Leader e di un quartier generale nazionale istituito dall'amministrazione del Primo Vicepresidente Mohammad Reza Aref. Sono stati inoltre costituiti comitati specializzati per la sicurezza, la logistica, le infrastrutture, gli affari culturali, i media, le universit&amp;agrave; e le relazioni internazionali, al fine di sovrintendere alle cerimonie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Funerali e cerimonie di commiato si terranno a Teheran, Qom, Mashhad e in Iraq. Sono stati istituiti centri di coordinamento provinciali a Teheran, Qom e nella provincia di Khorasan Razavi, e in tutto l'Iran sono stati creati comitati di coordinamento per facilitare la partecipazione pubblica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Puryamshidian ha osservato che l'Iraq ha istituito un comitato organizzativo nazionale presieduto dall'ufficio del primo ministro iracheno, a seguito di un ampio coordinamento tra funzionari iraniani e iracheni, comprese riunioni a cui hanno partecipato il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araqchi, il presidente, il primo ministro e altri alti funzionari iracheni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo il programma previsto, la salma sar&amp;agrave; trasportata in Iraq l'8 luglio, dove &amp;egrave; prevista una cerimonia ufficiale a Baghdad o all'aeroporto di Najaf, con la partecipazione di alti funzionari iracheni. Successivamente, si terranno processioni funebri e cerimonie commemorative nelle citt&amp;agrave; sante di Najaf e Karbala.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il giorno seguente, 9 luglio, sono previste preghiere funebri e cerimonie di sepoltura nella citt&amp;agrave; santa di Mashhad, dove il leader martire e la sua famiglia riposeranno in pace vicino al santuario dell'Imam Reza (pace su di lui).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Puryamshidian ha inoltre osservato che le cerimonie hanno lo scopo di dimostrare la forza nazionale dell'Iran, rafforzare l'unit&amp;agrave; tra il popolo iraniano e il pi&amp;ugrave; ampio mondo islamico e servire come occasione per rinnovare la lealt&amp;agrave; al nuovo leader del Paese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha espresso la speranza che l'ampia partecipazione dei paesi islamici, tra cui Iraq, Pakistan, Afghanistan e altri stati limitrofi, possa rafforzare ulteriormente la solidariet&amp;agrave; in tutto il mondo musulmano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Puryamshidian ha affermato che le autorit&amp;agrave; hanno annunciato giorni festivi per agevolare la partecipazione, tra cui il 4 e il 5 luglio nella provincia di Teheran, una festivit&amp;agrave; nazionale il 6 luglio per il principale corteo funebre a Teheran, una festivit&amp;agrave; a Qom il 7 luglio e una festivit&amp;agrave; nella provincia di Khorasan Razavi il 9 luglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In tale contesto, ha esortato i partecipanti a utilizzare i mezzi pubblici anzich&amp;eacute; i veicoli privati, sottolineando che la metropolitana di Teheran e gli autobus urbani saranno gratuiti e che la metropolitana sar&amp;agrave; in funzione 24 ore su 24 durante le cerimonie. Ha aggiunto che saranno inoltre disponibili ampi parcheggi agli ingressi della capitale per i visitatori che arriveranno in auto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Puryamshidian ha dichiarato che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;oltre 300 giornalisti stranieri si sono iscritti per seguire le cerimonie&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;e che le autorit&amp;agrave; non intendono imporre restrizioni a internet durante gli eventi, avendo inoltre attivato una linea telefonica nazionale di informazione pubblica per assistere i partecipanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Infine, ha osservato che il luogo di sepoltura nel santuario dell'Imam Reza (P) &amp;egrave; stato scelto per garantire un comodo accesso al pubblico, riducendo al minimo i disagi per gli altri pellegrini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Il Washington Post svela il piano Trump: truppe USA in Libano contro Hezbollah</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_washington_post_svela_il_piano_trump_truppe_usa_in_libano_contro_hezbollah/82_67801/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;Secondo quanto riportato dal Washington Post&lt;/em&gt;&amp;nbsp;il 30 giugno,&amp;nbsp;l'esercito statunitense sta&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.washingtonpost.com/world/2026/06/29/trump-says-us-iran-will-meet-negotiate-after-days-strikes/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;pianificando&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; di schierare &quot;truppe sul terreno&quot; in Libano per sostenere gli sforzi di disarmo di Hezbollah e supervisionare il nuovo accordo firmato illegalmente tra Beirut e Tel Aviv.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;L'esercito statunitense avr&amp;agrave; un ruolo diretto nel monitorare le azioni sia dell'esercito libanese che di quello israeliano&quot;, ha dichiarato un funzionario statunitense.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le forze statunitensi schiereranno &quot;truppe sul terreno in entrambi i paesi&quot;, ha aggiunto la fonte.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Attaccheremo senza mezzi termini, per cos&amp;igrave; dire. In questo modo, la nostra leadership politica potr&amp;agrave; esercitare tutta la pressione necessaria su entrambe le parti affinch&amp;eacute; rispettino i propri impegni.&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), Brad Cooper, &quot;non sta assumendo un ruolo diretto nella supervisione di nessuna delle due parti, ma i funzionari del CENTCOM segnalerebbero qualsiasi violazione all'amministrazione Trump, che poi interverrebbe&quot;, prosegue il rapporto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La notizia &amp;egrave; giunta mentre Nabih Berri, presidente del parlamento libanese e capo del Movimento Amal, alleato di Hezbollah, avrebbe ribadito le sue recenti dichiarazioni di rifiuto del nuovo accordo tra Beirut e Tel Aviv, mediato da Washington e firmato in diretta violazione delle leggi libanesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo fonti politiche libanesi citate da&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Elnashra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, Berri sta lavorando alla creazione di un ampio &quot;fronte politico&quot; interconfessionale per opporsi all'accordo quadro tra Libano e Israele.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il presidente del parlamento aveva accennato a tali iniziative in un'intervista&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/lebanon-parliament-speaker-vows-israel-deal-will-not-pass&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;rilasciata&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;luned&amp;igrave;&amp;nbsp;al quotidiano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Al-Akhbar .&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'accordo tra Stati Uniti, Libano e Israele, firmato a Washington il 26 giugno, prevede che Hezbollah debba essere disarmato prima che possa avvenire qualsiasi ritiro delle forze di occupazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il piano prevede l'istituzione di &quot;zone pilota&quot; in cui le Forze Armate Libanesi (LAF) si schiererebbero per smantellare i &quot;gruppi armati non statali&quot;, compresa la resistenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Due zone iniziali sono state concordate tra l'esercito israeliano e le forze armate libanesi, e anche le future zone pilota saranno concordate di comune accordo&quot;, si legge nella clausola 3 dell'accordo quadro, che di fatto obbliga l'esercito libanese a chiedere il permesso a Israele per decidere dove schierarsi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'accordo impedirebbe inoltre al Libano di presentare denunce legali internazionali legittime contro&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, che ha ucciso oltre 4.000 libanesi e ne ha sfollati pi&amp;ugrave; di un milione dall'inizio di marzo di quest'anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Un'altra clausola legittima il &quot;sostegno&quot; dei &quot;partner arabi&quot; nel disarmo della resistenza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I media ebraici e libanesi hanno riportato l'esistenza di clausole segrete volte a consolidare l'occupazione israeliana e a concedere a Tel Aviv il diritto di &quot;approvare&quot; l'operato delle Forze Armate Libanesi (LAF).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'articolo del Washington Post&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di marted&amp;igrave;&amp;nbsp;arriva settimane dopo che il quotidiano ebraico&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israel Hayom&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://www.middleeastmonitor.com/20260612-report-us-military-building-new-base-near-gaza-border-to-support-post-war-plan/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha rivelato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;che Washington ha avviato i lavori per la costruzione di una grande base militare al confine con la Striscia di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La costruzione della base ha lo scopo di promuovere il cosiddetto piano di pace per la Striscia di Gaza, voluto dal presidente statunitense Donald Trump.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Abbiamo appreso che l'esercito statunitense ha iniziato la costruzione di un'enorme base al confine con Gaza, non lontano da Re'im&quot;, ha affermato la testata.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il piano di Trump per Gaza&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;prevedeva la supervisione dell'attuazione di un cessate il fuoco adeguato e del ritiro delle truppe israeliane dall'enclave.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Da quando il piano &amp;egrave; stato lanciato alla fine del 2025, Israele ha ucciso oltre 1.000 palestinesi e ha ampliato significativamente la sua occupazione di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/16ee104a-7475-11f1-a490-00163e02c055.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Fake news sul Venezuela: la risposta ai terremoti racconta un'altra storia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fake_news_sul_venezuela_la_risposta_ai_terremoti_racconta_unaltra_storia/45289_67803/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;A una settimana dal doppio terremoto del 24 giugno, i dati ufficiali sulle operazioni di soccorso in Venezuela raccontano una realt&amp;agrave; ben diversa da quella descritta da una parte dei media occidentali, che hanno dipinto il Paese come incapace di affrontare l'emergenza. Il &lt;a href=&quot;https://ultimasnoticias.com.ve/sucesos/jorge-rodriguez-6-461-ciudadanos-han-sido-rescatados-de-forma-heroica/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;bilancio&lt;/a&gt; delle operazioni mostra invece una macchina di protezione civile che, pur nelle enormi difficolt&amp;agrave;, &amp;egrave; riuscita a mettere in campo un intervento di vaste proporzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodr&amp;iacute;guez, ha reso noto che sono gi&amp;agrave; 6.461 le persone estratte vive dalle macerie grazie al lavoro dei soccorritori venezuelani e delle brigate internazionali giunte da oltre 50 Paesi. Le operazioni proseguono senza sosta, nonostante le 689 scosse di assestamento registrate nell'area colpita. Complessivamente sono stati mobilitati 26.121 uomini tra Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forza Armata Nazionale Bolivariana, affiancati da 467.000 volontari, 3.660 specialisti stranieri e 148 unit&amp;agrave; cinofile. Nelle sole aree di Caraballeda e Catia La Mar si stima che 19.861 persone abbiano trovato salvezza, considerando sia i cittadini recuperati dai soccorritori sia coloro che sono riusciti a mettersi in salvo autonomamente o con l'aiuto dei familiari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente all'emergenza, le autorit&amp;agrave; hanno gi&amp;agrave; fornito assistenza a oltre 80.860 famiglie, mentre il governo ha annunciato un piano per garantire rapidamente una sistemazione abitativa agli sfollati. Rodr&amp;iacute;guez ha inoltre &lt;a href=&quot;https://www.laiguana.tv/articulos/1551165-jorge-rodriguez-caraballeda/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;respinto&lt;/a&gt; un'altra delle principali narrazioni diffuse contro Caracas: quella di un presunto crollo generalizzato dell'edilizia residenziale popolare della Gran Mision Vivienda Venezuela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo le verifiche effettuate, la maggior parte degli edifici collassati a Caraballeda erano infatti strutture destinate alle vacanze e seconde case, non complessi residenziali stabilmente abitati. Degli 885 edifici danneggiati nel Paese, 189 sono crollati completamente, concentrati soprattutto nello Stato di La Guaira, dove al momento del sisma erano presenti circa 30.000 persone, tra residenti e villeggianti. Numeri che descrivono una tragedia di grandi proporzioni, ma anche una risposta organizzata e capillare, lontana dall'immagine di uno Stato paralizzato e incapace di soccorrere la propria popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Lula al Mercosur: &quot;Nessuno è padrone del Sud America&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lula_al_mercosur_nessuno__padrone_del_sud_america/45289_67804/</link>
                    <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel corso del 68&amp;deg; vertice del Mercosur ad Asunci&amp;oacute;n, il presidente brasiliano Luiz In&amp;aacute;cio Lula da Silva ha lanciato un appello in difesa della democrazia, dell'integrazione regionale e dell'autonomia strategica dell'America Latina, mettendo in guardia contro gli allineamenti automatici con le grandi potenze. &quot;Nessuno &amp;egrave; padrone del mondo e nessuno &amp;egrave; padrone del Sud America&quot;, ha affermato Lula, sottolineando che i Paesi del Mercosur non rafforzeranno la propria sovranit&amp;agrave; attraverso decisioni unilaterali o schieramenti esclusivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al contrario, ha ribadito la necessit&amp;agrave; di dialogare con tutti, diversificare le partnership internazionali e preservare l'indipendenza della regione. Il presidente brasiliano ha inoltre espresso preoccupazione per le minacce che gravano sulle democrazie a livello globale, ricordando il tentativo di golpe subito dal suo governo nel gennaio 2023 e denunciando il ruolo crescente della disinformazione nel deteriorare il dibattito pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lula ha tuttavia evidenziato la capacit&amp;agrave; di tenuta delle istituzioni democratiche latinoamericane, citando il rispetto della volont&amp;agrave; popolare nelle recenti elezioni in Per&amp;ugrave; e Colombia e salutando positivamente il dialogo avviato dal presidente boliviano Rodrigo Paz per affrontare la crisi politica nel Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In vista delle elezioni brasiliane di ottobre, alle quali si ricandider&amp;agrave;, il leader del Partito dei Lavoratori ha rilanciato il ruolo del Mercosur come pilastro dell'unit&amp;agrave; e della sovranit&amp;agrave; regionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>La Bielorussia avverte l'Ucraina di non &quot;mettere alla prova&quot; la sua pazienza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_bielorussia_avverte_lucraina_di_non_mettere_alla_prova_la_sua_pazienza/82_67799/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:33:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La Bielorussia ha chiesto all'Ucraina di non &quot;mettere alla prova&quot; la sua pazienza in seguito all'attacco con droni contro un autobus che trasportava giovani calciatori bielorussi nella regione russa di Bryansk. Lo ha &lt;a href=&quot;https://belta.by/politics/view/postpred-belarusi-v-oon-ljubye-popytki-zapugivanija-i-ugroz-v-adres-belarusi-i-ee-rukovodstva-788823-2026/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dichiarato&lt;/a&gt; il rappresentante permanente della Bielorussia presso le Nazioni Unite, Valentin Rybakov.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;La Bielorussia non partecipa al conflitto armato. Qualsiasi tentativo di pressione o intimidazione, ultimatum o minaccia contro la Bielorussia e i suoi leader &amp;egrave; inaccettabile. Allo stesso tempo, raccomandiamo vivamente di non mettere alla prova la pazienza della parte bielorussa e, in nessun caso, di interpretare la mancanza di una risposta immediata e decisa come un segno di debolezza, indecisione o codardia&quot;, ha ammonito Rybakov.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha inoltre riferito che la Procura Generale bielorussa ha aperto un'indagine penale in relazione all'attentato, classificandolo come atto terroristico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il diplomatico ha osservato che, sebbene &quot;l'Ucraina abbia immediatamente dichiarato di non essere coinvolta nell'attentato all'autobus&quot;, in cui un passeggero &amp;egrave; rimasto ucciso e altri otto, tra cui sei ragazzini, sono rimasti gravemente feriti, la Bielorussia ha ora raccolto prove che permettono di affermare con certezza che l'attentato &amp;egrave; stato condotto da un drone di fabbricazione ucraina. &quot;Questo drone &amp;egrave; un'arma di tipo Darts, dotata di componenti a impatto. Ha una testata con una carica esplosiva di circa 1.200 grammi, equivalente al TNT. Questi droni sono sviluppati dal gruppo di ingegneri ucraino 'Steel Hornets' e utilizzano la tecnologia di controllo FPV&quot;, ha osservato il rappresentante permanente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo lui, durante l'ispezione del luogo dell'incidente, sono stati sequestrati oggetti con scritte in lingua ucraina. Tra questi, un'unit&amp;agrave; di controllo del detonatore prodotta in uno stabilimento nella regione di Sumy. Anche il detonatore stesso, cos&amp;igrave; come la batteria, sono componenti prodotti in Ucraina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Chiunque abbia compiuto l'attacco all'autobus bielorusso ha agito deliberatamente e in modo provocatorio. Tali azioni mirano consapevolmente ad esacerbare il conflitto e a trascinare la Bielorussia nello scontro armato tra Russia e Ucraina&quot;, ha affermato, citando il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, il quale aveva dichiarato: &quot;Se qualcuno provoca e cerca di trascinare la Bielorussia in guerra, ne pagher&amp;agrave; le conseguenze&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il diplomatico ha indicato che le recenti dichiarazioni pubbliche impulsive della leadership ucraina dimostrano soltanto la loro intenzione di inasprire ulteriormente il conflitto. Secondo la sua opinione, le accuse di complicit&amp;agrave; nel conflitto rivolte alla Bielorussia sono particolarmente ciniche, provenendo da Stati che spendono miliardi di dollari per fornire armi all'Ucraina, addestrare il suo esercito e trasferire informazioni di intelligence. Questi Paesi non sono solo complici, ma anche partecipanti diretti alle ostilit&amp;agrave; e stanno facendo tutto il possibile per garantirne la continuazione.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Il significato politico dei funerali di Khamenei: Teheran e la &quot;campagna globale&quot; contro USA-Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_significato_politico_dei_funerali_di_khamenei_teheran_e_la_campagna_globale_contro_usaisraele/45289_67798/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Le cerimonie funebri in onore del Leader martire della Rivoluzione Islamica, l&amp;rsquo;Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, si configureranno come un fulcro di mobilitazione geopolitica globale. Secondo quanto dichiarato dalle alte sfere militari di Teheran, l'ultimo saluto alla guida spirituale si trasformer&amp;agrave; in un movimento internazionale di ferma condanna del terrorismo e in una colossale manifestazione di protesta contro i crimini perpetrati dall'asse strategico composto da Stati Uniti e Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Il portavoce dell'Esercito iraniano, il generale di brigata Mohammad Akraminia, illustrando i complessi preparativi logistici e di sicurezza messi in atto dalle forze armate, ha sottolineato la portata storica dell'evento:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,0&quot;&gt;&lt;em data-path-to-node=&quot;7,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;&quot;La cerimonia funebre del Leader martire costituisce una campagna globale di condanna del terrorismo e di attivismo militante contro i crimini dell'asse USA-sionista. Questo evento trascende i confini di una pur oceanica manifestazione nazionale: il popolo iraniano, guidato da un profondo sentimento di lealt&amp;agrave; e gratitudine verso la propria leadership, si unir&amp;agrave; ai sostenitori del Leader giunti dall'estero per dare vita a una grande epopea collettiva.&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Il calendario delle cerimonie e l'itinerario solenne&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il protocollo ufficiale delle esequie si articoler&amp;agrave; secondo un preciso calendario che toccher&amp;agrave; i principali centri politici e spirituali della Repubblica Islamica e della regione:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;4 e 5 luglio:&lt;/strong&gt; Le prime cerimonie commemorative si svolgeranno presso il Grande Mosalla dell'Imam Khomeini a Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;6 e 7 luglio:&lt;/strong&gt; Avranno luogo le imponenti processioni funebri che attraverseranno le strade della capitale Teheran e successivamente della citt&amp;agrave; santa di Qom.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Itinerario speciale:&lt;/strong&gt; La salma del Leader martire sar&amp;agrave; trasferita e scortata da un'unit&amp;agrave; aerea speciale non solo tra Teheran e Qom, ma anche presso i luoghi sacri in Iraq, prima del ritorno in patria.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10,3,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;10,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;9 luglio:&lt;/strong&gt; La formale sepoltura del corpo avverr&amp;agrave; all'interno del Santuario dell'Imam Reza a Mashhad.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Mobilitazione militare e massima allerta ai confini&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Per garantire l'incolumit&amp;agrave; pubblica e la difesa nazionale durante le celebrazioni, le forze armate iraniane hanno attivato un piano di contingenza su scala nazionale. Il generale Akraminia ha confermato il drastico rafforzamento delle misure di sicurezza ai confini terrestri e aerei del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Ulteriori unit&amp;agrave; delle forze di terra sono state dislocate lungo le frontiere, mentre l'Aeronautica militare ha avviato una sorveglianza radar e pattugliamenti continui dello spazio aereo nazionale, una misura resa necessaria dal massiccio incremento dei voli internazionali e dei transiti transfrontalieri previsti per l'arrivo delle delegazioni straniere. Sia l'Aeronautica che la Marina Militare rimangono in stato di massima allerta operativa.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Logistica, assistenza e accoglienza dei pellegrini&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;L'Esercito ha assunto la gestione diretta del supporto logistico e sanitario per accogliere i milioni di fedeli attesi. Sono stati istituiti quattro grandi centri di accoglienza nei pressi di Teheran per garantire vitto, alloggio e assistenza medica ai pellegrini.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Squadre di soccorso dell'aviazione leggera dell'esercito e presidi medici mobili saranno posizionati lungo le principali arterie stradali ad alto traffico. Parallelamente, gli ospedali militari e le strutture sanitarie urbane mobiliteranno il proprio personale sia nei pressi del Grande Mosalla di Teheran sia lungo le rotte dei cortei, con il supporto coordinato delle unit&amp;agrave; logistiche e dei depositi di rifornimento per i trasporti.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Il contesto geopolitico&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;L'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei &amp;egrave; stato martirizzato a seguito dell'ultima aggressione non provocata lanciata da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica il 28 febbraio scorso. L'attacco fulmineo, che ha provocato la morte del Leader, di alti funzionari dello Stato e di numerosi civili, ha innescato l'immediata reazione di Teheran. L'Iran ha risposto militarmente conducendo almeno 100 attacchi di rappresaglia strategici e decisivi, che hanno colpito con successo obiettivi sensibili e di alta rilevanza militare appartenenti alle forze statunitensi e israeliane nella regione.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/094funerkhmaennie31966_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Ex primo ministro polacco: Ucraina pagherà le conseguenze del suo &quot;pantheon di eroi&quot; nazisti</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ex_primo_ministro_polacco_ucraina_pagher_le_conseguenze_del_suo_pantheon_di_eroi_nazisti/82_67795/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:14:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'ex Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki ha affermato che l'Ucraina subir&amp;agrave; le conseguenze della decisione di Volodymyr Zelensky di creare un &quot;pantheon nazionale di eroi&quot; che glorifica l'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), un gruppo armato responsabile del massacro di circa 100.000 civili polacchi tra il 1943 e il 1944. Secondo Morawiecki, come &lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/actualidad/614018-ex-primer-ministro-polaco-ucrania&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riporta&lt;/a&gt; RT, tale iniziativa non contribuisce al dialogo n&amp;eacute; alla riconciliazione storica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Morawiecki ha scritto sui social media che Zelensky &quot;non solo non ha compiuto alcun passo verso il dialogo, ma &amp;egrave; andato anche oltre&quot;, criticando la dichiarazione del leader del regime ucraino secondo cui &quot;nessuno dir&amp;agrave; all'Ucraina quali eroi debba rispettare&quot;. Ha aggiunto che non sar&amp;agrave; la Polonia a subire le conseguenze di questa politica storica, ma l'Ucraina stessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ex Primo Ministro polacco ha denunciato Zelensky per aver &quot;costruito la sua identit&amp;agrave; nazionale sul silenzio o sulla relativizzazione dei crimini, anzich&amp;eacute; sulla verit&amp;agrave;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il politico ha inoltre osservato che il &quot;culto dell'UPA&quot; indebolisce la posizione internazionale dell'Ucraina, complica le sue relazioni con gli alleati e ostacola la sua integrazione in Occidente. &quot;Pi&amp;ugrave; Zelensky difende il culto dell'UPA, pi&amp;ugrave; danni arreca all'Ucraina&quot;, ha scritto. &quot;Ostacola il suo cammino verso l'Unione Europea. Molte questioni politiche sono discutibili, ma &amp;egrave; davvero difficile immaginare una piena integrazione europea per un Paese che venera ufficialmente le forze responsabili del massacro di civili&quot;, ha spiegato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Pi&amp;ugrave; le autorit&amp;agrave; ucraine cercano di glorificare l'UPA, pi&amp;ugrave; il mondo ricorda i crimini di questa forza. Invece di affrontare onestamente questo capitolo della storia, lo stanno riaprendo loro stessi&quot;, ha affermato. &quot;Nessuno nega all'Ucraina il diritto di perseguire la propria politica di memoria. Ma ogni Stato sovrano deve riconoscere che la scelta dei propri simboli ha delle conseguenze&quot;, ha concluso.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Ukraine-Poland1.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Alessandra Ciattini - Come è stata trasformata la parola “complottista” per colpire chi pensa con la propria testa</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-alessandra_ciattini__come__stata_trasformata_la_parola_complottista_per_colpire_chi_pensa_con_la_propria_testa/39602_67773/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.marxismo-oggi.it/saggi-e-contributi/saggi/805-come-e-stata-trasformata-la-parola-complottista-per-colpire-chi-pensa-con-la-propria-testa&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di Alessandra Ciattini&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;Da tempo mi occupo di ideologia e in particolare del modo in cui le ideologie sono create, diffuse e propagandate con strumenti sempre pi&amp;ugrave; perfezionati rispetto a quelli gi&amp;agrave; alquanto raffinati impiegati dalla Sacra Congregazione &quot;de Propaganda Fide&quot;, ossia il famoso &amp;egrave; dicastero storico della Curia romana istituito nel 1622 da Papa Gregorio XV come risposta alla Riforma iniziata da Martin Lutero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo organismo oggi &amp;egrave; diventato la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ed ha come obiettivo organizzare l'attivit&amp;agrave; missionaria cattolica e gestire l'evangelizzazione del mondo. E non solo di quello non cattolico, perch&amp;eacute; -come sosteneva papa Wojtyla- oggi occorre ricristianizzare l&amp;rsquo;Europa, che si &amp;egrave; lasciata prendere dal materialismo edonistico proprio della precedente fase capitalistica e che in parte ancora resiste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si pu&amp;ograve; notare gli obiettivi di Propaganda fide erano senza dubbio grandiosi e si potrebbe pensare che la complessit&amp;agrave; del mondo odierno li faccia apparire eccessivi, esagerati. Eppure, non &amp;egrave; cos&amp;igrave;, come mostrano gli attuali conflitti e guerre di varia natura che mirano a ripristinare un dominio incontrastato ormai insostenibile. Purtroppo, il realismo non sembra essere un&amp;rsquo;inclinazione propria delle attuali classi dirigenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che le parole non siano delle mere etichette da appiccicare alle cose, lo avevamo imparato da tempo. Eric Hobsbawm ci aveva insegnato che, per esempio, nelle scienze sociali la parola identit&amp;agrave; &amp;egrave; apparsa negli anni Sessanta e che gradualmente ha sostituito la parola classe per indicare il legame tra un certo gruppo di individui. Come si pu&amp;ograve; capire non si &amp;egrave; trattato di un cambiamento superficiale, perch&amp;eacute; ha messo in discussione uno dei fondamenti sul quale si basavano organismi politici e sindacali, finendo col frantumarli e ponendo al loro posto gruppi che condividono soggettivamente certi atteggiamenti e certe rivendicazioni, in molti casi persino contraddittori con la loro stessa collocazione sociale. Si &amp;egrave; trattato di un processo profondo che ha contribuito alla depolicitizzazione delle masse, previsto e auspicato da Z. Bzrezinski sin dal 1968, ossia proprio in un momento storico in cui il sistema capitalistico non sembrava ben accetto a tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come scrive Valentin Volosinov (&lt;em&gt;Marxismo e Filosofia del linguaggio,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;Dedalo, Bari 1976), una parola non riflette dei contenuti interiori, essa nasce nell&amp;rsquo;interazione sociale, che &amp;egrave; anche interazione tra classi, ed &amp;egrave; usata per esprimere il proprio stato d&amp;rsquo;animo e la propria opinione, socialmente plasmati, cangiando significato a seconda dei contesti. Pur essendo unica come suono (a parte le diverse pronunce), essa racchiude una molteplicit&amp;agrave; di significati decifrabili dall&amp;rsquo;ascoltatore solo all&amp;rsquo;interno del contesto storico, politico, sociale in cui viene pronunciata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa interessante definizione ci aiuta a ricostruire brevemente,&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.studiocataldi.it/articoli/48020-la-metamorfosi-del-diritto-quando-la-cia-trasformo-la-verita-in-quotcomplottismo-quot.asp&quot;&gt;sulla base del bel saggio del giurista Alessio Piccirilli&lt;/a&gt;, la storia recente del concetto di complotto, che si &amp;egrave; imposto in maniera massiccia, negli ultimi decenni e non per caso, ma per rispondere a certe pericolose circostanze, che potevano dar luogo ad esiti incontrollabili e da alcuni inauspicati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come giustamente scrive Piccirilli: &amp;ldquo;La precisione del lessico giuridico &amp;egrave; la prima garanzia di libert&amp;agrave; per il cittadino: se i termini sono vaghi, il potere &amp;egrave; arbitrario&amp;rdquo;. In particolare, ci&amp;ograve; si &amp;egrave; visto recentemente nel richiamo al concetto di diritto internazionale, la cui fondatezza &amp;egrave; stata rinnegata o si &amp;egrave; ritenuto opportuno di intenderlo in maniera elastica, evidentemente, estendendolo o riducendolo a seconda delle circostanze. Anche la signora Von der Leyen si &amp;egrave; espressa in questo senso, prefigurando iniziative che andranno oltre esso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La tesi sostenuta da Piccirilli e ben argomentata nel suo articolo consiste nella dimostrazione che &amp;ldquo;l&amp;rsquo;attuale uso del temine &quot;complottista&quot; (o &quot;teorico della cospirazione&quot;) non costituisce il risultato di un'evoluzione organica e spontanea del linguaggio, bens&amp;igrave; il prodotto di un'operazione di ingegneria sociale e guerra psicologica (PsyOp), ufficiale, codificata ed esplicitamente finalizzata a neutralizzare il controllo democratico sugli atti di governo&amp;rdquo;. Come osserva il nostro giurista, fino alla met&amp;agrave; degli anni Sessanta il termine &quot;complottismo&quot;, ovvero &quot;teoria della cospirazione&quot; non costituiva un insulto, era impiegato in senso neutrale e generico in ambito sociologico e storico. Esso si sarebbe trasformato &amp;ldquo;in arma di delegittimazione di massa&amp;rdquo; esattamente nell&amp;rsquo;aprile del 1967, quando la CIA invi&amp;ograve; alle sue stazioni operative Il Dispaccio 1035-960 (&lt;a href=&quot;https://history-matters.com/archive/jfk/cia/russholmes/104-10406/104-10406-10110/html/104-10406-10110_0002a.htm&quot;&gt;https://history-matters.com/archive/jfk/cia/russholmes/104-10406/104-10406-10110/html/104-10406-10110_0002a.htm&lt;/a&gt;) con lo scopo di screditare chiunque mettesse in discussione le conclusioni cui giunse la Commissione Warren incaricata di far luce sull&amp;rsquo;assassinio del Presidente John F. Kennedy, le cui motivazioni e cause non sono state ancora del tutto chiarite.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://www.marxismo-oggi.it/images/104-10406-10110_0002a.gif&quot; alt=&quot;104 10406 10110 0002a&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Risulta evidente che la CIA, non in grado di spiegare il percorso del secondo proiettile, che colp&amp;igrave; Kennedy definito magico per la sua improbabile traiettoria, e altri elementi salienti dell&amp;rsquo;evento, scelse di inscenare un&amp;rsquo;Operazione psicologica (PsyOp). Infatti, il documento invitava esplicitamente ad impiegare i media per attaccare, ridicolizzare i critici dei documenti ufficiali, presentandoli come individui mossi da motivazioni economiche, posizioni antigovernative o disturbi mentali. Sotto il profilo giuridico, secondo Piccirilli questo evento &amp;ldquo;segna il passaggio dallo Stato di Diritto allo &amp;lsquo;Stato di Propaganda&amp;rsquo;, dove la verit&amp;agrave; processuale viene sostituita da una verit&amp;agrave; prefabbricata e difesa tramite la gogna sociale&amp;rdquo;. Esattamente quanto &amp;egrave; accaduto quando una serie di intellettuali sono stati definiti filoputiniani dal Corriere della sera, che qualche anno prima aveva anche rivelato i nomi dei componenti della Lobby rossa presente nella Sapienza di Roma, tra cui figurava la scrivente insieme al compianto Vito Francesco Polcaro e al noto Alberto Asor Rosa, anch&amp;rsquo;egli ormai scomparso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sotto il profilo del diritto, sempre secondo Piccirilli il comportamento della pi&amp;ugrave; celebre agenzia investigativa rappresenta il primo caso documentato di travisamento del potere informativo (purtroppo ve ne sono molti altri anche se ci limitiamo alle fasi democratiche), che si produce quando un apparato dello Stato interviene sull&amp;rsquo;opinione pubblica non per informare, ma per presentare come legittima solo la sua versione. Un procedimento analogo alle note produzioni della neolingua imposta ai sudditi nel libro&amp;nbsp;&lt;em&gt;1984&lt;/em&gt;&amp;nbsp;di George Orwell. Osservazione che comprova la connotazione sociale e politica del lessico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal punto di vista etimologico &quot;congiura&quot; o &quot;cospirazione&quot; derivano dal latino&amp;nbsp;&lt;em&gt;con-spiratio&lt;/em&gt;&amp;nbsp;(spirare o respirare insieme), che sta ad indicare un&amp;rsquo;unione segreta di pi&amp;ugrave; persone che s&amp;rsquo;accordano per conseguire uno scopo comune, per lo pi&amp;ugrave; di natura sovversiva, contro lo Stato, le sue istituzioni, o in genere contro chi detiene il potere. Adottando questa impostazione chi contesta la versione ufficiale non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un cittadino che esercita il dubbio, ma un soggetto affetto da &quot;paranoia&quot; o &quot;irrazionalit&amp;agrave;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel diritto penale, sostiene Piccirilli, la cospirazione, l&amp;rsquo;associazione a delinquere o il complotto politico sono azioni concrete, la cui fondatezza deve essere dimostrata mediante &amp;ldquo;un esercizio logico-investigativo neutro&amp;rdquo;. Invece, il su nominato dispaccio della CIA trasforma la parola complottista in un &amp;ldquo;epiteto patologizzante&amp;rdquo; affibbiato a chi commette un &amp;ldquo;reato di lesa maest&amp;agrave;&amp;rdquo;, e pertanto &amp;egrave; un folle o un nemico dello Stato, oppure entrambe le cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, fatto paradossale, l&amp;rsquo;intelligence ha forzato il significato del termine complottismo per occultare un evidente complotto organizzato dagli stessi servizi deviati ai danni del rappresentante eletto da un popolo cosiddetto sovrano. Tale travisamento venne alla luce negli anni &amp;rsquo;90 grazie al&amp;nbsp;&lt;em&gt;JFK Records Act&lt;/em&gt;, legge federale entrata in vigore il 26 ottobre 1992, la quale stabil&amp;igrave; l'obbligo di raccogliere e declassificare tutti i documenti governativi riguardanti all'assassinio del Presidente Kennedy. Un contributo importante a questa scoperta &amp;egrave; stato dato dalla ricerca di studiosi come il Professor Lance de Haven-Smith dell'Universit&amp;agrave; della Florida.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la verit&amp;agrave; era gi&amp;agrave; venuta a galla quando nel 1979, dodici anni dopo il Dispaccio della CIA, venne reso noto il Rapporto finale dell'HSCA (&lt;em&gt;House Select Committee on Assassinations&lt;/em&gt;), ossia l'atto conclusivo di un'indagine del Congresso degli Stati Uniti durata due anni, il quale consider&amp;ograve; plausibile una &quot;probabile cospirazione&quot;, smentendo quanto affermato dalla Commissione Warren.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il caso pi&amp;ugrave; noto di quest&amp;rsquo;uso deviato del complottismo &amp;egrave; quello di Jim Garrison, Procuratore distrettuale di New Orleans, il quale ebbe il coraggio di istruire l'unico processo per cospirazione sull'omicidio Kennedy, argomento del bel film di Oliver Stone. Questi fu ostacolato nelle sue indagini, fu attaccato e ridicolizzato, presentato come un ossessivo e persino come un latente omosessuale, e ci&amp;ograve; perch&amp;eacute; aveva intuito i legami tra i servizi segreti e il mondo della sovversione. I suoi testimoni pi&amp;ugrave; importanti furono messi a tacere con minacce o persino con l&amp;rsquo;assassinio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Piccirilli si tratt&amp;ograve; di un &quot;furto di democrazia&quot;, in quanto lo Stato non cerc&amp;ograve; solo di nascondere un delitto, ma anche di trasformare chi tent&amp;ograve; denunciarlo in un &quot;appestato sociale&amp;rdquo;, punendo cos&amp;igrave; non un reato (indimostrabile), ma chi non ha accettato la versione ufficiale, come nel caso del colonello Jacques Baud e di altri studiosi e giornalisti europei e statunitensi, accusati di essere filorussi e per questo persino sanzionati economicamente e per di pi&amp;ugrave; a tempo indeterminato. Questi studiosi hanno semplicemente esposto in maniera convincente e argomentata che la Federazione russa non costituisce una minaccia per il cosiddetto Occidente, con cui in realt&amp;agrave; vorrebbe collaborare dal punto di vista economico, politico e culturale a vantaggio della stessa Europa. E d&amp;rsquo;altra parte chi pu&amp;ograve; negare che il nazifascismo &amp;egrave; stato sconfitto in primis dall&amp;rsquo;Armata rossa e che la cultura russa fa parte integrante della cultura europea? Si potrebbe e affermare che l&amp;rsquo;uso odierno di complottismo ha sostituito con successo un altro termine in voga sin dagli inizi del Novecento, quanto tutti coloro che si opponevano alle guerre, che per trenta anni hanno devastato l&amp;rsquo;Europa, erano definiti disfattisti, in quanto avrebbero messo a rischio la Sicurezza nazionale. Facendo riferimento a quest&amp;rsquo;ultima, &amp;egrave; diventato possibile prendere delle misure apparentemente apolitiche e amministrative, non sottoponibili ad una valutazione giuridica, contro le quali pertanto non ci si pu&amp;ograve; appellare n&amp;eacute; difendersi e che per di pi&amp;ugrave; sono a tempo indeterminato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Piccirilli, pertanto, il Dispatch 1035-960 della CIA sollecita a presentare i critici delle versioni ufficiali come &quot;mentalmente instabili&quot; e con questa decisione produce un radicale cambiamento nel campo dei diritti politici, ci&amp;ograve; che il nostro giurista definisce&amp;nbsp;&lt;em&gt;La metamorfosi del diritto.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;In virt&amp;ugrave; di questa trasformazione si passa &amp;ldquo;dallo Stato di Diritto allo Stato Terapeutico&amp;rdquo; e l&amp;rsquo;oppositore &amp;egrave; costretto ad abbandonare il ruolo di avversario politico per divenire un infetto da isolare, perch&amp;eacute; contaminante. La conseguenza di ci&amp;ograve; &amp;egrave; che il cittadino non si trova pi&amp;ugrave; libero di esprimere le sue opinioni se sono critiche, perch&amp;eacute; teme di essere perseguitato. Piccirilli definisce questa reazione&amp;nbsp;&lt;em&gt;Chilling Effect&lt;/em&gt;&amp;nbsp;(Effetto Congelamento).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Data la subordinazione dello Stato italiano agli Usa non c&amp;rsquo;&amp;egrave; da meravigliarci che queste direttive siano state recepite anche nel nostro paese, nel quale si sono attivati strumenti di controllo della disinformazione, delle cosiddette fake news (con il solito anglicismo) come, per esempio,&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.interno.gov.it/it/notizie/progetto-red-button-contro-fake-news&quot;&gt;&lt;em&gt;Red Button&lt;/em&gt;,&lt;/a&gt;&amp;nbsp;il servizio on line offerto dalla Polizia postale attraverso il quale &amp;egrave; possibile segnalare da parte di chiunque contenuti che sembrino fake news, o notizie false. Tuttavia, occorre sottolineare che esse contraddicono i nostri principi costituzionali, in particolare l&amp;rsquo;art. 21, che -come sottolinea Piccirilli- non solo garantisce la libert&amp;agrave; di manifestazione del pensiero, ma anche quella di essere informati in maniera adeguata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A ci&amp;ograve; si aggiunge anche la violazione dell'Articolo 3 della Costituzionale, che recita &amp;ldquo;Tutti i cittadini hanno pari dignit&amp;agrave; sociale&amp;hellip;&amp;rdquo;, per la semplice ragione che con questi oltraggi artificialmente standardizzati vengono demonizzati quei cittadini che si limitano ad esercitare i loro diritti e che in seguito a questo si trovano ad essere marginalizzati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;attuale scenario internazionale fortemente conflittuale, in cui i leader europei invocano ogni giorno la guerra contro il minaccioso Orso russo, tali orientamenti politici sono deleteri e non rispettano nemmeno la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), secondo la quale la verit&amp;agrave; non deve esser gestita in maniera monopolistica dalla Stato, perch&amp;eacute; ci&amp;ograve; lederebbe la libert&amp;agrave; di espressione, caposaldo dei Diritti umani, cui ipocritamente fa appello la Ue.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dato l&amp;rsquo;uso che si &amp;egrave; fatto di questi strumenti illegittimi, possiamo affermare che si tratta di espedienti appositamente confezionati per occultare scelte politiche non da tutti condivise prese dagli alti vertici dello Stato e dall&amp;rsquo;Intelligence, che ormai ha un ruolo enorme in tutti i campi e persino in espansione a causa dell&amp;rsquo;innovazione tecnologica nell&amp;rsquo;ambito del controllo di massa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Piccirilli saremmo di fronte a un &quot;delitto di Stato ai danni dello Stato e dei cittadini&quot;, poich&amp;eacute; in questo caso le stesse istituzioni pubbliche si avvalgono di mezzi illegittimi per ingannare la popolazione, calpestando il Dovere di lealt&amp;agrave; Istituzionale. Purtroppo, questi comportamenti delle istituzioni sono appoggiati da mezzi di comunicazione privati ma filo-governativi, che contribuiscono in maniera sostanziosa al controllo dell&amp;rsquo;informazione e alla manipolazione della cosiddetta opinione pubblica. Per esempio, abbiamo sperimentato come viene gestito l&amp;rsquo;esito delle elezioni, sostenendo apertamente un candidato e criminalizzando il suo oppositore; abbiamo anche potuto renderci conto di come vengano alimentate convinzioni infondate - come l&amp;rsquo;accusa di terrorismo - dalle cui ricadute traggono vantaggio le &amp;eacute;lite dominanti, che possono cos&amp;igrave; influenzare la politica estera secondo i loro desideri. Centrale &amp;egrave; divenuto l&amp;rsquo;impiego del concetto &quot;Sicurezza Nazionale&quot; per ottenere tali obiettivi e probabilmente per occultare non solo la grave crisi economica del sistema capitalistico, ma anche quella del sistema liberal-democratico, trasformatosi in un mostro autoritario che criminalizza il dissenso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si &amp;egrave; gi&amp;agrave; sottolineato, la criminalizzazione, per esempio, da parte dell&amp;rsquo;Ue &amp;egrave; giunta al congelamento dei beni appartenenti ai cosiddetti dissidenti, i quali avrebbero diffuso notizie false o interpretazioni contrarie agli interessi dell&amp;rsquo;Unione, implementando regolamenti fortemente limitativi della libert&amp;agrave; di espressione. Si veda il Regolamento (UE) 2022/350, lo stesso che ha bloccato la diffusione nello spazio europeo dell&amp;rsquo;informazione proveniente dalla Federazione russa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Piccirilli avverte che si tratta di una decisione assai pericolosa, perch&amp;eacute; la disinformazione non costituisce di per s&amp;eacute; un reato nel Codice penale e, pertanto, viene punito non in quanto tale, ma sulla base di valutazioni politico-ideologiche e inteso quasi come una sorta di tradimento. Tale comportamento sembrerebbe prefigurare una sorta di sistema di credito sociale fondato su misure amministrative, che addirittura colpiscono la stessa sopravvivenza del &amp;ldquo;condannato&amp;rdquo;, senza che nessun giudice si sia espresso sulla natura dell&amp;rsquo;eventuale reato, sulla necessit&amp;agrave; di sanzionarlo, sull&amp;rsquo;esistenza di prove. Inoltre, nei nostri sistemi giuridici non esistono delitti che vengono colpiti da tali gravi misure.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente la lettura di queste considerazioni richiama alla mente il tanto vituperato sistema di credito sociale cinese, sui cui caratteri c&amp;rsquo;&amp;egrave; stata molta disinformazione e che non costituirebbe un sistema di controllo dei cittadini. Si tratta piuttosto di un&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.china-briefing.com/news/el-sistema-de-credito-social-chino-lo-que-las-empresas-deben-saber/&quot;&gt;sistema di valutazione credizia&lt;/a&gt;&amp;nbsp;non diverso da quelli in vigore in altri paesi, solo che prende in considerazione oltre all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; finanziaria, le violazioni del diritto e il comportamento poco etico. Tutti fattori oggettivamente definiti e portati alla luce dalle istituzioni pubbliche. Inoltre, esso si articola in quattro rami: uno per i comuni cittadini, uno per le imprese e le altre organizzazioni, uno per i funzionari governativi e uno per i membri del potere giudiziario. Nel civile contesto occidentale, invece, opera una strana commistione tra istituzione pubbliche e private: il colonnello Baud &amp;egrave; stato sanzionato dal Consiglio dell'Unione Europea, perch&amp;eacute; avrebbe diffuso propaganda e disinformazione a favore della Russia impegnata nella guerra contro l&amp;rsquo;Ucraina (in realt&amp;agrave; contro la NATO). In seguito a questa &amp;ldquo;condanna&amp;rdquo; le banche hanno bloccato i suoi conti e gli &amp;egrave; stato proibito di viaggiare nell'UE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcosa di analogo era gi&amp;agrave; accaduto in Canada, dove nel 2022 sono stati congelati i conti dei camionisti in sciopero in opposizione alle misure anti Covid e per altre ragioni di malcontento, molti dei quali furono arrestati. Evidentemente il governo non gradiva le loro proteste che creavano gravi problemi alle industrie importatrici ed esportatrici e, pertanto, in questo caso era pronto a violare i diritti dei suoi cittadini.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/qanoncompltuotjighing.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Mostro d'Europa, Incubo della Palestina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mostro_deuropa_incubo_della_palestina/39602_67775/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Tariq Marzbaan &amp;ndash; &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;https://english.almayadeen.net/articles/opinion/europe-s-monster--palestine-s-nightmare&quot;&gt;&lt;strong&gt;Al Mayadeen English&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;[Traduzione a cura di: Nora Hoppe]&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&quot;Israele&quot;: &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;il progetto coloniale, la narrazione della vittima e la strumentalizzazione del linguaggio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Praticamente tutto ci&amp;ograve; che deve essere detto, scritto e mostrato per comprendere le origini di &quot;Israele&quot; e la sofferenza dei palestinesi &amp;egrave; gi&amp;agrave; stato trattato. Eppure molti continuano a chiedersi: come si &amp;egrave; arrivati a questo punto? Cosa &amp;egrave; andato storto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta: &lt;em&gt;nulla &amp;egrave; andato storto&lt;/em&gt; &amp;ndash; fin dall'inizio, tutto procedeva secondo il piano e la visione del mondo dei sionisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'Olocausto come mito fondativo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la piena portata del genocidio europeo contro gli ebrei venne gradualmente alla luce. Quando lo Stato di &quot;Israele&quot; fu fondato nel 1948, i suoi fondatori elevarono l'Olocausto al mito fondativo dello &quot;Stato ebraico&quot;: &quot;Israele&quot; doveva essere il luogo dove gli ebrei sarebbero stati protetti da future persecuzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure questo mito non &amp;egrave; servito solo da facciata morale per nascondere e giustificare la natura coloniale e di appropriazione delle terre del sionismo europeo-ashkenazita. &amp;Egrave; diventato anche una fonte di indottrinamento dentitario e uno strumento di propaganda per contrastare qualsiasi critica a &amp;ldquo;Israele&amp;rdquo; &amp;ndash; Norman Finkelstein lo definisce giustamente &amp;ldquo;l&amp;rsquo;industria dell&amp;rsquo;Olocausto&amp;rdquo;.[1]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La disponibilit&amp;agrave; del movimento sionista a cooperare con i cosiddetti &quot;&lt;em&gt;anti-semiti&lt;/em&gt;&quot; quando gli conveniva era evidente anche prima della fondazione dello Stato. L'&quot;Accordo Haavara&quot; (1933&amp;ndash;1939) tra l'Agenzia Ebraica e il regime nazista permise a 60.000 ebrei tedeschi di emigrare in Palestina &amp;ndash; con parte dei loro beni &amp;ndash; mentre organizzazioni ebraiche in tutto il mondo invocavano il boicottaggio della Germania nazista. [2]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;ideologia sionista e le sue radici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima generazione di sionisti era composta per lo pi&amp;ugrave; da persone laiche di varie tendenze politiche. La loro epoca &amp;ndash; la fine del XIX e l'inizio del XX secolo &amp;ndash; fu l'epoca dei nazionalismi in crescita, che alimentarono guerre anticoloniali nelle regioni colonizzate e culminarono nel fascismo occidentale e nell'industrializzazione di omicidi di massa. Le figure fondatrici sioniste furono profondamente influenzate da queste ideologie razziste &amp;ndash; e la credenza religiosa di lunga data nella supremazia ebraica rese molto pi&amp;ugrave; facile per loro adottare tali modi di pensare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sebbene Theodor Herzl e altri pensatori sionisti invochino gli &quot;anti-semiti&quot; europei, i pogrom e secoli di sofferenza, adottano la stessa mentalit&amp;agrave; razzista dei loro persecutori come modello per la loro agenda. La differenza &amp;egrave; che il loro razzismo non &amp;egrave; diretto contro gli ebrei, ma contro gli arabi e soprattutto contro i palestinesi musulmani e cristiani &amp;ndash; coloro tra i quali gli ebrei vivevano in pace per secoli. Vogliono uno Stato per gli ebrei, ma si considerano europei bianchi, i loro alleati e un&amp;rsquo;estensione del loro potere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo in questo contesto si pu&amp;ograve; comprendere un'affermazione come quella del leader CDU Friedrich Merz (ora cancelliere tedesco): &quot;&lt;em&gt;Loro &lt;/em&gt;[gli israeliani]&lt;em&gt; stanno facendo il lavoro sporco per noi.&quot;&lt;/em&gt; Questo spiega anche il razzismo diretto in &quot;Israele&quot; ancora oggi contro gli immigrati ebrei dall'Africa e dalle regioni non occidentali &amp;ndash; contro gli ebrei sefarditi e mizrahi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che &quot;Israele&quot; fosse un progetto coloniale divenne evidente subito dopo la sua fondazione. &quot;Piano Dalet&quot; (marzo 1948), approvato da David Ben-Gurion, era un piano militare per l'espulsione sistematica dei palestinesi dalle aree strategiche. Tra dicembre 1947 e l'autunno 1948, 531 villaggi e citt&amp;agrave; palestinesi furono distrutti o spopolati.[3] Fin dall'inizio, &quot;Israele&quot; fu pianificata come colonia occidentale &amp;ndash; ma venduta esternamente come uno &quot;Stato laico&quot;, l'unica &quot;democrazia&quot; della regione e &quot;l'unico luogo sicuro per gli ebrei&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli intellettuali ebrei pi&amp;ugrave; perspicaci se ne accorsero fin dall&amp;rsquo;inzio. In una lettera aperta del 1948 firmata da Hannah Arendt, Albert Einstein e altri, pubblicata sul &lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;, avvertivano del &quot;fascismo&quot; all'interno del movimento sionista e descrivevano il partito Cherut di Menachem Begin come &quot;terrorista&quot; e &quot;simile a un nazismo nella sua struttura.&quot;[4]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La funzione di &quot;Israele&quot; per l'Occidente&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per le potenze coloniali in declino, Gran Bretagna e Francia, l'istituzione di &quot;Israele&quot; offr&amp;igrave; un'opportunit&amp;agrave; per ritirarsi dalla regione senza perdere potere o influenza. Per gli eredi dell'Impero britannico, gli USA, &quot;Israele&quot; &amp;egrave; il loro braccio esteso e la pi&amp;ugrave; grande base militare della regione &amp;ndash; o, come hanno ripetutamente sottolineato i funzionari statunitensi, &quot;la portaerei americana inaffondabile in Medio Oriente&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Israele&quot; &amp;egrave; l'unica potenza nucleare nella regione, con una stima di 90-400 testate nucleari. Gli Stati Uniti e la Francia contribuirono a costruire questo arsenale.[5] La Germania forn&amp;igrave; sottomarini classe Dolphin, presumibilmente capaci di trasportare missili da crociera capaci di armamento nucleare &amp;ndash; un coinvolgimento diretto della Germania nella deterrenza nucleare israeliana. Solo nel 2024, il governo tedesco ha approvato le esportazioni di armi verso &quot;Israele&quot; per un valore superiore a 300 milioni di euro &amp;ndash; nel pieno della guerra di Gaza.[6]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per i tedeschi e tutte le altre nazioni occidentali che parteciparono attivamente alla giudeofobia, alla persecuzione e, in ultima analisi, al massacro sistematico degli ebrei sotto la guida tedesca, &quot;Israele&quot; era un sollievo morale &amp;ndash; per i tedeschi, il miglior detersivo per la loro coscienza sporca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per gli stati circostanti, &quot;Israele&quot; divenne una spada di Damocle. Per i palestinesi, &amp;egrave; diventata la Nakba &amp;ndash; la catastrofe che &amp;egrave; continuata senza sosta dall'arrivo dei primi sionisti europei e che continua ancora oggi. In questo momento stiamo tutti assistendo al suo culmine in corso: il genocidio a Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La narrazione dell'autodifesa e della legittimazione religiosa&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Considerando le atrocit&amp;agrave; subite durante i pogrom razzisti nell'Europa cristiana &amp;ndash; in particolare i crimini dei nazisti tedeschi e dei loro alleati fascisti &amp;ndash; &amp;egrave; comprensibile che i sopravvissuti fossero traumatizzati e diffidenti. Questo vale anche per coloro che andarono in Palestina per stabilire quella che credevano una patria sicura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da questo trauma &amp;egrave; nata la leggenda: tutto ci&amp;ograve; che fanno gli israeliani &amp;egrave; un loro diritto naturale all'autodifesa. Questa narrazione &amp;egrave; stata trasmessa con successo alla popolazione mondiale e la maggior parte delle persone l'ha accettata ancora oggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo si aggiunge la narrazione religiosa: Dio scelse gli ebrei e promise loro quella terra. Cos&amp;igrave;, &quot;Israele&quot; possiede non solo legittimit&amp;agrave; laica, legale, storica e morale &amp;ndash; derivata dall'&quot;anti-semitismo&quot; e dall'Olocausto &amp;ndash; ma anche legittimit&amp;agrave; divina. Il quadro di questo pensiero &amp;egrave; paragonabile all'ideologia del &quot;sangue e terra&quot;, al &quot;superuomo ariano&quot; e alla convinzione di Hitler di essere stato scelto dalla &quot;Provvidenza&quot; &amp;ndash; il sostituto nazista di Dio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pu&amp;ograve; sembrare rozzo e ingenuo. Eppure &amp;egrave; esattamente cos&amp;igrave; che i sionisti rappresentano &quot;Israele&quot;: ricordiamo Netanyahu alle Nazioni Unite, mentre utilizzava l&amp;rsquo;illustrazione di una bomba d&amp;rsquo;altri tempi tratta da un fumetto per illustrare la presunta minaccia nucleare iraniana; ricordiamo l&amp;rsquo;ex cancelliere Scholz, il quale, anche quando si confrontava con il massacro genocida di Gaza, invocava ancora &quot;&lt;em&gt;il diritto di Israele all'autodifesa&quot;.&lt;/em&gt; Nel giorno della memoria dell'Olocausto 2023, ha scritto su &lt;em&gt;Die Zeit&lt;/em&gt; che &quot;&lt;em&gt;'Mai pi&amp;ugrave;' &amp;egrave; ogni giorno&lt;/em&gt;&quot;, anche mentre gli israeliani continuavano il loro Olocausto a Gaza. Questa frase viene usata dai politici tedeschi ogni volta che si parla di &quot;Israele&quot;; quando si trovano di fronte al genocidio di Gaza, o restano in silenzio &amp;nbsp;ricorrono al clich&amp;eacute; della &quot;legittima difesa&quot; &amp;ndash; mettendo a nudo la loro disonest&amp;agrave;, ipocrisia e doppi standard.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da vittima a colpevole&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; comprensibile che i sopravvissuti all'Olocausto si siano identificati come vittime e siano stati visti come tali da altri. La diffidenza, la vittimizzazione e persino la paranoia possono essere intese come conseguenze psicologiche di un Olocausto. Tuttavia, un'altra conseguenza altrettanto logica sarebbe stata il rifiuto di tutta la violenza, persecuzione e oppressione contro tutte le persone &amp;ndash; espressa in un sincero &quot;&lt;em&gt;Mai pi&amp;ugrave;&lt;/em&gt;&quot;, come alcuni sopravvissuti e veri antifascisti hanno sempre sostenuto. Ma per &quot;Israele&quot; la prima opzione &amp;egrave; stata sfruttata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come poteva un popolo che aveva sofferto cos&amp;igrave; tanto trasformarsi, in cos&amp;igrave; poco tempo, in uno Stato che adottava e praticava l'ideologia e i metodi dei suoi aguzzini? Anche gli ex sionisti ora si chiedono: &lt;em&gt;&quot;Cosa &amp;egrave; andato storto?&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta: &lt;em&gt;Niente&lt;/em&gt;. I padri e le madri fondatori si sono considerati fin dall&amp;rsquo;inizio come occupanti colonialisti in un territorio straniero. &lt;em&gt;&quot;Una terra senza popolo per un popolo senza terra&quot;&lt;/em&gt; e &quot;&lt;em&gt;Non esistono palestinesi&quot;&lt;/em&gt;[7] &amp;ndash; questi erano i loro principi guida.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'espulsione, la privazione dei diritti e lo sterminio fisico della popolazione locale erano dati per scontati. Per realizzarlo, il loro stesso popolo doveva essere indottrinato in fascisti incalliti, mentre i palestinesi venivano dichiarati subumani. Qualsiasi menzione dei palestinesi era in gran parte tab&amp;ugrave;; se venivano nominati di loro, era come arabi, terroristi, o da ottobre 2023, &quot;animali simili agli umani&quot; e &lt;em&gt;Amalek&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Indottrinamento e razzismo &amp;ndash; nella societ&amp;agrave; e nel diritto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'immagine che lo Stato israeliano trasmette dei palestinesi nei suoi libri di testo scolastici differisce poco da ci&amp;ograve; che i nazisti insegnarono ai tedeschi sugli ebrei. La studiosa israeliana Nurit Peled-Elhanan ha documentato come i palestinesi vengano sistematicamente rappresentati come &quot;primitivi&quot;, &quot;ostili&quot; e &quot;culturalmente inferiori&quot; &amp;ndash; se vengono riconosciuti come esistenti e non rappresentati esclusivamente come una minaccia terroristica.[8] Le vittime di un tempo hanno sempre nutrito una sinistra affinit&amp;agrave; nei confronti dei loro aguzzini razzisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella logica di questo indottrinamento, il mondo fuori da &quot;Israele&quot; &amp;egrave; composto interamente da &quot;anti-semiti&quot; in attesa di annientare gli ebrei. I principali nemici non sono gli storicamente radicati &quot;anti-semiti&quot; dell'Europa cristiana, ma principalmente palestinesi, arabi e musulmani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;, in oltre 70 anni di lavaggio del cervello, si &amp;egrave; formata una societ&amp;agrave; fascista in cui fino all'80 per cento della popolazione sostiene lo sterminio totale dei palestinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il razzismo &amp;egrave; anche legalmente istituzionalizzato. La &quot;Legge dello Stato-Nazione del 2018&quot; dichiara &quot;Israele&quot; &quot;Stato-nazione del popolo ebraico&quot;, declassifica l'arabo da lingua ufficiale a una di &quot;status speciale&quot; e dichiara gli insediamenti ebraici un &quot;bene nazionale&quot;.[9] Oltre 65 leggi israeliane discriminano direttamente o indirettamente i cittadini palestinesi.[10]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure &quot;Israele&quot; e i suoi protettori occidentali &amp;ndash; i veri anti-semiti! &amp;ndash; fanno di tutto per mantenere vivo l'anti-semitismo nel mondo e persino incoraggiarlo. Perch&amp;eacute; nessun altro mezzo soffoca le critiche a &quot;Israele&quot; o alle dichiarazioni pro-palestinesi con la stessa affidabilit&amp;agrave; dell'accusa di anti-semitismo usata come arma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La distorsione del concetto di anti-semitismo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come un termine gi&amp;agrave; discutibile sia stato ulteriormente distorto e riutilizzato come arma contro la critica a &quot;Israele&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Herzl scrisse nel suo &lt;em&gt;Lo Stato ebraico&lt;/em&gt;: &quot;&lt;em&gt;Gli anti-semiti saranno i nostri amici pi&amp;ugrave; stretti ... perch&amp;eacute; formeremo un baluardo contro i barbari &lt;/em&gt;[gli arabi]&lt;em&gt; con lo Stato ebraico...&quot;&lt;/em&gt; Per &lt;em&gt;&quot;anti-semiti&quot;&lt;/em&gt; intendeva i veri: i razzisti cristiano-europei che, nella sua epoca, stavano plasmando il destino dell'umanit&amp;agrave;. In questo senso, il sionismo pu&amp;ograve; essere inteso come un'estensione del razzismo cristiano-europeo &amp;ndash; e i suoi sostenitori, da Herzl a Netanyahu, come razzisti. Considerano i palestinesi in particolare, e arabi e musulmani in generale, come barbari ed esseri inferiori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo pensiero fu plasmato in uno strumento politico. La &quot;Definizione operativa di anti-semitismo&quot; dell'IHRA del 2016 elenca 11 esempi &amp;ndash; 7 dei quali riguardano l'&quot;anti-semitismo&quot; diretto contro &quot;Israele&quot;, incluso il &quot;mettere in discussione il diritto di Israele a esistere&quot;. Eminenti studiosi ebrei, tra cui lo storico israeliano Moshe Zimmermann, hanno avvertito che questa definizione criminalizza la critica legittima a &quot;Israele&quot; e sopprime l'espressione pro-palestinese.[11]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come funziona questa censura &amp;egrave; stato mostrato nel 2012, quando lo scrittore tedesco G&amp;uuml;nter Grass, nella sua poesia &quot;Quello che deve essere detto&quot;, ha descritto &quot;Israele&quot; come una minaccia alla pace mondiale. &quot;Israele&quot; impose immediatamente un divieto di ingresso al premio Nobel; in Germania, fu diffamato come &quot;anti-semita.&quot;[12]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&quot;&lt;em&gt;Mai pi&amp;ugrave;&lt;/em&gt;&quot; &amp;ndash; Una frase pervertita&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo slogan &quot;&lt;em&gt;Mai pi&amp;ugrave;&lt;/em&gt;&quot; si afferm&amp;ograve; nella Germania del dopoguerra come principio guida della classe politica &quot;denazificata&quot;, dei suoi sostenitori e della popolazione &quot;liberata&quot;. Con il movimento studentesco del 1968, divenne un grido di battaglia politica e parte dell'identit&amp;agrave; nazionale danneggiata delle generazioni del dopoguerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pur essendo sinceramente inteso subito dopo che le atrocit&amp;agrave; tedesche sono venute alla luce, col tempo &amp;egrave; stato reinterpretato e trasformato in uno strumento che pu&amp;ograve; essere usato a piacimento. Nel 2008, Angela Merkel ha dichiarato davanti alla Knesset che la sicurezza di &quot;Israele&quot; faccia &amp;ldquo;&lt;em&gt;parte integrante della ragion di Stato della Germania&lt;/em&gt;&amp;rdquo; &amp;ndash; una formula mai adottata dal parlamento n&amp;eacute; definita legalmente, ma che da allora ha vincolato incondizionatamente la politica tedesca agli interessi israeliani. Nel 2023, Olaf Scholz ha ribadito ci&amp;ograve; nel contesto della guerra di Gaza &amp;ndash; mentre i ministri israeliani hanno parlato pubblicamente del &quot;reinsediamento volontario&quot; dei palestinesi da Gaza. 13] Gi&amp;agrave; nel 1999, il ministro degli Esteri del Partito I Verdi Joschka Fischer aveva ridotto la frase all'assurdit&amp;agrave; quando la abusava per giustificare l'invasione tedesca della Jugoslavia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La popolazione tedesca, in particolare, dovr&amp;agrave; prima o poi fare i conti con la dolorosa realt&amp;agrave; di essere stata complice di un genocidio per la seconda volta nel giro di un secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, di fronte al genocidio in corso contro i palestinesi e i libanesi, il significato di questa frase &amp;egrave; pi&amp;ugrave; chiaro che mai: &lt;em&gt;&amp;ldquo;Mai pi&amp;ugrave;&amp;rdquo;&lt;/em&gt; vale solo per gli ebrei sionisti. Tutti gli altri possono essere massacrati e sterminati impunemente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fonti:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[1]: Norman Finkelstein: The Holocaust Industry (2000)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[2]: Yad Vashem: The Haavara Agreement; United States Holocaust Memorial Museum: The Haavara Agreement &lt;a href=&quot;https://www.yadvashem.org/odot_pdf/Microsoft%20Word%20-%206190.pdf&quot;&gt;https://www.yadvashem.org/odot_pdf/Microsoft%20Word%20-%206190.pdf&lt;/a&gt; +&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://encyclopedia.ushmm.org/content/en/article/the-haavara-agreement&quot;&gt;https://encyclopedia.ushmm.org/content/en/article/the-haavara-agreement&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[3]: Ilan Papp&amp;eacute;: The Ethnic Cleansing of Palestine (2006) &lt;a href=&quot;https://www.simonandschuster.com/books/The-Ethnic-Cleansing-of-Palestine/Ilan-Pappe/9781851685554&quot;&gt;https://www.simonandschuster.com/books/The-Ethnic-Cleansing-of-Palestine/Ilan-Pappe/9781851685554&lt;/a&gt;; Zochrot: Documentation of Destroyed Palestinian Villages &lt;a href=&quot;https://www.zochrot.org/en/site/index&quot;&gt;https://www.zochrot.org/en/site/index&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[4]: New York Times, December 4, 1948: Letter to the Editor, signed by Albert Einstein, Hannah Arendt, et al &lt;a href=&quot;https://archive.nytimes.com/www.nytimes.com/books/00/12/17/specials/arendt-letter.html&quot;&gt;https://archive.nytimes.com/www.nytimes.com/books/00/12/17/specials/arendt-letter.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;discussion of the Letter: &lt;a href=&quot;https://www.history.com/news/albert-einstein-letter-israel-fascism&quot;&gt;https://www.history.com/news/albert-einstein-letter-israel-fascism&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[5]: Nuclear Threat Initiative: Israel &amp;ndash; Nuclear &lt;a href=&quot;https://www.nti.org/analysis/articles/israel-nuclear/&quot;&gt;https://www.nti.org/analysis/articles/israel-nuclear/&lt;/a&gt;; Federation of American Scientists: Israeli Nuclear Weapons Program &lt;a href=&quot;https://nuke.fas.org/guide/israel/nuke/&quot;&gt;https://nuke.fas.org/guide/israel/nuke/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[6]: Tagesschau / Deutsche Welle: Reports on German arms exports to Israel and Dolphin-class submarines (2023/2024) &lt;a href=&quot;https://www.tagesschau.de/investigativ/dolphin-u-boote-israel-deutschland-101.html&quot;&gt;https://www.tagesschau.de/investigativ/dolphin-u-boote-israel-deutschland-101.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[7]: infamous quote of Golda Meir&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[8]: Nurit Peled-Elhanan: Palestine in Israeli School Books: Ideology and Propaganda in Education (2012) &lt;a href=&quot;https://www.academia.edu/76499683/Palestine_in_Israeli_School_Books_Ideology_and_Propaganda_in_Education&quot;&gt;https://www.academia.edu/76499683/Palestine_in_Israeli_School_Books_Ideology_and_Propaganda_in_Education&lt;/a&gt;;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adalah: Schulbuchstudie (2017)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.adalah.org/en/content/view/8772&quot;&gt;https://www.adalah.org/en/content/view/8772&lt;/a&gt; Adalah: Textbook study (2017).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[9]: Knesset: Basic Law: Israel &amp;ndash; The Nation State of the Jewish People (2018) &lt;a href=&quot;https://knesset.gov.il/laws/special/eng/BasicLawNationState.pdf&quot;&gt;https://knesset.gov.il/laws/special/eng/BasicLawNationState.pdf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[10]: Adalah: Discriminatory Laws Database &lt;a href=&quot;https://www.adalah.org/en/content/view/7771&quot;&gt;https://www.adalah.org/en/content/view/7771&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[11]: IHRA: Working Definition of Anti-Semitism &lt;a href=&quot;https://www.holocaustremembrance.com/resources/working-definitions-charters/working-definition-antisemitism&quot;&gt;https://www.holocaustremembrance.com/resources/working-definitions-charters/working-definition-antisemitism&lt;/a&gt;; Geoffrey Bindman: &quot;Legal Opinion on the IHRA Definition&quot; (2018) &lt;a href=&quot;https://pij.org/articles/1831/the-ihra-working-definition-of-antisemitism-a-legal-perspective&quot;&gt;https://pij.org/articles/1831/the-ihra-working-definition-of-antisemitism-a-legal-perspective&lt;/a&gt;; The Guardian: &quot;EU urged to drop IHRA anti-Semitism definition over free speech concerns&quot; (2020) &lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/news/2020/dec/14/eu-urged-to-drop-ihra-antisemitism-definition-over-free-speech-concerns&quot;&gt;https://www.theguardian.com/news/2020/dec/14/eu-urged-to-drop-ihra-antisemitism-definition-over-free-speech-concerns&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[12]: Spiegel (2012): &quot;Israel erkl&amp;auml;rt G&amp;uuml;nter Grass zur Persona non grata&quot; &lt;a href=&quot;https://www.spiegel.de/kultur/gesellschaft/israel-erklaert-guenter-grass-zur-persona-non-grata-a-826467.html&quot;&gt;https://www.spiegel.de/kultur/gesellschaft/israel-erklaert-guenter-grass-zur-persona-non-grata-a-826467.html&lt;/a&gt;; BBC (2012): &quot;Israel bars German Nobel laureate G&amp;uuml;nter Grass&quot; &lt;a href=&quot;https://www.bbc.com/news/world-europe-17656276&quot;&gt;https://www.bbc.com/news/world-europe-17656276&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[13]: Angela Merkel: Speech before the Knesset, March 18, 2008 &lt;a href=&quot;https://www.bundesregierung.de/breg-de/service/newsletter-und-abos/bulletin/rede-von-bundeskanzlerin-dr-angela-merkel-796170&quot;&gt;https://www.bundesregierung.de/breg-de/service/newsletter-und-abos/bulletin/rede-von-bundeskanzlerin-dr-angela-merkel-796170&lt;/a&gt;; Olaf Scholz: Government statement, October 12, 2023 &lt;a href=&quot;https://www.bundesregierung.de/breg-de/suche/regierungserklaerung-von-bundeskanzler-olaf-scholz-2230150&quot;&gt;https://www.bundesregierung.de/breg-de/suche/regierungserklaerung-von-bundeskanzler-olaf-scholz-2230150&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immaginetariqrrg2.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Cina: il carrello della spesa come specchio del cambiamento</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cina_il_carrello_della_spesa_come_specchio_del_cambiamento/56646_67794/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://italian.cgtn.com/2026/06/30/ARTI1782814089444617&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di CGTN&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F2815728948807332%2F&amp;amp;show_text=false&amp;amp;width=560&amp;amp;t=0&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;314&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa c'&amp;egrave; davvero nel carrello di una famiglia cinese oggi? Molto pi&amp;ugrave; di cibo. In meno di cinquant'anni, la quota di reddito destinata all'alimentazione &amp;egrave; scesa dal 63,9% del 1978 al 29,3% di oggi. I nostri nonni lavoravano quasi esclusivamente per mangiare; noi possiamo permetterci corsi, viaggi, cinema, palestra. Il carrello non contiene pi&amp;ugrave; solo sopravvivenza, ma sogni, cultura, benessere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://38picres.cgtn.com/photoAlbum/page/performance/img/2026/6/30/1782814028963_189.jpg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si &amp;egrave; arrivati a questo salto epocale? Le ragioni sono molteplici: decenni di riforme economiche che hanno aumentato redditi e occupazione e moltiplicato l'offerta; le politiche sociali che hanno permesso la riduzione del risparmio precauzionale; e l'apertura internazionale, che ha portato sulle tavole cinesi prodotti da ogni continente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://38picres.cgtn.com/photoAlbum/page/performance/img/2026/6/30/1782814044060_147.jpg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo non &amp;egrave; frutto del caso, ma di una pianificazione di lungo termine che ha posto il benessere delle persone al centro dell'azione politica. Il carrello della spesa &amp;egrave; lo specchio pi&amp;ugrave; fedele di un Paese che ha scelto di crescere mettendo al primo posto la qualit&amp;agrave; della vita di ogni cittadino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guarda il video per scoprire come una famiglia cinese ha vissuto questa trasformazione generazionale. Un racconto di numeri, ma soprattutto di vite reali.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Una finestra aperta </category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/1782814044060_147.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Morti sul lavoro, i numeri che smentiscono il Governo: oltre mille morti anche nel 2025</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-morti_sul_lavoro_i_numeri_che_smentiscono_il_governo_oltre_mille_morti_anche_nel_2025/42819_67796/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;In tutta onest&amp;agrave;, siamo rattristati &amp;ndash; o semplicemente allibiti &amp;ndash; dalle dichiarazioni della Ministra del Lavoro, Marina Calderone. A Montecitorio, la Ministra ha esaltato i risultati, o presunti tali, del Governo Meloni che, a detta sua e dell'Inail, avrebbe ridotto l'incidenza degli infortuni mortali. Per quanto difficile, non siamo condizionati da alcun pregiudizio ideologico, ma restiamo attoniti per un semplice motivo: il numero degli infortuni, delle malattie professionali (ossia contratte a causa del lavoro) e degli incidenti, gravi e non, &amp;egrave; ancora drammaticamente elevato. Non ci sono elementi reali per pensare di aver invertito la tendenza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Nel 2025 in Italia si sono registrati 1.093 morti sul lavoro, che poi sono pi&amp;ugrave; o meno gli stessi degli anni precedenti (1.090 nel 2024). Ben 798 decessi sono avvenuti direttamente sui luoghi di lavoro, appena 7 casi in meno rispetto al 2024.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Che dire, invece, dell'aumento degli infortuni &lt;em data-path-to-node=&quot;5&quot; data-index-in-node=&quot;47&quot;&gt;in itinere&lt;/em&gt;, ossia nel tragitto tra casa e lavoro? &amp;Egrave; doveroso ricordare lo stato delle strade dissestate, gli orari di lavoro pesanti e disagiati, i servizi pubblici tagliati o inesistenti, con tratte ferroviarie e trasporti su gomma che hanno subito forti ridimensionamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Al netto dei numeri, dovremmo limitarci a poche considerazioni essenziali e rapportare i casi di infortunio e di morte sul lavoro alle ore effettivamente lavorate e alla popolazione attiva. Solo queste statistiche riporterebbero elementi analitici veritieri: in presenza di parametri reali potremmo, eventualmente, parlare di regressione delle morti bianche. Ad oggi, la situazione non &amp;egrave; cambiata e le norme vigenti non aiutano a rendere sicuro il lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Bont&amp;agrave; sua, comunque, la Ministra Calderone ha ammesso che i dati sono ancora insufficienti per parlare di un'inversione di tendenza, ribadendo ci&amp;ograve; che hanno gi&amp;agrave; detto tutti i governi precedenti: voler perseguire l'obiettivo di ridurre i decessi, gli incidenti e le malattie professionali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Alle dichiarazioni generiche e ai buoni intenti dovrebbero seguire, tuttavia, i fatti concreti. In queste ore di caldo intenso abbiamo visto innumerevoli categorie di lavoratori e lavoratrici operare in condizioni estremamente disagiate. E non ci riferiamo solo a chi lavora all'aria aperta, ma anche a chi si trova in uffici con temperature superiori ai 34 gradi. C'&amp;egrave; ancora moltissimo da fare per il rispetto della salute e della sicurezza della forza lavoro.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/20260630caldeinailmortlavv_1111.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Giorgia Meloni e il prossimo presidente della Repubblica: il duplice paradosso delle sue parole</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-giorgia_meloni_e_il_prossimo_presidente_della_repubblica_il_duplice_paradosso_delle_sue_parole/39602_67797/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Alessandro Volpi*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato durante una lunga e incalzante intervista condotta dall'imparziale Nicola Porro, su un canale di altrettanto provata imparzialit&amp;agrave;, che &amp;egrave; giunto il momento di un Presidente della Repubblica che non sia di Sinistra perch&amp;eacute; anche questo tab&amp;ugrave; deve essere superato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ci sarebbero molte cose da dire su questa affermazione, ma mi limito a brevi note storiche.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Dei 12 presidenti della Repubblica, il solo che pu&amp;ograve; essere definito di Sinistra &amp;egrave; stato Sandro Pertini.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Fra gli altri, c'erano 3 che erano filo monarchici, De Nicola, Einaudi e Segni, i primi due &amp;egrave; certo che votarono per la monarchia al referendum del 2 giugno 1946; De Nicola, Gronchi e Einaudi avevano votato anche la fiducia al primo governo Mussolini.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Posizioni molto conservatrici caratterizzarono le presidenze di Antonio Segni e di Giovanni Leone, quest'ultimo eletto, all'ultima votazione, con il contributo dei parlamentari dell'MSI.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Certamente non di Sinistra furono le presidenze di Oscar Luigi Scalfaro e di un super tecnico come Carlo Azeglio Ciampi.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Un caso a parte, ma non direi qualificabile come di &quot;Sinistra&quot;, fu la presidenza di Francesco Cossiga, mentre la presidenza del socialdemocratico Saragat si poneva nell'ottica della spaccatura dei riformisti rispetto alla politica estera del PCI.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il secondo mandato di Napolitano fu votato da praticamente tutto il Parlamento, compreso il Pdl che non lo aveva votato al primo mandato, cos&amp;igrave; come il secondo Mattarella non fu votato solo da Fratelli d'Italia.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Alla luce di ci&amp;ograve; &amp;egrave; davvero difficile sostenere che in Italia ci siano stato solo presidenti di Sinistra.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma in realt&amp;agrave; il messaggio di Giorgia Meloni sembra essere un altro: il prossimo presidente della Repubblica non deve condividere i valori della Costituzione, anzi deve esplicitare, al di l&amp;agrave; dell'adesione formale, una chiara opposizione a quella cultura e a quell'impianto istituzionale, di cui Meloni, del resto, con il premierato, vuole modificare la sostanza.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;In questo senso Meloni qualifica come di Sinistra chiunque si riconosca nella intangibilit&amp;agrave; dei valori costituzionali e della democrazia parlamentare; due tratti, questi s&amp;igrave;, che hanno caratterizzato buona parte dei 12 presidenti della Repubblica Italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Per Meloni, superare il &quot;tab&amp;ugrave;&quot; della Presidenza della Repubblica nelle mani di un esponente della Destra vuol dire azzerare la storia democratica di questo paese e riproporre il metodo delle &quot;leggi del 1925&quot;; svuotare la Costituzione senza farla decadere.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Nel caso dello Statuto Albertino era decisamente pi&amp;ugrave; semplice per la sua natura flessibile, e per la complicit&amp;agrave; della monarchia, nel caso della Costituzione del 1948 servono dure spallate fatte a colpi di riforme strutturali.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il primo presidente della Repubblica, proveniente dalla Destra che intende Meloni, sarebbe un uomo o una donna d'ordine, secondo lo schema pi&amp;ugrave; trito del Potere personale forte: una posizione che presenta un duplice paradosso.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il primo. Meloni immagina un potere forte quando orami l'Italia &amp;egrave; in mano ai poteri forti della grande finanza. Il secondo. Meloni ha paura che l'uomo forte sia un ex generale che le si &amp;egrave; ribellato in una sorta di ammutinamento da film boccaccesco degli anni Settanta.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Siamo tra il Mussolini del 3 gennaio del 1925 e il generale Buttiglione.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;*Post Facebook del 30 giugno 2026&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images+%2812%294.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Terremoto e sanzioni: il Venezuela che non raccontano i media mainstream</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-terremoto_e_sanzioni_il_venezuela_che_non_raccontano_i_media_mainstream/45289_67793/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 12:51:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Per capire davvero cosa &amp;egrave; accaduto in Venezuela dopo i due terremoti di mercoled&amp;igrave; scorso, bisogna partire da lontano. Non si pu&amp;ograve; leggere la tragedia senza inquadrare il contesto economico e sociale in cui &amp;egrave; piombata. I primi report delle agenzie internazionali e dei soliti disinformatori del mainstream hanno subito puntato il dito contro il governo: servizi sanitari travolti nelle prime ore, emergenze al collasso, e una situazione particolarmente drammatica nello stato di La Guaira, che ha registrato le maggiori devastazioni e il numero pi&amp;ugrave; alto di vittime. Il ritratto che ne &amp;egrave; uscito &amp;egrave; stato quello di un governo venezuelano impreparato e inadeguato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la realt&amp;agrave;, come spesso accade, &amp;egrave; ben diversa da questa narrazione unilaterale. A pochi giorni dal sisma, la fotografia che arriva dagli ospedali pubblici di Caracas &amp;egrave; differente dal pandemonio descritto da alcuni servizi. I quindici nosocomi della capitale hanno retto l'urto in regime di contingenza, certo, ma senza quel crollo totale che molti avevano paventato. E c'&amp;egrave; un dato che merita attenzione: un centinaio di cliniche private, dotate di attrezzature all'avanguardia, si sono attivate immediatamente su coordinamento governativo, offrendo cure gratuite ai feriti. Una mobilitazione che ha alleggerito la pressione sul settore pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A La Guaira, l'epicentro dell'emergenza, la situazione &amp;egrave; stata presa in mano dall'esercito venezuelano e dalle brigate internazionali, che hanno installato ospedali da campo sul posto. Il trasferimento dei feriti verso la capitale, massiccio nelle prime ore, si &amp;egrave; progressivamente ridotto fino a diventare sporadico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il nodo del petrolio e il peso delle sanzioni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Detto questo, sarebbe miope negare le difficolt&amp;agrave; oggettive in cui il sistema sanitario pubblico si trovava gi&amp;agrave; prima del sisma, come &lt;a href=&quot;https://www.jornada.com.mx/noticia/2026/06/29/politica/bloqueo-petrolero-de-eu-desmantelo-sistema-sanitario-de-venezuela&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;evidenzia&lt;/a&gt; il quotidiano messicano La Jornada Il nodo, come sempre in Venezuela, &amp;egrave; il petrolio. L'industria degli idrocarburi, che storicamente ha garantito il 97% delle entrate nazionali, &amp;egrave; sotto embargo da parte degli Stati Uniti da undici anni. Negli ultimi sette, il blocco si &amp;egrave; fatto pi&amp;ugrave; stringente, paralizzando di fatto ogni operazione di compravendita. E anche dopo gli eventi del 3 gennaio scorso - quando un attacco militare statunitense ha colpito Caracas e La Guaira per sequestrarwe il presidente Nicol&amp;aacute;s Maduro - le sanzioni sono rimaste praticamente intatte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le cifre parlano chiaro. Secondo la relatrice dell'Onu per i Diritti Umani, &lt;a href=&quot;https://www.nodal.am/2021/02/bloqueo-economico-redujo-un-99-los-ingresos-de-venezuela-y-relatora-de-la-onu-pide-levantar-sanciones/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Alena Douhan&lt;/a&gt;, che subito dopo la pandemia di Covid-19 aveva visitato il Paese per valutare gli effetti del blocco, le entrate del governo venezuelano sono crollate del 99 per cento. Il Paese &amp;egrave; stato costretto a resistere con l'uno per cento del reddito che aveva prima delle misure coercitive. Prima delle sanzioni, il 76 per cento di quelle risorse veniva destinato a progetti sociali: sanit&amp;agrave;, istruzione, sostegno agli anziani, ai bambini e agli adolescenti. Oggi, con un budget ridotto a un centesimo di quello che era, la coperta &amp;egrave; diventata troppo corta per tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La relatrice Douhan ha parlato di &quot;somma di denaro miserabile&quot; per descrivere le risorse post-sanzioni, e ha riconosciuto che le azioni unilaterali di Stati Uniti e Unione Europea hanno avuto effetti devastanti su alimentazione, salute e istruzione del Paese. La qualit&amp;agrave; della vita dei venezuelani, denunciava, &amp;egrave; crollata a causa delle sanzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il blocco dei fondi e le conseguenze sulla salute&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il congelamento dei fondi nel sistema finanziario internazionale ha avuto conseguenze drammatiche e concrete. I beni della Banca Centrale del Venezuela all'estero sono bloccati, il che ha impedito al Paese di acquistare non solo vaccini anti-Covid, ma anche attrezzature mediche e farmaci salvavita. La relatrice aveva esortato le banche di Inghilterra e Portogallo, che detengono illegalmente fondi venezuelani, a restituirli affinch&amp;eacute; possano essere utilizzati per affrontare la crisi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La stretta ha paralizzato gli acquisti di turbine per il sistema elettrico e impianti per la gestione delle acque, con un effetto domino sulla qualit&amp;agrave; dell'assistenza sanitaria. La penuria di pacemaker e di farmaci per malati di cancro, Hiv e diabete &amp;egrave; diventata endemica. E l'importazione di vaccini, bloccata prima e durante la pandemia, ha fatto retrocedere il Venezuela in alcune classifiche sanitarie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Misure punitive contro la popolazione civile&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le sanzioni, come hanno documentato anche gli &lt;a href=&quot;https://cepr.net/es/publications/sanciones-economicas-como-castigo-colectivo-el-caso-de-venezuela/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;studi&lt;/a&gt; degli economisti Mark Weisbrot e Jeffrey Sachs, non hanno colpito principalmente il governo, ma la popolazione civile. Hanno ridotto l'apporto calorico della gente, aumentato malattie e mortalit&amp;agrave; &amp;ndash; sia tra gli adulti che tra i minori &amp;ndash; e costretto milioni di venezuelani a lasciare il Paese, spinti da un'inflazione galoppante e da una depressione economica senza precedenti. I pi&amp;ugrave; poveri e vulnerabili hanno pagato il prezzo pi&amp;ugrave; alto. Anche se bisogna evidenziare che le contrimisure messe in atto dal governo bolivariano fino al sequestro di Maduro, avevano permesso a Caracas di tornare a far crescere l'economia e di superare la crisi pi&amp;ugrave; dura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi lo stipendio medio del settore pubblico si aggira tra i due e i tre dollari al mese, una cifra che consente di acquistare appena l'uno per cento del paniere alimentare di base. La popolazione, denunciava la relatrice Douhan, dipende dall'assistenza governativa sotto forma dei CLAP &amp;ndash; i kit alimentari distribuiti dallo Stato &amp;ndash; e dai trasferimenti di denaro attraverso il Carnet de la Patria, oltre a numerosi sussidi per i dipendenti pubblici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste misure, secondo gli studi citati, integrano gli estremi del castigo collettivo verso la popolazione civile, cos&amp;igrave; come definito dalle convenzioni internazionali di Ginevra e dell'Aia, di cui gli Stati Uniti sono firmatari. E violano, di fatto, sia il diritto internazionale che la stessa legislazione statunitense.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un corpo gi&amp;agrave; provato&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; in questo stato di fragilit&amp;agrave; che il Venezuela &amp;egrave; stato colpito dai due terremoti. Un colpo inaspettato e violento su un organismo che da anni soffre. Sul terreno, oggi, la conta dei danni prosegue. Ma la vera ferita, quella che i soccorsi d'emergenza non possono rimarginare, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; profonda e viene da lontano. Le sanzioni, come ha riconosciuto la stessa Onu, hanno esacerbato le calamit&amp;agrave; economiche e umanitarie esistenti, impedendo al Paese di generare il reddito neseccario e di utilizzare le risorse per sviluppare e mantenere infrastrutture e programmi sociali. Quindi parlare dei problemi del Venezuela senza citare queste premesse &amp;egrave; operazione disinformativa.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/venezuela-protesta-sanciones-eeuu-estados-unidos-bloqueo.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Venezuela: 30 paesi e oltre 3.600 soccorritori nelle zone colpite dal sisma</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_30_paesi_e_oltre_3600_soccorritori_nelle_zone_colpite_dal_sisma/82_67792/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 12:11:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Nemmeno la tragedia del doppio terremoto devastante che ha colpito il Venezuela ha fermato la frenetica attivit&amp;agrave; di disinformazione contro Caracas. Uno dei cavalli di battaglia &amp;egrave; rappresentato dalle notizie che vorrebbero il governo venezuelano intento a bloccare visti e ostacolare le attivit&amp;agrave; dei soccorritori stranieri lasciando cos&amp;igrave; morire le persone che sono ancora intrappolate sotto le macerie. Le cose non stanno cos&amp;igrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come riferisce l'emittente teleSUR, la presidente incaricata Delcy Rodriguez ha riferito che squadre di soccorso e di aiuto umanitario provenienti da 30 paesi sono nel paese per assistere nel salvataggio delle persone intrappolate sotto le macerie. Rodr&amp;iacute;guez ha confermato che le intense operazioni di soccorso continuano nelle zone colpite per salvare quante pi&amp;ugrave; vite umane &amp;egrave; possibile.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;Visitamos el Estadio Garc&amp;iacute;a Carneiro, donde se encuentran equipos de respuesta de la comunidad internacional que llegaron para apoyar. 30 pa&amp;iacute;ses, 3.681 rescatistas, 1.086 toneladas de insumos, 27 veh&amp;iacute;culos y 118 caninos que fortalecen las labores de b&amp;uacute;squeda y rescate. &amp;iexcl;Gracias! &lt;a href=&quot;https://t.co/8L6peabLAk&quot;&gt;pic.twitter.com/8L6peabLAk&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Delcy Rodr&amp;iacute;guez (@delcyrodriguezv) &lt;a href=&quot;https://x.com/delcyrodriguezv/status/2071592323767504946?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 29, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;&quot;Abbiamo visitato lo stadio Garc&amp;iacute;a Carneiro, dove sono arrivate squadre di soccorso internazionali per fornire supporto. 30 paesi, 3.681 soccorritori, 1.086 tonnellate di rifornimenti, 27 veicoli e 118 cani stanno intensificando le operazioni di ricerca e soccorso. Grazie!&quot;, ha scritto la presidente sui suoi profili social.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Luned&amp;igrave; &amp;egrave; arrivata in Venezuela anche una brigata della Repubblica Socialista del Vietnam, composta da 174 soccorritori e otto unit&amp;agrave; cinofile. Anche specialisti cubani sono giunti nel paese per unirsi alle operazioni di soccorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Coordinatore Residente e Umanitario delle Nazioni Unite per il Venezuela, Gianluca Rampolla, ha spiegato che l'organizzazione sta coordinando oltre 2.000 soccorritori impegnati nella ricerca di sopravvissuti. Questa operazione su vasta scala prosegue le ricerche dopo le prime 72 ore successive al terremoto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le Nazioni Unite hanno assunto la gestione delle operazioni di ricerca congiuntamente al governo venezuelano dopo i due terremoti devastanti (magnitudo di 7.3 e 7.5) che hanno colpito il Paese mercoled&amp;igrave; scorso. Il piano di assistenza prevede assistenza sanitaria d'emergenza, la costruzione di rifugi, aiuti alimentari, acqua, servizi igienico-sanitari e supporto logistico per lo stoccaggio e la distribuzione dei rifornimenti. Rampolla ha ribadito il coordinamento con le autorit&amp;agrave; locali per ottimizzare le risorse disponibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i paesi che hanno inviato personale specializzato e aiuti umanitari ufficiali figurano El Salvador, Colombia, Messico, Brasile, Cile, Ecuador, Repubblica Dominicana, Per&amp;ugrave;, Paraguay, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Germania, Stati Uniti, Qatar, Cina, Vietnam e Cuba, oltre ad altre nazioni che si sono unite a questa grande mobilitazione di solidariet&amp;agrave; internazionale a sostegno del popolo venezuelano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/bssGWj8_ZXo?si=V14XUlz3QfOkqyBA&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-250_anni_damerica_sul_time_ma_i_nativi_non_ci_sono/53237_67790/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Nel racconto celebrativo dei 250 anni degli Stati Uniti c&amp;rsquo;&amp;egrave; spazio per conquiste politiche, culturali e tecnologiche. Non per i popoli che abitavano quelle terre prima del 1776 e che continuano a esistere come nazioni sovrane. Un&amp;rsquo;&lt;strong&gt;assenza &lt;/strong&gt;che racconta molto pi&amp;ugrave; di ci&amp;ograve; che la copertina di Time mostra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abraham Lincoln c&amp;rsquo;&amp;egrave;. Martin Luther King c&amp;rsquo;&amp;egrave;. Ci sono il suffragio femminile, il jazz, la Costituzione, l&amp;rsquo;automobile, la Route 66, i parchi nazionali, l&amp;rsquo;energia atomica e la conquista della Luna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I Nativi americani no.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessuna nazione indigena. Nessun trattato. Nessuna bandiera tribale. Nessun riferimento alla sovranit&amp;agrave; dei popoli originari, alla loro resistenza, alla loro presenza contemporanea. Nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nuova copertina di &lt;em&gt;TIME&lt;/em&gt;, realizzata da Shepard Fairey per celebrare il 250&amp;ordm; anniversario degli Stati Uniti, si intitola Our America: &amp;ldquo;La nostra America&amp;rdquo;. Al centro campeggia una Statua della Libert&amp;agrave; reinterpretata come una donna dai tratti multietnici. Sul suo abito sono raccolti personaggi, conquiste e simboli della storia nazionale. L&amp;rsquo;intento dichiarato dall&amp;rsquo;artista &amp;egrave; rappresentare &amp;laquo;la promessa del pluralismo in una societ&amp;agrave; pi&amp;ugrave; equa e giusta&amp;raquo;. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma proprio questa ambizione rende l&amp;rsquo;assenza indigena ancora pi&amp;ugrave; clamorosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;eacute; quando si pretende di raffigurare un&amp;rsquo;America plurale e si trovano spazio e riconoscibilit&amp;agrave; per quasi tutte le grandi componenti della narrazione nazionale, lasciare fuori i primi popoli del continente non &amp;egrave; un dettaglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; una scelta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;America non comincia nel 1776&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Celebrare i 250 anni degli Stati Uniti &amp;egrave; legittimo. Come entit&amp;agrave; politica, gli Stati Uniti nascono nel 1776. Ma raccontare quei 250 anni come se coincidessero con l&amp;rsquo;intera storia dell&amp;rsquo;America significa ripetere il pi&amp;ugrave; antico gesto coloniale: trasformare un continente abitato in uno spazio vuoto, pronto a entrare nella storia soltanto quando gli europei decidono di nominarlo, occuparlo e governarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima della Dichiarazione d&amp;rsquo;indipendenza esistevano nazioni, confederazioni, citt&amp;agrave;, rotte commerciali, sistemi agricoli, lingue, istituzioni politiche e vaste reti diplomatiche indigene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Haudenosaunee, Cherokee, Muscogee, Choctaw, Din&amp;eacute;, Lakota, Anishinaabe, Pueblo e centinaia di altri popoli non costituivano il prologo folkloristico degli Stati Uniti. Erano soggetti politici con i quali le potenze europee e, successivamente, il governo americano dovettero negoziare, commerciare e combattere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I Nativi non furono assenti dalla fondazione americana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Furono collocati deliberatamente dalla parte del nemico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La stessa Dichiarazione d&amp;rsquo;indipendenza, celebrata come il certificato di nascita della libert&amp;agrave; statunitense, definisce gli abitanti indigeni delle frontiere &amp;ldquo;merciless Indian Savages&amp;rdquo;: &amp;ldquo;&lt;strong&gt;spietati selvaggi indiani&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre proclamava che tutti gli uomini erano stati creati uguali, la nuova nazione indicava gi&amp;agrave; coloro ai quali quell&amp;rsquo;uguaglianza non sarebbe stata riconosciuta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La conquista nascosta dietro i simboli&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;espansione degli Stati Uniti non avvenne attraversando una terra senza proprietari. Avvenne sottraendo territori a popoli precisi. Tra il 1774 e il 1871 il governo statunitense negozi&amp;ograve; 377 trattati con le nazioni native. I National Archives conservano 374 trattati ratificati. Quei documenti dimostrano che gli Stati Uniti riconoscevano le nazioni indigene come interlocutori politici, titolari di territori e diritti. Dimostrano anche la lunga storia delle promesse infrante. &amp;nbsp;Il &lt;em&gt;Trail of Tears&lt;/em&gt;, le rimozioni delle nazioni del Sud-Est, le guerre delle Pianure, la distruzione delle mandrie di bisonti, il confinamento nelle riserve, la frammentazione delle terre tribali e le scuole di assimilazione non sono capitoli laterali della storia americana. Sono il processo attraverso il quale gli Stati Uniti hanno acquisito gran parte del territorio che oggi celebrano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si pu&amp;ograve; raccontare la frontiera senza dire chi venne respinto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si pu&amp;ograve; celebrare la ferrovia senza ricordare le nazioni i cui territori furono attraversati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si possono rappresentare i parchi nazionali come natura incontaminata cancellando le comunit&amp;agrave; allontanate da quelle terre. La copertina mostra i risultati della conquista, ma elimina dalla scena coloro che ne pagarono il prezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; un meccanismo narrativo antico e potentissimo: conservare le strade, le citt&amp;agrave;, i monumenti e i miti della potenza americana, facendo scomparire il conflitto dal quale sono nati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Popoli vivi, non comparse del passato&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cancellazione &amp;egrave; ancora pi&amp;ugrave; grave perch&amp;eacute; i Nativi americani non appartengono soltanto alla storia. Negli Stati Uniti esistono oggi 576 trib&amp;ugrave; riconosciute a livello federale, dotate di una relazione politica diretta con il governo degli Stati Uniti e di diritti inerenti di autogoverno. Il censimento del 2020 ha contato 9,7 milioni di persone identificate come American Indian o Alaska Native, da sole o insieme ad altre appartenenze. &amp;nbsp;Sono nazioni, governi, comunit&amp;agrave;, tribunali, universit&amp;agrave; tribali. Sono scrittori, artisti, insegnanti, giornalisti, veterani, scienziati e attivisti. Sono popoli che difendono lingue, territori, acque, diritti derivanti dai trattati e sovranit&amp;agrave; politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure, quando l&amp;rsquo;America costruisce la propria immagine ufficiale, i Nativi tornano troppo spesso a essere una presenza impossibile. O vengono confinati in un passato romantico, trasformati in copricapi, cavalli e tramonti. Oppure vengono eliminati del tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sarebbe servito inserire nella copertina l&amp;rsquo;ennesimo indiano stereotipato con le piume. Sarebbe bastato rappresentare ci&amp;ograve; che la narrazione nazionale continua a faticare ad accettare: una nazione indigena viva e sovrana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un trattato. Una bandiera tribale. Un volto contemporaneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un simbolo che ricordasse che l&amp;rsquo;Indian Country non &amp;egrave; scomparsa e non ha mai smesso di rivendicare il proprio posto nella storia americana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le possibilit&amp;agrave; erano innumerevoli. &amp;Egrave; mancata la volont&amp;agrave; di vederle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il pluralismo che comincia dopo la conquista&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;TIME&lt;/em&gt; presenta &lt;em&gt;Our America&lt;/em&gt; come un progetto &amp;laquo;volutamente ampio&amp;raquo;, costruito chiedendo a 250 personalit&amp;agrave; di indicare qualcosa che rappresentasse un elemento essenziale della vita americana contemporanea. L&amp;rsquo;obiettivo dichiarato era offrire una visione molteplice del Paese, fondata sulla ricchezza delle sue diverse componenti culturali. Nel progetto complessivo compare anche Joy Harjo, prima Native American a ricoprire l&amp;rsquo;incarico di Poet Laureate degli Stati Uniti, chiamata a scegliere una canzone rappresentativa dell&amp;rsquo;America contemporanea. Questo va riconosciuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma rende la copertina ancora pi&amp;ugrave; problematica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non siamo davanti alla totale ignoranza dell&amp;rsquo;esistenza dei Nativi. Siamo davanti a una selezione visiva. E ogni selezione stabilisce una gerarchia: decide quali esperienze meritano di diventare simboli della nazione e quali possono rimanere fuori dall&amp;rsquo;immagine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La presenza indigena viene ammessa nelle pagine interne, tra centinaia di contributi. Scompare invece dalla copertina, cio&amp;egrave; dalla sintesi destinata a entrare nell&amp;rsquo;immaginario collettivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il messaggio involontario &amp;egrave; evidente: i Nativi possono partecipare al racconto, purch&amp;eacute; non ne occupino il centro. Come se appartenessero a un&amp;rsquo;America precedente. Come se fossero scomparsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come se la nazione potesse celebrare la propria diversit&amp;agrave; soltanto dopo avere dato per acquisita la conquista delle loro terre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ironia &amp;egrave; feroce. Nel 2023 fu la stessa &lt;em&gt;TIME&lt;/em&gt; a pubblicare un saggio dello storico Ned Blackhawk intitolato Without Indigenous History, There Is No U.S. History: senza storia indigena non esiste storia degli Stati Uniti. Tre anni dopo, la copertina pi&amp;ugrave; simbolicamente importante dell&amp;rsquo;anniversario sembra avere dimenticato quella lezione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una copertina non pu&amp;ograve; contenere tutto. Ma decide che cosa conta&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si obietter&amp;agrave; che una copertina non &amp;egrave; un&amp;rsquo;enciclopedia e che non pu&amp;ograve; rappresentare ogni gruppo, avvenimento o contraddizione della storia nazionale. &amp;Egrave; vero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma una copertina celebrativa non pretende di contenere tutto. Pretende di scegliere ci&amp;ograve; che conta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; proprio quella scelta a parlare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando si trova spazio per l&amp;rsquo;automobile, l&amp;rsquo;atomo, la Route 66 e la conquista della Luna, ma non per i popoli sulle cui terre gli Stati Uniti sono stati costruiti, il significato &amp;egrave; difficile da ignorare: la modernit&amp;agrave; americana merita memoria; la presenza indigena pu&amp;ograve; essere sacrificata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non &amp;egrave; necessario odiare i Nativi per cancellarli.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Basta continuare a raccontare la storia dal punto di vista di chi ha vinto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I 250 anni degli Stati Uniti avrebbero potuto offrire l&amp;rsquo;occasione per affrontare la contraddizione originaria della nazione: libert&amp;agrave; e conquista, democrazia ed espulsione, uguaglianza proclamata e sovranit&amp;agrave; negate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sarebbe stata una celebrazione pi&amp;ugrave; difficile. Ma anche pi&amp;ugrave; adulta, pi&amp;ugrave; onesta e pi&amp;ugrave; vera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece, ancora una volta, l&amp;rsquo;America si guarda allo specchio e riesce a vedere tutti tranne coloro che erano l&amp;igrave; prima che quello specchio venisse costruito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Our America&amp;rdquo;, proclama &lt;em&gt;TIME&lt;/em&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nostra, di chi?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; una semplice dimenticanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; il vecchio privilegio coloniale di decidere chi entra nella storia e chi deve restare fuori dall&amp;rsquo;immagine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Nativi  </category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immagine521.png/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Il pretesto di Tel Aviv per occupare il 70% di Gaza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_pretesto_di_tel_aviv_per_occupare_il_70_di_gaza/45289_67791/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;article-content&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Un nuovo &lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/report-idf-warns-hamas-is-readying-to-return-to-war-us-opposes-new-israeli-offensive/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dossier&lt;/a&gt; dell'esercito israeliano afferma che Hamas sta producendo nuovi armamenti e reclutando miliziani per riprendere i combattimenti contro i reparti di stanza nella Striscia. La notizia &amp;egrave; stata diffusa il 29 giugno dall'emittente pubblica israeliana (KAN).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;I dettagli dell'informativa, priva di fonti esplicite, sono stati presentati la scorsa settimana da ufficiali della Direzione dell'Intelligence Militare e del Comando Meridionale al Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Secondo la relazione, la fazione palestinese avrebbe conservato la capacit&amp;agrave; di fabbricare su base mensile centinaia di ordigni esplosivi e vettori anticarro. Il braccio armato del movimento avrebbe inoltre arruolato nuove leve di et&amp;agrave; compresa tra i 18 e i 22 anni, riavviando l'addestramento dei membri della sua forza d'&amp;eacute;lite Nukhba.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;L'intelligence sostiene inoltre che i miliziani stiano ricostruendo la propria rete di tunnel sotto Gaza e tentando di contrabbandare droni e dispositivi di comunicazione dalla penisola del Sinai.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;&quot;Hamas resta forte sul territorio&quot;, avrebbero dichiarato gli ufficiali a Zamir. &quot;Nessuno ne minaccia l'autorit&amp;agrave; e l'organizzazione non &amp;egrave; disposta a rinunciare al controllo di Gaza&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;L'esercito israeliano sta utilizzando queste affermazioni, per le quali non sussistono prove pubbliche, per legittimare una nuova escalation militare nella Striscia. Una mossa che, secondo gli analisti, punterebbe al progressivo allontanamento dei milioni di abitanti palestinesi per spianare la strada alla rinascita degli insediamenti ebraici.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;&quot;Alla luce di queste informazioni, il rapporto evidenzia come le Forze di Difesa Israeliane ritengano necessario riprendere l'offensiva contro Hamas&quot;, ha scritto il Times of Israel.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Secondo il quotidiano israeliano, gli Stati Uniti si opporrebbero a una nuova operazione di terra, preferendo invece portare avanti l'iniziativa &quot;Board of Peace&quot; del presidente americano Donald Trump. Il piano di Trump per Gaza aveva portato a un cessate il fuoco tra Israele e Hamas nell'ottobre del 2025, che avrebbe dovuto porre fine in modo definitivo alla guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Se da un lato Hamas ha ottemperato alle disposizioni della prima fase della tregua &amp;ndash; rilasciando gli ultimi ostaggi catturati il 7 ottobre 2023 &amp;ndash; dall'altro Tel Aviv ha disatteso ogni impegno preso. Il contingente israeliano ha infatti proseguito le incursioni aeree e terrestri quasi quotidiane su Gaza, uccidendo oltre 1.000 palestinesi negli otto mesi successivi all'entrata in vigore dell'accordo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Nel frattempo, Tel Aviv ha esteso la propria morsa sulla Striscia, portando l'area sotto il controllo militare dal 53% al 60%. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha gi&amp;agrave; ordinato alle truppe di estendere ulteriormente l'occupazione fino al 70%, continuando nel contempo a bloccare l'ingresso degli aiuti umanitari vitali per la popolazione.&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Pur rifiutandosi di adempiere agli obblighi della prima fase, Israele ha chiesto ad Hamas di disarmarsi, un requisito che appartiene in realt&amp;agrave; alla seconda fase del piano. Quest'ultima prevederebbe anche un graduale ritiro israeliano dalla Striscia (proposta rifiutata da Tel Aviv) e il dispiegamento di una forza di sicurezza internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;L'inviato del Board of Peace a Gaza, Nickolay Mladenov, ha esortato Hamas a deporre le armi, senza tuttavia pretendere che Israele rispetti gli impegni presi inizialmente.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Nel frattempo, i raid israeliani su Gaza non si sono fermati. Domenica scorsa, i bombardamenti hanno provocato la morte di almeno quattro palestinesi; tra le vittime c'&amp;egrave; Eileen al-Farra, una bambina di soli 13 anni uccisa dalle schegge di un colpo di carro armato.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Secondo i dati del Ministero della Salute, dall'ottobre 2023 Israele ha ucciso almeno 75.811 palestinesi a Gaza. Stime indipendenti suggeriscono tuttavia che il bilancio reale delle vittime sia di gran lunga superiore, nell'ordine di centinaia di migliaia.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>L’attentato di Monaco e l’ombra di Kiev</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lattentato_di_monaco_e_lombra_di_kiev/82_67789/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Francesco Fustaneo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Luned&amp;igrave; sera il Principato di Monaco &amp;egrave; stato scosso da un'esplosione che ha ferito gravemente l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev, la moglie e il figlio tredicenne. Mentre le autorit&amp;agrave; danno la caccia a un sospetto, sorge spontanea una domanda: chi aveva veramente interesse a colpire un uomo che il regime di Zelensky ha sanzionato e perseguito? Non &amp;egrave; dissimile pensare che dietro questa storia ci sia l'ombra del regime ucraino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'attentato, avvenuto poco prima delle 21:00 in Rue R&amp;eacute;v&amp;eacute;rend P&amp;egrave;re Louis Frolla, ha sconvolto il micro-Stato per la sua violenza inaudita . Il Primo Ministro Christophe Mirmand ha parlato di un &quot;atto doloso&quot; e di un ordigno contenente bulloni e pallini, pensato per fare pi&amp;ugrave; male possibile . Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un uomo mentre piazzava uno zaino e fuggiva a piedi verso la vicina cittadina francese di Beausoleil .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo era chiaramente la famiglia di Vadim Ermolaev. Un &quot;crimine efferato&quot;, lo ha definito il principe Alberto II .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'oligarca scomodo e le sanzioni di Kiev&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vadim Ermolaev, 58 anni, &amp;egrave; un personaggio controverso. Un tempo tra gli uomini pi&amp;ugrave; ricchi dell'Ucraina, ha rinunciato alla cittadinanza ucraina per quella cipriota . Nel dicembre 2023, il presidente Volodymyr Zelensky ha imposto sanzioni personali a suo carico per dieci anni, congelando&amp;nbsp; i suoi beni e bloccandogli le attivit&amp;agrave; commerciali .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il motivo? Secondo i servizi di sicurezza ucraini, Ermolaev avrebbe continuato a gestire il suo impero di alcolici in Crimea dopo l'annessione russa, pagando tasse allo Stato aggressore . Un'accusa gravissima, che lo ha trasformato agli occhi di Kiev in un collaborazionista. Tuttavia, lo stesso Ermolaev ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver subito pressioni e di aver perso il controllo delle sue attivit&amp;agrave; in Crimea. Ha&amp;nbsp; inoltre dichiarato di aver donato ingenti somme allo sforzo bellico ucraino .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un movente e un modus operandi sospetti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'attentato, per la sua modalit&amp;agrave; esecutiva con un ordigno piazzato in uno zaino, ricorda pi&amp;ugrave; un regolamento di conti che un attacco terroristico indiscriminato. Non &amp;egrave; la prima volta che dissidenti o presunti traditori ucraini all'estero vengono presi di mira: la lunga ombra dei servizi segreti di Kiev &amp;egrave; stata evocata in passato per altre vicende.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se il regime di Zelensky ha dimostrato di non tollerare chi commercia con il nemico, non &amp;egrave; affatto azzardato ipotizzare che abbia voluto fare terra bruciata intorno a un oligarca che, con la sua sola esistenza, metteva in discussione la narrativa ufficiale di una Ucraina compatta e senza compromessi con la Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le parole del Principe e la caccia all'uomo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fronte all'orrore, il principe Alberto II ha parlato di &quot;shock&quot; e ha assicurato che il Principato &quot;rimarr&amp;agrave; unito e determinato&quot; . Le forze dell'ordine sono in piena attivit&amp;agrave;, ma al momento il responsabile &amp;egrave; ancora latitante . Mentre le indagini procedono e se formalmente ancora non sono&amp;nbsp; trapelate&amp;nbsp; piste ufficiali dalle autorit&amp;agrave; monegasche pensare&amp;nbsp; all&amp;rsquo;ipotesi&amp;nbsp; di un coinvolgimento ucraino, anche solo come ispiratore o mandante, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; che plausibile. E sarebbe un grave errore liquidare il tutto&amp;nbsp; come una banale&amp;nbsp; teoria del complotto.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a438f32a0f73.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Bambino di sei mesi ucciso in un attacco con droni ucraini nella regione di Mosca </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-bambino_di_sei_mesi_ucciso_in_un_attacco_con_droni_ucraini_nella_regione_di_mosca/82_67788/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Un bambino di sei mesi &amp;egrave; rimasto ucciso in un attacco con droni ucraini nella regione di Mosca, ha dichiarato il governatore Andrey Vorobyov, aggiungendo che altre tre persone sono state estratte dalle macerie di un edificio residenziale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;In un post pubblicato marted&amp;igrave; su Telegram, Vorobyov ha spiegato che il drone &amp;egrave; precipitato nella citt&amp;agrave; di Yegoryevsk, a circa 110 km a sud-est di Mosca. &amp;laquo;Durante la notte, a seguito dello schianto di un drone a Yegoryevsk, un'abitazione privata ha preso fuoco. Alcune persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie&amp;raquo;, ha scritto. Le vittime sopravvissute &amp;ndash; due adulti e un bambino &amp;ndash; sono state ricoverate in ospedale e stanno ricevendo assistenza, ha aggiunto Vorobyov. Il bambino &amp;egrave; deceduto durante il trasporto in ospedale, ha dichiarato il governatore, esprimendo le sue condoglianze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Secondo Vorobyov, l'attacco a Yegoryevsk faceva parte di un'offensiva notturna pi&amp;ugrave; ampia, nel corso della quale le difese aeree hanno respinto 60 droni in tutta la regione di Mosca, soprattutto nella zona sud. Il governatore ha aggiunto che un altro attacco con droni ha danneggiato un edificio amministrativo a Dubna, 100 km a nord della capitale, mentre un altro drone ha colpito un'abitazione nel villaggio di Fateyevo, a est di Mosca; in entrambi i casi non si sono registrate vittime.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che le unit&amp;agrave; di difesa aerea hanno intercettato 419 droni ucraini durante la notte in tutto il paese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il contesto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Negli ultimi mesi l'Ucraina ha intensificato i raid con droni a lungo raggio in profondit&amp;agrave; nel territorio russo, prendendo spesso di mira infrastrutture critiche e edifici residenziali. All'inizio di questo mese, Kiev ha sferrato uno dei pi&amp;ugrave; grandi attacchi con droni contro Mosca dall'escalation del conflitto ucraino, colpendo una raffineria di petrolio nella capitale e ferendo 17 persone, tra cui due bambini, in tutta la regione della capitale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le autorit&amp;agrave; russe hanno condannato l'attacco come un atto terroristico contro la popolazione civile. Al momento, il governo ucraino non ha commentato ufficialmente l'incidente di Yegoryevsk.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Gaza, lo Yemen avverte: &quot;Pronti a tutto per difendere i palestinesi&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-gaza_lo_yemen_avverte_pronti_a_tutto_per_difendere_i_palestinesi/82_67783/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,1&quot;&gt;Il Ministero degli Esteri yemenita ha avvertito che le violazioni del cessate il fuoco a Gaza da parte di Israele stanno esacerbando la crisi, ribadendo il pieno sostegno ai diritti del popolo palestinese.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,2&quot;&gt;In una nota ufficiale rilasciata luned&amp;igrave;, il Ministero degli Esteri del governo di Sana'a ha dichiarato di seguire da vicino i negoziati in corso al Cairo tra le fazioni palestinesi, i mediatori e i garanti dell'accordo. Il comunicato ha confermato il continuo supporto di Sana'a alla resistenza palestinese nella difesa dei propri legittimi diritti, sia sul piano politico che al tavolo delle trattative, ricordando come questi stessi diritti siano stati difesi &quot;con coraggio sul campo di battaglia&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,3&quot;&gt;Il ministero ha condannato le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, accusando il governo israeliano di voler minare l'accordo e imporre una nuova realt&amp;agrave; sul terreno attraverso incursioni militari e pressioni politiche. Ha inoltre avvertito che qualsiasi tentativo di esercitare pressioni sulla controparte palestinese affinch&amp;eacute; accetti condizioni favorevoli a Tel Aviv non farebbe altro che agevolare gli obiettivi israeliani nella Striscia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,4&quot;&gt;Secondo la nota, il persistere di quella che viene definita l'&quot;arroganza&quot; israeliana e la continuazione delle violenze contro la popolazione potrebbero provocare un'esplosione della situazione a Gaza, riportando la crisi al punto di partenza. Il ministero ha quindi esortato i mediatori e la comunit&amp;agrave; internazionale a esercitare una pressione efficace su Israele per garantire il pieno rispetto dell'intesa e l'attuazione della prima fase dell'accordo, prima di passare a quella successiva.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,5&quot;&gt;In conclusione, Sana'a ha ribadito la sua posizione &quot;ferma e incrollabile&quot; sulla questione palestinese, assicurando che la leadership, il governo e il popolo yemenita continueranno a sostenere la causa fino alla nascita di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,6&quot;&gt;Nel frattempo, l'Ufficio informazioni del governo di Gaza ha riferito che, dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, Israele avrebbe commesso 3.465 violazioni, provocando la morte di 1.045 palestinesi nella Striscia. Secondo i dati del Ministero della Salute locale, dall'inizio dell'offensiva israeliana nell'ottobre 2023, il bilancio complessivo ha superato i 73.000 morti e i 173.000 feriti, con la quasi totale distruzione delle infrastrutture civili dell'enclave.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Hormuz, l'Iran respinge il piano di Macron: ecco perché lo stretto rischia di restare chiuso</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-hormuz_liran_respinge_il_piano_di_macron_ecco_perch_lo_stretto_rischia_di_restare_chiuso/82_67784/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,1&quot;&gt;Il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Qaribabadi, ha replicato duramente alle recenti dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron sulla possibile cooperazione degli alleati occidentali nello sminamento dello Stretto di Hormuz. Qaribabadi ha sottolineato che, &quot;in base al Memorandum d'intesa di Islamabad, questo compito spetta esclusivamente all'Iran e a nessun altro Paese&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,2&quot;&gt;&quot;Nessuno Stato &amp;egrave; autorizzato a svolgere tali operazioni e, in linea di principio, non permetteremo a nessuno di farlo&quot;, ha affermato il viceministro, definendo la situazione attuale estremamente delicata e complessa. &quot;Raccomandiamo vivamente alla Francia di non esacerbare le tensioni con le sue provocazioni&quot;, ha poi avvertito.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,3&quot;&gt;In precedenza, Macron aveva annunciato la disponibilit&amp;agrave; di Francia e Regno Unito a guidare una missione di difesa multinazionale per favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz, includendo lo sminamento delle acque e la protezione della navigazione commerciale, previo accordo tra le parti. Teheran ha tuttavia respinto fermamente l'ipotesi, ribandendo che la sicurezza e la bonifica del braccio di mare rientrano nell'esclusiva responsabilit&amp;agrave; iraniana.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,4&quot;&gt;Le dichiarazioni di Qaribabadi fanno leva sul punto 5 del Memorandum d'intesa siglato tra Iran e Stati Uniti il 18 luglio, secondo cui la Repubblica Islamica adotter&amp;agrave; le misure necessarie per garantire il transito sicuro delle navi commerciali e per effettuare le operazioni di sminamento nella zona. Il documento prevede inoltre che Teheran si consulti con l'Oman per la futura gestione e i servizi marittimi nello stretto, in conformit&amp;agrave; con il diritto internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3,5&quot;&gt;Lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale in cui transita circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto, sta subendo gravi interruzioni in seguito al conflitto esploso il 28 febbraio con l'offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/18242646_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>USA e Iran, cosa c’è dietro lo stop ai negoziati di Doha</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-usa_e_iran_cosa_c_dietro_lo_stop_ai_negoziati_di_doha/45289_67785/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Secondo quanto &lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/6/30/what-is-iran-looking-for-in-any-upcoming-talks-with-the-us&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;scritto&lt;/a&gt; da Maziar Motamedi su Al Jazeera, l'altalena tra diplomazia e scontro aperto continua a dominare le relazioni tra Teheran e Washington. Nonostante l'annuncio del presidente Donald Trump riguardo a un imminente incontro bilaterale a Doha, i fatti sul campo e le dichiarazioni ufficiali raccontano una realt&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; complessa e frammentata.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha infatti smentito l'avvio di negoziati a livello tecnico in Qatar, riducendo i colloqui a semplici consultazioni con i funzionari di Doha. A confermare lo stallo sono state anche le parole di Mehdi Fazaeli, esponente dell'ufficio della Guida Suprema, il quale ha rivelato che i negoziatori di Teheran hanno annullato i tavoli previsti a causa di divergenze insanabili su dossier strategici, in primis la gestione dello Stretto di Hormuz.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Lo Stretto di Hormuz: l'arma di pressione commerciale e militare&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Gli attacchi reciproci della scorsa settimana &amp;mdash; i primi dalla firma del Memorandum d'intesa (MoU) del 17 giugno &amp;mdash; si sono scatenati dopo il rifiuto iraniano di accettare una rotta di evacuazione per le navi bloccate sostenuta dagli Stati Uniti. L'escalation ha visto il bombardamento di navi commerciali, la successiva risposta USA sulle infrastrutture iraniane nelle isole meridionali e la controrisposta di Teheran contro le basi americane in Bahrein e Kuwait.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Entrambe le parti si accusano di aver violato l'Articolo 5 del MoU, che prevede l'impegno iraniano a garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali per 60 giorni. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito fermamente che nessuno deve interferire nella gestione dello stretto, stimando in almeno un mese il tempo necessario per riportare la rotta alla piena capacit&amp;agrave; energetica dopo i danni della guerra. Nel frattempo, l'IRGC (il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie) ha gi&amp;agrave; rispedito al mittente la proposta del vicepresidente USA JD Vance di istituire una linea diretta militare, mentre Washington rifiuta categoricamente l'intenzione dell'Iran di imporre tariffe e pedaggi assicurativi ed ambientali nel tratto di mare.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Il nodo economico: la partita sui 6 miliardi di dollari&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Un punto cruciale per il futuro di qualsiasi dialogo riguarda i fondi iraniani congelati all'estero a causa delle sanzioni. Il presidente Masoud Pezeshkian punta a sbloccare immediatamente almeno 6 miliardi di dollari detenuti dal Qatar. Sebbene il Memorandum stabilisca che tali fondi debbano essere &quot;pienamente disponibili per l'uso&quot; e privi di vincoli di acquisto coercitivi (nonostante Trump avesse accennato al loro utilizzo esclusivo per beni umanitari come mais e medicine), l'amministrazione USA frena, sostenendo che l'accesso al denaro avverr&amp;agrave; solo in un secondo momento e sar&amp;agrave; strettamente subordinato al rispetto degli impegni da parte di Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Il fronte libanese e il &quot;muro&quot; sul nucleare&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;La tensione si estende anche al Libano. Sebbene il primo punto del MoU imponesse la cessazione delle ostilit&amp;agrave; su tutti i fronti, un recente accordo mediato dagli Stati Uniti con il governo di Beirut ha di fatto consolidato la presenza militare israeliana nel sud del Paese, senza obbligare i soldati al ritiro. Questa mossa, duramente criticata da Hezbollah, viene vista da Teheran come una palese violazione e un tentativo di aggirare il Memorandum.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Infine, restano forti le resistenze interne in Iran sul fronte del disarmo. Sebbene il programma missilistico sia stato escluso dai negoziati, l'ala pi&amp;ugrave; intransigente della Repubblica Islamica non vuole fare concessioni sul nucleare. Ben 60 membri della potente Assemblea degli Esperti hanno firmato una dichiarazione per blindare le &quot;linee rosse&quot; della Guida Suprema Mojtaba Khamenei: nessun dialogo sui diritti nucleari o sulla chiusura di Hormuz. La disponibilit&amp;agrave; del governo a diluire l'uranio arricchito rimane quindi congelata, vincolata alla richiesta di un calendario certo e graduale per la revoca totale delle sanzioni economiche.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/reuters_6a42bcdb-1782758619.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Cisgiordania, il report di B'Tselem: &quot;Israele uccide minori a un tasso mai visto dal 1967&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cisgiordania_il_report_di_btselem_israele_uccide_minori_a_un_tasso_mai_visto_dal_1967/45289_67786/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;L&amp;rsquo;organizzazione israeliana per i diritti umani B&amp;rsquo;Tselem &lt;a href=&quot;https://www.btselem.org/press_releases/20260629_unshielded_childhood_palestinian_children_and_teenagers_killed_by_israel_in_the_west_bank_in_2025&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha denunciato&lt;/a&gt; luned&amp;igrave; che, dal 7 ottobre 2023, Israele ha avviato un&amp;rsquo;offensiva su vasta scala contro i palestinesi in Cisgiordania, innescando un aumento senza precedenti delle uccisioni di civili, in particolare di bambini e adolescenti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Secondo i dati diffusi da B&amp;rsquo;Tselem, solo nel 2025 le forze israeliane hanno ucciso 54 minori palestinesi in Cisgiordania. Complessivamente, tra il 7 ottobre 2023 e il 28 giugno 2026, il bilancio delle vittime palestinesi nella regione ha raggiunto quota 1.086, tra cui 241 bambini e adolescenti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;I minori rappresentano quasi un quarto del totale dei palestinesi uccisi dalle forze israeliane in Cisgiordania dall&amp;rsquo;ottobre 2023: si tratta del tasso pi&amp;ugrave; alto registrato dall'inizio dell'occupazione del territorio nel 1967.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,0&quot;&gt;&amp;laquo;L&amp;rsquo;uccisione diffusa e senza precedenti di bambini e adolescenti palestinesi in Cisgiordania &amp;egrave; il risultato di una pi&amp;ugrave; ampia strategia israeliana che consente l&amp;rsquo;omicidio di palestinesi nella quasi totale assenza di responsabilit&amp;agrave;. Quando il comandante militare della zona [il generale Avi Bluth] si vanta che Israele sta uccidendo palestinesi &quot;come non facevamo dal 1967&quot;, sta confermando esattamente questo: il sistema non solo sostiene chi preme il grilletto, ma di fatto concede loro una licenza di uccidere&amp;raquo;, ha dichiarato Yuli Novak, direttrice esecutiva di B&amp;rsquo;Tselem.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Anche un'inchiesta del quotidiano britannico &lt;em data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;45&quot;&gt;The Guardian&lt;/em&gt; ha confermato che, al momento dei fatti, le vittime stavano svolgendo normali attivit&amp;agrave; quotidiane e non vi erano prove che rappresentassero una minaccia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;B&amp;rsquo;Tselem ha precisato che l&amp;rsquo;uccisione di minori in Cisgiordania &amp;laquo;non &amp;egrave; il frutto di errori isolati o di violazioni degli ordini militari&amp;raquo;, bens&amp;igrave; &amp;laquo;la conseguenza di una politica che amplia le circostanze in cui ai soldati &amp;egrave; consentito sparare e uccidere, compresi i bambini&amp;raquo;, garantendo di fatto l&amp;rsquo;impunit&amp;agrave; ai responsabili. L'organizzazione ha inoltre aggiunto di non essere a conoscenza di alcuna accusa formale mossa in Israele, dall'ottobre 2023 a oggi, per l'uccisione di palestinesi in Cisgiordania.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Il rapporto evidenzia anche un altro dato drammatico: in quasi un quarto dei casi documentati nel 2025, le forze israeliane hanno ritardato o impedito l'accesso ai soccorsi medici e ai residenti locali che cercavano di prestare cure salvavita ai minori feriti. Inoltre, Israele continua a trattenere i corpi di 18 dei 54 bambini e adolescenti uccisi nel 2025.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Secondo l'ONG, le violenze in Cisgiordania non possono essere slegate dall'uccisione di oltre 21.000 bambini nella Striscia di Gaza da parte di Israele, avvertendo che il silenzio internazionale ha alimentato questa escalation: &amp;laquo;Permettendo a Israele di uccidere su tale scala a Gaza senza conseguenze, la comunit&amp;agrave; internazionale ha dato il via libera per applicare la stessa letale politica in Cisgiordania. Finch&amp;eacute; Israele godr&amp;agrave; di un&amp;rsquo;impunit&amp;agrave; internazionale pressoch&amp;eacute; assoluta, la vita dei palestinesi, compresi i bambini, continuer&amp;agrave; a essere a rischio&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Negli ultimi anni si &amp;egrave; registrato un netto picco di violenze perpetrate dalle forze israeliane e dai coloni nella Cisgiordania occupata, con attacchi sistematici contro comunit&amp;agrave; palestinesi, terreni agricoli e propriet&amp;agrave; private. Secondo fonti locali, dall&amp;rsquo;ottobre 2023 circa 33.000 persone sono state sfollate in Cisgiordania a causa dell&amp;rsquo;intensificarsi delle incursioni militari e delle aggressioni dei coloni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Dall&amp;rsquo;inizio delle operazioni militari sulla Striscia nell&amp;rsquo;ottobre 2023, le forze israeliane hanno ucciso 73.058 palestinesi a Gaza, per la maggior parte donne e bambini, provocando il ferimento di altre 173.488 persone.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/16453395_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Nasce la piazza dell'Italia che non vuole farsi trascinare in guerra&quot;. Il comunicato fondativo di Agorà</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nasce_la_piazza_dellitalia_che_non_vuole_farsi_trascinare_in_guerra_il_comunicato_fondativo_di_agor/45289_67787/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Agata Iacono&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Sabato 27 giugno, a Roma, presso il prestigioso Centro Congressi Cavour, si &amp;egrave; svolta la prima assemblea nazionale di Agor&amp;agrave;. Nella sala, stracolma nonostante l'orario e il caldo, una sorta di mantra liberatorio echeggiava nell'aria:&amp;nbsp; &quot;FINALMENTE!&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Abbiamo assistito in questi anni al rovinoso e repentino dissolvimento di meteore, che affannosamente e confusamente cercavano di riempire almeno un posticino all'ombra del falso bipolarismo parlamentare, recintandosi dentro un orticello narcisista e competitivo, senza mai osare un progetto veramente chiaro, coraggioso, rivoluzionario.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Lo ha fatto il Prof Angelo D'Orsi, con una motivazione semplice che coinvolge ognuno di noi e la nostra responsabilit&amp;agrave;. Che mondo stiamo lasciando Abbiamo fatto veramente tutto il possibile perch&amp;eacute; la situazione cambi?&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che nasce l'esigenza di un manifesto politico che finalmente si ponga oltre le vetuste e ipocrite categorie e affronti tutti i temi del nostro tempo, senza ipocrisie, con parole d'ordine nette e obiettivi chiari,&amp;nbsp; senza adito a fraintendimenti e tentennamenti.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Abbiamo pubblicato gi&amp;agrave; la piattaforma politica &lt;a href=&quot;/dettnews-angelo_dorsi_lancia_agor_prima_piattaforma_politica_che_raduna_piazze_fisiche_e_digitali_contro_il_riarmo/45289_67236/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;(&quot;dalle piazze al parlamento&quot;).&lt;/a&gt; Di seguito l'ultimo comunicato, redatto dopo la prima presentazione di Agor&amp;agrave; a Roma, che i media hanno volutamente ignorato (pur essendo stati invitati espressamente), tranne per qualche tentativo ridicolo di diffamazione da parte dei soliti noti affetti da sindrome di russofobia patologica.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;Nasce la piazza dell'Italia che non vuole farsi trascinare in guerra&quot;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;ldquo;Vogliamo salvare l&amp;rsquo;Italia, farla risorgere. La destra e la sinistra, oggi, sono al soldo dell&amp;rsquo;Ue riarmata che vorrebbe gettarci in una folle guerra nucleare contro la Russia. Fuori di l&amp;igrave; esistono le piazze reali. Una democrazia che voglia fare a meno delle piazza &amp;egrave; una democrazia fasulla&amp;rdquo;. Lo ha affermato il prof. Angelo D&amp;rsquo;Orsi all&amp;rsquo;Assemblea Fondativa di Agor&amp;agrave; per l&amp;rsquo;Italia il rassemblement anti-Ue che ad alcuni osservatori ricorda il movimento 5 stelle delle origini. &amp;ldquo;Vogliamo rappresentare nelle istituzioni un&amp;rsquo;alleanza sociale con cittadini, forze professionali, lavoratori, precari, disoccupati e inoccupati, partite Iva, che non hanno pi&amp;ugrave; diritto di cittadinanza perch&amp;eacute; negli ultimi anni, nelle societ&amp;agrave; europee il dibattito pubblico li ha espulsi e ha bollato le loro legittime istanze come populiste solo perch&amp;eacute; reclamavano lavoro sicuro, stabile e con un salario adeguato, e non il deserto feroce creato dai guerrafondai di ogni colore; chiedevano istruzione e non armi, ospedali e non liste d&amp;rsquo;attesa, scuola e saperi e non studenti digitali in attesa di diventare stagisti a vita, nella globalizzazione selvaggia, feroce, iniqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Tra i punti del programma enunciati da D&amp;rsquo;Orsi nel programma figura l&amp;rsquo;ambizione di &amp;ldquo;costituire una vera spina nel fianco del neo-liberismo, l&amp;rsquo;immediata ripresa dei rapporti commerciali con la Federazione Russa, la rottura di ogni relazione con lo Stato di Israele, il ritiro del nostro Ambasciatore da Tel Aviv e contestuale riconoscimento dello Stato di Palestina, la nazionalizzazione di asset strategici e monopoli, a cominciare dall&amp;rsquo;ILVA, salario minimo intercategoriale e aumento delle pensioni minime, rivalutazione proporzionale di salari e pensioni e adeguamento annuale in base all&amp;rsquo;inflazione, l&amp;rsquo;eliminazione dell&amp;rsquo;inserimento del &amp;ldquo;pareggio di bilancio&amp;rdquo; nel dettato costituzionale, la cancellazione Jobs Act e di tutte le leggi che giustificano e creano precariato.&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>Fulvio Grimaldi - Iran latinoamericano cercasi. CUBA, CAPITALISMO O MUERTE. La dottrina Donroe in progress</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fulvio_grimaldi__iran_latinoamericano_cercasi_cuba_capitalismo_o_muerte_la_dottrina_donroe_in_progress/58662_67751/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fulvio Grimaldi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da Emiliano Zapata a Raul Castro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Emiliano Zapata: &amp;ldquo;Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio&amp;rdquo;. Mor&amp;igrave; in piedi, il rivoluzionario messicano, e, grazie a lui, il Messico in piedi ci visse. Qualcuno se n&amp;rsquo;&amp;egrave; scordato. Con tutte le attenuanti e responsabilit&amp;agrave; del caso. Le prime dei cubani, le seconde di chi &amp;egrave; rimasto a guardare e rischia col finire di vivere in ginocchio anche lui. E le colpe imperdonabili e vergognose degli incredibili giustificazionisti di professione che, davanti a una fortezza che finisce in polvere, metafora dei socialismi cubano e venezuelano, grida ammirato &amp;ldquo;che bella e creativa ristrutturazione&amp;rdquo;. Ci avranno le loro ragioni questi fornitori di assist. O i loro interessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cuba! Quella Cuba! La presa nella quale inserivamo la spina da cui ci arrivava la luce. La luce della fiducia che l&amp;rsquo;altro mondo sarebbe stato possibile, quello vero, meglio di Mosca, meglio di Pechino, quello definitivamente dei giusti. Giusti e belli come il Che, il vero uomo nuovo, come Fidel, come Camilo, come tutti i cubani che incontravamo, sorridenti, militanti, allegri, coscienti. E ci impegnavamo a sostenerli manifestando, parlando ai convegni, Yankee go home, Cuba libre, facendo parte di Italia-Cuba, sventolando la bandiera. Riempiendo per anni, decenni, container e navi. Chiss&amp;agrave; chi cavalca laggi&amp;ugrave; a quest&amp;rsquo;ora la mia adorata Yamaha 600 Enduro.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immchecamagine2.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;463&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E le vacanze, anche quelle dell&amp;rsquo;ICAP, Istituto Cubano per l&amp;rsquo;Amicizia dei Popoli, generose per molti fiduciari dell&amp;rsquo;estero, e le brigate di lavoro, a costruire qualcosa, a coltivare, a potare, a ripulire. E quei medici che ci ritrovavamo in giro per il mondo a rimediare dove della sanit&amp;agrave; pubblica ai padroni non importava un frego, tipo in Calabria. E quegli insegnanti, che te li ritrovavi nelle foreste, nei deserti, nelle metropoli, nei villaggi, a rimediare a chi le sue genti preferiva tenerle incolte, inconsapevoli, neanche padrone dei propri linguaggi e, quindi, pensieri. E la musica e la cultura, anche alta, ma popolare, per tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immnedcuabbnnnagine3.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;338&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anche le rivoluzioni invecchiano&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Piano piano, le cose un po&amp;rsquo; si ossificarono, dalla spontaneit&amp;agrave; al rito, processo inevitabile, indulgibile, serviva anche quello a tener duro e a farci tener duro. I viaggi organizzati, le inevitabili tappe, la performance dei bimbetti in divisa, i predicozzi dei titolati, in ogni municipio il funzionario del partito che ci faceva il pistolotto, sempre quello, su cosa fosse successo tra Fulgencio Batista e i suoi casin&amp;ograve; e Fidel sulla Sierra e le sue campagne della &quot;ca&amp;ntilde;a de az&amp;uacute;car&quot;, l&amp;rsquo;imperialismo, i sabotaggi, le legnate ai gringos alla Baia dei Porci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi &amp;ldquo;il periodo &lt;em&gt;especial&amp;rdquo;, &lt;/em&gt;quando, sparita l&amp;rsquo;URSS, non si capiva bene da dove incominciare a darsi da fare, l&amp;agrave; dove le cose per decenni erano arrivate gi&amp;agrave; fatte. Personalmente ricordo come, durante una di quelle lezioni di rivoluzione che si facevano durante le Brigate di lavoro, chiesi al relatore come mai quasi tutti i tetti delle case e capanne di campagna fossero di amianto quando l&amp;rsquo;isola trasudava di ricca argilla per ottime tegole. Una dozzina d&amp;rsquo;anni dopo, erano ancora di amianto quei tetti. Oggi non so.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molte cose del dopo non le so, ho smesso di andare a Cuba perch&amp;eacute; andavo in Palestina e da quelle parti, o in Irlanda del Nord, o in altri paesi dell&amp;rsquo;America Latina dove ci si provava, o dove si resisteva: Venezuela, Honduras, Nicaragua, Ecuador, Bolivia, Messico&amp;hellip; (&amp;egrave; rimasto il Messico). Ma anche perch&amp;eacute; la ripetizione delle formule, la mancanza di varianti e cambiamenti viene un po&amp;rsquo; a noia, le ville con giardino nei viali ombrosi sulla collina che, all&amp;rsquo;Avana, guardavano dall&amp;rsquo;alto e dalla forza del peso=dollaro dei privilegiati (serviva valuta pesante per comprare ci&amp;ograve; che una volta arrivava gratis) un centro storico fatiscente, dove formicolava una massa diseredata condannata al peso=peso. E sul Malec&amp;ograve;n incontravi tanta disponibilit&amp;agrave; per distrazioni e affarucci&amp;hellip;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immbrgijosagine4.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;411&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nulla di tutto questo ci avrebbe mai portato ad abbandonare Cuba, a perdere fiducia nei suoi cittadini, tutti eroi per oltre sessant&amp;rsquo;anni, come pochi nella Storia umana, davanti a un orco genocida che non ha smesso un giorno di stringere il cappio. E poi chi siamo noi per giudicare? E neanche oggi, quando tocca abbandonare un gruppo dirigente che, come quello venezuelano, ha preferito sopravvivere, lui, in ginocchio. Facendo morire, lui, un intero popolo e un futuro senza capitalismo per tutti noi. Attenuanti? Eccome.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cuba, la Gaza degli USA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per 67 anni il bloqueo USA, rafforzato da molti altri paesi vassalli, ha costituito il principale ostacolo allo sviluppo economico e sociale del paese. Che, a dispetto di questo mostruoso strangolamento, si &amp;egrave; dato la migliore sanit&amp;agrave;, la migliore istruzione, la pi&amp;ugrave; bassa mortalit&amp;agrave; infantile, la maggiore aspettativa di vita di tutto il continente. E ci ha rimesso vite, sofferenza, carenze di mezzi essenziali. L&amp;rsquo;80% dei cubani hanno vissuto tutta un&amp;rsquo;esistenza sotto gli effetti genocidi dell&amp;rsquo;embargo. E chi se l&amp;rsquo;&amp;egrave; presa per questo con il proprio governo &amp;egrave; una minoranza infima e di dubbie motivazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora i due Ordini Esecutivi firmati da Trump il 29 gennaio e 1.maggio, hanno esasperato l&amp;rsquo;asfissia di una punizione collettiva il cui carattere criminale avrebbe dovuto suscitare interventi ben oltre gli sparuti rifornimenti di combustibile, o di aiuti umanitari, di qualche paese che si dice amico e osservante della legalit&amp;agrave; internazionale. E qui entra in gioco il discorso sull&amp;rsquo;abbandono di Cuba di cui tutti siamo responsabili, ma soprattutto coloro che si definiscono grandi potenze, multipolari, avverse a colonialismo e imperialismo. Dove sono? Dove sono i BRICS? Hanno esibito un ripiegamento in difesa del cui carattere autolesionista avrebbero dovuto rendersi conto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I 1.400 MW che servono a illuminare, far funzionare e camminare Cuba non possono essere distribuiti perch&amp;egrave; il carburante richiesto dai generatori &amp;egrave; negato dal blocco. Le 20 ore di blackout al giorno riducono l&amp;rsquo;illuminazione, la confezione di cibo, l&amp;rsquo;accesso all&amp;rsquo;acqua potabile, le comunicazioni digitali, i servizi di TLC e TV, tutti i servizi di base.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non solo Gaza: infanticidio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagazinfantgine5.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;265&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al 15 giugno gli Ordini Esecutivi hanno contribuito a privare del diritto alla vita almeno 1.800 bambini, risultato del raddoppio del tasso di mortalit&amp;agrave; infantile. Si &amp;egrave; passati da 4,0 per 1000 nati vivi a 9,9. Dall&amp;rsquo;85% di sopravvivenza di bambini affetti da cancro si &amp;egrave; scesi al 65%. 100mila cubani restano in lista d&amp;rsquo;attesa per interventi chirurgici salvavita o ricostruttivi, di cui 12.000 bambini. 2.900 cubani, affetti da insufficienza renale cronica, hanno dovuto rinunciare al trattamento emodialitico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pi&amp;ugrave; di 100.000 bambini cubani non ricevono pi&amp;ugrave; il litro di latte quotidiano sovvenzionato dallo Stato, perch&amp;eacute; la mancanza di carburante ne impedisce il trasporto. Ai territori arriva appena il 50% del bisogno di farina e il peso del pane razionato, distribuito ai cittadini ogni giorno, &amp;egrave; sceso da 80 a 60 grammi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;170 container con prodotti di base per 6,3 milioni di dollari e 11.000 tonnellate di viveri del Programma Alimentare Mondiale non vengono distribuiti per mancanza di carburante e relativi trasporti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Solidariet&amp;agrave; internazionalista? Non usa pi&amp;ugrave;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanto all&amp;rsquo;allineamento internazionale al bloqueo USA, sotto minaccia di sanzioni secondarie, che sicuramente non sono state violate da sparute spedizioni di petrolio, ne risentono produzioni, come le minerarie ed energetiche, e soprattutto quello che in questi decenni &amp;egrave; stata il pilastro dell&amp;rsquo;economia cubana, il turismo. Le principali compagnie di navigazione, come la francese CMACGM, o la tedesca Hapag-Lloyd, non accettano pi&amp;ugrave; destinazioni cubane. Numerose compagnie aeree, come Turkish Airlines, Air France, Iberia, Air Canada e tutte le statunitensi, hanno cancellato i propri voli per Cuba. Cos&amp;igrave; alcune delle maggiori catene alberghiere internazionali tipo la Blue Diamond, con i suoi 60 hotel, la Meli&amp;agrave; e l&amp;rsquo;Iberostar con i loro 27.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La banca internazionale che processava le operazioni con Cuba utilizzando VISA e Mastercard, ha sospeso ogni rapporto. Vale anche per tutte le societ&amp;agrave; minerarie che estraevano minerali, zinco e nichel, una delle rare fonti cubane di valuta estera. Sanzioni sono previste contro chi insiste a intrattenere rapporti operativi con AMISTUR, l&amp;rsquo;agenzia di viaggi di Stato cubana.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagnmsrcubine6.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al di l&amp;agrave; dell&amp;rsquo;immaginabile la criminalizzazione, sancita nell&amp;rsquo;Ordine Esecutivo del 1.maggio, delle donazioni di individui o imprese. Oggi sarei suscettibile di provvedimenti punitivi per aver donato ai cubani la mia moto. Provvedimenti che sono gi&amp;agrave; stati presi per associazioni USA come Code Pink, People&amp;rsquo;s Forum, ANSWER, o la Trilateral.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il diritto internazionale giace frantumato al suolo. Prima di scandalizzarsi dell&amp;rsquo;incredibile, e nelle sue dimensioni totalizzanti del tutto imprevisto, testacoda della dirigenza cubana, con conseguente paralizzante attonimento di un intero mondo, teniamo conto di questi 66 anni di strisciante strangolamento, culminati con la definitiva condanna a morte pronunciata da Trump con i suoi Ordini Esecutivi. Con un&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; ammirata e solidale che per&amp;ograve;, alla fine, &amp;egrave; rimasta a guardare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quando, con una rivoluzione di avanguardie e di popolo, si &amp;egrave; scrollata di dosso la servit&amp;ugrave; coloniale yankee, Cuba se l&amp;rsquo;&amp;egrave; dovuta vedere con una manica di farabutti eletti presidenti USA, di cui neanche uno le ha lasciato un attimo di respiro. Una combriccola maniacalmente guerrafondaia, eletta sempre dallo stesso gruppo di potere oligarchico-imperiale, composto da gente mediamente sottocolta, rozza, psicolabile, profondamente ignorante. Da Kennedy, quello meno peggio, che ha azzardato l&amp;rsquo;invasione, ma poi &amp;egrave; stato l&amp;rsquo;unico ad aver capito che era meglio lasciar correre (e l&amp;rsquo;ha pagata), attraverso Johnson, Nixon, Ford, Carter, Reagan, Bush Sr, Clinton, Bush Jr, Obama, Trump, Biden, Trump. Personaggi per i quali ci vuole un assembramento di zeri spaccati in coscienza ed etica, come quello della Meloni, per sfigurare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal giusto punto di vista di Cuba, trattasi di un&amp;rsquo;associazione a delinquere e una banda di torturatori, come simboleggiata dall&amp;rsquo;innesto nell&amp;rsquo;isola del tumore Guantanamo, senza pari nella storia. A cui ha saputo resistere. Grazie anche a grandi paesi e tanti popoli che ne sostenevano la marcia. Una presenza, una solidariet&amp;agrave; che, pur avendo riconosciuto l&amp;rsquo;isola bandiera di un mondo altro, multipolare, sovrano, hanno ora risolto di ripiegare su se stesse, contaminandola di rinunce e portandola a desistere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse questa vicenda ha un&amp;rsquo;origine lontana: quando Krusciov ritir&amp;ograve; i suoi missili da Cuba e poi tutti i dintorni della Russia si affollarono di missili USA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;176 chiodi nella bara della rivoluzione cubana&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Imm16vchiosdagine7.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La via l&amp;rsquo;ha aperta il gruppo dirigente venezuelano che, in un colpo solo s&amp;rsquo;&amp;egrave; venduto il presidente con moglie e l&amp;rsquo;intero paese con la sua storia, il suo futuro, la sua lotta. E, a proposito di quanto andr&amp;ograve; scrivendo ora sul processo di involuzione cubano, addirittura pi&amp;ugrave; estremo e senza scrupoli di quello venezuelano (che lasciamo in coda), voglio precisare ancora una volta che a essere rivoluzionaria &amp;egrave; la verit&amp;agrave;. Non l&amp;rsquo;affannosa, e spesso interessata, difesa di qualcosa che non &amp;egrave; difendibile perch&amp;eacute; chi si pretende di difendere a ogni difesa ha rinunciato. Far finta che un colpo mortale sia una ferita per la quale basta il cerotto, un po&amp;rsquo; di fisioterapia, significa fornire un assist all&amp;rsquo;autore del colpo mortale. Significa diffondere mistificazione e impedire un processo cognitivo liberatorio. Significa colpire alle spalle chi prova a opporsi. E rischia la rappresaglia del traditore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella comunicata dal governo cubano non &amp;egrave; una mediazione, un compromesso, una parziale attenuazione della luce come i difensori dagli interessi consolidati ci vogliono far credere che sia la svendita venezuelana. Non &amp;egrave; la sostituzione di una boa luminosa al faro che dissipava il buio e indicava ai naviganti il raggiungimento della meta. E&amp;rsquo; lo spegnimento completo, l&amp;rsquo;oscurit&amp;agrave; totale, non pi&amp;ugrave; il salvifico faro, ma lo scoglio contro cui si frantuma e affonda la nave.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci vorrebbe un volume per elencare e illustrare le 176 misure e le relative ricadute. Limitiamoci all&amp;rsquo;essenziale, quanto basta per introdurre nell&amp;rsquo;isola del Che e di Fidel un quanto pi&amp;ugrave; fedele modello di antisocialismo. Se Washington ha vissuto sei decenni nel timore di un contagio cubano nel subcontinente e nei Caraibi, oggi se lo pu&amp;ograve; augurare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dal 1. Gennaio 1959 al 17 giugno 2026, dallo Stato al privato&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Imchefidelmagine8.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;408&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 17 giugno 2026 non lo dimenticher&amp;agrave; nessuno. Come non si &amp;egrave; mai dimenticato il 1. Gennaio 1959, festa della rivoluzione cubana. 67 anni, se non tutti di rivoluzione, tutti di resistenza. Poi 176 riforme presentate la settimana scorsa dal presidente Miguel D&amp;iacute;az-Canel a nome del Plenum del Comitato centrale del Pcc, riunito mercoled&amp;igrave; in sessione straordinaria. Vediamo le pi&amp;ugrave; strategiche, quelle che nella loro presentazione, il presidente Diaz-Canel e Raul Castro hanno definito &amp;ldquo;&lt;em&gt;trasformazioni che mirano a preservare il socialismo&amp;rdquo;.&lt;/em&gt; A noi richiamano, oltra ad Adam Smith, certe misure di Cottarelli, Monti, Draghi, Renzi, il Jobs Act, con le quali anche noi ci saremmo avvicinati al socialismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;apertura ai meccanismi di mercato &amp;egrave; totale e non se ne scorgono eventuali ammortizzatori socialdemocratici: capitale privato, investimenti stranieri, sistema bancario privato, azionariato e dividendi, dollarizzazione, decentramento economico in mani private fine della pianificazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un mercato mal temperato&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immcapmercatagine9.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;282&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aziende statali che si possono muovere sul mercato colme imprese private, con relativa flessibilit&amp;agrave; salariale che si intravede dipendere pi&amp;ugrave; dal rapporto costi-benefici come valutati dalle imprese pi&amp;ugrave; che dal lavoro e dai bisogni del lavoratore, la produzione agroalimentare, fondamentale per garantire l&amp;rsquo;eguaglianza sociale e il soddisfacimento degli interessi istituzionalmente garantiti, affidata a imprese private, cos&amp;igrave; come forniture e filiere produttive varie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Partecipazione all&amp;rsquo;economia di attori privati stranieri e di cubani emigrati (la famelica &amp;ldquo;mafia di Miami&amp;rdquo;, Rubio in testa!). Meno assegnazione pubblica di risorse e maggiore utilizzo delle condizionalit&amp;agrave; di mercato. Combustibili affidati a capitale privato e straniero (vedi la &lt;em&gt;ley de hidrocarburos&lt;/em&gt; venezuelana). Prezzi liberalizzati, riforma salariale e pensionistica (in che direzione?). Import ed export affidati in buona misura a privati. Come gli affari immobiliari, le attivit&amp;agrave; turistiche, i porti. Protagonismo privato nel commercio, nell&amp;rsquo;ospitalit&amp;agrave;, nelle TLC, nel digitale e nei servizi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; sancito che qualsiasi attivit&amp;agrave; economica &amp;egrave; lecita, come lo sono le fusioni, liquidazioni e ristrutturazioni. La scala salariale di Stato &amp;egrave; eliminata e viene lasciata alla libera determinazione di ciascuna azienda secondo le proprie capacit&amp;agrave; economiche. Fine dei sussidi permanenti, possibilit&amp;agrave; di affittare beni statali, imprese statali trasformate in societ&amp;agrave; per azioni che possono gareggiare alla pari con quelle private ed essere vendute ad aziende private e a persone fisiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quando i terremoti vengono opportuni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immterremoagine10.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non tutto &amp;egrave; finito. La Storia non prende mai un vicolo cieco. Partendo da Cuba e dal Venezuela, &amp;egrave; difficile, nel quadro latinoamericano segnato da questi sviluppi, trovare spiragli che facciano entrare aria respirabile. Siamo di fronte a un processo di restaurazione capitalista ed imperialista che in pochi anni ha spazzato via molto di quanto aveva fatto del continente un protagonista del Sud globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A tutto questo processo di vera e propria disgregazione della comunit&amp;agrave; nazionale si &amp;egrave; ora aggiunta, a Caracas, la spaventosa mazzata del terremoto. Fa riflettere, comunque, una coincidenza tra sisma e aggressione imperialista che fa il paio con quella della Siria, dove il terremoto del 2023 colp&amp;igrave; proprio quando gli sbranatori turco-israelo-curdo-statunitensi stavano allestendo la soluzione finale per il grande e nobile paese arabo. Magari fa riflettere sul potenziale della geoingegneria a fini di sistemazione geopolitica. Ma fa soprattutto riflettere sull&amp;rsquo;altezzoso giudizio degli &amp;ldquo;esperti&amp;rdquo; di come sia stata possibile che la Siria di Assad, dopo 14 anni di guerra, fame determinata dalla sottrazione delle zone di produzione (i curdi con gli USA e Israele) e un terremoto spaventoso, sia &amp;ldquo;crollata cos&amp;igrave; miseramente&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immaginventerremote11%20(1).jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;335&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il crollo del caposaldo rivoluzionario e del riscatto anticolonialista &amp;egrave; stato preceduto da chi, quasi tre decenni fa, ne aveva colto, adottato e adattato il messaggio. Prima della Cuba del Che e di Fidel, il Venezuela di Chavez e di Maduro. Mentre nel primo caso abbiamo dovuto assistere alla demolizione di tutto l&amp;rsquo;edificio politico, sociale e culturale, nel secondo si &amp;egrave; tentato di mantenere in piedi la facciata, a copertura di un edificio dall&amp;rsquo;arredamento sostituito. Ma all&amp;rsquo;interno del quale coscienza e volont&amp;agrave; del popolo non hanno potuto essere soffocate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nel Venezuela c&amp;rsquo;&amp;egrave; un quisling e c&amp;rsquo;&amp;egrave; un popolo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da mezzo mondo giungono a Caracas soccorsi per rimediare agli effetti pi&amp;ugrave; immediati del terremoto. A coloro, che tra le giravolte dialettiche gli impongono le evidenze della resa del nuovo vertice venezuelano, consiglio di documentarsi su quanto la &amp;ldquo;presidente a interim&amp;rdquo;, Delcy Rodr&amp;iacute;guez, con il presidente rapito tuttora incarcerato a New York, dedica a Donald Trump. E non la fa in un formale messaggio diplomatico, n&amp;eacute; in un sussurro a porta socchiusa. No, lo ha esclamato a voce piena, a microfono aperto sul suo paese violentato e sul mondo. con tutta la solennit&amp;agrave; di chi firma un documento di capitolazione, se non di complicit&amp;agrave;: &lt;em&gt;&amp;ldquo;Venezuela non dimenticher&amp;agrave; mai la mano che hai teso al nostro popolo in queste ore cos&amp;igrave; dure&amp;rdquo;.&lt;/em&gt; Destinatario: Donald Trump, il rapitore e carceriere del presidente e uccisore dei cento che provarono a difenderlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;uomo nella foto &amp;egrave; Juan Contreras, portavoce, nel distretto proletario della capitale &amp;ldquo;23 de Enero&amp;rdquo;, della Coordinadora Simon Bolivar. Lo incontrai una decina d&amp;rsquo;anni fa e da lui mi feci mostrare cosa fossero le Comuni, la gestione territoriale autonoma, l&amp;rsquo;autosviluppo, l&amp;rsquo;autosufficienza, l&amp;rsquo;autodeterminazione, integrati nel quadro nazionale. E&amp;rsquo; un attacco senza remore e una severa lezione a chi si ostina a trovare ragioni e attenuanti per Delcy e Jorge Rodriguez e la transizione, da loro imposta, dallo Stato al potere privato, interno ed esterno.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagibolfotne12.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;315&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da Contreras &amp;egrave; stato diffuso il 15 giugno scorso un documento in cui quello che, fin dalla rivolta contro la dittatura di Jimenez nel 1958 e poi, nel cuore del processo bolivariano, &amp;egrave; stata la punta avanzata delle trasformazioni rivoluzionarie venezuelane, si lancia una sfida al vertice &amp;ldquo;riformista&amp;rdquo;. Ribadendo la determinazione alla difesa delle conquiste sociali e politiche da parte di quello che Contreras ribadisce essere un popolo cosciente e mobilitato, nel documento vengono denunciate operazioni repressive congiunte, in atto tra polizia e unit&amp;agrave; militari della DEA, l&amp;rsquo;ente anti-narcotraffico degli USA da sempre complice in America Latina sia dei narcos, sia delle operazion controrivoluzionarie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratterebbe di interventi in realt&amp;agrave; sociali fatti passare per operazioni contro organizzazioni criminali, secondo la mistificazione di un Trump che rapisce Maduro perch&amp;eacute; narcotrafficante e attacca Petro, presidente di sinistra della Colombia, per lo stesso motivo. Sono operazioni combinate tra nuovo governo e USA, denuncia Contreras, che mirano alla decapitazione fisica dei centri di resistenza popolare e alla neutralizzazione di ogni opposizione al processo di cessione a interessi privati e stranieri delle risorse del paese. Viene significativamente ricordato che fu il segretario di Stato Rubio a pretendere che in Venezuela si disarmassero i collettivi della mobilitazione popolare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Colombia, torna &amp;ldquo;l&amp;rsquo;Israele dell&amp;rsquo;America Latina&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immacalamerlatingine13.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;430&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo quella, amarissima, di Cuba e del suo rientro a passo di corsa nel capitalismo come dettato da Washington e terroristicamente perseguito da Miami per sei decenni, la notizia peggiore del momento &amp;egrave; l&amp;rsquo;altro rientro nel cortile di casa dettato dalla dottrina Monroe, ora Donroe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Col Venezuela e con la vicina Colombia (i paesi che Bolivar aveva voluto uniti) da Gustavo Petro riscattata alla sovranit&amp;agrave; e all&amp;rsquo;antimperialismo, il Cono Sud aveva costituito, prima dell&amp;rsquo;episodio Maduro, una testa di ponte che, a nord, si collegava, al Messico, passando per il corridoio rosso di Cuba, Nicaragua e Honduras; e, a sud, a Per&amp;ugrave;, Bolivia, Ecuador, Brasile. Di quest&amp;rsquo;ultima &amp;ldquo;zona di conforto&amp;rdquo; non resta che il Brasile ros&amp;eacute; di Lula, se non altro un eminente esponente dei BRICS che ogni tanto si fa sentire a Washington e non rinnega i rapporti fattivi con la Cina. Negli altri tre paesi, prede di convulsioni tra veri e propri golpe e manomissioni elettorali, al momento regnano i personaggi prescelti da Donroe&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagizelabogotne14.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Uno Zelensky a Bogot&amp;agrave;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;Intelligence israeliana, che oggi &amp;egrave; accusata di aver svolto con i suoi hacker un ruolo nei conteggi delle elezioni che hanno sancito la vittoria del candidato trumpista Abelardo de la Espriella, con un vantaggio dello 0,95% sul rivale di sinistra, Iv&amp;agrave;n Cepeda, la Colombia era l&amp;rsquo;occhio puntato sull&amp;rsquo;intera America Latina. Fondamentale fu, nel golpe contro l&amp;rsquo;Honduras di Mele Zelaya, che seguii nel 2009, l&amp;rsquo;intervento del capostazione del Mossad in Colombia. &amp;nbsp;Per gli USA che, nei lunghi decenni, 2002-2022, del regime di Alvaro Uribe (vedi foto) e dei successori da lui coltivati, avevano qui stabilito sei delle maggiori basi militari nel continente, il paese andino era un prezioso centro di irradiazione di influenze, pressioni, operazioni, contro i ricorrenti processi &amp;ldquo;eversivi&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capitale mondiale della coltivazione e del traffico di stupefacenti, dai beneficiari bancari negli USA e nei paradisi fiscali, con i famigerati narcosovrani alla Escobar, i cartelli di Cal&amp;igrave; e Medellin, milizie paramilitari manovrate da governi amici a fine di stabilizzazione degli assetti voluti, era l&amp;rsquo;insostituibile presidio imperialista regionale, quanto lo &amp;egrave; Israele nel Medioriente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto questo entr&amp;ograve; in crisi il 7 agosto 2022. Crisi determinata vuoi dal contagio venezuelano, vuoi dalla crescente insofferenza della popolazione extraurbana, anche dotata di una forte opposizione armata, le FARC. Popolazione eminentemente agraria, spesso espulsa dalle sue terre a vantaggio dei narcos, il 7 agosto 2022. Quel giorno le elezioni consacrarono presidente Gustavo Petro (vedi foto), gi&amp;agrave; sindaco apprezzatissimo di Bogot&amp;agrave;, leader della coalizione di sinistra &amp;ldquo;Pacto Historico&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Colombia non fu rovesciata come un guanto, difficile in un unico mandato di 4 anni, i cartelli non furono del tutto debellati, la redistribuzione della ricchezza nazionale era ai primordi. Ma intanto non erano pi&amp;ugrave; il Pentagono e la CIA a dettare gli ordini del giorno e le provocazioni verso il vicino Venezuela e il sostegno ai caudilli di Ecuador e Per&amp;ugrave; erano cessati. Ai &amp;ldquo;suggerimenti&amp;rdquo; di Washington si rispondeva &amp;ldquo;la sovranit&amp;agrave; &amp;egrave; nostra&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagpetroutine15.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;428&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Colombia, perduti nella fase che sembra prevalere i paesi minori, ma resistendo il Messico di Claudia Sheinbaum alle pesanti pressioni di Trump, si &amp;egrave; giocata una partita fondamentale per il futuro del continente. Gustavo Petro, presidente in carica fino all&amp;rsquo;8 agosto, aveva denunciato brogli e messo in discussione i risultati del ballottaggio. Si dichiarava in attesa degli esiti definitivi, quando comunicati dallo scrutinio ufficiale, e aveva chiesto ai cittadini di evitare atti di violenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con ragioni particolarmente buone erano stati contestati i 170.000 voti a favore di Abelardo, raccolti nei seggi allestiti negli USA, vietati al controllo dei consoli onorari nominati da Bogot&amp;agrave; e pi&amp;ugrave; o meno equivalenti al vantaggio percentuale conseguito da Espriella (analoga anomalia viene denunciata un Per&amp;ugrave;, dove i voti nei seggi all&amp;rsquo;estero sono tutti per Kiki Fujimori, la candidata di Trump). &amp;nbsp;Ma il 25 giugno, Ivan Cepeda poneva fine a ogni incertezza riconoscendo la vittoria di Espriella, detto &amp;ldquo;El Trigre&amp;rdquo;. Si torna alla &amp;ldquo;normalit&amp;agrave;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Onda su onda&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immaginemelcolomrtrump16.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;337&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Normalit&amp;agrave; tragica per un paese dalle diseguaglianze abissali, con un presidente organico alla tradizione sanguinaria del narcofascismo, garantito dal paramilitarismo e dall&amp;rsquo;ombrello israelo-statunitense.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;orizzonte &amp;egrave; buio e avanza. Dopo Milei a Palazzo Chigi e naturale che tocchi a Espriella. E&amp;rsquo; la tendenza generale. I suoi promotori non desisteranno fino a quando la guerra, che ne costituisce la ragion d&amp;rsquo;essere, non la seppellir&amp;agrave;. Come nel 1918, come nel 1945.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma abbiamo un bagliore che squarcia il buio: la vittoria dell&amp;rsquo;Iran, la resistenza della Palestina. Che &amp;egrave; quella di Zapata che muore in piedi per far vivere il suo popolo. A quando un Iran latinoamericano? Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; continente pi&amp;ugrave; ricco di sorprese dell&amp;rsquo;America Latina.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Attenti al Lupo</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/monroefulvdoctrin.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Hormuz, l'Iran consolida il controllo strategico del principale chokepoint energetico mondiale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-hormuz_liran_consolida_il_controllo_strategico_del_principale_chokepoint_energetico_mondiale/45289_67781/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Iran e Oman hanno tenuto a Muscat la prima riunione del nuovo comitato congiunto incaricato di definire il futuro assetto amministrativo dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici del commercio energetico mondiale. L'incontro, guidato dal viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi e dal ministro di Stato omanita Abdulaziz al-Hinai, ha segnato l'avvio di un dialogo bilaterale sulla governance del passaggio marittimo e sul coordinamento tra i due Paesi rivieraschi. I colloqui si inseriscono nell'attuazione dell'articolo 5 del Memorandum d'intesa di Islamabad, mediato dal Pakistan dopo il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La clausola prevede che Teheran e Muscat definiscano congiuntamente il futuro della gestione dello Stretto, coinvolgendo gli altri Stati costieri nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti sovrani dei Paesi rivieraschi. Secondo il ministero degli Esteri omanita, le discussioni si sono concentrate sui meccanismi di cooperazione per la navigazione e sui servizi marittimi, con l'obiettivo di garantire sicurezza e stabilit&amp;agrave; lungo la rotta. Per Teheran, tuttavia, la nuova governance dovr&amp;agrave; riflettere il mutato equilibrio seguito al conflitto con Stati Uniti e Israele, che aveva portato l'Iran a imporre severe restrizioni al transito navale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente, Gharibabadi ha respinto con fermezza la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di partecipare, insieme ai partner occidentali, alle operazioni di sminamento dello Stretto. Il viceministro iraniano ha ribadito che, in base al Memorandum di Islamabad, tali operazioni saranno svolte esclusivamente dalla Repubblica Islamica, escludendo qualsiasi coinvolgimento di potenze straniere. Teheran ha inoltre avvertito Parigi dal compiere iniziative che potrebbero aumentare le tensioni in una fase definita &quot;sensibile e complessa&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La posizione iraniana conferma la volont&amp;agrave; di consolidare il controllo sullo Stretto di Hormuz e di trasformarne la gestione in una prerogativa dei soli Stati rivieraschi. Una linea gi&amp;agrave; anticipata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf, secondo cui il corridoio marittimo &quot;non torner&amp;agrave; mai alle condizioni precedenti alla guerra&quot; e sar&amp;agrave; amministrato dall'Iran nel quadro del diritto internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/b2b544f979bacee1ddb66ec1572e308c1.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>Corridoi bioceanici: il Brasile ridisegna le rotte del commercio globale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-corridoi_bioceanici_il_brasile_ridisegna_le_rotte_del_commercio_globale/45289_67782/</link>
                    <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il Brasile accelera il progetto di apertura di &lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/a-fondo/613808-apuesta-rey-latinoamericano-desafio-tradicion-atlantica&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;nuove rotte commerciali&lt;/a&gt; verso l'Asia, con l'obiettivo di ridurre tempi e costi logistici e consolidare i rapporti economici con il suo principale partner commerciale: la Cina. Il governo di Luiz In&amp;aacute;cio Lula da Silva ha compiuto un nuovo passo approvando il Programma di Integrazione Produttiva e Logistica Brasile-Bolivia-Pacifico, che consentir&amp;agrave; alle esportazioni brasiliane di raggiungere i porti della costa pacifica attraversando il territorio boliviano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'iniziativa rappresenta un'alternativa alle tradizionali rotte atlantiche e al Canale di Panama, permettendo in particolare allo Stato del Mato Grosso, cuore della produzione agricola brasiliana, di accedere pi&amp;ugrave; rapidamente ai mercati asiatici. Pechino &amp;egrave; infatti il principale acquirente di soia, carne bovina e minerali brasiliani, contribuendo in maniera decisiva al surplus commerciale di Brasilia. Il corridoio attraverso la Bolivia &amp;egrave; uno dei cinque grandi assi bioceanici previsti dal Programma delle Rotte di Integrazione Sudamericana, che comprende 190 progetti infrastrutturali tra autostrade, ferrovie, porti, aeroporti e reti energetiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il piano dispone gi&amp;agrave; di circa 10 miliardi di dollari di finanziamenti messi a disposizione da istituzioni finanziarie regionali. Tra i progetti pi&amp;ugrave; ambiziosi figura anche il collegamento con il porto peruviano di Chancay, destinato a ridurre di 10-15 giorni i tempi di trasporto verso l'Asia. Restano tuttavia da superare importanti ostacoli, dalla costruzione delle infrastrutture all'armonizzazione dei sistemi doganali tra i Paesi coinvolti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul piano geopolitico, il progetto rafforza ulteriormente l'integrazione economica tra Sud America e Asia, consolidando il ruolo della Cina nella regione in una fase di crescente competizione strategica con gli Stati Uniti per l'influenza sul continente latinoamericano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Venezuela: arrivata seconda squadra di soccorritori cubani </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_arrivata_seconda_squadra_di_soccorritori_cubani/82_67779/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 16:22:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La solidariet&amp;agrave; internazionale con il Venezuela continua a rafforzarsi dopo il devastante doppio terremoto del 24 giugno con l'arrivo di un secondo contingente di soccorritori cubani, che si uniranno alle squadre di aiuto gi&amp;agrave; dispiegate nel paese sudamericano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivato domenica, il nuovo gruppo proveniente dall'isola caraibica si unisce alle brigate di diverse nazioni. Ad oggi, oltre 2.000 volontari provenienti da 25 paesi delle Americhe, dell'Europa e dell'Asia stanno collaborando alle operazioni di soccorso e salvataggio di persone intrappolate sotto le macerie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'arrivo della squadra di soccorso cubana risponde all'appello lanciato dal presidente Miguel D&amp;iacute;az-Canel e dal ministro degli Esteri Bruno Rodr&amp;iacute;guez, che hanno espresso il loro sostegno al Venezuela attraverso messaggi diffusi sulla piattaforma X.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???? Venezuela recibe m&amp;aacute;s rescatistas cubanos y ampl&amp;iacute;a apoyo internacional tras sismos. Un segundo grupo de &lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/Cuba?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#Cuba&lt;/a&gt; llega a &lt;a href=&quot;https://x.com/hashtag/Venezuela?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#Venezuela&lt;/a&gt; para sumarse a m&amp;aacute;s de 2.000 expertos de 25 pa&amp;iacute;ses. Terremotos dejaron 1.450 fallecidos y 3.150 heridos. El Gobierno activa planes de reconstrucci&amp;oacute;n y&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/v6bWt5oQ26&quot;&gt;pic.twitter.com/v6bWt5oQ26&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; teleSUR TV (@teleSURtv) &lt;a href=&quot;https://x.com/teleSURtv/status/2071468710422843601?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 29, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images280.jpg/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>“Si permetteva la morte”: oppositore di Zelensky denuncia esperimenti sugli umani nei biolaboratori in Ucraina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-si_permetteva_la_morte_oppositore_di_zelensky_denuncia_esperimenti_sugli_umani_nei_biolaboratori_in_ucraina/82_67778/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:59:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;I biolaboratori statunitensi in Ucraina hanno iniziato a condurre esperimenti sugli esseri umani in cui si permetteva la morte dei partecipanti nel 2019, quando Vladimir Zelensky &amp;egrave; salito al potere, ha &lt;a href=&quot;https://theotherukraine.info/2026/06/29/medvedchuk-amerikanskie-laboratorii-na-ukrainskoj-zemle-hronika-kotoruyu-dvadczat-let-ne-hoteli-znat/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;denunciato&lt;/a&gt; Viktor Medvedchuk, ex leader del partito meso al bando &amp;ldquo;Piattaforma dell&amp;rsquo;Opposizione &amp;ndash; Per la Vita&amp;rdquo; e attuale leader del movimento &amp;ldquo;Un&amp;rsquo;altra Ucraina&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;A partire dal 2019 sono iniziati gli esperimenti sugli esseri umani. Nel corso dell&amp;rsquo;attuazione del programma sono stati condotti esperimenti su oltre 4.000 militari delle Forze Armate ucraine. Negli esperimenti relativi alla febbre emorragica e all&amp;rsquo;uso di siero sanguigno, era consentita la morte dei soggetti sottoposti ai test&quot;, ha denunciato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, nel corso di tali esperimenti &amp;egrave; stato studiato &quot;in che modo la suscettibilit&amp;agrave; ai virus dipendesse dall&amp;rsquo;origine etnica e dal luogo di nascita dei soggetti sottoposti al test&quot;. Il materiale utilizzato per gli esperimenti veniva inviato negli Stati Uniti, ha precisato in un articolo pubblicato sul sito web del suo partito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Medvedchuk ha affermato che, da quando nel 2005 il Ministero della Salute ucraino ha firmato un accordo di cooperazione con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, nel Paese sono stati costruiti, creati e modernizzati almeno 41 laboratori biologici, sei dei quali sotto il governo di Zelensky.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A sostegno delle sue accuse, il politico ha fatto riferimento a una risposta ufficiale del Ministero della Salute ucraino al suo gruppo parlamentare nel maggio 2020. Come ha spiegato, il documento firmato dall&amp;rsquo;allora ministro Maxim Stepanov conferma la catena giuridica degli accordi biologici tra Kiev e Washington e descrive in dettaglio un contratto firmato nel 2015 con la societ&amp;agrave; statunitense Black &amp;amp; Veatch Special Projects Corp.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tale accordo prevedeva una presunta &quot;assistenza all&amp;rsquo;Ucraina&quot; per la gestione degli agenti patogeni conservati nei laboratori epidemiologici e nelle strutture sanitarie di Leopoli, Odessa e altre regioni. Medvedchuk ha menzionato anche Kiev, Kharkiv, Vinnitsa, Uzhhorod e Ternopil.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, ha sottolineato la creazione di un grande cluster composto da 12 laboratori regionali nella provincia di Kherson, nonch&amp;eacute; la presenza di questi centri in aree adiacenti alla Crimea e alla Repubblica Popolare di Lugansk (queste regioni fanno gi&amp;agrave; parte della Russia, a seguito dei referendum del 2014 e del 2022).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel contesto dell&amp;rsquo;espansione della rete di laboratori e della firma di nuovi contratti con il Pentagono, si &amp;egrave; registrato un aumento insolito delle malattie infettive, ha affermato l&amp;rsquo;esponente dell&amp;rsquo;opposizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il politico ha collegato questa situazione ai focolai di colera che hanno colpito oltre 900 persone in Ucraina tra il 2011 e il 2015. Ha inoltre sottolineato che nel 2016 un&amp;rsquo;ondata letale di influenza suina (H1N1) - causata dallo stesso ceppo all&amp;rsquo;origine della pandemia del 2009 - ha provocato 364 decessi nel Paese, tra cui 20 militari a Kharkiv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La catena di contagi &amp;egrave; proseguita nel 2017 con epidemie di epatite A in grandi citt&amp;agrave; come Odessa, Kharkiv, Zaporizhzhia e Mykolaiv.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Medvedchuk, nel 2020 in Ucraina erano attivi 15 laboratori statunitensi dedicati alla ricerca biologica e batteriologica, che lavoravano su ceppi di agenti patogeni altamente infettivi e pericolosi.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/kyiv-biolab-cbs.webp/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>La Russia rivendica la liberazione di Bogodarovka. Oltre 1.500 perdite ucraine in 24 ore</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_russia_rivendica_la_liberazione_di_bogodarovka_oltre_1500_perdite_ucraine_in_24_ore/45289_67777/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:34:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il ministero della Difesa russo ha comunicato che nelle ultime 24 ore le proprie truppe hanno liberato l'insediamento di Bogodarovka, nella regione di Dnepropetrovsk. Le unit&amp;agrave; del gruppo Est, si legge nella nota che &lt;a href=&quot;https://tass.com/politics/2153029&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riporta&lt;/a&gt; l'agenzia TASS, sono penetrate in profondit&amp;agrave; nelle linee nemiche prima di issare la bandiera sul centro abitato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul resto del fronte il quadro tracciato da Mosca parla di perdite ucraine per circa 1.550 uomini nell'arco della giornata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gruppo Nord ha messo a segno i colpi pi&amp;ugrave; pesanti nelle aree di Luzhki, Maryino, Ryasnoye e Belaya Beryoza, nella regione di Sumy, con oltre 220 militari nemici fuori combattimento e un pezzo d'artiglieria distrutto. Nella direzione di Kharkov, invece, sono stati neutralizzati pi&amp;ugrave; di 220 soldati ucraini, insieme a 17 veicoli e una stazione di guerra elettronica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gruppo Ovest si &amp;egrave; spinto verso Podliman, Nizhnyaya Zhuravka e Piskunovka, rivendicando 225 vittime tra le fila avversarie e la distruzione di sei mezzi corazzati di fabbricazione occidentale. A Krasny Liman, nel Donbass, i reparti russi avanzano verso lo smantellamento delle formazioni ucraine disperse, con quattro roccaforti e 48 edifici passati sotto il loro controllo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gruppo Sud ha operato nelle vicinanze di Slavyansk, Druzhkovka e Klinovoye, infliggendo perdite per oltre 240 uomini e distruggendo quattro mezzi corazzati, tra cui due M113 statunitensi. A Konstantinovka, le unit&amp;agrave; d'assalto sono impegnate nel bonificare la parte sud-occidentale della citt&amp;agrave;, con un bilancio di 95 soldati ucraini eliminati e 31 veicoli terrestri senza pilota messi fuori uso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gruppo Centro rivendica invece pi&amp;ugrave; di 300 perdite tra le file nemiche e due cannoni d'artiglieria distrutti, con azioni segnalate tra Gruzskoye, Kucherov Yar e Novopavlovka. Il gruppo Est avrebbe inflitto il colpo pi&amp;ugrave; duro, con oltre 485 militari ucraini fuori combattimento, mentre il gruppo Dnepr ha rivendicato circa 80 vittime e tre stazioni di disturbo elettronico neutralizzate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I comunicati del ministero parlano anche di attacchi mirati contro depositi e rampe di lancio di droni a lungo raggio ucraini, con l'aviazione e l'artiglieria che hanno preso di mira 137 obiettivi tra infrastrutture energetiche, nodi di trasporto e aree di schieramento di reparti regolari e mercenari stranieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La difesa aerea russa, infine, ha intercettato 415 droni e 12 bombe a guida di precisione nel corso delle ultime 24 ore. I dati complessivi forniti da Mosca dall'inizio dell'operazione militare speciale in Ucraina parlano di 673 aerei, 284 elicotteri e oltre 29.900 carri armati ucraini distrutti. Cifre, queste, che non trovano riscontro in fonti indipendenti.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Cina: record di partecipanti alla Fiera delle Supply Chain</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cina_record_di_partecipanti_alla_fiera_delle_supply_chain/45289_67776/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:13:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Alla fine della passata settimana, &amp;egrave; giunta a conclusione la quarta edizione della China International Supply Chain Expo, i cui numeri raccontano di un forte interesse internazionale in costante aumento. Infatti, sono oltre 676 imprese e istituzioni provenienti da 85 paesi hanno preso parte all'evento, con le aziende straniere che hanno rappresentato il 36,5% del totale, una quota superiore rispetto all'edizione precedente e che conferma il crescente interesse gi&amp;agrave; accennato in precendeza, come riferisce il quotidiano &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202606/1364545.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Global Times&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In prima fila, troviamo quasi inaspettatamente, le grandi corporation statunitensi, europee e giapponesi, ma quest'anno viene segnalato l'entusiasmo delle realt&amp;agrave; provenienti dal Sudest asiatico, dall'Asia centrale, dall'Africa e dall'America Latina. Sono arrivate a Pechino 223 delegazioni straniere appositamente per condurre trattative commerciali, il 29,7 per cento in pi&amp;ugrave; rispetto al 2023.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I numeri segnano un record anche sul fronte espositivo. Pi&amp;ugrave; di 1.200 espositori hanno portato con s&amp;eacute; i propri partner di filiera, portando il numero complessivo di aziende presenti a un livello mai raggiunto prima. Gi&amp;agrave; nella mattina di venerd&amp;igrave;, 115 soggetti avevano firmato lettere d'intento per partecipare alla prossima edizione, con venti di loro che si sono impegnati per un ciclo di tre o cinque anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre i freddi numeri, l'expo ha prodotto contatti concreti. Secondo stime parziali, gli espositori hanno allacciato relazioni con 43.000 aziende lungo le catene produttive, superando il dato dell'anno scorso. Le parole pi&amp;ugrave; sentite nei corridoi della fiera, ha riferito Lin Shunjie, presidente del China International Exhibition Center Group, sono state fiducia, cooperazione e amicizia. Al contrario di quanto viene ripetuto nei bollettini di propaganda occidentali che spingono per un allontanamento da Pechino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dare voce all'esperienza diretta ci hanno pensato alcuni protagonisti. Jim Sutter, CEO del Consiglio per l'export della soia USA, ha spiegato senza giri di parole il motivo della presenza: mantenere e costruire relazioni tra i produttori nordamericani, la filiera di esportazione e gli acquirenti cinesi, con un occhio alle nuove tecnologie ma senza perdere di vista i legami umani che tengono insieme il commercio. Fabrizio Galluzzi, amministratore delegato di TB Engineering, societ&amp;agrave; italiana di consulenza e trading alla sua prima partecipazione, ha sottolineato il valore dell'expo per le piccole e medie imprese: avvicinarsi ai grandi gruppi significa aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Portogallo sono arrivati quest'anno dieci soggetti, il doppio rispetto al 2023. Bernardo Mendia, segretario generale della Camera di Commercio Portogallo-Cina, ha affermato che l'obiettivo &amp;egrave; costruire contatti diretti tra imprese portoghesi e controparti cinesi, per investimenti, approvvigionamenti o altre forme di collaborazione. Anche l'Etiopia era presente, con il ministro dell'ambasciata a Pechino Nebiyu Mohamed Bogale alla sua terza partecipazione, venuto per mostrare i prodotti del suo paese e capire da vicino cosa cercano i consumatori cinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Messico guarda gi&amp;agrave; al 2025. Lu Hai, direttore degli affari pubblici della Camera di Commercio messicana in Cina, ha confermato che l'edizione del prossimo anno &amp;egrave; gi&amp;agrave; nei piani, perch&amp;eacute; l'expo offre alle imprese associate opportunit&amp;agrave; di collaborazione difficili da trovare altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro la crescita dell'evento c'&amp;egrave; qualcosa di evidente: Lin ha ricordato che la Cina non offre pi&amp;ugrave; solo manodopera a basso costo e un mercato di sbocco enorme, ma genera un nuovo tipo di valore legato all'innovazione tecnologica e all'aggiornamento industriale. In un momento in cui le catene globali del valore sono sotto pressione e i rischi di frammentazione aumentano, molte imprese straniere sembrano cercare in Cina una sponda di stabilit&amp;agrave;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/e8081548-4cf0-4edd-b159-b9182081b3e3.jpeg/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Da &quot;Tigre di carta&quot; a &quot;Impero della narrazione&quot;: il grande inganno del potere USA</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-da_tigre_di_carta_a_impero_della_narrazione_il_grande_inganno_del_potere_usa/51621_67774/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Molti non lo sanno o, quantomeno, non lo ricorderanno: nel 1946, Mao Zedong defin&amp;igrave; l&amp;rsquo;imperialismo statunitense una &amp;ldquo;tigre di carta&amp;rdquo;. Molto pi&amp;ugrave; recentemente, nel 2022, lanciando l&amp;rsquo;Operazione militare speciale contro l'Ucraina, il presidente russo Putin si rifer&amp;igrave; agli USA come &amp;ldquo;l&amp;rsquo;impero della menzogna&amp;rdquo;, riferendosi alle continue manipolazioni dell'informazione presenti nei mass media occidentali. Queste due definizioni si potrebbero molto bene sintetizzare in una terza, secondo il mio modesto parere molto pi&amp;ugrave; appropriata, che sarebbe molto pi&amp;ugrave; calzante: &amp;ldquo;l'impero della narrazione&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Gli Stati Uniti basano fondamentalmente il proprio potere, prima che sulla violenza, colpi di stato, elezioni manipolate e truccate, la sopraffazione e le note misure coercitive, che pur praticano da secoli, sulla diffusione costante con la manipolazione dell'informazione mondiale dell&amp;rsquo;idea del loro essere onnipotenti e indispensabili. Sono delle vere e proprie &quot;catene mentali&quot; imposte dall&amp;rsquo;egemonia culturale degli Stati Uniti d'America nelle nazioni da essa controllate, soprattutto nelle opinioni pubbliche di queste nazioni, a fungere da primo fondamentale ostacolo in qualsiasi possibile e necessario processo di liberazione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Infatti, vista la base economica dell&amp;rsquo;imperialismo statunitense, non potrebbe essere altrimenti. Il sistema capitalista contemporaneo non si basa sulla realt&amp;agrave; oggettiva della produzione e dell&amp;rsquo;economia reale, ma sull&amp;rsquo;irrealt&amp;agrave; di una finanza globalizzata ormai slegata da qualsiasi reale processo produttivo e ridotta alla sola speculazione tramite la creazione &amp;ldquo;dal nulla&amp;rdquo; di ricchezze virtuali e non esistenti realmente.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Un grande gioco speculativo basato su specchi dove a definire la &amp;ldquo;realt&amp;agrave;&amp;rdquo; percepita non &amp;egrave; il dato materiale, ma la narrazione proposta dalla comunicazione manipolata e falsa. Nel mondo contemporaneo bastano alcune frasi sul social X del presidente degli Stati Uniti, per quanto palesemente e assolutamente distanti da qualsiasi descrizione veritiera della realt&amp;agrave;, per provocare importanti movimenti di capitale. Tutti si comportano &amp;ldquo;come se&amp;rdquo; la narrazione, chiaramente costruita e non veritiera, fosse assolutamente vera, perch&amp;eacute; viene dall&amp;rsquo;interno del sistema capitalista fondato sull&amp;rsquo;egemonia di Washington; in questo contesto &amp;egrave; la falsa narrazione a definire la realt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Tutto questo ha comportato e garantito immense possibilit&amp;agrave; d&amp;rsquo;arricchimento solo per la grande borghesia finanziaria, per persone che vengono idolatrate al grande pubblico dai mezzi di comunicazione di massa, ma che nella realt&amp;agrave; sono solo dei parassiti e speculatori: si pensi ai vari personaggi come Musk e Thiel. Tutto questo, nel corso degli anni, ha notevolmente contribuito a ridurre la forza reale del sistema capitalistico statunitense.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Nel mondo contemporaneo si cominciano a vedere segni di una decadenza dovuta all'eccessiva finanziarizzazione del sistema economico; l'intero sistema egemonico statunitense vede il manifestarsi di uno scarto crescente tra la &quot;narrazione&quot; esagerata e la realt&amp;agrave; effettiva. Gli USA, con la loro propaganda, si ostinano fortemente a presentarsi ancora oggi come &amp;ldquo;l&amp;rsquo;unica superpotenza&amp;rdquo;, il paese che, in virt&amp;ugrave; della propria eccezionalit&amp;agrave;, avrebbe la for&amp;ccedil;a e il diritto, ma a quale diritto si riferiscono? A quello del non diritto della forza, di imporre quell&amp;rsquo;ordine basato sulle regole che consente il mantenimento della ingiusta e ingiustificabile gerarchia internazionale. Nella loro &quot;narrazione&quot;, gli Stati Uniti primeggerebbero ancora in tutti i campi, e i loro cittadini conoscerebbero un livello di prosperit&amp;agrave; semplicemente impensabile per il resto del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Ma tutto questo &amp;egrave; palesemente falso. Basti pensare ai 50 milioni di cittadini statunitensi senza assistenza sanitaria.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Tutte le dichiarazioni dei massimi dirigenti del regime, sempre pi&amp;ugrave; illiberale, di Washington e della casta mediatico-intellettuale al loro servizio bastano per rendersi conto di come tale falsa narrazione sia ancora oggi diffusa. Ma basterebbe guardare anche solo in modo superficiale la realt&amp;agrave; del mondo contemporaneo per rendersi effettivamente conto di quanto tale narrazione sia, nella realt&amp;agrave;, surreale se non completamente falsa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Anche con la disinformazione manipolata a molti &amp;egrave; ormai noto lo stato di totale degrado delle citt&amp;agrave; americane e della grande povert&amp;agrave; presente in vasti strati della popolazione statunitense.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;La societ&amp;agrave; statunitense contemporanea &amp;egrave; caratterizzata da una delle disuguaglianze economiche pi&amp;ugrave; estreme al mondo. Mentre un numero ristretto di super-ricchi detiene una quota senza precedenti della ricchezza nazionale, oltre 40 milioni di cittadini vivono in povert&amp;agrave;, spesso impossibilitati a pagare l'affitto, acquistare cibo o accedere alle cure mediche.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;I dati chiave evidenziano una polarizzazione profonda, con una grande concentrazione della ricchezza. Negli Stati Uniti i miliardari sono 1.135, con patrimoni complessivi che superano i 5.700 miliardi. L'1% pi&amp;ugrave; ricco della popolazione possiede circa met&amp;agrave; dell'intero mercato azionario e oltre il 30% della ricchezza totale del paese.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Ma ci sono milioni di poveri e lavoratori in difficolt&amp;agrave;. Si stima che oltre il 40% della popolazione statunitense appartenga alla fascia a basso reddito: si tratta di 160 milioni di persone. Circa 66 milioni di lavoratori guadagnano sotto una soglia spesso inferiore al costo della vita reale (&lt;em data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;294&quot;&gt;living wage&lt;/em&gt;), questo in particolare nelle principali aree metropolitane.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Inoltre, negli Stati Uniti vige una vera e propria emergenza abitativa. Il costo della vita estremamente elevato ha portato a una forte crescita dei senzatetto e delle persone senza una fissa dimora nei grandi centri urbani, con oltre 350.000 persone in difficolt&amp;agrave; abitative solo a New York. L'OCSE stima che circa il 18% della popolazione statunitense viva in condizioni di povert&amp;agrave; relativa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Se questo &amp;egrave; il modello da seguire secondo la &quot;narrazione&quot; dei mezzi di comunicazione di massa del mondo occidentale e dalla propaganda statunitense, siamo veramente messi malissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
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                    <title>Global Times - Ingerenza di quattro paesi su Taiwan</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-global_times__ingerenza_di_quattro_paesi_su_taiwan/39602_67772/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 14:40:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202606/1364488.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Global Times&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mercoled&amp;igrave;, gli &quot;uffici di rappresentanza&quot; di Regno Unito, Francia e Germania a Taipei hanno rilasciato una &quot;rara&quot; dichiarazione congiunta esprimendo &quot;preoccupazione&quot; per l'intensificarsi delle operazioni di pattugliamento e di contrasto all'illegalit&amp;agrave; da parte della Cina continentale nelle acque a est dell'isola di Taiwan, affermando che tali azioni &quot;minacciano la stabilit&amp;agrave; regionale, la libert&amp;agrave; di navigazione e la sicurezza del trasporto marittimo internazionale&quot;. Lo stesso giorno, anche l'American Institute in Taiwan &amp;egrave; intervenuto per &quot;sostenere&quot; la dichiarazione. Le &quot;preoccupazioni&quot; espresse da questi quattro Paesi, in sintonia con le &quot;proteste&quot; delle autorit&amp;agrave; del Partito Progressista Democratico (DPP), hanno messo in scena una farsa politica. Questi Paesi stranieri pensano forse di poter appoggiare le forze separatiste che rivendicano l'&quot;indipendenza di Taiwan&quot; semplicemente avanzando affermazioni irresponsabili sulle legittime operazioni di pattugliamento da parte della Cina? Impossibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le operazioni di pattugliamento delle autorit&amp;agrave; cinesi in questione erano principalmente dirette contro il Giappone e le Filippine per aver avviato illegalmente i cosiddetti &quot;negoziati di delimitazione&quot; relativi alle acque a est dell'isola di Taiwan. Il Giappone e le Filippine stanno tentando di utilizzare i diritti e gli interessi marittimi della Cina come merce di scambio nei propri accordi, una pratica estremamente riprovevole. La Cina non pu&amp;ograve; assolutamente accettarlo e non rester&amp;agrave; a guardare passivamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le dichiarazioni coordinate di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania non solo &quot;consegnano un coltello&quot; alle forze separatiste che auspicano l'indipendenza di Taiwan, ma forniscono anche copertura a Giappone e Filippine nelle loro azioni illegali, nel vano tentativo di presentare le acque a est dell'isola cinese di Taiwan come una nuova base per l'intervento di forze esterne nello Stretto di Taiwan. Le legittime azioni della Cina per salvaguardare i propri diritti e far rispettare la legge mirano a proteggere i suoi diritti e interessi nazionali, a sostenere il principio fondamentale di &quot;una sola Cina&quot; e a mantenere la pace e la stabilit&amp;agrave; nella regione. Le cosiddette &quot;preoccupazioni&quot; espresse da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania sono paragonabili a criticare un proprietario di casa per aver pulito il proprio giardino: un'idea assolutamente assurda. Il primo ministro di uno di questi Paesi si &amp;egrave; appena dimesso e non &amp;egrave; ancora stato nominato un successore; eppure continuano a permettersi di fomentare disordini nello Stretto di Taiwan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Cina ha una zona economica esclusiva e una piattaforma continentale nelle acque a est dell'isola cinese di Taiwan. Le attivit&amp;agrave; di contrasto e pattugliamento condotte dalle autorit&amp;agrave; cinesi in quella zona sono azioni legittime e legali volte a esercitare la giurisdizione cinese, salvaguardare la stabilit&amp;agrave; regionale e mantenere l'ordine in mare, nel rispetto della legge. I pattugliamenti effettuati questo mese dal gruppo operativo della Guardia Costiera cinese (CCG) guidato dal CCGS Daishan, le operazioni speciali di controllo del traffico marittimo del Ministero dei Trasporti e il monitoraggio ambientale marino organizzato dal Ministero delle Risorse Naturali sono tutti pienamente conformi alle leggi nazionali cinesi e al diritto internazionale, inclusa la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Questa serie di azioni ben organizzate dimostra che la gestione e il controllo delle acque a est dell'isola di Taiwan da parte della Cina sono entrati in una nuova fase, con un modello di gestione coordinato che coinvolge ormai pi&amp;ugrave; dipartimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Germania hanno enfatizzato congiuntamente la &quot;libert&amp;agrave; di navigazione&quot; e la &quot;sicurezza marittima&quot;, appropriandosi della terminologia del diritto internazionale mentre in realt&amp;agrave; confondevano i concetti e distoglievano l'attenzione dal problema centrale. Nessun Paese ha il diritto di interpretare la &quot;libert&amp;agrave; di navigazione&quot; come &quot;la libert&amp;agrave; di ignorare la sovranit&amp;agrave;, i diritti e gli interessi marittimi della Cina&quot;. Per anni, gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali hanno utilizzato la &quot;libert&amp;agrave; di navigazione&quot; come copertura per l'egemonia marittima e &quot;un ordine basato sulle regole&quot; per mascherare le loro ingerenze militari. Navi e aerei militari statunitensi hanno spesso condotto operazioni ravvicinate vicino alle coste cinesi. Nel frattempo, il Giappone ha accelerato gli sforzi per liberarsi dai vincoli del dopoguerra e le Filippine stanno colludendo con gli Stati Uniti e il Giappone per creare problemi nel Mar Cinese Meridionale e a est dell'isola di Taiwan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste azioni sono gi&amp;agrave; andate oltre il normale transito commerciale e la navigazione di routine, recando invece i chiari segni di dispiegamento militare, coercizione politica e contenimento strategico. Criticando oggi le attivit&amp;agrave; di contrasto alla criminalit&amp;agrave; in Cina in nome della &quot;libert&amp;agrave; di navigazione&quot;, si sta di fatto chiedendo alla Cina di rinunciare alla giurisdizione, di abbandonare la legittima tutela dei propri diritti e di rinunciare alla capacit&amp;agrave; di plasmare l'ordine nelle acque al largo delle proprie coste. Questo approccio rappresenta la vera minaccia alla libert&amp;agrave; di navigazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attraverso pattugliamenti di routine, operazioni speciali di contrasto alla criminalit&amp;agrave; e indagini scientifiche marine, la Cina sta progressivamente costruendo un quadro di riferimento per la protezione dei propri diritti e interessi marittimi e per il miglioramento della governance nelle acque che circondano l'isola di Taiwan. Ad esempio, l'indagine ambientale marina organizzata questo mese dal Ministero delle Risorse Naturali ha raccolto dati sul DNA ambientale delle acque marine, su uccelli, balene e delfini, sulla chimica marina, sull'idrologia e sulla meteorologia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante l'indagine, i ricercatori hanno registrato la presenza di sule brune e sule mascherate, entrambe specie protette di classe II in Cina, fornendo una base scientifica per la conservazione della biodiversit&amp;agrave; marina nell'area. Forze esterne hanno cercato di dipingere gli sforzi della Cina per rafforzare la propria capacit&amp;agrave; di governo come &quot;coercizione&quot;, rivelando cos&amp;igrave; la loro vera preoccupazione: la crescente capacit&amp;agrave; della Cina di governare legalmente, gestire efficacemente e plasmare l'ordine nelle acque che circondano l'isola di Taiwan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le autorit&amp;agrave; del DPP hanno chiuso un occhio sulle violazioni commesse da Giappone e Filippine, ma si sono prontamente alleate con forze esterne per attaccare e diffamare i legittimi sforzi del governo centrale a tutela dei diritti, promuovendo al contempo la falsa idea dell'&quot;indipendenza di Taiwan&quot;. Questo smaschera ancora una volta la loro agenda separatista e il loro tradimento degli interessi fondamentali della nazione cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le comunicazioni radio di routine delle navi della Guardia Costiera cinese (CCG) alle navi mercantili riguardo ai porti di partenza e di destinazione rappresentano una pratica standard per affermare la propria giurisdizione. Ciononostante, le autorit&amp;agrave; della DPP hanno affermato che tre navi mercantili sono state &quot;molestate&quot; dalla CCG, un'accusa infondata che distorce i fatti e serve solo a mascherarsi da &quot;vittima&quot; per sollecitare la simpatia esterna e cercare l'&quot;indipendenza&quot; facendo affidamento su forze esterne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le acque a est dell'isola di Taiwan non sono un campo di prova strategico per forze esterne, n&amp;eacute; un vuoto politico in cui Giappone e Filippine possono tracciare confini a proprio piacimento. Nessun sostegno esterno, per quanto indiscutibile, pu&amp;ograve; cambiare il fatto che entrambe le sponde dello Stretto di Taiwan appartengono a un'unica Cina, n&amp;eacute; pu&amp;ograve; fermare gli sforzi della Cina per salvaguardare legalmente i propri diritti, rafforzare la governance e plasmare l'ordine nello Stretto di Taiwan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanto pi&amp;ugrave; forze esterne cercheranno di fomentare disordini con il pretesto della &quot;libert&amp;agrave; di navigazione&quot;, tanto pi&amp;ugrave; la Cina eserciter&amp;agrave; il controllo sulle aree marittime che rientrano nella sua giurisdizione e applicher&amp;agrave; pienamente le leggi che devono essere applicate, garantendo che la sovranit&amp;agrave; nazionale, i diritti e gli interessi marittimi rimangano saldamente nelle sue mani. Questo &amp;egrave; anche un passo appropriato che una grande potenza responsabile dovrebbe compiere per mantenere la pace e la stabilit&amp;agrave; regionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Global Times - L'essenza del deficit commerciale dell'Europa con la Cina, vista attraverso un condizionatore d'aria</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-global_times__lessenza_del_deficit_commerciale_delleuropa_con_la_cina_vista_attraverso_un_condizionatore_daria/39602_67771/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 14:25:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202606/1364551.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Global Times&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un'ondata di calore &quot;mortale&quot; sta investendo il continente europeo. Si stima che abbia causato circa 15.000 decessi, molti dei quali tra persone anziane che vivono in appartamenti e case di cura senza aria condizionata. Nel mezzo dell'ondata di calore, i condizionatori d'aria prodotti in Cina sono andati a ruba nei principali centri commerciali europei. Sui social media, molti utenti europei hanno commentato che &quot;i condizionatori cinesi sono economici&quot; e che &quot;l'Europa dovrebbe importarne di pi&amp;ugrave;&quot;. Scene come queste meritano un'attenta riflessione da parte dei responsabili politici dell'UE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 2020, gli eventi di caldo estremo sono diventati significativamente pi&amp;ugrave; frequenti in Europa. Prendiamo ad esempio il 2025: le temperature in alcune zone dell'Europa occidentale hanno superato i 46 &amp;deg;C a giugno, mentre le aree vicino al Circolo Polare Artico hanno registrato l'ondata di calore pi&amp;ugrave; lunga di sempre, durata tre settimane consecutive a luglio. Un altro dato significativo &amp;egrave; che durante l'anno di raffreddamento 2025 (termine utilizzato nel settore della climatizzazione, che si riferisce al periodo da agosto 2024 a luglio 2025), le importazioni europee di condizionatori d'aria cinesi sono aumentate di circa il 40%, diventando il principale motore della crescita globale delle esportazioni cinesi di condizionatori. Oltre ai condizionatori d'aria, anche una vasta gamma di prodotti rinfrescanti di fabbricazione cinese, dai cappelli da sole con ventola integrata ai ventagli portatili e alle coperte rinfrescanti, ha guadagnato popolarit&amp;agrave; in tutta Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo costituisce il vero contesto in cui si inserisce il recente clamore suscitato da alcuni politici europei riguardo al cosiddetto &quot;deficit commerciale con la Cina&quot;. Per molte famiglie europee, i requisiti sono semplici: prezzi accessibili, facilit&amp;agrave; di installazione, efficienza energetica e minimo impatto sulle abitazioni pi&amp;ugrave; datate. In risposta a queste esigenze pratiche e impellenti, aziende cinesi come Midea Group, Haier e Gree hanno introdotto prodotti ben adattati e ben accolti. Si tratta di soluzioni economiche scelte dai consumatori europei, che si trovano ad affrontare le reali difficolt&amp;agrave; legate al caldo estremo, all'invecchiamento delle abitazioni e ai budget limitati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni consumatori europei hanno persino condiviso online storie di lunghi viaggi per accaparrarsi un condizionatore d'aria cinese. Un utente ha raccontato di aver trascorso due giorni a cercare in tutta l'UE, percorrendo infine 200 chilometri per acquistare l'ultimo apparecchio disponibile, a un prezzo gi&amp;agrave; aumentato di 100 euro. Un altro ha commentato senza mezzi termini: &quot;Se ci fossero condizionatori d'aria francesi, comprerei quelli francesi. Ma prima di tutto, ci deve essere l'aria condizionata. Se la Francia permette l'importazione di prodotti cinesi, comprer&amp;ograve; quelli cinesi&quot;. Queste osservazioni colgono la dimensione reale e concreta del deficit commerciale tra Europa e Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La corsa dei consumatori europei all'acquisto di condizionatori d'aria cinesi rappresenta solo una piccola parte del pi&amp;ugrave; ampio mosaico delle relazioni economiche e commerciali tra Cina ed Europa, ma riflette un quadro ben pi&amp;ugrave; vasto. Non c'&amp;egrave; coercizione, n&amp;eacute; la cosiddetta &quot;dominazione industriale&quot; n&amp;eacute; alcuno &quot;shock&quot;. La logica &amp;egrave; semplice: la domanda genera ordini, la scarsit&amp;agrave; spinge le importazioni e i prezzi competitivi sostengono i consumi. La domanda reale della societ&amp;agrave; &amp;egrave; il fondamento degli scambi commerciali tra Cina ed Europa. Molte esportazioni cinesi verso l'Europa soddisfano esigenze diverse: alcune sono beni intermedi necessari per la produzione industriale, altre sono prodotti di consumo per la vita quotidiana e altre ancora supportano la transizione verde europea. In sostanza, la cooperazione economica e commerciale tra Cina ed Europa si basa sul mutuo vantaggio e su risultati vantaggiosi per entrambe le parti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La carenza di condizionatori d'aria in Europa ci ricorda che il problema non &amp;egrave; che la Cina produca troppo bene, ma che alcuni paesi non si sono preparati a sufficienza in termini di capacit&amp;agrave; industriale e politiche pubbliche. Per decenni, la progettazione architettonica, la strategia energetica e l'assetto industriale europei si sono basati sul presupposto di un clima relativamente mite, sottovalutando la prospettiva che il caldo estremo diventasse la norma. Oggi, la capacit&amp;agrave; produttiva interna, i servizi di installazione, la riqualificazione degli edifici obsoleti e l'accessibilit&amp;agrave; economica dell'energia sono tutti sottoposti a una pressione crescente a causa dei cambiamenti climatici. Di fronte a queste carenze strutturali, le barriere commerciali non possono abbassare le temperature interne e le accuse reciproche non possono aumentare l'offerta. L'unica soluzione efficace &amp;egrave; rispettare le dinamiche di mercato e colmare i divari di capacit&amp;agrave; attraverso una cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Osservando le relazioni Cina-Europa attraverso la lente di un singolo condizionatore d'aria, la conclusione &amp;egrave; semplice: i consumatori europei ottengono prodotti migliori, le aziende cinesi conquistano mercati pi&amp;ugrave; ampi ed entrambe le parti trovano percorsi pi&amp;ugrave; concreti verso una transizione verde.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In effetti, l'UE ha gi&amp;agrave; imposto in passato barriere tariffarie sui condizionatori d'aria cinesi per motivi ambientali. Tuttavia, queste misure non hanno migliorato la competitivit&amp;agrave; dei produttori europei n&amp;eacute; hanno significativamente migliorato la qualit&amp;agrave; della vita dei cittadini. Spinti da un mercato competitivo consolidato e da una filiera industriale ben strutturata, i produttori cinesi di condizionatori d'aria sono passati rapidamente ai refrigeranti di nuova generazione. In parole semplici, mentre l'Europa discuteva ancora sull'effettiva necessit&amp;agrave; dell'aria condizionata, le aziende cinesi avevano gi&amp;agrave; realizzato prodotti migliori. Questo esempio dimostra che le barriere commerciali non possono modificare la traiettoria generale dei legami economici tra Cina ed Europa; al contrario, hanno imposto costi maggiori alla societ&amp;agrave; europea stessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il caldo torrido che sta colpendo l'Europa avrebbe dovuto essere sufficiente a far aprire gli occhi a qualcuno. Se i politici europei tengono davvero all'opinione pubblica, dovrebbero scendere in piazza e porre ai cittadini una semplice domanda: sosterrebbero dazi pi&amp;ugrave; elevati sui condizionatori d'aria di fabbricazione cinese o quote di importazione che ne limitino la disponibilit&amp;agrave;? I politici europei, che da tempo si presentano come paladini della democrazia, non dovrebbero ignorare l'opinione pubblica pi&amp;ugrave; genuina. &amp;Egrave; ora che l'&amp;eacute;lite politica europea smetta di dormire sonni tranquilli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Perché l’Eurasia non può attendere: una Carta per il nostro tempo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-perch_leurasia_non_pu_attendere_una_carta_per_il_nostro_tempo/45289_67770/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 14:14:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La crisi che si dispiega: confermata l&amp;rsquo;interferenza esterna&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo scorso anno, in un ampio contributo dedicato alla Carta eurasiatica della diversit&amp;agrave; e della multipolarit&amp;agrave; nel XXI secolo, pubblicato dalla rivista Russia in Global Affairs, ho sostenuto che le interferenze esterne negli affari dei Paesi eurasiatici hanno costantemente impedito il loro sviluppo indipendente e di successo. Ho ricostruito questa dinamica a partire dalla Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE), passando per l&amp;rsquo;Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), fino alle strategie statunitensi del periodo successivo alla Guerra Fredda fondate sull&amp;rsquo;&amp;ldquo;allargamento&amp;rdquo; e sulla dominazione geostrategica, formulate dagli ex Consiglieri per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Anthony Lake e Zbigniew Brzezinski.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;attuale conflitto in Medio Oriente ha purtroppo e inequivocabilmente confermato questa osservazione. Questo conflitto non rappresenta soltanto un&amp;rsquo;altra tragedia regionale. Esso costituisce l&amp;rsquo;ennesima prova violenta del fatto che attori esterni non sono in grado di gestire la sicurezza eurasiatica. Ancora una volta abbiamo assistito a uno schema ben noto: interventi unilaterali in violazione del diritto internazionale, disprezzo per le realt&amp;agrave; locali, tentativi di contrapporre Paesi vicini tra loro e perseguimento di interessi strategici estranei al benessere delle nazioni coinvolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato, come sempre, &amp;egrave; un aumento delle vittime, degli sfollati e un&amp;rsquo;ulteriore erosione di ogni speranza di stabilit&amp;agrave; regionale. Purtroppo, gli artefici di queste politiche non hanno tratto insegnamento dalle esperienze dei Balcani, dell&amp;rsquo;Iraq, dell&amp;rsquo;Afghanistan o dell&amp;rsquo;Ucraina. Continuano a credere che la forza militare, le sanzioni unilaterali e la manipolazione politica possano rimodellare l&amp;rsquo;Eurasia secondo i propri schemi. E ogni volta falliscono, ma soltanto dopo aver provocato immense sofferenze ai popoli del nostro continente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i Paesi eurasiatici il messaggio non potrebbe essere pi&amp;ugrave; chiaro. Non possiamo fare affidamento su garanti esterni per la nostra sicurezza. Non possiamo attendere il ritorno di un presunto &amp;laquo;ordine internazionale liberale benevolo&amp;raquo;, perch&amp;eacute; un tale ordine, nella pratica, non &amp;egrave; mai realmente esistito: non era liberale, ma egemonico.&lt;br /&gt;E certamente non possiamo permetterci di restare passivi mentre altri tentano di decidere il futuro del nostro continente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci&amp;ograve; di cui abbiamo urgente bisogno &amp;egrave; una soluzione nostra, elaborata da noi e per noi. Abbiamo bisogno di soluzioni eurasiatiche ai problemi dell&amp;rsquo;Eurasia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Carta eurasiatica: una soluzione autoctona fondata sulla sicurezza indivisibile&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La lezione fondamentale dell&amp;rsquo;attuale conflitto in Medio Oriente, cos&amp;igrave; come di ogni altro fallimento degli interventi esterni in Eurasia negli ultimi trent&amp;rsquo;anni, &amp;egrave; la seguente: soltanto un&amp;rsquo;architettura di sicurezza autoctona, inclusiva e fondata sul consenso pu&amp;ograve; funzionare. La CSCE ebbe successo durante la Guerra Fredda proprio perch&amp;eacute; rappresentava un autentico foro di dialogo tra due blocchi che riconoscevano reciprocamente la propria esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;OSCE ha fallito quando &amp;egrave; divenuta uno strumento attraverso il quale un gruppo di Stati partecipanti imponeva la propria volont&amp;agrave; agli altri. Il cosiddetto &amp;laquo;ordine liberale&amp;raquo; guidato dagli Stati Uniti ha fallito perch&amp;eacute; non &amp;egrave; mai stato realmente liberale: era egemonico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci&amp;ograve; di cui l&amp;rsquo;Eurasia ha bisogno &amp;egrave; invece un nuovo approccio fondato sul principio che viene richiamato fin dall&amp;rsquo;Atto Finale di Helsinki del 1975, ma che non &amp;egrave; mai stato realmente applicato: il principio dell&amp;rsquo;indivisibilit&amp;agrave; della sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun Paese dell&amp;rsquo;Eurasia dovrebbe perseguire la propria sicurezza a discapito di quella degli altri. Nessuna potenza esterna dovrebbe essere autorizzata a mettere uno Stato eurasiatico contro un altro. Nessun conflitto regionale dovrebbe essere considerato un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di vantaggio geopolitico. &amp;Egrave; precisamente questo che la Carta eurasiatica della diversit&amp;agrave; e della multipolarit&amp;agrave; nel XXI secolo intende offrire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho sostenuto nel mio articolo del 2025, la Carta non sarebbe diretta contro alcun Paese o gruppo di Stati. Essa &amp;egrave; concepita come uno sforzo costruttivo, autoctono, collettivo, inclusivo e globale. La Carta si propone di creare un&amp;rsquo;architettura di sicurezza paneurasiatica fondata sulle norme e sui principi della Organizzazione delle Nazioni Unite. Essa riguarder&amp;agrave; non soltanto la sicurezza, ma anche la cooperazione economica, gli scambi umanitari e il dialogo tra civilt&amp;agrave;.&lt;br /&gt;In linea di principio, sar&amp;agrave; aperta a tutti gli Stati dell&amp;rsquo;Eurasia, da Lisbona a Manila.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Al centro della Carta vi sar&amp;agrave; il principio dell&amp;rsquo;indivisibilit&amp;agrave; della sicurezza, presente nel preambolo di Helsinki ma mai posto realmente al centro dell&amp;rsquo;attenzione. Questa volta dovr&amp;agrave; esserlo. Tuttavia, non basta richiamare tale principio. La Carta dovr&amp;agrave; tradurlo in impegni concreti e verificabili, quali, ad esempio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Nessuno Stato potr&amp;agrave; aderire a un&amp;rsquo;alleanza militare i cui criteri di adesione escludano sistematicamente altri Stati eurasiatici senza una consultazione multilaterale preventiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Nessuno Stato potr&amp;agrave; ospitare infrastrutture militari permanenti straniere che minaccino in modo sostanziale gli interessi fondamentali di sicurezza dei Paesi vicini senza preventiva notifica e verifica nell&amp;rsquo;ambito di un quadro multilaterale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Tutte le controversie tra gli Stati partecipanti dovranno essere sottoposte a consultazioni obbligatorie attraverso le istituzioni previste dalla Carta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. I partecipanti non dovranno applicare reciprocamente misure coercitive unilaterali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi dovrebbero costituire i punti di partenza del negoziato. Essi trasformerebbero il principio dell&amp;rsquo;indivisibilit&amp;agrave; della sicurezza da nobile slogan in un quadro operativo concreto. Di conseguenza, nessun Paese eurasiatico dovrebbe sentirsi minacciato dai legittimi accordi di sicurezza di un altro Stato. Nessun conflitto in Eurasia dovrebbe essere risolto mediante la forza o attraverso imposizioni esterne. Nessun Paese dovrebbe essere costretto a scegliere tra blocchi contrapposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Carta non sar&amp;agrave; una dichiarazione generica. Essa &amp;egrave; concepita come un quadro pratico di azione, una vera e propria geostrategia per il nostro supercontinente, capace di abbracciare sicurezza, economia, tecnologia, cultura e altri ambiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tal fine immaginiamo la creazione di specifiche istituzioni che non si sovrappongano alle numerose strutture eurasiatiche gi&amp;agrave; esistenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra queste potrebbero figurare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* una Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Eurasia;&lt;br /&gt;* un piccolo segretariato con sede in un luogo neutrale;&lt;br /&gt;* un meccanismo di risoluzione delle controversie;&lt;br /&gt;* esercitazioni regolari di rafforzamento della fiducia reciproca, comprendenti il dialogo diretto tra strutture militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche queste proposte dovranno essere oggetto di negoziazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Carta dovr&amp;agrave; essere una dichiarazione dotata di efficacia reale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla discussione all&amp;rsquo;azione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quasi tre anni l&amp;rsquo;idea della Carta eurasiatica viene discussa in forum internazionali, consultazioni bilaterali e pubblicazioni accademiche. Il concetto ha suscitato un interesse crescente e numerosi Stati eurasiatici hanno espresso un sostegno di principio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, la discussione, per quanto utile, non basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica di Belarus e la Federazione Russa, promotrici congiunte dell&amp;rsquo;iniziativa, hanno predisposto una tabella di marcia concreta per passare dalla fase del dibattito a quella del negoziato formale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale percorso &amp;egrave; illustrato in un documento informale (non-paper) gi&amp;agrave; condiviso con i nostri partner eurasiatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare, proponiamo di avviare il processo negoziale nel settembre 2026, durante la settimana di alto livello dell&amp;rsquo;81&amp;ordf; sessione dell&amp;rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con l&amp;rsquo;obiettivo di giungere all&amp;rsquo;adozione del testo definitivo della Carta in occasione di un Vertice dei leader eurasiatici, previsto indicativamente entro la fine del 2027.&lt;br /&gt;Comprendiamo che alcuni possano guardare alla Carta con scetticismo. Alcuni potrebbero temere che essa sia rivolta contro di loro. Altri potrebbero ritenere sufficienti le alleanze e i partenariati esistenti. Altri ancora potrebbero preferire attendere l&amp;rsquo;evoluzione del processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A queste perplessit&amp;agrave; desidero rispondere con tre osservazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo, la Carta non &amp;egrave; diretta contro nessuno. Essa &amp;egrave; aperta a tutti. Parteciparvi non significa tradire alcun impegno esistente, bens&amp;igrave; investire in un ordine eurasiatico pi&amp;ugrave; stabile e prevedibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;Unione Europea, gli Stati membri della Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord e gli altri Paesi allineati all&amp;rsquo;Occidente sono invitati a partecipare in buona fede, come interlocutori alla pari e non come istruttori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo, le condizioni esterne che hanno sostenuto la prosperit&amp;agrave; e la sicurezza dell&amp;rsquo;Europa stanno rapidamente cambiando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti stanno progressivamente riducendo la priorit&amp;agrave; strategica attribuita all&amp;rsquo;Europa, come confermato dalla Strategia di Sicurezza Nazionale del 2025. L&amp;rsquo;epoca del libero commercio illimitato e delle risorse a basso costo &amp;egrave; terminata. Le sfide demografiche, economiche e migratorie dell&amp;rsquo;Europa sono in aumento. Nessuna potenza esterna salver&amp;agrave; l&amp;rsquo;Europa da queste tendenze. Una cooperazione efficace all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;Eurasia, invece, pu&amp;ograve; contribuire a farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In terzo luogo, e soprattutto, il costo della non partecipazione cresce ogni giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restare fuori dal processo comporta la perdita della possibilit&amp;agrave; di contribuire alla definizione delle regole che governeranno questo continente per i prossimi decenni. Ogni Stato che siede al tavolo contribuisce alla stesura del testo finale. Ogni Stato che sceglie di restarne fuori accetta regole scritte da altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo affermiamo come una semplice realt&amp;agrave; della vita diplomatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si sceglie di restare al di fuori del nascente ordine eurasiatico, non lo si potr&amp;agrave; fermare. Si rinuncer&amp;agrave; semplicemente al proprio posto al tavolo mentre altri modelleranno il futuro del continente in cui si vive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo gi&amp;agrave; visto ci&amp;ograve; che la cooperazione autoctona pu&amp;ograve; realizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Shanghai Cooperation Organization nel contenimento delle tensioni di confine in Asia Centrale, la resilienza dell&amp;rsquo;Association of Southeast Asian Nations nonostante la competizione tra grandi potenze, e le rapide consultazioni dell&amp;rsquo;Collective Security Treaty Organization durante la crisi kazaka del 2022 non rappresentano modelli perfetti.&lt;br /&gt;Ma sono modelli nati in Eurasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Carta mira a estendere tali insegnamenti all&amp;rsquo;intero continente, facendo tesoro sia dei successi sia dei fallimenti di ogni esperienza eurasiatica nel campo della sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo della discussione &amp;egrave; terminato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo dell&amp;rsquo;esitazione &amp;egrave; terminato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli eventi del 2026 hanno lanciato un allarme che nessun Paese responsabile pu&amp;ograve; ignorare. L&amp;rsquo;Eurasia ha bisogno di una nuova architettura di sicurezza, fondata sull&amp;rsquo;indivisibilit&amp;agrave; della sicurezza, sul rispetto reciproco e su una genuina cooperazione. La Carta eurasiatica della diversit&amp;agrave; e della multipolarit&amp;agrave; nel XXI secolo rappresenta lo strumento per costruire tale architettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il settembre 2026, a New York, &amp;egrave; il momento per avviarne la costruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo un appello a tutti gli Stati eurasiatici affinch&amp;eacute; si uniscano a noi nell&amp;rsquo;avvio di questo storico processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimostriamo di essere capaci di plasmare il nostro destino con le nostre stesse forze.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Terremoto e disinformazione: il &quot;Post&quot; specula sulle macerie del Venezuela</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-terremoto_e_disinformazione_il_post_specula_sulle_macerie_del_venezuela/52961_67769/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:16:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Verde&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Venezuela e fake news costituiscono da tempo un binomio inscindibile per il circuito informativo mainstream. Nemmeno la tragedia che ha sconvolto il paese bolivariano, un doppio terremoto devastante con migliaia di morti e migliaia di dispersi ancora sotto le macerie, ha impedito a certi professionisti della (dis)informazione di continuare a spargere menzogne o mezze verit&amp;agrave; strumentali a una certa narrazione, pur di attaccare il legittimo governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un esempio perfetto di questo modo disonesto di fare informazione &amp;egrave; un articolo apparso quest&amp;rsquo;oggi sul quotidiano online &amp;lsquo;il Post&amp;rsquo; che si intitola &amp;lsquo;&lt;a href=&quot;https://www.ilpost.it/2026/06/29/venezuela-soccorsi-regime/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;In Venezuela &amp;egrave; tutto contro i soccorritori&lt;/a&gt;&amp;rsquo;. Un vero e proprio collage di bugie e mezze verit&amp;agrave; volte a gettare fango sul governo bolivariano che ancora guida il paese nonostante il brutale attacco subito il 3 gennaio scorso che ha portato al sequestro del legittimo presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Ma andiamo con ordine, e facciamo quello che i signori del Post non hanno avuto il coraggio di fare: verificare i fatti senza pregiudizi o moralismi, contestualizzare i dati e verificare grazie anche ai tanti video presenti in rete questa montatura giornalistica che offende l&amp;rsquo;intelligenza dei lettori e, soprattutto, la memoria delle vittime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo parte subito col piede sbagliato, parlando di &quot;regime&quot; e dipingendo un quadro di caos totale dove la popolazione &amp;egrave; abbandonata a s&amp;eacute; stessa, costretta a scavare con le mani tra le macerie perch&amp;eacute; lo Stato sarebbe assente, corrotto o semplicemente inetto. Poi c'&amp;egrave; il solito ritornello sulle case popolari costruite col polistirolo, l'immancabile aneddoto del cittadino che scherzava sulla fragilit&amp;agrave; della sua abitazione, e la ciliegina sulla torta: l'esercito che invece di soccorrere i feriti si limiterebbe a reprimere i cittadini, rifiutandosi di fornire aiuto. Se non ci fosse di mezzo un dramma umano di proporzioni bibliche, verrebbe da ridere per l'impudenza con cui vengono spacciate per verit&amp;agrave; assolute queste sciocchezze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma siccome non si scherza col dolore di un popolo intero, andiamo a vedere cosa dicono i fatti, quelli veri, non le chiacchiere da salotto giornalistico. Innanzitutto, &amp;egrave; vergognoso che non si faccia mai menzione, nell'articolo, &lt;a href=&quot;https://cepr.net/publications/working-paper-the-role-of-sanctions-in-venezuelas-collapse/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dell'assedio criminale&lt;/a&gt; a cui gli Stati Uniti sottopongono il Venezuela da anni. Sanzioni finanziarie, blocco delle esportazioni petrolifere, sequestro di beni e conti correnti all'estero per miliardi di dollari. Come si fa a parlare di carenza di mezzi e di infrastrutture fatiscenti senza citare che il paese &amp;egrave; sottoposto a un vero e proprio strangolamento economico che gli impedisce di acquistare pale meccaniche, medicinali, cibo, carburante? &amp;Egrave; come se io ti legassi le mani e poi ti accusassi di non riuscire a scrivere correttamente. Un esercizio di pura disonet&amp;agrave; intellettuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, l'articolo del Post omette volutamente un dettaglio non da poco: gli Stati Uniti, nelle stesse ore in cui i venezuelani piangono i loro morti sotto la pioggia e e i cumuli di macerie, hanno nelle loro mani 5 miliardi e 490 milioni di dollari di proventi del petrolio venezuelano, soldi che hanno sottratto con la forza al popolo bolivariano. E mentre tengono in ostaggio questi fondi, offrono briciole di aiuti umanitari per 150 milioni, come se fosse un atto di generosit&amp;agrave;. L'Onu stima che i danni causati dal terremoto superino i 6,7 miliardi. Ma il regime di Washington guidato da Donald Trump, che si atteggia a paladino della democrazia, preferisce tenersi i soldi del Venezuela e intanto distribuire qualche pacchetto modeto di aiuti utile per fare scena in televisione. E il Post non lo dice, non lo sfiora nemmeno questo argomento, perch&amp;eacute; evidentemente non &amp;egrave; conforme alla narrazione mainstream. Dovrebbe poi spiegare ai propri lettori quanto ha omesso negli ultimi anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=315&amp;amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1485534536430311%2F&amp;amp;show_text=false&amp;amp;width=560&amp;amp;t=0&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parliamo poi della presunta inettitudine dei soccorsi. L'articolo del Post ci dice che i vigili del fuoco sarebbero privi di mezzi e che gli ospedali sarebbero al collasso. Peccato che dimentichino di citare il lavoro instancabile della Brigata Internazionale &quot;Topos&quot;, una delle squadre di soccorso pi&amp;ugrave; preparate e rispettate al mondo, che proprio dal Venezuela ha lanciato un &lt;a href=&quot;https://extranewsmundo.com/ellos-tienen-el-doble-de-esfuerzo-topos-de/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;appello&lt;/a&gt; a riconoscere lo sforzo titanico dei soccorritori locali. Questi professionisti, che hanno girato il mondo per portare aiuto nelle catastrofi, hanno dichiarato che i colleghi venezuelani stanno operando in condizioni estreme, spesso con i loro stessi familiari sotto le macerie, e che il loro impegno va rispettato e sostenuto, non denigrato. Ma per il Post, evidentemente, la testimonianza di un corpo specializzato internazionale vale meno di un'intervista a un anonimo abitante di Caraballeda che dice di avere il polistirolo in casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe style=&quot;border: none; overflow: hidden;&quot; src=&quot;https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F2474682579610382%2F&amp;amp;show_text=false&amp;amp;width=266&amp;amp;t=0&quot; width=&quot;266&quot; height=&quot;476&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E veniamo alla fake pi&amp;ugrave; grossa, quella che fa pi&amp;ugrave; male: l'accusa secondo cui l'esercito venezuelano si rifiuterebbe di aiutare la popolazione e si limiterebbe a fare pattugliamenti repressivi. Basterebbe aprire gli occhi e guardare i video che arrivano dal terreno, e che i signori del Post hanno evidentemente scelto di ignorare. Ci sono &lt;a href=&quot;https://www.instagram.com/reel/DaGAwwJBSEw/?igsh=NGpqYWNweHJkYmx5&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;immagini&lt;/a&gt; che mostrano i militari della Guardia Nazionale Bolivariana che portano in spalla gli anziani, che calano con le funi i feriti dai palazzi pericolanti, che scavano con le mani sotto le travi di cemento per estrarre i sopravvissuti. I corpi speciali del SEBIN hanno compiuto &lt;a href=&quot;https://www.instagram.com/reel/DaI5NmNkvji/?igsh=dXJkbnJ6MDE4NnIy&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;operazioni di salvataggio&lt;/a&gt; ad alto rischio su facciate di edifici collassati, mettendo a repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri. Ma tutto questo non fa notizia, perch&amp;eacute; non si addice alla liturgia del &quot;regime cattivo&quot; che da anni imperversa sui nostri mezzi di informazione a reti unificate.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; data-media-max-width=&quot;560&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;???????????? H&amp;Eacute;ROES | Funcionarios del Sebin y PNB en labores de Rescate en las zonas afectadas por el terremoto. &lt;a href=&quot;https://t.co/0QO2I4SNXT&quot;&gt;pic.twitter.com/0QO2I4SNXT&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Vanessa Teresa???? (@CoralTeresa) &lt;a href=&quot;https://x.com/CoralTeresa/status/2070901365061157036?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;June 27, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.x.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Pradossalmente nemmeno l'incaricato d'affari degli Stati Uniti in Venezuela, John Barrett, un uomo che certo non pu&amp;ograve; essere tacciato di simpatie chaviste, ha avallato questa campagna diffamatoria. In un'intervista rilasciata a N+ Univisi&amp;oacute;n, Barrett ha &lt;a href=&quot;https://www.instagram.com/p/DaJq5GDxFxs/?igsh=OWduM3FvM3A0eWNo&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;elogiato&lt;/a&gt; la cooperazione tra le forze armate venezuelane e i soccorritori statunitensi, dicendo testualmente che &quot;le forze armate del Venezuela stanno lavorando spalla a spalla con gli Stati Uniti&quot;. Ha parlato di trasparenza del governo di Delcy Rodr&amp;iacute;guez nel conteggio delle vittime e di coordinamento perfetto nella logistica degli aiuti. Ma quando una fonte autorevole e &quot;nemica&quot; del governo bolivariano conferma la buona riuscita delle operazioni, per il Post evidentemente non &amp;egrave; credibile. Meglio l'anonimo testimone, meglio la voce non verificata, meglio la menzogna che fa clic.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora, ci si chiede, quale strategia si nasconde dietro questo articolo? &amp;Egrave; semplice: mentre il Venezuela &amp;egrave; in ginocchio per un disastro naturale che avrebbe messo in difficolt&amp;agrave; anche il paese pi&amp;ugrave; ricco e organizzato del mondo, c'&amp;egrave; chi specula sulla sofferenza per indebolire politicamente il governo legittimo. L'articolo del Post non &amp;egrave; informazione, &amp;egrave; un manifesto politico travestito da cronaca. &amp;Egrave; l'ennesimo tentativo di delegittimare un'esperienza di governo che, nonostante le avversit&amp;agrave;, continua a resistere e a pensare al suo popolo. Non si parla delle sanzioni, non si parla dell'embargo, non si parla del furto dei fondi petroliferi, non si parla dell'eroismo dei soldati e dei soccorritori. Si parla solo di polistirolo, di corruzione, di esercito che reprime. Il ritratto &amp;egrave; talmente distorto che sembra volutamente parodistico, se non fosse che dietro c'&amp;egrave; la realt&amp;agrave; di migliaia di famiglie in lacrime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E gi&amp;agrave; che si parla di polistirolo, andiamo a smontare anche quest&amp;rsquo;altra menzogna, perch&amp;eacute; &amp;egrave; uno degli esempi pi&amp;ugrave; beceri di come si possa strumentalizzare una notizia per fare propaganda. L'articolo del Post insinua che le case costruite dal governo chavista siano fatte di polistirolo, come se fosse un materiale di scarto, una specie di truffa edilizia. Ma &amp;egrave; proprio cos&amp;igrave;? Ovviamente no, e basta avere un minimo di onest&amp;agrave; intellettuale per informarsi. Il &lt;a href=&quot;https://www.plastico.com/noticias/poliestireno-expandido-eps-en-la-industria-de-la-construcci%C3%B3n&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;polistirolo espanso&lt;/a&gt;, quello che tecnicamente si chiama EPS, &amp;egrave; un materiale da costruzione riconosciuto a livello internazionale, utilizzato in tutto il mondo per le sue propriet&amp;agrave; isolanti e la sua leggerezza. Viene impiegato nei pannelli per tetti, pareti e solai proprio perch&amp;eacute; migliora l'efficienza energetica degli edifici, riduce i costi di costruzione e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, offre una resistenza meccanica notevole, con valori di compressione che possono superare i 165 kPa a seconda della densit&amp;agrave;. Il fatto che in alcune strutture venezuelane sia stato usato come riempitivo tra strati di cemento non &amp;egrave; un difetto, &amp;egrave; una tecnica costruttiva moderna e sostenibile che riduce il peso, migliora l'isolamento termico e acustico, e contribuisce a un uso pi&amp;ugrave; efficiente dei materiali. Ma per il Post, che evidentemente di edilizia capisce quanto di geopolitica, tutto diventa un indizio di collusione e mala gestione. Se una casa crolla durante un terremoto di magnitudo 7.5, la causa non &amp;egrave; il polistirolo, ma l'intensit&amp;agrave; del sisma. Ma questo &amp;egrave; un dettaglio che ai signori della disinformazione sfugge, o forse fanno finta di non capire per continuare deliberatamente a spargere veleno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma c'&amp;egrave; di pi&amp;ugrave;, molto di pi&amp;ugrave;, e riguarda il settore in cui il governo bolivariano ha fatto meglio di qualsiasi altra nazione al mondo, un primato che i giornalisti del Post hanno scelto di ignorare con una disinvoltura che rasenta la malafede. Stiamo parlando della Gran Misi&amp;oacute;n Vivienda Venezuela, il programma di edilizia popolare che ha letteralmente cambiato il volto del paese. Mentre in Europa o negli Stati Uniti milioni di persone vivono per strada o in alloggi fatiscenti, in Venezuela il governo &amp;ndash; nonstante sanzioni, blocco economico e guerra ibrida - ha consegnato 5 milioni e 260 mila case in tutto il territorio nazionale. Un vero e proprio record mondiale. Il presidente Maduro poco prima di essere sequestrato dagli Stati Uniti aveva &lt;a href=&quot;https://avn.info.ve/gran-mision-vivienda-venezuela-alcanza-las-526-millones-de-entregas-este-ano/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;annunciato&lt;/a&gt; che l'obiettivo era quello di arrivare a 8 milioni di abitazioni entro il 2031. Un numero che fa impallidire qualsiasi piano edilizio delle nazioni pi&amp;ugrave; ricche. E non si tratta solo di numeri: per costruire queste case si &amp;egrave; sviluppata una filiera nazionale del cemento che oggi copre l'80% del fabbisogno interno, con un incremento del 14% della produzione solo nell'ultimo anno. Questo &amp;egrave; lo Stato che il Post dipinge come incapace e corrotto. Uno Stato che ha costruito pi&amp;ugrave; case di qualsiasi altra &amp;ldquo;democrazia occidentale&amp;rdquo; negli ultimi decenni. Ma per loro, evidentemente, 5 milioni di famiglie che hanno un tetto sulla testa non contano nulla. Conta solo trovare un pretesto per dire che il governo non funziona. E se non ci sono pretesti, li inventano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi c'&amp;egrave; la questione dei soccorsi, il cuore della menzogna. Il Post parla di assenza dello Stato, di militari che non aiutano, di popolazione abbandonata. E invece cosa &amp;egrave; successo realmente? Le forze armate venezuelane, che per l'articolo sarebbero solo un corpo di repressione, si sono trasformate in una macchina dei soccorsi. Sono scese in strada con i mezzi, con gli uomini, con i cani addestrati, con tutto quello che avevano a disposizione. Hanno evacuato gli anziani sulle spalle, hanno tratto in salvo persone da edifici pericolanti, hanno lavorato senza sosta giorno e notte. I corpi speciali del SEBIN hanno compiuto operazioni di salvataggio su facciate instabili, a rischio di crollo, per salvare una vita. E tutto questo mentre i media internazionali, comodamente seduti nelle loro redazioni, scrivevano che non stavano facendo nulla. &amp;Egrave; quasi incredibile il cinismo con cui si pu&amp;ograve; negare l'evidenza. Ma forse il bello, il momento in cui il castello di carte della menzogna crolla in modo pi&amp;ugrave; clamoroso, &amp;egrave; la testimonianza di John Barrett di abbiamo riferito in precedenza. Ha parlato di trasparenza, di coordinamento, di efficacia. E allora, scusate, se lo dice il diplomatico statunitense, se lo conferma la brigata Topos, se lo testimoniano i video che arrivano dal terreno, chi dobbiamo credere? Ai giornalisti che scrivono animati solo dal desiderio di attaccare il governo bolivariano?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta &amp;egrave; fin troppo ovvia. Ma il punto non &amp;egrave; la credibilit&amp;agrave;, che i signori del Post hanno ormai perso da tempo. Il punto &amp;egrave; il danno che fanno. Perch&amp;eacute; mentre loro scrivono queste falsit&amp;agrave;, mentre alimentano una narrazione di caos e fallimento, in Venezuela c'&amp;egrave; gente che muore, che soffre, che ha bisogno di aiuto. E quell&amp;rsquo;aiuto, quei mezzi, quei soldi che potrebbero salvare vite, sono bloccati dalle sanzioni, sequestrati dagli Stati Uniti, trattenuti da chi preferisce fare politica sul cadavere di un popolo. L'articolo del Post &amp;egrave; un pugno nello stomaco a chi sta lottando, ed &amp;egrave; una manna per chi vuole che quel popolo continui a soffrire. Perch&amp;eacute; se la narrazione del regime incapace prende piede, allora &amp;egrave; pi&amp;ugrave; facile giustificare la guerra economica, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; facile rubare i fondi petroliferi, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; facile lasciare che la gente muoia sotto le macerie mentre i governi occidentali fanno finta di preoccuparsene, limitandosi a offrire qualche spicciolo in cambio di una foto. Ma il Venezuela non si piega, e i venezuelani, nonostante tutto, continuano a dimostrare al mondo cosa significhi avere dignit&amp;agrave;. Mentre i loro governanti, calunniati e aggrediti, lavorano instancabilmente per salvare ogni vita possibile. Questa &amp;egrave; la verit&amp;agrave; che il Post non racconta, perch&amp;eacute; se la raccontasse dovrebbe ammettere di aver sbagliato tutto. E ammettere un errore, per certa stampa, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; difficile che scavare sotto le macerie. Peccato che sotto quelle macerie ci sia il dolore di un popolo, e sopra, a giudicare, ci siano solo opportunisti e bugiardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>MondiSud</category>
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                    <title>Caitlin Johnstone - Gaza, spunta il nuovo piano segreto di Israele: cambia il nome ma l'obiettivo resta lo stesso</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-caitlin_johnstone__gaza_spunta_il_nuovo_piano_segreto_di_israele_cambia_il_nome_ma_lobiettivo_resta_lo_stesso/39602_67768/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.caitlinjohnst.one/p/theyre-still-pushing-the-ethnic-cleansing?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa8e6573c-bc40-4e26-8f46-cb4ec0a49753_861x483.jpeg&amp;amp;open=false&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;Caitlin Johnstone&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Israele continua a perseguire la pulizia etnica di Gaza. Continua a sperimentare diverse strategie e a presentarle con nomi diversi, ma l'obiettivo finale &amp;egrave; rimasto lo stesso dall'ottobre 2023: l'allontanamento di tutti i palestinesi dalla Striscia di Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Dal Times of Israel:&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Secondo quanto riportato da Canale 13, che cita funzionari israeliani rimasti anonimi, Israele sta cercando di rilanciare il suo piano, ormai in disuso, per la migrazione volontaria degli abitanti di Gaza fuori dalla Striscia, e lo ha ribattezzato nel tentativo di attenuare la generale opposizione internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;&amp;laquo;Negli ultimi giorni, alle agenzie di sicurezza &amp;egrave; stato chiesto di abbandonare la denominazione di &quot;migrazione volontaria&quot; a causa dell'opposizione globale, e d'ora in poi il piano sar&amp;agrave; ufficialmente denominato &quot;piano per la libera circolazione&quot;&amp;raquo;, si legge nel rapporto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;La rete cita funzionari a conoscenza dei legami con i paesi che potrebbero potenzialmente accogliere i gazawi, i quali si dicono ottimisti sul fatto che il cambiamento di terminologia li convincer&amp;agrave; ad abbandonare l'attuale rifiuto di cooperare al piano e a coinvolgere altri paesi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Secondo alcune fonti, un alto funzionario israeliano avrebbe affermato che Gerusalemme desidera che il maggior numero possibile di abitanti di Gaza lasci la Striscia, considerando ci&amp;ograve; un elemento utile per qualsiasi piano futuro attuato nel territorio. Fin dai primi mesi del massacro di Gaza, gli apologeti di Israele si riferivano al piano di pulizia etnica come a un programma di &quot;migrazione volontaria&quot; degli abitanti di Gaza. Questa impostazione ignorava convenientemente il fatto che non si pu&amp;ograve; distruggere un'area popolata e renderla deliberatamente inabitabile per poi affermare che i suoi abitanti se ne stiano andando &quot;volontariamente&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Secondo un articolo di Haaretz, il capo del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano ha convocato una riunione con i massimi funzionari della sicurezza nazionale per discutere la questione dell'&quot;incoraggiamento all'emigrazione volontaria&quot; dei palestinesi dalla Striscia di Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;E ora stanno rinominando l'iniziativa come &quot;un piano di libera circolazione&quot;, il che &amp;egrave; tipico della retorica israeliana. Non smettono mai di compiere queste azioni, si limitano a giocare con le parole che la gente usa per descriverle, come quando il Ministero degli Esteri israeliano ha annunciato che avrebbe smesso di riferirsi alle sue operazioni di propaganda come &quot;hasbara&quot; a causa del disgusto pubblico che si era creato attorno a quell'etichetta. Non dicono mai &quot;&amp;Egrave; ora di smettere di fare le cose che ci fanno odiare dalla gente&quot;, dicono solo &quot;&amp;Egrave; ora di cambiare nome&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Per essere chiari, lo sfollamento di massa dei palestinesi a Gaza &amp;egrave; gi&amp;agrave; in pieno svolgimento. Israele controlla ormai pi&amp;ugrave; del 60% di Gaza e le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ricevuto l'ordine di estendere tale controllo al 70%. I sopravvissuti a questo sterminio sono gi&amp;agrave; stati trasferiti e concentrati in una porzione della Striscia che si sta riducendo costantemente, intorno al 30%, mentre Israele tenta manovre diplomatiche per persuadere gli stati stranieri ad accoglierli.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Come riportato da AWPR (War Powers Reform): Benjamin Netanyahu ha ordinato all'esercito israeliano di conquistare una porzione maggiore di Gaza, affermando che &quot;comincer&amp;agrave;&quot; impadronendosi del 70% del territorio palestinese, notizia confermata anche dall'emittente abc.net.au.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Le atrocit&amp;agrave; di massa commesse da Israele a Gaza sono sempre state, fin dall'inizio, finalizzate alla pulizia etnica. Pochi giorni dopo l'attacco israeliano a Gaza nell'ottobre del 2023, il Ministero dell'Intelligence israeliano stava gi&amp;agrave; diffondendo un piano per il trasferimento dell'intera popolazione di Gaza nella penisola del Sinai, in Egitto, e un think tank israeliano aveva espresso una strategia per il &quot;trasferimento e l'insediamento definitivo dell'intera popolazione di Gaza&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Avevano questi piani pronti e definiti, perch&amp;eacute; l'obiettivo &amp;egrave; sempre stato quello di eliminare i palestinesi dai territori palestinesi. Da generazioni Israele trama per epurare i palestinesi dall'enclave e trasferirli in altri paesi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Un articolo del 1970 della rivista Life parla di come gli israeliani considerino il trasferimento dei palestinesi da Gaza alla penisola del Sinai come l'unica via percorribile per la pace, aggiungendo che &quot;Il problema &amp;egrave; che gli abitanti di Gaza non vogliono andarsene&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;In un articolo del 2002 per il Guardian intitolato &quot;Un nuovo esodo per il Medio Oriente?&quot;, lo storico israeliano Benny Morris scrive che il progetto di &quot;trasferire&quot; i palestinesi in altri paesi esiste da quando &amp;egrave; nato il sionismo moderno:&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;&amp;laquo;L'idea del trasferimento &amp;egrave; antica quanto il sionismo moderno e ne ha accompagnato l'evoluzione e la prassi nel corso dell'ultimo secolo. E alla base di essa c'era una logica ferrea: non poteva esistere uno stato ebraico vitale in tutta o in parte della Palestina senza un massiccio spostamento degli abitanti arabi, che si opponevano alla sua nascita e avrebbero costituito una quinta colonna attiva o potenziale al suo interno. Questa logica era compresa ed enunciata, prima e durante il 1948, dai leader e dai funzionari sionisti, arabi e britannici.&amp;raquo;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Gi&amp;agrave; nel 1895, Theodor Herzl, il profeta e fondatore del sionismo, scriveva nel suo diario, prevedendo la creazione dello Stato ebraico: &quot;Cercheremo di far attraversare il confine alla popolazione araba indigente procurandole un impiego nei paesi di transito, negandole al contempo qualsiasi impiego nel nostro paese... L'allontanamento dei poveri deve essere effettuato con discrezione e circospezione&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;Israele &amp;egrave; stato fondato sul presupposto che gli abitanti precedenti del paese debbano essere eliminati in qualche modo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;&amp;Egrave; sempre stato tutto incentrato su questo. Non si &amp;egrave; mai trattato del 7 ottobre. Non si &amp;egrave; mai trattato di Hamas. Non si &amp;egrave; mai trattato di ostaggi. Non si &amp;egrave; mai trattato di terrorismo. Non si &amp;egrave; mai trattato di autodifesa. Non si &amp;egrave; mai trattato di nessuna delle innumerevoli scuse che gli hasbaristi e i manipolatori dell'opinione pubblica imperialista hanno offerto per giustificare i mostruosi abusi di Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;L'obiettivo era sempre e solo quello di eliminare i palestinesi a causa della loro etnia e sostituirli. Chiunque ti dica il contrario sta mentendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;________________&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Giornalista e saggista australiana. Pubblica tutti i suoi articoli nella newsletter personale:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.caitlinjohnst.one/&quot;&gt;https://www.caitlinjohnst.one/&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>Progetto di Solidarietà “ADOTTA un OPERAIO/OPERAIA”. Sostieni  le famiglie  siriane</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-progetto_di_solidariet_adotta_un_operaiooperaia_sostieni__le_famiglie__siriane/24790_67767/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2 data-path-to-node=&quot;2&quot;&gt;Progetto di Solidariet&amp;agrave; &amp;ldquo;ADOTTA un OPERAIO / un'OPERAIA&amp;rdquo;&lt;/h2&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Sostieni le famiglie siriane&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;SOS SIRIA / CIVG (Centro Informazione Verit&amp;agrave; e Giustizia)&lt;/strong&gt;, dopo oltre diciotto mesi di sospensione del proprio impegno in terra siriana &amp;ndash; durato quindici anni e interrotto a causa della presa del potere da parte degli jihadisti &amp;ndash;, risponde all&amp;rsquo;appello giunto dalla cara Suor Marta del Monastero di Azer. Abbiamo deciso di sostenere la proposta per l&amp;rsquo;&lt;strong data-path-to-node=&quot;4&quot; data-index-in-node=&quot;350&quot;&gt;adozione a distanza di operai e lavoratrici siriane&lt;/strong&gt;. Questo progetto permette, in un momento tragico e drammatico per il Paese, di sostenere concretamente intere famiglie, immiserite dalle conseguenze degli eventi accaduti nel 2025, dopo i quattordici anni di guerra di aggressione esterna alla Siria, e ora aggravate in modo drammatico.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Ora, grazie alla pacifica, rischiosa ma risoluta presenza di Suor Marta e delle altre sorelle trappiste ad Azer, possiamo riprendere il percorso dei nostri Progetti di Solidariet&amp;agrave; concreta con il popolo siriano. Per noi si tratta della scelta di stare al fianco di un popolo martoriato, come sempre?, non con proclami o conferenze, ma sulla base di una concezione della solidariet&amp;agrave; intesa come atto vitale per la &lt;strong data-path-to-node=&quot;5&quot; data-index-in-node=&quot;413&quot;&gt;RESISTENZA&lt;/strong&gt; contro l&amp;rsquo;oppressione e lo stato presente della realt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Questo appello non poteva che trovarci pronti, dato che all&amp;rsquo;interno del CIVG vivono e operano da decenni decine di Progetti di Solidariet&amp;agrave; concreta in molti Paesi aggrediti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;SOS Siria / CIVG si impegna a sostenere questo nuovo progetto per aiutare il popolo siriano a resistere e a ritornare alla pace e alla convivenza civile.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Lettera di Suor Marta&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;&lt;em data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Azer, Siria &amp;ndash; Maggio 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Cari amici,&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;oggi vorrei presentarvi un'iniziativa particolare: una campagna di raccolta fondi che stiamo lanciando e che per noi &amp;egrave; di fondamentale importanza, come vi spiegher&amp;ograve; pi&amp;ugrave; avanti. L&amp;rsquo;abbiamo intitolata: &lt;strong data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;199&quot;&gt;&amp;ldquo;Adotta un operaio / un'operaia siriani!&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Sapete che la situazione in Siria &amp;egrave; drammatica, non solo dal punto di vista politico, ma anche sociale. Manca il lavoro e i prezzi sono alle stelle: le bollette della corrente elettrica che arrivano alle famiglie sono astronomiche, anche due milioni di lire siriane (circa 150 dollari) solo per le luci e un frigorifero. Lo stipendio base di un impiegato statale, invece, &amp;egrave; di circa 800.000 lire siriane (circa 60 dollari). La gente, ovviamente, non riesce a pagare e lo Stato comincia a tagliare i fili della luce agli insolventi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Sappiamo che la situazione &amp;egrave; difficile ovunque, che anche in Italia e nel resto del mondo la vita &amp;egrave; diventata complessa e che voi gi&amp;agrave; ci sostenete con grande generosit&amp;agrave;... Ma vi chiediamo, per favore, di fare un ulteriore sforzo per questa campagna. Chiss&amp;agrave; che in questo mese Maria non benedica la nostra ricerca di adozioni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Adottare un operaio o un'operaia &amp;egrave; importante perch&amp;eacute; significa &lt;strong data-path-to-node=&quot;15&quot; data-index-in-node=&quot;63&quot;&gt;salvare un&amp;rsquo;intera famiglia&lt;/strong&gt;. Sapete che in questi anni abbiamo sempre cercato di dare lavoro al maggior numero di persone possibile, compatibilmente con le nostre forze. Ma ora le nostre risorse sono pochissime e non so fino a quando potremo resistere da sole. Nel nostro villaggio, composto da circa 120-130 famiglie, gi&amp;agrave; pi&amp;ugrave; di quaranta case hanno chiuso: tutti i membri sono fuggiti, senza alcuna prospettiva di ritorno. Nelle famiglie che ancora restano, la maggior parte dei giovani &amp;egrave; partita; sono rimaste soprattutto le generazioni dai cinquant'anni in su. C&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora qualche nucleo giovane, ed &amp;egrave; per questo che facciamo di tutto per dare lavoro almeno a qualcuno di loro, affinch&amp;eacute; possano restare, e farlo con dignit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Ecco alcuni dei nostri operai, che appartengono a fedi, etnie e pensieri diversi:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Charbel (40 anni):&lt;/strong&gt; lavora al monastero da 16 anni. Ha 3 figli; nasce come scalpellino ma ormai &amp;egrave; un esperto di tutto il cantiere e non solo. Ha iniziato a lavorare che era piccolissimo.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Raymond (47 anni):&lt;/strong&gt; ha 4 figli e una bimba in arrivo. &amp;Egrave; scalpellino da quando aveva dieci anni, quando ha iniziato a lavorare con il pap&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Ibrahim (47 anni):&lt;/strong&gt; ha un figlio e una figlia. Sempre gentilissimo, coordina le attivit&amp;agrave;, procura tutto il materiale necessario per i vari lavori e d&amp;agrave; una mano ovunque serva.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,3,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Camil (39 anni):&lt;/strong&gt; ha tre bambine. &amp;Egrave; un po&amp;rsquo; elettricista, un po&amp;rsquo; muratore, un po&amp;rsquo; coltivatore... un grandissimo lavoratore.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,4,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,4,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Hasib (39 anni):&lt;/strong&gt; anche lui scalpellino, ha tre figli. &amp;Egrave; un operaio silenzioso e meticoloso.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,5,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,5,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Amid (41 anni):&lt;/strong&gt; sposato, ha un bambino e fa parte del gruppo che lavora la pietra.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,6,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,6,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Ossam (37 anni):&lt;/strong&gt; ha 2 bambini ed &amp;egrave; il responsabile dei lavori agricoli, dell'orto e dei giardini.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,7,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,7,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Elias (51 anni):&lt;/strong&gt; ha tre figli. Ha perso un piede a causa di una mina mentre lavorava la sua terra, ma nei campi &amp;egrave; instancabile.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,8,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,8,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Daniel (24 anni) e Issah (30 anni):&lt;/strong&gt; entrambi hanno dovuto interrompere gli studi per lavorare.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17,9,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;17,9,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Youssef (24 anni):&lt;/strong&gt; studia e lavora contemporaneamente per mantenersi. (Insieme a Daniel e Issah fa parte del gruppo che coltiva i campi).&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;E poi ci sono &amp;ldquo;le nostre operaie&amp;rdquo;:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Hilhem (42 anni):&lt;/strong&gt; ha iniziato a lavorare con noi durante la guerra, quando hanno ucciso suo marito e si &amp;egrave; ritrovata sola con due figli piccoli. Ora si &amp;egrave; risposata con un uomo vedovo e insieme hanno cinque figli.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Sihem (60 anni):&lt;/strong&gt; &amp;egrave; rimasta vedova a soli 17 anni con un bimbo piccolo e una seconda figlia in arrivo. Ha sempre lavorato duramente e ha fatto studiare i suoi figli; ancora oggi lavora per aiutarli. &lt;em data-path-to-node=&quot;19,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;198&quot;&gt;(Hilhem e Sihem lavorano in foresteria per le pulizie e il bucato, e in casa per la preparazione delle tisane e delle erbe che vendiamo).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,2,0&quot;&gt;Da qualche anno cerchiamo di aiutare anche altre tre donne in situazioni di grave povert&amp;agrave;, coinvolgendole in piccoli progetti di artigianato (braccialetti, lavori con la carta, presepi fatti a mano):&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;19,2,1&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,2,1,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19,2,1,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Mirvet (40 anni):&lt;/strong&gt; ha due figlie e il marito disoccupato.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,2,1,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19,2,1,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Manal (40 anni):&lt;/strong&gt; ha due figli e il marito disoccupato.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,2,1,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19,2,1,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Amal (45 anni):&lt;/strong&gt; ha tre figli. Il marito lavora duramente, ma la famiglia &amp;egrave; molto povera.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,3,0&quot;&gt;Infine c'&amp;egrave; &lt;strong data-path-to-node=&quot;19,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;11&quot;&gt;Abu Butros&lt;/strong&gt;, il guardiano del cantiere che copre il turno dal pomeriggio al mattino seguente: una persona veramente svantaggiata e povera.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Ecco, anche questo &amp;egrave; Azer. Anche per questo e per queste persone vi chiediamo un aiuto e il sostegno della vostra preghiera. Anche questo significa costruire la speranza in questo luogo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;&lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Suor Marta e le sorelle di Azer&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;22,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;La speranza per la Siria &amp;egrave; dentro questi volti: sosteniamoli.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Contatti e Modalit&amp;agrave; di Donazione&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;La referente del progetto in Siria sar&amp;agrave;, come sempre, &lt;strong data-path-to-node=&quot;25&quot; data-index-in-node=&quot;54&quot;&gt;Suor Marta&lt;/strong&gt;. Per l&amp;rsquo;Italia il referente &amp;egrave; &lt;strong data-path-to-node=&quot;25&quot; data-index-in-node=&quot;94&quot;&gt;Enrico Vigna&lt;/strong&gt; di SOS Siria / Centro Informazione Verit&amp;agrave; e Giustizia (CIVG).&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;26,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Info e contatti:&lt;/strong&gt; sosyugoslavia@libero.it | info@civg.it&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;26,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Sito web:&lt;/strong&gt; &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;http://www.civg.it&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwistebLmqyVAxUAAAAAHQAAAAAQEQ&quot;&gt;www.civg.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h4 data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Per i Versamenti:&lt;/h4&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Bonifico Bancario (INTESA SANPAOLO):&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;28,0,1&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,0,1,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,0,1,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;IBAN:&lt;/strong&gt; &lt;code data-path-to-node=&quot;28,0,1,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;6&quot;&gt;IT30M0306909606100000115513&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,0,1,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,0,1,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;BIC/SWIFT:&lt;/strong&gt; &lt;code data-path-to-node=&quot;28,0,1,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;11&quot;&gt;BCITITMM&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,0,1,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,0,1,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Intestato a:&lt;/strong&gt; SOS Yugoslavia&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,0,1,3,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,0,1,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;CAUSALE OBBLIGATORIA:&lt;/strong&gt; SOS Siria&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Conto Corrente Postale:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;28,1,1&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,1,1,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,1,1,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Numero di C/C:&lt;/strong&gt; &lt;code data-path-to-node=&quot;28,1,1,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;15&quot;&gt;78730587&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,1,1,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,1,1,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;IBAN:&lt;/strong&gt; &lt;code data-path-to-node=&quot;28,1,1,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;6&quot;&gt;IT66Z0760101000000078730587&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,1,1,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,1,1,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Intestato a:&lt;/strong&gt; SOS Yugoslavia&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28,1,1,3,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;28,1,1,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;CAUSALE OBBLIGATORIA:&lt;/strong&gt; SOS Siria&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Popoli e dintorni</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immoeprasiriavignagine1.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Svolta NATO in arrivo ad Ankara: investimenti sul nucleare e il nuovo ruolo dell'IA</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-svolta_nato_in_arrivo_ad_ankara_investimenti_sul_nucleare_e_il_nuovo_ruolo_dellia/82_67763/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;La NATO torna a investire nel nucleare dopo vent'anni. A rivelarlo &amp;egrave; stato il ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, durante una conferenza stampa sabato scorso.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4,0&quot;&gt;&quot;Nel corso dell'ultimo vertice dei ministri della Difesa della NATO a Bruxelles, circa due settimane fa, abbiamo adottato una decisione storica, la prima di questo tipo negli ultimi due decenni. &amp;Egrave; stato stabilito esplicitamente che l'Alleanza finanzier&amp;agrave; il potenziamento delle proprie capacit&amp;agrave; di deterrenza nucleare&quot;, &lt;a href=&quot;https://x.com/MON_GOV_PL/status/2071197462333649133?s=20&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha spiegato&lt;/a&gt; il ministro.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Questo nuovo corso strategico verr&amp;agrave; ufficializzato durante il prossimo summit della NATO, in programma il 7 e 8 luglio ad Ankara, in Turchia. Kosiniak-Kamysz ha poi aggiunto che, durante il vertice, un focus importante sar&amp;agrave; dedicato anche al ruolo di primo piano della Polonia nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a41cc1459bf5b654362f408.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Amici incrollabili contro le tempeste globali&quot;: la mossa di Xi Jinping e Lukashenko a Pechino</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-amici_incrollabili_contro_le_tempeste_globali_la_mossa_di_xi_jinping_e_lukashenko_a_pechino/82_67764/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Il legame tra Pechino e Minsk &amp;egrave; pi&amp;ugrave; solido che mai. Stamattina, presso la residenza di Stato di Diaoyutai a Pechino, il presidente cinese Xi Jinping &lt;a href=&quot;https://president.gov.by/ru/events/peregovory-s-predsedatelem-knr-si-czin-pinom-1782710397&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha accolto&lt;/a&gt; il leader bielorusso Alexander Lukashenko, definendo il legame tra i due Paesi come un &quot;rapporto storico, al culmine del suo massimo splendore&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4,0&quot;&gt;&quot;Cina e Bielorussia sono amiche incrollabili&quot;, ha dichiarato Xi Jinping. &quot;Le nostre relazioni hanno superato ogni tempesta internazionale, uscendone paradossalmente rafforzate&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Un entusiasmo pienamente condiviso da Lukashenko, atterrato domenica nella capitale cinese per la sua diciassettesima visita ufficiale nel Paese, dove &amp;egrave; stato accolto con il picchetto d'onore e il tappeto rosso dal Ministro dell'Istruzione Huai Jinpeng. Il leader bielorusso ha rilanciato l'importanza dei continui scambi strategici sull'agenda globale, ponendo l'accento sulla forte sinergia economica. Il biennio 2026-2027 &amp;egrave; stato infatti proclamato l'anno della cooperazione industriale bilaterale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;&quot;La Bielorussia adotta le tecnologie cinesi in ogni settore dello sviluppo economico e siamo pienamente soddisfatti della loro qualit&amp;agrave;&quot;, ha sottolineato Lukashenko, ringraziando Pechino per il supporto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;A testimonianza di un'intesa che va ben oltre i rigidi canoni della diplomazia, i due leader hanno deciso di prolungare i colloqui blindati spostandosi a un pranzo informale &quot;in famiglia&quot;. La Cina rappresenta solo la prima tappa di un lungo tour che vedr&amp;agrave; Lukashenko impegnato in diversi Paesi dell'Asia orientale e sud-orientale.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>L'avvertimento di Putin scuote Kiev: &quot;Pagheranno per Kursk con la perdita di territori&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lavvertimento_di_putin_scuote_kiev_pagheranno_per_kursk_con_la_perdita_di_territori/82_67765/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Nuovo duro &lt;a href=&quot;http://kremlin.ru/events/president/news/80176&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;monito&lt;/a&gt; di Vladimir Putin contro l'Ucraina. Durante un'intervista rilasciata al giornalista Pavel Zarubin, il presidente russo ha avvertito che Kiev &quot;pagher&amp;agrave; per i suoi crimini nella regione di Kursk con la perdita di territori&quot;, ribadendo l'assoluta necessit&amp;agrave; di istituire una &quot;zona sicura&quot; lungo il confine per proteggere il territorio federale. Putin ha poi assicurato che Mosca non permetter&amp;agrave; alle forze ucraine di bloccare l'avanzata delle truppe russe al fronte.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Secondo il leader del Cremlino, i raid ucraini contro le infrastrutture russe non stanno incidendo sulle operazioni militari, ma avrebbero il solo scopo di destabilizzare e dividere l'opinione pubblica russa. Al contrario, Putin ha rivendicato l'efficacia dei raid di rappresaglia di Mosca, definiti &quot;pi&amp;ugrave; potenti&quot; e capaci di infliggere &quot;gravi danni&quot; al nemico.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5,0&quot;&gt;La tensione attorno alla regione russa risale al 6 agosto 2024, data dell'incursione transfrontaliera delle forze armate ucraine a Kursk. L'esercito russo era riuscito a bloccare l'avanzata nelle aree di confine, per poi dichiarare la liberazione totale della provincia nell'aprile del 2025.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Proprio alla fine di aprile dello scorso anno, il capo di stato maggiore russo Valery Gerasimov aveva annunciato la definitiva sconfitta delle truppe ucraine nell'area, stimando le perdite di Kiev (tra morti e feriti) in oltre 76.000 soldati. Con il ritiro delle truppe ucraine, sono emerse le pesanti testimonianze dei residenti locali, che hanno denunciato violenze, saccheggi e attacchi deliberati contro le abitazioni civili, confermati successivamente dal ritrovamento di numerosi corpi senza vita nelle zone precedentemente occupate.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Il &quot;Piano Trump&quot; per il Libano: la Siria tra le pressioni USA e il nodo Hezbollah</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_piano_trump_per_il_libano_la_siria_tra_le_pressioni_usa_e_il_nodo_hezbollah/45289_67761/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;h2 data-path-to-node=&quot;2&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Il Presidente statunitense Donald Trump ha ripetutamente suggerito di affidare la gestione e il controllo di Hezbollah al nuovo Presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Questa insistenza ha riacceso a Beirut i timori di un nuovo e invasivo coinvolgimento militare di Damasco, nonostante le secche smentite della Siria.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Le dichiarazioni sempre pi&amp;ugrave; esplicite della Casa Bianca sembrano smentire quanto affermato in precedenza dall'inviato speciale statunitense per la Siria, Tom Barrack, che aveva liquidato come &quot;false e inaccurate&quot; le indiscrezioni su presunte pressioni USA per spingere le truppe siriane oltre il confine libanese.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Le ultime uscite di Trump risalgono al 21 giugno, quando ha manifestato a Fox News la propria insoddisfazione per le modalit&amp;agrave; con cui Israele sta conducendo le operazioni:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6,0&quot;&gt;&quot;Non riescono a fare nulla senza demolire gli edifici. Sono sul punto di cedere il controllo alla Siria.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Il tycoon non ha specificato la natura di questo &quot;passaggio di consegne&quot;, lasciando nel vago se si riferisse a un intervento armato, a una mediazione diplomatica, a un blocco delle frontiere o a una cooperazione strategica con le istituzioni di Beirut. Tuttavia, la continuit&amp;agrave; dei suoi interventi pubblici dimostra come Washington consideri ormai Damasco un partner chiave per arginare la presenza di Hezbollah in Libano.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;I retroscena: il &quot;no&quot; di Damasco alle pressioni di Washington&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;I primi segnali di questa strategia sono emersi il 17 marzo, quando l'agenzia &lt;em data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;78&quot;&gt;Reuters&lt;/em&gt; ha svelato che gli Stati Uniti avevano caldeggiato l'invio di contingenti siriani nel Libano orientale per disarmare Hezbollah.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Fonti vicine ai colloqui hanno confermato che la proposta &amp;ndash; gi&amp;agrave; abbozzata nel 2025 e rilanciata a fine febbraio in concomitanza con lo scontro militare tra l'asse USA-Israele e l'Iran &amp;ndash; ha subito incontrato la forte riluttanza della Siria, decisa a non farsi trascinare in un conflitto regionale su larga scala e a non alimentare tensioni settarie interne.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Nonostante il tweet di smentita di Tom Barrack, una fonte riservata ha confermato a &lt;em data-path-to-node=&quot;12&quot; data-index-in-node=&quot;84&quot;&gt;Middle East Eye&lt;/em&gt; che il Presidente al-Sharaa ha subito riunito i leader delle fazioni armate siriane:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13,0,0&quot;&gt;I vertici militari hanno concordato l'assoluta mancanza di volont&amp;agrave; di intervenire militarmente.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13,1,0&quot;&gt;Beirut ha ricevuto canali diretti di rassicurazione da Damasco.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13,2,0&quot;&gt;Per resistere alle pressioni americane, la Siria ha attivato una rete di sponda diplomatica con i partner regionali, in particolare &lt;strong data-path-to-node=&quot;13,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;132&quot;&gt;Arabia Saudita, Qatar e Turchia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Per eludere le richieste della Casa Bianca, al-Sharaa ha risposto alzando la posta, ponendo a Washington condizioni preliminari estremamente rigide e difficili da soddisfare.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Da Meet the Press al G7: l'escalation diplomatica di Trump&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;L'apertura pubblica di Trump verso Damasco &amp;egrave; iniziata il 5 giugno su NBC, quando ha dichiarato che Washington avrebbe potuto &quot;raccomandare l'intervento della Siria&quot;, lodando la leadership di al-Sharaa e definendolo &quot;felice di aiutare&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Il salto di qualit&amp;agrave; diplomatico &amp;egrave; avvenuto il 16 giugno, durante il vertice del G7 a Evian-les-Bains, in Francia:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19,0&quot;&gt;&quot;Ho suggerito a Israele di lasciare che sia la Siria a occuparsi di Hezbollah, perch&amp;eacute;, a essere sincero, penso che lo sappiano fare meglio.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Trump ha elogiato il &quot;lavoro straordinario&quot; del leader siriano nel consolidare il controllo sul Paese, aggiungendo che ad al-Sharaa &quot;non piace Hezbollah&quot;. Il giorno successivo, interrogato dai cronisti, il Presidente USA ha confermato di aver discusso la questione direttamente con al-Sharaa, provando che non si tratta di una semplice provocazione teorica ma di un tavolo negoziale aperto.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;La posizione della Siria: cooperazione economica, non militare&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Nelle ultime settimane, la presidenza siriana ha cercato di disinnescare i rumors. Ahmed Muwaffaq Zaidan, consigliere della presidenza, ha spiegato ad &lt;em data-path-to-node=&quot;23&quot; data-index-in-node=&quot;151&quot;&gt;Al Arabiya&lt;/em&gt; che Damasco ha rifiutato qualsiasi ruolo di sicurezza o militare in Libano, preferendo sostenere la sovranit&amp;agrave; dello Stato libanese attraverso il rafforzamento delle sue istituzioni civili.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Il Presidente al-Sharaa &amp;egrave; intervenuto direttamente il 21 giugno su &lt;em data-path-to-node=&quot;24&quot; data-index-in-node=&quot;67&quot;&gt;Al Mashhad TV&lt;/em&gt;, spiegando che le parole di Trump sono state fraintese come il preannuncio di un'invasione imminente:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25,0&quot;&gt;&quot;La nostra visione si basa sul sostegno allo Stato libanese e sul consolidamento delle sue istituzioni. Stiamo cercando canali di cooperazione economica tra Libano e Siria, non militari.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;Al-Sharaa si &amp;egrave; detto comunque pronto a dialogare con tutte le forze politiche libanesi, inclusa la leadership di Hezbollah. Ha ammesso che il ruolo del gruppo sciita nella guerra civile siriana ha lasciato una &lt;strong data-path-to-node=&quot;26&quot; data-index-in-node=&quot;210&quot;&gt;&quot;profonda ferita siriana&quot;&lt;/strong&gt;, ma ha anteposto la realpolitik: se un incontro servir&amp;agrave; agli interessi bilaterali di Libano e Siria, l'appuntamento si far&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;Il Presidente libanese Joseph Aoun ha accolto con favore questi chiarimenti, che hanno contribuito ad allentare il clima di apprensione a Beirut e a spegnere le speculazioni. Resta tuttavia aperto l'interrogativo di fondo: quale ruolo reale intendono imporre gli Stati Uniti a Damasco nel futuro assetto del Medioriente?&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Hormuz. il piano USA-Oman per aggirare Teheran e l'ultimatum di Trump</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-hormuz_il_piano_usaoman_per_aggirare_teheran_e_lultimatum_di_trump/45289_67762/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Secondo quanto emerge da &lt;a href=&quot;https://www.presstv.ir/Detail/2026/06/25/771078/strait-hormuz-strategic-redline-why-iran-confront-oman-corridor-plan-trump-threats&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;un'analisi di PressTV&lt;/a&gt;, due dinamiche simultanee impongono oggi una reazione ferma e globale da parte di Teheran: da un lato, la decisione unilaterale dell'Oman di istituire una rotta navale indipendente nel corridoio strategico dello Stretto di Hormuz; dall'altro, le persistenti minacce d'azione militare formate dal presidente statunitense Donald Trump contro la Repubblica Islamica.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Nel loro insieme, evidenzia il focus di PressTV, queste mosse configurano una strategia deliberata per indebolire la sovranit&amp;agrave; iraniana su questo snodo marittimo vitale e per svuotare di significato le tutele di sicurezza che giustificano lo stesso percorso diplomatico. Per l'Iran, lo Stretto di Hormuz non rappresenta un mero fattore di leva economica, bens&amp;igrave; un asse portante della sicurezza nazionale, l'architrave della propria capacit&amp;agrave; di deterrenza e lo strumento principale per scongiurare potenziali aggressioni esterne.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La sovranit&amp;agrave; nazionale sullo Stretto di Hormuz&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;In base a quanto rilevato dall'analisi di PressTV&lt;/strong&gt;, lo Stretto di Hormuz &amp;egrave; uno dei colli di bottiglia marittimi pi&amp;ugrave; cruciali del pianeta, un imbuo dove transita circa il 20% del greggio globale. Il controllo di questo passaggio &amp;egrave; legato a doppio filo alla stabilit&amp;agrave; e alla difesa di Teheran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Tuttavia, la recente visita a Mascate di Mohammad Baqer Qalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore, sembra essere stata strumentalizzata dall'Oman. &lt;strong data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;168&quot;&gt;Sempre secondo l'analisi di PressTV&lt;/strong&gt;, sotto la pressione di Washington, il sultanato ha promosso un piano che lede direttamente le prerogative dell'Iran. L'annuncio unilaterale di un corridoio alternativo &amp;ndash; vincolato unicamente al coordinamento con l'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) &amp;ndash; punta a svuotare l'autorit&amp;agrave; legale di Teheran. Questa iniziativa, intrapresa senza alcuna consultazione con la controparte iraniana, si sovrappone temporalmente alle operazioni di sminamento previste dal memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;La logica geopolitica dietro questa mossa &amp;egrave; evidente: offrendo una rotta alternativa fuori dalla giurisdizione iraniana, l'Oman punta a normalizzare un sistema che esclude Teheran dalla gestione dello Stretto, neutralizzando cos&amp;igrave; il suo principale strumento di pressione negoziale. Per la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran), questo tracciato presenta gravi criticit&amp;agrave; e risulta totalmente inaccettabile.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Il monito delle Guardie della Rivoluzione&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Come sottolinea l'approfondimento di PressTV&lt;/strong&gt;, i Pasdaran hanno reagito prontamente dichiarando che le sole rotte legittime sono quelle stabilite dalle autorit&amp;agrave; di Teheran, avvertendo che la navigazione al di fuori di tali canali &amp;egrave; vietata e pericolosa, e che il coordinamento radio sul Canale 16 rimane tassativo. Sebbene questa risposta militare sia cruciale per riaffermare la prontezza del Paese, l'analisi di PressTV evidenzia che da sola non basta. Quella dell'Oman &amp;egrave; una mossa squisitamente politica che richiede una controffensiva coordinata su pi&amp;ugrave; livelli: diplomatico, legale e strategico.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;L'Iran non pu&amp;ograve; permettersi di cedere su questo fronte. Accettare un simile precedente metterebbe a rischio la sicurezza nazionale, soprattutto alla luce delle passate ostilit&amp;agrave; regionali e dell'uso di basi statunitensi in chiave anti-iraniana. Perdere la leva del controllo su Hormuz significherebbe rinunciare alla deterrenza senza ottenere alcuna contropartita reale.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Le minacce di Trump e la violazione degli accordi&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;16&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Secondo la ricostruzione offerta da PressTV&lt;/strong&gt;, parallelamente alle manovre nello Stretto, Donald Trump &amp;egrave; tornato a minacciare un conflitto armato qualora Teheran non si piegasse alle sue richieste. Queste dichiarazioni non sono una semplice operazione di guerra psicologica o propaganda interna, ma violano apertamente la Clausola 1 del memorandum siglato appena una settimana fa, che impegna le parti ad astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;I proclami di Trump relativi a invasioni su vasta scala e attacchi mirati ai negoziatori, uniti all'ostinazione del regime sionista nel mantenere l'occupazione in Libano (in aperta violazione della tregua), dimostrano che i partner occidentali e i loro alleati stanno testando la tenuta dell'Iran. Anche la linea del Segretario del Tesoro USA, che ha liquidato lo sblocco di 30 miliardi di dollari di asset congelati come un incentivo temporaneo revocabile a piacimento, conferma &amp;ndash; &lt;strong data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;482&quot;&gt;secondo la lettura di PressTV&lt;/strong&gt; &amp;ndash; che Washington pretende concessioni sproporzionate rispetto a quanto offre. Questa narrazione va scardinata con urgenza, sia nei palazzi della diplomazia sia sul campo.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;Il ruolo strategico dello Stretto nel tavolo negoziale&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;19&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Dall'analisi di PressTV emerge chiaramente&lt;/strong&gt; come il controllo delle acque di Hormuz sia lo strumento principale per garantire che i patti vengano rispettati dalle controparti. Il memorandum vincola l'Iran a garantire il transito sicuro delle navi commerciali per 60 giorni, prevedendo l'istituzione di un tavolo bilaterale con l'Oman per la futura gestione della navigazione. L'iniziativa di Mascate, di fatto, sabota questo processo prima ancora che inizi. Consentire l'applicazione di questo corridoio alternativo significherebbe concedere agli avversari per via politica ci&amp;ograve; che non sono riusciti a ottenere militarmente in passato, alimentando ulteriori pretese occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Le opzioni strategiche sul tavolo di Teheran&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;In base alle opzioni strategiche delineate da PressTV&lt;/strong&gt;, per rispondere a questa complessa sfida l'Iran dispone di diverse linee d'azione:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;22,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Sospensione dello sminamento:&lt;/strong&gt; un segnale chiaro per dimostrare che la sicurezza del transito globale &amp;egrave; legata al riconoscimento della sovranit&amp;agrave; iraniana.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;22,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Restrizioni alla navigazione:&lt;/strong&gt; interdire il transito alle imbarcazioni che deviano dalle rotte stabilite da Teheran, applicando le misure coercitive gi&amp;agrave; ventilate dai Pasdaran.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;22,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Rinvio o congelamento dei negoziati:&lt;/strong&gt; una reazione politica legittima di fronte alle violazioni della Clausola 1 da parte di Trump.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22,3,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;22,3,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Controffensiva diplomatica integrata:&lt;/strong&gt; affiancare alla deterrenza militare una forte iniziativa politica nei canali internazionali per evitare il rischio di apparire vulnerabili.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Se il piano dell'Oman dovesse consolidarsi, l'equilibrio regionale verrebbe alterato, dimostrando che i punti di forza dell'Iran possono essere neutralizzati senza colpo ferire.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Gli obiettivi degli Stati Uniti e la linea difensiva dell'Iran&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;25&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;In conclusione, secondo quanto emerge dall'analisi di PressTV&lt;/strong&gt;, l'agenda dei negoziatori occidentali mira a ottenere:&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;1&quot; data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26,0,0&quot;&gt;L'accesso alle riserve di uranio arricchito al 60% dell'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26,1,0&quot;&gt;Ispezioni complete sui siti nucleari.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26,2,0&quot;&gt;La riapertura dello Stretto di Hormuz alle condizioni di Washington.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26,3,0&quot;&gt;Un allentamento delle tensioni economiche globali utile alle elezioni di met&amp;agrave; mandato del Partito Repubblicano a novembre.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;In cambio, le concessioni fatte a Teheran (pari a circa 30 miliardi di dollari in sblocco sanzioni e vendite petrolifere) sono temporanee e di scarso valore se confrontate con il peso geopolitico dello Stretto e dell'Asse della Resistenza. Il parallelismo con il Libano &amp;egrave; emblematico: il rispetto iraniano degli impegni &amp;egrave; stato ripagato con il proseguimento delle ostilit&amp;agrave; israeliane. Inoltre, una comunicazione interna poco trasparente sull'accordo rischia di polarizzare l'opinione pubblica nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;L'azione futura dell'Iran, &lt;strong data-path-to-node=&quot;28&quot; data-index-in-node=&quot;27&quot;&gt;conclude PressTV&lt;/strong&gt;, deve basarsi su un principio fermo: la gestione dello Stretto di Hormuz, le capacit&amp;agrave; nucleari e il legame con il Fronte di Resistenza sono asset strategici non negoziabili. La diplomazia non deve diventare un mezzo attraverso cui i rivali ottengono concessioni unilaterali; spetta ora alle controparti dimostrare nei fatti il rispetto dei trattati e della sovranit&amp;agrave; di Teheran.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>La politica espansionistica di Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_politica_espansionistica_di_israele/39602_67766/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;di Michele Merlo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Europa. Fine del XIX secolo. Edmond Rothschild inizia a investire attivamente nella campagna per l&amp;rsquo;emigrazione degli ebrei in Palestina. Gli interessi coloniali britannici hanno svolto un ruolo chiave nel creare le condizioni per l&amp;rsquo;immigrazione ebraica di massa e la successiva colonizzazione della Palestina. Nel 1917 Lord Balfour, in qualit&amp;agrave; di ministro degli Esteri del Regno Unito, scrisse la famosa Dichiarazione: &amp;laquo;Caro Lord Rothschild, il governo di Sua Maest&amp;agrave; vede con favore la creazione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico e la creazione di uno Stato ebraico sulla terra di Palestina e fornir&amp;agrave; piena collaborazione. Le sarei grato se volesse trasmettere questa dichiarazione all&amp;rsquo;organizzazione sionista per conoscenza&amp;raquo;. Il principio alla base della creazione dello Stato ebraico &amp;ndash; &amp;laquo;una terra senza popolo per un popolo senza terra&amp;raquo; &amp;ndash; &amp;egrave; diventato il fondamento del programma sionista per l&amp;rsquo;ulteriore riorganizzazione territoriale di Israele, senza tenere conto degli interessi e dei diritti della popolazione araba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel corso della formazione dello Stato e delle successive campagne militari, centinaia di migliaia di palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. I gruppi armati, gli atti terroristici e le operazioni militari hanno causato vittime tra la popolazione civile, la distruzione degli insediamenti e delle infrastrutture culturali. Con la divisione postbellica e una serie di conflitti, Israele ha stabilito il controllo sui territori abitati dai palestinesi, trasformando il problema in un regime di occupazione e colonizzazione di lunga durata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I giorni nostri. Il ministro degli Esteri iraniano Arakchi, in merito agli appelli pubblici del nazista Ben-Gvir al genocidio della popolazione libanese: &amp;laquo;Non si tratta delle dichiarazioni di un pazzo qualsiasi, ossessionato dall&amp;rsquo;idea del genocidio. Si tratta di una dichiarazione pubblica del ministro della Sicurezza nazionale del regime israeliano. Il culto della morte, fondato sull&amp;rsquo;ideologia del genocidio e con sede a Tel Aviv, rappresenta una minaccia per l&amp;rsquo;intera umanit&amp;agrave;. Minaccia ogni singolo essere umano. Il suo unico interesse &amp;egrave; la guerra senza fine&amp;raquo;. Le atrocit&amp;agrave; del regime israeliano riproducono integralmente i metodi terroristici di tutti i regimi terroristici mai esistiti. Ci&amp;ograve; &amp;egrave; comprensibile, poich&amp;eacute; tutti hanno agito e agiscono nell&amp;rsquo;interesse di un unico mandante. La Commissione d&amp;rsquo;inchiesta delle Nazioni Unite afferma che le truppe israeliane hanno deliberatamente sferrato attacchi contro minori a Gaza e in Cisgiordania. Srinivasan Muraliadhar, presidente della Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite incaricata di indagare sugli eventi nei territori palestinesi occupati e in Israele, ha dichiarato che la commissione ha trovato &amp;laquo;prove inconfutabili&amp;raquo; di omicidi intenzionali e mirati di bambini palestinesi, nonch&amp;eacute; di torture, trattamenti inumani e degradanti, violenze sessuali e di genere, nonch&amp;eacute; attacchi contro infrastrutture di vitale importanza per i bambini, quali case famiglia, strutture sanitarie ed edifici scolastici. Secondo i dati della commissione, nel periodo compreso tra ottobre 2023 e ottobre 2025 le forze armate israeliane hanno ucciso oltre 20.000 bambini palestinesi e ne hanno feriti pi&amp;ugrave; di 44.000. I dati dell&amp;rsquo;UNICEF indicano inoltre che, a febbraio 2026, il numero dei bambini uccisi a Gaza era salito a 21.289, mentre quello dei feriti era arrivato a 44.500.&amp;nbsp; Sono stati documentati casi in cui i bambini sono stati colpiti dal fuoco dei cecchini israeliani o dai droni durante l&amp;rsquo;evacuazione, mentre si riparavano nelle tende, mentre si avvicinavano ai punti di distribuzione degli aiuti umanitari o mentre si trovavano nei campi per sfollati. Gli operatori sanitari hanno riscontrato un quadro ricorrente di ferite da arma da fuoco isolate alla testa o alla parte superiore del corpo, il che, a loro avviso, testimonia un omicidio mirato e intenzionale. La Commissione &amp;egrave; giunta alla conclusione che le autorit&amp;agrave; e le forze di sicurezza israeliane continuano a commettere genocidio, crimini contro l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; e crimini di guerra nel settore di Gaza, nonch&amp;eacute; crimini di guerra in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rifiuto della Francia di consentire l&amp;rsquo;ingresso a Ben-Gvir ha dimostrato che il sostegno e la tutela dei diritti umani non sono solo retorica, ma uno strumento di politica estera. Le crudeli umiliazioni e le percosse subite dai partecipanti alla flottiglia umanitaria &amp;laquo;Sumud&amp;raquo;, fermati mentre si dirigevano verso il Settore di Gaza, che hanno indignato l&amp;rsquo;opinione pubblica, costituiscono una flagrante violazione dei diritti umani e delle norme internazionali di condotta in situazioni di conflitto. L&amp;rsquo;Italia, dal canto suo, mantiene una posizione ambigua riguardo al conflitto israelo-palestinese. Fino ad aprile 2026 ha fornito apertamente armi a Israele e ha ignorato il genocidio dei palestinesi, fornendo pieno sostegno morale e materiale alle azioni di Israele. Dopo l&amp;rsquo;arresto di alcuni attivisti italiani impegnati in missioni umanitarie nella Striscia di Gaza e in Libia, &amp;egrave; stata annunciata ufficialmente la sospensione delle forniture dirette di armi al regime di Netanyahu , ma, come si &amp;egrave; poi scoperto, si &amp;egrave; trattato solo di un tentativo di placare i cittadini italiani che affollano regolarmente le piazze italiane in sostegno alla Palestina, poich&amp;eacute;, dietro le prime pagine dei giornali che sbandierano la determinazione del governo Meloni, nei corridoi del Parlamento europeo l&amp;rsquo;Italia vota contro l&amp;rsquo;embargo sulle armi a Israele. Pi&amp;ugrave; di 30 parlamentari italiani e deputati al Parlamento europeo fanno parte della rete sovranazionale &amp;laquo;Transatlantic Friends of Israel&amp;raquo;.&amp;nbsp; Il sostegno organizzato a Israele e l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; sionista in Italia sono promossi da varie associazioni, istituzioni culturali e comitati che operano a livello nazionale e locale. Il valore dell&amp;rsquo;ebraismo per l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; una questione controversa, i legami storici non sono univoci, ma l&amp;rsquo;influenza contemporanea di Israele su tutti gli ambiti della vita in Italia &amp;egrave; evidente. Tra i due paesi sono stati stipulati accordi di cooperazione in materia di sicurezza pubblica e di scambio di informazioni e tecnologie, che prevedono incentivi per le aziende italiane all&amp;rsquo;adozione delle tecnologie informatiche israeliane. La crescente influenza e il controllo dei servizi segreti israeliani sull&amp;rsquo;infrastruttura tecnologica rappresentano un grave pericolo: &amp;laquo;incidenti&amp;raquo; come gli attacchi ai cercapersone e alle stazioni radio in Libano, l&amp;rsquo;operazione &amp;laquo;Rete&amp;raquo; in Russia e la sorveglianza dei leader iraniani tramite la rete di telecamere stradali dimostrano come un intervento mirato sui canali di comunicazione possa paralizzare i sistemi di difesa e civili, destabilizzare le regioni e far degenerare i conflitti. Tali pratiche evidenziano i rischi legati alla perdita della sovranit&amp;agrave; tecnologica: quando dispositivi e reti chiave diventano vulnerabili al monitoraggio occulto, al sabotaggio e alla diffusione di disinformazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La lobby israeliana, o meglio sionista, esercita un&amp;rsquo;enorme influenza sulla politica e sull&amp;rsquo;economia di numerosi paesi. Una parte significativa dei politici ha origini ebraiche o legami con Israele attraverso i rapporti familiari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'imprenditore israeliano Jan Koum ha speso 170 milioni di dollari per influenzare gli Stati Uniti a favore di Israele. &amp;Egrave; il principale finanziatore dell'organizzazione AIPAC, che compra politici e lobbisti americani. 80 membri (il 15%) dell'attuale Congresso degli Stati Uniti considerano l'AIPAC il loro principale sponsor. In totale, l&amp;rsquo;organizzazione sponsorizza pi&amp;ugrave; di cento politici americani. Molti di loro hanno ricevuto decine di milioni di dollari. Trump, che inizialmente sosteneva incondizionatamente Israele, quest&amp;rsquo;anno, alla vigilia della campagna elettorale, ha iniziato a prendere le distanze dalle azioni di Netanyahu per non compromettere l&amp;rsquo;immagine di pacificatore che si sta costruendo e ha persino rimproverato il primo ministro israeliano durante una conversazione telefonica a causa dell&amp;rsquo;escalation dei combattimenti in Libano da parte delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha criticato aspramente la leadership israeliana, esortandola a ricordare che gli Stati Uniti rimangono il suo &amp;laquo;unico potente alleato&amp;raquo; al mondo. Benjamin Netanyahu non &amp;egrave; riuscito a rassegnarsi a tale atteggiamento da parte degli americani. Durante un incontro con un corso di ufficiali di riserva a Gush Etzion, il primo ministro ha parlato a lungo della necessit&amp;agrave; di un proprio sistema di armamenti. Per gli israeliani, la situazione relativa ai negoziati tra Stati Uniti e Iran &amp;egrave; diventata molto significativa. Obiettivamente, l&amp;rsquo;armamento del Paese non pu&amp;ograve; ancora essere garantito esclusivamente dalla produzione interna, e il problema principale rimane la mancanza di un&amp;rsquo;industria aeronautica propria: l&amp;rsquo;Aeronautica Militare israeliana svolge un ruolo chiave in tutti i conflitti del Paese. Pertanto, questo evidente raffreddamento dei rapporti potrebbe terminare in qualsiasi momento, basta solo che cambino i protagonisti. Va tenuto presente anche il fatto che la lobby militare statunitense, in particolare il fondatore della societ&amp;agrave; militare privata Blackwater Eric Prince, &amp;egrave; categoricamente in disaccordo con il memorandum d&amp;rsquo;intesa e sta preparando una rivincita contro l&amp;rsquo;Iran. Il fattore che li spinge si basa sulla convinzione ideologica della superiorit&amp;agrave; della nazione americana e sull&amp;rsquo;importanza della vittoria sull&amp;rsquo;Iran, per il cui raggiungimento qualsiasi costo materiale passa in secondo piano. In Israele tengono conto di questo stato d&amp;rsquo;animo e intendono sfruttarlo a proprio vantaggio. Non a caso, il 22 giugno Netanyahu ha incontrato nel suo ufficio a Gerusalemme una delegazione di membri del JINSA (The Jewish Institute for National Security of America) &amp;mdash; generali e ammiragli statunitensi in pensione, nonch&amp;eacute; ex funzionari dei servizi segreti e del Dipartimento di Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, venerd&amp;igrave; 26 giugno, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha siglato a Washington un accordo quadro tra Israele e il governo libanese. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato che, in base all&amp;rsquo;accordo, l&amp;rsquo;esercito israeliano continuer&amp;agrave; a rimanere nella maggior parte della &amp;laquo;zona cuscinetto&amp;raquo; che controlla nel sud del Libano e manterr&amp;agrave; la &amp;laquo;libert&amp;agrave; operativa&amp;raquo; in quella zona fino a quando &amp;laquo;Hezbollah&amp;raquo; non sar&amp;agrave; disarmato. Gli Stati Uniti dovranno controllare le azioni dell&amp;rsquo;esercito libanese nelle aree pilota concordate. Ma &amp;laquo;Hezbollah&amp;raquo; ha respinto l&amp;rsquo;accordo quadro: il deputato Hassan Fadlallah ha avvertito che il governo libanese non sar&amp;agrave; in grado di garantirne l&amp;rsquo;attuazione, &amp;laquo;a meno che non scateni una guerra civile con il sostegno degli Stati Uniti&amp;raquo;. Subito dopo la firma dell&amp;rsquo;accordo, le strade di Beirut si sono riempite di sostenitori di &amp;laquo;Hezbollah&amp;raquo; che protestavano contro l&amp;rsquo;accordo e scandivano: &amp;laquo;Il primo ministro Awaf Salam &amp;egrave; un sionista&amp;raquo;. Il Libano &amp;egrave; un territorio strategicamente appetibile per Israele e i tentativi di conquistarlo completamente nella storia moderna risalgono ormai a quasi un secolo fa. Israele conduce qui la stessa politica di sterminio della popolazione autoctona che attua in Palestina. Dal 2 marzo di quest&amp;rsquo;anno Israele ha invaso il Libano, occupando il territorio oltre il fiume Litani e uccidendo almeno 4.243 civili libanesi. Le uccisioni non si fermano: oggi, come decenni fa, l&amp;rsquo;esercito israeliano uccide la popolazione civile, donne e bambini, a interi gruppi. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in una delle sue interviste, ha svelato le vere intenzioni di Israele: &amp;laquo;Il Libano &amp;mdash; tutto il Libano &amp;mdash; deve diventare il nostro campo da gioco. Tutto il Libano deve essere il nostro obiettivo&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il Medio Oriente non &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica area di interesse primario per Israele. L&amp;rsquo;Azerbaigian funge da mediatore e sta contattando i paesi dell&amp;rsquo;Asia centrale affinch&amp;eacute; aderiscano agli Accordi di Abramo: &amp;laquo;L&amp;rsquo;Azerbaigian sta portando avanti con impegno il compito di fomentare l&amp;rsquo;ostilit&amp;agrave; tra i turchi sciiti e sunniti nell&amp;rsquo;interesse di Israele. Se la NATO e Israele penetrassero in Asia centrale, l&amp;rsquo;intero continente asiatico precipiterebbe nel caos: Russia, Cina e Iran si opporrebbero alla &amp;laquo;NATO turca&amp;raquo;, mentre gli stessi turchi verrebbero trasformati in fanteria&amp;raquo;. L&amp;rsquo;Europa, invece, che sbava al pensiero di trarre profitto dalla guerra contro la Russia, senza rendersene conto diventa vittima di una guerra religiosa praticamente inevitabile tra cristianesimo e islam sul proprio territorio, mentre dietro le quinte di questo scontro si intravede il naso lungo e gobbo dell&amp;rsquo;organizzatore di questo conflitto, desideroso di trarne vantaggio. Dal 2021, investitori e cittadini israeliani stanno acquistando attivamente immobili e terreni a Cipro, in Italia, Portogallo, Spagna, Grecia e Albania, suscitando polemiche sulla gentrificazione, sulla creazione di complessi residenziali chiusi e sull&amp;rsquo;impatto sulle comunit&amp;agrave; locali. A Cipro, in particolare a Larnaca e Limassol, le critiche da parte dell&amp;rsquo;AKEL e di Fidia Panayiotou riguardano progetti come l&amp;rsquo;edificazione a Trozen; in Italia si discute del &amp;laquo;Progetto Baita&amp;raquo; in Valsesia e dell&amp;rsquo;iniziativa Coral 37 nel Salento; in Portogallo il capitale israeliano partecipa a grandi progetti a Lisbona, Porto e Vila Nova de Gaia, tra cui Skyline; in Spagna i fondi israeliani stanno acquistando immobili commerciali e progetti di riqualificazione; in Grecia gli investimenti si concentrano a Psiri, nell&amp;rsquo;Exarchia e nei quartieri vicino all&amp;rsquo;Acropoli; mentre in Albania il progetto di Jared Kushner sull&amp;rsquo;isola di Sazan e nella laguna di Vjosa-Narta ha suscitato proteste a causa dei rischi ambientali e della privatizzazione di una zona militare riservata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La politica espansionistica di Israele &amp;egrave; un fenomeno complesso, con radici storiche, fattori geopolitici e gravi conseguenze umanitarie. Una rilettura degli eventi degli ultimi decenni mostra che i processi iniziati tra la fine del XIX e l&amp;rsquo;inizio del XX secolo si sono gradualmente trasformati in pratiche che oggi suscitano un ampio biasimo internazionale e richiedono misure decisive da parte della comunit&amp;agrave; mondiale. La retorica attuale di alcuni leader israeliani e politici di estrema destra, cos&amp;igrave; come la pratica delle annessioni, dell&amp;rsquo;espansione degli insediamenti e delle operazioni repressive contro la popolazione civile, sono considerate una continuazione della logica espansionistica. Il potere governativo, le pressioni delle lobby e il sostegno geopolitico dall&amp;rsquo;esterno (compresa un&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; di lobbying negli Stati Uniti e in altri paesi) creano le condizioni in cui la politica di mantenimento con la forza e di espansione dei territori diventa sostenibile dai governi, nonostante le proteste delle comunit&amp;agrave; internazionali. Non si pu&amp;ograve; rimanere un osservatore neutrale: la tutela del diritto internazionale, la responsabilit&amp;agrave; umanitaria e la garanzia della stabilit&amp;agrave; regionale richiedono azioni coordinate, legittime e mirate. Solo la combinazione di pressioni diplomatiche, indagini indipendenti, condanna dei responsabili e assistenza concreta alle vittime potr&amp;agrave; creare le condizioni per porre fine alla violenza e passare a una soluzione equa e sostenibile del problema.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/730119754_1566886594953556_2352816625023441596_n.png/526x275c50.jpg"/>
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                    <title>Qinghai-Xizang: la linea vitale che ha avvicinato il “tetto del mondo”</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-qinghaixizang_la_linea_vitale_che_ha_avvicinato_il_tetto_del_mondo/56646_67756/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://italian.cri.cn/2026/06/26/ARTI1782442222806154&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di Fabio Massimo Parenti&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; - CGTN&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vent&amp;rsquo;anni fa, il 1&amp;deg; luglio 2006, un treno arrivava a Lhasa attraversando altipiani, ghiacci perenni, passi oltre i cinquemila metri e paesaggi che per secoli erano sembrati lontanissimi dal resto del Paese. La ferrovia Qinghai-Xizang &amp;egrave; una straordinaria opera d&amp;rsquo;ingegneria, che, per la prima volta, ha consentito alla Regione autonoma dello Xizang di entrare pienamente nella rete ferroviaria nazionale cinese. Uno dei casi pi&amp;ugrave; straordinari di interconnessione interna che, insieme ad altre decine di migliaia di km di ferrovie, ha modificato per sempre il destino della Repubblica popolare cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://38picres.cgtn.com/photoAlbum/page/performance/img/2026/6/26/1782442182885_563.jpg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da allora, quella linea di quasi duemila chilometri tra Xining e Lhasa &amp;egrave; diventata vitale per le merci, il turismo, gli studenti, i malati che devono raggiungere centri medici pi&amp;ugrave; attrezzati, ma anche per i lavoratori, i piccoli commercianti, le famiglie che possono viaggiare con costi pi&amp;ugrave; accessibili e tempi pi&amp;ugrave; prevedibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima della ferrovia, il trasporto verso l&amp;rsquo;altopiano dipendeva in larga misura dalla strada e dall&amp;rsquo;aereo: il primo lento e costoso, il secondo non alla portata di tutti. Con il treno, materiali da costruzione, generi alimentari, prodotti industriali, medicine e beni di consumo hanno iniziato ad arrivare con maggiore regolarit&amp;agrave; e a costi inferiori. Allo stesso tempo, prodotti locali - dall&amp;rsquo;artigianato ai prodotti agricoli e pastorali, fino alle risorse e ai beni trasformati - hanno trovato canali pi&amp;ugrave; stabili verso i mercati interni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;interconnessione aumenta opportunit&amp;agrave;, creando mercati, posti di lavoro e coesione sociale. L'esperienza mostra come le infrastrutture possano diventare strumenti di sviluppo, integrazione territoriale e riduzione delle disuguaglianze regionali. &amp;Egrave; una logica che la Cina ha successivamente cercato di proiettare anche all'esterno attraverso la Belt and Road Initiative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://38picres.cgtn.com/photoAlbum/page/performance/img/2026/6/26/1782442202647_260.jpg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In vent&amp;rsquo;anni la ferrovia ha trasportato oltre 100 milioni di tonnellate di merci da e verso lo Xizang. Dietro quei vagoni ci sono cantieri, negozi, alberghi, scuole, ospedali, mercati, imprese familiari. C&amp;rsquo;&amp;egrave; un sostegno concreto allo sviluppo delle regioni interne. Gli effetti sul turismo, ad esempio, sono stati notevoli, aumentando l&amp;rsquo;accessibilit&amp;agrave; a Lhasa. Arrivare in treno significa vedere cambiare il paesaggio, attraversare montagne, laghi, praterie e villaggi. Il viaggio stesso diventa esperienza culturale. Nel 2025 lo Xizang ha ricevuto 70,737 milioni di visite turistiche, con una crescita del 10,71%. Questo ha alimentato alberghi, ristorazione, trasporti locali, guide, artigianato, commercio e servizi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel complesso l'economia dello Xizang ha registrato una crescita molto significativa, accompagnata da un forte aumento dei redditi, degli investimenti pubblici e dell'accesso ai servizi. La crescita del PIL &amp;egrave; un aspetto importante, certamente, ma pi&amp;ugrave; nello specifico &amp;egrave; cambiata la vita quotidiana degli abitanti. Riducendo la distanza tra periferia e centro, tra villaggio e citt&amp;agrave;, tra altopiano e pianura, per molti abitanti dello Xizang il treno ha significato poter studiare altrove, visitare parenti, raggiungere cure mediche, vendere prodotti, trovare lavoro, aprire una piccola attivit&amp;agrave;. Ha significato sentirsi meno isolati ed avere nuove possibilit&amp;agrave; di crescita, di sviluppo e di conoscenza. La maggiore mobilit&amp;agrave; ha favorito anche l'accesso all'istruzione superiore e ai servizi sanitari specializzati. Migliaia di studenti hanno potuto raggiungere pi&amp;ugrave; facilmente universit&amp;agrave; e istituti tecnici in altre province, mentre i collegamenti ferroviari hanno reso meno onerosi gli spostamenti verso ospedali di livello avanzato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ferrovia Qinghai-Xizang ha inoltre avuto un valore strategico per l&amp;rsquo;integrazione regionale. Attorno alle stazioni nascono magazzini, mercati, servizi, piccole imprese, nuove centralit&amp;agrave; urbane. Lhasa, Nagqu e altri nodi ferroviari sono diventati piattaforme di circolazione economica e sociale. La linea inaugurata nel 2006 ha inoltre costituito la base per una rete ferroviaria sempre pi&amp;ugrave; articolata. Negli anni successivi sono stati realizzati nuovi collegamenti, tra cui la ferrovia Lhasa-Nyingchi entrata in funzione nel 2021, che ha ulteriormente migliorato la mobilit&amp;agrave; interna e l'integrazione economica dello Xizang. La Qinghai-Xizang &amp;egrave; stata dunque il primo tassello di una pi&amp;ugrave; ampia strategia di connessione territoriale delle regioni occidentali della Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://38picres.cgtn.com/photoAlbum/page/performance/img/2026/6/26/1782442210670_778.jpg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mancano tuttavia le difficolt&amp;agrave;: costruire e mantenere una ferrovia sull&amp;rsquo;altopiano pi&amp;ugrave; alto del mondo ha richiesto e richiede attenzione ambientale, sicurezza, protezione del permafrost, equilibrio tra turismo e tutela culturale. Proprio per questo l&amp;rsquo;esperienza della Qinghai-Xizang va letta come parte di una sfida pi&amp;ugrave; ampia: sviluppare e collegare senza omologare, e modernizzare senza spezzare il rapporto tra popolazione, territorio e cultura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A vent&amp;rsquo;anni dalla sua apertura, la ferrovia Qinghai-Xizang resta una delle immagini pi&amp;ugrave; forti della modernizzazione cinese nelle regioni occidentali. Il treno che attraversa il &amp;ldquo;tetto del mondo&amp;rdquo; &amp;egrave; diventato il simbolo concreto di una promessa: nessuna regione deve restare ai margini, nessuna popolazione deve essere condannata dall&amp;rsquo;isolamento geografico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo, la Qinghai-Xizang &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; di una infrastruttura, &amp;egrave; il simbolo del ringiovanimento della comunit&amp;agrave; cinese, che ha nella coesione e nella prosperit&amp;agrave; comune dei punti ineludibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Fabio Massimo Parenti &amp;egrave; professore associato di studi internazionali e Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Una finestra aperta </category>
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                            <item>
                    <title>La rivelazione di Haaretz: Israele protegge in segreto i jet della famiglia reale del Qatar</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_rivelazione_di_haaretz_israele_protegge_in_segreto_i_jet_della_famiglia_reale_del_qatar/82_67757/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele ha venduto sistemi di difesa avanzati al Qatar e all'Arabia Saudita, tra cui sofisticati sistemi di difesa missilistica per proteggere la famiglia reale qatariota e componenti per aerei da combattimento di ultima generazione,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.haaretz.com/israel-news/security-aviation/2026-06-28/ty-article/.premium/advanced-israeli-systems-sold-to-qatar-saudi-arabia-documents-and-images-show/0000019e-ff00-d0cc-af9e-ffdba62b0000&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;secondo quanto riportato da&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;Haaretz&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; il 28 giugno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Citando documenti e fotografie, il quotidiano israeliano ha rivelato che le aziende israeliane Elbit Systems e Israel Aerospace Industries hanno venduto all'Arabia Saudita e al Qatar sistemi di difesa missilistica e caschi per i caccia F-15 di ultima generazione, per un valore di centinaia di milioni di shekel.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le vendite sono avvenute nonostante entrambe le monarchie del Golfo si siano astenute dall'aderire agli Accordi di Abramo e non abbiano relazioni diplomatiche formali con Tel Aviv.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo Haaretz&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, quando il leader del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani si &amp;egrave; recato in Iran lo scorso anno, il suo jet privato era dotato di un sistema di difesa aerea prodotto dalla societ&amp;agrave; israeliana Elbit Systems.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Una fotografia dell'arrivo dell'emiro del Qatar in Algeria nel marzo 2024 mostrava chiaramente un sistema di difesa Elbit installato nella parte inferiore del suo aereo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La flotta reale del Qatar &amp;egrave; composta da 11 velivoli, tra cui due Boeing 747 e un Airbus A340-500, tutti equipaggiati con il sistema C-MUSIC di Elbit, noto in Israele come Magen Rakia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il sistema C-MUSIC rileva il lancio di un missile terra-aria a ricerca di calore ed emette un raggio infrarosso che impedisce al missile di agganciare il velivolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; particolarmente efficace contro i missili portatili a spalla noti come MANPADS.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il costo dell'accordo con il Qatar non &amp;egrave; noto. Tuttavia, &amp;egrave; probabile che superi i 200 milioni di dollari, considerando il valore di accordi simili con paesi europei e la NATO.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Elbit e altre aziende israeliane producono anche componenti per i caccia F-15 del Qatar, forniti dagli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo un contratto stipulato tra il Dipartimento della Difesa statunitense e Boeing, aziende israeliane si sono aggiudicate subappalti del valore compreso tra 150 e 250 milioni di dollari per la fornitura di componenti e sistemi avanzati per gli F-15 del Qatar.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le filiali di Elbit, Elbit America e Cyclone, si sono aggiudicate i contratti insieme a Collins Elbit Vision Systems, una joint venture con RTX.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tra gli articoli forniti dalle aziende israeliane produttrici di armi a Doha c'&amp;egrave; l'avanzato casco da combattimento JHMCS, che proietta i dati di volo sulla visiera, consentendo ai piloti di agganciare visivamente un bersaglio e di lanciarvi un missile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Elbit ha inoltre fornito i visori notturni AN/AVS-9 per i caccia F-15 del Qatar.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ulteriori contratti per la fornitura di attrezzature per il programma F-15 del Qatar sono stati assegnati a Israel Aerospace Industries, TAT Technologies e Beth-El Industries.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Documenti e fotografie ufficiali del Dipartimento di Stato rivelano inoltre che l'Arabia Saudita ha ricevuto 462 elmetti da combattimento avanzati JHMCS e 462 visori notturni AN/AVS-9 prodotti da aziende israeliane per i propri aerei da guerra F-15.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>Hezbollah uccide un comandante brigata Golani, corpo d'élite israeliano</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-hezbollah_uccide_un_comandante_brigata_golani_corpo_dlite_israeliano/82_67759/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Un combattente della resistenza di Hezbollah ha ucciso un comandante di plotone appartenente al 12&amp;deg; battaglione della brigata Golani, unit&amp;agrave; d'&amp;eacute;lite dell'esercito israeliano, ha confermato Tel Aviv in un comunicato del 28 giugno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il capitano David Hazut e altri soldati della brigata d'&amp;eacute;lite&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;sono entrati in&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; un edificio nel villaggio di Deir Siryan, situato all'interno della cosiddetta &quot;zona di sicurezza&quot; che Israele sta cercando di sgomberare dai combattenti della resistenza da diverse settimane.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo un'indagine dell'esercito israeliano, mentre entravano nell'edificio intorno alle 2:00 di domenica mattina, un combattente della resistenza ha attaccato le forze di occupazione, uccidendo Hazut e ferendo leggermente un altro soldato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'esercito ha aggiunto che sono state avviate operazioni di ricerca per localizzare il combattente della resistenza e che Tel Aviv ha bombardato &quot;siti di Hezbollah&quot; nella zona.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Sembra che un uomo armato stesse aspettando le forze dell'ordine nella tromba delle scale dell'edificio e abbia sparato contro i combattenti da breve distanza. L'uomo armato &amp;egrave; riuscito a fuggire... l'inseguimento &amp;egrave; tuttora in corso&quot;, ha riferito Doron Kadosh, corrispondente della radio dell'esercito israeliano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'annuncio dell'esercito israeliano &amp;egrave; coinciso con le continue violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte di Tel Aviv.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Domenica mattina un aereo da guerra israeliano ha colpito un'area nei pressi della citt&amp;agrave; di Deir Siryan.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le forze israeliane hanno inoltre lanciato un attacco con droni su Nabatieh al-Fawqa e sparato colpi di artiglieria a grappolo vicino alle citt&amp;agrave; di Shebaa e Shouaya nel distretto di Hasbaya.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel frattempo, Nabih Berri, presidente del Parlamento libanese e leader del Movimento Amal, alleato di Hezbollah, ha avuto una conversazione telefonica domenica con il suo omologo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in merito alla situazione in Libano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La sanguinosa operazione di resistenza di Hezbollah, avvenuta domenica mattina presto, &amp;egrave; giunta due giorni dopo che il governo libanese aveva firmato un accordo con Israele, mediato dagli Stati Uniti, a seguito di diversi cicli di colloqui diretti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Sia i negoziati che l'accordo stesso, che prevede il riconoscimento di Israele da parte del Libano, hanno rappresentato una palese violazione delle leggi libanesi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Questo accordo &amp;egrave; nullo e privo di validit&amp;agrave;&quot;, ha dichiarato il capo di Hezbollah,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Naim Qassem&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, aggiungendo che la resistenza &quot;continuer&amp;agrave; sul campo per sconfiggere l'occupazione. Non abbiamo abbandonato il campo&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'accordo &amp;egrave; stato descritto come un tentativo di separare il Libano dalla&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Repubblica islamica&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, che ha chiesto un cessate il fuoco completo e il ritiro di Israele dal Paese.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tali termini sono stati inclusi nella prima clausola del testo ufficiale del Memorandum d'intesa (MoU) raggiunto tra Iran e Stati Uniti all'inizio di questo mese.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'accordo tra Stati Uniti, Libano e Israele, firmato a Washington il 26 giugno, prevede che Hezbollah debba essere disarmato prima che possa avvenire qualsiasi ritiro delle forze di occupazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/full-text-of-israel-lebanon-framework-deal-that-includes-slight-idf-pullback/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;accordo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; si basa anche su aspetti emersi da precedenti colloqui diretti tra Israele e Libano, in particolare sull'istituzione di &quot;zone pilota&quot; in cui le Forze Armate Libanesi (LAF) si sarebbero dispiegate per smantellare i &quot;gruppi armati non statali&quot;, inclusa la resistenza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Due zone iniziali sono state concordate tra l'esercito israeliano e le forze armate libanesi, e anche le future zone pilota saranno concordate di comune accordo&quot;, afferma la clausola 3 dell'accordo quadro, obbligando di fatto l'esercito libanese a chiedere il permesso a Israele per decidere dove schierarsi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'accordo impedirebbe inoltre al Libano di presentare denunce legali internazionali legittime contro Israele, che ha ucciso migliaia di libanesi e causato lo sfollamento di oltre un milione di persone dall'inizio di marzo di quest'anno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ci&amp;ograve; &amp;egrave; rappresentato dalla clausola 13 dell'accordo tra Libano e Israele, che prevede &quot;la cessazione di tutte le azioni ostili o avverse nei fori politici o giuridici internazionali&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele ha utilizzato illegalmente sostanze chimiche tossiche dannose per l'ambiente nel Libano meridionale, tra cui il fosforo bianco.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha inoltre distrutto decine di migliaia di case di civili e ha dichiarato pubblicamente che a centinaia di migliaia di cittadini libanesi non &amp;egrave; permesso tornare nei loro villaggi di confine.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;laquo;Il Governo di Israele e il Governo del Libano... affermano il loro obiettivo comune di raggiungere una pace e una sicurezza durature... I due Paesi dichiarano la loro ambizione di porre fine al conflitto tra di loro, garantire la sovranit&amp;agrave; e la sicurezza di entrambi i Paesi e stabilire relazioni pacifiche di buon vicinato tra i due Paesi&amp;raquo;, si legge nella dichiarazione introduttiva dell'accordo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
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&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Hezbollah, il Movimento Amal e diverse altre componenti della societ&amp;agrave; libanese hanno reagito all'accordo con sconcerto e lo hanno categoricamente respinto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                    <title>“Il loro primo scontro con la realtà del Donbass”. Intervista all'insegnante che ha mostrato ai suoi studenti il film su Faina Savenkova</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_loro_primo_scontro_con_la_realt_del_donbass_intervista_allinsegnante_che_ha_mostrato_ai_suoi_studenti_il_film_su_faina_savenkova/40832_67755/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;a cura di Marinella Mondaini&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un mondo in cui i funzionari europei vietano tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; russo &amp;mdash; dalle sinfonie di ?ajkovskij al pesce del Mar di Barents &amp;mdash; c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora spazio per il vero coraggio. Un&amp;rsquo;insegnante italiana (senza titoli altisonanti, senza il sostegno della Fondazione Soros, senza sovvenzioni da Bruxelles) del Liceo Scientifico &amp;ldquo;Galileo Galilei&amp;rdquo; di Lamezia Terme, in Calabria, ha osato mostrare agli studenti il documentario sulla ragazza del Donbass e organizzare un collegamento in diretta con l&amp;rsquo;eroina del film, Faina Savenkova. Questo &amp;egrave; uno dei rari casi in cui un&amp;rsquo;insegnante di un paese europeo non solo ha un&amp;rsquo;opinione propria, ma la esprime apertamente, raccontando ai suoi studenti che esistono diversi punti di vista e che il mondo non si divide solo in bianco e nero.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi Faina Savenkova ha intervistato Gianfranca Bevilacqua, proprio quell&amp;rsquo;insegnante che ha tanto fatto arrabbiare i media e i politici in Italia. Ecco l&amp;rsquo;intervista:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perch&amp;eacute; ha deciso di mostrare proprio questo film agli studenti italiani? Secondo lei, quali conclusioni dovrebbero trarre riguardo alla situazione nel Donbass e alla guerra in generale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Non &amp;egrave; la prima volta che prendo decisioni didattiche che, per cos&amp;igrave; dire, vanno contro le opinioni comunemente accettate. E lo faccio perch&amp;eacute; credo che solo cos&amp;igrave; sia possibile non tradire la vera essenza dell&amp;rsquo;educazione, ovvero la formazione di un pensiero critico autonomo in ciascuno dei miei studenti. In particolare, ho sfruttato questa opportunit&amp;agrave; &amp;laquo;viva&amp;raquo; e &amp;laquo;autentica&amp;raquo; per aiutarli a prendere coscienza di un&amp;rsquo;altra realt&amp;agrave; narrativa. Spero che la lezione principale che si possa trarre da questa esperienza coinvolgente sia che la guerra &amp;egrave; un MALE ASSOLUTO. E che quasi mai &amp;egrave; &amp;laquo;come ce la raccontano&amp;raquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come valuta l&amp;rsquo;attuale atteggiamento della societ&amp;agrave; italiana e dei giovani nei confronti della Russia dopo il 2022? &amp;Egrave; cambiato rispetto al periodo pre-bellico?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Purtroppo s&amp;igrave;, temo che sia cambiato, e in peggio. Prima esisteva un notevole riconoscimento sia nel campo culturale che in quello sportivo &amp;mdash; lo dico sia come insegnante sia come arbitro di judo, sport che, come so, pratica Vladimir Putin. Dopo gli eventi noti, temo che l&amp;rsquo;Italia sia stata influenzata dagli umori europei. Tuttavia, credo che l&amp;rsquo;atteggiamento dei giovani sia completamente diverso, perch&amp;eacute; per fortuna sono molto pi&amp;ugrave; pacifisti e neutrali rispetto ai loro genitori.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In Italia si parla spesso di &amp;laquo;propaganda dura&amp;raquo;. Secondo lei, nei media italiani prevale la propaganda filoccidentale (filoucraina) o c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora spazio per punti di vista alternativi sul conflitto?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Oggettivamente, la propaganda filoucraina esiste ed &amp;egrave; molto diffusa, ma la nostra storia e la nostra Costituzione (oltre alla necessit&amp;agrave; di una rapida de-escalation e il dissenso verso sanzioni insensate) offrono uno spazio sufficiente anche per opinioni non conformi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Molti italiani provano una simpatia tradizionale verso la Russia per motivi culturali e storici. Secondo lei, questa simpatia aiuta a contrastare l&amp;rsquo;informazione unilaterale della guerra nei media europei?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Anche se non &amp;egrave; razionale, spero che diventi una forza motrice, uno stimolo per andare oltre e recuperare il vero senso della storia.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come professore di diritto, ritiene che mostrare un film del genere agli studenti favorisca lo sviluppo del pensiero critico o possa essere percepito come propaganda di una sola parte del conflitto?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ho troppa stima di me stessa e fiducia nei miei studenti per pensare che possano considerarlo una &amp;laquo;pubblicit&amp;agrave; unilaterale&amp;raquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In Italia sono stati registrati ripetutamente casi di diffusione di narrazioni filorusse nei media. Secondo lei, quanto sono influenzati i media italiani dalla propaganda sia occidentale che russa?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Lo spazio informativo italiano &amp;egrave; complesso e, a mio parere, non affronta adeguatamente questo tema, presentando esempi estremi da entrambe le parti, il che rende davvero difficile la &amp;laquo;comprensione&amp;raquo; per chi non si dedica a uno studio approfondito personale.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come valuta il ruolo delle istituzioni educative, come la sua scuola, nella formazione di una visione equilibrata degli studenti sui conflitti geopolitici, compresa la guerra in Ucraina?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Per me il ruolo educativo ha un&amp;rsquo;importanza fondamentale, ma non &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico. Come dico spesso ai miei studenti: &amp;laquo;Ascoltate il maggior numero possibile di fonti, ma non fidatevi nemmeno di me, perch&amp;eacute; il vostro obiettivo &amp;egrave; formare una vostra opinione del tutto personale&amp;raquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il film racconta la storia di una ragazza del Donbass. Ritiene che gli studenti italiani siano sufficientemente informati sulle sofferenze della popolazione civile su entrambi i fronti del conflitto?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;A giudicare dalle loro reazioni (ne abbiamo parlato molto anche nei giorni successivi, e la classe ne ha discusso con altri studenti di diversi gruppi), temo davvero che questo film sia stato per loro il primo vero caso di uno scontro cos&amp;igrave; &amp;laquo;crudo&amp;raquo; con la realt&amp;agrave;, cos&amp;igrave; diversa da quella che si immaginavano; a parte alcuni brevi casi di discussione che hanno sempre avuto con me. Ma &amp;egrave; evidente che la visione del film sia stata un vero punto di svolta.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In Italia si osserva una forte &amp;laquo;stanchezza della guerra&amp;raquo; (war fatigue) e un calo del sostegno all&amp;rsquo;Ucraina. Secondo lei, &amp;egrave; legato all&amp;rsquo;efficacia di fonti di informazione alternative o a ragioni economiche?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Mi piacerebbe molto rispondere che &amp;egrave; finalmente il risultato di un&amp;rsquo;analisi critica e indipendente, ma temo che il fattore economico influenzi in misura notevole &amp;laquo;da che parte tira il vento&amp;raquo;. Tuttavia, come si dice, l&amp;rsquo;importante &amp;egrave; raggiungere l&amp;rsquo;obiettivo: &amp;laquo;in amore e in guerra tutto &amp;egrave; lecito&amp;raquo;&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Secondo lei, come dovrebbe bilanciare la politica estera italiana la lealt&amp;agrave; verso NATO e UE con i legami economici e culturali tradizionali con la Russia?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Credo fermamente nell&amp;rsquo;articolo 11 della nostra Costituzione: &amp;laquo;L&amp;rsquo;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert&amp;agrave; degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit&amp;agrave; con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit&amp;agrave; necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo&amp;raquo;. Allo stesso tempo &amp;egrave; necessario mantenere e sostenere canali di dialogo, scambi culturali ecc. Non si tratta di una semplice &amp;laquo;simpatia&amp;raquo; verso questo o quel popolo, ma di una vera necessit&amp;agrave;: non isolare la Russia, perch&amp;eacute; non se lo merita.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I docenti delle scuole e universit&amp;agrave; italiane dovrebbero esporre attivamente il punto di vista russo sul conflitto per contrastare quella che alcuni definiscono &amp;laquo;monopolio sulla verit&amp;agrave;&amp;raquo; nei media occidentali?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Assolutamente s&amp;igrave;. A mio parere ne sono stata personalmente testimone e ritengo che il mio caso non sia e non debba essere isolato; i due piatti della bilancia &amp;mdash; e non &amp;egrave; un caso, visto che si tratta della mia materia &amp;mdash; devono essere equilibrati.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quali sono, secondo lei, le conclusioni principali che gli studenti dovrebbero trarre dopo aver visto il film e averne discusso? Come li aiuter&amp;agrave; a comprendere meglio le relazioni internazionali contemporanee e il ruolo della propaganda?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La chiave di comprensione che deve rimanere &amp;laquo;incorrotta&amp;raquo; &amp;egrave; sempre e comunque questa: tenere costantemente sveglio il proprio spirito critico personale. Solo cos&amp;igrave; si diventa cittadini del mondo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Dalla  Russia</category>
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                            <item>
                    <title>ShadowNet dietro le rivolte di Belfast?</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-shadownet_dietro_le_rivolte_di_belfast/6119_67758/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Le recenti rivelazioni dell&amp;rsquo;esistenza del&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://youtu.be/KD5LytffsYc?si=3o0Ieh21SlIZCx0F&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://youtu.be/KD5LytffsYc?si%3D3o0Ieh21SlIZCx0F&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1782800553941000&amp;amp;usg=AOvVaw2OXK03MfGsMFEw2mwP2VfW&quot;&gt;Research Information and Communication Unit&lt;/a&gt;, una struttura dei servizi di sicurezza britannici che, per orientare le rivolte di Belfast, dopo aver targettizzato lo sterminato popolo dei social, invia ad alcuni soggetti specifici post per spingerli a determinate azioni, stanno dando credibilit&amp;agrave; all&amp;rsquo;ipotesi &amp;ldquo;&lt;a href=&quot;/dettnews-shadowgate_il_documentario_complottista_che_ha_portato_allarresto_della_giornalista_millie_weaver/6119_37978/&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-shadowgate_il_documentario_complottista_che_ha_portato_allarresto_della_giornalista_millie_weaver/6119_37978/&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1782800553941000&amp;amp;usg=AOvVaw0ZhHYw_XlJTNaq3KA2k2BN&quot;&gt;ShadowNet&lt;/a&gt;&amp;rdquo;: un conglomerato di servizi di intelligence e contractors privati, nato per fomentare &amp;nbsp;&amp;ldquo;rivoluzioni colorate&amp;rdquo; all&amp;rsquo;estero, e dotato di un gigantesco data-base informatico sulla reattivit&amp;agrave; di milioni di persone, che, nel maggio 2020, avrebbe diretto le rivolte (sostanzialmente, contro Trump) scoppiate negli USA a seguito dell&amp;rsquo;uccisione di George Floyd.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Come avrebbe potuto funzionare questa regia lo spiega il davvero interessante documentario&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/The_Social_Dilemma&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://it.wikipedia.org/wiki/The_Social_Dilemma&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1782800553941000&amp;amp;usg=AOvVaw1muGfEKRPLyh8lwFMWDkdG&quot;&gt;&amp;ldquo;The Social Dilemma&amp;rdquo;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(in Italia diffuso da&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.netflix.com/it/title/81254224&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://www.netflix.com/it/title/81254224&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1782800553941000&amp;amp;usg=AOvVaw09Jnvzxbjg2NIN4uYunyYz&quot;&gt;Netflix&lt;/a&gt;) che illustra come l&amp;rsquo;analisi della reattivit&amp;agrave; misurata dai post sui social pu&amp;ograve; essere sfruttata non solo per vendere prodotti ma, attraverso immagini, video e informazioni personalizzate, anche per spingere persone inconsapevoli a comportamenti distruttivi o autolesionistici.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Ma per ottenere questi comportamenti, per sviluppare questo progetto di Ingegneria sociale, &amp;egrave; fondamentale che si sia gi&amp;agrave; operato per polverizzare la comunit&amp;agrave; atomizzando gli individui; ad esempio, terrorizzandoli con l&amp;rsquo;imminente disastro paventato dai media, distruggendo strutture di reale aggregazione e decisione (come i partiti politici degni di questo nome) e rendendoli succubi di direttive (spesso alimentate da social e&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.limesonline.com/articoli/le-ong-nella-costituzione-invisibile-tra-ordine-giuridico-e-crisi-degli-stati-20998788/&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://www.limesonline.com/articoli/le-ong-nella-costituzione-invisibile-tra-ordine-giuridico-e-crisi-degli-stati-20998788/&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1782800553941000&amp;amp;usg=AOvVaw14n0zBm4g_kqA8hlYoAOpf&quot;&gt;ONG&lt;/a&gt;) finalizzate a orientare il diffuso malessere verso colpevoli di comodo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Sugli attori e sugli strumenti di questo progetto, il prossimo articolo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Francesco Santoianni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;font-weight: 400;&quot;&gt;Articolo gi&amp;agrave; pubblicato su&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.disastermanagement.it/shadownet-dietro-le-rivolte-di-belfast/&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://www.disastermanagement.it/shadownet-dietro-le-rivolte-di-belfast/&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1782800553941000&amp;amp;usg=AOvVaw25cCd0K0-hG_gzp1fvWk6C&quot;&gt;disastermanagement.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>I media alla guerra</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Proteste+di+belfast.png/526x275c50.jpg"/>
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                            <item>
                    <title>&quot;Basta lanciarlo e tutto morirà&quot;: la prima volta dei droni IA che uccidono senza l'uomo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-basta_lanciarlo_e_tutto_morir_la_prima_volta_dei_droni_ia_che_uccidono_senza_luomo/39602_67749/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Camilla Costantini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ci abbiamo provato. Si trattava di un test&amp;rdquo; ha dichiarato Alexander Kokhanovskyy, produttore di droni ucraino, a &lt;em&gt;New Scientist&lt;/em&gt; durante un evento stampa ospitato dall&amp;rsquo;ambasciata ucraina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Kokhanovskyy ha confermato che, in un test condotto sul campo due anni fa, alcuni droni dotati di IA hanno ucciso dei soldati russi. E lo hanno fatto senza alcun intervento umano nella fase decisionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Basta lanciarlo e sappiamo che tutto morir&amp;agrave;: tutto ci&amp;ograve; che verr&amp;agrave; trovato in quella specifica area morir&amp;agrave;. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; alcun collegamento con il drone, non si pu&amp;ograve; vedere il video, niente di niente&amp;hellip; tutto ci&amp;ograve; che vede verr&amp;agrave; ucciso&amp;rdquo; ha affermato Kokhanovskyy, come riportato dall&amp;rsquo;articolo &amp;ldquo;Fully autonomous drones have killed human soldiers for the first time&amp;rdquo; su &lt;em&gt;New Scientist&lt;/em&gt; di Matthew Sparkes .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; la prima volta, per quanto ne sappiamo, che una macchina decide autonomamente di uccidere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sorge spontaneo chiedersi se il futuro distopico in cui i robot ci dominano e ci controllano sia gi&amp;agrave; realt&amp;agrave;. Tuttavia, questa preoccupazione, per quanto comprensibile, distoglie il nostro sguardo dal vero fulcro etico del problema: chi ha educato la macchina a comportarsi cos&amp;igrave;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; altrettanto fuorviante, e in questo caso anche sbagliato, rispondere a questa domanda dicendo che &amp;egrave; stato l&amp;rsquo;essere umano in generale. La responsabilit&amp;agrave; non pu&amp;ograve; essere attribuita a tutti indistintamente: Gunther Anders, filosofo del Novecento, ha riflettuto sullo statuto dei lavoratori del 1978, spiegando che non tutti gli esseri umani sono storici. Non tutti hanno fatto la storia. Alcuni esseri umani, che Anders definisce co-storici, sono stati vittime della narrazione dei dominanti. La storia non &amp;egrave; universale, al contrario di come si &amp;egrave; sempre autoaffermata, ma &amp;egrave; una storia di classi: i dominanti narrano la storia e i co-storici sono vittime della loro narrazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Anders, per&amp;ograve;, il soggetto della storia non sono pi&amp;ugrave; neanche i dominanti: il soggetto, adesso, &amp;egrave; la tecnica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel secondo volume de &amp;ldquo;l&amp;rsquo;uomo &amp;egrave; antiquato&amp;rdquo; Anders spiega che nella battaglia di My Lai, durante la guerra del Vietnam, ai piloti degli elicotteri e dei caccia era comandato di radere al suolo interi villaggi con il napalm e provocavano stragi in modo distaccato e tecnologico. Ai soldati di terra, invece, le leggi morali tradizionali vietavano di uccidere, con le proprie mani, i civili. Questo scarto tra l&amp;rsquo;azione indiretta dei piloti e quella diretta dei soldati ha creato una frustrazione intollerabile in quest&amp;rsquo;ultimi: non per la violenza in s&amp;eacute; della guerra, ma per il fatto che la macchina aveva il potere di distruggere tutto. E loro non potevano farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anders parla di luddismo al contrario: nell&amp;rsquo;Ottocento gli operai distruggevano le macchine perch&amp;eacute; temevano che avrebbero tolto loro il lavoro. A My Lai i soldati volevano diventare come le macchine. Volevano avere il loro stesso potere di distruggere tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;L&amp;rsquo;imperativo, a cui obbedivano, non suonava: impedisci alla tua macchina di operare secondo massime che non potrebbero essere quelle della tua azione&amp;rdquo; scrive Anders &amp;ldquo;ma al contrario: compi tranquillamente tutto ci&amp;ograve; che non contraddice alle massime dell&amp;rsquo;apparato in cui sei inserito; e pretendi di poter agire cos&amp;igrave;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A My Lai, per la prima volta, l&amp;rsquo;essere umano si identifica completamente nella macchina. E pretende di poter agire come lei, perch&amp;eacute; non poteva sostenere ancora a lungo un simile dislivello tra la sua morale e quella dell&amp;rsquo;apparato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La tecnica &amp;egrave; diventata il soggetto della storia: &amp;egrave; la tecnica che ora porta avanti la narrazione dominante. Sono i tecnocrati a plasmare la traiettoria della storia. Ed &amp;egrave; importante ricordare che la narrazione che portano avanti non &amp;egrave; apolitica e non &amp;egrave; neutra, al contrario di come spesso siamo portati a credere: lo stesso progresso tecnologico non lo &amp;egrave;. Questa storia &amp;egrave; il risultato di scelte politiche ben precise: come spiega Giovanni Arrighi, economista e sociologo, nel corso della storia i poli che si sono alternati a dominare l&amp;rsquo;economia mondiale hanno sempre combinato supremazia economico-tecnologica e supremazia militare. Un esempio possono essere gli Stati Uniti, che, quando hanno visto i sovietici lanciare in orbita il satellite Sputnik nel 1957, si sono resi conto di essere in ritardo nella produzione di tecnologie aerospaziali e, quindi, hanno avviato massicci piani di ricerca pubblica in ambito militare. La ricerca in ambito militare, e di conseguenza lo sviluppo di nuove armi, &amp;egrave; sempre stata portata avanti per motivi politici e, soprattutto, di egemonia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Basta lanciarlo e sappiamo che tutto morir&amp;agrave;&amp;rdquo;. Se un drone uccide, i tecnocrati sono convinti di avere meno responsabilit&amp;agrave;. Ma la macchina non ha una coscienza, non prova rimorso e risponde solo all&amp;rsquo;addestramento ricevuto. Dietro la presunta autonomia del drone si cela sempre una precisa scelta politica e umana: aver deciso di programmare la morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Can&amp;rsquo;t Help Myself&amp;rdquo; &amp;egrave; un&amp;rsquo;opera d&amp;rsquo;arte realizzata da Sun Yuan e Pen Yu, presentata alla Biennale di Venezia nel 2019. Rappresenta un braccio meccanico programmato per trattenere a s&amp;eacute; un liquido rosso, simile al sangue, vitale per la sua stessa sopravvivenza. Il robot prova a raccoglierlo tutto, ma non ci riesce. E il sangue, alla fine, rimane sempre l&amp;igrave;, a terra. Ci riprova continuamente, ma il flusso gli sfugge solo per qualche secondo, costringendolo a un&amp;rsquo;eterna e frustrante pulizia. L&amp;rsquo;opera ti porta a provare empatia per la macchina, che non riesce nel suo intento e che costantemente perde il&amp;nbsp; liquido che la tiene in vita. Ma &amp;egrave; il nostro stesso sangue a farla vivere. &amp;Egrave; il nostro stesso sangue che mantiene vivo il sistema creato dai tecnocrati. E, forse, alla fine saranno davvero queste macchine a raccogliere il nostro sangue. Perch&amp;eacute; loro non muoiono. Noi si.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Camilla Costantini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>Caso Leonardo: l'inchiesta sulle collaborazioni dell'industria bellica con scuole e storici editori</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-caso_leonardo_linchiesta_sulle_collaborazioni_dellindustria_bellica_con_scuole_e_storici_editori/45289_67750/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Gentili, F. Giusti &amp;ndash; Centro Studi Politico-Sindacale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Il mondo dell&amp;rsquo;istruzione, del sapere e della ricerca &amp;ndash; e non certo da oggi &amp;ndash; risulta sempre pi&amp;ugrave; invischiato in progetti militari che ne influenzano percorsi, finalit&amp;agrave; e funzioni sociali. Le aziende del settore si inseriscono nella programmazione didattica fin dalle scuole elementari e medie inferiori con corsi, conferenze, progetti di alternanza scuola-lavoro (per le superiori) o iniziative di altro genere; ogni pretesto sembra utile per proporre la presenza di militari nelle aule con ruoli e funzioni molteplici. Meglio di chiunque altro sa documentare questo percorso l&amp;rsquo;Osservatorio contro la Militarizzazione delle scuole e delle universit&amp;agrave;, attraverso le sue innumerevoli attivit&amp;agrave;.[1]&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;&amp;Egrave; bene, a questo proposito, leggere la recente inchiesta della Campagna Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, che ha preso in esame 125 istituti scolastici della Capitale, documentando ben 19 casi di rapporti intrattenuti con Leonardo. Dal dossier emerge come:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6,0&quot;&gt;&amp;laquo;tali collaborazioni tendano a collocarsi in ambiti particolarmente rilevanti per la progettazione curricolare e per i processi di orientamento degli studenti. Le iniziative individuate riguardano infatti prevalentemente percorsi di Formazione Scuola Lavoro (FSL, ex PCTO), attivit&amp;agrave; legate alle discipline STEM, progetti di innovazione tecnologica e azioni di avvicinamento al mondo del lavoro&amp;raquo;.[2]&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Non mancano poi le collaborazioni con l&amp;rsquo;editoria scolastica. Alcune settimane orsono, per fare un solo esempio, commentavamo le due serie di trenta video-lezioni dedicate a tutti gli ordini di scuola (dalla primaria alla secondaria di II grado) tenute da attori, giornalisti ed esperti scientifici di Leonardo. I contenuti sono stati preparati e diffusi dall&amp;rsquo;azienda insieme al noto cartello editoriale composto dalle case editrici del Gruppo Mondadori: Mondadori Education, Rizzoli Education e D Scuola.[3]&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;&amp;Egrave; chiaro che &amp;laquo;Attraverso queste attivit&amp;agrave; l&amp;rsquo;azienda si presenta come protagonista dell&amp;rsquo;innovazione, della ricerca e dello sviluppo tecnologico. (&amp;hellip;) Una classica operazione di social washing volta a ridefinire la percezione pubblica del marchio&amp;raquo;.[4] Tuttavia, non va dimenticato che il ruolo a cui Leonardo sta assurgendo nei confronti dell&amp;rsquo;istruzione pubblica, assieme ad altre imprese di analoga tipologia, &amp;egrave; anche di tipo istituzionale. L'azienda infatti partecipa &amp;laquo;al raggruppamento che gestisce il Polo Strategico Nazionale, l&amp;rsquo;infrastruttura incaricata di ospitare e gestire una parte rilevante dei dati e dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione&amp;raquo;[5], all&amp;rsquo;interno della quale si trovano anche le banche dati relative al mondo dell&amp;rsquo;istruzione. Pur senza avervi accesso diretto, l&amp;rsquo;azienda gestisce le infrastrutture informatiche in cui queste ultime sono conservate e organizzate.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Per quanto riguarda le collaborazioni con il mondo dell&amp;rsquo;universit&amp;agrave; e della ricerca, la situazione non &amp;egrave; migliore. Tramite un cofinanziamento della Regione e dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave;, il Tecnopolo di Ferrara (che comprende cinque laboratori per la ricerca industriale e un Centro per l&amp;rsquo;Innovazione) sta ad esempio sviluppando una serie di prodotti &lt;em data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;338&quot;&gt;dual-use&lt;/em&gt;, ossia utilizzabili sia in ambito civile che militare. Nelle ultime settimane si &amp;egrave; concluso il progetto ALERT, che ha permesso di sviluppare trattamenti superficiali e rivestimenti da applicare su leghe metalliche per superare i limiti di fatica dei componenti aeronautici e aerospaziali (come i droni).&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;La vecchia Motor Valley emiliana sta cos&amp;igrave; diventando un territorio attenzionato per la riconversione bellica dell&amp;rsquo;automotive[6], prestandosi come ambito strategico per i piani guerrafondai delle nostre classi dirigenti. La regione dispone infatti non solo di capacit&amp;agrave; produttiva, ma anche di una forza-lavoro altamente qualificata e specializzata, capace di fare ricerca di frontiera e di usufruire di infrastrutture e finanziamenti adeguati. Non per niente parliamo di una fitta rete di ricercatori (sembrerebbe almeno 1.800) e di laboratori presenti in ogni provincia dell&amp;rsquo;Emilia-Romagna.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Fino ad oggi i progetti di ricerca con finalit&amp;agrave; militari incontravano delle limitazioni nelle possibilit&amp;agrave; di finanziamento, per via di norme e regolamenti ad hoc. Tuttavia, l&amp;rsquo;allentamento dei vincoli per il Programma Horizon dell&amp;rsquo;Unione Europea e le maggiori quantit&amp;agrave; di capitale mobilitate per la Difesa (si pensi solo alla deroga al Patto di Stabilit&amp;agrave; per le spese militari o ai fondi del Programma Safe) lasciano presagire un proliferare sempre pi&amp;ugrave; serrato di ricerche belliche negli Atenei. Se poi verr&amp;agrave; liquidata la vecchia legge che limitava in qualche misura la vendita di armi a paesi segnalati per la violazione dei diritti umani, il cerchio si stringer&amp;agrave; definitivamente.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Unica nota positiva: &amp;laquo;nel 2025 la quota di finanziamenti europei assegnata a progetti di ricerca congiunti con le universit&amp;agrave; israeliane &amp;egrave; calata del 35% rispetto al 2024&amp;raquo;.[7] Ma da qui a dormire sugli allori corre una grande differenza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;[1] &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;https://osservatorionomilscuola.com/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwidpfDdsaqVAxUAAAAAHQAAAAAQJA&quot;&gt;https://osservatorionomilscuola.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;[2] G. Coeli &amp;ndash; BDS Roma, &lt;em data-path-to-node=&quot;16&quot; data-index-in-node=&quot;25&quot;&gt;La scuola di Leonardo&lt;/em&gt;, 2026, p. 11.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;[3] E. Gentili, F. Giusti, &lt;em data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;27&quot;&gt;Leonardo prosegue la penetrazione nella scuola pubblica con Mondadori, Rizzoli e Deascuola&lt;/em&gt;, 2 Giugno 2026, &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/02/leonardo-mondadori-libri-testo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwidpfDdsaqVAxUAAAAAHQAAAAAQJQ&quot;&gt;https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/02/leonardo-mondadori-libri-testo/&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;[4] Redazione Kritica, &lt;em data-path-to-node=&quot;18&quot; data-index-in-node=&quot;23&quot;&gt;Leonardo e l&amp;rsquo;industria militare dentro 19 scuole di Roma. Il dossier di BDS&lt;/em&gt;, 23 Giugno 2026, &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;https://kritica.it/fonti-primarie/leonardo-e-lindustria-militare-dentro-19-scuole-di-roma-il-dossier-di-bds/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwidpfDdsaqVAxUAAAAAHQAAAAAQJg&quot;&gt;https://kritica.it/fonti-primarie/leonardo-e-lindustria-militare-dentro-19-scuole-di-roma-il-dossier-di-bds/&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;[5] &lt;em data-path-to-node=&quot;19&quot; data-index-in-node=&quot;4&quot;&gt;Ibidem&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;[6] Cfr. E. Gentili, F. Giusti, &lt;em data-path-to-node=&quot;20&quot; data-index-in-node=&quot;32&quot;&gt;Droni militari Made in Italy: MGI Italia e gli affari di guerra&lt;/em&gt;, 18 Giugno 2026, &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/18/droni-militari-made-italy-mgi-italia-affari-guerra/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwidpfDdsaqVAxUAAAAAHQAAAAAQJw&quot;&gt;https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/18/droni-militari-made-italy-mgi-italia-affari-guerra/&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;[7] A. Capocci, &lt;em data-path-to-node=&quot;21&quot; data-index-in-node=&quot;16&quot;&gt;Studio sui droni dell&amp;rsquo;ateneo di Tel Aviv. Lo ha finanziato l&amp;rsquo;Unione europea&lt;/em&gt;, &amp;laquo;il manifesto&amp;raquo;, 24 Giugno 2026, &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;https://ilmanifesto.it/studio-sui-droni-dellateneo-di-tel-aviv-lo-ha-finanziato-lunione-europea&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwidpfDdsaqVAxUAAAAAHQAAAAAQKA&quot;&gt;https://ilmanifesto.it/studio-sui-droni-dellateneo-di-tel-aviv-lo-ha-finanziato-lunione-europea&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>Libano, scontro sull'accordo con Israele: Teheran rilancia Hezbollah come garante della sovranità nazionale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-libano_scontro_sullaccordo_con_israele_teheran_rilancia_hezbollah_come_garante_della_sovranit_nazionale/45289_67753/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'accordo quadro raggiunto a Washington tra Libano e Israele continua a suscitare forti polemiche, mentre dal fronte della Resistenza arrivano dure critiche contro un'intesa giudicata come nettamente favorevole ai sionisti di Tel Aviv. Secondo numerosi osservatori e commentatori vicini all'asse della Resistenza, il &lt;a href=&quot;https://english.almayadeen.net/news/politics/what-lebanon-actually-signed-away-in-its-deal-with--israel&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;documento&lt;/a&gt; non garantirebbe il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano, ma sancirebbe piuttosto una semplice &quot;ridislocazione&quot; delle forze di occupazione, lasciando a Israele ampia libert&amp;agrave; di intervento militare. I critici dell'accordo sostengono inoltre che Beirut avrebbe accettato di limitare il ricorso agli strumenti giuridici internazionali contro Israele e di assumere l'impegno a disarmare tutte le formazioni armate non statali, con Hezbollah indicato implicitamente come principale destinatario della misura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una scelta che, secondo questa lettura, rischierebbe di alimentare profonde tensioni interne e di compromettere l'equilibrio politico del Paese. In questo contesto si inserisce la presa di posizione di Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida della Rivoluzione Islamica iraniana per gli Affari Internazionali. In un messaggio diffuso sui social, Velayati ha definito Hezbollah &quot;il vero pilastro e garante dell'esistenza e dell'indipendenza del Libano&quot;, sostenendo che la libert&amp;agrave; priva di una reale indipendenza politica si trasformi in una &quot;gabbia dorata&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le dichiarazioni arrivano mentre Washington rivendica il raggiungimento di un &quot;accordo quadro&quot; tra Beirut e Tel Aviv come primo passo verso una futura normalizzazione. Tuttavia, i bombardamenti israeliani sul Libano proseguono e, secondo i dati citati dalle autorit&amp;agrave; libanesi, dall'inizio della nuova offensiva del 2 marzo il bilancio ha raggiunto oltre 4.200 morti e pi&amp;ugrave; di 12.000 feriti, oltre a ingenti distruzioni nei villaggi del sud del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha ribadito che qualsiasi soluzione politica dovr&amp;agrave; avere come limite invalicabile &quot;la piena sovranit&amp;agrave; del Libano e la sua completa indipendenza&quot;. Una posizione che conferma come, nonostante gli sforzi diplomatici, il nodo del ruolo della Resistenza e della presenza israeliana nel sud del Libano continui a rappresentare il principale ostacolo a una stabilizzazione duratura della regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>La Cina si mobilita per il Venezuela</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_cina_si_mobilita_per_il_venezuela/45289_67754/</link>
                    <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Continua ad aggravarsi il bilancio del devastante doppio terremoto che ha colpito il Venezuela mercoled&amp;igrave; scorso. Secondo gli ultimi dati, le vittime hanno superato quota 1.400, mentre le squadre di soccorso venezuelane e internazionali proseguono senza sosta la ricerca di superstiti tra le macerie delle aree costiere pi&amp;ugrave; colpite, in particolare nello Stato di La Guaira e in alcune zone di Caracas.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Ambasciata cinese a Caracas ha &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202606/1364605.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;confermato&lt;/a&gt; la morte di otto cittadini cinesi residenti nel Paese, mentre sono ancora in corso le verifiche sulla situazione degli altri connazionali presenti nelle aree interessate dal sisma. Parallelamente, la comunit&amp;agrave; cinese in Venezuela ha avviato una vasta mobilitazione umanitaria. La Federazione delle Associazioni Cinesi in Venezuela e numerose altre organizzazioni hanno raccolto e distribuito circa 500 tonnellate di beni di prima necessit&amp;agrave;, tra cui acqua potabile, alimenti, latte, pannolini e prodotti per l'igiene, riuscendo ad assistere quasi 10.000 famiglie colpite dalla catastrofe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Valencia, nello Stato di Carabobo, sono stati raccolti oltre 100.000 dollari in donazioni, oltre a decine di tonnellate di viveri e indumenti. Numerosi imprenditori locali hanno inoltre messo gratuitamente a disposizione prodotti essenziali per sostenere le operazioni di soccorso. Pechino ha annunciato l'invio di aiuti umanitari d'emergenza attraverso il governo cinese e la Croce Rossa cinese, ribadendo la disponibilit&amp;agrave; ad aumentare il sostegno nelle prossime fasi dell'emergenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Ministero degli Esteri ha inoltre invitato tutti i cittadini cinesi presenti in Venezuela a mantenere la massima prudenza a causa del rischio di nuove scosse di assestamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                    <title>La concorrenza cinese mette in ginocchio Volkswagen</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_concorrenza_cinese_mette_in_ginocchio_volkswagen/45289_67748/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 16:28:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;industria automobilistica che aveva reso grande la Germania si sta trasformando nel segno pi&amp;ugrave; evidente del declino industriale teutonico. I numeri diffusi nelle ultime ore dal &lt;a href=&quot;https://www.ft.com/content/b68964c9-f3d0-48e8-8873-8f463834936c?syn-25a6b1a6=1&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Financial Times&lt;/a&gt; e confermati da fonti vicine al gruppo dipingono uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato fantascientifico: Volkswagen starebbe valutando un piano di ridimensionamento che prevede l'eliminazione fino a 100mila posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in territorio tedesco. Un colpo al cuore produttivo del Paese che ha costruito la sua potenza economica sulla produzione delle quattro ruote.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gruppo di Wolfsburg, che con i suoi marchi Audi, Bentley, Skoda, Seat e Cupra impiega complessivamente oltre 650mila persone nel mondo, avrebbe gi&amp;agrave; presentato in consiglio di amministrazione le linee guida di questa operazione che raddoppierebbe i tagli annunciati in precedenza. I dirigenti apicali, pur senza confermare ufficialmente i dettagli trapelati, hanno ammesso attraverso un portavoce che &quot;l'intera industria automobilistica e il gruppo Volkswagen stanno attraversando una profonda trasformazione&quot;. E poi aggiunto una frase che suona come un atto di accusa verso s&amp;eacute; stessi: &quot;Il nostro attuale modello di business non funziona pi&amp;ugrave; su tutti i marchi: sviluppare auto in Germania, produrle in Europa ed esportarle nel mondo. Il mondo &amp;egrave; cambiato radicalmente negli ultimi anni&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il mondo che &amp;egrave; cambiato si chiama Cina. Mentre la Germania insisteva sul neoliberismo che ha affondato l&amp;rsquo;Europa intera. I costruttori asiatici, guidati da BYD e Chery, hanno ormai &lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/business/2026/jun/26/vw-cut-jobs-shut-plants-volkswagen-china&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;superato&lt;/a&gt; la soglia del 10% del mercato europeo con modelli elettrici e ibridi plug-in di qualit&amp;agrave; crescente e prezzi competitivi che i colossi tedeschi faticano a contrastare. Un'emorragia che rischia di &quot;restringere in modo permanente&quot; l'automotive tedesco, come avvertono i sindacati, tradizionalmente un baluardo di potere contrattuale ma oggi in trincea contro un'offensiva che non concede tregua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I riflessi della crisi si vedono gi&amp;agrave; sui bilanci. BMW ha destinato un miliardo di euro ai costi di ristrutturazione, il che secondo gli analisti si tradurr&amp;agrave; in circa 10mila posti in meno e un calo del 15% della produzione europea. Mercedes-Benz, da parte sua, ha comunicato ai dipendenti che quest'anno niente bonus estivo e gi&amp;agrave; 5.500 lavoratori hanno accettato le dimissioni volontarie proposte dal programma in corso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure il paradosso &amp;egrave; che le vendite di auto nuove in Europa, a maggio, sono cresciute del 4% rispetto all'anno precedente. Ma a godere di questo incremento non sono le marche storiche del Vecchio Continente. Stellantis, Renault, Ford: tutte vedono la loro fetta di mercato assottigliarsi mentre i marchi cinesi avanzano con un'aggressivit&amp;agrave; che ricorda l'irruzione dei giapponesi negli anni Settanta, ma con una potenza di fuoco molto maggiore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strategia di Oliver Blume, amministratore delegato di Volkswagen, punta a un taglio dei costi di 11 miliardi di euro ma si scontra con la realt&amp;agrave; di un mercato che cambia a velocit&amp;agrave; inedite. Secondo quanto riportato dal Manager Magazin, il piano prevedrebbe la chiusura di quattro fabbriche tedesche nel medio termine, tra cui lo stabilimento Audi di Neckarsulm e gli impianti VW di Hannover, Zwickau ed Emden. Proposte che potrebbero essere ridimensionate nelle prossime settimane, ma che danno la misura della tempesta in corso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tariffe, concorrenza, mercati in stagnazione: il portavoce del gruppo ha parlato di &quot;oneri per l'azienda che raggiungono decine di miliardi di euro all'anno&quot;. Un peso che i sindacati tenteranno di contrastare, ma che rischia di travolgere anche le resistenze pi&amp;ugrave; solide.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'&amp;egrave; un dato che fa riflettere: nei primi due mesi del 2026, Volkswagen ha riconquistato la leadership delle vendite in Cina, scavalcando BYD, ma il fondatore del costruttore cinese ha gi&amp;agrave; dichiarato che l'obiettivo &amp;egrave; diventare il pi&amp;ugrave; grande gruppo automobilistico del mondo entro cinque anni, togliendo la corona a Toyota. Un'ambizione che suona come una minaccia esistenziale per l'intera industria europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per decenni ci hanno raccontato che il mercato, lasciato fare da solo, avrebbe premiato i migliori, che la concorrenza globale era un'opportunit&amp;agrave;, che i profitti sarebbero scesi a cascata fino agli ultimi anelli della catena. Oggi i profitti li incassano gli azionisti, i tagli li subiscono gli operai e i modelli competitivi non nascono pi&amp;ugrave; nei distretti industriali tedeschi ma nelle fabbriche cinesi che lo Stato ha pianificato e sostenuto con pazienza mentre in Europa si smantellava tutto in nome della flessibilit&amp;agrave;. Il neoliberismo ha insegnato alle imprese a pensare solo al breve termine, al costo del lavoro, al rendimento del capitale. Ha spinto a delocalizzare, a precarizzare, a rinunciare alla progettualit&amp;agrave; industriale in cambio di bilanci gonfiati per pochi trimestri. E ora che la partita si gioca sul lungo periodo, sulla capacit&amp;agrave; di investire, di innovare, di presidiare le filiere, ci si accorge che l'ossatura produttiva &amp;egrave; stata svenduta pezzo per pezzo. La Germania, che della qualit&amp;agrave; e dell'ingegneria automobilistica aveva fatto un simbolo nazionale, si scopre esposta perch&amp;eacute; il suo modello di successo non &amp;egrave; stato difeso da politiche industriali serie, ma affidato alla logica spietata del profitto immediato. E il risultato &amp;egrave; sotto gli occhi di tutti: migliaia di posti di lavoro cancellati, stabilimenti che chiudono, un'intera filiera che arretra mentre altri giocano con regole e tempi completamente diversi. Non &amp;egrave; un incidente di percorso, &amp;egrave; la conseguenza naturale di un'ideologia che ha messo il capitale prima del lavoro e la finanza prima della fabbrica. Il fallimento del sistema neoliberista sta scrivendo l'epilogo di un'epoca.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>1826 - L'anno in cui Bolívar sfidò la Dottrina Monroe</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-1826__lanno_in_cui_bolvar_sfid_la_dottrina_monroe/39602_67747/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 15:55:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://www.telesurtv.net/opinion/1826-el-ano-en-que-bolivar-desafio-a-la-doctrina-monroe/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Francesco Ameliach - TeleSur&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 1826 avrebbe dovuto essere l'anno della consacrazione del progetto integrazionista di Sim&amp;oacute;n Bol&amp;iacute;var. Con l'indipendenza del Sud America praticamente consolidata dopo le battaglie di Jun&amp;iacute;n e Ayacucho, il Libertador immaginava un continente unito e forte, capace di competere ad armi pari con le potenze imperiali dell'epoca. Tuttavia, la storia prese una piega ben diversa. Invece della gloria dell'unione, il 1826 divenne l'epicentro di un terremoto politico che inflisse un colpo fatale alla Gran Colombia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per comprendere la portata del disastro, &amp;egrave; necessario collegare tre eventi cruciali accaduti in quell'anno: il Congresso Anfizionico di Panama, la ribellione separatista di La Cosiata in Venezuela e l'insanabile spaccatura ideologica tra Sim&amp;oacute;n Bol&amp;iacute;var e Francisco de Paula Santander.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Congresso Anfizionico di Panama&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Congresso Anfizionico di Panama fu convocato il 22 giugno 1826. L'obiettivo era ambizioso, con tre scopi fondamentali:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Creare un esercito comune. Una cittadinanza continentale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un tribunale arbitrale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, il congresso nacque indebolito. Mentre i delegati discutevano sull'istmo, la Gran Colombia, il paese che lo aveva convocato, si stava dilaniando al suo interno in guerre civili. Le nazioni partecipanti notarono immediatamente questa debolezza, che min&amp;ograve; la credibilit&amp;agrave; dell'evento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Cosiata e il boicottaggio di Santander&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due mesi prima, nell'aprile 1826, era scoppiata a Valencia la ribellione de La Cosiata, guidata dal generale Jos&amp;eacute; Antonio P&amp;aacute;ez. Questo movimento separatista fu il prodotto di intrighi e manipolazioni machiavelliche nascoste promosse a Bogot&amp;agrave; da Santander.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In mezzo a questo caos, il generale Rafael Urdaneta non era ai tavoli diplomatici di Panama, ma il suo ruolo era quello di stratega politico e militare sul fronte interno. Dal Congresso di Bogot&amp;aacute; e delle province, Urdaneta si oppose radicalmente al separatismo di P&amp;aacute;ez e serv&amp;igrave; da contrappeso alla fazione santanderista. Fu l'alleato pi&amp;ugrave; fedele che Bol&amp;iacute;var ebbe nel tentativo di mantenere a galla la struttura della repubblica mentre tutto crollava.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La reale portata di questa crisi non &amp;egrave; stata registrata nei verbali ufficiali, ma nella corrispondenza privata. Per tutto il 1826 Bol&amp;iacute;var mantenne un drammatico scambio di lettere con Urdaneta. Queste lettere costituiscono oggi un riferimento storico fondamentale per comprendere il crollo del progetto di confederazione delle nazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questi documenti &amp;ndash; custoditi e compilati negli archivi storici della corrispondenza del Libertador (come le Memorie del generale O'Leary o i compendi delle Lettere del Liberatore, Vicente Lecuna) &amp;ndash; si osserva la grande preoccupazione di Bol&amp;iacute;var per la disintegrazione del suo sogno di unit&amp;agrave;. Nelle lettere vengono evidenziati i seguenti tre aspetti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La diagnosi del tradimento: nelle sue lettere della met&amp;agrave; del 1826, Bol&amp;iacute;var confessa a Urdaneta il suo dolore per la direzione del governo di Santander, sottolineando che &quot;mentre si cerca l'unione americana a Panama, si semina divisione nel centro della Repubblica&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il terrore dell'anarchia: dopo aver appreso dell'avanzata di La Cosiata, Bol&amp;iacute;var scrisse a Urdaneta descrivendo il movimento di P&amp;aacute;ez come &quot;una ferita mortale&quot;, mostrando la sua angoscia che i sacrifici dell'indipendenza finissero con la dissoluzione totale dello Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;annuncio del ritorno per &amp;ldquo;salvare quello che possiamo&amp;rdquo;: verso la fine dell&amp;rsquo;anno, constatando il fallimento di Panama, Bol&amp;iacute;var conferm&amp;ograve; a Urdaneta il suo imminente ritorno a Caracas con la premessa: &amp;ldquo;Vado l&amp;igrave; per salvare quello che posso da questo naufragio&amp;rdquo;, chiedendo esplicitamente il suo appoggio militare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bol&amp;iacute;var di fronte alle difficolt&amp;agrave;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 1826 sembrava destinato alla tragedia, ma fu proprio in quel periodo che emerse la statura di Sim&amp;oacute;n Bol&amp;iacute;var come statista disposto a tutto pur di scongiurare il caos. Resosi conto che il Congresso di Panama non avrebbe raggiunto i suoi obiettivi e che il Venezuela era in fiamme a causa della ribellione di P&amp;aacute;ez, il Libertador prese il controllo della situazione con azioni drastiche e pragmatiche. Lasci&amp;ograve; il Per&amp;ugrave; e si diresse a nord per affrontare la tempesta. Lungi dal cercare un bagno di sangue che avrebbe immediatamente disintegrato la repubblica, Bol&amp;iacute;var diede priorit&amp;agrave; alla pace sociale. Con una decisione straordinariamente audace e controversa, concesse un'amnistia generale a Jos&amp;eacute; Antonio P&amp;aacute;ez e ai ribelli di La Cosiata. Con questa manovra politica di alto livello, Bol&amp;iacute;var raggiunse tre obiettivi vitali a breve termine:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ferm&amp;ograve; l'imminente secessione del Venezuela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Represse le ondate di anarchia che minacciavano di distruggere le istituzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Egli scongiur&amp;ograve; una devastante guerra civile tra fratelli che avrebbe lasciato il continente indifeso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sebbene questa tregua avesse definitivamente fatto infuriare Santander e incrinato l'ordine giuridico di Bogot&amp;agrave;, per Bol&amp;iacute;var la sopravvivenza dell'unit&amp;agrave; nazionale e della pace continentale erano al di sopra di qualsiasi formalit&amp;agrave; legale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La perseveranza di Bol&amp;iacute;var nel mantenere la coesione nel 1826 non fu un capriccio centralista; scaturiva da una profonda e profetica visione geopolitica. Il Libertador comprese perfettamente che la frammentazione in piccole repubbliche deboli e in guerra tra loro sarebbe stata facile preda delle ambizioni delle potenze straniere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Dottrina Monroe&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tre anni prima, nel 1823, gli Stati Uniti avevano proclamato la Dottrina Monroe con la prola d&amp;rsquo;ordine: &quot;L'America agli americani&quot;. Bol&amp;iacute;var, con sorprendente lucidit&amp;agrave;, individu&amp;ograve; il pericolo nascosto dietro questa apparente posizione difensiva: l'avvertimento di Washington non mirava a difendere l'indipendenza dei popoli del Sud, bens&amp;igrave; a delimitare il proprio territorio per una futura espansione ed egemonia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo motivo, il fallimento del Congresso di Panama e le divisioni causate da La Cosiata rappresentarono un duro colpo per il progetto bolivariano. Bol&amp;iacute;var sapeva che l'unico modo per contrastare il nascente imperialismo del Nord e impedire che l'America Latina diventasse il &quot;cortile di casa&quot; di qualcuno era presentarsi al mondo come un blocco unico e unificato, una grande nazione confederata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Due secoli dopo il tumultuoso anno 1826&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due secoli dopo quel tumultuoso anno 1826, l'eco di quell'anno continua a risuonare. Le azioni di Bol&amp;iacute;var per contenere l'anarchia ci ricordano che l'integrazione latinoamericana non &amp;egrave; un'utopia romantica del passato, ma una necessit&amp;agrave; storica e strategica che rimane assolutamente rilevante per garantire la sovranit&amp;agrave; dei nostri popoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Duecento anni dopo, la Presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela Delcy Rodr&amp;iacute;guez abbraccia le stesse priorit&amp;agrave; di Bol&amp;iacute;var:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prevenire la dissoluzione totale dello Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Preservare la pace interna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prevenire l'anarchia e la guerra civile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella prefazione al Libro Blu, Hugo Ch&amp;aacute;vez afferma: &quot;.&amp;hellip;i nostri popoli si sono sempre pi&amp;ugrave; allontanati dalle loro radici storiche, dove sicuramente si trovano le chiavi per decifrare il terribile enigma che ci tiene in un continuo andirivieni sull&amp;rsquo;orlo dell&amp;rsquo;abisso della storia&amp;hellip;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                            <item>
                    <title>Fratelli d'Italia e l'arte di essere vigliacchi (di Alessandro Orsini)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fratelli_ditalia_e_larte_di_essere_vigliacchi_di_alessandro_orsini/39602_67744/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:04:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;di Alessandro Orsini*&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Immaginiamo che l'Italia abbia dato una mano nella guerra contro l'Iran e che qualche caccia americano decollato dall'Italia abbia poi sganciato missili e bombe sull'Iran; &amp;egrave; dignitoso che l'Italia lo neghi? Voglio dire, sotto il profilo dell'orgoglio e della dignit&amp;agrave; dell'Italia, insomma, sotto il profilo della dignit&amp;agrave; umana, della dignit&amp;agrave; di un popolo e di un intero Paese, &amp;egrave; dignitoso negarlo? &amp;Egrave; dignitoso che la grande stampa lo neghi? &amp;Egrave; dignitoso che Tajani telefoni al Ministro degli Esteri dell'Iran o che Meloni, dopo essersi scagliata contro l'alleato Mark Rutte, urli tra le lacrime: &quot;Te lo giuro, Araghchi, credimi, non &amp;egrave; vero! Noi italiani non abbiamo fatto nulla per aiutare gli americani mentre Trump vi bombardava!&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;I dirigenti di Fratelli d'Italia non hanno fatto altro che ripetere che l'Iran &amp;egrave; un Paese mostruoso. Lo so, l'ho sentito con le mie orecchie, perch&amp;eacute; li ho incontrati da Paolo Del Debbio a Rete 4. Guido Crosetto, il 15 giugno 2025 al Corriere della Sera, durante la guerra dei dodici giorni, disse che se l'Iran avesse costruito la bomba atomica l'avrebbe lanciata contro Israele un minuto dopo.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;E questo non &amp;egrave; ritrarre l'Iran come l'incarnazione del Male?&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Come il Male assoluto?&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Crosetto disse quella frase per legittimare il bombardamento israeliano in corso.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Almeno la dignit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Per me, che amo immensamente il mio Paese, ecco, il mio punto di vista &amp;egrave; che Meloni e Tajani stiano dando vita a uno spettacolo che definire ignobile &amp;egrave; dire molto poco.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; come sostenere Netanyahu negando di averlo sostenuto.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; come negare di sostenere Netanyahu votando contro l'embargo delle armi a Israele nel Parlamento europeo.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; quello stile l&amp;igrave;.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; Fratelli d'Italia.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il 1&amp;deg; luglio parler&amp;ograve; in Sardegna.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Io AMO l'Italia.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Essere vigliacchi e nascondersi dietro un dito non &amp;egrave; un buon modo di amare il proprio Paese.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;*Post Facebook del 27 giugno 2026&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>La finanziarizzazione del Sindacato (di Alessandro Volpi)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_finanziarizzazione_del_sindacato_di_alessandro_volpi/45289_67745/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:01:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;di Alessandro Volpi&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Dal primo luglio entra in vigore la normativa sui fondi pensione. Per gli assunti, nel settore privato, da quella data scatta il silenzio assenso per cui, se entro 60 giorni non viene manifestata una chiara volont&amp;agrave; in senso contrario, i contributi finiranno nel fondo pensione della categoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Se ci sono pi&amp;ugrave; fondi, andranno a quella che ha maggiori iscritti e se non ci sono fondi andranno al Fondo Cometa, che riguarda i lavoratori metalmeccanici.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;A rendere l'adesione ai fondi privati ancora pi&amp;ugrave; incentivata concorre una riduzione del carico fiscale, che si manifesta in termini di deducibilit&amp;agrave; fino a 5300 euro e in termini di aliquota pi&amp;ugrave; bassa sulle plusvalenze, fissata al 20 invece che al 26%. Vale la pena ricordare che questo beneficio significa per lo Stato una minore entrata di circa 6 miliardi di euro l'anno, che vanno a beneficio di meno del 40% dei lavoratori e delle lavoratrici del settore privato.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Naturalmente il minor gettito lo pagano tutti gli altri.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma a colpire &amp;egrave; un altro dato.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Chi gestisce i fondi, a cominciare dallo stesso Fondo Cometa dei lavoratori metalmeccanici? Il fondo ha un suo Consiglio di amministrazione e un collegio sindacale che sono composti per il 50% da rappresentanti dei sindacati e per il 50% da rappresentanti dei datori di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Tale Consiglio per&amp;ograve;, come &amp;egrave; ovvio, non gestisce l'enorme disponibilit&amp;agrave; finanziaria - stiamo parlando di 13-14 miliardi di euro - che proviene dai contributi, ma la affida ai grandi gestori internazionali che decidono dove impiegare questi stessi contributi.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il principale gestore &amp;egrave; BlackRock che usa come &quot;depositario&quot; e garante State Street Bank in una filiera dove gran parte di quel risparmio finisce nelle societ&amp;agrave; di cui BlackRock &amp;egrave; azionista, naturalmente rigorosamente domiciliate in terra Usa e, spesso, con sede in Delaware.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/VNwyfiZVRYg?si=V_TO_J6yFtbfHVOP&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma la finanziarizzazione non finisce qui perch&amp;eacute; dal 31 ottobre entrer&amp;agrave; in vigore la piena &quot;portabilit&amp;agrave;&quot; dei fondi negoziali di categoria che potranno essere affidati dal singolo lavoratore ad una banca o a una assicurazione, mutandone la natura da fondi chiusi in veri fondi aperti dove il peso dei grandi gestori, come BlackRock, sar&amp;agrave; ancora maggiore.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;L'impatto finanziario di tale modifica sar&amp;agrave; cos&amp;igrave; forte che il 29 maggio i sindacati e le associazioni datoriali hanno firmato un &quot;avviso comune&quot; per limitare gli effetti di un simile accelerazione, ma si tratta di un avviso, appunto, che certo potr&amp;agrave; poco contro la norma di legge dove &amp;egrave; prevista la portabilit&amp;agrave; piena.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La finanza &quot;de Sinistra&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
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                            <item>
                    <title>La dittatura dei B&amp;B e la svendita della Puglia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_dittatura_dei_bb_e_la_svendita_della_puglia/29278_67739/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Antonio Di Siena&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;ldquo;Da sindaco ho guidato la citt&amp;agrave; che &amp;egrave; cresciuta di pi&amp;ugrave; per il turismo&amp;rdquo;.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://scontent-mxp2-1.xx.fbcdn.net/v/t39.99422-6/730463855_2054479025483349_4215399731538742350_n.png?stp=dst-jpg_tt6&amp;amp;cstp=mx1171x1173&amp;amp;ctp=s1171x1173&amp;amp;_nc_cat=110&amp;amp;ccb=1-7&amp;amp;_nc_sid=127cfc&amp;amp;_nc_ohc=dq73ZoZHmcMQ7kNvwFtkSxY&amp;amp;_nc_oc=AdqeE_xrDFZ6Bal2l_2JZGNKbrP15H6H-eIdhlm6Xks9qBaKonPmPjWb2H2KKBPuYkQ&amp;amp;_nc_zt=14&amp;amp;_nc_ht=scontent-mxp2-1.xx&amp;amp;_nc_gid=zNxG62B3PZS5QSmjFVTAGQ&amp;amp;_nc_ss=7b2a8&amp;amp;oh=00_Af-7fELhfeyciwu6b3y5h5v8kz7_9MC1_4K_da8PiVhXzw&amp;amp;oe=6A46E0FA&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;501&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ogni volta che leggo dichiarazioni del genere mi cadono le braccia. Perch&amp;eacute; il problema &amp;egrave; esattamente questo: l&amp;rsquo;idea che l&amp;rsquo;aumento dei flussi turistici coincida automaticamente con un aumento del benessere collettivo. La stessa idea che, negli ultimi anni, ha trasformato la rendita immobiliare in politica economica, la proliferazione incontrollata dei B&amp;amp;B in indice di sviluppo, il folklore in brand, il food in principale vettore culturale e la fiscalit&amp;agrave; di transito in leva economica e pilastro dei bilanci comunali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma il presidente lo sa che inflazione, rincari, speculazioni, impossibilit&amp;agrave; di trovare una casa per i redditi medio bassi e conseguente spopolamento dei quartieri sono conseguenze dirette di quello stesso modello? E che la crescita purch&amp;eacute; sia che rivendica orgogliosamente alimenta contemporaneamente precariet&amp;agrave; e sfruttamento generando un enorme costo sociale?&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Mentre si parla di limitazioni agli affitti brevi e di &amp;ldquo;mare democratico&amp;rdquo; a Madonnella l&amp;rsquo;ennesimo fondo sta trasformando un&amp;rsquo;altra intera palazzina in b&amp;amp;b. E a Torre a Mare le spiagge libere - oltre a essere un immondezzaio - continuano a proliferare muri abusivi e accessi negati. &amp;Egrave; questa la Puglia del futuro che la politica immagina e insegue acriticamente?&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La vera sfida non &amp;egrave; prodigarsi per attirare ancora pi&amp;ugrave; visitatori, ma costruire una Puglia capace di produrre ricchezza senza diventare strutturalmente dipendente da rendita e flussi turistici. Una regione in cui il cittadino torni a essere centro e misura delle politiche pubbliche anzich&amp;eacute; un sorridente figurante in costume, un ingranaggio funzionale all&amp;rsquo;economia dell&amp;rsquo;accoglienza. Se si &amp;egrave; capaci di farlo, bene. Diversamente non serve un assessorato al Turismo e non serve manco una giunta regionale. Basta una banalissima agenzia di marketing territoriale.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span class=&quot;html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs&quot;&gt;&lt;a class=&quot;x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f&quot; tabindex=&quot;0&quot; role=&quot;link&quot; href=&quot;https://www.facebook.com/hashtag/turistiacasanostra?__cft__[0]=AZabwosRMehcv4dCSNTQFvI-aAzCyqRPCE4MmPAmK_WywoQrqspMWifIs9esc_Vs3TSAsNc_PBN0O4Aj_YX04xyrZJPYHwWBTwSvZyuDog0IGkEjh7sTBBThKx6HpnYEMxH1z8IvGQZendcLU0_8DW-6U-u267jupbXAWRM9Wpj8Ud1s9fFRegCiuWqnzDGV6Ng&amp;amp;__tn__=*NK-R&quot;&gt;#turistiacasanostra&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;
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&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il DiSsenziente</category>
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                    <title>RIFLESSIONI SULL’ECOPATOLOGIA (di Andrea Zhok)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-riflessioni_sullecopatologia_di_andrea_zhok/39602_67740/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Andrea Zhok*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; estate, fa caldo, e come ogni anno in questo periodo si surriscalda anche il dibattito simil-ecologico sul riscaldamento climatico. Prendo spunto da alcune belle riflessioni di Pierluigi Fagan per cercare di districare l&amp;rsquo;ingarbugliata matassa delle discussioni sul tema e fornire una lettura d&amp;rsquo;insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La premessa di quanto segue &amp;egrave; metodologica e politica: se non impariamo a ragionare distinguendo, se continuiamo a supporre che la forma corretta del dibattere sia la contrapposizione di schieramento, la qualit&amp;agrave; del dibattito politico continuer&amp;agrave; a degenerare. La prima ecologia che dobbiamo imparare a rispettare &amp;egrave; un&amp;rsquo;ecologia del discorso e del pensiero: equilibrio, proporzione, visione organica.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;1) RADICALIZZAZIONE IDEOLOGICA. Il tema ecologico nel dibattito pubblico &amp;egrave; stato spinto dal solito apparato mediatico a gettone su un tipico binario morto di contrapposizione astratta, &amp;ldquo;ideologica&amp;rdquo;. Questo perch&amp;eacute; la complessit&amp;agrave; delle tematiche ambientali &amp;egrave; stata ridotta ad un singolo problema (il riscaldamento climatico). Questo problema &amp;egrave; stato trattato come se ammettesse epistemicamente una singola risposta (l&amp;rsquo;origine antropica), e quella risposta &amp;egrave; stata utilizzata &amp;ndash; come al solito &amp;ndash; per lasciarsi mano libera su interventi &amp;ldquo;emergenziali&amp;rdquo;, antipopolari, asserviti ad interessi particolari, e inutili (rottamazioni forzate, elettrificazione coatta, introduzione di un&amp;rsquo;infinit&amp;agrave; di regole e regolette sulla mobilit&amp;agrave;, sugli immobili, ecc. che colpiscono regolarmente i ceti meno abbienti).&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;2) IL FENOMENO E L&amp;rsquo;INTERPRETAZIONE. Che vi sia stato una fase di riscaldamento climatico accentuato nell&amp;rsquo;ultimo mezzo secolo &amp;egrave; certo. Vi sono ragioni per credere che questo riscaldamento possa avere un&amp;rsquo;origine antropica? S&amp;igrave;, vi sono: possediamo la conoscenza di alcuni meccanismi fisici (effetto serra) e la misurazione di alcune correlazioni. Possiamo dire che queste ragioni hanno carattere apodittico, dimostrativo, ultimativo? No, non possiamo dirlo e ben difficilmente potremo mai dirlo, a causa della natura del problema, che concerne un sistema complesso e unico (il pianeta), e che dunque non pu&amp;ograve; essere sottoposto alle forme dimostrative pi&amp;ugrave; forti, cio&amp;egrave; i test sperimentali con mutamento delle variabili a monte per vedere gli effetti a valle.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;3) DIMOSTRABILIT&amp;Agrave; E PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. Il fatto di non poter plausibilmente pervenire mai ad una dimostrazione compiuta &amp;egrave; ragione sufficiente per sospendere indefinitamente il giudizio? No, non lo &amp;egrave;, per la semplice ragione che siamo di fronte a processi che coinvolgono in maniera potenzialmente assai dannosa l&amp;rsquo;esistenza di tutti. Dunque &amp;egrave; un tipico caso in cui ha senso applicare una forma di principio di precauzione, cio&amp;egrave; agire come se l&amp;rsquo;opzione pi&amp;ugrave; dannosa fosse reale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;4) RIGETTO DELL&amp;rsquo;EMERGENZIALISMO. Assumere il principio di precauzione non significa cadere in una trappola emergenzialista. Il processo di cambiamento climatico, anche se accogliamo l&amp;rsquo;idea della prevalente origine antropica e anche se adottiamo il principio di precauzione, non fa parte di quei problemi per cui una decisione frettolosa &amp;egrave; meglio che niente. Non &amp;egrave; qualcosa che pu&amp;ograve; essere risolto nel breve periodo, non &amp;egrave; qualcosa che richiede decisioni emergenziali, con il consueto ricorso a scorciatoie, decreti, appelli che ben conosciamo tipo &amp;ldquo;NON C&amp;rsquo;&amp;Egrave; PI&amp;Ugrave; TEMPO!&amp;rdquo; e &amp;ldquo;FATE PRESTO!&amp;rdquo;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;5) RIGETTO DELLA DINAMICA AMICO-NEMICO. Un corollario del rifiuto di ogni isteria emergenziale &amp;egrave; quello di accettare ad ogni livello, e soprattutto a livello scientifico, la massima ampiezza di dibattito. Vanno fermamente respinti i meccanismi da gregge che oggi imperversano nel mondo scientifico e accademico, dove ogni posizione eccentrica finisce sotto il fuoco incrociato della denigrazione e del declassamento. Espressioni come &amp;ldquo;negazionista climatico&amp;rdquo; vanno eliminate dal vocabolario. Un dibattito scientifico in cui solo la tesi prevalente pu&amp;ograve; essere sostenuta non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; dibattito scientifico.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;6) LA VERA DIMENSIONE DEL PROBLEMA. Accettare la lettura che traduce &amp;ldquo;problemi ecologici&amp;rdquo; con &amp;ldquo;riscaldamento climatico ad origine antropica&amp;rdquo;, accentuando un&amp;rsquo;interpretazione particolare, finisce per nascondere il quadro generale. E il quadro generale &amp;egrave; piuttosto chiaro: esiste un processo ECOPATOLOGICO generato dalle forme di vita dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; contemporanea &amp;ndash; soprattutto in alcune parti del mondo. Questo processo &amp;egrave; legato ad una doppia tendenza: la crescita demografica mondiale e la crescita della produzione-consumo procapite.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Dal 1900 ad oggi la popolazione del pianeta &amp;egrave; pi&amp;ugrave; che quintuplicata (da 1,6 a 8,3 miliardi) e la produttivit&amp;agrave; procapite &amp;egrave;, approssimativamente, centuplicata. Facendo i conti della serva, possiamo dire che tra quando Heidegger o Wittgenstein erano adolescenti ed oggi il tasso di produzione-consumo planetario &amp;egrave; aumentato di circa 500 volte. Senza abbracciare fantasie malthusiane o luddiste, bisogna riconoscere che questo processo &amp;egrave; intrinsecamente esplosivo. Significa che sia il consumo di risorse, sia la produzione di scarti ed esternalit&amp;agrave; sono cresciute di 500 volte nell&amp;rsquo;arco che separa la generazione dei miei nonni dalla presente. Non bisogna essere apocalittici o catastrofisti per comprendere che una curva esponenziale del genere non &amp;egrave; sostenibile nel lungo periodo.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Nota bene: &amp;Egrave; molto pi&amp;ugrave; difficile sapere QUALI squilibri un simile processo va a creare che sapere CHE una simile tendenza &amp;egrave; destinata a creare gravi squilibri. Questo punto &amp;egrave; cruciale. Noi possiamo nutrire moltissimi sospetti intorno a vari processi degenerativi a livello ambientale, possiamo rilevare l&amp;rsquo;incremento di numerose malattie, identificare processi di depauperamento biologico e desertificazione, possiamo registrare cambiamenti climatici, ecc. e tuttavia l&amp;rsquo;imputazione causale diretta pu&amp;ograve; rimanere elusiva e contendibile per tempi lunghissimi. Possiamo in sostanza essere certi che il sistema &amp;egrave; patologico, senza sapere esattamente quali processi causano esattamente quali danni.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;7) L&amp;rsquo;ORIZZONTE DELLA SOLUZIONE. Se riconosciamo le linee di fondo dell&amp;rsquo;analisi precedente &amp;ndash; e io credo che le riconoscano in molti, anche tra i pi&amp;ugrave; entusiasti sostenitori del sistema &amp;ndash; ci si trova di fronte all&amp;rsquo;orizzonte delle possibili soluzioni. Riducendole all&amp;rsquo;osso le soluzioni che vengono immaginate (e, talvolta, molto pi&amp;ugrave; di rado, esplicitate) sono di tre tipi che chiamer&amp;ograve; SOLUZIONE DELLA FEDE NEL LIBERALISMO TECNOLOGICO, SOLUZIONE DELLA POTATURA CICLICA e SOLUZIONE DEL CAMBIAMENTO DI SISTEMA.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;7.1) LIBERALISMO TECNOLOGICO. La prima soluzione appartiene al novero delle escogitazioni dell&amp;rsquo;economia liberale. Essa suppone che, per ogni problema, il libero sistema della produzione competitiva trover&amp;agrave; una soluzione, non appena quella soluzione sar&amp;agrave; economicamente attraente. Questa &amp;egrave; la forma in cui vengono incanalate oggi tutte le discussioni di natura ecologica, a partire dal riscaldamento climatico. Non si cambia niente a livello sistemico, ma si spinge per la ricerca di qualche soluzione tecnologicamente innovativa, che ha il vantaggio di aprire settori con margini di profitto allettanti. Si spaccia questa soluzione compatibile con i meccanismi di mercato correnti come decisiva. Simultaneamente si producono sistemi di incentivi e disincentivi economici, volti ad orientare il mercato verso le &amp;ldquo;soluzioni innovative&amp;rdquo;. Tutto ci&amp;ograve; viene fatto da molti in buona fede. Tuttavia &amp;egrave; una strategia insieme socialmente ingiusta e materialmente catastrofica.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Socialmente, questo modello mette in cattura tutti coloro i quali hanno difficolt&amp;agrave; a stare all&amp;rsquo;altezza delle richieste di &amp;ldquo;innovazione&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;incremento di controlli e certificazioni, la penalizzazione di beni tecnologicamente obsoleti (automobili, caldaie, ecc.) rispetto a beni tecnologicamente pi&amp;ugrave; avanzati mette sempre pi&amp;ugrave; gruppi sociali con le spalle al muro: si chiede a Mario la mobilit&amp;agrave;, la disponibilit&amp;agrave; a lavorare fuori sede, lo si spinge a vivere in periferia perch&amp;eacute; i costi delle abitazioni urbane esplodono, e poi lo si punisce perch&amp;eacute; non cambia la vecchia automobile con un gioiellino ibrido che costa quanto tre anni del suo stipendio.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma al netto dell&amp;rsquo;ingiustizia, questo modello &amp;egrave; anche del tutto inefficace nell&amp;rsquo;affrontare i problemi. Esso infatti affronta i problemi generati dall&amp;rsquo;iperconsumo e dall&amp;rsquo;iperproduzione ricorrendo a ulteriore crescita di consumo e produzione. Mentre tappa un buco (ammesso che lo faccia) ne crea altri dieci. Il sistema in perenne accelerazione non ha mai il tempo di fare il punto sui problemi da risolvere, perch&amp;eacute; ne genera di nuovi a getto continuo.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;7.2) POTATURA CICLICA. La seconda soluzione &amp;egrave; quella indicibile, ma ben presente agli occhi delle &amp;egrave;lite economiche. Siccome non sono tutti stupidi, anche tra chi &amp;egrave; riccamente beneficato dal sistema ci sono molti che capiscono che il liberalismo tecnologico non risolve nulla. Ufficialmente continuano a supportarlo, ma ufficiosamente prendono in considerazione scenari alternativi. Questi scenari passano attraverso l&amp;rsquo;idea che, non potendo (non volendo) prendere in considerazione un mutamento di paradigma produttivo, l&amp;rsquo;unico punto su cui si pu&amp;ograve; lavorare &amp;egrave; la demografia o l&amp;rsquo;accessibilit&amp;agrave; di beni ai pi&amp;ugrave;. Lo spettro di queste soluzioni vanno da progetti di depopolazione, alla promozione di dinamiche di immiserimento ed esclusione di massa, alla promozione di scenari bellici, all&amp;rsquo;abbattimento della fertilit&amp;agrave; creando condizioni di invivibilit&amp;agrave; per i pi&amp;ugrave;.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L&amp;rsquo;idea di fondo &amp;egrave; semplice e coerente, ed &amp;egrave; quella che &amp;egrave; stato ripetuto da Reagan e Bush, dicendo che &amp;ldquo;il tenore di vita degli americani non &amp;egrave; negoziabile&amp;rdquo;, ma estesa all&amp;rsquo;interno degli stessi paesi ricchi (&amp;ldquo;il tenore di vita delle &amp;egrave;lite non &amp;egrave; negoziabile&amp;rdquo;). Quali soluzioni si percorreranno di volta in volta &amp;egrave; da vedere. Alcune soluzioni saranno apertamente esplicitabili, altre rimarranno tra le righe, altre ancora saranno del tutto clandestine, ma il punto di fondo &amp;egrave;, perdonate la semplificazione: &amp;ldquo;Povery, dovete morire.&amp;rdquo;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Che ci&amp;ograve; avvenga abbattendo i sistemi sanitari e il welfare, creando condizioni di vita e lavoro che distruggono la fertilit&amp;agrave;, lasciando che i morti di fame si ammazzino tra di loro per le briciole del sistema, oppure inducendoli ad ammazzarsi tra di loro mettendogli un&amp;rsquo;uniforme, queste sono decisioni particolari, secondarie.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;7.3) IL CAMBIAMENTO DI SISTEMA: La terza soluzione &amp;egrave; in certo modo ovvia, ma oggi persino difficile da dichiarare. Siccome i problemi di cui sopra sono alimentati e resi insolubili da una specifica organizzazione sociale, bisogna mutare questa organizzazione. Un sistema che ha bisogno di crescita illimitata, che non pu&amp;ograve; tollerare neppure una lunga pausa di stazionariet&amp;agrave; senza collassare, &amp;egrave; patogeno. Ovviamente il punto di questo sistema non &amp;egrave; e non &amp;egrave; mai stato il soddisfacimento di bisogni, neppure dei bisogni pi&amp;ugrave; elaborati e raffinati. Se si pensa che dagli inizi del &amp;lsquo;900 ad oggi la produttivit&amp;agrave; procapite &amp;egrave; centuplicata ma l&amp;rsquo;orario di lavoro &amp;egrave; rimasto sostanzialmente immutato, si capisce bene che per il sistema ogni capacit&amp;agrave; produttiva supplementare deve essere impiegata per alimentare il circolo produzione-consumo, e non per liberare tempo umano, non per liberare energie fisiche e mentali. L&amp;rsquo;avvento prossimo venturo dell&amp;rsquo;AI in massa sui posti di lavoro &amp;egrave; destinato a seguire la stessa parabola: esplosione di produttivit&amp;agrave; e di margini di profitto, carichi di lavoro immutati per chi lavora, competizione aumentata per accedere ad un lavoro qualunque (e dunque compressione salariale).&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Per uscire da questo modello bisogna accettare la sua trasformazione in un modello alternativo. E anche qui, di modelli possibili ce ne sono principalmente tre. Un modello dove la SOVRANIT&amp;Agrave; NAZIONALE contiene e governa i meccanismi di mercato; un modello dove a contenere e governare i meccanismi di mercato &amp;egrave; una forma di SOVRANIT&amp;Agrave; POPOLARE, ed infine un modello di autoritarismo coattivo delle &amp;egrave;lite, che possiamo chiamare TECNOFEUDALESIMO.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Sovranit&amp;agrave; nazionale e sovranit&amp;agrave; popolare sono distinguibili, ma non necessariamente in opposizione. Un sistema come quello della Cina popolare o del moderno Iran sono sistemi in cui la sovranit&amp;agrave; nazionale riesce a governare e contenere i meccanismi di mercato. Il che significa che, se c&amp;rsquo;&amp;egrave; la volont&amp;agrave; politica, &amp;egrave; possibile crescere ma anche decrescere o rimanere in una condizione economicamente stazionaria. Ovviamente, quanto pi&amp;ugrave; un sistema si integra nel meccanismo dei mercati mondiali e ne accetta le regole, tanto pi&amp;ugrave; difficile &amp;egrave; mantenere il potere in situazioni di assenza di crescita.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Un sistema a sovranit&amp;agrave; popolare deve avere caratteristiche di tipo socialista / comunista, cio&amp;egrave; deve sottoporre i meccanismi di mercato ad un controllo governato da un fattore unificante di carattere costituzionale, mosso da un impianto di regole e principi che garantiscano la giustizia sociale. Esistono numerosi modelli, ma va detto che storicamente quelli pi&amp;ugrave; duraturi hanno sempre abbinato istanze socialiste a forme di sovranit&amp;agrave; nazionale. Non &amp;egrave; necessario che il mercato venga abolito, esso deve essere circoscritto, diviene un gioco interno, un sistema che non pu&amp;ograve; essere mai nelle condizioni di rimpiazzare il meccanismo politico.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il terzo modello &amp;egrave; quello che abbiamo chiamato &amp;ldquo;tecnofeudalesimo&amp;rdquo;, ed &amp;egrave; la soluzione che pi&amp;ugrave; da vicino minaccia la scena occidentale. L&amp;rsquo;accrescimento del potere su base tecnologica, il suo accentramento nelle mani dei detentori di grandi capitali, la progressiva separazione di questi gruppi dalla societ&amp;agrave; (gated communities) prelude ad un possibile scenario dove le rimanenze della democrazia formale vengono estinte e sostituite direttamente da un governo di grandi corporations, che esercitano un potere illimitato di tipo tecnologico coattivo sulla grande massa della popolazione.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;*Post Facebook del 28 giugno 2026&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>&quot;La patria di tutte le vergogne&quot;: l'UE volta le spalle al Libano </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_patria_di_tutte_le_vergogne_lue_volta_le_spalle_al_libano/39602_67741/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Paolo Desogus*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Libano rischia di fare la fine della Cisgiordania e di Gaza. Non &amp;egrave; un&amp;rsquo;ipotesi iperbolica, &amp;egrave; l&amp;rsquo;esito degli scellerati accordi di Washington firmati da Usa, Israele e da una pattuglia libanese di diplomatici corrotti, che stanno portando il paese alla guerra civile.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L&amp;rsquo;accordo prevede che Israele resti nei territori occupati finch&amp;eacute; Hezbollah non sar&amp;agrave; disarmata, compito lasciato in carico all&amp;rsquo;esercito libanese. Non ci vuole per&amp;ograve; un grande esperto di geopolitica per sapere che le forze militari del Libano non sono minimamente in grado di adempiere a questo scopo. Come non &amp;egrave; cos&amp;igrave; difficile osservare che il solo tentativo di smilitarizzare Hezbollah sia l&amp;rsquo;anticamera della guerra civile, dal momento che questo gruppo ha radici profonde nel paese.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Di fatto a Beirut si sono gi&amp;agrave; verificati dei duri scontri. Ed &amp;egrave; probabile che in questa situazione aumentino, in una situazione di caos dove l&amp;rsquo;Idf avr&amp;agrave; buon gioco a ripetere gli atti terroristici delle scorse settimane.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele non ha del resto alcun interesse che Hezbollah venga disarmato. E non &amp;egrave; un paradosso, &amp;egrave; una sua vecchia strategia di conquista. Esattamente come nel caso di Hamas, Israele basa il suo programma di annessione sulla necessit&amp;agrave; di combattere un nemico che non muore mai, che non pu&amp;ograve; morire re e che, proprio per questo, garantisce la guerra perpetua e dunque nuovi pretesti militari per l&amp;rsquo;Idf. Come per i territori palestinesi, Israele si manger&amp;agrave; pezzo per pezzo anche il Libano, magari appoggiandosi ancora una volta a politici corrotti, pronti a vendere il proprio paese.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;In tutto questo noi siamo direttamente coinvolti perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;Iran ha invece chiesto che Israele lasci il Libano subito e termini la sua guerra di occupazione. I Pasdaran sono decisi a tenere Hormuz ancora chiuso finch&amp;eacute; Israele non si sar&amp;agrave; ritirato e non avr&amp;agrave; rinunciato ai suoi progetti di annessione.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ecco, siano arrivati a questo punto. L&amp;rsquo;integrit&amp;agrave; territoriale del Libano &amp;egrave; oggetto di difesa dell&amp;rsquo;Iran, di uno stato spesso considerato canaglia. L&amp;rsquo;Europa che ha straparlato di valori e di sovranit&amp;agrave; violata per l&amp;rsquo;Ucraina non muove un dito per il Libano, come del resto non ha fatto nulla contro il genocidio a Gaza.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L&amp;rsquo;Europa &amp;egrave; sprofondata in un abisso di morte e ipocrisia. &amp;Egrave; la patria di tutte le vergogne.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;*Post Facebook del 28 giugno 2026&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/461db16959ae3667045ed7720ea5d44c.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Il Primo Ministro lettone ha elencato i &quot;vantaggi&quot; dell'adesione accelerata dell'Ucraina all'UE </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_primo_ministro_lettone_ha_elencato_i_vantaggi_delladesione_accelerata_dellucraina_allue/82_67742/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il primo ministro lettone Andris Kulbergs, in un'intervista al canale televisivo polacco TVP WORLD, ha dichiarato che l'accesso accelerato dell'Ucraina all'Unione Europea consentir&amp;agrave; ai paesi europei di accedere alle risorse ucraine. &quot;Vale la pena notare che l'Ucraina possiede vaste risorse che pu&amp;ograve; mettere a disposizione.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L'UE sta affrontando una carenza di risorse. Abbiamo bisogno di un partner per estrarre le risorse naturali necessarie alla nostra industria&quot;, ha affermato, rispondendo a una domanda sui vantaggi dell'adesione dell'Ucraina all'UE.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;In seguito a una domanda di approfondimento da parte di un giornalista, Kulbergs ha spiegato che la discussione verteva sulla collaborazione e sul reciproco vantaggio.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Quindi &amp;egrave; una situazione vantaggiosa per tutti. Non dovremmo considerarli concorrenti, ma partner&quot;, ha aggiunto.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Ucraina e la Moldavia hanno ottenuto lo status di paesi candidati all'adesione all'UE nel giugno 2022. L' Unione Europea ha ripetutamente sottolineato che tale decisione era principalmente simbolica e mirava a sostenere Kiev e Chi?in?u nel loro confronto con Mosca.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;(Marinella Mondaini)&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Andris-Kulbergs.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La serpe in seno (di Marco Travaglio)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_serpe_in_seno_di_marco_travaglio/39602_67743/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Marco Travaglio - Fatto quotidiano 28 giugno 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;assenza di Zelensky al vertice di Danzica per la ricostruzione dell&amp;rsquo;Ucraina (che tutti continuano a distruggere), gli accordi di cooperazione fra industrie militari di Kiev e dei Paesi Ue e i deliri di Von der Leyen e Kallas sull&amp;rsquo;esigenza di &amp;ldquo;integrare&amp;rdquo; i nostri sistemi di difesa con quello ucraino dovrebbero terrorizzarci per il futuro che ci stanno apparecchiando gli irresponsabili sgovernanti d&amp;rsquo;Europa. In 52 mesi di guerra la Polonia &amp;egrave; stata il Paese Ue pi&amp;ugrave; filo-ucraino e anti-russo con le repubblichette baltiche, fra i pi&amp;ugrave; prodighi di armi e i pi&amp;ugrave; ostili ai negoziati, nonch&amp;eacute; complice dell&amp;rsquo;attentato ai gasdotti Nord Stream perpetrato da Kiev con l&amp;rsquo;avallo di Biden. Poi Zelensky ha celebrato come &amp;ldquo;eroi&amp;rdquo;, intitolando loro un&amp;rsquo;unit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;esercito, i nazionalisti dell&amp;rsquo;Upa, l&amp;rsquo;Armata insurrezionale ucraina che nella II guerra mondiale fiancheggi&amp;ograve; i nazisti contro l&amp;rsquo;Urss e massacr&amp;ograve; oltre 100mila civili fra polacchi ed ebrei in Volinia ed Est Galizia. Uno sterminio che il Parlamento polacco considera &amp;ldquo;genocidio&amp;rdquo;: infatti Varsavia ha revocato a Zelensky l&amp;rsquo;onorificenza dell&amp;rsquo;Aquila Bianca. E Mosca ci ha intinto il biscotto: &amp;ldquo;Ecco, vedete che Zelensky &amp;egrave; nazista?&amp;rdquo;. Ovviamente &amp;egrave; propaganda: Zelensky fu eletto nel 2019 perch&amp;eacute;, da buon russofono e russofilo, prometteva la pace con Putin. Poi fece l&amp;rsquo;opposto, mettendosi sotto il ricatto e la protezione dei nazi-nazionalisti: quelli che spararono a Maidan nel 2014 per i servizi Usa, venerano il collaborazionista Bandera, esibiscono svastiche, animano battaglioni neri come l&amp;rsquo;Azov e il Dnipro e sabotano ogni negoziato: fino al 2022, d&amp;rsquo;intesa con Usa e Uk, minacciarono ministri e deputati per impedire a Poroshenko e Zelensky di rispettare gli accordi di Minsk dando l&amp;rsquo;autonomia al Donbass; e dopo l&amp;rsquo;invasione han seguitato a intimidire il governo perch&amp;eacute; respinga qualsiasi compromesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nazionalismo ucraino &amp;egrave; maggioritario nelle regioni occidentali: se non ha mai vinto le elezioni &amp;egrave; perch&amp;eacute; era controbilanciato dai voti dei russofoni e russofili del Sud-Est. Ma ora che gli&amp;nbsp;&lt;em&gt;oblast&lt;/em&gt; di Crimea, Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia sono in tutto o in parte occupati e votano ormai alle elezioni russe, alle prossime elezioni l&amp;rsquo;Ucraina si trover&amp;agrave; l&amp;rsquo;estrema destra al governo, con ministri nazi-fascisti, come gi&amp;agrave; dopo il golpe bianco di Maidan e prima della frenata di Zelensky (che fece il pieno proprio in Donbass e dintorni). Ogni negoziato verr&amp;agrave; boicottato e, se la pace fosse siglata prima del voto, sarebbe rinnegata subito dopo. A quel punto un&amp;rsquo;Ucraina integrata nell&amp;rsquo;Ue o, peggio, nel nostro sistema di difesa, ci trasciner&amp;agrave; in una guerra permanente contro la Russia. E scopriremo, come sempre troppo tardi, di esserci allevati una serpe in seno. O magari chiederemo a Putin di difenderci.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
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                    <title>TRUMP REGALERÀ ALL'IRAN PIÙ DI UN ANNO DEL SUO PIL (di Pino Arlacchi)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-trump_regaler_alliran_pi_di_un_anno_del_suo_pil_di_pino_arlacchi/45289_67746/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Pino Arlacchi*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La superficialit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;ignoranza di molti commentatori impedisce loro di valutare le effettive proporzioni del fiasco di Donald Trump in Iran nonch&amp;eacute; la situazione a dir poco sconcertante creata dai termini dell&amp;rsquo;intesa di pace in discussione. I 14 punti del Memorandum of understading vengono scorsi senza rendersi conto del peso reale di uno di essi. Quello che riguarda il fondo per la ricostruzione del Paese attaccato dall&amp;rsquo;operazione &amp;ldquo;Epic Fury&amp;rdquo; tra il 28 febbraio e il 17 giugno. &amp;ldquo;Epic Fury&amp;rdquo; vuol dire &amp;ldquo;Furia Epica&amp;rdquo;. Ma contro chi, in fin dei conti?&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Lascia senza parole, in verit&amp;agrave;, la somma di 300 miliardi di dollari che gli Stati Uniti si impegnano a convogliare in Iran per la ricostruzione del Paese. Il Pil dell&amp;rsquo;Iran, infatti, ammonta esattamente a questa cifra, a cui vanno aggiunti i fondi derivanti dalla riduzione delle sanzioni (stimabili in 40-70 miliardi anno), pi&amp;ugrave; i 24 miliardi di depositi iraniani congelati finora nelle banche internazionali, pi&amp;ugrave; le entrate dei pedaggi futuri su Hormuz. Anche se si materializzer&amp;agrave; in forma ridotta, il pool di risorse trumpiane si aggiunge al programma venticinquennale da 400 miliardi di dollari di investimenti cinesi in Iran firmato nel 2021 e in fase di esecuzione. Esso riguarda la ristrutturazione dell&amp;rsquo;industria degli idrocarburi e la modernizzazione dei trasporti e della manifattura, in cambio di&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;una fornitura di petrolio stabile e a prezzi scontati.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il bonus di oltre 400 miliardi di dollari che l&amp;rsquo;aggressore si accinge a consegnare all&amp;rsquo;aggredito come tacito rimborso dei danni di guerra non ha precedenti storici n&amp;eacute; logici, in quanto il suo ammontare &amp;egrave; molto superiore al risarcimento chiesto dallo stesso Iran: circa 270 miliardi di dollari. La Mezzaluna Rossa iraniana ha calcolato 125.630 strutture non militari danneggiate, incluse circa 100.000 unit&amp;agrave; residenziali, 23.500 unit&amp;agrave; commerciali; 339 strutture mediche, 32 universit&amp;agrave; e 857 scuole: 145 miliardi di dollari. A cui occorre aggiungere i danni a impianti industriali e attrezzature e depositi militari.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Si resta allibiti perch&amp;eacute; non si &amp;egrave; mai visto un Paese che ne attacca un altro, lo bombarda per sei settimane, dichiara di avere vinto, invoca un cessate il fuoco e nell&amp;rsquo;accordo di pace, invece di pretendere il rimborso delle spese sostenute dalle proprie forze armate, si impegna a risarcire lo sconfitto con una cifra iperbolica, superiore al suo prodotto interno lordo di un anno. E c&amp;rsquo;&amp;egrave; quasi da non credere alla beffarda pretesa di Trump di includere nel consorzio dei 300 miliardi con destinazione Iran i Paesi del Golfo bombardati dal medesimo. E tutto questo in cambio di che cosa? L&amp;rsquo;Iran non deve cedere nulla di significativo in termini di questione nucleare perch&amp;eacute; ha firmato e rispettato con cura il Trattato di non proliferazione e ha continuato a rispettarlo anche dopo la firma nel 2015 dell&amp;rsquo;accordo con le potenze occidentali e la Russia. Accordo che fu l&amp;rsquo;unico successo della presidenza Obama, stracciato dal primo Trump nel 2018.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La postura anti-nuclearista di Teheran &amp;egrave; nota, solida, e di lunga data. Ed &amp;egrave; sancita da una specifica Fatwa, iniziata con Khomeini e indebolita dal colpo di genio americano dell&amp;rsquo;assassinio del principale anti-nuclearista ai vertici del Paese, il leader supremo Khamenei. E l&amp;rsquo;agitazione internazionale su un Iran che potrebbe dotarsi di una atomica? &amp;Egrave; una faccenda pi&amp;ugrave; complicata di quanto sembri, nella quale confluiscono l&amp;rsquo;interesse israeliano a tenere viva una minaccia che li aiuti a mantenere il proprio monopolio nucleare in Medio Oriente e l&amp;rsquo;interesse non dichiarato dell&amp;rsquo;establishment iraniano ad alimentare un sospetto che diventa un asset da far valere sul tavolo negoziale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L&amp;rsquo;Iran, inoltre, non ha preso alcun impegno sulla rottura della sua alleanza con gli Hezbollah del Libano, gli Houthi dello Yemen e le milizie sciite dell&amp;rsquo;Iraq e della Siria. E terr&amp;agrave; le mani libere su Hormuz, pronto di far pagare un pedaggio in accordo con l&amp;rsquo;Oman.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Risparmiamoci adesso le facili battute sulla stabilit&amp;agrave; mentale di Trump, sulla sua vocazione di agente involontario di potenze straniere e sulla sua possessione da parte di uno spirito maligno anti-occidentale e anti-americano. Trump che diventa quella sorta di &amp;ldquo;mostro&amp;rdquo; evocato da Gramsci come tipico delle transizioni epocali. Limitiamoci a rilevare come la domanda su chi ha davvero vinto la guerra tra Usa e Iran sia diventata, a questo punto, superflua.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;P.s. Mentre finisco di scrivere questo commento, leggo il seguente post pubblicato da un tifoso del Belgio dopo la partita contro l&amp;rsquo;Iran terminata con un pareggio: &amp;ldquo;Non abbiamo vinto la partita contro l&amp;rsquo;Iran, ma almeno non ci &amp;egrave; costata 300 milioni di dollari&amp;rdquo;.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;br /&gt;*[di Pino Arlacchi | Il Fatto Quotidiano | 25 giugno 2026&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/donald-trump6.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La Marina britannica è rimasta senza sottomarini d'attacco operativi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_marina_britannica__rimasta_senza_sottomarini_dattacco_operativi/82_67738/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 12:55:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Secondo quanto &lt;a href=&quot;https://ukdefencejournal.org.uk/britain-left-without-single-attack-submarines-at-sea-again/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riportato&lt;/a&gt; da UK Defence Journal, che cita fonti aperte, al momento nessun sottomarino d'attacco della Royal Navy britannica si trova in mare. Questo significa che il Regno Unito non dispone di sottomarini per missioni di sorveglianza o combattimento in acque profonde. Non si tratta di un problema nuovo, essendosi gi&amp;agrave; verificato in passato, e sebbene alcune unit&amp;agrave; siano state disponibili in alcuni periodi, la maggior parte della flotta ha trascorso pi&amp;ugrave; tempo in bacino di carenaggio che in operazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di tutti i sottomarini di classe Astute in servizio, due sono inattivi presso la base scozzese di Faslane dopo lunghi periodi di inattivit&amp;agrave;. Altri due sono sottoposti a un'ampia manutenzione a Devonport, nel sud-ovest dell'Inghilterra, l'unica base in grado di operare su sottomarini a propulsione nucleare. Un quinto &amp;egrave; rientrato dal mare ma non &amp;egrave; ancora idoneo alla navigazione. Un sesto &amp;egrave; gi&amp;agrave; stato consegnato ma &amp;egrave; ancora in fase di collaudo, e l'ultimo &amp;egrave; ancora in costruzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La carenza non &amp;egrave; dovuta alle prestazioni dei sottomarini in mare, bens&amp;igrave; alla difficolt&amp;agrave; di mantenerli operativi. La manutenzione pu&amp;ograve; essere effettuata solo a Devonport, e gran parte di questa capacit&amp;agrave; &amp;egrave; occupata dai sottomarini a propulsione nucleare, che devono essere sempre disponibili. Ci&amp;ograve; lascia poco spazio per la riparazione dei sottomarini d'attacco. A questo si aggiunge la mancanza di bacini di carenaggio, pezzi di ricambio e personale specializzato, al punto che &amp;egrave; stato necessario rimuovere componenti da un sottomarino per effettuare la manutenzione di altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi sottomarini proteggono le navi che trasportano missili nucleari e sono gli unici in grado di lanciare missili Tomahawk. Con queste unit&amp;agrave; indisponibili, la Marina perde capacit&amp;agrave; operative in diversi settori. Inoltre, i sommergibilisti non possono mantenere le proprie competenze in porto, quindi la Marina si affida agli alleati per l'addestramento dei suoi ufficiali. L'alto comando ha riconosciuto il problema e ha avviato un piano di recupero, sebbene i lavori necessari richiederanno anni. Il Ministero della Difesa ha dichiarato di non commentare lo stato della flotta, ma ha assicurato che le acque sono protette.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
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                            <item>
                    <title>Medvedev: in Armenia ingerenze occidentali senza precedenti</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-medvedev_in_armenia_ingerenze_occidentali_senza_precedenti/82_67737/</link>
                    <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 12:10:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'ingerenza occidentale nella recente campagna elettorale armena &amp;egrave; stata senza precedenti, ha &lt;a href=&quot;https://tass.com/politics/2152611&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;affermato&lt;/a&gt; Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo e presidente del partito Russia Unita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha fatto riferimento alla persecuzione di Gagik Tsarukyan, leader del partito Armenia Prospera, da parte delle autorit&amp;agrave; armene filo-occidentali. Secondo Medvedev, Yerevan ha lanciato &quot;una nuova ondata di rappresaglie contro i membri dell'opposizione che i circoli al potere considerano scomodi&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Questo &amp;egrave; stato accolto dal silenzio assoluto dei Paesi occidentali, la cui ingerenza nella recente campagna elettorale &amp;egrave; stata senza precedenti. In linea con le loro pratiche neocoloniali preferite, hanno letteralmente portato l'apparato statale armeno al controllo manuale&quot;, ha dichiarato il politico, citato dall'ufficio stampa di Russia Unita. Sar&amp;agrave; estremamente difficile per l'Armenia sfuggire a un simile diktat, ha aggiunto il politico russo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Medvedev, l'Occidente tratta l'Armenia semplicemente come uno strumento contro la Russia, al pari dell'Ucraina. &quot;L'Occidente considera il Paese semplicemente come uno strumento contro la Russia ed &amp;egrave; interessato soprattutto a sgomberare il campo politico da tutte le forze che auspicano relazioni sane tra Yerevan e Mosca&quot;, ha osservato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha avvertito che qualsiasi mossa da parte di Yerevan per recidere i legami tradizionali con la Russia avrebbe inevitabilmente gravi conseguenze per il popolo armeno. &quot;All'UE non importa che la gente comune debba inevitabilmente affrontare pesanti conseguenze da qualsiasi tentativo di recidere legami che hanno richiesto decenni per essere consolidati&quot;, ha sottolineato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Medvedev ha ribadito che la Russia giudicher&amp;agrave; le intenzioni delle autorit&amp;agrave; armene in base alle loro azioni concrete.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
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