<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0">
    <channel>
        <title>Feed RSS di lantidiplomatico.it</title>
        <link>https://www.lantidiplomatico.it</link>
        <image>
            <url>https://www.lantidiplomatico.it/images/logo/logo-v2.png</url>
            <title>www.lantidiplomatico.it</title>
            <link>https://www.lantidiplomatico.it/</link>
        </image>
        <description>News di attualità globale attraverso competenza, passione e dedizione</description>

                        <item>
                    <title>Fulvio Grimaldi - Cantico per l’Iraq. DAMNATIO MEMORIAE.  “Saddam l’hanno fatto gli americani, Hamas l’ha fatto Israele”</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fulvio_grimaldi__cantico_per_liraq_damnatio_memoriae__saddam_lhanno_fatto_gli_americani_hamas_lha_fatto_israele/58662_66927/</link>
                    <pubDate>Tue, 19 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fulvio Grimaldi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Squalificare l&amp;rsquo;avversario, seppellirlo sotto un uragano di calunnie, creare un&amp;rsquo;opinione pubblica delusa, disgustata, scoraggiata che, considerando male minore la guerra all&amp;rsquo;esistenza del mostro, ti segua nel tuo intento di farlo fuori. Creare un ambiente mediatico e, ove possibile, anche accademico, dell&amp;rsquo;intrattenimento, per non lasciare pi&amp;ugrave; alcuno spiraglio al dubbio che, sotto una campagna del genere, vi possa essere qualche intenzione malevola e strumentale. Dare ampio spazio alle ONG dei diritti umani, efficaci soprattutto sui sinceri democratici, quelle di un &amp;rdquo;Occidente che ha certo difetti, ma niente di paragonabile a una dittatura e a dei terroristi&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono tecniche che conosciamo fin da quando le praticavano gli storici del Senato Romano e di cui le religioni, monoteistiche ed esclusiviste, hanno colto il valore evangelizzatore: contro gli eretici bastava diffondere la voce che quel blasfemo negava il Cristo dio, o quella donna, andando a raccogliere legna nel bosco dopo il tramonto, sicuramente cercava incontri satanici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto vero, ampiamente noto ai minimamente armati di diffidenza verso chi ti bombarda con verit&amp;agrave; dall&amp;rsquo;alto, per cui resta difficile cascare ancora preda del vittimismo accusatorio di un Netanyahu, o credere a chi, a innesco di ogni protesta colorata in Iran, presenta il caso risolutivo. Una ragazza &amp;ldquo;ammazzata dalla polizia&amp;rdquo;, che magari poi risuscita in Germania (Neda Soltan 2009); o un&amp;rsquo;altra, &amp;ldquo;pestata a morte&amp;rdquo;, ma deceduta in ospedale di un male cronico (Mahsa Amini 2022); o una terza, &amp;ldquo;lapidata per aver resistito alle violenze del marito&amp;rdquo;, ma rilasciata dopo una condanna a otto anni per aver ucciso con l&amp;rsquo;amante il marito, mediante veleno e scosse elettriche (Sakineh Mohammadi, 2006).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei miei quasi settant&amp;rsquo;anni ne ho viste. A partire da quando, nel mondo del dopoguerra, &amp;ldquo;tutti i tedeschi sapevano dei lager e sono responsabili&amp;rdquo; e io, ragazzino da quelle parti, mi ricordavo di quanto quei tedeschi fossero rimasti stravolti ed esterrefatti all&amp;rsquo;emergere degli scheletri viventi da Auschwitz o Dachau. E a continuare quando, testimone della strage di 14 civili a Derry, Nord Irlanda, 1972, sotto i colpi dei par&amp;agrave; di Sua Maest&amp;agrave;, la sera sentii il generale Sir Robert Ford, comandante in capo, affermare che quei par&amp;agrave; si erano dovuti difendere dai terroristi dell&amp;rsquo;IRA, di cui non c&amp;rsquo;era stata l&amp;rsquo;ombra.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagneronine2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;579&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Moneta di Nerone sfregiata&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ho raccontato niente di particolarmente inedito. Ma avendo scritto nel titolo &lt;em&gt;damnatio memoriae,&lt;/em&gt; vale a dire sanzione postuma di &amp;ldquo;indegnificazione&amp;rdquo;, per malefatte vere o false, torniamo a Roma dove ne sono stati specialisti gli storici legati alla casta feudataria e usuraia del Senato, come Tacito o Svetonio, nei confronti di imperatori che a quel Senato sottraevano poteri e sostenevano le ragioni della plebe, tipo Caligola o Nerone. &amp;nbsp;Una &lt;em&gt;damnatio&lt;/em&gt;, la loro, che pochi e a fatica storici moderni sono riusciti a incrinare. Del resto, niente di insolito: raramente la storiografia prescinde dal vento che tira. Cosa che vale in termini analoghi per i rapporti che il nostro mainstream intrattiene con i poteri finanziari. E con quelli dei loro membri che manovrano il mestolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui voglio parlare di due esempi dell&amp;rsquo;argomento in questione, che incidono sulla mia personale e professionale vita ed esperienza e continuano a inserire uno specchio deformante tra lo sguardo dell&amp;rsquo;opinione pubblica e la realt&amp;agrave;. Saddam Hussein, &amp;ldquo;uomo degli americani&amp;rdquo; ieri e, oggi, Hamas, formazione &amp;ldquo;creata, o, quanto meno, lasciata nascere e svilupparsi, da Israele&amp;rdquo;. Ne va, sia dell&amp;rsquo;assoluta superiorit&amp;agrave; degli uni, che ne perpetui il poter e il prestigio, sia del valore morale dell&amp;rsquo;altro, da annichilire tramite negazione dell&amp;rsquo;asserita identit&amp;agrave; e della dignit&amp;agrave; di antagonista nel nome dei deboli e perseguitati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da Fratellanza Musulmana Palestinese a Hamas&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; una lunga vicenda, segnata da varianti e trasformazioni, quella della resistenza islamica in Palestina. Ne ho visto i primordi nel 1970. Con altri volontari &amp;ldquo;internazionali&amp;rdquo;, sul tipo delle Brigate di Spagna, mi sono trovato a fianco di militanti palestinesi di varia matrice, islamica, marxista, nazionalista. Operavamo da basi ricavate dalle grotte sulle colline che guardano la valle del Giordano occupata da Israele. E&amp;rsquo; in quegli anni che, fondato da Sheikh Ahmed Yassin (poi assassinato da Israele) e da altri esponenti palestinesi della Fratellanza Musulmana, nasce, prodromo di Hamas, il Centro Islamico, associazione impegnata soprattutto in azioni umanitarie e di welfare per i profughi nei campi e nelle aree emarginate dei centri urbani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La leggenda di un Israele che avrebbe favorito l&amp;rsquo;evoluzione dell&amp;rsquo;organizzazione combattente Hamas, trae spunto dal fatto che Tel Aviv, vedendo nel prevalere della motivazione religiosa su quella nazionalista dell&amp;rsquo;OLP di Arafat, aveva accettato di buon grando la moltiplicazione delle moschee (solo a Gaza da 77 nel 1967 a 150 nel 1986). Analogamente aveva tollerato anche il sostegno finanziario del Qatar ai funzionari e dipendenti delle entit&amp;agrave; religiose. Sostegno, che non essendo consentite banche palestinesi, doveva superare il controllo delle autorit&amp;agrave; israeliane, con relative alterazioni di destinazione e perfino riduzione delle somme, come denunciate dal governo di Hamas.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il contributo di Israele alla nascita e allo sviluppo di quello che poi, prendendo le distanze dalla Fratellanza Musulmana, sarebbe diventato Hamas, affermato soprattutto da coloro che hanno firmato il ripiegamento degli Accordi di Oslo e la progressiva integrazione collaborazionista alla colonizzazione d&amp;rsquo;insediamento ebraico, finisce l&amp;igrave;. E sparisce anche lo strumentale occhio chiuso sulla crescita dell&amp;rsquo;influenza islamica, tollerata perch&amp;eacute; avrebbe spaccato la coesione politica e sociale di una popolazione pur sempre insofferente all&amp;rsquo;occupazione. Qualcuno nei servizi israeliani si era presto accorto che i centri islamici e le moschee, esenti dai controlli della Sicurezza, si stavano trasformando in santuari politici clandestini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima Intifada, esplosa infatti nel 1987, anno di fondazione di Hamas, e, di pi&amp;ugrave;, la seconda del 2000, vedono affiancati gli islamisti, Fatah e le altre organizzazioni dell&amp;rsquo;OLP.&amp;nbsp; Con Fatah, lacerato dal contrasto tra l&amp;rsquo;antica burocrazia scaturita dalle mediazioni a perdere con l&amp;rsquo;occupante sancita da Oslo e la nuova e combattiva generazione guidata da Marwan Barghuti, Hamas trova crescente consenso. Al punto che, tolta di mezzo la figura carismatica di Barghuti, che io ho avuto il privilegio di incontrare e intervistare poco prima del suo arresto nel 2002 e della condanna a cinque ergastoli, nel 2006 Hamas si assicura la vittoria in tutti i territori occupati alle ultime elezioni concesse dal presidente dell&amp;rsquo;Autorit&amp;agrave; Palestinese, il quisling Mahmud Abbas.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagine%202026-05-17%20174607.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;237&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;2002, Marwan Barghuti con chi scrive - Ahmed Yassin, fondatore di Hamas&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il mito dell&amp;rsquo;onnipotenza vuole Hamas &amp;ldquo;cosa nostra&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Torna a circolare, col debutto del quarto di secolo di potere di Benjamin Netnyahu, la teoria di Hamas favorito, se non addirittura creato, da Israele. La diffondono i rivali e concorrenti politici del premier, scaricandogli la responsabilit&amp;agrave; di una Gaza fuori controllo e di una Cisgiordania dove i collaborazionisti dell&amp;rsquo;ANP fanno fatica a contenere, in combutta con l&amp;rsquo;esercito e l&amp;rsquo;intelligence israeliani, i mai spenti fermenti di rivolta. La condividono con entusiasmo tutti i propagandisti politici e mediatici per i quali &amp;egrave; esistenziale sostenere gli attributi di invincibilit&amp;agrave; e onnipotenza dei governi del popolo eletto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; in virt&amp;ugrave; di questa necessit&amp;agrave; di asserire una non discutibile superiorit&amp;agrave; dello Stato sionista e dei suoi strumenti, condizione della sua immunit&amp;agrave;, che l&amp;rsquo;operazione di Hamas &amp;ldquo;Alluvione di Al Aqsa&amp;rdquo; del 7 ottobre 2023, offre il destro per rinnovare e intensificare l&amp;rsquo;assunto di un Israele padrone di Hamas. Quell&amp;rsquo;attacco, che avrebbe superato le insuperabili barriere fisiche, elettroniche e di I.A. dell&amp;rsquo;apparato di controllo israeliano, mai pi&amp;ugrave; avrebbe potuto verificarsi, si giura, senza che Israele lo abbia voluto o, quanto meno, lasciato fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si trascura il dato che, dopo i due anni, 2018-2019, dell&amp;rsquo;offensiva di massa lanciata dalla popolazione di Gaza con &amp;ldquo;la Grande Marcia del ritorno&amp;rdquo; al limite del territorio occupato da Israele, in cui all&amp;rsquo;IDF &amp;egrave; bastato fare del cecchinaggio sui manifestanti (234 morti) per porre fine alla protesta, Israele fosse convinto di aver ridotto al silenzio ogni resistenza. Si sorvola anche sulle forti divergenze venutesi a creare tra una dirigenza di Hamas da anni in esilio nel Qatar e sottoposta alle pressioni dei collaborazionisti del Golfo e l&amp;rsquo;intransigente e sempre pi&amp;ugrave; indipendente forza di combattimento di Gaza, sotto la guida di Yahya Sinwar.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immaginnirvae3.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hamas, nei suoi impenetrabili (perfino per Palantir) tunnel, si era preparato da quattro anni su come superare in volo le barriere, accecare i radar, tagliare la corrente agli apparecchi elettronici. Nelle prime ore del mattino di quel 7 ottobre era riuscito a occupare Erez, la base posta a guardia del principale valico di Gaza, nella quale erano collocati i comandi militari e tutte le strumentazioni per far funzionare l&amp;rsquo;apparato di sorveglianza. L&amp;rsquo;IDF ne risult&amp;ograve; accecato e fu costretto a improvvisare quell&amp;rsquo;intervento tardivo, ricorrendo a elicotteri e carri armati, che produsse una battaglia di due giorni. In questa, tra fuoco incrociato e bombardamento con armi pesanti, in dotazione solo all&amp;rsquo;IDF, &amp;nbsp;di edifici in cui Hamas era penetrato per prendere ostaggi da scambiare con i suoi prigionieri, si provocava un migliaio di vittime, met&amp;agrave; delle quali militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Netanyahu si sarebbe assunto la responsabilit&amp;agrave; di una tale debacle per guadagnare il pretesto di radere al suolo Gaza? Da mesi i suoi avversari politici premono invano perch&amp;eacute; un&amp;rsquo;inchiesta faccia luce su quel 7 ottobre. E&amp;rsquo; vitale per la forza intimidatrice di Israele che nel mondo continui a circolare la convinzione che lo Stato Sionista abbia sacrificato qualche suo insediamento e perfino suoi cittadini per poter riaffermare una sua inscalfibile supremazia. A dispetto del fatto che, comunque, di un mito si tratta, visto che ben due campagne di guerra contro il Libano, 1982 e 2006, hanno visto la sconfitta di Israele per mano di Hezbollah. E che, in quasi tre anni di sistematici stermini, Israele non &amp;egrave; riuscito a chiudere la partita con Hamas a Gaza o, oggi, con Hezbollah in Libano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;Iraq della rivoluzione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immahusseingine4.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;338&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho frequentato l&amp;rsquo;Iraq con una certa assiduit&amp;agrave; per quasi trent&amp;rsquo;anni, dal 1977 alla fine di quell&amp;rsquo;Iraq. Successivamente, senza Saddam, o senza un popolo che ne avesse ripreso il cammino, c&amp;rsquo;era poco da rimanervi coinvolti. Almeno fino ai giorni della nascita delle &amp;ldquo;Forze di Mobilitazione Popolare&amp;rdquo; e, con la mitica liberazione di Mosul, della loro vittoria sullo Stato Islamico lanciato contro l&amp;rsquo;Iraq dal vecchio aggressore e da quello nuovo, turco. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da corrispondente dallo Yemen per la regione Corno d&amp;rsquo;Africa, Mar Rosso e Golfo Persico del periodico &lt;em&gt;The Middle East, &lt;/em&gt;fui spedito a Baghdad per una serie di reportage su quell&amp;rsquo;entit&amp;agrave; ancora poco conosciuta che era l&amp;rsquo;Iraq di Saddam. Specificamente su un processo rivoluzionario ininterrotto, dal 1958 del rovesciamento della monarchia imposta da Londra, in cui Saddam gi&amp;agrave; aveva svolto un ruolo di primo piano, fino alla rivoluzione del 1968, guidata da Saddam e che port&amp;ograve; al potere il partito Baath (&amp;ldquo;Rinascita&amp;rdquo;) arabo, laico e socialista. Saddam divenne poi formalmente presidente dell&amp;rsquo;Iraq nel 1979 con un governo composto dal Baath, dal PC iracheno e dal Partito Democratico Curdo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho incontrato a Baghdad quello che poi sarebbe diventato un grande amico, Nassif Awad, direttore del quotidiano &lt;em&gt;Ath Thawra&lt;/em&gt;, palestinese della Nakba come tanti altri collocati in posizioni di responsabilit&amp;agrave; nell&amp;rsquo;apparato di Stato iracheno. Uomo di spessore intellettuale e grande combattente antimperialista. Nassif mi avrebbe poi nominato corrispondente da Roma per il suo quotidiano e lo sarei stato anche per il &amp;ldquo;&lt;em&gt;Baghdad Observer&amp;rdquo;,&lt;/em&gt; quotidiano in lingua inglese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima guerra del Golfo l&amp;rsquo;ho potuta trasmettere al TG3 per come ci veniva illustrata dai dispacci dall&amp;rsquo;unica fonte attendibile, Al Jazeera. L&amp;rsquo;embargo, i bombardamenti di Clinton, la guerra di Bush del 2003, la resistenza, li ho vissuti sul campo, tra gli iracheni. In una prima fase il mio racconto &amp;egrave; apparso su &amp;ldquo;Liberazione&amp;rdquo;, fino a quando la tolleranza di un Bertinotti, oppositore liberale delle &amp;ldquo;dittature&amp;rdquo;, non venne a esaurirsi. Poi quel racconto &amp;egrave; stato raccolto in questi documentari.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagine%202026-05-17%20174859.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;316&quot; /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La prima esecuzione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 30 dicembre del 2006 il presidente dell&amp;rsquo;Iraq, Saddam Hussein, ovviamente un &amp;ldquo;dittatore&amp;rdquo; nella valutazione dei suprematisti occidentali, veniva impiccato, sotto supervisione degli occupanti statunitensi, tra ingiurie e percosse di un clerico, ambiguo arruffapopolo, Moqtada Al Sadr, di obbedienza prima iraniana e poi saudita. E&amp;rsquo; tuttora sulla breccia in parlamento, mai impegnato nella resistenza all&amp;rsquo;invasore e occupante. L&amp;rsquo;esecuzione, scritta nei programmi di imperialismo e sionismo decenni prima della guerra, avvenne tre anni dopo l&amp;rsquo;invasione, al termine di un processo-farsa durante il quale tre avvocati dell&amp;rsquo;imputato furono assassinati e numerosi testimoni a difesa vennero espulsi, percossi e incarcerati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ai conquistadores di Washington, che gli avevano assicurato un salvacondotto per l&amp;rsquo;estero e la vita se avesse ordinato alla Resistenza di arrendersi, ha opposto lo stesso rifiuto con cui per trent&amp;rsquo;anni aveva risposto alle minacce, alle blandizie e alle aggressioni di USA, Israele, Nato e della Coalizione dei Volenterosi che aveva compreso anche l&amp;rsquo;Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immaesecuzigine5.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;267&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel corso del cosiddetto processo, Saddam, svergognando e ridicolizzando i suoi accusatori e boia, dimostrava di che tempra fosse un iracheno che, dopo aver guidato due rivoluzioni contro il regime colonialista e contro la destra reazionaria, in trent&amp;rsquo;anni aveva contribuito a costruire la nazione pi&amp;ugrave; progredita, socialmente equa, coerentemente antimperialista e antisionista dell&amp;rsquo;intero Medio Oriente. Una nazione in cui le componenti etniche e confessionali, sunniti, sciti e curdi, cristiani e musulmani, convivano in pace e fratellanza, condividendo le istituzioni dello Stato e le attivit&amp;agrave; sociali. Frequenti erano i matrimoni misti Nessuna carta d&amp;rsquo;identit&amp;agrave; aveva mai identificato gruppo etnico o religioso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha retto, contro incessanti aggressioni, complotti filo-occidentali, attentati, rivolte istigate dai neocolonialisti, embarghi genocidi, i bombardamenti di Clinton, le guerre dei due Bush, la guerra con l&amp;rsquo;Iran istigata da Kissinger con le famigerate parole: &amp;ldquo;Noi vogliamo che questi due paesi si dissanguino a vicenda&amp;rdquo;. Concetti ripetuti dalla Segretaria di Stato Albright, quando a domanda rispose: &amp;ldquo;&lt;em&gt;S&amp;igrave;, sono convinta che 500.000 bambini uccisi dalla prima guerra del Golfo e dalle sue conseguenze, siano un prezzo giusto&amp;rdquo; &lt;/em&gt;(serve a ricordare che idiozia e malvagit&amp;agrave; non sono l&amp;rsquo;esclusiva dell&amp;rsquo;attuale presidente USA).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Iraq era uno degli Stati che noialtri ci impuntiamo a definire &amp;ldquo;autocratico&amp;rdquo; (definizione che evitiamo in riferimento ai nostri fornitori e amici delle orrende dinastie schiaviste del Golfo), per la spocchiosa indisponibilit&amp;agrave; a comprendere imprescindibili condizioni storiche e culturali da noi lontane. &amp;ldquo;Autocratico&amp;rdquo;, perch&amp;eacute; un popolo schiacciato per secoli da oppressione e sfruttamento coloniali ha voluto perpetuare la fiducia in chi lo aveva liberato. &amp;ldquo;Autocratico&amp;rdquo;, oltre tutto, perch&amp;eacute; risulta difficile mantenere porte e finestre aperte e strade libere, quando hai un nemico potentissimo e privo di scrupoli che ti assedia, si infiltra, cerca incessantemente di trovare occasioni ed elementi per la destabilizzazione. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il mio Iraq&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagine%202026-05-17%20175049.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;434&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ci sono stato nell&amp;rsquo;Iraq di Saddam. Sono stato, anni &amp;rsquo;70, &amp;rsquo;80, &amp;rsquo;90, nella Baghdad spumeggiante delle accademie d&amp;rsquo;arte, delle scuole gratuite in tutti i gradi, dell&amp;rsquo;alfabetizzazione compiuta, delle organizzazioni di donne assurte a parit&amp;agrave; con gli uomini a tutti i livelli della politica e delle professioni, dei sindacati che agli operai costruivano le case, della sanit&amp;agrave; gratuita pari a quella cubana, degli ospedali visitati da pazienti da tutto i Sud del mondo, delle universit&amp;agrave; frequentate gratis da milioni di studenti stranieri, di quartieri in crescita secondo i canoni di un&amp;rsquo;architettura attenta alla storia e alla qualit&amp;agrave; della vita, tra contadini per la prima volta padroni della loro terra, tra puerpere che godevano di ferie di maternit&amp;agrave; doppie delle nostre. E, last &lt;em&gt;but not least,&lt;/em&gt; dei 350 profughi palestinesi insediati, diversamente da Libano e Giordania, in appositi quartieri nuovissimi e inclusi nei meccanismi scolastici, sanitari e lavorativi della nazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono stato, in Kurdistan, quando, per la prima volta nella storia, quattro dei 20 milioni di curdi sparsi in quattro paesi e in due di questi sempre esclusi e decimati, ebbero riconosciuta la loro identit&amp;agrave;, un autogoverno con tanto di parlamento, un&amp;rsquo;universit&amp;agrave; e la loro lingua posta al pari in tutta la nazione di quella araba, il loro partito, PDK, incluso nella coalizione di governo. Era la fine di un ordinamento gerarchico tribale di stampo medievale, con la tirannia assoluta di capitrib&amp;ugrave; predatori e narcotrafficanti e quella dei maschi sulle donne. Furono poi un paio di questi capitrib&amp;ugrave; a vendere, in cambio di un po&amp;rsquo; di man bassa sul petrolio, se stessi e i loro sudditi al predatore straniero, soprattutto israeliano, e ad opporre la massima resistenza alla laicizzazione del paese, alla liberazione delle donne, alla fine dello schiavismo feudale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ero in Iraq quando, spedito da Reagan, il Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, chiese a Saddam di riaprire a un Israele privo di risorse energetiche l&amp;rsquo;oleodotto Kirkuk-Haifa. In cambio avrebbe avuto dagli Usa rivelazioni satellitari sui movimenti e sulle basi delle forze di Teheran. Il futuro torturatore di Abu Ghraib fu rispedito a casa con le pive nel sacco. E le pive erano lo stesso rifiuto che Saddam aveva opposto alle pressioni e ai ricatti succedutisi dalla rivoluzione e dalla nazionalizzazione del petrolio in poi allo scopo di ricondurre l'Iraq allo stato di un obbediente e redditizio sceiccato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;ero quando l&amp;rsquo;Iraq, dovette difendersi dal pi&amp;ugrave; spietato embargo inflitto, assieme a quello di Iran e Cuba, a un popolo innocente, complice l&amp;rsquo;Italia, e vi resistette, mantenendo i capisaldi della sua giustizia sociale, della sua forza morale, della sua coesione patriottica Praticamente da solo, nell&amp;rsquo;isolamento della &amp;ldquo;comunit&amp;agrave; internazionale&amp;rdquo;, antimperialisti &amp;ldquo;democratici&amp;rdquo; e brezhneviani compresi, e sotto i costanti eccidi delle bombe dei taumaturghi veltroniani Clinton e Blair. A quelle bombe, capeggiati da Denis Halliday, Coordinatore ONU, in tanti dall&amp;rsquo;Italia e dal mondo offrimmo a Bagdad i nostri corpi come scudi umani, perch&amp;eacute; quel presidente fosse costretto a mettere sul proprio conto, oltre a quelle un po&amp;rsquo; scure, spendibili, qualche imbarazzante pelle bianca. I bombardamenti furono sospesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per poter riprendere il genocidio servivano due Torri Gemelle fatte saltare. Ovviamente fatte saltare da Saddam.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fine del sogno&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immsognoagine6.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;396&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E c&amp;rsquo;ero infine, ancora una volta, aprile 2003, la guerra del secondo Bush, per filmare dalle finestre, frantumate dalle esplosioni, dell&amp;rsquo;albergo Al Mansour, la mia bella Baghdad antica e giovanissima, perci&amp;ograve; intollerabile, che andava a fuoco. Per primo, il grande edificio delle telecomunicazioni e della tv, con dentro i miei colleghi iracheni. La voce dell&amp;rsquo;altro andava subito spenta. Come a Belgrado, come a Tripoli, come a Teheran. Che il pubblico non si facesse idee sbagliate&amp;hellip;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivava l&amp;rsquo;ultima ondata dei barbari, quella delle stragi e di un uranio che continua e continuer&amp;agrave; a seminare morti e deformit&amp;agrave; per generazioni, occultato dall&amp;rsquo;impennata oscena delle imposture e denigrazioni recepite avidamente o pigramente da tutti. Quella che sentivo rilanciare dalla terrazza, dove erano installate le tv occidentali, da ex-colleghe RAI come Lilli Gruber, o Giovanna Botteri del mio TG3, fresca del suo tifo per il mercenariato NATO dell&amp;rsquo;UCK nel Kossovo, preludio di una carriera onoratissima in Occidente. Quando il popolo iracheno, inerme, non aveva pi&amp;ugrave; altro da sbattere in faccia ai suoi assassini che la forza inaudita della normalit&amp;agrave; della vita, il rifiuto del panico, la determinazione a proseguire quella resistenza per decenni, per secoli, che gi&amp;agrave; aveva eliminato dalla regione l&amp;rsquo;impero mongolo, quello ottomano, quello britannico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Baghdad, sul carro dell&amp;rsquo;invasore, giungeva la feccia dei rinnegati e prezzolati fuorusciti in Occidente, per succhiare al paese sbranato il sangue avanzato dal banchetto imperialista. Avevo lasciato Saddam che, a sorpresa, era apparso nella periferia della Baghdad occupata per dare il via alla resistenza e mi trovavo affiancato, sul taxi in fuga verso Amman, da un pullmino di Stato iracheno. A un posto di ristoro lungo i mille chilometri di deserto i suoi passeggeri mi si rivelarono funzionari del Ministero per gli Affari Palestinesi che stavano portando alle vittime del nazisionismo l&amp;rsquo;ultima consegna di aiuti: 20mila dollari per le famiglie dei caduti, 10mila per quelle cui era stata rasa al suolo la casa. Alle loro spalle bruciava il paese in cui non sarebbero pi&amp;ugrave; potuti tornare. Forse quello &amp;egrave; stato l&amp;rsquo;ultimo provvedimento pubblico di uno Stato pugnalato a morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;La resistenza cambia divisa, non bandiera&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immaginresitebane7.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;423&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La lotta all&amp;rsquo;occupante e poi al suo mercenariato ISIS (con cui si era provato ad inquinare la Resistenza, per farne l&amp;rsquo;obbediente protagonista), costantemente rifornito dagli aerei statunitensi, si &amp;egrave; prolungata negli anni. Ha visto il martirio di citt&amp;agrave; storiche come Fallujah, incenerita dal fosforo bianco, la distruzione di un ineguagliabile patrimonio archeologico, a Ur, a Niniveh, Assur, Samarra, il saccheggio del Museo Nazionale e della Biblioteca Nazionale, con reperti risalenti alla Mesopotamia degli Abbasidi, degli Omayyadi, ai sumeri del IV millennio a.C., alla prima scrittura. Poi gli orrori dei centri di tortura alla Abu Ghraib, i massacri di prigionieri compiuti dai britannici a Nassiryia. La citt&amp;agrave; nel cui nome da noi si celebrano vittime che andrebbero attribuite alla nostra complicit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagine%202026-05-17%20175508.png&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;257&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Governi inventati dal vincitore, formati dagli inevitabili lacch&amp;egrave; di ogni compravendita di paesi, corrotti dalle briciole dei proventi delle risorse sottratte e protetti dalla forza armata USA alle spalle, hanno a tratti calmierato la resistenza. Un popolo provato, cui occorrevano tempi e organizzazione, ha dovuto riprendere respiro e accumulare energie, dopo un costo paragonabile solo a quello inflitto, in altre proporzioni, ai palestinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci si ricordi che l&amp;rsquo;Iraq ha pagato la sua insolente autodeterminazione e l&amp;rsquo;impegno a esserci, non con quel milione di vittime che gli si accreditano. Tra prima e seconda guerra del Golfo, una resistenza di decenni, uccisioni dirette e uccisioni differite, il calcolo pi&amp;ugrave; preciso, su dati ONU, elaborati, tra l&amp;rsquo;altro, dalla rivista Lancet, ci dice 3 milioni. Su 25. Innocenti. E non vi figurano gli sterminati dall&amp;rsquo;uranio delle presenti e future generazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi il testimone della resistenza, sotto altre bandiere, con nuovi alleati e riferimenti, ma sempre contro lo stesso nemico, &amp;egrave; stato preso dalla Forze di Mobilitazione Popolare, Al-Hashad Al-Shabi, componente dell&amp;rsquo;Asse della Resistenza. Sono le forze che hanno sconfitto a Mosul, incenerita dalle bombe USA, uno Stato Islamico (DAESH, ISIS), ancora una volta lanciato dall&amp;rsquo;imperialismo contro l&amp;rsquo;Iraq. Hanno costretto il regime a incorporarle nell&amp;rsquo;esercito. Sono eminentemente scite, ora che l&amp;rsquo;Iran si &amp;egrave; ritrovato nella causa antimperialista e antisionista comune. Quasi a riprendere quel dialogo mesopotamico tra mondi vicini, quali l&amp;rsquo;Abbaside di Bagdad e l&amp;rsquo;Achemenide di Persepoli, protagonisti di una civilt&amp;agrave; che ha segnato i millenni.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immtacitagine8.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;338&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Seconda esecuzione: come si uccide un uomo morto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Torniamo a Tacito, uomo dell&amp;rsquo;oligarchia predatrice, e agli imperatori che favorivano la plebe.&amp;nbsp; Bisognava sradicare Saddam dalla coscienza collettiva, dalla Storia, dalla realt&amp;agrave;. Distruggendone la dignit&amp;agrave;, cancellandone l&amp;rsquo;identit&amp;agrave;. Quegli elementi che avrebbero potuto rivivere in chi ne conservasse la memoria. E stato fatto con oculatezza e perseveranza. A partire dalla repressione di una resistenza che, portata avanti nel nome di Saddam per lunghi anni dopo la sua impiccagione, aveva riverberi in tutto il mondo degli oppressi dai grandi poteri. Evidenziava, nella coscienza dei popoli, specie di quelli sotto attacco o pressione imperialsionista, quali erano stati gli elementi costitutivi, di portata universale, del confronto svoltosi in Iraq tra diritto e violenza, tra autodeterminazione e sottomissione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per una vittoria sul campo, minata da quella coscienza, non bastava l&amp;rsquo;eliminazione fisica del capo e simbolo della resistenza. E cos&amp;igrave; si trattava di togliergli i titoli. Dell&amp;rsquo;onore, della dignit&amp;agrave;, della sincerit&amp;agrave;, dell&amp;rsquo;etica, del coraggio, del rivoluzionario, cio&amp;egrave; di un&amp;rsquo;intera vita risultata perniciosa ai padroni del mondo. Al suo posto, nella Storia, una macchia sporca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E fu lanciata la campagna del &amp;ldquo;Saddam uomo degli americani&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Saddam armato dagli americani&amp;rdquo;. Li ho visti, gli armamenti americani dati a Saddam. Erano quelli &amp;nbsp;forniti da Mosca, quando l&amp;rsquo;URSS riteneva utile e giusto sostenere chi si opponeva all&amp;rsquo;imperialismo, armi precedenti alla prima Guerra del Golfo, vecchie e logore. Di statunitense in Iraq non c&amp;rsquo;era nemmeno una colt Smith and Wesson.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una damnatio memoriae servita a validare trent&amp;rsquo;anni di aggressione verbale, di bombe ed embarghi dell&amp;rsquo;Occidente globale. Ad annullare tre decenni di militanza irachena, ispirata, e guidata da Saddam, in difesa del riscatto arabo, della guerra globale al colonialismo, della liberazione della Palestina. Una difesa materiale e politica che superava per quantit&amp;agrave; e qualit&amp;agrave; quelle di tutti gli altri, Di chi era rientrato nei ranghi, come l&amp;rsquo;Egitto di Anwar Sadat e di Mubaraq e di chi era passato ad altre priorit&amp;agrave;, come Gheddafi per l&amp;rsquo;Africa, e di chi non ne aveva pi&amp;ugrave; la forza, come la Siria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Errori, come no: Kuwait, curdi&amp;hellip;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immastaturgine9.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;401&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;35 anni al potere, prima con la figura presidenziale formale di Abu Bakr, poi direttamente, e vuoi che uno non commetta errori, magari anche misfatti. Solo che non hanno titoli i manigoldi della nostra parte del mondo che a Saddam attribuiscono errori o misfatti. Ricordiamo l&amp;rsquo;invasione del Kuwait nel 1991, pretesto per la prima aggressione. Il Kuwait era Iraq, l&amp;rsquo;hanno tagliato via i britannici per ridurre lo sbocco al mare di un paese pericoloso per essere troppo grande e l&amp;rsquo;aveva messo in mano al solito beduino incoronato emiro. Il Kuwait s&amp;rsquo;era messo a pescare petrolio nei giacimenti al di l&amp;agrave; del confine, in Iraq. Rubava e faceva calare il prezzo del greggio nel momento in cui l&amp;rsquo;Iraq doveva guadagnare per riprendersi dagli 8 anni di guerra con l&amp;rsquo;Iran. E Bush aveva fatto dire a Saddam, dall&amp;rsquo;ambasciatrice, April Glaspie, &amp;ldquo;&lt;em&gt;a noi non interessa se vi prendete il Kuwait&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. Trappola. Saddam c&amp;rsquo;&amp;egrave; cascato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dei curdi s&amp;rsquo;&amp;egrave; detto, quinta colonna che israeliani e euroatlantici hanno consacrato vittima da sostenere. Resta Halabja,1988. Gli aerei di Saddam avrebbero gassato questo villaggio curdo sul confine con l&amp;rsquo;Iran. 2000 vittime, poi 5.000, infine 8000, quante quelle di Srebrenica in Bosnia, false come quelle. Il Direttore della Scuola di Guerra USA afferma che la strage era da imputare agli iraniani. Chiss&amp;agrave;. Il dato certo &amp;egrave; che delle armi chimiche attribuite a Saddam da Bush e Blair non se n&amp;rsquo;&amp;egrave; trovata traccia in Iraq dal primo giorno ad oggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una parola definitiva a un paio di scarpe impolverate&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Imscarpmagine10.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Il premier iracheno Al Maliki para Bush dal lancio di scarpe&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiudo questo mio &amp;ldquo;cantico per l&amp;rsquo;Iraq&amp;rdquo; con un&amp;rsquo;immagine preziosa. E&amp;rsquo; quella del collega giornalista Muntazer al Zaydi. Il 14 dicembre del 2008, George W. Bush si presenta a Bagdad a celebrare &amp;ldquo;&lt;em&gt;Mission accomplished&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. Muntazer ha saputo farsi accreditare alla conferenza stampa dell&amp;rsquo;assassino del suo paese. Colpire con la scarpa una persona &amp;egrave; considerato nel mondo arabo e musulmano una delle ingiurie delle pi&amp;ugrave; gravi. Muntazer se le toglie, le scarpe, e le lancia su Bush. Che, protetto dal premier fantoccio Al Maliki, le scansa di poco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Muntazer grida:&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;ldquo;Un bacio d&amp;rsquo;addio, bastardo, nel nome degli orfani (5 milioni), delle vedove e di tutti gli assassinati iracheni&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viene arrestato, picchiato quasi a morte, imprigionato, torturato, processato per vilipendio e condannato a 3 anni. Fa tuttora il giornalista al Cairo. Non s&amp;rsquo;&amp;egrave; mai pentito. A volte i giornalisti sono combattenti. Come dovrebbero. Nel mondo arabo Muntazer &amp;egrave; considerato &amp;ldquo;Eroe dell&amp;rsquo;Iraq&amp;rdquo;. Anche da me.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immmutanzeragine11.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;323&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Attenti al Lupo</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/sadda.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Cuba non è una minaccia&quot;: Díaz-Canel risponde alle fake news che preparano la guerra</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cuba_non__una_minaccia_dazcanel_risponde_alle_fake_news_che_preparano_la_guerra/82_66957/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 16:39:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il presidente cubano Miguel D&amp;iacute;az-Canel ha avvertito che qualsiasi aggressione militare statunitense contro l'isola caraibica provocherebbe un bagno di sangue e avrebbe conseguenze incalcolabili per la pace e la stabilit&amp;agrave; regionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente ha definito le minacce provenienti dall'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump un crimine internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente cubano ha categoricamente respinto i pretesti ostili usati per giustificare un attacco contro l'isola, ribadendo che Cuba non rappresenta una minaccia e non ha piani o intenzioni aggressive nei confronti di alcun Paese, tanto meno degli Stati Uniti, un fatto, ha sottolineato, pienamente noto alle agenzie di difesa e sicurezza nazionale di quella potenza imperialista.&lt;/p&gt;
&lt;script src=&quot;https://telegram.org/js/telegram-widget.js?23&quot; async=&quot;&quot; data-telegram-post=&quot;teleSUR_tv/134087&quot; data-width=&quot;100%&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Il presidente cubano ha inoltre affermato che la nazione caraibica ha il diritto assoluto e legittimo di difendersi dall'aggressione multidimensionale degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le dichiarazioni del presidente cubano giungono in un contesto di crescente ostilit&amp;agrave;, a seguito di un articolo pubblicato dal sito di notizie statunitense Axios, basato su presunte informazioni riservate, che affermava falsamente che L'Avana avesse acquisito pi&amp;ugrave; di 300 droni militari dal 2023 per attaccare la base navale di Guantanamo, navi militari statunitensi e Key West, in Florida.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Analogamente, il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodr&amp;iacute;guez aveva precedentemente definito queste accuse mendaci e ridicole, respingendone la veridicit&amp;agrave;. Rodr&amp;iacute;guez ha denunciato gli Stati Uniti per aver costruito giorno dopo giorno un caso fraudolento con l'obiettivo di giustificare sia la loro spietata guerra economica sia una potenziale aggressione militare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ministro degli Esteri cubano ha inoltre condannato alcuni organi di stampa per aver fatto il gioco di Washington, promuovendo calunnie e insinuazioni trapelate.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://twitter.com/hashtag/Cuba?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;#Cuba&lt;/a&gt;, como toda naci&amp;oacute;n del mundo, tiene derecho a su leg&amp;iacute;tima defensa ante cualquier agresi&amp;oacute;n externa. Es un principio reconocido por la Carta de la ONU y el Derecho Internacional.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quienes pretenden agredir ileg&amp;iacute;timamente Cuba, se valen de cualquier pretexto, no importa cu&amp;aacute;n&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/5UZct2ySOV&quot;&gt;pic.twitter.com/5UZct2ySOV&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Bruno Rodr&amp;iacute;guez P (@BrunoRguezP) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/BrunoRguezP/status/2056347726233612392?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;May 18, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.twitter.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/02d24cc328f5b55e0b0587e92b839bd6.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>'Sanctions war': la Cina costruisce le sue regole e il petroyuan avanza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sanctions_war_la_cina_costruisce_le_sue_regole_e_il_petroyuan_avanza/45289_66956/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 15:42:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La visita del presidente statunitense Donald Trump a Pechino lo scorso 14 maggio, accompagnato da una delegazione di oligarchi USA, ha offerto uno spaccato rivelatore delle contraddizioni che attraversano i rapporti tra le due superpotenze. Washington &amp;egrave; arrivata armata di dazi, sanzioni secondarie, tariffe portuali e minacce sui corridoi marittimi strategici. Eppure, la presenza degli stessi dirigenti d'impresa al fianco di Trump raccontava un'altra verit&amp;agrave;: gli Stati Uniti non possono escludere la Cina dall'economia globale senza colpire se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; proprio in questo contesto - scrive &lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/chinas-counter-sanctions-shield-how-beijing-is-turning-the-iran-war-into-a-petroyuan-test&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;The Cradle&lt;/a&gt; - che va letta la nuova architettura legale varata da Pechino. Il 7 aprile 2026 il Consiglio di Stato cinese ha promulgato il Decreto n. 834, Regolamento sulla sicurezza delle catene industriali e di approvvigionamento, seguito pochi giorni dopo dal Decreto n. 835, Regolamento per contrastare la giurisdizione extraterritoriale straniera indebita. Entrambi sono entrati in vigore immediatamente, segnando un passaggio decisivo: dalla protesta reattiva alle ingerenze statunitensi a un quadro formale di contromisure, capace di rispondere a condotte commerciali, scelte di compliance normativa, conflitti legali transfrontalieri e tentativi stranieri di imporre regole unilaterali a soggetti cinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica, Pechino ha trasformato il regime sanzionatorio di Washington in un terreno di confronto giuridico, dotandosi di strumenti per rispondere a governi, imprese e istituzioni che applicano pressioni extraterritoriali. Una mossa che assume un significato particolare alla luce delle tensioni legate all'Iran e al ruolo del dollaro nel commercio energetico globale. Mentre Teheran mantiene la propria posizione sullo Stretto di Hormuz, prendono forma negoziati per scambi di petrolio regolati in yuan, in cambio di un transito sicuro attraverso lo stretto. Lo stesso parlamento iraniano ha approvato l'applicazione di pedaggi fino a 2 milioni di dollari per le navi petrolifere che transitano nello stretto, con ogni probabilit&amp;agrave; regolabili in yuan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo analisti di Deutsche Bank, il conflitto con l'Iran potrebbe rappresentare il momento di svolta per il petroyuan, segnalando un progressivo ridimensionamento del dominio finanziario statunitense e del ruolo di Washington come &quot;poliziotto globale&quot;. Il petrodollaro resta infatti il fondamento del dollaro come valuta di riserva mondiale e lo strumento che consente agli Stati Uniti di trasformare le sanzioni in un'arma strategica. Di fronte a questa dinamica, il Tesoro americano ha rinnovato gli avvertimenti: qualsiasi istituzione finanziaria sorpresa a sostenere l'Iran rischia sanzioni secondarie. Una politica che, nelle parole di molti osservatori, assume i contorni di un vero e proprio bombardamento economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta cinese non si limita alla retorica. Pechino non riconosce giuridicamente le sanzioni unilaterali, come stabilito dalla Legge anti-sanzioni straniere del giugno 2021, e i nuovi decreti consolidano questa posizione in un quadro normativo multilivello. Le imprese e gli individui cinesi possono ancora essere esclusi dai circuiti finanziari occidentali, ma lo Stato cinese non considera legittime tali misure e si rifiuta di applicarle. Se le istituzioni cinesi individuano modalit&amp;agrave; alternative per commerciare con soggetti sanzionati, il governo di Pechino non tratter&amp;agrave; tali condotte come violazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa impostazione &amp;egrave; nata una rete complessa, sviluppata insieme all'Iran, per regolare i pagamenti petroliferi al di fuori del sistema bancario internazionale. Si tratta di un meccanismo che combina baratto economico e investimenti strategici: in cambio di petrolio iraniano, imprese statali cinesi sostengono i settori dei trasporti, dell'energia e delle infrastrutture in Iran. Stime di intelligence indicano che in un solo anno sarebbero transitati circa 8,4 miliardi di dollari attraverso questo canale. Due pilastri sostengono questa architettura: Sinosure, l'agenzia statale di credito all'esportazione, e Chuxin, un'entit&amp;agrave; finanziaria semi-riservata che gestisce i flussi tra appaltatori cinesi e soggetti petroliferi iraniani, bypassando i circuiti monitorati dall'Occidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il petrolio iraniano raggiunge la Cina attraverso rotte marittime articolate, con trasferimenti nave-nave e miscelazioni con altri greggi asiatici, rendendo complessa la tracciabilit&amp;agrave; dell'origine. In cambio, la Cina paga finanziando progetti di costruzione a lungo termine in Iran: aeroporti, raffinerie, autostrade. In sostanza, le infrastrutture diventano pagamento indiretto per le forniture energetiche. Questa cooperazione riflette un'alleanza economica mirata a ridisegnare il sistema finanziario globale, riducendo la dipendenza dall'Occidente e generando un ordine economico parallelo basato su beni, progetti e finanziamenti alternativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro tassello di questo sistema &amp;egrave; rappresentato da una sorta di sistema bancario ombra. Un'analisi del Tesoro statunitense ha rilevato che entit&amp;agrave; con sede a Hong Kong - in gran parte probabilmente societ&amp;agrave; di comodo - hanno gestito nel 2024 attivit&amp;agrave; finanziarie per 4,8 miliardi di dollari potenzialmente riconducibili a meccanismi di shadow banking iraniano. Anche diverse banche cinesi di minori dimensioni, con limitata esposizione globale, sono diventate canali privilegiati per queste operazioni. La Bank of Kunlun, sanzionata da Washington nel 2012 per servizi finanziari a istituti iraniani, &amp;egrave; diventata proprio per questo un riferimento per gli scambi in yuan con Teheran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trasporto di questo petrolio avviene attraverso la cosiddetta &quot;flotta ombra&quot;: navi che cambiano nome, bandiera, segnali GPS, o che spengono i trasponditori per rendersi invisibili ai monitoraggi. Secondo TankerTrackers.com, oltre 1.470 petroliere rientrano oggi in questa categoria, rappresentando tra il 16 e il 20 per cento della flotta mondiale dedicata al trasporto di idrocarburi. Anche la flotta ombra russa opera sempre pi&amp;ugrave; in rubli o yuan, contribuendo al ridimensionamento del petrodollaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo scenario, Panama &amp;egrave; emerso come punto di pressione strategico. La campagna statunitense per indurre il governo panamense a estromettere CK Hutchison, gruppo con sede a Hong Kong, dalla gestione di due porti sul Canale, va letta anche alla luce del ruolo che la bandiera panamense gioca tra le navi della shadow fleet. Se Washington controlla i principali chokepoint marittimi, pu&amp;ograve; imporre sanzioni unilaterali con la forza, riservandosi la facolt&amp;agrave; di applicare tariffe selettive. Trump ha gi&amp;agrave; annunciato piani per introdurre &quot;tariffe portuali&quot; sulle navi costruite in Cina che transitano in porti sotto giurisdizione statunitense, con importi che potrebbero raggiungere 1,5 milioni di dollari per imbarcazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; in questo contesto che i decreti cinesi di aprile assumono il massimo rilievo. Nel caso panamense, la rivendicazione di motivi costituzionali per il sequestro dei porti rende pi&amp;ugrave; complessa una contestazione diretta da parte di Pechino. Tuttavia, Panama si espone ora a possibili conseguenze economiche previste dalla legge cinese: Pechino si riserva il diritto di rispondere con sanzioni proprie. L'avvertimento &amp;egrave; rivolto anche a Washington: se gli Stati Uniti dovessero intensificare la pressione dopo le recenti azioni in Venezuela, Cuba, Iraq e Iran, la Cina dispone ora di un arsenale legale per replicare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parallelamente, il sistema di pagamenti interbancari transfrontalieri cinese (CIPS), operativo al di fuori di SWIFT, consolida l'alternativa finanziaria che consente agli Stati di commerciare liberamente, sottraendosi al diktat finanziario occidentale. La guerra all'Iran ha portato alla luce un sistema finanziario parallelo, un'architettura costruita negli anni sotto la pressione delle sanzioni e ora spinta allo scoperto da ogni nuova minaccia statunitense. La direzione &amp;egrave; chiara: verso un ordine economico multipolare, dove la sovranit&amp;agrave; delle scelte commerciali non dipenda pi&amp;ugrave; da un'unica valuta o da un unico centro di potere.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/China-Petroyuan-China-Oil-China-currency.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Axios, droni e Cuba: l’ennesima creazione statunitense del nemico</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-axios_droni_e_cuba_lennesima_creazione_statunitense_del_nemico/45289_66955/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 15:05:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Federica Cresci, Cuba Mamb&amp;iacute; &amp;mdash; Gruppo di Azione Internazionalista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle ultime ore Axios ha rilanciato una notizia gravissima: Cuba avrebbe acquistato droni militari cinesi con l&amp;rsquo;obiettivo di sorvegliare l&amp;rsquo;area di Guant&amp;aacute;namo. Una notizia presentata come &amp;ldquo;rivelazione&amp;rdquo;, ma costruita sul solito schema: fonti anonime, accuse non verificabili, allarmismo strategico e immediata trasformazione di Cuba in minaccia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Axios non &amp;egrave; un piccolo sito indipendente. &amp;Egrave; un media statunitense nato a Washington nel 2016, fondato da Jim VandeHei, Mike Allen e Roy Schwartz, figure centrali del giornalismo politico americano. Nel 2022 Axios &amp;egrave; stato acquistato da Cox Enterprises in un&amp;rsquo;operazione da 525 milioni di dollari. Cox Enterprises &amp;egrave; una potente holding privata statunitense con enormi interessi nei media, nelle comunicazioni e in altri settori strategici. Parliamo quindi di un giornale pienamente inserito nel sistema mediatico, economico e politico degli Stati Uniti, non certo di una voce neutrale o indipendente dagli interessi di Washington.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gran parte degli &amp;ldquo;scoop&amp;rdquo; pubblicati da Axios nasce inoltre da fonti anonime interne all&amp;rsquo;apparato politico, militare e dell&amp;rsquo;intelligence statunitense. &amp;Egrave; il classico meccanismo con cui da decenni vengono costruite narrazioni funzionali agli interessi geopolitici degli Stati Uniti: si diffonde un allarme, si alimenta la paura, si crea il nemico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora la domanda &amp;egrave; semplice: perch&amp;eacute; proprio adesso si rilancia una notizia del genere? Perch&amp;eacute; si torna a costruire Cuba come pericolo militare? Perch&amp;eacute; si tenta di far passare un&amp;rsquo;isola sottoposta da oltre sessant&amp;rsquo;anni a blocco economico, finanziario e commerciale come se fosse una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cuba non minaccia nessuno. Cuba non bombarda popoli, non invade paesi, non organizza colpi di Stato, non impone basi militari nel mondo, non strangola economie straniere con sanzioni illegali. Cuba ha mandato medici, insegnanti, cooperazione, solidariet&amp;agrave; internazionale. Gli Stati Uniti, invece, mantengono illegalmente una base militare a Guant&amp;aacute;namo, in territorio cubano occupato contro la volont&amp;agrave; del popolo cubano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa notizia va letta per quello che &amp;egrave;: un altro tassello della guerra mediatica contro Cuba. Una guerra che accompagna da sempre il blocco economico e finanziario imposto dall&amp;rsquo;imperialismo statunitense. Non basta affamare un popolo con sanzioni criminali: bisogna anche colpirlo sul piano simbolico, diplomatico e mediatico, costruendo artificialmente l&amp;rsquo;immagine di un paese &amp;ldquo;pericoloso&amp;rdquo;, &amp;ldquo;militarizzato&amp;rdquo;, &amp;ldquo;opaco&amp;rdquo;, &amp;ldquo;alleato dei nemici dell&amp;rsquo;Occidente&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; lo stesso copione usato mille volte contro i paesi che non si piegano agli interessi statunitensi. Prima si costruisce il mostro mediatico, poi si invocano misure &amp;ldquo;difensive&amp;rdquo;. Prima si diffonde il sospetto, poi si giustifica l&amp;rsquo;aggressione. Prima si parla di sicurezza nazionale, poi arrivano nuove sanzioni, nuove provocazioni, nuove operazioni di destabilizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dentro questa macchina propagandistica hanno sempre avuto un ruolo centrale anche i settori pi&amp;ugrave; reazionari della mafia cubano-americana di Miami, da decenni impegnati a finanziare, promuovere e sostenere campagne politiche e mediatiche contro la Rivoluzione cubana. Una rete di interessi economici, ideologici e geopolitici che non ha mai accettato la sovranit&amp;agrave; di Cuba e il diritto del popolo cubano a decidere autonomamente il proprio destino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo la notizia di Axios non pu&amp;ograve; essere letta ingenuamente. Non siamo davanti a semplice informazione: siamo davanti a una narrazione costruita dentro l&amp;rsquo;apparato mediatico statunitense, funzionale a presentare Cuba come minaccia e a preparare l&amp;rsquo;opinione pubblica a nuove forme di aggressione politica, economica e militare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cuba non &amp;egrave; una minaccia. Non lo &amp;egrave; per gli Stati Uniti, non lo &amp;egrave; per l&amp;rsquo;America Latina, non lo &amp;egrave; per il mondo. Cuba non invade nazioni, non devasta paesi con guerre &amp;ldquo;umanitarie&amp;rdquo;, non organizza golpe, non finanzia destabilizzazioni internazionali, non mantiene centinaia di basi militari sparse nel pianeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vera minaccia globale &amp;egrave; l&amp;rsquo;imperialismo che da decenni soffoca popoli interi attraverso guerre, sanzioni, occupazioni militari, ricatti economici e campagne mediatiche costruite per fabbricare nemici utili ai propri interessi geopolitici. &amp;Egrave; lo stesso meccanismo che ha devastato intere nazioni, provocato milioni di morti, distrutto economie e alimentato instabilit&amp;agrave; in ogni parte del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da oltre sessant&amp;rsquo;anni Cuba resiste a un assedio criminale perch&amp;eacute; ha avuto il coraggio di scegliere la propria sovranit&amp;agrave;, la propria dignit&amp;agrave; e la propria indipendenza. Ed &amp;egrave; proprio questo che continua a essere intollerabile per Washington: l&amp;rsquo;esistenza di un paese che, nonostante tutto, non si &amp;egrave; piegato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/AA23qEUL.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Cina, i dati di aprile confermano un percorso di crescita strutturale e di qualità</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cina_i_dati_di_aprile_confermano_un_percorso_di_crescita_strutturale_e_di_qualit/45289_66954/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 14:51:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'Ufficio Nazionale di Statistica cinese ha pubblicato gli ultimi dati economici relativi ai primi quattro mesi dell'anno, delineando un quadro di continuit&amp;agrave; nel ritmo di espansione e di consolidamento nei settori a maggiore contenuto tecnologico, come riporta il quotidiano &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202605/1361240.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Global Times&lt;/a&gt;. Nonostante un contesto internazionale caratterizzato da incertezze, l'economia cinese ha mantenuto una traiettoria stabile, sostenuta dal processo di aggiornamento industriale e dal rafforzamento di nuovi motori di crescita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi quattro mesi, il valore aggiunto industriale delle imprese di dimensioni superiori ha registrato una crescita del 5,6% su base annua in termini reali. A guidare l'andamento sono stati i comparti dell'equipaggiamento e della manifattura high-tech, cresciuti rispettivamente dell'8,7% e del 12,6%, con ritmi superiori alla media del settore. Tra i prodotti, hanno registrato espansioni significative le stampanti 3D, in aumento del 50,9%, le batterie agli ioni di litio (+36,0%) e i robot industriali (+25,7%), indicatori di un ampliamento delle capacit&amp;agrave; produttive avanzate. Nel mese di aprile, la produzione industriale &amp;egrave; aumentata del 4,1%, con ventinove delle quarantuno categorie principali in territorio positivo. Settori come le attrezzature speciali (+6,2%), la produzione automobilistica (+9,2%) e l'elettronica e le telecomunicazioni (+15,6%) hanno confermato la solidit&amp;agrave; della base manifatturiera. Come ha osservato Li Changan, economista dell'Universit&amp;agrave; del Commercio Internazionale e dell'Economia, il dato rientra nelle attese e riflette la forza del sistema industriale cinese e la continuit&amp;agrave; del processo di ammodernamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul fronte dei prezzi, l'indice dei prezzi al consumo &amp;egrave; cresciuto dello 0,9% nei primi quattro mesi, con un'accelerazione ad aprile all'1,2%. Le vendite al dettaglio di beni di consumo sono aumentate dell'1,9%, con le aree rurali (+2,8%) che hanno superato il ritmo delle citt&amp;agrave; (+1,8%). Il comparto dei servizi si &amp;egrave; confermato un punto di forza, con le vendite al dettaglio in questo settore in crescita del 5,6%. Settori come i servizi di informazione, il turismo, la cultura, lo sport e i trasporti hanno registrato dinamiche positive. Anche la produzione dei servizi a livello nazionale &amp;egrave; salita del 4,9%, con i servizi moderni e le tecnologie dell'informazione che hanno segnato un +10,9%. Ad aprile, gli indici di attivit&amp;agrave; per trasporti ferroviari, servizi postali e telecomunicazioni si sono mantenuti stabilmente sopra la soglia del 55%, indicando un livello di operativit&amp;agrave; sostenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda gli investimenti, la formazione lorda di capitale fisso, escluse le famiglie rurali, ha registrato una variazione dell'1,6 per cento in calo, ma il dato mostra una chiara differenziazione settoriale. Gli investimenti in prodotti legati alla propriet&amp;agrave; intellettuale sono cresciuti dell'8,9 per cento, mentre il comparto high-tech ha registrato un +6,1 per cento, trainato da aerospazio e attrezzature (+17,9 per cento), produzione di computer e attrezzature per ufficio (+13,9 per cento) e servizi informativi (+18,1 per cento). Il commercio estero ha mantenuto un ritmo di espansione sostenuto, con l'interscambio totale che ha superato i 16,22 trilioni di yuan, in crescita del 14,9 per cento su base annua. Le esportazioni sono salite dell'11,3 per cento, le importazioni del 20,0 per cento. Gli scambi con i paesi lungo la Belt and Road sono aumentati del 13,5 per cento, mentre le imprese private hanno registrato un +15,9 per cento. Le esportazioni di prodotti meccanici ed elettrici hanno guadagnato il 17,6 per cento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu Linghui, portavoce dell'Ufficio Nazionale di Statistica, ha sottolineato che l'economia nazionale ha mantenuto una tendenza complessivamente stabile e in miglioramento, con progressi consistenti nello sviluppo di alta qualit&amp;agrave;. Ha al contempo riconosciuto che il contesto esterno resta complesso e che a livello interno permane uno squilibrio tra un'offerta solida e una domanda in via di consolidamento, con alcune imprese che continuano a fronteggiare difficolt&amp;agrave; operative. In risposta, le autorit&amp;agrave; hanno indicato l'intenzione di attuare una politica fiscale pi&amp;ugrave; proattiva e una politica monetaria moderatamente accomodante, con interventi mirati a sostenere la domanda interna, ottimizzare la struttura dell'offerta e rafforzare i motori endogeni di crescita. L'obiettivo resta quello di consolidare la circolazione economica domestica, migliorare l'interazione con i flussi internazionali e promuovere uno sviluppo economico sostenibile e sano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati di aprile confermano che il percorso di transizione verso un modello di crescita pi&amp;ugrave; qualitativo e tecnologicamente avanzato procede con continuit&amp;agrave;. La struttura economica mostra segni di adattamento e di rafforzamento delle componenti a maggior valore aggiunto, mentre le politiche di sostegno puntano a consolidare le basi per una traiettoria di lungo periodo, garantendo stabilit&amp;agrave; interna e capacit&amp;agrave; di risposta alle dinamiche globali.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/1727709769691.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Con Milei abbiamo perso tutto&quot;: lavoratore argentino smonta la narrazione neoliberista</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-con_milei_abbiamo_perso_tutto_lavoratore_argentino_smonta_la_narrazione_neoliberista/52961_66953/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 13:50:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;In un&amp;rsquo;epoca in cui il dibattito politico si consuma a colpi di propaganda e opinioni pre-confezionate, a volte basta la voce di un uomo qualunque, un semplice lavoratore, per spazzare via ogni retorica. Dalla banchina della stazione Chacarita, davanti alle telecamere dell'emittente C5N, un lavoratore ha &lt;a href=&quot;https://www.diarioregistrado.com/sociedad/-con-el-kirchnerismo-hice-mi-casa--ahora-con-milei-perdimos-todo---el-crudo-testimonio-que-se-volvio-viral_a6a0b059e28f210b3c7f35022?fbclid=IwY2xjawR39YJleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe9wEE-dRe3q_13K5lMpWhDOUjZYk_mGXFsK12bwBlXnrGmZgCoqvzlCzeBys_aem_U-giFqVimmQ97sqk6UEQMg&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;consegnato&lt;/a&gt; al Paese un racconto essenziale e devastante, capace di riassumere oltre vent&amp;rsquo;anni di storia argentina con la forza di chi non ha pi&amp;ugrave; nulla da perdere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Lavoro da quando ho dodici anni&quot;, ha esordito con la stanchezza di chi ha conosciuto ogni gradino della fatica. Poi, in una manciata di secondi, ha dipinto il chiaroscuro perfetto della sua esistenza: la crisi sotto De la R&amp;uacute;a, il riscatto durante il kirchnerismo, la caduta libera con il fanatismo neoliberista di Javier Milei. Non erano parole studiate a tavolino, ma il bilancio sincero di una vita spesa a cercare un orizzonte dignitoso. &quot;Con il kirchnerismo mi sono fatto la casa, sono andato in vacanza, mi sono comprato la macchina. Ora &amp;egrave; arrivato questo e abbiamo perso tutto&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non servono statistiche per misurare il peso di una confessione del genere. C&amp;rsquo;&amp;egrave; dentro la fatica per costruire la propria abitazione, il sapore di una meritata fuga al mare, il motore di un&amp;rsquo;auto che sapeva di libert&amp;agrave; quotidiana. E poi il vuoto, la vertigine di chi sente che tutto quel sacrificio &amp;egrave; stato inghiottito da un presente feroce e selvaggio, come il capitalismo di Milei. &quot;Non si pu&amp;ograve; vivere cos&amp;igrave;&quot;, ha tagliato corto, con una frase che rappresenta una sentenza definitiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il suo sfogo &amp;egrave; diventato virale proprio perch&amp;eacute; ha rotto l&amp;rsquo;incantesimo di un racconto mainstream che vorrebbe inquadrare il kirchnerismo come pura sciagura. A quell&amp;rsquo;uomo non interessava fare propaganda: lui la casa l&amp;rsquo;ha costruita mattone su mattone in quegli anni, e ora vede le fondamenta tremare. La sua &amp;egrave; una memoria che fa a pugni con qualsiasi tentativo di riscrittura del passato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allo stupore per il tracollo economico si &amp;egrave; aggiunta un&amp;rsquo;insofferenza viscerale verso il presidente Milei, definito senza giri di parole &quot;un malato vero&quot;, incapace di comprendere cosa significhi guardare il mondo dalla trincea di chi lavora. L&amp;rsquo;eco di quella rabbia si &amp;egrave; amplificata fino a incrociare le critiche inaspettate di un giornalista come Luis Majul, che pure ha &lt;a href=&quot;https://www.diarioregistrado.com/politica/majul-cruzo-a-milei-por-llamar--asesina--a-debora-plager---no-esta-bueno-ese-tipo-de-locura-_a6a0afc1a28f210b3c7f2dc94&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;censurato&lt;/a&gt; con durezza le recenti invettive presidenziali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A volte la cronaca pi&amp;ugrave; spietata non ha bisogno di analisi raffinate. Basta un uomo fermo su un marciapiede, con la schiena dritta e le mani vuote, a ricordare che la politica non &amp;egrave; uno spettacolo, ma il luogo in cui si decide se una vita costruita in dodici anni pu&amp;ograve; essere distrutta in un soffio a causa del fanatismo di un uomo che lavora per conto delle &amp;egrave;lite contro gli interessi del popolo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>MondiSud</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immagine+2026-05-18+154400.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Hormuz: verso una &quot;nuova fase più pericolosa&quot; nella crisi energetica</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-hormuz_verso_una_nuova_fase_pi_pericolosa_nella_crisi_energetica/82_66951/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 12:52:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il blocco dello Stretto di Hormuz, innescato dalla guerra della coalizione USA-Israele contro l'Iran, ha acuito i timori di un nuovo shock energetico globale, proprio mentre si avvicina l'estate nell'emisfero settentrionale. Il mondo si sta avvicinando a una &quot;nuova e pi&amp;ugrave; pericolosa fase della crisi energetica&quot;, con quasi 80 paesi che hanno gi&amp;agrave; adottato misure di emergenza in previsione di un altro forte aumento dei prezzi del petrolio, secondo il &lt;a href=&quot;https://www.ft.com/content/f636f726-b185-4f6a-91d2-75ea3d1b9beb?syn-25a6b1a6=1&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Financial Times&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'aumento della domanda di aria condizionata e dei viaggi per le vacanze nell'emisfero settentrionale, in concomitanza con l'arrivo dell'estate, eserciter&amp;agrave; ulteriore pressione sulle scorte di petrolio greggio, benzina, gasolio e carburante per aerei, proprio mentre le riserve globali si stanno riducendo al ritmo pi&amp;ugrave; rapido mai registrato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Analisti di mercato e operatori del settore avvertono che, se le esportazioni di petrolio greggio dal Golfo Persico non verranno ripristinate, i prezzi del petrolio potrebbero subire un'altra forte impennata, con conseguenze per l'attivit&amp;agrave; industriale, i consumi e la crescita globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo contesto, Paul Diggle, capo economista di Aberdeen, ha dichiarato al giornale che il suo team sta addirittura prendendo in considerazione uno scenario in cui il petrolio Brent raggiunga i 180 dollari al barile. Se ci&amp;ograve; dovesse concretizzarsi, ha aggiunto, un simile aumento metterebbe sotto pressione l'inflazione e spingerebbe diverse economie europee e asiatiche in recessione, pur precisando che al momento non si tratta dello scenario principale su cui si basano le loro analisi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo i dati dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, citati dal media, 76 paesi hanno gi&amp;agrave; adottato qualche tipo di misura di emergenza, rispetto ai 55 di fine marzo. L'Australia, ad esempio, prevede di stanziare 7,22 miliardi di dollari (10 miliardi di dollari australiani) per rafforzare le proprie riserve di carburante e fertilizzanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, questo mese l'India ha esortato i suoi cittadini a limitare gli acquisti d'oro e a ridurre i viaggi di vacanza all'estero per preservare le riserve di valuta estera, mentre la Francia si prepara ad ampliare le misure di sostegno per proteggere la propria economia. Queste misure si aggiungono a quelle adottate da marzo, poco dopo l'inizio della guerra con l'Iran, quando Pakistan, Sri Lanka e Filippine hanno temporaneamente introdotto la settimana lavorativa di quattro giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo contesto, il Commissario europeo per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha suggerito che se il conflitto in Medio Oriente &quot;non si concluder&amp;agrave; nelle prossime settimane&quot; e lo Stretto di Hormuz non verr&amp;agrave; riaperto, il mondo potrebbe entrare in recessione.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/itp-energycrisis-march2026.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La morte del Soft Power statunitense: perché il mondo non vuole più essere americano</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_morte_del_soft_power_statunitense_perch_il_mondo_non_vuole_pi_essere_americano/65974_66950/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 12:38:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Alessandro Bartoloni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultimamente su TikTok &amp;egrave; pieno di video di ragazzi occidentali che fanno finta di essere vecchi zii maoisti che bevono birra Tsingtao e fumano sigarette cinesi.&lt;br /&gt;Anche su Instagram di reel che mostrano citt&amp;agrave; futuristiche e paesaggi mozzafiato: &amp;ldquo;Ti sembra New York? E invece questa &amp;egrave; Chongqing&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, se anche si trattasse di un trend di poche settimane, &amp;egrave; un altro piccolo segnale di un fenomeno davvero epocale, forse destinato a cambiare anche la nostra vita quotidiana nei prossimi anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sto parlando della morte del soft power statunitense&amp;hellip;Vediamo di cosa si tratta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo tutti cresciuti con il mito della superpotenza americana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per anni abbiamo creduto che agli Oscar venissero premiati i migliori film del mondo, che andare a studiare ad Harvard dimostrasse una superiorit&amp;agrave; intellettuale innegabile e, se avete pi&amp;ugrave; o meno la mia et&amp;agrave;, ogni mattina della vigilia di Natale non potevate non guardare Home Alone: un film in cui un bambino di nove anni si muoveva da solo, libero e spensierato, in una Chicago dove la cosa pi&amp;ugrave; pericolosa che potesse capitargli era essere importunato da due ladri un po&amp;rsquo; ridicoli e maldestri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bene, oggi invece sappiamo che quel bambino potrebbe finire tra le mani di spie e miliardari pedofili (Epstein files), essere arrestato e separato dai genitori se non in regola con qualche permesso e, tra qualche anno, diventare uno dei tanti tossicodipendenti di fentanyl che abitano le citt&amp;agrave; nordamericane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Stati Uniti sono una societ&amp;agrave; devastata da diseguaglianze senza precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;1% pi&amp;ugrave; ricco detiene oggi circa un terzo di tutta la ricchezza nazionale. (&lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://tradingeconomics.com/united-states/share-of-total-net-worth-held-by-the-top-1-99th-to-100th-wealth-percentiles-fed-data.html?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dati Federal Reserve sulla ricchezza dell&amp;rsquo;1%&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I 10 uomini pi&amp;ugrave; ricchi del paese hanno un patrimonio di circa 2,4 trilioni di dollari. (&lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://beinsure.com/ranking/us-billionaires/?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;classifica miliardari USA&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pi&amp;ugrave; del PIL del Canada e della Spagna, per intendersi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre 36 milioni di persone vivono sotto la soglia di povert&amp;agrave;. (&lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://usafacts.org/answers/what-is-the-us-poverty-rate/country/united-states/?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dati sulla povert&amp;agrave; negli USA&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;770 mila persone sono senza una casa. (&lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://endhomelessness.org/state-of-homelessness/?utm_source=chatgpt.com#report&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rapporto homelessness USA&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E nonostante, secondo tutti i sondaggi, per la stragrande maggioranza dell&amp;rsquo;elettorato americano il governo dovrebbe occuparsi in primis di questi problemi:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;Assistenza sanitaria &amp;ndash; 67%&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;Servizi sociali &amp;ndash; 66%&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;Inflazione &amp;ndash; 65%&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;Istruzione pubblica &amp;ndash; 59%&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://today.yougov.com/politics/articles/49083-how-americans-want-the-government-to-handle-the-issues-that-matter-most-to-them?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;sondaggio YouGov&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le oligarchie al potere, indipendentemente dal colore, fanno in modo che il PIL pi&amp;ugrave; grande del mondo non finisca in salari dignitosi, scuole e ospedali pubblici, ma ad alimentare senza sosta i propri profitti e finanziare guerre in ogni angolo del pianeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guerre che, naturalmente, non hanno nemmeno mai portato alcun beneficio concreto agli interessi e alla sicurezza dei cittadini americani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcosa per&amp;ograve; sta cambiando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contrariamente agli ultimi 30 anni, in Italia e in tutta Europa sentiamo giornalisti, intellettuali e persino politici del cosiddetto mainstream condannare i crimini statunitensi e addirittura parlare di indipendenza strategica come se fossimo in un circolino di &amp;ldquo;vetero-comunisti&amp;rdquo; qualsiasi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non &amp;egrave; solo geopolitica. Perch&amp;eacute;, se guardiamo bene, &amp;egrave; tutta l&amp;rsquo;american way of life a star perdendo attrattiva agli occhi di sempre pi&amp;ugrave; persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perch&amp;eacute;, diciamoci la verit&amp;agrave;, quell&amp;rsquo;idea che la felicit&amp;agrave; consista in quel frullato di individualismo, consumismo e retorica dell&amp;rsquo;imprenditore di s&amp;eacute; stesso contro tutto e tutti si &amp;egrave; rivelata semplicemente falsa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma insomma, che sta succedendo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come mai, oltre alla crisi dell&amp;rsquo;America fuori di noi, l&amp;rsquo;America dentro di noi sta morendo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E perch&amp;eacute;, al di l&amp;agrave; dei soliti pessimismi da salotto, questa potrebbe essere una bellissima notizia?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CAPITOLO 1: IL SOFT POWER&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le false prove per attaccare l&amp;rsquo;Iraq, Guantanamo, gli attacchi terroristici, la Libia, la Siria, le sanzioni contro i popoli ribelli. Se nonostante tutto questo un&amp;rsquo;intera generazione di europei ha continuato a pensare agli Stati Uniti come la pi&amp;ugrave; grande democrazia del mondo e faro del mondo libero, la risposta sta in questa parolina qui: Soft Power.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ne avrete sentito parlare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Soft power significa semplicemente convincere gli altri a fare ci&amp;ograve; che si vuole attraverso l&amp;rsquo;attrazione, piuttosto che con la coercizione o il pagamento.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questa definizione non &amp;egrave; certo mia, ma di colui che l&amp;rsquo;ha inventata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si chiama Joseph Nye, professore di Harvard, appassionato democratico e gi&amp;agrave; collaboratore di Carter, Clinton, Obama e Kerry.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nye pensava che gli Stati Uniti avessero s&amp;igrave; una supremazia economica e militare, ma che per riuscire a consolidare ed espandere la propria egemonia avrebbero dovuto anche conquistare i cuori e le menti del pianeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;hard power, e cio&amp;egrave; le armi e il ricatto, non sarebbe bastato. L&amp;rsquo;America doveva non solo far paura ai nemici con tutto il repertorio che conosciamo, ma anche continuare a sedurre e affascinare gli amici &amp;mdash; e cio&amp;egrave; i cosiddetti alleati &amp;mdash; e, attraverso il controllo dell&amp;rsquo;informazione, degli spazi mediatici, dell&amp;rsquo;industria culturale e del marketing, agire direttamente sui desideri, le emozioni e gli ideali delle persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Colonizzarne l&amp;rsquo;immaginario, potremmo dire, per far apparire il proprio dominio non solo inevitabile, ma anche desiderabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;aneddoto raccontato spesso a Harvard &amp;egrave; che &amp;ldquo;soft power&amp;rdquo; nacque come una formula quasi didattica, pensata per spiegare agli studenti perch&amp;eacute; gli Stati Uniti fossero influenti anche quando non minacciavano nessuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La parola, che doveva servire in aula, &amp;egrave; poi finita nei documenti ufficiali della NATO, del Partito Comunista Cinese e del Dipartimento di Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno dei suoi collaboratori raccont&amp;ograve; che Nye amava ripetere questa frase:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Se sei l&amp;rsquo;uomo pi&amp;ugrave; forte della stanza, non devi ricordarlo a tutti.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando Nye si invent&amp;ograve; questa parola, a fine anni &amp;rsquo;90, il mondo stava appena emergendo dal bipolarismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Unione Sovietica era collassata, il &amp;ldquo;mondo libero&amp;rdquo; a guida americana sembrava trionfare e il potere di attrazione degli Stati Uniti &amp;mdash; la loro musica, le universit&amp;agrave;, l&amp;rsquo;american way of life &amp;mdash; erano diventati in Europa il modello di quello che una societ&amp;agrave; pienamente moderna doveva diventare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E tutto questo soprattutto grazie al soft power.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guardiamo un po&amp;rsquo; di dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ancora oggi i film americani rappresentano oltre il 70% del totale della programmazione europea. (&lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://moonshot.news/news/media-news/american-films-reaching-new-dominance-in-europe/?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;dati sul dominio dei film americani in Europa&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con Disney Channel, Nickelodeon e Cartoon Network, il 48% dei canali TV per bambini in Europa &amp;egrave; di propriet&amp;agrave; statunitense. (&lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://www.obs.coe.int/en/web/observatoire/home/-/asset_publisher/wy5m8bRgOygg/content/48-of-children-s-tv-channels-in-europe-belong-to-a-us-company?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;studio Observatory sui canali TV per bambini&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E tra i grandi gruppi televisivi e streaming &amp;mdash; Netflix, Warner Bros. Discovery, Disney, Amazon, Comcast ecc. &amp;mdash; 9 su 10 sono controllati da societ&amp;agrave; statunitensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ancora:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Google, Meta e X hanno sostanzialmente il monopolio dei social e delle piattaforme di ricerca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud insieme detengono circa il 70% del mercato europeo di cloud computing.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma, oggi l&amp;rsquo;europeo medio:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;cerca&amp;rdquo; su Google;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;scrive&amp;rdquo; su Gmail / Docs;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;comunica e &amp;ldquo;discute&amp;rdquo; su WhatsApp / Instagram / X;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;si rilassa su Netflix e Prime Video.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;E le regole della visibilit&amp;agrave;, i criteri di affidabilit&amp;agrave; e le priorit&amp;agrave; informative sono decise da aziende americane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per non parlare dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale, alla quale dedicheremo una puntata a parte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi ricordate quando Donald Trump ha messo i dazi alle merci europee perch&amp;eacute;, a suo dire, esportavamo troppo e non importavamo abbastanza prodotti made in USA?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, qualcuno gli avrebbe potuto ricordare questi dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la verit&amp;agrave; &amp;egrave; che, dopo 30 anni di fede atlantista delle classi dirigenti europee, nessuno aveva pi&amp;ugrave; il potere di farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro potere contrattuale infatti &amp;egrave; diventato praticamente nullo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CAPITOLO 2: TRUMP E IL SOFT POWER&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma visto che lo abbiamo citato, arriviamo a lui: Il miliardario newyorkese che non si &amp;egrave; fatto da solo (come del resto il 99 per cento dei miliardari occidentali); che per sua ammissione si ciba quasi esclusivamente di hamburger e Coca-Cola; e che, appena insediato per la seconda volta alla Casa Bianca, ha dichiarato una vera e propria guerra al soft power americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vediamo come.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 10 marzo 2025 il nuovo Segretario di Stato Marco Rubio annunciava al mondo di sospendere o cancellare l&amp;rsquo;80 per cento dei progetti di uno dei canali principali del soft power statunitense: USAID, l&amp;rsquo;Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale. Un&amp;rsquo;agenzia che fino a quel momento era stata finanziata con ben 50 miliardi di dollari l&amp;rsquo;anno e che, nei paesi nei quali operava, oltre all&amp;rsquo;assistenza umanitaria, al finanziamento delle ONG e ai programmi di sviluppo:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;sosteneva media e testate giornalistiche;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;formava attivisti, funzionari pubblici, giudici e giornalisti;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;sovvenzionava borse di studio e programmi di fact-checking.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tutto con l&amp;rsquo;obiettivo di sviluppare un ecosistema favorevole all&amp;rsquo;agenda e agli interessi americani in quel paese, formando un&amp;rsquo;opinione pubblica amica e mettendo in piedi strutture da attivare nei momenti propizi per favorire cambi di classe dirigente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma, un potere che agiva sulle menti della societ&amp;agrave; civile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E un potere, lo avrebbe definito Nye, &amp;ldquo;che ottiene risultati proprio perch&amp;eacute; non appare immediatamente come potere&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E di risultati ne ha ottenuti parecchi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facciamo un esempio concreto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei primi anni Duemila, in Georgia, USAID finanzia un programma apparentemente innocuo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ristrutturazione di scuole pubbliche, nuovi computer, manuali aggiornati, corsi di formazione per insegnanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Niente armi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apparentemente, niente politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli anni successivi molti studenti di quelle scuole entrano nelle ONG americane, nei media, nell&amp;rsquo;amministrazione pubblica e, quando nel 2003 con la &amp;ldquo;Rivoluzione delle Rose&amp;rdquo; scoppiano le proteste contro il vecchio regime, quei giovani:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;parlano inglese;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;usano il lessico dei diritti liberali;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;comunicano con i media occidentali;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;favoriscono un cambio di classe dirigente favorevole all&amp;rsquo;agenda politica americana.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Quei giovani non hanno bisogno di chiedersi da dove venga quell&amp;rsquo;immaginario: ci sono letteralmente cresciuti dentro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre a tenere gli alleati &amp;ldquo;buoni&amp;rdquo;, ecco quindi un&amp;rsquo;altra funzione del soft power americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma tutto questo a Trump non interessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sia perch&amp;eacute; USAID era la classica struttura del &amp;ldquo;deep state&amp;rdquo; legata al Partito Democratico americano, sia perch&amp;eacute; &amp;mdash; come &amp;egrave; scritto chiaro e tondo nella National Security Strategy del 2025 &amp;mdash; a Trump non interessa pi&amp;ugrave; far passare gli interessi militari ed economici americani per gli interessi di tutta la razza umana, n&amp;eacute; promuoverli sotto la retorica della democrazia e dei diritti umani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;introduzione del documento c&amp;rsquo;&amp;egrave; scritto che gli Stati Uniti si immischieranno negli affari degli altri paesi solo in caso di minaccia diretta ai propri interessi e che non cercheranno pi&amp;ugrave; di imporre modelli democratici e sociali che differiscono dalla storia e dalla tradizione di quei paesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;We seek good relations and peaceful commercial relations with the nations of the world without imposing on them democratic or other social change that differs widely from their traditions and histories.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;nessuna presunta missione civilizzatrice nel mondo, nessun fascino, nessuna seduzione, nessuna retorica della democrazia e della libert&amp;agrave; a nascondere ricatti, minacce, sanzioni e aggressioni militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come sanno bene gli iraniani. Come sanno bene i venezuelani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma anche gli europei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Immaginate che trauma per i nostri filoamericani di casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;rsquo;improvviso si sono trovati privati di tutto quel repertorio di argomenti e giustificazioni morali che erano serviti a coprire il sederone dello Zio Sam in giro per il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, come vi potete immaginare, anche il vecchio Joseph Nye non se la passa benissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un&amp;rsquo;intervista rilasciata alla CNN poco prima di morire, il 6 maggio 2025, Joseph Nye si confessava disperato: &amp;ldquo;Trump sta distruggendo il soft power statunitense&amp;rdquo;, affermava, e questo avrebbe addirittura comportato la fine dell&amp;rsquo;impero americano. &lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://www.cnn.com/2025/05/01/politics/video/joseph-nye-soft-power-trump-digvid?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;intervista CNN a Joseph Nye&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma adesso facciamoci una domanda fondamentale:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;perch&amp;eacute; secondo voi Trump si &amp;egrave; messo in testa di smantellare uno strumento dell&amp;rsquo;egemonia americana che aveva portato, in fondo, risultati cos&amp;igrave; brillanti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo perch&amp;eacute; &amp;egrave; un bulletto con un pessimo carattere?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;O c&amp;rsquo;&amp;egrave; qualcosa di pi&amp;ugrave;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta potrebbe venirci ancora una volta dalla National Security Strategy.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Le nostre &amp;eacute;lite&amp;rdquo;, si legge, &amp;ldquo;hanno gravemente sbagliato nel valutare la disponibilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;America a farsi carico per sempre di oneri globali che il popolo americano non vedeva collegati all&amp;rsquo;interesse nazionale. Hanno sopravvalutato la capacit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;America di finanziare, contemporaneamente, un imponente Stato assistenziale-regolatorio-amministrativo insieme a un vasto apparato militare, diplomatico, di intelligence e di aiuti esteri.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tradotto: c&amp;rsquo;&amp;egrave; da fare delle scelte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Stati Uniti hanno un debito pubblico insostenibile, negli ultimi anni hanno perso il primato industriale e tecnologico e non siamo pi&amp;ugrave; negli anni &amp;rsquo;90.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa nuova fase della storia ci sono popoli che hanno il potere e le capacit&amp;agrave; di far valere i propri interessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Popoli contro cui il soft power non &amp;egrave; bastato e adesso non c&amp;rsquo;&amp;egrave; che da puntargli contro quante pi&amp;ugrave; armi e munizioni possibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma, il soft power potrebbe essere semplicemente un lusso che gli USA non si possono pi&amp;ugrave; permettere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno strumento pi&amp;ugrave; utile in tempi di pace che non in tempi di guerra, quando &amp;egrave; l&amp;rsquo;hard power a essere determinante per difendere gli esorbitanti privilegi delle proprie oligarchie al comando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Peace through strength&amp;rdquo;, dice sempre Trump.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il quale, a scanso di equivoci, ha anche cambiato il nome del Dipartimento della Difesa in Dipartimento della Guerra e annunciato di voler aumentare le spese militari a 1.500 miliardi l&amp;rsquo;anno. (&lt;span style=&quot;color: #0563c1;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;https://it.insideover.com/difesa/trump-il-militarista-propone-un-budget-da-1-500-miliardi-al-pentagono-e-chiede-allindustria-di-accelerare.html?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;articolo sul budget militare di Trump&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Funzioner&amp;agrave;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;O aveva ragione Joseph Nye?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo vedremo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensando a noi, quando ai sudditi si presenta il proprio dominio in termini di pura violenza e rapporti di forza, solitamente cominciano a farsi due domande.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma dalla nostra classe dirigente forse non possiamo aspettarci molto altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In fondo sono gli stessi che ci hanno legati mani e piedi agli Stati Uniti negli ultimi 30 anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In ogni caso, questi sono stati anni importanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avreste mai pensato di vedere milioni di persone scendere in piazza per protestare contro un genocidio finanziato e voluto dagli Stati Uniti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tanti stanno maturando una nuova consapevolezza: dall&amp;rsquo;orrore di Gaza al fallimento dell&amp;rsquo;Unione Europea, fino a Trump che ha gettato ogni maschera sui crimini statunitensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A molti dei nostri &amp;ldquo;commentatori&amp;rdquo; baster&amp;agrave; forse che alle prossime elezioni americane vinca un democratico piuttosto che un repubblicano per scordarsi di tutto quanto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la verit&amp;agrave; &amp;egrave; che non si torna pi&amp;ugrave; indietro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;incantesimo si &amp;egrave; spezzato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E per tutto quello che abbiamo visto, nell&amp;rsquo;immaginario collettivo gli Stati Uniti non torneranno mai a essere il baluardo della civilt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non ci sar&amp;agrave; mai pi&amp;ugrave; negli occhi degli europei la spinta all&amp;rsquo;emulazione di Alberto Sordi in Un americano a Roma che sogna campi da baseball e una scalata rapida nell&amp;rsquo;Olimpo del successo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;ottima notizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/eO11mjpUlGY?si=U0UsvHKEGzvmS9bl&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>rethink.power</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/106408564-1582643258502gettyimages-157529561.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Chi comanda davvero il mondo? Il duro atto d'accusa di Bernie Sanders che fa tremare i miliardari</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-chi_comanda_davvero_il_mondo_il_duro_atto_daccusa_di_bernie_sanders_che_fa_tremare_i_miliardari/51621_66949/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;2&quot;&gt;Nel suo ultimo libro, appena uscito in Italia, &lt;em data-path-to-node=&quot;2&quot; data-index-in-node=&quot;47&quot;&gt;Contro l&amp;rsquo;oligarchia&lt;/em&gt; (Chiarelettere, 2026), Bernie Sanders, partendo dal descrivere la societ&amp;agrave; statunitense e i rapporti di potere in essa esistenti, ci spiega molto bene chi ci comanda realmente nel mondo contemporaneo. Egli ci spiega come siamo condizionati dall&amp;rsquo;oligarchia, che &amp;egrave; un sistema in cui pochi individui estremamente ricchi controllano la vita economica, politica e mediatica di una nazione. &amp;Egrave; un sistema in cui le possibilit&amp;agrave; reali delle persone normali &amp;ndash; la stragrande maggioranza della popolazione &amp;ndash; di determinare il futuro personale e, attraverso le scelte democratiche, l'indirizzo politico del proprio paese &amp;egrave; assolutamente minimo e di sola facciata. In particolare, se si &amp;egrave; statunitensi, questo &amp;egrave; il sistema politico-economico in cui si vive. E sta diventando inesorabilmente, sempre di pi&amp;ugrave;, il sistema che governa le persone in quasi tutti i paesi della Terra.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Oggi negli Stati Uniti d'America ci sono molte pi&amp;ugrave; disuguaglianze di possibilit&amp;agrave;, di reddito e di ricchezza che in qualsiasi altro momento nella storia della nazione. Mai come adesso le cose sono andate tanto bene solo alle persone che stanno al vertice della piramide economica e sociale. Intanto, mentre i ricchi diventano sempre pi&amp;ugrave; ricchi, la classe media fatica a pagare l&amp;rsquo;affitto, a mettere il cibo in tavola e a far fronte alle costosissime e privatizzate spese sanitarie. I poveri vivono nella totale sussistenza, subalternit&amp;agrave; e disperazione. Oggi un solo uomo, Elon Musk, con un patrimonio di quasi 400 miliardi di dollari, possiede pi&amp;ugrave; ricchezza del 52 per cento delle famiglie americane pi&amp;ugrave; povere. Una vergognosa situazione. L&amp;rsquo;1 per cento pi&amp;ugrave; ricco possiede una ricchezza maggiore del 93 per cento pi&amp;ugrave; povero. E gli amministratori delegati delle grandi aziende guadagnano 350 volte di pi&amp;ugrave; del dipendente medio.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Ma non sono solo le disparit&amp;agrave; di reddito e di ricchezza a fare di questo sistema un&amp;rsquo;oligarchia. Oggi negli Stati Uniti abbiamo una concentrazione, in poche mani, di propriet&amp;agrave; mai vista prima, con poche grandi aziende che controllano settori su settori della nostra economia e influenzano tutte le scelte politiche.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Ci spiega Sanders:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6,0&quot;&gt;&quot;Volete sapere perch&amp;eacute; nei negozi di alimentari di questo paese i prezzi della carne di manzo, di maiale e di pollo sono cos&amp;igrave; alti? Be&amp;rsquo;, forse dipende dal fatto che appena quattro aziende americane controllano l&amp;rsquo;80 per cento della lavorazione della carne bovina, il 70 per cento di quella suina e quasi il 60 per cento del pollame&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Questo non avviene solo nel settore agricolo. Lo stesso vale per i trasporti, i servizi finanziari, l&amp;rsquo;energia, la sanit&amp;agrave;, le grandi aziende tecnologiche; insomma, vale per tutti i settori della vita economica. Negli Stati Uniti di oggi una piccola manciata di multinazionali decide cosa viene prodotto, come vengono trattati i dipendenti e, soprattutto, i prezzi a cui si dovranno vendere i prodotti. Ma chiediamoci chi possiede queste multinazionali: sembra incredibile, ma appartengono solo a tre grandi societ&amp;agrave; di Wall Street. Vanguard, BlackRock e State Street sono i principali azionisti del 95 per cento delle societ&amp;agrave; quotate nell&amp;rsquo;indice S&amp;amp;P 500. In altre parole, hanno un&amp;rsquo;influenza assoluta su centinaia di aziende che danno lavoro a milioni di lavoratori statunitensi e dunque, di fatto, sull&amp;rsquo;intera economia nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Basti pensare a chi possiede la General Motors. Facile: i suoi tre maggiori azionisti, che la controllano totalmente, sono Vanguard, BlackRock e State Street. Ancora, sappiamo chi possiede la Ford, che di General Motors dovrebbe essere un concorrente. Se avete pensato a Vanguard, BlackRock e State Street, esattamente in quest&amp;rsquo;ordine, ci avete indovinato. Per quanto riguarda le grandi compagnie petrolifere, ExxonMobil e Chevron, senza averci nemmeno un minimo dubbio, i principali azionisti sono sempre Vanguard, BlackRock e State Street. Che dire di Pfizer, Merck e Johnson &amp;amp; Johnson, tre gigantesche aziende farmaceutiche? Idem: i principali azionisti sono Vanguard, BlackRock e State Street, che le possiedono tutte e tre.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Negli ultimi anni, sia come presidente sia come principale esponente della minoranza della commissione del Senato &lt;em data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;114&quot;&gt;Health, Education, Labor and Pensions&lt;/em&gt; (Sanit&amp;agrave;, Istruzione, Lavoro e Pensioni, HELP), ho sostenuto i lavoratori sindacalizzati che erano impegnati a lottare contro diverse aziende per ottenere salari, benefit e condizioni di lavoro migliori. E ogni volta che ho contattato i dirigenti e i manager di queste societ&amp;agrave; mi &amp;egrave; stato detto chiaro e tondo: &amp;laquo;I titolari non siamo noi, sono altri&amp;raquo;. Questo veramente opaco accorpamento del potere rende pi&amp;ugrave; difficile far s&amp;igrave; che i proprietari rispondano in alcun modo delle loro azioni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Anche i mass media, che dovrebbero informarci in modo obiettivo su ci&amp;ograve; che accade nella politica, nella societ&amp;agrave; degli Stati Uniti e nel mondo, oggi sono controllati da un pugno di giganteschi conglomerati internazionali, di propriet&amp;agrave; di pochissimi ultramiliardari. Ecco perch&amp;eacute; le questioni che interessano la classe lavoratrice degli Stati Uniti, come pure le analisi approfondite delle dinamiche di ricchezza e potere, ottengono uno spazio relativamente esiguo e non sono per nulla trasparenti. Ecco perch&amp;eacute; non c&amp;rsquo;&amp;egrave; mai stato un programma televisivo incentrato sul motivo per cui gli Stati Uniti, unici tra i paesi ricchi, non garantiscono l&amp;rsquo;assistenza sanitaria per tutti i cittadini n&amp;eacute; assicurano congedi retribuiti per motivi familiari e medici. Ecco perch&amp;eacute; non sentiamo praticamente mai parlare del crescente, costante e assoluto divario tra ricchi e poveri. Argomenti del genere non interessano particolarmente ai miliardari che possiedono le reti televisive e i giornali.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Negli USA di oggi abbiamo una concentrazione mediatica pi&amp;ugrave; alta che mai. Sei multinazionali dell&amp;rsquo;informazione controllano da sole il 90 per cento di ci&amp;ograve; che gli statunitensi vedono, ascoltano e leggono. Possiedono sia i media tradizionali (giornali, radio, reti televisive e studi cinematografici) sia gran parte dei social media e internet.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Elon Musk, l&amp;rsquo;uomo pi&amp;ugrave; ricco della Terra, possiede X (ex Twitter); Jeff Bezos, la quarta persona pi&amp;ugrave; ricca al mondo, possiede il &amp;laquo;Washington Post&amp;raquo;, Amazon Prime e la piattaforma di streaming Twitch; e Mark Zuckerberg, attualmente il terzo uomo pi&amp;ugrave; ricco del pianeta, possiede Meta, che controlla Instagram, Facebook e WhatsApp. Larry Ellison, il secondo uomo pi&amp;ugrave; ricco della Terra, ha appena acquistato la Paramount, che detiene la CBS. Rupert Murdoch, un altro multimiliardario, possiede la Fox, il &amp;laquo;Wall Street Journal&amp;raquo;, il &amp;laquo;New York Post&amp;raquo;, la HarperCollins e altri media di destra in tutto il mondo. I miliardari possiedono e controllano praticamente tutti i maggiori quotidiani e le principali reti radiofoniche degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;L&amp;rsquo;oligarchia odierna non solo ha prodotto una disparit&amp;agrave; di reddito e di ricchezza senza precedenti. Non solo ha creato una concentrazione di propriet&amp;agrave; mai vista prima. Ci ha dato anche un sistema politico estremamente corrotto, fortemente dominato dai miliardari e dai loro potentissimi comitati di azione politica (PAC). Le elezioni americane ormai riguardano sempre meno i candidati e le idee. Hanno a che fare, piuttosto, con la competizione tra gli spot pubblicitari prodotti dai comitati sotto il controllo dei miliardari.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Infatti, dal 2010 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito, con cinque voti contro quattro nel caso &lt;em data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;107&quot;&gt;Citizens United&lt;/em&gt;, che i miliardari potevano spendere quanto volevano per le campagne politiche. Ed &amp;egrave; esattamente quello che stanno facendo. Dopo quella sentenza, i finanziamenti politici per le elezioni sono aumentati di oltre il 1600 per cento. Nelle elezioni del 2024 cento famiglie miliardarie hanno speso 2,6 miliardi di dollari, il doppio rispetto a quanto avevano speso nel 2020.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Elon Musk da solo ha speso 290 milioni di dollari per eleggere Trump. E si capisce perfettamente perch&amp;eacute; lo abbia fatto: &amp;egrave; diventato la persona pi&amp;ugrave; potente del governo e ha potuto istituire il &lt;em data-path-to-node=&quot;15&quot; data-index-in-node=&quot;192&quot;&gt;Department of Government Efficiency&lt;/em&gt; (Dipartimento per l&amp;rsquo;Efficienza Governativa, DOGE), dove gli &amp;egrave; stato permesso di mettere in atto la sua ideologia di estrema destra, assolutamente antiegualitaria, smantellando le agenzie federali e licenziando decine di migliaia di dipendenti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Ma l&amp;rsquo;impatto di un sistema di finanziamenti elettorali corrotto va oltre le campagne presidenziali. Arriva dritto al cuore del processo democratico legislativo che si svolge a Washington. All&amp;rsquo;inizio del luglio 2025, i repubblicani al Congresso hanno approvato il &lt;em data-path-to-node=&quot;16&quot; data-index-in-node=&quot;263&quot;&gt;Big Beautiful Bill&lt;/em&gt; di Trump, la legge pi&amp;ugrave; distruttiva nella storia moderna degli Stati Uniti. Mentre da un lato garantisce sgravi fiscali per 1.000 miliardi di dollari all&amp;rsquo;1 per cento pi&amp;ugrave; ricco della popolazione, dall&amp;rsquo;altro prevede tagli massicci al programma di assistenza sanitaria Medicaid, all&amp;rsquo;aiuto alimentare per i poveri e all&amp;rsquo;istruzione pubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;Quasi tutti i membri repubblicani della Camera e del Senato hanno votato a favore di questa legge terribile. Ma chiediamoci il perch&amp;eacute;. Pensate che non fossero consapevoli dell&amp;rsquo;impatto che questi enormi tagli al Medicaid e all&amp;rsquo;&lt;em data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;226&quot;&gt;Affordable Care Act&lt;/em&gt; (la legge sull&amp;rsquo;assistenza sanitaria accessibile) avrebbero avuto sui loro elettori, molti dei quali sono poveri e appartengono alla classe operaia? Lo sapevano eccome. Ma sapevano anche che, se avessero votato contro, il giorno dopo quegli oligarchi dotati di risorse illimitate avrebbero annunciato che i loro potenti comitati di azione politica avrebbero fatto correre e finanziato altri candidati contro di loro alle successive elezioni. e con ogni probabilit&amp;agrave; li avrebbero sconfitti.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;&amp;Egrave; precisamente ci&amp;ograve; che &amp;egrave; successo al senatore del North Carolina Thom Tillis. Questi ha dichiarato che si sarebbe opposto a questo spaventoso disegno di legge perch&amp;eacute; avrebbe causato la perdita dell&amp;rsquo;assicurazione sanitaria per oltre 650.000 persone nel suo stato. Il giorno dopo Trump lo ha criticato senza piet&amp;agrave; e ha minacciato di indire primarie per il suo seggio. Poche ore pi&amp;ugrave; tardi Tillis ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che non si sarebbe ricandidato. Gli oligarchi non accettano mai un no come risposta alle loro pretese. Si aspettano che i candidati eletti con i loro finanziamenti eseguano letteralmente gli ordini e facciano ci&amp;ograve; che viene detto loro di fare.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;Ma a soddisfare le esigenze di chi aveva riccamente finanziato la campagna elettorale non era solo il &lt;em data-path-to-node=&quot;19&quot; data-index-in-node=&quot;102&quot;&gt;Big Beautiful Bill&lt;/em&gt;. Nel dicembre 2024, dopo negoziati difficili durati mesi, il Senato e la Camera hanno annunciato di aver raggiunto un accordo bipartisan su un importante disegno di legge relativo agli stanziamenti. In qualit&amp;agrave; di presidente della commissione HELP ho avuto un ruolo di rilievo in quei negoziati e ho lavorato duramente per inserire nel pacchetto i finanziamenti necessari ad ampliare l&amp;rsquo;assistenza sanitaria di base, l&amp;rsquo;assistenza odontoiatrica, l&amp;rsquo;assistenza alla salute mentale, i programmi nutrizionali per gli anziani e quelli di apprendistato per i giovani adulti. Ci spiega Sanders che l'accordo bipartisan non comprendeva tutto ci&amp;ograve; che avrebbe voluto, non ci si avvicinava nemmeno. Ma era molto meglio di niente e avrebbe, di fatto, dato respiro a milioni di americani in difficolt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;20&quot;&gt;Proprio mentre il Congresso stava per approvarlo, il disegno di legge sugli stanziamenti &amp;egrave; stato silurato da una serie di tweet di Elon Musk, il quale, tra le altre cose, si impegnava a sostenere sfidanti alle primarie contro chiunque avesse osato votare a favore. E cos&amp;igrave;, in un attimo, mesi di faticosi negoziati sono andati in fumo. Musk ha parlato attraverso i tweet e il disegno di legge &amp;egrave; morto definitivamente. Milioni di persone ne soffriranno le conseguenze.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;21&quot;&gt;Ma, ovviamente, non sono soltanto i repubblicani a subire l&amp;rsquo;influenza finanziaria dei miliardari. Gli oligarchi hanno un potere enorme anche sul Partito Democratico. Ecco alcuni esempi recenti. Pur senza raggiungere le cifre dei loro corrispettivi repubblicani, oltre ottanta miliardari democratici hanno donato centinaia di milioni di dollari per cercare di far eleggere Kamala Harris alle presidenziali del 2024. A mio avviso, la pesante ingerenza che hanno esercitato sulla sua campagna le &amp;egrave; costata un&amp;rsquo;elezione che avrebbe dovuto e potuto vincere. Invece di concentrarsi sulla sfida ai pi&amp;ugrave; forti interessi di parte, e di mettere in chiaro che avrebbe lottato per il bene della classe lavoratrice del paese, Harris ha condotto una campagna volta a non inimicarsi gli imprenditori e gli oligarchi. D&amp;rsquo;altronde, uno dei suoi principali portavoce &amp;egrave; stato il miliardario Mark Cuban.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;22&quot;&gt;L&amp;rsquo;influenza dei miliardari sul Partito Democratico va ben oltre le campagne elettorali. Agisce infatti anche sulle decisioni riguardanti alcune delle questioni morali e di politica estera pi&amp;ugrave; significative che ci troviamo ad affrontare. Il 7 ottobre 2023 Hamas, un&amp;rsquo;organizzazione terroristica, ha compiuto un terribile attacco contro Israele causando la morte di 1200 innocenti e il sequestro di oltre 250 ostaggi. Sanders ritiene che Israele, come qualsiasi altro paese che subisca una simile aggressione, avesse il diritto di difendersi. Ma non aveva il diritto di scatenare una guerra totale contro il popolo palestinese, indifeso e inerme, come invece ha fatto, violando palesemente il diritto internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;23&quot;&gt;Quella guerra, al momento in cui Sanders scriveva (2025), ha causato la morte di circa 60.000 persone e il ferimento di oltre 146.000, su una popolazione totale che a Gaza conta solamente 2,2 milioni di abitanti. La maggior parte delle vittime sono state donne, bambini e anziani. L&amp;rsquo;ONU riferisce che almeno 18.500 bambini sono stati uccisi, 12.000 dei quali avevano dodici anni o meno. A questi si aggiungono i 25.000 feriti. Pi&amp;ugrave; di 3000 bambini a Gaza hanno subito l&amp;rsquo;amputazione di uno o pi&amp;ugrave; arti. A causa del blocco degli aiuti, le organizzazioni umanitarie internazionali hanno rilevato una diffusa malnutrizione, e sono stati segnalati molti casi di denutritione. I palestinesi affamati sono stati uccisi a sangue freddo mentre si radunavano presso i centri di distribuzione del cibo. In aggiunta a ci&amp;ograve;, tutte le infrastrutture di Gaza (alloggi, sistema sanitario, scuole, impianti idrici e di depurazione delle acque reflue) sono state quasi completamente distrutte.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;24&quot;&gt;Pensate che i democratici e i repubblicani al Congresso non siano al corrente di ci&amp;ograve; che sta accadendo a Gaza? No, lo sanno esattamente e meglio dell'opinione pubblica mondiale. Dubitate che molti di loro siano disgustati dal comportamento di Netanyahu e dal modo in cui Israele sta conducendo questa guerra barbarica? Certo che lo sono. Ma allora perch&amp;eacute; continuano a votare per sostenerla con miliardi di dollari statunitensi? La risposta &amp;egrave; che molti di loro sanno che, se votassero contro gli aiuti militari a Israele, dovrebbero vedersela con una forte opposizione da parte dell&amp;rsquo;American Israel Public Affairs Committee (Comitato per gli affari pubblici israelo-americani, AIPAC). E non si tratta di una minaccia a vuoto. Nel 2024 l&amp;rsquo;AIPAC ha speso 100 milioni di dollari per contrastare e sconfiggere quei membri del Congresso, come Cori Bush nel Missouri e Jamaal Bowman nello stato di New York, che hanno avuto il coraggio di opporsi all&amp;rsquo;invio di aiuti americani al governo Netanyahu.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;25&quot;&gt;In altre parole, alcuni punti fondamentali della politica estera statunitense sono oggi decisi dai potenti comitati di azione politica e dai miliardari che li finanziano. Ma questa corruzione politica non &amp;egrave; circoscritta alla capitale della nostra nazione. Si verifica pressoch&amp;eacute; in ogni stato e grande citt&amp;agrave; d&amp;rsquo;America.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;26&quot;&gt;Ecco un solo esempio particolarmente scandaloso: dopo che Zohran Mamdani ha sconfitto il candidato dell&amp;rsquo;establishment, l&amp;rsquo;ex governatore Andrew Cuomo, alle primarie democratiche per la carica di sindaco di New York, gli oligarchi sono stati presi dal panico. Wall Street e gli speculatori immobiliari non accettavano che un difensore della classe operaia vincesse le primarie. In modo piuttosto esplicito, sulle prime pagine dei quotidiani di New York i miliardari hanno annunciato che avrebbero speso centinaia di milioni di dollari per sconfiggerlo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;27&quot;&gt;L&amp;rsquo;oligarchia non ha un impatto soltanto sulla nostra vita economica e politica, ma anche sulla nostra cultura. L&amp;rsquo;avidit&amp;agrave; delle aziende e la ricerca incessante del profitto decidono in larga misura i film che vediamo, la musica che ascoltiamo e ci&amp;ograve; che i nostri figli considerano cool.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;28&quot;&gt;Sanders ci fa un esempio chiaro su come funziona anche lo sport negli USA:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;29&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;29,0&quot;&gt;&quot;Da giovane, a Brooklyn, sono cresciuto con i Brooklyn Dodgers. Non dimenticher&amp;ograve; mai &amp;ndash; e lo stesso vale per milioni di altre persone &amp;ndash; come quella squadra sia stata strappata da Brooklyn e trasferita a Los Angeles dall&amp;rsquo;avidit&amp;agrave; del suo proprietario&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;30&quot;&gt;La situazione odierna &amp;egrave; molto peggiore: l&amp;rsquo;oligarchia ha il controllo su praticamente tutte le squadre professionistiche di baseball, basket, football o hockey per cui tifano gli sportivi nordamericani. Oggi quasi tutte le societ&amp;agrave; sportive sono propriet&amp;agrave; di una famiglia miliardaria, di un conglomerato aziendale o di una societ&amp;agrave; di investimento di Wall Street.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;31&quot;&gt;Un esempio tra i tanti: i Los Angeles Lakers sono stati recentemente acquistati da Mark Walter, amministratore delegato e presidente di TWG Global, un conglomerato multinazionale. Walter &amp;egrave; anche il principale proprietario dei Los Angeles Dodgers. In altre parole, un solo uomo oggi controlla le due pi&amp;ugrave; importanti squadre sportive della seconda citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; grande degli Stati Uniti. Come conseguenza di questo dominio dei miliardari sullo sport professionistico, per le famiglie della classe operaia &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; difficile, se non impossibile, permettersi di andare a veder giocare le loro squadre preferite.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;32&quot;&gt;Da anni ormai il potere degli oligarchi continua a crescere, costringendo la democrazia a stare sulla difensiva. Finch&amp;eacute; a un certo punto, in mezzo a tutto questo, Donald Trump, aiutato da tutti i maggiori oligarchi con miliardi di dollari nella campagna elettorale, vince le elezioni presidenziali. E stiamo vedendo verso quale situazione estremamente pericolosa e terrificante l'oligarca Trump stia portando il mondo intero.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Screenshot_20260518_110802_ReadEra.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Ultim'ora Gaza, blitz in mare: le forze israeliane assaltano la Flottiglia umanitaria</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ultimora_gaza_blitz_in_mare_le_forze_israeliane_assaltano_la_flottiglia_umanitaria/45289_66948/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;0&quot; data-end=&quot;150&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo quanto riferito dagli organizzatori e mostrato dai filmati ripresi dalle imbarcazioni, le forze israeliane hanno iniziato a intercettare le navi di una&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;flottiglia&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; umanitaria diretta a Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;instagram-media&quot; style=&quot;background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);&quot; data-instgrm-captioned=&quot;&quot; data-instgrm-permalink=&quot;https://www.instagram.com/reel/DYecPwijmVX/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading&quot; data-instgrm-version=&quot;14&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;padding: 16px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;display: flex; flex-direction: row; align-items: center;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;padding: 19% 0;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;padding-top: 8px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;&quot;&gt;Visualizza questo post su Instagram&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;padding: 12.5% 0;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;&quot;&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 8px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: auto;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p style=&quot;color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;&quot;&gt;&lt;a style=&quot;color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;&quot; href=&quot;https://www.instagram.com/reel/DYecPwijmVX/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Un post condiviso da TRT World (@trtworld)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;//www.instagram.com/embed.js&quot; async=&quot;&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p data-start=&quot;0&quot; data-end=&quot;150&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;0&quot; data-end=&quot;150&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Poco prima dell'inizio delle intercettazioni, gli organizzatori hanno dichiarato in un comunicato diffuso sui social media luned&amp;igrave;: &quot;A 250 miglia da Gaza, in acque internazionali, Israele si sta preparando ad attaccare la Flottiglia Globale Sumud&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;152&quot; data-end=&quot;307&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Global Sumud Flotilla, un movimento internazionale a capo della missione, ha denunciato che militari israeliani sono saliti a bordo di diverse imbarcazioni al largo delle coste di Cipro, mentre il convoglio tentava di proseguire verso la Striscia di Gaza assediata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;309&quot; data-end=&quot;449&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I filmati diffusi dagli organizzatori mostravano gli attivisti che filmavano l'avvicinamento delle forze israeliane e il loro assalto alle imbarcazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;451&quot; data-end=&quot;638&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La scorsa settimana, oltre 50 imbarcazioni sono partite dal porto turco di Marmaris, in quella che gli organizzatori hanno descritto come la tappa finale di un viaggio volto a sfidare il blocco israeliano dell'enclave palestinese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;640&quot; data-end=&quot;828&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le intercettazioni sono avvenute mentre la sezione turca della campagna di flottiglia affermava che una delle sue navi, la Munki, era stata oggetto di &quot;attacco&quot; e &quot;molestie ravvicinate&quot; da parte di imbarcazioni militari israeliane.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;1403&quot; data-end=&quot;1610&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;La nave Munki della flottiglia &amp;egrave; stata attaccata dalle forze di occupazione israeliane. Al momento abbiamo perso i contatti con l'imbarcazione&quot;, ha dichiarato Global Sumud Filosu Turkiye in un comunicato pubblicato su X luned&amp;igrave; mattina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;1403&quot; data-end=&quot;1610&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha riferito che l'esercito israeliano ha arrestato alcuni attivisti a bordo delle imbarcazioni della flottiglia e li sta trasferendo su una nave della marina, per poi trasportarli al porto israeliano di Ashdod.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;1729&quot; data-end=&quot;1846&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Circa un'ora prima delle intercettazioni segnalate, il Ministero degli Affari Esteri israeliano aveva avvertito la flottiglia di abbandonare la rotta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-start=&quot;1848&quot; data-end=&quot;1924&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;ldquo;Cambiate rotta e tornate indietro immediatamente&amp;rdquo;, ha dichiarato il ministero in un comunicato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;caustenBlack text-[31px] leading-none md:text-[32px] xl:text-[42px] font-bold&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;caustenBlack text-[31px] leading-none md:text-[32px] xl:text-[42px] font-bold&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Screenshot-2026-05-18-at-11.15.40-AM-1-1779092282.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Mercenario colombiano ingannato da Kiev. &quot;Ho capito che siamo solo carne da macello&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mercenario_colombiano_ingannato_da_kiev_ho_capito_che_siamo_solo_carne_da_macello/82_66945/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Era partito con la promessa di un lavoro sicuro come cuoco nelle retrovie, lontano dai proiettili, attirato da uno stipendio di 12 milioni di pesos colombiani (circa 3.160 dollari) al mese. Il suo obiettivo era semplice: comprare una casa alla madre e dare una svolta alla propria vita. Oggi William Andr&amp;eacute;s Gallego Orozco, 23 anni, si trova invece prigioniero in Russia, unico superstite di un plotone di 18 uomini.&lt;/p&gt;
&lt;h2 data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;L'inganno del reclutamento: &quot;Andrai a cucinare, non in guerra&quot;&lt;/h2&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Spinto dal desiderio di una &quot;scorciatoia&quot; economica, il giovane colombiano ha ignorato gli avvertimenti sui rischi del reclutamento straniero. &quot;Andrai a cucinare, non in guerra&quot;, gli era stato assicurato da un reclutatore ucraino.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Tuttavia, una volta arrivato a destinazione, la realt&amp;agrave; si &amp;egrave; rivelata drammaticamente diversa:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Il contratto incomprensibile:&lt;/strong&gt; Firmato in lingua ucraina, senza poterne capire le clausole.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;L'addestramento lampo:&lt;/strong&gt; Pochi giorni in un poligono di tiro insieme ad altri mercenari stranieri.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7,2,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;7,2,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;L'invio in prima linea:&lt;/strong&gt; Spedito al fronte senza acqua, senza cibo, con la sola dotazione di un fucile d'assalto e una radio.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h2 data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;L'impatto con il fronte e la cattura&lt;/h2&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Il trauma del combattimento reale ha infranto subito ogni illusione. &lt;em data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;69&quot;&gt;&quot;Il giorno della battaglia non volevo avanzare. Da quando ho visto due uomini morti, ho cominciato a correre all'indietro&quot;&lt;/em&gt; ha raccontato il giovane, descrivendo i momenti di panico sotto i bombardamenti russi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Durante l'attacco, l'intero gruppo di 18 soldati &amp;egrave; stato decimato. William &amp;egrave; stato l'unico a uscirne vivo. Ferito da alcune schegge e rimasto solo, &amp;egrave; stato infine catturato dalle truppe russe. Un video pubblicato in rete documenta il momento dell'arresto, in cui un soldato gli dice: &lt;em data-path-to-node=&quot;10&quot; data-index-in-node=&quot;284&quot;&gt;&quot;Benvenuto in Russia, fratello&quot;&lt;/em&gt;. Il giovane ha confermato di aver ricevuto successivamente cibo, assistenza medica e un cappotto per coprirsi.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;11,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;La dura disillusione:&lt;/strong&gt; &lt;em data-path-to-node=&quot;11,0&quot; data-index-in-node=&quot;22&quot;&gt;&quot;Ho chiesto un riscatto, ma mi &amp;egrave; stato risposto di aspettare l&amp;igrave;. Ho capito che siamo solo carne da macello. Per loro i colombiani non valgono niente, non gliene importa niente di noi.&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2 data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;L'appello ai coetanei: &quot;Non cercate la via pi&amp;ugrave; facile&quot;&lt;/h2&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Dal luogo di detenzione, il pensiero del 23enne va costantemente alla famiglia e alla madre, che ha tentato di aiutare e che ora, con ogni probabilit&amp;agrave;, lo crede morto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;A chiunque stia valutando di intraprendere la strada del mercenariato in Ucraina, l'ex recluta lancia un monito accorato: &lt;em data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;122&quot;&gt;&quot;Amico, lavora il doppio, lavora il triplo, non dormire, lavora giorno e notte per realizzare i tuoi sogni; ci vorr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; tempo, ma andr&amp;agrave; tutto bene e non farai soffrire la tua famiglia. Seguite i vostri sogni l&amp;igrave;, non venite qui a morire&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Gemini_Generated_Image_t3tgvjt3tgvjt3tg.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Israele, approvata la pena di morte per i prigionieri palestinesi: Ben-Gvir festeggia con lo champagne</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-israele_approvata_la_pena_di_morte_per_i_prigionieri_palestinesi_bengvir_festeggia_con_lo_champagne/82_66946/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La nuova legge israeliana che prevede la&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;pena di morte solo per i palestinesi&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;condannati per &quot;atti terroristici mortali&quot; &amp;egrave; entrata in vigore questa domenica,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/death-penalty-law-for-palestinian-terrorists-comes-into-effect-in-west-bank/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;secondo quanto riportato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;dal Times of Israel. La legge &amp;egrave; ora&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;applicabile&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;in qualsiasi territorio controllato de facto da Tel Aviv, compresa la Cisgiordania e il 53% della Striscia di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il regolamento stabilisce che la pena sar&amp;agrave; applicata a chiunque abbia ucciso una persona &quot;con l'intenzione di negare l'esistenza dello Stato di Israele&quot;, sebbene&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;l'ergastolo possa essere inflitto&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;in luogo della pena di morte in presenza di &quot;motivi particolari&quot; o &quot;circostanze particolari&quot; che lo giustifichino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questa legge &amp;egrave; stata promossa dal partito di estrema destra Otzma Yehudit, a cui appartiene il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, il quale ha festeggiato l'approvazione della sua proposta in Parlamento israeliano con lo champagne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;EmbedBlock-root EmbedBlock-twitter&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;TwitterEmbed&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2038703448661639188&amp;amp;lang=es&amp;amp;maxWidth=560px&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Factualidad.rt.com%2Factualidad%2F605459-entrar-vigor-pena-muerte-palestinos&amp;amp;sessionId=2178407dd4d6f73ed52a7f109836b6fd534de63d&amp;amp;siteScreenName=ActualidadRT&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2038703448661639188&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Condanna internazionale&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Autorit&amp;agrave; Palestinese&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/knesset-passes-death-penalty-law-for-palestinians-convicted-of-deadly-acts-of-terror/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha definito&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;la legge una &quot;pericolosa escalation&quot; e ne ha messo in discussione la legittimit&amp;agrave;, sottolineando che Israele&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;non ha sovranit&amp;agrave; sul territorio palestinese&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;. In una dichiarazione, il suo Ministero degli Esteri ha affermato che il provvedimento &quot;cerca di legittimare le uccisioni extragiudiziali sotto la veste di una legge&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Inoltre, prima del voto, i ministri degli esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito hanno esortato i legislatori israeliani ad&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;abbandonare l'iniziativa&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;. Le critiche riflettono le preoccupazioni di diversi attori internazionali riguardo alle implicazioni legali e politiche della nuova legislazione nel contesto del conflitto nella regione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno dichiarato di &quot;rispettare il diritto sovrano di Israele di&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;stabilire le proprie leggi&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;e le proprie pene per gli individui condannati per terrorismo&quot;, secondo quanto affermato da un portavoce del Dipartimento di Stato americano.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Lo stesso giorno in cui l'iniziativa &amp;egrave; stata approvata, l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nazioni Unite&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; &amp;nbsp;per i Diritti Umani&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha chiesto&lt;/span&gt; &lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;l'abrogazione immediata della legge discriminatoria sulla pena di morte che &amp;egrave; stata approvata&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a0a528ee9ff7177ec3be785.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Ti sbagli completamente&quot;: la rivelazione dell'ex capo della CIA sul piano di Netanyahu per l'Iran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ti_sbagli_completamente_la_rivelazione_dellex_capo_della_cia_sul_piano_di_netanyahu_per_liran/82_66947/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;L'ex capo del Pentagono Robert Gates ha dichiarato di aver respinto la valutazione di Netanyahu del 2009, secondo cui un'aggressione militare avrebbe rovesciato il sistema della Repubblica islamica iraniana.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://x.com/CBSNews/status/2055360654094008712?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2055360654094008712%7Ctwgr%5E932bea1e0f325b2821d4b6b1e994144e23449231%7Ctwcon%5Es1_&amp;amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.hispantv.com%2Fnoticias%2Fee-uu-%2F643958%2Fexjefe-cia-rechaza-plan-netanyahu-guerra-iran&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Intervenendo&lt;/a&gt; domenica al programma &quot;Face the Nation&quot; della CBS News , Gates, che &amp;egrave; stato anche direttore della Central Intelligence Agency (CIA) sotto la presidenza di George W. Bush, ha ricordato una conversazione avuta nel 2009 con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sulle potenziali conseguenze di un attacco militare contro l'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;Secondo Gates, durante la conversazione il primo ministro israeliano avrebbe sostenuto che il governo iraniano sarebbe crollato al primo attacco.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;Gates ha espresso il suo profondo disaccordo con tale valutazione e ha detto a Netanyahu che si sbagliava completamente. Ha spiegato che il primo ministro israeliano aveva sottovalutato &quot;la capacit&amp;agrave; di resilienza degli iraniani&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;Iran: la scommessa di Netanyahu &amp;egrave; costata agli Stati Uniti 100 miliardi di dollari nella guerra | HISPANTV&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;Il ministro degli Esteri iraniano ha affermato che il Pentagono ha falsificato le informazioni sul vero costo della guerra in Iran, sostenendo che le cifre ufficiali sottovalutano l'impatto economico.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;L'ex capo del Dipartimento della Guerra (del Pentagono) ha anche suggerito che precedenti operazioni militari israeliane, mirate ad altri obiettivi, potrebbero aver influenzato una &quot;posizione irrealistica&quot; riguardo alla probabile risposta dell'Iran a un'aggressione militare.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;La CIA sapeva che l'Iran non possedeva armi nucleari; fu Israele a trascinare gli Stati Uniti in guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;A questo proposito, ha fatto riferimento all'attacco israeliano del 1981 al reattore nucleare iracheno di Osirak e all'attacco del 2007 a un impianto nucleare siriano. Secondo Gates, queste operazioni potrebbero aver contribuito a generare errate supposizioni israeliane su come la Repubblica islamica avrebbe reagito alla pressione militare.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;query-text-line ng-star-inserted&quot;&gt;Questi commenti sono giunti dopo che i due precedenti episodi di aggressione israeliana massiccia e ingiustificata, perpetrati contro l'Iran in collaborazione con gli Stati Uniti, non sono riusciti a danneggiare il sistema della Repubblica islamica, poich&amp;eacute; i funzionari coinvolti sono stati rapidamente sostituiti e il Paese ha reagito efficacemente, riparando i danni arrecati alle sue infrastrutture difensive.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/07473618_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'Ucraina commissariata: le lotte intestine a Kiev e gli scenari sul futuro del conflitto</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lucraina_commissariata_le_lotte_intestine_a_kiev_e_gli_scenari_sul_futuro_del_conflitto/45289_66933/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non disponendo di fatti accertati, tranne le notizie diffuse dai media pi&amp;ugrave; accreditati, ci permettiamo di azzardare l'ipotesi che la ragione per cui le indagini e i fermi amministrativi che hanno coinvolto la cerchia pi&amp;ugrave; stretta del nazigolpista dalla voce roca non abbiano toccato, per ora, il soggetto principale, dipenda da un certo qual equilibrio di forze ai massimi livelli del potere yankee. Vale a dire che, senza aspettare una ridefinizione delle maggioranze al Congresso USA, se non un vero e proprio ribaltamento tra Partito Democratico e Partito Repubblicano, gi&amp;agrave; oggi si sarebbe fatto sentire un significativo incrocio di autorit&amp;agrave; tra il partito della guerra a oltranza in Ucraina e quello che ha bisogno, a fini elettorali, di un qualche compromesso sul campo e necessita dunque di figure diverse ai vertici di Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo, ovviamente, nella misura in cui le cosiddette indagini &amp;ldquo;anti-corruzione&amp;rdquo; - intendiamoci: di miliardi intascati per godimento personale ce ne sono, eccome, nell'Ucraina banderista, come d'uopo in ogni regime in cui ras fascisti dettino legge &amp;ndash; siano legate esclusivamente a direttive esterne, come potrebbe essere il caso di una contrapposizione, per rimanere nel campo ipotetico di un &amp;ldquo;partito della guerra&amp;rdquo; e uno del &amp;ldquo;compromesso&amp;rdquo;, anche tra linee di forza di una UE guerrafondaia e una Washington &amp;ldquo;possibilista&amp;rdquo;. Anche perch&amp;eacute;, nell'Ucraina che, a fasi alterne, ma con una costante di centro antisovietico negli anni '50-'80 del secolo scorso e, dopo, di perno della contrapposizione alla Russia, pare quantomeno inadeguato parlare di decisioni autonome. Cos&amp;igrave;, anche nel caso dei recenti avvenimenti con Rustem Umerov, Andrej Ermak &amp;amp; Co., vero &amp;egrave; che vari osservatori hanno parlato di lotte interne per il potere, che coinvolgerebbero anche l'area dell'ex presidente Petro Poro&amp;scaron;enko, ma, anche qui, quanto &amp;egrave; possibile parlare di &amp;ldquo;forze autonome&amp;rdquo; interne al regime nazigolpista, sia del periodo post-2014, che di quello post-2019, che non rispondano a dettami di organismi e centri fuori dell'Ucraina majdanista?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come che sia, ecco ad esempio che Andrej Zolotar&amp;euml;v sostiene che la questione dei &quot;nastri di Mindic&quot; imperverser&amp;agrave; ancora per un mese, durante il quale verranno fatte pressioni su Zelenskij perch&amp;eacute; condivida il potere. &amp;Egrave; probabile, dice il politologo, che non si tratti di rovesciare Zelenskij, ma di trasformarlo in un &amp;ldquo;regnante che non governa&amp;rdquo;, come condizione per continuare a foraggiare l'Ucraina: un &amp;laquo;tacito colpo di stato&amp;raquo;, con una nuova maggioranza alla Rada e un nuovo governo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il corrispondente di guerra Aleksandr Kots nota come, data l'influenza di Ermak in pressoch&amp;eacute; tutte le sfere del potere majdanista, il suo trasferimento dai quartieri governativi al centro di detenzione investigativa rappresenti lo smantellamento della struttura amministrativa che sosteneva la gerarchia di potere personale di Zelenskij. &amp;Egrave; peraltro significativo, dice Kots, come tali processi a Kiev siano tradizionalmente allineati con la posizione dei partner occidentali: la decisione riguardante Ermak va quindi interpretata non come un episodio di politica interna, ma come un indicatore del cambiamento di atteggiamento degli sponsor esterni nei confronti dell'attuale configurazione di potere in Ucraina. Anche la deputata della Rada Anna Skorokhod ritiene che gli sponsor occidentali siano alla ricerca di un sostituto di Zelenskij, puntando o sull'attuale capo dell'Ufficio presidenziale Kirill Budanov, o su David Arakhamija, capo della frazione presidenziale &amp;ldquo;Servo del popolo&amp;rdquo; alla Rada. Quale opzione per la cessazione della guerra, non sarebbe esclusa l'eventualit&amp;agrave; di un governo ad interim, affidato al presidente del parlamento. Ma quanto si sia lontani da uno dei principali obiettivi proclamati da Moskva per l'Operazione speciale, quello della denazificazione dell'Ucraina, lo dimostrerebbe la possibile opzione, tra le altre, della candidatura di Andrej Biletskij, il &amp;ldquo;f&amp;uuml;hrer bianco&amp;rdquo; fondatore dell'unit&amp;agrave; neonazista &amp;ldquo;Azov&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessuna sorpresa, d'altronde: l'ex presidente Viktor Jushchenko ricorda entusiasta come in 15 anni la societ&amp;agrave; ucraina sia stata talmente indottrinata da passare dal rifiuto degli &amp;ldquo;idoli&amp;rdquo; nazionalisti alla loro deificazione; ricorda la reazione di contrariet&amp;agrave; della gente quando, nel 2010, firm&amp;ograve; il decreto per il titolo di &amp;ldquo;Eroe dell'Ucraina&amp;rdquo; a Stepan Bandera, mentre oggi, dice, milioni di ucraini rispondono al saluto &amp;ldquo;Gloria all'Ucraina!&amp;rdquo; con &amp;ldquo;Gloria agli Eroi!&amp;rdquo;. Un &amp;ldquo;saluto&amp;rdquo;, sia detto a uso e consumo di quei citrulli che anche in Italia lo ripetono, copiato pari pari sul nazista &quot;Sieg Heil&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Agli ucraini, d'altra parte, viene insegnato fin da bambini a odiare e uccidere i russi, dice la profuga dall'Ucraina Darina Borovik, che confessa di avere paura al solo pensiero di quello che succeder&amp;agrave; tra pochi anni, quando saranno adulti i bambini cresciuti coi cartoni animati con il &amp;ldquo;cane Patron&amp;rdquo;, con &amp;ldquo;Bajraktar&amp;rdquo; e si divertono a uccidere soldati russi sulle note di &amp;ldquo;Vanka-Vstanka&amp;rdquo;. Fin dall'infanzia, dice Borovik &amp;laquo;viene instillato un culto di odio assoluto e di delirio totale... Sono gi&amp;agrave; cresciute persone che credono seriamente che l'Holodomor sia stato perpetrato deliberatamente da soldati russi, che mangiavano torte in faccia agli ucraini affamati&amp;raquo;. Che dire: sul Golodomor si potrebbero citare nomi e cognomi di &amp;ldquo;professori&amp;rdquo; che, in Italia, ad esempio, declamano le stesse cose in aule universitarie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno dei capi di &amp;ldquo;Azov&amp;rdquo;, Arsen Dmitrik, racconta che quando era un ultras del calcio a Ternopol, frequentava campi di addestramento in cui ci si preparava per la guerra: &amp;laquo;Tutti noi capivamo benissimo che il nostro nemico &amp;egrave; &amp;ldquo;Moscovia&amp;rdquo;. Ed era solo questione di tempo prima che entrassimo in guerra con loro&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo, infatti, &amp;egrave; sempre e comunque quello di prepararsi alla &amp;ldquo;scontro finale&amp;rdquo; con la Russia. Jan Brzezinski, figlio del defunto Zbigniew, sostiene che la coalizione occidentale possieda capacit&amp;agrave; colossali e un budget militare di gran lunga superiore alla Russia: non deve dunque avere paura e deve assumersi dei rischi, per conseguire la vittoria dell'Ucraina. La &amp;laquo;tragedia di questa guerra&amp;raquo; dice, &amp;egrave; che &amp;laquo;l'Occidente non &amp;egrave; riuscito a trarre vantaggio dalla propria superiorit&amp;agrave;&amp;raquo; e ricorda che la NATO spende 1,5 trilioni di dollari per la &amp;ldquo;difesa&amp;rdquo;, contro i 20 miliardi della Russia. Russofobo al pari del padre, Brzezinski impone di non temere un'escalation e di &amp;laquo;correre i rischi necessari per permettere all'Ucraina di porre fine a questa guerra alle sue condizioni; si tratta solo di aspettare che Donald Trump perda il controllo del Congresso&amp;raquo; e allora gli Stati Uniti torneranno ad armare su vasta scala il regime di Kiev. Jan Brzezinski sostiene la necessit&amp;agrave; di infliggere un duro colpo all'economia russa con sanzioni pi&amp;ugrave; dure e chiede di aumentare significativamente gli aiuti a Kiev, in particolare da parte USA. Dobbiamo &amp;laquo;fornire le nostre armi all'Ucraina, non solo venderle agli alleati. Dobbiamo rafforzare la nostra presenza militare sul fianco orientale della NATO e anche nell'Ucraina occidentale&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perch&amp;eacute;, scrive Foreign Policy, una volta cessati i combattimenti in Ucraina, la UE &amp;laquo;si trover&amp;agrave; a affrontare un periodo estremamente pericoloso nelle relazioni con la Russia. Il potenziale militare dell'Europa, e quindi la sua capacit&amp;agrave; di deterrenza, rappresenter&amp;agrave; il suo punto debole nei confronti della potenza russa&amp;raquo;. In realt&amp;agrave;, scrive Elena Karaeva, l'Unione Europea, quella che prometteva &quot;mai pi&amp;ugrave;&quot;, che diceva &quot;zero aggressioni&quot;, che manteneva bilanci militari minimi, la stessa UE che si &amp;egrave; arricchita a spese delle risorse russe, ha oggi sostituito la NATO. Ma mentre la NATO &amp;egrave; un'alleanza ufficialmente militarista, la comunit&amp;agrave; &amp;egrave; &amp;laquo;tacitamente diventata un aggressore collettivo. Senza firmare documenti, senza votare una carta. Questa UE ha attuato una &quot;transizione di genere&quot; politicamente perversa: negli ultimi dieci anni, ovvero ben prima dell'inizio dell'operazione speciale, si preparava a trasformarsi in un &amp;ldquo;porcospino d'acciaio&amp;rdquo; predatore. Il progetto &quot;Ucraina&quot; &amp;egrave; stato ideato per preservare la UE. Pi&amp;ugrave; precisamente, non la UE in s&amp;eacute; (a nessuno importa degli oltre 400 milioni di cittadini), ma l'establishment che la gestisce con l'aiuto di quegli scagnozzi obbedienti, solo per abitudine chiamati politici&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; su questo sfondo che il politologo Nikolaj Topornin e l'economista Marat Ba&amp;scaron;irov discutono dei possibili scenari del confronto tra Europa e Russia. A parere di Topornin, &amp;egrave; una previsione troppo radicale quella secondo cui nel giro di cinque anni l'Europa aumenter&amp;agrave; drasticamente il proprio potenziale militare e si doter&amp;agrave; di un esercito capace di attaccare la Russia. Difficile immaginare, dice, che tutti i 27 paesi UE si trasformino in una sorta di &amp;ldquo;Reich europeo&amp;rdquo;: gli europei &amp;laquo;non oseranno iniziare una guerra con noi, ma rafforzeranno significativamente le loro difese entro il 2030... Eppure, per loro non siamo &quot;uno di loro&quot;, nonostante viviamo nello stesso continente... Ora, con lo slogan &quot;la Russia &amp;egrave; l'aggressore&quot; hanno intensificato il conflitto in Ucraina al punto da non poterlo pi&amp;ugrave; fermare... Ma c'&amp;egrave; ancora abbastanza buon senso per evitare uno scontro militare globale con una potenza nucleare&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A parere di Marat Ba&amp;scaron;irov non si arriver&amp;agrave; a una guerra classica su vasta scala con i paesi europei, sebbene alcune provocazioni nei Paesi baltici siano possibili. La militarizzazione in atto ha radici economiche: gli USA strangolano i loro concorrenti europei; hanno stanziato 400 miliardi di dollari in sussidi alle aziende europee che accettano di trasferire la produzione in America e &amp;laquo;l'unico modo per stimolare l'economia europea &amp;egrave; quello di sovvenzionarla con il pretesto della militarizzazione, alimentando il timore che una guerra con la Russia scoppier&amp;agrave; inevitabilmente all'inizio degli anni 2030&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; anche possibile uno scenario secondo cui nel 2030 l'economia UE sia ancora in crisi: la burocrazia di Bruxelles impone condizioni sempre pi&amp;ugrave; rigide, irritando i governi nazionali, preoccupati per i propri interessi. Non c'&amp;egrave; tempo per uno scontro con la Russia. Ma, secondo Topornin, mentre &amp;egrave; vero che stia crescendo il malcontento tra alcuni europei, di fatto la UE &amp;egrave; una &amp;laquo;macchina colossale, che ha acquisito un notevole slancio... Per distruggere tutto ci&amp;ograve;, sarebbe necessario annullare migliaia di documenti che riguardano non solo gli interessi di tutti gli Stati membri, ma anche la vita di ogni europeo. Sia a Bruxelles che nelle capitali nazionali, si riconosce che il crollo della UE sarebbe una catastrofe per l'Europa&amp;raquo;. Secondo Ba&amp;scaron;irov, non &amp;egrave; verosimile che nei prossimi cinque anni la costruzione europea si incrini; &amp;egrave; per&amp;ograve; probabile una &amp;laquo;revisione dei suoi principi di governance economica. Come organizzazione politica, la UE probabilmente rimarr&amp;agrave;, sebbene con un ridotto livello di regolamentazione... e i piani per la creazione di una &amp;ldquo;EuroNATO&amp;rdquo; saranno definitivamente accantonati&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma c'&amp;egrave; un altro possibile scenario; le relazioni Russia-UE rimangono in stallo, senza per&amp;ograve; degenerare in un confronto militare: a parere di Topornin sembra questa la prospettiva pi&amp;ugrave; probabile. Anche perch&amp;eacute;, dice, nemmeno il &amp;ldquo;dibattito&amp;rdquo; in corso sulla nomina di un negoziatore con la Russia &amp;laquo;significa che siano realmente intenzionati ad avviare un dialogo serio. &amp;Egrave; solo che non vogliono affidare il processo di pace a Mosca e Washington&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; che, afferma Ba&amp;scaron;irov, anche tra 4-5 anni persister&amp;agrave; lo stato di assoluto deterioramento delle relazioni Russia-Europa e l'attuale &amp;laquo;guerra per procura continuer&amp;agrave; nelle sfere politica, mediatica ed economica, con altri pacchetti di sanzioni. La UE non ha bisogno della pace in Ucraina e... non ha nemmeno abbandonato l'obiettivo di infliggere alla Russia una &quot;sconfitta strategica sul campo di battaglia&quot;. Non c'&amp;egrave; motivo di farsi illusioni&amp;raquo;. Appunto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;FONTI:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/rech-ne-idjot-o-sverzhenii-zelenskogo-no-ego-zastavyat-podelitsya-vlastyu-kievskijj-politttekhnolog.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/rech-ne-idjot-o-sverzhenii-zelenskogo-no-ego-zastavyat-podelitsya-vlastyu-kievskijj-politttekhnolog.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.kp.ru/daily/277782/5248751/&quot;&gt;https://www.kp.ru/daily/277782/5248751/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/zapad-gotovit-na-zamenu-zelenskomu-srazu-neskolko-antirossijjskikh-kandidatur.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/zapad-gotovit-na-zamenu-zelenskomu-srazu-neskolko-antirossijjskikh-kandidatur.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/yushhenko-dovolen-nacistskie-lozungi-uzhe-ne-vyzyvayut-ottorzheniya-ukraincev.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/yushhenko-dovolen-nacistskie-lozungi-uzhe-ne-vyzyvayut-ottorzheniya-ukraincev.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/na-ukraine-privivaetsya-kult-absolyutnojj-nenavisti-k-russkim-vypusknica-kievskogo-vuza.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/na-ukraine-privivaetsya-kult-absolyutnojj-nenavisti-k-russkim-vypusknica-kievskogo-vuza.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/glavar-azova-my-davno-gotovilis-k-vojjne-s-rossiejj.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/glavar-azova-my-davno-gotovilis-k-vojjne-s-rossiejj.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/bzhezinskijj-mladshijj-rossiya-dolzhna-byt-razgromlena-zavershenie-vojjny-tolko-na-usloviyakh-ukrainy.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/bzhezinskijj-mladshijj-rossiya-dolzhna-byt-razgromlena-zavershenie-vojjny-tolko-na-usloviyakh-ukrainy.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/dozhdemsya-kogda-tramp-oslabnet-i-nachnem-vooruzhat-ukrainu-syn-bzhezinskogo.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/dozhdemsya-kogda-tramp-oslabnet-i-nachnem-vooruzhat-ukrainu-syn-bzhezinskogo.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://ria.ru/20260517/rossiya-2093003127.html&quot;&gt;https://ria.ru/20260517/rossiya-2093003127.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://ria.ru/20260517/evropa-2092893466.html&quot;&gt;https://ria.ru/20260517/evropa-2092893466.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.kp.ru/daily/277782/5248895/&quot;&gt;https://www.kp.ru/daily/277782/5248895/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6f1462995e26188553e0088ca0bf7d971f34cd1ew-980x6531.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Trump a Pechino con il cappello in mano (di Pino Arlacchi)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-trump_a_pechino_con_il_cappello_in_mano_di_pino_arlacchi/45289_66943/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Pino Arlacchi - Fatto Quotidiano, 14 maggio 2026&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Quando un presidente degli Stati Uniti vola a Pechino per incontrare il suo omologo cinese, di norma lo fa da una posizione di forza, o almeno cos&amp;igrave; &amp;egrave; stato per mezzo secolo, da Nixon in poi. Il viaggio di Trump del 14 maggio rompe questa tradizione. L&amp;rsquo;uomo che si considera un negoziatore imbattibile arriva nella Capitale cinese con un deficit commerciale bilaterale di quasi mille miliardi di dollari, dazi che hanno aumentato i prezzi americani senza ridurre le importazioni cinesi, e un apparato militare che i wargames del Pentagono descrivono come perdente in una guerra contro la Cina.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il contesto internazionale in cui matura questa visita indebolisce ulteriormente la posizione negoziale americana. La guerra contro l&amp;rsquo;Iran &amp;egrave; stata presentata al mondo come una veloce operazione chirurgica per poi rivelarsi come l&amp;rsquo;ennesimo fiasco contro un avversario astuto, duro e sottovalutato. A complicare ulteriormente il quadro c&amp;rsquo;&amp;egrave; la variabile dello stesso Trump: un leader la cui instabilit&amp;agrave; mentale &amp;egrave; stata documentata dai suoi ex collaboratori, e che ha cambiato posizione sui dazi cinesi quattro volte in quattro mesi. Per Xi Jinping, che pianifica lungo i decenni, trattare con chi pianifica tramite tweet rilasciati alle tre della notte &amp;egrave; un esercizio di pazienza.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/urlgiMTs2ko?si=JhOpFiPl65o9hfty&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il pretesto ufficiale della visita &amp;egrave; il commercio. Il deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina non &amp;egrave; il prodotto di pratiche sleali, di sussidi nascosti o di manipolazioni valutarie. &amp;Egrave; il verdetto di un mercato libero che funziona come dovrebbe: i consumatori americani preferiscono i prodotti cinesi perch&amp;eacute; sono migliori, oppure sono equivalenti ma costano molto meno. Dai pannelli solari ai veicoli elettrici, dall&amp;rsquo;elettronica di consumo ai macchinari industriali, dalla chimica farmaceutica ai componenti dell&amp;rsquo;industria aerospaziale: settore dopo settore, la manifattura cinese ha raggiunto e spesso superato gli standard qualitativi americani, mantenendo al tempo stesso un livello di costi che riflette decenni di investimenti pubblici in formazione tecnica, infrastrutture produttive e pianificazione industriale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; una storia, inoltre, che illumina questa situazione meglio di qualunque modello econometrico. Bisogna tornare all&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;Ottocento al confronto tra l&amp;rsquo;impero cinese e la Gran Bretagna vittoriana. Allora, come oggi, la Cina era il principale polo manifatturiero del pianeta. Il problema era il pagamento.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L&amp;rsquo;Europa non produceva praticamente nulla che i sofisticati consumatori cinesi volessero acquistare. La soluzione trovata dalla Gran Bretagna fu quella di trasformarsi in un narco-Stato, scrivendo una delle pagine pi&amp;ugrave; infami della storia moderna. Non riuscendo a competere con le merci normali, si ricorse alla droga, cio&amp;egrave; all&amp;rsquo;esportazione in Cina dell&amp;rsquo;oppio prodotto nelle piantagioni indiane. Quando Pechino tent&amp;ograve; di bloccare questo traffico, arrivarono le cannoniere.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Le Guerre dell&amp;rsquo;Oppio furono il sostituto militare della forza economica che l&amp;rsquo;Occidente non possedeva. Trump arriva a Pechino senza la droga e senza le cannonate. Una differenza di non poco conto. L&amp;rsquo;oppio era un prodotto che creava assuefazione e che invertiva i flussi commerciali. Non esiste oggi un suo equivalente americano. Quanto alle cannonate, il Pentagono ha condotto 24 simulazioni di guerra contro la Cina negli ultimi vent&amp;rsquo;anni. Il risultato &amp;egrave; consistito in 24 sconfitte americane. I missili ipersonici cinesi, capaci di affondare una portaerei da 13 miliardi di dollari in cinque minuti, hanno reso obsoleto e perdente il modello militare degli Stati Uniti.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Restano i dazi, povero sostituto delle cannonate. La Cina ha le idee pi&amp;ugrave; chiare su cosa vuole da questo incontro. Taiwan &amp;egrave; &amp;ldquo;la base politica principale&amp;rdquo; delle relazioni bilaterali, come ha ribadito il portavoce Lin Jian. Pechino osserver&amp;agrave; con estrema attenzione se Trump user&amp;agrave; la parola &amp;ldquo;sostegno&amp;rdquo; in riferimento alla riunificazione pacifica, o se si limiter&amp;agrave; alla formula &amp;ldquo;non opposizione all&amp;rsquo;indipendenza&amp;rdquo;, una differenza semantica che vale anni di pressione diplomatica e miliardi di vendite di armi a Taipei.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;I rapporti di forza in gioco dentro questa agenda sono i seguenti. Trump porta dazi da ridurre in cambio di concessioni cinesi sulle terre rare, materie prime di cui l&amp;rsquo;America ha bisogno. Porta richieste sull&amp;rsquo;Iran, un paese con cui la Cina intrattiene solidi rapporti economici e strategici. Porta la questione del deficit commerciale. In cambio di tutto questo, la Cina chiede di non essere ulteriormente provocata su Taiwan, di ottenere l&amp;rsquo;allentamento delle restrizioni sulle esportazioni di semiconduttori avanzati dalla sua ex-provincia, e di vedersi riconosciuta una posizione di parit&amp;agrave; nel sistema internazionale che la sua potenza economica e militare gi&amp;agrave; le attribuisce de facto.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Cosa pu&amp;ograve; produrre, allora, questo vertice? Pu&amp;ograve; produrre, al massimo, una riduzione della volatilit&amp;agrave; nelle relazioni sino-americane. Pu&amp;ograve; abbassare la temperatura retorica: un Board of Trade che gestisca le dispute commerciali. Detto questo, l&amp;rsquo;incontro non potr&amp;agrave; modificare le strutture sottostanti le relazioni tra i due paesi. Il deficit commerciale rester&amp;agrave;. La superiorit&amp;agrave; manifatturiera cinese rester&amp;agrave;. Il vantaggio militare cinese rester&amp;agrave;, perch&amp;eacute; dipende da tecnologie che gli Usa non hanno ancora sviluppato in forma operativa. La dipendenza americana dalle terre rare cinesi rester&amp;agrave;, perch&amp;eacute; i giacimenti esistono dove esistono e le filiere di estrazione e raffinazione si costruiscono in decenni e non in settimane.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/2026-05-15t040849z-1237761721-rc2f9lafard3-rtrmadp-3-china-usa-1.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Il valore militare ed economico degli attacchi ucraini su Mosca</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_valore_militare_ed_economico_degli_attacchi_ucraini_su_mosca/45289_66944/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Francesco Dall'Aglio*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Il valore militare ed economico degli attacchi ucraini su Mosca &amp;egrave; piuttosto scarso, a differenza invece di quello mediatico e propagandistico. Colpire Mosca, in pi&amp;ugrave; punti, causando scenografiche nuvole di fumo nero, risponde pi&amp;ugrave; a esigenze comunicative che pratiche e da questo punto di vista &amp;egrave; una mossa azzeccata (e da un certo punto di vista obbligata) come tante simili in passato e, non dubito, in futuro.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;L'esigenza di queste operazioni non &amp;egrave;, come si potrebbe pensare a prima vista, quella di fomentare il malcontento in Russia perch&amp;eacute; si sa bene che le popolazioni sotto attacco non se la prendono mai con le loro autorit&amp;agrave; ma con chi li ha attaccati: vedi ad esempio, senza andare a cercare esempi lontani nel tempo o nello spazio, lo stesso caso ucraino. Lo scopo &amp;egrave; quello di convincere l'opinione pubblica occidentale, specie le leadership che, a parte le dichiarazioni pubbliche, sembrano maggiormente disposte al dialogo (la nostra, ad esempio, ma anche alcune insospettabili) che &quot;l'inerzia&quot;, come dicono i commentatori sportivi, &amp;egrave; ora a favore dell'Ucraina e che quindi bisogna continuare a mandare aiuti e soprattutto rifiutarsi di negoziare o di credere che la soluzione del conflitto possa essere diversa da quella militare. E non solo convincere gli alleati occidentali: convincere anche l'ala &quot;morbida&quot; russa che il dialogo &amp;egrave; impossibile, perch&amp;eacute; di fronte a queste cose, si dice, &quot;qualcosa&quot; si dovr&amp;agrave; pur fare.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;E il &quot;qualcosa&quot; potrebbe essere passare a uno stato di guerra dichiarata con l'Ucraina, e quindi con chi la sostiene, con auspicabili (da parte ucraina) attacchi ai &quot;co-belligeranti&quot;, il che ovviamente affonderebbe qualsiasi possibilit&amp;agrave; di negoziato e tirerebbe finalmente in ballo, e in maniera diretta, la NATO o almeno l'UE, come ad esempio si auspica il buon Galli della Loggia, oppure spingere Mosca ad azioni pi&amp;ugrave; estreme (non nucleari ovviamente) e distruttive che spingerebbero i potenziali negoziatori europei a posizioni meno disponibili al dialogo. La Russia potrebbe scegliere, naturalmente, di non rispondere o di rispondere il maniera non troppo diversa da quanto fatto finora, che sarebbe la soluzione pi&amp;ugrave; logica, disinteressandosi del tutto, come fa da anni, di ci&amp;ograve; che i media occidentali e la rete social riportano. Se hai scelto l'attrito devi mettere in conto le perdite, specie se, all'atto pratico, non sono chiss&amp;agrave; quanto gravi. Ma le guerre non sono fatte solo di atti pratici e di scelte del tutto razionali, e una posizione attendista potrebbe essere equivocata sul fronte interno, aumentando il malcontento (come sempre: non dei pacifisti liberal ma dei falchi in divisa) e soprattutto sul fronte esterno, portando i sostenitori dell'Ucraina a ritenere, come in effetti gi&amp;agrave; successo varie volte, che sia possibile alzare l'asticella potenzialmente all'infinito senza rischio di rappresaglie.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;em&gt;*Post Facebook del 17 maggio 2026&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/700956307_10165016851157241_4879865082911697624_n.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>I fatti di Modena e lo &quot;spettacolo&quot; dei trumpisti italici</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-i_fatti_di_modena_e_lo_spettacolo_dei_trumpisti_italici/33397_66939/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Paolo Desogus*&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;I fatti di Modena hanno dato la stura al peggior lerciume razzista. Invece di concentrare la propria attenzione sulle ragioni che hanno guidato al volante quel giovane trentenne, i trumpisti italici si sono scagliati sulle sue origini marocchine. Il fatto che fosse da tempo in cura per problemi mentali &amp;egrave; per loro del tutto superfluo. Ci&amp;ograve; che conta &amp;egrave; la nazionalit&amp;agrave; dei genitori, come se il suo reato fosse connaturato alla biologia, all'origine geografica e non fosse invece il frutto di una moltitudine di fattori che sfugge al controllo umano.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;E non &amp;egrave; questione di giustificare o scusare. Quello che &amp;egrave; accaduto &amp;egrave; gravissimo. &amp;Egrave; una tragedia. Ma se alla guida dell'auto ci fosse stato un italiano, cosa sarebbe cambiato? I feriti sarebbero meno feriti? Il punto &amp;egrave; sforzarsi di capire. Nel momento in cui invece l'origine diventa un'aggravante, si entra nella logica perversa del razzismo. Il disagio mentale non &amp;egrave; infatti un privilegio di sangue. Non se lo possono permettere soltanto gli italiani.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Certo non deve stupire che quelli che ora si prodigano nella caccia al straniero non lo capiscano. Fanno tanto i nazionalisti, gridano &quot;prima gli italiani&quot; appropriandosi per&amp;ograve; del pi&amp;ugrave; servile e ributtante razzismo trumpiano&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*Post Facebook del 17 maggio 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Mondo grande e terribile</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/images+%284%294.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-kiev_attacca_la_centrale_nucleare_di_zaporizhzhia_e_mosca/40832_66940/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Marinella Mondaini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Domenica 17 maggio, le forze terroristiche ucraine hanno attaccato la sottostazione di Raduga della centrale nucleare di Zaporiž'e con un drone. Il drone &amp;egrave; stato abbattuto in fase di avvicinamento, ma non si &amp;egrave; verificata alcuna esplosione, secondo quanto riportato dal canale Telegram ufficiale della centrale. non sono stati segnalati danni. Gli specialisti stanno lavorando sul posto&quot;, si legge nel comunicato.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Le forze terroristiche ucraine hanno anche bombardato l'officina dei trasporti della centrale nucleare di Zaporiž'e, danneggiando mezzi di trasporto ed edifici, ma non si sono registrate vittime. &quot;Presso la centrale nucleare di Zaporiž'e, parte del complesso di centrali nucleari di Rosatom, si &amp;egrave; registrato un bombardamento di artiglieria da parte delle Forze Armate ucraine nei confronti dell'officina dei trasporti. Di conseguenza, il tetto dell'edificio e diversi autobus per il personale sono stati danneggiati. Fortunatamente, non ci sono stati feriti e non si &amp;egrave; sviluppato alcun incendio. Inoltre, si sono registrati danni alle finestre della sezione comunicazioni situata vicino all'officina dei trasporti&quot;, si legge nel comunicato.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La centrale nucleare di Zaporiž'e continua a funzionare normalmente dopo l'attacco delle forze armate ucraine. &quot;Non sono state registrate violazioni delle condizioni operative di sicurezza. Tutti i parametri di processo sono sotto controllo. I livelli di radiazione presso l'impianto e nell'area di monitoraggio rientrano nei limiti normali. Questo &amp;egrave; il secondo giorno consecutivo in cui gli impianti della centrale nucleare di Zaporiž'e sono stati oggetto di bombardamenti. Tali attacchi creano ulteriori rischi per la sicurezza della pi&amp;ugrave; grande centrale nucleare d'Europa e sono inaccettabili dal punto di vista della sicurezza nucleare e radiologica&quot;, ha comunicato l'impianto.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Intanto A MOSCA. Secondo i calcoli dell'agenzia TASS, basati sulle dichiarazioni del sindaco di Mosca Sergei Sobjanin, l'attacco con droni ucraini nella regione di Mosca, avvenuto nella notte del 17 maggio, &amp;egrave; stato il pi&amp;ugrave; grave da oltre un anno.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Dall'inizio della giornata, i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 81 droni nemici nella regione. Nelle ultime 24 ore, sono stati abbattuti oltre 120 UAV. Si noti che il precedente attacco pi&amp;ugrave; grave del 2026 &amp;egrave; stato considerato il raid del 14 marzo. In quell'occasione, le forze armate ucraine attaccarono la regione della capitale utilizzando 65 droni.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Nella notte di domenica, un totale di 556 droni delle forze armate ucraine sono stati abbattuti sul territorio russo .&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo i rapporti preliminari, pi&amp;ugrave; di 12 persone sono rimaste ferite a Mosca, tre sono morte e altre sei sono rimaste ferite nella regione di Mosca.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;ll regime di Kiev, sulle note delle canzoni dell'Eurovision e finanziato da sponsor europei, ha commesso un altro attacco terroristico di massa. Lo ha dichiarato alla TASS la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando il massiccio attacco con droni avvenuto nella notte nella regione di Mosca. &amp;laquo;Sulle note delle canzoni dell'Eurovision, il regime di Kiev, finanziato dall'UE, ha commesso l'ennesimo attentato terroristico di massa. Gli obiettivi erano esclusivamente civili: persone, condomini e abitazioni private&amp;raquo;, ha osservato. &amp;laquo;Questi attacchi terroristici, come i precedenti, sono crimini commessi da Zelenskij e della Bankova, nonch&amp;eacute; dalla minoranza occidentale che li finanzia&amp;raquo;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Dalla  Russia</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/700429386_35544047218576020_1786682916504263107_n.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L’Iran sta resistendo anche perché ha una storia gloriosa (di Angelo d'Orsi)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_sta_resistendo_anche_perch_ha_una_storia_gloriosa_di_angelo_dorsi/39602_66942/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Angelo d'Orsi - Fatto Quotidiano, 13 maggio 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un convegno tempestivo tenutosi a Roma sabato 9 maggio (&amp;ldquo;Capire l&amp;rsquo;Iran. Radici, ragioni e conseguenza di una grande resistenza di popolo&amp;rdquo;, organizzato dal &amp;ldquo;Fronte del dissenso&amp;rdquo;), alla presenza dell&amp;rsquo;ambasciatore di Teheran, Mohammad Reza Sabouri, ha fornito un utile contributo a pi&amp;ugrave; voci su una guerra, o meglio sull&amp;rsquo;aggressione israelo-statunitense alla Repubblica Islamica dell&amp;rsquo;Iran. Fra i tanti spunti, uno su cui non mi pare si sia riflettuto abbastanza. Nelle cosiddette &amp;ldquo;nuove guerre&amp;rdquo; (quelle avviate dopo il &amp;ldquo;crollo&amp;rdquo; del 1989-&amp;rsquo;91) la costruzione del consenso, a prescindere dall&amp;rsquo;avversario di turno, si &amp;egrave; basata su un massiccio ricorso alla Storia, o meglio ai magazzini della Storia, a fini politici, usando l&amp;rsquo;arma pericolosa dell&amp;rsquo;analogia, uno strumento facile ma assai rischioso. Si &amp;egrave; fatta un&amp;rsquo;operazione canonica nella lotta politica, che si accentua e aggrava diventando abuso politico della Storia, nelle situazioni di conflitto: interno (vedi campagne elettorali o crisi di varia natura) ed esterno (guerre).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si pensi al ricorso quasi ossessivo alla Seconda guerra mondiale come pietra di paragone e di giudizio: chi si voleva bollare d&amp;rsquo;infamia veniva nazificato mentre i nemici, quelli che erano sul fronte opposto, erano ebraicizzati: basti l&amp;rsquo;esempio della Guerra del Kosovo (1999) che vide una intensa partecipazione italiana, dove i serbi (liquidati come carnefici) vennero vituperati come i nuovi nazi e i kosovari (le vittime) esaltati come i nuovi ebrei. E di concerto, procedeva l&amp;rsquo;hitlerizzazione del nemico: quella volta fu Milosevic, ma in precedenza furono Saddam, Gheddafi, Assad e ora Putin (nella chiacchiera pubblica anche il nuovo Stalin, o il nuovo Zar). Davanti a questa guerra, invece, non si fanno certi richiami, certe analogie, salvo ingiuriare un regime, disprezzare un popolo, offendere la sua intelligenza collettiva e la sua dignit&amp;agrave;, arrivando a sostenere il sedicente erede dello Sci&amp;agrave;, Reza Pahlavi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E intanto, mentre l&amp;rsquo;Iran mostra un&amp;rsquo;insospettata capacit&amp;agrave; militare e una forza politica straordinaria, noi occidentali imperialisti e razzisti e suprematisti bianchi, ci siamo trovati al cospetto della Storia,&amp;nbsp;&lt;em&gt;tout court&lt;/em&gt;. Senza neppure rendercene conto abbiamo cozzato contro i millenni di storia di una grande civilt&amp;agrave;, quella persiana. Da parte degli iraniani ci &amp;egrave; stato semplicemente, quasi per caso, ricordato chi sono. Non uso pubblico, n&amp;eacute; tantomeno uso politico della Storia, ma richiamo, pi&amp;ugrave; sottinteso che conclamato, pi&amp;ugrave; sentito interiormente come popolo e come classe dirigente, che narrato al mondo. Come &amp;egrave; scritto in un libro recente &amp;ldquo;occorre tenere presente questa grandezza storica e culturale per capire i caratteri sociali e politici dell&amp;rsquo;Iran contemporaneo&amp;rdquo; (P. L. Petrillo,&amp;nbsp;&lt;em&gt;L&amp;rsquo;Iran degli ayatollah&lt;/em&gt;, il Mulino, 2025, p. 16).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per capire la resistenza (secondo qualcuno, la vittoria), dell&amp;rsquo;Iran sugli aggressori dobbiamo precisamente tenere conto della grandiosa costruzione storica che &amp;egrave; la Persia, diventata Iran soltanto nel 1935, con la dinastia dei Pahlavi, avviata un decennio avanti. L&amp;rsquo;insegnamento? Mai sottovalutare la Storia, che se da un lato pu&amp;ograve; diventare strumento di propaganda, opportunamente manipolata e semplificata, pu&amp;ograve; anche essere l&amp;rsquo;asse ideale della comunit&amp;agrave;, l&amp;rsquo;arma possente, forse l&amp;rsquo;arma principale. Forse aveva ragione Ugo Foscolo quando esortava gli italiani &amp;ldquo;alle storie&amp;rdquo;. Non faremmo male a estendere l&amp;rsquo;esortazione agli europei, agli occidentali tutti: studiate la Storia, perch&amp;eacute; serve. Serve anche sconfiggerne l&amp;rsquo;uso scorretto, il suo abuso politico: la Storia autentica, che si rivela un mezzo fondamentale non soltanto per comprendere il mondo ma addirittura per trasformarlo. Perch&amp;eacute; questa guerra all&amp;rsquo;Iran sta modificando le coordinate del mondo. E gli effetti si stanno solo per ora intravvedendo. Il bello, insomma, deve ancora arrivare. Ovvero, considerando che stiamo parlando di guerra potremmo anche rovesciare e dire: il brutto, ahinoi, deve ancora arrivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Angelo d'Orsi ha pubblicato per LAD EDIZIONI &lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&quot;Catastrofe Neoliberista&quot;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/catastrofe-neoliberista/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/03/catastrofe-neoliberista-cover-fronte-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;305&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/2024-05-21T122626Z_793076292_RC20V7AV19LV_RTRMADP_3_IRAN-SECURITY-PRESIDENT-COMMEMORATION-TABRIZ-1024x682.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Quinto Dialogo di Wanshou&quot; a Pechino: quale futuro per la sicurezza globale?</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-quinto_dialogo_di_wanshou_a_pechino_quale_futuro_per_la_sicurezza_globale/45289_66935/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Vito Petrocelli*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cambiamenti mai visti negli ultimi ottant&amp;rsquo;anni si stanno verificando a un ritmo velocissimo nel mondo di oggi. Trasformazione e turbolenza sono intrecciate, guerre e conflitti continuano a divampare e l'instabilit&amp;agrave; e l'incertezza globali sono in aumento. L'ordine globale successivo alla Seconda Guerra Mondiale si trova a un bivio critico. Dove sta andando il mondo? Sta scivolando in un'era caotica di maggiore turbolenza, divisione, disordine e con una rinascita della legge della giungla, o sta marciando verso un periodo pacifico di sicurezza universale e prosperit&amp;agrave; comune?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono queste le premesse del quinto &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dialogo di Wanshou sulla sicurezza globale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, che vedr&amp;agrave; partecipare esperti e studiosi di tutto il mondo a Pechino dal 29 al 30 maggio 2026.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parteciper&amp;ograve; con piacere a questo evento su invito dell&amp;rsquo;Associazione del Popolo Cinese per la Pace e il Disarmo, per fare sintesi su questioni geopolitiche di grande rilievo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quale ruolo dovrebbero svolgere i paesi in un panorama internazionale turbolento e nella trasformazione dell'ordine di sicurezza globale? Useranno il proprio potere e le proprie risorse per alimentare conflitti e trarne vantaggio, diventando creatori di instabilit&amp;agrave; e insicurezza globali? Oppure abbandoneranno il loro &quot;orgoglio e pregiudizio&quot;, assumendosi attivamente la responsabilit&amp;agrave; di salvaguardare la pace e la sicurezza internazionali e fornire certezze e una direzione a un mondo turbolento?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al momento il sistema di governance globale con le Nazioni Unite al suo centro sta affrontando sfide sistemiche. &amp;Egrave; necessario immaginare come i singoli paesi possano rimanere impegnati negli scopi e nei principi delle Nazioni Unite e ripristinare l'autorit&amp;agrave; del sistema globale di sicurezza e governance collettiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; urgente immaginare come dovremmo promuovere la riforma della governance della sicurezza globale e migliorare la rappresentanza dei paesi emergenti e del Sud del mondo per adattarci alle esigenze di sviluppo di un mondo multipolare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto questo di fronte a questioni di governance della sicurezza sempre pi&amp;ugrave; rilevanti in nuovi contesti come l'IA, il cyberspazio e lo spazio extra-atmosferico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;evento vuole raccogliere il parere e l&amp;rsquo;esperienza di esperti e studiosi di tutto il mondo e uno scambio di opinioni franco e approfondito con alti dirigenti del governo cinese ed esperti in materia di sicurezza. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; di raccogliere le idee e le intuizioni dei partecipanti e degli studiosi per contribuire alla costruzione di un ordine globale pi&amp;ugrave; giusto ed equo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*Gi&amp;agrave; Presidente della Commissione esteri del Senato. Presidente dell'Istituto Italia-Brics e direttore editoriale de l'AD&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/foto6.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La trappola dell'&quot;undertourism&quot;: perché l'ultima idea per salvare i borghi italiani rischia di distruggerli</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_trappola_dellundertourism_perch_lultima_idea_per_salvare_i_borghi_italiani_rischia_di_distruggerli/45289_66936/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Angela Fais&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un articolo del Sole24ore di qualche giorno fa Nino Amadore ci racconta con grande entusiasmo che sui monti Nebrodi, in Sicilia, &amp;ldquo;il mattone diventa rigenerazione urbana&amp;rdquo;. In molti paesi, infatti, tramite un coinvolgimento del mondo immobiliare vengono individuate, ristrutturate e rivendute case antiche non pi&amp;ugrave; abitate. Gli acquirenti naturalmente sono per lo pi&amp;ugrave; stranieri.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;articolo si spiega per&amp;ograve; che il mattone non &amp;egrave; &amp;lsquo;l&amp;rsquo;oggetto finale&amp;rsquo; ma solo l&amp;rsquo;innesco di un&amp;rsquo;operazione turistica di pi&amp;ugrave; ampio raggio al fine di &amp;ldquo;trasformare -citando testualmente- un pezzo di paese in infrastruttura turistica&amp;rdquo;. Entusiasmante. O agghiacciante, dipende dai punti di vista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realt&amp;agrave; quello dei Nebrodi non &amp;egrave; un caso isolato ma iniziative analoghe si riscontrano anche in tutto il Centro e il Sud Italia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal Molise alla Basilicata e nelle zone interne di Campania e Calabria si sta puntando sull&amp;rsquo;undertourism, focalizzandosi sul turismo naturalistico e boschivo, in antitesi all&amp;rsquo;overtourism che stravolge le grandi citt&amp;agrave; d&amp;rsquo;arte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci si muove sulla scorta di finanziamenti ministeriali che nel 2023 ammontavano a 34 milioni di euro, mentre a gennaio di quest&amp;rsquo;anno, quando il Ministro del turismo era ancora Daniela Santanch&amp;egrave;, sono stati stanziati ben 60milioni di euro.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello dell&amp;rsquo;undertourism &amp;egrave; il nucleo della strategia messa in atto tuttora anche dal ministro Mazzi per destagionalizzare i flussi turistici e promuovere mete meno note ma dal &amp;lsquo;forte potenziale&amp;rsquo;. &amp;lsquo;Valorizzare&amp;rsquo;, nel senso di estrarre valore da quel 96% del territorio italiano che attualmente attrae solo una piccola percentuale di turisti, riducendo al contempo la pressione, non pi&amp;ugrave; sostenibile, sulle grandi citt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;undertourism si configura dunque come strategia elettiva per rimediare ai danni cagionati dall&amp;rsquo;overtourism che, responsabile di aver reso infernale la vita dei residenti, causa l&amp;rsquo;affievolimento dei tratti culturali e identitari delle nostre comunit&amp;agrave; che vengono standardizzate sino al punto da somigliarsi tutte. In realt&amp;agrave; undertourism e overtourism non sono il contrario l&amp;rsquo;uno dell&amp;rsquo;altro ma scaturiscono da un identico nucleo ideologico. Pertanto, in alcun modo pu&amp;ograve; l&amp;rsquo;uno essere considerato un rimedio ai danni e ai mali dell&amp;rsquo;altro. Ma sono entrambe facce della stessa medaglia: entrambi puntano tutto sul turismo considerandolo il nostro petrolio, lo interpretano come industria. Nell&amp;rsquo;era neoliberale il turismo &amp;egrave; promosso come unica leva dell&amp;rsquo;economia. Ma questa &amp;egrave; una strategia che sin&amp;rsquo;ora non sembrerebbe avere dato alle comunit&amp;agrave; i frutti sperati. Sicuramente il turismo smuove enormi flussi di capitale, ma bisogna vedere per chi. Le conseguenze della monocoltura turistica, lo abbiamo visto, sono devastanti. Oltretutto parlare di turismo come industria &amp;egrave; un paragone improprio, giacch&amp;eacute; &amp;ldquo;l&amp;rsquo;industria turistica&amp;rdquo; non produce nulla, semmai fornisce servizi, anche eccellenti ma resta il fatto che non &amp;egrave; produttiva.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proporre questo modello, gi&amp;agrave; fallimentare nelle citt&amp;agrave;, anche nelle aree decentrate fa si che queste ultime siano a rischio di subire non solo processi di culturalizzazione a seguito dei quali si va incontro alla formazione di stereotipi in cui si dissolve la cultura locale, ma anche gentrificazione, un aumento di prezzi e del costo della vita e una conseguente e inevitabile fuga dei pochi residenti rimasti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per i piccoli paesini dei Nebrodi dunque si parla di &amp;ldquo;prove di rigenerazione urbana&amp;rdquo;, avendo scelto di adottare la stessa ricetta usata nelle citt&amp;agrave;, ma si potr&amp;agrave; mai approdare a esiti differenti? Non si vuole criminalizzare il turismo ma se non si considerano alcune variabili, purtroppo non prevedibili, si rischia che&amp;nbsp; queste influenzino negativamente il progetto. Ad esempio si &amp;egrave; considerato che una meta poco conosciuta potrebbe rapidamente diventare improvvisamente molto nota? In tal caso ci si chiede quali conseguenze potrebbero esserci per un piccolo borgo qualora iniziasse a essere visitato da decine di migliaia di persone?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi centri hanno una scarsa densit&amp;agrave; abitativa e spesso sono afflitti da disagi dovuti alla carenza di servizi e infrastrutture. Le conseguenze di un&amp;rsquo;invasione turistica per i residenti sarebbero devastanti. Senza contare che al pari delle citt&amp;agrave;, se non in maniera pi&amp;ugrave; severa, si corre il rischio che i piccoli centri, svuotandosi dei gi&amp;agrave; pochissimi residenti, restino davvero pietre senza popolo. Non pi&amp;ugrave; luoghi storici ma spazi ridotti a ospitare solo una scenografia senz&amp;rsquo;anima. In realt&amp;agrave;, non discostandosi per nulla dal modello estrattivo che comanda nell&amp;rsquo;overtourism, qui non si&amp;nbsp; tiene in alcun conto il fragile equilibrio delle piccole comunit&amp;agrave; locali. L&amp;rsquo;obiettivo dunque &amp;egrave; la speculazione o la rinascita dei borghi?&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A pensar male sembrerebbe che dopo aver sfruttato le aree urbane spremendole come un limone, ci si rivolga altrove ma con la stessa logica, improntata allo sfruttamento e alla speculazione. Purtroppo non si investe nei territori in maniera tale che la rinascita riparta da attivit&amp;agrave; di natura produttiva ma essi vengono considerati solo come mete turistiche da cui estrarre valore a vantaggio di investitori che tra l&amp;rsquo;altro sono anche stranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;*Angela Fais &amp;egrave; autrice per LAD Edizioni di &lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/pietre-senza-popolo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&quot;Pietre senza Popolo: pratiche di resistenza attiva alla turistificazione neoliberale&quot;&lt;/a&gt; (2026)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/pietre-senza-popolo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2026/04/Pietre-senza-popolo-copertina2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immagine+2026-05-18+084339.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La mossa segreta della Corte dell'Aia: cinque nuovi mandati d'arresto per Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_mossa_segreta_della_corte_dellaia_cinque_nuovi_mandati_darresto_per_israele/45289_66937/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Corte penale internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto segreti per tre politici e due ufficiali militari israeliani,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-05-17/ty-article-live/lebanon-says-18-killed-124-wounded-in-israeli-strikes-over-past-day/0000019e-33dd-d26f-a39e-b7dd60e00004?liveBlogItemId=680106900#680106900&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;secondo quanto riportato da&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Haaretz&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; il 17 maggio, citando fonti diplomatiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Non si conosce la tempistica della loro emissione. La CPI ha spesso emesso mandati di arresto in segreto, annunciandoli pubblicamente solo in seguito per consentire un eventuale arresto del sospettato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Ministero degli Affari Esteri e la Procura di Stato israeliani non rispondono immediatamente alle richieste di commento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel novembre 2024, il tribunale dell'Aia ha emesso mandati di arresto nei confronti del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e dell'ex Ministro della Guerra Yoav Gallant.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel maggio 2024, il procuratore della Corte penale internazionale (CPI), Karim Khan, ha chiesto ai giudici della CPI di emettere i mandati di arresto, sostenendo che Netanyahu e Gallant fossero responsabili di crimini di guerra commessi dall'esercito israeliano a Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://news.un.org/en/story/2024/11/1157286&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;il procuratore della Corte penale internazionale,&amp;nbsp;Netanyahu e Gallant sono penalmente responsabili del crimine di guerra di aver utilizzato la fame come metodo di combattimento, nonch&amp;eacute; dei crimini contro l'umanit&amp;agrave; di omicidio, persecuzione e altri atti disumani .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In risposta all'emissione dei mandati di arresto, gli Stati Uniti e Israele hanno condotto una campagna per fare pressione sulla Corte penale internazionale affinch&amp;eacute; impedisse e annullasse i mandati di arresto emessi contro i leader israeliani,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.lemonde.fr/international/article/2025/08/01/gaza-la-cour-penale-internationale-dans-la-tourmente_6626041_3210.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;come riportato da&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le Monde&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;nell'agosto 2025.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La campagna, che prendeva di mira il procuratore capo della CPI, Khan, &amp;egrave; iniziata nel marzo 2024 dopo che questi aveva annunciato l'intenzione di chiedere l'incriminazione di Netanyahu e Gallant.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In risposta, il primo ministro israeliano ha lanciato una campagna per usare &quot;ogni mezzo&quot; per fermare il procuratore con l'aiuto dei suoi alleati a Londra, Washington e Berlino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2052026286327882013&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37745&amp;amp;sessionId=c8c958ac3f094d4e624279f791afe7a7c9bc4807&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2052026286327882013&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Alla fine di aprile 2024, un membro dello staff della Corte penale internazionale ha accusato Khan di violenza sessuale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Una fonte che ha parlato con&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le Monde&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;ha affermato che le accuse facevano parte di un tentativo di &quot;sbarazzarsi del procuratore&quot; e &quot;manipolare il processo&quot; di emissione dei mandati di arresto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nell'ottobre del 2024, mentre i giudici stavano ancora decidendo se emettere i mandati di arresto, un misterioso account chiamato &quot;ICC Leaks&quot; &amp;egrave; apparso sul social network X.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'articolo ha reso pubbliche le accuse di violenza sessuale mosse internamente alla Corte penale internazionale contro Karim Khan nel maggio precedente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il 21 novembre 2024 la Corte penale internazionale ha finalmente emesso i mandati di arresto per Netanyahu e Gallant.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel febbraio 2025, il procuratore capo Khan &amp;egrave; stato sottoposto a sanzioni da parte degli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Netanyahu ha accolto con favore la decisione, definendo la corte &quot;antisemita e corrotta&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Khan ha continuato a lavorare su altri due capi d'accusa contro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir e il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tuttavia, Khan &amp;egrave; in congedo temporaneo dal 16 maggio 2025, in attesa dell'esito dell'indagine sulle accuse di cattiva condotta sessuale, che egli nega con fermezza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Durante il genocidio perpetrato a Gaza, Israele ha ucciso pi&amp;ugrave; di 72.000 palestinesi, la maggior parte donne e bambini, distruggendo gran parte della Striscia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I coloni ebrei insistono sul fatto che colonizzeranno Gaza, cos&amp;igrave; come stanno colonizzando la Cisgiordania occupata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Siamo qui diretti verso nuove comunit&amp;agrave; ebraiche a Gaza&quot;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nbcnews.com/world/gaza/extremist-jewish-settlers-gaza-expel-palestinians-enclave-rcna341575&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha dichiarato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;la leader dei coloni Daniella Weiss in un'intervista rilasciata al confine della Striscia alla fine di aprile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;I 2 milioni, o qualunque sia il numero, di arabi, di abitanti di Gaza, che vivono qui non vivranno pi&amp;ugrave; a Gaza&quot;, ha aggiunto Weiss. &quot;Potrebbe volerci una settimana, forse qualche mese. Non vivranno pi&amp;ugrave; qui.&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-1&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-1&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2052031061920506087&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37745&amp;amp;sessionId=c8c958ac3f094d4e624279f791afe7a7c9bc4807&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2052031061920506087&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/54a064c4-51e8-11f1-b5b1-00163e02c055.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'Iran stringe la morsa su Hormuz: &quot;Nessuno passa senza il nostro via libera&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_stringe_la_morsa_su_hormuz_nessuno_passa_senza_il_nostro_via_libera/82_66938/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, Ebrahim Rezai, in un'intervista all'emittente qatariana&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Al Jazeera Mubasher&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, pur sottolineando che gli Stati Uniti sono la causa principale dell'attuale situazione nello Stretto di Hormuz, ha ribadito che nessuna potenza militare al mondo pu&amp;ograve; aprire questo strategico passaggio marittimo senza l'approvazione dell'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha inoltre sottolineato che lo Stretto di Hormuz rimane aperto sotto amministrazione iraniana e che alle navi ostili non sar&amp;agrave; consentito il passaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il parlamentare iraniano, pur sottolineando che il transito di navi appartenenti a paesi ostili attraverso lo Stretto di Hormuz torner&amp;agrave; alla normalit&amp;agrave; una volta terminata la guerra, ha aggiunto che il Parlamento iraniano sta attualmente elaborando un nuovo quadro giuridico per la gestione di questo corridoio marittimo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, dopo aver sottolineato che la presenza statunitense nella regione &amp;egrave; causa di insicurezza, ha chiarito che l'Iran non attribuisce importanza alle condizioni poste dagli Stati Uniti nei negoziati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Analogamente, pur ribadendo che gli Stati Uniti sono la causa principale dell'attuale situazione nello Stretto di Hormuz, ha sottolineato che diverse navi hanno recentemente attraversato lo stretto dopo aver contattato l'Iran e averne ottenuto l'autorizzazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il parlamentare iraniano ha chiarito che se gli Stati Uniti attaccheranno di nuovo l'Iran, riceveranno una risposta decisa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Rezai ha dichiarato che l'Iran &amp;egrave; pronto a negoziare per raggiungere un accordo, ma che gli Stati Uniti devono prima accettare le condizioni iraniane.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;laquo;Siamo preparati a tutti gli scenari. Gli Stati Uniti non otterranno nei negoziati ci&amp;ograve; che non sono riusciti a ottenere in guerra&amp;raquo;, ha sottolineato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il deputato ha sottolineato che l'Iran non ceder&amp;agrave; sulle sue richieste e che gli Stati Uniti devono accettare il diritto dell'Iran a possedere l'energia nucleare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In risposta all'aggressione israelo-americana contro la Repubblica islamica, iniziata alla fine di febbraio, le forze armate iraniane hanno lanciato attacchi quotidiani con missili e droni contro obiettivi nei territori occupati da Israele, nonch&amp;eacute; contro basi e infrastrutture militari statunitensi in tutta la regione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Inoltre, l'Iran ha reagito agli attacchi chiudendo lo Stretto di Hormuz, il che ha causato un aumento significativo dei prezzi del petrolio e dei suoi derivati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/02104601_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Sistema di navigazione BeiDou alimenta la trasformazione agricola della Cina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sistema_di_navigazione_beidou_alimenta_la_trasformazione_agricola_della_cina/58031_66934/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Gu Yekai, Quotidiano del Popolo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dai trattori a guida autonoma nella Cina nord-orientale alla gestione delle colture tramite droni nel Delta del Fiume Yangtze, il Sistema di Navigazione Satellitare BeiDou (BDS) della Cina sta rivoluzionando l'agricoltura attraverso la coltivazione di precisione e le operazioni intelligenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Integrata in ogni fase agricola, dall'aratura e semina alla gestione dei campi, fino alla raccolta e al trasporto, la tecnologia BeiDou accresce l'efficienza operativa, riduce i costi della manodopera e accelera la modernizzazione del settore agricolo cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo un esperto della Global Navigation Satellite System and Location Based Services Association of China (GLAC), le applicazioni agricole del sistema BeiDou si stanno evolvendo oltre la semplice navigazione, puntando a un'intelligenza estesa all'intera filiera industriale, con un conseguente e significativo miglioramento sia della produttivit&amp;agrave; che dell'efficienza nell'uso delle risorse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Presso un'azienda agricola a conduzione familiare a Hai'an, nella provincia orientale cinese del Jiangsu, droni per la protezione delle colture equipaggiati con il sistema BDS gestiscono migliaia di &amp;ldquo;mu&amp;rdquo; (circa 667 metri quadrati) di campi di grano. Gli operatori devono semplicemente impartire comandi tramite smartphone per attivare percorsi di irrorazione pre-programmati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Dandong, nella provincia nord-orientale cinese del Liaoning, gli agricoltori inseriscono le coordinate dei campi su tablet per guidare macchinari agricoli a navigazione autonoma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla base di queste applicazioni vi &amp;egrave; la rapida espansione delle nuove infrastrutture digitali della Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prendiamo ad esempio l'agricoltura di precisione. In scenari quali la guida autonoma dei trattori, la lavorazione di precisione del terreno, la semina uniforme e la fertilizzazione a tasso variabile, un'accuratezza di posizionamento a livello centimetrico sta ridefinendo le pratiche agricole tradizionali, nelle quali anche lievi deviazioni nell'aratura potrebbero compromettere la resa dei raccolti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si ottiene una tale precisione?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Abbiamo installato oltre 5.000 stazioni di riferimento terrestri per l'aumento della precisione su tutto il territorio nazionale, le quali forniscono ininterrottamente riferimenti di posizionamento e servizi di correzione in tempo reale per i macchinari agricoli&quot;, ha affermato Yang Zhangbing, Direttore Generale della divisione guida intelligente presso SinoGNSS, fornitore di dispositivi di posizionamento con sede a Shanghai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando operano sul campo, i macchinari equipaggiati con terminali intelligenti BeiDou ricevono non solo i segnali di navigazione satellitare, ma anche dati differenziali ad alta precisione provenienti dalle vicine stazioni di riferimento. Grazie a un'elaborazione computazionale rapida e alla correzione degli errori, il sistema garantisce un posizionamento in tempo reale con accuratezza centimetrica, consentendo ai macchinari di determinare con esattezza la propria posizione e di mantenere traiettorie operative perfettamente rettilinee.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni, i servizi di aumento della precisione basati su satellite hanno esteso ulteriormente l'agricoltura di precisione anche alle regioni remote prive di accesso ai segnali delle stazioni terrestri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;L'aumento della precisione basato su satellite utilizza transponder di segnale, trasportati da satelliti geostazionari, per trasmettere informazioni di correzione agli utenti, migliorando cos&amp;igrave; l'accuratezza di posizionamento dei sistemi di navigazione satellitare&quot;, ha spiegato Chen Jinpei, CEO di SpatiX, leader globale nel settore dell'intelligenza spazio-temporale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;In regioni come la Cina nord-orientale e la Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, siamo ora in grado di ottenere un posizionamento di precisione centimetrica entro due minuti e, nella maggior parte delle aree, entro cinque minuti. L'accuratezza operativa, sia in linea retta che tra le file, supera i 2,5 centimetri, consentendo ai trattori di arare ed erpicare i campi con molta pi&amp;ugrave; precisione&quot;, ha aggiunto Chen.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre al posizionamento ad alta precisione, il BDS si sta integrando sempre pi&amp;ugrave; con il telerilevamento, i sistemi informativi geografici, l'Internet of Things e i Big Data; ci&amp;ograve; conferisce di fatto ai terreni agricoli un &quot;occhio intelligente&quot;, spostando la gestione agricola da pratiche estensive a una cura raffinata e basata sui dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad esempio, le ispezioni multispettrali tramite telerilevamento, effettuate da droni collegati al BDS, possono identificare rapidamente le differenze nella crescita delle colture e prevedere le aree vulnerabili a parassiti e malattie, consentendo di affrontare i rischi in fase precoce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le ispezioni sulla qualit&amp;agrave; del trapianto del riso, nel frattempo, combinano tecnologie di machine learning e computer vision per rilevare la mancanza di piantine durante le operazioni di impianto, caricando i dati in tempo reale su piattaforme cloud a supporto delle attivit&amp;agrave; di reimpianto e controllo qualit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Stiamo inoltre esplorando mappe digitali basate sul sistema BDS, che consentono di condividere i dati di campo sottostanti tra diverse macchine agricole&quot;, ha affermato Yang. Ha spiegato che le attrezzature meccaniche per il diserbo possono cos&amp;igrave; seguire le esatte traiettorie di semina registrate dalle trapiantatrici di riso, incrementando l'efficienza. Durante la raccolta, anche le mietitrebbie possono seguire automaticamente i percorsi operativi precedentemente tracciati, riducendo ulteriormente i costi della manodopera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo le statistiche del GLAC, la Cina ha installato complessivamente oltre 2,7 milioni terminali BeiDou nel settore agricolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ampia adozione della navigazione satellitare come &quot;nuovo strumento agricolo&quot; da parte degli agricoltori cinesi &amp;egrave; stata resa possibile da un sostegno coordinato lungo l'intera filiera industriale e l'intero ecosistema.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni, la Cina ha continuato a compiere passi avanti decisivi nello sviluppo autonomo di chip BeiDou, nelle tecnologie integrate di comunicazione, navigazione e rilevamento, nonch&amp;eacute; nell'ottimizzazione degli algoritmi. L'industria BeiDou possiede ora capacit&amp;agrave; produttive complete lungo l'intera filiera, che spaziano dai chip ai moduli fino ai dispositivi terminali, fornendo un solido supporto per l'applicazione integrata su larga scala delle tecnologie BeiDou.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al contempo, la diffusione su larga scala del BDS si basa anche sul coordinamento dell'intera filiera industriale. Attualmente, molte macchine agricole in Cina hanno subito un aggiornamento intelligente fondato sulla tecnologia BeiDou.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Grazie al BDS, i dati di localizzazione delle macchine agricole possono connettersi direttamente alla nostra piattaforma IoT&quot;, ha affermato Wang Liying, responsabile del dipartimento informatico di FMWORLD, uno dei principali produttori cinesi di macchinari agricoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Ci&amp;ograve; ci consente di coordinare rapidamente ricambi e personale di assistenza su scala nazionale, garantendo un supporto tecnico tempestivo ed efficiente durante i periodi di punta dell'aratura primaverile e del raccolto autunnale&quot;, ha aggiunto Wang.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/agricolcina.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Una trapiantatrice di riso, equipaggiata con il Sistema di Navigazione Satellitare BeiDou, trapianta piantine di riso precoce nella contea di Taihe, nella provincia del Jiangxi, Cina orientale. (Quotidiano del Popolo/Deng Heping)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immdronchinaagricolagine2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;348&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Un drone svolge una missione di protezione delle colture su un campo di grano nel villaggio di Duanchong, nella provincia dell'Anhui, Cina orientale. (Quotidiano del Popolo/Chen Sanhu)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immasemitracinagine3.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;340&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Grandi seminatrici dotate del Sistema di Navigazione Satellitare Beidou seminano il sorgo nella contea di Minle, nella provincia del Gansu, Cina nord-occidentale. (Quotidiano del Popolo/Wang Xiaojing)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Scelti dal People's Daily</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immagine+2026-05-18+082311.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Accordo Rheinmetall-Deutsche Telekom: così i colossi di armi e telefonia blindano la Germania</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-accordo_rheinmetalldeutsche_telekom_cos_i_colossi_di_armi_e_telefonia_blindano_la_germania/45289_66925/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giusti, E. Gentili &amp;ndash; Centro Studi Politico Sindacale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rheinmetall e Deutsche Telekom si uniscono per costruire uno &amp;ldquo;scudo di difesa&amp;rdquo; contro i droni e gli atti di sabotaggio&lt;/strong&gt;, dicendo di farlo per salvaguardare le infrastrutture nazionali da probabili attacchi provenienti dalla Russia. Il paese con cui la Germania intratteneva da decenni rapporti commerciali stretti, comprando petrolio e gas a prezzi contenuti, diventa in un batter d'occhio la nazione nemica dalla quale guardarsi e difendersi e anche per questo decine di notizie debitamente pettinate mettono in allarme l'opinione pubblica tedesca da pericoli oggettivi provenienti dall&amp;rsquo;Est &amp;ndash; a cui magari imputare le non brillanti &lt;em&gt;performances&lt;/em&gt; della economia renana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le due aziende non sono nuove a progetti di tipo militare&lt;/strong&gt;: fin dal 2017 la Telekom tedesca protegge infrastrutture critiche da droni non autorizzati, essendo dotata delle infrastrutture necessarie per la loro intercettazione, mentre, ad esempio, Rheinmetall lavora a un progetto simile per il Porto di Amburgo dal dicembre 2025.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Del resto anche la notizia dell'accordo tra Rheinmetall e Deutsche Telekom non &amp;egrave; nuova ma risale all'autunno scorso, come si evince direttamente dal sito della multinazionale di armi.&lt;a href=&quot;#_ftn1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt; Tuttavia in questi giorni &amp;egrave; stata ripresa dal documentato portale &amp;ldquo;Analisi difesa&amp;rdquo;&lt;a href=&quot;#_ftn2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; e la riteniamo meritevole della massima attenzione, poich&amp;eacute; rappresenta un precedente che presto si presenter&amp;agrave; anche in Italia (ricordiamoci di quando un paio di estati fa, proprio nel nostro Paese, i sistemi di arma israeliani sono stati utilizzati per prevenire registrazioni &amp;ldquo;pirata&amp;rdquo; di concerti rock).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da alcuni anni siamo davanti a un salto di qualit&amp;agrave;: tecnologie militari vengono presentate come indispensabili per la salvaguardia dell'economia e delle infrastrutture civili, dell&amp;rsquo;economia e dei posti di lavoro e, allo stesso tempo, &lt;strong&gt;tecnologie civili iniziano a servire direttamente e in maniera estesa il complesso militar-industriale&lt;/strong&gt;. La vera notizia &amp;ndash; e il motivo per cui abbiamo deciso di scriverci sopra &amp;ndash;, difatti, &amp;egrave; l'utilizzo della rete mobile per il sistema di controllo, ossia l&amp;rsquo;esistenza di una &lt;em&gt;partnership&lt;/em&gt; strategica fra un&amp;rsquo;impresa civile e una specificamente militare, quale &amp;egrave; per l&amp;rsquo;appunto Rheinmetall.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fatto che aziende controllate dalle istituzioni (lo Stato tedesco detiene circa il 30% di Deutsche Telekom) siano parte attiva di progetti che un tempo afferivano al settore militare &amp;egrave; un vero e proprio salto di qualit&amp;agrave;, che conferma come la tradizionale distinzione tra civile e militare sia ormai completamente saltata. Deutsche Telekom, difatti, lavora direttamente a un'operazione militare ricorrendo ai radiocomandi attraverso la radiofrequenza (RF), dal momento che i sensori RF saranno installati sulle torri della telefonia mobile. &lt;strong&gt;Uno dei primi risultati dell&amp;rsquo;economia di guerra, dunque, &amp;egrave; che le infrastrutture civili vengano messe a disposizione dell&amp;rsquo;apparato bellico&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In conclusione, l&amp;rsquo;evoluzione tecnologica &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; rapida e rende ininfluente ogni dubbio etico e morale sull'utilizzo delle innovazioni, che avanzando a una certa velocit&amp;agrave; impediscono anche al legislatore di riflettere a lungo sulle norme da applicare: &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;Intelligenza Artificiale, difatti, riduce i tempi dei processi decisionali, ma ci&amp;ograve; non equivale a una maggiore qualit&amp;agrave; delle scelte politiche, bens&amp;igrave; alla prontezza operativa&lt;/strong&gt;. E se il confine tra civile e militare &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; sottile diventa difficile cogliere la pericolosit&amp;agrave; di certi processi: la mancanza di chiarezza sull'utilizzo delle tecnologie &lt;em&gt;dual-use&lt;/em&gt; (civili e militari allo stesso tempo) e sullo scopo reale della ricerca &amp;egrave; un oggettivo ostacolo alla loro regolamentazione. &lt;strong&gt;La competizione sull&amp;rsquo;innovazione esistente fra i diversi Paesi, non per nulla, avviene all'insegna di chi applica le minori restrizioni legislative&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A far quadrare il cerchio, come dicevamo, vi &amp;egrave; la costante e reiterata motivazione della minaccia interna ed esterna, che impone segretezza, riservatezza delle informazioni, efficacia della azione preventiva e repressiva. Detto in altri termini: meno si sa e meglio &amp;egrave; per la &amp;ldquo;nostra sicurezza&amp;rdquo; e perfino &amp;ndash; a detta loro &amp;ndash; per mantenere il nostro stile di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt; Rheinmetall, Press Release: &lt;em&gt;Rheinmetall and Telekom plan to develop a drone defence shield&lt;/em&gt;, 11th May 2026, https://www.rheinmetall.com/en/media/news-watch/news/2026/05/2026-05-11-rheinmetall-and-telekom-are-collaborating-on-drone-defence-in-the-civilian-sector.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; Redazione Analisi Difesa, &lt;em&gt;Rheinmetall e Deutsche Telekom svilupperanno uno scudo di difesa anti droni&lt;/em&gt;, 15 Maggio 2026, https://www.analisidifesa.it/2026/05/rheinmetall-e-deutsche-telekom-svilupperanno-uno-scudo-di-difesa-anti-droni/.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/b6e3b334-543c-457a-944f-a5089a8c6c9a_w960_r1.5_fpx40_fpy43.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Sulla testa del Governo Meloni cade la tegola di Electrolux....</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sulla_testa_del_governo_meloni_cade_la_tegola_di_electrolux/34357_66928/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Eugenio Donnici&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulla testa del Governo Meloni cade la tegola di Electrolux.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La narrazione secondo la quale in Italia i dati dell'occupazione viaggino a gonfie vele &amp;egrave; smentita dall'ennesima crisi industriale, che una volta che sparir&amp;agrave; dai riflettori dei media, rimarr&amp;agrave; irrisolta, continuando cos&amp;igrave; ad ampliare la contrazione della produzione complessiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La multinazionale svedese Electrolux il giorno 11 maggio ha comunicato ai sindacati un brutale piano di ristrutturazione che prevede il licenziamento di 1.700 persone, su una forza lavoro, nella Penisola italica, di poco superiore alle 4.500 unit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando nel 1984 il gruppo Electrolux ha acquisito la Zanussi di Pordenone, che a sua volta controllava Rex e Zoppas, salvandola da una grave crisi, &amp;egrave; diventato il primo produttore mondiale nel settore degli elettrodomestici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il colosso svedese ha iniziato a vacillare nella prima decade del ventunesimo secolo, nel periodo in cui sul mercato internazionale si sono affacciati LG, Samsung e produttori cinesi, che hanno iniziato ad offrire prodotti della stessa gamma, a prezzi pi&amp;ugrave; bassi. Nel frattempo, l'allargamento ad Est dell'Unione europea ha mandato in fibrillazione il tessuto industriale italiano, per via non solo dei costi pi&amp;ugrave; bassi della manodopera in paesi come la Polonia, la Romania e l'Ungheria, ma anche per il fatto che i mercati dell'ex &quot;cortina di ferro&quot; erano pi&amp;ugrave; dinamici o meno saturi, rispetto a quelli occidentali, pertanto per il capitale era conveniente delocalizzare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ancora una volta pare che siano i pi&amp;ugrave; bassi costi del lavoro e l'inquadramento disciplinare degli operai a spingere il gruppo Electrolux a spostare la produzione di cappe aspiranti da Cerreto d'Esi (Ancona) in Polonia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli operai di questo piccolo comune delle Marche sostengono che la direzione aziendale li abbia costretti, nel recente passato, a produrre tipologie di cappe a bassa gamma, mentre ora sostiene che dalla vendita di questi prodotti non rientrano dai costi, quindi l'intero stabilimento dev'essere chiuso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella &quot;catena globale&quot;, l'eccesso della capacit&amp;agrave; produttiva sembra giocare a favore della Cina e della Corea del Sud, in quanto le loro merci sono pronte a sbaragliare la &quot;muraglia dei dazi&quot; dell'Europa e in particolare dell'Amministrazione Trump.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In breve: nella guerra commerciale i produttori asiatici esprimono un vantaggio competitivo nei confronti dell'Hub internazionale europeo e di quello del Nord America.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo processo di ristrutturazione globale, i lavoratori subiscono una pesante umiliazione, cio&amp;egrave; vengono trattati come dei &quot;sacchi di rifiuti&quot;, nonostante la loro esperienza sul campo e le capacit&amp;agrave; professionali acquisite nel tempo.Da notare che il Gruppo Electrolux in Italia, negli ultimi 10 anni, ha ricevuto aiuti di Stato, per 12 milioni di euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la logica del capitale segue la sua strada: l&amp;agrave; dove ci sono ancora tutele contro i licenziamenti, le multinazionali, per evitare i contenziosi giudiziari, nell'area amministrativa, per esempio, ricorrono allo Staff Leasing. L'agenzia assume le risorse umane a tempo indeterminato e poi le cede in affitto all'azienda internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle grandi multinazionali ricorrono alla pratica del &quot;sacrificio della forza lavoro&quot; anche quando i conti sono in ordine e i profitti sono elevati.&lt;br /&gt;Succede allora di osservare che taglino 5 dipendenti, i cui costi del personale si aggirano intorno a 200.000 euro e poi spendono 3 o 4 milioni di euro per una Convention all'estero di 3 giorni per il restante personale amministrativo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>DelikatEssen</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/operai-in-sciopero-nello-stabilimento-electrolux-di-cerreto-d-esi.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L’Iran usa Hormuz come arma strategica: gli USA non riescono a piegare Teheran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_usa_hormuz_come_arma_strategica_gli_usa_non_riescono_a_piegare_teheran/45289_66930/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Le trattative tra Stati Uniti e Iran restano bloccate in un clima di crescente tensione, mentre emergono nuovi dettagli sulle condizioni poste da Washington per riaprire il dialogo con Teheran. Secondo quanto riportato da Fars News Agency, l&amp;rsquo;amministrazione statunitense avrebbe avanzato richieste considerate irricevibili dalla Repubblica Islamica: nessun risarcimento per i danni causati dagli attacchi USA, trasferimento di 400 chilogrammi di uranio iraniano negli Stati Uniti, limitazione delle attivit&amp;agrave; nucleari a un solo sito operativo e nessuno sblocco significativo dei beni iraniani congelati all&amp;rsquo;estero. A questo si aggiunge una condizione politicamente esplosiva: la cessazione delle ostilit&amp;agrave; regionali verrebbe subordinata al proseguimento dei negoziati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una linea che Teheran interpreta come il tentativo di ottenere al tavolo diplomatico ci&amp;ograve; che Washington e Israele non sono riusciti a imporre sul piano militare. Dal canto suo, l&amp;rsquo;Iran insiste su cinque punti definiti &amp;ldquo;non negoziabili&amp;rdquo;: fine delle operazioni militari nella regione, revoca delle sanzioni, rilascio dei fondi congelati, compensazioni per i danni di guerra e riconoscimento della propria sovranit&amp;agrave; sullo Stretto di Hormuz. Proprio Hormuz continua a rappresentare il principale strumento strategico iraniano. Teheran starebbe preparando un nuovo meccanismo di controllo del traffico marittimo nello stretto, rafforzando cos&amp;igrave; la propria leva geopolitica sul commercio energetico mondiale. Secondo l&amp;rsquo;analista brasiliano Lourival Sant&amp;rsquo;Anna, intervistato dal &lt;a href=&quot;https://www.tehrantimes.com/news/526489/US-military-superiority-fails-to-guarantee-decisive-outcome-against&quot;&gt;Tehran Times&lt;/a&gt;, il conflitto non &amp;egrave; soltanto militare ma anche narrativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Washington cerca di convincere l&amp;rsquo;opinione pubblica che la guerra sia stata necessaria e vantaggiosa, mentre Teheran punta a dimostrare il contrario, aumentando il costo economico e politico dell&amp;rsquo;offensiva per gli Stati Uniti e Israele. Sant&amp;rsquo;Anna sottolinea inoltre come l&amp;rsquo;Iran abbia saputo sfruttare efficacemente la guerra asimmetrica, trasformando Hormuz in uno strumento di deterrenza, pressione economica e negoziazione diplomatica. Nonostante la superiorit&amp;agrave; militare nordamericana, gli Stati Uniti si troverebbero limitati da fattori politici ed economici: il malcontento interno, l&amp;rsquo;avvicinarsi delle elezioni di met&amp;agrave; mandato e l&amp;rsquo;aumento dei prezzi energetici stanno riducendo il margine di manovra di Donald Trump. Sul piano internazionale, Cina e Russia osservano con attenzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pechino, grazie ai suoi rapporti con Iran e Pakistan, si ritaglia un ruolo crescente di mediatore e rafforza la propria influenza regionale, mentre Mosca beneficia dell&amp;rsquo;aumento dei prezzi dell&amp;rsquo;energia. Nel frattempo Islamabad continua a spingere per una nuova tornata di colloqui, nel tentativo di evitare un&amp;rsquo;ulteriore escalation che rischierebbe di destabilizzare l&amp;rsquo;intero Medio Oriente. Il quadro che emerge &amp;egrave; quello di uno stallo pericoloso: nessuna delle parti sembra disposta a cedere, mentre il conflitto continua a ridefinire gli equilibri geopolitici globali e ad accelerare il declino della capacit&amp;agrave; statunitense di imporre unilateralmente le proprie condizioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/strait-of-hormuz1.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>De-dollarizzazione e tensioni globali: la Cina investe massicciamente nell’oro</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dedollarizzazione_e_tensioni_globali_la_cina_investe_massicciamente_nelloro/45289_66931/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La Cina sta vivendo un vero e proprio boom nel settore del riciclo dell&amp;rsquo;oro, alimentato dall&amp;rsquo;impennata della domanda di investimento e dalla crescente corsa globale verso i beni rifugio. Secondo il &lt;a href=&quot;https://www.scmp.com/economy/china-economy/article/3353731/explosive-why-chinas-gold-recycling-industry-growing-record-speed&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;South China Morning Post&lt;/a&gt;, il numero di aziende registrate nel comparto - specializzato nell&amp;rsquo;acquisto e nella rivendita di lingotti e gioielli - &amp;egrave; aumentato del 78,74% nel 2025, raggiungendo quota 740: la crescita annuale pi&amp;ugrave; forte dell&amp;rsquo;ultimo decennio. La tendenza non si &amp;egrave; fermata. Nei primi mesi del 2026 sono gi&amp;agrave; nate altre 488 imprese legate al riciclo dell&amp;rsquo;oro, segnale di un&amp;rsquo;espansione definita &amp;ldquo;esplosiva&amp;rdquo; dagli analisti cinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre la met&amp;agrave; delle aziende oggi attive nel settore &amp;egrave; stata fondata negli ultimi tre anni, con una forte concentrazione nel sud e nell&amp;rsquo;est del Paese, aree caratterizzate da mercati dell&amp;rsquo;oro molto dinamici e reti commerciali altamente sviluppate. Dietro questa accelerazione c&amp;rsquo;&amp;egrave; soprattutto il rally storico del metallo prezioso, spinto dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalla crescente tendenza globale alla de-dollarizzazione. A gennaio il prezzo dell&amp;rsquo;oro spot ha sfiorato i 5.600 dollari l&amp;rsquo;oncia, raggiungendo livelli mai visti prima. Parallelamente, la domanda totale di oro in Cina - tra lingotti, ETF, utilizzo industriale e gioielleria - ha raggiunto nel primo trimestre dell&amp;rsquo;anno 362 tonnellate, il 24% in pi&amp;ugrave; rispetto al 2025, per un valore complessivo di oltre 57 miliardi di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A trainare il mercato non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; il lusso, ma la ricerca di sicurezza finanziaria. Sebbene la domanda di gioielli sia diminuita del 32% su base annua, gli investimenti in oro hanno compensato ampiamente il calo. Sempre pi&amp;ugrave; investitori cinesi vedono infatti il metallo prezioso non come un semplice bene ornamentale, ma come una &amp;ldquo;moneta forte&amp;rdquo; capace di proteggere patrimoni e risparmi in un contesto di crescente instabilit&amp;agrave; economica e geopolitica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il boom del riciclo dell&amp;rsquo;oro in Cina riflette cos&amp;igrave; una trasformazione pi&amp;ugrave; profonda: il progressivo indebolimento della fiducia nel sistema monetario dominato dal dollaro e il ritorno dell&amp;rsquo;oro al centro delle strategie globali di protezione della ricchezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6bac0ae6786451e49c2cd27e06ed9ec1.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Albeggerà al tramonto&quot;. Uno spettro si aggira per l'Europa....</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-albegger_al_tramonto_uno_spettro_si_aggira_per_leuropa/46096_66932/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Recensione di &quot;Albegger&amp;agrave; al tramonto&quot; di Marco Trionfale (LAD Edizioni, 2025)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/11/Albeggera-al-tramonto-cover-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;140&quot; height=&quot;214&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Leo Essen&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quelli della generazione di Valerio venivano, direttamente o indirettamente, dalla Resistenza: o perch&amp;eacute; vi avevano partecipato o perch&amp;eacute; erano stati trascinati dalla corrente. Condividevano le pratiche e il modo di organizzarsi che Togliatti aveva imposto al Partito. Erano dogmatici in modo intollerabile, rigidi, schematici; e questo si rifletteva nelle loro personalit&amp;agrave;, rendendoli seri in modo grottesco. Erano per&amp;ograve; anche quelli che nel 1963, venuti da Longastrino, Passogatto, Lavezzola, Russi, Mezzano, Giovecca - all'incirca tutti trentenni, in canottiera e braghette - trasformarono una grande casa colonica semiabbandonata nella Casa del Popolo del quartiere Fratti. Lo fecero lavorando gratis, perch&amp;eacute; lavorare per il Partito era come lavorare per se stessi. Il tavolo per mangiare era stato messo su con due assi tolte dalle impalcature e quattro cavalletti. Sulla rasatura grigia del muro qualcuno aveva scritto con la tempera bianca: SIAMO TUTTI COMUNISTI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I giovani, quelli della generazione di Baldi, erano entrati nel Partito come se stessero andando a una festa, e vennero accolti a secchiate d'acqua gelida. Ebbero comunque il merito di non scoraggiarsi. Erano gli anni della contestazione, e si fecero forza del clima generale per attaccare il nucleo dei vecchi conservatori. Conquistarono il loro spazio e iniziarono a organizzare incontri politici, raduni culturali, cene di finanziamento, ma soprattutto feste. Nel loro Club suonarono musicisti di alto livello e la gente veniva da Bologna, Modena, Parma e Ferrara. I vecchi dirigenti commentavano desolati il declino del Partito: musica rock, capelloni e spinelli. Nel giro di due o tre anni, quegli stessi vecchi allibiti bussarono a testa china alle porte del Club, chiedendo aiuto per estinguere un debito che gravava sulla Casa del Popolo e che la banca minacciava di portarsi via. A quei tempi Fratti era ancora soprannominata Stalingrado, sia per i voti alle elezioni sia per il livello di partecipazione alle attivit&amp;agrave; del Partito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli anni passavano, e molti non c'erano pi&amp;ugrave; o erano malati. Tutti avevano dato una parte importante della loro vita per la causa. Anche Ercole aveva pi&amp;ugrave; volte perso giorni di ferie in fabbrica per fare i turni allo stand della festa dell'Unit&amp;agrave;. Tutti prendevano ferie, rinviavano viaggi, mancavano a matrimoni e compleanni pur di aiutare. Ma non erano rinunce: era cos&amp;igrave; che doveva andare, per il Partito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi cosa successe? Successe che ci eravamo abituati a stare bene. Successe che il Partito venne sciolto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando alla Bolognina il Partito fu sciolto, nessuno di noi voleva crederci. Davvero il Partito era finito? Davvero era morto? Davvero la nostra gloriosa storia era al Tramonto? Davvero il sol dell'avvenire era calato per sempre? Davvero quegli schifosi del Partito - che avevano investito i soldi in operazioni dissennate, a partire dal giornale l'Unit&amp;agrave;, sempre in deficit, sul cui bordo danzavano decine di miracolati, saccenti e strapagati, e che assorbiva e bruciava i soldi che i volontari raccoglievano alle feste - davvero volevano farla finita? Il Partito aveva sfruttato fino alla fine il nostro attaccamento e poi, di punto in bianco, ci aveva abbandonati. Cosa restava di tutta quella fatica, di tutte quelle giornate di lavoro, degli innumerevoli piatti lavati, delle ore e ore trascorse alla griglia, dei volantini, del ciclostile, della colla e dei tazebao?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era cos&amp;igrave; anche per il vecchio Partito - lo abbiamo vissuto tutti - ma c'era dell'altro: in fondo a tutto il marciume che ricopre sempre le cose umane, c'era qualcosa di vero. E questa verit&amp;agrave; si leggeva negli occhi di Valerio, di Nardi o di Baldi quando, come se fossero tornati a quando avevano vent'anni, decisero di far rinascere il Partito, di dargli una seconda vita, una nuova Alba, progettando il sequestro del Presidente del Consiglio. Lo spirito era quello di un tempo, rinato: quello di Marx e Salgari, di Marcuse e Tex Willer, di Gramsci e Jacovitti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dolore era sempre lo stesso: un buco nero che calamitava tutto. Avvinti alla cosa perduta e di fronte al disastro del socialismo reale, vedevano inabissarsi il loro ideale e smettevano di militare. Sprofondavano. Come Nerio, che viveva in un capanno sull'argine del fiume, con le nutrie e un cane peloso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivavano il senso di colpa, l'autodisprezzo, l'attesa di una punizione; poi momenti di esaltazione, poi di nuovo il buio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa storia il morto non muore mai: ritorna. Il comunismo prende le spoglie della Resistenza, della lotta armata - esaltazione e mania, poi una depressione profonda, la perdita di interesse per il mondo esterno - come la nevrosi che agitava l'inconscio politico dell'Europa occidentale dopo la dissoluzione dell'URSS.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il malinconico non esce di casa, non vuole vedere nessuno, neanche gli amici pi&amp;ugrave; cari: rimane a letto tutto il giorno, non si lava, va a fare la spesa in pantofole. Se &amp;egrave; stato abbandonato, &amp;egrave; perch&amp;eacute; &amp;egrave; indegno, schifoso, un mostro repellente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sui libri di storia delle scuole medie, scritti dalla nuova sinistra, si legge che il comunismo era una brutta cosa, come il nazismo; che Lenin gettava i cristiani nelle buche carsiche e li lasciava morire di stenti; che la Russia &amp;egrave; un mostro che vuole ritornare sulla scena del mondo e mangiarsi tutto. L'abbandonato si sente indegno, non all'altezza, moralmente spregevole, il peggiore: aspira alla punizione, alla cacciata, e ci crede davvero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non basta saperlo dentro di s&amp;eacute;: bisogna dirlo al mondo, con una direttiva del Parlamento di Strasburgo se serve, degradarsi in pubblico, commiserare chi ha ancora legami con il comunismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'insonnia, il rifiuto del cibo, la pulsione di autoconservazione che smette di funzionare. Non si riesce a staccarsi dall'oggetto scomparso e, pi&amp;ugrave; la sofferenza si fa evidente, pi&amp;ugrave; ci si aggrappa al morto. Ma l'attaccamento prende la forma dello scongiuro, del riseppellimento convulsivo: si vorrebbe cancellarlo dalla mente, con effetto retroattivo, senza capire che cancellando la traccia dell'altro si finisce per cancellare se stessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno spettro si aggira per l'Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/albeggera-al-tramonto/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ACQUISTA &quot;ALBEGGERA' AL TRAMONTO&quot;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/albeggera-al-tramonto/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/11/Albeggera-al-tramonto-cover-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;611&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quando lo avrai finito, divorerai subito l'attesissimo seguito &quot;Il Tempo del secondo sole&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/il-tempo-del-secondo-sole/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/11/9791281995031_0_0_536_0_75.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;610&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Cultura e Resistenza</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/congressi-pci-900x600.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Il nuovo editore di Repubblica, il futuro del Golfo... e Giorgia Meloni</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_nuovo_editore_di_repubblica_il_futuro_del_golfo_e_giorgia_meloni/39602_66941/</link>
                    <pubDate>Mon, 18 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Alessandro Volpi*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si tratta di un dettaglio. Un ricco editore greco, Theodore Kyriakou, soprannominato Theo e da poco acquirente del gruppo &quot;Repubblica&quot;, insieme all'Atlantic Council, un centro di studi legatissimo alla Nato, finanziato da Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Bank of America, Blackstone, RBC Capital Markets, HSBC Chevron e ExxonMobil, e diretto da Fred Kempe, per 25 anni capo redattore del &quot;Wall Street Journal&quot;, hanno organizzato un vertice per discutere del futuro del Golfo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sede &amp;egrave; stata individuata in un lussuosissimo ed esclusivo resort di Navarino, in Grecia, a cui &amp;egrave; stato precluso l'ingresso a tutti i giornalisti, fatta eccezione per quelli del gruppo Antenna. Sono cos&amp;igrave; arrivati il primo ministro della Grecia, il primo ministro del Qatar, quello del Kuwait, il vice premier britannico, il presidente della Finlandia, l'ultra trumpiano Strubb, e Giorgia Meloni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insieme a loro hanno raggiunto la localit&amp;agrave; greca anche Christine Lagarde e Kristina Georgieva, direttrice del Fondo monetario internazionale. Perch&amp;eacute;, ho scritto in apertura, non si tratta di un dettaglio? Provo a rispondere cos&amp;igrave;, molto sinteticamente. il &quot;vertice&quot; di Navarino &amp;egrave; paradigmatico di una politica internazionale promossa da soggetti privati che compongono, a loro scelta, la platea degli invitati: qui non si capisce perch&amp;eacute; ci siano solo due degli Stati del Golfo insieme alla Finlandia, all'Inghilterra e l'Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, una partecipazione siffatta non aiuta n&amp;eacute; il processo di pacificazione nella guerra fra Stati Uniti, Israele e Iran, n&amp;eacute;, tantomeno, una chiarezza nelle politiche europee, anzi. Peraltro, il ruolo centrale dell'Atlantic Council, radicalmente filo Nato, senza una partecipazione dell'amministrazione degli Stati Uniti genera ulteriore confusione, a cui Giorgia Meloni sembra essersi felicemente prestata. Ma forse la chiave di lettura &amp;egrave; un'altra. A Navarino si incontrano, oltre ai politici, i grandi fondi sovrani arabi, i grandi fondi Usa di private equity, e le grandi banche degli Stati Uniti, a cominciare da Jp Morgan e Goldman Sachs, per trattare di affari immobiliari e di operazioni sull'energia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nello specifico, Meloni &amp;egrave; molto interessata ai miliardi che i fondi sovrani arabi hanno promesso all'altrimenti assai scarico Piano Casa. Alla luce di ci&amp;ograve;, tuttavia, la domanda &amp;egrave; inevitabile. Ma davvero, mentre Trump va a Pechino a riconoscere l'insostituibile centralit&amp;agrave; cinese, mentre Putin lancia messaggi all'Unione europea e si appresta ad accogliere Xi a Mosca a fine giugno e mentre a Teheran si attende Xi Jin Ping, la risposta della politica estera del governo Meloni &amp;egrave; quella di andare con il presidente finlandese e il vice premier inglese, espressione di un governo scaduto, a fare &quot;affari&quot; in un resort greco? A questa domanda ne aggiungerei una ulteriore. Ma davvero Bce e FMI possono prestarsi in maniera cos&amp;igrave; lapalissiana a fare da garanti a interessi finanziari di colossi privati e dei patrimoni degli sceicchi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;*Post Facebook del 17 maggio 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Perche-Meloni-era-a-Navarino-con-il-nuovo-editore-di-Repubblica.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Blocchi stradali e repressione: la Bolivia si ribella al neoliberismo, Morales detta la linea</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-blocchi_stradali_e_repressione_la_bolivia_si_ribella_al_neoliberismo_morales_detta_la_linea/45289_66926/</link>
                    <pubDate>Sun, 17 May 2026 15:13:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Sull'altipiano boliviano, il fragore delle esplosioni di gas lacrimogeni si mescola da giorni al suono ancestrale dei pututus, i corni usati dai popoli originari per chiamare alla mobilitazione. Non &amp;egrave; una protesta qualunque quella che sta paralizzando la Bolivia, ma una vera e propria esplosione sociale che in appena sei mesi ha eroso le fondamenta del governo di Rodrigo Paz, l&amp;rsquo;imprenditore neoliberista salito al potere con la promessa di un &amp;ldquo;capitalismo per tutti&amp;rdquo;, che in realt&amp;agrave; sarebbe da leggere come la ricerca del massimo profitto per le vecchie &amp;egrave;lite che erano state spodestate negli anni del MAS al governo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato scorso, oltre tremilacinquecento agenti tra poliziotti e militari sono stati dispiegati in un&amp;rsquo;operazione congiunta tra La Paz, la vicina El Alto e l&amp;rsquo;autostrada che conduce a Oruro, con l&amp;rsquo;obiettivo di spezzare i blocchi stradali che da pi&amp;ugrave; di due settimane stringono la capitale in una morsa soffocante. Decine di persone sono state arrestate, ma la repressione non ha piegato la resistenza popolare. Nel giro di poche ore, centinaia di manifestanti sono tornati a innalzare barricate nei punti nevralgici di Senkata e R&amp;iacute;o Seco, quelle stesse zone di El Alto che nel 2019 furono teatro di una brutale repressione durante il golpe contro Evo Morales. La storia, con i suoi simboli dolorosi, sembra ripetersi.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;El Alto. Militares se reabsstecen de elementos antidisturbios. &lt;a href=&quot;https://twitter.com/teleSURtv?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;@teleSURtv&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://t.co/m79Mvqc4cj&quot;&gt;pic.twitter.com/m79Mvqc4cj&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Freddy Morales (@FreddyteleSUR) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/FreddyteleSUR/status/2055652681662812313?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;May 16, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.twitter.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Mario Argollo, dirigente della Centrale Operaia Boliviana, la potente COB che guida la rivolta, ha lanciato un messaggio chiaro: &amp;ldquo;Non ci piegheranno nella lotta che abbiamo intrapreso&amp;rdquo;, ha dichiarato, accusando il governo neoliberista di usare la giustizia come arma per mettere a tacere il dissenso. Al centro della contesa c&amp;rsquo;&amp;egrave; un pacchetto di dieci leggi per la riattivazione economica che, secondo i sindacati, spalanca le porte alle multinazionali minacciando di privatizzare servizi essenziali come l&amp;rsquo;acqua, la luce e il gas. La goccia che ha fatto traboccare il vaso &amp;egrave; stata la Legge 1720 di Riconversione Agraria, che consente di trasformare le piccole propriet&amp;agrave; contadine in unit&amp;agrave; produttive ipotecabili, una linea rossa invalicabile per le comunit&amp;agrave; indigene che vedono nella terra molto pi&amp;ugrave; di un mero bene economico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre i prezzi dei generi alimentari schizzano alle stelle in una capitale isolata con oltre venti punti di blocco attivi in tutto il paese, una marcia guidata dai sostenitori dell&amp;rsquo;ex presidente Evo Morales si sta avvicinando a La Paz. Il suo arrivo rischia di essere la scintilla definitiva. Dal suo rifugio nel tropico di Cochabamba, in quella localit&amp;agrave; di Lauca &amp;Ntilde; che &amp;egrave; diventata il quartier generale della sua resistenza politica, Morales ha scelto di parlare al quotidiano argentino &lt;a href=&quot;https://www.pagina12.com.ar/2026/05/16/evo-morales-no-se-gobierna-privatizando-los-recursos-naturales-ni-mendigando-al-fmi/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Pagina|12&lt;/a&gt;, e le sue parole disegnano un quadro che va ben oltre i confini boliviani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ex presidente indigeno, oggi colpito da un ordine di cattura emesso da un tribunale di Tarija che lo accusa di tratta e traffico di persone, non usa mezzi termini per descrivere la sua situazione. &amp;ldquo;&amp;Egrave; un processo netamente politico&amp;rdquo;, esordisce con la voce di chi ha gi&amp;agrave; soppesato ogni parola. &amp;ldquo;Durante l&amp;rsquo;anno del golpe mi investigarono per corruzione e non trovarono nulla, tentarono di legarmi al narcotraffico e nemmeno quello riuscirono. Sui social dicevano &amp;lsquo;Evo, capo del cartello della droga&amp;rsquo; e facevano campagna per screditarmi. Dopo il golpe cercarono di mettere fuori legge il nostro strumento politico, l&amp;rsquo;allora MAS-IIPSP, e non ci riuscirono&amp;rdquo;. Poi il racconto si fa pi&amp;ugrave; intimo, quasi una confessione a cuore aperto: &amp;ldquo;Io ho fatto politica per la patria, non per i soldi. Io non ruberei mai, perch&amp;eacute; questa cultura viene dalla mia famiglia, dai miei genitori. Durante la colonia, qui gli antenati indigeni si amministravano con tre principi: Ama Sua, Ama Llulla, Ama Quella. Cosa significa? Non rubare, non essere pigro, non mentire&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A chi gli chiede perch&amp;eacute; non si presenti davanti ai giudici, come fece Cristina Fern&amp;aacute;ndez de Kirchner in Argentina, Morales risponde con un aneddoto emblematico. &amp;ldquo;Quando ero in Messico, nel primo mese dopo il golpe, Ra&amp;uacute;l Castro mi invit&amp;ograve; a una riunione all&amp;rsquo;Avana. Mi chiese cosa volessi fare per la campagna elettorale. Io dissi che sarei tornato in Bolivia, che non avevo paura del carcere, che ero stato tante volte in prigione. E Ra&amp;uacute;l mi disse tre cose. Primo: non sei l&amp;rsquo;Evo di prima, sei l&amp;rsquo;Evo di oggi. Secondo: se sei in carcere, sarai totalmente isolato. Terzo: sei nelle mani degli statunitensi. In prigione ti avveleneranno. E se non ti avvelenano, provocheranno una rivolta dei detenuti e l&amp;igrave; ti colpiranno con una pallottola&amp;rdquo;. Una pausa, poi la sintesi: &amp;ldquo;Ascoltando questo, decisi di non andare&amp;rdquo;. E a rafforzare la sua convinzione, il ricordo ancora vivo di quell&amp;rsquo;autunno del 2024: &amp;ldquo;Se il 27 ottobre di quell&amp;rsquo;anno una sparatoria quasi mi uccise durante il governo di Lucho Arce. Lucho, purtroppo, si &amp;egrave; spostato a destra, e ora il governo di Rodrigo Paz &amp;egrave; direttamente un governo statunitense&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Morales non si limita per&amp;ograve; alla sua vicenda personale. La sua analisi geopolitica &amp;egrave; un quadro impietoso. &amp;ldquo;Il 30 novembre dell&amp;rsquo;anno scorso Trump riconobbe che gli Stati Uniti si stavano ripiegando sull&amp;rsquo;America Latina con la Dottrina Monroe: &amp;lsquo;America per gli americani&amp;rsquo;. La Guerra Fredda &amp;egrave; finita, ma il Piano Condor resta in vigore. Solo che prima si eseguiva con colonnelli e generali, adesso con giudici e pubblici ministeri. Quello che &amp;egrave; successo a Lula, quello che &amp;egrave; successo a Cristina, adesso succede a me&amp;rdquo;. La sua lettura non lascia spazio a sfumature: Washington vuole controllare il petrolio, il litio e le terre rare, e per farlo deve eliminare i partiti popolari, &amp;ldquo;siano essi progressisti, umanisti, socialisti o anti-imperialisti&amp;rdquo;. In Bolivia, dice, &amp;ldquo;siamo il bersaglio dell&amp;rsquo;impero e della destra boliviana&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; un passaggio in cui l&amp;rsquo;ex presidente allarga lo sguardo all&amp;rsquo;intero continente e lascia emergere una speranza quasi viscerale. &amp;ldquo;Stati Uniti, Israele, Argentina e i loro alleati in Sudamerica sono nemici della vita e della pace sociale. Per&amp;ograve; gli Stati Uniti non sono pi&amp;ugrave; una potenza mondiale nel nuovo contesto geopolitico. In Venezuela c&amp;rsquo;&amp;egrave; come un pareggio: hanno sequestrato Maduro, ma non controllano tutto il petrolio. In Iran volevano togliergli il petrolio, e hanno fallito. L&amp;rsquo;Europa vuole ritirare le basi militari. Cina, Brasile, India e Russia, continuano a crescere. Per me gli Stati Uniti sono in piena decadenza. Questo impero nordamericano finir&amp;agrave;&amp;rdquo;. Poi, volge lo sguardo al futuro: &amp;ldquo;Io ho fiducia che alle prossime elezioni in Argentina vincer&amp;agrave; un partito di sinistra. Ne sono sicurissimo. E qui in Bolivia &amp;egrave; questione di tempo. Con Evo o senza Evo, il nostro strumento politico torner&amp;agrave; a recuperare il potere&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando il discorso cade sulla riforma costituzionale che Paz vuole portare avanti, l&amp;rsquo;analisi si fa tagliente. &amp;ldquo;Durante il golpe gi&amp;agrave; volevano cambiare la Costituzione per eliminare le circoscrizioni uninominali delle aree rurali. Fallirono. Adesso vogliono cambiarla per privatizzare le risorse naturali e i servizi di base, ignorando che la nostra Costituzione li definisce come un diritto umano e non come un affare privato. Questa &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica Costituzione dalla fondazione della Repubblica nel 1825 che &amp;egrave; stata approvata con un referendum. E vogliono cambiarla per farla finita con lo Stato plurinazionale. Cos&amp;rsquo;&amp;egrave; la plurinazionalit&amp;agrave;? &amp;Egrave; l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; nella diversit&amp;agrave;. Vogliono cancellarla per emarginare il movimento indigeno&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulla spinosa questione del dialogo con l&amp;rsquo;esecutivo, dopo che il ministro dei Lavori Pubblici Mauricio Zamora, cugino del presidente, lo ha invitato a La Paz per cercare una via d&amp;rsquo;uscita ai blocchi, Morales chiarisce la sua posizione senza ambiguit&amp;agrave;. &amp;ldquo;Primo, non sono stato io a convocare le mobilitazioni. Siamo affiliati alla Centrale Operaia Boliviana e alla nostra confederazione contadina, ma siamo un&amp;rsquo;organizzazione regionale, non nazionale. Nell&amp;rsquo;ultima riunione si &amp;egrave; deciso di marciare e si sta marciando&amp;rdquo;. Poi parte un affondo rivelatore: &amp;ldquo;Come &amp;egrave; possibile che Rodrigo Paz abbia nominato viceministro della Sicurezza Cittadina il generale Rodolfo Montero, il comandante della Polizia Nazionale di &amp;Aacute;&amp;ntilde;ez? Sotto la sua responsabilit&amp;agrave; si commise il massacro di Sacaba e Senkata, con decine di morti e pi&amp;ugrave; di cento feriti. Era in carcere, ha un processo in corso, e ora nominano quel massacratore viceministro&amp;rdquo;. La conclusione &amp;egrave; una sfida diretta: &amp;ldquo;Se mi danno garanzie, vado al dialogo. Se no, che vengano qui a dibattere. Per&amp;ograve; io voglio negoziare non sui blocchi, ma su come si governa. Si governa ascoltando il popolo, non privatizzando le risorse naturali, non mendicando dal Fondo Monetario. A me lasciarono uno Stato mendicante e io non mi lamentai mai. Lavorammo e il primo anno chiudemmo con un surplus fiscale. Cos&amp;igrave; si governa. Che venga il ministro con il suo presidente, Rodrigo Paz. Lo aspetto qui&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sullo sfondo di queste dichiarazioni, il paese continua a ribollire. Minatori, contadini, insegnanti, trasportatori e comunit&amp;agrave; indigene hanno saldato le loro rivendicazioni in un&amp;rsquo;unica domanda di dimissioni. La Centrale Operaia Boliviana, la Federazione Contadina Tupac Katari, la Confederazione Sindacale Unica dei Lavoratori Contadini, il Consiglio Nazionale degli Ayllus e Marcas del Qullasuyo e le cooperative minerarie, che hanno inviato duemila uomini a rinforzare i blocchi di El Alto, compongono un fronte sociale che non si vedeva dai tempi delle guerre dell&amp;rsquo;acqua e del gas. E mentre il Difensore Civico e la Chiesa Cattolica invocano corridoi umanitari per il passaggio di ambulanze, cibo e carburante, e i governi di destra della regione si affrettano a bollare le proteste come un tentativo di destabilizzazione, il fantasma evocato da Morales di un ritorno al Fondo Monetario e alla svendita delle risorse nazionali continua ad aleggiare su una Bolivia che, dai blocchi dell&amp;rsquo;altiplano, guarda verso La Paz e vede solo un governo assediato, ostaggio di politiche neoliberiste che hanno gi&amp;agrave; in passato lasciato un segno nefasto sulla Bolivia e che il popolo unito rigetta.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Bolivian-miners-strike-gasolinazo-2.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Frasi di Marx (11) - Marx e l’espansione globale del Capitale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-frasi_di_marx_11__marx_e_lespansione_globale_del_capitale/59732_66924/</link>
                    <pubDate>Sun, 17 May 2026 14:48:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A cura di Alessandra Ciattini&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Criticando Marx alcuni sostengono che le sue previsioni sono state fallimentari, giacch&amp;eacute; a suo parere il socialismo non si sarebbe mai affermato in un paese arretrato come la Russia, la quale divenendo Unione Sovietica dette avvio solo alla costruzione di esso, confrontandosi con la devastazione prodotta dalla Seconda guerra mondiale e divenendo successivamente una potenza mondiale. In genere si dimentica che in realt&amp;agrave; Marx indicava tendenze e nello stesso tempo controtendenze. Comunque, in questo video, richiamando la sua analisi della teoria della competizione e della libera concorrenza, egli rivendica di aver predetto i fenomeni contemporanei della centralizzazione e della concentrazione del capitale, che stanno alla base della formazione delle cosiddette corporazioni: Amazon, Meta, Google. &amp;nbsp;In effetti, dal momento che i grandi capitalisti hanno nelle mani straordinari vantaggi (minori costi, migliori tecnologie etc.), sono nelle condizioni di far fallire le piccole imprese e riassorbirle, dando vita ai monopoli.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di un fenomeno che sta avvenedo sotto i nostri occhi, nelle citt&amp;agrave; in cui abitiamo, in cui le piccole imprese familiari vengono chiuse e sostituite dagli anonimi centri commerciali e dai supermercati, ossia dai cosiddetti &amp;ldquo;non luoghi&amp;rdquo; perch&amp;eacute; sono uguali in tutto il mondo. Questo processo rende i ricchi pi&amp;ugrave; ricchi, proletarizza il ceto medio e sgretola il tessuto sociale, cancellando gradualmente ogni forma di relazione umana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/aHEF8PF-h38?si=2zpqsEOkAUSbldIw&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>&quot;Frasi di Marx&quot; </category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/screenshot-kmarx26-1000x600.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Teheran rivendica la vittoria su Usa e Israele. &quot;I nostri 10 punti sono una linea rossa&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-teheran_rivendica_la_vittoria_su_usa_e_israele_i_nostri_10_punti_sono_una_linea_rossa/82_66923/</link>
                    <pubDate>Sun, 17 May 2026 14:27:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Iran, in quanto parte vincitrice nello stallo con Israele e gli Stati Uniti, sta determinando i termini di una futura risoluzione del conflitto, ha affermato Mohammad Saleh Jokar, presidente della Commissione Affari Interni del Parlamento iraniano, sottolineando che il piano in 10 punti rappresenta una &quot;linea rossa&quot; per la Repubblica Islamica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;I termini sono determinati dal Paese che ha vinto sul campo di battaglia, non dal governo di un Paese che ha fallito, ha mancato i suoi obiettivi e ha portato solo distruzione. Pertanto, gli americani devono accettare le nostre condizioni&quot;, ha dichiarato in un'intervista all'agenzia di stampa &lt;a href=&quot;https://en.mehrnews.com/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Mehr&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Jokar ha aggiunto che i 10 punti iraniani sono una &quot;linea rossa per qualsiasi negoziato&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il parlamentare ha osservato che l'Iran &quot;non si &amp;egrave; mai fidato degli Stati Uniti&quot; e che il suo Paese non ha altra scelta se non quella di &quot;diventare pi&amp;ugrave; forte&quot;. Ha inoltre chiesto il ritiro delle truppe statunitensi dalla regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad aprile, la televisione di Stato iraniana aveva riferito che Teheran aveva posto 10 condizioni per un cessate il fuoco. Tra questi figuravano il principio di non aggressione, il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz, l'arricchimento dell'uranio sul territorio della Repubblica islamica, la revoca delle sanzioni primarie e secondarie, i pagamenti di compensazione e il ritiro delle forze USA dalla regione.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Saleh-Jokar.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Perù, diffusi i risultati ufficiali: Fujimori e Sánchez al ballottaggio del 7 giugno</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-per_diffusi_i_risultati_ufficiali_fujimori_e_snchez_al_ballottaggio_del_7_giugno/82_66922/</link>
                    <pubDate>Sun, 17 May 2026 13:56:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L'Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali (ONPE) del Per&amp;ugrave; ha ufficialmente proclamato i candidati che accederanno al secondo turno di votazione, previsto per il 7 giugno, a seguito delle elezioni generali del 2026 tenutesi il 12 aprile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo oltre un mese di attesa e ritardi nello spoglio - nel silenzio generale dei media occidentali rispetto ad altre tornate elettorali, come in Venezuela, ad esempio - la proclamazione generale dei risultati del primo turno &amp;egrave; avvenuta oggi nella capitale Lima, alla presenza del presidente della Commissione Elettorale Nazionale (JNE), Roberto Burneo. Come annunciato durante la cerimonia, al secondo turno si sfideranno l'ultraconservatrice Keiko Fujimori (Forza Popolare) e il candidato di sinistra Roberto S&amp;aacute;nchez Palomino (Insieme per il Per&amp;ugrave;), ha dichiarato il segretario generale della JNE, Yessica Clavijo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo i dati pubblicati dall'ONPE, i candidati hanno ottenuto rispettivamente il 17,192% e il 12,039% dei voti validi, una volta completato lo spoglio totale delle schede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/wXWiYFCl2ew?si=FuQ-xenpke0rM71y&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato l'intera Commissione Elettorale Nazionale (JNE), nonch&amp;eacute; diverse autorit&amp;agrave;, tra cui osservatori internazionali, membri del sistema elettorale e rappresentanti di organizzazioni politiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I risultati sono stati annunciati dopo settimane di incertezza e critiche al sistema elettorale, che hanno alimentato accuse di manipolazione e brogli. La ristrettezza del margine di vittoria preannuncia un conflitto post-elettorale, con i candidati che chiedono gi&amp;agrave; le dimissioni dei funzionari e un riconteggio dei voti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 15 aprile, il candidato di estrema destra L&amp;oacute;pez Aliaga ha richiesto la sospensione della proclamazione del secondo e terzo classificato alle elezioni peruviane, dopo essere stato superato nel conteggio da S&amp;aacute;nchez.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo contesto, l'Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali (ONPE) &amp;egrave; stato coinvolto in uno scandalo a causa della sua presunta inefficienza nell'organizzazione delle elezioni. Secondo il quotidiano El Comercio, sono state presentate denunce relative allo smarrimento dei verbali di scrutinio e al ritrovamento di schede elettorali per strada. A ci&amp;ograve; si aggiunge il problema del trasporto del materiale elettorale, che ha impedito a oltre 50.000 peruviani di votare domenica e ha costretto alla riapertura dei seggi elettorali il giorno successivo alle elezioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo scorso 21 di aprile, il capo dell'ONPE, Piero Corvetto, si &amp;egrave; dimesso, riconoscendo &quot;i problemi tecnici e operativi emersi nella distribuzione del materiale elettorale&quot;. Successivamente, la Procura Generale ha richiesto il divieto di espatrio nei suoi confronti per presunta collusione aggravata.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/17071211.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Sheinbaum blinda la Quarta Trasformazione in Messico: “Nessun governo straniero ce la ruberà”</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sheinbaum_blinda_la_quarta_trasformazione_in_messico_nessun_governo_straniero_ce_la_ruber/45289_66921/</link>
                    <pubDate>Sun, 17 May 2026 13:48:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Lo Yucat&amp;aacute;n, nella giornata di sabato, &amp;egrave; stato palcoscenico di un messaggio che va ben oltre l&amp;rsquo;inaugurazione di un edificio scolastico, vista anche la fase di grosse tensioni con gli Stati Uniti. Con la posa della prima pietra di una nuova sede dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Rosario Castellanos, la presidente Claudia Sheinbaum ha voluto tracciare un solco profondo tra il presente e il passato, dipingendo il suo progetto politico come una cittadella inespugnabile, protetta dalla volont&amp;agrave; popolare e blindata contro nemici interni ed esterni. Un discorso potente e identitario, in un momento in cui le tensioni geopolitiche e e le ingerenze USA tramite la CIA tornano ad agitare il dibattito nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fronte a una folla di decine di studenti, la presidente ha usato parole volte a scolpire il concetto chiave del suo mandato: la &amp;ldquo;Quarta Trasformazione&amp;rdquo;. Non si &amp;egrave; limitata a definirla una continuit&amp;agrave; amministrativa, ma l&amp;rsquo;ha descritta come un patrimonio esclusivo del popolo messicano. &amp;ldquo;Nessuno ruber&amp;agrave; la trasformazione al popolo del Messico&amp;rdquo;, ha scandito, precisando che questa non potr&amp;agrave; essere strappata via da governi stranieri, n&amp;eacute; tantomeno dai &amp;ldquo;corrotti di prima&amp;rdquo; che, come denuncia, oggi cercano rifugio sotto l&amp;rsquo;ala di un movimento che non gli appartiene. &amp;Egrave; stato un avvertimento chiaro, un atto di recinzione simbolica dell&amp;rsquo;eredit&amp;agrave; politica che la lega al suo predecessore Andres Manuel Lopez Obrador.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;es&quot;&gt;Nada ni nadie va a detener la transformaci&amp;oacute;n de nuestra patria. &lt;br /&gt;Porque este movimiento naci&amp;oacute; del pueblo, camina con el pueblo y gobierna para el pueblo. Ya no son tiempos de privilegios ni de corrupci&amp;oacute;n. Se acab&amp;oacute; la &amp;eacute;poca en que unos cuantos saqueaban a M&amp;eacute;xico mientras millones&amp;hellip; &lt;a href=&quot;https://t.co/Iztw7jjwd9&quot;&gt;pic.twitter.com/Iztw7jjwd9&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&amp;mdash; Claudia Sheinbaum Pardo (@Claudiashein) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/Claudiashein/status/2055784405302382726?ref_src=twsrc%5Etfw&quot;&gt;May 16, 2026&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script src=&quot;https://platform.twitter.com/widgets.js&quot; async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;La scelta del luogo non &amp;egrave; casuale. Celebrando i quarant&amp;rsquo;anni dalle sue battaglie universitarie per un&amp;rsquo;istruzione gratuita, Sheinbaum ha realizzato un intervento basato sulla coerenza storica. Ha ricordato i tempi dei governi neoliberali, quando l&amp;rsquo;istruzione veniva concepita come un privilegio per pochi, per poi elencare, come in un bilancio contabile, le opere del suo esecutivo: i nuovi campus, l&amp;rsquo;espansione della sanit&amp;agrave;, la mastodontica opera del Tren Maya e le borse di studio. Il messaggio di fondo &amp;egrave; chiaro e colpisce come una frustata retorica: oggi si pu&amp;ograve; fare ci&amp;ograve; che ieri era impossibile per un unico, semplice motivo. &amp;ldquo;Non siamo corrotti&amp;rdquo;, ha spiegato, &amp;ldquo;noi non rubiamo i soldi del popolo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa cornice di forza, la presidente ha per&amp;ograve; teso la mano al governatore locale, Joaqu&amp;iacute;n Garc&amp;iacute;a Mena, che aveva appena dipinto un quadro di emergenza urbana. La crescita disordinata di M&amp;eacute;rida sta strozzando la zona metropolitana, con tubature che non reggono la pressione, strade intasate e un bisogno disperato di sicurezza. La richiesta di un maxi-credito da un miliardo e mezzo di pesos, da co-finanziare con la federazione &amp;ndash; come riferisce il quotidiano &lt;a href=&quot;https://www.jornada.com.mx/noticia/2026/05/16/politica/ningun-gobierno-extranjero-le-va-a-arrebatar-la-transformacion-al-pueblo-de-mexico-sheinbaum&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;La Jornada&lt;/a&gt; - ha trovato risposta nella promessa presidenziale di sostegno immediato per le opere idriche. Un modo per dimostrare che la trasformazione non &amp;egrave; solo una bandiera ideologica, ma deve tradursi in acqua corrente e traffico fluido. Vale a dire, in opere a concrete a favore della popolazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il messaggio &amp;egrave; stato poi ulteriormente diffuso sui social network, diventando un manifesto di resistenza attiva. Sheinbaum ha ribadito che il popolo oggi &amp;egrave; &amp;ldquo;sveglio, cosciente e organizzato&amp;rdquo;, una triade civica che rende vano ogni tentativo di condizionamento. Le decisioni, ha sottolineato, non le prendono pi&amp;ugrave; le &amp;eacute;lite n&amp;eacute; obbediscono a interessi economici calati dall&amp;rsquo;alto o imposti dall&amp;rsquo;esterno. &amp;Egrave; un messaggio di dignit&amp;agrave; ferita e reattiva, dove la rivendicazione delle conquiste sociali si mescola a una strategia di allerta permanente: i diritti si possono perdere se non si ha la consapevolezza di custodirli. In un solo affondo retorico, la presidente ha legato il suo destino a quello della piazza, chiudendo ogni spazio a tradimenti o slittamenti. &amp;ldquo;Io governo con il popolo, la forza me la d&amp;agrave; il popolo&amp;rdquo;, ha chiosato, ribadendo che lei risponde solo al popolo e si muove per soddisfare le sue istanze.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Senza+titolo.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Eurovision. Voti truccati da Israele e l'inganno burocratico dell'EBU</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-eurovision_voti_truccati_da_israele_e_linganno_burocratico_dellebu/45289_66919/</link>
                    <pubDate>Sun, 17 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Agata Iacono&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Non &amp;egrave; notizia di banale gossip quella dei voti truccati all'Eurovision Song Contest. &amp;Egrave; la vetrina pi&amp;ugrave; evidente di un'operazione di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;hasbara&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;ndash; la propaganda ufficiale israeliana &amp;ndash; pianificata e messa in atto su tutti i fronti per manipolare l'opinione pubblica, imporre una sorta di immagine positiva e normalizzare ci&amp;ograve; che molti osservatori internazionali definiscono come il massacro quotidiano di bambini, donne, anziani, giornalisti, medici e operatori umanitari a Gaza, Cisgiordania, Libano, Iran e Yemen.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/05/11/world/europe/eurovision-israel-gaza-netanyahu.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Secondo un'inchiesta del&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;New York Times&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;, il governo di Benjamin Netanyahu avrebbe stanziato quasi un miliardo di dollari in propaganda e pratiche speculative per influenzare il concorso canoro, in una strategia che alcuni hanno definito &amp;laquo;genocide-washing&amp;raquo;: l'uso dell'intrattenimento per ripulire l'immagine di uno Stato sotto accusa per crimini internazionali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le cifre parlano chiaro. Il Ministero degli Esteri israeliano ha ricevuto, solo nel 2025, un budget di mezzo miliardo di shekel (circa 145 milioni di dollari) destinato esclusivamente al rafforzamento dell'&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;hasbara&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;. Altri 40 milioni di dollari sono stati spesi dal governo per arruolare influencer, professori, giornalisti, cattedre universitarie, reti radiotelevisive e sponsorizzazioni web. Nel solo 2024, l'agenzia pubblicitaria governativa Lapam ha pubblicato oltre 2.000 annunci online, di cui pi&amp;ugrave; della met&amp;agrave; rivolti a un pubblico internazionale, nel tentativo di &amp;laquo;vendere&amp;raquo; la versione sionista degli eventi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;In questo scenario di isolamento diplomatico, l'Eurovision Song Contest &amp;ndash; seguito da oltre 160 milioni di spettatori ogni anno &amp;ndash; &amp;egrave; diventato il campo di battaglia perfetto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L'inchiesta del New York Times: un milione di dollari per il voto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Secondo l'inchiesta, gli sforzi israeliani per influenzare l'evento sono stati &amp;laquo;molto pi&amp;ugrave; profondi e coordinati di quanto ammesso finora&amp;raquo;. Mentre fioccavano le accuse di genocidio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, i diplomatici di Tel Aviv contattavano freneticamente le emittenti televisive europee per evitare il bando dalla competizione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Per il governo Netanyahu, l'Eurovision non &amp;egrave; mai stata una semplice gara canora, bens&amp;igrave; un'opportunit&amp;agrave; strategica di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;soft power&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;per dimostrare che il pubblico europeo amasse ancora Israele, nonostante l'orrore di Gaza. I documenti finanziari lo dimostrano: Israele ha speso almeno un milione di dollari in marketing specifico per l'Eurovision, con fondi provenienti direttamente dall'ufficio dell'&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;hasbara&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;del Primo Ministro. Questi fondi sono stati utilizzati per inondare YouTube e i social network di annunci mirati durante la competizione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Oltre al marketing digitale, la strategia ha previsto un uso spregiudicato di interviste e apparizioni televisive per umanizzare l'immagine dello Stato. Il governo ha arruolato influencer e celebrit&amp;agrave; arabe, come la siriana Rawan Osman, facendole apparire in podcast e programmi media per diffondere messaggi pro-israeliani e difendere il sionismo davanti a una platea internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Lo stesso Netanyahu e il presidente Isaac Herzog hanno partecipato a questa messinscena, facendosi fotografare in pose amichevoli con i cantanti, trasformando ogni apparizione pubblica in un tassello della propaganda governativa, mentre i diplomatici israeliani facevano pressione dietro le quinte sulle emittenti televisive europee per garantire visibilit&amp;agrave; e protezione ai propri artisti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Nel 2025, il governo ha orchestrato una campagna aggressiva invitando gli spettatori stranieri a &amp;laquo;votare 20 volte&amp;raquo; (il massimo consentito) per il rappresentante israeliano. Lo stesso Netanyahu ha postato grafiche sui social per spingere questa mobilitazione forzata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L'analisi dei dati di voto del&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;New York Times&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;dimostra come questa strategia abbia distorto i risultati. In molti paesi, il volume dei votanti &amp;egrave; talmente esiguo che la mobilitazione coordinata di poche centinaia di persone che votano ripetutamente pu&amp;ograve; ribaltare l'esito nazionale. Il caso della Spagna &amp;egrave; emblematico: nonostante l'opinione pubblica fosse ferocemente contraria alle politiche israeliane, Israele ha ottenuto il 33% del voto popolare &amp;ndash; un risultato che secondo l'inchiesta sarebbe artificiale, &amp;laquo;costruito a tavolino con dollari e algoritmi&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L'inganno burocratico dell'EBU&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Per evitare di affrontare un voto esplicito sulla partecipazione israeliana, i vertici dell'European Broadcasting Union (EBU) avrebbero architettato un inganno burocratico durante l'incontro di Ginevra. Invece di decidere sull'esclusione di uno Stato sotto accusa per genocidio, hanno indetto uno scrutinio segreto su semplici modifiche tecniche al regolamento, come la riduzione del limite di voti per utente. Approvando queste nuove regole, i membri hanno implicitamente confermato la presenza di Israele nella competizione senza dover mai votare direttamente sulla questione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le proteste e le richieste di trasparenza da parte di altre nazioni sono state totalmente ignorate, portando addirittura a secretare i voti come se si trattasse di segreti militari. Controversie di questo tipo erano gi&amp;agrave; scoppiate nel 2023.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Cinque paesi stanno ufficialmente boicottando il concorso: Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna non partecipano, non finanziano e non trasmettono l'Eurovision per protestare contro la partecipazione di un'entit&amp;agrave; condannata per genocidio. Oltre 1.000 artisti e lavoratori del settore culturale in tutto il mondo &amp;ndash; tra cui Roger Waters &amp;ndash; hanno firmato una lettera contro la partecipazione di Israele, invitando al boicottaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Come scrive Al Jazeera, l'Eurovision &amp;egrave; &amp;laquo;molto pi&amp;ugrave; di una competizione musicale televisiva&amp;raquo;. &amp;Egrave; &amp;laquo;una potente piattaforma per i paesi per esercitare il soft power e la messaggistica geopolitica&amp;raquo;. Questo spiega perch&amp;eacute; il presidente israeliano Isaac Herzog avrebbe trascorso mesi a contattare emittenti e leader politici europei per sostenere l'inclusione di Israele.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Due pesi e due misure: le bandiere vietate&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Un ultimo elemento di tensione riguarda il regolamento espositivo. I partecipanti all'Eurovision possono portare ed esporre le bandiere di tutti i paesi partecipanti, inclusa Israele, nonch&amp;eacute; le bandiere arcobaleno e dell'orgoglio LGBTQ+. Le bandiere palestinesi e i simboli pro-palestinesi sono invece vietati durante lo spettacolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Come ha dichiarato Eleni Mustaklem, responsabile delle pubbliche relazioni e della raccolta fondi presso il Conservatorio Nazionale di Musica Edward Said, ai microfoni di Al Jazeera: &amp;laquo;Sono questi due pesi e due misure che i palestinesi, che hanno affrontato il genocidio culturale dal 1948 &amp;ndash; la&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Nakba&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;, la pulizia etnica della Palestina &amp;ndash; e i decenni successivi di appropriazione culturale da parte di Israele, si sono abituati&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;laquo;&amp;Egrave; ancora accettabile &amp;ndash; ha proseguito &amp;ndash; che lo stato che perpetra questo genocidio sia rappresentato. Interviste con il cantante israeliano [Noam Bettan] in cui parla dell'amore della sua famiglia, mentre intere famiglie sono state spazzate via e quelle che vivono ancora a Gaza con i loro cari traumatizzati riescono a malapena a sopravvivere a questa catastrofe: &amp;egrave; oltraggioso, ingiusto&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Mustaklem ha concluso: l'ipocrisia di un genocidio trasmesso in diretta sui notiziari e sui social media per pi&amp;ugrave; di due anni, unita alla sensazione che gran parte del mondo gli abbia voltato le spalle, rende &amp;laquo;doloroso&amp;raquo; persino sintonizzarsi per vedere la performance di Israele sugli stessi schermi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Alla finale dell'Eurovision Song Contest 2026, il rappresentante israeliano Noam Bettan, al termine della propria esibizione, ha mandato un messaggio dal palco. Il cantante ha urlato: &amp;laquo;Am Yisrael Chai&amp;raquo;, ossia &amp;laquo;Il popolo di Israele vive&amp;raquo;. Un grido che, nel contesto di una competizione segnata da accuse di manipolazione, propaganda e boicottaggio, ha assunto il valore di un atto politico esplicito, trasformando l'ultimo atto della kermesse canora in una tribuna per la narrativa ufficiale israeliana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;FONTE: https://www.aljazeera.com/features/longform/2026/5/16/where-did-eurovision-go-wrong&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/ipa84763073p.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Un paese di fronte a una scelta: l'UE, la NATO e il futuro della politica armena</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-un_paese_di_fronte_a_una_scelta_lue_la_nato_e_il_futuro_della_politica_armena/39602_66918/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 18:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Michele Merlo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In occasione dell'ottavo vertice della Comunit&amp;agrave; politica europea, tenutosi all'inizio di maggio, l'Armenia e l'UE hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui Bruxelles ha riconosciuto &amp;laquo;le aspirazioni europee del popolo armeno&amp;raquo;. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto con favore l'uscita del Paese dall'influenza dominante della Russia e ha definito le riforme successive alla &amp;laquo;rivoluzione di velluto&amp;raquo; l'inizio di una nuova era. In questo contesto, le imminenti elezioni parlamentari del 7 giugno sono viste come un test importante per l'orientamento della politica estera e interna dell'Armenia, mentre la NATO e altri attori intensificano i tentativi di rafforzare la propria influenza nella regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esiste un accordo informale tra i paesi della NATO secondo cui la Francia &amp;egrave; responsabile della rottura delle relazioni tra Russia e Armenia, mentre la Gran Bretagna &amp;egrave; responsabile della rottura delle relazioni tra Russia e Azerbaigian. La divisione dei ruoli &amp;egrave; determinata dal peso dei soggetti e degli oggetti nell&amp;rsquo;arena geopolitica. L&amp;rsquo;Azerbaigian gode di una posizione strategica eccellente all&amp;rsquo;incrocio tra Europa e Asia, vicino al Mar Caspio. &amp;Egrave; importante come corridoio centrale delle rotte tra Cina, Asia centrale ed Europa. Il Paese svolge un ruolo di rilievo nelle forniture di gas e petrolio del Caspio all&amp;rsquo;Europa e ha forti legami con la Turchia. Si tratta di un hub logistico e infrastrutturale tra il Caspio, il Caucaso e la Turchia. L'Armenia, invece, dipende maggiormente dalle alleanze e dal sostegno esterno, poich&amp;eacute; dispone di un numero minore di rotte alternative e di leve economiche e di trasporto; &amp;egrave; un paese-nodo in condizioni di limitazioni, dove la stabilit&amp;agrave; geopolitica si basa pi&amp;ugrave; sulla diplomazia, sulla diaspora e sulle alleanze che sul ruolo di transito.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ripartizione dei compiti tra Francia e Gran Bretagna riguardo alla loro influenza su Armenia e Azerbaigian &amp;egrave; avvenuta di recente. Infatti, sin dall&amp;rsquo;inizio, gi&amp;agrave; alla fine della guerra russo-turca del 1877-1878, era stato il governo britannico a mostrare interesse per la questione armena. I successi delle truppe russe minacciavano di consentire alla Russia di stabilire il controllo su tutta l&amp;rsquo;Asia Minore, cosa che i britannici temevano molto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Gran Bretagna conduceva una politica ambigua nei confronti dell&amp;rsquo;Impero ottomano: condannando formalmente le atrocit&amp;agrave; turche, promuoveva costantemente i propri interessi geopolitici e il timore di un rafforzamento della Russia, piuttosto che la difesa degli armeni. Gi&amp;agrave; nel 1878 la pressione di Londra sul Congresso di Berlino seppell&amp;igrave; le speranze degli armeni di ottenere l&amp;rsquo;autonomia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accordi segreti e manovre diplomatiche nel periodo 1890&amp;ndash;1918 diedero alle autorit&amp;agrave; ottomane carta bianca per le repressioni. Nei momenti cruciali &amp;mdash; da Sasun e dai massacri degli anni Novanta dell&amp;rsquo;Ottocento al genocidio del 1915 e ai massacri di Baku &amp;mdash; la Gran Bretagna ha bloccato con ogni mezzo l&amp;rsquo;intervento della Russia e ne ha limitato il sostegno, accompagnando tutto ci&amp;ograve; con una retorica sulla difesa degli interessi degli armeni, mentre i negoziati del dopoguerra (Sykes-Picot, S&amp;egrave;vres, Londra, Losanna) non fecero altro che consolidare il rifiuto di un reale ripristino dei diritti armeni. Nei documenti scambiati dai diplomatici britannici e francesi, i termini &quot;Armenia&quot; e &quot;questione armena&quot; non figuravano; nei documenti firmati dai paesi europei non si faceva menzione n&amp;eacute; degli armeni n&amp;eacute; delle loro richieste. Dopo la seconda guerra mondiale e il crollo dell&amp;rsquo;URSS, la Gran Bretagna ha tenuto conto dell&amp;rsquo;esperienza storica e ha &amp;laquo;preferito&amp;raquo; l&amp;rsquo;Azerbaigian all&amp;rsquo;Armenia, in primo luogo a causa degli interessi finanziari, energetici e geopolitici legati al petrolio, ai corridoi del gas e alla logistica. Inoltre, la Gran Bretagna &amp;egrave; storicamente un partner strategico della Turchia; il riconoscimento del genocidio armeno non si inserisce nelle sue relazioni con Ankara, tanto pi&amp;ugrave; considerando il ruolo svolto in questo contesto dalla stessa Gran Bretagna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Gran Bretagna e la Francia stanno coinvolgendo attivamente l&amp;rsquo;Azerbaigian e l&amp;rsquo;Armenia nei propri giochi geopolitici, promuovendo i propri interessi nella regione: l&amp;rsquo;accesso alle risorse energetiche, l&amp;rsquo;influenza sui corridoi di trasporto e il rafforzamento delle proprie posizioni nel confronto con la Russia. Il sostegno alle iniziative diplomatiche, ai legami militari e alle forniture di armi viene spesso presentato come un rafforzamento della sovranit&amp;agrave; e della sicurezza dei partner. Ma in realt&amp;agrave; tali misure spesso aggravano le contraddizioni regionali: le forniture di equipaggiamento, l&amp;rsquo;addestramento militare e i segnali politici unilaterali aumentano il rischio di escalation, mentre gli interessi a lungo termine e il benessere dei popoli armeno e azero rimangono in secondo piano. L'obiettivo principale dell'Occidente &amp;egrave; la riorganizzazione di ci&amp;ograve; che resta delle istituzioni sovietiche; il destino degli armeni e degli altri popoli del Caucaso, in questo contesto, &amp;egrave; ben lungi dall'essere una priorit&amp;agrave;. La storia lo conferma. I politici locali e la societ&amp;agrave; devono mettere al primo posto la tutela del futuro delle loro terre, la conservazione della cultura e il benessere del popolo. A tal fine &amp;egrave; importante valutare con lucidit&amp;agrave; le intenzioni dei partner esterni e scegliere: o diventare una pedina dipendente nelle mani di Stati la cui politica estera &amp;egrave; dettata da interessi e timori geopolitici, oppure condurre una politica autonoma e ponderata, conservando un posto di rilievo in un mondo multipolare.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/693204703_1474854241083315_3617071566806205177_n.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Trump a Pechino, i BRICS a New Dehli. Geopolitica dell'antimperialismo </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-trump_a_pechino_i_brics_a_new_dehli_geopolitica_dellantimperialismo/45289_66917/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 15:58:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Alex Marsaglia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Helvetica Neue, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;In tutte le tue battaglie, il combattere e il conquistare non sono segno di suprema eccellenza.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;La suprema eccellenza consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;(Sun Tzu, L&amp;rsquo;arte della guerra, Attacco per mezzo di stratagemmi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnoteanc&quot; href=&quot;#sdfootnote1sym&quot; name=&quot;sdfootnote1anc&quot;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;&quot;&gt;Dopo aver pubblicato una Strategia di Difesa Nazionale improntata alla guerra aperta nell&amp;rsquo;emisfero occidentale e rivolta al confronto diretto con la Cina, gli Stati Uniti si sono auto-invitati a Pechino nel tentativo disperato di risolvere il caos creato ad Hormuz. L&amp;rsquo;Impero americano si &amp;egrave; trovato alle strette economiche ed energetiche e nel 2026 ha dovuto disegnare esplicitamente la propria strategia definendo la direzione anticinese. Negli ultimi anni l&amp;rsquo;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;Herrenvolk &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;statunitense in primo luogo e israeliano in secondo, si sono arrogati ogni diritto di conquistare lo &amp;ldquo;spazio vitale&amp;rdquo; necessario agli altri. Ovviamente per &amp;ldquo;spazio vitale&amp;rdquo; non si intende solo uno spazio geografico definito, ma uno stock di materie energetiche (uranio, petrolio, terre rare) che non &amp;egrave; chiaramente identificabile all&amp;rsquo;interno dei confini di un solo Stato o di pi&amp;ugrave; stati in contiguit&amp;agrave; territoriale. Negli Stati Uniti e in Israele domina il &amp;ldquo;partito unico del capitale&amp;rdquo; e i suoi interessi sono individuabili da una geoeconomia multivariata che solo ogni tanto riesce ad agglomerarsi in una geopolitica definita. Cos&amp;igrave; &amp;egrave; stato per la rivendicazione dell&amp;rsquo;emisfero occidentale, che &amp;egrave; una rivendicazione eminentemente politica: basta che l&amp;rsquo;America Latina torni ad essere accomodante, ceda il petrolio, l&amp;rsquo;uranio, e torni dipendente al neocolonialismo statunitense. In poche parole, torni ad essere il &amp;ldquo;cortile di casa&amp;rdquo; e tutti gli Stati riottosi dal Venezuela a Cuba sino al Brasile tornino all&amp;rsquo;interno della catena del valore statunitense. Cos&amp;igrave; &amp;egrave; stato anche nel tentativo, finito male, di proiettare potenza in chiave anticinese nel Medio Oriente. L&amp;rsquo;Iran era la perfetta valvola di sfogo degli alleati sionisti intenti a costruire la Grande Israele, ma anche il colpo perfetto da assestare agli interessi cinesi. Sappiamo ormai che questo secondo colpo fuori dall&amp;rsquo;emisfero occidentale &amp;egrave; andato completamente a vuoto, determinando un disastro per gli Stati Uniti. Cos&amp;igrave;, Trump si &amp;egrave; visto costretto a portare avanti il Pivot to Asia nella maniera pi&amp;ugrave; sottomessa e accondiscendente che si ricordi da sempre.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;&quot;&gt;L&amp;rsquo;ambasciata cinese negli Stati Uniti ha chiarito poche ore prima dell&amp;rsquo;arrivo di Trump che vi sarebbero state delle &amp;ldquo;linee rosse&amp;rdquo; invalicabili nei colloqui e queste sono state rigorosamente rispettate: l&amp;rsquo;indipendenza di Taiwan, la democrazia e i diritti umani interni, le vie e il diritto della Cina allo sviluppo non sarebbero stati temi di discussione. E cos&amp;igrave; &amp;egrave; stato. Nemmeno l&amp;rsquo;Iran &amp;egrave; stato un tema che il Presidente americano ha osato sollevare, dopo aver pi&amp;ugrave; volte attaccato la Repubblica Popolare accusandola direttamente di essere un attore di quella guerra. Il Presidente statunitense ha potuto solo sbirciare dalla scaletta di Xi, ma gli argomenti sul tavolo sono stati definiti dai rapporti di forza e non dalla protervia e dall&amp;rsquo;arroganza degli imperialisti statunitensi. A poco &amp;egrave; servito portarsi dietro tutto il carrozzone di capitalisti americani, la Cina &amp;egrave; da un trentennio che &amp;egrave; aperta alle strategie di mercato e si &amp;egrave; conquistata la capacit&amp;agrave; di autodeterminarsi. Il &amp;ldquo;partito unico del capitale&amp;rdquo; pu&amp;ograve; investire nella Repubblica Popolare, ma non pu&amp;ograve; comandare. Questo &amp;egrave; stato il chiaro messaggio trasmesso dagli atteggiamenti e dai discorsi di Xi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;&quot;&gt;Il Presidente cinese ha parlato di pace, di cooperazione e di rispetto reciproco chiarendo con durezza che ci sono le summenzionate &amp;ldquo;linee rosse&amp;rdquo; invalicabili, superate le quali la forza diventerebbe l&amp;rsquo;unico mezzo di risoluzione dei conflitti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;&quot;&gt;Ci&amp;ograve; che tanto deve aver stupito la delegazione americana &amp;egrave; proprio quel ribaltamento della logica predatoria dell&amp;rsquo;imperialismo colonialista americano, secondo la quale &lt;span lang=&quot;fr-FR&quot;&gt;&amp;laquo;&lt;/span&gt;siamo diventati tutti quanti dei pellirosse, cio&amp;egrave; dei popoli che hanno diritto di esistere solo nella misura in cui non disturbano l&amp;rsquo;espansione del capitale multinazionale degli Stati Uniti&amp;raquo;&lt;sup&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnoteanc&quot; href=&quot;#sdfootnote2sym&quot; name=&quot;sdfootnote2anc&quot;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;. Questo a Pechino non &amp;egrave; possibile, cos&amp;igrave; come non &amp;egrave; possibile trattare quel popolo e i loro alleati in tal maniera. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; Pivot to Asia che regga, poich&amp;eacute; una prospettiva espansionista si tramuterebbe in guerra. Questo &amp;egrave; stato chiarito da Xi di fronte allo stuolo di paggetti del grande capitale monopolistico statunitense: vi conviene la pace, la cooperazione economica, ma abbandonate ogni prospettiva di dominio e sottomissione o sarete a rischio guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questa postura cinese non fosse stata abbastanza chiara, si pu&amp;ograve; allargare lo spettro della lettura degli eventi al concomitante forum di New Dehli a cui hanno partecipato tutti i Ministri degli Esteri dei BRICS + al fine esplicito di trattare l&amp;rsquo;unilateralismo aggressivo dell&amp;rsquo;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;Herrenvolk &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;sionista e americano in Asia Occidentale. Pochi giorni dopo gli incontri di Araghchi in Russia e Cina, in India si &amp;egrave; andati verso la definizione di una linea comune di collaborazione per fronteggiare la nuova linea di faglia dell&amp;rsquo;imperialismo. I discorsi pi&amp;ugrave; significativi sono stati quello del Ministro degli Esteri iraniano che ha richiamato al comune destino del Sud Globale e dei BRICS + di fronte all&amp;rsquo;aggressivit&amp;agrave; di questo &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;Herrenvolk&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; alla ricerca di risorse vitali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;&quot;&gt;Secondo lui &amp;ldquo;molti membri dell&amp;rsquo;organizzazione hanno gi&amp;agrave; affrontato le varie forme di pressione da parte degli Stati Uniti e comprendono bene cosa significhi lottare contro un sistema unipolare&amp;rdquo;, esortando poi &amp;ldquo;i BRICS a unirsi per mandare il dispotismo americano nella pattumiera della storia&amp;rdquo;. La medesima logica della cooperazione e del reciproco rispetto ricordata da Xi a Trump, ha improntato il forum dei Ministri degli Esteri dei BRICS+ che, secondo Lavrov, &amp;ldquo;costituiscono gi&amp;agrave; l&amp;rsquo;ordine multipolare&amp;rdquo;. Sempre Araghchi ha poi ricordato la necessit&amp;agrave; di rilanciare proponendo &amp;ldquo;non solo un coordinamento economico, ma anche una formalizzazione politica di ci&amp;ograve; che sta accadendo da tempo nella pratica: i centri di potere non occidentali sono sempre meno disposti a seguire le istruzioni di Washington&amp;rdquo;. Questo richiamo, sostenuto da Lavrov, &amp;egrave; stato fondamentale perch&amp;eacute; permette l&amp;rsquo;emersione, il riconoscimento e la dovuta rappresentanza politica del popolo del Sud Globale come centro di rivendicazione di un Nuovo Ordine Mondiale in grado di contrastare l&amp;rsquo;imperialismo dell&amp;rsquo;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;Herrenvolk&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; che credendosi eletto spazia per il globo commettendo le pi&amp;ugrave; atroci violenze e i pi&amp;ugrave; gravi soprusi solo per il mero soddisfacimento dei propri interessi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;&quot;&gt;I BRICS+ hanno capito che rompere il neocolonialismo della dipendenza economica per cui gli altri Stati producono all&amp;rsquo;unico fine di far consumare l&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;&amp;rsquo;Herrenvolk&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; determina emancipazione ed &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica via per l&amp;rsquo;autodeterminazione dei popoli. &lt;span lang=&quot;fr-FR&quot;&gt;&amp;laquo;La prosperit&amp;agrave; americana ha per prezzo la stagnazione degli altri&amp;raquo;&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span lang=&quot;fr-FR&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnoteanc&quot; href=&quot;#sdfootnote3sym&quot; name=&quot;sdfootnote3anc&quot;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span lang=&quot;fr-FR&quot;&gt; e quindi come ha insegnato la Repubblica Popolare cinese per perseguire lo sviluppo e l&amp;rsquo;indipendenza vi &amp;egrave; un progetto politico-economico di sovranit&amp;agrave; da approfondire, andando oltre il mero coordinamento economico tra alleati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;&quot;&gt;Questo a ben vedere &amp;egrave; gi&amp;agrave; avvenuto in questi giorni di met&amp;agrave; Maggio con la sponda cinese: alla fine Trump &amp;egrave; stato contenuto, dall&amp;rsquo;Iran al Pivot to Asia non ha potuto parlare dei temi scomodi e ha siglato accordi nessuno dei quali capestro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;&quot;&gt;Non &amp;egrave; un caso che Trump sia tornato prima in patria: il 15 Maggio era gi&amp;agrave; tutto concluso. Nel suo Pivot to Asia non &amp;egrave; stato possibile giocare la solita partita fatta di &amp;ldquo;sanzioni&amp;rdquo;, ingerenza negli affari di altri Paesi e &amp;ldquo;difesa della democrazia&amp;rdquo;, ma ha dovuto dire esattamente quello che dicevano i cinesi a tal punto di dover dichiarare a poche ore dal rientro che &amp;ldquo;gli Stati Uniti sono contro l&amp;rsquo;indipendenza di Taiwan&amp;rdquo;, scaricando nei fatti il Governo di Taiwan che fino a poche settimane fa intendeva riempire di armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div id=&quot;sdfootnote1&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;sdfootnote-western&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnotesym&quot; href=&quot;#sdfootnote1anc&quot; name=&quot;sdfootnote1sym&quot;&gt;1&lt;/a&gt; &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;Sun Tzu, &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;L&amp;rsquo;arte della guerra, &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;Feltrinelli, Milano 2018, p.44&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdfootnote2&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;sdfootnote-western&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnotesym&quot; href=&quot;#sdfootnote2anc&quot; name=&quot;sdfootnote2sym&quot;&gt;2&lt;/a&gt; &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;S. Amin, &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;Geopolitica dell&amp;rsquo;Impero&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;, Ed. Punto Rosso, Milano, 2004, p. 33&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdfootnote3&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;sdfootnote-western&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnotesym&quot; href=&quot;#sdfootnote3anc&quot; name=&quot;sdfootnote3sym&quot;&gt;3&lt;/a&gt; &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;em&gt;Ivi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;, p. 40&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/089.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La corsa all’IA segna la fine dell’ordine unipolare USA</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_corsa_allia_segna_la_fine_dellordine_unipolare_usa/45289_66916/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 15:56:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Per anni Washington ha raccontato al mondo la favola della superiorit&amp;agrave; tecnologica statunitense come qualcosa di inevitabile, quasi naturale. Oggi per&amp;ograve;, nella corsa globale all&amp;rsquo;intelligenza artificiale, quella certezza comincia a sgretolarsi. Dietro gli slogan sulla &amp;ldquo;leadership statunitense&amp;rdquo; si intravede infatti un sistema nervoso, attraversato da contraddizioni interne, paure strategiche e divisioni politiche che gli Stati Uniti non riescono pi&amp;ugrave; a controllare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La competizione con la Cina sull&amp;rsquo;IA avanzata non &amp;egrave; soltanto una battaglia tecnologica: &amp;egrave; il riflesso di una trasformazione geopolitica molto pi&amp;ugrave; profonda e reale. Per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, Washington si trova costretta a rincorrere un avversario capace di sfidarla sul terreno decisivo del XXI secolo: quello del controllo delle infrastrutture digitali, dei dati e dell&amp;rsquo;automazione cognitiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; proprio qui che emerge il paradosso USA. Mentre la Casa Bianca continua a presentare Pechino come una minaccia sistemica, i giganti della Silicon Valley ammettono apertamente di non poter fare a meno della Cina. Non si tratta soltanto del mercato cinese, ma di interdipendenza tecnologica, filiere produttive, ricerca scientifica e sviluppo industriale. In altre parole: la globalizzazione costruita dagli stessi Stati Uniti ha creato un rivale che oggi non pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave; essere isolato senza danneggiare l&amp;rsquo;intero ecosistema tecnologico occidentale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chris Lehane, dirigente di OpenAI, ha &lt;a href=&quot;https://www.axios.com/2026/05/15/us-china-ai-race-3-conflicts&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;riconosciuto&lt;/a&gt; che l&amp;rsquo;intelligenza artificiale richiede una cooperazione globale e che anche la Cina dovr&amp;agrave; necessariamente far parte delle future architetture internazionali del settore. &amp;Egrave; una dichiarazione che pesa enormemente, perch&amp;eacute; rompe la narrazione fallace e semplicistica dello scontro totale tra &amp;ldquo;democrazie&amp;rdquo; e &amp;ldquo;autocrazie&amp;rdquo; tanto cara alla propaganda occidentale. Ma sempre pi&amp;ugrave; smentita dai fatti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema &amp;egrave; che Washington vorrebbe contemporaneamente cooperare con Pechino e contenerla. Una strategia contraddittoria che rischia di trasformarsi in un vicolo cieco. Da un lato si invocano protocolli comuni di sicurezza sull&amp;rsquo;IA; dall&amp;rsquo;altro si spingono controlli sempre pi&amp;ugrave; aggressivi sulle esportazioni tecnologiche verso la Cina, nel tentativo disperato di rallentare l&amp;rsquo;ascesa pacifica del dragone asiatico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma i numeri raccontano una realt&amp;agrave; diversa. Secondo &lt;a href=&quot;https://www.nist.gov/news-events/news/2026/05/caisi-evaluation-deepseek-v4-pro&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;analisi interne&lt;/a&gt; del Dipartimento del Commercio statunitense, i modelli cinesi come DeepSeek sarebbero ormai indietro di appena pochi mesi rispetto alle piattaforme USA pi&amp;ugrave; avanzate. Un dato che fino a qualche anno fa sarebbe stato considerato impensabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La reazione di Washington appare allora sempre pi&amp;ugrave; difensiva. Aziende come Anthropic chiedono restrizioni pi&amp;ugrave; dure, limiti sull&amp;rsquo;export e protezioni rafforzate della propriet&amp;agrave; intellettuale. Dietro il linguaggio della &amp;ldquo;sicurezza nazionale&amp;rdquo; si nasconde in realt&amp;agrave; la paura concreta di perdere il monopolio tecnologico globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, gli stessi Stati Uniti mostrano profonde divisioni interne. La Casa Bianca spinge per uno standard federale unico sull&amp;rsquo;IA, ma i singoli Stati procedono in ordine sparso. California e New York stanno elaborando normative autonome, imponendo obblighi di sicurezza e trasparenza ai laboratori che sviluppano modelli avanzati. Il risultato &amp;egrave; un mosaico legislativo caotico che rallenta le aziende e rivela l&amp;rsquo;incapacit&amp;agrave; di Washington di governare in modo coerente una trasformazione epocale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa frammentazione &amp;egrave; anche il sintomo di un declino politico pi&amp;ugrave; ampio. Gli Stati Uniti che un tempo imponevano regole al mondo intero oggi faticano perfino a stabilire norme condivise al proprio interno. E mentre le lobby dell&amp;rsquo;IA spendono milioni di dollari per influenzare legislatori e campagne elettorali, emerge sempre pi&amp;ugrave; chiaramente chi stia realmente guidando il processo: non le istituzioni democratiche, ma gli interessi privati delle grandi corporation tecnologiche. Uno schema classico nel paese laboratorio e capistipite del capitalismo selvaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; poi un altro elemento che l&amp;rsquo;&amp;eacute;lite USA preferisce ignorare: la crescente sfiducia della popolazione. Un sondaggio dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; della Pennsylvania mostra che appena il 17% degli statunitensi ritiene che l&amp;rsquo;IA avr&amp;agrave; un impatto positivo sul Paese nel prossimo decennio. &amp;Egrave; un dato devastante. Significa che il &amp;ldquo;progresso&amp;rdquo; celebrato dai colossi tecnologici non coincide con le aspettative della societ&amp;agrave; reale, schiacciata da precarizzazione, automazione e disuguaglianze crescenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Europa, intanto, Bruxelles cerca di ritagliarsi un ruolo autonomo. Le aziende statunitensi per&amp;ograve; accusano l&amp;rsquo;Unione Europea di ostacolare l&amp;rsquo;innovazione con regolamenti troppo rigidi e multe pesanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La verit&amp;agrave; &amp;egrave; che la sfida sull&amp;rsquo;intelligenza artificiale sta accelerando la transizione verso un mondo multipolare. Gli Stati Uniti non sono pi&amp;ugrave; l&amp;rsquo;unico centro dell&amp;rsquo;innovazione globale e la Cina non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; soltanto &amp;ldquo;la fabbrica del mondo&amp;rdquo;: &amp;egrave; ormai un attore capace di competere sul piano scientifico, tecnologico e strategico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per Washington questo rappresenta uno shock storico. Per decenni il dominio tecnologico USA &amp;egrave; stato la base invisibile della sua egemonia economica, militare e culturale. Ora quella superiorit&amp;agrave; non appare pi&amp;ugrave; garantita. E proprio l&amp;rsquo;intelligenza artificiale, che avrebbe dovuto consacrare definitivamente il secolo statunitense digitale, rischia invece di diventare il simbolo del tramonto di un ordine unipolare ormai alle battute finali.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/96f37a2d945efe521e773713b85f5fe3.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'innovazione alimenta lo slancio manifatturiero della Cina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-linnovazione_alimenta_lo_slancio_manifatturiero_della_cina/58031_66915/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 15:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Chang Jin, Quotidiano del Popolo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un momento toccante, verificatosi durante la 139&amp;ordf; edizione della China Import and Export Fair, nota anche come Fiera di Canton, &amp;egrave; recentemente diventato virale sui social media, sia in Cina che all'estero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assistita da un esoscheletro robotico sviluppato dall'azienda Taixi Robot, con sede a Hangzhou, una paziente argentina affetta da debolezza muscolare si &amp;egrave; lentamente alzata dalla sedia a rotelle e ha mosso alcuni passi: un traguardo atteso da lungo tempo. I presenti hanno pianto di gioia nel vedere la tecnologia all'avanguardia e una profonda compassione umana convergere in un momento di grande intensit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Questa &amp;egrave; la forza tangibile della manifattura intelligente cinese&quot;, ha osservato un commentatore online.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il salto cruciale dalla fase concettuale alla svolta decisiva, il percorso &quot;da 0 a 1&quot;, si fonda su un ecosistema dell'innovazione dinamico e interconnesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo sviluppo degli esoscheletri robotici, un tempo confinato al regno della fantascienza, abbraccia molteplici campi all'avanguardia, tra cui l'intelligenza artificiale e l'interazione uomo-macchina. Tali progressi richiedono anni di ricerca dedicata da parte delle aziende, ma le scoperte rivoluzionarie non vengono mai raggiunte in totale isolamento. Dietro Taixi Robot si cela una rete di supporto coordinato: investimenti di capitale di rischio guidati dal Zhejiang University Alumni Fund, una stretta collaborazione tra universit&amp;agrave;, imprese, istituti di ricerca e utenti finali, oltre a un percorso accelerato per l'approvazione dei brevetti, istituito dal distretto Gongshu di Hangzhou.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo terreno fertile per l'innovazione consente alle nuove idee di mettere radici e di espandersi rapidamente su larga scala.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, il numero crescente di aziende cinesi che raggiungono traguardi tecnologici rivoluzionari riflette i punti di forza del sistema cinese nella mobilitazione delle risorse e nel coordinamento degli sforzi innovativi su scala nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La versione di anteprima di DeepSeek-V4, rilasciata di recente, &amp;egrave; ad esempio compatibile con chip sviluppati internamente, come i processori AI Huawei Ascend. Tali progressi non sarebbero stati possibili senza sforzi coordinati volti a superare i colli di bottiglia tecnologici nel settore dei semiconduttori. N&amp;eacute; l'enorme potenza di calcolo odierna sarebbe realizzabile senza i precedenti investimenti strategici nelle infrastrutture energetiche e nell'elettricit&amp;agrave; verde.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa coordinazione a livello di sistema sta accelerando il motore dell'innovazione cinese, generando continuamente nuove scoperte nel campo delle tecnologie avanzate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il successivo salto dall'invenzione all'accessibilit&amp;agrave; economica, il passaggio da &quot;1 a 100&quot;, &amp;egrave; sostenuto dal vasto e articolato sistema industriale cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per anni, i robot esoscheletro sono rimasti proibitivamente costosi. Tuttavia, i prodotti presentati alla Fiera di Canton avevano un prezzo notevolmente inferiore. Questo cambiamento &amp;egrave; in gran parte dovuto a filiere di approvvigionamento altamente integrate ed efficienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella provincia del Zhejiang, nella Cina orientale, le industrie che producono sensori, servomotori e altri componenti hardware intelligenti sono gi&amp;agrave; ben consolidate; ci&amp;ograve; contribuisce a ridurre i costi di produzione, rendendo le tecnologie avanzate pi&amp;ugrave; accessibili ed economicamente vantaggiose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il Zhejiang &amp;egrave; tutt'altro che un caso isolato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutta la Cina, i governi locali stanno rimuovendo attivamente le barriere ai fattori produttivi e potenziando il coordinamento industriale, favorendo opportunit&amp;agrave; di crescita e innovazione per le imprese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Shenzhen, nella provincia del Guangdong, Cina meridionale, le aziende possono reperire il 90% dei componenti necessari per la produzione robotica nel raggio di pochi chilometri. Oggi, la citt&amp;agrave; ospita oltre 74.000 imprese operanti in questo settore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella provincia dell'Anhui, nella Cina orientale, quasi tutti i componenti per un veicolo a nuova energia possono essere reperiti nel raggio di tre ore di viaggio. Ci&amp;ograve; sostiene sette importanti case automobilistiche e contribuisce a far s&amp;igrave; che la provincia si classifichi al primo posto a livello nazionale per la produzione annuale di automobili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi cluster industriali altamente efficienti sono diventati potenti catalizzatori per la crescita aziendale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella Cina odierna, la forza tecnologica degli hub dell'innovazione si fonde sempre pi&amp;ugrave; con le capacit&amp;agrave; manifatturiere della &quot;fabbrica del mondo&quot;, consentendo ai lampi di ispirazione nati nei laboratori di trasformarsi in una produzione continua sulle linee di montaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il salto finale, il passaggio dal successo nazionale a una portata globale, &quot;da 100 a 10.000&quot;, riflette l'impegno della Cina verso uno sviluppo globale condiviso. Il percorso di innovazione della Cina non mira all'isolamento, bens&amp;igrave; alla creazione di connessioni per il reciproco beneficio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo che il video dell'esoscheletro, girato alla Fiera di Canton, ha catturato l'attenzione globale, la Taixi Robot ha contattato spontaneamente la paziente straniera, offrendole assistenza e supporto post-vendita. Pi&amp;ugrave; e pi&amp;ugrave; volte, la donna ha pronunciato la parola &quot;grazie&quot; in cinese, esprimendo la speranza che un numero maggiore di prodotti dell'azienda potesse giungere in Argentina per aiutare altre persone affette da patologie simili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo spirito di sviluppo condiviso e di solidariet&amp;agrave; globale si &amp;egrave; radicato profondamente nell'approccio della Cina all'innovazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel campo dell'intelligenza artificiale, ad esempio, la Cina &amp;egrave; diventata uno dei principali contributori a livello mondiale allo sviluppo di software open source e modelli aperti. L'obiettivo di &quot;promuovere lo sviluppo degli ecosistemi open source&quot; &amp;egrave; stato persino inserito nel quadro del 15&amp;deg; Piano Quinquennale della Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bloomberg ha osservato in un articolo che, mentre alcuni dei giganti tecnologici occidentali fanno a gara per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale sempre pi&amp;ugrave; potenti, limitandone al contempo rigorosamente l'accesso, i laboratori di ricerca cinesi continuano a condividere i progressi tecnologici in modo aperto e gratuito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla tecnologia Juncao, che reca beneficio a Paesi di tutto il mondo, alle reti elettriche realizzate in Cina che portano la luce in comunit&amp;agrave; remote del Brasile, fino al Radiotelescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri (FAST) che apre le proprie strutture ai ricercatori di tutto il globo: l'innovazione cinese non ha mai avuto lo scopo di &quot;ostacolare gli altri&quot;. Al contrario, essa mira a &quot;costruire strade per tutti&quot;, aiutando un numero sempre maggiore di Paesi a superare le barriere allo sviluppo e a migliorare la qualit&amp;agrave; della vita delle persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perseverare attraverso il duro lavoro, abbracciando al contempo la cooperazione e il mutuo beneficio: questa &amp;egrave; una delle forze pi&amp;ugrave; profonde, potenti e ispiratrici che plasmano la Cina moderna.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immainnovagine1.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Acquirenti stranieri interagiscono con mani robotiche alla 139&amp;ordf; edizione della China Import and Export Fair. (17 aprile 2026 - Quotidiano del Popolo/Fu Haiyan)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immagininnovaze2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;Un acquirente straniero sale le scale con un esoscheletro robotico alla 139&amp;ordf; edizione della China Import and Export Fair. (17 aprile 2026 - Quotidiano del Popolo/Fu Haiyan)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immainnovaz3gine3.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;I cambi per veicoli a nuova energia vengono prodotti in un'officina intelligente della Acteco, fornitore di soluzioni per il powertrain con sede a Wuhu, nella provincia dell'Anhui, Cina orientale. (Quotidiano del Popolo/Xiao Benxiang)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Scelti dal People's Daily</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immainnovagine1.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La democrazia occidentale è in crisi? Perché il modello economico cinese oggi sfida le nostre certezze</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_democrazia_occidentale__in_crisi_perch_il_modello_economico_cinese_oggi_sfida_le_nostre_certezze/51621_66912/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Importante&amp;nbsp; trarre alcune considerazioni dalla inutile missione diplomatica di Trump in Cina, sembra, in una prima analisi superficiale, evidente che ne escono ridimensionati non soltanto gli Stati Uniti, ma tutti i Paesi dell' Occidente.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Nell'attuale contesto internazionale il confronto con la Cina di Xi Jinping lascia trasparire molti aspetti della crisi della stessa nostra democrazia liberale, a cui&amp;nbsp; noi tutti ci siamo affidati e che &amp;egrave; diventata, di fatto, l'espressione di una forma di autoritarismo postdemocratico che sembra senza sbocco e incapace di pensare al benessere diffuso tra tutti nel prossimo futuro. Infatti ci sembra&amp;nbsp; sempre&amp;nbsp; piu&amp;nbsp; evidente che nei Paesi occidentali ci si accontenta di una concezione solo puramente formale della democrazia. In Italia, in Francia o negli USA c'&amp;egrave; effettivamente il pluripartitismo, mentre in Cina vige un sistema monopartitico, anche se Pino Arlacchi ci spiega che &amp;egrave;&amp;nbsp; caratterizzato da una notevole meritocrazia, che nella nostra cultura &amp;egrave; considerato sinonimo di dittatura.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Bisognerebbe per&amp;ograve; avere il coraggio di chiedersi se il nostro multipartitismo oggi sia veramente democratico, pi&amp;ugrave; duttile e politicamente aperto del monopartitismo cinese. Ancora pi&amp;ugrave; coraggio ci vorrebbe per chiedersi sinceramente quanto il nostro sistema politico sia in grado di fare gli interessi dell' intera collettivit&amp;agrave;, invece di fare gli interessi di sempre piu piccole oligarchie composte da pochissimi supericchi.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;In realt&amp;agrave;, quindi, in tutti i Paesi occidentali,&amp;nbsp; &amp;egrave; passata, sempre piu, l'idea che gli interessi del grande capitale coincidano con quelli di tutti i cittadini. Sulla scia di questa concezione, in Italia, ma non &amp;egrave; l'unico caso, alcune posizioni politiche, soprattutto neoloberiste in economia, sono state assunte come dogma assoluto e indiscutibile, una sorta di ideologia predominante in modo assoluto.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;L'economia di mercato &amp;egrave; un dato di fatto che non ammette nessuna discussione, nessun rilievo critico, &amp;egrave; vista in modo consustanziale a quella che noi chiamiamo democrazia. Qualsiasi forza politica che si propone di metterne in discussione il primato assoluto o che avanza anche una minima richiesta di limitazione delle grandi disuguaglianze viene bollata come assurda, statalista e dunque condannata, privata di possibilit&amp;agrave;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;d'espressine e cittadinanza.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;In Italia il fanatismo di queste idee ultraliberiste in economia &amp;egrave; tale che lo stesso centrista e moderatissimo centrosinistra trainato dal PD di Elly Schlein &amp;egrave; osteggiato con una grande ferocia dai difensori dell'economia neoliberale, che per questo arrivano a tramare per farla fuori e sostituirla con Silvia Salis, fotogenica sindaca di Genova e dal passato politico centrista e molto vicina a renzi, secondo molti anche vicina al partito neoliberale&amp;nbsp; di Forza Italia.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;L'ipotesi in verit&amp;agrave;&amp;nbsp; molto ipotetica, che, in caso di vittoria, il centrosinistra introduca una qualche giustissima forma di ridistribuzione della ricchezza, come era stato il reddito di cittadinanza, o qualche elemento di pianificazione della produzione, come in passato proposto da Bersani, provoca nei tanti difensori della ricchezza per pochi un sentimento di orrore supremo, che giustifica addirittura la defenestrazione della moderatissima Schlein come segretaria del PD.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E del resto ricordiamoci che la caduta del governo Conte II, non certo un governo di&amp;nbsp; estremisti di sinistra e statalisti fautori di grandi tassazioni per i ricchi, &amp;egrave; avvenuta perch&amp;eacute; questi stessi centri di potere non potevano minimamente tollerare che PD e 5stelle, che sono&amp;nbsp; partiti moderati e non estremisti fautori della collettivazione delle ricchezze,&amp;nbsp; gestissero i finanziamenti del PNRR ottenuto dall'Europa, proprio grazie alla mediazione dell'allora presidente del consiglio Conte.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Questi liberisti assoluti pur di dominare e controllare fino all'ultimo centesimo della spesa pubblica sono disposti veramente a tutto.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;In questo contesto il sistema politico-economico cinese esprime indubbiamente una politica molto diversa dalla nostra. Secondo i nostri canoni &amp;egrave; un sistema dispotico. Il fatto stesso che per&amp;ograve; riesca ad essere completamente autonomo dal grande capitale finanziario internazionale e che anzi offra margini alla funzione dell'economia di mercato solo entro determinati limiti, ovvero nella misura in cui questa non contrasta con gli interessi nazionali e di una costante redistribuzione della ricchezza per pi&amp;ugrave; persone possibile, lo rende in realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; accettabile, dal punto&amp;nbsp; di&amp;nbsp; vista&amp;nbsp; economico,&amp;nbsp; o comunque pi&amp;ugrave; vicino agli interessi della collettivit&amp;agrave;, e cio&amp;egrave; del &quot;demos&quot;, di quanto lo siano le nostre democrazie, che sempre pi&amp;ugrave;,&amp;nbsp; sono plutocrazie cio&amp;egrave; un sistema in cui il potere politico ed economico &amp;egrave; concentrato nelle mani di pochi individui o gruppi detentori di enormi ricchezze (l'alta finanza e le grandi industrie).&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Il confronto tra Xi e Trump mi sembra che allora evidenzi con chiarezza estrema il tracollo della nostra democrazia liberale, o plutocrazia, incapace di dotarsi di obiettivi a favore del benessere collettivo, che non siano interni agli stessi interessi dei detentori del capitale. Del resto lo vediamo abbastanza facilmente. Il nostro sistema politico non sa esprimere pi&amp;ugrave; nessun ideale di progresso in materia di lavoro, salute, istruzione, previdenza sociale, lotta alle povert&amp;agrave; e assistenza ai bisognosi. Nulla di nulla. Non sa darsi nessuna speranza di benessere&amp;nbsp; diffuso o meta ideale per migliorare le condizioni di vita delle persone.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Non &amp;egrave; in grado di promettere o cercare nessun miglioramento delle condizionidi vita di milioni di persone che sono in povert&amp;agrave; o che rischiano concretamente andarci. Anzi, minaccia continuamente di tagliare, ancora di pi&amp;ugrave;,&amp;nbsp; tutte le tutele sociali, del lavoro e tagliare del tutto&amp;nbsp; le spese sanitarie e per l'istruzione. Molti di noi, la stragrande maggioranza, vivono nell'assoluta certezza che la nostra condizione di vita economica e sociale peggiorer&amp;agrave;. E viviamo tutto questo proprio mentre sono aumentati nel nostro Occidente gli ultramiliardari.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Lo spettro di tolleranza delle idee che riesce ad esprimere la nostra nobile &quot;democrazia&quot; &amp;egrave; oramai cos&amp;igrave; ristretto, cos&amp;igrave; chiuso da essere diventato di fatto un sistema dominato da un partito unico neoliberista e guerrafondaio nascosto che non ha nemmeno il coraggio di esprimersi con il proprio volto, lo fa indistintamente in Italia con tutti gli ultimi governi sia di centrosinistra,&amp;nbsp; che centrodestra o tecnici. Questo partito unico neoliberale ha imposto anche in Europa una feroce dittatura del capitale finanziario e che coltiva solo e costantemente gli interessi dei pochi ultraricchi contro i molti, cio&amp;egrave; il 99 per cento della popolazione,&amp;nbsp; ovvero contro il demos.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Tutto qusto pu&amp;ograve; non piacere ma nella realt&amp;agrave; degli ultimi decenni in Cina accade il contrario, dove solo in 30 anni 800 milioni di persone sono usciti completamente dalla povert&amp;agrave; e nei prossimi anni l'intera popolazione della Repubblica Popolare cinese vivr&amp;agrave; in condizioni economiche e sociali molto al di sopra di quanto possiamo immaginare. Chiunque ha visitato la Cina negli ultimi anni &amp;egrave; rimasto sbalordito da quello che ha visto che non corrisponde assolutamente a quello che ci dicono i mass media mainstream occidentali.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Vorrei concludere,&amp;nbsp; per evitare equivoci, che personalmente sono un assoluto fautore della democrazia partecipativa, sono un grande sostenitore dello Stato democratico di diritto sociale, dove i cittadini tutti ben istruiti e correttamente informati da mass media imparziali possano con la partecipazione democratica decidere il loro futuro.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Immagine+2026-05-16+151832.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ecco_il_piano_israeliano_per_una_nuova_imminente_nakba_a_gaza/41939_66913/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Michelangelo Severgnini&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Knesset si prepara ad esser sciolta, a quanto apprendiamo. La coalizione di Netanyahu non regge pi&amp;ugrave;. Ma non perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;elettorato israeliano si sia rivoltato contro l&amp;rsquo;agenda sanguinaria di Israele, ma perch&amp;eacute; gli ebrei israeliani &amp;ldquo;ultraortodossi&amp;rdquo; non vogliono mandare i loro figli a combattere nell&amp;rsquo;esercito. E dunque probabili nuove elezioni tra cinque mesi. Nel frattempo serve che scorra molto sangue, altrimenti il numero dei seggi, per la coalizione di Netanyahu, data attualmente in svantaggio, non salir&amp;agrave;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In attesa di capire se la guerra all&amp;rsquo;Iran ricomincer&amp;agrave;, ci sono gi&amp;agrave; due fronti aperti e caldi, pronti per essere infiammati. Il primo &amp;egrave; un conflitto ufficialmente in corso, quello in Libano, sebbene pesanti sconfitte strategiche sul terreno abbiano suggerito un tattico cessate il fuoco momentaneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci fa sapere per&amp;ograve; il Jerusalem Post di questi giorni che il capo del Comando Meridionale delle IDF, il generale di divisione Yaniv Asor, ha presentato al capo di Stato Maggiore Eyal Zamir un piano per la ripresa dei combattimenti a Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il piano include anche misure di evacuazione e il trasferimento della popolazione in nuove zone umanitarie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In altre parole, come possiamo dirlo? La guerra a Gaza sta per riprendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il piano verosimilmente sar&amp;agrave; quello di spingere due milioni di persone disperate nella parte della Striscia attualmente controllata da Israele, oltre la linea gialla, e a quel punto farla finita con Hamas rimasto all&amp;rsquo;interno. La linea gialla &amp;egrave; stata estesa al 64% del territorio della Striscia. Lo spazio si sta stringendo e nel mezzo ci sono pi&amp;ugrave; di 2 milioni di persone in trappola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le minacce di Nikolay Mladenov non hanno funzionato. Hamas non ha disarmato. Il piano di Trump &amp;egrave; in stallo. Pertanto Israele si assume il compito di risolverla a modo suo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Divisione 98 &amp;egrave; stata gi&amp;agrave; spostata dal sud del Libano a Gaza, facendo ritorno laddove in questi anni si &amp;egrave; gi&amp;agrave; resa protagonista dei peggiori crimini.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se serve sangue a buon mercato per ravvivare il proprio consenso, quello di Gaza si trova sempre facilmente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stesso capo dell&amp;rsquo;esercito israeliano, Eyal Zamir ripetute da tempo che &quot;l'esercito israeliano ha bisogno immediatamente di pi&amp;ugrave; soldati&amp;rdquo;. Questo il suo ragionamento, mentre piovono sulla sua scrivania piani di nuove operazioni militari: &amp;ldquo;L&amp;rsquo;esercito di riserva collasser&amp;agrave; su se stesso. I riservisti saranno sottoposti a un carico irragionevole. Se non cambia nulla, i riservisti non saranno in grado di sopportare questa pressione negli anni a venire&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli &amp;ldquo;ortodossi&amp;rdquo; non ne vogliono sapere di dare il loro sangue, mentre i fronti si moltiplicano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ah, a proposito. Gioved&amp;igrave; scorso &amp;egrave; stato il 78&amp;deg; anniversario della proclamazione dello Stato di Israele. Ieri, 15 maggio 2026, &amp;egrave; stato il 78&amp;deg; anniversario della Nakba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;-------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La campagna &quot;Apocalisse Gaza&quot; giunge al suo 331&amp;deg; giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;179.225 &amp;euro; raccolti grazie a 1.922 donazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;178.460 &amp;euro; inviati a Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Donazioni:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://paypal.me/apocalissegaza&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://paypal.me/apocalissegaza&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1779024736237000&amp;amp;usg=AOvVaw1WxPWKT66-DKCZ4sC6657H&quot;&gt;https://paypal.me/&lt;wbr /&gt;apocalissegaza&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;oppure&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;c/c&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IBAN: IT 79 J 01015 86510 000065016676&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;BIC: BPMOIT22 XXX&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Causale: Apocalisse Gaza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;YouTube:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;/@RadioGazaInProgress&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facebook:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;/RadioGazaAD&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>EXODUS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/3149973-h0vrd9-Il-premier-israeliano-Benjamin-Netanyahu-allassemblea-ONU.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Il Tempio del cielo, Tucidide e la metafora non colta di XI (di Pepe Escobar)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_tempio_del_cielo_tucidide_e_la_metafora_non_colta_di_xi_di_pepe_escobar/39602_66914/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Pepe Escobar &lt;/strong&gt;&amp;ndash; &lt;a href=&quot;https://strategic-culture.su/news/2026/05/15/trump-pays-tribute-to-the-temple-of-heaven/&quot;&gt;Strategic Culture&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;[Traduzione a cura di: Nora Hoppe]&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SHANGHAI &amp;ndash; Il titolo in prima pagina del China Daily di gioved&amp;igrave; scorso era un fragoroso &amp;ldquo;Accoglienza da tappeto rosso per Trump a Pechino&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Beh, con tanto di bambini esuberanti che sventolavano fiori e una visita al Tempio del Cielo, costruito nel 1420, simbolo del legame tra il cielo e l'umanit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La giovent&amp;ugrave; incontra la tradizione. La generazione che guider&amp;agrave; la Cina completamente modernizzata incontra la Storia profonda. Un POTUS stordito e confuso riusciva a malapena a sopportare la lezione magistrale di civilt&amp;agrave; in corso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi Dada e stato proverbiale: &quot;Dovremmo essere partner, non rivali.&quot; Gli Eccezionalisti sono rimasti sbalorditi. Solo questo... dopo la litaia incessante di guerre commerciali, sanzioni tecnologiche, isteria continua su Taiwan, accerchiamento militare, scontro geoeconomico e retorica anti-cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tranquilli. Datevi una calmata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accipicchia, le curve e le svolte della relazione bilaterale pi&amp;ugrave; importante del pianeta. Anche se entrambe le economie sono piuttosto intrecciate, il commercio bilaterale di beni ha raggiunto i 4,01 trilioni di yuan (590 milioni di dollari) nel 2025. In termini globali, non &amp;egrave; esattamente rivoluzionario: solo l'8,8% del totale del commercio estero della Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al banchetto di Stato, la tagliente retorica di Xi ha compiuto l'impresa di unire il movimento MAGA e la rinascita della nazione cinese:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Il popolo della Cina e degli Stati Uniti sono entrambi grandi popoli, che realizzando il grande rinnovamento della nazione cinese e rendendo l'America di nuovo grande, possono procedere di pari passo.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I barbari erano perplessi. Di nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi Xi ha spiegato in modo conciso dove ci troviamo. E' bastata una sola frase:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;La trasformazione che non si vede da un secolo sta accelerando in tutto il mondo, e la situazione internazionale &amp;egrave; fluida e turbolenta.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Confrontatiamolo con quando ha parlato per la prima volta della &quot;trasformazione&quot;, in pubblico, per un pubblico globale: subito dopo l'incontro con Putin al Cremlino nella primavera del 2023.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi Xi ha subito chiesto: &quot;Cina e Stati Uniti possono superare la trappola di Tucidide e creare un nuovo paradigma di relazioni tra grandi nazioni?&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto la trappola di Tucidide sia un'altra debole creazione del ThinkTankland statunitense &amp;ndash; i migliori analisti di Tucidide sono greci e italiani, non la banda della Beltway &amp;ndash; la metafora di Xi era in realt&amp;agrave; sottolineare che la Cina, ora, &amp;egrave; la leader del nuovo ordine emergente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; arrivato qui senza sparare un colpo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quella &quot;stabilit&amp;agrave; strategica costruttiva&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi ha poi applicato la sua nuova visione per le relazioni USA-Cina &amp;ndash; almeno per i prossimi 3 anni &amp;ndash; attraverso uno slogan piuttosto sbalorditivo: &lt;em&gt;&quot;stabilit&amp;agrave; strategica costruttiva&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, questo presenta tre problemi seri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Impero del Caos non &amp;egrave; costruttivo: &amp;egrave; distruttivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; strategico: nel migliore dei casi &amp;egrave; rozzamente tattico, con tattiche che cambiano in continuazion.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non si tratta di stabilit&amp;agrave;: si tratta di instillare e dispiegare il caos, insieme a menzogne, saccheggi e, come vediamo in Venezuela e soprattutto in Iran, pirateria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, razionalmente, Xi non pu&amp;ograve; aspettarsi la &quot;cooperazione&quot; dall'Impero come &quot;pilastro&quot; della relazione, figuriamoci &quot;una sana stabilit&amp;agrave; con competizione entro limiti adeguati&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se fossimo tutti sufficientemente magnanimi, potremmo forse dedurre che Xi e Trump abbiano concordato un quadro di stabilit&amp;agrave; triennale che dovrebbe essere interpretato come un reset strutturale &amp;ndash; prima la cooperazione, poi la competizione gestita e la prevedibile pace come risultato finale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Beh, non dimentichiamo mai che stiamo affrontando, nella definizione immortale del Gran Maestro Lavrov, con un paese, gli Stati Uniti, &quot;non in grado di raggiungere un accordo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi c'&amp;egrave; senz&amp;rsquo;altro la &quot;questione di Taiwan&quot;. Xi nel suo momento pi&amp;ugrave; acuto: &quot;'L'indipendenza di Taiwan' e la pace attraverso lo Stretto sono inconciliabili come il fuoco e l'acqua&quot;. Gli americani devono esercitare &quot;cautela extra&quot; nella &quot;gestione della questione di Taiwan&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi la defin&amp;igrave; &quot;la questione pi&amp;ugrave; importante nelle relazioni Cina-USA&quot;. Per Pechino, questa &amp;egrave; la linea rossa definitiva. Il team Trump potrebbe ancora non capire la posta in gioco. Taiwan &amp;egrave; la variabile con il potenziale di resettare l'intera equazione ottimista di tre anni &quot;pacifica&quot; a zero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, tra l'altro, la versione dei media americani secondo cui Xi avrebbe scambiato la non interferenza degli Stati Uniti a Taiwan per &quot;aiutare&quot; gli Stati Uniti in Iran &amp;egrave; assolutamente ridicola. Cina e Iran hanno una partnership strategica in continua evoluzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre tutto ci&amp;ograve; si svolgeva a Pechino, ho avuto il piacere di trascorrere un lungo pranzo geopolitico a Shanghai con il straordinario Li Bo, direttore generale di Guancha, il media indipendente numero uno in Cina, con almeno 120 milioni di follower giornalieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le altre curiosit&amp;agrave;, Li Bo ha spiegato che Taiwan non &amp;egrave; un problema per Pechino: &amp;egrave; una questione interna che si risolver&amp;agrave; pacificamente. Il vero problema &amp;egrave; il riarmo del Giappone, specialmente ora sotto l'amministrazione francamente militarista di Sanae Takaichi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora veniamo ai veri VIP nello show Trump-Xi. Dopo tutta la mania dell'&quot;impero del male&quot;, l'isteria di disaccoppiamento, la paranoia del de-rischio, lo tsunami delle sanzioni, lo tsunami dei dazi, la retorica di guerra, abbiamo un gruppo oligarchico con una capitalizzazione di mercato collettiva di oltre 10 trilioni di dollari che vola a Pechino per supplicare letteralmente Xi Jinping, di persona, di... concludere accordi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trump era esaltato: &quot;Volevo il numero uno di ogni impero! Jensen Huang, Tim Cook, Elon Musk e gli altri titani... I migliori del mondo sono qui, proprio davanti a Lei.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi, il fattore decisivo: &quot;Sono qui oggi per rendere omaggio a lei e alla Cina. Arrivano affamati di fare affari, investire e creare. Da parte nostra, sar&amp;agrave; al 100% reciproco.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nazione &quot;indispensabile&quot; che rende omaggio al vero impero geoeconomico del XXI secolo. La storia si divertir&amp;agrave; un mondo con questo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/1b2FH_aL3Ro?si=stJSyVgeAxggqRZb&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le chiavi del nuovo Tempio del Cielo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tesla, Apple, Boeing, GE Aerospace, tutti potrebbero aver disperatamente bisogno delle terre rare della Cina: la Cina controlla quasi il 99% della capacit&amp;agrave; globale di elaborazione dei minerali delle terre rare. Eppure la Cina, strutturalmente e sempre pi&amp;ugrave;, non ha bisogno di questi colossi americani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'esposizione combinata ai ricavi verso la Cina tra le prime 12 aziende rappresentate dai loro CEO in questo viaggio supera i 300 miliardi di dollari all'anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Musk deve continuare a costruire Tesla &amp;ndash; la Gigafactory, il suo principale polo di esportazione, si trova fuori Shanghai &amp;ndash; senza un dazio del 100%. Jensen Huang ha bisogno di licenze di esportazione di chip, quindi Nvidia potrebbe vendere in questo immenso mercato dell'IA (ma la Cina non ha pi&amp;ugrave; bisogno di Nvidia). Tim Cook ha bisogno che la catena di approvvigionamento cinese di Apple da 70 miliardi di dollari rimanga stabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vero problema &amp;egrave; Larry Fink di BlackRock, che vuole che i mercati finanziari cinesi &quot;si aprano&quot; per profitti extra su Wall Street (Li Bo mi ha detto che al massimo i cinesi li lasceranno aprire un piccolo ufficio sull'isola di Hainan...) Fink, inoltre, &amp;egrave; il vero nuovo leader della banda di Davos, direttamente responsabile del finanziamento dei data center di sorveglianza AI in tutti gli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il resoconto della Casa Bianca si entusiasmava con l'&quot;espansione dell'accesso ai mercati per le imprese statunitensi in Cina e l'aumento degli investimenti cinesi nelle industrie statunitensi&quot;; &quot;aumento degli acquisti cinesi di prodotti agricoli statunitensi&quot;; e Xi esprime &quot;interesse ad acquistare pi&amp;ugrave; petrolio statunitense&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure non arriva una sola parola su &quot;discussioni commerciali&quot; dal &lt;a href=&quot;https://english.mofcom.gov.cn/&quot;&gt;Ministero del Commercio cinese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, in teoria, avevamo questo partito di CEO trilionari desideroso di &quot;aprire&quot; la Cina agli affari/commerci americani. Il mondo degli affari a Shanghai non era affatto impressionato. Dopotutto, la Cina sta attivamente costruendo la propria indipendenza &amp;ndash; tutto ci&amp;ograve; &amp;egrave; sancito negli obiettivi del nuovo Piano Quinquennale &amp;ndash; mentre gli Stati Uniti, tramite questi CEO trilionari, hanno sostanzialmente dimostrato la formalizzazione della propria dipendenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre tutto questo rumore e furore si svolgeva a Pechino, i Ministri degli Esteri di Russia, Cina (non Wang Yi; lui &amp;egrave; rimasto a Pechino fianco a fianco con Xi), India e, cosa cruciale, Iran e altri, erano a Nuova Delhi per un importante vertice BRICS incentrato su ci&amp;ograve; che Mosca definiva come la riforma del sistema di &quot;governance globale&quot; con un ruolo predominante per il Sud Globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il BRICS potrebbe essere in coma. Ma se c'&amp;egrave; qualcuno in grado di riportarlo in vita, &amp;egrave; il Gran Maestro Lavrov e la Russia, fianco a fianco con la Cina e la nascente potenza globale Iran. Ancora una volta: &amp;egrave; il nuovo triangolo di Primakov, la RIC (Russia-Iran-Cina), che trover&amp;agrave; le vere chiavi per aprire un nuovo Tempio del Paradiso.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/162899-xi-a-trump-visita-a-pechino-e-pietra-miliare-il-presidente-usa-fantastici-accordi-com6a06c0183b60d.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Sostituiti dall'IA? In Italia ora si può: la storica sentenza del Tribunale di Roma</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sostituiti_dallia_in_italia_ora_si_pu_la_storica_sentenza_del_tribunale_di_roma/42819_66911/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di &lt;em&gt;Gentili, F. Giusti &amp;ndash; Centro Studi Politico Sindacale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 18 Novembre 2025, con la Sentenza n. 9135, &lt;strong&gt;il Tribunale di Roma ha legittimato il licenziamento di una lavoratrice dipendente di una societ&amp;agrave; tecnologica che svolgeva funzioni di &lt;em&gt;web&lt;/em&gt; grafica, licenziamento avvenuto per l&amp;rsquo;affidamento delle sue mansioni direttamente all&amp;rsquo;Intelligenza Artificiale&lt;/strong&gt;. La lavoratrice aveva fatto ricorso, adducendo il fatto che non le fossero state proposte nuove mansioni atte alla sua riallocazione in altri ruoli presso la medesima azienda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Tribunale &amp;ndash; emettendo una Sentenza che ha valore interpretativo e orientativo per possibili, futuri casi analoghi che potrebbero facilmente presentarsi in un&amp;rsquo;epoca storica in cui lo spettro della sostituzione tecnologica sembra profilarsi all&amp;rsquo;orizzonte come una certezza ineluttabile &amp;ndash; ha optato per il rigetto del ricorso con la motivazione che il licenziamento si basasse su di un giustificato motivo oggettivo. In particolar modo, tale giustificazione si fondava sull&amp;rsquo;esistenza fattiva di &amp;laquo;un processo di riorganizzazione [aziendale], [avvenuto] in un&amp;rsquo;ottica di efficientamento di servizi e contenimento dei costi&amp;raquo;.&lt;a href=&quot;#_ftn1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt; Inoltre, a parere dell&amp;rsquo;azienda la lavoratrice non aveva le competenze necessarie per poter essere cambiata di ruolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Sentenza merita la massima attenzione, rappresentando un precedente assai pericoloso: segnala, infatti, l&amp;rsquo;inizio di una fase storica nella quale molti posti di lavoro saranno a rischio per l&amp;rsquo;avvento della IA. La decisione del Tribunale &amp;egrave; fondamentalmente costruita attorno al fatto che le prestazioni lavorative inerenti alla grafica &lt;em&gt;web&lt;/em&gt; non appartenessero al &lt;em&gt;core business&lt;/em&gt; aziendale &amp;ndash; ossia al ramo di attivit&amp;agrave; principale dell&amp;rsquo;impresa &amp;ndash;, in ci&amp;ograve; applicando il principio secondo cui &lt;strong&gt;&amp;laquo;nel contrasto tra l&amp;rsquo;interesse del lavoratore alla conservazione del posto e quello del datore ad espellere unit&amp;agrave; lavorative realmente non pi&amp;ugrave; funzionali all&amp;rsquo;esigenza dell&amp;rsquo;impresa &amp;egrave; il secondo a prevalere&amp;raquo;&lt;/strong&gt;,&lt;a href=&quot;#_ftn2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; nonch&amp;eacute; assecondando i criteri per la definizione degli stati di difficolt&amp;agrave; economico-finanziarie dell&amp;rsquo;impresa definiti dal Principio di contabilit&amp;agrave; n. 11 dell&amp;rsquo;Organismo Italiano di Contabilit&amp;agrave;&lt;a href=&quot;#_ftn3&quot;&gt;[3]&lt;/a&gt; &amp;ndash; organo istituito dal Governo D&amp;rsquo;Alema e comprendente solo associazioni datoriali di categoria &amp;ndash;, secondo i quali &lt;strong&gt;la difficolt&amp;agrave; a ottenere finanziamenti&lt;/strong&gt;, dichiarata dagli avvocati difensori dell&amp;rsquo;impresa,&lt;strong&gt; costituisce fatto rilevante ai fini del prevalere, nell&amp;rsquo;azienda, di una logica liquidatoria&lt;/strong&gt;. L&amp;rsquo;assunzione di tale logica pu&amp;ograve;, in effetti, legittimare il licenziamento di dipendenti, specie se non impiegati nel &lt;em&gt;core business&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il licenziamento della lavoratrice, pertanto, &amp;egrave; stato assolutamente legittimo. Ciononostante ci troviamo a protestare contro un apparato legislativo costruito ad arte per colpire il lavoro dipendente e salvaguardare &lt;em&gt;in primis&lt;/em&gt; le esigenze aziendali &amp;ndash; fatto, questo, tipico di una societ&amp;agrave; basata sull&amp;rsquo;accumulazione di capitali e l&amp;rsquo;estorsione di profitto tramite lo sfruttamento del lavoro subordinato. Tale licenziamento, peraltro, al contempo ci ricorda come la gestione e l&amp;rsquo;utilizzo dei processi innovativi siano sempre legati ai rapporti di forza tra imprenditori e lavoratori: oggi le imprese affermano la priorit&amp;agrave; dei loro interessi sulle istanze della forza lavoro e non ci sono spazi di mediazione sociale e sindacale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dobbiamo inoltre rilevare come anche negli altri Paesi del globo la legislazione si stia muovendo nello stesso solco in cui si inserisce quella italiana. In Cina, ad esempio, vi sono stati recenti casi di reintegro del dipendente licenziato a causa dell&amp;rsquo;automazione imposta dall&amp;rsquo;IA, ma per l&amp;rsquo;appunto &lt;strong&gt;basati sul fatto che vi fosse assenza di difficolt&amp;agrave; economiche o di forza maggiore&lt;/strong&gt;.&lt;a href=&quot;#_ftn4&quot;&gt;[4]&lt;/a&gt; Negli Stati Uniti invece la situazione sembra essere ben peggiore e le aziende possono lasciare a casa i dipendenti con pi&amp;ugrave; facilit&amp;agrave;: &amp;laquo;Solo nel primo trimestre del 2026, 86 aziende hanno lasciato a casa pi&amp;ugrave; di 80.000 persone negli Stati Uniti citando l&amp;rsquo;adozione di strumenti AI come causa dei licenziamenti&amp;raquo;.&lt;a href=&quot;#_ftn5&quot;&gt;[5]&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In ultimo &lt;strong&gt;dobbiamo rilevare come l&amp;rsquo;automazione da Intelligenza Artificiale non sia al momento generalizzata, interessando prevalentemente le figure professionali specializzate e non quelle operaie &lt;/strong&gt;&amp;ndash; differentemente, ad esempio, da quanto avvenne con l&amp;rsquo;avvento dei robot nelle fabbriche del settore automotive nei primi anni Ottanta del secolo scorso. Si conferma, dunque, la validit&amp;agrave; del cosiddetto &amp;ldquo;effetto Ricardo&amp;rdquo;, che comporta come sia la crescita dei salari (in particolar modo, qui, della componente salariale della retribuzione delle competenze) a indirizzare l&amp;rsquo;imprenditore verso la sostituzione del dipendente con la tecnologia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di &lt;strong&gt;uno dei primi segnali di livellamento e appianamento delle disuguaglianze retributive esistenti fra i salariati&lt;/strong&gt;, che in una fase di crisi del capitalismo globale &amp;ndash; quale &amp;egrave; quella che iniziamo ad attraversare &amp;ndash; potrebbe costituire un fattore politico dirimente, e ricco di potenzialit&amp;agrave;, per le lotte operaie e sindacali. All&amp;rsquo;interno di questo processo, sicuramente il nostro ruolo dovr&amp;agrave; essere quello della difesa dei posti di lavoro e della tenuta delle componenti retributive di base.&lt;a href=&quot;#_ftn6&quot;&gt;[6]&lt;/a&gt; A nostro parere, difatti, la retribuzione delle competenze non porta a un aumento dei salari, ma solo alla crescita delle disuguaglianze e alla riduzione tendenziale del potere d&amp;rsquo;acquisto dei salari pi&amp;ugrave; bassi, quelli operai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref1&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt; Tribunale di Roma, Sentenza n. 9135, p. 3.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref2&quot;&gt;[2]&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Ibidem&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref3&quot;&gt;[3]&lt;/a&gt; Cfr. https://www.fondazioneoic.eu/wp-content/uploads/2011/02/2018-03-OIC-11.pdf.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref4&quot;&gt;[4]&lt;/a&gt; Cfr. I. Bonet, &lt;em&gt;A Chinese court sets limits on the dismissal of a worker replaced by AI&lt;/em&gt;, &amp;laquo;el Pa&amp;iacute;s&amp;raquo;, 7th May 2026, https://english.elpais.com/economy-and-business/2026-05-07/a-chinese-court-sets-limits-on-the-dismissal-of-a-worker-replaced-by-ai.html.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref5&quot;&gt;[5]&lt;/a&gt; R. Lichene, &lt;em&gt;Cina, &amp;laquo;vietato licenziare per sostituire i lavoratori con l&amp;rsquo;AI&amp;raquo;: due sentenze storiche in difesa dei dipendenti&lt;/em&gt;, 6 Maggio 2026, https://www.open.online/2026/05/06/cina-vietato-licenziare-sostituire-lavoratori-ai-due-sentenze/?utm_source=perplexity.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;#_ftnref6&quot;&gt;[6]&lt;/a&gt; Per un approfondimento cfr. E. Gentili, &lt;em&gt;L&amp;rsquo;attacco degli imprenditori&lt;/em&gt;. Roma: Sensibili alle foglie, 2025, pp. 478-489.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/ia-licenziamento-768x512.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Mosca ribadisce il suo «sostegno incondizionato» a Cuba e attacca l'embargo USA: «Cinica manifestazione della dottrina Monroe»</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mosca_ribadisce_il_suo_sostegno_incondizionato_a_cuba_e_attacca_lembargo_usa_cinica_manifestazione_della_dottrina_monroe/82_66907/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La Russia ha riaffermato con forza il proprio sostegno &amp;laquo;incondizionato&amp;raquo; a Cuba, nel contesto del perdurante embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti. La dichiarazione, che giunge in un momento di rinnovata tensione tra Washington e L'Avana, &amp;egrave; stata pronunciata dal viceministro degli Affari esteri russo, Sergej Riabkov, che ha escluso qualsiasi cedimento sulla posizione di Mosca. Lo riporta oggi&lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/actualidad/605239-rusia-esta-codo-codo-cuba&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt; RT.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;laquo;Sosteniamo incondizionatamente Cuba e, tengo a sottolineare, non abbandoneremo la nostra posizione di principio a sostegno di uno Stato storicamente vicino a noi &amp;ndash; ha dichiarato Riabkov venerd&amp;igrave; &amp;ndash; uno Stato che offre alla Russia un prezioso sostegno nei forum internazionali&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Secondo l'alto funzionario, l'embargo rappresenta una manifestazione palese della dottrina Monroe, la storica politica statunitense che rivendicava l'emisfero occidentale come sfera d'influenza esclusiva. &amp;laquo;Una cosa ci &amp;egrave; chiara &amp;ndash; ha aggiunto &amp;ndash; indipendentemente da come si svilupper&amp;agrave; questo processo, siamo di fronte a una manifestazione cinica e flagrante della dottrina Monroe, che non tollera la 'dissidenza' in tutto l'emisfero occidentale&amp;raquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il colloquio Lavrov-Rodr&amp;iacute;guez ai margini dei BRICS&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il fronte diplomatico russo si &amp;egrave; mobilitato anche ai massimi livelli. Gioved&amp;igrave;, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha incontrato il suo omologo cubano, Bruno Rodr&amp;iacute;guez Parrilla, a margine del vertice dei ministri degli Esteri dei BRICS. Nel corso del colloquio, Lavrov ha manifestato la disponibilit&amp;agrave; di Mosca a fornire sostegno all'Avana nella sua &amp;laquo;giusta rivendicazione&amp;raquo; affinch&amp;eacute; gli Stati Uniti pongano immediatamente fine al blocco e rimuovano Cuba dalla lista statunitense dei cosiddetti &amp;laquo;Stati sponsor del terrorismo&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;laquo;La parte russa ha manifestato la propria disponibilit&amp;agrave; a fornire sostegno all'Avana&amp;raquo;, si legge in una nota ufficiale del Ministero degli Esteri russo, che ribadisce la linea di ferma opposizione alle sanzioni unilaterali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L'escalation di Washington contro l'isola&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le dichiarazioni di Mosca fanno da contrappunto a una serie di iniziative ostili da parte dell'amministrazione statunitense. Lo scorso 29 gennaio, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara un'&amp;laquo;emergenza nazionale&amp;raquo; di fronte alla presunta &amp;laquo;minaccia insolita e straordinaria&amp;raquo; che, secondo Washington, Cuba rappresenterebbe per la sicurezza nazionale e regionale. Il testo accusa il governo cubano di allinearsi con &amp;laquo;numerosi paesi ostili&amp;raquo;, di ospitare &amp;laquo;gruppi terroristici transnazionali&amp;raquo; e di consentire lo schieramento sull'isola di &amp;laquo;sofisticate capacit&amp;agrave; militari e di intelligence&amp;raquo; di Russia e Cina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Sulla base di queste premesse, la Casa Bianca ha annunciato l'imposizione di dazi ai paesi che vendono petrolio alla nazione caraibica, accompagnati da minacce di ritorsioni contro chiunque agisca in contrasto con l'ordine esecutivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La mossa si inserisce in un contesto di crescente escalation tra Washington e L'Avana. Il governo cubano ha sistematicamente respinto tutte le accuse e ha avvertito che difender&amp;agrave; la propria integrit&amp;agrave; territoriale. Il presidente dell'isola ha definito le nuove misure come l'evidenza della &amp;laquo;natura fascista, criminale e genocida di una cricca che ha preso in ostaggio gli interessi del popolo statunitense per fini puramente personali&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La scorsa settimana, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha anticipato l'intenzione di imporre nuove sanzioni contro Cuba. Il 1&amp;deg; maggio, Trump ha firmato un ulteriore decreto esecutivo che introduce misure aggiuntive contro il governo dell'isola, ampliando le restrizioni esistenti ai sensi della Legge sui poteri economici di emergenza internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a0827e859bf5b4d2461873e+%281%29.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Mosca accoglie con ironia la «finta indifferenza» occidentale dopo il lancio del missile Sarmat</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mosca_accoglie_con_ironia_la_finta_indifferenza_occidentale_dopo_il_lancio_del_missile_sarmat/82_66908/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;h3&gt;&amp;nbsp;&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La Russia osserva con ironia i tentativi dell'Occidente di mostrare una finta indifferenza in seguito al test riuscito del sistema missilistico balistico intercontinentale Sarmat. Lo ha dichiarato il viceministro degli Affari esteri russo, Sergej Riabkov, sottolineando che Mosca non si aspetta &amp;ndash; n&amp;eacute; si &amp;egrave; mai aspettata &amp;ndash; alcuna reazione ufficiale da parte dei paesi occidentali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;laquo;Comprendiamo che per loro ogni episodio, ogni evento di questo tipo &amp;egrave; un motivo per dimostrare una quasi indifferenza &amp;ndash; ha affermato Riabkov &amp;ndash;. Noi lo percepiamo con ironia, perch&amp;eacute; non peggio, ma meglio di chiunque altro comprendiamo cosa implichi la prossima messa in servizio di questo sistema&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il diplomatico ha aggiunto che la Russia &amp;laquo;non ha aspettato, non si aspetta n&amp;eacute; si aspetter&amp;agrave; alcuna reazione da parte degli avversari e degli oppositori occidentali&amp;raquo;, sia per quanto riguarda i test dei suoi nuovi sistemi avanzati sia per quelli gi&amp;agrave; operativi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il successo del secondo lancio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Lo scorso 12 maggio 2026, la Russia ha effettuato con successo il secondo lancio del nuovo missile balistico intercontinentale pesante a combustibile liquido, il Sarmat. L'operazione rappresenta un'importante tappa nel programma di test di volo del sistema missilistico strategico russo di nuova generazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il presidente Vladimir Putin ha definito il Sarmat come il &amp;laquo;sistema missilistico pi&amp;ugrave; potente al mondo&amp;raquo;, paragonabile in potenza al Voevoda &amp;ndash; il missile dell'era sovietica &amp;ndash; ma con caratteristiche significativamente superiori. &amp;laquo;La potenza complessiva della testata lanciata &amp;ndash; ha precisato il presidente &amp;ndash; &amp;egrave; pi&amp;ugrave; di quattro volte superiore a quella di qualsiasi equivalente occidentale esistente, anche il pi&amp;ugrave; potente&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Secondo quanto riportato da fonti ufficiali russe, il Sarmat sarebbe in grado di viaggiare non solo su traiettoria balistica, ma anche suborbitale, consentendo una gittata superiore ai 35.000 chilometri. Questa caratteristica raddoppierebbe la precisione del missile e la sua capacit&amp;agrave; di penetrare tutti i sistemi di difesa antimissile esistenti e futuri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Putin ha inoltre annunciato che il primo reggimento missilistico equipaggiato con il nuovo sistema entrer&amp;agrave; in servizio attivo entro la fine dell'anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il contesto strategico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il Sarmat rappresenta il pilastro pi&amp;ugrave; avanzato della triade nucleare russa ed &amp;egrave; destinato a sostituire progressivamente i missili Voevoda, ereditati dall'Unione Sovietica. Lo sviluppo del sistema rientra in un pi&amp;ugrave; ampio programma di modernizzazione delle forze strategiche russe, che Mosca considera essenziale per mantenere la parit&amp;agrave; nucleare con gli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le dichiarazioni di Riabkov riflettono la posizione russa secondo cui la credibilit&amp;agrave; della deterrenza nucleare non necessita di riconoscimenti o reazioni da parte dell'Occidente. L'ironia sottolineata dal viceministro suggerisce che Mosca interpreti il silenzio occidentale non come indifferenza reale, bens&amp;igrave; come un tentativo di non attribuire rilevanza pubblica a un sistema che, per capacit&amp;agrave; dichiarate, modifica gli equilibri strategici globali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Al momento, n&amp;eacute; il Pentagono n&amp;eacute; i ministeri degli Esteri dei principali paesi europei hanno rilasciato commenti ufficiali sul lancio del Sarmat.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a0828ee59bf5b4d24618743.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La doccia fredda di Trump a chi punta all'indipendenza di Taiwan</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_doccia_fredda_di_trump_a_chi_punta_allindipendenza_di_taiwan/82_66909/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha gettato un secchio d'acqua ghiacciati su quanti, a Taiwan, puntano a dichiarare l'indipendenza dall'isola, ribadendo che Washington non &amp;egrave; disposta a farsi trascinare in un conflitto per sostenere una simile eventualit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;In un'intervista rilasciata a&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Fox News&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;e pubblicata venerd&amp;igrave;, Trump &amp;egrave; stato netto: &amp;laquo;Non voglio che diventino indipendenti e dover percorrere 9.500 miglia per combattere una guerra. Non &amp;egrave; quello che voglio&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il presidente ha quindi auspicato un raffreddamento delle tensioni da entrambe le parti: &amp;laquo;Voglio che si calmino, voglio che la Cina si calmi [...] Non stiamo cercando guerre. Se si mantenesse la situazione cos&amp;igrave; com'&amp;egrave;, credo che la Cina sarebbe d'accordo&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Trump ha infine chiarito il punto centrale della sua posizione: &amp;laquo;Non vogliamo che qualcuno dica: 'Diventeremo indipendenti perch&amp;eacute; gli Stati Uniti ci sostengono'&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Taiwan &amp;egrave; autonomamente amministrata dal 1949, al termine della guerra civile cinese, ma la Repubblica Popolare Cinese considera l'isola una parte inalienabile del proprio territorio. La maggior parte dei paesi del mondo, inclusa la Russia, riconosce ufficialmente il principio di un'unica Cina e non intrattiene relazioni diplomatiche formali con Taipei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Di fronte alle periodiche dichiarazioni separatiste provenienti da alcuni esponenti politici taiwanesi, Pechino ribadisce costantemente che la regione &amp;laquo;non &amp;egrave; mai stata un paese n&amp;eacute; lo sar&amp;agrave; mai&amp;raquo;, poich&amp;eacute; costituisce &amp;laquo;una parte inalienabile del territorio cinese&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le implicazioni delle dichiarazioni di Trump&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le parole del presidente americano segnano un allontanamento dalle ambiguit&amp;agrave; strategiche che hanno caratterizzato la politica statunitense verso Taiwan per decenni. Pur mantenendo relazioni informali e fornendo all'isola capacit&amp;agrave; di autodifesa, Washington si &amp;egrave; astenuta dal garantire un intervento militare automatico in caso di conflitto con Pechino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L'approccio di Trump &amp;ndash; incentrato sulla volont&amp;agrave; di evitare un impegno bellico diretto a migliaia di chilometri di distanza &amp;ndash; sembra privilegiare la stabilit&amp;agrave; regionale e la gestione pragmatica delle relazioni con la Cina rispetto a una linea di fermo sostegno alle aspirazioni indipendentiste taiwanesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le dichiarazioni arrivano in un momento di crescenti tensioni nel teatro dell'Indo-Pacifico, dove la Cina ha intensificato le esercitazioni militari intorno all'isola, mentre gli Stati Uniti hanno rafforzato i legami di sicurezza con alleati regionali come Giappone, Australia e Filippine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Al momento, n&amp;eacute; Pechino n&amp;eacute; le autorit&amp;agrave; di Taipei hanno rilasciato commenti ufficiali in risposta alle dichiarazioni del presidente statunitense.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a07a769e9ff713cc0664bdb.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>I signori Biden e i laboratori segreti USA in Ucraina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-i_signori_biden_e_i_laboratori_segreti_usa_in_ucraina/45289_66910/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; prevedibile che da qui a estate inoltrata toccher&amp;agrave; ad assistere a una serie corposa di &amp;ldquo;rivelazioni&amp;rdquo; su porcate, raggiri, azioni criminali e assassini, perpetrati da passate amministrazioni americane in giro per il mondo e, in particolare, in Europa orientale e Repubbliche centroasiatiche. Il Partito Repubblicano ha un disperato bisogno di recuperare non pochi punti nella corsa in vista delle elezioni di medio termine previste per il prossimo autunno e non sar&amp;agrave; risparmiato ogni minimo colpo che possa indebolire il Partito Democratico. Potrebbe andare in questa direzione anche l'ammissione fatta a inizio settimana dalla direttrice dell'intelligence nazionale USA, Tulsi Gabbard, sui laboratori biologici del Pentagono in Ucraina in cui si conducevano ricerche a duplice uso, civile e militare e su cui sarebbe stata ora avviata un'indagine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su questa linea, quindi, non si pu&amp;ograve; escludere che anche la vicenda dell'attentato che nel dicembre 2024 cost&amp;ograve; la vita al generale Igor Kirillov, comandante delle forze di difesa chimico-biologica russe, fatto saltare in aria a Moskva per mano di killer ucraini, possa ricondursi a precisi ordini impartiti da Washington. In estrema sintesi, ricordiamo che il 16 dicembre 2024, il terroristico Servizio di sicurezza di Kiev (SBU) aveva avviato un procedimento penale in contumacia contro Kirillov, con l'accusa di &amp;laquo;uso massiccio di armi chimiche&amp;raquo; nel conflitto in Ucraina. Il giorno seguente, 17 dicembre, Kirillov veniva assassinato con una operazione dello stesso SBU.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D'altronde, le notizie sui cosiddetti biolaboratori (si parla ora di circa 120 laboratori yankee in giro per il mondo, di cui una quarantina in Ucraina) circolano non certo da ora (in calce alla notizia, i link a precedenti notizie &lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt;) e le dichiarazioni della Gabbard, nota PolitNavigator, non fanno che confermare tutte le passate accuse e pubblicazioni sui preparativi USA per una guerra biologica contro la Russia. Ma, nello specifico della campagna elettorale per il Congresso, le ultime &amp;ldquo;novit&amp;agrave;&amp;rdquo; hanno lo scopo di smascherare, in particolare, il ruolo dell'amministrazione Biden e di figure chiave del Partito Democratico. Non &amp;egrave; una novit&amp;agrave;, per esempio, che Hunter Biden fosse da tempo balzato alle cronache non solo per la vicenda ucraina con la societ&amp;agrave; Burisma, ma anche per aver aiutato la grande azienda farmaceutica MetaBiota ad assicurarsi lucrosi contratti tramite la societ&amp;agrave; del Pentagono Black &amp;amp; Veatch, per progetti di ricerca e modernizzazione volti a sfruttare il potenziale letale dei patogeni pi&amp;ugrave; pericolosi nei laboratori biologici in Ucraina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&amp;ograve; che &amp;egrave; importante in questa storia, ammette PolitNavigator, &amp;egrave; l'ammissione che tali attivit&amp;agrave; siano state condotte in Ucraina e siano state sospese solo all'inizio della guerra, per poi trasferire attrezzature e specialisti in altri paesi dell'Europa orientale e dell'Asia centrale, come pure in Armenia e Kazakhstan. Ora, dunque, la semplice ammissione sullo sviluppo di armi biologiche in Ucraina &amp;egrave; insufficiente, dato che il fatto era gi&amp;agrave; stato a suo tempo dimostrato dal Servizio di Difesa radio-chimico-biologica dell'esercito russo. Essenziale, ora, a giudizio di Moskva, &amp;egrave; che si metta fine a tutti i progetti di ricerca militare di USA, Germania, Gran Bretagna in Georgia, Armenia, Azerbajdžan, Kazakhstan, Uzbekistan, Mongolia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo, soprattutto considerando che nel Kazakhstan meridionale, al confine con il Kirghizstan, scrive PolitNavigator, appaltatori americani hanno gi&amp;agrave; completato la costruzione di una struttura ad altissimo rischio: un impianto &amp;ldquo;BSL-4&amp;rdquo; (Biosafety Level-4) con un laboratorio e un deposito sotterraneo per i patogeni pi&amp;ugrave; pericolosi provenienti da tutto il mondo, contro i quali non esistono contromisure o difese e in grado di contaminare e destabilizzare tutta l'Asia centrale. In una fase in cui la guerra contro l'Iran ha raggiunto una fase di stallo e gli USA stanno perdendo la corsa globale contro la Cina, in qualunque momento potrebbe essere innescata una &quot;fuga&quot;, provocando una catastrofe umanitaria nell'intera regione ai confini di Russia, Cina e Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tale contesto, giocano un ruolo chiave niente affatto positivo l'adesione del Kazakhstan sia agli &amp;ldquo;Accordi di Abramo&amp;rdquo;, sia l'accordo con Ankara, che concede alla Turchia il diritto di utilizzare territorio e spazio aereo kazakho per il trasporto di truppe, equipaggiamenti e materiali, con ci&amp;ograve; consentendo la fornitura di qualsiasi tipo di arma e agente patogeno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che l'amministrazione Biden avesse mentito, negando la presenza di laboratori biologici in Ucraina, lo afferma anche il tenente colonnello USA a riposo Earl Rasmussen, il quale ricorda come, nel marzo 2022, l'allora vicesegretario di Stato Victoria Nuland (quella dei biscotti a majdan e del &amp;ldquo;fuck the EU&amp;rdquo;) avesse ammesso l'esistenza di tali laboratori contenenti pericolosi agenti patogeni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora dunque, Washington ammette che quelle che Joe Biden definiva &amp;laquo;fantasie cospirative&amp;raquo; russe erano pura realt&amp;agrave; e Tulsi Gabbard annuncia quindi l'avvio di indagini; quanto approfondite resta da vedere. La struttura di cui Gabbard &amp;egrave; a capo riunisce 17 agenzie di intelligence, tra cui CIA, intelligence militare, DIA, secondo i dati delle quali ci&amp;ograve; che viene sperimentato in quei 120 laboratori minaccia &amp;ldquo;interessi e benessere&amp;rdquo; dei cittadini statunitensi, trattandosi di agenti patogeni ad altissima letalit&amp;agrave;: con pericolosit&amp;agrave; di quarto grado. In questo senso, le armi biologiche sono pi&amp;ugrave; terrificanti delle armi nucleari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&amp;ograve; che ha detto Gabbard, osserva Elena Karaeva su RIA Novosti, non &amp;egrave; una semplice notizia, irrilevante: le sue parole sono un riassunto di varie relazioni svolte a suo tempo dal generale Igor Kirillov. Era stato proprio Kirillov a redigere numerose relazioni, solo parzialmente pubblicate; e quelle relazioni contenevano gi&amp;agrave; tutto quanto riportato ora da Gabbard. Per intendersi: la totale mancanza di controllo sui patogeni nei laboratori biologici; l'assenza di ispezioni esterne; l'opacit&amp;agrave; pressoch&amp;eacute; totale di ogni aspetto della questione. E questa opacit&amp;agrave;, afferma Karaeva &amp;laquo;viola quasi automaticamente tutte le disposizioni di tutti i documenti e le convenzioni internazionali che vietano qualsiasi ricerca relativa a patogeni batteriologici... Il generale fu ucciso da terroristi ucraini. Perch&amp;eacute; la verit&amp;agrave; pronunciata da Igor Anatolevic Kirillov terrorizzava quegli stessi criminali con gli occhi gelidi dei boia, criminali che non solo lavoravano con agenti patogeni, ma a quanto pare rubavano anche fondi agli Stati Uniti&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; difficile escludere che proprio la questione economica sia stata quella che, pi&amp;ugrave; di ogni altra, ha dettato ora la decisione di Washington di aprire, appena un po', quello che potrebbe essere un tremendo vaso di Pandora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;FONTI:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/vsled-za-ukrainojj-neobkhodimo-ochistit-ot-smertonosnykh-biolaboratorijj-vsjo-postsovetskoe-prostranstvo.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/vsled-za-ukrainojj-neobkhodimo-ochistit-ot-smertonosnykh-biolaboratorijj-vsjo-postsovetskoe-prostranstvo.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://ukraina.ru/20260515/administratsiya-baydena-lgala-o-biolaboratoriyakh-na-ukraine---podpolkovnik-rasmussen-1078996693.html&quot;&gt;https://ukraina.ru/20260515/administratsiya-baydena-lgala-o-biolaboratoriyakh-na-ukraine---podpolkovnik-rasmussen-1078996693.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://ria.ru/20260515/virus-2092537673.html&quot;&gt;https://ria.ru/20260515/virus-2092537673.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;/dettnews-a_chi_rispondono_i_laboratori_biologici_militari_usa_nelle_ex_repubbliche_sovietiche/82_34345/&quot;&gt;https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-a_chi_rispondono_i_laboratori_biologici_militari_usa_nelle_ex_repubbliche_sovietiche/82_34345/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;/dettnews-in_armenia_apre_un_biolaboratorio_usa_ajnur_kurmanov_vanno_trattati_come_basi_militari_nato/45289_52676/&quot;&gt;https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-in_armenia_apre_un_biolaboratorio_usa_ajnur_kurmanov_vanno_trattati_come_basi_militari_nato/45289_52676/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/03/08/la-guerra-in-ucraina-e-i-laboratori-biologici-usa-a-lvov-poltava-e-kharkov-0147278&quot;&gt;https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/03/08/la-guerra-in-ucraina-e-i-laboratori-biologici-usa-a-lvov-poltava-e-kharkov-0147278&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/photo_2026-05-14_05-13-09.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'esito catastrofico del vertice di Pechino</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lesito_catastrofico_del_vertice_di_pechino/29296_66906/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che il vertice di Pechino tra Xi e Trump del 14 e 15 Maggio fosse di importanza capitale per riuscire a garantire stabilit&amp;agrave; e pacifica coesistenza tra le due superpotenze globali era evidente a tutti. Meno evidente - a leggere almeno le disamine dei commentatori e degli analisti &amp;ndash; che il focus fondamentale dell'incontro tra i due leader fosse&amp;nbsp; legato all'aspetto economico e finanziario. Eppure basta uscire dalle dichiarazioni ufficiali degli alti dignitari di entrambi i paesi per accorgersi che l'economia &amp;egrave; la pietra angolare dei rapporti tra Pechino e Washington.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La stessa composizione della delegazione americana chiarisce questo fatto: Trump si &amp;egrave; infatti portato a Pechino tutto il gotha del capitalismo americano soprattutto in ambito finanziario e in ambito high-tech.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma anche i diplomatici cinesi non hanno fatto nulla per nascondere l'importanza dei rapporti economici tra le due sponde del Pacifico. Basti pensare che appena prima che l'Air Force 1 decollasse da Washington in direzione Pechino,&lt;a href=&quot;https://x.com/ChineseEmbinUS/status/2054319920003830054/photo/1&quot;&gt; l'Ambasciata cinese in USA ha pubblicato un post su X.com&lt;/a&gt; nel quale si elencavano le linee rosse della Cina nel vertice che si sarebbe svolto a distanza di alcune ore.&amp;nbsp; Tra le linee rosse vi era&amp;nbsp; il &amp;ldquo;diritto allo sviluppo economico&amp;rdquo; della Cina che in nessun caso poteva essere messo in discussione. E proprio qui sta il punto centrale: il tumultuoso sviluppo della Cina connotato da una capacit&amp;agrave; di innovazione tecnologica sbalorditiva sta mettendo all'angolo la capacit&amp;agrave; di competere del sistema economico americano compreso quello del settore high-tech della Silicon Valley. In conseguenza di questo gap i conti nazionali USA sono in condizioni catastrofiche con tutti i rischi del caso in ambito monetario (egemonia del Dollaro) e in ambito di stabilit&amp;agrave; del sistema finanziario a stelle e strisce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con queste premesse il bilancio in ambito &amp;ldquo;economico&amp;rdquo; del vertice Xi-Trump &amp;egrave; presto fatto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Nessun accordo in materia di esportazione delle terre rare cinesi fondamentali per lo sviluppo delle aziende high-tech USA (a partire dalle aziende produttive di microprocessori);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La promessa di acquisto da parte cinese &lt;a href=&quot;https://www.marketwatch.com/story/boeings-stock-drops-as-trumps-order-deal-with-china-disappoints-baff30fa&quot;&gt;di 500 aerei civili made in USA&lt;/a&gt; (Boeing) si &amp;egrave; ridotta &lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/trump-says-china-potentially-buy-750-boeing-planes-2026-05-15/&quot;&gt;a 200 aerei&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Gli USA hanno si autorizzato la vendita dei microprocessori H200 di ultima generazione della Nvidia ma i cinesi stanno mettendo forti restrizioni per tutelare le proprie produzioni. Su questo punto si pensi che in pochi anni sono state ribaltate completamente le prospettive; infatti prima erano gli USA a non consentire alla Cina di importare questi microprocessori con l'obbiettivo di rallentare lo sviluppo tecnologico cinese mentre ora sono i cinesi che avendo sostanzialmente recuperato il gap dagli USA a non voler pi&amp;ugrave; importarli per tutelare le proprie produzioni.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Ovviamente non c'&amp;egrave; stato nessun accordo generale in ambito di interscambio commerciale tra Pechino e Washington.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;In definitiva se questi sono i risultati possiamo dire che la visita &amp;egrave; stata un fiasco assoluto e che, di conseguenza, le tensioni tra i due giganti continueranno e anzi, probabilmente, si inaspriranno ancora di pi&amp;ugrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A dimostrazione che questa &amp;egrave; la visione corretta basti dire che tutti gli indici di Wall Street ieri hanno chiuso in forte perdita (tra l'1% e il 2% circa), Segno evidente che le prospettive per le aziende Made in USA non sono positive.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come sempre, quando le problematiche economiche non trovano sbocchi positivi i rischi di un inasprimento dei conflitti sul piano geopolitico aumentano esponenzialmente. Questo ovviamente indipendentemente dalle dichiarazioni di circostanza sia sul conflitto in Ucraina, che in quello mediorientale ed - in prospettiva a lungo termine - anche su quello potenziale a Taiwan; in questo ultimo caso per&amp;ograve; gli USA devono attendere il riarmo dei vassalli giapponesi, coreani, filippini e di Taiwan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che le cose volgano comunque al brutto con un ulteriore inasprimento dei conflitti &amp;egrave; testimoniato da un'altra circostanza di fatto: Vladimir Putin il 20 di Maggio, e dunque&amp;nbsp;&amp;nbsp; a tamburo battente, si recher&amp;agrave; a Pechino per un vertice con Xi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non bisogna essere degli indovini per escludere che il tema principale di discussione non sar&amp;agrave; (purtroppo) legata ai rapporti culturali sino-russi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;PER APPROFONDIRE:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/1b2FH_aL3Ro?si=03pxe2SXmxvDXtbL&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Economia e dintorni</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/USA+China.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La nuova era multipolare prende forma a Pechino</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_nuova_era_multipolare_prende_forma_a_pechino/45289_66899/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Nel pieno della crisi mediorientale e mentre l&amp;rsquo;ordine internazionale costruito attorno all&amp;rsquo;egemonia USA mostra crepe sempre pi&amp;ugrave; evidenti, da Pechino arriva un segnale destinato a pesare sugli equilibri globali dei prossimi anni. L&amp;rsquo;incontro tra &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202605/1361013.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Xi Jinping e Donald Trump&lt;/a&gt; non &amp;egrave; stato soltanto un evento diplomatico di alto profilo, ma la rappresentazione plastica di un mondo che sta cambiando rapidamente. Come si evince dalle dichiarazioni ufficiali cinesi, emerge una linea politica precisa: sostituire la logica dello scontro sistemico con quella della &amp;ldquo;stabilit&amp;agrave; strategica costruttiva&amp;rdquo;. Xi ha parlato di cooperazione come asse principale delle relazioni bilaterali, competizione entro limiti controllabili e differenze da gestire senza precipitare nel conflitto. Un linguaggio che segna una distanza netta dalla narrativa occidentale degli ultimi anni fondata sul contenimento della Cina. Dietro la retorica della cooperazione, tuttavia, si intravede soprattutto il nuovo rapporto di forza tra Washington e Pechino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trump &amp;egrave; arrivato nella capitale cinese accompagnato dai vertici di colossi come Apple, NVIDIA e Tesla, segnale evidente di quanto l&amp;rsquo;economia USA continui a dipendere dal mercato cinese e dalla stabilit&amp;agrave; delle relazioni con Pechino. Non a caso, il presidente statunitense ha scelto toni insolitamente concilianti, definendo Xi &amp;ldquo;un grande leader&amp;rdquo; e la Cina &amp;ldquo;un grande Paese&amp;rdquo;. Il punto centrale &amp;egrave; che gli Stati Uniti sono oggi costretti a cercare una forma di stabilizzazione con la Cina da una posizione molto meno dominante rispetto al passato. Ed &amp;egrave; qui che si inserisce l&amp;rsquo;analisi di Pino Arlacchi, che in una recente intervista ha &lt;a href=&quot;/dettnews-pino_arlacchi_a_lad_la_cina_ha_aspettato_il_cadavere_di_trump_e_degli_stati_uniti_sulla_riva_del_fiume/56082_66878/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;descritto&lt;/a&gt; il progressivo passaggio verso un mondo multipolare e &amp;ldquo;post-statunitense&amp;rdquo;. Secondo Arlacchi, la guerra indiretta con l&amp;rsquo;Iran e l&amp;rsquo;instabilit&amp;agrave; mediorientale stanno imponendo costi enormi a Washington, molto superiori a quelli raccontati all&amp;rsquo;opinione pubblica occidentale. Le difficolt&amp;agrave; militari e finanziarie aumentano le pressioni interne sull&amp;rsquo;amministrazione Trump, soprattutto da parte del Pentagono, alla ricerca di una via d&amp;rsquo;uscita strategica. In questo contesto, il viaggio a Pechino appare meno come una dimostrazione di forza USA e pi&amp;ugrave; come un tentativo di evitare un ulteriore deterioramento degli equilibri globali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Cina, infatti, non sembra avere alcun interesse a salvare l&amp;rsquo;egemonia statunitense. Forte della propria autonomia industriale, della centralit&amp;agrave; nelle catene produttive globali e del ruolo crescente dei BRICS, Pechino si presenta ormai come il baricentro di un nuovo sistema economico internazionale. Non &amp;egrave; casuale che Xi abbia insistito sul concetto di &amp;ldquo;mutuo vantaggio&amp;rdquo; e sulla necessit&amp;agrave; di abbandonare la mentalit&amp;agrave; da guerra fredda. Dietro questa formula c&amp;rsquo;&amp;egrave; la consapevolezza cinese che il tempo storico lavori oggi a favore dell&amp;rsquo;Asia. Anche sul piano economico, Pechino ritiene di poter assorbire eventuali shock energetici o commerciali molto meglio delle economie euro-atlantiche. Arlacchi sostiene infatti che un&amp;rsquo;eventuale escalation dei prezzi energetici colpirebbe soprattutto l&amp;rsquo;Occidente, gi&amp;agrave; attraversato da inflazione strutturale, debito crescente e fragilit&amp;agrave; industriali. La Cina, grazie a una forte pianificazione statale e a una minore esposizione alla speculazione finanziaria, dispone invece di strumenti pi&amp;ugrave; efficaci per contenere le crisi. Sul tavolo restano naturalmente questioni esplosive, a partire da Taiwan, che Xi ha definito il nodo pi&amp;ugrave; sensibile delle relazioni sino-statunitensi. Ma proprio il fatto che Washington abbia scelto di rilanciare il dialogo dimostra quanto sia cambiato il quadro internazionale rispetto a pochi anni fa. Anche il simbolismo della visita ha avuto un peso politico rilevante. La passeggiata congiunta di Xi e Trump al Tempio del Cielo &amp;egrave; stata interpretata dai media cinesi come il segnale della ricerca di un &amp;ldquo;raccolto comune&amp;rdquo; tra le due potenze. Un&amp;rsquo;immagine accuratamente costruita per trasmettere l&amp;rsquo;idea che la stabilit&amp;agrave; globale non possa pi&amp;ugrave; essere dettata unilateralmente dagli Stati Uniti. Parallelamente, Arlacchi lega questo mutamento geopolitico alla necessit&amp;agrave; di rifondare le istituzioni internazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua candidatura alla guida dell&amp;rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite punta infatti a superare un assetto nato nel secondo dopoguerra e ormai considerato incapace di rappresentare il nuovo equilibrio mondiale. L&amp;rsquo;idea di sostituire il Consiglio di Sicurezza con un &amp;ldquo;Consiglio della Pace&amp;rdquo; eletto democraticamente riflette proprio questa transizione verso un ordine multipolare. Il vertice di Pechino sembra dunque raccontare una verit&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; difficile da ignorare: la fase dell&amp;rsquo;unipolarismo USA sta lasciando spazio a un sistema internazionale pi&amp;ugrave; frammentato, nel quale la Cina non cerca semplicemente di entrare nell&amp;rsquo;ordine esistente, ma di ridefinirne le regole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/xi-jinping-e-donald-trump-ansa1.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Biolabs, Pentagono e Ucraina: la narrativa occidentale entra in crisi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-biolabs_pentagono_e_ucraina_la_narrativa_occidentale_entra_in_crisi/45289_66900/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Per anni Washington ha liquidato come &amp;ldquo;propaganda del Cremlino&amp;rdquo; ogni accusa relativa ai biolaboratori finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina. Cos&amp;igrave; come ha fatto il circuito informativo mainstream occidentale. Oggi, per&amp;ograve;, qualcosa sta cambiando. La decisione dell&amp;rsquo;amministrazione di Donald Trump di avviare un&amp;rsquo;indagine su oltre 120 laboratori biologici USA all&amp;rsquo;estero, inclusi quelli presenti in Ucraina, rappresenta una svolta politica e mediatica difficilmente ignorabile. A rendere pubblica l&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; stata Tulsi Gabbard, che ha &lt;a href=&quot;https://nypost.com/2026/05/11/us-news/dni-tulsi-gabbard-probes-us-funding-to-more-than-120-biolabs-abroad/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;parlato&lt;/a&gt; apertamente della necessit&amp;agrave; di identificare dove si trovino questi laboratori, quali agenti patogeni custodiscano e quale tipo di ricerca venga condotta al loro interno. Al centro dell&amp;rsquo;indagine vi &amp;egrave; soprattutto la controversa &amp;ldquo;gain-of-function research&amp;rdquo;, ovvero la manipolazione di virus per studiarne trasmissibilit&amp;agrave; ed evoluzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di un cambio di tono radicale rispetto alla linea mantenuta negli ultimi anni dall&amp;rsquo;amministrazione di Joe Biden e dagli apparati occidentali. Dal 2022 in avanti, ogni denuncia proveniente da Mosca era stata sistematicamente bollata come disinformazione. Eppure gi&amp;agrave; nei primi mesi della guerra la Russia aveva presentato dossier e documenti sostenendo che in Ucraina fossero attivi programmi biologici finanziati dal Pentagono. Secondo Mosca, alcuni progetti avrebbero riguardato lo studio della diffusione di agenti patogeni attraverso uccelli migratori e pipistrelli, con possibili implicazioni militari. Accuse sempre respinte da Washington, che ha insistito sul carattere sanitario e difensivo delle ricerche. Un passaggio chiave avvenne nel marzo 2022, quando Victoria Nuland ammise davanti al Senato statunitense l&amp;rsquo;esistenza in Ucraina di &amp;ldquo;strutture di ricerca biologica&amp;rdquo;, dichiarando al tempo stesso la preoccupazione che tali materiali potessero cadere sotto controllo russo. Quell&amp;rsquo;ammissione incrin&amp;ograve; la narrazione ufficiale secondo cui i laboratori semplicemente non esistevano. Anche il Pentagono, attraverso programmi legati alla Defense Threat Reduction Agency, aveva finanziato negli anni attivit&amp;agrave; biologiche in numerosi Paesi dell&amp;rsquo;ex spazio sovietico con la motivazione ufficiale di ridurre i rischi derivanti da armi di distruzione di massa ereditate dal periodo post-Guerra Fredda. Oggi la nuova amministrazione USA sembra voler prendere le distanze da parte di quella gestione. Gabbard ha attaccato apertamente figure come Anthony Fauci, accusando apparati politici e sanitari di aver mentito all&amp;rsquo;opinione pubblica sull&amp;rsquo;esistenza dei biolaboratori finanziati dagli Stati Uniti. Le sue dichiarazioni arrivano in un clima politico profondamente mutato dopo la pandemia da Covid-19, che negli Stati Uniti ha alimentato una crescente diffidenza verso le ricerche sui patogeni ad alto rischio e verso il ruolo delle agenzie federali nella gestione delle informazioni scientifiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal punto di vista geopolitico, la questione assume un peso ancora maggiore. La Russia sostiene da anni che le attivit&amp;agrave; biologiche occidentali vicino ai propri confini rappresentino una minaccia strategica diretta. Mosca ha pi&amp;ugrave; volte denunciato violazioni della Convenzione sulle armi biologiche, accusando gli Stati Uniti di condurre ricerche &amp;ldquo;dual use&amp;rdquo;, ufficialmente civili ma potenzialmente applicabili in ambito militare. Tra le figure pi&amp;ugrave; attive su questo dossier vi era il generale Igor Kirillov, che sosteneva l&amp;rsquo;esistenza di programmi biologici sensibili nei pressi dei confini russi. Kirillov &amp;egrave; stato ucciso nel 2024 in un attentato del regime di Kiev. Il punto centrale, oggi, non &amp;egrave; stabilire se i laboratori esistessero - perch&amp;eacute; la loro esistenza &amp;egrave; ormai ammessa apertamente - ma comprendere quali attivit&amp;agrave; siano state realmente condotte e perch&amp;eacute; per anni qualsiasi discussione pubblica sul tema sia stata trattata come disinformazione. La nuova indagine USA rischia quindi di aprire una frattura politica significativa all&amp;rsquo;interno degli stessi Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da una parte vi sono coloro che sostengono che si trattasse esclusivamente di programmi di biosicurezza e prevenzione epidemiologica; dall&amp;rsquo;altra cresce il fronte che chiede trasparenza sulle attivit&amp;agrave; finanziate dal Pentagono e sulle ricerche di manipolazione virale svolte all&amp;rsquo;estero. Sul piano internazionale, la vicenda potrebbe inoltre rafforzare la posizione diplomatica di Russia e Cina, che da tempo accusano Washington di utilizzare infrastrutture scientifiche e programmi biologici come strumenti di proiezione strategica globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Senza+titolo1065.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La CIA a Cuba mentre cresce la pressione USA sull’isola</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_cia_a_cuba_mentre_cresce_la_pressione_usa_sullisola/45289_66901/</link>
                    <pubDate>Sat, 16 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Nel pieno di una nuova fase di tensione tra Washington e Cuba, la &lt;a href=&quot;https://www.telesurtv.net/cuba-cia-no-amenaza-eeuu-ni-apoya-terrorismo/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;visita a sorpresa&lt;/a&gt; del direttore della Central Intelligence Agency, John Ratcliffe, a L&amp;rsquo;Avana assume un significato politico che va ben oltre il semplice canale di dialogo tra apparati di sicurezza. L&amp;rsquo;incontro con i vertici del Ministero dell&amp;rsquo;Interno cubano, richiesto direttamente dagli Stati Uniti secondo la versione ufficiale dell&amp;rsquo;Avana, arriva infatti in un momento estremamente delicato. Negli ultimi mesi l&amp;rsquo;amministrazione di Donald Trump ha intensificato la pressione contro l&amp;rsquo;isola, rilanciando sanzioni, rafforzando il blocco economico e arrivando perfino a evocare una presunta &amp;ldquo;emergenza nazionale&amp;rdquo; legata alla sicurezza USA. Proprio per questo la presenza del capo della CIA nella capitale cubana appare carica di contraddizioni. Da una parte Washington continua ad accusare Cuba di allinearsi a Paesi ostili agli Stati Uniti; dall&amp;rsquo;altra &amp;egrave; costretta ad aprire un canale diretto con la leadership cubana su temi legati alla sicurezza regionale e internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo il governo cubano, durante l&amp;rsquo;incontro sono stati presentati elementi che dimostrerebbero &amp;ldquo;categoricamente&amp;rdquo; che l&amp;rsquo;isola non rappresenta alcuna minaccia per la sicurezza nazionale statunitense e che non esistono ragioni legittime per mantenere Cuba nella lista statunitense dei Paesi sponsor del terrorismo. L&amp;rsquo;Avana ha inoltre ribadito una posizione che difende da anni: Cuba &amp;ldquo;non ospita, non sostiene e non finanzia organizzazioni terroristiche o estremiste&amp;rdquo; e non consente attivit&amp;agrave; ostili contro altri Stati dal proprio territorio. Un messaggio rivolto direttamente alla narrativa costruita da Washington negli ultimi anni. Il dato pi&amp;ugrave; rilevante, tuttavia, &amp;egrave; che il dialogo sia avvenuto proprio mentre la Casa Bianca aumenta la pressione economica sull&amp;rsquo;isola. Il blocco petrolifero e le nuove misure coercitive stanno aggravando una crisi energetica gi&amp;agrave; drammatica, con continui blackout che colpiscono produzione, trasporti, sanit&amp;agrave; e servizi essenziali. Secondo le autorit&amp;agrave; cubane, la situazione ha ormai assunto caratteristiche da emergenza umanitaria. Dalla fine del 2025 l&amp;rsquo;isola avrebbe ricevuto un solo carico petrolifero, mentre le difficolt&amp;agrave; nell&amp;rsquo;approvvigionamento energetico stanno paralizzando ampi settori dell&amp;rsquo;economia nazionale. Negli ultimi mesi anche diverse organizzazioni internazionali e le stesse Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per il deterioramento delle condizioni sociali ed economiche del Paese. In questo contesto, assume un peso particolare la dichiarazione del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodr&amp;iacute;guez Parrilla, secondo cui Washington avrebbe formalizzato per la prima volta un&amp;rsquo;offerta pubblica di assistenza umanitaria all&amp;rsquo;isola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una mossa che L&amp;rsquo;Avana accoglie con prudenza. Cuba teme infatti che eventuali aiuti possano trasformarsi in strumenti di pressione politica o propaganda, mentre continua a sostenere che il vero passo necessario sarebbe la fine del blocco economico imposto dagli Stati Uniti da oltre sessant&amp;rsquo;anni. Sul piano geopolitico, il viaggio di Ratcliffe suggerisce che, nonostante la retorica aggressiva, Washington sia consapevole della necessit&amp;agrave; di mantenere aperti canali minimi di cooperazione con Cuba. Soprattutto in una fase regionale segnata dall&amp;rsquo;instabilit&amp;agrave; caraibica, dalle rotte migratorie fuori controllo e dalla crescente presenza diplomatica di Cina e Russia in America Latina. Non &amp;egrave; casuale che il dialogo si sia concentrato anche sulla cooperazione tra apparati di sicurezza e forze di applicazione della legge. Dietro le dichiarazioni ufficiali emerge infatti il timore USA che un ulteriore collasso economico dell&amp;rsquo;isola possa produrre effetti destabilizzanti nell&amp;rsquo;intera regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al tempo stesso, Cuba cerca di sfruttare diplomaticamente questa apertura per contestare la legittimit&amp;agrave; della propria inclusione nella lista statunitense dei Paesi sponsor del terrorismo, definita da anni una misura arbitraria e politicamente motivata. La pubblicazione delle fotografie dell&amp;rsquo;incontro da parte della CIA, senza ulteriori spiegazioni, sembra inoltre indicare la volont&amp;agrave; degli Stati Uniti di lanciare un messaggio ambiguo: mostrare fermezza pubblica senza chiudere completamente la porta al dialogo. Dietro la visita del capo della CIA si intravede cos&amp;igrave; una realt&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; evidente: la strategia di isolamento totale contro Cuba non ha prodotto il cambio di regime sperato dagli Stati Uniti e rischia anzi di spingere ulteriormente l&amp;rsquo;isola verso le potenze emergenti del mondo multipolare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Ratcliffe-Cuba-compressed.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Cina, Tempio del Cielo e fine dell’unipolarismo. Intervista a Fabio Massimo Parenti </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cina_tempio_del_cielo_e_fine_dellunipolarismo_intervista_a_fabio_massimo_parenti/56082_66905/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 18:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Storia in diretta, 15 maggio 2026&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;Fabio Massimo Parenti sulla visita di Trump in Cina&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/1b2FH_aL3Ro?si=NCt3srBSMBFixgOE&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;L&amp;rsquo;incontro a Pechino tra Xi Jinping e Donald Trump segna la chiusura definitiva dell&amp;rsquo;era unipolare. Dal dossier Taiwan ai rapporti con l&amp;rsquo;Iran, fino al ruolo del big tech statunitense, il vertice offre una fotografia della transizione egemonica in corso. Lo ha dichiarato a l'AntiDiplomatico il Prof. Fabio Massimo Parenti, autore di &quot;La Cina non si Usa&quot;, intervistato da Loretta Napoleoni.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;Quello che la delegazione americana aveva concepito come un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; per ottenere risultati rapidi sul piano politico e commerciale si &amp;egrave; tradotto, nei fatti, in una manifestazione di un ordine sempre pi&amp;ugrave; multipolare. Come osserva Parenti a l&amp;rsquo;AntiDiplomatico, la Cina non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un terreno di proiezione per strategie altrui, ma un attore che definisce condizioni e tempi del confronto internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;Il punto pi&amp;ugrave; sensibile resta Taiwan, elevato da Pechino a linea rossa non negoziabile. La leadership cinese ha ribadito che ogni prospettiva di stabilizzazione delle relazioni bilaterali passa dal superamento dell&amp;rsquo;ambiguit&amp;agrave; strategica americana. Taiwan non &amp;egrave; una leva negoziale n&amp;eacute; un elemento scambiabile, ma una questione di sovranit&amp;agrave; sottratta a compromessi.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;Un&amp;rsquo;impostazione analoga emerge nel rapporto con l&amp;rsquo;Iran. La Cina ha respinto le pressioni statunitensi per l&amp;rsquo;isolamento di Teheran, facendo leva su una rete di interdipendenze che contribuisce a contenere le tensioni energetiche legate allo Stretto di Hormuz. In un contesto di persistente inflazione nelle economie occidentali, la diversificazione degli approvvigionamenti rafforza la resilienza del sistema cinese, riducendo l&amp;rsquo;efficacia delle sanzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;La composizione della delegazione americana evidenzia inoltre una frattura interna. La presenza di esponenti di primo piano della Silicon Valley e di Wall Street &amp;mdash; tra cui Jensen Huang e Tim Cook &amp;mdash; segnala la distanza tra la postura strategica di Washington e l&amp;rsquo;approccio pragmatico del settore privato, per il quale il mercato cinese resta difficilmente sostituibile.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;La scelta del Tempio del Cielo come sede dell&amp;rsquo;incontro assume infine un valore simbolico preciso. Pi&amp;ugrave; che un elemento protocollare, rappresenta la proiezione di una visione del mondo centrata su stabilit&amp;agrave; ed equilibrio, in contrasto con una tradizione occidentale pi&amp;ugrave; orientata alla competizione e all&amp;rsquo;uso della forza. In questo contesto, la Cina non si &amp;egrave; limitata a ospitare il presidente americano, ma ha segnalato la fine dell&amp;rsquo;egemonia unilaterale.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;my-2 [&amp;amp;+p]:mt-4 [&amp;amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;amp;_strong:has(+br)]:pb-2&quot;&gt;L'INTERVISTA COMPLETA:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/1b2FH_aL3Ro?si=NCt3srBSMBFixgOE&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Storia in diretta</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Senza+titolo1066.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Petro contro Ayuso: “Esistiamo da 60.000 anni, siamo la civiltà latinoamericana”</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-petro_contro_ayuso_esistiamo_da_60000_anni_siamo_la_civilt_latinoamericana/45289_66904/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 14:57:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Isabel D&amp;iacute;az Ayuso ha trasformato un viaggio istituzionale gi&amp;agrave; dai contorni non molto chiari in un vero e proprio caso politico internazionale. Dal suo rientro dal Messico, la presidente della Comunit&amp;agrave; di Madrid non ha ancora spiegato nel dettaglio cosa abbia fatto durante gran parte della sua permanenza. Ha per&amp;ograve; incendiato il dibattito con dichiarazioni che sembrano uscite da un&amp;rsquo;altra epoca, portando il conflitto ben oltre i confini spagnoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante la seduta dell&amp;rsquo;Assemblea di Madrid, la dirigente del Partito Popolare ha accusato direttamente il capo del governo spagnolo, Pedro S&amp;aacute;nchez, di aver dato ordine di &amp;ldquo;boicottare&amp;rdquo; il suo viaggio. Un&amp;rsquo;accusa formulata senza fornire alcuna prova, che tratteggia uno scenario da spy story improvvisata in cui la sinistra spagnola e quella messicana avrebbero agito all&amp;rsquo;unisono per sabotare la sua agenda politica. Una strategia mediatica costruita a colpi di insinuazioni e vittimismo, nella quale la presidente messicana Claudia Sheinbaum avrebbe agito, secondo Ayuso, su istruzione diretta del governo spagnolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma &amp;egrave; stato un altro passaggio del suo intervento a scatenare una reazione che ha valicato l&amp;rsquo;Atlantico. Nel pieno della sua arringa difensiva sulla conquista spagnola, Ayuso ha affermato che &amp;ldquo;il Messico non &amp;egrave; esistito fino all&amp;rsquo;arrivo degli spagnoli&amp;rdquo;. Non &amp;egrave; stata un&amp;rsquo;imprecisione. &amp;Egrave; un modo di intendere la storia fondato su un suprematismo coloniale ormai logoro, su una nostalgia imperiale che una certa destra continua a cavalcare come strumento politico. Parole che negano secoli di civilt&amp;agrave;, culture e popoli preispanici, spazzati via con una frase che sembra concepita per riaccendere vecchie ferite e mobilitare il proprio elettorato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente colombiano Gustavo Petro ha scelto la via della memoria e dell&amp;rsquo;orgoglio per replicare a quelle affermazioni dal sapore neocolonialista. Senza nominare direttamente Ayuso, ha &lt;a href=&quot;https://www.telesurtv.net/colombia-petro-reivindica-civilizacion-amerindia-tras-declaraciones-de-diaz-ayuso-sobre-mexico/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;rivendicato&lt;/a&gt; la profondit&amp;agrave; temporale e la grandezza della civilt&amp;agrave; amerindia, ricordando che esiste da sessantamila anni e che i primi artisti di queste terre dipingevano murali da trentamila anni. Ha parlato degli orafi precolombiani, autori di capolavori nati tremila anni fa, all&amp;rsquo;epoca degli egizi. Ha rievocato il Tesoro Quimbaya, quella collezione di centoventidue pezzi archeologici che la Colombia reclama da tempo e che la Spagna custodisce al Museo de Am&amp;eacute;rica di Madrid. Un dettaglio non casuale, che sposta la polemica dal piano delle parole a quello dei beni culturali ancora contesi, restituendo concretezza a un dibattito storico spesso manipolato. Petro ha chiuso il suo messaggio con un&amp;rsquo;affermazione semplice e solenne: &amp;ldquo;Siamo la civilt&amp;agrave; latinoamericana&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre Ayuso trasformava la sua fallimentare trasferta messicana in una guerra culturale a base di una stant&amp;igrave;a propaganda coloniale, Petro le ha ricordato che esiste una grandezza culturale che non ha bisogno di essere difesa con il vittimismo. La presidente messicana Sheinbaum, dal canto suo, aveva gi&amp;agrave; risposto con ironia, invitando l&amp;rsquo;ospite a tornare in Messico &amp;ldquo;in vacanza&amp;rdquo; per studiare la storia del paese. Un colpo che ha fatto pi&amp;ugrave; male di qualsiasi invettiva, perch&amp;eacute; ha messo a nudo la sostanza di un viaggio che assomiglia sempre di pi&amp;ugrave; a una commistione opaca di ferie personali, proclami ideologici e cortine fumogene propagandistiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema di fondo resta e non si lascia coprire da nessun racconto eroico. Ayuso continua a non chiarire cosa abbia fatto durante quattro giorni della sua permanenza in territorio messicano. L&amp;rsquo;opposizione madrilena incalza con domande legittime: quanto &amp;egrave; costato il viaggio, chi lo ha pagato, quali incontri si sono svolti. Domande legittime quando sono coinvolti fondi pubblici. La Comunit&amp;agrave; di Madrid ammette che parte del viaggio sarebbe stata finanziata dallo Stato messicano di Aguascalientes e dagli organizzatori dei premi Platino, e conferma di aver ingaggiato security privata dopo aver denunciato un presunto veto contro Ayuso in un resort di Canc&amp;uacute;n. Veto che i proprietari della struttura negano. E se davvero la minaccia era cos&amp;igrave; seria, le chiedono in molti, perch&amp;eacute; non &amp;egrave; stata richiesta protezione ufficiale n&amp;eacute; al governo spagnolo n&amp;eacute; a quello messicano?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sensazione &amp;egrave; che prima sia arrivato il caos comunicativo e poi, in un secondo momento, sia stato costruito un racconto per giustificarlo. Ayuso si presenta come vittima di una persecuzione orchestrata da S&amp;aacute;nchez, da Sheinbaum, dalla stampa e da chiunque le chieda conto del suo operato. Tuttavia, pi&amp;ugrave; alza i toni e pi&amp;ugrave; risulta evidente il fondo ideologico dell&amp;rsquo;operazione. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; diplomazia istituzionale in tutto questo. C&amp;rsquo;&amp;egrave; una dirigente politica della destra spagnola che utilizza un viaggio ufficiale per alimentare uno scontro permanente basato su un nazionalismo aggressivo e su una rilettura coloniale della storia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E mentre lei insiste nel rivendicare la conquista come un atto fondativo, c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi lavora per ristabilire la verit&amp;agrave; dei fatti e la dignit&amp;agrave; delle radici. Lo ha fatto Petro, ricordando al mondo che la civilt&amp;agrave; latinoamericana ha radici profonde che nessuna polemica pu&amp;ograve; estirpare. Lo aveva gi&amp;agrave; fatto Sheinbaum. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, possiamo affermare che l&amp;rsquo;immagine resituita da questo viaggio rappresenta un pasticcio opaco di vacanze mascherate da istituzione, propaganda coloniale e vittimismo politico. Il classico armamentrio delle destre neoliberiste europee.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/hq72058.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La satira al tempo del dissenso autorizzato - Albeggerà al tramonto e Il tempo del secondo sole di Marco Trionfale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_satira_al_tempo_del_dissenso_autorizzato__albegger_al_tramonto_e_il_tempo_del_secondo_sole_di_marco_trionfale/46096_66903/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 14:36:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Gian Ruggero Manzoni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo pi&amp;ugrave; che bene che la satira &amp;egrave; un genere che utilizza umorismo, ironia e sarcasmo per criticare vizi, costumi e figure di potere, con l'intento di indurre a una riflessione esistenziale e socio-politica a pi&amp;ugrave; livelli. Nata nell'antica Roma come realt&amp;agrave; artistica originale, si distingue per la molteplicit&amp;agrave; dei temi, per l&amp;rsquo;intelligenza usata e per il coraggio che ha sempre dimostrato. Gaio Lucilio (circa 170 a.C. - 102 a.C.) &amp;egrave; considerato da tutti gli storici della letteratura il fondatore della satira esametrica, codificandone lo stile polemico e spesso sferzante. Orazio ha raffinato il genere con toni pi&amp;ugrave; pacati e autobiografici, caratterizzati da un dire colloquiale, ironico e indulgente, volto a sorridere dei vizi umani, mentre Giovenale ha introdotto un sarcasmo pi&amp;ugrave; crudo, aspro, pungente, severo, indignato nei confronti della corruzione morale in atto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla satira menippea che univa il grottesco al comico&amp;hellip; cio&amp;egrave; quella di Seneca&amp;hellip; alla satira conformatasi nel Medio Evo e nella modernit&amp;agrave;, il genere ha mantenuto la sua funzione come nelle pasquinate o nelle opere di Ariosto. Altri autori passati e presenti che, riguardo il tema, mi sovvengono sono, con levature indubbiamente diverse, Dante, Petrarca, Boccaccio, Guittone d&amp;rsquo;Arezzo, Goldoni, Alfieri, Leopardi, Pascoli, Parini, Guareschi, Bergonzoni, Benni e tanti altri. Con la satira ci confrontiamo quotidianamente attraverso social network, televisione e giornali. Non &amp;egrave; quindi difficile capire di cosa parliamo quando entra in ballo il termine satira, ma non si creda che sotto il concetto di satira ci sia solamente un gioco canzonatorio. La satira &amp;egrave; una pratica complessa avendo un intento infine etico, infatti chiama in causa una serie di meccanismi profondi che vanno dal motto morale agli artifici retorici necessari per suscitare straniamento e riso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un autore interessato a fare satira deve conoscere molto bene la sua realt&amp;agrave; contemporanea, le falle delle classi sociali e di quelle politiche, i meccanismi del mondo circostante per saper cogliere gli elementi pi&amp;ugrave; suscettibili di critica, spesso venendo attaccato dalla censura da parte dei cosiddetti &amp;ldquo;poteri forti&amp;rdquo;, proprio per i suoi caratteri polemici e dissacranti. Denunciare i vizi umani, i difetti sociali, gli abusi, usando l'iperbole (l&amp;rsquo;esagerazione), la parodia, il paradosso, la reductio ad absurdum e il sarcasmo, non viene quasi mai digerito da coloro che ne vengono colpiti. Essa pu&amp;ograve; apparire come un'opera completa (ad esempio le &amp;ldquo;Satire&amp;rdquo; di Boileau) o un registro impiegato all'interno di un'opera (ad esempio le sublimi uscite teatrali di Moli&amp;egrave;re). Inoltre si differenzia dalla pura caricatura per una dimensione critica pi&amp;ugrave; profonda e impegnata. Esempi vari&amp;hellip; di nuovo Moli&amp;egrave;re: critica ai medici (&amp;ldquo;Il malato immaginario&amp;rdquo;) e agli ipocriti (&amp;ldquo;Tartuffe&amp;rdquo;); Voltaire: critica dell'ottimismo ingenuo e della guerra nel &amp;ldquo;Candido&amp;rdquo;; George Orwell: &amp;ldquo;La fattoria degli animali&amp;rdquo;, satira del totalitarismo e dei dittatori; e anche intelligenti serie televisive come &amp;ldquo;I Simpson&amp;rdquo; o &amp;ldquo;South Park&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La satira attuale si distingue spesso per un approccio meno diretto e pi&amp;ugrave; ambiguo rispetto al passato, lavorando su &quot;anti-spettacolo&quot;, ripetizione ed errore. Nonostante i tentativi di depotenziamento da parte della cultura dominante, la satira mantiene una sua resistenza, esplorando nuovi territori letterari e poetici e cos&amp;igrave; &amp;egrave; per Marco Trionfale che come individuo non esiste, essendo satira della satira anch&amp;rsquo;egli. Il suo cognome, che pu&amp;ograve; definirsi autocelebrativo, evoca un&amp;rsquo;immagine: secondo l&amp;rsquo;etimologia greca significa &amp;ldquo;tre ombelichi&amp;rdquo;. Inesistente, dunque, ma trivalente e concluso. In realt&amp;agrave;, infatti, Marco Trionfale &amp;egrave; uno pseudonimo che nasce dall&amp;rsquo;anagramma di Franco, Leo e Mirta, i nomi di tre amici (Franco Costantini, Leonardo Fedriga e Mirta Contessi) che hanno lavorato a diversi progetti e condividono molte passioni, una delle quali &amp;egrave; lo scrivere assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di cosa parlano i loro libri? Dalle note redazionali mi approprio di una breve sinossi&amp;hellip; in un futuro molto prossimo, il potere ormai libero da ogni forma di controllo, non temendo l&amp;rsquo;opinione pubblica, disgregata e distratta, non temendo l&amp;rsquo;informazione, complice e acquiescente, non temendo la magistratura, riformata e sottomessa, &amp;egrave; divenuto sempre pi&amp;ugrave; simile a un adolescente in delirio di onnipotenza. Un paio di iniziative governative, nemmeno pi&amp;ugrave; sgangherate di altre, faranno per&amp;ograve; s&amp;igrave; che un gruppo di anziani decida, giunto il momento, di ribellarsi. Memori delle antiche forme di organizzazione, costituiranno una banda talmente acciaccata ed improbabile da sfuggire ai radar del potere e sfruttando la sua idiozia porteranno a termine un&amp;rsquo;azione formidabile e insensata che sconvolger&amp;agrave; il mondo intero. Un percorso di speranze e di paure, di slanci lirici e dolori fisici, di imprevisti e botte di fortuna, comico e drammatico allo stesso tempo, sul quale il gruppo di anziani avr&amp;agrave; un minimo controllo che produrr&amp;agrave; risultati imprevisti, ma che innalzer&amp;agrave; l&amp;rsquo;effetto del mantenere intatta la loro dignit&amp;agrave; cos&amp;igrave; da dare una speranza per un nuovo &amp;ldquo;sol dell&amp;rsquo;avvenire&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto il mondo, in seguito alle vicende narrate in &amp;ldquo;Albegger&amp;agrave; al tramonto&amp;rdquo;, si sono accesi centinaia di focolai di ribellione. Gruppi di potere nemmeno troppo occulti reagiscono con determinazione e violenza, spalleggiati dai governanti eletti che loro stessi controllano. A contrastarli si erge una rete internazionale segreta, che si rivela al mondo adottando il nome di Sesta Internazionale, con l&amp;rsquo;obiettivo dichiarato di convogliare le proteste in un unico movimento compatto. Nel frattempo, a Corvina (forse Ravenna?), un misterioso omicidio scuote la citt&amp;agrave; e coinvolge il gruppo di vecchietti del Bar New Age. Con Ercole in ospedale, Catozzo in galera, Belli latitante, tutti sotto processo per il rapimento dell&amp;rsquo;ex Sindaco, e Baldi costretto a nascondersi per sfuggire all&amp;rsquo;arresto, toccher&amp;agrave; ai componenti superstiti della banda risolvere il caso. Ne scaturir&amp;agrave; una serie di vicende ai limiti del possibile, nelle quali le debolezze individuali si tramutano in forza, l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; in efficienza e le paure in motivi ardimentosi. Marco Trionfale, riprendendo il filo di &amp;ldquo;Albegger&amp;agrave; al tramonto&amp;rdquo;, nel nuovo libro della serie, racconta, nel consueto stile comico, a momenti parossistico e surreale, le imprese degli anziani combattenti del quartiere e presenta nuovi personaggi che portano nel gruppo la loro voglia di lottare per la propria e la nostra libert&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che gli argomenti toccati non saranno graditi da una certa attuale sinistra (o centro-sinistra che sia), ma pur &amp;ldquo;sinistri&amp;rdquo; sono i nostri autori, ma di una sinistra di antico stampo, quella che non faceva sconti, ed era oltremodo seria, fin troppo seria, anche quando giocava la carta dell&amp;rsquo;autoironia o dell&amp;rsquo;autocritica, come in tempi pi&amp;ugrave; floridi, e unitari, si diceva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/albeggera-al-tramonto/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.ladedizioni.it/wp-content/uploads/2025/11/Albeggera-al-tramonto-cover-scaled.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;763&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ladedizioni.it/prodotto/albeggera-al-tramonto/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;ACQUISTA QUI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Cultura e Resistenza</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/da+sx+Leonardo+Fedriga%2C+Franco+Costantini%2C+Mirta+Contessi-2.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Palestina, il grido di Milad: cercare un padre tra le memorie e il vuoto delle celle</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-palestina_il_grido_di_milad_cercare_un_padre_tra_le_memorie_e_il_vuoto_delle_celle/24790_66902/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 13:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sei mesi dopo la guerra di sterminio su Gaza, il 7 aprile 2024, il prigioniero, lo scrittore e militante Walid Daqa, &amp;egrave; stato martirizzato da gravi malattie che il carcere ha instillato nel suo corpo durante 38 anni di detenzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oppressione quotidiana, attesa, prigionia con tutto ci&amp;ograve; che significa controllo sul corpo, anima e immaginazione, la pi&amp;ugrave; grande istituzione che macina esseri umani e scioglie la coscienza e l'identit&amp;agrave; dell'uomo, ogni prigione sionista &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; grande forca costruita per il popolo palestinese, inoltre l'uccisione sistematica nelle prigioni non ha nemmeno bisogno di una legislazione o di una decisione da un tribunale, hanno provocato centinaia di martiri, feriti e giustiziati lentamente come uno strangolamento, con tortura, fame, malattie e isolamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;giorno del prigioniero palestinese&lt;/strong&gt; di quest'anno, ha visto la piccola &lt;em&gt;Milad&lt;/em&gt; cercare suo padre nelle celle, nelle tombe e nella memoria, il corpo del martire &lt;em&gt;Walid&lt;/em&gt; &amp;egrave; ancora prigioniero nelle tombe&amp;nbsp; numerate o in qualche freddo frigorifero carcerario. E&amp;rsquo; imperativo che ci sia chi ci ricorda la sua voce mentre lottava con il carceriere in quell'inferno, gridando contro di noi: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Liberare i martiri, liberare i martiri, invocare i morti sulla porta delle tombe, alle grate di ferro, rivendicare la libert&amp;agrave; dei prigionieri.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad ogni prigioniero liberato &lt;em&gt;Milad&lt;/em&gt; chiede di suo padre: &amp;ldquo;&lt;em&gt;&amp;hellip;rimpatriati, avete visto mio padre? O voi che venite dal Negev, Megidd, Sidi Timan, Ramla e Ofer, messaggeri degli effetti dei pestaggi e delle morti per fame, voi testimoni e sopravvissuti all'annientamento, posso mandare tramite voi, a mio padre una storia o un messaggio?...&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non permetter&amp;ograve; loro di scrivere l'ultima riga, ha scritto &lt;em&gt;Walid&lt;/em&gt; a &lt;em&gt;Milad,&lt;/em&gt; mentre scomponeva le sbarre della prigione in quella cella. C c'erano tre testi lasciati dopo la sua dipartita: uno sull'anima che stava combattendo, uno sulla morte che non annulla la presenza e uno sulla libert&amp;agrave; che non muore, la libert&amp;agrave; che non conosce baratto, la libert&amp;agrave; che &amp;egrave; preziosa e la cui natura non conosce la contrattazione o la resa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In aprile, ogni volta che le mandorle contrassegnano un nuovo compleanno di suo padre, la bambina &amp;egrave; spaventata dall'ossessione dei figli estremisti e razzisti del ministro fascista &lt;em&gt;Gavir&lt;/em&gt;, che vanno alla ricerca dei neonati dei prigionieri che possiedono la paternit&amp;agrave; ufficiale. Esponenti di uno stato fascista vendicativo e sanguinario, che ha dichiarato guerra ai prigionieri e ha demolito la casa di &lt;em&gt;Walid Daqa&lt;/em&gt;, la scuola di &lt;em&gt;Marwan Barghouti&lt;/em&gt;, che hanno costruito in prigione la pi&amp;ugrave; grande universit&amp;agrave; di lotta palestinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Walid&lt;/em&gt; non &amp;egrave; stato rilasciato deliberatamente, n&amp;eacute; vivo n&amp;egrave; morto, perch&amp;eacute; smantellava gli insediamenti sionisti con una penna e una visione lungimirante, egli non voleva che &lt;em&gt;Milad&lt;/em&gt; vivesse in campi e tra il filo spinato, con i suoi scritti ha liberato il futuro, &amp;egrave; divenuto un prigioniero di libert&amp;agrave; legittimo, lo ha fatto anche per &lt;em&gt;Milad&lt;/em&gt; e ha piantato nel cemento un'idea che &amp;egrave; diventata una rosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stanno ancora rincorrendo &lt;em&gt;Walid&lt;/em&gt;, con ricerche, raid, arresti, esecuzioni, perch&amp;eacute; sanno che egli &amp;egrave; in ogni libro, pietra e canto, &amp;egrave; l&amp;igrave; in ogni prigione, tomba, mappa e linguaggio. Sanno che sotto ogni albero e pugno di terra palestinese, egli sta ancora resistendo alla morte con la sua scrittura, e che egli incontra la nascita ogni sera sulla riva della memoria di &lt;em&gt;Haifa&lt;/em&gt;. Sanno che &amp;egrave; alla testa della marcia dei martiri a &lt;em&gt;Ramallah&lt;/em&gt;, che anche le tombe non sono poi cos&amp;igrave; silenti, non sono pi&amp;ugrave; profonde della memoria, dell&amp;rsquo;esempio che &amp;egrave; profondit&amp;agrave; storica ed epica.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiede ininterrottamente &lt;em&gt;Milad&lt;/em&gt; per le strade, alle &lt;em&gt;Nazioni Unite&lt;/em&gt;: &amp;ldquo;&lt;em&gt;&amp;hellip;mio padre l'ha ucciso, signore, il giudice del tribunale penale, non &amp;egrave; in questo mondo o nell'aldil&amp;agrave;, &amp;egrave; ancora prigioniero corpo e anima. Perch&amp;eacute;, signore, la giustizia internazionale &amp;egrave; assente? Lei, signore, &amp;egrave; seduto pacificamente su quella poltrona, mentre un massacro si compie ogni giorno nelle prigioni, questa &amp;egrave; la realt&amp;agrave; di uno stato violento, che sopravvive con una feroce ostentazione di potere, con una legislazione razzista, con aspetti di sadismo e completa assenza di responsabilit&amp;agrave; penale per chi compie atti criminali verso i palestinesi, mio padre l&amp;igrave; &amp;egrave; morto e voi siete qui in una stanza delle Nazioni Unite che assomiglia a una prigione ma senza guardie&amp;hellip; Annotatelo, il mio nome &amp;egrave; &lt;strong&gt;Milad&lt;/strong&gt;, figlia di &lt;strong&gt;Walid Daqa&lt;/strong&gt;, un uomo che &amp;egrave; divenuto memoria storica dalle riparate lande occidentali, fino all'ultima goccia di sangue versato a Gaza. Sono la figlia di una profezia che far&amp;agrave; cadere tutte le forche israeliane&amp;hellip;.grazie e anche a Walid Daqa. Annotatelo: Io sono &lt;strong&gt;Milad Daqa&lt;/strong&gt;!&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Walid Daqa&lt;/em&gt; &amp;egrave; stato Il pi&amp;ugrave; &amp;laquo;vecchio&amp;raquo; prigioniero politico: 38 anni dietro le sbarre. E&amp;rsquo; morto in un carcere israeliano il 7 aprile 2024 per un tumore al midollo osseo e l&amp;rsquo;assenza di cure adeguate in carcere. Per lui negli ultimi anni si erano spesi in tanti, dalla &lt;em&gt;Croce Rossa&lt;/em&gt; all&amp;rsquo;israeliana &lt;em&gt;Physicians for Human Rights e Amnesty International&lt;/em&gt;, ma senza esito. Ha trascorso quasi due terzi della sua esistenza in carcere eppure di vite ne ha avute tante. Palestinese cittadino israeliano originario di &lt;em&gt;Baqa al-Gharbiyye&lt;/em&gt;, membro del &lt;em&gt;Fronte Popolare&lt;/em&gt;, prigioniero politico, padre, intellettuale. In carcere ha scritto romanzi e saggi, diventando uno dei pi&amp;ugrave; noti intellettuali palestinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Milad&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; nata nel 2020, la pi&amp;ugrave; piccola palestinese con un fascicolo aperto dai servizi segreti. Era stata frutto di un &amp;lsquo;contrabbando&amp;rsquo;: lo sperma di &lt;em&gt;Daqa&lt;/em&gt;, che &amp;egrave; stato trafugato fuori, una pratica a cui i prigionieri palestinesi di lungo periodo ricorrono da anni, come forma di Resistenza e atto per il futuro del popolo palestinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonte:&amp;nbsp; &lt;em&gt;nedalshabi.ps&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; -&amp;nbsp;&amp;nbsp; 2026/04/19&amp;nbsp; - A cura di &lt;em&gt;Enrico Vigna&lt;/em&gt; per &lt;em&gt;SOSPalestina/CIVG&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;STORIE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;hellip;di vite, di donne, uomini, di mondi, di resistenze, di speranze&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;.&amp;nbsp; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Di E.V.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Popoli e dintorni</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/milLORIGPAP.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Guerra all'Iran, l'allarme dell'ammiraglio USA, Caudle: senza fondi stop a operazioni e stipendi da luglio</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-guerra_alliran_lallarme_dellammiraglio_usa_caudle_senza_fondi_stop_a_operazioni_e_stipendi_da_luglio/82_66896/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il capo delle operazioni della Marina statunitense, l'ammiraglio Daryl Caudle, &lt;a href=&quot;https://thehill.com/policy/defense/5878503-navy-cuts-funding-iran/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;ha avvertito&lt;/a&gt; gioved&amp;igrave; che se non verr&amp;agrave; stanziato un budget di emergenza per la guerra di Washington contro Teheran, la Marina statunitense sar&amp;agrave; costretta, a partire da luglio, a ridurre l'addestramento, le operazioni di routine e alcuni programmi per il personale militare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel corso di un'audizione presso la Commissione per le Forze Armate della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ha dichiarato che il bilancio per l'anno fiscale 2026 non teneva conto dell'aggressione israelo-americana lanciata alla fine di febbraio contro l'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha aggiunto che la presenza massiccia della Marina statunitense in Asia occidentale ha comportato costi molto elevati e che il protrarsi di questa situazione sta generando una notevole pressione operativa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo Caudle, i costi del carburante, delle ore di funzionamento, della manutenzione e delle munizioni stanno aumentando rapidamente e, se non verr&amp;agrave; approvato un bilancio supplementare, la Marina statunitense sar&amp;agrave; costretta a prendere &quot;decisioni&quot; difficili a partire da luglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha inoltre ricordato che la mancanza di fondi avrebbe influito sulla situazione del personale e che il processo di trasferimento e assegnazione di un numero di nuovi marinai compreso tra 12.000 e 15.000 sarebbe stato interrotto. Ha aggiunto che anche i bonus di reclutamento e di rinnovo del servizio sarebbero stati compromessi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo il Pentagono, il costo della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha raggiunto, alla data di marted&amp;igrave;, circa 29 miliardi di dollari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel frattempo, la Casa Bianca prevede di richiedere al Congresso un bilancio supplementare compreso tra 80 e 100 miliardi di dollari, gran parte dei quali saranno utilizzati per ricostituire le scorte di munizioni esaurite durante la guerra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/11292873_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Asse Russia-Cina contro gli USA: &quot;L'attacco all'Iran è una via senza uscita, fermatevi subito&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-asse_russiacina_contro_gli_usa_lattacco_alliran__una_via_senza_uscita_fermatevi_subito/82_66897/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha sottolineato venerd&amp;igrave; che il principale dovere della comunit&amp;agrave; internazionale &amp;egrave; porre fine immediatamente alla guerra imposta dagli Stati Uniti e da Israele all'Iran e raggiungere un accordo duraturo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Parlando ai media a Nuova Delhi, capitale dell'India, a margine di una riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Lavrov ha sottolineato che la situazione derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, una rotta marittima strategica cruciale per il commercio energetico globale, non &amp;egrave; responsabilit&amp;agrave; dell'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Dobbiamo comprendere le cause profonde di ogni conflitto, e in questo caso comprendiamo qual &amp;egrave; la causa principale: l'aggressione non provocata degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran&quot;, ha chiarito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Prima dell'inizio della guerra non c'erano problemi con Hormuz&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha criticato i paesi che chiedono all'Iran di aprire il passaggio senza comprendere &quot;che prima del 28 febbraio, data di inizio di questa aggressione, non c'era alcun problema con lo Stretto di Hormuz&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il ministro degli Esteri russo ha criticato gli Stati Uniti per aver inventato un falso obiettivo per dare inizio alla guerra, proprio come fecero in Venezuela quando lanciarono un attacco a Caracas a gennaio e rapirono il presidente eletto, Nicol&amp;aacute;s Maduro, con il pretesto di combattere il narcotraffico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Non &amp;egrave; stato l' Iran&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;a imporre il blocco di Hormuz, n&amp;eacute; a provocare la crisi del Golfo Persico.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Per gli Stati Uniti, aggiunge Lavrov, tutto l'interesse per la situazione con l'Iran e per lo sblocco dello Stretto di Hormuz si &amp;egrave; ridotto al petrolio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;laquo;Quando &amp;egrave; stata lanciata questa aggressione, l'obiettivo era chiaro: porre rimedio al periodo storico in cui l'Iran avrebbe presumibilmente seminato paura e terrore nei paesi vicini, proprio come fece con il rapimento del presidente Maduro in Venezuela. In seguito si &amp;egrave; scoperto che gli Stati Uniti non erano interessati al traffico di droga, ma al petrolio. L'Iran non &amp;egrave; stato il paese che ha bloccato lo Stretto di Hormuz, n&amp;eacute; quello che ha creato questo problema in relazione al Golfo Persico&amp;raquo;, ha aggiunto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Cina: l'uso della forza da parte degli Stati Uniti contro l'Iran &amp;egrave; una strada senza uscita&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Anche la Cina ha chiesto la fine immediata del conflitto e ha condannato l'uso della forza da parte degli Stati Uniti contro l'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Non ha senso continuare questo conflitto, che non sarebbe mai dovuto scoppiare. Trovare una soluzione il prima possibile non avvantaggia solo gli Stati Uniti e l'Iran&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, ma anche i paesi della regione e il resto del mondo&quot;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.fmprc.gov.cn/mfa_eng/xw/fyrbt/202605/t20260515_11910982.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;si legge in una dichiarazione rilasciata venerd&amp;igrave; dal Ministero degli Esteri cinese.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La dichiarazione ha ribadito il sostegno del gigante asiatico a una soluzione politica della questione nucleare iraniana e delle tensioni sullo Stretto di Hormuz, mettendo in guardia dalle conseguenze di un'opzione militare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Cina ha sempre creduto che il dialogo e il negoziato siano la strada giusta e che l'uso della forza sia una via senza uscita&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, conclude il testo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran ha chiuso lo stretto ai suoi nemici e alleati in seguito all'aggressione non provocata da parte degli Stati Uniti e del regime israeliano. Le autorit&amp;agrave; iraniane hanno iniziato ad attuare controlli molto pi&amp;ugrave; severi il mese scorso, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un blocco mirato contro navi e porti iraniani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Teheran sostiene che tali misure violino i termini di un cessate il fuoco mediato dal Pakistan, entrato in vigore l'8 aprile e successivamente prorogato unilateralmente da Washington.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/10463572_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Governo nel caos sui conti: la scelta drammatica tra spese militari, nucleare e caro-benzina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-governo_nel_caos_sui_conti_la_scelta_drammatica_tra_spese_militari_nucleare_e_carobenzina/45289_66890/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Se non esistesse la libert&amp;agrave; di stampa nulla sapremmo dei contrasti interni alla Maggioranza di Governo, delle disparit&amp;agrave; di&amp;nbsp; vedute sulle cosiddette priorit&amp;agrave; di spesa che poi riguardano economia e i nostri conti pubblici.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Il Ministro Crosetto ha scritto al collega Giorgetti per chiedere lumi in relazione alla spesa militare che il nostro paese vorr&amp;agrave; sostenere, specie dopo la notizia che resteremo sorvegliati di Bruxelles per deficit eccessivo ossia superiore alla fatidica, si fa per dire, soglia Ue.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Le divisioni interne al Governo riguardano infatti le priorit&amp;agrave; di spesa, se ad esempio sia possibile investire in armi piuttosto che nella costruzione di nuovi impianti nucleari , se possiamo onorare gli impegni assunti con la Nato per accrescere le spese militari come richiesto ai paesi membri della Alleanza Atlantica oppure se sia preferibile investire altrove i capitali vista anche la battuta d'arresto dell'economia.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E in ballo c'&amp;egrave; proprio il Safe, acronimo di &lt;em&gt;Support for Ammunition and armaments production Framework&lt;/em&gt;, stiamo parlando di quello strumento finanziario da 150 miliardi di euro costruito ad arte per&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://it.euronews.com/my-europe/2025/05/02/bruxelles-punta-a-650-miliardi-per-la-difesa-ma-pochi-paesi-ue-attivano-la-deroga-fiscale&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;incrementare la produzione di sistemi d&amp;rsquo;arma e attrezzature militari entro i confini europei&lt;/a&gt;.
&lt;div class=&quot;od-custom-el&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;c-ad u-show-for-desktop&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;optidigital-wrapper-div&quot; data-optidigital-slot=&quot;true&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;optidigital-text-ads&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&amp;nbsp;La domanda &amp;egrave; dirimente: l'Italia potr&amp;agrave; permettersi questo ennesimo indebitamento e i soldi dei finanziamenti comunitari rientreranno nel novero del budget assegnato alla difesa o invece dovranno essere considerati a parte? L'Italia pare non voglia aumentare le spese per la difesa questo anno dopo la crisi determinata dalla guerra In Iran che ha accresciuto i costi dei generi elettrici.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Il Governo acquista tempo ma tergiversare su una materia cos&amp;igrave; importante pregiudica anche i rapporti interni all'Esecutivo, la crisi rischi di propagarsi e metterebbe in cattiva luce agli occhi degli italiani l'intera maggioranza, per questo i ministri vanno in ordine sparso&amp;nbsp; dividendosi tra chi invoca il&amp;nbsp;taglio delle accise, quanti chiedono maggiori investimenti nel piano Casa fino alle questioni dei bal&amp;shy;neari che per qualcuno rappresentano una priorit&amp;agrave; assoluta, ironia della sorta&amp;nbsp; in un paese nel quale attorno alle spiagge si sono mossi&amp;nbsp; privilegi e concessioni inaccettabili .&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Le risorse del Safe sono sono legate a con&amp;shy;tratti gi&amp;agrave; esi&amp;shy;stenti, sono in ballo interessi colossali ma anche i rapporti con il complesso industrial militare. Forse la prima a non decidersi &amp;egrave; la presidente del Consiglio fulminata sulla via della energia nucleare e terrorizzata dalla possibilit&amp;agrave; che i listini del gasolio e della benzina schizzino alle stelle con la scadenza degli sconti accordati. La coperta &amp;egrave; troppo corta e ad accorciarla sono state le guerre Usa e per questo diventa palese il contrasto su come spendere i soldi, quali impegni onorare e quali invece disattendere.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Nella discussione in corsa mancano invece alcuni capitoli come la salvaguardia del potere di acquisto di salari e pensioni e le spese del welfare, se un anno fa si lavorava sugli sgravi fiscali oggi si pensa invece che un impianto nucleare sia la panacea di ogni penuria energetica. Si naviga a vista e alla fine saranno le classi subalterne e quella media a rimetterci non ricevendo risposte reali per superare una crisi sociale ed economica dai contorni devastanti.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Meloni-approva-il-Safe-il-piano-per-investire-nella-difesa.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La postdemocrazia ci domina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_postdemocrazia_ci_domina/51621_66891/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Michele Blanco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;Il sistema postdemocratico nel quale viviamo nelle nostre societ&amp;agrave; &amp;egrave; sempre piu evidente e si avvicina, sempre pi&amp;ugrave;, ai sistemi autocratici. Infatti, secondo la definizione presente nei vocabolari, le &amp;ldquo;autocrazie&amp;rdquo; sono sistemi politici governati da un gruppo ristretto di soggetti che non hanno alcuna responsabilit&amp;agrave; politica nei confronti dei cittadini.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Come tali, giustamente le si contrappone alle democrazie, dove invece il sistema politico &amp;egrave;, dovrebbe essere, basato sulla piena sovranit&amp;agrave; popolare e la completa responsabilit&amp;agrave; politica e giuridica dei governanti nei confronti dei governati.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Secondo questa definizione, nel variegato gruppo dei paesi occidentali abbiamo dei sistemi politici che sono &amp;ldquo;democrazie&amp;rdquo;, mentre in paesi come Cina, Russia o Iran abbiamo &amp;ldquo;autocrazie&amp;rdquo; variamente declinate (in Iran una teocrazia, in Cina una dittatura comunista, e in Russia un&amp;rsquo;oligarchia).&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ma questa contrapposizione &amp;egrave; una definizione che, nei fatti reali, non &amp;egrave; del tutto corretta, anzi, e non perch&amp;eacute; le autocrazie e le democrazie non corrispondano alle loro definizioni, quanto perch&amp;eacute; &amp;egrave; la realt&amp;agrave; effettiva a non corrispondere perfettamente.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Questo perch&amp;eacute; le cosiddette &amp;ldquo;democrazie&amp;rdquo; occidentali, non sono pi&amp;ugrave; davvero democrazie compiute, come prevedono le Carte Costituzionali. Probabilmente fino a qualche decennio fa lo erano. Oggi non lo sono oggettivamente pi&amp;ugrave;. In realt&amp;agrave;, mantengono solo una parvenza formale di ci&amp;ograve; che erano (o di ci&amp;ograve; che sono solo sulla carta), tanto che si potrebbe dire senza alcun dubbio che, nella realt&amp;agrave; contemporanea, noi non viviamo in un sistema politico realmente democratico, quanto nella sua grave e pericolosa degenerazione: la postdemocrazia.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ecco, il termine giusto &amp;egrave; proprio questo: &amp;ldquo;postdemocrazia&amp;rdquo;. Le postdemocrazie derivano da un un neologismo coniato dal sociologo e politologo britannico Colin Crouch, che mira a definire un sistema politico dove, mantenendosi solo le apparenze formali della democrazia, nella sostanza, il governo &amp;egrave; in mano alle grandi lobby economiche, soprattutto finanziarie, oltre ai padroni della maggior parte dei mass-media, che nei paesi occidentali sono di propriet&amp;agrave; sempre delle lobby citate, ovvero a una struttura variamente complessa nella quale le decisioni, che dovrebbero essere prese in modo democratico sono completamente eterodirette da soggetti economicamente forti esterni al sistema democratico; soggetti la cui responsabilit&amp;agrave; politica &amp;egrave; del tutto esclusa, ovvero &amp;egrave; attutita o neutralizzata da una completa rarefazione della rappresentanza democratica, come accade con i tecnocrati dell'Unione Europea.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Il sistema postdemocratico non &amp;egrave; assolutamente meno autoritario dei sistemi politici autocraticici.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Esso &amp;egrave; basato sull'inganno e la totale manipolazione di massa, sulla grande capacit&amp;agrave; di disinformazione e sull'ipocrisia, perch&amp;eacute; infarcito continuamente di retorica democratica. Tutti i provvedimenti repressivi, quelli censori e quelli che limitano la libert&amp;agrave; personale o i diritti delle persone vengono adottati tutti in nome della libert&amp;agrave; e della democrazia. Ma la realt&amp;agrave; &amp;egrave; completamente diversa. L&amp;rsquo;intento &amp;egrave; proprio quello di limitare sia la libert&amp;agrave; che le possibilit&amp;agrave; di partecipazione effettiva del popolo alle decisioni politiche pi&amp;ugrave; importanti.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;In questo senso, libert&amp;agrave; e democrazia cambiano completamente di significato senza che i cittadini ne siano pienamente consapevoli, diventando il fulcro di una precisa visione etica e politica del mondo e della societ&amp;agrave;; una visione che, oggigiorno, si dimostra sempre pi&amp;ugrave; incompatibile con esse. In altre parole, la libert&amp;agrave; e la democrazia diventano dei feticci il cui scopo &amp;egrave; conseguire obiettivi profondamente diversi , spesso agli antipodi. Tutto viene fatto nel solo interesse del grande capitale finanziario, il vero e unico dominatore negli attuali sistemi politici, in cui viviamo, delle postdemocrazie.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Il fatto pi&amp;ugrave; importante da sottolineare &amp;egrave; la continua limitazione dell'esercizio da parte delle popolazioni delle &quot;democrazie&quot; occidentali dei diritti sociali che sono incompatibili con il capitalismo finanziario imperante. Inoltre chi critica queste continue limitazione dei diritti sociali o un determinato sistema di governo dell'economia in senso neoliberale, viene attaccato dal monopolio dell'informazione, rendendo la voce degli oppositori ininfluente, inefficace, finendo cos&amp;igrave; per restringere sempre pi&amp;ugrave; la libert&amp;agrave; di opinione ad ambiti e discorsi del tutto innocui per il potere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Viviamo in un sistema che disprezza la democrazia pi&amp;ugrave; di quanto venga disprezzata in un sistema autocratico. Credere perci&amp;ograve; di vivere in una democrazia solo perch&amp;eacute; abbiamo una Carta Costituzionale che lo dichiara, o solo perch&amp;eacute; possiamo votare ogni tanto, con sistemi elettorali non chiari e che non permettono di scegliere realmente chi verr&amp;agrave; eletto, per un organo legislativo soggetto al vincolo esterno, &amp;egrave; pura illusione. E&amp;rsquo; solo un pensiero consolatorio che serve a evitare di raccontarci una verit&amp;agrave; che ormai conoscono anche i sassi: la democrazia vera, quella popolare, quella che guarda agli interessi del popolo, &amp;egrave; morta da un pezzo, sostituita dalla sua parodia postdemocratica.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Oggi ci dobbiamo chiedere se la postdemocrazia sia un processo reversibile. Ma tra sistemi digitali invasivi, intelligenze artificiali usate, anch'esse per manipolare l'opinione pubblica, educazione scolastica degradata e definanziata, ideologie scientiste funzionali al potere capitalistico, demonizzazione dei sistemi di assistenza sociale, alterazione della consapevolezza democratica diventa molto difficile credere che il processo postdemocratico possa cambiare con il ritorno a un sistema politico compiutamente democratico partecipativo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Una cosa particolarmente importante sarebbe iniziare a cambiare il paradigma culturale neoliberista dominante che ha favorito l'affermarsi del governo postdemocratico degli oligarchi supericchi in tutti i paesi occidentali. Tutti noi dovremmo sapere quanto, libert&amp;agrave;, democrazia, rispetto dei diritti sociali, istruzione gratuita, assistenza sociale e sanitaria siano valori assolutamente preziosi, da preservare sempre e per tutti.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Sarebbe il caso di cominciare a fare qualcosa di concreto per fermare questa deriva antidemocratica elitista.&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Diritti e giustizia</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Screenshot_20260515_114700_Google.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Droni ucraini provocano il caos nella Nato: cade il governo in Lettonia, ecco cosa è successo</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-droni_ucraini_provocano_il_caos_nella_nato_cade_il_governo_in_lettonia_ecco_cosa__successo/82_66892/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il recente incidente che ha coinvolto droni ucraini in Lettonia ha gettato nel caos il governo del paese. Prima&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;si &amp;egrave; dimesso&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;il ministro della Difesa , e ora anche il primo ministro&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha lasciato l'incarico&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, lasciando al presidente il compito di nominare un nuovo capo del governo in piena crisi politica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;'Fuoco amico'&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il 7 maggio, due droni ucraini sono entrati nello spazio aereo russo e hanno colpito depositi di petrolio in territorio russo. Diversi altri droni sono stati avvistati e rilevati dalla difesa aerea russa, ma non hanno causato danni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Lo stesso giorno, la Russia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha abbattuto&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;uno dei droni appartenenti allo stesso gruppo sopra la provincia russa di Pskov. L'analisi forense del relitto lo ha identificato come un drone ad ala&amp;nbsp;fissa Antonov&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;An-196 Liuty&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di fabbricazione ucraina&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Conflitti interni&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La prima ministra lettone Evika Silina ha chiesto le dimissioni del ministro della Difesa Andris Spruds, sostenendo che la risposta antiaerea non era stata dispiegata con sufficiente rapidit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tuttavia, il colonnello dell'esercito Raivis Melnis, nominato da Silina nuovo capo del Ministero della Difesa, non ottenne l'appoggio dei socialdemocratici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Vedendo una candidata solida e professionale per la carica di ministro della Difesa,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;i ciarlatani della politica hanno optato non per una soluzione, ma per una crisi&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;, ha denunciato il primo ministro su&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://x.com/EvikaSilina/status/2054840875163816326?s=20&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;X&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, annunciando le sue dimissioni questo gioved&amp;igrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La prima ministra si &amp;egrave; lamentata del fatto che &quot;interessi di parte ristretti abbiano prevalso sulla responsabilit&amp;agrave;&quot; dopo che il partito dei Progressisti, suo partner nella coalizione di sinistra, ha ritirato il proprio sostegno al governo, lasciandola senza maggioranza. Senza la maggioranza in Parlamento, Silina si &amp;egrave; trovata ad affrontare la minaccia di un voto di sfiducia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I progressisti, dal canto loro, l'hanno accusata di non aver informato la coalizione della sua intenzione di licenziare Spruds e di aver screditato le Forze Armate con la sua mossa unilaterale, politicizzando una questione militare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a06831459bf5b1d586cbd53.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Ecco come la Russia si prepara a difendere l'Avana</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ecco_come_la_russia_si_prepara_a_difendere_lavana/82_66893/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://mid.ru/ru/foreign_policy/news/2109281/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha espresso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;venerd&amp;igrave; la disponibilit&amp;agrave; di Mosca a&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;sostenere Cuba&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di fronte all'embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti. Il diplomatico ha comunicato la prontezza della Russia ad aiutare durante un incontro bilaterale con il suo omologo cubano, Bruno Rodr&amp;iacute;guez Parrilla. L'incontro si &amp;egrave; svolto a Nuova Delhi, a margine del vertice dei ministri degli Esteri dei BRICS.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Durante l'incontro, le parti hanno dialogato &quot;in un tono amichevole e costruttivo&quot;, esaminando le questioni chiave all'ordine del giorno bilaterale e scambiandosi opinioni su problemi regionali e internazionali. Entrambe le parti hanno ribadito la loro opposizione all'applicazione di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;sanzioni unilaterali che eludono la Carta delle Nazioni Unite&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;La parte russa ha espresso la propria disponibilit&amp;agrave; a sostenere L'Avana nel raggiungimento della sua&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;giusta richiesta&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;che gli Stati Uniti pongano immediatamente fine all'embargo commerciale, economico e finanziario contro l'isola, nonch&amp;eacute; rimuovano Cuba dalla lista statunitense degli 'Stati sponsor' del terrorismo&quot;, si legge nella dichiarazione del Ministero degli Esteri russo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La dichiarazione aggiunge che, &quot;nel contesto di un'escalation senza precedenti della situazione&quot;, Mosca ha ribadito la propria disponibilit&amp;agrave; a fornire a Cuba il necessario&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;sostegno politico, diplomatico e materiale&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli Stati Uniti mantengono un embargo economico e commerciale contro Cuba&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;da oltre sessant'anni&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;. L'embargo, che ha un impatto grave sull'economia del Paese, &amp;egrave; stato ora rafforzato con numerose misure coercitive e unilaterali adottate dalla Casa Bianca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Minaccia per Cuba&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il 29 gennaio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump &lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha firmato&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;un ordine esecutivo che dichiara lo&amp;nbsp; stato di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;emergenza nazionale&quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;in risposta alla presunta&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;minaccia insolita e straordinaria&quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;che, secondo Washington, Cuba rappresenta per la sicurezza degli Stati Uniti e della regione. Il testo accusa il governo cubano di essersi alleato con &quot;numerosi paesi ostili&quot;, di dare rifugio a &quot;gruppi terroristici transnazionali&quot; e di consentire il dispiegamento sull'isola di &quot;sofisticate capacit&amp;agrave; militari e di intelligence&quot; provenienti da Russia e Cina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In base a queste motivazioni, sono stati annunciati &lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dazi doganali&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;contro i paesi che vendono petrolio alla nazione caraibica, insieme a minacce di ritorsioni contro coloro che agiscono contro l'ordine esecutivo della Casa Bianca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La decisione giunge in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Avana&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, che&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha sempre respinto queste accuse&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; &amp;nbsp;e ha avvertito che difender&amp;agrave; la propria integrit&amp;agrave; territoriale. Il presidente cubano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha replicato&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;che &quot;questa nuova misura&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dimostra la natura fascista, criminale e genocida&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;di una cricca che ha dirottato gli interessi del popolo americano per puro tornaconto personale&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La scorsa settimana, il Segretario di Stato americano Marco Rubio&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha annunciato&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;l'intenzione&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di imporre nuove sanzioni&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; &amp;nbsp;contro Cuba. Ci&amp;ograve; fa seguito alla&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;firma,&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;da parte di Trump, &amp;nbsp;di un&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ordine esecutivo il 1&amp;deg; maggio che impone ulteriori misure contro il governo cubano&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, ampliando le restrizioni gi&amp;agrave; in vigore ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a06d329e9ff71368b1928eb.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>La mossa dell'Iran per azzerare il potere economico degli USA: il piano presentato ai BRICS</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_mossa_delliran_per_azzerare_il_potere_economico_degli_usa_il_piano_presentato_ai_brics/82_66894/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il ministro degli Esteri iraniano ha denunciato l'incapacit&amp;agrave; del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di fermare la guerra imposta all'Iran e ha sollecitato una riforma dell'organismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel suo intervento alla seconda riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, svoltasi gioved&amp;igrave; a Nuova Delhi, capitale dell'India, sul tema &quot;Ricostruire l'ordine mondiale: la necessit&amp;agrave; di riformare la governance internazionale e rivitalizzare il multilateralismo&quot;, Seyed Abbas Araqchi ha sostenuto che il sistema internazionale sta attraversando una fase di &quot;instabilit&amp;agrave; strutturale e una profonda crisi di fiducia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il capo della diplomazia persiana ha sottolineato che le strutture create dopo la Seconda Guerra Mondiale non sono pi&amp;ugrave; in grado di rispondere alle sfide del XXI secolo e ha criticato il divario tra le potenze emergenti e i meccanismi decisionali tradizionali, che non solo minaccia la stabilit&amp;agrave; globale ma alimenta anche l'ingiustizia nella distribuzione del potere, della ricchezza e delle opportunit&amp;agrave; di sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo Araqchi, molte istituzioni internazionali non rappresentano pi&amp;ugrave; il vero multilateralismo, bens&amp;igrave; un tentativo di preservare l'unilateralismo sotto le spoglie del diritto internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha inoltre denunciato l'uso di sanzioni unilaterali come strumenti di &quot;guerra economica&quot; contro i paesi in via di sviluppo e indipendenti. &quot;Questo approccio, basato esclusivamente sulla forza, non solo non garantisce la pace, ma &amp;egrave; la causa principale delle tensioni regionali e globali&quot;, ha sottolineato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran chiede la creazione di meccanismi finanziari all'interno dei BRICS per contrastare il terrorismo economico.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il ministro ha affermato che le sanzioni colpiscono non solo i governi, ma anche &quot;diritti fondamentali come l'accesso alla salute, al cibo e allo sviluppo&quot;, definendole &quot;terrorismo economico&quot;. In questo contesto,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha auspicato la creazione di meccanismi finanziari indipendenti all'interno dei BRICS per proteggere la sovranit&amp;agrave; economica degli Stati membri&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel suo discorso, Araqchi ha anche accusato le Nazioni Unite (ONU) di violare il principio di non ricorso alla forza sancito dalla Carta delle Nazioni Unite e ha sostenuto che le guerre unilaterali e illegali condotte dagli Stati Uniti hanno portato l'ordine internazionale &quot;sull'orlo del collasso&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha lamentato che il mondo sta attualmente assistendo a &quot;un ritorno a un'era di guerre senza fine, violenza aperta ed unilateralismo estremo&quot;. Ha inoltre condannato le potenze aggressori per aver utilizzato il diritto internazionale, il diritto internazionale umanitario e la Carta delle Nazioni Unite per &quot;giustificare la guerra e l'occupazione&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran denuncia il silenzio del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla recente aggressione da parte di Stati Uniti e Israele.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A questo proposito, l'alto diplomatico persiano ha criticato il silenzio del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) di fronte all'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e all'uccisione sistematica di donne e bambini iraniani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;LTR&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha inoltre segnalato danni alle infrastrutture civili, tra cui raffinerie, complessi petrolchimici, ponti, ferrovie, stadi, centri culturali e impianti energetici, e ha citato un brutale attacco a una scuola elementare femminile nella citt&amp;agrave; di Minab, dove 168 persone, tra cui studentesse, sono state uccise durante l'orario scolastico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/07530238_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Radio Gaza #37 – La guerra sta per riprendere. La Divisione 98, accusata di genocidio, è tornata dal Libano</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-radio_gaza_37__la_guerra_sta_per_riprendere_la_divisione_98_accusata_di_genocidio__tornata_dal_libano/45289_66895/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guarda la puntata:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;Radio Gaza #37 - &amp;ldquo;The war in Gaza to resume. Division 98, guilty of genocide, is back from Lebanon&amp;rdquo;&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/Nsv9tIqmjgY&quot; width=&quot;1013&quot; height=&quot;570&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La campagna &quot;Apocalisse Gaza&quot; giunge al suo 331&amp;deg; giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;179.225 &amp;euro; raccolti grazie a 1.922 donazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;178.460 &amp;euro; inviati a Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per le donazioni:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://paypal.me/apocalissegaza&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-saferedirecturl=&quot;https://www.google.com/url?q=https://paypal.me/apocalissegaza&amp;amp;source=gmail&amp;amp;ust=1778924568847000&amp;amp;usg=AOvVaw1zjQvtQQMf9uI-ofvIoOCB&quot;&gt;https://paypal.me/&lt;wbr /&gt;apocalissegaza&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;oppure&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Conto corrente per le donazioni:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;IBAN: IT 79 J 01015 86510 000065016676&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;BIC: BPMOIT22 XXX&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Causale: Apocalisse Gaza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;YouTube:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;/@RadioGazaInProgress&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facebook:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;/RadioGazaAD&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di seguito i testi della puntata #37.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;&amp;mdash;-&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Radio Gaza - cronache dalla Resistenza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una trasmissione di Michelangelo Severgnini e della redazione locale palestinese a Gaza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In contatto diretto con la popolazione di Gaza che resiste e che ha qualcosa da dire al mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Episodio numero 37 - 14 maggio 2026&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Knesset si prepara ad esser sciolta, a quanto apprendiamo. La coalizione di Netanyahu non regge pi&amp;ugrave;. Ma non perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;elettorato israeliano si sia rivoltato contro l&amp;rsquo;agenda sanguinaria di Israele, ma perch&amp;eacute; gli ebrei israeliani &amp;ldquo;ultraortodossi&amp;rdquo; non vogliono mandare i loro figli a combattere nell&amp;rsquo;esercito. E dunque probabili nuove elezioni tra cinque mesi. Nel frattempo serve che scorra molto sangue, altrimenti il numero dei seggi, per la coalizione di Netanyahu, data attualmente in svantaggio, non salir&amp;agrave;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In attesa di capire se la guerra all&amp;rsquo;Iran ricomincer&amp;agrave;, ci sono gi&amp;agrave; due fronti aperti e caldi, pronti per essere infiammati. Il primo &amp;egrave; un conflitto ufficialmente in corso, quello in Libano, sebbene pesanti sconfitte strategiche sul terreno abbiano suggerito un tattico cessate il fuoco momentaneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci fa sapere per&amp;ograve; il Jerusalem Post di questi giorni che il capo del Comando Meridionale delle IDF, il generale di divisione Yaniv Asor, ha presentato al capo di Stato Maggiore Eyal Zamir un piano per la ripresa dei combattimenti a Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il piano include anche misure di evacuazione e il trasferimento della popolazione in nuove zone umanitarie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In altre parole, come possiamo dirlo? La guerra a Gaza sta per riprendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il piano verosimilmente sar&amp;agrave; quello di spingere due milioni di persone disperate nella parte della Striscia attualmente controllata da Israele, oltre la linea gialla, e a quel punto farla finita con Hamas rimasto all&amp;rsquo;interno. La linea gialla &amp;egrave; stata estesa al 64% del territorio della Striscia. Lo spazio si sta stringendo e nel mezzo ci sono pi&amp;ugrave; di 2 milioni di persone in trappola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le minacce di Nikolay Mladenov non hanno funzionato. Hamas non ha disarmato. Il piano di Trump &amp;egrave; in stallo. Pertanto Israele si assume il compito di risolverla a modo suo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Divisione 98 &amp;egrave; stata gi&amp;agrave; spostata dal sud del Libano a Gaza, facendo ritorno laddove in questi anni si &amp;egrave; gi&amp;agrave; resa protagonista dei peggiori crimini.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se serve sangue a buon mercato per ravvivare il proprio consenso, quello di Gaza si trova sempre facilmente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span aria-invalid=&quot;grammar&quot;&gt;Il stesso&lt;/span&gt;&amp;nbsp;capo dell&amp;rsquo;esercito israeliano, Eyal Zamir ripetute da tempo che &quot;l'esercito israeliano ha bisogno immediatamente di pi&amp;ugrave; soldati&amp;rdquo;. Questo il suo ragionamento, mentre piovono sulla sua scrivania piani di nuove operazioni militari: &amp;ldquo;L&amp;rsquo;esercito di riserva collasser&amp;agrave; su se stesso. I riservisti saranno sottoposti a un carico irragionevole. Se non cambia nulla, i riservisti non saranno in grado di sopportare questa pressione negli anni a venire&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli &amp;ldquo;ortodossi&amp;rdquo; non ne vogliono sapere di dare il loro sangue, mentre i fronti si moltiplicano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ah, a proposito. Oggi ricorre il 78&amp;deg; anniversario della proclamazione dello Stato di Israele. Domani, 15 maggio 2026, sar&amp;agrave; il 78&amp;deg; anniversario della Nakba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;lt;&amp;lt;L'esercito israeliano ha iniziato oggi a ridurre drasticamente gli aiuti umanitari, che erano gi&amp;agrave; ben al di sotto del minimo indispensabile; ci&amp;ograve; a seguito dell'ennesimo fallimento dei negoziati con Hamas. Il popolo palestinese ne paga le conseguenze: la fame si aggrava e qui la gente fatica moltissimo a procurarsi del cibo, mentre Israele e Hamas continuano a giocare con le nostre vite e sono i nostri bambini a farne le spese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre alla linea gialla, Israele traccia una nuova linea non dichiarata a Gaza, denominata &amp;laquo;linea arancione&amp;raquo;, il cui obiettivo &amp;egrave; quello di acquisire ulteriori territori nel settore di Gaza. Questa linea garantisce a Israele il controllo su 34 km&amp;sup2;, ovvero pi&amp;ugrave; dei 53 km&amp;sup2; precedenti, pari all&amp;rsquo;11% della superficie del settore, portando cos&amp;igrave; il totale dei territori controllati da Israele al 64% della superficie di Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&amp;ograve; viola l'accordo di cessate il fuoco firmato nell'ottobre 2015 e, di conseguenza, gli abitanti di Gaza si ritrovano in un'area che non supera il 36% della superficie totale del territorio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'unit&amp;agrave; di combattimento n. 98 dell'esercito israeliano, responsabile del genocidio nella Striscia di Gaza, &amp;egrave; stata dispiegata ai confini della Striscia, in particolare nelle zone di Al-Musta e Khan Yunis; tale unit&amp;agrave; &amp;egrave; nota per le sue pratiche di uccisione brutali ed &amp;egrave; in gran parte responsabile del genocidio e della carestia nella Striscia di Gaza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pace sia con te, fratello Michelangelo. Nei primi giorni della guerra siamo stati bombardati e io e mia moglie siamo rimasti feriti da schegge. Due anni dopo, questi frammenti hanno raggiunto zone pericolose del corpo. Devono essere rimossi il prima possibile. Mia moglie si &amp;egrave; sottoposta a questo intervento chirurgico. Sia lodato Dio in ogni circostanza, fratello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla luce dei recenti avvenimenti nella Striscia di Gaza, dei continui bombardamenti e delle violazioni del cessate il fuoco, l&amp;rsquo;esercito di occupazione sta estendendo la linea gialla di via Salah al-Din e avvicinandola alla Striscia di Gaza. Qui si sta esercitando pressione su Hamas affinch&amp;eacute; deponga le armi e sono in corso i preparativi per un&amp;rsquo;operazione militare, come riportato dai media ebraici. Contro Hamas non conosciamo il nostro destino, n&amp;eacute; conosciamo il destino di Gaza nel suo complesso&amp;gt;&amp;gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In apertura abbiamo detto che la guerra a Gaza sta per riprendere. Cerchiamo di essere pi&amp;ugrave; precisi. A Gaza stanno per riprendere le operazioni di terra al fine dello sfollamento di 2 milioni di civili e l&amp;rsquo;annientamento di Hamas, obiettivi non raggiunti dopo 2 anni di genocidio, ma ancora l&amp;rsquo;ossessione del governo israeliano. Ma a Gaza, in verit&amp;agrave;, la guerra non si &amp;egrave; mai fermata un giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;lt;&amp;lt;Le fiamme continuano a divampare in diverse abitazioni, dopo che due case sono state completamente distrutte e molte altre parzialmente danneggiate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da alcune ore &amp;egrave; in corso la distruzione di un edificio a pi&amp;ugrave; piani nel campo di Al-Shati; siamo in strada dopo un bombardamento dell&amp;rsquo;esercito israeliano. Grazie a Dio i danni alla casa in cui abito non sono gravi; abbiamo vissuto momenti difficili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo vissuto momenti difficili. I bambini piangono per le strade. Si &amp;egrave; verificata una grave devastazione accanto all'edificio che &amp;egrave; stato bombardato e distrutto. Speriamo che la guerra finisca presto. I bambini non sono pi&amp;ugrave; in grado di sopportare la fame, la mancanza di cibo, i bombardamenti e la grande distruzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; successo mentre eravamo seduti a casa, alle prese con l'infezione virale della pelle dei miei figli, e pensavamo a come affrontare questa crisi, soprattutto perch&amp;eacute; i costi delle cure sono altissimi; quando all'improvviso &amp;egrave; risuonato il rumore dei bombardamenti: un quartiere residenziale situato tra noi e lui, a una distanza compresa tra i 500 metri e un chilometro, stava per essere distrutto. Abbiamo preso le precauzioni necessarie: la casa di mia sorella si trova in quel quartiere e tu sono andato a casa mia e abbiamo cercato di portare via ci&amp;ograve; che potevamo prima che il posto venisse bombardato e raso al suolo. La casa del fratello di mia moglie dista una discreta distanza, circa 300 metri o poco pi&amp;ugrave;. Il posto &amp;egrave; stato bombardato con due barili esplosivi nello stesso istante, ovvero circa una tonnellata di esplosivo e le schegge hanno iniziato a volare, danneggiando la mia casa e ferendo mia moglie, che ha riportato fratture alle mani e al viso; li ho trasferiti anche a casa sua, ma provi a immaginare ora una casa di sessanta metri quadrati in cui vivono tre famiglie e in cui bisogna fornire tutto il necessario in termini di mobili, coperte, cibo e bevande; mi sento come se il peso del mondo, con tutta la sua povert&amp;agrave;, gravasse sulla sopra la mia testa. E con l'alto costo della vita, sento una grande responsabilit&amp;agrave;. La forte pressione sopra la mia testa fa s&amp;igrave; che la tristezza o la frustrazione non mi assalgono, perch&amp;eacute; penso a cose molte e molto grandi in cui cerco di trovare un equilibrio, mentre le mie nuove esigenze a casa e l'aiuto agli altri nella zona... Oggi alle cinque ci sar&amp;agrave; un'auto che trasporter&amp;agrave; sei taniche d'acqua e le distribuir&amp;agrave; nella zona. Cerchiamo di sopravvivere al conflitto causato dagli ultimi bombardamenti israeliani&amp;gt;&amp;gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella scorsa puntata abbiamo parlato di 800.000 mila persone a Gaza lasciate completamente senza aiuti. Forse sono di pi&amp;ugrave;, un milione. Per loro si prevede una morte certa per stenti e malattie nei prossimi pochi anni, se nulla nel frattempo succede. E a questo punto pu&amp;ograve; succedere di tutto. Noi a questa umanit&amp;agrave; diamo voce.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;lt;&amp;lt;Oggi la domanda &amp;egrave;: riesci a garantire almeno un pasto alla tua famiglia? Riesci a pagare il cibo per i tuoi figli? O dovranno affrontare un altro giorno senza mangiare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi parliamo di un milione di persone che non trovano nulla da mangiare e che ogni due giorni sono costrette a consumare un unico pasto, il cui prezzo &amp;egrave; almeno dieci volte superiore al suo valore normale. La fame colpisce maggiormente i poveri che non trovano nulla da mangiare e sono costretti a rovistare nella spazzatura alla ricerca di avanzi, dove devono competere con i cani randagi per il cibo che trovano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pace sia con te, fratello Michelangelo. Mi rivolgo ai donatori in Italia affinch&amp;eacute; ci contattino in questo momento difficile. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per acquistare prodotti per la pulizia di base, cibo, articoli per l'igiene personale e medicinali. La vita &amp;egrave; diventata davvero difficile e stiamo contribuendo a produrre qualcosa di fondamentale e inaccettabile per noi. Che Dio vi ricompensi per il vostro sostegno e la vostra umanit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pace sia su di voi, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. Ci rivolgiamo a voi, persone di buon cuore e benefattori, affinch&amp;eacute; vi uniate a noi e ci aiutiate a&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;grammar&quot;&gt;procurare&lt;/span&gt;&amp;nbsp;un camion cisterna per le famiglie bisognose di Gaza. La situazione &amp;egrave; davvero difficile, e l'acqua &amp;egrave; diventata un bene essenziale di cui molte famiglie e molti bambini sono privi. Qualsiasi vostro contributo potr&amp;agrave; alleviare la sete e le sofferenze di persone che vivono in condizioni estreme. Che Dio vi ricompensi per il vostro sostegno e per la vostra solidariet&amp;agrave; umanitaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ti scrivo di una questione personale, per raccontarti di un episodio accaduto proprio qui vicino, durante i bombardamenti di ieri. Il cognato di mia moglie &amp;egrave; un brav&amp;rsquo;uomo, ma &amp;egrave; senza lavoro: ha perso il suo mezzo di sostentamento a causa della guerra&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Poi la sua casa &amp;egrave; stata distrutta e ora vive in affitto, pagando 400 euro al mese per una stanza, una cucina e un bagno. Ieri, con i bombardamenti, la casa &amp;egrave; stata distrutta di nuovo. Sua moglie &amp;egrave; rimasta ferita e ha trascorso la notte con lui in ospedale dopo essere stata medicata per diverse fratture alla gamba destra e una ferita profonda e incavata alla mano sinistra. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; che le persone buone soffrono, soffrire pi&amp;ugrave; di quanto soffra il problema &amp;egrave; che ha perso i vestiti dei suoi figli, i letti e tutti gli utensili da cucina&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;dopo la distruzione della casa in affitto cos&amp;igrave; &amp;egrave; il significato rinnovato ora vive con me a casa mia lui, sua moglie ferita e i suoi figli tre figlie e tre figlie e il figlio del mio amico mi dispiace di averti infastidito con la mia storia ma questa &amp;egrave; la vita qui un'alternativa al significato&amp;gt;&amp;gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scuola a Gaza non &amp;egrave; stata ancora inaugurata ufficialmente, ma in questi giorni si stanno gi&amp;agrave; tenendo alcune attivit&amp;agrave;, tra cui la registrazione dei bambini e i primi incontri di socializzazione.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Per altro, i bambini registrati al momento sono 120, 20 in pi&amp;ugrave; di quelli che il progetto si era preposto. Stiamo inoltre aspettando di&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;grammar&quot;&gt;coprire&lt;/span&gt;&amp;nbsp;le ultime spese per poter ufficialmente dare inizio alle lezioni. Dateci il vostro sostegno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;lt;&amp;lt;Con noi c'&amp;egrave; l'eccezionale professoressa Heba Ahl. La professoressa Heba Ahl vi insegner&amp;agrave; l'arabo, vi insegner&amp;agrave; la matematica, come leggere e come scrivere. Scusate, vero? Perch&amp;eacute; torni la bella generazione. Vogliamo essere la generazione eccezionale, la generazione degli eroi. Avanti, forza, alla professoressa Heba Ahl.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con noi c'&amp;egrave; il professor Mohamed, con cui passerete molto tempo. Il professor Mohamed Ismail Abou, con cui passerete molto tempo. Sar&amp;agrave; con voi, vi far&amp;agrave; divertire, si divertir&amp;agrave; con voi e giocher&amp;agrave; con voi. Un grande saluto al professor Mohamed.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci saranno con noi anche i docenti, i musicisti e i fotografi che vi&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;grammar&quot;&gt;immortaleranno,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;catturando ogni momento speciale. Da oggi in poi,&amp;nbsp;&lt;span aria-invalid=&quot;grammar&quot;&gt;immortaleranno&lt;/span&gt;&amp;nbsp;solo i vostri sorrisi. Dimentichiamo la tristezza, dimentichiamo il dolore, dimentichiamo ci&amp;ograve; che abbiamo passato e lo imprimiamo nei nostri cuori. Forza, mostrateci i vostri sorrisi. Un grande, grande saluto anche ai fotografi e a noi stessi, il corpo docente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci servono articoli di cancelleria e ci serve tutto, Naya. Grazie, Naya. Se Dio vorr&amp;agrave;, cercheremo di procurarci tutto questo. Prego, non c'&amp;egrave; problema, a nome tuo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Mi chiamo Hanina. Ci servono bagni e ci serve tutto per diventare sempre pi&amp;ugrave; grandi, se Dio vorr&amp;agrave;, Hanina.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Insha&amp;rsquo;Allah, tesoro, le apriremo la scuola e poco a poco la faremo crescere e vi porteremo una lavagna e vi porteremo dei bagni, non ci sono problemi, insha'Allah, e vi porteremo dei cortesi e vi porteremo tutto ci&amp;ograve; che desiderate, ma anche voi date una mano con noi. Prego, cosa dici? E poi le sedie, bene, chi ha qualcos'altro? Prego, Amira. Va bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Per favore, sono Mayar.&amp;nbsp;Stavamo guidando sul quaderno.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Perch&amp;eacute; sei stanco? Va bene, se Dio vuole, va bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Grazie alla scuola italiana. Grazie a chi ci &amp;egrave; sempre stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avanti, avanti, avanti, avanti, Mustafa! Avanti, avanti, amore mio! Vogliamo che diventiate dei campioni, vogliamo che diventiate dei campioni. Cosa vogliamo? Forza, tutti insieme! Ci piace imparare, ci piace imparare. Campioni, campioni, lo diventerete tutti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciao, mi chiamo Amjad. Sono uno studente dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Al-Azhar e coordinatore sul campo della scuola italiana a Gaza. Vi parlo dal luogo in cui svolgiamo la nostra missione: questa scuola, che al momento consiste in una tenda, &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; di un semplice luogo di istruzione. &amp;Egrave; un dono dal cuore dell&amp;rsquo;Italia ai bambini di Gaza. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;unica scuola in tutta la nostra zona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure stiamo lottando per mantenerla in vita contro le vessazioni dell&amp;rsquo;occupazione, l&amp;rsquo;assedio e il costo della vita soffocante che rende ogni giorno una battaglia per garantire le risorse. Vedo i bambini che ci aspettano nella polvere ogni giorno perch&amp;eacute; credono in questa scuola, perch&amp;eacute; credono in voi. Voglio essere chiaro: non ci fermeremo mai e non deluderemo questi bambini, ma non possiamo davvero farlo da soli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi rivolgo ai nostri fratelli italiani e a tutte le istituzioni, grandi e piccole: abbiamo bisogno della vostra risposta immediata. La vostra donazione urgente &amp;egrave; ci&amp;ograve; che manterr&amp;agrave; viva questa fiamma. Vi prego, sostenete la vostra scuola a Gaza. Sosteneteci ora, prima che sia troppo tardi. In conclusione, vorrei ringraziarvi dal profondo del cuore, mio caro amico e fratello Michelangelo e alla Fondazione ZYP OnlUs per il loro continuo sostegno. Grazie a voi, grazie alla vostra gente. Insieme possiamo salvare un'intera generazione&amp;gt;&amp;gt;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Gemini_Generated_Image_67lcnl67lcnl67lc.png/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;L'illegalità aggressiva della Russia&quot; e in ginocchio dal colonialista Carlo: l'ipocrisia dei novelli Torquemada nostrani</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lillegalit_aggressiva_della_russia_e_in_ginocchio_dal_colonialista_carlo_lipocrisia_dei_novelli_torquemada_nostrani/45289_66889/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;15 maggio. Non passa giorno che i clerico-oscurantisti de Linkiesta non diffondano i propri miasmi inquisitori all'indirizzo della Russia. Giorno dopo giorno, la rassegna delle &amp;ldquo;notizie&amp;rdquo; propalate dal sito web di quei novelli torquemadisti scudocrociati pare fatta apposta per essere nient'altro che un contorno all'unico e perenne schema centrale quotidiano, che &amp;egrave; quello di attaccare comunque e in ogni modo la Russia. In sottordine, negli ultimi tempi, quei signori si sono assunti il compito, diligentemente europeista, di &amp;ldquo;dileggiare&amp;rdquo; alcune direttrici dell'amministrazione yankee, nella misura in cui sembrino &amp;ndash; si sottolinea il &amp;ldquo;sembrino&amp;rdquo; - dover avvantaggiare in qualche misura il Cremlino. Nel contempo, da meticolosi osservanti dei cerimoniali dinastici, si preoccupano di riverire i minimi accenni di liturgie liberal-canagliesche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo scorso 14 maggio, i liquami maleodoranti sparsi da quei signori in direzione di Moskva, riguardavano la proposta di legge, approvata dalla Duma russa, ma non ancora passata dal Senato, sull'impiego extraterritoriale di unit&amp;agrave; militari per la difesa di cittadini russi all'estero. La legge, riporta Interfax, &amp;egrave; volta a tutelare i cittadini russi &amp;laquo;in caso di arresto, detenzione, procedimento penale o altra forma di perseguimento&amp;raquo; da parte di tribunali stranieri e di &amp;laquo;organi giurisdizionali internazionali la cui competenza non si basi su un trattato internazionale della Federazione Russa o su una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU&amp;raquo; ecc. Commentando la legge, il presidente della Duma, Vjaceslav Volodin ha osservato che &amp;laquo;la giustizia occidentale &amp;egrave; di fatto diventata uno strumento di repressione contro coloro che sono considerati indesiderabili... perseguire illegalmente individui &amp;egrave; diventata la norma&amp;raquo;. Il presidente della Commissione difesa della Duma, Andrej Kartapolov ha detto che la legge contribuir&amp;agrave; a &amp;laquo;proteggere diritti, libert&amp;agrave; e interessi legittimi dei cittadini russi, a tutelare le organizzazioni russe da attacchi illegali stranieri e a contrastare la feroce campagna di russofobia internazionale&amp;raquo;. Kartapolov ha collegato il progetto di legge al caso specifico dell'archeologo russo Aleksandr Butjaghin, arrestato a dicembre 2025 su richiesta ucraina mentre era a Varsavia per una conferenza. Accusato di &quot;distruzione di beni culturali&quot; durante scavi archeologici in Crimea, nel marzo scorso un tribunale di Varsavia aveva ammesso la sua estradizione in Ucraina dove, ovviamente, non lo attendeva nulla di buono. Era stato quindi rilasciato a fine aprile in seguito a uno scambio di detenuti tra Bielorussia e Polonia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella legge, biascicano i torquemadisti de Linkiesta, fattisi portavoce dell'ambasciata ucraina, &amp;egrave; per Kiev &amp;laquo;la formalizzazione dell&amp;rsquo;aggressione come strumento permanente della politica russa&amp;raquo; e costituisce &amp;laquo;un ulteriore tassello nella progressiva normalizzazione dell&amp;rsquo;espansionismo militare russo. Mosca aveva gi&amp;agrave; giustificato l&amp;rsquo;invasione dell&amp;rsquo;Ucraina nel 2022 inventando la storia di dover proteggere le popolazioni russofone del Donbas e i &amp;ldquo;connazionali&amp;rdquo; discriminati da Kyjiv&amp;raquo;. Ma, dio ce ne scampi dal dubitare di simili interpretazioni, quella era nint'altro che una &amp;ldquo;storia inventata&amp;rdquo;. In realt&amp;agrave;, Kiev (o &amp;ldquo;Kyjiv&amp;rdquo;, come i torquemadisti scrivono, in ossequio ai dettami dell'ambasciata di cui sopra. Peccato che l'alfabeto italiano non contenga ancora altre lettere da aggiungere alle y, j, i: le avrebbero messe senz'altro) non faceva altro, da celestiale com'&amp;egrave;, che distribuire &amp;ldquo;confetti&amp;rdquo; ai bambini del Donbass: quanti ne hanno distribuiti, dal 2014 in poi, di quei &amp;ldquo;confetti&amp;rdquo; targati USA-NATO, su asili, ospedali, parchi giochi dei villaggi di L-DNR! Mascalzoni dei media guerrafondai!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovvio dunque che da &amp;laquo;Kyjiv la reazione &amp;egrave; stata durissima. Il portavoce del ministero degli esteri ucraino, Heorhii Tykhyi (Gheorghij Tikhij: si accettano scommesse se in privato il signor &amp;ldquo;Heorhii&amp;rdquo; parli ucraino o russo), ha definito il provvedimento &amp;ldquo;illegalit&amp;agrave; aggressiva&amp;rdquo;&amp;raquo;, mentre i torquemadisti sono certi che con esso la Russia intenda &amp;laquo;dotarsi di una giustificazione legale permanente per intervenire militarmente oltre i propri confini&amp;raquo;. La Russia, d'altronde, &amp;egrave; &amp;ldquo;aggressiva&amp;rdquo; per assioma; &amp;egrave; uno degli &amp;ldquo;assi del male&amp;rdquo;, insieme a Cina, RPDC, Iran e da Moskva non c'&amp;egrave; da aspettarsi altro che un ulteriore &amp;ldquo;espansionismo militare&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanta differenza, invece, con l'ameno discorso della corona britannica con cui, lo certificano i cherubini de Linkiesta, &amp;laquo;Londra annuncia un nuovo quadro normativo che rafforza la capacit&amp;agrave; di contrasto a reti riconducibili a Paesi come Iran, Russia e Cina&amp;raquo;. Gi&amp;agrave; il soave ritmo letterario esprime la vellutata premura con cui l'articolista (ci si passi l'impudenza) verga quelle strofe, delicatamente genuflettendosi alla corte di sua maest&amp;agrave; britannica, che annuncia ai fedeli &amp;laquo;un ulteriore passaggio nell&amp;rsquo;evoluzione del diritto di sicurezza nazionale britannico&amp;raquo;. Quale dolcezza di suoni; quale stridente contrasto con le rozze decisioni aggressive dell'autocrate del Cremlino; quale angelico candore nell'esporre &amp;laquo;la possibilit&amp;agrave; per il segretario dell&amp;rsquo;Interno di designare e vietare organizzazioni considerate parte dell&amp;rsquo;apparato di uno Stato straniero o suoi proxy&amp;raquo;: vien voglia di inchinarsi innanzi al trono britannico e auspicare, anche per i sudditi delle circostanti repubbliche, la promulgazione di cotali angelici divieti, insieme alla &amp;laquo;proscrizione di gruppi terroristici e criminalizza appartenenza e sostegno&amp;raquo;. Quantunque incentrato sulla &amp;ldquo;difesa&amp;rdquo; dai &amp;laquo;Pasdaran, spesso citati come principale candidato a una futura proscrizione&amp;raquo;, gli stessi clerico-oscurantisti ci mettono a parte del fatto che insieme &amp;laquo;al dossier iraniano resta centrale quello russo, gi&amp;agrave; ampiamente inquadrato nel linguaggio ufficiale come hostile state&amp;raquo; e, va da s&amp;eacute;, anche quello cinese. Ecco dunque che dal Tamigi emerge amorevolmente una &amp;laquo;natura deliberatamente generale&amp;raquo; e i cherubini de Linkiesta dipingono delicatamente un progetto di legge che &amp;laquo;non costruisce una lista di nemici, ma un framework giuridico flessibile, applicabile a diversi tipi di attori statali a seconda delle circostanze. Non &amp;egrave; uno strumento pensato per un singolo Paese, ma potr&amp;agrave; essere utilizzato in modo differenziato nei confronti di pi&amp;ugrave; potenze&amp;raquo;. Non cogliete anche voi tutta la signorile gentilezza britannica che si effonde da quel soave &amp;ldquo;hostile state&amp;rdquo;, di contro a tutta la rozzezza asiatica del volgare &amp;ldquo;espansionismi militare russo&amp;rdquo;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che amore par sprigionarsi da tale morbidezza di toni cos&amp;igrave; garbatamente narrati dai cherubini de Linkiesta. Vade retro, grossolana aggressivit&amp;agrave; autocratica russa; inginocchiamoci invece al morbido incantesimo britannico e lodiamo Londra nell'alto dei cieli, che cotanto delicato impegno profonde nel cacciare il maligno nel profondo dell'inferno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio Londra, infatti, &amp;egrave; la principale istigatrice, ohib&amp;ograve;, della guerra anti-russa in corso; ma, vabb&amp;egrave;, lo sostiene il politologo Oleg Janovskij, un russo. Che dire! Londra, dice quel russo espressione di un volgare &amp;ldquo;espansionismo militare&amp;rdquo; di Moskva, ha puntato tutto sul conflitto in corso &amp;laquo;e non si tratta pi&amp;ugrave; tanto di un conflitto per procura tra Occidente e Russia in Ucraina, quanto di un conflitto diretto contro la Russia&amp;raquo;. Ah, gli inglesi: che angeli del signore, esclamerebbero estasiati i torquemadisti italici. Ma, afferma Janovskij, si tratta da un lato di un &amp;laquo;conflitto diretto contro la Russia. Dall'altro, &amp;egrave; una lotta per mantenere determinate posizioni o per ristabilire la propria posizione nell'ordine mondiale destinato a sostituire quello attuale. E hanno ripetutamente affermato che l'obiettivo strategico chiave della Gran Bretagna &amp;egrave; quello di sedere al tavolo negoziale del futuro ordine mondiale e plasmare le regole del gioco in base alle quali tale ordine esister&amp;agrave;&amp;raquo;. In questo senso, Londra sta coinvolgendo i paesi che controlla, in azioni anti-russe in tutto il mondo: stanno &amp;laquo;investendo e finanziando sempre pi&amp;ugrave; il regime ucraino nel suo conflitto con noi. E stiamo assistendo alla riattivazione dei domini dell'ex Impero britannico, ovvero i paesi sotto la corona britannica, i cui sforzi si stanno intensificando e che mirano alla loro riunificazione nell'anglosfera britannica&amp;raquo;, dice Janovskij. E tutto questo si unisce attorno all'idea di guerra: &amp;laquo;la Gran Bretagna sta cercando di creare una rete anti-russa che, per inciso, &amp;egrave; per molti versi persino russofoba&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per&amp;ograve;, con quanta grazia lo fanno, esclamerebbe in estasi un torquemadista de Linkiesta che, perdiana, non lo aveva notato nella sua eucaristica esaltazione del &amp;ldquo;King's Speech&amp;rdquo;! Tanto pi&amp;ugrave; che, come declama il segretario NATO Mark Rutte al &amp;ldquo;Forum sulla sicurezza&amp;rdquo; in Romania, l'obiettivo &amp;egrave; quello di &amp;laquo;sconfiggere la Russia con le mani dell'Ucraina&amp;raquo; e, dunque, l'Occidente deve puntare sulla completa vittoria dell'Ucraina nella guerra contro la Russia. Cos&amp;igrave;, il generale Ben Hodges, ex comandante delle forze yankee in Europa, specifica che &amp;laquo;il nostro obiettivo strategico deve essere che l'Ucraina sconfigga la Russia e ritorni ai confini del 1991&amp;raquo;. Per questo, proclama Rutte, i paesi UE devono incrementare la propria produzione militare in modo da rifornire autonomamente l'Ucraina, mentre gli Stati Uniti sono impegnati su altri fronti e, ovviamente, &amp;laquo;dobbiamo essere preparati a una difesa a 360 gradi contro qualsiasi avversario, in particolare la Russia, e contro qualsiasi minaccia proveniente da qualsiasi direzione. E, in generale, per essere in grado di difenderci, dobbiamo spendere almeno il 5% del PIL per la difesa&amp;raquo;. Parole sante; che confermano che i paesi del blocco occidentale continueranno a fornire armi e soldi all'Ucraina, perch&amp;eacute; una Ucraina &amp;laquo;forte oggi e una Ucraina forte in futuro&amp;raquo; &amp;egrave; la condizione per &amp;laquo;fermare l'aggressione russa. La guerra non aspetta. Dobbiamo agire ora&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In concreto, omelia Rutte, dato che l'Ucraina &amp;laquo;ha molti amici, mi aspetto che questi amici facciano di pi&amp;ugrave; attraverso l'iniziativa PURL, che fornisce all'Ucraina la potenza di fuoco americana di cui ha disperatamente bisogno, e in altri modi. Dobbiamo continuare a fornire all'Ucraina il supporto necessario, perch&amp;eacute; la sicurezza dell'Ucraina &amp;egrave; la nostra sicurezza... Quando arriver&amp;agrave; il momento di raggiungere un accordo, Putin dovr&amp;agrave; fare delle concessioni, e finora non le ha fatte. Deve essere disposto a fare delle concessioni per partecipare veramente ai negoziati di pace&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il signor &amp;ldquo;Heorhii&amp;rdquo; certifica che dalla Russia non arriva altro che una &amp;laquo;illegalit&amp;agrave; aggressiva&amp;raquo;. Di tale ecclesiale assicurazione si fanno mallevadori i torquemadisti de Linkiesta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;FONTI:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.interfax.ru/russia/1089213&quot;&gt;https://www.interfax.ru/russia/1089213&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.interfax.ru/russia/1080265&quot;&gt;https://www.interfax.ru/russia/1080265&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.linkiesta.it/2026/05/russia-putin-invasione-territori-ucraina/&quot;&gt;https://www.linkiesta.it/2026/05/russia-putin-invasione-territori-ucraina/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.linkiesta.it/2026/05/la-nuova-strategia-britannica-contro-proxy-e-apparati-degli-stati-ostili/&quot;&gt;https://www.linkiesta.it/2026/05/la-nuova-strategia-britannica-contro-proxy-e-apparati-degli-stati-ostili/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/britaniya-postavila-bukvalno-vsjo-na-vojjnu-s-rossiejj.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/britaniya-postavila-bukvalno-vsjo-na-vojjnu-s-rossiejj.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/britaniya-zanimaetsya-sozdaniem-novojj-globalnojj-antirusskojj-seti.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/britaniya-zanimaetsya-sozdaniem-novojj-globalnojj-antirusskojj-seti.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/generaly-nato-nasha-cel-razgromit-rossiyu-rukami-ukrainy.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/generaly-nato-nasha-cel-razgromit-rossiyu-rukami-ukrainy.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/poka-evropa-otvlekaet-rossiyu-ssha-zajjmutsya-aziejj-ryutte.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/poka-evropa-otvlekaet-rossiyu-ssha-zajjmutsya-aziejj-ryutte.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/vojjna-ne-zhdjot-ryutte-trebuet-pomogat-ukraine-do-tekh-por-poka-putin-ne-pojjdjot-na-ustupki.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/vojjna-ne-zhdjot-ryutte-trebuet-pomogat-ukraine-do-tekh-por-poka-putin-ne-pojjdjot-na-ustupki.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/-13-05-2026-233038.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Chris Hedges - L'incubo iraniano di Trump</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-chris_hedges__lincubo_iraniano_di_trump/39602_66884/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://chrishedges.substack.com/p/trumps-iranian-nightmare?utm_source=post-email-title&amp;amp;publication_id=778851&amp;amp;post_id=197715701&amp;amp;utm_campaign=email-post-title&amp;amp;isFreemail=true&amp;amp;r=2xdvne&amp;amp;triedRedirect=true&amp;amp;utm_medium=email&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di Chris Hedges*&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il nuovo pantano in cui si sono impantanati gli Stati Uniti in Medio Oriente &amp;egrave; simile ai precedenti. Si basa, come le guerre in Afghanistan e in Iraq, su una grave errata interpretazione dei nostri avversari, su una catastrofica incapacit&amp;agrave; di comprendere i limiti del potere imperiale e sull'assenza di una strategia ben definita. Aumenta&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://time.com/article/2026/03/19/trump-iran-war-set-to-boost-profits-for-these-defense-contractors/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;i&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;profitti dell'industria bellica, sperperando&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/us-war-iran-has-cost-29-billion-pentagon-says-2026-05-12/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;miliardi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di fondi pubblici,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.dawn.com/news/1999073/trumps-feuds-tensions-with-allies-likely-to-outlast-iran-war&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;aliena&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;i nostri alleati ed erode il potere e il prestigio globale degli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://chrishedges.substack.com/p/americas-suicide-pact&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli imperi morenti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, governati da corrotti e incompetenti, sono accecati dal militarismo e dalla superbia. Non riescono a comprendere il mondo che li circonda. Si imbattono in vicoli ciechi autodistruttivi &amp;ndash; come &amp;egrave; successo a noi in Iraq, Afghanistan e, prima ancora, in Vietnam &amp;ndash; dove l'avventurismo militare non fa altro che aggravare le ferite autoinflitte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La guerra contro l'Iran &amp;egrave; un altro capitolo del nostro declino precipitoso e, in definitiva, fatale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.presstv.ir/Detail/2026/04/08/766493/explainer-iran-10-point-proposal-forced-us-surrender-40-day-war-aggression&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La proposta&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di cessate il fuoco temporaneo in 10 punti avanzata da Teheran&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, mediata da esperti pakistani e presentata agli Stati Uniti 40 giorni dopo l'inizio della guerra contro l'Iran, equivale a una resa. Essa richiede la fine degli attacchi statunitensi e israeliani, anche in Libano. Prevede la rimozione delle basi e delle installazioni militari statunitensi dalla regione. Consolida il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz. Si rifiuta di abbandonare l'arricchimento dell'uranio. Chiede la fine delle sanzioni e la revoca delle risoluzioni anti-iraniane del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Richiede inoltre lo sblocco dei beni congelati,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/4/15/what-are-irans-100bn-in-frozen-assets-and-where-are-they-held&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;stimati&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;in 100 miliardi di dollari, e il risarcimento per gli attacchi statunitensi e israeliani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Si tratta di un'umiliazione troppo amara perch&amp;eacute; Stati Uniti e Israele possano accettarla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A poche ore dalla proposta iraniana, Israele, determinato a sabotare qualsiasi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://chrishedges.substack.com/p/the-ceasefire-charade&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;accordo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://acleddata.com/expert-comment/bassel-doueik-escalation-israeli-attacks-over-lebanon-after-black-wednesday&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha lanciato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;un devastante attacco aereo contro il Libano. L'attacco, durato oltre 10 minuti, ha incluso il bombardamento del centro di Beirut. Vi hanno partecipato 50 aerei da combattimento e 108 raid aerei che hanno sganciato circa 160 bombe,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.presstv.ir/Detail/2026/05/04/768020/black-wednesday-martyr-karim-we-are-not-numbers-we-are-names-homes-stories&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;uccidendo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;350 persone e ferendone altre 1.000. Il massacro fulmineo e immotivato, noto come &quot;Mercoled&amp;igrave; Nero&quot;, &amp;egrave; un potente monito che Israele non ha alcuna intenzione di porre fine a questa guerra. Con gli Stati Uniti non disposti ad ammettere la sconfitta e la sete di sangue di Israele, ci aspetta un periodo molto difficile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La scorsa settimana l'Iran ha presentato una proposta&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/5/3/whats-irans-14-point-proposal-to-end-the-war-and-will-trump-accept-it&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;aggiornata&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, che Trump&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/world/2026/may/10/iran-us-peace-proposal-pakistan-reported-drone-strikes-strain-ceasefire&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha definito&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;totalmente inaccettabile&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma l'Iran, grazie al suo controllo assoluto sullo Stretto di Hormuz, pu&amp;ograve; permettersi di aspettare. Pi&amp;ugrave; a lungo manterr&amp;agrave; il blocco navale &amp;ndash;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=65504&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;circa&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale transita attraverso lo Stretto di Hormuz &amp;ndash; maggiori saranno i danni economici globali che infligger&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Non c'&amp;egrave; un esito positivo per gli Stati Uniti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'ostinazione dell'amministrazione Trump e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=gL2jFwZ16xo&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;la determinazione di Israele&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;a riprendere gli attacchi contro l'Iran faranno s&amp;igrave; che l'economia globale si diriga a tutta velocit&amp;agrave; verso una depressione globale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Banca Mondiale&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://docs.google.com/document/d/1PjCqHpJBdNqBN43YkhkD1ROoEjsoJyOfwv3dZhEftTM/edit?tab=t.0&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;prevede&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;un aumento del 31% del costo dei fertilizzanti azotati prodotti nel Golfo e transitati attraverso lo Stretto di Hormuz quest'anno, se la guerra dovesse continuare. Ci&amp;ograve; comporterebbe un enorme aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La carenza di materie prime sta gi&amp;agrave; paralizzando la produzione e la manifattura a livello globale. Le fragili e interdipendenti catene di approvvigionamento globali si stanno bloccando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Come ha dimostrato l'Iran, questo ecosistema economico &amp;egrave; facile da distruggere. Sar&amp;agrave; molto difficile ricostruirlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran ha subito colpi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://archive.is/cPhod&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;devastanti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;alle sue infrastrutture civili e alla sua economia, tra cui&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.unocha.org/publications/report/iran-islamic-republic/islamic-republic-iran-humanitarian-update-no-04-1-may-2026&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;aree residenziali&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://truthout.org/articles/us-israeli-attacks-have-damaged-nearly-500-schools-300-health-centers-in-iran/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;scuole&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://truthout.org/articles/us-israeli-attacks-have-damaged-nearly-500-schools-300-health-centers-in-iran/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;centri sanitari&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/3/30/why-have-the-us-and-israel-bombed-more-than-75-iranian-police-facilities&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;stazioni di polizia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://truthout.org/articles/us-and-israel-claim-to-be-fighting-for-iranian-minorities-while-bombing-them/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;chiese e sinagoghe&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, nonch&amp;eacute; impianti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/world/2026/mar/10/bombing-of-irans-oil-infrastructure-to-have-major-environmental-fallout-experts-warn&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;energetici&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://foreignpolicy.com/2026/03/09/iran-water-drought-desalination/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di desalinizzazione&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/03/27/world/middleeast/iran-strikes-infrastructure-industry.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;siderurgici&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://truthout.org/articles/israel-strikes-pharmaceutical-factory-in-tehran-that-made-cancer-drugs/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;farmaceutici&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, oltre che alle sue risorse militari, comprese parti della&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/05/09/world/middleeast/caspian-sea-iran-russia.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;marina&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://theaviationist.com/2026/03/08/iranian-f-14-fleet-update/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dell'aeronautica&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;e delle capacit&amp;agrave;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.washingtonpost.com/investigations/2026/03/29/iran-ballistic-missile-sites/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di lancio missilistico&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;. All'inizio della guerra, ha subito &quot;attacchi di decapitazione&quot; contro i suoi alti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/3/1/who-are-irans-senior-figures-killed-in-us-israeli-attacks&quot;&gt;dirigenti&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.euronews.com/2026/03/21/all-iranian-officials-and-commanders-killed-in-the-past-nine-months&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;politici e militari&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, tra cui gli assassinii della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Ali Khamenei, del segretario del Consiglio di Difesa iraniano, Ali Shamkhani, e del capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Abdolrahim Mousavi, tra gli altri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nessuno degli&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/how-trumps-stated-reasons-goals-timeline-iran-war-have-shifted-2026-03-20/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;obiettivi degli Stati Uniti e di Israele,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;tuttavia, &amp;egrave; stato raggiunto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La nuova leadership iraniana, incentrata sul Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), &amp;egrave; pi&amp;ugrave;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=1p_wxH9M6No&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;intransigente&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.euronews.com/2026/05/12/iran-ceasefire-on-life-support-trump-says-as-deadlock-in-negotiations-deepens&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;intransigente&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;rispetto alla precedente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran mantiene il controllo dello Stretto di Hormuz e impone dazi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.cbsnews.com/news/iran-war-oil-gas-prices-strait-of-hormuz/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;fino a&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;2 milioni di dollari per ogni petroliera che lo attraversa. Queste tariffe, introdotte dall'Iran come parte della sua richiesta di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/4/15/iran-says-270bn-war-loss-must-be-compensated-as-fresh-talks-with-us-loom&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;riparazioni di guerra&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, devono essere pagate in&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://theconversation.com/iran-wants-oil-tariffs-paid-in-chinese-yuan-is-the-power-of-the-us-petrodollar-in-decline-281858&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;valuta cinese&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, nell'ambito di un tentativo da parte di Iran, Cina e Russia di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://theconversation.com/iran-wants-oil-tariffs-paid-in-chinese-yuan-is-the-power-of-the-us-petrodollar-in-decline-281858&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;spezzare&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;l'&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.cfr.org/articles/future-dollar-hegemony&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;egemonia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;del dollaro statunitense. L'Iran detiene inoltre&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/05/07/cia-intelligence-iran-trump-blockade-missiles/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ingenti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;scorte di missili e droni, nonch&amp;eacute; di uranio arricchito, di cui ha&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ndtv.com/world-news/tehrans-weapon-grade-uranium-enrishment-warning-if-us-attacks-iran-again-11483397&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;avvertito&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;che aumenter&amp;agrave; la purezza fino al 90% in caso di un nuovo attacco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran &amp;egrave; il chiaro vincitore dell'Operazione Epic Fury. Trump &amp;egrave; il chiaro perdente. Il dilemma &amp;egrave; che la propensione di Trump a inventarsi una realt&amp;agrave; propria fa s&amp;igrave; che difficilmente riconoscer&amp;agrave; il suo errore e negozier&amp;agrave; una via d'uscita dalla debacle che ha creato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.marketwatch.com/story/the-pentagon-now-estimates-the-iran-war-is-costing-29-billion-the-overall-economic-toll-is-much-greater-90943aa7&quot;&gt;Secondo il Pentagono&amp;nbsp;&lt;/a&gt;, Trump, senza l'approvazione del Congresso, ha gi&amp;agrave; sperperato almeno 29&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.dw.com/en/iran-war-trump-ceasefire-life-support/live-77126070&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;miliardi di dollari&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;nella guerra&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, sebbene&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://popular.info/p/the-real-cost-of-the-iran-war-72&quot;&gt;un'analisi&amp;nbsp;&lt;/a&gt;di Stephen Semler di Popular Information collochi la cifra pi&amp;ugrave; vicina ai 72 miliardi di dollari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il costo umano &amp;egrave; gi&amp;agrave; elevato. Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso pi&amp;ugrave; di 3.300 civili iraniani,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.tehrantimes.com/news/525410/Iran-medical-body-identifies-over-3-750-victims-of-US-Israeli&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;tra cui&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;almeno 221 bambini. Oltre tre milioni di iraniani sono stati&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.unhcr.org/news/press-releases/unhcr-3-2-million-iranians-temporarily-displaced-iran-conflict-intensifies&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;sfollati&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.unrwa.org/resources/reports/unrwa-situation-report-10-lebanon-emergency-response-2026&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;insieme a oltre un milione di libanesi a causa dei continui&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.dropsitenews.com/p/displaced-southern-lebanese-aitaroun-israeli-military-satellite-images&quot;&gt;bombardamenti&amp;nbsp;&lt;/a&gt;e&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://english.elpais.com/international/2026-04-27/israel-applies-gazastyle-tactics-in-lebanon-and-accelerates-ethnic-cleansing.html&quot;&gt;della pulizia etnica&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;israeliana&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;nel Libano meridionale. Allo stesso tempo, ci sono oltre due milioni di palestinesi&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.unocha.org/occupied-palestinian-territory&quot;&gt;sfollati&amp;nbsp;&lt;/a&gt;a causa del genocidio a Gaza e altri&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.middleeasteye.net/news/israel-closes-case-against-officers-accused-killing-palestinian-family-report&quot;&gt;1.100 palestinesi uccisi&amp;nbsp;&lt;/a&gt;e 40.000&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.palestinechronicle.com/un-israeli-actions-displaced-40000-palestinians-in-west-bank-since-start-of-2025/&quot;&gt;sfollati&amp;nbsp;&lt;/a&gt;nella Cisgiordania occupata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La carenza di carburante e le interruzioni delle forniture stanno paralizzando i paesi asiatici, con la Thailandia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/03/20/world/asia/iran-war-oil-thailand-vietnam-philippines.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;alle prese con&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;acquisti dettati dal panico e razionamenti in alcune stazioni di servizio. Vietnam e Corea del Sud si stanno affannando per assicurarsi forniture alternative di petrolio greggio e carburanti. Il Giappone, che dipende dal Golfo Persico per circa il 95% delle sue importazioni di petrolio greggio, ha dovuto&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/world/2026/apr/10/japan-sanae-takaichi-release-more-oil-reserves-iran-war&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;attingere&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;due volte alle sue riserve strategiche dall'inizio della guerra a febbraio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'aumento del prezzo del GPL ha comportato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.bankbazaar.com/gas-connection/commercial-gas-price-india.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;un incremento&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di circa il 7% dei prezzi dei combustibili per uso domestico in India, ma&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.goodreturns.in/news/gas-cylinder-prices-change-from-may-1-biggest-ever-hike-19kg-lpg-cylinder-prices-by-rs-993-to-1-147-1505673.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;un'impennata&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di circa il 76% nel settore commerciale. Ci&amp;ograve; ha causato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.business-humanrights.org/en/latest-news/global-concerns-raised-for-garment-textile-workers-as-strait-of-hormuz-closure-predicted-to-impact-global-supply-chains/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;tagli alla produzione e perdite di posti di lavoro&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;nel settore tessile e dell'abbigliamento in India, cos&amp;igrave; come in Bangladesh e Cambogia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Si registra una carenza di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://cen.acs.org/articles/104/web/2026/05/Helium-supplies-tight-worse.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;elio&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/markets/commodities/aluminium-crisis-war-tariffs-market-running-empty-2026-04-16/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;alluminio&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://isimarkets.com/publications/naphtha-shortage-threatens-asias-chemical-sectors-and-global-chipmaking/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;nafta&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, anch'essi transitati attraverso lo Stretto di Hormuz. Questa penuria ha provocato cali di produzione, in particolare tra&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.forbes.com/sites/tiriasresearch/2026/04/07/helium-crisis-tightens-grip-on-global-chip-supply-chain/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;i produttori di microchip&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://constructiondigital.com/news/is-middle-east-conflict-triggering-global-aluminium-shortage&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;le imprese edili&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;e il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;settore&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.inboundlogistics.com/articles/the-invisible-shortage-how-petrochemical-shortages-could-impact-packaging/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;degli imballaggi in plastica .&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/sustainability/boards-policy-regulation/indias-small-steelmakers-face-production-cuts-amid-lng-shortages-due-iran-war-2026-03-10/&quot;&gt;Le acciaierie&amp;nbsp;&lt;/a&gt;in&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/sustainability/boards-policy-regulation/indias-small-steelmakers-face-production-cuts-amid-lng-shortages-due-iran-war-2026-03-10/&quot;&gt;India&amp;nbsp;&lt;/a&gt;e le case automobilistiche in&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://asia.nikkei.com/business/automobiles/japan-automakers-cut-output-on-iran-conflict-fear-parts-supply-disruptions&quot;&gt;Giappone&amp;nbsp;&lt;/a&gt;hanno ridotto la produzione. Decine di migliaia di lavoratori in tutto il mondo hanno gi&amp;agrave; perso il lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le compagnie aeree asiatiche, insieme a molte di quelle del continente europeo, tra cui quelle di Germania, Turchia e Grecia, stanno&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/business/energy/asian-airlines-trim-schedules-carry-extra-fuel-supplies-tighten-2026-04-07/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;caricando&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;carburante extra nei loro aeroporti, riducendo i voli e aumentando i supplementi a causa del raddoppio del prezzo del carburante per aerei. Gli Emirati Arabi Uniti, uno degli stati pi&amp;ugrave; ricchi al mondo con fondi sovrani che ammontano a oltre 2 trilioni di dollari, hanno chiesto agli Stati Uniti un &quot;salvadanaio in tempo di guerra&quot; in seguito ai danni causati dai missili ai giacimenti di gas e al blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://wsj.com/world/middle-east/u-a-e-asks-u-s-for-a-wartime-financial-lifeline-3f9ea3a0&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;secondo quanto riportato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dal&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Wall Street Journal&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.undp.org/press-releases/military-escalation-middle-east-could-push-more-30-million-people-poverty-worldwide-un-development-programme-warns&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo,&amp;nbsp;milioni di persone, soprattutto in Asia e in Africa, rischiano di cadere in condizioni di estrema povert&amp;agrave; a causa della guerra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli Stati Uniti, che sono esportatori netti di petrolio e gas naturale, sono stati relativamente protetti dallo shock globale, sebbene i prezzi della benzina siano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/commentary/reuters-open-interest/booming-us-energy-exports-draw-scrutiny-domestic-fuel-prices-bite-2026-05-05/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;aumentati&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di circa il 40%,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://gasprices.aaa.com/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;superando i&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;4,50 dollari al gallone. Il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti &amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/commentary/reuters-open-interest/booming-us-energy-exports-draw-scrutiny-domestic-fuel-prices-bite-2026-05-05/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;aumentato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di quasi il 50%, superando i 5,60 dollari al gallone. Ma &amp;egrave; solo questione di tempo prima che il crollo dell'economia globale devasti gli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'amministrazione Trump ci sta spingendo verso una depressione globale, con tutta l'instabilit&amp;agrave; sociale e politica che accompagna una crisi finanziaria catastrofica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Trump &amp;egrave; disperato. Sui social media lancia minacce piene di insulti all'Iran,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.bbc.com/news/articles/cvg0q6wdzp1o&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;scrivendo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Aprite il fottuto Stretto [di Hormuz], pazzi bastardi&quot;. Pubblica anche immagini generate dall'intelligenza artificiale che mostrano l'esercito americano annientare quello iraniano. Ha&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/4/2/bomb-back-to-the-stone-age-us-history-of-threats-and-carpet-bombing&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;minacciato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di bombardare gli iraniani &quot;riportandoli all'et&amp;agrave; della pietra, dove appartengono&quot;, e attacca i suoi critici definendoli traditori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;laquo;Quando le fake news affermano che il nemico iraniano sta avendo successo militarmente contro di noi, si tratta di un vero e proprio TRADIMENTO, data la falsit&amp;agrave; e l'assurdit&amp;agrave; dell'affermazione&amp;raquo;. Ha poi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116563472755399975&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dichiarato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;su Truth Social: &amp;laquo;Stanno aiutando e favorendo il nemico!&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A questo scritto &amp;egrave; &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116564063096952080&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;seguita &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;l'immagine di una mappa con il Venezuela sovrapposto alla bandiera degli Stati Uniti. La didascalia recitava: &quot;51&amp;deg; Stato&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;captioned-image-container&quot;&gt;
&lt;figure&gt;
&lt;div class=&quot;image2-inset&quot;&gt;&lt;picture&gt;&lt;source srcset=&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png 1456w&quot; type=&quot;image/webp&quot; sizes=&quot;100vw&quot; /&gt;&lt;img class=&quot;sizing-normal&quot; style=&quot;display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; src=&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png&quot; sizes=&quot;100vw&quot; srcset=&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qqk_!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png 1456w&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;514&quot; data-attrs=&quot;{&amp;quot;src&amp;quot;:&amp;quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/423c0b67-f131-4bc1-b807-c207d5bb234d_1180x1010.png&amp;quot;,&amp;quot;srcNoWatermark&amp;quot;:null,&amp;quot;fullscreen&amp;quot;:null,&amp;quot;imageSize&amp;quot;:null,&amp;quot;height&amp;quot;:1010,&amp;quot;width&amp;quot;:1180,&amp;quot;resizeWidth&amp;quot;:null,&amp;quot;bytes&amp;quot;:null,&amp;quot;alt&amp;quot;:null,&amp;quot;title&amp;quot;:null,&amp;quot;type&amp;quot;:null,&amp;quot;href&amp;quot;:null,&amp;quot;belowTheFold&amp;quot;:true,&amp;quot;topImage&amp;quot;:false,&amp;quot;internalRedirect&amp;quot;:null,&amp;quot;isProcessing&amp;quot;:false,&amp;quot;align&amp;quot;:null,&amp;quot;offset&amp;quot;:false}&quot; /&gt;&lt;/picture&gt;
&lt;div class=&quot;image-link-expand&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Prima di partire per la Cina, Trump&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/live/2026/05/12/world/iran-war-trump-ceasefire-hormuz&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha dichiarato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;: &quot;Abbiamo l'Iran sotto stretto controllo... O raggiungeremo un accordo o saranno annientati. In un modo o nell'altro, vinceremo&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questi deliri sono patetici e sconclusionati. Ma sono anche inquietanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli Stati Uniti stanno&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/4/15/us-sending-10000-more-troops-to-middle-east-despite-iran-ceasefire&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;incrementando il numero delle truppe&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;nella regione. Hanno&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.militarytimes.com/news/your-military/2026/03/28/uss-tripoli-embarked-31st-marine-expeditionary-unit-arrive-in-middle-east/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;schierato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il Gruppo Anfibio di Tripoli con la 31&amp;ordf; Unit&amp;agrave; di Spedizione dei Marines, composta da circa 3.500 marinai e marines, oltre a velivoli da trasporto e da combattimento, nonch&amp;eacute; mezzi d'assalto e tattici. Hanno inoltre&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/03/20/world/middleeast/us-marines-persian-gulf-iran-deploy.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;schierato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/03/20/world/middleeast/us-marines-persian-gulf-iran-deploy.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gruppo Anfibio di Boxer&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;con circa 2.500 marines dell'11&amp;ordf; Unit&amp;agrave; di Spedizione dei Marines,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=BTmlb_7t30M&amp;amp;t=27s&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;equipaggiato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;con caccia stealth F-35B Lightning II, MV-22B Osprey, elicotteri basculanti e d'attacco. Gli Stati Uniti hanno anche&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/03/24/us/politics/82nd-airborne-division-iran-troops.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;inviato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;circa 2.000 paracadutisti nel Golfo Persico e, secondo alcune fonti, starebbero&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.stripes.com/theaters/middle_east/2026-03-27/82nd-airborne-10000-troops-iran-21196096.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;valutando la possibilit&amp;agrave;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di rafforzare queste forze con ulteriori 10.000 soldati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La ripresa dei bombardamenti, anche accompagnata da un attacco di terra&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;limitato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, garantirebbe una guerra lunga e sanguinosa. Raggiungerebbe l'obiettivo di Israele, ovvero quello di ridurre l'Iran al collasso a causa dei bombardamenti, ma rappresenterebbe un altro colpo mortale per l'impero statunitense.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Un attacco di terra all'isola di Kharg, situata a 25 chilometri dalla costa iraniana e principale&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;centro&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.argusmedia.com/en/news-and-insights/latest-market-news/2807053-explainer-kharg-island-iran-s-oil-export-hub&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di stoccaggio ed esportazione di petrolio del paese,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.cnbc.com/2026/03/09/iran-war-us-israel-conflict-oil-prices-kharg-island.html&quot;&gt;che gestisce&amp;nbsp;&lt;/a&gt;circa il 90% delle esportazioni petrolifere nazionali, provocherebbe un'onda d'urto di proporzioni enormi per l'economia globale. Inoltre, se le truppe statunitensi tentassero di occupare territorio iraniano, l'Iran schiererebbe il suo arsenale di missili da crociera antinave, missili balistici, droni sottomarini e mine, rendendo qualsiasi occupazione estremamente pericolosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Siamo in seri guai.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La gestione del conflitto &amp;egrave; ben al di l&amp;agrave; delle capacit&amp;agrave; dei buffoni dell'amministrazione Trump. Preferiscono la miseria e la carneficina globale alla sconfitta. Quando si troveranno di fronte all'inevitabile, avranno lasciato dietro di s&amp;eacute; cumuli di cadaveri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La tragedia non &amp;egrave; che l'impero stia morendo. La tragedia &amp;egrave; che l'impero stia trascinando con s&amp;eacute; cos&amp;igrave; tanti innocenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;subscribe-widget&quot; data-component-name=&quot;SubscribeWidget&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;pencraft pc-display-flex pc-justifyContent-center pc-reset&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;container-IpPqBD&quot;&gt;&lt;form class=&quot;form form-M5sC90&quot; action=&quot;https://chrishedges.substack.com/api/v1/free?nojs=true&quot; method=&quot;post&quot; novalidate=&quot;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;sideBySideWrap-vGXrwP&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;emailInputWrapper-QlA86j&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l&amp;rsquo;AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Giornalista vincitore del Premio Pulitzer, &amp;egrave; stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha ricoperto il ruolo di redattore capo per il Medio Oriente e per i Balcani. In precedenza, ha lavorato all'estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. &amp;Egrave; il conduttore dello Show The Chris Hedges Report.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/a717db2c-ce3d-4ba8-b277-01447c10b422_4800x5199.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Tumori e liste d'attesa: perché in Italia la speranza di vita dipende dal tuo reddito</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-tumori_e_liste_dattesa_perch_in_italia_la_speranza_di_vita_dipende_dal_tuo_reddito/42819_66885/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;La speranza di vita, dopo la diagnosi di tumore, dipende dai tempi burocratici necessari per iniziare cure la cui efficacia dipende anche dalla tempestivit&amp;agrave; e dal grado di avanzamento della malattia. Se la sanit&amp;agrave; pubblica non funziona anche la cura delle persone diventa problematica, o ardua, soprattutto per quanti non possono affidarsi al privato per mera indisponibilit&amp;agrave; economica.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;summary-box&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;fs-20 fw-600 lh-26 content-article&quot;&gt;
&lt;div&gt;Davanti alla malattia non siamo tutti uguali, le diseguaglianze e le liste d&amp;rsquo;attesa dimostrano quanto abbiamo appena scritto, prendersela poi con la macchina amministrativa diventa fin troppo facile se dimentichiamo le ragioni dei ritardi e le responsabilit&amp;agrave; politiche degli stessi&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;author-box mt-md-3 mt-0&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;text fs-16&quot;&gt;
&lt;div&gt;In Italia ci sono 4 milioni di cittadini ai quali &amp;egrave; stato diagnosticato un tumore, sono cifre elevate a conferma della estrema frequenza con la quale ci si ammala, parliamo uomini e donne bisognosi di aiuto, cure, riabilitazione, supporto psicologico&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;Il&amp;nbsp;1&lt;a href=&quot;https://storagehub.homnya.net/cmsimage/2026/05/18-rapporto-favo-2026-completo-web.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;8&amp;deg; Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici,&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://storagehub.homnya.net/cmsimage/2026/05/18-rapporto-favo-2026-completo-web.pdf)&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;https://storagehub.homnya.net/cmsimage/2026/05/18-rapporto-favo-2026-completo-web.pdf)&lt;/a&gt;&amp;nbsp; meriterebbe di essere letto e discusso insieme al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Piano Oncologico nazionale che denuncia inadeguatezze e ritardi di vario genere a partire dalle disuguaglianze regionali e di classe. Ammesso e non concesso che questa situazione sia accettabile, in intere aree del paese il diritto alla cura &amp;egrave; fortemente minacciato.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;L&amp;rsquo;Accordo della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre 2025 parla di mancato coinvolgimento delle associazioni dei pazienti, il punto di partenza di una critica costruttiva dovrebbe partire invece dalla attuale organizzazione della Sanit&amp;agrave; pubblica, dalla mancata rimozione dei tetti di spesa in materia di personale.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Se vogliamo rispettare il diritto alla salute occorre prevedere anche un sistema di assistenza ai pazienti e ai familiari, analisi tempestive e cure efficaci, non &amp;egrave; solo un problema per i caregiver, il diritto alla salute si unisce alle misure di welfare, alla certezza della cura , alla salvaguardia della sanit&amp;agrave; pubblica e a quei piani di investimento bloccati dalle regole di austerit&amp;agrave; mai rimosse.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/wife-visiting-her-ill-husband-1-2048x1365.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Xi guida la “grande nave”: la Cina si impone come pilastro del nuovo ordine mondiale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-xi_guida_la_grande_nave_la_cina_si_impone_come_pilastro_del_nuovo_ordine_mondiale/45289_66887/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Nel cuore di Pechino, tra il Grande Palazzo del Popolo e il Tempio del Cielo, si &amp;egrave; consumato uno degli &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202605/1361014.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;incontri&lt;/a&gt; geopolitici pi&amp;ugrave; importanti dell&amp;rsquo;anno: il ritorno di Donald Trump in Cina per la sua prima visita di Stato dopo la rielezione. Ma, al di l&amp;agrave; della coreografia diplomatica e dei richiami alla storia, il dato politico emerso con chiarezza &amp;egrave; un altro: oggi &amp;egrave; Washington a essere costretta a trattare con una Cina che si presenta da una posizione di forza strategica. Xi Jinping ha accolto Trump con il linguaggio della continuit&amp;agrave; storica e della stabilit&amp;agrave;, mostrando al mondo l&amp;rsquo;immagine di una potenza sicura di s&amp;eacute;, consapevole del proprio peso globale e determinata a definire le regole del nuovo equilibrio internazionale. Il presidente cinese ha parlato della necessit&amp;agrave; di &amp;ldquo;guidare la grande nave delle relazioni Cina-USA&amp;rdquo; attraverso le tempeste geopolitiche, ma il sottotesto era evidente: senza Pechino non esiste stabilit&amp;agrave; globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno tentato di contenere la crescita cinese attraverso dazi, restrizioni tecnologiche e pressioni militari sull&amp;rsquo;Indo-Pacifico. Tuttavia, la realt&amp;agrave; economica e geopolitica ha finito per imporre un&amp;rsquo;altra direzione. Le catene produttive mondiali restano profondamente legate alla Cina, mentre Washington si trova alle prese con debito crescente, polarizzazione interna e difficolt&amp;agrave; nel mantenere la propria leadership internazionale. Non &amp;egrave; casuale che Trump abbia insistito pi&amp;ugrave; volte sul carattere &amp;ldquo;costruttivo&amp;rdquo; delle relazioni bilaterali, arrivando a definire Xi &amp;ldquo;un grande leader&amp;rdquo; e sottolineando la volont&amp;agrave; delle imprese statunitensi di continuare a fare affari con la Cina. Anche figure chiave dell&amp;rsquo;amministrazione statunitense, da Marco Rubio a Scott Bessent, hanno parlato apertamente della necessit&amp;agrave; di stabilit&amp;agrave; e cooperazione con Pechino. Xi, dal canto suo, ha ribadito le linee rosse della Cina, soprattutto sulla questione di Taiwan, definita il punto pi&amp;ugrave; sensibile dell&amp;rsquo;intera relazione bilaterale. Il messaggio inviato agli Stati Uniti &amp;egrave; stato netto: la stabilit&amp;agrave; nello Stretto &amp;egrave; interesse comune, ma qualsiasi sostegno all&amp;rsquo;indipendentismo taiwanese rischia di portare a uno scontro diretto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La leadership cinese ha inoltre rilanciato il concetto di &amp;ldquo;stabilit&amp;agrave; strategica&amp;rdquo;, cercando di spostare il rapporto con Washington da una fragile tregua tattica a una cooperazione pi&amp;ugrave; strutturata. Un obiettivo che riflette la crescente consapevolezza, anche negli ambienti USA, che il confronto permanente con Pechino non &amp;egrave; sostenibile. La visita di Trump assume cos&amp;igrave; un significato simbolico profondo. Se negli anni Settanta fu la &amp;ldquo;diplomazia del ping pong&amp;rdquo; ad aprire una nuova fase tra le due potenze, oggi &amp;egrave; la crisi dell&amp;rsquo;ordine unipolare statunitense a spingere gli USA verso il dialogo con la Cina. Pechino si presenta come il perno di un mondo multipolare in costruzione, forte della propria centralit&amp;agrave; economica, tecnologica e diplomatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Washington, invece, appare costretta a riconoscere che il tempo dell&amp;rsquo;egemonia incontrastata sta lasciando spazio a una realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; complessa, dove la Cina non pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave; essere contenuta. I tempi, l&amp;rsquo;economia e la geopolitica giocano a favore di Pechino mentre il declino statunitense pare difficilmente arrestabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/2026-05-14T052720Z-598422595-RC2T8LAGUPK7-RTRMADP-3-CHINA-USA1.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Bio-laboratori in Ucraina: da &quot;disinformazione russa&quot; alle indagini ufficiali degli USA </title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-biolaboratori_in_ucraina_da_disinformazione_russa_alle_indagini_ufficiali_degli_usa/45289_66888/</link>
                    <pubDate>Fri, 15 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Negli Stati Uniti si riapre un dossier esplosivo rimasto per anni ai margini del dibattito pubblico. La direttrice dell&amp;rsquo;Intelligence Nazionale americana, Tulsi Gabbard, ha annunciato l&amp;rsquo;avvio di un&amp;rsquo;indagine su oltre &lt;a href=&quot;https://actualidad.rt.com/actualidad/604824-biolaboratorios-eeuu-ucrania-investigacion&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;120 biolaboratori&lt;/a&gt; all&amp;rsquo;estero finanziati con fondi statunitensi negli ultimi decenni. Di questi, ben 40 si trovano in Ucraina, in una zona resa ancora pi&amp;ugrave; delicata dal conflitto con la Russia. Secondo quanto dichiarato dall&amp;rsquo;ufficio guidato da Gabbard, alcuni di questi laboratori potrebbero essere stati &amp;ldquo;compromessi&amp;rdquo; a causa della guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;inchiesta punta a chiarire quali agenti patogeni siano custoditi nelle strutture, quali ricerche siano state condotte e quale sia stato il reale livello di supervisione USA. La vicenda riporta al centro accuse che Mosca lancia ormai da anni. La Russia afferma infatti di aver raccolto documenti relativi a programmi biologici sviluppati in Ucraina con il sostegno di Washington e di altri Paesi NATO. Tra questi figurano progetti legati allo studio di virus trasmissibili attraverso uccelli migratori e pipistrelli, ricerche che Mosca considera potenzialmente collegate allo sviluppo di armi biologiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gi&amp;agrave; dal 2022 il Cremlino aveva portato il tema anche alle Nazioni Unite, denunciando violazioni della Convenzione sulle armi biologiche. Accuse sempre respinte dagli Stati Uniti e dall&amp;rsquo;amministrazione Biden, che aveva bollato le ricostruzioni russe come &amp;ldquo;propaganda&amp;rdquo;. Ora per&amp;ograve; l&amp;rsquo;apertura di un&amp;rsquo;indagine ufficiale USA cambia il quadro politico e mediatico. Gabbard ha parlato esplicitamente della necessit&amp;agrave; di fermare le ricerche di &amp;ldquo;gain of function&amp;rdquo;, ovvero quelle manipolazioni genetiche sui patogeni considerate da molti esperti ad alto rischio per la sicurezza globale. Il nodo pi&amp;ugrave; controverso riguarda proprio la catena dei finanziamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti laboratori sono stati finanziati attraverso programmi del Dipartimento della Difesa USA nati dopo la Guerra Fredda, con flussi di denaro passati attraverso agenzie e intermediari difficili da tracciare pubblicamente. La questione rischia cos&amp;igrave; di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro geopolitico. Per Mosca, l&amp;rsquo;indagine rappresenta una conferma indiretta delle proprie denunce. Per Washington, invece, potrebbe aprire una fase delicata di trasparenza forzata su programmi biologici finora rimasti avvolti nell&amp;rsquo;opacit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/maxresdefault242.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Xi indica un fattore chiave nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-xi_indica_un_fattore_chiave_nelle_relazioni_tra_cina_e_stati_uniti/45289_66883/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 16:09:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Nei rapporti tra Stati Uniti e Cina vi &amp;egrave; una linea rossa invalicabile fissata da Pechino. S itratta di Taiwan. Questo &amp;egrave; il tema pi&amp;ugrave; importante per stabilire e mantenere relazioni basate sul rispetto tra le due principali potenze mondiali. Questo &amp;egrave; quanto ribadito dal presidente Xi Jinping al suo omologo statunitense secondo quanto riferisce &lt;a href=&quot;https://www.news.cn/politics/leaders/20260514/4d255fc7fcbd4d2b964c9674f819ef01/c.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Xinhua&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il leader cinese ha sottolineato che, se la situazione relativa all'isola cinese verr&amp;agrave; gestita correttamente, &quot;le relazioni tra i due Paesi potranno rimanere generalmente stabili&quot;. &quot;Se invece non verr&amp;agrave; gestita bene, sorgeranno attriti e persino conflitti tra i due Paesi, spingendo le relazioni tra Cina e Stati Uniti in una situazione molto pericolosa&quot;, ha avvertito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi ha inoltre sottolineato che &quot;l'indipendenza di Taiwan e la pace nello Stretto di Taiwan sono incompatibili&quot;. &quot;Mantenere la pace e la stabilit&amp;agrave; nello Stretto di Taiwan &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; grande punto d'incontro tra Cina e Stati Uniti&quot;, ha concluso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bisogna ricordare che Taiwan &amp;egrave; l&amp;rsquo;isola dove si rifugiarono i nazionalisti guidati da Chiang Kai-shek, usciti sconfitti nella guerra civile contro i comunisti di Mao Tse-Tung. Da allora la Cina continentale rivendica la riunione con il territorio governato dai secessionisti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I paesi occidentali, USA in testa, soffiano sul fuoco del secessionismo fornendo armi e sostegno economico-diplomatico a Taipei. Xi ha quindi ribadito a Donald Trump che tale atteggiamento &amp;egrave; assolutamente incompatibile con relazioni sane e mature tra i due paesi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo punto &amp;egrave; chiaro che se gli Stati Uniti vogliono raggiungere una piea cooperazione paritaria con la Cina, che possa andare a beneficio delle ecoomie di entrambi i paesi, hanno l&amp;rsquo;obbligo di non oltrepassare questa linea rossa fissata da Xi. Taiwan &amp;egrave; una questione interna della Cina e saranno i cinesi a risolvere la questione. Hong Kong docet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/urlgiMTs2ko?si=6iz6-nC2axTaWith&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Xi-Jinping-warns-Trump-on-Taiwan-at-Beijing-summit-1200x800.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Xi offre un banchetto di benvenuto a Trump</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-xi_offre_un_banchetto_di_benvenuto_a_trump/82_66882/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 13:39:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il presidente cinese Xi Jinping ha offerto un banchetto nella Grande Sala del Popolo a Pechino per dare il benvenuto al presidente statunitense Donald Trump in visita di Stato in Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel suo discorso, Xi ha &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202605/1360968.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;affermato&lt;/a&gt; che la relazione tra Cina e Stati Uniti &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; importante relazione bilaterale nel mondo attuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Dobbiamo farla funzionare e non rovinarla mai&quot;, ha affermato Xi, aggiungendo che sia la Cina che gli Stati Uniti trarrebbero vantaggio dalla cooperazione e perderebbero dallo scontro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;I nostri due Paesi dovrebbero essere partner, non rivali&quot;, ha aggiunto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi ha anche dichiarato che le due parti hanno concordato di costruire una relazione costruttiva tra Cina e Stati Uniti, basata sulla stabilit&amp;agrave; strategica, per promuovere uno sviluppo stabile, solido e sostenibile delle relazioni sino-statunitensi e portare maggiore pace, prosperit&amp;agrave; e progresso nel mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/urlgiMTs2ko?si=yemhMzHmb6pe3u9N&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/70c7840d-698f-4a8b-b3f5-4e970df72908.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Xi Jinping mostra la forza della Cina: Trump riconosce il nuovo equilibrio</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-xi_jinping_mostra_la_forza_della_cina_trump_riconosce_il_nuovo_equilibrio/45289_66881/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 12:33:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Donald Trump &amp;egrave; &lt;a href=&quot;https://english.news.cn/20260514/e5c24271180e4860982e017b427d41d4/c.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;arrivato&lt;/a&gt; a Pechino con il tono enfatico che lo accompagna da sempre, ma dietro i sorrisi e le strette di mano si intrave chiaramente &amp;ndash; anche se il mainstream cerca di occultarlo - una realt&amp;agrave; decisamente differente: questa volta &amp;egrave; Washington ad avere bisogno di stabilit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; di Pechino. Nel Grande Palazzo del Popolo il presidente USA si &amp;egrave; trovato di fronte una Cina che non appare pi&amp;ugrave; come la potenza emergente di qualche anno fa, ma come un centro di gravit&amp;agrave; ormai consolidato del nuovo equilibrio mondiale. Nazione pronta ad assumere la leadership del cosiddetto sud globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trump ha scelto parole insolitamente calorose. Ha &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202605/1360952.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;definito&lt;/a&gt; Xi Jinping &amp;ldquo;un grande leader&amp;rdquo; a pi&amp;ugrave; riprese, ha parlato della Cina come di &amp;ldquo;un grande Paese&amp;rdquo; e ha persino descritto il vertice come &amp;ldquo;forse il pi&amp;ugrave; importante di sempre&amp;rdquo;. Non era semplice diplomazia, ma il riconoscimento implicito di un rapporto di forza cambiato. Il presidente statunitense &amp;egrave; arrivato a Pechino accompagnato dai grandi nomi del capitalismo a stelle e strisce, quasi a voler rassicurare il dragone asiatico sul fatto che gli Stati Uniti non possono permettersi una rottura frontale con la seconda economia del pianeta (in procinto di sorpasso).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dietro le dichiarazioni solenni si percepiva il peso delle difficolt&amp;agrave; di Washington: il debito fuori controllo, le tensioni interne, le guerre aperte o congelate su pi&amp;ugrave; fronti e una competizione economica con la Cina che Washington non &amp;egrave; riuscita a vincere nonostante anni di dazi, sanzioni e pressioni strategiche. Trump, che in passato aveva costruito parte della propria immagine politica sul confronto duro con Pechino, si &amp;egrave; ritrovato ora nella posizione di chi deve abbassare i toni e cercare un&amp;rsquo;intesa con i rivali comunisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi Jinping, al contrario, &amp;egrave; apparso saldo, quasi impassibile. Ha accolto Trump con cordialit&amp;agrave;, ma senza concedere nulla sul piano politico. Il leader cinese ha parlato da una posizione di forza e sicurezza strategica, sottolineando che il mondo sta entrando in una fase di trasformazioni profonde e che Cina e Stati Uniti devono evitare la &amp;ldquo;trappola di Tucidide&amp;rdquo;, quella dinamica storica che porta inevitabilmente allo scontro tra una potenza dominante e una potenza emergente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il punto centrale &amp;egrave; proprio questo: oggi la Cina non parla pi&amp;ugrave; come una potenza emergente. Parla come un attore che ritiene conclusa la fase dell&amp;rsquo;ascesa e iniziata quella del consolidamento. Quando Xi ha evocato la necessit&amp;agrave; di costruire una &amp;ldquo;stabilit&amp;agrave; strategica costruttiva&amp;rdquo;, il messaggio era chiaro: Pechino vuole regole stabili, commercio aperto e cooperazione selettiva, ma alle proprie condizioni e senza accettare pressioni esterne. Il tempo della cosiddetta diplomazia passiva in quel di Pechino &amp;egrave; decisamente terminato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche sul commercio il tono cinese &amp;egrave; stato quello di chi detta il ritmo. Xi ha annunciato che gli ultimi negoziati hanno prodotto risultati &amp;ldquo;generalmente equilibrati e positivi&amp;rdquo;, presentando la Cina come garante della stabilit&amp;agrave; economica globale. Un&amp;rsquo;immagine rafforzata dalla continua apertura ai capitali stranieri e dalla capacit&amp;agrave; di Pechino di mantenere relazioni economiche sia con l&amp;rsquo;Occidente sia con il Sud globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trump, invece, &amp;egrave; apparso costretto a riconoscere una realt&amp;agrave; che fino a pochi anni fa Washington cercava di negare: la strategia di isolamento della Cina &amp;egrave; naufragata miseramente. Anzi, Pechino ha ampliato la propria influenza economica e diplomatica, consolidando rapporti con i BRICS, con l&amp;rsquo;Asia, con l&amp;rsquo;Africa e con gran parte del mondo multipolare che sta emergendo fuori dall&amp;rsquo;orbita nordamericana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi c&amp;rsquo;&amp;egrave; Taiwan, la vera linea rossa nelle relazioni bilaterali. Xi Jinping non ha lasciato spazio ad ambiguit&amp;agrave;. Ha definito la questione taiwanese &amp;ldquo;la pi&amp;ugrave; delicata e importante&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;intero rapporto tra le due potenze, avvertendo che indipendenza di Taiwan e stabilit&amp;agrave; nello Stretto sono &amp;ldquo;inconciliabili come il fuoco e l&amp;rsquo;acqua&amp;rdquo;. Un messaggio rivolto direttamente a Washington: la Cina &amp;egrave; disposta al dialogo, ma considera la sovranit&amp;agrave; territoriale una linea invalicabile. Quella riguardante Taiwan &amp;egrave; una questione interna cinese e quindi non sono ammesse ingerenze straniere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine della giornata, la fotografia che emerge da Pechino &amp;egrave; quella di un incontro tra due potenze (con gli USA in declino) che continuano a diffidare l&amp;rsquo;una dell&amp;rsquo;altra, ma che non possono pi&amp;ugrave; ignorarsi. Con una differenza sostanziale rispetto al passato: questa volta non &amp;egrave; stata la Cina a inseguire il riconoscimento USA. &amp;Egrave; sembrato piuttosto il contrario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/urlgiMTs2ko?si=_-G3NYu2j5omFMay&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/kbt4Ijxdzt7dBEAs.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'escalation ombra della NATO ed il (terribile) bivio di Mosca</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lescalation_ombra_della_nato_ed_il_terribile_bivio_di_mosca/29296_66880/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 11:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre chi scrive &amp;egrave; considerato un filorusso. In realt&amp;agrave; riconoscere da sempre le evidenti ragioni, politiche, strategiche, militari e storiche della Russia in relazione alla crisi ucraina non significa essere filorussi; semplicemente significa fare una disamina il pi&amp;ugrave; possibile onesta dei fatti. Allo stesso modo dopo cinque anni di conflitto la tesi che la Russia non sta vincendo la guerra pu&amp;ograve; apparire come una provocazione ma in realt&amp;agrave; &amp;egrave; una disamina il pi&amp;ugrave; possibile onesta e &amp;ldquo;prospettica&amp;rdquo; della realt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certamente la Russia ha incamerato grandi guadagni territoriali soprattutto all'inizio del conflitto quando pot&amp;eacute; contare sull'effetto sorpresa e sulla evidente non preparazione dell'Ucraina e dell'Occidente alla guerra. Ma con il passare dei mesi e degli anni il conflitto si &amp;egrave; sempre di pi&amp;ugrave; trasformato in una terrificante guerra d'attrito dove anche la trincea &amp;egrave; diventata parte integrante del campo di battaglia come cento anni fa durante la Prima Guerra Mondiale. Per paradosso ad aver riportato all'indietro le lancetta della storia militare &amp;egrave; stato l'ultimo ritrovato della guerra convenzionale: il drone, inteso in tutte le sue accezioni. Droni a lungo raggio, droni spia, proiettili voltanti e i micidiali sul campo di battaglia droni FPV a basso costo e i droni collegati al pilota grazia a sottili cavi in fibra ottica lunghi anche decine di km e che sono resistenti ai disturbi jamming.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un armamentario che ha reso sostanzialmente impossibile l'organizzazione dei grandi assembramenti di uomini e mezzi corazzati dietro le linee, necessari a sferrare grandi attacchi capaci di aprire una breccia consistente nelle linee nemiche e quindi in grado di far dilagare l'esercito attaccante dietro le linee cos&amp;igrave; come fecero gli austro-ungarici e i tedeschi a Caporetto contro le truppe italiane. Simili assembramenti umani e grandi colonne corazzate nel conflitto ucraino sono diventati bersagli inermi contro le ondate di droni nemici. Fatalmente, dunque, la guerra ucraina si &amp;egrave; trasformata in una guerra d'attrito dove la resilienza &amp;egrave; l'unica caratteristica che conta per vincere la guerra o quantomeno per non perderla. Proprio per questo la logica della demolizione della capacit&amp;agrave; di resistere &amp;egrave; la linea strategica di fondo che ormai da anni muove le mosse dei russi: continui ed estenuanti bombardamenti aerei, con missili balistici e da crociera e con enormi sciami di droni a lungo raggio contro tutte le infrastrutture logistiche ucraine: centrali elettriche, dighe, depositi di gas, impianti industriali, ferrovie sono state bersagliate con la finalit&amp;agrave; di paralizzare l'Ucraina nel suo sforzo bellico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A distanza di almeno quattro anni dall'inizio di questa strategia bisogna domandarsi se stia funzionando e se stia portando a risultati appropriati alla finalit&amp;agrave; reale (la demolizione della capacit&amp;agrave; e della volont&amp;agrave; di resistere di Kiev) e dunque al di l&amp;agrave; del contingente, ovvero i guadagni territoriali sulla linea del fronte. La risposta spassionata non pu&amp;ograve; che essere una: no, la strategia russa non sta raggiungendo gli obbiettivi reali preposti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli ucraini nonostante tutto continuano a combattere e anzi, con il passare dei mesi hanno anche essi affinato le capacit&amp;agrave; di produzione e di utilizzo dei droni. E anzi, con il passare dei mesi hanno implementato capacit&amp;agrave; offensive di primaria importanza riuscendo a colpire ormai a oltre 1000 km dalla linea del fronte, anche oltre gli Urali. Ad essere colpiti sono infatti sempre di pi&amp;ugrave; impianti industriali strategici dell'apparato industrial-militare ed impianti energetici e petrolchimici. I primi obbiettivi hanno il chiaro intento di &amp;ldquo;disturbare&amp;rdquo; lo sforzo bellico russo mentre i secondi hanno l'intento di ridurre la capacit&amp;agrave; produttiva russa nel suo settore principe: quello energetico. Che la strategia stia funzionando &amp;egrave; al di fuori di ogni ragionevole dubbio: gli attacchi dronici ucraini si susseguono (cos&amp;igrave; come quelli russi per carit&amp;agrave;) e diventano sempre pi&amp;ugrave; massivi cos&amp;igrave; da saturare le difese aeree russe e riuscire a colpire i target stabiliti anche a centinaia di Km di distanza dal confine russo-ucraino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come sia stato possibile per Kiev raggiungere questo risultato straordinario &amp;egrave; spiegabile solo con il sostegno della Nato. Un supporto che ormai non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; solo finanziario, logistico, militare ma anche produttivo. La produzione dei droni ucraini &amp;egrave; infatti sempre di pi&amp;ugrave; appannaggio &lt;a href=&quot;https://www.quadricottero.com/2026/05/lleanza-ue-ucraina-droni-c-uas-bando-2026.html&quot;&gt;di Joint-Ventures&lt;/a&gt; tra paesi europei (Germania, Francia, Inghilterra e Italia per esempio) e Ucraina e dove le produzioni avvengono negli stabilimenti dei paesi Nato. La differenza tra il produrre in territorio ucraino o in territorio Nato non &amp;egrave; da poco conto: se si produce &amp;ldquo;sotto la bandiera&amp;rdquo; di uno dei paesi dell'Alleanza Atlantica gli impianti industriali sono scudati dagli attacchi russi che comporterebbero una immediata reazione dell'Alleanza innescando cos&amp;igrave; una grande guerra europea; cosa questa di cui sono ben consci a Mosca che almeno per il momento se ne guardano bene dal farlo. L'aver trasformato di fatto l'intero territorio della Nato in una immensa retroguardia dell'Ucraina ha completamente cambiato l'inerzia della guerra invertendo la &amp;ldquo;Escalation Dominance&amp;rdquo; fino ad ora in mano ai russi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ai russi non rimane che controscalare accettando per&amp;ograve; una devastante guerra europea che coinvolga la Nato contro la Russia oppure trovare una via d'uscita diplomatica al conflitto. In questa logica va letta ovviamente anche la dichiarazione di Putin del 9 Maggio nella quale ha proposto l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schr&amp;ouml;der come intermediario tra la Russia e l'Europa. Segno evidente che lo Zar ha chiaro che una contro-scalata russa alla mossa della Nato rischia di essere troppo onerosa e troppo pericolosa.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fatto drammatico &amp;egrave; che la Nato non sembra disposta a fermarsi: infatti &lt;a href=&quot;https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/05/13/news/washington-fa-accordi-con-kyiv-per-produrre-droni--398776&quot;&gt;gli stessi USA che starebbero pronti per firmare una Join Venture per la produzione di droni&lt;/a&gt; con l'Ucraina aggiungendo al colossale apparato produttivo che supporta Kiev anche aziende di oltreatlantico. Da aggiungere inoltre che gli USA hanno calato un ulteriore asso a vantaggio di Kiev: &lt;a href=&quot;https://www.milanofinanza.it/news/ucraina-il-presidente-zelensky-incontra-karp-il-ceo-di-palantir-202605122113573486&quot;&gt;il supporto di Palantir che fornir&amp;agrave; all'esercito ucraino dati e bersagli per la sua guerra dronica aumentandone cos&amp;igrave; l'efficacia&lt;/a&gt;. Anche Berlino per&amp;ograve; ha appena gettato un asso a vantaggio dell'Ucraina: la societ&amp;agrave; del settore difesa &lt;a href=&quot;https://en.defence-ua.com/industries/rheinmetall_teams_up_with_ruta_missile_maker_to_develop_cruise_missiles_himars_type_system-18157.html&quot;&gt;Rheinmetall ha infatti annunciato che sta avviando la produzione congiunta di missili da crociera Ruta Block 2 con l'Ucraina. A tal fine, l'azienda collaborer&amp;agrave; con la startup ucraina Destinus&lt;/a&gt;, registrata nei Paesi Bassi. La produzione in serie dovrebbe iniziare alla fine del 2026 o all'inizio del 2027. Il missile ha una portata dichiarata di fino a 700 chilometri. La testata pesa circa 250 chilogrammi. Questo missile da crociera &amp;egrave; presumibilmente stealth ai radar e in grado di volare a quote estremamente basse, seguendo il terreno. Diciamo che, molto probabilmente i tedeschi hanno trovato il modo per legalizzare il trasferimento dei loro missili Taurus in Ucraina. N&amp;eacute; Merz n&amp;eacute; il suo predecessore, Scholz, hanno dato il via libera alla consegna ufficiale di questi missili da crociera. L'utilizzo di una societ&amp;agrave; fittizia ucraina consente per&amp;ograve; a Berlino di armare l'Ucraina rimanendo formalmente in disparte. Grosso modo, i missili smontati verranno portati in Ucraina, rimontati, etichettati come &quot;Made in Ukraine&quot; e pronti all'uso, sempre che questo lavoro di &amp;ldquo;montatura e riverniciatura&amp;rdquo; non avvenga direttamente nei Paesi Bassi visto che la societ&amp;agrave; ucraina ha provvidenzialmente sede proprio in questo paese europeo. Va inoltre ricordato che questa strategia &amp;egrave; stata gi&amp;agrave; utilizzata da Gran Bretagna ed Emirati Arabi&amp;nbsp; per fornire a Kiev &lt;a href=&quot;https://www.rainews.it/articoli/2025/08/ecco-flamingo-il-missile-ucraino-da-3000-km-che-puo-colpire-il-cuore-della-russia-080b43b2-d9dc-476d-8ee9-96e05b27858e.html&quot;&gt;il missile da crociera FP-5 ridenominato dagli ucraini &lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.rainews.it/articoli/2025/08/ecco-flamingo-il-missile-ucraino-da-3000-km-che-puo-colpire-il-cuore-della-russia-080b43b2-d9dc-476d-8ee9-96e05b27858e.html&quot;&gt;FP-5 Flamingo&lt;/a&gt;. Da notare che anche questo missile ha capacit&amp;agrave; di colpire in profondit&amp;agrave; la Russia avendo una gittata stimata di circa 3000 km.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' chiaro che in una simile situazione l'inerzia del conflitto &amp;egrave; completamente cambiata e alla Russia non rimangono che poche scelte: continuare con la guerra di logoramento sempre di pi&amp;ugrave; disfunzionale perch&amp;eacute; Kiev, pi&amp;ugrave; passa il tempo, e pi&amp;ugrave; aumenta le sue capacit&amp;agrave; offensive, grazie al settore militare-industriale dei paesi Nato a sua disposizione, oppure cerca una via d'uscita diplomatica come sembrano suggerire le dichiarazioni del sempre pi&amp;ugrave; moderato Putin oppure ancora si procede al bombardamento degli &amp;ldquo;stabilimenti ucraini&amp;rdquo; in territorio Nato come vorrebbe la sempre pi&amp;ugrave; nutrita schiera dei falchi presenti in Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda i falchi russi va detto che ormai al super falco Karaganov si &amp;egrave; aggiunta anche Elena Panina, ascoltatissima direttore dell'Istituto di Strategie Politiche ed Economiche Internazionali di Mosca, che ha chiesto apertamente la &amp;ldquo;disattivazione della Nato&amp;rdquo; con la seguente giustificazione: &amp;ldquo;Solo la creazione di costi diretti per i paesi della NATO pu&amp;ograve; costringerli a uscire dal conflitto per procura con la Russia. E per questo &amp;egrave; necessario che il conflitto si sposti oltre i confini dell'Ucraina&amp;rdquo;. Da notare inoltre che Elena Panina chiede anche l'utilizzo di armi atomiche per l'attacco alla Nato essendo queste, secondo la sua visione le sole che possono dare un vantaggio strategico alla Russia sulla Alleanza Atlantica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da notare che lo stesso Lavrov in un incontro con i leader delle ONG russe avvenuto il 24 Aprile a Mosca ha dichiarato: &amp;ldquo;L'era dell'ibridazione per procura &amp;egrave; finita: le maschere sono cadute&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tempo sta scadendo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Economia e dintorni</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Putin+Drone.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Scacco matto a Washington: perché la pressione Usa sulla Cina è fallita (di Pepe Escobar)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-scacco_matto_a_washington_perch_la_pressione_usa_sulla_cina__fallita_di_pepe_escobar/39602_66879/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Pepe Escobar &lt;/strong&gt;&amp;ndash; &lt;a href=&quot;https://strategic-culture.su/news/2026/05/13/the-emperor-has-no-clothes-and-no-cards/&quot;&gt;Strategic Culture&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;[Traduzione a cura di: Nora Hoppe]&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SHANGHAI &amp;ndash; La potenza cinese va avanti come un veicolo elettrico che rompe la velocit&amp;agrave;. L'atmosfera &amp;egrave; elettrizzata. Durante una cena d'affari in uno storico ristorante cantonese, la visita di Trump in Cina almeno spinge la conversazione verso qualcosa di pi&amp;ugrave; tangibile: i percorsi contrastanti per le future generazioni dall'Occidente verso l'Est.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mondo degli affari di Shanghai non sembra particolarmente impressionato dall'arrivo dell'Imperatore di Barbaria. Anche se ogni possibile variabile geopolitica potrebbe essere in gioco in quella che &amp;egrave; probabilmente la riunione diplomatica pi&amp;ugrave; importante dell'Anno di Guerra 2026, con possibili decisioni commerciali e di sicurezza destinate a colpire l'intero Sud Globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Iniziamo con le preoccupazioni americane pi&amp;ugrave; banali. Maestro nell'arte della mancanza di empatia, Trump potrebbe aver almeno rivelato l'intero gioco a gran voce: &amp;ldquo;Non penso alla situazione finanziaria degli americani. Non penso a nessuno.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure lo fa. Ha paura di diventare un&amp;rsquo;anatra zoppa grassa dopo le elezioni di met&amp;agrave; mandato. Quindi far&amp;agrave; pressione su Pechino affinch&amp;eacute; compri pi&amp;ugrave; soia &amp;ndash; per accontentare la sua base nel Midwest &amp;ndash; e pi&amp;ugrave; Boeing. Far&amp;agrave; pressione su Pechino affinch&amp;eacute; esporti terre rare &amp;ndash; per placare il complesso industriale-militare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ovviamente eserciter&amp;agrave; la massima pressione su Xi affinch&amp;eacute; spinga Teheran ad aprire lo Stretto di Hormuz, cos&amp;igrave; i prezzi del petrolio scenderanno, l'inflazione diminuir&amp;agrave; e la Fed taglier&amp;agrave; i tassi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ha alcuna carta in mano per raggiungere questa agenda. Per quanto riguarda la guerra tecnologica, la sua politica di massima pressione ha portato solo la Cina a aggirare in modo eclatante i fornitori statunitensi, pi&amp;ugrave; e pi&amp;ugrave; volte. Per quanto riguarda la guerra commerciale, la Cina ha ampiamente diversificato le esportazioni e ha persino registrato un surplus commerciale record.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Iran, ovviamente, &amp;egrave; la chiave di tutto &amp;ndash; non da ultimo perch&amp;eacute; mette in luce, sotto gli occhi di tutto il mondo, le evidenti e gigantesche lacune strutturali della &amp;ldquo;nazione indispensabile&amp;rdquo;. Cosa far&amp;agrave; Trump? Minacciare Xi perch&amp;eacute; l'Iran utilizza il sistema satellitare cinese BeiDou, che di fatto ha ridotto l'intera Asia occidentale a una vetrina per missili balistici iraniani?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Iran non ha mai perso il suo corridoio di connettivit&amp;agrave; petrolifera con la Cina quando l'Imperatore di Barbaria ha istituito il &quot;blocco&quot;. Il flusso &amp;egrave; attivo, attraverso la rete di petroliere ombra che naviga vicino alle acque territoriali iraniane e pakistane, trasferimenti nave a nave, carichi camuffati e ora raffinatori cinesi a cui Pechino ha ordinato di assorbire il rischio delle sanzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa non &amp;egrave; una lotta di fatto solo in termini talassocratici, ma anche in termini terrestri eurasiatici: tramite il corridoio ferroviario eurasiatico, quei treni che vanno da Xian a Teheran e viceversa. Le ferrovie potrebbero non eguagliare ancora il volume delle esportazioni marittime, ma dal punto di vista strategico sono assolutamente fondamentali, a riprova del fatto che la pressione esercitata dal trasporto marittimo &amp;egrave; completamente diversa dallo strangolamento economico causato dal trasporto terrestre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &quot;brillante&quot; idea americana di soffocare la catena di approvvigionamento petrolifera cinese &amp;ndash; dal Venezuela all'Ormuz &amp;ndash; oltre a sanzionare le raffinerie cinesi di teiere ha solo portato la Cina a emergere come uno dei veri mediatori chiave durante il cessate il fuoco (ininterrottamente rotto), insieme alla Russia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'intero gioco di Hormuz, giocato alla perfezione dall'Iran, ha avuto pochissimo impatto sulle importazioni cinesi, tanto quanto limitare le esportazioni di Nvidia H100 e H200 al &quot;controllo&quot; dell'IA cinese ha avuto un impatto quasi nullo. Dopotutto, la Cina di fatto ignora Nvidia. Il modello DeepSeek V4 utilizza chip locali. E l'H200 non viene venduto in Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi non avr&amp;agrave; nemmeno bisogno di dire a Trump faccia a faccia che, se insister&amp;agrave; nel scatenare una guerra finanziaria bloccando le istituzioni finanziarie che sostengono le raffinerie portuali, Pechino non avr&amp;agrave; alcuna difficolt&amp;agrave; a scatenare una guerra economica su vasta scala.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Taiwan non &amp;egrave; l'unica carta rimasta. Taiwan non &amp;egrave; nemmeno una carta. Taiwan &amp;egrave; una questione di sicurezza interna per Pechino. Tutto il resto &amp;egrave; solo spin. Pechino potrebbe investire nel convincere Trump a annullare la vendita di armi da 11 miliardi di dollari a Taiwan, inclusi cacciatorpediniere equipaggiati con Aegis, F-35, missili Patriot (inefficienti) e aerei E-2D Hawkeye come segnali di allarme precoce. Ma anche questo &amp;egrave; periferico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora, cosa rimane dopo tutto questo sfarzo (ridimensionato)? Nella migliore delle ipotesi, l'attuale status quo, piuttosto precario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il piano tecnologico cinese&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In poche parole, il gioco di Trump &amp;egrave; costringere Xi a esercitare pressioni diplomatiche sull'Iran affinch&amp;eacute; accetti le condizioni di Barbaria per porre fine alla guerra. Questo &amp;egrave; un vero e proprio punto di partenza su ogni aspetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche se ci&amp;ograve; accadesse, in cambio Trump potrebbe offrire relazioni commerciali &quot;stabili&quot; tra Stati Uniti e Cina; estensioni alle tregue commerciali; e concessioni sui controlli tecnici. Xi non ne &amp;egrave; affatto impressionato &amp;ndash; per quanto ne sa, seguendo la massima di Lavrov, gli Stati Uniti sono &amp;ldquo;incapaci di raggiungere un accordo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il marchio BRICS, ormai gravemente compromesso, potrebbe non essere nemmeno menzionato nelle discussioni. La Cina affronter&amp;agrave; le sue serie sfide interne separatamente, nell'incontro dei Ministri degli Esteri in India quasi simultaneamente a Trump-Xi a Pechino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi potrebbe anche sospettare che i veri burattinai di Trump &amp;ndash; il &amp;laquo;feudalesimo tecnologico&amp;raquo;, le grandi banche e i vari rampolli della &amp;laquo;Zionism Inc.&amp;raquo; &amp;ndash; abbiano architettato una guerra mondiale sistematica e pianificata, gi&amp;agrave; in corso e destinata a protrarsi fino al 2040 circa, che prende di mira le infrastrutture globali essenziali, il commercio e l&amp;rsquo;energia, con l&amp;rsquo;obiettivo di far crollare il vecchio ordine e instaurare un vero e proprio &amp;laquo;Great Reset&amp;raquo;, in termini di gran lunga pi&amp;ugrave; redditizi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo &amp;egrave; l'esatto, crudo e brutale contrapposto della politica ufficiale cinese, che mira a creare una comunit&amp;agrave; per un futuro condiviso per l'umanit&amp;agrave;. Xi non si discoster&amp;agrave; di un millimetro da questa politica, che in realt&amp;agrave; &amp;egrave; la sua, per assecondare l'ego smisurato di un narcisista patologico e psicopatico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Xi &amp;egrave; gi&amp;agrave; concentrato sul Piano Quinquennale di 141 pagine, presentato a marzo, che fa riferimento all'IA oltre 50 volte; mira a una penetrazione dell'IA del 70% nell'economia cinese entro il 2027; e si attiva a reti di comunicazione quantistica spazio-Terra, linee temporali di fusione nucleare e interfacce cervello-computer.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Piano Quinquennale dichiara inoltre &quot;misure straordinarie&quot; per l'autosufficienza nelle terre rare e nei semiconduttori &amp;ndash; stringendo una catena di approvvigionamento senza la quale l'esercito statunitense semplicemente perirebbe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il piano cinese prevede l'implementazione dell'IA in tutta l'economia; la robotica come spina dorsale industriale; infrastruttura spaziale; calcolo quantistico; e il totale rafforzamento della dominanza nella lavorazione delle terre rare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Definiamolo un piano di guerra cinese di fatto &amp;ndash; al livello di priorit&amp;agrave; di sicurezza nazionale &amp;ndash; in un confronto diretto con gli Stati Uniti. Credere che Trump possa cambiare qualcosa con una serie di promesse vuote &amp;egrave; pi&amp;ugrave; che ingenuo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il registro storico sar&amp;agrave; scritto. Ci&amp;ograve; che &amp;egrave; gi&amp;agrave; certo &amp;egrave; che l'idiozia di cercare di mantenere il dominio globale strangolando la superpotenza emergente Cina tramite un &quot;blocco&quot; dei porti iraniani e dello Stretto di Hormuz, e facendo andare in fiamme l'intera Asia occidentale mentre rovina la propria economia, deve figurare tra le Prime Tre di una lunga serie di idiozie prodotte dal profondamente illuso Stato profondo degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/19096913_051326-cc-ap-xi-trump-soldiers-closeup-img.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Pino Arlacchi a l'AD: &quot;La Cina ha aspettato il cadavere di Trump e degli Stati Uniti sulla riva del fiume&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pino_arlacchi_a_lad_la_cina_ha_aspettato_il_cadavere_di_trump_e_degli_stati_uniti_sulla_riva_del_fiume/56082_66878/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Storia in diretta, Pino Arlacchi - 14 maggio 2026&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/urlgiMTs2ko?si=wsUXy_ijYdiuZAyY&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ytAttributedStringHost ytAttributedStringWhiteSpacePreWrap&quot; dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ytAttributedStringLinkInheritColor&quot; dir=&quot;auto&quot;&gt;Pino Arlacchi - ex vicesegretario delle Nazioni Unite - in una nuova intervista a Loretta Napoleoni per l'AntiDiplomatico &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ha delineato una profonda analisi dell'attuale assetto geopolitico, partendo dalla sua candidatura alla carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite avanzata dall'associazione internazionale di giuristi CRED. &quot;Questa candidatura si fonda sulla necessit&amp;agrave; di una radicale &quot;rifondazione&quot; dell'ONU, ritenuta ormai indispensabile per rispondere alle esigenze di un mondo multipolare e post-americano&quot;, ha dichiarato Arlacchi. Al centro della proposta, prosegue Arlacchi, vi &amp;egrave; il ripristino dell'effettiva sovranit&amp;agrave; dell'Assemblea Generale e la sostituzione dell'attuale Consiglio di Sicurezza con un nuovo Consiglio della Pace, eletto su basi democratiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo istituzionale, secondo Arlacchi, dovrebbe abbandonare le velleitarie ambizioni di un &quot;governo mondiale&quot; per concentrarsi in modo rigoroso e pragmatico sulla prevenzione e risoluzione dei conflitti, supportata da una forza di peacekeeping permanente e dotata di reale capacit&amp;agrave; di reazione rapida.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spostando l'attenzione sullo scacchiere mediorientale, Arlacchi si &amp;egrave; concentrato sulle evidenti difficolt&amp;agrave; degli Stati Uniti nella gestione della crisi con l'Iran. &quot;Le perdite materiali subite dalle infrastrutture militari americane siano state ampiamente taciute al pubblico e come i costi dell'intero conflitto stiano raggiungendo livelli insostenibili. Questa dinamica pone l'amministrazione Trump sotto una forte pressione interna, esercitata in primo luogo dai vertici del Pentagono, per individuare una rapida via d'uscita strategica&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quest'ottica, il previsto incontro con il leader cinese Xi Jinping appare come un tentativo di Washington di salvare il proprio prestigio diplomatico. Tuttavia, Pechino &amp;mdash; alleata storica di Teheran e da sempre ancorata al principio di non ingerenza &amp;mdash; non ha alcun reale interesse ad agevolare gli Stati Uniti, con i quali restano aperti nodi strutturali profondi, come l'incolmabile deficit commerciale americano e la dipendenza dalle terre rare. Infine, l'analisi ha offerto una prospettiva decisamente eterodossa sulle possibili ripercussioni macroeconomiche della crisi mediorientale. Contrariamente alla vulgata comune, Arlacchi ipotizza che un'eventuale impennata dei costi energetici e la conseguente fiammata inflazionistica non genererebbero un collasso globale, ma colpirebbero in modo asimmetrico, penalizzando quasi esclusivamente il blocco occidentale. Questa resilienza asiatica si fonda su due pilastri: da un lato l'elevata indipendenza energetica di Pechino, dall'altro la peculiare architettura del suo sistema economico. Essendo un'economia di mercato a forte pianificazione statale, la Cina dispone infatti di un &quot;firewall&quot; istituzionale capace di arginare il contagio speculativo tipico dei mercati finanziari occidentali. Il baricentro economico mondiale, ormai stabilmente spostato verso la Cina e i paesi BRICS, disporrebbe quindi degli anticorpi necessari per assorbire lo shock, confinando i danni peggiori alle sole economie euro-atlantiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;VEDI L'INTERVISTA A PINO ARLACCHI:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/urlgiMTs2ko?si=wsUXy_ijYdiuZAyY&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Storia in diretta</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Senza+titolo1064.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Da Gaza accuse choc: &quot;Corpi restituiti mutilati&quot;. Il lato oscuro del record di trapianti israeliano</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-da_gaza_accuse_choc_corpi_restituiti_mutilati_il_lato_oscuro_del_record_di_trapianti_israeliano/45289_66876/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/israels-organ-theft-scandal-exposes-a-culture-of-desecration&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di &lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Robert Inlakesh&lt;/span&gt; - The Cradle&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il 25 gennaio, il presidente israeliano Isaac Herzog si &amp;egrave; presentato davanti a una folla per celebrare quello che Tel Aviv ha definito un&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.gov.il/en/pages/president-herzog-attends-celebration-of-world-record-number-of-kidney-donors-25-jan-2026&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;record mondiale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; di donazioni di reni. L'evento, promosso in seguito a un'intensa attivit&amp;agrave; di lobbying presso il Guinness World Records, aveva lo scopo di trasmettere un'immagine di generosit&amp;agrave;, disciplina e valori morali.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma il Guinness dei primati ha riconosciuto&amp;nbsp;&amp;nbsp;come record solo l'&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.guinnessworldrecords.com/world-records/517553-largest-gathering-of-organ-transplant-donors&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;evento in s&amp;eacute; , non le donazioni di reni che Tel Aviv aveva trasformato in uno spettacolo di pubbliche relazioni.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I corpi dietro i numeri&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A Gaza, dove Israele ha rimpatriato corpi palestinesi in sacchi, a volte in stato di decomposizione, mutilati o con segni di interventi chirurgici, la celebrazione ha avuto un impatto diverso. Per i funzionari sanitari palestinesi, la questione non era come Israele avesse prodotto cos&amp;igrave; tanti donatori, ma se tutti quei corpi avessero dato il loro consenso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.alquds.com/en/posts/225893&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A smascherare la &quot; facciata propagandistica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; &quot;di Israele&amp;nbsp;&amp;egrave; stato nientemeno che il dottor Munir al-Bursh, direttore generale del Ministero della Salute palestinese a Gaza. Ha affermato che i &quot;numeri record&quot; di Israele sollevano seri interrogativi sulla provenienza dei reni e degli altri organi che ora vengono celebrati. Ha sottolineato la netta contraddizione di uno stato occupante che per anni ha conservato i corpi dei palestinesi nei &quot;cimiteri dei numeri&quot; e nei frigoriferi, presentandosi al contempo al mondo come un modello umanitario nella donazione di organi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Bursh ha citato casi documentati di corpi restituiti alle famiglie privi di organi, soprattutto reni, senza referti medici, referti autoptici o alcuna via legale per accertare le responsabilit&amp;agrave;. Ha chiesto un'indagine internazionale indipendente per accertare se i risultati rivendicati da Israele siano stati ottenuti a scapito del furto di organi palestinesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Poco pi&amp;ugrave; di una settimana dopo, Israele ha restituito i resti sparsi di&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/news/2026/2/8/families-inconsolable-in-gaza-as-israel-returns-more-unidentified-bodies&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;circa 54 palestinesi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; all'ospedale Al-Shifa di Gaza City. Le squadre forensi si sono subito messe al lavoro per identificare i corpi e dare un po' di pace alle famiglie, ma hanno notato che molti cadaveri presentavano chiari segni di tortura e di asportazione chirurgica di organi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Non si trattava del primo avvertimento di questo tipo dall'Operazione Al-Aqsa Flood. Dieci giorni dopo l'inizio del genocidio israeliano a Gaza, erano gi&amp;agrave; emerse accuse di&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aa.com.tr/en/middle-east/gaza-authorities-accuse-israel-of-stealing-organs-from-released-palestinian-bodies/3719641&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;furto di organi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;. Alla fine di novembre 2023, Euro-Med Human Rights Monitor &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://reliefweb.int/report/occupied-palestinian-territory/intl-committee-must-investigate-israels-holding-dead-bodies-gaza-enar&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha chiesto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;un'indagine sul furto di organi palestinesi, dopo che &quot;i medici avevano trovato prove di furto di organi, tra cui coclee e cornee mancanti, nonch&amp;eacute; altri organi vitali come fegato, reni e cuori&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele e i suoi difensori hanno cercato di arginare la diffusione di queste accuse invocando la &quot;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.adl.org/resources/article/unfounded-claims-organ-harvesting-reignite-embers-decades-old-hospital-scandal&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;calunnia del sangue&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot; e l'antisemitismo. Poich&amp;eacute; le prove provenivano da palestinesi, le richieste di un controllo internazionale sono cadute in gran parte nel vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Uno scandalo che l'Israele non ha mai seppellito&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questo &amp;egrave; esattamente ci&amp;ograve; che accadde all'inizio degli anni '90, quando i medici palestinesi e i familiari delle vittime accusarono Israele di prelievo illegale di organi durante la Prima Intifada. Addirittura, nel 1992, l'allora ministro della Sanit&amp;agrave; israeliano Ehud Olmert organizz&amp;ograve; una&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blackagendareport.com/organ-theft-neo-cannibalism-and-israels-trade-palestinian-death&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;campagna pubblica per la donazione di organi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, proprio come oggi, presentando un'immagine di umanit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel 1999, l'antropologa statunitense Nancy Scheper-Hughes inizi&amp;ograve; a denunciare un problema a lungo ignorato. Come co-fondatrice di Organs Watch, un'organizzazione creata per monitorare il traffico di organi e il suo costo umano, port&amp;ograve; la questione all'attenzione di una sottocommissione del Congresso degli Stati Uniti nel 2001.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La svolta arriv&amp;ograve; con la pubblicazione della sua intervista a Yehuda Hiss, il capo patologo dell'Istituto forense Abu Kabir, l'unica struttura israeliana autorizzata a condurre autopsie in casi di morte non naturale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Hiss &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://hods.org/pdf/press/Body%20of%20the%20Terrorist,CounterPunch%20.pdf&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha ammesso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;che Abu Kabir aveva prelevato organi da corpi palestinesi senza consenso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La versione ufficiale israeliana, elaborata attraverso un'indagine interna, sosteneva che il furto di organi non fosse specificamente rivolto ai palestinesi, ma che anche i soldati israeliani ne fossero vittime. Tuttavia, il Canale 2 israeliano ha trasmesso un documentario sulla questione, intervistando i patologi di Abu Kabir, uno dei quali ha dichiarato esplicitamente: &quot;Non abbiamo mai prelevato la pelle dai corpi dei soldati israeliani, ma da quelli di altri&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel 2009 Scheper-Hughes dichiar&amp;ograve; che gran parte del traffico illecito di reni a livello mondiale poteva essere ricondotto agli israeliani. &quot;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.cnn.com/2009/WORLD/meast/09/01/blackmarket.organs/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele &amp;egrave; al vertice&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;, afferm&amp;ograve;, sostenendo che &quot;i suoi tentacoli si estendono in tutto il mondo&quot;. Rifer&amp;igrave; che cittadini israeliani, spesso retribuiti dal Ministero della Salute e nell'ambito di un progetto finanziato dal Ministero della Difesa, erano responsabili del turismo dei trapianti su larga scala.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli israeliani hanno sfruttato le popolazioni vulnerabili dal Brasile alle Filippine. Un &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://news.bbc.co.uk/2/hi/events/newsnight/1437345.stm&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;reportage&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;della BBC del 2001 descriveva addirittura una situazione in cui &quot;centinaia di israeliani hanno creato una catena di montaggio che parte dai villaggi della Moldavia, dove oggi gli uomini vivono con un solo rene&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In un articolo che all'epoca risult&amp;ograve; controverso, il quotidiano svedese&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Aftonbladet&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; pubblic&amp;ograve; nel 2009 affermazioni secondo cui i palestinesi sarebbero stati&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aftonbladet.se/kultur/a/Rx1n5A/our-sons-are-plundered-of-their-organs&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;presi di mira e uccisi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;dall'esercito israeliano per il prelievo dei loro organi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Sebbene Israele e i suoi sostenitori tendano a minimizzare l'intero scandalo, sostenendo che si tratti di una serie di casi isolati, Hiss e i suoi colleghi patologi di Abu Kabir, che hanno ammesso pubblicamente il furto di organi, non sono stati nemmeno puniti per il loro comportamento. Hiss non &amp;egrave; stato condannato a una lunga pena detentiva; anzi, gli &amp;egrave; stato permesso di continuare a lavorare ad Abu Kabir. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In altre parole, non c'&amp;egrave; mai stata alcuna assunzione di responsabilit&amp;agrave;, solo un'indagine interna israeliana, seguita dalle promesse dell'esercito e del governo israeliani di non prelevare pi&amp;ugrave; organi dai palestinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I numeri dietro il record di Tel Aviv&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'organizzazione israeliana al centro dell'attuale rivendicazione del record mondiale &amp;egrave; Matnat Chaim, fondata nel febbraio 2009, poco dopo l'approvazione da parte di Tel Aviv di una legge che vieta il traffico di organi. Gerusalemme, dove ha sede l'organizzazione, &amp;egrave; quindi diventata la&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://kilya.org.il/he/224-%D7%AA%D7%A8%D7%95%D7%9E%D7%95%D7%AA-%D7%9B%D7%9C%D7%99%D7%94-%D7%91%D7%A9%D7%A0%D7%AA-2024/:~:text=%D7%91%D7%A9%D7%A0%D7%AA%202024%20%D7%AA%D7%A8%D7%9E%D7%95%20224%20%D7%90%D7%99%D7%A9,%D7%91%D7%AA%D7%A8%D7%95%D7%9E%D7&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;citt&amp;agrave; leader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;in Israele per le donazioni altruistiche di reni. Tel Aviv afferma che Matnat Chaim ha superato i 2.000 trapianti, conquistando il record celebrato a gennaio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I dati disponibili sollevano ovvi interrogativi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tra il 2009 e il 2021, Matnat Chaim ha dichiarato di aver effettuato &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/israeli-kidney-donation-organization-marks-record-breaking-1000-transplants/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;1.000 trapianti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;. Nel 2022, secondo i dati forniti dalla stessa organizzazione no-profit, ne ha effettuati 202, in calo rispetto ai 215 dell'anno precedente. Ci&amp;ograve; significa che il totale pubblicamente disponibile prima delle accuse del novembre 2023 si attestava a&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1600613524002764#bib32&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;1.277&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;. Per raggiungere quota 2.000, l'organizzazione avrebbe dovuto aggiungere 723 trapianti in poco pi&amp;ugrave; di tre anni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo il Centro Nazionale Trapianti di Israele, il numero totale di trapianti da donatore vivente per &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.gov.il/en/pages/living-donor-organ-transplant&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il 2023, 2024 e 2025&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;egrave; stato di 923. Nel 2022, l'ultimo anno per il quale sono disponibili dati pubblici sul contributo specifico di Matnat Chaim, l'organizzazione ha rappresentato il 63% dei trapianti da vivente. Se tale percentuale si mantenesse, la sua quota in quei tre anni sarebbe di circa 581 trapianti, poco al di sotto della soglia dei 2.000.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questo, di per s&amp;eacute;, non incrimina Matnat Chaim. Ma spiega perch&amp;eacute; Bursh abbia messo in dubbio l'affermazione senza riserve, soprattutto alla luce della lunga storia di furto di organi da parte di Israele e delle testimonianze provenienti dagli ospedali di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Un altro dato interessante, che alimenta lo scetticismo riguardo alle cifre estremamente elevate vantate da Israele, &amp;egrave; che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7199310/#:~:text=In%20a%20recent%20survey%20administered,organ%20donor%20card%20%5B6%5D.&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;solo il 14&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;u&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;%&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;della sua popolazione ha firmato la tessera di donatore di organi Adi (Ehud) Ben Dror. Questo colloca Israele tra i paesi sviluppati con la&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC1410828/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;percentuale pi&amp;ugrave; bassa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di donatori. Nella maggior parte dei paesi occidentali, la media &amp;egrave; del 30% della popolazione che si iscrive al registro dei donatori di organi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La donazione di organi &amp;egrave; da tempo un argomento controverso tra gli israeliani. Ad esempio, il Rabbino Capo della Palestina occupata dai britannici nel 1931 dichiar&amp;ograve; &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://thebaffler.com/latest/im-not-done-with-you-turfah&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;che&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;l'idea che tale pratica profanasse i morti era &quot;esclusiva degli ebrei... i gentili non avevano motivo di essere particolarmente cauti nell'evitarla se esisteva una ragione naturale per farlo, come ad esempio motivi medici&quot;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel 1996, l'influente rabbino Yitzhak Ginsburgh della setta Chabad Lubavitch &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://mondoweiss.net/2025/02/a-brief-history-of-israels-theft-and-trafficking-of-palestinian-organs/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;afferm&amp;ograve;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;che se una persona ebrea ha bisogno di un fegato, &quot;si pu&amp;ograve; prendere il fegato di un innocente non ebreo di passaggio per salvarlo? La Torah probabilmente lo permetterebbe. La vita ebraica ha un valore infinito. C'&amp;egrave; qualcosa di infinitamente pi&amp;ugrave; sacro e unico nella vita ebraica rispetto alla vita non ebraica&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La posizione ufficiale attuale delle massime autorit&amp;agrave; religiose israeliane &amp;egrave; che la donazione di organi &amp;egrave; permessa agli ebrei, ma questo consenso &amp;egrave; relativamente recente. Solo nell'ultimo decennio si &amp;egrave; registrato un notevole aumento dei donatori ebrei. Per molti ebrei osservanti, la questione rimane controversa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questo contesto sociale, unito alla popolazione relativamente ridotta di Israele, rende ancora pi&amp;ugrave; sospetto il fatto che la Banca Nazionale della Pelle di Israele (INSB), ad esempio, sia stata &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://researchcentre.trtworld.com/publications/podcast/israels-skin-bank-paradox-and-organ-harvesting-allegations/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;indicata&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;come una delle pi&amp;ugrave; grandi, se non la pi&amp;ugrave; grande, al mondo. L'INSB opera congiuntamente sotto il Ministero della Salute israeliano e l'esercito.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;article-content&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La profanazione come politica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele ha a lungo trattato i corpi dei palestinesi come strumenti di controllo. Nel 2017, Tel Aviv&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.solidarity-ps.org/en/Stealing_Martyrs_Organs&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha ammesso di aver perso le tracce dei corpi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; di prigionieri politici palestinesi deceduti in detenzione. La spiegazione addotta &amp;egrave; stata la pratica israeliana di seppellire i palestinesi in fosse comuni anonime, in quello che &amp;egrave; noto come il &quot;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.leftvoice.org/cemetery-of-numbers-israels-practice-of-withholding-the-bodies-of-deceased-palestinians/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;cimitero dei numeri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;, un metodo crudele ideato per impedire alle famiglie di ritrovare i propri cari. I palestinesi hanno anche espresso il timore che alcuni dei corpi scomparsi siano stati asportati di organi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Al di l&amp;agrave; della Palestina, gli israeliani sono stati ripetutamente collegati a casi di traffico di organi in tutto il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'unica persona mai condannata negli Stati Uniti per traffico di organi &amp;egrave; stata un israeliano di nome Levy Izhak Rosenbaum. Il giudice distrettuale statunitense Anne Thompson, del New Jersey, lo descrisse come un &quot;profittatore&quot; del mercato nero che &quot;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://web.archive.org/web/20170204060831/https:/www.bloomberg.com/news/articles/2014-12-24/organ-broker-skirts-expulsion-after-victimless-claim&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;commerciava nella miseria umana&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;. Scont&amp;ograve; solo due anni e mezzo di prigione ed evit&amp;ograve; l'espulsione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel 2010, cinque cittadini israeliani, tra cui un generale dell'esercito in pensione, furono accusati di gestire un'organizzazione dedita al traffico di organi. Il loro sistema abusivo fu descritto come una &quot;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://archive.ph/BVfs1#selection-1543.99-1543.124&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;forma di schiavit&amp;ugrave; moderna&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;, che sfruttava persone vulnerabili nei paesi in via di sviluppo per i loro organi. Il caso mise in luce una scomoda contraddizione per il sistema giudiziario israeliano: la condotta che ora veniva perseguita era stata, solo due anni prima, di fatto tollerata dalle strutture statali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel 2015, le autorit&amp;agrave; turche&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://english.ahram.org.eg/NewsAFCON2025/2025/172641.aspx&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;hanno arrestato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; un presunto trafficante di organi israeliano, nell'ambito di un'indagine su un'organizzazione criminale che prendeva di mira i rifugiati siriani. Nel 2024,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.turkishminute.com/2024/05/06/israeli-national-among-9-arrested-turkey-over-illegal-organ-trade/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;quattro cittadini israeliani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;sono stati arrestati dalla polizia turca in un'operazione contro un'altra organizzazione che sfruttava anch'essa i rifugiati siriani e altre fasce vulnerabili della popolazione turca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel 2018, la polizia cipriota ha arrestato il cittadino israeliano Moshe Harel, &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.dw.com/en/israeli-mastermind-behind-organ-trafficking-ring-is-arrested-in-cyprus/a-42051747&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;accusandolo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di gestire un'organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di organi. Lo scandalo risale al 2008, quando un uomo turco collass&amp;ograve; all'aeroporto di Pristina, visibilmente sofferente, dopo aver subito l'asportazione di un rene. Harel era gi&amp;agrave; stato arrestato dalle autorit&amp;agrave; israeliane nel 2012, ma era stato rilasciato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I casi sopracitati sono ora considerati illegali dal governo israeliano. Ma c'&amp;egrave; stato un tempo in cui gli israeliani che si recavano all'estero per il prelievo di organi non solo erano tollerati, ma addirittura incoraggiati. Questa storia contribuisce a spiegare perch&amp;eacute; i cittadini israeliani continuano a comparire in scandali di traffico di organi in diversi continenti. Lo stesso Ministero della Salute israeliano ha contribuito a promuovere una cultura in cui i corpi dei poveri, degli sfollati e degli occupati potevano essere trasformati in materiale per il prelievo di organi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Perch&amp;eacute; non &amp;egrave; stata avviata un'indagine?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nonostante questa storia documentata, le istituzioni occidentali continuano a sostenere l'esercito israeliano. Nell'ottobre dello scorso anno, l'Universit&amp;agrave; della California del Sud (USC) &amp;egrave; stata smascherata per &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://ca.cair.com/press-release/cair-la-condemns-uscs-disturbing-sale-of-human-cadavers-for-israeli-military-training-calls-for-transparency-and-accountability/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;aver venduto 32 cadaveri umani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;all'esercito statunitense, utilizzati per l'addestramento chirurgico da parte dell'esercito israeliano. Il Consiglio per le relazioni americano-islamiche (CAIR) ha condannato la rivelazione definendola &quot;inquietante&quot;. I corpi di cittadini americani deceduti erano stati venduti a una catena che alimentava un esercito impegnato in un genocidio a Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Un mese dopo, nuove accuse di furto di organi emersero nella Striscia di Gaza da parte di operatori sanitari. Ci&amp;ograve; avvenne in concomitanza con il rilascio di un lotto di cadaveri all'ospedale Nasser di Khan Yunis, dove un medico &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.thecanary.co/global/world-analysis/2025/11/06/gaza-organ-theft-even-in-death-palestinians-are-not-free-from-occupation/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;comment&amp;ograve;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;: &quot;I corpi sono arrivati ??imbottiti di cotone, con delle lacune che suggerivano l'asportazione di organi. Ci&amp;ograve; che abbiamo visto &amp;egrave; indescrivibile&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Considerata la mole di prove e accuse che indicano il coinvolgimento di Israele nel prelievo sistematico di organi durante il genocidio, sorge spontanea la domanda sul perch&amp;eacute; non sia ancora stata avviata alcuna indagine internazionale indipendente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Come all'inizio degli anni '90, le prove palestinesi vengono nuovamente insabbiate dietro la protezione politica occidentale, il timore di ritorsioni da parte delle lobby israeliane e la consolidata presunzione che le istituzioni israeliane siano in grado di indagare su se stesse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'Antidiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/English_NEWSROOM-2026_GPOMT-Herzog-Kidney-Donors.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Droni a fibra ottica: la tecnologia low-cost che ha umiliato i sistemi di difesa israeliani</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-droni_a_fibra_ottica_la_tecnologia_lowcost_che_ha_umiliato_i_sistemi_di_difesa_israeliani/82_66870/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Funzionari israeliani hanno ammesso che i droni a fibra ottica di Hezbollah hanno colto di sorpresa l'esercito israeliano e sono riusciti a eludere i suoi sistemi di difesa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo il quotidiano americano&lt;a href=&quot;https://www.washingtonpost.com/world/2026/05/13/hezbollahs-unjammable-drones-pose-new-threat-israel/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.washingtonpost.com/world/2026/05/13/hezbollahs-unjammable-drones-pose-new-threat-israel/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;The Washington Post&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, il Movimento di Resistenza Islamica Libanese (Hezbollah) ha fatto ricorso all'uso di droni guidati da fibra ottica, una tecnologia che ha ostacolato significativamente la loro intercettazione da parte dell'esercito israeliano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il media ha osservato che i combattenti di Hezbollah hanno utilizzato droni a basso costo collegati tramite cavi sottilissimi, anzich&amp;eacute; sistemi basati su segnali radio convenzionali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli esperti israeliani hanno indicato che i dispositivi presentano una traccia radar molto bassa a causa del loro design e dell'utilizzo di comunicazioni in fibra ottica, il che ne complica l'individuazione sul campo di battaglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il ricercatore israeliano Yehoshua Kalisky ha affermato che queste armi &quot;rappresentano un pericolo reale&quot; e ha riconosciuto che le informazioni trasmesse attraverso questo sistema non possono essere intercettate con metodi convenzionali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Fonti militari israeliane hanno inoltre ammesso che Hezbollah ha intensificato l'uso di attacchi coordinati con droni esplosivi multipli, una tattica che ha aumentato la pressione sulle sue forze nel Libano meridionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli analisti militari hanno osservato che questi dispositivi possono operare in terreni complessi e raggiungere obiettivi a lunga distanza, mentre Israele non dispone ancora di una risposta efficace per neutralizzare questa minaccia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Hezbollah sta dimostrando capacit&amp;agrave; avanzate che, a mio avviso, hanno colto di sorpresa l'esercito israeliano&quot;, ha affermato Onn Fenig, CEO di un'azienda tecnologica israelo-americana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Inoltre, ha sottolineato che quando questi droni sono equipaggiati con carichi esplosivi, possono causare impatti significativi anche da grandi distanze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato la creazione di un progetto speciale per affrontare la questione dell'utilizzo dei droni, pur ammettendo che il suo sviluppo richieder&amp;agrave; tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo le stime dell'esercito israeliano, il movimento di resistenza dispone di circa 100 operatori di droni nel Libano meridionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Fonti militari hanno indicato che, da aprile, Hezbollah ha lanciato centinaia di proiettili e oltre 100 droni esplosivi contro posizioni israeliane in risposta alle continue violazioni del cessate il fuoco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo i dati militari israeliani, almeno sei soldati sono rimasti uccisi in questi attacchi, quattro dei quali in operazioni con droni. Questi attacchi riflettono la crescente pressione sulle forze israeliane nel Libano meridionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/06250891_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Schiaffo a Marco Rubio: il tribunale annulla le sanzioni contro Francesca Albanese</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-schiaffo_a_marco_rubio_il_tribunale_annulla_le_sanzioni_contro_francesca_albanese/82_66871/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;sm:max-w-[506px] md:max-w-[584px] lg:max-w-full px-6 sm:px-0 mx-auto&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;tiptap ProseMirror min-h-full&quot; dir=&quot;ltr&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha dichiarato che un tribunale statunitense ha sospeso le sanzioni imposte nei suoi confronti, definendo la sentenza una vittoria per la libert&amp;agrave; di parola e per l'attivit&amp;agrave; di sensibilizzazione a livello internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;ULTIM'ORA! Un tribunale statunitense ha sospeso le sanzioni contro di me! Come afferma il giudice: 'Proteggere la libert&amp;agrave; di parola &amp;egrave; sempre nell'interesse pubblico'&quot;, ha scritto Albanese su X, condividendo il testo della sentenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Albanese ha attirato l'attenzione internazionale per le sue denunce al genocidio israeliano a Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'anno scorso, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla funzionaria, citando i suoi &quot;sforzi volti a sollecitare&quot; un'azione della Corte penale internazionale (CPI) contro funzionari statunitensi e israeliani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;side-twitter react-renderer node-twitter&quot; data-id=&quot;4&quot; data-type=&quot;twitter&quot;&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div class=&quot;react-component&quot; data-node-view-wrapper=&quot;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;socialMediaContainer&quot; contenteditable=&quot;false&quot; data-node-view-content=&quot;&quot;&gt;
&lt;div draggable=&quot;false&quot; data-drag-handle=&quot;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;rsme-embed rsme-twitter-embed&quot;&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;X Post&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2054678738126676308&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.trtworld.com%2Farticle%2Fd298e64576af&amp;amp;sessionId=54d33de2c9a1170d644a3355c18a19a1210119b8&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2054678738126676308&quot; data-gtm-yt-inspected-18=&quot;true&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;sm:max-w-[506px] md:max-w-[584px] lg:max-w-full px-6 sm:px-0 mx-auto&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;tiptap ProseMirror min-h-full&quot; dir=&quot;ltr&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Segretario di Stato Marco Rubio dichiar&amp;ograve; all'epoca di aver imposto sanzioni per i suoi &quot;sforzi illegittimi e vergognosi&quot; volti a provocare provvedimenti contro funzionari, aziende e dirigenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Accusando Albanese di condurre una &quot;campagna di guerra politica ed economica&quot; contro entrambi i paesi, Rubio minacci&amp;ograve; che tali azioni &quot;non saranno pi&amp;ugrave; tollerate&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le sanzioni sono state imposte in seguito a un rapporto di Albanese che ha identificato alcune societ&amp;agrave; che avrebbero agevolato l'occupazione israeliana dei territori palestinesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tra queste figuravano Microsoft, Alphabet, Amazon e Palantir, che forniscono hardware militare, tecnologie di sorveglianza e infrastrutture.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;side-youtube react-renderer node-youtube&quot; data-id=&quot;9&quot; data-type=&quot;youtube&quot;&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div class=&quot;react-component&quot; data-node-view-wrapper=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/thumbs_b_c_8d9746136d56c041919df65ec672a5ee.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Catastrofe neoliberista: D’Orsi e la storia degli ultimi anni</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-catastrofe_neoliberista_dorsi_e_la_storia_degli_ultimi_anni/46096_66872/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.borderliber.it/catastrofe-neoliberista-dorsi-e-la-storia-degli-ultimi-anni/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di Martino Ciano - BorderLiber&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa insegna la storia? Per la maggior parte delle persone nulla, per il resto tutto. Certo, non ci si deve limitare alla lettura di un libro, ma si dovrebbe svolgere un esercizio costante di ricerca. Sappiamo bene per&amp;ograve; che questo rimarr&amp;agrave; un sogno, uno dei tanti, se non un prurito da intellettuali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una cosa &amp;egrave; certa: &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Catastrofe neoliberista&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; aiuta a capire cosa &amp;egrave; accaduto e cosa ha provocato le attuali condizioni di vita. Il professore Angelo D&amp;rsquo;Orsi, gi&amp;agrave; docente ordinario in Storia del pensiero politico presso l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Torino, nonch&amp;eacute; allievo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Noberto Bobbio&lt;/strong&gt;, scrive un saggio divulgativo che ha il merito di coinvolgere il lettore. Non &amp;egrave; un libro per addetti ai lavori, ma per chi vuole farsi un&amp;rsquo;idea chiara e precisa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando inizia la catastrofe neoliberista? Gli anni Settanta del Novecento danno avvio al balletto osceno con le sue crisi e con la fine della convertibilit&amp;agrave; del dollaro in oro. Si esalta il mercato libero, rapace, che risveglia le manie imperialiste. Il motto &amp;egrave; il seguente: &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Lo Stato &amp;egrave; il problema&lt;/strong&gt;&amp;ldquo;. Tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; pubblico va smantellato e va dato in mano ai privati. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;inizio della fine del sistema &amp;ldquo;social-democratico&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli anni Ottanta del Novecento ampliano il quadro, concretizzando ci&amp;ograve; che avrebbe potuto essere solo una affascinante teoria. Nel 1989, con la caduta del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Muro di Berlino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e del blocco sovietico, viene meno anche l&amp;rsquo;ultimo deterrente. D&amp;rsquo;Orsi traccia anche la crisi della sinistra italiana, che diventa neoliberista. Sebbene gi&amp;agrave; i socialisti craxiani avessero messo in moto il processo, c&amp;rsquo;&amp;egrave; da dire che neanche i post-comunisti hanno cercato di arginare il problema.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come sempre accade nella storia, ogni cambiamento viene annunciato con entusiasmo. La fine della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Guerra Fredda&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;coincide con l&amp;rsquo;idea della &amp;ldquo;&lt;strong&gt;fine della Storia&lt;/strong&gt;&amp;ldquo;, nonch&amp;eacute; la certezza che l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; sarebbe andata incontro a una stagione di pace e prosperit&amp;agrave;. Inutile dire che tutto questo non si &amp;egrave; avverato e che oggi stiamo scrivendo altre cose. Diverse da quelle che teorizzarono i componenti della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Scuola di Chicago&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e Milton.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Catastrofe neoliberista: incubo o realt&amp;agrave;?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La guerra continua e ripetuta come arma di destabilizzazione dei territori utili al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Capitalismo&lt;/strong&gt;; il crescente divario tra ricchi e poveri; la concentrazione dei capitali nelle mani di pochi; la crisi dell&amp;rsquo;Europa, sempre pi&amp;ugrave; sottomessa agli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Stati Uniti&lt;/strong&gt;; la farsa dell&amp;rsquo;esportazione democratica; la distruzione del clima, della natura e degli equilibri atmosferici, che producono pandemie sanitarie sfruttabili dal sistema neoliberista; crisi economiche, finanziarie e delocalizzazioni delle aziende.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi sono gli elementi su cui D&amp;rsquo;Orsi costruisce la sua opera. C&amp;rsquo;&amp;egrave; una differenza per&amp;ograve;: &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Catastrofe Neoliberista&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; &amp;egrave; un saggio storico e non una farneticazione. La ricerca impone rigorosit&amp;agrave; e tra queste pagine se ne trover&amp;agrave; tanta. Il punto di vista dell&amp;rsquo;autore &amp;egrave; quello gramsciano. Ci&amp;ograve; non vuol dire &amp;ldquo;&lt;strong&gt;comunista&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; secondo gli sfott&amp;ograve; odierni, ma &amp;ldquo;&lt;strong&gt;marxista&lt;/strong&gt;&amp;ldquo;, pertanto globale e di marca sociologica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sebbene questa &amp;ldquo;linea di colore&amp;rdquo; possa fare storcere il muso a qualcuno a causa dei noti pregiudizi che investono la materia, qui non vengono mai messi omessi i fatti. D&amp;rsquo;Orsi mette destra e sinistra nello stesso calderone, ossia in quel movimento neoliberista che sta distruggendo il pianeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non esistono pi&amp;ugrave; oppositori, ma solo abili manipolatori che stanno nascondendo la profezia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Marx&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nei riguardi del Capitalismo, ossia la cannibalizzazione di s&amp;eacute; stesso. Il caos mondiale provocato dalla &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Catastrofe neoliberista&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; si mostra nelle immigrazioni di massa, che sono ben altra cosa rispetto alla sostituzione etnica; nell&amp;rsquo;impoverimento e nello snaturamento della democrazia; nell&amp;rsquo;uso massiccio di un&amp;rsquo;informazione di sistema che acceca la verit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio la democrazia cos&amp;rsquo;&amp;egrave; ormai? Una scatola svuotata di tutto e che resta in piedi solo nella sua apparenza. Le cose miglioreranno? Certo che no, a patto di un risveglio delle masse. Ma anche questa &amp;egrave; un&amp;rsquo;utopia, basti pensare cosa &amp;egrave; successo negli anni Sessanta del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Novecento&lt;/strong&gt;, quando qualcosa si stava muovendo.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Cultura e Resistenza</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/FormatConvert_20260513_120015_5633.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>UNICEF: Un bambino palestinese viene ucciso ogni settimana in Cisgiordania dal gennaio 2025</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-unicef_un_bambino_palestinese_viene_ucciso_ogni_settimana_in_cisgiordania_dal_gennaio_2025/45289_66873/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;Secondo l'UNICEF, da gennaio 2025 nella Cisgiordania occupata viene ucciso in media un bambino palestinese a settimana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel corso di una conferenza stampa a Ginevra, il portavoce dell'UNICEF James Elder ha dichiarato: &quot;Tra gennaio 2025 e oggi, in media, almeno un bambino palestinese &amp;egrave; stato ucciso ogni settimana&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;ldquo;Ovvero, 70 bambini palestinesi sono stati uccisi in questo lasso di tempo. Il 93% di questi &amp;egrave; stato ucciso dalle forze israeliane. Altri 850 bambini sono rimasti feriti&amp;rdquo;, ha aggiunto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Elder ha attribuito le vittime non solo all'intensificarsi delle incursioni e delle aggressioni militari israeliane, ma anche ai &quot;livelli storici di attacchi dei coloni israeliani&quot;, descrivendo l'impatto sui giovani palestinesi come un &quot;prezzo intollerabile&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha osservato che nel marzo 2026 si &amp;egrave; registrato il numero pi&amp;ugrave; alto di palestinesi feriti da attacchi coloniali negli ultimi 20 anni, spiegando che la maggior parte dei bambini uccisi o feriti sono stati colpiti da proiettili veri, mentre altri sono stati accoltellati, picchiati e aggrediti con spray al peperoncino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha sottolineato che &quot;non si tratta di episodi isolati, bens&amp;igrave; di un modello persistente di gravi violazioni dei diritti dei bambini, nonch&amp;eacute; di attacchi alle loro case, alle loro scuole e all'acqua da cui dipendono&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha avvertito che la violenza non si limitava agli attacchi diretti, ma comportava anche il &quot;progressivo smantellamento&quot; dei sistemi da cui i bambini dipendono per sopravvivere e crescere, tra cui case, scuole, infrastrutture idriche e accesso all'assistenza sanitaria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;La loro sofferenza non pu&amp;ograve; essere normalizzata&quot;, ha affermato Elder, esortando le autorit&amp;agrave; di occupazione israeliane ad adottare misure immediate e decisive per prevenire ulteriori uccisioni e mutilazioni di bambini palestinesi e per proteggere le loro case, le scuole e l'accesso all'acqua, in conformit&amp;agrave; con il diritto internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha inoltre esortato gli Stati membri influenti a usare la propria influenza per garantire il rispetto del diritto internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/000_86DX2NV+%281%29.jpg.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Le &quot;coincidenze&quot; degli scandali di Kiev e la frase di Putin</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-le_coincidenze_degli_scandali_di_kiev_e_la_frase_di_putin/45289_66874/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono due aspetti pi&amp;ugrave; rilevanti nel cosiddetto scandalo, l'ennesimo, che sta interessando l'Ucraina majdanista: un aspetto riguarda il quadro globale della crisi attorno all'ex RSS Ucraina; l'altro appare pi&amp;ugrave; propriamente interno. La curiosa &amp;ldquo;coincidenza&amp;rdquo; di eventi succedutisi negli ultimi due-tre giorni, pare indicare che, davvero, le parole pronunciate il 9 maggio da Vladimir Putin, secondo cui il conflitto in Ucraina stia volgendo al termine, non fossero frasi &amp;ldquo;di circostanza&amp;rdquo;: al livello delle alte sfere del Cremlino non si lanciano mai parole al vento, soprattutto quando si tratta di simili temi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, per l'aspetto &amp;ldquo;esterno&amp;rdquo; della questione, ci permettiamo di osservare che il cerchio di &amp;ldquo;sospetti&amp;rdquo; (&amp;ldquo;pidozra&amp;rdquo; in ucraino) mossi contro l'ex capo dell'Ufficio presidenziale Andrej Ermak e che sollevano l'ennesimo caso di corruzione e accumulo sfrenato di soldi da parte di ras neonazisti, probabilmente impressionano solo relativamente le masse popolari europee, ben consapevoli da moltissimo tempo della reale destinazione di tutte le risorse depredate alle loro necessit&amp;agrave; primarie e destinate a sostenere un pugno di criminali che mandano al macello il proprio popolo. Da moltissimo tempo le masse popolari europee, i lavoratori dei paesi UE condannati alla &amp;ldquo;ucrainizzazione&amp;rdquo;, non si lasciano ingannare dalle cialtronerie di quei torquemadisti che, a proposito dell'Ucraina banderista, contrapposta a una Russia &amp;ldquo;autocratica&amp;rdquo;, declamano lo &amp;laquo;spettacolo di una democrazia libera e prospera proprio di fronte&amp;rdquo; alla Russia. D'altronde, non &amp;egrave; da oggi che sia &amp;ldquo;tipico&amp;rdquo; di quelle &amp;ldquo;democrazie&amp;rdquo; l'accumulo di denaro depredato ai bisogni delle masse e gettato nel lusso pi&amp;ugrave; sfrenato, ostentato in maniera criminale dalla cerchia del potere. Era cos&amp;igrave; per i ras del regime mussoliniano e l'ucraina dei clan nazi-banderisti &amp;egrave; solo andata pi&amp;ugrave; avanti su quella stessa strada. Di fronte a tali sequele di infamie, le masse popolari europee non possono che avere a cuore il triste destino delle masse popolari ucraine, ridotte alla fame e destinate al macello al fronte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I lettori vorranno scusare se ripetiamo quanto gi&amp;agrave; scritto a proposito di quei terroristi mediatici che, scrivendo di &lt;a href=&quot;/dettnews-lucraina_majdanista_indica_la_strada_allarmenia_europeista/45289_66837/&quot;&gt;&amp;ldquo;democrazia libera e prospera&amp;rdquo;, intendono quel moderno Konzentrationslager&lt;/a&gt; in cui i dettami di Banca Mondiale, FMI, UE e USA hanno trasformato quella che un tempo era una repubblica industrialmente sviluppata. A fronte delle vergognose esibizioni di criminali quali, ora, Andrej Ermak, basti riportare le parole dello stesso ministro ucraino per le politiche sociali Denis Uljutin sul funesto aumento di poveri e di famiglie ucraine il cui reddito &amp;egrave; appena sufficiente solo per cibo, alloggio e medicine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, a proposito della interconnessione tra aspetti esterni e interni degli ultimi eventi di Kiev, ecco che Komsomol'skaja Pravda nota giustamente che il nuovo ciclo della putrefazione della junta nazigolpista di Kiev, che coinvolge ora Andrej Ermak, ci parla non solo di una rivelazione sulla corruzione della cerchia di Zelenskij, quanto del fatto che forze esterne (forse, solo forze esterne) stiano esercitando una pressione crescente sul jefe de la junta, perch&amp;eacute; accetti i termini di un accordo di pace vantaggioso per gli ucraini, quanto svantaggioso per lui personalmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche qui, le &amp;ldquo;coincidenze&amp;rdquo; non sono propriamente tali. Il 10 novembre 2025 ci fu la perquisizione della casa di Timur Mindic e appena qualche giorno dopo il piano di pace di Trump veniva recapitato a Kiev; ancora qualche giorno e il 21 novembre il piano riceveva diffusione urbi et orbi. Ma Kiev continua a sabotare i negoziati e allora emergono nuovi dettagli sul caso Mindic e su Ermak ed ecco che, una settimana dopo, il 28 novembre, Zelenskij &amp;egrave; costretto a rimuovere Ermak. Sembrava che la strada per i negoziati fosse aperta, ma ecco che interviene Bruxelles a difesa di Zelenskij e della guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un'altra &amp;ldquo;coincidenza&amp;rdquo;: Kiev respinge il cessate il fuoco del 9 maggio concordato da Putin e Trump; un altro uomo di fiducia di Zelenskij, Rustem Umerov, viene convocato d'urgenza a Washington e, la mattina prima dei negoziati, emergono nuovi dettagli sul coinvolgimento di Umerov nel caso Mindic; il giorno dopo, Kiev accetta di rispettare il cessate il fuoco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, per le coincidenze: il politologo ucraino Ruslan Bortnik sostiene che si sarebbe entrati nella fase acuta dell'ultimo tentativo di indebolire la posizione di Zelenskij. Ora, anche senza esser dotati di particolare acutezza, par di poter convenire che sia quantomeno sorprendente come si siano succeduti a distanza di &amp;ldquo;minuti&amp;rdquo; il &amp;ldquo;pidozra&amp;rdquo; mosso contro Ermak dagli organi cosiddetti anticorruzione e l'ormai inflazionata intervista dell'ex addetta stampa di Zelenskij, Julija Mendel. Ci&amp;ograve; risponderebbe al piano volto a ristrutturare l'architettura del potere ucraino. L'attacco, afferma Bortnik, proviene da ambienti occidentali... che auspicano la pace, un accordo con la Russia e, al tempo stesso, potrebbe provenire &amp;laquo;dal nostro partito anticorruzione, che vuole creare una coalizione con una struttura presidenziale, per una ridistribuzione del potere&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E che dietro la nuova &amp;ldquo;ermakiade&amp;rdquo; ci possa essere l'ex presidente Petro Poro&amp;scaron;enko &amp;egrave; ipotizzato anche da un altro ucraino, l'ex deputato della Rada Oleg Tsar&amp;euml;v. Il quale, d'altra parte, sostiene la vicenda del &amp;ldquo;pidozra&amp;rdquo; contro Ermak e l'intervista di Julija Mendel non scaturiscano da una pressione USA sulla junta, bens&amp;igrave; da uno scontro interno all'Ucraina. &amp;laquo;Si tratta di pure lotte intestine per il potere e il denaro. C'&amp;egrave; una coalizione che ha costretto Ermak a lasciare l'incarico. Non ha fatto quello che fanno tutti i funzionari corrotti quando vengono rimossi dall'incarico: intascare il bottino e andare in Israele... altri funzionari corrotti, politici e oligarchi ucraini che pure vogliono approfittare della corruzione, considerano le sue azioni riprovevoli, ed &amp;egrave; per questo che si &amp;egrave; assistito a una serie di attacchi orchestrati&amp;raquo;. Per quanto riguarda Mendel, sostiene Tsar&amp;euml;v, si tratterebbe di una pura vendetta personale, per esser stata licenziata dal suo ex amante, Zelenskij&amp;raquo;. Cos&amp;igrave;, Mendel se ne &amp;egrave; andata all'estero, dove conduceva una vita modesta e quando le hanno proposto di scrivere un libro su Zelenskij &amp;laquo;ha negoziato un ottimo compenso... Ha chiesto che il compenso fosse raddoppiato, per la promozione del libro&amp;raquo;. A detta di Tsar&amp;euml;v, dopo il licenziamento, Mendel aveva iniziato a lavorare per Poro&amp;scaron;enko, contro il quale sono stati aperti quattro procedimenti penali: &amp;laquo;Petro Poro&amp;scaron;enko &amp;egrave; estremamente contrariato da questo. E questa &amp;egrave; la sua risposta&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, sempre a proposito degli aspetti &amp;rdquo;interni&amp;rdquo; - &amp;ldquo;interni&amp;rdquo; solo nella misura in cui, apparentemente, non coinvolgano le condizioni di vita delle masse popolari di quei paesi le cui cancellerie sostengono lautamente i nazigolpisti di Kiev &amp;ndash; legati ai gozzovigli miliardari dei nazigolpisti, si pu&amp;ograve; dire che la situazione demografica ucraina stia rasentando l'abisso. Non soltanto per la tragica conta di giovani e meno giovani mandati al macello in una guerra per interposta Ucraina, ma anche per la politica imposta a Kiev dai finanziatori esterni del regime majdanista.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pochi giorni fa, ricorda Mikhail Pavliv su Ukraina.ru, il consigliere di Zelenskij, il famigerato Mikhail Podaljak, ha fatto alcuni commenti &quot;interessanti&quot; sulle future forze produttive ucraine e sulla popolazione in et&amp;agrave; lavorativa; il tutto suonava come una seria critica all'importazione massiccia di lavoratori migranti. Come dire che Kiev dovrebbe puntare su robotica, digitalizzazione e innovazioni tecnologiche. Di contro, il superiore de jure di Podaljak, Kirill Budanov, ha parlato della necessit&amp;agrave; di semplificare i programmi di importazione di lavoratori migranti, principalmente da Asia e Africa. Ecco che l'intreccio coinvolge anche gli ultimi accadimenti: da un lato, Budanov, attuale capo dell'Ufficio presidenziale, recita la parte dl cortigiano di Zelenskij; Podaljak, invece, &amp;egrave; perfettamente allineato con Andrej Ermak, ex capo dell'Ufficio presidenziale e arcinemico di Budanov. In sostanza, l'Ucraina majdanista &amp;egrave; oggi precipitata in un'autentica catastrofe demografica, come ha detto il 7 maggio il sopracitato ministro Denis Uljutin, che ha parlato di una popolazione residente nei territori controllati da Kiev che si aggira sui 22-25 milioni di persone; una cifra che solo in piccola parte &amp;egrave; dovuta alla guerra, dato che questa non ha fatto altro che accelerare tutte le tendenze demografiche negative presenti da decenni. A partire dal 2022, poi, il problema principale &amp;egrave; dato dal declino catastrofico della popolazione in et&amp;agrave; riproduttiva, oltre all'esodo diffuso di giovani in et&amp;agrave; scolare e universitaria e i milioni di uomini in et&amp;agrave; di leva fuggiti dal paese. A ci&amp;ograve; si somma l'emigrazione di massa di donne in et&amp;agrave; riproduttiva: se nel 2021 il loro numero nel paese era stimato intorno ai 9 milioni, pare che oggi si sia ridotto alla met&amp;agrave;. Ne vien fuori che, anche una volta terminate le operazioni militari, l'Ucraina si trover&amp;agrave; in una situazione irreversibile in termini di ripristino della capacit&amp;agrave; riproduttiva e composizione demografica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non basta. Dal 2015 al 2022, sono morte in media circa 600.000 persone all'anno. La situazione &amp;egrave; cambiata dopo il 2022, ma non solo per i morti e i feriti, ma anche a causa del peggioramento della situazione socioeconomica: anche gli anziani muoiono a un ritmo pi&amp;ugrave; elevato. Inoltre, a causa sia della guerra che dell'esodo di donne in et&amp;agrave; fertile, il tasso di natalit&amp;agrave; &amp;egrave; crollato, attestandosi a una media di 170.000-180.000 bambini all'anno. E la situazione non migliorer&amp;agrave; dopo la fine della guerra: le indagini sociologiche nella UE e in Gran Bretagna registrano un drastico calo della percentuale di emigrati ucraini che desiderano tornare in patria e, a fronte dei rimpatriati, ci saranno coloro che fuggiranno non appena i confini riapriranno. Secondo Will Lloyd, vicedirettore della britannica New Statesman, la popolazione ucraina si aggira intorno ai 20 milioni, a fronte degli oltre 50 milioni di inizi anni '90. E se il ministro Uljutin parla di una popolazione di 20-22 milioni, ribattendo alla direttrice dell'Istituto di Demografia, Ella Libanova, la quale parla di 29 milioni, con un perentorio &amp;laquo;nei territori controllati dal governo siamo in numero minore&amp;raquo;, pare chiaro che qualsiasi dato citato nel bilancio ucraino, calcolato sulla base della cifra di 29 milioni, sia solo una truffa, con l'unico scopo di manipolare la spesa per la popolazione, per le infrastrutture, la fornitura di gas e ogni forma di assistenza finanziaria. Cos&amp;igrave; che, dice Pavliv, quei 6-7 milioni in sovrappi&amp;ugrave; sono una cifra fatta apposta per appropriarsi indebitamente dei fondi pubblici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, estrapolando i dati sul previsto spopolamento, tenendo conto del numero rimanente di donne in et&amp;agrave; riproduttiva (che emigreranno), del numero di uomini in et&amp;agrave; riproduttiva (che emigreranno), tenendo conto del calo demografico naturale (oltre 400.000 in meno per la differenza tra decessi e nascite), entro il 2030-2031 l'Ucraina avr&amp;agrave; una popolazione di 18-20 milioni di abitanti, compresi 10 milioni circa di pensionati. Considerando poi 2-2,5 milioni di bambini sotto i 15-16 anni, l'Ucraina si ritrover&amp;agrave; con appena 6-7 milioni di persone in et&amp;agrave; lavorativa. Ecco dunque tutte le dispute di Podaljak, Budanov&amp;nbsp; e soci sulla necessit&amp;agrave; di importare operai provenienti da paesi poveri ed ecco che l'economista Vasilij Vojskobojnikov scrive che &amp;laquo;Per mantenere la nostra popolazione, dobbiamo attrarre 250.000-300.000 migranti all'anno&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riassumendo dunque il significato degli ultimi eventi a Kiev, non rimane che ribadire, ancora una volta, che questo &amp;egrave; il vero &amp;laquo;spettacolo di una democrazia libera e prospera&amp;raquo; declamata dai farabutti dei media liberal-inquisitori. Eccola, l'Ucraina del majdan: disoccupazione, dimezzamento della popolazione, volgare sfoggio di lussi stratosferici di fronte a milioni di ucraini ridotti alla fame, scorrerie di bande terroristiche e accalappiamento per strada di carne da mandare al macello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bello spettacolo, per i nazisti e i loro corifei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.kp.ru/daily/277781.4/5248034/&quot;&gt;https://www.kp.ru/daily/277781.4/5248034/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/ehto-ne-sovpadenie-bortnik-o-dvojjnom-udare-po-diktatoru-zelenskomu.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/ehto-ne-sovpadenie-bortnik-o-dvojjnom-udare-po-diktatoru-zelenskomu.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/carjov-mendel-i-ermak-ne-amerikanskijj-a-vnutriukrainskijj-naezd-na-ze-bandu.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/carjov-mendel-i-ermak-ne-amerikanskijj-a-vnutriukrainskijj-naezd-na-ze-bandu.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://ukraina.ru/20260512/novyy-bangladesh-na-ukrainu-nadvigaetsya-demograficheskaya-katastrofa-2030-i-polnaya-zamena-naseleniya-1078829367.html&quot;&gt;https://ukraina.ru/20260512/novyy-bangladesh-na-ukrainu-nadvigaetsya-demograficheskaya-katastrofa-2030-i-polnaya-zamena-naseleniya-1078829367.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://slovo.odessa.ua/news/59751-jeto-katastrofa-ministr-socspolitiki-ozvuchil-cifry-naselenija-ukrainy.html&quot;&gt;https://slovo.odessa.ua/news/59751-jeto-katastrofa-ministr-socspolitiki-ozvuchil-cifry-naselenija-ukrainy.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/AQAGrdyIsNUew1ppPn3T0Bfe88nQk-rxlEIG5Uivcjj0Fpo6GhyouaiHAxRgnEbviGuH-dICDejzIxQE_sOL7PNk0pU.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'inchiesta shock del NYT: stupri e torture nelle carceri israeliane, scoppia il caso diplomatico</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-linchiesta_shock_del_nyt_stupri_e_torture_nelle_carceri_israeliane_scoppia_il_caso_diplomatico/45289_66875/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;Le testimonianze sono atroci: stupri perpetrati con oggetti, mutilazioni e torture sistematiche. Il giornalista Nicholas Kristof, due volte premio Pulitzer, ha pubblicato sul &lt;strong data-path-to-node=&quot;3&quot; data-index-in-node=&quot;175&quot;&gt;New York Times&lt;/strong&gt; un'&lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;https://www.google.com/search?q=https://www.nytimes.com/2024/05/13/opinion/israel-palestinians-sexual-violence.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjrwtLwlLiUAxUAAAAAHQAAAAAQdQ&quot;&gt;inchiesta fondamentale&lt;/a&gt; che squarcia il velo di silenzio sugli abusi sessuali subiti dai detenuti palestinesi per mano delle forze di sicurezza israeliane.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Un sistema di &quot;crudelt&amp;agrave; calcolata&quot;&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Sebbene queste rivelazioni stiano facendo il giro del mondo, non rappresentano una novit&amp;agrave; assoluta per chi monitora l'area. Gi&amp;agrave; lo scorso mese, &lt;strong data-path-to-node=&quot;5&quot; data-index-in-node=&quot;144&quot;&gt;Middle East Eye&lt;/strong&gt; aveva rilanciato un &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjrwtLwlLiUAxUAAAAAHQAAAAAQdg&quot;&gt;rapporto&lt;/a&gt; del &lt;em data-path-to-node=&quot;5&quot; data-index-in-node=&quot;193&quot;&gt;West Bank Protection Consortium&lt;/em&gt; che documentava 16 casi di reati sessuali commessi da soldati e coloni.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;A marzo, anche &lt;strong data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;15&quot;&gt;Francesca Albanese&lt;/strong&gt;, relatrice speciale dell'ONU, aveva descritto il &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjrwtLwlLiUAxUAAAAAHQAAAAAQdw&quot;&gt;sistema carcerario israeliano&lt;/a&gt; come un &quot;laboratorio di crudelt&amp;agrave;&quot;, dove le violenze venivano inferte con bottiglie e spranghe di metallo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;&lt;strong&gt;La reazione di Israele e le polemiche mediatiche&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;La decisione del &lt;em data-path-to-node=&quot;8&quot; data-index-in-node=&quot;17&quot;&gt;New York Times&lt;/em&gt; di dare spazio a queste narrazioni ha scatenato l'immediata reazione del governo israeliano. Su X, il Ministero degli Esteri ha &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjrwtLwlLiUAxUAAAAAHQAAAAAQeA&quot;&gt;accusato il giornale&lt;/a&gt; di diffondere calunnie e propaganda, cercando di ribaltare il ruolo di vittima e carnefice. Israele sostiene che l'articolo faccia parte di una campagna orchestrata per colpire lo Stato ebraico a livello internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;Nonostante le voci diffuse da ex esponenti dei media israeliani su una possibile &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjrwtLwlLiUAxUAAAAAHQAAAAAQeQ&quot;&gt;rimozione dell'articolo&lt;/a&gt;, l'ufficio stampa del NYT ha smentito categoricamente, confermando la piena fiducia nel rigore giornalistico di Kristof.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;La complicit&amp;agrave; americana e il tab&amp;ugrave; del silenzio&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;Kristof pone un accento politico pesante: poich&amp;eacute; l'apparato di sicurezza israeliano &amp;egrave; finanziato dagli Stati Uniti, Washington risulterebbe &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; href=&quot;https://www.google.com/search?q=https://www.nytimes.com/2024/05/13/opinion/israel-palestinians-sexual-violence.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjrwtLwlLiUAxUAAAAAHQAAAAAQeg&quot;&gt;complice di queste violenze&lt;/a&gt;. Il giornalista ha intervistato diverse vittime, tra cui &lt;strong data-path-to-node=&quot;11&quot; data-index-in-node=&quot;225&quot;&gt;Sami al-Sai&lt;/strong&gt;, che ha descritto torture sessuali filmate dai soldati.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;L'inchiesta sottolinea come il numero reale dei casi sia probabilmente molto pi&amp;ugrave; alto, soffocato dal profondo tab&amp;ugrave; che circonda la violenza sessuale nella societ&amp;agrave; conservatrice palestinese, specialmente per gli uomini.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;&lt;strong&gt;Inchiesta o Opinione?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;Sebbene l'articolo sia basato su reportage sul campo e dati di organizzazioni come &lt;strong data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;83&quot;&gt;Euro-Med Monitor&lt;/strong&gt;, &lt;strong data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;101&quot;&gt;Save the Children&lt;/strong&gt; e &lt;strong data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;121&quot;&gt;B'Tselem&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; stato pubblicato nella sezione &quot;Opinioni&quot;. Kristof ha &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjrwtLwlLiUAxUAAAAAHQAAAAAQew&quot;&gt;difeso questa scelta&lt;/a&gt;, spiegando che come editorialista il suo miglior giornalismo nasce da indagini inedite portate in quello spazio editoriale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;Il giornalista ha infine lanciato una sfida alle autorit&amp;agrave; israeliane: se le accuse fossero false, perch&amp;eacute; continuare a vietare alla &lt;a class=&quot;ng-star-inserted&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot; data-hveid=&quot;0&quot; data-ved=&quot;0CAAQ_4QMahcKEwjrwtLwlLiUAxUAAAAAHQAAAAAQfA&quot;&gt;Croce Rossa&lt;/a&gt; di ispezionare le condizioni dei prigionieri?&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Mentre il dibattito infuria, resta il monito di Kristof: la violenza sessuale deve essere inaccettabile sempre, indipendentemente dall'identit&amp;agrave; di chi la subisce e di chi la infligge.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/2026-05-09T143253Z_1737129168_RC2Q5LAOGK3E_RTRMADP_3_ISRAEL-PALESTINIANS-HEBRON-SETTLERS-2.jpg.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Perché il mondo ha bisogno che la Cina risparmi di più, non di meno (di Jeffrey Sachs)</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-perch_il_mondo_ha_bisogno_che_la_cina_risparmi_di_pi_non_di_meno_di_jeffrey_sachs/45289_66877/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Jeffrey D. Sachs | 13 maggio 2026 | South China Morning Post*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;a href=&quot;https://us.list-manage.com/ngRGV7XGlHf?e=353ce79280&amp;amp;c2id=725ea08ede26c3b91ac23af4d6ede198&quot;&gt;report degli economisti del G7 di marzo&lt;/a&gt; e il rapporto dell&amp;rsquo;FMI di aprile sugli squilibri globali giungono alla stessa conclusione: &lt;a href=&quot;https://us.list-manage.com/ruHfyQCft2y?e=353ce79280&amp;amp;c2id=725ea08ede26c3b91ac23af4d6ede198&quot;&gt;il surplus delle partite correnti della Cina&lt;/a&gt; &amp;egrave; eccessivo e dovrebbe essere ridotto stimolando i consumi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La diagnosi &amp;egrave; errata. L&amp;rsquo;economia mondiale - in particolare i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo - trae beneficio dall&amp;rsquo;elevato risparmio cinese. Un surplus delle partite correnti &amp;egrave; l&amp;rsquo;eccedenza del risparmio nazionale rispetto agli investimenti interni. Il risparmio non va perso; viene esportato all&amp;rsquo;estero sotto forma di deflussi netti di capitali, con un aumento equivalente dei crediti finanziari della Cina sul resto del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi crediti si aggiungono alla ricchezza della Cina e al suo reddito nazionale futuro. La questione economicamente rilevante non &amp;egrave; se tale surplus debba esistere, ma se i deflussi netti di capitale finanzino investimenti validi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, il G7 e il Fondo Monetario Internazionale ritengono che la Cina risparmi troppo e debba consumare di pi&amp;ugrave;. Tale visione &amp;egrave; arbitraria. Il consumo cinese cresce nel tempo, all&amp;rsquo;incirca di pari passo con l&amp;rsquo;aumento del reddito nazionale. Se la domanda &amp;egrave; se la Cina debba risparmiare meno, crescere meno rapidamente nel tempo e ridurre il risparmio e gli investimenti, la risposta &amp;egrave; no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il FMI parla di &amp;ldquo;crescita trainata dai consumi in Cina&amp;rdquo; in contrapposizione alla crescita trainata dal risparmio e dagli investimenti. Ma questo &amp;egrave; fuorviante. &amp;Egrave; vero, decenni fa John Maynard Keynes scrisse del paradosso del risparmio, secondo cui un tasso di risparmio pi&amp;ugrave; elevato in un&amp;rsquo;economia chiusa, in determinate condizioni, pu&amp;ograve; ridurre la produzione e quindi il risparmio complessivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure le condizioni odierne sono diverse. Il risparmio cinese non sta contribuendo a un calo della produzione nazionale o globale. Contribuisce invece ad aumentare le esportazioni cinesi, gli investimenti all&amp;rsquo;estero e la crescita del reddito e della produzione estera della Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La crescita a lungo termine deriva dall&amp;rsquo;accumulazione di capitale, dal progresso tecnologico e dalla trasformazione strutturale, non dall&amp;rsquo;incremento dei consumi interni. Se la Cina consumasse di pi&amp;ugrave; e risparmiasse di meno, probabilmente ci sarebbe una minore formazione di capitale a livello globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Verrebbero costruite meno infrastrutture all&amp;rsquo;estero. Verrebbero installati meno parchi solari. Meno linee di trasmissione, cavi in fibra ottica e ferrovie ad alta velocit&amp;agrave; attraverserebbero il mondo in via di sviluppo. La crescita globale rallenterebbe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall'altra parte del surplus delle partite correnti della Cina ci sono i pi&amp;ugrave; grandi bisogni di investimento del mondo. I mercati emergenti e le economie in via di sviluppo necessitano di un'era senza precedenti di formazione di capitale verde per elettrificare le loro economie, modernizzare le loro reti, costruire impianti di stoccaggio e di trasmissione a lunga distanza, elettrificare i loro settori dei trasporti e sviluppare le catene di approvvigionamento minerario da cui dipende la &lt;a href=&quot;https://us.list-manage.com/5W9pu7t5JzG?e=353ce79280&amp;amp;c2id=725ea08ede26c3b91ac23af4d6ede198&quot;&gt;decarbonizzazione globale&lt;/a&gt;. Il risparmio della Cina &amp;egrave; fondamentale per finanziare questi investimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo i criteri standard di rating del credito, sono pochi i paesi a basso reddito o a reddito medio-basso che risultano meritevoli di credito. Nonostante i presunti premi di rischio, i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo hanno un potenziale di crescita elevato. Il problema principale &amp;egrave; la liquidit&amp;agrave;, non la solvibilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le crisi di liquidit&amp;agrave; o &amp;ldquo;sudden stop&amp;rdquo;, innescate da shock globali come il Covid-19, le guerre e i crolli di Wall Street, interrompono i piani di sviluppo a lungo termine. L&amp;rsquo;FMI, quando interviene, spesso arriva troppo tardi e subordina il proprio sostegno all&amp;rsquo;austerit&amp;agrave; piuttosto che agli investimenti produttivi a lungo termine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;a href=&quot;https://us.list-manage.com/16FajlnRXYL?e=353ce79280&amp;amp;c2id=725ea08ede26c3b91ac23af4d6ede198&quot;&gt;Federal Reserve statunitense&lt;/a&gt; fornisce liquidit&amp;agrave;, ma di solito solo ai paesi geopoliticamente favoriti da Washington. L&amp;rsquo;architettura finanziaria fornisce una liquidit&amp;agrave; insufficiente alla maggior parte dei mercati emergenti e riduce la formazione di capitale verde a lungo termine nelle regioni in cui dovrebbero verificarsi una rapida crescita e la decarbonizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rapporto del FMI sembra essere consapevole di questi rischi di liquidit&amp;agrave;, ma sta dando la ricetta sbagliata. Anzich&amp;eacute; affrontare il problema della liquidit&amp;agrave;, conclude che dovrebbero esserci minori deflussi di capitali dalla Cina. Non dovremmo risolvere le crisi di liquidit&amp;agrave; fermando i prestiti. Dovremmo risolverle rafforzando l&amp;rsquo;offerta di liquidit&amp;agrave; e i prestiti a lunga scadenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Cina detiene la chiave. Offre un potenziale fondamentale di finanziamento a lungo termine per i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo, insieme alla capacit&amp;agrave; industriale di trasformare la domanda di investimenti in infrastrutture fisiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La capacit&amp;agrave; produttiva stimata della Cina per i moduli solari &amp;egrave; di 1.000-1.200 gigawatt all&amp;rsquo;anno. Attualmente nel mondo se ne installano solo circa la met&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni definiscono questa situazione &amp;ldquo;sovraccapacit&amp;agrave;&amp;rdquo; della Cina. Tuttavia, con un aumento dei finanziamenti a lungo termine, i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo potrebbero installare capacit&amp;agrave; solare a ritmi molto pi&amp;ugrave; elevati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La combinazione tra l'alto tasso di risparmio della Cina, il fabbisogno di infrastrutture verdi dei mercati emergenti e la capacit&amp;agrave; cinese di produrre beni strumentali verdi offre una straordinaria opportunit&amp;agrave; per l'economia mondiale. L'elevato tasso di risparmio di Pechino dovrebbe promuovere alti tassi di investimento nei paesi in via di sviluppo, alti tassi di esportazione per la Cina e accelerare la transizione verso sistemi basati sulle energie rinnovabili, oltre a finanziare la trasmissione di energia a lunga distanza, i veicoli elettrici, lo stoccaggio in batterie su scala di rete e altre tecnologie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le implicazioni politiche sono chiare. La Cina dovrebbe reindirizzare una quota significativa del proprio sostegno alla politica industriale dall'ulteriore espansione della capacit&amp;agrave; interna, dove i rendimenti marginali sono diminuiti, verso la finanza verde a lungo termine per i mercati emergenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo finanziamento esterno potrebbe assumere molte forme: un aumento dei flussi in uscita basati sul mercato attraverso Hong Kong e Shanghai; un aumento dei prestiti basati su politiche attraverso l'iniziativa Belt and Road; un aumento degli investimenti diretti esteri da parte delle aziende cinesi nella produzione all'estero; e un ampliamento dei finanziamenti attraverso istituzioni multilaterali come la New Development Bank e la Asian Infrastructure Investment Bank. La Banca popolare cinese pu&amp;ograve; anche promuovere l'&lt;a href=&quot;https://us.list-manage.com/llqrPD7SzGA?e=353ce79280&amp;amp;c2id=725ea08ede26c3b91ac23af4d6ede198&quot;&gt;internazionalizzazione del renminbi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'opposizione a questa strategia, alla fine, non sar&amp;agrave; di natura economica. Sar&amp;agrave; geopolitica. Washington si opporr&amp;agrave; a una strategia che assegna alla Cina un ruolo centrale nella finanza verde globale. Eppure gli Stati Uniti hanno fatto un passo indietro rispetto all'industrializzazione verde, interrompendo i propri investimenti nelle energie rinnovabili e nei veicoli elettrici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Stati Uniti non possono opporsi quando altri fanno un passo avanti. La capacit&amp;agrave; industriale verde della Cina, impiegata attraverso finanziamenti a lungo termine alle economie in via di sviluppo, rappresenta l&amp;rsquo;uso pi&amp;ugrave; razionale, promotore di crescita e in linea con gli obiettivi climatici dell&amp;rsquo;elevato tasso di risparmio del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;*Fonte originale:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://us.list-manage.com/d6_3KmpMhDl?e=353ce79280&amp;amp;c2id=725ea08ede26c3b91ac23af4d6ede198&quot;&gt;&lt;strong&gt;https://www.scmp.com/opinion/china-opinion/article/3353281/why-world-needs-china-save-more-not-less?module=perpetual_scroll_0&amp;amp;pgtype=article&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/med-1200x630-18-690x3621.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Appalti pubblici: perché le &quot;clausole sociali&quot; sono una trappola per i lavoratori</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-appalti_pubblici_perch_le_clausole_sociali_sono_una_trappola_per_i_lavoratori/42819_66869/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Scrivere di appalti non &amp;egrave; mai facile, le norme vanno conosciute, i bandi letti e analizzati in profondit&amp;agrave;, servono competenze non banali che spesso risultano non a buon mercato. E' poi acclarato che una gara possa essere sviscerata nei minimi particolari come passare invece sotto silenzio, tutto dipende dalla presenza di sindacati e sindacalisti conflittuali e del grado di coscienza della forza lavoro.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;La esperienza conta relativamente, puoi anche denunciare i contenuti di un bando con settimane di anticipo e i lavoratori coinvolti&amp;nbsp; restare silenti (nel mondo delle cooperative spesso prima si &amp;egrave; soci e poi lavoratori) salvo poi sindacalizzarsi, mesi dopo quando ormai &amp;egrave; troppo tardi, con la sigla&amp;nbsp; di moda, anche se questa nel frattempo non ha mosso un dito, la sua visibilit&amp;agrave; mediatica paga e fa credere alla forza lavoro di avere trovato la soluzione migliore.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Abbiamo appena descritto una situazione diffusa, quanto avviene in un preciso contesto pu&amp;ograve; essere generalizzato a innumerevoli altri appalti pubblici&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Proviamo allora a ragionare su alcuni temi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;L'offerta economica pi&amp;ugrave; vantaggiosa dovrebbe non superare il 10 per cento del punteggio valido ai fini della aggiudicazione della gara, in tanti casi arriva invece al 30 per cento. L'intervento eventuale di autorit&amp;agrave; o osservatori regionali e nazionali in materia di appalti acquisire efficacia reale, ad esempio il potere di sospendere la gara.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Dovrebbe poi esistere un meccanismo premiante per chi applichi contratti nazionali con paga oraria di almeno 10 euro.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;il contratto siglato dalle organizzazioni sindacali rappresentative e maggiormente utilizzato nel settore si presenta talvolta come una trappola, ci sono contratti non pirata con paghe orarie del tutto inadeguate.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;La committenza dovrebbe, a prescindere, operare uno sforzo prevedendo nel bando risorse per la contrattazione di secondo livello, al contrario torna utile trincerarsi dietro i Ccnl rappresentativi per calcolare al ribasso il costo della forza lavoro facendo uscire, alla fine importi del tutto insufficienti&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Incontriamo bandi che parlano di punteggio aggiuntivo per l'offerta, nel cambio di appalto, che includa l'assorbimento del personale, trattasi&amp;nbsp; di situazioni nelle quali si applica il contratto nazionale del multiservizi o delle cooperative sociali nei quali esistono articoli specifici a salvaguardia del personale, istituti contrattuali che prevedono precisi e documentati passaggi tra appaltatore uscente e subentrante, dovrebbe essere compito della committenza vigilare per la correttezza delle procedure, sarebbe il minimo sindacale.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;I cambi di appalto sono ambiti di conflitto tra la tutela dei livelli occupazionali del personale impiegato nell&amp;rsquo;appalto e la libert&amp;agrave; dell&amp;rsquo;impresa subentrante di applicare il contratto desiderato organizzando secondo le proprie esigenze la gestione del personale e l'applicazione del Ccnl gradito. Inutile girarci attorno la norma legislativa &amp;egrave; stata costruita ad arte per favorire la parte datoriale e la autonomia di impresa, le tutele della forza lavoro arrivano solo in grande e colpevole ritardo e con scarsa efficacia.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;La regolamentazione del conflitto tra capitale e lavoro, o se preferiamo tra datore e forza lavoro, viene solitamente affidata alle &amp;ldquo;clausole sociali&amp;rdquo; rinvenibili nella contrattazione collettiva che poi risultano alquanto carenti sotto il profilo delle tutele individuali e collettive, ad esempio non escludono in partenza eventuali riduzioni orarie e contrattuali&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Non mancano contenziosi legali nel corso dei quali perfino le clausole sociali sono state ridimensionate e&amp;nbsp; inapplicate ad esempio quando &amp;egrave; stato impossibile dimostrare l&amp;rsquo;esistenza di un eventuale contratto di subappalto&amp;nbsp;&amp;nbsp;La corretta trasmissione degli atti relativi al personale e ai livelli di inquadramento, ai contratti individuali applicati non &amp;egrave; un elemento sufficiente a preservare la forza lavoro da sgradite sorprese come la clausola sociale non &amp;egrave; sufficiente tutela alla salvaguardia del monte ore, dei livelli retributivi e contributivi&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;La continuit&amp;agrave; occupazionale non sia quindi una conquista ma solo il punto di partenza di una trattativa che dovrebbe coinvolgere tutte le organizzazioni sindacali, rappresentative e no, prevedere dei punteggi aggiuntivi per l'azienda che si presta a utilizzare dei contratti migliorativi, risorse aggiuntive per la contrattazione di secondo livello.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Le norme vigenti sono troppo sbilanciate a favore della parte datoriale, abbiamo affrontato solo pochi argomenti in una materia complessa e intricata per dimostrare che le clausole sociali non sono sufficienti a garantire tutele efficaci e reali&amp;nbsp; Urge tuttavia chiarezza, attivarsi per conquistare dignit&amp;agrave; salariale e contrattuale in una fase nella quale i contratti nazionali sono siglati regolarmente al ribasso e nel mondo degli appalti e dei subappalti la semplice salvaguardia dei posti di lavoro appare la sola conquista possibile. Non si tratta di sognare in grande ma di prendere atto che le tutele reali si conquistano anche forzando la mando alla ignavia di un legislatore fin troppo arrendevole con la parte datoriale. Farlo, con efficacia e correttezza, &amp;egrave; ormai una autentica necessit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/subappalto-privato-900x410.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Terremoto nel governo Netanyahu: la coalizione presenta la legge per lo scioglimento</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-terremoto_nel_governo_netanyahu_la_coalizione_presenta_la_legge_per_lo_scioglimento/82_66860/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;article-content&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La coalizione di governo israeliana ha deciso di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/coalition-said-preparing-its-own-bill-to-dissolve-knesset-triggering-elections/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;preparare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; un proprio disegno di legge per sciogliere la Knesset, secondo quanto riportato dai media israeliani il 13 maggio, dopo che i partiti ultraortodossi israeliani ne avevano chiesto lo scioglimento e sollecitato elezioni anticipate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo alcune fonti di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ynetnews.com/article/b1v11zymyme#google_vignette&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ynet&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; ,&quot;la coalizione dovrebbe presentare un disegno di legge per sciogliere la Knesset, che potrebbe essere sottoposto a una votazione preliminare gi&amp;agrave; mercoled&amp;igrave; prossimo&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Times of Israel&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;ha riportato che la coalizione di governo presenter&amp;agrave; un proprio disegno di legge per sciogliere la Knesset al fine di &quot;controllare sia il processo legislativo che i tempi della votazione&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Se la mozione per lo scioglimento della Knesset venisse approvata, le elezioni dovrebbero tenersi entro cinque mesi dalla votazione. Secondo alcune fonti, i partiti ultraortodossi starebbero spingendo affinch&amp;eacute; le elezioni si svolgano a settembre. Attualmente, le elezioni sono previste per il 27 ottobre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il disegno di legge non fissa una data per lo scioglimento della Knesset. Si prevede che le diverse fazioni si coordineranno sulla questione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La notizia giunge un giorno dopo che la fazione ultraortodossa Degel HaTorah ha dichiarato di aver perso fiducia nel primo ministro israeliano e di voler spingere per elezioni anticipate, dichiarandosi di fatto non pi&amp;ugrave; parte del blocco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Anche United Torah Judaism (UTJ) ha annunciato di voler chiedere lo scioglimento della Knesset e l'indizione di elezioni anticipate. I partiti di opposizione hanno presentato diverse proposte di legge per sciogliere la Knesset, ma secondo Ynet&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&quot;&amp;egrave; probabile che i partiti ultraortodossi appoggino la proposta della coalizione, mentre una proposta presentata dall'opposizione non verrebbe approvata&quot;&amp;nbsp;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le fazioni ultraortodosse hanno boicottato l'agenda legislativa del governo, costringendo la coalizione ad&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/coalition-pulls-all-bills-from-plenum-agenda-amid-concerns-it-lacks-a-majority/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;annullare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;tutti i progetti di legge previsti per mercoled&amp;igrave; alla Knesset a causa dei timori di una mancanza di maggioranza. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tel Aviv non &amp;egrave; riuscita a raggiungere un consenso su una legge per l'arruolamento nell'esercito di decine di migliaia di ebrei israeliani ultraortodossi, noti come Haredim.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questi ebrei ultraortodossi, principalmente coloro che studiano la Torah, sono stati in gran parte esentati dal servizio militare per decenni. Nel giugno 2024, l'Alta Corte israeliana ha ordinato la loro coscrizione, a seguito di notevoli tensioni sulla questione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I partiti ultraortodossi, che costituiscono una parte significativa del governo di coalizione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, hanno cercato di garantire che le esenzioni rimanessero legali, ma l'opposizione ha accusato gli Haredim di non fare la loro parte per l'esercito, mentre altri si fanno carico del peso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il governo non &amp;egrave; riuscito ad approvare una legge che potesse accontentare sia i partiti Haredi che l'opposizione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I piani per sciogliere la Knesset coincidono con una massiccia invasione di terra e occupazione israeliana nel Libano meridionale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le truppe israeliane stanno subendo pesanti perdite e sono bersaglio, pi&amp;ugrave; volte al giorno, dei droni FPV di Hezbollah, sia nel sud del Libano che nelle loro basi oltre confine.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Mentre Israele si prepara ad&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ampliare&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;l'invasione del Libano, il capo dell'esercito Eyal Zamir ha ripetutamente avvertito che &quot;l'esercito israeliano ha bisogno immediatamente di pi&amp;ugrave; soldati&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;ldquo;L&amp;rsquo;esercito di riserva collasser&amp;agrave; su se stesso. I riservisti saranno sottoposti a un carico irragionevole. Se non cambia nulla, i riservisti non saranno in grado di sopportare questa pressione negli anni a venire&amp;rdquo;, ha aggiunto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/5c3396fa-4ede-11f1-9c3f-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Missioni segrete ad Abu Dhabi: i viaggi del capo del Mossad per colpire l'Iran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-missioni_segrete_ad_abu_dhabi_i_viaggi_del_capo_del_mossad_per_colpire_liran/82_66861/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;3&quot;&gt;L'alleanza sotterranea tra Israele e Emirati Arabi Uniti (EAU) sta vivendo una fase di accelerazione senza precedenti. Nuove rivelazioni pubblicate dal &lt;a href=&quot;https://www.wsj.com/livecoverage/iran-us-china-news-2026/card/exclusive-mossad-chief-visited-u-a-e-during-iran-bombing-campaign-to-help-coordinate-war-J3Sep9DtOvS6cBjc4vtX&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em data-path-to-node=&quot;3&quot; data-index-in-node=&quot;152&quot;&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;(WSJ) descrivono una fitta rete di contatti ad alto livello finalizzata alla gestione operativa del conflitto contro la Repubblica Islamica dell'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;4&quot;&gt;Missioni d'intelligence e coordinamento militare&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Al centro di questa diplomazia ombra c'&amp;egrave; &lt;strong data-path-to-node=&quot;5&quot; data-index-in-node=&quot;41&quot;&gt;David Barnea&lt;/strong&gt;, capo del Mossad. Secondo fonti arabe citate dal WSJ, Barnea avrebbe effettuato almeno due viaggi segreti ad Abu Dhabi tra i mesi di marzo e aprile. L'obiettivo delle visite sarebbe stato il coordinamento diretto di operazioni militari congiunte tra i due regimi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;Ma Barnea non sarebbe l'unico vertice della sicurezza israeliana in movimento: anche il capo dello &lt;strong data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;99&quot;&gt;Shin Bet&lt;/strong&gt; (l'intelligence interna) avrebbe visitato gli Emirati nelle scorse settimane, come confermato dall'agenzia &lt;em data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;215&quot;&gt;Kan News&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;La &quot;guerra segreta&quot; degli Emirati&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;Il rapporto si inserisce in un quadro di ostilit&amp;agrave; crescenti che vedono Abu Dhabi protagonista attiva:&lt;/p&gt;
&lt;ul data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9,0,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;9,0,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Attacchi alle infrastrutture:&lt;/strong&gt; All'inizio di aprile, poche ore dopo l'annuncio di un cessate il fuoco tra Teheran e Washington, una raffineria sull'isola iraniana di Lavan &amp;egrave; stata colpita. Secondo l'inchiesta del WSJ, la responsabilit&amp;agrave; sarebbe degli Emirati Arabi.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9,1,0&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;9,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Difesa aerea integrata:&lt;/strong&gt; Un rapporto di &lt;em data-path-to-node=&quot;9,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;39&quot;&gt;Axios&lt;/em&gt; ha rivelato che Israele ha schierato negli Emirati una batteria di &lt;strong data-path-to-node=&quot;9,1,0&quot; data-index-in-node=&quot;112&quot;&gt;Iron Dome&lt;/strong&gt;, completa di truppe per la gestione, in risposta a una richiesta d'urgenza di Abu Dhabi dopo i raid missilistici di rappresaglia iraniani subiti a fine febbraio.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h3 data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;La posizione di Teheran e il diritto internazionale&lt;/h3&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;L'Iran accusa apertamente gli Emirati Arabi Uniti di essere complici dell'aggressione guidata da Israele e Stati Uniti. Secondo le autorit&amp;agrave; di Teheran, Abu Dhabi non si limiterebbe alla difesa, ma fornirebbe supporto logistico cruciale:&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;1&quot; data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,0,0&quot;&gt;Ospitare basi aeree utilizzate per i raid sul suolo iraniano.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,1,0&quot;&gt;Fornire intelligence sensibile su obiettivi e personale iraniano.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12,2,0&quot;&gt;Permettere l'uso del proprio spazio aereo per operazioni belliche.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;La risposta militare e diplomatica:&lt;/strong&gt; In risposta a quella che definisce un'aggressione illegale, la Repubblica Islamica ha lanciato centinaia di droni e missili contro obiettivi israeliani e basi statunitensi dislocate in tutta la regione (inclusi Kuwait, Arabia Saudita, Qatar e Bahrein). Parallelamente, Teheran ha formalizzato reclami presso le &lt;strong data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;347&quot;&gt;Nazioni Unite&lt;/strong&gt; e il &lt;strong data-path-to-node=&quot;13&quot; data-index-in-node=&quot;366&quot;&gt;Consiglio di Sicurezza&lt;/strong&gt;, chiedendo che gli Stati del Golfo siano ritenuti responsabili della violazione del diritto internazionale per aver facilitato gli attacchi contro la sovranit&amp;agrave; iraniana.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/19224125_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Trump in Cina, Pechino detta il nuovo equilibrio globale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-trump_in_cina_pechino_detta_il_nuovo_equilibrio_globale/45289_66867/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;arrivo di Donald Trump a Pechino per il &lt;a href=&quot;https://www.globaltimes.cn/page/202605/1360929.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;summit&lt;/a&gt; con Xi Jinping segna uno dei momenti geopolitici pi&amp;ugrave; rilevanti del 2026. La visita, la prima di un presidente USA in Cina dopo quasi nove anni, arriva in un contesto internazionale profondamente mutato, con Washington sempre pi&amp;ugrave; sotto pressione e Pechino rafforzata sul piano economico, tecnologico e diplomatico. Trump ha dichiarato prima della partenza che dalla visita &amp;ldquo;arriveranno cose buone&amp;rdquo;, mentre il ministero degli Esteri cinese ha parlato della necessit&amp;agrave; di garantire &amp;ldquo;stabilit&amp;agrave; e certezza&amp;rdquo; in un mondo attraversato da crisi e tensioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al centro del confronto ci saranno commercio, tecnologia, Taiwan e sicurezza globale. Secondo numerosi analisti, gli Stati Uniti si presentano al vertice in una posizione pi&amp;ugrave; debole rispetto al passato. La crisi legata all&amp;rsquo;Iran e alle tensioni nello Stretto di Hormuz ha mostrato i limiti della strategia statunitense in Medio Oriente, alimentando dubbi anche tra gli alleati asiatici sulla capacit&amp;agrave; di Washington di gestire contemporaneamente pi&amp;ugrave; fronti geopolitici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto la Cina continua a consolidare la propria influenza globale. Nella delegazione nordamericana figurano i vertici di Tesla, Apple, BlackRock e Nvidia, segnale di quanto il mercato cinese resti cruciale per il capitalismo statunitense, nonostante anni di guerra commerciale e sanzioni tecnologiche. Pechino ha inoltre rafforzato il proprio &amp;ldquo;soft power&amp;rdquo; attraverso piattaforme come TikTok, la crescita dell&amp;rsquo;industria automobilistica cinese e l&amp;rsquo;espansione delle relazioni economiche con il Sud Globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente, l&amp;rsquo;approccio protezionista e militarista di Washington continua a erodere l&amp;rsquo;immagine internazionale degli Stati Uniti. Il vertice Xi-Trump assume cos&amp;igrave; un valore che va oltre le relazioni bilaterali: rappresenta il simbolo della transizione verso un mondo multipolare, nel quale la Cina appare sempre pi&amp;ugrave; centrale e gli Stati Uniti costretti a ridefinire il proprio ruolo globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/APTOPIX_Trump_China_55827-11.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L’Iran rilancia i BRICS contro monopoli e coercizione occidentale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_rilancia_i_brics_contro_monopoli_e_coercizione_occidentale/45289_66868/</link>
                    <pubDate>Thu, 14 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Iran rilancia il ruolo dei BRICS come alternativa all&amp;rsquo;ordine internazionale dominato dall&amp;rsquo;Occidente. In vista del &lt;a href=&quot;https://www.presstv.ir/Detail/2026/05/13/768550/iran-brics-india-new-delhi&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;summit&lt;/a&gt; dei ministri degli Esteri in programma a Nuova Delhi, il vice ministro iraniano per gli Affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha chiesto che il blocco diventi una piattaforma fondata su &amp;ldquo;cooperazione paritaria, rispetto reciproco e difesa dei diritti delle nazioni contro monopoli, sanzioni e politiche coercitive&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Teheran, la partecipazione attiva ai BRICS rappresenta una &amp;ldquo;scelta strategica&amp;rdquo; per rafforzare il multilateralismo reale e costruire un sistema internazionale pi&amp;ugrave; equo. Gharibabadi ha sottolineato il ruolo che l&amp;rsquo;Iran pu&amp;ograve; svolgere grazie alle sue capacit&amp;agrave; geopolitiche, energetiche e infrastrutturali, soprattutto nei settori della sicurezza economica e della connettivit&amp;agrave; regionale. Il summit arriva in una fase estremamente delicata, segnata dalle conseguenze della guerra scatenata contro l&amp;rsquo;Iran dalla coalizione Epstein.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I BRICS stanno cercando una posizione comune sul conflitto, anche se restano divergenze interne, in particolare tra Iran ed Emirati Arabi Uniti, accusati da Teheran di aver consentito operazioni militari statunitensi dal proprio territorio. Nel frattempo, il conflitto ha provocato forti tensioni sui mercati energetici globali, spingendo diversi Paesi del gruppo ad adottare misure economiche d&amp;rsquo;emergenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante le difficolt&amp;agrave;, l&amp;rsquo;India, presidente di turno dei BRICS per il 2026, punta a ottenere una dichiarazione congiunta finale. Per Teheran, il vertice rappresenta un&amp;rsquo;occasione chiave per accelerare il coordinamento del Sud Globale, rafforzare i sistemi finanziari indipendenti e ridurre la dipendenza dai meccanismi economici dominati dagli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/SNG-Story-PLAC-391.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Putin rivendica l'eredità tecnologica sovietica e annuncia un &quot;salto di qualità&quot; nelle forze nucleari strategiche</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-putin_rivendica_leredit_tecnologica_sovietica_e_annuncia_un_salto_di_qualit_nelle_forze_nucleari_strategiche/82_66862/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 20:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L&amp;rsquo;eredit&amp;agrave; tecnologica dell&amp;rsquo;Unione Sovietica nel campo dell&amp;rsquo;ingegneria missilistica rappresenta ancora oggi un pilastro della difesa russa, mentre il Paese si appresta a compiere un ulteriore salto di qualit&amp;agrave; nella modernizzazione delle sue forze nucleari strategiche. Lo ha dichiarato il presidente &lt;a href=&quot;https://tass.com/science/2130443&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Vladimir Putin&lt;/a&gt;, intervenuto mercoled&amp;igrave; presso l&amp;rsquo;Istituto di Tecnologia Termica di Mosca (MITT) in occasione della cerimonia di conferimento dell&amp;rsquo;Ordine del Lavoro Valoroso al personale dell&amp;rsquo;azienda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Nel corso dell&amp;rsquo;evento, Putin ha voluto rendere omaggio al contributo storico dell&amp;rsquo;istituto, sottolineando come il &amp;ldquo;lavoro eroico e altruista di generazioni di dipendenti&amp;rdquo; abbia permesso di gettare solide basi tecnologiche e industriali. &amp;ldquo;Grazie a questi sforzi &amp;ndash; ha dichiarato il presidente &amp;ndash; &amp;egrave; stata creata la scuola sovrana dei sistemi missilistici, che ha dato un contributo inestimabile al rafforzamento della difesa della nostra Patria. Stiamo ancora utilizzando tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; stato sviluppato in questi decenni&amp;rdquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Putin ha quindi tracciato le linee guida per il futuro, annunciando che la Russia continuer&amp;agrave; &amp;ldquo;a modernizzare e sviluppare le proprie forze nucleari strategiche&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;obiettivo, ha precisato, &amp;egrave; &amp;ldquo;creare sistemi missilistici con maggiore potenza di combattimento, in grado di superare tutti i sistemi di difesa missilistica moderni e futuri&amp;rdquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Un accenno significativo &amp;egrave; stato riservato all&amp;rsquo;impiego operativo delle nuove tecnologie. Secondo il presidente, i complessi mobili dotati di missili balistici non nucleari, sviluppati dal MITT, &amp;ldquo;sono in servizio e sono stati utilizzati efficacemente in condizioni di combattimento durante un&amp;rsquo;operazione militare speciale&amp;rdquo; &amp;ndash; un chiaro riferimento al conflitto in corso in Ucraina, che il Cremlino continua ufficialmente a definire con questa terminologia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Pur essendo un&amp;rsquo;eccellenza del comparto della difesa, l&amp;rsquo;istituto di Mosca non si &amp;egrave; limitato alla tecnologia militare. Putin ha voluto evidenziare anche il ruolo dell&amp;rsquo;azienda nella realizzazione di prodotti civili di largo consumo, &amp;ldquo;in particolare per l&amp;rsquo;industria petrolifera, per l&amp;rsquo;industria dei trasporti e cos&amp;igrave; via&amp;rdquo;, un aspetto che secondo il presidente &amp;ldquo;merita seria attenzione&amp;rdquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L&amp;rsquo;Istituto di Tecnologia Termica di Mosca rappresenta una delle realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; importanti del complesso militare-industriale russo. Nei suoi laboratori sono nati sistemi missilistici nucleari strategici come i&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Topol&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Topol-M&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Yars&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;e il missile balistico lanciato da sottomarini&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Bulava&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;. Attualmente la MIT Corporation opera sotto la giurisdizione dell&amp;rsquo;agenzia spaziale russa Roscosmos. L&amp;rsquo;istituto pu&amp;ograve; vantare un duplice riconoscimento dell&amp;rsquo;Ordine di Lenin, ricevuto negli anni 1968 e 1976.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/1474147.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>WSJ: il capo del Mossad segretamente negli Emirati per coordinare azioni contro l’Iran</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-wsj_il_capo_del_mossad_segretamente_negli_emirati_per_coordinare_azioni_contro_liran/45289_66865/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 20:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Il direttore del Mossad, David Barnea, si sarebbe recato clandestinamente negli Emirati Arabi Uniti almeno due volte negli ultimi mesi con l&amp;rsquo;obiettivo di coordinare attacchi militari contro l&amp;rsquo;Iran. A rivelarlo &amp;egrave; il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Wall Street Journal&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;, che cita fonti arabe e altre fonti informate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Secondo il quotidiano statunitense, le visite di Barnea nella capitale emiratina Abu Dhabi sarebbero avvenute tra marzo e aprile e avrebbero avuto come scopo principale quello di sincronizzare le operazioni belliche tra Israele e gli Emirati ai danni della Repubblica Islamica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L&amp;rsquo;emittente israeliana&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Kan News&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;ha aggiunto, nella giornata di mercoled&amp;igrave;, che anche l&amp;rsquo;attuale capo dello Shin Bet &amp;ndash; il servizio di sicurezza interna israeliano &amp;ndash; avrebbe fatto visita agli Emirati nelle ultime settimane.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Queste indiscrezioni si inseriscono in un quadro di crescenti tensioni nella regione. In precedenza, lo stesso&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Wall Street Journal&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;aveva riferito di una serie di attacchi &amp;laquo;sotto copertura&amp;raquo; condotti direttamente dagli Emirati contro l&amp;rsquo;Iran. Secondo quella ricostruzione, Abu Dhabi avrebbe colpito una raffineria sull&amp;rsquo;isola iraniana di Lavan all&amp;rsquo;inizio di aprile, poche ore dopo l&amp;rsquo;annuncio di un cessate il fuoco tra Teheran e Washington.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Un ulteriore rapporto, diffuso il mese scorso dal media statunitense&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Axios&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;, sostiene che Israele avrebbe fornito agli Emirati un sistema di difesa aerea Iron Dome, insieme a personale militare per gestirlo, pochi giorni dopo l&amp;rsquo;inizio della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l&amp;rsquo;Iran alla fine di febbraio. Secondo il resoconto, che cita due funzionari israeliani, lo schieramento segreto sarebbe stato richiesto con urgenza da Abu Dhabi dopo i devastanti attacchi con missili e droni condotti dall&amp;rsquo;Iran come rappresaglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La reazione dell&amp;rsquo;Iran: &amp;laquo;colpo devastante&amp;raquo;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Le autorit&amp;agrave; iraniane hanno gi&amp;agrave; avvertito in pi&amp;ugrave; occasioni che gli Emirati Arabi Uniti starebbero svolgendo un ruolo attivo nell&amp;rsquo;aggressione, ospitando forze militari statunitensi e israeliane sul proprio territorio, fornendo intelligence su individui e obiettivi iraniani e mettendo a disposizione le proprie basi aeree per attacchi contro Teheran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;In risposta all&amp;rsquo;aggressione illegale &amp;ndash; cos&amp;igrave; definita dall&amp;rsquo;Iran &amp;ndash; da parte di Washington e Tel Aviv, la Repubblica Islamica ha dichiarato di aver sferrato un centinaio di attacchi di rappresaglia con droni e missili contro obiettivi israeliani nei territori occupati e contro basi e installazioni statunitensi nella regione, inclusi Emirati, Kuwait, Arabia Saudita, Qatar e Bahrein.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Un portavoce militare iraniano ha avvertito che qualsiasi azione ostile proveniente dagli Emirati ricever&amp;agrave; &amp;laquo;un colpo devastante&amp;raquo; in risposta. Parallelamente, Teheran ha presentato reclami formali alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza, denunciando la complicit&amp;agrave; di alcuni Stati rivieraschi del Golfo Persico nella guerra contro l&amp;rsquo;Iran. La Repubblica Islamica ha chiesto a questi Paesi di assumersi la responsabilit&amp;agrave; per aver permesso agli aggressori di utilizzare il proprio territorio e spazio aereo per colpire il suolo iraniano, o per essersi direttamente coinvolti in attacchi che costituirebbero una flagrante violazione del diritto internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/19224125_xl1.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>RIA Novosti: Yermak intende lasciare l'Ucraina e chiedere asilo ad Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ria_novosti_yermak_intende_lasciare_lucraina_e_chiedere_asilo_ad_israele/45289_66864/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 18:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L&amp;rsquo;ex capo dell&amp;rsquo;ufficio presidenziale di Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, avrebbe in programma di lasciare l&amp;rsquo;Ucraina. &amp;Egrave; quanto riferito all&amp;rsquo;agenzia di stampa russa &lt;a href=&quot;https://ria.ru/20260513/ermak-2092320572.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;RIA Novosti&lt;/a&gt; da fonti dei servizi di sicurezza della Federazione. Secondo le stesse informazioni, sarebbero gi&amp;agrave; in corso negoziati per ottenere asilo in Israele o in Canada.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;La notizia giunge nel pieno di un vortice giudiziario che ha travolto l&amp;rsquo;ex alto funzionario. Nel corso di questa settimana, Yermak &amp;egrave; stato formalmente accusato di riciclaggio di denaro per un ammontare superiore a 460 milioni di grivnie (circa 11 milioni di euro al cambio attuale), presuntamente legato alla costruzione di complessi residenziali di lusso nella regione di Kiev. In seguito a tali contestazioni, un tribunale ucraino ha disposto il sequestro dei beni riconducibili all&amp;rsquo;indagato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;L&amp;rsquo;Ufficio della Procura specializzata anticorruzione ha annunciato che chieder&amp;agrave; formalmente l&amp;rsquo;arresto di Yermak. Parallelamente, il Bureau Nazionale Anticorruzione dell&amp;rsquo;Ucraina (NABU) e la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) hanno reso noto che altre sei persone sono state nominate imputate nell&amp;rsquo;ambito dello stesso procedimento o di filoni collegati. I nomi non sono stati divulgati, ma secondo il portale ucraino&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;https://strana.ua/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Strana.ua&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;, tra questi figurerebbe l&amp;rsquo;ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov, accusato in un altro caso di corruzione. Nella lista degli indagati sarebbe presente anche un imprenditore legato al cosiddetto &amp;ldquo;Mindichgate&amp;rdquo;, verosimilmente Timur Mindich, noto come amico e collaboratore di Volodymyr Zelensky.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;Yermak era stato rimosso dalla carica lo scorso novembre, all&amp;rsquo;indomani di uno scandalo legato alla corruzione nel settore energetico ucraino. Da allora, la sua posizione &amp;egrave; apparsa sempre pi&amp;ugrave; fragile nel panorama politico di Kiev.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;ds-markdown-paragraph&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot;&gt;N&amp;eacute; Yermak n&amp;eacute; i suoi legali hanno ancora commentato ufficialmente le notizie diffuse da RIA Novosti. Al momento, non vi &amp;egrave; alcuna conferma indipendente circa l&amp;rsquo;esistenza di trattative per un eventuale asilo all&amp;rsquo;estero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/2092217362_0_401_2048_1553_1280x0_80_0_0_85bef310e140850df4684fa20496a782.jpg.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Mai un presidente statunitense si è presentato così debole a Pechino&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mai_un_presidente_statunitense_si__presentato_cos_debole_a_pechino/45289_66863/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 16:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;5&quot;&gt;Alla luce del vertice sino-americano, emerge un dato inequivocabile: mai prima d'ora Pechino ha goduto di una posizione di tale vantaggio su Washington. In un solo anno, l'amministrazione Trump, insediatasi con il proclama di un fermo contenimento del Dragone, ha di fatto logorato il posizionamento statunitense in molteplici settori vitali. Dall'economia all'innovazione tecnologica, fino alla diplomazia e alla capacit&amp;agrave; di dettare l'agenda globale &amp;ndash; un tempo dominio incontrastato degli USA &amp;ndash; l'arretramento di Washington appare evidente.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;6&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;6&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Il Medio Oriente e l'impasse nello Stretto di Hormuz&lt;/strong&gt; In un recente colloquio con RT, Marco Fernandes, analista geopolitico e membro del Consiglio Civico dei BRICS, ha evidenziato la portata storica del prossimo faccia a faccia tra Xi Jinping e Donald Trump. &quot;Siamo di fronte a un inedito assoluto: in nessun vertice bilaterale pregresso un presidente statunitense si &amp;egrave; mai presentato cos&amp;igrave; indebolito al cospetto del suo omologo cinese&quot;, ha osservato l'esperto. Paradossalmente, Pechino si &amp;egrave; rivelata la principale beneficiaria dell'escalation militare che ha coinvolto l'Iran.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;7&quot;&gt;Gli attacchi alle infrastrutture nel Golfo Persico e la crisi nello Stretto di Hormuz hanno svelato agli alleati di Washington una scomoda verit&amp;agrave;: lo storico &quot;ombrello di sicurezza&quot; americano non offre pi&amp;ugrave; garanzie assolute. Tale consapevolezza ha generato forti ripercussioni in Asia, il principale teatro della competizione sino-americana. Come analizzato dalla &lt;a href=&quot;https://edition.cnn.com/2026/04/06/asia/iran-war-reignites-debate-for-taiwan-intl-hnk&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CNN,&lt;/a&gt; il conflitto iraniano ha acuito i timori di Taiwan rispetto alla reale capacit&amp;agrave; di Washington di gestire crisi simultanee su larga scala. I ritardi nelle forniture belliche, l'assottigliamento degli arsenali statunitensi e l'approccio puramente transazionale di Trump verso gli alleati storici non fanno che alimentare questo senso di vulnerabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;8&quot;&gt;A peggiorare il quadro ha contribuito la mancata condivisione strategica: gli alleati non sono stati preventivamente informati delle operazioni nel Golfo Persico. La giustificazione di Trump (&quot;Non lo abbiamo comunicato a nessuno per mantenere l'effetto sorpresa. E chi ne sa di pi&amp;ugrave; di sorprese del Giappone? Perch&amp;eacute; non mi hanno avvisato di Pearl Harbor?&quot;) ha lasciato attoniti gli interlocutori, a partire dal primo ministro giapponese Sanae Takaichi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;9&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;9&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Il declino del mito della supremazia militare&lt;/strong&gt; Invece di focalizzare le proprie energie sul contenimento della Cina, la Casa Bianca si &amp;egrave; trovata nuovamente invischiata nel pantano mediorientale, perpetuando un copione pluridecennale. Trump &amp;egrave; il quarto presidente americano consecutivo a promettere una &quot;svolta verso l'Asia&quot; per poi ritrovarsi assorbito dalle dinamiche del Medio Oriente.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;10&quot;&gt;Le recenti operazioni militari hanno inoltre incrinato il dogma dell'indiscussa superiorit&amp;agrave; bellica di Washington su Pechino. In un contesto tattico in cui i droni assumono un'importanza cruciale, la Cina vanta un netto vantaggio competitivo in qualit&amp;agrave; di leader globale del settore. Al contempo, gli asset tradizionali della proiezione di potenza americana &amp;ndash; l'estesa rete di basi, i gruppi d'assalto con portaerei e i sistemi radar convenzionali &amp;ndash; rischiano di trasformarsi in onerosi bersagli pi&amp;ugrave; che in vantaggi strategici.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;11&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;11&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Gli assist strategici a Pechino&lt;/strong&gt; Come argomentato da &lt;a href=&quot;https://foreignpolicy.com/2026/05/12/china-hegemony-asia-trump-summit/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Stephen Walt&lt;/a&gt;, autorevole docente di Relazioni Internazionali all'Universit&amp;agrave; di Harvard, dal 2025 l'amministrazione Trump sembra aver adottato, paradossalmente, le esatte politiche che un avversario desideroso di soppiantare gli Stati Uniti le avrebbe suggerito.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;12&quot;&gt;Walt cita, ad esempio, le crescenti pressioni sul sistema universitario americano, fulcro storico della supremazia tecnologica e della capacit&amp;agrave; di attrarre i migliori talenti su scala globale. Inoltre, mentre la comunit&amp;agrave; internazionale accelera la transizione verso le energie rinnovabili, l'attuale amministrazione persiste nell'ancorarsi all'industria degli idrocarburi. &quot;Ogni giorno si ricorda al mondo la necessit&amp;agrave; di abbandonare i combustibili fossili in favore dell'energia pulita, eppure Trump sta facendo il possibile affinch&amp;eacute; sia la Cina, e non l'America, a dominare le tecnologie del futuro&quot;, ammonisce l'accademico.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;13&quot;&gt;Anche sul fronte commerciale, la politica dei dazi, ideata per costringere Pechino a fare concessioni, ha mancato il bersaglio. Fernandes ricorda l'efficace contromossa cinese dello scorso anno: in risposta all'offensiva tariffaria americana, la Cina ha premuto il &quot;pulsante nucleare&quot; imponendo restrizioni all'esportazione di otto minerali critici delle terre rare, una misura capace di paralizzare il settore high-tech e l'industria della difesa statunitense. Nel frattempo, le esportazioni cinesi si sono ulteriormente diversificate e continuano a crescere, scaricando i rincari sui consumatori americani. A seguito della parziale invalidazione dei dazi da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, le prospettive che l'arma commerciale generi dividendi per Washington appaiono sempre pi&amp;ugrave; labili.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;14&quot;&gt;&lt;strong data-path-to-node=&quot;14&quot; data-index-in-node=&quot;0&quot;&gt;Il sorpasso nel &quot;Soft Power&quot; e la nuova immagine globale&lt;/strong&gt; In questa cornice, la Cina consolida inesorabilmente il proprio status globale. Secondo i dati forniti da Gallup, il tasso di approvazione internazionale di Pechino ha gi&amp;agrave; superato quello degli Stati Uniti, attestandosi al 36% contro il 31% rilevato nel 2025.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;15&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ft.com/content/248b5e50-d12b-4aa0-aa85-05bd9fa3ac82&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Gideon Rachman&lt;/a&gt;, influente editorialista del &lt;em data-path-to-node=&quot;15&quot; data-index-in-node=&quot;44&quot;&gt;Financial Times&lt;/em&gt;, sottolinea che se un tempo l'influenza culturale cinese era oscurata dal dinamismo del Giappone (con i suoi anime) e della Corea del Sud (con il K-pop), oggi il paradigma si &amp;egrave; ribaltato. L'egemonia di TikTok, il boom del turismo in uscita e la dirompente espansione globale dell'industria automobilistica cinese ne ampliano in misura inedita il fascino internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;16&quot;&gt;Di contro, osserva Walt, Washington non si cura nemmeno pi&amp;ugrave; di &quot;nascondere il pugno di ferro in un guanto di velluto di legittimazione normativa&quot;. Politiche migratorie draconiane e il ritiro dai fori multilaterali corrodono l'immagine americana, figlie di una dottrina orientata a risultati immediati ma miopi nel lungo periodo. I pi&amp;ugrave; grandi successi storici degli Stati Uniti &amp;ndash; dalla NATO al Piano Marshall, fino al movimento per i diritti civili &amp;ndash; sono stati forgiati attraverso sapienti esercizi di &quot;soft power&quot;, la capacit&amp;agrave; teorizzata da Joseph Nye di attrarre e persuadere senza ricorrere alla coercizione. &quot;Al contrario&quot;, sentenzia Walt, &quot;i pi&amp;ugrave; gravi disastri della politica estera americana &amp;ndash; il Vietnam, le logoranti guerre in Iraq e Afghanistan, la destituzione di Gheddafi o l'attuale debacle iraniana &amp;ndash; derivano dall'illusione che un eccesso di hard power potesse, da solo, garantire il successo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;17&quot;&gt;A completare questo mosaico di espansione d'influenza, vi sono mosse strategiche come la decisione del gigante asiatico di rilasciare in modalit&amp;agrave; &lt;em data-path-to-node=&quot;17&quot; data-index-in-node=&quot;146&quot;&gt;open source&lt;/em&gt; il proprio modello di intelligenza artificiale DeepSeek, catalizzandone un'adozione globale fulminea. Parallelamente, lo scorso aprile, Pechino ha azzerato i dazi sui prodotti importati da tutti i Paesi africani, segnando un netto contrasto con il protezionismo americano.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;18&quot;&gt;L'impatto di queste dinamiche ha risvolti economici e commerciali tangibili. Rachman porta l'esempio del mercato automobilistico: &quot;Nel 2025 le vendite europee di Tesla hanno subito un crollo, da molti imputato alla stretta vicinanza del suo fondatore, Elon Musk, a Donald Trump. La mia concessionaria Tesla di riferimento, a ovest di Londra, ha chiuso da poco i battenti per trasformarsi in uno showroom degli emergenti marchi cinesi Omoda e Jaecoo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-path-to-node=&quot;19&quot;&gt;&quot;La competizione sistemica tra Stati Uniti e Cina si giocher&amp;agrave; su chi sapr&amp;agrave; plasmare il futuro economico e tecnologico del pianeta&quot;, conclude Rachman. &quot;I Paesi terzi adotteranno gli standard di Pechino o quelli di Washington? I veicoli elettrici cinesi arriveranno a dominare i mercati mondiali? Oggi, l'immagine globale di una nazione ha il potere di influenzare in modo determinante queste decisioni storiche&quot;.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6a046bd4e9ff7129254fc5b5.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Guerra e affari: la &quot;splendida opportunità di marketing&quot; che unisce Grecia, Cipro e Tel Aviv</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-guerra_e_affari_la_splendida_opportunit_di_marketing_che_unisce_grecia_cipro_e_tel_aviv/82_66859/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 14:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Una&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;conferenza diplomatica&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;privata tenutasi ad Atene il 12 maggio ha svelato i piani di Grecia, Cipro e Israele per capitalizzare le conseguenze della guerra con l'Iran, intensificando i loro legami in un &quot;allineamento strategico formale&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2054502699878449275&amp;amp;lang=it&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37675&amp;amp;sessionId=443e3cc0b6a37ba30c701269dfe7a700ec545f46&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2054502699878449275&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tra i partecipanti figuravano la viceministra degli Esteri israeliana Sharren Haskel e l'ambasciatrice israeliana in Grecia, Pnina Yanai.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;google-auto-placed ap_container&quot;&gt;&lt;ins class=&quot;adsbygoogle adsbygoogle-noablate&quot; data-ad-format=&quot;auto&quot; data-ad-client=&quot;ca-pub-3187563739914650&quot; data-adsbygoogle-status=&quot;done&quot; data-ad-status=&quot;filled&quot;&gt;
&lt;div id=&quot;aswift_2_host&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Erano presenti anche il ministro del turismo e il viceministro degli esteri greci.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Questa cooperazione deve approfondirsi e trasformarsi in un allineamento strategico formale incentrato su energia, infrastrutture, sforzi congiunti in materia di difesa e innovazione economica, fungendo da pilastro cruciale per la stabilit&amp;agrave; nella regione&quot;, ha affermato Averof Neofytou, un importante parlamentare cipriota ed ex presidente del Raggruppamento Democratico di Cipro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Rivolgendosi all'ambasciatore israeliano, Neofytou ha aggiunto: &quot;E a proposito, visto che avete iniziato la guerra, dovete portarla a termine. Per garantire la stabilit&amp;agrave; futura, dobbiamo pagarne il prezzo oggi. Ma &amp;egrave; meglio garantire la stabilit&amp;agrave; per il futuro, per i giovani e per le nuove generazioni&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il giornalista e avvocato Dmitri Lascasris della piattaforma mediatica&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Reason2Resist&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, presente alla conferenza privata, ha affermato che Israele, Grecia e Cipro intendono sfruttare la chiusura dello Stretto di Hormuz per rafforzare il Corridoio India-Medio Oriente-Europa (IMEC), un'iniziativa commerciale sostenuta dagli Stati Uniti e rilanciata all'inizio del 2024.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-1&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-1&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2054282185167777973&amp;amp;lang=it&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37675&amp;amp;sessionId=443e3cc0b6a37ba30c701269dfe7a700ec545f46&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2054282185167777973&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;I loro discorsi non hanno lasciato dubbi sul fatto che i governi israeliano, greco e cipriota siano fortemente impegnati nell'IMEC e che considerino la chiusura dello Stretto di Hormuz una splendida opportunit&amp;agrave; di marketing per l'IMEC... Chen Herzog, capo economista di BDO Consulting Israel... ha sostenuto che la crisi globale del petrolio e del gas sta per diventare 'ingestibile' e che la chiusura dello Stretto di Hormuz dimostra quanto l'IMEC sia diventato essenziale&quot;, ha riportato Lascaris.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha inoltre sottolineato l'obiettivo criminale di Israele di distruggere lo Stato iraniano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I legami tra Israele, Grecia e Cipro si sono intensificati negli ultimi anni. Secondo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/report-israel-greece-and-cyprus-eye-joint-rapid-response-force-in-eastern-mediterranean/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;quanto riportato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;lo scorso anno, i tre Stati hanno preso in considerazione la formazione di una forza militare congiunta di &quot;intervento rapido&quot; nel Mediterraneo orientale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Alla fine del 2025, Tel Aviv, Atene e Nicosia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;hanno firmato&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;un &quot;piano d'azione&quot; militare trilaterale per il 2026, volto a contrastare l'influenza turca e a rafforzare la cooperazione in materia di difesa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Grecia e Cipro hanno contribuito attivamente all'aggressione israelo-americana contro l'Iran, fornendo supporto logistico e di intelligence diretto, nonch&amp;eacute; accesso alle basi aeree.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nicosia mantiene inoltre stretti legami di difesa con Washington e ospita la base di Akrotiri, un'importante struttura dell'esercito britannico utilizzata da Israele per missioni di ricognizione su Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nonostante gli stretti rapporti tra Nicosia e Tel Aviv, l'opposizione cipriota ha espresso forte frustrazione per quello che &amp;egrave; stato definito un massiccio afflusso di israeliani a Cipro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'anno scorso, l'opposizione aveva avvertito che Israele stava cercando di creare un &quot;cortile di casa&quot; nella nazione insulare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo il Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL), dal 2021&amp;nbsp;&amp;nbsp;gli israeliani hanno acquisito quasi 4.000&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;propriet&amp;agrave; a Cipro, molte delle quali sono state trasformate in complessi residenziali recintati e pressoch&amp;eacute; inaccessibili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/5d8cbc02-4ecf-11f1-b80e-00163e02c055.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia?</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-intorno_a_libercomunismo_e_ancora_possibile_lutopia/52860_66858/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 12:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Giannini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi mesi ha destato interesse &lt;em&gt;Libercomunismo &amp;ndash; Scienza dell'utopia (Feltrinelli)&lt;/em&gt;, il libro dell'economista e docente Emiliano Brancaccio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un lavoro che, partendo dall'analisi marxiste, tratteggia l'evoluzione dello sviluppo capitalistico, il ruolo degi Stati e dei governi, e propone un'alternativa. Alcune riflessioni diventano, quindi, opportune. Storicamente, le sinistre, da quelle di ispirazione socialdemocratica agli stessi partiti che si richiamavano al comunismo, hanno tradito l'utopia della liberazione dalle catene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le prime, in quanto parte integrante di un sistema che, nato con la produzione industriale, si &amp;egrave; imposto, rimodellando abitudini e tempi di vita a partire dalla fabbrica di fine Settecento; i secondi, invece, tranne le varianti europee, identificati con le pratiche dei Paesi a socialismo reale si sono risolti, spesso, in burocratizzazione e preminenza dello sviluppo delle forze sociali produttive sulla libert&amp;agrave; dei singoli. Nel nome di un astratto e superiore interesse del popolo coincidente con la classe unica e il partito unico, ma la cui traduzione, nei fatti, &amp;egrave; stato lo sfruttamento (il capitalismo di Stato) e la limitazione delle libert&amp;agrave; civili e politiche. Senza andare nel dettaglio delle esperienze particolari dei vari Paesi, &amp;egrave; un dato di fatto che la dittatura del proletariato e la creazione di una societ&amp;agrave; senza differenza di classi sono un'altra cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono antiche questioni e vecchi dilemmi che ritornano. Ad esempio, se &amp;egrave; possibile agire all'interno di istituzioni palesamente votate a gestire per conto altrui gli interessi del capitale (lo Stato borghese si sarebbe detto una volta). E, ancora, come conciliare aspettative, apparentemente, dicotomiche: la libert&amp;agrave; collettiva e le libert&amp;agrave; individuali, come se i due concetti dovessero essere per forza antitetici. Ora, &amp;egrave; vero che la dottrina liberale mette al centro l'individuo e la libert&amp;agrave; di azione, frenati dall'ideologia democratica, che viene vista come ingerenza dello Stato su una astratta autodeterrminazione, anche se in realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; che un limite all'autorealizzazione la democrazia mira all'accettazione del pluralismo in vista dell'eguaglianza di trattamento (inclusivit&amp;agrave; al posto della competizione e del merito), per&amp;ograve; &amp;egrave; anche vero che se c'&amp;egrave; qualcuno che ha limitato quelle libert&amp;agrave; &amp;egrave; stata la stessa ideologia neoliberale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mito del mercato che si autoregola da s&amp;egrave; (la mano invisibile), in grado di garantire la libert&amp;agrave; di concorrenza tra soggetti imprenditori smentito dall'evoluzione di un capitalismo il cui scopo &amp;egrave; sempre lo stesso: l'accumulazione dei profitti. E, in tale processo, sono venute meno le fondamentali garanzie che il liberalismo stesso pensava per i suoi adepti. Indivdui sacrificati sull'altare della concentrazione delle ricchezze. Con un fuori, un esterno (i giganti economici&amp;nbsp; le cui ricchezze superano i pil nazionali) a volte, difficile da identificare, ma che ha acquisito una posizione talmente dominante da condizionare le politiche economiche internazionali e la tenuta stessa del modello liberale. Punti, questi, ben messi a fuoco da Brancaccio quando si sofferma sui concetti di &lt;em&gt;esocapitale&lt;/em&gt; e, soprattutto, di &lt;em&gt;centralizzazione&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La concentrazione dei capitali in poche mani potenzia il dinamismo nell'estrazione coatta del valore. In continuo aggiornamento, che utilizza i canali tradizionali &amp;ndash; la sussunzione della forza messa al lavoro -&amp;nbsp; ma che sfrutta ogni aspetto, dall'affettivit&amp;agrave;, ai gusti, e alle inclinazioni, e che grazie alla finanziarizzazione dell'economia, alla tecnologia ed ai nuovi dispositivi di disciplinamento sociale &amp;egrave; diventato incontrollabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A causa dell'arretramento ultradecennale degli Stati, sempre meno regolatori e sempre pi&amp;ugrave; esecutori di volobnt&amp;agrave; formatesi altrove. E' quanto avvenuto, ad esempio, con la globalizzazione economica. Adesso, per&amp;ograve;, una volta emerse le contraddizioni &amp;ndash; le crisi cicliche dell'accumulazione, la sovrapproduzione senza sbocchi nel mercato, l'insostenibilit&amp;agrave; dei debiti pubblici e privati, la formazione delle bolle speculative &amp;ndash; le enormi concentrazioni di ricchezza&amp;nbsp; (meno dell'1% pi&amp;ugrave; ricco vede aumentare i profitti nonostante le numerose crisi), e il travaso dai redditi da lavoro a quelli da capitale (e le rendite), agevolati da regimi fiscali favorevoli (la tassazione minima o inesistente, l'esportazione verso i paradisi fiscali) si &amp;egrave; verificato un cambiamento strutturale, che minaccia la tenuta stessa delle democrazie liberali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con i piccoli imprenditori acquisiti e mangiati dai grandi gruppi che di fatto operano come monopolisti, altro che liberalismo! E con le guerre recenti, che diventano lo strumento per controllare territori e popolazioni e per impossessarsi delle risorse fondamentali per la supremazia. Come reagire, dunque, dinnanzi ad una situazione che, mettendo in competizione pochi grandi gruppi ed aree di riferimento (le corporation americane e cinesi ed i rispettivi Paesi in lotta per la supremazia economica mondiale, e quindi la creazione di un nuovo ordine globale) ha implicazioni su ogni ambito dell'esistente, dalle questioni sociali a quelle ambientali, fino alle guerre per accaparrarsi quanto serve per primeggiare? E' allo Stato che bisogna far riferimento?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La storia ci insegna che, anche nelle versioni pi&amp;ugrave; democratiche essi si risolvono in una specie di compromesso tra capitale e lavoratori, a discapito di questi ultimi. D'altro canto, il capitalismo &amp;egrave; irriformabile. Brancaccio guarda al partito come motore del cambiamento, riprendendo la lezione classica di Lenin ma anche il concetto gramsciano di egemonia, tuttavia depurandoli da incrostazioni anacronistiche, ed attualizzandoli ad una realt&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; complessa da interpretare.&amp;nbsp; Mettendo al centro del discorso il cambiamento paradigmatico, che passa dai diritti dei lavoratori e dalle libert&amp;ograve; civili, dalla questione ambientale a quella legata al genere. In pratica, la convergenza tra gli interessi sociali delle masse e le inclinazioni/aspettative dei singoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Declinate secondo il concetto di Libercomunismo, che, appunto, cerca la sintesi finale tra pianificazione collettiva e libert&amp;agrave; individuali. Qualcosa di simile, al comunismo libertario, anche se, in quest'ultimo caso la differenza sostanziale, sta nel fare a meno dello Stato.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Il Principe</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/Marx-and-Engels-painting-672x455-3.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Non solo petrolio: perché il legame tra Cina e Iran terrorizza la diplomazia USA</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-non_solo_petrolio_perch_il_legame_tra_cina_e_iran_terrorizza_la_diplomazia_usa/82_66856/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 09:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Di fronte alle pressioni statunitensi, l'Iran pu&amp;ograve; contare su partner come la Cina, un Paese che rientra nella strategia di Teheran per bilanciare la propria posizione geopolitica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In un'intervista rilasciata all'agenzia di stampa iraniana&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;IRNA&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;il giorno prima della visita del presidente statunitense Donald Trump in Cina, l'ambasciatore iraniano a Pechino, Abolreza Rahmani Fazli, ha affermato che il gigante asiatico ha svolto un ruolo chiave nella riduzione delle tensioni derivanti dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A questo proposito, il diplomatico ha spiegato che l'Iran, nella gestione della fase postbellica, non si limita a reazioni a breve termine, ma cerca di ridefinire la propria posizione diplomatica nei rapporti con i partner strategici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In questo contesto, l'Iran non considera la Cina semplicemente come un partner economico o un acquirente di energia, ma come parte di una pi&amp;ugrave; ampia strategia politica di equilibrio contro pressioni, minacce e unilateralismo&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;, ha sottolineato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Rahmani Fazli ha ricordato che il ruolo della Cina nel porre fine alla guerra contro l'Iran non dovrebbe essere considerato unicamente a livello di dichiarazioni ufficiali, poich&amp;eacute;, di fatto, fin dall'inizio Pechino ha espresso la sua opposizione all'escalation del conflitto, consapevole che l'instabilit&amp;agrave; in Medio Oriente non &amp;egrave; solo una crisi regionale, ma &amp;egrave; legata alla sicurezza energetica, alla catena commerciale globale e all'equilibrio di potere nel sistema internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Da questa prospettiva, gli sforzi della Cina per porre fine alla guerra miravano a sostenere il principio di stabilit&amp;agrave;&quot;, ha spiegato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo l'inviato,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;la Cina si &amp;egrave; anche adoperata per mantenere aperto il percorso dei negoziati attraverso consultazioni con attori influenti, presentando un'iniziativa di pace con la cooperazione del Pakistan che ha portato ai negoziati a Islamabad&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; tra rappresentanti iraniani e americani all'inizio di aprile, e attraverso un piano in quattro punti presentato dal presidente Xi Jinping.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'importanza del ruolo della Cina risiedeva nel fatto che non considerava la crisi dal punto di vista della pressione sull'Iran, bens&amp;igrave; da quello del contenimento della guerra e della prevenzione del collasso della sicurezza regionale&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;, ha precisato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Riguardo alla proposta in quattro punti della Cina per la regione,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;l'ambasciatore iraniano ha spiegato che il piano &amp;egrave; significativo perch&amp;eacute; si allontana dalla logica della sicurezza importata e pone l'accento sul rispetto della sovranit&amp;agrave; nazionale, sull'impegno per la coesistenza pacifica, sull'adesione al diritto internazionale e sul legame tra sicurezza e sviluppo&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha osservato che, per l'Iran, il valore di questa proposta risiede nel fatto che il Paese cerca la sicurezza in Medio Oriente non creando alleanze contro un Paese in particolare, bens&amp;igrave; attraverso il dialogo e il riconoscimento dei legittimi interessi di tutti gli attori coinvolti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Fazli ha affermato che l'Iran accoglie con favore tali iniziative perch&amp;eacute; sono in linea con la sua visione di principio secondo cui il futuro della regione dovrebbe essere plasmato dagli stessi paesi della regione, piuttosto che attraverso l'intervento e le pressioni di attori esterni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il viaggio di due giorni di Trump, che si concluder&amp;agrave; il 15 maggio, arriva una settimana dopo la visita a Pechino del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, per colloqui su diverse questioni, tra cui la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/07212578_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'Iran ha ancora il 70% dei suoi missili: il rapporto segreto che gela Washington</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_ha_ancora_il_70_dei_suoi_missili_il_rapporto_segreto_che_gela_washington/82_66857/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 09:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le valutazioni dell'intelligence statunitense rivelano che l'Iran possiede significative capacit&amp;agrave; missilistiche, smentendo le affermazioni dell'amministrazione Trump.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo quanto emerge da &lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/05/12/us/politics/iran-missiles-us-intelligence.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;un articolo pubblicato marted&amp;igrave; dal &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/05/12/us/politics/iran-missiles-us-intelligence.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;New York Times&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, le valutazioni dell'intelligence effettuate all'inizio di maggio indicano che l'Iran ha riacquistato l'accesso operativo alla maggior parte delle sue installazioni missilistiche, comprese 30 delle 33 postazioni situate lungo lo strategico Stretto di Hormuz.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo alcune stime, l'Iran conserva ancora circa il 70% del suo arsenale prebellico di missili e lanciatori mobili. Questo arsenale comprende sia missili balistici, capaci di raggiungere altri paesi della regione, sia un numero minore di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a corto raggio, sia terrestri che navali&quot;, si sottolinea nell'articolo, citando fonti a conoscenza delle valutazioni classificate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div data-oembed-url=&quot;https://twitter.com/nytimes/status/2054315755307491491&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2054315755307491491&amp;amp;lang=es&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.hispantv.com%2Fnoticias%2Fdefensa%2F643611%2Finforme-iran-sigue-capacidad-misilistica-trump&amp;amp;sessionId=36c24783e5aba66be11b2191d2f271adf5e73028&amp;amp;siteScreenName=HISPANTV&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2054315755307491491&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Inoltre, le valutazioni dell'intelligence concludono che circa il 90% delle strutture sotterranee di stoccaggio e lancio di missili in territorio iraniano sono attualmente &quot;parzialmente o completamente operative&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Dalla Casa Bianca, la portavoce Olivia Wales ha respinto queste conclusioni e ha negato che l'Iran abbia recuperato completamente le sue capacit&amp;agrave; militari. Secondo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il New York Times&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, Wales ha affermato che Teheran comprende che la sua &quot;situazione attuale non &amp;egrave; sostenibile&quot; e ha aggiunto che chiunque creda che l'Iran abbia ricostruito la sua potenza militare &quot;&amp;egrave; un illuso o agisce come portavoce&quot; del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Durante l'escalation, il presidente statunitense Donald Trump ha ripetutamente affermato che gli attacchi avevano avuto un impatto devastante sulla potenza di fuoco dell'Iran. Tuttavia, il rapporto sottolinea che l'Iran ha risposto con una serie prolungata di attacchi di rappresaglia, lanciando almeno 100 ondate di attacchi contro obiettivi sensibili e strategici statunitensi e israeliani nella regione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nonostante la versione ufficiale statunitense, il presidente ha continuato a usare una retorica trionfalistica, mentre diverse analisi e rapporti mettono in dubbio la reale portata dei danni inflitti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Da parte sua, il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, il generale di brigata Seyed Majid Mousavi, ha recentemente affermato che la capacit&amp;agrave; dell'Iran di rifornire lanciamissili e droni durante il cessate il fuoco ha addirittura superato i livelli prebellici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha aggiunto che i missili e i droni aerospaziali avanzati dell'Iran sono interamente puntati contro obiettivi statunitensi e navi nemiche nella regione del Golfo Persico, e che le forze restano in stato di allerta in attesa dell'ordine definitivo di agire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/02165815_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Dalla salute all'auto ferma: come la crisi sta cambiando il volto delle famiglie italiane</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dalla_salute_allauto_ferma_come_la_crisi_sta_cambiando_il_volto_delle_famiglie_italiane/42819_66847/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;La crisi economica &amp;egrave; palese se intesa almeno come erosione del potere di acquisto dei salari, lo si evince dal fatto che tante famiglie non arrivano a fine mese,lo percepiamo dal ricorso strutturale allo straordinario, dal ritorno del doppio lavoro. Ma la crisi si manifesta anche e soprattutto in altre forme, ad esempio attraverso i tagli familiari alle spese per&amp;nbsp; salute e istruzione, con il fermo di una macchina o di un motorino per diversi mesi l'anno al fine di ridurre i costi derivanti dall'assicurazione.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Il caro carburante spinge molti a cambiare abitudini, ad esempio sta ritornando la vecchia divisione delle spese di viaggio. Ogni famiglia deve intanto rivedere le priorit&amp;agrave; di spesa, tanto che sette italiani su 10 dichiarano di avere stretto la cinghia rinunciando a qualche spesa giudicata superflua.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Il vero problema &amp;egrave; costituito dal fatto che tra i tagli ritroviamo i controlli medici, le analisi rinviate a tempi migliori, le gite di istruzioni, l'acquisto di un libro o di un abbonamento&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Poi ci sono anche differenze dovute all'et&amp;agrave;, la crisi colpisce soprattutto giovani e anziani alle prese rispettivamente con salari bassi e lavori precari e assegni previdenziali decisamente ridotti se confrontati agli ultimi stipendi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Le leggi che hanno precarizzato il lavoro e quelle in materia previdenziale hanno prodotto gli effetti sperati per chi le aveva introdotte ma con risultati sociali devastanti&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Eppure la informazione di questo disagio sociale non sempre arriva, si interrompe negli imbuti creati dal controllo dei media, dai messaggi rassicuranti del Governo e delle associazioni ad esso legate.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Davanti alla revisione dei comportamenti di spesa e delle abitudini: la maggior parte di noi sa che questa situazione &amp;egrave; destinata a durare nel tempo e probabilmente anche a peggiorare, lo si capisce dai dati relativi al costo della benzina e al ricorso strutturale alle guerre da parte di Trump&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Ma &amp;egrave; altrettanto vero che gli italiani si sono schierati in teoria contro la guerra, sono solidali con i palestinesi ma estremamente disattenti alla riconversione della manifattura da civile e militare, ignavi davanti alle tecnologie duali. E questo atteggiamento&amp;nbsp; contraddittorio prima o poi ci presenter&amp;agrave; un conto salato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;Il Governo ha provato a contenere i costi energetici ma non ci &amp;egrave; riuscito tanto che Il Sole 24 Ore riportava un sondaggio secondo il quale il 95%, degli intervistati si dichiara preoccupato per la crescita dei carburanti.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;E la guerra, qualora dovesse riprendere con maggiore efferatezza in Iran, non solo genererebbe aumento della inflazione ma anche la spirale speculativa sui prezzi del gas e del petrolio.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;default-style&quot;&gt;L'egemonia Usa si gioca con le carte tradizionali della guerra ed &amp;egrave; proprio la guerra a rappresentare la vera incognita per il nostro futuro. Continuiamo a pensare che il problema sia il blocco della Flottiglia o invece il ricorso strutturale alla guerra con tutte le conseguenze sulla economia e la riconversione delle industrie da civili a militari?. Forse un po' di chiarezza non guasterebbe.&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Lavoro e Lotte sociali</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/01da52af-e476-4c70-b9de-5747076a20af.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Aggressione e sanzioni&quot;: l'Iran rompe il silenzio e denuncia Washington all'Aia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-aggressione_e_sanzioni_liran_rompe_il_silenzio_e_denuncia_washington_allaia/82_66848/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran ha intentato una causa contro gli Stati Uniti presso un tribunale arbitrale con sede all'Aia, nei Paesi Bassi, per aggressione, sanzioni e minacce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La causa &amp;egrave; stata intentata nel marzo 2026 protocollata con il numero A-34 presso il Tribunale per i reclami Iran-Stati Uniti per &quot;aggressione militare contro le infrastrutture nucleari iraniane&quot;, &quot;imposizione di sanzioni economiche&quot; e &quot;minaccia di ricorso all'uso della forza&quot;, e si basa sulle disposizioni degli Accordi di Algeri del 1981, nonch&amp;eacute; sulla violazione da parte di Washington degli obblighi internazionali durante la guerra di 12 giorni contro l'Iran nel giugno 2026.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nella sua memoria difensiva, l'Iran sostiene che gli Stati Uniti hanno violato il primo articolo di questi accordi, oltre a imporre sanzioni economiche e minacciare l'uso della forza, e pertanto chiede alla corte di dichiarare Washington responsabile di tali violazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La richiesta &amp;egrave; inoltre che agli Stati Uniti venga ordinato di cessare immediatamente le interferenze dirette e indirette negli affari interni dell'Iran, di offrire garanzie di non ripetizione e di riparare completamente i danni causati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; opportuno ricordare che, secondo il primo articolo degli Accordi di Algeri, gli Stati Uniti si impegnarono a non intervenire, n&amp;eacute; direttamente n&amp;eacute; indirettamente, negli affari interni dell'Iran, sia in ambito politico che militare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La guerra, durata dodici giorni, scoppi&amp;ograve; il 13 giugno, quando Israele attacc&amp;ograve; installazioni militari, nucleari e civili a Teheran e in altre citt&amp;agrave;, causando circa 1.100 morti, tra cui diversi comandanti militari di alto rango e importanti scienziati nucleari iraniani. Gli Stati Uniti si unirono agli attacchi israeliani una settimana dopo, bombardando tre siti nucleari chiave.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran ha risposto all'aggressione con forza, lanciando centinaia di missili balistici e droni contro obiettivi strategici israeliani nei territori occupati nell'ambito dell'Operazione True Promise III, nonch&amp;eacute; contro la base aerea di Al-Udeid in Qatar, la pi&amp;ugrave; grande base militare statunitense in Asia occidentale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/17084481_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Componenti per missili all'Iran? La dura smentita della Cina che gela Tel Aviv</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-componenti_per_missili_alliran_la_dura_smentita_della_cina_che_gela_tel_aviv/82_66849/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Cina ha respinto le accuse di Israele di sostegno militare all'Iran e ha ribadito il suo impegno per la de-escalation e il dialogo regionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In un'intervista alla CBS, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che, durante l'aggressione congiunta israelo-americana contro l'Iran, la Cina ha fornito a Teheran &quot;un certo supporto e componenti specifici per la produzione di missili&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Interpellato in merito a queste accuse, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato marted&amp;igrave;:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Respingiamo queste accuse infondate e prive di basi&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&quot;, aggiungendo che la Cina aveva gi&amp;agrave; chiarito la propria posizione sulla questione in diverse occasioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha spiegato che Pechino &amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;impegnata a promuovere la de-escalation e i colloqui di pace per porre fine al conflitto&quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;tra Iran e Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;ldquo;La Cina ha chiarito la sua posizione in numerose occasioni. In quanto grande potenza responsabile, la Cina adempie sempre ai suoi obblighi internazionali&amp;rdquo;, ha aggiunto il portavoce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Guo ha inoltre condannato le recenti sanzioni imposte dagli Stati Uniti a 12 individui ed entit&amp;agrave; per i loro presunti legami con l'Iran, affermando che Pechino si oppone fermamente alle &quot;sanzioni unilaterali&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha inoltre affermato che la &quot;priorit&amp;agrave; assoluta&quot; in Medio Oriente &amp;egrave; &quot;evitare a tutti i costi la ripresa dei combattimenti, piuttosto che approfittare della situazione per screditare la Cina&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div data-oembed-url=&quot;https://www.hispantv.com/noticias/china/642589/eeuu-estancamiento-diplomatico-iran-sinceridad&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;oembed&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/18064477_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Tempesta di Al-Aqsa, Israele accelera sulle esecuzioni capitali per i prigionieri palestinesi</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-tempesta_di_alaqsa_israele_accelera_sulle_esecuzioni_capitali_per_i_prigionieri_palestinesi/45289_66850/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;article-content&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Knesset israeliana&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.timesofisrael.com/knesset-passes-law-establishing-military-tribunal-to-try-october-7-perpetrators/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha approvato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; una legge per istituire un tribunale militare speciale incaricato di processare i palestinesi accusati di aver partecipato all'operazione 'Tempesta di Al-Aqsa' del 7 ottobre 2023.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La proposta di legge &amp;egrave; stata presentata congiuntamente dai rappresentanti del partito Sionismo Religioso del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich e dal partito di opposizione Yisrael Beytenu.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La proposta prevede l'istituzione di un tribunale per processare circa 300 palestinesi rapiti a Gaza e detenuti dalle truppe israeliane durante il genocidio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La legge consentirebbe al tribunale di accusare i palestinesi di tutti i crimini pertinenti, compreso il genocidio, ai sensi della legge israeliana del 1950 per la prevenzione del genocidio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tra gli altri crimini rientrerebbero il danneggiamento della &quot;sovranit&amp;agrave;&quot; israeliana, l'aver provocato una guerra, l'aver aiutato il nemico e il terrorismo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I condannati sarebbero passibili di pena di morte, una disposizione recentemente introdotta nella legislazione israeliana.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il ministro della Giustizia israeliano e membro del Likud, Yariv Levin, ha definito la nuova legge &quot;uno dei momenti pi&amp;ugrave; importanti dell'attuale Knesset&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Si ha la sensazione che stiamo facendo la cosa giusta trovando un modo per unirci in questo momento, anche se siamo alla vigilia delle elezioni e nonostante tutti i disaccordi esistenti&quot;, ha aggiunto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Simcha Rothman del partito Sionismo Religioso ha dichiarato: &quot;Si tratta di un quadro storico volto a rendere giustizia e a portare a processo i terroristi che hanno perpetrato il peggior massacro nella storia dello Stato&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Yulia Malinovsky di Yisrael Beytenu ha affermato che &quot;questi saranno i processi dei nazisti moderni e passeranno alla storia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Sono emerse numerose prove sull'attuazione da parte di Israele della Direttiva Annibale del 7 ottobre, una misura adottata per impedire la cattura di cittadini israeliani. Ci&amp;ograve; ha portato a numerosi casi in cui l'esercito israeliano ha ucciso i propri cittadini.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gran parte di queste prove sono state citate dai media ebraici.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo quanto confermato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;da diverse testimonianze,&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;elicotteri e carri armati israeliani hanno aperto il fuoco indiscriminatamente sugli insediamenti presi d'assalto dai combattenti di Hamas quel sabato, causando distruzione e numerose vittime .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Dall'inizio del genocidio a Gaza sono emersi inoltre diversi rapporti che rivelano come le autorit&amp;agrave; israeliane abbiano ignorato molteplici avvertimenti riguardo all'Operazione Inondazione di Al-Aqsa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha costantemente bloccato la formazione di una commissione d'&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;inchiesta&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;statale sulla questione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il voto della Knesset di luned&amp;igrave; arriva a poche settimane dall'approvazione da parte di Israele di una&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;legge&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; che autorizza l'esecuzione dei prigionieri palestinesi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il disegno di legge sull'esecuzione capitale ha superato la seconda e la terza lettura nella tarda serata del 30 marzo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le esecuzioni saranno applicate solo ai palestinesi che compiono attacchi mortali contro gli israeliani, e non ai soldati o ai coloni israeliani responsabili di crimini di guerra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La legge prevede che le esecuzioni possano essere effettuate in tempi brevi e in condizioni di detenzione rigorose, tra cui isolamento e accesso limitato alla difesa legale. Secondo il disegno di legge, le esecuzioni avverranno tramite impiccagione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, che ha assunto il controllo del sistema carcerario con l'avvento al potere del governo Netanyahu, aveva a lungo sostenuto l'esecuzione dei palestinesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;ul class=&quot;article-tag&quot;&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/6d4d8db2-4e05-11f1-bdb6-00163e02c055.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>USA indagano sui biolaboratori finanziati all’estero: oltre 40 in Ucraina</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-usa_indagano_sui_biolaboratori_finanziati_allestero_oltre_40_in_ucraina/45289_66852/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La direttrice dell&amp;rsquo;Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, ha &lt;a href=&quot;https://nypost.com/2026/05/11/us-news/dni-tulsi-gabbard-probes-us-funding-to-more-than-120-biolabs-abroad/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;annunciato&lt;/a&gt; l&amp;rsquo;apertura di un&amp;rsquo;indagine su oltre 130 laboratori biologici finanziati da Washington all&amp;rsquo;estero, inclusi pi&amp;ugrave; di 40 situati in Ucraina. Una svolta che riporta al centro del dibattito internazionale il tema dei biolaboratori ucraini, la cui esistenza era stata pi&amp;ugrave; volte minimizzata o negata dall&amp;rsquo;amministrazione dell&amp;rsquo;ex presidente Joe Biden.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo quanto riportato dal The New York Post, il team guidato da Gabbard intende identificare dove si trovano queste strutture, quali agenti patogeni custodiscono e quali attivit&amp;agrave; di ricerca siano state condotte. Nel mirino soprattutto gli studi legati alla cosiddetta &amp;ldquo;gain of function&amp;rdquo;, la manipolazione di virus e patogeni per aumentarne trasmissibilit&amp;agrave; o pericolosit&amp;agrave;. Gabbard ha sostenuto che la pandemia di Covid-19 abbia dimostrato i rischi globali derivanti dalla ricerca su agenti biologici pericolosi. Ha inoltre accusato esponenti dell&amp;rsquo;amministrazione Biden, apparati sanitari e membri della sicurezza nazionale di aver &amp;ldquo;mentito al popolo statunitense&amp;rdquo; sull&amp;rsquo;esistenza di questi laboratori e di aver screditato chi cercava di portare il tema all&amp;rsquo;attenzione pubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La questione era emersa gi&amp;agrave; nel marzo 2022, quando l&amp;rsquo;allora sottosegretaria di Stato Victoria Nuland conferm&amp;ograve; davanti al Congresso la presenza in Ucraina di strutture di ricerca biologica. Successivamente per&amp;ograve;, la Casa Bianca neg&amp;ograve; l&amp;rsquo;esistenza di laboratori biologici o chimici gestiti dagli Stati Uniti sul territorio ucraino, definendo le accuse &amp;ldquo;propaganda russa e cinese&amp;rdquo;. Secondo fonti dell&amp;rsquo;intelligence citate dal New York Post, le smentite dell&amp;rsquo;epoca sarebbero rientrate in una strategia di &amp;ldquo;resilienza informativa&amp;rdquo; volta a controllare la narrativa pubblica e limitare l&amp;rsquo;impatto geopolitico delle rivelazioni sui legami tra Washington e i laboratori ucraini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth &amp;egrave; intervenuto duramente sulla vicenda, accusando la precedente amministrazione di aver finanziato con fondi pubblici ricerche biologiche ad alto rischio all&amp;rsquo;estero per poi occultarne l&amp;rsquo;esistenza. &amp;ldquo;L&amp;rsquo;era delle menzogne e del tradimento &amp;egrave; finita&amp;rdquo;, ha dichiarato, promettendo maggiore trasparenza e supervisione sulle attivit&amp;agrave; biotecnologiche finanziate dagli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/18dc-gabbard-01-mhfk-articleLarge1.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Gas, petrolio e salari: le nuove previsioni economiche della Russia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-gas_petrolio_e_salari_le_nuove_previsioni_economiche_della_russia/45289_66853/</link>
                    <pubDate>Wed, 13 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Il Ministero dello Sviluppo Economico della Russia ha &lt;a href=&quot;https://tass.com/economy/2129995&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;presentato&lt;/a&gt; le nuove previsioni economiche per il periodo 2027-2029, delineando uno scenario di crescita moderata ma stabile, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, volatilit&amp;agrave; energetica e trasformazioni del commercio globale. Secondo il rapporto, il tasso di disoccupazione dovrebbe restare fermo al 2,3% fino al 2029, confermando una situazione di quasi piena occupazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente, i redditi reali disponibili della popolazione continueranno a crescere gradualmente nei prossimi anni, mentre l&amp;rsquo;inflazione, rivista al rialzo per il 2026 al 5,2%, dovrebbe tornare stabilmente attorno al 4% dal 2027. Mosca prevede inoltre una ripresa progressiva del PIL, dopo un modesto +0,4% stimato per quest&amp;rsquo;anno. Entro il 2029 la crescita economica potrebbe attestarsi intorno al 2,4% annuo, sostenuta soprattutto dal settore energetico e dalle esportazioni. Particolare attenzione viene dedicata al gas naturale. La produzione russa aumenter&amp;agrave; progressivamente fino a superare i 750 miliardi di metri cubi nel 2029, mentre le esportazioni via gasdotto torneranno a crescere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il GNL manterr&amp;agrave; livelli elevati, in linea con la strategia russa di rafforzare la presenza sui mercati asiatici e globali. Sul fronte interno, per&amp;ograve;, il governo prepara nuovi aumenti tariffari. I prezzi del gas e dell&amp;rsquo;elettricit&amp;agrave; per famiglie e imprese subiranno rialzi significativi tra il 2026 e il 2029, giustificati ufficialmente dagli investimenti nelle infrastrutture energetiche e nella rete elettrica nazionale. Le previsioni riflettono anche le incertezze del mercato petrolifero. Il Brent viene stimato a 81 dollari al barile nel 2026, ma in calo progressivo negli anni successivi. Nonostante ci&amp;ograve;, le esportazioni di petrolio russo dovrebbero aumentare gi&amp;agrave; dal prossimo anno, mentre la produzione rester&amp;agrave; sostanzialmente stabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ministero ha inoltre rivisto al rialzo il valore delle esportazioni russe nel 2026, mentre le importazioni continueranno a crescere nei prossimi anni, segnale di un&amp;rsquo;economia che punta a consolidare nuovi canali commerciali al di fuori dell&amp;rsquo;Occidente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE &quot;Il MONDO IN 10 NOTIZIE&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/53ed232f8b245f673ecac36a728521e0.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Operazione Dynasty&quot;: tangenti, riciclaggio e l'ombra di Zelensky dietro il nuovo scandalo di Kiev</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-operazione_dynasty_tangenti_riciclaggio_e_lombra_di_zelensky_dietro_il_nuovo_scandalo_di_kiev/45289_66846/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 17:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Clara Statello per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio quando il presidente russo Vladimir Putin apre ai colloqui con l&amp;rsquo;UE e ad un incontro ai massimi livelli con il presidente ucraino Zelensky, un nuovo scandalo scuote palazzo Marijsnky. Luned&amp;igrave; sera la polizia anticorruzione ha consegnato all&amp;rsquo;ex numero due di Bankova la notifica di indagine per riciclaggio di denaro sporco. Dopo l&amp;rsquo;arresto di Andriy Ermak, l&amp;rsquo;intera area dei palazzi governativi di Kiev &amp;egrave; stata chiusa e passata a setaccio dagli uomini di NABU e SAP, le due agenzie anticorruzione imposte dopo il Maidan da Bruxelles e Washington, che operano in coordinamento con l&amp;rsquo;FBI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il giorno dopo, l&amp;rsquo;ex capo dell&amp;rsquo;ufficio presidenziale &amp;egrave; stato portato davanti al VAKS, l&amp;rsquo;alta corte anticorruzione. La procura ha chiesto il carcere preventivo con cauzione milionaria: 180 milioni di grivne, pari a pi&amp;ugrave; di 4 milioni di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La decisione verr&amp;agrave; presa entro venerd&amp;igrave;. Il processo avverr&amp;agrave; a porte chiuse. L&amp;rsquo;accusa ha presentato al giudice 16 volumi, ognuno di 250 pagine contro Ermak. Farebbe parte dell&amp;rsquo;affare Dynasty, una gigantesca &amp;ldquo;lavatrice&amp;rdquo; per ripulire il denaro proveniente dalle tangenti sugli appalti Energoatom, assieme a Timur Mindich, Oleksii Chernyshov e forse allo stesso Zelensky.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutto &amp;ndash; secondo gli inquirenti - 460 milioni di grivne, pari a 10,5 milioni di dollari di denaro pubblico riciclato mediante un progetto immobiliare di stra-lusso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da Mida a Dynasty&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Kozyn &amp;egrave; un&amp;rsquo;amena localit&amp;agrave; pluviale a sud di Kiev, tra il Dnepr e il suo affluente Kozynka. Antico &lt;em&gt;shtetl &lt;/em&gt;ebraico citato da Babel nei suoi racconti, oggi &amp;egrave; un&amp;rsquo;area verde, con parchi e riserve naturali, dove trovare rifugio dalla capitale. Ospita ristoranti di lusso, un campo da golf e persino un country club. E naturalmente gigantesche ville lungo le rive e le insenature dei due fiumi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; qui che avrebbe dovuto sorgere il complesso Dynasty, 4 mega ville extralusso da mille metri quadri l&amp;rsquo;una, con piscina, sala benessere, palestra. Segreto il nome dei quattro acquirenti, indicati come: R1, R2, R3, R4.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa storia inizia nel 2019, subito dopo l&amp;rsquo;insediamento del neo-eletto presidente Volodymyr Zelensky a palazzo Marijnsky. A giugno una societ&amp;agrave; immobiliare acquista quattro ettari di terreno dal consiglio del villagio di Kozyn. &amp;Egrave; la Bloom Development LLC, fondata l&amp;rsquo;anno precedente da Oleksii Chernyshov. Sappiamo dall&amp;rsquo;inchiesta Midas che il suo nome in codice &amp;egrave; &amp;ldquo;Che Guevara&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;altro protagonista, invece, &amp;egrave; Karlson, ovvero Timur Mindich, il pi&amp;ugrave; stretto socio di Zelensky, nonch&amp;eacute; co-fondatore di Qvartal 95 e &amp;ndash; pi&amp;ugrave; recentemente &amp;ndash; di Fire Point, la societ&amp;agrave; che produce droni a lunga gittata e i missili Flamingo per Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;rsquo;epoca dell&amp;rsquo;investimento &amp;ldquo;Che Guevera&amp;rdquo; &amp;egrave; un semplice uomo d&amp;rsquo;affari. Ma con Zelensky presidente la sua carriera politica prende il volo. Nell&amp;rsquo;autunno 2019 diventa governatore dell&amp;rsquo;Oblast di Kiev (e per questo cede la quota di Bloom Development alla moglie). Poi viene &amp;ldquo;promosso&amp;rdquo; a Ministro per lo sviluppo delle comunit&amp;agrave; e dei territori dal 2020 al 2022, Ceo di Naftogaz dal 2022 al 2024 e infine dal dicembre 2024 a luglio 2025 ricopre l&amp;rsquo;incarico di vice primo ministro e ministro dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; Nazionale, un ministero creato appositamente per gestire l&amp;rsquo;emigrazione e i rapporti con gli ucraini all&amp;rsquo;estero, in un momento di difficolt&amp;agrave; di mobilitazione nell&amp;rsquo;esercito.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In base ai dati forniti da NABU, il valore del terreno acquistato per la realizzazione del progetto residenziale Dynasty variava all&amp;rsquo;epoca&amp;nbsp; da 4.000 a 20.000 dollari USA per 100 metri quadrati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto prevedeva, oltre alle 4 mega ville su una superficie di 1000 mq ciascuna, anche la costruzione di ulteriori abitazioni e locali di servizio per ogni residenza. Inoltre, i partecipanti si erano accordati per una quinta villa condivisa che avrebbe incluso un'area benessere, una piscina, una palestra e altri servizi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il costo di costruzione di una singola villa si aggirava intorno ai 2 milioni di dollari. Solo il 10% del prezzo sarebbe stato pagato su canali legali. Il restante in contanti, in parte con i soldi ottenuti dalle mazzette sugli appalti Energoatom, al centro dello scandalo Mida.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ripulire questi soldi, i partecipanti all&amp;rsquo;affare (R1, R2, R3, R4) avrebbero addirittura acquistato fatture false.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;METODI DI FINANZIAMENTO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo gli investigatori, la costruzione &amp;egrave; stata finanziata attraverso due canali. &lt;strong&gt;Il primo metodo era relativamente &quot;pulito&quot;&lt;/strong&gt; e con le quote versate su canali tracciabili, il cosiddetto &lt;strong&gt;Modulo 1&lt;/strong&gt;. A tale scopo, era stata creata la Sunny Shore, cooperativa edilizia controllata da uomini della cerchia di &amp;ldquo;Che Guevera&amp;rdquo;. Ufficialmente fungeva da committente per il progetto di costruzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per NABU, l'&amp;rdquo;intento era quello di dare l'impressione che i fondi avessero un'origine legittima&amp;rdquo;. Il finanziamento &quot;pulito&quot; rappresentava solo circa il 10% dei fondi totali utilizzati per la costruzione delle dimore.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La restante parte delle somme proveniva da attivit&amp;agrave; criminale. Dalle indagini, infatti &amp;egrave; emersa una seconda via di finanziamento, il cosiddetto &amp;ldquo;Modulo 2&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parte del denaro utilizzato per la costruzione era &amp;nbsp;&lt;strong&gt;consegnato in contante agli operai che effettivamente eseguivano i lavori, tramite l'assistente personale di &quot;Che Guevara&quot; presso un altro ufficio a Kiev&lt;/strong&gt;. Un'altra parte del denaro proveniva da una persona appartenente &lt;strong&gt;alla cerchia di &quot;Karlson&lt;/strong&gt;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; stato inoltre accertato che la costruzione delle dimore della dinastia non si &amp;egrave; interrotta con l'inizio della guerra con la Russia. Piuttosto si &amp;egrave; intensificata. &quot;Che Guevara&quot; pretendeva che i lavori di costruzione procedessero pi&amp;ugrave; velocemente e continuassero su pi&amp;ugrave; turni per tutta la giornata, fino a tarda sera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Metodi di riciclaggio del denaro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poich&amp;eacute; la reale portata della costruzione non corrispondeva alle fonti di finanziamento ufficialmente dichiarate, nel 2024 il &amp;ldquo;gruppo criminale&amp;rdquo; ha iniziato a cercare modi per riciclare il denaro, acquistando documenti che avrebbero falsamente confermato la provenienza lecita dei fondi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il costo di questi servizi ammontava al &lt;strong&gt;15,5-16,5% della somma totale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo NABU e SAPO, tra il 2021 e il 2025, i futuri proprietari delle ville e altri individui avrebbero riciclato quasi &lt;strong&gt;460 milioni di grivne&lt;/strong&gt;, pari a &lt;strong&gt;10,5 milioni di dollari&lt;/strong&gt; attraverso il progetto di costruzione. L'indagine ha accertato che questi fondi sono stati ottenuti attraverso le attivit&amp;agrave; di un'organizzazione criminale capeggiata da &quot;Karlson&quot;, in particolare tramite la&amp;nbsp;gestione di un &lt;strong&gt;&quot;sistema di riciclaggio&quot;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che accumulava e riciclava fondi provenienti da diverse fonti, inclusi schemi di corruzione presso Energoatom.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto &amp;egrave; stato sospeso nel luglio 2025. Dopo l&amp;rsquo;arresto di &amp;ldquo;Che Guevara&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Karlson&amp;rdquo; ordin&amp;ograve; al suo rappresentante edile di interrompere e accantonare temporaneamente i lavori fino a &amp;ldquo;tempi migliori&amp;rdquo;. Che non sono mai arrivati. Le propriet&amp;agrave;, infatti sono stati confiscate, dopo l&amp;rsquo;avvio dell&amp;rsquo;operazione Mida, che ha costretto Mindich a fuggire nottetempo in Israele e Ermak alle dimissioni dal suo incarico a Bankova, come numero due di Zelensky. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gi&amp;agrave; allora si parlava di un suo coinvolgimento in un affare edilizio a Kozyn collegato agli appalti energetici. Ma il caso &amp;egrave; esploso soltanto adesso, dopo la pubblicazione dei nuovi &amp;ldquo;nastri Mindich&amp;rdquo;, con le conversazioni dei protagonisti della storia. Conversazioni, occorre sottolinearlo, per lo pi&amp;ugrave; in &lt;strong&gt;lingua russa&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il coinvolgimento di Zelensky&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli investigatori, grazie alle intercettazioni sono riusciti a risalire ai nomi degli acquirenti. R3 e R4 erano gli stessi Mindich e Chernyshov. Ermak era contrassegnato come R2. Dalle conversazioni emerge inoltre che, mentre Biden metteva in guardia Kiev da un imminente attacco russo, pochi giorni prima del 24 febbraio 2022, l&amp;rsquo;ex capo dell&amp;rsquo;ufficio presidenziale parlava con il suo architetto per definire il design della villa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su R1 resta il punto interrogativo. In base a quanto emerge dalle conversazioni, si tratterebbe del capo. Secondo la rivista ucraina Strana, si tratterebbe proprio di Volodymir Zelensky. Inoltre il nome &amp;ldquo;Vova&amp;rdquo; diminutivo di &amp;ldquo;Volodymy&amp;rdquo; viene fuori in una conversazione tra Mindich e una donna, proprio nell&amp;rsquo;appartamento al numero 9a di via Hrushevskoho a Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad ogni modo, anche se Zelensky fosse coinvolto, in qualit&amp;agrave; di presidente della Repubblica godrebbe dell&amp;rsquo;immunit&amp;agrave;, dunque non potrebbe essere indagato. Oggi in conferenza stampa Nabu e SAP non hanno n&amp;eacute; smentito n&amp;eacute; confermato l&amp;rsquo;esistenza di indagini su di lui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sarebbe dunque da escludere un&amp;rsquo;operazione di &lt;em&gt;lawfare&lt;/em&gt;, come quelle viste in Brasile contro Lula o in Cile contro Daniel Jadue. In caso di indagine, Zelensky si troverebbe piuttosto in una situazione simile a quella di Netanyahu, ovvero incentivato a proseguire la guerra il pi&amp;ugrave; a lungo possibile, per non dover revocare la legge marziale e indire nuove elezioni. Tuttavia, non &amp;egrave; escluso che, data la nuova fase in cui sta entrando la guerra, con i partner europei che valutano un dialogo con Mosca e i piani di Washington, dietro l&amp;rsquo;indagine possa esserci un braccio di ferro tra Bruxelles e Kiev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;obiettivo per&amp;ograve; non sarebbe quello di un cambio a palazzo Marijnsky ma di una ridefinizione degli equilibri di potere, soprattutto in vista della gestione dei miliardi che arriveranno a Kiev dall&amp;rsquo;Europa, come sostegno alla guerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andrii Yermak, l&amp;rsquo;uomo che con Zelensky aveva condiviso il bunker durante l&amp;rsquo;offensiva russa su Kiev, invece &amp;egrave; accusato di riciclaggio di denaro proveniente da attivit&amp;agrave; criminali, ai sensi dell'articolo 209.3 del codice penale ucraino. E rischia dagli 8 ai 12 anni di carcere.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/zelensky-anti-corruption.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Sta evidentemente succedendo qualcosa in Ucraina...</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sta_evidentemente_succedendo_qualcosa_in_ucraina/39602_66855/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 17:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Francesco Dall'Aglio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Sta evidentemente succedendo qualcosa in Ucraina, o riguardo l&amp;rsquo;Ucraina, proprio mentre i nostri poverelli toccati dal Signore ci raccontano che, per l&amp;rsquo;ennesima volta ma stavolta davvero, la guerra &amp;egrave; vinta e Putin &amp;egrave; umiliato e basta solo un piccolissimo sforzo, davvero l&amp;rsquo;ultimo ultimo. Cosa esattamente stia succedendo e perch&amp;eacute;, e soprattutto con che tempi, ovviamente non possiamo ancora saperlo, ma &amp;egrave; abbastanza chiaro che in certi settori dell&amp;rsquo;establishment occidentale inizia a serpeggiare un po&amp;rsquo; di preoccupazione, perch&amp;eacute; se la guerra dovesse davvero finire (per magari ricominciare tra cinque anni, per carit&amp;agrave;) parecchia gente dovrebbe cercarsi un lavoro: tipo la premier danese Mette Fredriksen che proprio stamattina, ospite del Copenhagen Democracy Summit, ha detto che un accordo di pace sarebbe un disastro per l&amp;rsquo;Europa e che non si pu&amp;ograve; accettare una ?vittoria&amp;rdquo; (facendo le virgolette con le dita) russa (prenderemmo forse pi&amp;ugrave; sul serio il Copenhagen Democracy Summit se letteralmente ogni pagina del suo sito web non contenesse un invito a donare soldi, cifra consigliata 12 &amp;euro; che effettivamente per difendere la democrazia dall&amp;rsquo;assalto dei regimi autocratici &amp;egrave; un affare, foto 1). E se, sempre oggi, un&amp;rsquo;altra ospite non fosse Chrystia Freeland).&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Su tutto aleggia poi il contrasto interno agli USA, coi dem che non vogliono assolutamente mollare l&amp;rsquo;Ucraina e anzi vogliono aumentare il sostegno e magari arrivare anche allo scontro diretto con la Russia (gestito dall&amp;rsquo;Europa ovviamente, mica sono scemi) e i repubblicani che vogliono invece chiudere quanto prima (lasciando sempre l&amp;rsquo;Europa a gestire il contenimento della Russia e soprattutto il riarmo a vantaggio statunitense, anche loro non sono scemi per niente).&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;E cos&amp;igrave;, nonostante per i nostri picchiatelli Putin barcolli di umiliazione in umiliazione, i leader europei che dicono apertamente che con la Russia bisogner&amp;agrave; discutere (non accettarne la resa, attenzione) non si contano nemmeno pi&amp;ugrave;. L&amp;rsquo;ultimo in ordine cronologico &amp;egrave; Stubbs, che ha detto che l&amp;rsquo;Europa deve cominciare negoziati ?indipendenti&amp;rdquo; (dagli USA, ci par di capire) e che i leader europei (?leader europei&amp;rdquo; fa abbastanza ridere, ma cos&amp;igrave; si definiscono.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Scusatemi, mi sono svegliato polemico e saputello) stanno discutendo tra loro su chi mandare e su come accordarsi, circostanza confermata ieri anche da Kallas nella sua solita mini-conferenza stampa del mattino, che ha detto che ?prima di discutere con la Russia dobbiamo discutere tra noi&amp;rdquo;, chiarendo perfettamente la granitica unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;intenti che si respira a Bruxelles. E che ci sia un po&amp;rsquo; di maretta, e che Zelensky non stia facendo molto per rendersi simpatico, lo scrive senza mezzi termini e gi&amp;agrave; quattro giorni fa Politico, che la guerra in Ucraina l&amp;rsquo;ha sempre benedetto, pubblicando un articolo nel quale Jamie Dettmer ci spiega che i leader europei si sono stancati dei rimproveri e delle lezioni di morale di Zelensky (link 1), e che davvero non &amp;egrave; il momento di chiedere ancora, vista la situazione.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Gi&amp;agrave;, Zelensky. Esattamente nel momento in cui NABU e SAP, le agenzie anticorruzione ucraine, bloccavano Bankova per perquisizioni notturne ai danni di Yermak, sospettato di ulteriori corruzioni, Tucker Carlson mandava in onda l&amp;rsquo;intervista da lui fatta a Iuliia Mendel, ex portavoce di Zelenski nella quale, per sintetizzare, il presidente ucraino &amp;egrave; accusato di essere un cocainomane corrotto che chiedeva ai suoi collaboratori livelli di propaganda ?in stile Goebbels&amp;rdquo; per rialzare il suo indice di gradimento che nel 2020 era piuttosto pericolante (e non sono le cose peggiori che Mendel ha detto). Certo, Mendel ha i suoi motivi per avercela con Zelensky e non ha fornito alcuna prova di quanto afferma, ma proviamo a immaginare per un momento come sarebbe stata trattata la notizia se fosse stato l&amp;rsquo;ex portavoce del Cremlino ad andare in televisione facendo affermazioni del genere su Putin.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;La lotta dem-rep si pu&amp;ograve; agevolmente seguire sui giornali ed &amp;egrave; molto istruttiva, e chiarisce subito con chi vuole fare la guerra ciascuno dei due schieramenti (perch&amp;eacute; la guerra la vogliono fare tutti, state tranquilli). Il 10 maggio il Wall Street Journal si chiede se l'Ucraina non abbia &quot;invertito la corrente russa&amp;rdquo; (link 2), come provato dal fatto che la parata &amp;egrave; stata in tono minore e soprattutto dal fatto che l&amp;rsquo;Ucraina ha intensificato gli attacchi a lungo raggio, cosa che ovviamente porter&amp;agrave; alla resa per cui bisogna intensificare l'assistenza militare (sarebbe interessante sapere come mai gli attacchi russi a lungo raggio, con armi pi&amp;ugrave; distruttive ed effetti peggiori, non hanno portato alla resa dell&amp;rsquo;Ucraina ma gli attacchi ucraini immancabilmente porteranno alla resa della Russia, ma sarebbe evidentemente chiedere troppo). Dello stesso parere Hamish de Bretton-Gordon (quello che nei tempi eroici del pre-offensiva 2023 scrisse tutto felice che ?i coscritti di Putin&amp;rdquo; sarebbero stati devastati dall&amp;rsquo;apparizione sul campo di battaglia dei poderosi Challenger britannici, e si &amp;egrave; visto come &amp;egrave; andata) che sul Telegraph, dove scrive di solito, sentenzia che ?Putin &amp;egrave; a terra ed &amp;egrave; ora di prenderlo a calci&amp;rdquo;, per cui l&amp;rsquo;Occidente deve aumentare il sostegno a Zelensky (link 3. Ok, HBG non &amp;egrave; statunitense, ma il suo articolo ci stava bene qui per cui ce l&amp;rsquo;ho messo, e poi lui &amp;egrave; assimilabile a un dem, diciamo).&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Di diverso avviso, come sappiamo, i repubblicani e i neocon che come sempre sono pi&amp;ugrave; sottili nel loro discorso. Ovviamente non scrivono che bisogna disimpegnarsi in Ucraina, per carit&amp;agrave;: si limitano a sottolineare quanto &amp;egrave; complicata la situazione per gli USA e a richiamare l&amp;rsquo;attenzione al nemico vero, ovvero la Cina. E cos&amp;igrave; Robert Kagan su The Atlantic scrive ex abrupto che la campagna militare in Iran &amp;egrave; un disastro irrimediabile (link 4). Lo fa, certamente, anche per salvarsi il sedere visto che lui &amp;egrave; uno di quelli che aveva sempre sognato una guerra da quelle parti e ha paura che qualcuno venga a chiedergli spiegazioni, ma anche per richiamare l&amp;rsquo;attenzione sul fatto che il disastro iraniano rischia di compromettere la posizione statunitense nei riguardi della Cina. Ieri, infine, Max Boot (&amp;egrave; veramente il suo nome), un altro di quelli che le guerre in Medio Oriente le ha sempre amate, ha intervistato sul Washington Post John Culver ed entrambi hanno convenuto che gli USA si devono dare una svegliata, perch&amp;eacute; la Cina li sta sorpassando in campo militare (link 5).&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ora naturalmente tutto questo non significa che siamo vicini alla conclusione del conflitto. Pareva lo fossimo anche nel 2022 e si &amp;egrave; visto come &amp;egrave; andata. Ma non siamo pi&amp;ugrave; nel 2022, e non c&amp;rsquo;&amp;egrave; solo la Russia di mezzo, ci sono l&amp;rsquo;Iran e, appunto, la Cina, e disarticolare questo triangolo sta diventando sempre pi&amp;ugrave; impellente. L&amp;rsquo;idea di farli fuori uno dopo l&amp;rsquo;altro non sta funzionando, quindi si deve cercare di separarli, di allettarli, di assorbirli. E se continua la guerra in Ucraina (e in Iran, naturalmente) la cosa diventa sempre pi&amp;ugrave; difficile, perch&amp;eacute; di questo passo si rischia un conflitto aperto con tutti e tre. A Washington si stanno probabilmente rendendo conto che forse non &amp;egrave; il caso, a Riga ancora ci devono arrivare ma per fortuna non comandano loro.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Link 1: &lt;span class=&quot;html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs&quot;&gt;&lt;a class=&quot;x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f&quot; tabindex=&quot;0&quot; role=&quot;link&quot; href=&quot;https://www.politico.eu/newsletter/forecast/europe-tires-of-zelenskyys-lectures/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwT0lxa0lTVDF0ZjRld0VpU3NydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5RQyuaZ4KK_BsX4z3PiA_UPJhG4aCiARYmZYqMCqd1gNsXH1wwCwzGBqGtTA_aem_IqNJjKxN4UtSD8aDBgmhBg&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow noopener noreferrer&quot;&gt;https://www.politico.eu/.../europe-tires-of-zelenskyys.../&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Link 2: &lt;span class=&quot;html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs&quot;&gt;&lt;a class=&quot;x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f&quot; tabindex=&quot;0&quot; role=&quot;link&quot; href=&quot;https://www.wsj.com/opinion/is-ukraine-turning-the-russian-tide-420e044e?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwT0lxa0lTVDF0ZjRld0VpU3NydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4SXoPO6SiXaP1ulRBoeY-YUsD5UqMKFGyT7ogGb9o8z2sskWaXb159f1XyTg_aem_krui9KNY5lQLwPeRcfjEHQ&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow noopener noreferrer&quot;&gt;https://www.wsj.com/.../is-ukraine-turning-the-russian...&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Link 3: &lt;span class=&quot;html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs&quot;&gt;&lt;a class=&quot;x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f&quot; tabindex=&quot;0&quot; role=&quot;link&quot; href=&quot;https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.telegraph.co.uk%2Fnews%2F2026%2F05%2F11%2Fputin-russia-ukraine-war-moscow-victory-parade%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwT0lxa0lTVDF0ZjRld0VpU3NydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4SXoPO6SiXaP1ulRBoeY-YUsD5UqMKFGyT7ogGb9o8z2sskWaXb159f1XyTg_aem_krui9KNY5lQLwPeRcfjEHQ&amp;amp;h=AUB4x6XxDGP8YO3LMbCRoYPpQYvglYhBNP0hQgfQN3NjkIUegQ37y3r871k-Hcpp3I2qVkAj_HnSZwAhbK-q5xX8zfuMaxjN0Wnyiubi58wgFpWGTQHh79nwa2P5zMHDPcs6liAzjQKt79io&amp;amp;__tn__=-UK-R&amp;amp;c[0]=AUDc1v-IbVz1KbyvmoDYVkIi8XWCgAIhnzCilTWacCCr4HSond0zH38lxY3EGYNRd384JPnnimq7-D2H1z-ctJAWTqL-G6k-2K1d3Vl7-bA7lFMdnx71bWrfCoc7w6ptQpkMeJvVhbbr58XTmeiSZwjY-Pc562qVeXfuPiMG5GL8z4tWVms&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow noopener noreferrer&quot;&gt;https://www.telegraph.co.uk/.../putin-russia-ukraine-war.../&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Link 4: &lt;span class=&quot;html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs&quot;&gt;&lt;a class=&quot;x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f&quot; tabindex=&quot;0&quot; role=&quot;link&quot; href=&quot;https://www.theatlantic.com/international/2026/05/iran-war-trump-losing/687094/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwT0lxa0lTVDF0ZjRld0VpU3NydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR45dcPOouWhuBxZIBBW4JppaauQp79Oh_vYzUx6m_SwuJ5GfAJA1Pl6cGCa6w_aem_bjHzJR3ljM4URTtu__aR7w&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow noopener noreferrer&quot;&gt;https://www.theatlantic.com/.../iran-war-trump.../687094/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Link 5: &lt;span class=&quot;html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs&quot;&gt;&lt;a class=&quot;x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f&quot; tabindex=&quot;0&quot; role=&quot;link&quot; href=&quot;https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/05/11/us-china-militaries-assessed-by-cia-veteran-china-expert/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwT0lxa0lTVDF0ZjRld0VpU3NydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4jx3LDhgA9fwY1g5s_uf2gCjiQu1PcEoT7CR_kAQnL_JqNhVl50ULSXiguGA_aem_XLhylSGUuZ0W9hOUUMLZTQ&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow noopener noreferrer&quot;&gt;https://www.washingtonpost.com/.../us-china-militaries.../&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/zelenskyy.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Crisi isteriche, cocaina e bugie: l''intervista (devastante) su Zelenskij, rilasciata dalla sua ex portavoce....</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-crisi_isteriche_cocaina_e_bugie_lintervista_devastante_su_zelenskij_rilasciata_dalla_sua_ex_portavoce/40832_66854/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 16:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Marinella Mondaini&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Zelenskij non &amp;egrave; chi dice di essere, ha dichiarato l'ex portavoce Julia Mendel. L'ex funzionaria della Bankova ha parlato dei disturbi mentali e della tossicodipendenza del suo capo, oltre a rivelare per la prima volta i dettagli della sua conversazione segreta con Putin.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Mentre la Nabu, su ordine degli Stati Uniti torna a occuparsi di Ermak perch&amp;eacute; Zelenskij ha fatto male i compiti e la Procura anticorruzione (SAP) dell'Ucraina chiede l'arresto di Ermak con la possibilit&amp;agrave; di fissare una cauzione di 180 milioni di grivna (oltre 300 milioni di rubli) - sul regime di Kiev si abbatte un'altra tegole, pesantissima, quella lanciata dalla Mendel'. In un'intervista a Tucker Carlson, la Mendel' ha raccontato cose clamorose: Zelenskij &amp;laquo;approva personalmente gli schemi di riciclaggio di denaro&amp;raquo;, &amp;egrave; &amp;laquo;emotivamente incontrollabile&amp;raquo;, &amp;egrave; &amp;laquo;un attore folle, e tutto ci&amp;ograve; che dice &amp;egrave; avulso dalla realt&amp;agrave; e bugie belle e buone&amp;raquo;. L&amp;ccedil;a Mendel ha parlato anche della tossicodipendenza di Zelenskij: &amp;laquo;Molti lo hanno visto fare uso di droghe. Tutte queste persone hanno detto che si trattava di cocaina&amp;raquo;. Zelenskij &amp;laquo;fumava erba e si rilassava con gli amici del &amp;ldquo;Kvartal 95&amp;rdquo; in Crimea gi&amp;agrave; dopo il 2014;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Dunque, dice ancora la Mendel', Zelenskij non controlla n&amp;eacute; se stesso, n&amp;eacute; le proprie emozioni e capisce ben poco della situazione non solo nel mondo, ma anche all'interno del proprio governo. Considerava Biden debole e quindi era sicuro di poter far entrare l'Ucraina nella NATO. I tirapiedi di Zelenskij si appropriavano di una percentuale non indifferente dei fondi dei programmi statali.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Che Zelenskij &amp;egrave; un dittatore e pensa di essere salito al potere per sempre. Come &amp;egrave; tipico di un nazista accanito, Zelenskij esigeva dalla Mendel una propaganda in stile Goebbels (il ministro della propaganda del Terzo Reich e stretto alleato di Hitler). I soldati delle Forze Armate Ucraine caduti in battaglia venivano falsamente dichiarati vittime di infarto, per nascondere le perdite al fronte.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma la rivelazione pi&amp;ugrave; scandalosa &amp;egrave; che durante i negoziati di Istanbul del 2022, la parte ucraina aveva acconsentito a cedere il Donbass alla Russia per porre fine alla guerra. La questione era praticamente risolta, ma sono intervenuti i politici europei e gli accordi di Istanbul sono stati annullati.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo le parole della Mendel, i rappresentanti di Kiev &amp;laquo;avevano accettato tutto&amp;raquo;, e lo stesso Zelenskij aveva personalmente appoggiato questa opzione, perch&amp;eacute; avrebbe significato la fine delle ostilit&amp;agrave;. Ora, come osserva Mendel, Zelenskij dichiara pubblicamente di &amp;laquo;non poter cedere il Donbass&amp;raquo;, sebbene in precedenza fosse pronto a farlo:&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;laquo;Cambia continuamente posizione. Non &amp;egrave; la persona che vedete sullo schermo, cambia sempre le maschere. Oggi Zelenskij &amp;egrave; uno dei maggiori ostacoli sulla via della pace&amp;raquo;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;In Ucraina la Mendel&amp;rsquo; &amp;egrave; stata subito accusata di &amp;ldquo;diffondere la propaganda russa&amp;rdquo; ed &amp;egrave; stata inserita nell&amp;rsquo;elenco &amp;ldquo;Mirotvorec&quot;, il sito del governo ucraino dove sono inserite le persone da eliminare. Che dire? Non mi piace affatto ritrovarmi in compagnia di questa signora&amp;hellip; ma tant'&amp;egrave;.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;E in Ucraina lo scandalo ha colpito forte, gi&amp;agrave; risuonano gli appelli di farle le sanzioni&amp;rdquo; e di &amp;ldquo;farla fuori&amp;rdquo;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a&quot;&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma in Italia la risonante intervista della Mendel non &amp;egrave; giunta&amp;hellip; ci pensano i pennivendoli a impedire che il popolo italiano venga a sapere che la &amp;ldquo;propaganda russa&amp;rdquo; raccontava la pura verit&amp;agrave; e avvertiva da anni sulle malefatte di quei criminali della banda Zelenskij che si sono insediati a Kiev e non intendono scendere dalla poltrona, perch&amp;eacute; gli frutta troppo denaro e benessere.&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div dir=&quot;auto&quot;&gt;Per il potere, il popolo italiano deve continuare zitto a pagare, altrimenti si pu&amp;ograve; render conto della complicit&amp;agrave; del governo con questa banda di nazisti assassini.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Dalla  Russia</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/696484804_35414963781484365_6969879726769880023_n.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Sadio Mané: l’orgoglio delle radici e l’impegno sociale</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sadio_man_lorgoglio_delle_radici_e_limpegno_sociale/24790_66845/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 15:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sadio Man&amp;egrave;, uno dei giocatori pi&amp;ugrave; forti nel panorama mondiale calcistico. Un fiero e orgoglioso capitano della nazionale del suo paese, il Senegal. Un uomo che non ha mai dimenticato da dove proviene e sembra bizzarro celebrarlo quasi in contrapposizione, con quello che &amp;egrave; lo stereotipo del calciatore moderno glamour e social.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Sadio Man&amp;egrave;&lt;/em&gt; nasce nel 1992 a &lt;em&gt;S&amp;eacute;dhiou&lt;/em&gt;, nel sud del &lt;em&gt;Senegal&lt;/em&gt;, a 400 chilometri di distanza dalla capitale &lt;em&gt;Dakar&lt;/em&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt; Cresce scalzo, nascondendosi dai genitori che non vogliono vederlo mentre perde tempo a causa del calcio, tempo che loro vorrebbero usasse pi&amp;ugrave; proficuamente per lavorare o studiare. Nasce in una famiglia molto religiosa e questo lo accompagner&amp;agrave; per tutta la vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A 15 anni, mente ai genitori e prende un bus per &lt;em&gt;Dakar&lt;/em&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt; Vuole fare un provino, ma ha delle scarpe praticamente di cartone e dei pantaloncini che non sembrano neanche adatti per giocare a calcio. &lt;em&gt;&amp;laquo;&amp;hellip;Non ho scarpe o vestiario da calcio. Sono venuto con quello che ho&amp;hellip;&amp;raquo;&lt;/em&gt; dice ad un allenatore che lo guarda quasi commiserandolo. &lt;strong&gt;Poi il campo parla per lui. &lt;/strong&gt;Dopo il provino lo stesso allenatore decide che quel folletto mingherlino di 1,70 deve rimanere nella capitale. Lo prende la &lt;em&gt;G&amp;eacute;n&amp;eacute;ration Foot,&lt;/em&gt; squadra di &lt;em&gt;Dakar&lt;/em&gt; che, che, oltre a fungere da vivaio in &lt;a href=&quot;https://onefootball.com/it/squadra/senegal-121&quot;&gt;&lt;em&gt;Senegal&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; del &lt;em&gt;FC &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://onefootball.com/it/squadra/metz-710&quot;&gt;&lt;em&gt;Metz&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, &amp;egrave; anche impegnata nel sociale assicurando un&amp;rsquo;educazione gratuita a tutti i propri tesserati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi a 17 anni viene spedito proprio a &lt;a href=&quot;https://onefootball.com/it/squadra/metz-710&quot;&gt;&lt;em&gt;Metz&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; in&lt;em&gt; Francia&lt;/em&gt;. Da qui la sua storia prende il volo, dopo un paio d&amp;rsquo;anni l&amp;igrave; in prima squadra, va poi nel &lt;em&gt;Salisburgo&lt;/em&gt;, dove in due stagioni si mangia qualsiasi avversario. Nel 2014 la chiamata del &lt;em&gt;Southampton &lt;/em&gt;in &lt;em&gt;Inghilterra&lt;/em&gt;, con la cui maglia realizza la tripletta pi&amp;ugrave; veloce nella storia della &lt;em&gt;Premier League&lt;/em&gt;&lt;em&gt;: &lt;/em&gt;2 minuti e 56 secondi, battuto il record di &lt;em&gt;Robbie Fowler&lt;/em&gt; al &lt;em&gt;Liverpool&lt;/em&gt; che resisteva da un ventennio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;Perch&amp;eacute; dovrei volere 10 Ferrari?&quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Grande protagonista in campo, quasi invisibile fuori. Quando non gioca, infatti, &lt;em&gt;Man&amp;eacute;&lt;/em&gt; mantiene un profilo basso e difficilmente si fa fotografare in situazioni sconvenienti o &quot;da star&quot;. Anzi negli anni i tifosi hanno imparato ad apprezzarlo anche per la sua umilt&amp;agrave; e lo spirito di sacrificio. Atteggiamenti che sono figli di un infanzia difficile segnata dalla povert&amp;agrave;. In una intervista tv &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2019/10/17/mane-perche-dovrei-volere-10-ferrari_228143a5-b2a1-4c3b-989e-5c2c0e797125.html&quot;&gt;ha raccontato&lt;/a&gt; le proprie origini raccontando: &quot;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Perch&amp;eacute; dovrei volere 10 Ferrari, 20 orologi con diamanti e due aerei? Cosa faranno questi oggetti per me e per il mondo?...Ho avuto fame, ho lavorato nei campi, sono sopravvissuto a tempi difficili, ho giocato a piedi nudi e non sono andato a scuola. Oggi, con quello che guadagno, posso aiutare le persone, il mio popolo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&quot;. Parole suffragate dai fatti concreti, infatti in &lt;em&gt;Senegal&lt;/em&gt; ha fatto costruire diverse scuole e uno stadio, e &quot;&lt;em&gt;inoltre forniamo vestiti, scarpe e cibo alle persone in condizioni di estrema povert&amp;agrave;&lt;/em&gt;&quot;. Oltre a ci&amp;ograve; l&amp;rsquo;idolo dell&lt;em&gt;&amp;rsquo;Anfield&lt;/em&gt; di &lt;em&gt;Liverpool&lt;/em&gt;, destina &quot;&lt;em&gt;70 sterline al mese a tutte le persone di una regione molto povera del Senegal, per contribuire alla loro economia familiare&lt;/em&gt;&quot;. Musulmano praticante, &lt;em&gt;Man&amp;eacute;&lt;/em&gt; ha dato prova della sua umilt&amp;agrave; anche nella comunit&amp;agrave; di &lt;em&gt;Liverpool&lt;/em&gt;, dove &amp;egrave; stato fotografato mentre aiutava a pulire i bagni della locale moschea. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche dopo aver conquistato il &lt;em&gt;Pallone d&amp;rsquo;Oro africano, il grande &lt;/em&gt;successo non ha modificato, la sua quotidianit&amp;agrave;, la sua personalit&amp;agrave; schiva e attenta ai bisogni di chi &amp;egrave; in difficolt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Sadio Man&amp;eacute;&lt;/em&gt;, senegalese attaccante e idolo del &lt;em&gt;Liverpool&lt;/em&gt;, uno di quelli che ha vinto di tutto, ha deciso di investire in altro modo i suoi enormi guadagni. &amp;ldquo; &amp;hellip;&lt;em&gt;In Senegal, come nella maggior parte dell'Africa le persone sopravvivono con enormi difficolt&amp;agrave;. Il salario medio &amp;egrave; di 100 dollari al mese e molti non hanno nemmeno questa cifra a causa della forte disoccupazione. Molti lavorano in agricoltura, che, pur fornendo una delle necessit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; vitali della vita, purtroppo non garantisce salari sufficienti per vivere. Allora ho deciso di &amp;lsquo;investire&amp;rsquo; in Senegal redistribuendo le mie ricchezze. Ho costruito scuole, uno stadio, una moschea. Con mia moglie forniamo vestiti, scarpe, cibo per le persone in estrema povert&amp;agrave;. Ogni mese faccio un contributo ad organizzazioni che combattono la malaria. Abbiamo anche&amp;nbsp; deciso di &amp;lsquo;donare&amp;rsquo; 70 sterline al mese a tutte le persone, in maniera incondizionata, in una regione molto povera del Senegal che contribuisce alla loro economia familiare. Non ho bisogno di mostrare auto di lusso, case di lusso, viaggi e persino aerei. Preferisco che la mia gente riceva un p&amp;ograve; di ci&amp;ograve; che la vita mi ha dato&lt;/em&gt;&quot; , ha dichiarato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La vita &amp;egrave; di dare e avere&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;dalla poca assistenza che offro alla mia gente, alcuni dei giovani possono guadagnarsi da vivere. Sono un africano, e sento che non &amp;egrave; bello dimenticare le proprie radici, indipendentemente dal tuo status e dai progressi nella vita. Dobbiamo raccogliere la sfida di offrire sostegno morale e finanziario alla nostra gente&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&quot;, ha detto &lt;em&gt;Man&amp;eacute;&lt;/em&gt; a &lt;em&gt;The Guardian&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un&amp;rsquo;intervista venne stuzzicato sul perch&amp;eacute;, con uno stipendio da &amp;pound;5 mln l&amp;rsquo;anno, non li spendesse in beni di lusso come molti suoi colleghi. Ha risposto nel modo pi&amp;ugrave; naturale possibile: &lt;em&gt;&amp;ldquo;&lt;strong&gt;occorre ricordarsi da dove si proviene, da bambino avevo fame, ho vissuto tempi non facili, ho giocato a calcio scalzo e mi mancavano molte cose.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &amp;hellip; Oggi grazie al calcio ho vinto e posso aiutare la mia gente&amp;hellip;&amp;raquo;&lt;/em&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Torna spesso anella sua terra per visionare lo stato dei lavori di costruzione delle scuole. Torna spesso a &lt;em&gt;Bambali&lt;/em&gt;, il villaggio vicino &lt;em&gt;S&amp;eacute;dhiou&lt;/em&gt; da cui part&amp;igrave; il suo viaggio per &lt;em&gt;Dakar&lt;/em&gt; nel 2007. Perch&amp;eacute; &lt;em&gt;Sadio Mane, &lt;/em&gt;come altri giocatori africani, non ha solo affrontato un lungo viaggio, ma lui non ha mai &lt;strong&gt;dimenticato da dove &amp;egrave; venuto&lt;/strong&gt;&amp;hellip;&lt;strong&gt;questa, per il suo popolo, &lt;/strong&gt;e anche per noi veri sportivi,&lt;strong&gt; &amp;egrave;&lt;/strong&gt; la &lt;strong&gt;vera&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Champion League&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; che ha vinto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti: &lt;em&gt;Onefootball&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Medium.com, World Basic Income,&amp;nbsp; Mirror, The Guardian&lt;/em&gt;, &amp;nbsp;&lt;em&gt;Daniele Calamia&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;STORIE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;hellip;di vite, di donne, uomini, di mondi, di speranze&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;.&amp;nbsp; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;A cura di&lt;em&gt; Enrico Vigna&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Popoli e dintorni</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/sadimonaees.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Tigre di carta&quot;: il duro monito dell'Iran all'Unione Europea sulle nuove sanzioni</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-tigre_di_carta_il_duro_monito_delliran_allunione_europea_sulle_nuove_sanzioni/82_66843/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'ambasciata iraniana in Austria ha avvertito l'UE che le sue minacce di sanzioni &quot;non intimoriranno mai l'Iran&quot; e ha chiesto che vengano prese in considerazione le conseguenze di tali misure.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In un messaggio pubblicato luned&amp;igrave; sui social media, l'ambasciata iraniana in Austria ha messo in guardia l'Unione Europea (UE) sulle conseguenze delle sue minacce, in risposta alle recenti dichiarazioni del blocco europeo riguardanti una possibile estensione delle sanzioni contro Teheran nel contesto delle tensioni legate allo Stretto di Hormuz.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nella sua dichiarazione, l'ambasciata iraniana ha sottolineato che le minacce e le tattiche di pressione non cambieranno la posizione dell'Iran e ha avvertito che a qualsiasi misura ostile corrisponder&amp;agrave; una risposta adeguata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In questo contesto, la missione diplomatica iraniana ha ricordato l'esito del recente confronto regionale e ha affermato che &quot;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;l'Iran &amp;egrave; uscito vittorioso e fiero da una guerra di aggressione imposta da due entit&amp;agrave; notoriamente malevole e criminali: gli Stati Uniti e il regime israeliano. Quindi, sia chiaro: le minacce di una tigre di carta non ci spaventeranno mai&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div data-oembed-url=&quot;https://twitter.com/IraninAustria/status/2053921709120491633&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2053921709120491633&amp;amp;lang=es&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.hispantv.com%2Fnoticias%2Fpolitica%2F643570%2Firan-advierte-ue-nuevas-amenazas-sanciones&amp;amp;sessionId=f4aab73815d2bed69b40d8dffb690bf82f2d4de2&amp;amp;siteScreenName=HISPANTV&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2053921709120491633&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La dichiarazione &amp;egrave; giunta dopo i commenti dell'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, che ha criticato le azioni attribuite all'Iran nello Stretto di Hormuz e ha annunciato l'intenzione del blocco di ampliare il proprio regime di sanzioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Teheran ha collegato queste tensioni alle azioni militari e alle misure di pressione economica precedentemente attuate dagli Stati Uniti e da Israele nella regione, respingendo al contempo le accuse relative allo stretto strategico e sostenendo che le sue decisioni rispondono a un contesto di sicurezza regionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le misure adottate dall'Iran per chiudere di fatto lo Stretto di Hormuz agli aggressori e ai loro alleati sono state prese dopo che una coalizione militare statunitense-israeliana ha lanciato una guerra di aggressione non provocata contro la Repubblica islamica il 28 febbraio, e sono state intensificate dopo che gli Stati Uniti hanno imposto un blocco navale a navi e porti nell'Iran meridionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La risposta dell'Iran all'aggressione israelo-americana ha incluso anche il lancio di diverse ondate di missili e droni contro basi militari statunitensi nella regione e obiettivi israeliani nei territori occupati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le autorit&amp;agrave; iraniane hanno avvertito che qualsiasi ulteriore escalation militare da parte di Washington o dei suoi alleati provocher&amp;agrave; una risposta di portata e entit&amp;agrave; imprevedibili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/ambiranue.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'Iran gela Donald Trump: &quot;Un solo tweet non basta per elencare i vostri massacri&quot;</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_gela_donald_trump_un_solo_tweet_non_basta_per_elencare_i_vostri_massacri/82_66844/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 12:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;introtext&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran ha respinto le recenti dichiarazioni di Donald Trump, ricordando la storia oscura degli Stati Uniti, costellata di guerre, omicidi, crimini e menzogne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In una dichiarazione diffusa luned&amp;igrave; sul suo account Twitter, l'ambasciata iraniana a Londra, capitale britannica, ha sottolineato che la storia degli Stati Uniti &amp;egrave; costellata da anni di crimini, guerre, omicidi e menzogne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ha elencato una serie di crimini storici e contemporanei commessi negli Stati Uniti, tra cui il massacro dei nativi americani, il bombardamento atomico del Giappone, la guerra del Vietnam, l'uccisione di civili in Yemen e Palestina, le invasioni dell'Iraq e dell'Afghanistan, i rapimenti in Venezuela e l'omicidio di bambini e civili in Iran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;L'elenco dei crimini commessi negli Stati Uniti non entra in un singolo tweet. Aggiungete il resto nella sezione commenti&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;, si sottolinea nel post X.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'ambasciata iraniana ha quindi risposto alle ultime affermazioni del bellicoso presidente statunitense Donald Trump, che ha ribadito ancora una volta le sue accuse ostili contro la Repubblica islamica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha descritto i suoi predecessori Barack Obama e Joe Biden come leader disastrosi per gli Stati Uniti a causa dell'accordo sul nucleare iraniano del 2015, criticandoli per aver abbandonato Israele e altri alleati di Washington.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Repubblica islamica ha ripetutamente sottolineato che la politica di pressione, minacce e accuse del governo statunitense non pu&amp;ograve; nascondere la realt&amp;agrave; del ruolo distruttivo di Washington nella destabilizzazione della regione e del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran ha affermato che la nazione iraniana si opporr&amp;agrave; all'aggressione, alle sanzioni e alla guerra psicologica, e difender&amp;agrave; i suoi legittimi diritti nel quadro del diritto internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/07425837_xl.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Addio Eurovision: Spagna, Irlanda e Slovenia oscurano Israele</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-addio_eurovision_spagna_irlanda_e_slovenia_oscurano_israele/45289_66840/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'11 maggio, le emittenti pubbliche di Spagna, Irlanda e Slovenia hanno annunciato che non trasmetteranno l'Eurovision Song Contest di questa settimana, in segno di protesta contro la partecipazione di Israele.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Per i prossimi 10 giorni, invece del circo dell'Eurovision, il palinsesto televisivo nazionale sar&amp;agrave; caratterizzato dalla serie tematica 'Voci di Palestina'&quot;, ha annunciato l'emittente slovena RTV.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tra i documentari e i film in programma figurano Gaza Twins, Come Back to Me, No Other Land, The Voice of Hind Rajab e The Teacher.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2053816276464636042&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37634&amp;amp;sessionId=45d84eb6480c4286cca1ff780cdf548ddfdba49b&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2053816276464636042&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'emittente trasmetter&amp;agrave; anche una puntata speciale che esaminer&amp;agrave; il dibattito politico ed etico sull'Eurovision, compreso il sistema di votazione del concorso e le argomentazioni a favore e contro il boicottaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'emittente irlandese RTE trasmetter&amp;agrave; invece uno spettacolo comico, mentre la Spagna mander&amp;agrave; in onda uno speciale programma musicale durante la competizione, che inizia marted&amp;igrave; a Vienna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Spagna, Irlanda e Slovenia si sono unite a Paesi Bassi e Islanda nel boicottare la competizione a causa della decisione dell'Unione Europea di Radiodiffusione (UER) di consentire a Israele di partecipare, mentre la reputazione globale di Tel Aviv continua a crollare a causa del genocidio in corso a Gaza e dei continui crimini contro l'umanit&amp;agrave; commessi nel Paese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Una recente&amp;nbsp; inchiesta&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;del New York Times&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;(NYT) ha rivelato che Israele ha condotto una campagna coordinata e pluriennale per trasformare l'Eurovision in uno strumento di soft power, spendendo almeno un milione di dollari in marketing, anche attraverso fondi provenienti dall'ufficio Hasbara di Netanyahu, mentre le ambasciate israeliane facevano pressione sulle emittenti europee affinch&amp;eacute; Tel Aviv mantenesse la sua sede nella competizione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-1&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-1&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2053830535563071870&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37634&amp;amp;sessionId=45d84eb6480c4286cca1ff780cdf548ddfdba49b&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2053830535563071870&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questo pi&amp;ugrave; ampio crollo di reputazione si verifica mentre i funzionari israeliani investono circa 730 milioni di dollari in Hasbara, la macchina di propaganda globale&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; dello Stato&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, nel disperato tentativo di invertire il collasso del prestigio culturale e diplomatico di Israele.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il piano di spesa prevede una massiccia campagna di sensibilizzazione digitale, viaggi di delegazioni all'estero, campagne con influencer, targeting basato sull'intelligenza artificiale e sforzi coordinati per sopprimere i contenuti dissidenti, compresi i materiali che denunciano la portata dei crimini di guerra israeliani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo gli analisti, &amp;egrave; improbabile che le ingenti spese di propaganda di Israele riescano a riparare i danni, poich&amp;eacute; l'indignazione globale &amp;egrave; alimentata dal genocidio, dalle politiche di apartheid e dalla condotta militare, piuttosto che da una comunicazione inefficace.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo lo studioso di comunicazione Nicholas Cull, la diplomazia pubblica pu&amp;ograve; essere utile solo &quot;marginalmente&quot;, perch&amp;eacute; le persone si formano un'opinione basandosi &quot;sulle politiche concrete, non su quanto bene si riescono a presentare tali politiche&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nonostante gli enormi sforzi, la reputazione di Israele continua a crollare negli Stati Uniti, dove &lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;quasi il 60% &lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dei cittadini ora lo considera sfavorevolmente, poich&amp;eacute; le nuove generazioni, l'opposizione a Netanyahu e le pressioni economiche derivanti dalla guerra israelo-americana contro l'Iran stanno determinando un netto cambiamento nell'opinione pubblica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/014a122e-4d43-11f1-a592-00163e02c055.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>&quot;Non l'abbiamo mai fatto prima&quot;: il piano disperato del Sud-est asiatico per condividere l'energia</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-non_labbiamo_mai_fatto_prima_il_piano_disperato_del_sudest_asiatico_per_condividere_lenergia/45289_66841/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il mercato petrolifero &amp;egrave; impegnato in una &quot;corsa contro il tempo&quot;, poich&amp;eacute; i prezzi del petrolio rischiano di raggiungere livelli catastrofici a causa della guerra con l'Iran, qualora lo Stretto di Hormuz rimanesse chiuso fino a giugno,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-05-11/oil-market-in-race-against-time-on-hormuz-morgan-stanley-says&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;come riportato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;da Bloomberg&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; l'11 maggio, citando analisti della banca d'investimento statunitense Morgan Stanley.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, oltre due mesi fa, i prezzi dei futures sul petrolio sono aumentati significativamente, ma non sono riusciti a superare i livelli registrati nel 2022 in seguito alla guerra tra Russia e Ucraina, nonostante la perdita di quasi un miliardo di barili di petrolio dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I prezzi sono rimasti contenuti poich&amp;eacute; le principali nazioni importatrici di petrolio avevano aumentato le proprie riserve in previsione della guerra, e gli investitori credevano che la strategica via navigabile, attraverso la quale normalmente transita il 20% delle esportazioni mondiali di petrolio, sarebbe stata riaperta presto, hanno affermato gli analisti di Morgan Stanley in una nota.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo gli analisti, l'aumento della produzione e delle esportazioni di petrolio statunitensi, unitamente alla riduzione delle importazioni dalla Cina, ha contribuito a evitare un crollo ancora pi&amp;ugrave; grave dei prezzi del petrolio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;L'aumento di 3,8 milioni di barili al giorno nelle esportazioni degli Stati Uniti e il taglio di 5,5 milioni di barili al giorno nelle importazioni della Cina hanno protetto il resto del mondo da una carenza di 9,3 milioni di barili al giorno, una quantit&amp;agrave; molto significativa&quot;, hanno affermato gli analisti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2050538291238473844&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37635&amp;amp;sessionId=73f1a1e3eb6c5ce75d15d822554f5989c26710da&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2050538291238473844&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tuttavia, una chiusura prolungata del mercato di Hormuz fino a giugno &quot;potrebbe causare una rinnovata tensione&quot;, hanno affermato, aggiungendo che, sebbene la Cina disponga ancora di riserve significative, &quot;la capacit&amp;agrave; degli Stati Uniti di mantenere questo elevato livello di esportazioni &amp;egrave; difficile da valutare, ma sembra essere sotto maggiore pressione&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Al momento, le previsioni di base di Morgan Stanley indicano che Hormuz aprir&amp;agrave; prima che gli Stati Uniti debbano ridurre le esportazioni e la Cina debba arrestare il calo delle importazioni, ma se l'interruzione dovesse persistere, &amp;egrave; probabile che i prezzi aumentino&quot;, ha scritto&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Bloomberg&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Luned&amp;igrave;, &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://archive.ph/o/uRj5a/https:/www.bloomberg.com/news/articles/2026-05-10/latest-oil-market-news-and-analysis-for-may-11&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;i future sul Brent&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;, il benchmark globale del petrolio, sono saliti fino al 4,6% nelle prime fasi di contrattazione, raggiungendo i 105,99 dollari al barile, prima di ridiscendere sotto i 104 dollari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'impennata dei prezzi si &amp;egrave; verificata dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva respinto la risposta dell'Iran alla proposta di Washington per porre fine alla guerra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Tuttavia, gli analisti di Morgan Stanley hanno avvertito che, anche se lo stretto riaprisse domani, il tempo necessario per riavviare i giacimenti, riparare le raffinerie e organizzare le petroliere per il trasporto significa che il mercato potrebbe perdere un miliardo di barili nel 2026.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel frattempo, l'amministratore delegato di Saudi Aramco, Amin Nasser,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://saudigazette.com.sa/article/661237/saudi-arabia/aramco-ceo-world-deprived-of-1-billion-barrels-of-oil-over-past-two-months&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha dichiarato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;domenica che il mercato petrolifero globale ha perso circa 1 miliardo di barili negli ultimi 2 mesi e che ci vorr&amp;agrave; del tempo prima che i mercati energetici si stabilizzino, anche se i flussi dovessero riprendere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Il nostro obiettivo &amp;egrave; semplice: mantenere il flusso di energia, anche quando il sistema &amp;egrave; sotto pressione&quot;, ha dichiarato Nasser a&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Reuters&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;dopo che Aramco ha annunciato un aumento del 25% dell'utile netto nel primo trimestre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Sebbene le compagnie energetiche statunitensi e saudite abbiano tratto vantaggio dalla chiusura dello stretto da parte dell'Iran, le nazioni asiatiche ne hanno subito le conseguenze, poich&amp;eacute; la loro principale fonte di energia &amp;egrave; stata interrotta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://apnews.com/article/middle-east-wars-energy-asia-gas-oil-45dcf2b9059930f298136720564d6ae6&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Secondo quanto riportato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;luned&amp;igrave; dall'AP, le nazioni asiatiche si sono trovate a dover fare scelte difficili,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;tra cui &quot;risparmiare energia a rischio di rallentare le attivit&amp;agrave; economiche, dare priorit&amp;agrave; al gas per le famiglie a rischio della produzione di fertilizzanti e attingere alle riserve energetiche per un sollievo temporaneo&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-1&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-1&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2053849373969444961&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37635&amp;amp;sessionId=73f1a1e3eb6c5ce75d15d822554f5989c26710da&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2053849373969444961&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Senza una chiara prospettiva di fine, la crisi dei carburanti si sta ora propagando a macchia d'olio in tutte le economie&quot;, ha osservato l'agenzia di stampa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I governi asiatici avevano pianificato i loro bilanci e i costi dei sussidi al carburante ipotizzando un prezzo medio del petrolio di 70 dollari al barile. Tuttavia, la guerra ha spinto il prezzo del greggio Brent fino a circa 120 dollari al barile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Di conseguenza, i prezzi dell'energia e la chiusura dello Stretto di Hormuz sono stati temi chiave di discussione al vertice dell'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) della scorsa settimana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I leader riuniti al vertice&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/economy/2026/5/8/asean-summit-iran-war&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;hanno concordato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;di sviluppare una rete elettrica regionale e una riserva di combustibili, riducendo al contempo la dipendenza dalle importazioni di energia dall'Asia occidentale. Attualmente, l'ASEAN importa da questa regione oltre il 50% del suo petrolio greggio e il 17% del suo gas naturale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli Stati membri dell'ASEAN hanno inoltre concordato un quadro regionale per la condivisione dei combustibili, nel tentativo di alleviare le difficolt&amp;agrave; economiche causate dalla crisi energetica globale. Tuttavia, i dettagli chiave di tale quadro non sono ancora stati definiti, tra cui quali Paesi avrebbero la priorit&amp;agrave; in caso di aggravamento della crisi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il presidente dell'ASEAN e presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos Jr., ha accolto con favore l'accordo, ma ha sottolineato le difficolt&amp;agrave; di attuazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;ldquo;Come avviene la condivisione? Chi riceve cosa? Come si paga? Si paga? Si tratta di uno scambio? ... Non l'abbiamo mai fatto prima&amp;rdquo;, ha detto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/aseanseanprimaetrloiio.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Oltre le immagini del Washington Post: i danni reali alle basi USA che l'intelligence non ha ammesso</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-oltre_le_immagini_del_washington_post_i_danni_reali_alle_basi_usa_che_lintelligence_non_ha_ammesso/39602_66842/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/us-bases-are-not-coming-back-irans-strikes-rewrite-washingtons-west-asia-doctrine&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;di Shivan Mahendrarajah - The Cradle&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Per parafrasare &quot;My Hometown&quot; di Bruce Springsteen: &quot;Teheran dice: 'Queste basi se ne vanno, ragazzi / E non torneranno / Nella vostra citt&amp;agrave; natale'.&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L' articolo del&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Washington Post&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; del 6 maggio 2026, &quot;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.washingtonpost.com/investigations/2026/05/06/iran-us-bases-satellite-images/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran ha colpito molte pi&amp;ugrave; infrastrutture militari statunitensi di quanto riportato, mostrano le immagini satellitari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;, era un'ammissione tardiva &amp;ndash; basata su fughe di notizie provenienti dal Dipartimento della Difesa statunitense (DOD) e dalla comunit&amp;agrave; dell'intelligence di Washington &amp;ndash; che l'Iran aveva inflitto danni significativi alle infrastrutture statunitensi. Tuttavia,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il Post&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;racconta solo una parte della storia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Post&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;ha esaminato 109 delle centinaia di immagini satellitari pubblicate dai media iraniani, la cui autenticit&amp;agrave; &amp;egrave; stata verificata &quot;confrontandole con immagini a bassa risoluzione del sistema satellitare dell'Unione Europea, Copernicus, e con immagini ad alta risoluzione di Planet, laddove disponibili&quot;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La narrazione &amp;egrave; stata studiata per rivelare i danni a 217 strutture e 11 pezzi di equipaggiamento, evidenziando la vulnerabilit&amp;agrave; delle basi statunitensi, ma al contempo oscurando l'entit&amp;agrave; delle perdite e le ripercussioni sulla presenza militare americana in Asia occidentale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Non ha affrontato le implicazioni della distruzione dei radar, il fallimento della dottrina statunitense di lunga data, n&amp;eacute; gli attacchi contro le basi in Iraq &amp;ndash;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nbcnews.com/politics/national-security/iran-backed-groups-targeted-us-facilities-iraq-600-us-official-says-rcna344062&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;oltre 600&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;ndash; che di fatto hanno costretto gli Stati Uniti ad abbandonare il Paese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il problema principale &amp;egrave; che queste basi potrebbero non essere ricostruite affatto. Sono esposte, hanno costi proibitivi e ora si trovano all'interno del raggio d'azione degli attacchi iraniani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;image align-center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://thecradle-main.oss-eu-central-1.aliyuncs.com/public/articles_media/01146fa0-4d45-11f1-94e6-00163e02c055.jpeg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;
&lt;figcaption&gt;&lt;sup&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Mappa che mostra le basi e i porti statunitensi in Asia occidentale presi di mira dall'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La protezione della forza ha fallito per prima&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La &quot;protezione delle forze&quot; &amp;egrave; una dottrina militare sancita dalla pubblicazione congiunta 3-10 del Joint Chiefs of Staff, che vincola tutte le forze armate. Il manuale di campo dell'esercito statunitense 3-19.1 chiarisce ulteriormente la dottrina:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;La protezione delle forze consiste in tutte quelle azioni che prevengono o attenuano le azioni ostili contro il personale del Dipartimento della Difesa (inclusi i familiari), le risorse, le strutture e le informazioni critiche. Essa coordina e sincronizza le misure offensive e difensive per consentire alle forze congiunte di operare efficacemente, riducendo al contempo le opportunit&amp;agrave; per il nemico. Comprende la difesa aerea, spaziale e missilistica; la difesa NBC [nucleare, biologica e chimica]; l'antiterrorismo; le operazioni di informazione difensiva; e la sicurezza delle forze e dei mezzi operativi.&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le perdite umane portano al controllo pubblico e al dissenso all'interno delle Forze Armate. Da qui l'eccessiva importanza attribuita alla protezione delle forze nelle fasi iniziali delle guerre in Iraq e Afghanistan.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Mohsen Rezaei, ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniane, ha insistito direttamente su questa vulnerabilit&amp;agrave;, &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://en.mehrnews.com/news/244108/Iran-fully-prepared-to-confront-renewed-US-aggression&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;avvertendo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;che una rinnovata aggressione statunitense potrebbe portare all'affondamento di navi americane, all'uccisione di soldati e alla cattura di un gran numero di forze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La lezione da imparare &amp;egrave; l'imperativo di proteggere il personale e le loro famiglie, dentro e fuori dalle basi. Gli Stati Uniti non sono stati in grado di proteggere n&amp;eacute; l'uno n&amp;eacute; l'altro. Al Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) viene attribuito il merito di aver salvato vite umane trasferendo il personale dalle basi in hotel, ma questo non ha garantito molta sicurezza. Agenti della CIA e militari sono stati rintracciati negli hotel; i droni Shahid-136 hanno effettuato consegne di &quot;servizio in camera&quot; negli Emirati Arabi Uniti, in Iraq, in Kuwait e in Bahrein, come dimostrano i numerosi video su Telegram.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-0&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-0&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2030018918060802399&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37633&amp;amp;sessionId=cafb30887e0bef32a93ad05de6256381821be46a&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2030018918060802399&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Protezione della base&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La protezione delle basi &amp;egrave; un sottoinsieme della protezione delle forze. Ci&amp;ograve; implica, tra l'altro, la difesa delle basi da missili e droni, ma questo non &amp;egrave; possibile. Le basi in Asia occidentale si sono sviluppate nel corso di decenni; la maggior parte dell'espansione &amp;egrave; avvenuta dopo il 2001 a supporto della Guerra Globale al Terrore (GWOT) successiva all'11 settembre. Uno degli scopi dichiarati per le basi &amp;ndash; e per il loro mantenimento anche dopo la GWOT &amp;ndash; era quello di &quot;contenere l'Iran&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I programmi missilistici e di droni iraniani erano poco sofisticati all'epoca dell'11 settembre, ma in seguito al discorso dell'ex presidente statunitense George Bush sull'&quot;Asse del Male&quot; (29 gennaio 2002), la ricerca e lo sviluppo si sono intensificati. Dal 2002-2003,&amp;nbsp;&amp;nbsp;sono state scavate e costruite numerose basi missilistiche sotterranee &amp;ndash; dimostratesi impenetrabili alle bombe &quot;bunker buster&quot; durante la&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://x.com/TheCradleMedia/status/2032107698536202617&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;guerra del Ramadan.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel 2026, le tecnologie iraniane hanno annientato dottrine e tecnologie difensive risalenti al periodo 2001-2002. Come possono gli Stati Uniti mantenere le proprie basi sapendo che l'arsenale iraniano &amp;egrave; superiore? Le batterie di difesa aerea non possono difendere le basi statunitensi e la potenza di fuoco dell'aeronautica americana non &amp;egrave; sufficiente a sopprimere i lanci iraniani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;@DefenceMat ha analizzato il piano d'attacco, mostrando come i generali iraniani abbiano utilizzato un'ingegnosa e complessa campagna di saturazione che combinava guerra elettronica, droni e missili da crociera e balistici per sovraccaricare e degradare le reti di difesa statunitensi basate sul principio &quot;individuare-decidere-ingaggiare&quot;. Questa strategia di soppressione &quot;incentrata sulla rete&quot; ha superato le tradizionali tattiche SEAD o DEAD (Soppressione o Distruzione delle Difese Aeree Nemiche).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In parole semplici, ci&amp;ograve; significa che l'Iran ha prima accecato gli Stati Uniti distruggendo la loro rete regionale di radar, radome (antenne satellitari protette da materiale protettivo) e sistemi di comando e controllo. Le basi sono rimaste praticamente indifese.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;image align-center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://thecradle-main.oss-eu-central-1.aliyuncs.com/public/articles_media/fb3e9c2a-4d41-11f1-b53d-00163e02c055.jpeg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;
&lt;figcaption&gt;&lt;sup&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Figura 1: Immagine satellitare del radar AN/FPS-132 danneggiato a Umm Dahal, in Qatar, dopo essere stato preso di mira dall'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A titolo esemplificativo, il radome del radar di allerta precoce AN/FPS-132 di Umm Dahal, in Qatar, era rivolto verso l'Iran per rilevare i lanci di missili, allertare la rete regionale e tracciare i proiettili. Fu distrutto il primo giorno della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran (28 febbraio). Era l'unico radar AN/FPS-132 in Asia occidentale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Una batteria di intercettori THAAD (Thermal High-Altitude Air Defense) senza il suo radar AN/TPY-2 &amp;egrave; un costoso ornamento, a meno che non sia collegata a un nuovo radar AN/TPY-2. C'erano sette radar AN/TPY-2 in Asia occidentale; due, forse tre, sono sopravvissuti. Diversi radar Patriot (AN/MPQ-53/65) sono stati distrutti o danneggiati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La sofisticata tecnologia iraniana&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;I media occidentali si concentrano sulle immagini satellitari. Tuttavia, i tipi di satelliti sono diversi; ad esempio, esistono modelli progettati per la mappatura tridimensionale del terreno (TERCOM), l'intelligence elettronica (ELINT) o la ritrasmissione dei dati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il sistema TERCOM guida i missili da crociera iraniani. Il sistema ELINT raccoglie segnali elettronici e geolocalizza le sorgenti di emissioni a radiofrequenza (RF) tramite triangolazione con altri satelliti. I satelliti di ritrasmissione inviano rapidamente dati alle stazioni di terra, garantendo cos&amp;igrave; dati in tempo reale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La Figura 2 illustra la tecnologia utilizzata dall'Iran. Si noti il ??rettangolo giallo: secondo un analista, si tratta di un sistema di inganno AN/TPY-2. Se gli ufficiali dell'intelligence iraniana si fossero affidati esclusivamente alle immagini per individuare gli obiettivi, avrebbero potuto essere tratti in inganno. Tuttavia, il sistema di inganno &amp;egrave; stato ignorato e sono stati presi di mira il radar mimetizzato (hangar; in alto) e altri edifici.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'Iran ha evidentemente accesso a tecnologie di rilevamento spaziale avanzate che hanno identificato la firma a radiofrequenza del radar nascosto. L'impronta elettronica del radar AN/TPY-2 &amp;egrave; stata geolocalizzata dai satelliti e le coordinate del bersaglio sono state programmate nel computer di bordo del proiettile.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;image align-center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://thecradle-main.oss-eu-central-1.aliyuncs.com/public/articles_media/8e11b0e6-4d42-11f1-879a-00163e02c055.jpeg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;
&lt;figcaption&gt;&lt;sup&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Figura 2: Immagini satellitari del sito radar AN/TPY-2 negli Emirati Arabi Uniti prima e dopo l'attacco iraniano, che mostrano i danni conseguenti.&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'ultimo esempio &amp;egrave; la distruzione di un AWACS (Airborne Warning and Control System) E-3 Sentry in Arabia Saudita. Gli Stati Uniti si ritirarono nella base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, a circa 660 chilometri dall'Iran meridionale, dopo che le basi pi&amp;ugrave; vicine all'Iran divennero inutilizzabili. Gli E-3 Sentry &amp;ndash; di cui esistono solo pochi esemplari &amp;ndash; furono schierati in fretta dagli Stati Uniti in seguito alla perdita dei radar terrestri. L'E-3 &amp;egrave; dotato di un radar AN/APY-2 (all'interno del rotadome).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nella Figura 3, possiamo vedere la pista (la striscia annerita dalla gomma); l'E-3 si trova sulla via di rullaggio trasversale &amp;ndash; presumibilmente dopo l'atterraggio &amp;ndash; diretto verso la via di rullaggio parallela.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questo rivela aspetti delle capacit&amp;agrave; iraniane che senza dubbio hanno turbato gli ufficiali dell'intelligence statunitense: un drone iraniano (forse un Arash-2) &amp;egrave; penetrato in profondit&amp;agrave; nel territorio dell'Arabia Saudita (senza essere rilevato? ma ovviamente non abbattuto); ha ricevuto dati in tempo reale da un satellite a bordo dell'E-3 in movimento; poi il drone kamikaze &amp;ndash; probabilmente utilizzando un sistema di puntamento elettro-ottico per l'identificazione visiva e l'aggancio del bersaglio &amp;ndash; si &amp;egrave; lanciato in picchiata e ha colpito con precisione il rotaodome &quot;in pieno&quot;. &amp;Egrave; stata un'impresa notevole. Nessun margine di errore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;image align-center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://thecradle-main.oss-eu-central-1.aliyuncs.com/public/articles_media/9ca520c0-4d42-11f1-a4fe-00163e02c055.jpeg&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;
&lt;figcaption&gt;&lt;sup&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Figura 3: Immagine satellitare di un E-3 Sentry distrutto presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita dopo essere stato colpito dall'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Brian Hook, ex rappresentante speciale degli Stati Uniti per l'Iran, schern&amp;igrave; la Repubblica Islamica, affermando che utilizzava &quot;modelli&quot; e &quot;immagini ritoccate con Photoshop&quot; di armi. Il generale statunitense Jay Raymond derise &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/iran-puts-third-homegrown-satellite-into-orbit&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il satellite iraniano Noor-1&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt; definendolo una &quot;webcam traballante nello spazio&quot;. Probabilmente oggi non riderebbe pi&amp;ugrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La ricostruzione potrebbe rivelarsi la sconfitta pi&amp;ugrave; grande.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ci sono troppe incognite per stimare i costi di ricostruzione di 16 basi, soprattutto perch&amp;eacute; l'entit&amp;agrave; dei danni non &amp;egrave; chiara. I paesi ospitanti e gli Stati Uniti hanno contribuito con miliardi di dollari nel corso dei decenni. La maggior parte delle spese statunitensi &amp;egrave; classificata. Complessivamente, sono stati spesi centinaia di miliardi di dollari, che, in dollari del 2026, sarebbero una cifra astronomica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli Stati Uniti possono permettersi spese ingenti? I paesi ospitanti potrebbero avere difficolt&amp;agrave; a sostenere i costi, visti i recenti cali di entrate. Un esempio concreto degli ostacoli alla ricostruzione &amp;egrave; emblematico: il radar di Umm Dahal &amp;egrave; costato al Qatar 1,1 miliardi di dollari nel 2013.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il costo di sostituzione potrebbe essere il doppio; le stime suggeriscono 5-7 anni per costruire il nuovo radar AN/FPS-132, ammesso che la Cina venda gli elementi delle terre rare (RRE), fondamentali per l'intero ecosistema della difesa statunitense. Ecco perch&amp;eacute; il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si lamenta degli RRE.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La questione cruciale &amp;egrave;: le nazioni ospitanti vorranno il ritorno degli Stati Uniti? Le basi&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://thecradle.co/articles/us-bases-in-the-persian-gulf-security-shield-or-escalation-trigger&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;non hanno garantito la sicurezza&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;, anzi, tutt'altro. &quot;Sicurezza per tutti o sicurezza per nessuno&quot; &amp;egrave; stato il mantra dell'Iran dall'inizio della guerra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La protezione delle forze armate &amp;egrave; fondamentale per la dottrina militare statunitense. La ricostruzione delle basi non &amp;egrave; prevista prima che il Dipartimento della Difesa (DOD) sviluppi tecnologie in grado di proteggere basi e personale dalle armi iraniane. Il DOD ha operato sulla base di una visione sciovinista secondo cui gli Stati Uniti possedevano una &quot;superiorit&amp;agrave; tecnologica&quot; sui loro avversari, ma i &quot;migliori&quot; sistemi statunitensi &amp;ndash; radar a banda X, THAAD, Patriot &amp;ndash; sono stati sconfitti dalla superiorit&amp;agrave; intellettuale e tecnologica iraniana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Le basi statunitensi in Asia occidentale non possono tornare allo status quo ante bellum senza un dibattito significativo al Congresso e al Dipartimento della Difesa sulle debolezze delle difese aeree, le vulnerabilit&amp;agrave; delle reti radar e l'esposizione del personale statunitense a perdite umane. Questo dibattito non si limita all'Asia occidentale, ma riguarda anche le basi statunitensi costruite per &quot;contenere la Russia&quot; e &quot;contenere la Cina&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il deputato Ted Lieu lo ha affermato chiaramente: &quot;Non posso appoggiare ulteriori finanziamenti per il Dipartimento della Difesa finch&amp;eacute; non verr&amp;agrave; elaborata una nuova strategia basata sugli insegnamenti appresi dalla guerra con l'Iran. Perch&amp;eacute; quando si ha a che fare con avversari di pari livello come la Cina e la Russia, gli Stati Uniti si troveranno ad affrontare seri problemi&quot;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure class=&quot;media&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;twitter-tweet twitter-tweet-rendered&quot;&gt;&lt;iframe id=&quot;twitter-widget-1&quot; class=&quot;&quot; title=&quot;Post X&quot; src=&quot;https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?creatorScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;dnt=false&amp;amp;embedId=twitter-widget-1&amp;amp;features=eyJ0ZndfdGltZWxpbmVfbGlzdCI6eyJidWNrZXQiOltdLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2ZvbGxvd2VyX2NvdW50X3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9iYWNrZW5kIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19yZWZzcmNfc2Vzc2lvbiI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZm9zbnJfc29mdF9pbnRlcnZlbnRpb25zX2VuYWJsZWQiOnsiYnVja2V0Ijoib24iLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X21peGVkX21lZGlhXzE1ODk3Ijp7ImJ1Y2tldCI6InRyZWF0bWVudCIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3Nob3dfYmlyZHdhdGNoX3Bpdm90c19lbmFibGVkIjp7ImJ1Y2tldCI6Im9uIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH0sInRmd19kdXBsaWNhdGVfc2NyaWJlc190b19zZXR0aW5ncyI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdXNlX3Byb2ZpbGVfaW1hZ2Vfc2hhcGVfZW5hYmxlZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdmlkZW9faGxzX2R5bmFtaWNfbWFuaWZlc3RzXzE1MDgyIjp7ImJ1Y2tldCI6InRydWVfYml0cmF0ZSIsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfbGVnYWN5X3RpbWVsaW5lX3N1bnNldCI6eyJidWNrZXQiOnRydWUsInZlcnNpb24iOm51bGx9LCJ0ZndfdHdlZXRfZWRpdF9mcm9udGVuZCI6eyJidWNrZXQiOiJvbiIsInZlcnNpb24iOm51bGx9fQ%3D%3D&amp;amp;frame=false&amp;amp;hideCard=false&amp;amp;hideThread=false&amp;amp;id=2052421546807820392&amp;amp;lang=en&amp;amp;origin=https%3A%2F%2Fthecradle.co%2Farticles-id%2F37633&amp;amp;sessionId=cafb30887e0bef32a93ad05de6256381821be46a&amp;amp;siteScreenName=TheCradleMedia&amp;amp;theme=light&amp;amp;widgetsVersion=6a3ad42b224df%3A1778106238597&amp;amp;width=550px&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-tweet-id=&quot;2052421546807820392&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/f3623d0dd7524506ebda4fb20bd9e002.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Caitlin Johnstone - NYT e Israele: lo scontro che nasconde anni di propaganda e omissioni</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-caitlin_johnstone__nyt_e_israele_lo_scontro_che_nasconde_anni_di_propaganda_e_omissioni/39602_66838/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.caitlinjohnst.one/p/israel-accuses-the-new-york-times?utm_source=post-email-title&amp;amp;publication_id=82124&amp;amp;post_id=197296942&amp;amp;utm_campaign=email-post-title&amp;amp;isFreemail=true&amp;amp;r=2xdvne&amp;amp;triedRedirect=true&amp;amp;utm_medium=email&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;Caitlin Johnstone&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il governo israeliano accusa attualmente&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://x.com/IsraelMFA/status/2053917212335919332&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;il New York Times&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di diffamazione antisemita per&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://archive.is/wCOUZ&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;aver pubblicato un articolo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;sui gi&amp;agrave; ben documentati stupri sistematici ai danni di prigionieri palestinesi da parte di Israele.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Contrariamente a quanto si crede, il premio pi&amp;ugrave; prestigioso nel giornalismo non &amp;egrave; il Pulitzer. Il premio pi&amp;ugrave; alto in assoluto per il giornalismo &amp;egrave; essere accusati di antisemitismo dal governo israeliano per aver riportato i fatti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ma il New York Times non merita questo premio. Il Times ha&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://theintercept.com/2024/01/09/newspapers-israel-palestine-bias-new-york-times/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;coperto l'olocausto di Gaza&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;fin dall'inizio, con&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://mondoweiss.net/2025/07/a-new-dossier-reveals-extensive-pro-israel-bias-among-reporters-editors-and-executives-at-the-nytimes/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;pregiudizi ampiamente documentati&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;nei suoi articoli, e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=bFEurGy05ps&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha svolto un ruolo di primo piano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;nel promuovere la propaganda sulle atrocit&amp;agrave; relative agli stupri di massa del 7 ottobre. Gli abusi di Israele sono stati attivamente agevolati dal New York Times, compresi gli abusi sessuali sistematici sui prigionieri palestinesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Times non ha nemmeno pubblicato il reportage come articolo di cronaca;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2026/05/11/opinion/israel-palestinians-sexual-violence.html?unlocked_article_code=1.hlA.kfgZ.ZMP5yQa7u9k7&amp;amp;smid=url-share&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;lo ha inserito nella sezione &quot;opinioni&quot;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;. Il loro pregiudizio &amp;egrave; evidente dal fatto che hanno pubblicato il loro articolo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://newyorkwarcrimes.com/retract-screams-without-words&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;notoriamente screditato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;Urla senza parole&quot; come un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.nytimes.com/2023/12/28/world/middleeast/oct-7-attacks-hamas-israel-sexual-violence.html&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;articolo di cronaca&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.aa.com.tr/en/middle-east/gazan-detainee-gang-raped-by-israeli-soldiers-at-sde-teiman-prison/3288606&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Da anni, i media non occidentali&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://electronicintifada.net/content/sexual-abuse-revelations-might-bring-outcry-little-change/48796&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;non mainstream&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;denunciano gli abusi sessuali perpetrati da Israele. Le organizzazioni per i diritti umani mettono in guardia contro gli stupri sistematici ai danni dei prigionieri palestinesi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26718999/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ben prima&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;dell'inizio dell'offensiva a Gaza. L'unico motivo per cui ne sentiamo parlare ora dalla stampa mainstream &amp;egrave; perch&amp;eacute; hanno ottenuto la distruzione di Gaza che desideravano, e ora il mirino della macchina da guerra si &amp;egrave; spostato su luoghi come il Libano e l'Iran.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il New York Times non merita alcun riconoscimento per la sua copertura giornalistica tardiva, superficiale e volta a coprire le proprie responsabilit&amp;agrave;, n&amp;eacute; merita l'onore di essere accusato di calunnia del sangue dal governo israeliano. Non merita altro che disprezzo e derisione per non aver trattato questa storia, del tutto di dominio pubblico, fino al maggio 2026.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Esistono prove di gran lunga superiori a quelle degli stupri sistematici ai danni dei prigionieri palestinesi rispetto a quelle degli stupri di massa del 7 ottobre, e sono sempre esistite. Chiunque affermi il contrario &amp;egrave; un hasbarista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; quasi poetico trovare un eufemismo per descrivere il modo in cui i redattori di Reuters evitano di dire che Israele&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ha violato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;il cessate il fuoco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Un titolo di Reuters del 10 maggio recitava: &quot;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-strikes-gaza-kill-three-medics-say-testing-fragile-ceasefire-2026-05-10/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Attacchi israeliani uccidono tre persone a Gaza, secondo i medici,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-strikes-gaza-kill-three-medics-say-testing-fragile-ceasefire-2026-05-10/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;mettendo alla prova&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-strikes-gaza-kill-three-medics-say-testing-fragile-ceasefire-2026-05-10/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;il fragile cessate il fuoco&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Un articolo del 7 maggio recita: &quot;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/lebanese-pm-says-premature-talk-any-high-level-meeting-with-israel-2026-05-06/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Israele colpisce Beirut&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/lebanese-pm-says-premature-talk-any-high-level-meeting-with-israel-2026-05-06/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;per la prima volta dal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/lebanese-pm-says-premature-talk-any-high-level-meeting-with-israel-2026-05-06/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;cessate il fuoco&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;27 aprile: &quot;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-strikes-hit-east-lebanon-expanding-scope-despite-ceasefire-2026-04-27/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Attacchi israeliani colpiscono il Libano orientale,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-strikes-hit-east-lebanon-expanding-scope-despite-ceasefire-2026-04-27/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;ampliando la portata nonostante&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-strikes-hit-east-lebanon-expanding-scope-despite-ceasefire-2026-04-27/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;il cessate il fuoco&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;22 aprile: &quot;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/asia-pacific/lebanon-hopes-extension-ceasefire-washington-meeting-2026-04-22/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli attacchi nel sud del Libano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/asia-pacific/lebanon-hopes-extension-ceasefire-washington-meeting-2026-04-22/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;mettono a dura prova&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/world/asia-pacific/lebanon-hopes-extension-ceasefire-washington-meeting-2026-04-22/&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;il cessate il fuoco alla vigilia dei colloqui di Washington&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;Egrave; incredibile come tutti questi vecchi e polverosi giornalisti che non hanno mai creato un briciolo d'arte in vita loro possano trasformarsi spontaneamente in scrittori incredibilmente creativi quando devono coprire gli abusi israeliani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;A proposito di titoli, il New York Times ha recentemente&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://x.com/nyt_diff/status/2053710003601551861?s=20&quot;&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;modificato il titolo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;di un articolo dei deputati democratici Pramila Jayapal e Jonathan L. Jackson sulla loro visita a Cuba, riformulandolo in modo da scagionare gli Stati Uniti dalle sofferenze causate dal blocco statunitense sull'isola. Il titolo originale recitava &quot;Quello che stiamo facendo a Cuba non &amp;egrave; solo illegale. &amp;Egrave; crudele&quot;. I redattori del New York Times lo hanno cambiato in &quot;Quello che abbiamo visto a Cuba ci ha scioccato&quot;. Hanno deliberatamente trasformato il titolo in un'osservazione al passivo, senza nominare un responsabile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Questo &amp;egrave; lo stesso New York Times che i sionisti di destra accusano attualmente di fare propaganda a favore di Hamas, l'ala pi&amp;ugrave; estremista del partito. Si tratta semplicemente di un'operazione di gestione dell'immagine per l'impero statunitense.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Una delle contraddizioni pi&amp;ugrave; assurde nella narrativa sionista &amp;egrave; che (A) criticare Israele &amp;egrave; contemporaneamente antisemita e (B) equiparare Israele a tutti gli ebrei &amp;egrave; antisemita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Ufficialmente, i sionisti sostengono che sia possibile criticare Israele senza essere antisemiti, ma in pratica questa non &amp;egrave; la loro posizione. Lo sappiamo perch&amp;eacute; non esiste un solo critico di Israele, esplicito e deciso, che non venga regolarmente accusato di antisemitismo dai sionisti. Nessuno. Potrebbero anche tollerare una rara e timida critica a singoli funzionari israeliani, ma criticare in modo costante e aperto lo stato di apartheid di Israele (e le alleanze del proprio governo con esso) &amp;egrave; severamente proibito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Quando si etichetta sistematicamente come antisemiti tutti i critici di Israele, si comunica implicitamente che ogni critica a Israele &amp;egrave; antisemita e che, di conseguenza, Israele rappresenta tutti gli ebrei. Si finisce quindi per fare proprio ci&amp;ograve; che si condanna come antisemita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;________________&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Traduzione de l'AntiDiplomatico)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;*Giornalista e saggista australiana. Pubblica tutti i suoi articoli nella newsletter personale:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.caitlinjohnst.one/&quot;&gt;https://www.caitlinjohnst.one/&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>OP-ED</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/7db548be-8fc3-43a2-ad2c-004df5f17a9d_1080x564.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'UE accetta di ripristinare pienamente i rapporti commerciali con la Siria</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lue_accetta_di_ripristinare_pienamente_i_rapporti_commerciali_con_la_siria/82_66839/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 10:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Consiglio europeo ha revocato la sospensione parziale di un accordo di cooperazione con la Siria, ripristinando cos&amp;igrave; relazioni commerciali pi&amp;ugrave; complete con il Paese arabo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il Consiglio ha annunciato luned&amp;igrave; che la decisione rappresenta un passo importante verso il rafforzamento delle relazioni tra l'Unione europea e la Siria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La decisione &quot;invia un chiaro segnale politico dell'impegno dell'UE a riprendere i contatti con la Siria e a sostenere la sua ripresa economica&quot;, ha aggiunto il Consiglio europeo in una dichiarazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Contemporaneamente, i ministri degli esteri dell'UE si sono incontrati a Bruxelles con il massimo diplomatico del governo siriano, Asaad al-Shaibani, dando il via a un dialogo politico di alto livello 18 mesi dopo la destituzione del leader siriano Bashar al-Assad.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il blocco dei 27 paesi ha inaugurato un nuovo capitolo con la Siria dopo la caduta di al-Assad nel dicembre 2024.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p id=&quot;meeting-in-damascus&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Riunione a Damasco&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo l'incontro con il presidente siriano ad interim Ahmed al-Sharaa a Damasco a gennaio, ha promesso che l'Europa avrebbe fatto &quot;tutto il possibile&quot; per sostenere&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;la ripresa&lt;/span&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&amp;nbsp;della Siria .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il mese scorso la Commissione ha proposto che gli Stati membri dell'UE riattivino pienamente l'accordo di cooperazione del blocco con la Siria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;L'accordo, che aboliva i dazi sulle importazioni della maggior parte dei prodotti industriali dalla Siria, &amp;egrave; stato parzialmente sospeso nel 2011, quando il govenro di Bashar al-Assad affront&amp;ograve; una guerra per procura di NATO, Israele e potenze regionali perpetrata con l'appoggio militare e finanziario dai gruppi terroristici. Non a caso l'attuale presidente siriano &amp;egrave;&amp;ugrave;&lt;strong class=&quot;Yjhzub&quot; data-sfc-root=&quot;c&quot; data-sfc-cb=&quot;&quot; data-processed=&quot;true&quot; data-copy-service-computed-style=&quot;font-family: &amp;quot;Google Sans&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 600; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);&quot;&gt;&lt;span data-subtree=&quot;aimfl,mfl&quot; data-processed=&quot;true&quot; data-copy-service-computed-style=&quot;font-family: &amp;quot;Google Sans&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 600; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);&quot;&gt;Ahmad al-Sharaa&lt;/span&gt;&lt;!--TgQPHd|[]--&gt;&lt;/strong&gt;, meglio conosciuto come &lt;strong class=&quot;Yjhzub&quot; data-sfc-root=&quot;c&quot; data-sfc-cb=&quot;&quot; data-processed=&quot;true&quot; data-copy-service-computed-style=&quot;font-family: &amp;quot;Google Sans&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 600; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);&quot;&gt;&lt;span data-sfc-root=&quot;c&quot; data-wiz-uids=&quot;Vqy9Ee_j&quot; data-sfc-cb=&quot;&quot; data-processed=&quot;true&quot; data-copy-service-computed-style=&quot;font-family: &amp;quot;Google Sans&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 600; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);&quot;&gt;Abu Muhammad al-Jawlani&lt;!--TgQPHd|[]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--TgQPHd|[]--&gt;&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; stato un&amp;nbsp; miliziano jihadista e braccio destro del leader dell'ISIS Abu Bakr al-Baghdadi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe class=&quot;i-amphtml-fill-content&quot; src=&quot;https://players.brightcove.net/665003303001/A3nzcwywTg_default/index.html?amp=1&amp;amp;videoId=6392204806112&amp;amp;enableAds=true&amp;amp;adDescriptionUrl=%2Fnews%2F2026%2F5%2F11%2Feu-agrees-to-restore-full-trade-ties-with-syria&amp;amp;playsinline=true&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; data-mce-fragment=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Gli scambi commerciali tra Siria e UE avevano raggiunto il picco nel 2010, superando i 7 miliardi di euro (9,1 miliardi di dollari al tasso di cambio del 2010).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Nel 2023, le importazioni dell'UE dal paese si erano ridotte a 103 milioni di euro (120 milioni di dollari), mentre le esportazioni europee verso la Siria si attestavano a 265 milioni di euro (310 milioni di dollari).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;container--ads in-article-ads&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;adArea ad-in-article&quot;&gt;Sulla delicata questione del rimpatrio dei rifugiati siriani, la Germania, che ospita la pi&amp;ugrave; grande comunit&amp;agrave; siriana dell'UE con oltre un milione di persone, &amp;egrave; in prima linea.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;Il cancelliere Friedrich Merz ha adottato politiche migratorie pi&amp;ugrave; severe nel tentativo di contrastare l'estrema destra, e ha scatenato polemiche dichiarando, durante la visita del presidente siriano il mese scorso, di sperare che l'80% dei rifugiati siriani possa tornare a casa entro tre anni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;In seguito, ha chiarito che si trattava di una cifra proposta dallo stesso al-Sharaa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>WORLD AFFAIRS</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/UeSriecomemrci1.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L'Ucraina majdanista indica la strada all'Armenia europeista</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lucraina_majdanista_indica_la_strada_allarmenia_europeista/45289_66837/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il prossimo 7 giugno si svolgeranno le elezioni parlamentari in Armenia e l'attuale primo ministro Nikol Pa&amp;scaron;injan non &amp;egrave; affatto sicuro che il suo partito Accordo Civile riesca ottenere voti sufficienti a formare una coalizione in grado di sostenere il governo e le scelte europeiste di cui Pa&amp;scaron;injan &amp;egrave; portatore. Certo, una discreta spinta &amp;egrave; arrivata dai muridi delle cancellerie &lt;a href=&quot;/dettnews-il_tradimento_del_caucaso_lasse_painjanzelenskij_e_il_nuovo_accerchiamento_della_russia/45289_66749/&quot;&gt;europee riuniti lo scorso 4 maggio a Erevan&lt;/a&gt;, insieme a bipedi feliformi di UE e NATO. Ma non &amp;egrave; detto che ci&amp;ograve; sia bastante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In ogni caso, tra tutte le ormai quasi abusate dichiarazioni di Vladimir Putin del 9 maggio, pare che solo qualche furfante si sia ricordato - a modo suo, ovviamente - di quella in cui il presidente russo ha paragonato la svolta dell'Armenia verso l'Unione europea alla situazione in Ucraina prima del colpo di stato del 2014 e del successivo sanguinoso conflitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per lo pi&amp;ugrave;, i disgustosi media di regime si sono concentrati sulle aperture di Putin e sulla possibilit&amp;agrave; che Vladimir Zelenskij, solo al momento in cui siano stati raggiunti gli accordi definitivi sulla risoluzione del conflitto, possa incontrarsi con Vladimir Putin per apporre la firma definitiva a quei documenti, anche con l'intermediazione di una terza figura, che il presidente russo ha ipotizzato essere l'ex cancelliere tedesco Gerard Schr&amp;ouml;der, nel quadro di nuovi accordi di sicurezza per l&amp;rsquo;Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A quel punto i fogliacci eurocaliginosi non si sono pi&amp;ugrave; trattenuti e hanno spalancato le porte a giubili di &amp;ldquo;vittoria&amp;rdquo; sul &amp;ldquo;dittatore russo&amp;rdquo; costretto a venire a patti con la &amp;ldquo;resilienza&amp;rdquo; degli &amp;ldquo;impavidi&amp;rdquo; ucraini e coi &amp;laquo;leader dell&amp;rsquo;Unione europea e della Nato che sono rimasti i difensori a spada tratta dell&amp;rsquo;Ucraina&amp;raquo;, sbava il Corriere della Sera, aggiungendo, con piglio strafottente, che ora &amp;laquo;l'Ucraina &amp;egrave; libera di colpire in territorio russo dove e quando lo giudica necessario&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Naturalmente, quegli stessi leader della UE, che &amp;laquo;vedono nell&amp;rsquo;Ucraina il baluardo della sicurezza europea e sono interlocutori indispensabili per definirne le condizioni&amp;raquo;, non possono accettare che a fare da intermediario sia un &amp;ldquo;alleato del Cremlino&amp;rdquo; quale viene proclamato Schr&amp;ouml;der e allora, in veste di rappresentante UE, arriva da Berlino il nome dell'attuale presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, che affiancherebbe nei colloqui lo stesso Schr&amp;ouml;der. I pi&amp;ugrave; si ricorderanno dell'attuale presidente tedesco per la sua iniziativa di dieci anni fa, denominata appunto &quot;Formula Steinmeier&quot; e da lui formulata come ministro degli esteri, che prevedeva un meccanismo per l'attuazione degli Accordi di Minsk, con la road-map per lo status speciale del Donbass. Si prevedeva come primo passo lo svolgimento di elezioni in LNR e DNR, i cui risultati avrebbero dovuto esser riconosciuti da Kiev; quindi il formale ritorno del Donbass all'Ucraina come regione autonoma, con il diritto di bloccare l'adesione alla NATO. Ma n&amp;eacute; l'ex presidente Petro Poro&amp;scaron;enko, n&amp;eacute; Zelenskij hanno mai accolto la proposta di Steinmeier; il quale, d'altra parte, era in carica proprio con la cancelliera Angela Merkel che, in diverse occasioni, ha ripetuto pi&amp;ugrave; o meno esplicitamente che gli accordi di Minsk, da lei sottoscritti insieme a Francois Hollande, dovevano servire solo per dar tempo a Kiev di riprendersi dalle batoste di Debaltsevo e Ilovajsk e continuare la guerra in Donbass.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma, si diceva dell'Armenia. I soliti ciarlatani torquemadisti de Linkiesta si sono concentrati sulle parole spese da Putin a proposito del paese caucasico e, di beceraggine in villania, ecco che &amp;ldquo;rivelano&amp;rdquo; che &amp;laquo;per minacciare l&amp;rsquo;Armenia il Cremlino si &amp;egrave; fatto scappare la verit&amp;agrave;: a causare l&amp;rsquo;invasione &amp;egrave; stato il desiderio ucraino di entrare nell&amp;rsquo;Ue&amp;raquo;, cos&amp;igrave; che, pacifici e celestiali europei, aspettatevi che il cinico &amp;ldquo;autocrate russo&amp;rdquo;, se le elezioni del 7 giugno dovessero dare la vittoria al beneamato candidato Pa&amp;scaron;injan, si dia a invadere l'Armenia. Qui, anche a voler chiudere entrambi gli occhi, risulta evidente il gioco verbale degli impostori di cotanto giornalaccio. La disputa sull'adesione alla UE, per la quale l'allora presidente Viktor Janukovic aveva chiesto quantomeno di non affrettare i tempi, &amp;egrave; antecedente e non di poco al colpo di stato criminale attuato nel 2014 dalle bande nazi-nazionaliste a Kiev e patrocinato apertamente da USA-UE-NATO. La cosiddetta &amp;ldquo;invasione&amp;rdquo; di cui blaterano a Linkiesta risale al 2022. Il cosiddetto &amp;ldquo;desiderio ucraino di entrare nella UE&amp;rdquo; non era altro che la macchinazione messa a punto proprio dai mascalzoni di Bruxelles per aver mano libera alla schieramento di forze armate USA-NATO in Ucraina. Per quegli impostori torquemadisti che, come la maggior parte dei media, pensano di poter contrabbandare per &amp;ldquo;verit&amp;agrave;&amp;rdquo; le proprie trivialit&amp;agrave;, non ci sarebbe alcun &amp;laquo;accerchiamento della Nato, genocidio nel Donbas, persecuzioni contro i russofoni&amp;raquo; e, da parte russa, si tratterebbe solo di un &amp;laquo;campionario di falsit&amp;agrave; e fesserie da cui siamo tempestati regolarmente sulla stampa e nei talk show. Putin lo ha detto nel modo pi&amp;ugrave; chiaro qual &amp;egrave; stato il vero motivo, e c&amp;rsquo;&amp;egrave; da credergli, perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;unica reale minaccia al suo potere &amp;egrave; lo spettacolo di una democrazia libera e prospera proprio di fronte ai suoi confini, che dimostri ogni giorno ai russi il costo esorbitante della cleptocrazia putiniana&amp;raquo;. Qui basti dire solo che se quei terroristi mediatici, scrivendo di &amp;ldquo;democrazia libera e prospera&amp;rdquo; intendono quel moderno Konzentrationslager in cui i dettami di Banca Mondiale, FMI, UE e USA hanno trasformato quella che un tempo era una repubblica ucraina industrialmente sviluppata, allora ci si deve chiedere cosa le masse europee debbano attendersi dalla &amp;ldquo;ucrainizzazione&amp;rdquo; dell'Europa, oggi in fase cos&amp;igrave; avanzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Ucraina, afferma il ministro per le politiche sociali, della famiglia e dell'unit&amp;agrave;, Denis Uljutin, cresce a ritmo &amp;laquo;catastrofico il numero di poveri e disoccupati; aumenta spaventosamente il numero di famiglie il cui reddito &amp;egrave; appena sufficiente solo per cibo, alloggio e medicine e c'&amp;egrave; un numero crescente di persone per le quali i sussidi sociali rappresentano l'unica fonte di reddito&amp;raquo;. Ecco l'Ucraina del majdan: disoccupazione, dimezzamento della popolazione, volgare sfoggio di lussi stratosferici di fronte a milioni di ucraini ridotti alla fame, scorrerie di bande terroristiche e accalappiamento per strada di carne da mandare al macello. Gi&amp;agrave;: il futuro macello che sembra attendere anche i giovani europei che verranno arruolati a forza per la programmata guerra contro la Russia. Una guerra di cui i complessi militar-industriali euroatlantici non possono fare a meno. Lo ha dichiarato chiaro e tondo al canale UkrLife l'ex comandante USA in Europa Ben Hodges: per investire nella produzione militare i produttori occidentali di armi hanno bisogno che la guerra continui ancora per almeno cinque anni. Si parla, ha detto Hodges, di importanti produttori di mezzi altamente complessi, che richiedono &amp;laquo;catene di approvvigionamento altrettanto complesse e una forza lavoro ben addestrata. Quindi, se si vuole incrementare la produzione, &amp;egrave; necessario dare alle aziende la certezza... che si tratti di un impegno a lungo termine&amp;raquo;. Se per caso, dunque, in Ucraina dovesse raggiungersi una tregua, &amp;egrave; indispensabile aprire altri fronti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma, di nuovo, si diceva dell'Armenia e del paragone fatto da Vladimir Putin tra la situazione della Repubblica caucasica e quella dell'Ucraina ante-golpe. In effetti, riporta il corrispondente di PolitNavigator da Erevan, tutto ricorda davvero Kiev prima del 2014; si sente ancora molto parlare russo, si trovano prodotti russi sugli scaffali, ma molte persone attribuiscono la perdita del Karabakh non al tradimento di Nikol Pa&amp;scaron;injan, ma al Cremlino. &amp;Egrave; probabile che Pa&amp;scaron;injan vinca le elezioni: la sua propaganda ha scaricato la colpa della sconfitta del Karabakh sulla Russia e una popolazione stremata &amp;egrave; pronta a credere nella &quot;normalizzazione&quot; con l'Azerbajdžan, accettare l'apertura delle frontiere con la Turchia e il &quot;corridoio di Trump&quot;. Ovunque la pubblicit&amp;agrave; del partito di Pa&amp;scaron;injan, coi colori UE. L'incognita &amp;egrave; se il partito di Pa&amp;scaron;injan riuscir&amp;agrave; a raccogliere voti sufficienti per formare autonomamente un governo. La campagna elettorale dell'opposizione &amp;egrave; debole; non viene sollevata la questione della scelta geopolitica tra UE e Russia; non si parla delle sicure differenze delle tariffe sull'energia importata dalla Russia, prima e dopo l'uscita dall'Unione Economica Eurasiatica. Ovunque, invece, manifesti e cartelli che proclamano &quot;ristrutturato nell'ambito del programma del Dipartimento di Stato americano&quot;, &lt;a href=&quot;https://cdn.politnavigator.news/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-10_19-00-05-3.jpg&quot;&gt;&quot;restauro finanziato con fondi UE&quot;&lt;/a&gt; e cos&amp;igrave; via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sembra che gli errori dell'Ucraina, commenta PolitNavigator, non abbiano insegnato nulla agli armeni. &amp;laquo;Come &amp;egrave; iniziato tutto?&amp;raquo; si &amp;egrave; domandato Putin; con &amp;laquo;l'ingresso, o il tentativo di ingresso, dell'Ucraina nella UE... Tutto ci&amp;ograve; ha poi portato al colpo di stato, alla questione della Crimea, alla situazione dell'Ucraina sudorientale e ai combattimenti&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, afferma Mikhail Pavliv su Ukraina.ru, Nikol Pa&amp;scaron;injan si sta trasformano per la Russia in un &amp;ldquo;secondo Zelenskij&amp;rdquo;, tanto pi&amp;ugrave; che lo stesso primo ministro armeno ha dichiarato non &amp;egrave; dalla parte della Russia nella questione ucraina. &amp;Egrave; chiaro che la strada intrapresa da&amp;nbsp; Pa&amp;scaron;injan conduce esattamente allo stesso punto in cui Vladimir Zelenskij ha condotto l'Ucraina. Non si facciano ingannare coloro che ancora guardano allo status formale dell'Armenia nella ODKB e nell'Unione Economica Eurasiatica. Non ha alcuna possibilit&amp;agrave;, dice Pavliv di &amp;laquo;vincere le elezioni... Il che significa che cercheranno di aggrapparsi al potere con altri mezzi: falsificazioni, manipolazioni, pressioni sull'opposizione, tentativi di mettere al bando gli oppositori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, purtroppo, credo che anche che non sia escluso l'uso della forza per mantenere il potere&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sostanza, il &amp;nbsp;Pa&amp;scaron;injan di oggi &amp;egrave; lo Zelenskij del 2019-2020, che a Parigi partecipava al &amp;ldquo;Formato Normandia&amp;rdquo;, parlava con Putin, firmava le tabelle di marcia per una soluzione pacifica in Donbass. l'ex addetta stampa di Zelenskij, Julija Mendel, conversando con Tucker Carlson, rivela oggi di aver assistito &lt;a href=&quot;https://cdn.politnavigator.news/wp-content/uploads/2026/05/maxresdefault.jpg&quot;&gt;all'incontro Zelenskij-Putin a Parigi nel 2019&lt;/a&gt;, durante il quale prometteva che l'Ucraina non sarebbe mai entrata nella NATO. Addirittura, Zelenskij diceva di accettare la perdita del Donbass in cambio dell'inclusione del resto dell'Ucraina nella NATO, pur sapendo in anticipo che ci&amp;ograve; era impossibile e che, di conseguenza, la guerra sarebbe continuata e il governo di Kiev non sarebbe cambiato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era quella l'epoca, ricorda ancora Mikhail Pavliv, in cui si discuteva ancora di questioni specifiche: la &quot;Formula Steinmeier&quot;, per l'appunto e la sua attuazione, i compromessi e le possibili opzioni. Poi per&amp;ograve; Zelenskij torna a Kiev e imbocca la stessa strada che Pa&amp;scaron;injan sta &amp;laquo;percorrendo ora a tutta velocit&amp;agrave;... La strada verso la guerra. E tutti questi discorsi sull'integrazione europea sono, ovviamente, dipinti con colori rosei, discorsi su un futuro europeo, democrazia, riforme e tutte queste &quot;mutandine di pizzo e UE&quot;. Ma il risultato di questo autoinganno &amp;egrave; ben pi&amp;ugrave; brutto&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti questi &amp;ldquo;sogni rosei e illusioni su un paradiso europeo&amp;rdquo; e un'Ucraina indipendente non sono iniziati nel 2014; la storia risale almeno al 2004 e culmin&amp;ograve; con la caduta di Janukovic nel 2014. Il resto &amp;egrave; quello che si &amp;egrave; definito un nuovo&amp;nbsp; Konzentrationslager e che probabilmente attende ora le masse armene, con Pa&amp;scaron;injan che rischia di trascinare l'Armenia verso la guerra esattamente nello stesso modo di Zelenskij. E tutte le stesse terribili cose, dice Mikhail Pavliv, che stanno accadendo oggi nel sito dell'ex Repubblica Socialista Sovietica Ucraina potrebbero benissimo accadere nel sito dell'antica Armenia, guidata da compradores, agenti di influenza straniera, che agiscono non nell'interesse delle masse armene, ma dei loro padroni e dei propri interessi egoistici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio come &amp;egrave; successo in Ucraina. Perch&amp;eacute; Zelenskij avrebbe &amp;laquo;potuto porre fine a questa guerra gi&amp;agrave; nel 2022. Poi avrebbe potuto farlo nel 2025. E persino nel 2026... Ma non lo fa, perch&amp;eacute; la sua sopravvivenza personale, la sua avidit&amp;agrave;, la sua bramosia e il suo orgoglio si sono dimostrati pi&amp;ugrave; importanti della vita di migliaia e migliaia di persone. Sono proprio questi interessi egoistici che ora stanno conducendo Pa&amp;scaron;injan nello stesso identico abisso&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stesso, ci permettiamo di aggiungere, che attende anche le masse europee, alle prese con canaglie guerrafondaie che irridono con sufficienza alle aperture di Moskva, biascicando di &amp;laquo;progressi militari di Kiev&amp;raquo; (Milano Finanza) e di una Russia che &amp;laquo;si trova in una posizione pi&amp;ugrave; debole che mai: sta perdendo molte vite sul campo di battaglia, c&amp;rsquo;&amp;egrave; un crescente malcontento nella societ&amp;agrave; e il sostegno alla guerra sta diminuendo&amp;raquo; (Kaja-Fredegonda-Kallas).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma davvero considerano le masse europee cos&amp;igrave; tonte?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/berlin-khochet-otpravit-na-peregovory-k-putinu-odnogo-iz-avtorov-obmana-rossii-s-minskimi-soglasheniyami.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/berlin-khochet-otpravit-na-peregovory-k-putinu-odnogo-iz-avtorov-obmana-rossii-s-minskimi-soglasheniyami.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/zapadnye-magnatam-nuzhny-garantii-chto-vojjna-prodlitsya-eshhjo-pyat-let-minimum.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/zapadnye-magnatam-nuzhny-garantii-chto-vojjna-prodlitsya-eshhjo-pyat-let-minimum.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/po-ukrainskim-grablyam-armeniya-pered-vyborami.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/po-ukrainskim-grablyam-armeniya-pered-vyborami.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://politnavigator.news/zelenskijj-lichno-poobeshhal-putinu-chto-ukraina-nikogda-ne-vstupit-v-nato.html&quot;&gt;https://politnavigator.news/zelenskijj-lichno-poobeshhal-putinu-chto-ukraina-nikogda-ne-vstupit-v-nato.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://ukraina.ru/20260510/pochemu-pashinyan-stanovitsya-vtorym-zelenskim-dlya-rossii-1078796972.html&quot;&gt;https://ukraina.ru/20260510/pochemu-pashinyan-stanovitsya-vtorym-zelenskim-dlya-rossii-1078796972.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/346965141795241-1024x633.jpeg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Fulvio Grimaldi - Nella Galleria degli Orrori. ANNESSIONE COSTI QUEL CHE COSTI. Finte elezioni, finti confini, finta sicurezza, ma linee gialle</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fulvio_grimaldi__nella_galleria_degli_orrori_annessione_costi_quel_che_costi_finte_elezioni_finti_confini_finta_sicurezza_ma_linee_gialle/58662_66806/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Fulvio Grimaldi per l'AntiDiplomatico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Citazione del giorno:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;&lt;em&gt;Imporre all&amp;rsquo;Iran, che arricchisce l&amp;rsquo;uranio a scopo civile, di non avere la bomba atomica &amp;egrave; come ordinare a uno col bastone da passeggio di non fare il salto con l&amp;rsquo;asta&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Verso Armageddon&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel mondo si aggira e imperversa un masskiller che tutti omaggiano e a cui molti obbediscono per quanto sia affetto da demenza insieme senile e infantile. Un volgare, incolto zoticone, dall&amp;rsquo;ego irragionevolmente ipertrofico e tossico, che spara dieci cazzate gi&amp;agrave; solo a colazione e tutti gli danno retta anche quando d&amp;agrave; in escandescenze e urla a uno dei popoli dalla civilt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; antica del mondo,&amp;ldquo;&lt;em&gt;Aprite quel cazzo di Hormuz, brutti bastardi&amp;rdquo;, &lt;/em&gt;e &amp;ldquo;&lt;em&gt;Faccio fuori la vostra civilt&amp;agrave; in una notte&amp;rdquo;.&lt;/em&gt; Oppure quando, sprofondando nel ridicolo, delira &amp;ldquo;&lt;em&gt;Non avete ancora pagato abbastanza per ci&amp;ograve; che avete fatto all&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; in 47 anni&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. E sorvola sulla cinquantina di milioni di morti, tra ininterrotte guerre, colpi di Stato, rivoluzioni colorate, assassini extragiudiziali (specialit&amp;agrave; Obama), devastazioni, sanzioni, fatti da lui e dai suoi predecessori e soci, in particolare quello, s&amp;igrave;, nucleare, solo dal 1945 a oggi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto questo tenuto al guinzaglio da questo rottweiler atomico (scusatemi cari rottweiler) a due zampe e venti zanne, creato e addestrato a squartare su disposizione e licenza di un dio inventato e idolatrato perch&amp;eacute; non ponga limiti ai crimini dei suoi fedeli. Il dio che, secondo Israel Katz, un altro dei forsennati del culto della morte altrui, perci&amp;ograve; ministro sionista del Genocidio, dichiara il suo Stato, uscito dalla provetta dello scienziato pazzo, &amp;ldquo;&lt;em&gt;pronto a riportare l&amp;rsquo;Iran all&amp;rsquo;Et&amp;agrave; della pietra&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da una costola di costui deve essere stato generato quell&amp;rsquo;altro rigurgito escatologico, dal prurito di zolfo alle mani, di questa 13esima trib&amp;ugrave; ahinoi mai perduta: Pete Heseth, che da ministro della Difesa, si &amp;egrave; evoluto in ministro della Guerra. Un mezzobusto della trumpista TV Fox News che, prima del suo Pentagono da 2,9 milioni di dipendenti e il bilancio da 3000 miliardi, mai era stato chiamato a gestire un organismo pi&amp;ugrave; ampio delle sue tre mogli e cinque figli. Un esemplare della feroce fauna cristiano sionista che scolpisce nel suo libro, &amp;ldquo;Crociata Americana&amp;rdquo;, la seguente massima: &amp;ldquo;&lt;em&gt;La storia dell&amp;rsquo;America &amp;egrave; intrecciata inestricabilmente a quella giudeo-cristiana e allo Stato di Israele. Se ami l&amp;rsquo;America, devi amare Israele&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. E venga Armageddon e poi, chiss&amp;agrave;, il Messia. Coppia criminale di due Stati fuorilegge.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Verso il Terzo Tempio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immattempiogine2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;458&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se questo comporta l&amp;rsquo;Apocalisse), ben venga. Un passo alla volta: Iraq, Libia, Siria, Afghanistan, Palestina, Iran, Libano, Yemen e tutto il resto che si oppone alla preparazione del mondo per la venuta di &amp;lsquo;sto Messia. Con il ritorno di Ges&amp;ugrave;, o di chi per lui, e la fine dei tempi. Alla quale, sotto sotto, pensano di scampare solo loro. Tutti questi invasati basano fede, comportamenti e fini sul &amp;ldquo;Culto dei Tre Templi&amp;rdquo;. Con il terzo ora da costruire, rimuovendo la spianata dei templi musulmani, Al Aqsa in testa, e mettendo questo Terzo Tempio di Salomone al centro del Grande Israele. Non per nulla l&amp;rsquo;operazione del 7 ottobre &amp;nbsp;Hamas l&amp;rsquo;aveva intitolata ad Al Aqsa&amp;hellip;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal che si pu&amp;ograve; anche arguire con una certa fondatezza che quanto la triade diplomatica di Trump, con Steve Witkoff, Jared Kushner e, in testa, il fanatico ambasciatore a Tel Aviv, Mike Huckabee (in tv invoca &lt;em&gt;&amp;ldquo;l&amp;rsquo;atto divino di un territorio che si estende dal sinuoso Nilo al tortuoso Eufrate&lt;/em&gt;&amp;rdquo;), &amp;egrave; chiamata con i &amp;ldquo;negoziati&amp;rdquo; Islamabad a mimetizzare, non &amp;egrave; altro che un&amp;rsquo;escatologia territoriale. Per la quale occorre prospettare la messianica conflagrazione mondiale finale, magari nucleare, che parta dalla pietra d&amp;rsquo;inciampo Iran e veda sorgere il Terzo Tempio. Questo ad appena trecento anni dal Secolo dei Lumi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immtetoo%203agine3.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Conflagrazione che si apre, come indovinano quelli che parlano della &amp;ldquo;terza guerra mondiale a pezzi&amp;rdquo;, con la crisi energetica (perfezionata poi dalla fuoruscita degli Emirati, dependance di Israele e Fratello in Abramo, dall&amp;rsquo;OPEC, gi&amp;agrave; forza di contrasto del Sud globale all&amp;rsquo;unipolarismo) che diventa economica e impoverisce 7 miliardi su 7 e rotti. Poi potrebbe esserci il finalone atomico, ma a contemplare il ritorno del Messia saremo rimasti in pochini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Terrore, la nuova normalit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E le linee gialle? Cosa succede dentro e fuori dalle linee gialle?&amp;nbsp; Quelle, come le guerre d&amp;rsquo;aggressione, si allestiscono a forza di rivendicazioni della mitica Sicurezza, che &amp;egrave; puro terrorismo padronale, ma che Trump, Netanyahu, Meloni e criminalit&amp;agrave; organizzata varia, fanno passare per salvaguardia di tutti noi bassa forza. Terrore globale, ma diviso in due fronti per una finta contrapposti: l&amp;rsquo;ufficiale, travestito da democrazia, e il proxy, quello delle quinte colonne (Al Qaida, Isis, rivoluzionari colorati, ONG&amp;hellip;). Del secondo, nel quale si mimetizzavano, da un po&amp;rsquo; fanno a meno, da quando forza su diritto &amp;egrave; stato introdotto come nuovo principio per la convivenza nel &amp;ldquo;mondo libero&amp;rdquo;, all&amp;rsquo;ombra dello Stato fieramente fuorilegge.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di terrorismo di Stato ci alluvionano, in un crescendo parossistico che toglie il respiro e perfino la facolt&amp;agrave; di rendersi conto, episodi che, per essere paragonati a qualcosa di affine, si deve ricorrere all&amp;rsquo;Inquisizione- Quella di Torquemada, quella degli eretici appesi per i piedi e poi bruciati (sempre di religione millenarista e messianica si tratta).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sembra quasi che ci si sia abituati a convivere con una normalit&amp;agrave; che vediamo, giorno per giorno a due passi da casa nostra, in Palestina, Libano, Siria; nella strage bombarola di 80 ragazzine di una scuola iraniana; nelle citt&amp;agrave; libanesi polverizzate, nei villaggi svuotati e demoliti, nel milione e 300mila abitanti (su 5 milioni) sradicati dalle loro terre nel Sud e mandati in baracche e tende sui lungomari dei ricchi; nelle terre bruciate e rese invivibili, fino a quando coloni insediati non saranno dotati di mezzi per bonificarle e impiantarcisi da un capo all&amp;rsquo;altro del Medioriente, dove vivevano non ebrei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Normalit&amp;agrave; consacrati da ottant&amp;rsquo;anni di abusi, violenze e ora anche ripugnanti furti e saccheggi, compiuti in Libano dall&amp;rsquo;esercito pi&amp;ugrave; morale del mondo, di quanto si sono dovuti lasciare dietro delle conquiste di una vita, quel milione e mezzo di evacuati su ordine di quell&amp;rsquo;esercito. A determinare i valori in campo testimoniano le immagini di soldati israeliani, che, senza un battito di ciglia dei loro comandanti, senza mai rischiare un&amp;rsquo;inchiesta, rientrano nella Palestina occupata dai villaggi libanesi rasi al suolo, assisi su camion e camionette straripanti di quadri, divani, motociclette, vasellame, televisori, orologi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/folttpicch.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;293&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Normalit&amp;agrave; anche quella degli inermi naviganti, benefattori di gente di cui si progetta la scomparsa dalla faccia della Terra, quando vengono attaccati, rapiti, pestati, torturati, disumanizzati da licantropi d&amp;rsquo;assalto. Con il bonus aggiuntivo del plauso di una seconda carica del nostro Stato, offerto in ginocchio davanti all&amp;rsquo;altarino con il busto del Duce. &lt;em&gt;Tout se tient &lt;/em&gt;tra fascisti. &amp;nbsp;Tanto normale da non dedicare ai licantropi neanche una riga dei 19 pacchetti di sanzioni inflitte alla Russia per aver provato a bloccare una nuova aggressione nazista, di quelle che l&amp;rsquo;altra volta le erano costate 27 milioni di morti. Aggressione nazista guidata da Washington, partita con il golpe di Maidan e con il massacro dei russi del Donbass per mano delle milizie SS del regime installato dagli euroatlantici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Normalit&amp;agrave;, passata quasi inosservata visto che gi&amp;agrave; si era vissuta, delle botte a quelli della Flotilla, con la canna dei fucili in bocca, la faccia strascinata per terra, le costole e i nasi rotti da cazzotti e calci perch&amp;eacute; hai l&amp;rsquo;improntitudine di alzare le braccia per dire che sei inerme. Per arrivare alle torture a Thiago Avila e Saif Abukeshek, due eroi che il mondo concede alle sevizie degli sgherri voltandosi dall&amp;rsquo;altra parte. Normalit&amp;agrave; che, dove non c&amp;rsquo;&amp;egrave; pi&amp;ugrave; niente da bombardare, sparare, frantumare, delega il compito ai ratti e alle donnole perch&amp;eacute; mordino i bambini di Gaza, paralizzati dal gelo e dalla fame, imboccati di rifiuti e rimboccati con stracci bagnati, senza che ci sia pi&amp;ugrave; un infermiere a darti un&amp;rsquo;aspirina. C&amp;rsquo;&amp;egrave; chi spera che ne venga una bella peste e la faccia finita con questi residuati che, a dispetto di bombe, fucilate, fame, sete, si ostinano ad esserci e, addirittura, a emettere sospiri che inquinano la terra che il Signore ha assegnato al suo popolo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immathisaisssssssgine5.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;399&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Thiago e Saif&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Normalit&amp;agrave; cisgiordana, dove &amp;egrave; veniale incidente di traffico se, sollecitato dalla fastidiosa visione di due ragazze ancora vive su una strada riservata ai coloni, acceleri e le travolgi, o butti a terra una suora e la prendi a calci. O, ancora, se sfregi una Madonna mettendole in bocca una sigaretta e spacchi la faccia al crocefisso, con tanti saluti al Papa che blatera di pace e giustizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Normalit&amp;agrave; da millenni che gli abitanti di questa terra abitassero in case da loro costruite, coltivassero ulivi da loro piantati, cuocessero pane nei loro forni, allevassero pecore per il loro latte e la loro lana, si dissetassero e irrigassero dai loro acquedotti, preparassero alla vita i loro bambini nelle scuole, scrivessero poesie, dipingessero quadri, osservassero i colli, i piani, il cielo. Normalit&amp;agrave;, oggi, che di tutto questo vengano privati a forza di incendi, distruzioni, furti, sradicamenti, pestaggi, uccisioni. Da coloni armati che militari dell&amp;rsquo;esercito dell&amp;rsquo;unico Stato democratico del Medioriente proteggono dalla violenza di terroristi costretti in ginocchio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dove la normalit&amp;agrave; s&amp;rsquo;incrina&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un incidente di percorso, nel tranquillo scorrere di questa normalit&amp;agrave; dovrebbe averlo provocato &amp;ndash; ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; da contarci poco &amp;ndash; il rapporto di un autorevole organismo indipendente, &lt;em&gt;Euro-Med Human Rights Monitor&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;Osservatorio dei Diritti Umani nello Spazio Euromediterraneo, basato a Ginevra e presieduto da Richard Falk, gi&amp;agrave; relatore delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori occupati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contenente centinaia di testimonianze di prigionieri rilasciati, medici, operatori umanitari, con innumerevoli video che gli stessi carcerieri israeliani si divertono a far pervenire ai cellulari dei palestinesi per terrorizzare e intimidire, il rapporto s&amp;rsquo;intitola &amp;ldquo;&lt;em&gt;Un altro genocidio dietro le mura&amp;rdquo;. &lt;/em&gt;Ci&amp;ograve; che viene documentato &amp;egrave; la politica di uno Stato che lo legittima, organizza e fa giustificare dalle sue istituzioni mediche e giudiziarie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; quasi detenuto rilasciato da uno dei centri israeliani &amp;ndash; Ketziot, Megiddo, Ofer, Sde Teiman - che non denunci torture subite e, in particolare, violenze sessuali, e non ne possa esibire i segni. Si tratta di crimini, commessi da personale maschile e femminile, sistematicamente impunito: mutilazioni genitali, rimozione di testicoli. nudit&amp;agrave; forzata e prolungata, stupri di uomini su uomini, uomini su donne, stupri con strumenti, trattamento degradante, stupri con cani addestrati. Una pratica di cui ci dettero l&amp;rsquo;idea le immagini di Gaza, quando ancora qualcuno dei quasi 300 giornalisti gazawi ammazzati operava (altri 100 ne hanno uccisi tra Libano e Yemen), che mostravano decine di uomini nudi ammassati in ginocchio su camion, o, sempre in ginocchio e in formazione, esibiti nelle strade ai loro concittadini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ricordiamoci anche come autori e responsabili e committenti di Stato, confortati dal sicariato mediatico internazionale, abbiano provato a sviare da questa loro pratica strutturale (che non nasce nel presente conflitto), accusando di stupri di massa (per i quali, peraltro, non v&amp;rsquo;&amp;egrave; mai stato n&amp;eacute; un testimone, n&amp;egrave; una prova) i combattenti palestinesi del 7 ottobre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;improntitudine pi&amp;ugrave; sfacciata e strafottente, consentita dalla totale immunit&amp;agrave;-impunit&amp;agrave; consentite da una comunit&amp;agrave; internazionale spartita tra sicari, conniventi e ignavi. l&amp;rsquo;ha esibita l&amp;rsquo;ultr&amp;agrave; sionista teorico &amp;ndash; e occasionalmente praticante - della tortura che eufemisticamente &amp;egrave; detto ministro della Sicurezza, Ben Gviri. Ai suoi cinquant&amp;rsquo;anni malvissuti la moglie gli ha confezionato torta e oggettistica all&amp;rsquo;insegna del cappio. Cio&amp;egrave; dell&amp;rsquo;impiccagione. Quella da lui proposta e dalla Knesset decisa con la legge, non uguale per tutti, della pena di morte per chi &amp;egrave; palestinese e lo fa. La scritta sulla torta diceva: &lt;em&gt;&amp;ldquo;A volte i sogni si realizzano&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi, che sarebbero spurghi dell&amp;rsquo;inferno se la localit&amp;agrave; esistesse, ma si devono accontentare di essere spurghi del sionismo, si godono i frutti del ricatto grazie al quale i loro crimini sono protetti dall&amp;rsquo;Iron Dome della Coalizione Epstein. Coalizione di cui il capo non pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave; far danno, perch&amp;eacute; fatto trovare appeso, a telecamere spente e in assenza di secondini, in una cella di New York. La vicecapa sta in carcere, muta come un pesce, perch&amp;eacute; finirebbe uguale se solo dicesse &lt;em&gt;good morning&lt;/em&gt;; e il socio di affari e bagordi da ergastolo figura da presidente, ma non &amp;egrave; &amp;ndash; finch&amp;egrave; sta buono - che il commissario per le grandi opere, i grandi soldi e il Grande Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immminnnnazsionistagine6.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;374&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;unica democrazia in Medioriente&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2006 c&amp;rsquo;erano i territori occupati e non ancora annessi, o annessandi, l&amp;rsquo;ANP, il mostriciattolo pseudo-statale partorito a Oslo e il tacco dello stivale israeliano su ogni cm2 delle presunte aree ad amministrazione palestinese, affidate per procura al proxy Mahmud Abbas. Nel 2006 ci furono elezioni in tutti i territori e tutte furono stravinte dal Partito Hamas, non ancora forza guerrigliera, ma, insieme a quanto restava delle vecchie organizzazioni laiche e marxiste (FPLP e FDLP), fermo rivendicatore di uno Stato palestinese a sovranit&amp;agrave; non da Disneyland. A quel risultato (che la Fatah normalizzata da Abu Mazen cerc&amp;ograve; invano di sovvertire a Gaza) non ne seguirono altri fino ad oggi. Abu Mazen e i suoi danti causa e nutrizionisti a Tel Aviv, ammaestrati, non ne vollero pi&amp;ugrave; sapere di elezioni. Rimangono i sondaggi che indicano il quintuplo ergastolano Marwan Barghuti presidente e Hamas vincitore sia a Gaza che in Cisgiordania.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fino a ieri. Quando l&amp;rsquo; &amp;ldquo;Unica Democrazia del Medioriente&amp;rdquo;, come autorevolmente sancisce il saltimbanco locale Parenzo, riaffermava questa identit&amp;agrave; che la tiene a galla sui media e nelle cancellerie indicendo, vent&amp;rsquo;anni dopo, elezioni. Non troppe, per carit&amp;agrave;, gli elettori, cos&amp;igrave; disabituati, avrebbero potuto confondersi. Solo comunali, a non infastidire il fidato Abu Mazen e solo con Fatah, sbrindellato scendiletto di Netaniyahu, e solo qualcuna, qua e l&amp;agrave; in Cisgiordania e nel borgo gazawi di Deir Al Balah (votanti 20%). Insomma l&amp;agrave; dove nessuno poteva togliere lo strapuntino al novantenne commensale di Israele e dove a Ben Gvir piace esibirsi col cappio a qualche reperto palestinese. Andarono a votare quelli che erano riusciti a sgattaiolare tra le fucilate dei coloni. Praticamente quattro gattini ciechi su 10 milioni di palestinesi, tra territori occupati e diaspora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non poteva che andare cos&amp;igrave;: finti territori palestinesi, finte elezioni, finti candidati municipali e tutto questo all&amp;rsquo;interno di finti confini, mai previsti per La Palestina post-mandato, mai definiti ufficialmente da Israele, suoi padri e suo attuale Consiglio d&amp;rsquo;Amministrazione. Tanto quelli predestinati si sanno e, al momento, la dimensione &amp;egrave; soprattutto finanziaria, precondizione di quella territoriale, dove quello che conta &amp;egrave; mai porre limiti al fatturato e tanto meno agli utili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Confini? Quali confini? Linee gialle!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immconfinnnnagine7.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;378&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coerentemente, tutti hanno visto come (e a spese di chi) questa entit&amp;agrave; detta Stato, &amp;egrave; partita, dove &amp;egrave; via via arrivata (e a spese di chi), ma nessuno ha mai detto, neppure all&amp;rsquo;ONU, dove questa entit&amp;agrave; dovesse finire (e a spese di chi). In effetti, i confini ci sarebbero e sono di certo iscritti nel programma di Jahve. Ma, per adesso, come per le colonie, ci sono gli avamposti. Nessun dubbio che, nati come posti di blocco, zone militari, aree di sicurezza, zone cuscinetto, qualcosa di pi&amp;ugrave; strutturato lo diventeranno. Come il Golan siriano. Come il Sud di una Siria spartita con ISIS ed Erdogan. Come, per cominciare, le linee gialle in Libano e a Gaza. Del resto, quello di Babilonia, chiamato esilio, non era che una prima rivendicazione andata male.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La linea gialla nasce come linea di cessate il fuoco. Linea intesa da Israele come non cessate di aprire il fuoco. A Gaza delimita un quasi 60% della Striscia, all&amp;rsquo;interno della quale &amp;egrave; gi&amp;agrave; Israele, mentre al di fuori &amp;egrave; caccia alla lepre. Linea non ottusamente rigida, ma malleabile, estensibile. Cento metri qu&amp;agrave;, altri duecento l&amp;agrave;. E chi non se ne accorge, viola la &amp;ldquo;sicurezza&amp;rdquo; e fa la fine della lepre. E&amp;rsquo; qui che incomincia a operare il Board of Peace di Trump. Da questo lato c&amp;rsquo;&amp;egrave; tutta la vecchia Gaza produttiva e agricola. Di l&amp;agrave; ci sono macerie, sabbia e poco pi&amp;ugrave;. Tempo al tempo, vi si realizzer&amp;agrave; il progettino di Kushner . Si chiama colonizzazione d&amp;rsquo;insediamento da genocidio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gaza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immgazagine8.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;174&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Libano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immalinabnngine9.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Libano il modello si ripete. Linea gialla al fiume Litani, ma anche oltre, a giudicare dalle centinaia di villaggi fatti evacuare su entrambi i lati del corso. Pretesa zona di sicurezza gi&amp;agrave; nelle precedenti invasioni, 1978, 1982 e 2006. Ogni volta andate in fumo e l&amp;rsquo;arrosto, grazie unicamente a Hezbollah, se l&amp;rsquo;&amp;egrave; tenuto il Libano. Sta andando cos&amp;igrave; anche adesso, a dispetto della disfatta di Hezbollah pi&amp;ugrave; volte annunciata e che ora va smentendosi a forza di tank israeliani in fiamme ed efficacissimi droni sulla Galilea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma al di qua della linea gialla &amp;egrave; ormai terra bruciata, s&amp;ugrave; s&amp;ugrave; fino a Beirut, le infrastrutture e le case non ci sono pi&amp;ugrave;, ogni ritorno &amp;egrave; vanificato. Del resto, con le bombe che piovono perfino sulle tende degli evacuati, per il ritorno non ne rimarranno molti. Tutto &amp;egrave; pronto per l&amp;rsquo;annessione. Israel Katz, il ministro della Difesa, dopo essersi mangiato fette della torta col cappio, ha detto che ora vi vanno insediati avamposti agricolo-militari.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immaginemapocc10.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;408&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; una cartina (e anche le briciole verdi del quarto riquadro stanno scomparendo) che avrebbe dovuto far capire la manovra alla &amp;ldquo;comunit&amp;agrave; internazionale&amp;rdquo;. Che preferisce non avvedersene. E&amp;rsquo; tormentata dai territori russi in Ucraina che, in virt&amp;ugrave; di un fondo di magazzino come il principio dell&amp;rsquo;autodeterminazione, rischiano di passare alla Russia. Questi interventi israeliani di progressiva appropriazione, variamente definiti ma sempre improntati a una vantata provvisoriet&amp;agrave;, o emergenza circostanziale, &amp;egrave; dal 1948 che tutti sanno trattarsi di furto di territorio e annessione strisciante, senza che si urti la suscettibilit&amp;agrave; dei sionisti chiamandoli cos&amp;igrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A forza di graduali interventi su morfologia e demografia del territorio, come l&amp;rsquo;abbiamo visti realizzati in Cisgiordania nel corso di decenni, a un certo punto la trasformazione sar&amp;agrave; avvenuta e consolidata nella cartografia come ennesima nuova normalit&amp;agrave;. La media &amp;egrave; di cinque villaggi palestinesi, o libanesi, come questo qui sotto, sostituiti da ci&amp;ograve; che vedete pi&amp;ugrave; in basso. Prendendo spunto da un procedimento non dissimile che sta cambiando faccia e anima alle citt&amp;agrave; in Occidente (vedi la Milano del sindaco Sala), potremmo parlare di gentrificazione della Palestina. Dove il principio del classismo &amp;egrave; perfezionato da quello del razzismo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Prima&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/Immaprimmgine11.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;407&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/public/mce/dopppp%20(1).jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;399&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Dopo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non parlateci di confini. Hanno solo tracciato una linea gialla.&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>Attenti al Lupo</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/armagedd.jpg/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>L’Iran risponde a Trump: “Washington ha perso sul campo”</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-liran_risponde_a_trump_washington_ha_perso_sul_campo/45289_66835/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;Le tensioni tra Washington e Teheran tornano a salire dopo il duro scontro diplomatico seguito alla proposta iraniana per mettere fine alla guerra della coalizione Epstein in Medio Oriente. Il presidente statunitense Donald Trump ha liquidato il documento inviato dall&amp;rsquo;Iran come &amp;ldquo;spazzatura&amp;rdquo;, definendolo &amp;ldquo;totalmente inaccettabile&amp;rdquo; e sostenendo di non aver nemmeno terminato la lettura del testo. Secondo Trump, il fragile cessate il fuoco raggiunto nelle ultime settimane sarebbe ormai &amp;ldquo;in terapia intensiva&amp;rdquo;. La risposta iraniana, riportata dai media di Teheran, contiene invece una serie di richieste considerate &amp;ldquo;legittime&amp;rdquo; dalla Repubblica Islamica: fine immediata delle ostilit&amp;agrave; su tutti i fronti, stop alle operazioni navali contro le navi iraniane, rimozione delle sanzioni statunitensi, sblocco degli asset finanziari congelati e garanzie contro nuove aggressioni militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i punti centrali figura anche la gestione iraniana dello Stretto di Hormuz, crocevia strategico per il commercio energetico mondiale. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha &lt;a href=&quot;https://www.presstv.ir/Detail/2026/05/11/768421/Baghaei-&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;respinto&lt;/a&gt; le accuse statunitensi sostenendo che Teheran &amp;ldquo;non ha chiesto concessioni&amp;rdquo;, ma soltanto il riconoscimento dei propri diritti sovrani e legittimi. Baghaei ha accusato Washington di portare avanti richieste &amp;ldquo;irragionevoli&amp;rdquo;, influenzate dalla linea bellicista del governo israeliano, e ha ribadito che l&amp;rsquo;Iran considera prioritario il ritorno alla stabilit&amp;agrave; regionale. Nel frattempo, da Teheran arrivano segnali di crescente fiducia politica dopo la recente fase del conflitto. Ali Akbar Velayati, storico consigliere della Guida Suprema, ha dichiarato che gli Stati Uniti &amp;ldquo;hanno perso sul campo di battaglia&amp;rdquo; e non potranno ottenere una vittoria diplomatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un messaggio pubblicato su X, Velayati ha &lt;a href=&quot;https://www.presstv.ir/Detail/2026/05/11/768452/Iran-Velayati-victory-diplomacy-US-aggression-Trump&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;accusato&lt;/a&gt; Trump di voler sfruttare la tregua per presentarsi come vincitore sulla scena internazionale, in particolare durante la sua imminente visita in Cina. Secondo i vertici iraniani, la guerra e il successivo cessate il fuoco avrebbero gi&amp;agrave; modificato gli equilibri geopolitici dell&amp;rsquo;Asia occidentale. Teheran insiste inoltre sul rafforzamento del coordinamento con Cina, definita &amp;ldquo;partner strategico&amp;rdquo;, accusando Stati Uniti e Israele di voler imporre un ordine unilaterale nella regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;impressione &amp;egrave; che il cessate il fuoco resti estremamente fragile: mentre Washington pretende concessioni rapide e irrealistiche, l&amp;rsquo;Iran intende trasformare la resistenza militare e politica in un nuovo equilibrio diplomatico regionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/1778445091-copia-ilgiornaleit-11.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                            <item>
                    <title>Germania in allarme dopo il taglio delle truppe USA</title>
                    <link>https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-germania_in_allarme_dopo_il_taglio_delle_truppe_usa/45289_66836/</link>
                    <pubDate>Tue, 12 May 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
                    <description>&lt;p&gt;La decisione degli Stati Uniti di ritirare 5.000 soldati dalla Germania scuote gli equilibri strategici europei e alimenta nuove tensioni nei rapporti transatlantici. A lanciare l&amp;rsquo;allarme &amp;egrave; stato Markus S&amp;ouml;der, che ha &lt;a href=&quot;https://tass.com/world/2129469&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;definito&lt;/a&gt; il piano USA &amp;ldquo;un colpo doloroso&amp;rdquo; per la sicurezza tedesca. Secondo S&amp;ouml;der, la Germania si troverebbe oggi davanti a &amp;ldquo;sfide senza precedenti&amp;rdquo; sul piano della difesa e il progressivo ridimensionamento della presenza militare statunitense obbligherebbe Berlino a rafforzare rapidamente le proprie capacit&amp;agrave; strategiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il leader della CSU ha chiesto un deciso aumento della produzione di armamenti e un potenziamento dell&amp;rsquo;industria bellica nazionale. Attualmente in Germania sono stanziati circa 38.000 militari nordamericani, la pi&amp;ugrave; grande presenza USA in Europa. Il Pentagono ha annunciato che il ritiro dei 5.000 soldati sar&amp;agrave; completato entro i prossimi sei-dodici mesi, aprendo interrogativi sul futuro della NATO e della sicurezza continentale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tema del ridimensionamento delle truppe statunitensi in Europa era gi&amp;agrave; emerso nelle scorse settimane, quando Donald Trump aveva dichiarato di valutare una riduzione della presenza militare non solo in Germania, ma anche in Italia e Spagna. Dietro la scelta USA sembrano esserci anche crescenti attriti politici con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che aveva criticato la linea di Washington sulla crisi iraniana accusando gli Stati Uniti di mancare di una strategia chiara. Trump, dal canto suo, aveva risposto accusando Merz di considerare &amp;ldquo;accettabile&amp;rdquo; un Iran dotato di armi nucleari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La riduzione della presenza militare USA potrebbe cos&amp;igrave; accelerare il processo di riarmo europeo e rafforzare il dibattito sulla costruzione di una difesa continentale sempre pi&amp;ugrave; autonoma dagli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE &quot;TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA&quot; - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/abbonati.php&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
                    <author>https://www.lantidiplomatico.it</author>
                    <category>IN PRIMO PIANO</category>
                                        <enclosure type="image/jpg" url="https://cdn.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/markus-soeder-im-dezember-in.webp/526x275c50.jpg"/>
                </item>
                </channel>
</rss>
