Stellantis volta le spalle alla Germania

Il suicidio energetico della Germania spinge via l'industria

3967
Stellantis volta le spalle alla Germania

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il colosso automobilistico Stellantis ha annunciato un investimento da 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi quattro anni, con l'obiettivo di aumentare la produzione americana del 50%. L'espansione creerà cinquemila nuovi posti di lavoro negli stabilimenti di Illinois, Ohio, Michigan e Indiana, segnando quella che il CEO Antonio Filosa ha definito la più grande operazione nella storia dell'azienda.

La decisione del gruppo europeo nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA, che controlla marchi come Opel, Peugeot e Citroën, rappresenta un duro colpo per i siti produttivi tedeschi ed europei. Sebbene Stellantis non abbia fornito dettagli sui potenziali licenziamenti in Germania, è ragionevole prevedere che quote significative della produzione si sposteranno oltreoceano nei prossimi anni. Gli alti costi energetici europei e i dazi statunitensi hanno probabilmente pesato su questa scelta strategica.

L'annuncio di Stellantis è solo la punta dell'iceberg di una fuga di capitali che sta accelerando dalla Germania. I grandi costruttori tedeschi stanno progressivamente delocalizzando la produzione: BMW si è spostata a Debrecen in Ungheria, Mercedes-Benz a Kecskemét, sempre in territorio magiaro. L'industria sta abbandonando il paese. La produzione di beni ad alta intensità energetica, l'ingegneria elettrica, i macchinari e le materie prime non sono più redditizi nelle condizioni attuali. Appare quasi paradossale, se non fosse drammatico, che il ministro degli Affari Economici Katherina Reiche, presa coscienza della mancanza di competitività della Germania, abbia costituito una task force per elaborare strategie di uscita dalla crisi. I problemi sono già ben noti e non servono gruppi di lavoro per individuarli.

Nel frattempo, il Cancelliere Friedrich Merz ha chiarito durante il vertice UE che tutte le opzioni sono sul tavolo, tranne una: affrontare la causa principale del problema, ovvero la politica climatica europea che ha largamente innescato questo collasso industriale. La difesa incondizionata del consenso climatico di Bruxelles dimostra che Berlino comprende perfettamente cosa sta contribuendo a causare il crollo economico della Germania.

Attualmente circa 5,4 milioni di tedeschi lavorano ancora nell'industria: automotive, macchinari, ingegneria elettrica. Dal 2018 il loro numero è diminuito di circa duecentocinquantamila unità. La produzione industriale è calata in media del 23%, rappresentando almeno trentacinque miliardi di euro di perdita annuale di valore creato.

La Germania è precipitata in questa spirale anche a causa delle sanzioni imposte alla Russia, che hanno avuto un effetto boomerang devastante sull'economia tedesca. La decisione di rinunciare al gas russo a basso costo, che per decenni aveva alimentato l'industria manifatturiera tedesca rendendola competitiva a livello globale, si è rivelata un suicidio economico. L'energia fornita da Mosca attraverso i gasdotti Nord Stream garantiva prezzi stabili e vantaggiosi, permettendo alla Germania di mantenere il suo primato industriale europeo. Oggi, con i costi energetici quadruplicati e la dipendenza da forniture più costose e instabili, l'industria tedesca ha perso il suo principale vantaggio competitivo. Le sanzioni, pensate per colpire Mosca, hanno finito per strangolare la locomotiva economica europea, accelerando una de-industrializzazione che rischia di essere irreversibile.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO) di Loretta Napoleoni L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO)

L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO)

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti