Washington destabilizza e il mondo si riorganizza (di Fabio Massimo Parenti)

3568
Washington destabilizza e il mondo si riorganizza (di Fabio Massimo Parenti)

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Fabio Massimo Parenti

 

Era già successo con la Russia. Oggi tocca all’Iran. 

Bersaglio finale: la Cina.

La guerra economica, oltre che militare, contro l’Iran rientra chiaramente nella contesa tra Stati Uniti e Cina. 

Ma i calcoli USA continuano a essere sbagliati. Tanto in Russia quanto in Iran.

Washington voleva isolare la Russia con un inedito sistema di sanzioni. Risultato? La struttura economica russa ha tenuto. Nel 2023 e nel 2024 il PIL è cresciuto intorno al 4% annuo, contro una crescita dell’Unione europea tra lo 0,4 e l’1,1%. Altri macro dati confermano questi trend. 

Ora guardiamo all’Iran.

Washington ha appena lanciato un nuovo “Economic D-Day” contro Teheran. Sono state colpite circa 60 entità, comprese società cinesi. Ma soprattutto gli Stati Uniti ampliano le sanzioni secondarie: se imprese e banche straniere continuano a fare affari con l’Iran, rischierebbero l’esclusione dal sistema finanziario.

Quale può essere l’effetto di lungo periodo? Guardiamo ancora alla Russia.

Oggi oltre il 95% dei commerci sino-russi avviene in rubli e yuan. Su 240 miliardi di dollari di commercio bilaterale, il dollaro è diventato marginale.

L’obiettivo era isolare la Russia. La realtà ha visto più integrazione economica e finanziaria con la Cina.

Stesso copione con l’Iran?

Isolare Teheran significa interrompere il suo rapporto con Pechino. La Cina è il principale acquirente del petrolio iraniano e parte di questi scambi viene regolata in yuan. 

Più aumenta la pressione, maggiore diventa l’incentivo a costruire alternative. Lo abbiamo già visto negli ultimi anni, ma anche pochi mesi fa quando il governo cinese ha rispedito le nuove sanzioni illegali al mittente. 

Russia ieri. Iran oggi. Gli USA possono dire a una banca cinese: se finanzi il commercio iraniano, ti escludo dal dollaro.

Ma Pechino può rispondere: se applichi quella sanzione contro un soggetto cinese, puoi subire conseguenze sul mercato cinese e le filiere controllate da aziende cinesi. E’ già successo. 

È una capacità di deterrenza economica che la Cina di vent’anni fa non possedeva.

Quando a Bessent è stato chiesto perché non colpisse direttamente le grandi istituzioni finanziarie dei paesi che continuano a sostenere economicamente l’Iran, ha risposto:

«Perché mai dovrei voler far saltare in aria il sistema finanziario globale?» Eccolo, il paradosso. La Cina la colpisci marginalmente, se lo fai in modo diretto, rischi di affondare.

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Fabio Massimo Parenti (@fabiomassimoparenti)

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Fabio Massimo Parenti (@fabiomassimoparenti)

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

L'ora dei forni: l'internazionalismo in tempi difficili di Geraldina Colotti L'ora dei forni: l'internazionalismo in tempi difficili

L'ora dei forni: l'internazionalismo in tempi difficili

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica di Giuseppe Giannini L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti