Perché la Germania inasprisce lo scontro con la Russia?

Accuse senza prove, chiusura del consolato di Bonn e addio alla Casa Russa: Berlino alza il muro con Mosca. Ma dietro la scelta del cancelliere Merz c'è soprattutto il terrore di perdere le elezioni in Sassonia-Anhalt, dove l'AfD vola oltre il 40%

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Le relazioni tra Germania e Russia, che per anni hanno rappresentato uno dei principali ponti tra Mosca e l'Europa, si trovano oggi sul punto di una nuova e definitiva rottura. Berlino ha puntato in maniera evidentemente strumentale il dito contro Mosca per un incidente avvenuto all'aeroporto di Lipsia, senza però presentare prove concrete a ssotegno della grave accusa. Il governo tedesco ha deciso di chiudere il Consolato Generale russo a Bonn e di rescindere l'accordo che permetteva il funzionamento della Casa Russa della Scienza e della Cultura nella capitale, colpendo alcuni degli ultimi canali ufficiali di contatto tra i due Paesi.

La vicenda è emersa il giorno 5 dello scorso agosto, quando la polizia di Lipsia ha segnalato il ritrovamento di un drone non identificato con un esplosivo nella zona di carico dell'aeroporto. La stampa locale ha poi riferito che un aereo cargo della DHL si era scontrato con quello che si presumeva essere un altro drone senza pilota nello spazio aereo della zona. Mentre le autorità locali conducevano le indagini, il Servizio di Intelligence Estero russo (SVR) ha fatto sapere che la Germania non escludeva una pista ucraina e che stava esaminando la versione del sabotaggio in via non ufficiale. La domanda, secondo il SVR, era se le autorità tedesche avrebbero avuto la volontà politica necessaria per trarre conclusioni imparziali e renderle pubbliche. Circostanza su cui ci sono forti dubbi vista la volontà di coprire le malefatte del regime ucraino agli occhi dell’opinione pubblica europea.

Nonostante le indagini fossero ancora aperte, il governo tedesco ha frettolosamente puntato il dito contro la Russia, senza presentare prove che dimostrassero il suo coinvolgimento. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato che Berlino chiuderà il Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre e rescinderà l'accordo che consente il funzionamento della Casa Russa nella capitale. Il ministro ha spiegato che la decisione è stata coordinata con il cancelliere federale e che ha come obiettivo il rafforzamento della sicurezza del Paese. Allo stesso tempo, la Germania prepara un inasprimento dei controlli all'ingresso per i cittadini russi e una maggiore pressione sulla cosiddetta flotta ombra russa.

La reazione di Mosca non si è fatta attendere. La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha respinto le accuse legate all'incidente di Lipsia, definendole un pretesto inventato da Berlino. Ha sottolineato che la Germania non ha presentato prove convincenti a sostegno delle sue accuse, insistendo sul fatto che semplicemente non esistono e non possono esistere. Zakharova ha inoltre ricordato che Berlino è completamente macchiata sia per aver alimentato il conflitto ucraino che per la sua partecipazione ad attacchi terroristici contro civili.

Il presidente russo Vladimir Putin ha offerto una lettura politica della vicenda, sostenendo che la reazione di Berlino sia legata soprattutto alle difficoltà politiche interne che attraversa il governo tedesco. Putin ha dichiarato che la posizione del cancelliere è complicata e che egli non gode della fiducia dei cittadini perché non difende gli interessi nazionali ma li commercia. Il leader russo ha sottolineato che le accuse contro Mosca coincidono con l'avvicinarsi delle elezioni nel Land della Sassonia-Anhalt.

Secondo gli ultimi sondaggi, il partito di opposizione Alternativa per la Germania (AfD) è in testa nelle preferenze nell'est del Paese e raggiunge circa il 43% dei consensi. La stampa internazionale ha indicato che una delle ragioni della dura reazione tedesca potrebbe essere proprio il tentativo di contenere la crescita dell'AfD, una forza politica che sostiene una politica più pragmatica nei confronti di Mosca. Non è la prima volta che il cancelliere Friedrich Merz ricorre a una confrontazione esterna in momenti di crescente malcontento interno. A maggio, Merz aveva sorpreso tutti inasprendo le sue critiche contro il presidente USA per la guerra contro l'Iran, nonostante inizialmente avesse sostenuto quell'operazione bellica.

Il logoramento politico del capo del governo tedesco è ben visibile nei sondaggi. Secondo un recente Trendbarometer, il 78% degli intervistati ha dichiarato che il cancelliere sta svolgendo il suo incarico peggio di quanto si aspettassero. In questo contesto, diversi media tedeschi, citando fonti degli ambienti politici della Germania, hanno riferito che si starebbe già discutendo la possibilità di sostituire Merz. Le prossime elezioni potrebbero trasformarsi in un fattore decisivo per accelerare questo processo. Il Ministero degli Esteri russo ha promesso che Mosca risponderà a tutte le decisioni anti-russe di Berlino, sottolineando che le azioni delle autorità tedesche non rimarranno senza una dura, equivalente e proporzionata risposta.

 

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