Progressismo reazionario (di Vincenzo Costa)

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Progressismo reazionario (di Vincenzo Costa)

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di Vincenzo Costa

 

Quando ci fu l’attacco al Venezuela e il rapimento di Maduro quasi tutte le persone della sinistra progressista che conosco oscillarono tra l’atteggiamento di chi era compiaciuto per la fine della dittatura e chi optava per un più moderato “né con Maduro né con Trump”, sottointendendo che se lo avesse fatto Obama, il grande padre progressista, sarebbe stato diverso. 

Pensai che la gente di sinistra progressista ha perso ogni capacità critica, che è imprigionata in un moralismo sterile che la rende facile da dominare, e che ha perso la capacità di pensare in termini storici e politici. Basta l’appello ai diritti umani e questi cuori sanguinanti puoi portarli sempre dalla parte del grande capitale, della grande finanza. 

Pensai che le persone della sinistra progressista non costituiscono più un orizzonte di “compagni” con cui cercare di costruire un mondo più libero, perché nella attuale lotta dei popoli stanno sempre dalla parte di chi li opprime.

Ci furono tanti post, variegati, anche alcuni colleghi che stimo, ma tutti con la clausola “il dittatore Maduro”. Altri, teorici critici e marxisti che consideravo intelligenti, sostennero che, insomma, in Venezuela come a Cuba si moriva di fame perché il “regime” (oramai banno subito appena qualcuno scrive ste “mentanate”) aveva fallito: si moriva di fame per colpa di Castro o di Chavez. 

Che fosse la conseguenza di decenni di sanzioni feroci, che fosse la conseguenza della volontà dei paesi capitalistici di punire chiunque osasse sottrarsi al tallone dello zio Sam, niente, non pervenuto. Lì il pensiero critico si ferma. 

Ora lo zio Sam si appropria delle risorse strategiche di petrolio del Venezuela, “senza spendere un dollaro dei soldi dei contribuenti americani” dice zio Sam. Si appropria sia del petrolio sia dell’oro venezuelano, di fatto un furto assoluto: significa che il popolo venezuealano è schiavo degli USA, che non è sovrano.

E niente, i compagni progressisti sono impegnati a combattere il fascismo e non se ne sono accorti. 

Eppure, passano il tempo a studiare Marx, Adorno. Devo dire che, a causa loro, anche avendo in gioventù amato Adorno alla follia, mi è diventato insopportabile, perché sta gente trasforma l’oro in piombo, e dopo che qualcosa lo toccano loro diventa inservibile.

Quando Assad fu rovesciato tutti a parlare dell’inizio della libertà, ma lo stesso era accaduto quando fu rovesciato Saddam o Gheddafi. Domanda: le persone stavano meglio prima o dopo? Che importa, bisogna affermare i diritti umani, mica erano guerre di dominio. 

No no, per il progressismo reazionario era la luce del progresso.

Quando ci fu il tentativo di destabilizzare l’Iran da parte di Is..le e USA, e lo capiva un bambino che così era, tutti a parlare del "regime", delle donne iraniane oppresse e lapidate, delle scemenze che raccontava la Sala. Una cecità politica totale. Al massimo si invitava a non prendere posizione. Ricordo conflitti feroci: una persona rivendicava come progresso che i giovani iraniani avevano il diritto a ubriacarsi. Che dire, avevo un’altra idea di emancipazione, ma questa è diventata.

Ora viene fuori che un’intervista a una donna iraniana, pubblicata qualche anno fa in prima pagina da The Guardian e poi rilanciata ovunque, era un falso, che la giornalista si era inventato tutto. 

Ma nessuno si chiede: QUANTE NOTIZIA SONO STATE INVENTATE e fabbricate a uso di femministe e diritto-umanisti, sapendo che questi sono il ventre molle, il miglior alleato della reazione e del dominio del capitale sui popoli? 

O a sinistra si recupera una capacità di pensiero davvero critico, cessando di essere il ventre molle del capitale, oppure è meglio che sparisca, perché è diventato la sinistra è oramai il grande alleato contro la libertà dei popoli. 

Perché non ci possono essere individui liberi senza che i popoli di cui fanno parte siano liberi. 

I diritti individuali senza i diritti dei popoli non contano niente, e quando qualche filosofo del diritto sostiene il contrario semplicemente sta facendo parte del progressismo reazionario.

Cina, Russia, Iran non sono il tipo di società che vorrei, ma bisogna capire che rappresentano un punto di resistenza, che senza di esse i palestinesi sarebbero massacrati del tutto, che il tentativo dei popoli di sottrarsi al grande capitale anglo-americano finirebbe in due giorni, che i popoli africani tornerebbero schiave di Macron.

Pensare storicamente e politicamente significa capire questo. 

Prima i popoli devono essere liberi, e poi potremo parlare di libertà e di diritti individuali. 

Adesso l’appello a questi diritti rappresenta una bugia che serve solo a espropriare i popoli prima della loro sovranità e poi delle loro risorse e della loro storia. Li usa chi vuole opprimere i popoli

Vincenzo Costa

Vincenzo Costa

Vincenzo Costa è professore ordinario alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, dove insegna Fenomenologia (triennale) e Fenomenologia dell’esperienza (biennio magistrale). Ha scritto molti saggi in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, apparsi in numerose riviste e libri collettanei. Ha pubblicato 20 volumi, editato e co-editato molte traduzioni e volumi collettivi. Il suo ultimo lavoro è Psicologia fenomenologica (Els, Brescia 2018).

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