Lo Yuan forte simbolo della lungimiranza cinese

4587
Lo Yuan forte simbolo della lungimiranza cinese

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
 
Oggi Il Sole 24 Ore si chiedeva come mai lo yuan nell’ultimo anno si sia rafforzato sul dollaro, specie da settembre in poi.
 
Faceva presente che il dollar index, il paniere di valute internazionali rapportate al dollaro, negli ultimi tempi è passato da 91 a 98 (a favore del dollaro, specie negli ultimi due mesi con le tensioni ucraine), ma lo yuan si è apprezzato da 6,50 a 6,37, dunque apprezzandosi su tutte le valute. Le ragioni sono molteplici: la politica monetaria cinese, che negli ultimi tempi è andata verso un sentiero accomodante, avendo comunque tassi reali positivi per circa 2.1 punti percentuali.
 
La politica fiscale che è proattiva, la fermezza della Pboc a non importare inflazione dall’estero e soprattutto l’enorme afflusso di capitali verso la Cina, visto ora come paese rifugio. Ma non basta questo per capire. Occorre andare molto indietro: l’enorme tasso di investimento, pubblico e privato, pari al 47% del pil, ha aumentato enormemente la produttività totale dei fattori produttivi. Ciò si è riversata in parte in reflazione salariale (consistente), l’altra in efficienza produttiva che ha fatto si che i prezzi alla produzione fossero inferiori a quelli occidentali. Lo stesso boom dei prezzi delle materie prime, causato in primis dall’immissione di liquidità durante la pandemia da parte di Fed e Bce (Fed per 8 trilioni di dollari), si è riversato sulle materie prime; il conflitto ucraino ha fatto il resto.
 
Ma la Cina, durante la pandemia, aveva fatto un enorme stoccaggio di materie prime, di tutte, quando i prezzi erano crollati, dunque, avendo centrali d’acquisto centralizzate, ha potuto in seguito parare il colpo: avevano fieno in cascina.
 
Ciò ha portato ad un differenziale inflazionistico, a livello produttivo, e a livello di indice dei prezzi (a febbraio è stato pari allo 0.9%) con l’Occidente enorme: l’indice dei prezzi alla produzione cinese a febbraio è cresciuto dell’8%, a gennaio nell’eurozona del 25%. Ciò porta ad una competitività, malgrado lo yuan forte, grande. Inoltre, se si vedono i giornali economici, si leggono industriali che sono a caccia di materie prime e semi-lavorati (avendo il pieno di commesse). Questo porta ad un vantaggio non solo cinese, ma lo stesso russo (questo paese detiene materie prime per un ammontare enorme). A meno che si voglia distruggere la catena del valore, questo è lo scenario. La Cina, malgrado lo yuan forte, continuerà ad esportare massicciamente, forse frenata dall’ondata di Covid (ieri 2300 casi).
 
La stabilità monetaria, dei prezzi, e la politica fiscale portano dunque gli operatori economici a confluire parte del loro risparmio sulle piazze cinesi, rafforzando vieppiù lo yuan. Non è la Cina di 30 anni fa con yuan debolissimo per aumentare le esportazioni, ora è, a livello finanziario, una sorte di paese rifugio, come Singapore, come la Svizzera. Può sorprendere questo, visto che ancora si definiscono un paese in via di sviluppo, ma è la realtà.
 
Avendo riserve monetarie, avendo tanto oro, avendo crediti internazionali (due trilioni sono verso il debito americano) ora passano alla politica dello yuan forte e dell’attrazione di capitali, con la Borsa, ai minimi lo scorso anno, che ora è appetibile.
 
E’ come se avessero tutto: politica monetaria accomodante (sebbene con tassi reali positivi in modo da tutelare il risparmio dei suoi cittadini), politica fiscale proattiva, reflazione salariale, taglio tasse, probabile nei prossimi mesi altre misure in termini di salario sociale. La Lunga Marcia, di cui parlava Xi, sembra approdare verso un assetto del paese all’avanguardia anche dal lato finanziario, dopo che già deteneva il 30% del capitale industriale mondiale. Che dire: chapeau.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa) di Paolo Desogus Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti