L'Iran replica a Trump e cita Camus: "Si comporta come Caligola"
L'Iran ha criticato duramente la risposta di Donald Trump sulle conseguenze di un potenziale conflitto con il popolo iraniano, mettendo in guardia dal pericolo di trasformare "l'inevitabilità della morte" in un'arma politica.
Giovedì, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, ha condiviso sul suo profilo X (ex Twitter) un estratto video del giornalista americano ed ex conduttore di Fox News, Tucker Carlson, in cui quest'ultimo racconta un colloquio avuto con Trump nello Studio Ovale.
"In the end we all die anyway, so it doesn't matter." This is no conventional political statement; it echoes Albert Camus’s Caligula at the exact moment existential 'absurdity' curdles into tyranny - where the 'inevitability of death' is used to strip the living of their value. Because life ends, Caligula reasoned, the suffering of others is inconsequential. The terrifying difference today is leverage. Caligula had only the primitive tools of Rome; modern nihilism commands vast stockpiles of mass destruction. The greatest geopolitical danger is not a leader confronting mortality. It is a system that uses the inevitability of death to justify indifference to human suffering. “We all die” is a fact; “so it doesn't matter” is the leap where existential dread becomes a political weapon. Those who think they can appease Caligula forget that the absurd recognizes no rule or contract. Appeasement buys no safety - it merely negotiates the order of the victims.
— Esmaeil Baqaei (@IRIMFA_SPOX) October 1, 2026
Secondo il racconto di Carlson, il giornalista avrebbe avvertito personalmente il presidente americano dei rischi di un attacco militare contro l'Iran. Trump, tuttavia, avrebbe reagito con apparente indifferenza: "Glielo dissi di persona pochi giorni prima dell'inizio delle ostilità. Mi guardò e disse: 'Sì, hai ragione. Ma alla fine moriremo tutti comunque. Quindi non importa'. Disse esattamente questo", ha evidenziato Carlson.
Il portavoce iraniano Baqai ha commentato duramente l'episodio: "Alla fine moriamo tutti, quindi non importa". Questa non è una dichiarazione politica convenzionale. Evoca il Caligola di Albert Camus, nel momento esatto in cui l'assurdità esistenziale si trasforma in tirannia: quando si usa l'inevitabilità della morte per svalutare la vita di chi resta. Poiché la vita finisce, era il ragionamento di Caligola, la sofferenza altrui diventa irrilevante".
Baqai ha poi sottolineato come la differenza drammatica rispetto al passato risieda nei mezzi a disposizione: se Caligola disponeva soltanto degli strumenti primitivi dell'antica Roma, il nichilismo moderno ha a disposizione sterminati arsenali di distruzione di massa.
"Il pericolo geopolitico più grande non è un leader che affronta la propria mortalità, ma un sistema che usa l'inevitabilità della morte per giustificare l'indifferenza verso la sofferenza umana. 'Moriremo tutti' è un dato di fatto; 'quindi non importa' è il salto logico che trasforma la paura esistenziale in un'arma politica", ha aggiunto il diplomatico.
Infine, Baqai ha rivolto un monito alla comunità internazionale: "Chi crede di poter placare Caligola dimentica che l'assurdo non conosce regole né contratti. La politica di appeasement non garantisce alcuna sicurezza: si limita a negoziare l'ordine in cui verranno scelte le vittime".


