Volo Flydubai, le leggi di Newton smentiscono la versione di Netanyahu
Quando è stato annunciato che il volo Flydubai FZ1073 aveva subito una brusca perdita di quota sopra i cieli di Tabuk, ho seguito la notizia da esperto di fisica, alla ricerca dei dati necessari a placare i dubbi scientifici sorti attorno alla narrazione del salvataggio dell'aereo e del suo successivo raddrizzamento in volo.
Dopo aver appreso le notizie e le loro implicazioni, ho iniziato ad analizzare le variabili fisiche disponibili per fornire una risposta scientifica chiara allo scenario da kolossal hollywoodiano costruito dai media israeliani. Mi sono addentrato nei calcoli della dinamica del volo e dell'aerodinamica, integrandoli con le evidenze scientifiche sul comportamento e le limitazioni umane in condizioni critiche.
Tutta questa esigenza di chiarezza nasce dal fatto che la narrazione mediatica si è affrettata a veicolare uno scenario drammatico: un rapido accesso forzato alla cabina di pilotaggio blindata e un intervento manuale che avrebbe salvato l'aereo durante una precipitosa discesa. Per me, questa ricostruzione non era una semplice esagerazione giornalistica, ma un'assurdità logica che contraddice le leggi più elementari della fisica e della dinamica di volo.
Quadro informativo di base
Questa analisi esamina la rapida e improvvisa perdita di quota del volo Flydubai FZ1073 (un Boeing 737 MAX) sopra l'Arabia Saudita nord-occidentale. Lo studio applica i principi della fisica, dell'aerodinamica, dell'ingegneria dei sistemi di volo e della fisiologia umana per confutare l'ipotesi che la porta della cabina sia stata aperta dall'esterno e che l'aereo sia stato ripreso manualmente da personale non facente parte dell'equipaggio di condotta.
Sulla base dei dati tecnici del velivolo e delle ricostruzioni diffuse dalla stampa internazionale, è stato elaborato il seguente modello fisico:
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Massa totale stimata dell'aeromobile ($m$): $70.000text{ kg}$
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Forza peso (forza di gravità $mg$): $approx 686,7text{ kN}$
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Quota iniziale ($h_1$): $10.363text{ metri}$ ($34.000text{ piedi}$)
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Quota finale osservata ($h_2$): $4.755text{ metri}$ ($15.600text{ piedi}$)
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Dislivello verticale ($Delta h$): $5.608text{ metri}$ ($18.400text{ piedi}$)
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Velocità iniziale ($v_0$): $0,78text{ Mach}$ ($approx 230text{ m/s}$)
Tempistiche e rateo di discesa
Applicando le equazioni della caduta libera teorica (senza sostentamento aerodinamico), il tempo stimato di caduta risulta pari a $t approx 33,8text{ s}$. L'analisi dei dati di tracciamento ADS-B indica che la fase principale di picchiata è durata tra i 37 e i 60 secondi.
Dividendo la quota persa per la durata dell'evento, si ottiene un rateo di discesa verticale di circa $23.200text{ piedi al minuto}$ ($approx 118text{ m/s}$). Questo valore supera di oltre quattro volte il rateo standard di una discesa d'emergenza (pari a $4.000text{–}6.000text{ ft/min}$).
Fattori fisiologici e impossibilità dell'intervento umano
Spostando l'analisi dalla fisica alla fisiologia umana, si nota come le sollecitazioni meccaniche sull'aereo impongano vincoli biologici insuperabili, capaci di paralizzare qualsiasi azione all'interno dell'abitacolo.
Nel momento in cui l'aereo entra in picchiata, si genera istantaneamente un'accelerazione di gravità negativa ($-g$), provocando una condizione di apparente assenza di peso. Gli oggetti non vincolati e le persone vengono proiettati verso l'alto; la perdita della propriocezione muscolare rende impossibile camminare o controllare i movimenti, figurarsi interagire con i comandi del cockpit.
Nella successiva fase di richiamata, la sollecitazione si inverte bruscamente, sottoponendo i corpi a un picco di accelerazione positiva ($+g$) superiore a $+2,5g$. Il peso apparente di un adulto di $80text{ kg}$ sale istantaneamente a oltre $200text{ kg}$, schiacciandolo contro il pavimento o il sedile e impedendo qualsiasi movimento.
A questo limite fisico si aggiunge il blocco cognitivo. Il processo mentale di risposta a un'emergenza segue il ciclo OODA (Observe, Orient, Decide, Act):
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Percezione dell'evento: 1–3 secondi
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Valutazione della situazione: 3–5 secondi
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Presa di decisione e risposta motoria: 4 secondi
Questa sequenza richiede complessivamente dai 6 ai 12 secondi: un intervallo che copre dal 20% al 30% dell'intera durata dell'evento.
Contestualmente si attiva la reazione biologica da stress (fight or flight): l'impetuoso afflusso di adrenalina e l'aumento della frequenza cardiaca provocano la visione a tunnel, limitando la capacità di scansione degli strumenti. Il disorientamento spaziale compromette del tutto la capacità di un individuo di prendere il controllo manuale del velivolo.
Confutazione scientifica dell'irruzione in cabina
I calcoli dimostrano che l'ipotesi di un accesso dall'esterno per il recupero manuale dell'assetto è scientificamente impossibile per le seguenti ragioni:
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Vincoli meccanici e temporali della porta di pilotaggio:
La procedura di sblocco d'emergenza sui velivoli Boeing prevede l'inserimento di un codice sulla tastiera esterna, che avvia un conto alla rovescia di 30 secondi prima dell'apertura elettromagnetica. Sommando il tempo necessario all'equipaggio per reagire o avviare la procedura (10–15 secondi), trascorrono 40–45 secondi prima che la porta si sblocchi. A quel punto, l'aereo ha già completato la quasi totalità della discesa verticale senza nessuno ai comandi.
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Impossibilità fisica di movimento:
Anche nell'ipotesi in cui la porta si aprisse, accedere alla cabina richiederebbe di percorrere il corridoio, rimuovere il pilota fuori uso, sedersi, allacciare le cinture e impugnare la cloche. Sotto l'azione delle forze $g$ variabili e con l'inclinazione dell'aereo, questa sequenza richiederebbe almeno 20–30 secondi. In quelle condizioni aerodinamiche e fisiologiche, ciò è impossibile.
Dinamiche del ripristino dell'assetto e limiti strutturali
L'interruzione della picchiata a $15.600text{ piedi}$ è attribuibile unicamente a fattori aerodinamici e ai sistemi automatici di protezione del velivolo, non a un intervento umano estemporaneo.
A quota $34.000text{ piedi}$ la densità dell'aria ($rho$) è pari a circa $0,38text{ kg/m}^3$, mentre a $15.000text{ piedi}$ sale a $0,77text{ kg/m}^3$ (un incremento del 102%). Poiché la forza di portanza $L$ è proporzionale alla densità dell'aria:
L'aumento di densità atmosferica sulle superfici alari ($S approx 127text{ m}^2$) raddoppia la resistenza aerodinamica e il sostentamento opposto alla gravità.
Dal punto di vista energetico, la caduta da $5.608text{ metri}$ libera circa $3,85text{ Gigajoules}$ di energia potenziale, che si convertono in velocità. Senza un'adeguata dissipazione, l'aereo raggiungerebbe velocità prossime a Mach 0,9.
Una richiamata manuale brusca per passare da una traiettoria verticale a una orizzontale genererebbe un'accelerazione strutturale ben superiore ai limiti di progettazione del Boeing 737 MAX (il cui limite operativo è $+3,5g$), provocando la deformazione permanente o il cedimento strutturale delle ali e dei piani di coda.
L'arresto della picchiata è stato garantito dai sistemi automatici di bordo. Il Boeing 737 MAX è dotato di logiche di protezione inviluppo di volo (flight envelope protection) che agiscono sul trim dello stabilizzatore orizzontale per sollevare automaticamente il muso in condizioni di fuorigiri o stallo, proteggendo la struttura senza richiedere un intervento umano che, in quel contesto, sarebbe stato impossibile.
Conclusioni
Sulla base dell'analisi dinamica, aerodinamica e fisiologica, lo scenario che prevede lo sblocco della porta blindata dall'esterno e il controllo manuale del velivolo durante la picchiata è da ritenersi scientificamente e realisticamente impossibile. Le tempistiche dei sistemi di sblocco elettromeccanici, unite alla paralisi motoria causata dalle oscillazioni di gravità, privano tale ricostruzione di qualsiasi fondamento fisico.
Le narrazioni eroiche diffuse in contesti ad alta tensione geopolitica rispondono a precise strategie di propaganda. La creazione del mito dell'«eroe che fa irruzione in cabina e salva l'aereo» non è una semplice esagerazione, ma un espediente mediatico per spostare l'attenzione dai fallimenti operativi o di sicurezza verso un racconto emotivo.
Tuttavia, le ricostruzioni propagandistiche si scontrano con il rigore della scienza: di fronte alle equazioni della gravità, alla fisica dell'atmosfera e alla fisiologia umana, le narrazioni artificiose mostrano tutti i loro limiti.
*Esperto di Fisica. Articolo segnalato da Samir Al Qaryouti


