L’arroganza di Israele e le continue provocazioni dei sionisti

338
L’arroganza di Israele e le continue provocazioni dei sionisti

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Giuseppe Giannini

 L’impunità di Israele non conosce confini. Se dalla sua nascita ad oggi la politica internazionale, quella determinata, in larga misura, dalle democrazie occidentali, ad eccezione delle pronunce dell’ONU e delle condanne da parte degli Stati che uscivano dall’apartheid (il Sudafrica) e dal colonialismo, ha tollerato i suoi misfatti, adesso, in conseguenza della spropositata reazione dopo i fatti del 7 ottobre 2023, è necessario intervenire per porre fine allo spargimento di sangue.

E’ chiaro che l’attentato di Hamas è stato il pretesto, il casus belli, l’occasione da sfruttare da parte del regime sionista per accelerare con le brutalità. Le giustificazioni date dagli alleati occidentali (da “Israele si deve difendere “alla presenza dei terroristi islamici in ogni dove) fanno acqua da tutte le parti. Perché, se i palestinesi, e parliamo della popolazione civile (bambini, anziani, operatori sanitari, giornalisti ecc.), così come i libanesi, i confinanti con le terre occupate e gli iraniani sono vittime delle violenze di chi afferma chiaramente che vuole dare vita al Grande Israele (la Terra Promessa dall’Egitto all’Iraq secondo il disegno degli integralisti religiosi), anche ai non ebrei è toccato il disprezzo. Le monache ed i simboli della religione cristiana vilipesi; l’equipaggio delle Global Sumud Flotilla, rappresentato da medici, politici, e attivisti, trattato peggio degli assassini, e, a sua volta, in quanto solidale con la popolazione palestinese, accusato di fiancheggiamento di Hamas, di antisemitismo (è un classico) e martirizzato (pestaggi, stupri, interventi disumani e degradanti).

Per quanto riguarda, invece, coloro che hanno cercato, in tutte le sedi, di condannare la sopraffazione delle armi, dei coloni ed il linguaggio razzista e sprezzante dei leader politici israeliani e di tanti rappresentanti delle comunità ebraiche, ma anche diplomatici o semplici cittadini, ebbene, ad essi è toccato ricevere ogni sorta di accusa e provvedimento restrittivo (censura, blocco dei conti correnti, minacce). Così, i mandati di cattura per i criminali di guerra non trovano esecuzione; le sanzioni non esistono; e continuano le partnership militari ed economiche dei governi e delle aziende. Avviene tutto alla luce del giorno, però, per zittire chi chiede la fine delle prepotenze e contesta il governo israeliano, i politici di destra e sinistra al soldo dei sionisti hanno pensato bene di intaccare la libertà di manifestazione del pensiero (e di critica) con il provvedimento che equipara l’antisionismo all’antisemitismo. Da noi c’hanno pensato alcuni tra i politici peggiori: Del Rio, quello della pessima riforma sulle province, e l’ex missino, oggi amico degli ebrei, o meglio della destra israeliana, Gasparri.

L'associazione "Sinistra per Israele" poi è qualcosa di anacronistico. Adesso, sollevare critiche verso Israele è il minimo che si possa fare ed è ora di finirla di tirare in ballo l’odio contro la sua popolazione. Le provano tutte pur di fare propaganda e censurare. Pertanto, il mancato interventismo - dare seguito ai mandati di cattura, predisporre meccanismi sanzionatori, sospenderne i rapporti - equivale a sostenere il disegno criminale di uno Stato usurpatore. Vuol dire essere complici della pulizia etnica. Nel frattempo, nel silenzio dei media e della politica va avanti il processo contro Leonardo s.p.a. ( e contro lo Stato italiano) a seguito della denuncia di una cittadina palestinese, che ha perso la famiglia, appoggiata da divere associazioni (ATTAC, ARCI, Un ponte per…), per complicità nel genocidio. E, palese violazione della normativa italiana  che vieta il trasferimento di armi a Paesi in conflitto armato e che violano i diritti umani, in spregio dell’articolo 11 della Costituzione e del diritto internazionale. All’interno di un clima, opportunisticamente divisivo, si diffondono episodi in cui cittadini israeliani appaiono ringalluzziti dall’implicito consenso ricevuto dai governi occidentali. E così, vanno in giro nelle nostre città provocando chi contesta o reclama la verità.

Le aggressioni sioniste a Roma, la provocazione della cittadina israeliana a Napoli. Fanatici che, nelle nostre città occidentali solo alla vista di bandiere o manifestazioni pro Palestina, o cartelli con immagini delle vittime delle bombe, cercano di provocare e negare i crimini. Per le strade e nei luoghi di villeggiatura istigatori, che dopo aver insultato o aggredito i residenti fanno le vittime (magari buttandosi a terra), richiamando l’intervento delle forze dell’ordine. Poi ci sono i militari dell’IDF che, al ritorno da qualche strage di civili, vengono in villeggiatura nei nostri resort.

Un altro gesto “ambiguo” è quello di un calciatore israeliano che, dopo un gol, prendendo la bandierina mima un movimento, il quale, più che una stecca da biliardo ricorda un'arma da sparo. E, di questi tempi, è quanto mai inopportuno. D’altro canto, la "questione sportiva" non si sarebbe posta se Israele fosse stato inibito dalla partecipazione agli eventi sportivi e culturali (come fatto con la Russia, che ha visto addirittura vietare la diffusione delle opere di autori che appartengono ad altra epoca). Questo solo per parità di trattamento. Anzi, qui l’aggravante è costituita dal fatto che Israele non combatte una guerra ma ammazza le popolazioni inermi.

È più facile far saltare un testimonial di una società di scommesse (l’ipocrisia del caso Pirlo), mentre i carnefici (che hanno stuprato e torturato, e ucciso i bambini, perché un domani possibili estremisti - "definisci bambino" - come detto dall’esaltato esponente dell’associazione Amici di Israele) li accogliamo a braccia aperte. Sono tanti i casi inquietanti. Fra gli ultimi il giornalista Brunori della rai, la cui solerzia nel descrivere un bunker utilizzato da Hamas non è stata la stessa riguardo alle immagini sulle condizioni in cui sopravvive la popolazione palestinese, e che è tristemente noto per aver definito escursionisti i coloni. L’apice di questa arroganza si è avuta all’ONU, dove, per la prima volta nella storia, un capo di Stato, Netanyahu, si è comportato al pari di un mafioso, esaltando le operazioni compiute, in totale spregio della vita umana e, quando la maggioranza dei rappresentanti degli altri Paesi (a parte gli americani), ha abbandonato la sala li ha accusati, per l’ennesima volta di antisemitismo.

E’ giunto il momento di finirla con queste intimidazioni e con le violenze sioniste.

Solo il primato del diritto internazionale potrà far ritornare nei ranghi gli Stati, assicurando l’uniformità dei giudizi e nelle sanzioni. E’ l’unico modo per affidare alla giustizia i colpevoli e restituire dignità ai popoli.

 

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La guerra per le rotte arriva al Grande Nord di Giuseppe Masala La guerra per le rotte arriva al Grande Nord

La guerra per le rotte arriva al Grande Nord

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Una vergognosa marchetta a Israele di Paolo Desogus Una vergognosa marchetta a Israele

Una vergognosa marchetta a Israele

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

L’arroganza di Israele e le continue provocazioni dei sionisti di Giuseppe Giannini L’arroganza di Israele e le continue provocazioni dei sionisti

L’arroganza di Israele e le continue provocazioni dei sionisti

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti