L’Europa che non ci sta più: Francia e Spagna contro austerità, rendita e precarietà

1808
L’Europa che non ci sta più: Francia e Spagna contro austerità, rendita e precarietà

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Dalla Francia alla Spagna, qualcosa sta iniziando a muoversi sotto la superficie dell’Europa neoliberista. Due proteste diverse per protagonisti e rivendicazioni, ma accomunate da una stessa insofferenza: quella di chi non accetta più che scuola, casa e servizi essenziali vengano sacrificati sull’altare dei bilanci, della rendita e della finanza. In Francia tutto è partito dal liceo Saint-Exupéry di Créteil, dove circa 1.500 studenti si trovano stipati in strutture e classi ormai incapaci di garantire condizioni dignitose. Gli studenti hanno bloccato la scuola chiedendo una cosa elementare: avere insegnanti, personale e opportunità paragonabili a quelle dei coetanei dei quartieri più ricchi. In meno di due settimane la protesta si è estesa a centinaia di istituti e a decine di campus universitari.

Il ministero dell’Interno ha contato 356 licei bloccati, mentre l’Union étudiante ha definito la mobilitazione storica. Le immagini degli incendi e degli scontri hanno però finito per dominare il racconto pubblico, oscurando le ragioni sociali all’origine della protesta. La repressione ha aggiunto un ulteriore elemento di tensione: studenti e personale scolastico sono rimasti feriti e l’IGPN ha aperto diverse inchieste sull’operato della polizia. Per i manifestanti, il ricordo dei gilet gialli e dell’utilizzo dei flashball contro i dimostranti è ancora vivo. Il problema, tuttavia, va ben oltre la scuola. La Francia affronta una pesante crisi dei conti pubblici e il governo prepara una manovra di riduzione della spesa, mentre le risorse destinate alla difesa continuano ad aumentare. È proprio questa contraddizione a diventare sempre più difficile da spiegare a una generazione alla quale viene detto che per insegnanti, servizi e welfare non ci sono abbastanza soldi.

La stessa frattura emerge in Spagna, dove circa 25.000 persone hanno manifestato a Madrid contro l’emergenza abitativa. Cinquecento di loro hanno deciso di occupare Puerta del Sol, trasformando una delle piazze simbolo della capitale in un accampamento permanente. A far esplodere la protesta è stato anche il caso di Maricarmen, 87 anni, sfrattata dopo settant’anni trascorsi nello stesso appartamento. Ma dietro la sua vicenda ci sono numeri che raccontano una crisi strutturale: nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni spagnole sono aumentati di oltre il 12%, mentre il Banco de España stima un deficit di circa 750.000 abitazioni. Le richieste del movimento degli inquilini puntano direttamente contro la trasformazione della casa in un prodotto finanziario: stop alla speculazione, blocco degli affitti, contratti stabili e nessuno sfratto senza un’alternativa abitativa. È qui che le due proteste si incontrano. In Francia è il diritto all’istruzione a entrare in collisione con la logica dei tagli; in Spagna è il diritto alla casa a scontrarsi con la finanziarizzazione del mercato immobiliare.

In entrambi i casi, beni essenziali vengono trattati sempre più come costi da comprimere o asset dai quali estrarre rendimenti. Il neoliberismo europeo ha promesso per decenni efficienza, crescita e prosperità. Il risultato percepito da una parte crescente della popolazione è invece un altro: servizi pubblici impoveriti, precarietà, abitazioni fuori portata e ricchezza sempre più concentrata. Ed è forse questo l’aspetto più importante delle mobilitazioni che stanno attraversando l’Europa. Non si tratta più soltanto di singole vertenze. A Créteil come a Puerta del Sol, giovani e lavoratori stanno mettendo in discussione un modello nel quale il mercato viene prima dei bisogni sociali. La protesta francese e quella spagnola mostrano così una stessa frattura: i popoli europei iniziano a ribellarsi al neoliberismo selvaggio e alla trasformazione dei diritti fondamentali in merci. La domanda che emerge dalle piazze è semplice e sempre più difficile da ignorare: se non ci sono risorse per una scuola dignitosa o per garantire una casa agli anziani, ma le risorse si trovano quando si tratta di finanziare la rendita e il riarmo, quali sono davvero le priorità delle società europee?


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE "TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA" - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere di Alessandro Bartoloni Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere

Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Era già tutto previsto di Giuseppe Giannini Era già tutto previsto

Era già tutto previsto

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti