Lenin, il precursore del mondo multipolare

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Lenin, il precursore del mondo multipolare

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Lenin morì il 21 gennaio 1924, solo sette anni dopo il trionfo della rivoluzione da lui guidata. Come ebbe a scrivere uno dei maggiori poeti cileni, Vicente Huidobro: “... Un uomo è passato sulla terra e ha lasciato il suo cuore ardente tra gli uomini". 

Un uomo straordinario le cui illuminanti idee politiche sono tutt’ora valide e finanche vigenti, a dispetto di quanto afferma la vulgata dominante che vorrebbe riporre Lenin nel museo della storia. Il primo leader e fondatore dell’Unione Sovietica può infatti essere considerato un precursore del mondo multipolare. Le sue idee e le sue azioni gettarono le basi per il passaggio da un ordine globale unipolare a uno multipolare. Lenin credeva nella necessità di sfidare il dominio delle potenze imperialiste, sostenendo un mondo in cui più potenze coesistono e hanno uguale influenza sulla scena globale.

La visione di Lenin di un mondo multipolare può essere fatta risalire alla sua critica all'imperialismo. Sosteneva che l’imperialismo era la fase più alta del capitalismo ed era caratterizzato dal dominio e dallo sfruttamento delle nazioni più deboli da parte di quelle più potenti. L'analisi di Lenin evidenziava le lotte delle nazioni oppresse contro le forze imperialiste e credeva che la liberazione di queste nazioni fosse cruciale per la creazione di un mondo multipolare. Ha invocato l'unità di queste nazioni contro le potenze imperialiste, sottolineando l'importanza della loro cooperazione e del sostegno reciproco.

Il contributo di Lenin alla creazione di un mondo multipolare può essere visto anche nella sua teoria dell'internazionalismo proletario. Sosteneva che la classe operaia, indipendentemente dalla sua nazionalità, dovrebbe unirsi contro la classe capitalista. Lenin credeva che la solidarietà internazionale della classe operaia fosse essenziale per sfidare il dominio della borghesia e promuovere un ordine mondiale multipolare. Il suo sostegno ai movimenti operai in tutto il mondo e i suoi sforzi per fondare l'Internazionale Comunista (Comintern) dimostrarono il suo impegno verso questa idea.

Inoltre, il concetto di “autodeterminazione nazionale” di Lenin giocò un ruolo significativo nella sua visione di un mondo multipolare. Credeva che tutte le nazioni avessero il diritto di determinare i propri sistemi politici, economici e sociali. Lenin sottolineò l’importanza del rispetto della sovranità e dell’indipendenza delle nazioni, sostenendo che il dominio delle potenze imperialiste costituiva un ostacolo alla creazione di un nuovo mondo, che possiamo definire senza ombra di dubbio come multipolare. Il suo sostegno ai movimenti di liberazione nazionale e la sua opposizione al colonialismo e all’imperialismo hanno contribuito allo spostamento verso un ordine globale nei fatti più multipolare.

Gli sforzi pratici di Lenin per creare un mondo multipolare sono evidenti nella sua politica estera. Ha cercato attivamente alleanze con altre forze antimperialiste e ha sostenuto i movimenti di liberazione nazionale in tutto il mondo. Lenin vedeva l’Unione Sovietica come un faro di speranza per le nazioni oppresse e offriva assistenza e sostegno a coloro che lottavano contro l’imperialismo. La stessa creazione dell’Unione Sovietica fu un passo significativo verso un mondo multipolare, poiché presentò un’alternativa al dominio delle potenze capitaliste.

In conclusione, le idee e le azioni di Lenin aprirono la strada al passaggio da un mondo unipolare a uno multipolare. La sua critica all’imperialismo, la sua teoria dell’internazionalismo proletario, il suo sostegno all’autodeterminazione nazionale e i suoi sforzi pratici per stabilire un ordine globale multipolare contribuiscono tutti al suo status di precursore del mondo multipolare. La visione di Lenin di un mondo in cui molteplici poteri coesistono e hanno pari influenza continua a ispirare e guidare le lotte contro il capitalismo, l'imperialismo e la disuguaglianza.

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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