Verso un mondo multipolare: Lula vede nei BRICS l'alternativa al G20

Sfida agli schemi tradizionali: per Lula il rafforzamento del multilateralismo tra paesi del Sud Globale può cambiare le logiche economiche dominate dall'Occidente

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Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva torna a scuotere le acque della diplomazia internazionale. Al termine della sua visita ufficiale in India, il leader del Partito dei Lavoratori ha lanciato una proposta destinata a far rumore e discutere: i Brics, il blocco delle economie emergenti, potrebbero in futuro diventare il principale spazio di coordinamento economico globale, arrivando persino a sostituire il G20.

L'idea, secondo Lula, non è frutto di utopia ma di semplice aritmetica politica. "Dobbiamo essere consapevoli che dieci membri dei Brics partecipano anche al G20", ha dichiarato il presidente, sottolineando il peso crescente di un gruppo che oggi riunisce Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Indonesia e Iran. Una realtà composita ma sempre più influente, che a suo avviso può dare voce e visibilità a quei paesi che storicamente sono rimasti ai margini delle strutture di potere tradizionali.

La riflessione di Lula si inserisce in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni commerciali. Il riferimento implicito è alle politiche protezionistiche implementate dall'amministrazione Trump, in particolare all'imposizione unilaterale di dazi. Di fronte a queste misure, il presidente brasiliano invoca un deciso "rafforzamento del multilateralismo". La ricetta è quella di un'alleanza solida tra i paesi del Sud Globale, accomunati da problemi e interessi simili, per "avere più forza" e "cambiare la logica economica del mondo".

Lula immagina un futuro in cui gli attuali equilibri possano essere superati. "Nessun paese può risolvere i propri problemi da solo", ha ricordato, sostenendo la necessità di superare schemi come il G4, il G7 o lo stesso G20, percepiti come format ormai anacronistici o troppo esclusivi. La sua visione è quella di una progressiva convergenza. "Forse il nostro gruppo rafforzato si unirà al G20 e, forse, un giorno avremo un solo gruppo", ha ipotizzato, gettando sul tavolo l'idea di un futuro "G30" che assorba e sostituisca i consessi attuali.

Consapevole delle preoccupazioni che un blocco sempre più coeso può suscitare, in particolare a Washington, il leader brasiliano ha voluto smorzare i toni. Secondo Lula, le "inquietudini" statunitensi sarebbero in realtà focalizzate principalmente sulla Cina, più che sull'intero gruppo. Ha inoltre respinto l'ipotesi che si stia profilando una nuova Guerra Fredda: l'obiettivo, ha ribadito, non è lo scontro, ma il rafforzamento di un meccanismo di cooperazione tra economie emergenti, per costruire un ordine globale più equilibrato e rappresentativo, in luogo dell’ormai superato ordine unipolare di marca statunitense.

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