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Il disastro vaccinale della UE ha una causa precisa: l'ideologia liberista e mercatista strutturalmente connaturata alle sue istituzioni e ai suoi rappresentanti. Vediamo perché.
In sostanza, tutte le principali nazioni occidentali extra-UE (in particolare USA e UK) hanno - giustamente - adottato un approccio strettamente nazionalistico alla questione dei vaccini (tradotto per le anime belle de sinistra: un approccio che ponesse al primo posto la salute dei propri cittadini).
Sarebbe a dire che:
E la UE? Ovviamente non ha fatto nulla di tutto ciò, col risultato che la campagna vaccinale prosegue a passo di lumaca ed è in preda al caos più assoluto.
Sarebbe a dire che, in ossequio alla filosofia liberista che la contraddistingue:
Insomma, i principali paesi extra-UE hanno adottato un approccio pragmaticamente nazionalista - quasi da economia di guerra - nella consapevolezza che nella lotta per l'accaparramento dei vaccini (ma più in generale, potremmo dire, nell'arena della competizione capitalistica internazionale), ogni paese è a sé, a dimostrazione che le classi dirigenti dei paesi seri sanno benissimo che la storia del tramonto degli Stati e dell'efficienza dei mercati non è altro che una balla buona per i gonzi, che serve solo a tenere buoni i cittadini.
I dirigenti UE, invece, sembrerebbero crederci veramente alle proprie favolette liberiste. Al punto da basare tutta la propria strategia vaccinale su una fiducia cieca nella buona fede delle multinazionali farmaceutiche e degli altri governi, e più in generale sulla capacità di autoregolamentazione del mercato.
Insomma, dopo l'ecatombe sociale provocata da anni di politiche di austerità, il liberismo targato UE continua ad uccidere. Uscirne il prima possibile è ormai una questione di mera sopravvivenza. #Italexit
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