Argentina, il Senato boccia la legge sull'aborto. Cosa succede adesso?

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teleSUR
 

Dopo un intenso dibattito di diverse ore, il Senato dell'Argentina ha chiuso le porte alla legge sull'interruzione volontaria della gravidanza (IVE).

 

Con 38 voti contrari, 32 a favore e 2 astensioni. Per il progetto che era già stato approvato dai deputati, e per la cui importanza gli occhi del mondo erano puntati verso il sud del pianeta, adesso è necessario attendere. Cosa succede adesso?

 

Solo depenalizzazione

 

Ad un certo punto si pensava che eventualmente, potesse essere discussa la mozione della senatrice Lucila Crexell, del Movimento Popolare Neuquino (MPN), che proponeva di discutere solo la depenalizzazione dell'aborto (fino alla settimana 12).

 

A differenza della legge sconfitta in Senato, questo progetto propone solo l'eliminazione della condanna penale se una donna pratica un aborto (entro le 12 settimane), piuttosto che l'interruzione volontaria.

 

Tuttavia, la proposta non è stata neanche messa in discussione. Per essere inserita nella discussione, uno dei senatori che compongono le tre commissioni per le quali è transitata l'IVE (sanità, la giustizia e affari costituzionali) avrebbe dovuto presentare un parere prima della sessione.

 

 

Un altro anno di attesa

 

Adesso per tornare a poter mettere discussione l'IVE bisognerà attendere fino a venerdì 1° marzo 2019, quando ricomincia la legislatura.

 

Dovrà quindi passare attraverso la stessa procedura eseguita quest'anno: presentare il progetto, che è approvato dai deputati, e poi dai senatori.

 

Da qui a un anno, quando questo o qualsiasi altro disegno di legge venga nuovamente votato in Senato circa 87 donne saranno morte per un aborto clandestino, e altre 48 mila saranno ricoverate in ospedale per complicazioni legate all’interruzione di gravidanza; come mostrano le cifre annuali del Ministero della Salute dell'Argentina.

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