Tutti pazzi per Roggero

3041
Tutti pazzi per Roggero

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Alessandro Mariani

 

Messe in disparte Gaza, Venezuela, Iran e macelleria Ucraina, carovita, disoccupazione e aumento della povertà (non solo in termini relativi ma anche assoluti), l’attenzione pubblica del Bel Paese è stata da ultimo non solo calamitata ma addirittura monopolizzata dal caso Roggero. La conferma della condanna all’orefice, e la sua conseguente carcerazione, hanno quindi costituito il pretesto per l’ennesimo scontro all’arma bianca tra Montecchi e Capuleti.

Stampa e tv hanno decretato che deve essere questa la questione delle questioni. Il messaggio è stato chiaro:

 

 “Venghino,  signori venghino! Che si scelga il posto più confacente dall’una o dall’altra parte della barricata! Ma ricordate che l’importante è prender partito. Ci si divida dunque tra coloro che vorrebbero Roggero libero e santo subito e quelli e per i quali questa grazia non s’ha da concedere né ora e né mai. Tertium non datur!”

 

Nonostante l’evidente strumentalità la vicenda è tutt’altro che banale, riguardando due aspetti di vitale importanza quanto strumentalmente agitati dall’uno e dall’altro dei campi in contesa, con la speranza reciproca di poter in tal modo limitare i danni derivanti dal crescente astensionismo elettorale. Si tratta da un lato delle politiche di sicurezza e dall’altra della certezza nell’uniformità e nell’applicazione del diritto da parte degli organi e degli apparati ad esso relazionati.

Così, a destra è indetta una gara di solidarietà affinché questo nonno 72enne possa portare il nipotino a Gardaland così come gli aveva promesso. Dura lex sed lex invece per la sinistra, che rimprovera alla controparte non solo la consueta mancanza di rispetto per le decisioni giudiziarie ma anche il grave torto di mettere in imbarazzo il nonno che siede al Quirinale (soprattutto dopo la concessione della grazia a Nicole Minetti).

Senonché ancora una volta grande è la confusione sotto il cielo della nostra bella e poco amata Italia ma la situazione è tutt’altro che eccellente. Duello tra prime pagine a destra a proposito della convocazione di Carlo Nordio al Quirinale. Scrive M. Belpietro (La Verità, 18.07.26): “Vi pare possibile che un ministro, il quale per oltre quarant’anni ha ricoperto alti incarichi all’interno della magistratura, non sapesse che la grazia è prerogativa del capo dello Stato e non del dicastero della Giustizia?” Di tutt’altro avviso i pasdaran di “Libero” (18.07.26) per i quali l’avvio di una istruttoria in tal senso rientra a pieno titolo tra le prerogative del Guardasigilli.

Tanto per cambiare invece la sinistra, per la quale “le sentenze si rispettano sempre” non tenendo alcun conto del senso comune finisce per perdere di vista anche il più elementare buon senso. Qualcosa di sensato, ad esempio, si sarebbe potuto e dovuto dire a proposito del risarcimento riconosciuto in sede civile ai parenti dei ladri rimasti uccisi. Insomma, crudamente ed obiettivamente parlando, se scegli di fare il rapinatore, quello di incorrere nella reazione (anche spropositata) della controparte è un rischio che con la tua condotta hai interamente determinato.

Ma ha poco da menar vanto anche Giorgia Meloni per essere riuscita nel frattempo a far approvare un provvedimento che impedisce in futuro la possibilità di ottenere risarcimenti in casi del genere! Nelle more della decisione della Cassazione il governo avrebbe potuto e dovuto farlo con apposito decreto-legge. E non si tratta di senno di poi, visto che il putiferio attuale era facilmente prevedibile. Quando ricorrono, se non in tal caso, i presupposti di necessità ed urgenza!? Già, ma poi come si sarebbe fatto a buttarla in caciara…

Il fatto è che la mina Vannacci dimostra qualità di anticipazione non indifferenti, fattore che si traduce in un condizionamento pesante e determinante sull’intera coalizione di destra. Insomma, l’ex gregario che ha lasciato la squadra accusando i capitani di un tempo di opportunismo politicista si dimostra un campione proprio in tal senso. Chapeau! La questione si fa interessante, e allora riavvolgiamo il nastro.

Qualche giorno or sono un baldo militante del partito del generale ha dato prova di sprezzo del pericolo (e soprattutto del ridicolo) in quel di S. Benedetto del Tronto, postando in rete il video di una sua colluttazione con un extracomunitario in evidente stato di alterazione mentre quest’ultimo bloccava il traffico su un’arteria cittadina. Infierisce colpendolo ripetutamente. Il generale inizialmente disapprova il gesto e i report d’agenzia riportano che si ventila perfino una espulsione del boxeur dalle fila di Futuro Nazionale. Una decisione che sarebbe stato più che plausibile attendersi da un militare tutto d’un pezzo, ligio al codice cavalleresco. Dal video si evince chiaramente che il molestatore iracheno non stava in piedi già per suo conto e che l’azione del vannacciano è stata del tutto sproporzionata. Cosa altrettanto assurda, meritevole di autonoma riflessione è che il Barboni (questo è il cognome dell’aggressore) pensando di far bella figura abbia postato di sua iniziativa il video, ma nel “mondo al contrario” (verrebbe da dire) tutto è possibile, anzi reale.

Quarantotto ore dopo però le dichiarazioni del generale sulla vicenda volgono in tutt’altra direzione: “All’interno del movimento non facciamo i giudici”, il partito non deve sostituirsi alla magistratura “ho visto il video ma non ho contezza di quello che è successo”. Che strano …eppure il video è lì da vedere parla chiaro tanto quanto quello del Roggero pistolero.

 Evidentemente l’aria è cambiata e da perfetto animale politico il generale adatta fatti e parole al clima che si respira, anticipando e incalzando tutti gli altri esponenti della destra forcaiola. Ha pienamente ragione Paolo Desogus quando in un suo post FB rilanciato da L’Antidiplomatico (18 .07. 26) invita ad un esercizio di storia ipotetica, invitando il lettore ad immaginare che a commettere il duplice omicidio fosse stato un immigrato che agisse per le stesse ragioni di Roggero:

 “Difesa primitiva della proprietà privata e suprematismo di classe e razziale, sono due caratteri del fascismo di oggi […} Costituiscono il nucleo ideologico che su scala maggiore porta la stessa destra di Roggero a giustificare il genocidio di Israele o a stare dalla parte delle politiche criminali di Trump”.

Ha ragione ma proprio qui sta l’Hic Rhodus hic salta, questa è l’ineludibile impasse di fronte alla quale ci troviamo nell’attuale momento storico. E del resto spogliandoci di ogni condizionamento ideologico e guardando ai fatti con crudo realismo viene da porsi la seguente domanda: quale sarebbe stato l’esito più probabile se la reazione di Roggero fosse stata pienamente aderente ai principi di civiltà giuridica che i giustificatori della sentenza proclamano o comunque sottintendono?

Proviamo ad immaginarlo: contenendo il suo temperamento istintivo, aggressivo e passionale (vd. precedente aggressione e minacce al fidanzato e ai famigliari della figlia) Roggero resta calmo, lucido e razionale, chiama il 112 e riferisce dell’accaduto. La pattuglia arriva in venti minuti ma dei rapinatori non c’è più traccia.

 

Scenario 1

Nonostante i filmati e il numero di targa non c’è possibilità di risalire all’identità dei rapinatori che così riescono a farla franca.

 

Scenario 2  

Grazie ad un favorevole concorso di fattori la polizia giudiziaria accerta l’identità dei rapinatori che vengono condannati con le aggravanti del caso. Ma la refurtiva nel frattempo è sparita e i colpevoli sono incapienti. A Roggero, che deve pagarsi l’avvocato, resta solo la magra soddisfazione di averli spediti in galera (ammesso che i malviventi non fossero già detenuti per altra causa). Poi dopo qualche tempo potrebbe arrivare anche una richiesta relativa a spese processuali e quant’altro.

Questi gli esiti probabili, con destra e sinistra che ripetono ogni tre per due che occorrono nuovi fondi da destinare alle forze di polizia. Forze di polizia il cui organico è in rapporto alla popolazione tra i più alti in Europa e al mondo e nelle quali, rebus sic stantibus, eventuali incrementi di personale andranno a beneficio delle inefficienze del sistema (vd. aliquote personale con funzioni amministrative, pratica eccessiva degli straordinari, sovrapposizione funzioni territoriali, impieghi scorte, rappresentanze cerimonie e quant’altro. (Cfr. Salvatore Palidda, Polizia postmoderna, Feltrinelli, 2000 - un testo a dispetto della data quanto mai attuale). Ca va sans dir che come annota Desogus, e come accade dal Big Bang in qua, l’immaginario collettivo è portato a relazionare, e talvolta persino ad identificare, il problema della sicurezza con quello dell’immigrazione.

La sicurezza dei cittadini non differisce molto rispetto alla temperatura meteorologica quanto alla sua percezione. E allora? Di fronte a tutto ciò la risposta della destra è semplice, rozza e maldestra (vedi la corsa per intestarsi la candidatura di Roggero) ma non per questo necessariamente efficace. Quella della sinistra è confusa, reticente e bizantina ed è non solo inefficace ma controproducente. Dai ristretti orizzonti del campo largo si continua a ripetere che bisogna bere molto e non uscire nelle ore più calde della giornata. La destra propone un condizionatore sparato al massimo. Ovvero…libera il Roggero che è in te!

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Le più recenti da Zeitgeist

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

L' Occidente adora la guerra di Giuseppe Giannini L' Occidente adora la guerra

L' Occidente adora la guerra

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti