Due liste di proscrizione, due indignazioni diverse
di Vito Petrocelli
La pubblicazione, da parte del quotidiano iraniano Hamshahri, di una lista contenente i nomi e le fotografie di numerosi leader occidentali – tra cui la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha provocato una indignazione pressoché unanime. Governo, forze politiche e gran parte dei media italiani hanno espresso solidarietà alla premier, definendo quell’iniziativa un’intimidazione inaccettabile e l’ennesima dimostrazione della radicalizzazione dello scontro tra Teheran e l’Occidente.

Vale però la pena ricordare il precedente del Corriere della Sera, che nel giugno 2022 pubblicò un’inchiesta dedicata ai cosiddetti “filoputiniani” italiani, indicando nomi di politici, giornalisti, professori e opinionisti ritenuti al servizio delle posizioni del Cremlino. In quell’occasione gran parte dell’indignazione “mainstream” risultò non pervenuta, né tanto meno ci furono dichiarazioni pubbliche di sdegno da parte della leader sovranista Giorgia Meloni, che forse considerò quella pubblicazione un normale esercizio giornalistico.
L’ennesimo esercizio di due pesi e due misure a cui ci hanno abituato, con la costruzione di elenchi di “buoni” e “cattivi”, di “affidabili” e “inaffidabili”, di “patrioti” e “filo-qualcosa”.


