"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

3230
"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Antonio Di Siena

 

Bari. C’è stato un tempo in cui il destino del rudere di Mitiladriatica non era soltanto un problema urbanistico da risolvere ma un tema sentito, oggetto di dibattito quotidiano tra i cittadini del quartiere. Ricordo bene di aver partecipato attivamente a quel dibattito e - da consigliere municipale - di aver proposto pubblicamente di trasformarlo in qualcosa di coerente con la sua storia e la sua ubicazione a pochi passi dal porto di S. Spirito: un piccolo polo per gli sport nautici (vela, canoa, canottaggio, windsurf ecc), una casa accogliente per singoli e associazioni sportive e non che a fatica conservano e tramandano vocazione e tradizione marinara del quartiere. Un luogo pensato per i residenti, in primis giovani e bambini.
 
E invece no.
 
Negli ultimi anni la fantasia urbanistica barese sembra essersi ridotta a un’unica domanda: “come possiamo trasformarlo in un alloggio turistico?”. E poco importa che si tratti di ruderi, pub sociali, spiagge, appartamenti, palazzine oppure interi isolati. Cambia il contenitore ma la risposta è sempre la stessa, e ogni problema trova sempre la stessa identica soluzione.
 
 
Un po’ come accaduto sempre a S. Spirito con la ex sciala San Michele: sepolto sotto tonnellate di burocrazia e mancanza di fondi il progetto (allora circoscrizionale) di una spiaggia libera attrezzata per bagnanti con disabilità, è diventata l’ennesimo lido con gli ombrelloni di paglia. Una roba assolutamente inutile, ma pienamente coerente con il nuovo corso dello sviluppo territoriale che sta trasformando l’intero litorale nord nell’ennesima mangiatoia a cielo aperto dove il massimo azzardo dell’imprenditorialità è proporre la pita gyros con la papaya dentro.
 
Come se la città - insieme a parti consistenti del suo governo e del suo tessuto sociale e imprenditoriale - fosse divenuta di colpo incapace di immaginare e pianificare il proprio futuro senza guardarlo attraverso la lente della ricettività. E c’è pure qualcuno che ha il coraggio di chiamare tutto questo “rigenerazione urbana”.
 
Al contrario, ciò a cui stiamo assistendo - in centro come in periferia - è la specializzazione economica di una intera città verso un unico settore: il servizio al turista. E poi ci si stupisce se i residenti non trovano casa, se i quartieri perdono presidi territoriali, se il lavoro è sempre più precario e se pezzi più o meno consistenti dell’economia reale finiscono nelle mani della malavita organizzata.
 
Niente di tutto questo è un effetto collaterale. Ma solo il prodotto finito e coerente col modello di sviluppo implementato e sostenuto da una politica ridotta a gestire la città come fosse un tour operator.
 

Antonio Di Siena

Antonio Di Siena

Direttore editoriale della LAD edizioni. Avvocato, blogger e autore di "Memorandum. Una moderna tragedia greca" 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Tecnopolitica: la svolta totalitaria di Giuseppe Giannini Tecnopolitica: la svolta totalitaria

Tecnopolitica: la svolta totalitaria

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti