Venezuela, video censurato: giovane incappucciato spara con arma artigianale

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Venezuela, video censurato: giovane incappucciato spara con arma artigianale

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di Fabrizio Verde
 

«La folla ondeggia lungo l'autostrada. Hanno già capito che la Guardia Nazionale sta per attaccare lanciando lacrimogeni. Come sempre, ormai da più di un mese, gli agenti impediscono il passo al corteo che vuole raggiungere la sede del Consiglio elettorale per chiedere elezioni al più presto e la liberazione dei prigionieri politici. I lacrimogeni scoppiano e il corteo retrocede prima di disperdersi lungo le vie laterali. È difficile che vengano a contatto, agenti e manifestanti. I primi sparano gas da lontano, gli altri tirano sassi e restituiscono i lacrimogeni che raccolgono», questo attacco di un pezzo scritto dal giornalista di Repubblica Omero Ciai - sulla carta inviato a Caracas ma che scrive comodamente da Miami - rappresenta plasticamente la narrazione post-veritiera del mainstream sull’ondata di violenza che si è abbattuta sul Venezuela. 

 

Da un parte vi sono i giovani ribelli che lottano per la libertà, dall’altra le forze dell’ordine del tirannico regime socialista guidato da Nicolas Maduro. Un leader dipinto come una sorta di novello Hitler in salsa caraibica, deciso a schiacciare ogni minima voce contraria al suo operato.

 

Questa narrazione è palesemente falsa, come più volte abbiamo mostrato avvalendoci di prove fotografiche e audiovisive. I manifestanti sono tutto fuorché pacifici e mossi da intenti democratici. In numerose occasioni hanno compiuto veri e propri atti barbarie, crimini di guerra e lesa umanità, in violazione delle norme stabilite dalla Corte Penale Internazionale con lo Statuto di Roma

 

L’ennesima prova ci arriva da questo video diffuso su Twitter dalla giornalista di teleSUR, Madeleine Garcia, dove si vede un manifestante che incappucciato spara all’indirizzo delle forze di sicurezza con un’arma artigianale.

 

Come sempre accade, questo video non sarà diffuso dai media mainstream (con l'eccezione del Tg3 che lo ha mostrato en passant nell'ambito di un buon servizio) che continuano imperterriti, violando ogni norma giornalistica e deontologica, a propalare fake news senza soluzione di continuità. 

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