Il Venezuela recupera 346 milioni di dollari dal FMI

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Il Venezuela recupera 346 milioni di dollari dal FMI

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Il governo venezuelano ha ottenuto 346 milioni di dollari dalle proprie risorse presso il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per gli sforzi di ripresa e ricostruzione a seguito dei terremoti del 24 giugno, ha annunciato la presidente incaricata Delcy Rodríguez.

In una dichiarazione diffusa sul suo canale Telegram, la presidente incaricata ha spiegato che i fondi consentiranno di "sostenere le famiglie colpite con alloggi, infrastrutture, servizi pubblici essenziali e altre necessità".

Rodríguez ha ringraziato la direttrice generale del FMI, Kristalina Georgieva, per il suo sostegno e il suo impegno, ed ha espresso la sua gratitudine a tutte le istituzioni che hanno reso possibile questo importante passo. "Continueremo a lavorare instancabilmente per proteggere il nostro popolo e promuovere la ripresa del Paese", ha aggiunto.

Il capo di Stato incaricato, alla luce dell'assenza forzata di Maduro provocata dal sequestro USA del 3 di gennaio, aveva precedentemente riferito di una telefonata avuta l'8 luglio con Georgieva in merito allo sblocco dei fondi venezuelani congelati presso l'istituzione finanziaria, durante la quale aveva ribadito la richiesta di Caracas di revocare le sanzioni e liberare i beni statali venezuelani.

A tal proposito, la portavoce del FMI, Julie Kozack, ha spiegato in una conferenza stampa che il meccanismo utilizzato corrisponde alla tranche di riserva del Venezuela, una fonte di liquidità facilmente accessibile e rapidamente mobilitabile, diversa dai Diritti Speciali di Prelievo (DSP) detenuti dall'organizzazione, che ammontano a circa 4,5 miliardi di dollari.

Kozack ha precisato che questi beni nella sezione di riserva sono immediatamente disponibili per far fronte alle urgenti necessità umanitarie derivate dal disastro.

Le relazioni tra il Venezuela e il FMI si sono riannodate lo scorso aprile dopo che erano state interrotte nel 2019, mantenendo da allora contatti regolari volti a completare le procedure tecniche che facilitino l’accesso futuro agli strumenti finanziari. In questo contesto di recupero delle risorse, la presidente in carica ha annunciato la settimana scorsa di aver inviato una lettera al re britannico Carlo III chiedendo il rilascio dell’oro venezuelano detenuto nella Banca d’Inghilterra.

In una recente intervista con il giornalista spagnolo Javier Negre, la presidente incaricata ha affermato che l'Esecutivo Nazionale sta compiendo progressi negli sforzi per raggiungere la piena reintegrazione del Paese nel sistema finanziario internazionale.

"Se parliamo dell'aspetto finanziario, dove stiamo lavorando anche per facilitare il ritorno del Venezuela nel sistema finanziario internazionale, è molto importante che sia le banche pubbliche che quelle private possano riacquistare la corresponsabilità affinché il mercato dei cambi, che è stato colpito dal blocco economico e dalle sanzioni, possa tornare a essere un mercato di scambio fluido", ha spiegato Rodríguez.

La normalizzazione di queste relazioni mira a stabilizzare il mercato dei cambi e a garantirne un funzionamento più efficiente, facilitando le transazioni commerciali quotidiane. Con questa strategia, il Governo bolivariano intende superare gli ostacoli finanziari che hanno limitato l'attività del settore bancario, rivitalizzare l'economia nazionale e garantire l'accesso alle risorse necessarie al benessere della popolazione.

La Presidente ha affermato che il Paese si trova in una fase avanzata a seguito della negoziazione di accordi strategici nel settore degli idrocarburi, proiettando il 2027 come anno cruciale per la crescita nazionale.

“Non ho dubbi che il prossimo anno, il 2027, sarà un anno di grande slancio, di crescita economica grazie alle entrate esterne derivanti dagli investimenti negli idrocarburi”, ha affermato la presidente, sottolineando che l'afflusso di capitali stranieri consoliderà la ripresa del settore petrolifero e migliorerà i redditi dei lavoratori.

Per quanto riguarda l'attuale capacità produttiva, ha riferito di una produzione giornaliera di 1.200.000 barili di petrolio greggio, con l'obiettivo di chiudere l'anno a circa 1.400.000 barili.

“Questo processo di ripresa, che speriamo si traduca in un miglioramento dei redditi per i lavoratori del Paese, in benefici concreti”, ha affermato, dimostrando la capacità del settore di rispondere alle sfide globali.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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