Venezuela: l'opposizione 'democratica' minaccia di morte il presidente Nicolás Maduro

Il vicepresidente del PSUV denuncia che si tratta delle stesse minacce ricevute dal deputato Robert Serra prima del suo barbaro assassinio

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Venezuela: l'opposizione 'democratica' minaccia di morte il presidente Nicolás Maduro

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Il presidente venezuelano Nicolás Maduro «ha i giorni contati», con queste parole David Smolansky, dirigente del partito di estrema destra Voluntad Popular e sindaco del municipio El Hatillo, ha minacciato durante una cerimonia pubblica il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela. 

 

Durante il suo programma settimanale ‘Con El Mazo Dando’, il vicepresidente del PSUV e deputato, Diosdado Cabello, ha sottolineato la gravità di queste minacce rivolte alla massima carica della Repubblica venezuelana. Facendo presente i tragici precedenti: «Ricordo che eravamo nell’Assemblea Nazionale, un 26 o 27 di settembre, quando un deputato della destra disse a Robert Serra che aveva i giorni contati. Il 1 di ottobre fu assassinato». 

 

Questa è un altra pagina buia del Venezuela che i media non raccontano al grande pubblico: i dirigenti chavisti sono bersaglio continuo di violenze e oggetto di assassinii commessi da bande con preparazione paramilitare. Altro che dittatura. 

 

Cabello continua la sua denuncia affermando: «Questo signore ha detto al presidente che ha i giorni contati. Bisogna fare un appello alle autorità competenti affinché non facciano finta di non vedere».

 

L’ex presidente dell’Assemblea Nazionale ha poi attacco Smolansky: «Chi è questo Smolansky? Si tratta di un agente del sionismo in Venezuela». 

 

«Dicono che il compagno Nicolás (Maduro) - continua Diosdado Cabello - ha i giorni contati, ma dopo negano di aver mai fatto queste affermazioni. Così come quando Ramos Allup - attuale presidente dell’Assemblea Nazionale controllata dalla destra - mi disse che ero un uomo morto. Fortunatamente sono ancora vivo, ma altri non sono riusciti a salvarsi. Robert Serra, Danilo Anderson, Eliézer Otaiza, sono stati tutti assassinati». 

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