Repubblica conquista la pole position nel sostegno al golpismo in Venezuela

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Repubblica conquista la pole position nel sostegno al golpismo in Venezuela

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di Fabrizio Verde
 

Ci aspettavamo un articolo sulla nuova macchina del golpista Guaidò che facesse il seguito con le foto da starlette recenti, ma le nostre attese rimangono irrealizzate in quella che è davvero una delle pagine più tristi del giornalismo italiano. 

 

L’autore dell’intervista Marco Mensurati - ma non si occupava di Formula 1? -, al pari del collega Mastrolilli de La Stampa che si reca (?) a Caracas per intervistare il golpista fuggiasco in Spagna Antonio Ledezma, raccoglie poco. Il golpista Guaido non fa altro che ripetere a memoria il solito copione che gli hanno scritto a Washington e che ormai non vuole sentire più nessuno (Repubblica a parte chiaramente).

 

Anche gli Stati Uniti lo hanno scaricato vista la sua incapacità. Come evidenziato dall’ex esperto della Nazioni Unite per il Venezuela, Alfred de Zayas, adesso potrebbe essere sacrificato dalla CIA come false flag per giustificare un intervento armato in Venezuela. Farà come Lopez che a suo tempo si consegnò alla giustizia venezuelana dopo le tragiche guarimbas per evitare di essere travolto dal “fuoco amico”? 

 

Sull’intervista come abbiamo detto in precedenza c’è poco da commentare. Il golpista Guaidò indica Maduro come isolato. Ma tranne i settori più estremisti dell’opposizione venezuelana che lui al momento guida, e certi media impastati di malafede e abbagliati dalla loro stessa propaganda (ogni riferimento a Repubblica è chiaramente voluto), isolato è chiaramente lui. 

 

Il chavismo, al contario, è compatto intorno al proprio leader e i militari hanno confermato che rimarranno fedeli alla Costituzione venezuelana. Nonostante da Washington non manchino offerte munifiche per passare dalla parte dei golpisti. La parte più triste, o forse comica, lasciamo a voi il giudizio, si tocca quando il giornalista di Repubblica chiede a Guaido se gli risultano finanziamenti da Caracas diretti al Movimento 5 Stelle e Podemos. Aria fritta, insomma. 

 

Guaido dice di non avere dettagli in proposito. 

 

A quel punto il giornalista avrebbe potuto chiedere ragguagli circa i finanziamenti molto generosi provenienti da Washington e diretti a rovesciare il governo costituzionale guidato da Nicolas Maduro. In quel caso il golpista Guaido avrebbe potuto fornire molti dettagli. Però evidentemente a Mensurati la questione non interessava. 

 

I golpisti appartenenti a un partito di estrema destra come Voluntad Popular lottano per la libertà. I finanziamenti di marca USA sono più che giustificati evidentemente per Repubblica e il suo inviato a Caracas. Intanto vien da chiederci come mai nonostante in molte testate anche internazionali sempre molto dure contro il Venezuela si inizino ad aprire degli squarci di verità su quanto avviene nel paese sudamericano, Repubblica continui nel tirare la volata al golpismo fascista di Voluntad Popular e affini. I lettori del quotidiano, inoltre, non hanno il diritto di conoscere gli effetti devastanti delle sanzioni illegali imposte dagli Stati Uniti per colpire la popolazione e portare al collasso il governo?

 

Ma di tutto questo non era certo Repubblica a dovervi rendere conto dopo le menzogne sulla Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina. Che Repubblica sia l’ultimo dei golpisti, di un golpe organizzato da estremisti di destra razzisti, omofobi e dediti a linciare e bruciare in piazza chi non la pensa come loro vi deve far riflettere la prossima volta che il giornale di De Benedetti lancerà la prossima campagna “antifascista”.

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