Pino Arlacchi a l'AD : "L'Occidente è una nave che affonda"
"Una storia in diretta", 6 giugno 2026
Loretta Napoleoni intervista Pino Arlacchi
"L'Occidente è minoritario, sulla difensiva, finanziarizzato e bellicista. Dall'altra parte c'è il Grande Sud: nuova maggioranza globale, centro di gravità dell'economia mondiale". Così Pino Arlacchi, intervistato da Loretta Napoleoni per l'AntiDiplomatico, ridisegna la geografia del potere nel mondo di oggi. Niente a che vedere con la Guerra Fredda, spiega Arlacchi.
Allora i due blocchi erano separati. Oggi il sistema è unico, ma con due teste: una guarda all'economia finanziaria occidentale, l'altra - quella che sta vincendo - all'economia reale. E il rapporto di forza è già cambiato. "Dal punto di vista demografico siamo 6 a 1, dal punto di vista economico 60 a 40 a favore del Grande Sud". E mentre l'Occidente spinge sul riarmo: "Una balla enorme", la Cina guida un sistema di paesi - dall'Indonesia alla Corea del Sud - che hanno scelto il modello dello "stato per lo sviluppo".
Un blocco che commercia sempre più al proprio interno (Sud-Sud ha superato Nord-Sud) e che attende solo due traguardi naturali: la riforma dell'ONU e una valuta alternativa al dollaro. Ma la crisi, per chi vive in Occidente, è una tragedia incombente. "Una recessione europea e americana ci sarà - avverte Arlacchi - ma non sarà mondiale. Il corpaccione dell'economia mondiale sta dall'altra parte. L'Occidente può anche incendiarsi, ma non brucerà più il mondo intero". Sul fronte geopolitico, l'ex vicesegretario ONU non usa giri di parole: Israele soffre di "una sindrome distruttiva e autodistruttiva. La vittima che diventa carnefice". E l'Iran? Ne esce vincente su tutti i piani, più compatto e nazionalista, pronto a farsi la bomba atomica in piena legalità, uscendo dal Trattato di non proliferazione come fece la Corea del Nord. Con conseguenze a catena su tutto il Medio Oriente. Quanto all'Europa, Arlacchi vede un continente che arranca, i cui governi atlantisti stanno perdendo consensi. "La gente teme prima di tutto l'inflazione, non crede al riarmo. I nodi verranno al pettine». E l'Italia? "Prima a sfilarsi dal piano riarmo, all'italiana, con contabilità creativa e vigili del fuoco messi come forze armate. Siamo andati nel ridicolo".
Un'intervista che restituisce un quadro netto: il baricentro del mondo si è spostato...
Buona visione:


