Putin spiazza l’Europa: il “segreto” sul super-missile e la verità sull'economia russa
A margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto una lunghissima sessione di domande e risposte con i direttori delle principali agenzie di stampa internazionali. All'incontro, durato poco più di due ore, hanno preso parte testate statali cinesi, bielorusse, tedesche, francesi, spagnole e iraniane, oltre a rappresentanti di Reuters e Associated Press (AP).
Il colloquio ha toccato una vasta gamma di temi caldi: dalla tenuta della politica interna ed estera russa alle dinamiche sul campo in Ucraina, fino alle condizioni per un eventuale riavvicinamento con l'Europa.
I punti chiave del colloquio
L'economia russa e le sanzioni
Interrogato sulla capacità di Mosca di resistere alle forti pressioni economiche e alle sanzioni occidentali, Putin ha risposto citando Mark Twain: "Le voci sulla mia morte sono decisamente esagerate".
- Crescita e parità di potere d'acquisto: Il presidente ha rivendicato che, nonostante le previsioni occidentali di un'economia russa "fatta a pezzi", negli ultimi tre anni il Paese è cresciuto a un ritmo tre volte superiore rispetto a quello dell'Unione Europea.
- Decisioni interne: Putin ha ammesso che Mosca ha dovuto adottare "decisioni difficili" per contrastare l'inflazione – come il drastico innalzamento dei tassi d'interesse – ma ha assicurato che tali misure stanno dando i loro frutti, con una produzione industriale e redditi reali in costante aumento. In termini di parità di potere d'acquisto, ha concluso, la Russia ha ormai superato tutte le principali economie europee.
La situazione sul fronte ucraino
Secondo il capo del Cremlino, l'esercito russo sta avanzando progressivamente lungo tutta la linea del fronte, mentre le forze di Kiev si trovano a fare i conti con una drammatica carenza di uomini.
- Le perdite di Kiev: "Ogni mese perdono circa 40.000 persone", ha dichiarato Putin, sostenendo che i civili ucraini vengano ormai "catturati per strada come cani" per essere arruolati a forza. A questo dato ha aggiunto circa 20.000 diserzioni mensili.
- Il divario tecnologico: Il presidente ha rimarcato la netta asimmetria militare tra le due forze: "L'Ucraina non ha un vero sistema di difesa aerea, ma solo elementi isolati, e non possiede i sistemi d'attacco di cui dispone la Russia. A differenza nostra, Kiev non ha missili ipersonici e da crociera".
Il "Segreto di Stato" sul missile Oreshnik
Putin ha affrontato anche il tema dell'impiego dell'Oreshnik, il nuovo missile balistico ipersonico a medio raggio e a doppia capacità (convenzionale/nucleare), rivelando un retroscena inedito.
- Nessun impiego su vasta scala: Il presidente ha chiarito che la Russia non ha ancora utilizzato l'Oreshnik "nel pieno senso del termine" in territorio ucraino, spiegando che i test completi vengono eseguiti nei poligoni dedicati.
- I tre raid confermati: Mosca ha confermato tre attacchi mirati con questo vettore dall'inizio del conflitto: il primo contro un impianto della difesa a Dnepr a fine 2024, il secondo contro una fabbrica di aerei da guerra a Leopoli a gennaio, e l'ultimo a maggio contro un obiettivo a Belaya Tserkov (vicino a Kiev), liquidato dai critici come un semplice "capannone".
- La rivelazione: "L'ultima volta, a essere del tutto onesti – e vi svelerò un grande segreto di stato militare – abbiamo colpito solo dove ci era più comodo per osservare gli effetti", ha confessato Putin. Ha poi spiegato che i droni russi hanno sorvolato l'area per analizzare la dispersione dei detriti e l'impatto: "È fondamentale per noi raccogliere questi dati per decidere il futuro impiego su vasta scala dell'Oreshnik contro obiettivi specifici, anche in aree urbane".
Le prospettive di pace e i nodi diplomatici
La Russia si dice pronta a una soluzione pacifica, ma solo a patto che vengano rispettati i compromessi concordati lo scorso anno ad Anchorage con il presidente statunitense Donald Trump.
- Lo scetticismo su Kiev: Il vero ostacolo, secondo Putin, resta la riluttanza di Kiev ad accettare le condizioni. Il leader russo ha sottolineato che il controllo del Donbass e degli altri territori annessi non è negoziabile e non contraddice un potenziale trattato di pace. "Ho l'impressione che i circoli al potere non siano realmente interessati a cessare le ostilità", ha aggiunto, precisando che un accordo non può ridursi a una tregua temporanea utile solo a far riarmare l'Ucraina.
- La legittimità di Zelensky: Putin ha evitato di rispondere direttamente sulla legittimità di Vladimir Zelensky come interlocutore per un trattato, definendola "una questione per avvocati". Ha però ribadito la linea ferma di Mosca: "Canalizzeremo i colloqui solo con chi è, senza ombra di dubbio, legittimato a firmare". Il mandato di Zelensky è scaduto a maggio 2024 e il processo per nuove elezioni è attualmente congelato.
Il ruolo dell'Europa
In chiusura, Putin ha concesso che l'Unione Europea potrebbe svolgere "un ruolo positivo" nella risoluzione della crisi, ma ponendo una netta condizione.
"L'UE può aiutare, ma non fornendo armi. Dovrebbe piuttosto convincere le autorità di Kiev ad accettare i compromessi di cui abbiamo discusso. Se c'è la volontà da parte europea di collaborare, devono prima abbandonare il loro approccio coloniale e iniziare a parlare con la Russia da partner alla pari."


