Libere mazzette sindacali in libero mercato

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di Giorgio Cremaschi 


Vincenzo Mauriello è un dirigente sindacale del Fismic, il sindacato autonomo, noi diciamo giallo, che nella FCA assieme a Fim e Uim è complice di tutte le decisioni di Marchionne e come tale riconosciuto dall'azienda.



In qualità di rappresentante sindacale nello stabilimento di Melfi del gruppo,  Mauriello ha chiesto e intascato circa 5000 euro da genitori che così pensavano di favorire  l'assunzione del figlio. Il fatto non costituisce reato, ha dichiarato la Procura della Repubblica di Foggia, perché quei soldi sono stati versati al sindacalista a titolo della sua opera di "intermediazione". Sì perché il giovane in questione effettivamente è stato assunto in FCA come lavoratore interinale collocato dalla Manpower, ma poi non è stato confermato dall'azienda, due giorni prima della scadenza del contratto. Quindi l'intermediazione di Mauriello almeno parzialmente avrebbe funzionato, se poi il risultato finale non ha corrisposto a quello voluto, chi ha pagato 5000 euro per un posto di lavoro, potrà sempre rivalersi in sede civile, come quando il meccanico non aggiusta l'auto come convenuto. Così  la sentenza.



È bene ricordare che Manpower è ufficialmente una agenzia interinale, che già esercita il ruolo di intermediazione di manodopera in virtù della sciagurata legge Treu del 1997, che autorizzò ai privati ciò che prima era solo compito del collocamento pubblico e che altrimenti veniva punito come caporalato. Dunque lo scandaloso pronunciamento del magistrato foggiano legalizza un'altra intermediazione di manodopera che si aggiunge a quella ufficiale. Vuoi essere assunto da Manpower che ti colloca in FCA che forse col tempo ti assumerà a sua volta? Paga 5000 euro a Mauriello, libera mazzetta in libero mercato del lavoro. Esentasse naturalmente.

Questo degrado sociale ed umano,  perfettamente legale per i magistrati competenti, era già stato denunciato pubblicamente dal vescovo di Melfi Todisco, che aveva bollato come vergognoso questo ulteriore infame sfruttamento del bisogno di lavoro. A lui aveva risposto offeso proprio il Fismic, accusandolo di sparare nel mucchio degli onesti sindacalisti e intimandogli di fare i nomi. Ora che l'autore della richiesta di soldi è noto, il Fismic ha ben  pensato di promuoverlo a dirigente provinciale di Foggia.
Naturalmente tutto questo è avvenuto a totale insaputa delle direzioni  sia della Manpower che della FCA che ora cascano dalle nuvole; nonostante queste imprese abbiano intere strutture che lavorano per saper cosa facciano e cosa pensino i lavoratori con cui hanno a che fare. Ma non si può sapere tutto e poi "nun sacciu" è diventata la posizione ufficiale di tutte la classi dirigenti di questo paese,  di fronte ad ogni porcheria in cui siano coinvolte.

Tutti invece sanno che per lavorare in FCA, e non solo lì, bisogna avere il viatico dei sindacati complici del padrone, quelli che firmano tutti gli accordi, quelli che vengono presentati come moderni e responsabili dal regime e dalla sua stampa. E la raccomandazione di questi sindacati non serve  solo per esseri assunti, ma anche dopo, per usufruire di quei diritti elementari che tutelano la persona sul lavoro e che ora sono diventati favori,  che il padrone concede solo ai più fedeli.

Usufruire della "intermediazione" di certi sindacalisti può non essere sufficiente, ma è spesso necessario. E che per questa intermediazione qualcuno chieda e riceva il suo compenso,  ora anche ad un magistrato appare perfettamente lecito.

La disoccupazione di massa, la precarizzazione e lo sfruttamento del lavoro, la fine del collocamento pubblico, le politiche ed i contratti nel nome del libero mercato ed i loro autori, l'ignavia  di una parte della magistratura, tutti assieme hanno legalizzato l'infamia. E questo trionfo, oggi dichiarato perfettamente lecito,  dei metodi mafiosi nel lavoro è stato chiamato progresso e innovazione.

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