Perché il "decreto Primo Maggio" del governo Meloni e' una truffa

824
Perché il "decreto Primo Maggio" del governo Meloni e' una truffa

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Giorgio Cremaschi

 

ROMPERE CON LA POLITICA DEI BASSI SALARI 

Il cosiddetto decreto Primo Maggio del governo Meloni è una truffa e una doppia lesione, anche costituzionale, dei diritti del lavoro. 
È una truffa perché non stanzia un solo centesimo per i lavoratori,  mentre finanzia le imprese con circa un miliardo di euro, distribuito su tre anni.  L’unica spesa del decreto è costituita dai soldi che vengono donati alle imprese che assumono o che confermano a tempo indeterminato i giovani e   i lavoratori del mezzogiorno. È la solita esenzione contributiva che in realtà viene pagata dagli stessi lavoratori,  a cui vengono mancare i fondi per l’Inps. E forse abbiamo sbagliato a dire che il governo non dà nulla ai lavoratori, in realtà il governo Meloni toglie un miliardo ai lavoratori per finanziare le imprese. 
Questa è la truffa, poi ci sono due gravissime lesioni a danno delle retribuzioni dei lavoratori,  che il governo ha titolato sotto il nome beffardo di “salario giusto”.
La prima, gravissima, è lo stravolgimento dell’articolo 36 della Costituzione. 
Il testo costituzionale recita che la retribuzione dei lavoratori debba essere: “…in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.” Ed è proprio rifacendosi a questo principio costituzionale che molte sentenze della magistratura hanno annullato accordi e contratti con salari da fame. Così ha fatto il tribunale di Milano per lavoratori che avevano paghe inferiori ai quattro  euro all’ora, a seguito di regolari contratti sottoscritti da CGILCISLUIL. Anche la Corte di Cassazione ha ribadito che il principio della “equa retribuzione” non coincide affatto con quello della contrattazione e viene prima di essa. 
Invece il governo Meloni ha ribaltato questo dettato costituzionale, come del resto  ha fatto per diversi principi della costituzione antifascista, e ha affermato che i contratti, purché firmati da sindacati “comparativamente più rappresentativi”, siano già un’equa retribuzione. Quindi sono gli accordi firmati da CGILCISLUIL a definire cosa sia un salario giusto. Non è un caso che la segretaria della CISL abbia ringraziato il governo per il regalo incostituzionale ricevuto. 
La seconda lesione ai diritti del lavoro è una correzione della prima. Infatti se a CGILCISLUIL viene concesso il potere di fare contratti che valgono come la Costituzione, alle  imprese viene offerta la convenienza a non firmare gli accordi. 
Il governo Meloni ha stabilito che se un contratto non venisse rinnovato da più di dodici mesi, allora le imprese dovrebbero pagare ai lavoratori un’indennità del 30% della rivalutazione delle paghe dovuta all’indice IPCA dell’inflazione. A parte che questo indice è già penalizzante per i lavoratori e CGILCISLUIL sono anche riusciti a peggiorarlo, eliminando da esso i costi del petrolio e del gas, con questo decreto si incentivano le imprese a non firmare. Se non firmano il contratto,  devono pagare meno di  un terzo del già poco dovuto per recuperare l’aumento dei prezzi. Più allunghi il tempo del contratto, meno paghi.
Diverso sarebbe stato se il governo avesse approvato la norma, annunciata in precedenza, secondo la quale alla firma del contratto le imprese avrebbero dovuto pagare tutti gli arretrati dalla data di scadenza del contratto stesso. Firmi dopo due anni? In ogni caso mi paghi tutto fin dal primo giorno. Era una buona proposta che avrebbe messo pressione sulle aziende, era strano che fosse venuta a Meloni, che infatti l’ha abbandonata.
Cosi mentre i dati ufficiali ISTAT ci fanno sapere che i lavoratori dal 2021 hanno perso più del 7% per l’inflazione, quasi un mese di salario, il Governo Meloni incentiva il moderatismo rivendicativo di CGILCISLUIL e l’intransigenza contrattuale delle imprese. 
Cosi il precipizio verso il basso dei salari sarà ancora più rapido. E anche come imprenditore il governo Meloni  colpisce i salari. Nella sanità pubblica il governo offre un aumento dei salari attorno al 6%, di fronte ad una perdita di potere d’acquisto dei lavoratori del 12%. Un contratto che riduce le retribuzioni, con CGILCISLUIL che si dichiarano disponibili. 
Ci vogliono un salario minimo di almeno 12 euro all’ora, il ripristino della scala mobile, una retribuzione effettiva  di almeno 2000 euro netti al mese,  per far uscire il mondo del lavoro dalla catastrofe sociale nella quale è affondato.  Il decreto del Governo Meloni  invece incentiva a continuare come nel passato e peggio nel passato e il moderatismo contrattuale di CGILCISLUIL di tutto questo è complice. 
Ci vuole una rottura sociale vera,  prima di tutto contro il Governo Meloni, poi contro la trentennale politica dei bassi salari, infine per rovesciare la concertazione sindacale; altrimenti le paghe dei lavoratori  continueranno  a sprofondare. Questo è il messaggio che deve venire da questo Primo Maggio.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/30/decreto-primo-maggio-salari-diritti-notizie/8371310/

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente di Giuseppe Giannini La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

L'importanza della festa della liberazione di Michele Blanco L'importanza della festa della liberazione

L'importanza della festa della liberazione

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti