Il ruggito di Castillete: la memoria guerrigliera e la tenuta della rivoluzione
di Geraldina Colotti
Nel cuore di El Paraíso, storico quartiere della capitale carachense, la Quinta Castillete non è semplicemente un edificio: è una roccaforte di memoria viva, un tempio laico dove il filo rosso della storia insurrezionale venezuelana non ha mai smesso di dipanarsi. Tra le sue mura si respira l’eredità diretta delle lotte armate degli anni '60, '70 e '80. Qui si custodisce l'esperienza di chi ha imbracciato il fucile nelle montagne e nelle città contro i governi del Puntofijo, per poi costituire i quadri storici e i pilastri ideologici del processo bolivariano.
È in questo spazio che prendono vita le rigorose e appassionate discusiones sabatinas (i dibattiti del sabato), animate da riferimenti della cultura e della militanza rivoluzionaria come lo scrittore ed ex guerrigliero Andrés Aguilar, insieme ai veterani delle FALN (Fuerzas Armadas de Liberación Nacional) e del MIR (Movimiento de Izquierda Revolucionaria) riuniti nella Fundación Amigos de la Lucha Armada (FALA). A Castillete la memoria non è un esercizio di nostalgia, ma uno strumento politico per leggere il presente, praticare l'autocritica e affilare la dialettica militante.
In un passaggio storico cruciale e complesso per il Paese — segnato dal sequestro del Presidente Nicolás Maduro e della Prima Combattente Cilia Flores avvenuto il 3 gennaio 2026 — i veterani di Castillete hanno scelto di far sentire con forza la propria voce. Richiamando le grandi battute d'arresto dell'epopea indipendentista di Simón Bolívar per trasformarle in lezioni di riscatto, il loro comunicato riafferma la compattezza del chavismo originario attorno alla presidenta incaricata Delcy Rodríguez, rivendicando l'unità incrollabile di fronte all'imperialismo e il valore della critica interna come linfa vitale del processo socialista.
Di seguito, propongo la traduzione integrale del comunicato emesso dalla Quinta Castillete.
Comunicato
Noi, i guerriglieri degli anni '60, '70, '80, '90 e di sempre, che dalla storica Quinta Castillete di El Paraíso manteniamo viva la fiamma della lotta rivoluzionaria, nella nostra condizione di militanti fondatori del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), ci rivolgiamo al popolo bolivariano per esprimere con assoluta chiarezza e fermezza quanto segue:
Primo: Riaffermiamo la nostra incrollabile lealtà alla Rivoluzione Bolivariana, eredità immortale del Comandante Hugo Chávez Frías, e il nostro sostegno incondizionato alla presidenta incaricata della Repubblica, la cittadina Delcy Eloína Rodríguez Gómez, che riconosciamo come Comandante in Capo della Forza Armata Nazionale Bolivariana e garante della stabilità istituzionale e della pace territoriale.
Secondo: In qualità di costruttori di questa impresa rivoluzionaria fin dalle sue origini, manifestiamo la nostra ferma opposizione a qualsiasi tentativo di divisionismo che, da diverse tribune, settori del chavismo promuovono contro l'unità del movimento rivoluzionario. L'unità è il pilastro fondamentale per il consolidamento del progetto socialista e la difesa della nostra sovranità.
Terzo: Il 3 gennaio 2026 abbiamo perso una battaglia contro un nemico tecnologicamente e militarmente superiore. E forse non abbiamo capitolato di fronte a Monteverde tra San Mateo e La Victoria il 25 luglio 1812? E forse non ci ha sconfitto Boves nella battaglia di Urica il 5 dicembre 1814? Ogni sconfitta è stata una lezione. La Rivoluzione Bolivariana è più unita che mai.
Quarto: Rivendichiamo il carattere delle nostre discussioni del sabato a Castillete, che si svolgono sotto la massima del maestro Simón Rodríguez: "la critica è l'anima della società". Intendiamo la critica interna come un esercizio legittimo e arricchente, purché si svolga nel quadro del rispetto, della lealtà rivoluzionaria e della difesa degli interessi del popolo. Non permetteremo che il sano dibattito sia utilizzato come scusa per fratturare l'organizzazione né per indebolire la leadership legittimamente costituita.
Quinto: Facciamo un appello a tutti i militanti, simpatizzanti e popoli del mondo a sostenere la nostra presidenta incaricata in questi tempi di definizione, e a raddoppiare gli sforzi nella costruzione del socialismo bolivariano del XXI secolo.
Unità, lotta, battaglia e vittoria!
Dato nella Quinta Castillete, Caracas, il 29 agosto 2026.


