Khamenei denuncia la “guerra ibrida” contro l’Iran

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Khamenei denuncia la “guerra ibrida” contro l’Iran

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In occasione del 37° anniversario della scomparsa dell’Imam Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica, la Guida della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, ha lanciato un appello all’unità nazionale, denunciando l’intensificazione della “guerra ibrida” contro l’Iran. Nel messaggio diffuso durante le commemorazioni che hanno visto la partecipazione di milioni di fedeli a Teheran e in numerosi altri Paesi, Khamenei ha affermato che i nemici della Repubblica Islamica, dopo aver subito una “profonda umiliazione” nel confronto con le Forze Armate iraniane, starebbero ora cercando di raggiungere i propri obiettivi attraverso strumenti politici, mediatici e psicologici.

Secondo il leader iraniano, la strategia degli avversari si concentra su due obiettivi principali: indebolire la resistenza della popolazione e indurre errori di valutazione nella leadership del Paese. Per questo ha invitato i cittadini a contrastare ogni tentativo di diffondere sfiducia, divisione e scoraggiamento, preservando la coesione sociale e la fiducia reciproca. Khamenei ha inoltre sostenuto che il sistema di potere occidentale, guidato dagli Stati Uniti e legato a Israele, non accetta l’esistenza di un Iran forte, indipendente e in costante sviluppo. Da qui, a suo giudizio, deriverebbe il tentativo permanente di ostacolare il progresso economico, politico e scientifico della Repubblica Islamica.

Nel suo intervento, il leader ha dedicato ampio spazio alla figura dell’Imam Khomeini, definendolo l’artefice di una trasformazione storica che ha cambiato non solo l’Iran, ma l’intero mondo musulmano. Ha ricordato come il fondatore della Repubblica Islamica sia riuscito a mobilitare il popolo iraniano contro il dominio straniero e la dipendenza dall’Occidente, risvegliando una coscienza nazionale e rivoluzionaria che, secondo Khamenei, continua ancora oggi a guidare il Paese. Rievocando anche la figura del defunto Ayatollah Ali Khamenei, definito “martire”, la Guida della Rivoluzione ha sottolineato la continuità tra il suo percorso politico e quello dell’Imam Khomeini, presentandoli come pilastri di una stessa scuola di pensiero fondata sulla resistenza, sulla sovranità nazionale e sul sostegno agli oppressi.

Il messaggio si conclude con un richiamo alla vigilanza e alla compattezza nazionale in una fase che Teheran considera particolarmente delicata sul piano regionale e internazionale, ribadendo che l’indipendenza dell’Iran e il suo rifiuto di piegarsi alle pressioni esterne continuano a rappresentare il principale motivo di attrito con le potenze occidentali.



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