(FAKE). Esclusivo di Reuters: il legame di Assad con le armi chimiche

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(FAKE). Esclusivo di Reuters: il legame di Assad con le armi chimiche

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“Ricercatori internazionali hanno dichiarato per la prima volta che si sospetta il presidente Bashar al-Assad e suo fratello quali responsabili per l'uso di armi chimiche nel conflitto siriano, secondo un documento visto da Reuters.” Nella pubblicazione di un articolo contenente queste affermazioni sarebbe stato lecito aspettarsi che la Reuters rivelasse chi siano questi “ricercatori internazionali” che, “per la prima volta” “sospettano” e illustrasse il famoso documento (“basato su una combinazione di prove raccolte dal team di UN-OPCW in Siria e informazioni di agenzie di intelligence occidentali e regionali”) che, a suo dire, le era stato mostrato. Ovviamente, Reuters – da molti considerata l’Agenzia Stampa più autorevole del mondo - non lo ha fatto. E la UN-OPCW (l’Agenzia delle Nazioni Unite per la proibizione delle armi chimiche) ha negato l’esistenza (“Virginia Gamba, the head of the Joint Investigative Mechanism, denied any list of individual suspects had yet been compiled by the inquiry.”) di una qualsiasi lista di possibili colpevoli degli attacchi chimici in Siria.


Ma, allora, di che stiamo parlando?


Come si fa ad accettare o confutare una “notizia” supportata non su una documentazione, un riscontro, una acclarata testimonianza... ma solo sul prestigio della Reuters? “Prestigio”, per modo di dire. In quanto Reuters di evidentissime bufale (spacciate come “notizie”) sulla Siria ne ha pubblicate davvero tante. Basti ricordare la “panetteria bombardata dall’aviazione di Assad”, la “rivolta di Homs”, i bombardamenti russi su Idlib, quelle create dall’Osservatorio siriano per i diritti umani...


E sulla diffusione di bufale Reuters deve aver davvero acquisito una profonda cultura considerando la sua ultima “creatura”: News Tracer, un software per riconoscere le bufale su Internet. “Uno strumento pensato per i giornalisti e la comunità di utenti online (...) che scandaglia i circa 500 milioni di tweet giornalieri per suddividere le notizie reali da tutto il resto, fake news comprese.”


Una bufala questa notizia? No, leggete qui.

 

Francesco Santoianni

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