Egitto, la scommessa verde che accelera grazie alla Cina

Nel segno dei settant'anni di relazioni diplomatiche, Pechino e il Cairo accelerano sulla transizione energetica. Dai parchi eolici del Mar Rosso all'idrogeno verde: un modello di cooperazione che crea lavoro e cambia il paesaggio

353
Egitto, la scommessa verde che accelera grazie alla Cina

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

C'era una volta Ras Ghareb, cittadina sul Mar Rosso dove il destino si misurava in barili di petrolio. Oggi, a guardare l'orizzonte, il paesaggio è cambiato. File interminabili di pale eoliche tagliano il deserto, tracciando i contorni di una nuova economia. Non è solo uno scorcio suggestivo, come suggerisce il quotidiano cinese Global Times: è la fotografia nitida di una transizione che l'Egitto ha deciso di accelerare, e che trova in Pechino il suo principale alleato.

Mercoledì, nel segno dei settant'anni di relazioni diplomatiche, Cina ed Egitto hanno firmato una dichiarazione congiunta per blindare la loro partnership strategica. Il messaggio è chiaro: allineare la Nuova Via della Seta con la Visione 2030 del Cairo. Ma i tempi sono stringenti. Se fino a pochi mesi fa l'obiettivo era coprire il 42% del fabbisogno elettrico con le rinnovabili entro il 2030, ora l'asticella è stata alzata al 45% entro il 2028. Una fretta dettata dalla sicurezza energetica e dalle pressanti necessità economiche, ma resa possibile solo da un supporto esterno solido.

Sul campo, a fare la differenza sono le imprese cinesi. PowerChina, per esempio, è arrivata in Egitto nel 2012 costruendo centrali a gas e infrastrutture di trasmissione. Nel Golfo di Suez sta completando quello che non è solo il suo più grande parco eolico onshore all'estero, ma il più grande dell'intero continente africano: 1,1 gigawatt di potenza. Quando entrerà a regime, a metà del 2027, produrrà oltre 4,3 miliardi di chilowattora l'anno. Abbastanza per alimentare un milione di case e tagliare 2,2 milioni di tonnellate di CO2.

Il vero cambio di paradigma, tuttavia, non sta nelle dimensioni dei cantieri, ma nel modello di business. Pechino e il Cairo non si limitano più a firmare contratti per costruire un'infrastruttura e passare alla prossima. Stanno coltivando un'industria. I dati di PowerChina parlano di 2.000 posti di lavoro diretti e 10.000 indiretti. Ma il numero più interessante riguarda la formazione: oltre 350 professionisti locali specializzati in controllo qualità, logistica e sicurezza. Ingegneri e operai che prima lavoravano nell'estrazione fossile oggi sono i tecnici specializzati del settore eolico.

L'effetto moltiplicatore si vede guardando alle piccole e medie imprese locali. Come ad esempio la Elalamya General Contracting, attiva proprio a Ras Ghareb. Quando ha iniziato a collaborare con i cinesi nell'agosto del 2023, contava 23 dipendenti e otto macchinari. Tre anni dopo, grazie ai subappalti per le opere civili e le infrastrutture dei parchi eolici, l'azienda ha superato i 150 dipendenti, vanta una flotta di oltre venti mezzi e ha quadruplicato il suo fatturato, toccando i 200 milioni di sterline egiziane. Mahmoud, a capo dell'azienda, racconta di aver fatto un salto di qualità enorme e di aver trovato un'amicizia preziosa. Non è retorica: è la conseguenza di un modello che lascia sul territorio competenze e catene di approvvigionamento.

La collaborazione si sta ora spostando a valle. Ad agosto è iniziata la costruzione di uno stabilimento per la produzione di batterie di accumulo firmato Sungrow, un passaggio cruciale per stabilizzare la rete elettrica. E guardando al futuro, l'Egitto ha appena lanciato la sua strategia nazionale per l'idrogeno verde, puntando a conquistare fino all'8% del mercato globale entro il 2040. Le aziende cinesi sono già pronte a integrare eolico, solare, idrogeno e accumulo in un unico ecosistema, spingendo anche sulla digitalizzazione delle reti.

Per le imprese di Pechino, radicarsi in Egitto significa ormai fondere il proprio destino con la strategia nazionale del Cairo. Non si tratta più di esportare semplicemente tecnologia, ma di produrre in loco, formando una filiera manifatturiera autoctona. Nel deserto del Mar Rosso, il vento non muove solo le turbine. Sta spostando gli equilibri economici di un'intera regione e accelerando la costruzione di un nuovo ordine mondiale multipolare.

 

-------------------

LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:

Catastrofe Neoliberista di Angelo D'Orsi


 

“Catastrofe neoliberista” di Angelo D’Orsi è un viaggio nella storia e una necessità. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libertà e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessità, perché solo attraverso la comprensione profonda dell’avversario è possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l’ottimismo della volontà di ispirazione gramsciana, D’Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un futuro diverso.

CLICCA QUI PER ACQUISTARE

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione di Geraldina Colotti Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione

Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia di Giuseppe Giannini Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia

Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

E' colpa loro di Giorgio Cremaschi E' colpa loro

E' colpa loro

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti