Una vergognosa marchetta a Israele
di Paolo Desogus
Il DDL antisemitismo è tecnicamente una marchetta a Israele. Non serve a combattere l'antisemitismo e anzi la sua funzione risulta alquanto deleteria dal momento che contribuisce a formalizzare l'eccezionalismo israeliano, ovvero il suo diritto di sterminio, di guerra preventiva, di occupazione e di annessione.
Chi sostiene il DDL lo fa per accordarsi all'opera di influenza (e anzi di ingerenza) da parte di Israele sugli altri stati. Quella proposta di legge fa parte di una strategia generale ed è stata avanzata in altri paesi in vista di ulteriori provvedimenti. Si tratta infatti della premessa per un successivo passo in avanti finalizzato a censurare penalmente qualsiasi critica alle politiche distruttive israeliane.
Se volete è il rovescio delle sanzioni. L'Italia e i paesi europei non hanno votato nemmeno una sanzione contro Israele. I suoi proxy, tra cui "sinistra per Israele" in Italia, hanno sabotato ogni tentativo di mettere lo stato ebraico di fronte alle sue responsabilità politiche e morali per il genocidio a Gaza e per l'apartheid in Cisgiordania, oramai trasformata in un secondo campo di concentramento palestinese prossimo a diventare un nuovo campo di stermino.
Israele si è ricoperto di orrori inenarrabili. Le testimonianze e le prove dei suoi crimini sono a dir poco agghiaccianti e competono con quanto fatto dai nazisti. Nessuno però sanzione Israele. Nessuno muove un dito. Il paradosso è che è Israele che con le sue ingerenze di fatto sanziona gli altri stati attraverso un'opera di influenza che porta ad interventi sul piano legislativo.
È esattamente il contrario di quello che dovrebbe accadere. Siamo infatti noi che dovremmo imporre a Israele provvedimenti politici e legislativi per cessare le occupazioni e lo sterminio. Quello che nelle condizioni attuali possiamo fare è però ricordarci di tutti i nomi, di tutti i personaggi che hanno votato il DDL.


