Khamenei ricorda Nasrallah e rivendica l'indipendenza dell'Iran

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«I giorni del passato a cui il nemico vorrebbe riportare l'Iran sono ormai alle nostre spalle e non si ripeteranno mai più». Con queste parole la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyed Mojtaba Khamenei, si è rivolta alla nazione in un messaggio diffuso in occasione della Sacra Difesa e del secondo anniversario del martirio del Segretario Generale di Hezbollah, Seyed Hassan Nasrallah.

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Nel suo discorso, la Guida Suprema ha tracciato un netto confronto tra l'Iran di oggi e quello pre-rivoluzionario: «Il passato era caratterizzato da arretratezza, umiliazione e dipendenza dagli stranieri; oggi viviamo un'epoca di progresso, dignità, indipendenza e massimo prestigio nel mondo islamico e globale».

Dalla Rivoluzione alla rinascita

Rievocando i primi anni della Rivoluzione e la successiva "guerra imposta" lanciata dal regime ba'athista, la Guida Suprema ha ricordato come l'Iran dell'epoca soffrisse l'ingerenza delle potenze occidentali, le quali imponevano le proprie condizioni allo Scià.

«Da quelle fiamme, nate per ottenere una rapida vittoria contro di noi, la Repubblica Islamica è emersa più forte che mai, come una fenice», ha affermato, sottolineando come la capacità di risorgere si sia ripetuta anche di fronte ai conflitti più recenti del 2025 e 2026. «Oggi l'ombra di quella fenice si estende ben oltre i nostri confini, arrivando fino ai territori nemici».

«L'Iran è la prima superpotenza mondiale»

Secondo il leader iraniano, il rapporto di forze si è invertito: «All'inizio dell'aggressione avevamo mezzi limitati, ereditati dal vecchio regime. Oggi sono le stesse potenze dominanti a cercare rifugio dagli attacchi dei combattenti dell'Islam e a chiedere la fine delle ostilità».

Seyed Mojtaba Khamenei ha poi aggiunto: «Se nei calcoli terreni l'Iran è considerato la quarta potenza globale, secondo i calcoli divini siamo la prima vera superpotenza: un Paese legato alla famiglia del Profeta che non teme di difendere la verità».

Tensione nei mari e mobilitazione popolare

Un passaggio del discorso è stato dedicato alla sicurezza marittima e al controllo dello Stretto di Hormuz. Guardando ai mari meridionali, la Guida Suprema ha assicurato che le forze nemiche subiranno continui contrcolpi: «Presto anche il Mar Arabico sarà completamente libero dalla loro presenza».

Sul fronte interno, ha rivendicato un massiccio sostegno popolare: oltre 30 milioni di cittadini avrebbero dichiarato la disponibilità alla mobilitazione "Yanfada" (chi si sacrifica per l'Iran), con più di 500.000 adesioni registrate nei primi 100 minuti dall'apertura delle iscrizioni. «I cittadini, con una presenza cruciale e persino armata delle donne, sono scesi in piazza per sostenere i combattenti e difendere lo Stretto di Hormuz».

L'omaggio a Nasrallah e il monito al Libano

Nel ricordare l'eredità dell'ex leader di Hezbollah, Seyed Hassan Nasrallah, la Guida Suprema lo ha definito «un eroe arabo che ha dato dignità al Libano», confermando pieno sostegno al suo successore, lo sceicco Naim Qasem.

Concludendo il messaggio, ha descritto la fase attuale come «straordinaria per la Resistenza libanese», ammonendo chi in Medio Oriente ha fatto affidamento sulle promesse delle potenze occidentali: «Coloro che si sono fidati dei nemici saranno presto sepolti e dimenticati dalla storia, associati al tradimento e al fallimento».

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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