Cuba, quando la toppa è peggio del buco

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La toppa è peggio del buco. Dopo la vergogna alle Nazioni Unite (Consiglio dei diritti umani) - in cui l’Italia si è ritrovata tra i paesi (per fortuna minoranza) che si sono schierati a favore dei regimi sanzionatori contrari al diritto internazionale - è stata presentata di tutta fretta una mozione al Senato “per salvare la faccia”.

Salvare la faccia almeno su Cuba, vittima da 60 anni del famigerato ‘bloqueo’, e che aveva mandato in Italia 2 brigate mediche nelle nostre “ore più buie”. Perché di tutti gli altri paesi sotto embargo criminale di Stati Uniti e Unione Europea neanche una riga negli ordini del giorno e neanche una parola nel parossistico dibattito di ieri in Aula.

Ma andiamo con ordine.

E’ noto come su Cuba lo scandalo del voto italiano al Consiglio dei diritti umani fosse stato tale che il sindaco di Crema (PD) si era affrettato a mandare una lettera indignata a Draghi in persona.

Qualcosa andava fatto insomma.

In passato vi avevamo scritto come alle tante ipocrite parole (financo di fondamentalisti atlantici pronti alla vita al primo segnale di Washington) – “non era un voto contro Cuba”, “siamo per la fine delle sanzioni a Cuba” bla bla bla – dovessero seguire i fatti, vale a dire inchiodare i responsabili di questo crimine alle loro responsabilità.

Ma i fatti non sono arrivati e resta solo la pietosa ipocrisia di chi può solo dire “voteremo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite contro il bloqueo” la prossima volta, così come i regimi di estrema destra anticastrista in Cile e Colombia perché tanto non è vincolante. Al momento della verità, quando i voti contano realmente, la storia cambia.

Servivano i fatti, ma al Senato la montagna ha partorito il topolino, anzi ben due ordini del giorno da una mozione annacquata presentata dalla senatrice del Gruppo Misto Nugnes. Sono passati entrambi ma quello con maggioranza bulgara (quasi unanimità) è pensate un po’ quello di Fratelli d’Italia, il partito più anti-castrista in Italia, che chiede di tutelare le imprese italiane e di valutare ulteriori sanzioni mirate contro il “regime”. E quell'altro non cita nemmeno una volta gli Stati Uniti negli impegni.

Un successone.

Il dibattito in Senato ha spiccato poi per inconcludenza e ignoranza storica-geopolitica - con il senatore di Forza Italia Aimi che ha fatto una carrellata di tutte le fake news più accreditate degli ultimi decenni - e ha visto proprio l’esponente anticastrista di Fratelli D’Italia Adolfo Urso dire le uniche cose sensate: vale a dire che sono sanzioni degli Stati Uniti (molti non l’hanno capito visto che negli impegni della celebrata mozione contro il bloqueo non vengono mai menzionati) e che i paesi dell’Unione Europea si inginocchiano per gli effetti extraterritoriali (in poche parole le sanzioni si applicano a tutti coloro che hanno rapporti commerciali e finanziari con Cuba).

Ecco questo è il punto centrale. Dire “chiediamo il governo Draghi ad impegnarsi nelle sedi (MA QUALI SEDI?)… e in ambito europeo… bla bla bla“ non solo è inutile, umiliante, ma diventa controproducente se non si ha il coraggio di affrontare i responsabili (Usa e Ue) dello strangolamento economico di Cuba - così come di Venezuela, Iran, Siria e Nicaragua solo per citarne qualcuno. Ed è per questo che i criminali escono paradossalmente rafforzati dall'ipocrita voto al Senato italiano.

Quando finirà il bloqueo contro Cuba? Quando il criminale, che agisce e opera da criminale, come una sorta di mafia internazionale decisa a piegare con la forza e azioni illegali chi non si adegua alla sua agenda - gli Stati Uniti d’America – verrà inchiodato alle proprie responsabilità storiche e non assecondato con atteggiamenti da semi colonia. 

Se si voleva mettere una pezza, la toppa è stata peggio del buco perché gli Usa non sono stati neanche nominati e hanno già annunciato il crimine successivo proprio oggi: nuove illegali sanzioni contro il debito sovrano russo (oltre, a livello di gravità, c’è solo la guerra). Reazioni da colonia Italia?

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