Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2"

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Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2"

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di Marinella Mondaini per l'AntiDiplomatico

 

Gli accordi tra Russia e Cina per la realizzazione del nuovo gasdotto russo "Power of Siberia 2" (Forza della Siberia 2") sono in fase finale. Si tratta del gasdotto principale precedentemente noto come progetto «Altaj», destinato all'esportazione di gas naturale russo dalla Siberia occidentale alla Cina. L'obiettivo principale del gasdotto "Power of Siberia 2" è quello di reindirizzare verso l'Asia i volumi di gas che in precedenza venivano forniti all'Europa. Va detto che la Russia fornisce già il gas alla Cina attraverso il gasdotto “Power of Siberia-1, in base a un contratto trentennale. Le consegne sono iniziate nel 2019. Ora si prevede che un secondo corridoio, la Rotta dell'Estremo Oriente, sarà presto operativo. Gazprom e CNPC sono impegnate in trattative avanzate al riguardo. Secondo l'agenzia di stampa TASS, Gazprom ha raggiunto un accordo con la China National Petroleum Corporation (CNPC) per aumentare le forniture complessive di gas attraverso queste due rotte. Il progetto "Power of Siberia 2" permetterebbe a Pechino di tutelarsi dall'instabilità in Medio Oriente e dalle tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti, attualmente il maggiore esportatore mondiale di GNL. L'avvio del gasdotto "Power of Siberia 2" consentirà alla Russia di raddoppiare quasi le sue esportazioni di gas verso la Cina. A differenza del primo Power of Siberia, che riceveva gas dai giacimenti della Siberia orientale, il nuovo gasdotto collegherà la Cina con i giacimenti della penisola di Yamal nella Siberia occidentale. Si tratta degli stessi giacimenti che in precedenza rifornivano l'Europa. Gazprom ha già chiarito che il combustibile fornito tramite il gasdotto “Power of Siberia 2 sarà più economico per la Cina rispetto al gas russo precedentemente spedito in Europa.

Alexej Miller, presidente del consiglio di amministrazione di Gazprom , ha definito questo progetto "il più grande, esteso e impegnativo progetto nel settore del gas al mondo". Il futuro gasdotto “Power of Siberia-2” si estenderà per oltre 4.000 chilometri. Inizierà a nord del Circolo Polare Artico e terminerà vicino alle megalopoli della costa orientale cinese. In Russia, il gasdotto si snoderà per 2.600 chilometri attraverso le foreste siberiane, per poi attraversare quasi 1.000 chilometri attraverso le steppe della Mongolia. Il gasdotto trasporterà gas dai giacimenti della Siberia occidentale attraverso la Mongolia fino alla Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang in Cina e poi a Shanghai. Gazprom e la cinese CNPC hanno firmato un memorandum d'intesa giuridicamente vincolante sulla costruzione del gasdotto stesso e del gasdotto di transito Soyuz Vostok, lungo circa 950 chilometri, attraverso la Mongolia, nel settembre 2025, a seguito di colloqui tra i leader di Russia, Cina e Mongolia a Pechino. A pieno regime, il gasdotto “Power of Siberia-2” sarà in grado di pompare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Questa quantità è paragonabile alla capacità del gasdotto Nord Stream 1, attualmente in disuso, che corre lungo il fondale del Mar Baltico dalla Russia alla Germania.

Per fare un confronto, rappresenta circa un terzo di tutte le esportazioni di gas russo verso l'Europa prima del conflitto in Ucraina. A maggio, il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov ha annunciato che Mosca e Pechino avevano raggiunto un accordo su questioni chiave riguardanti il tracciato e la costruzione del gasdotto “Power of Siberia 2”, sebbene non fosse ancora stata definita la tempistica precisa per la sua realizzazione. In seguito alla visita del presidente russo Vladimir Putin in Cina, il Cremlino ha confermato che le parti avevano raggiunto un'intesa su molti dettagli fondamentali del progetto. Boris Titov, presidente della sezione russa del Comitato russo-cinese per l'amicizia, la pace e lo sviluppo e rappresentante presidenziale speciale per le relazioni con le organizzazioni internazionali ai fini del raggiungimento degli obiettivi di uno sviluppo stabile, ha dichiarato che «la stampa ha scritto molto su “Power of Siberia 2”, che non è ancora stato firmato. Ma posso dirvi, anche se non mi occupo direttamente della questione, ciò che so in qualità di copresidente del Comitato di amicizia russo-cinese: il problema risiede nelle difficoltà tecniche. Non è una questione di prezzo, come hanno scritto molti media, secondo cui non riusciamo a concordare il prezzo. Non è questo il punto. Il problema è più di natura logistica. Si tratta di prendere la decisione giusta sul tracciato di questo gasdotto". Secondo Titov, come riporta la TASS, in questo caso due aspetti sono strettamente correlati: occorre scegliere l'opzione ottimale sia in termini di costi di costruzione sia dal punto di vista della sicurezza e dell'affidabilità del percorso. «Per questo motivo la questione è oggetto di discussione e nessuno ha mostrato particolare fretta durante l'incontro tenutosi a Pechino. Si tratta di un aspetto operativo che verrà risolto a breve, ma nessuno ha fretta”. https://tass.ru/ekonomika/27750175

Il progetto “Power of Siberia 2” non solo rafforzerà l'alleanza economica tra Russia e Cina, che si sono avvicinate a seguito delle sanzioni occidentali contro la Russia, ma potrebbe anche ridisegnare radicalmente la mappa dei flussi globali di gas per i prossimi dieci anni, secondo quanto riportato da Bloomberg. La posizione della Russia come fornitore di gas è destinata a rafforzarsi sempre di più, ha dichiarato a @SputnikLive il vice direttore dell’Istituto nazionale per l’energia della Federazione Russa, Alexander Frolov. «Il gas è una fonte energetica comoda e accessibile. Le fonti rinnovabili presentano molte sfumature: per la produzione solare c’è l’ora del giorno, per quella eolica la presenza stessa del vento e così via. Le centrali nucleari e a carbone non consentono di modificare in modo produttivo i volumi di produzione in tempi brevi. Il gas, invece, offre la possibilità di gestire in modo estremamente efficiente la distribuzione irregolare dell'energia, ad esempio su base giornaliera". Il combustibile blu è necessario e la sua domanda è in crescita, osserva Frolov. “L'Europa rifiuta il gas russo, che ci riesca o meno è un'altra questione.

Ma il mondo non gira attorno all'Europa. La Cina ha ampliato i contratti con Gazprom sia per il ”Power of Siberia“ che per un gasdotto non ancora costruito. Che cos'è questo, se non un indicatore della domanda reale?” (https://t.me/sputniklive/113717) Alcuni in Europa non nascondono preoccupazione per la scelta di aver rifiutato il gas russo, scelta guidata dalla più ottusa russofobia. Peter Magyar ha affermato che l'Europa ricomincerà ad acquistare gas dalla Russia non appena la guerra in Ucraina sarà finita. Intanto acquistano gas dagli americani a prezzo, come minimo triplicato, rispetto a quello russo - di cui godevano prima. E continuano ad affossare le proprie economie con le loro politiche miopi e antipopolari. 

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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