Alberto Negri - Negoziati sulla Siria: una sceneggiata con un copione già scritto

La sorte dei siriani appare sempre più in bilico perché ormai sono diventati lo strumento di una questione internazionale che travalica il Medio Oriente e investe tutte le grandi potenze

1682
Alberto Negri - Negoziati sulla Siria: una sceneggiata con un copione già scritto

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Alberto Negri*
(Il Sole 24 Ore)
 
La sospensione dei negoziati sulla Siria non è una sorpresa ma una sceneggiata con un copione già scritto: in questa fase del conflitto a prevalere come possibile soluzione è la guerra, non la diplomazia. Le stesse premesse del negoziato facevano intravedere un fallimento: a Ginevra mancavano fazioni importanti, come quelle di curdi siriani, una forza militare sul terreno determinante, mentre il comitato sunnita che si era formato a Riad non aveva in realtà nessuna mandato a negoziare. Inoltre le opposizioni insistono a chiedere sempre un'uscita di scena di Bashar Assad che al momento è del tutto improbabile perché non la vogliono né l'Iran suo storico alleato, e tanto meno la Russia che con il suo ingresso in campo il 30 settembre scorso ha cambiato il corso del conflitto.

Ben poco poteva fare l'inviato dell'Onu Staffan de Mistura se non dichiarare onestamente che non ci sono “alibi”.

Di più certamente possono fare gli Stati Uniti e la Russia che per il momento però preferiscono che la guerra continui fino almeno all'esaurimento delle forze in campo, soprattutto quelle jihadiste in difficoltà sotto l'offensiva sostenuta da Mosca.

Il segretario di Stato John Kerry e il suo collega russo Ivan Lavrov si sono detti “rammaricati per la sospensione temporanea” del dialogo sapendo perfettamente che questo doveva essere l'esito dei colloqui.

Ognuno qui recita la sua parte. La Russia quella del martello dell'opposizione siriana, gli Stati Uniti dell'incudine dove ridimensionare la presenza jihadista fino a quando i suoi alleati, la Turchia e l'Arabia Saudita, non troveranno alternative presentabili. E fin qui c'è la parte in un cui Mosca e Washington stanno cooperando. Quella in cui sono in concorrenza è l'obiettivo finale: i russi puntano a un consolidamento di Assad per poi discuterne la sorte, gli americani vorrebbero che dalla sempre più sanguinosa partita del Siraq nessuno uscisse vincitore.
 
La sorte dei siriani appare sempre più in bilico perché ormai sono diventati lo strumento di una questione internazionale che travalica il Medio Oriente e investe tutte le grandi potenze. L'emergenza umanitaria e dei profughi, affrontata oggi dai donatori a Londra, è diventata l'occasione per Libano, Giordania, Turchia, per raggranellare finanziamenti: del resto ospitano milioni di siriani da tenere lontani da un'Europa in coma per le ondate migratorie. Si paga per evitare che la guerra entri nella casa europea sapendo che continuerà ancora per anni. Ma si paga anche per una guerra al Califfato dove vorremmo che noi non fossimo mai le vittime ma solo i beneficiari dei dividendi di un'eventuale pace con ricostruzione annessa. Anche per questo le dichiarazioni dei leader occidentali, in apparenza così chiare e salde sotto il profilo etico e morale, sono in realtà ambigue e inaffidabili.

*pubblichiamo su gentile concessione dell'autore

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti