Venezuela: un semplice video smonta tonnellate di fake news

Un video dove possiamo vedere allenarsi la moglie dell'oppositore López che ha più volte denunciato di essere perseguitata dalle forze di sicurezza venezuelane

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Venezuela: un semplice video smonta tonnellate di fake news

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Secondo la narrazione dei media mainstream il Venezuela è governato da un regime sanguinario e repressivo dove ogni opposizione è bandita. Una sorta di grande gulag a cielo aperto in salsa caraibica. 

 

Ovviamente, noi sappiano che i media mainstream raccontano sempre e solo la verità, le cosiddette fake news sono state bandite. Infatti, in rete è comparso un video dove vediamo l’attivista Lilian Tintori mentre viene messa sotto torchio dalle forze di sicurezza del regime bolivariano. 

 

Come al solito i fatti hanno la testa dura e smentiscono le bugie propalate senza soluzione di continuità da quegli stessi media che denunciano la pericolosità delle cosiddette fake news. Il Venezuela in questo ambito rappresenta uno dei campi di battaglia preferiti dei grandi media, che si dilettano ad accusare la Repubblica Bolivariana del Venezuela di ogni nefandezza e meschinità. Senza mai affiancare alle accuse uno straccio di prova. 

 

Per chi non conoscesse Lilian Tintori facciamo un passo indietro per descrivere il personaggio e inquadrare meglio la vicenda. 

 

Lilian Tintori è la moglie di Leopoldo López, coordinatore nazionale del partito Voluntad Popular - organizzazione politica venezuelana che spicca per estremismo e violenza - incarcerato per aver convocato e preso parte alle cosiddette ‘guarimbas’, proteste violente contro il governo Maduro dove vi furono 43 morti e centinaia di feriti. 

L’aspetto singolare della vicenda è che Lilian Tintori è animatrice di una campagna internazionale che promuove la liberazione di López, ed ha più volte denunciato di essere perseguitata dalle forze di sicurezza venezuelane. 

 

In questa ‘strana’ dittatura caraibica, infine, possiamo addirittura trovare cartelloni pubblicitari che inneggiano alla liberazione di Leopoldo López. Ma si tratta di circostanze da tener ben celate, pena il decadere di tutte le narrazioni tossiche narrate dal circuito informativo mainstream.  

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