Trump: «Non sono sicuro che Israele stia cercando la pace»

Il quotidiano israeliano Israel Hayom intervista il presidente statunitense

11550
Trump: «Non sono sicuro che Israele stia cercando la pace»

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista rilasciata al quotidiano israeliano Israel Hayom è tornato sull’improvvida decisione di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele. Una scelta che ha come ampiamente previsto infuocato una situazione già molto tesa con i sionisti che mostrano un’aggressività sempre maggiore contro il popolo palestinese.

 

Secondo il pensiero di Trump nessuna delle due parti in causa cerca realmente di «fare la pace» da quando è stato deciso il riconoscimento ufficiale statunitense, mentre gli Stati Uniti continuano a essere «profondamente impegnati» nel facilitare un accordo. 

 

Possiamo affermare senza tema di smentita che il presidente degli Stati Uniti ci ha abituato a esternazione quantomeno distanti dalla realtà sul campo. Come si evince da queste dichiarazioni sugli Stati Uniti impegnati del facilitare il processo di pace, con una decisione che non fa altro che gettare ulteriore benzina sul fuoco del conflitto israelo-palestinese. 

 

Tornando sulla questione Gerusalemme, Trump al quotidiano israeliano afferma: «Vediamo cosa succede. In questo momento, direi che i palestinesi non cercano di fare la pace. E non sono necessariamente sicuro che Israele stia cercando di fare la pace». Per poi negare la condivisione di ulteriori dettagli sulla road map statunitense sulla questione. 

 

I palestinesi, la cui reazione era abbastanza prevedibile, quasi scontata, continuano a rifiutare il ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace tra i due paesi in conflitto. Evidenziando che la loro posizione non è mutata rispetto al passato. Questa prevede la costituzione di uno Stato indipendente entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est che capitale.

 

Israele invece continua a portare avanti politiche estremamente aggressive e di colonizzazione attraverso l’espansione degli insediamenti ebraici nei territori occupati, che rappresenta un ostacolo enorme nel complicato processo di pace. Le politiche sugli insediamenti israeliani, che hanno subito una grande accelerata in seguito all’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, sono sostenute con decisione dall’ambasciatore statunitense in Israele, David Friedman. 

 

Donald Trump sul tema ha rifiutato di condannare l’espansione illegale degli insediamenti israeliani riconoscendo - bontà sua - che rappresentano una problematica per il processo di pace: «Gli insediamenti sono qualcosa che complica e ha sempre complicato la pace, quindi penso che Israele debba fare molta attenzione con gli insediamenti». 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti