Tribunale inglese annulla la decisione sull'oro venezuelano

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Tribunale inglese annulla la decisione sull'oro venezuelano

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La giustizia del Regno Unito ha annullato la decisione della Corte Suprema del paese d’Oltremanica che assegnava la concessione delle riserve auree del Venezuela al golpista presidente autoproclamato Juan Guaidó, accettando così il ricorso presentato dalla Banca Centrale del Venezuela (BCV).
 

 

In questo modo la Banca Centrale del Venezuela ha vinto il ricorso contro la sentenza dell'Alta Corte d'Inghilterra e Galles, che accoglieva il "riconoscimento inequivocabile" del leader dell'opposizione come "presidente ad interim", con diritto di accesso alle riserve auree del paese sudamericano.

 

Si tratta dell'accesso alle 31 tonnellate d'oro che il Venezuela ha depositato in Inghilterra, del valore di oltre 1.000 milioni di dollari, e che sono rivendicate dal legittimo governo di Caracas.

 

Tra le motivazioni alla base della strategia difensiva adottata dal Venezuela per appellarsi alla sentenza, vi è il fatto che Londra non ha rotto le relazioni diplomatiche con Caracas, e che entrambi i governi mantengono i loro ambasciatori nelle rispettive capitali. 
 

 

“È una grande soddisfazione che la Corte d'Appello abbia ribaltato tale conclusione e abbia stabilito che questa importante questione venga ulteriormente esaminata", ha affermato Sarosh Zaiwalla, direttore dell'omonimo studio legale che rappresenta la BCV nella causa, riporta Sputnik

 

I tre giudici d'appello hanno accettato di prendere in considerazione l'argomento del team di Zaiwalla & Co secondo cui il governo britannico ha riconosciuto Guaidó come "presidente de jure" nel febbraio 2019 e continua a trattare Maduro come un capo di Stato "de facto".

 

La sentenza mette in dubbio la posizione di Guaidó. Andando così a smentire la posizione dei golpisti venezuelani i quali puntavano sul riconoscimento dell'allora ministro degli Esteri Jeremy Hunt come circostanza che escludeva la possibilità che Maduro fosse allo stesso tempo riconosciuto come "presidente di fatto".

 

I giuristi affermano che questo non è un riconoscimento "inequivocabile" nell'ambito della dottrina "una voce", che obbliga i tribunali di giustizia ad accettare, senza ulteriori domande, i capi di Stato o di governo stranieri riconosciuti dal governo nazionale.

 

"Questi argomenti legali, che avevano lo scopo di minare l'autorità della BCV nel gestire le sue riserve a Londra, hanno ottenuto poco più che ritardare l'invio di fondi direttamente al Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite per attuare il suo Piano di Risposta Umanitaria al COVID-19”, ha evidenziato Zaiwalla. 

 

Il legale ha inoltre aggiunto che l'Esecutivo conservatore britannico ha negato l'accreditamento diplomatico alla rappresentante inviata in quel di Londra da Guaidó, Vanessa Neumann.

 

Tuttavia, seguendo i suoi disegni imperiali e opponendosi al governo legittimo rappresentato da Nicolás Maduro, la Corte d'Appello ha ordinato l'apertura di un'indagine approfondita per determinare a chi spetta la gestione dell’oro. 

 

Il punto importante è però un altro: la decisione a cui sono giunti i giudici britannici mette la parola fine sulla presidenza fittizia del golpista Guaidó. Questa esiste solo nei media mainstream e in poche cancellerie occidentali afferenti allo schieramento della NATO. 

 

L’unico presidente è Nicolas Maduro. Il dirigente bolivariano governa il paese. Al successore di Chavez sono fedeli le forze armate. E’ lui l’uomo che sta guidando il paese in questa fase delicata segnata dalla pandemia a livello planetario. Una congiuntura grave che il paese sudamericano è costretto ad affrontare colpito da illegali e criminali sanzioni imposte in maniera arbitraria dal tracotante impero statunitense. 

 

La farsa però continuerà. Nelle redazione di giornali e TG occidentali e nelle dichiarazioni di certi esponenti politici tanto ipocriti quanto in malafede. Schierati costantemente dalla parte sbagliata della storia. 

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