Perché abbiamo bisogno di sempliquidare?

4546
Perché abbiamo bisogno di sempliquidare?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Marco Trionfale*

 

Una delle distorsioni più evidenti nei ragionamenti sui grandi avvenimenti del mondo è la tendenza generalizzata a sempliquidare.

Sempliquidare è un neologismo che propongo, la cui definizione può essere: liquidare un problema semplificandolo mediante l’eliminazione delle variabili che non si è in grado di calcolare.

Provo a spiegarlo meglio.

L’idea che occorra una parola specifica per esprimere questo concetto mi è venuta molto tempo fa ed è legata ad un ricordo personale.

Dall’età di quattro anni mia figlia andava regolarmente, con grande orgoglio e col sacchetto dei soldi, a fare la spesa nel negozietto di frutta e verdura davanti casa. Le piaceva moltissimo. Per arrivare doveva attraversare la strada e io la osservavo preoccupato da dietro le tendine della finestra. Ma il negozietto davanti casa non le bastò. Cominciò ad andare alla latteria dietro l’angolo, e poi all’edicola, dove non potevo più seguirla con lo sguardo.

Una di queste volte - ci riferì poi sorridendo Marisa la fruttivendola - mia figlia, che è sempre stata teatrale, prima di uscire esclamò: “Sono molto soddisfatta di me!”

Negli anni quei negozietti hanno tutti chiuso, sacrificati al progresso degli iperqualcosa e i bambini a fare la spesa vanno coi genitori nei centri commerciali.

Questo episodio, secondo me, poneva un problema: come quantificare in termini economici la soddisfazione di una bambina di quattro anni, contenta di sé, fiduciosa degli altri e in buona relazione con il territorio in cui vive.

Quando ho provato ad affrontare il tema con persone pragmatiche, non mi hanno saputo rispondere.

Sapevano calcolare i posti di lavoro creati dagli ipermercati, la diminuzione dei prezzi per i clienti, gli oneri di urbanizzazione e via dicendo, ma quanto lo Stato risparmiasse crescendo cittadini contenti di sé e del luogo in cui vivono, non lo sapevano.

Ma, e qui è stata la sorpresa, non lo volevano nemmeno sapere. Era come se nella loro testa non ci fosse la casella excel dedicata a questo. Escludere dal problema questo dato che non sapevano quantificare pareva loro anzi un punto a vantaggio della razionalità e una dimostrazione di pragmatismo.

Ma avevano ragione?

Immaginiamo uno studente assente nella settimana in cui la professoressa spiega i logaritmi. Al compito in classe successivo si trova davanti tutte queste formule con il simbolo log che non capisce. Che fa? Cancella i log e risolve il problema senza di questi, poi tutto fiero di sé consegna il compito. Può funzionare?

Eppure è più o meno quello che facciamo. Continuamente. 

Iniziare una guerra, perpetrare un genocidio, costruire una centrale nucleare, un rigassificatore, un ponte, una ferrovia, un ennesimo ipermercato: chi compie questi atti si è posto il problema delle conseguenze nel lungo periodo?

La risposta purtroppo pare negativa.

Per dire:

Cosa sarà dei profughi palestinesi?

Cosa di un bambino cui abbiano ammazzato i genitori?

Cosa di un genitore cui abbiano ammazzato i figli?

Quanti rabbiosi attentati nei prossimi anni?

Quanti occidentali arriveranno a schifarsi della propria stessa civiltà?

Come gli israeliani potranno guardarsi allo specchio finita la rabbia?

Cosa sarà di quei soldati che hanno sterminato civili inermi?

Nessuno lo sa. E nessuno lo vuole nemmeno sapere. Non c’è la casella excel.

Eppure tutte queste voci avranno una ricaduta, anche economica, ma troppo difficile da calcolare. Sono i log che eliminiamo dal problema.

Poniamoci infine un’ultima domanda: perché è servita tutta questa tiritera per illustrare un concetto, alla fin fine, piuttosto semplice? Perché manca la parola che lo incornici, lo rappresenti, consenta di riconoscerlo immediatamente, maneggiarlo con facilità e comunicarlo senza spiegazioni.

È per tutti questi motivi che abbiamo urgente bisogno di sempliquidare.

 

*Chi è Marco Trionfale o, sarebbe meglio dire, chi sono Marco Trionfale? È il nome collettivo, ma anche l’anagramma dei loro nomi propri, con cui tre autori scrivono del tempo maledettamente reale, e nello stesso tempo surreale e travolgente, in cui viviamo. Di prossima pubblicazione per LAD Edizioni i due strepitosi romanzi di Marco Trionfale, “Albeggerà al tramonto” e “Il tempo del secondo sole”. Questo è il secondo breve scritto Leo, Mirta e Franco che pubblichiamo per incuriosirvi, ma anche per darvi un assaggio del loro stile. Ne seguiranno altri…

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Torino a Changchun: la fiaccola delle Universiadi che unisce   Una finestra aperta Da Torino a Changchun: la fiaccola delle Universiadi che unisce

Da Torino a Changchun: la fiaccola delle Universiadi che unisce

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa di Alessandro Bartoloni La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso di Giuseppe Giannini Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti