Operazione "Maine" nei Caraibi: il Venezuela sventa il pretesto per la guerra

Il Presidente Maduro denuncia un piano della CIA per un auto-attacco nelle acque di Trinidad e Tobago. Il paese risponde con la mobilitazione popolare e la sospensione degli accordi energetici con l'isola complice

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Il Venezuela bolivariano si è eretto ancora una volta a baluardo della pace e della sovranità dei popoli, smascherando un pericoloso piano di aggressione orchestrato dall'impero statunitense. Il Presidente Nicolás Maduro ha denunciato con prove alla mano una cinica operazione sotto falsa bandiera progettata dalla CIA nelle acque di Trinidad e Tobago, concepita per creare il pretesto di un attacco militare contro la patria di Bolívar.

Durante la trasmissione "Con Maduro+", il Presidente ha rivelato come i servizi di sicurezza venezuelani abbiano sventato questa provocazione bellica con l'arresto tra il 25 e il 26 ottobre di un gruppo di mercenari al soldo dell'intelligence nordamericana. L'obiettivo dell'operazione terroristica era realizzare un auto-attacco contro navi militari statunitensi, riproducendo la stessa strategia utilizzata nel 1898 con l'affondamento del Maine a Cuba e successivamente nel Golfo del Tonchino per giustificare interventi bellici.

Il governo di Caracas ha agito con trasparenza internazionale, fornendo al governo di Trinidad e Tobago le prove inconfutabili di questa aggressione, mentre ha giustamente negato qualsiasi comunicazione con i mandanti statunitensi, già colpevoli di aver protetto in passato gruppi terroristi operanti in Venezuela.

La risposta del Venezuela è stata immediata e determinata. Il Presidente Maduro ha annunciato la sospensione cautelare di tutti gli accordi di cooperazione energetica con Trinidad e Tobago, dopo che la Primo Ministro Kamla Persad-Bissessar ha scelto di trasformare il suo paese in una base d'aggressione contro la sovranità venezuelana.

Il popolo venezuelano è sceso in massa nelle piazze per sostenere il suo governo e difendere la pace. Migliaia di cittadini hanno manifestato negli stati costieri di Sucre, Nueva Esparta, Delta Amacuro e Anzoátegui, dimostrando l'unità civico-militare che caratterizza la rivoluzione bolivariana. A Barcelona, oltre cento pescherecci hanno realizzato una pattuglia simbolica nel Mar Caribe, mentre a Tucupita le comunità indigene e criolle hanno marciato unite contro le minacce imperialiste.

Il Presidente Maduro ha ricordato come questa sia la terza operazione terroristica sventata dal governo bolivariano, dopo il piano per attaccare la Plaza de la Victoria de la URSS e l'attentato alla ex ambasciata statunitense a Caracas. Il leader venezuelano ha confermato la vigilanza rivoluzionaria del suo governo contro i continui tentativi di destabilizzazione orchestrati da Washington, che cerca di imporre un governo fantoccio per saccheggiare le ricchezze energetiche e minerarie del paese.

La mobilitazione popolare e la fermezza del governo dimostrano che il Venezuela non si piegherà alle minacce dell'impero, mantenendo alta la bandiera della sovranità e dell'autodeterminazione dei popoli.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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