La Merkel e la fine dell’Unione Europea

La Germania torna alla linea dura, non solo verso i migranti, la cui accoglienza sarà ancor più vigilata del passato, ma anche verso l’Italia, che ancora una volta è abbandonata al suo destino di scialuppa di salvataggio permanente

6621
La Merkel e la fine dell’Unione Europea

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



Piccole Note
 

Angela Merkel apre nuove prospettive europee all’accoglienza dei migranti, anzi no. Cede, infatti, alle minacce di Horst Seehofer leader della democrazia cristiana bavarese, che aveva rigettato le nuove aperture.


La Merkel, dal parricidio politico alla tragica gloria


La Germania torna alla linea dura, non solo verso i migranti, la cui accoglienza sarà ancor più vigilata del passato, ma anche verso l’Italia, che ancora una volta è abbandonata al suo destino di scialuppa di salvataggio permanente per i disperati di mezzo mondo.


A complicare le cose sono anche i socialdemocratici, che vedono nel nuovo accordo Cdu-Csu una variazione del patto di governo che avevano stretto al momento di dar vita alla Grosse Koalition.


La Cancelliera deve trovare nuove, difficili, mediazioni. Nel tracciare il profilo delle Merkel, Sergio Romano, sul Corriere della Sera di ieri, ricorda il cinismo con il quale essa aveva silurato il suo mentore politico, Helmut Kohl.


In effetti, la sua carriera nasce proprio grazie all’omicidio (politico) del suo padre (politico). Un parricidio che gli spalancò le porte del potere. Non un buon viatico.


Un potere che ha gestito con “realismo” e pazienza, accenna Romano, che lasciava al “Ministro delle Finanze Wolgang Schauble o al governatore della banca centrale tedesca il compito di rappresentare l’intransigenza germanica” nelle varie criticità.


Romano spiega che forse commise un errore quando aprì le porte ai rifugiati siriani, scelta che si prefiggeva due obiettivi; dare risposta alla de-natalità tedesca incamerando migranti laureati e produttivi e rinverdire i fasti della politica mediorientale dei tempi di Guglielmo II.


La mossa era stata motivata da ragioni umanitarie, ma tali non erano, stante che aveva un fondo affatto razzista aprendo le porte solo a migranti di serie A.


Non solo: tale umanitarismo era del tutto funzionale alla causa del regime-change siriano, dato che le potenze che hanno operato in tal senso, dagli Stati Uniti all’Arabia Saudita, hanno usato a tale scopo anche l’arma demografica: l’allontanamento forzato dalla Siria di sciiti e cristiani per sostituirli con sunniti, filo-sauditi o filo-turchi che fossero.


Detto questo, l’apertura delle frontiere diventò presto un “incubo” per la Cancelliera, come ricorda Romano, regalando alla destra di Alternativa per la Germania “un’arma con cui attaccare il governo”. Con esiti sorprendenti.


La Grosse Koalition e la Grande Germania


Romano conclude che il rapporto di collaborazione tra popolari e socialdemocratici tedeschi è da tempo “una garanzia per l’Europa e per il suo processo unitario” e si chiede se terrà.


In realtà non è così: se da ogni angolo dell’Unione europea stanno sorgendo forze anti-sistema che rischiano di mandarla in frantumi, non è certo un caso né un complotto internazionale.


Certo, le forze che hanno forgiato la Brexit e la vittoria di Trump lavorano in tal senso.


Ma se trovano terreno fertile è proprio per i tragici errori commessi da chi in questi anni ha retto l’Europa, ovvero proprio quel patto tra popolari e socialdemocratici di cui scrive Romano.


Macché socialdemocratici, macché popolari: tali forze hanno tradito i propri ideali immolandoli alla causa della Grande Germania, nulla importando il destino dei popoli del Vecchio Continente, considerati anch’essi ancillari alla causa.


La fine dell’Unione, se verrà, sarà purtroppo degno coronamento dell’ultima follia tedesca. Proprio quell’Unione nata anche per evitare che la Germania ripetesse errori del passato in danno del Vecchio Continente.


Tornano alla mente le parole di Giulio Andreotti che al momento della riunificazione tedesca ebbe a dire di amare tanto la Germania da preferirne due.


Oggi suonano profetiche, dal momento che proprio quella riunificazione, non tanto in sé quanto per le modalità con cui fu conseguita, ha posto le basi di quella Grande Germania che rischia di seppellire uno dei più grandi progetti geopolitici della storia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'esito catastrofico del vertice di Pechino di Giuseppe Masala L'esito catastrofico del vertice di Pechino

L'esito catastrofico del vertice di Pechino

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza di Michelangelo Severgnini Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere   Una finestra aperta Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia di Francesco Santoianni La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici di Paolo Desogus I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca di Marinella Mondaini Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca

Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca

Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia? di Giuseppe Giannini Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia?

Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Coloni israeliani: lo schifo UE di Giorgio Cremaschi Coloni israeliani: lo schifo UE

Coloni israeliani: lo schifo UE

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti