Stiglitz e la nuova Guerra Fredda per l'egemonia globale

5367
Stiglitz e la nuova Guerra Fredda per l'egemonia globale

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

“Gli Stati Uniti sembrano essere entrati in una nuova guerra fredda sia con la Cina che con la Russia. E la definizione che ne danno i leader statunitensi di un confronto tra democrazia e autoritarismo non supera la prova dell’olfatto [cioè puzza, ndr], soprattutto ora che gli stessi leader stanno attivamente corteggiando un Paese che ha sistematicamente violato i diritti umani, cioè l’Arabia Saudita. Tale ipocrisia suggerisce che, almeno in parte, è l’egemonia globale, non i valori, a essere realmente in gioco”. Così il premo Nobel per l’economia Jospeh Stiglitz su Scheerpost. Osservazioni che sorprendono non poco, data la fonte.

Stiglitz spiega che la nuova Guerra Fredda è iniziata ben prima della guerra ucraina e vede protagonista non tanto la Russia, la cui economia attualmente è assimilabile a quella spagnola, ma la Cina. “Naturalmente, l’America non vuole essere detronizzata – scrive Stiglitz – Ma è semplicemente inevitabile che la Cina superi economicamente gli Stati Uniti, indipendentemente dall’indicatore ufficiale utilizzato. Non solo la sua popolazione è quattro volte più grande di quella americana, anche la sua economia è cresciuta tre volte più velocemente per molti anni (ha superato gli Stati Uniti fin dal 2015 in termini di parità di potere d’acquisto)”.

“Sebbene la Cina non abbia fatto nulla per dichiararsi una minaccia strategica” per gli Stati Uniti, così è vista dall’altra sponda dell’Oceano Pacifico, con una convergenza bipartisan. E questa guerra non si vincerà con le armi (1), secondo il Nobel, ma attirando il consenso dei Paesi terzi.

Ma “nel ricercare il favore del mondo – continua Stiglitz – gli Stati Uniti dovranno recuperare molto terreno perduto. La sfruttamento duraturo di altri paesi non aiuta”; come anche altro, ad esempio il più recente ‘”apartheid vaccinale” globale, in forza del quale i Paesi ricchi si sono accaparrati tutti i vaccini, abbandonando al loro destino i Paesi poveri. Al contrario, i suoi antagonisti “hanno reso i loro vaccini  prontamente disponibili agli altri a un costo inferiore o uguale, aiutando anche i paesi poveri a sviluppare proprie strutture per la produzione di vaccini”.

Quindi, dopo una meno convincente digressione sull’emergenza climatica, con gli Usa egoisti verso la criticità climatiche dei paesi poveri – ai quali, in realtà, del clima importa davvero poco, dal momento che non hanno il pane… – Stiglitz spiega che “le banche statunitensi contribuiscono all’incombente crisi del debito in diversi paesi, rivelando spesso una depravata indifferenza per la sofferenza che ne deriva” [sono gli stessi ambiti che si commuovono per il destino del popolo ucraino… sic].

“L’Europa e l’America eccellono nell’insegnare agli altri ciò che è moralmente giusto ed economicamente ragionevole. Ma il messaggio che normalmente arriva […] è ‘fai quello che dico, non quello che faccio’. Soprattutto dopo gli anni di Trump [Stiglitz è un vate dei democratici, ndr], l’America non può più avere alcuna pretesa circa la sua statura morale, né ha la credibilità per dispensare consigli. Il neoliberismo e l’economia ‘a cascata’ non sono mai stati ampiamente abbracciati nel Sud del mondo e ora stanno passando di moda ovunque“.

“Allo stesso tempo, la Cina ha eccelso non nel tenere conferenze, ma nel fornire ai paesi poveri infrastrutture critiche. Sì, questi paesi sono spesso profondamente indebitati; ma, dato il comportamento delle banche occidentali come creditori nei confronti dei paesi in via di sviluppo, gli Stati Uniti e altri paesi non sono nella posizione di puntare il dito accusatore”.

Per vincere questa Guerra Fredda, continua il Nobel, gli Stati Uniti dovranno nuovamente “rendere il loro sistema economico, sociale e politico l’invidia del mondo”; quindi enuncia alcuni passaggi chiave in tal senso, che sinceramente lasciano basiti per la loro vacuità (Nobel?), dal momento che il primo e fondamentale passo dovrebbe essere la riduzione della scandalosa disuguaglianza economica, diventata ormai anche sociale e politica, avendo reso il potere appannaggio esclusivo di pochi potenti oligarchi, al confronto dei quali quelli russi contano nulla.

Ma al di là della svista di Stiglitz – forse dovuta al fatto che egli stesso appartiene ai tanti corifei di questa deriva oligarchica -, resta interessante la conclusione dell’articolo: “Finché non avremo dimostrato di essere degni di guidare, non possiamo aspettarci che gli altri marcino al ritmo del nostro tamburo”.

(1) Sul fatto che le armi siano secondarie in questa nuova Guerra Fredda è convincente, ma anche no. In particolare, non si può eludere il fatto che è ormai diventata dottrina indubitabile negli Usa che il recupero dell’egemonia perduta passi anzitutto attraverso le guerre infinite (il conflitto ucraino è solo uno dei tanti fronti, tra quelli aperti e da aprire).

 Piccole Note

Piccole Note

 

Piccole Note è un blog a cura di Davide Malacaria. Questo il suo canale Telegram per tutti gli aggiornamenti: https://t.me/PiccoleNoteTelegram

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa) di Paolo Desogus Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti