Inceneritore: la punta dell'iceberg inquinato di Mantova

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Inceneritore: la punta dell'iceberg inquinato di Mantova

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di Emanuele Bellintani e Collettivo eQual

Si al lavoro, si alla salute. No ai profitti sulla pelle della città.Il dibattito su salute, ambiente e lavoro a #Mantova ha radici storiche e ancora oggi tutti noi abbiamo sotto gli occhi una realtà compromessa e inquinata. Si sono prodotti diversi studi scientifici e negli anni abbiamo ascoltato molti tecnici e storici studiosi del problema. È evidente che il problema non riguarda solo il nuovo inceneritore della "nuova cartiera" ex-Burgo, ma si allarga a tutto il SIN del polo chimico e ad un "sistema Mantova" in cui l'ambiente, la salute dei cittadini e dei lavoratori sono stati messi in secondo piano rispetto al profitto privato intrecciato con gli interessi politici.

 

Non abbiamo di certo dimenticato come nel 2005 l'arroganza di un centrosinistra autoritario impose il #turbogas alla città. La sconfitta del movimento #ambientalista ha poi pesato per diversi anni nel sentire comune, alimentato da un senso di sfiducia e impotenza. Sono passati gli anni ma ancora oggi per le amministrazioni la partecipazione, è bene dirlo, è ridotta ai pochi minuti dedicati a cittadini e associazioni nelle audizioni all'interno dei procedimenti amministrativi di Comuni, Asl, Provincia etc. In poche parole: il minimo. 

 

#ProGest ha riadattato per Mantova uno schema già bocciato in altre città: la bella promessa di una manciata di posti di lavoro sul territorio e altrettanti nell'indotto, un modesto turbogas ed un nuovo scintillante inceneritore per bruciare non solo gli scarti della produzione mantovana del cartoncino "eco-friendly" , ma anche i rifiuti degli altri stabilimenti del gruppo vicentino. Grandi e piccini pensano che #Zago (il proprietario) sia una specie di Babbo Natale che porta ricchezza e regala posti di lavoro gratis. Ci dispiace essere bruschi, ma Babbo Natale non esiste: Pro-Gest fa semplicemente il suo interesse di impresa cercando di massimizzare i profitti riducendo i costi come e dove può. 

Per questo per noi lottare contro bassi salari, licenziamenti e sfruttamento dei lavoratori è sullo stesso identico piano della lotta contro chi scarica i costi di produzione sulla collettività sotto forma di inquinamento. Non ci risulta infatti che un tumore o una leucemia infantile siano rendicontate nelle relazioni semestrali delle SPA.

Vogliamo sfatare un altro mito: non viviamo di "economia immateriale" o in un mondo che può fare a meno della produzione manifatturiera e per questo il problema da porsi è necessariamente "come" produrre (oltre al "quanto" e "dove"). Visto che la produzione crea vantaggi e svantaggi sarebbe bene concentrarsi su come distribuirli equamente per evitare (come oggi avviene) che in pochi si prendano i primi e in molti siano costretti a sopportare i secondi. Se nel 2016 dobbiamo ancora pensare a come smaltire la produzione di rifiuti è perché quell'incenerimento diventa per l'industriale una forma di guadagno nel business dei rifiuti. Per risolvere il problema bisogna andare alla fonte favorendo e implementando produzioni che non generano rifiuti anche attraverso la legislazione nazionale (mentre attualmente il Governo sta favorendo gli inceneritori attraverso lo Sblocca Italia) e bloccando nel frattempo con ogni mezzo necessario a livello locale i nuovi inceneritori. 



Se la giunta di Mantova sui temi ambientali si muove in modo insicuro ancora peggio fa l'opposizione di centrodestra che sembra aver dimenticato di aver votato nel 2014 l'autorizzazione al vecchio inceneritore. Non serve farsi prendere dall'isterìa, né nascondersi dietro al dito di dati tecnici che tra l'altro si sono rivelati molto controversi (si veda la posizione molto netta dell'ing. Rabitti): Pro-Gest ha fatto una offerta. Una politica che ha tutela gli interessi della città ha il compito di mantenere la mente fredda ed avere la capacità di fare scelte al rialzo per il bene dei lavoratori e dei cittadini. 

 

Bene la riapertura della ex cartiera, ma serve la forza di dire "no" all'inceneritore facendo una scelta di campo molto chiara e di parte: rovesciare la logica di chi vorrebbe scaricare sulla collettività il costo dello smaltimento dei rifiuti accettando solo ciò che può essere utile per la città.

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