I compiti per il nuovo anno

L'imperialismo sta provocando la destabilizzazione generalizzata delle relazioni internazionali e minaccia il mondo con conflitti di catastrofiche proporzioni. Ma prosegue la resistenza e la lotta dei lavoratori e dei popoli e in cui si manifestano nuove avanzate progressiste e rivoluzionarie

13702
I compiti per il nuovo anno

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Albano Nunes

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Il trattamento mediatico della storica liberazione di Aleppo e di tragici avvenimenti come quello dello scorso 19 dicembre a Berlino non ha nulla a che vedere con la verità dei fatti e tanto meno con la spiegazione delle loro cause. Al contrario, il suo proposito è quello di confondere e disorientare. Si cerca di far perdere il filo di quanto avviene nel caotico quadro internazionale perché sia interiorizzata l'idea stupida che il tempo della lotta per valori e ideali è finito e che “non esiste alternativa”, anche se ciò è smentito quotidianamente dai fatti. Vorrebbero che dimenticassimo da dove veniamo e dove andiamo e che spazziamo via dalla memoria dei popoli lotte che hanno aperto la strada alla liberazione sociale e umana. Vorrebbero seminare la sfiducia nei confronti della lotta organizzata e della possibilità di creare una nuova società senza sfruttati né sfruttatori. Vorrebbero che ci arrendessimo lasciando il campo libero all'insaziabile avidità del grande capitale imperialista.


L'esperienza storica dimostra che un tale proposito è destinato all'insuccesso. Ma dimostra anche che deve essere fermamente combattuto perché possano ritardare il meno possibile i cambiamenti necessari. Cambiamenti che sono iscritti nella natura stessa del capitalismo e che sono il prodotto delle sue insanabili contraddizioni. Cambiamenti che l'approfondimento della crisi strutturale del capitalismo rende sempre più necessari e urgenti, ma che potranno realizzarsi solo attraverso l'intervento rivoluzionario delle masse popolari. Cambiamenti che esigono partiti comunisti e rivoluzionari che si identifichino profondamente con i lavoratori e i popoli dei loro paesi e che cooperino strettamente tra loro sul piano internazionale. Cambiamenti che implicano un'azione persistente in cui la lotta per obiettivi parziali deve sempre avere come orizzonte il superamento rivoluzionario del capitalismo e la costruzione di una società socialista e comunista.


E' con questa convinzione, che il XX Congresso ha rafforzato, che il PCP affronterà l'anno che ora inizia. Una convinzione che si basa sull'analisi della situazione internazionale segnata da grande instabilità e incertezza, in cui si pongono grandi interrogativi sul modo con cui le diverse fazioni della classe dominante affronteranno la crisi profonda che il sistema capitalista attraversa e, più specificatamente, su come gli USA cercheranno di contenere il declino relativo della loro influenza sul piano mondiale ed “essere nuovamente grandi”. Una situazione segnata dalla pericolosissima deriva securitaria con l'attacco aperto a libertà e diritti fondamentali in cui, con il pretesto della “sicurezza contro il terrorismo” e del “pericolo populista” - come in Francia e ora in Germania – ciò che la classe dominante fa è mostrare i muscoli e preparare una risposta violenta alle inevitabili esplosioni di malcontento e rivolta popolare contro le sue politiche e contro il sistema stesso. Una situazione in cui l'imperialismo sta provocando la destabilizzazione generalizzata delle relazioni internazionali e minaccia il mondo con conflitti di catastrofiche proporzioni. Ma in cui prosegue la  resistenza e la lotta dei lavoratori e dei popoli e in cui si manifestano nuove avanzate progressiste e rivoluzionarie.


Gli interrogativi e le preoccupazioni con cui entriamo nel nuovo anno sono molto grandi, ma non ci spaventano e neppure ci paralizzano come pretenderebbero i nostri avversari. Al contrario, ci sfidano e ci stimolano a mettere in pratica le decisioni del XX Congresso del Partito, l'arma fondamentale per la mobilitazione fiduciosa e militante di tutto il nostro collettivo. E per dare ancora più forza alle celebrazioni del centenario della Rivoluzione Socialista di Ottobre, affermando e confermando la validità e l'attualità dell'ideale e del progetto comunista.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La grande cultura contadina di Franco Baresi di Paolo Desogus La grande cultura contadina di Franco Baresi

La grande cultura contadina di Franco Baresi

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Tecnopolitica: la svolta totalitaria di Giuseppe Giannini Tecnopolitica: la svolta totalitaria

Tecnopolitica: la svolta totalitaria

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti