Ennesimo fallimento del modello neoliberista: aumentano fame e denutrizione in Cile

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Ennesimo fallimento del modello neoliberista: aumentano fame e denutrizione in Cile

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In Cile, secondo uno studio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, c'è un numero significativo di persone denutrite, cioè che non soddisfano i requisiti energetici giornalieri minimi per condurre una vita sana e attiva.

 

Eve Crowley, rappresentante della FAO in Cile, sottolinea che "non dobbiamo dimenticare che ci sono ancora sacche di grave insicurezza alimentare nel paese, quindi dobbiamo combattere il doppio fardello della malnutrizione", alludendo alla denutrizione e all'obesità. Aggiunge che "il mondo ha fissato l'obiettivo di raggiungere la" fame zero "entro il 2030 e il Cile è parte di questo impegno".

 

L'agenzia dice anche che la fame è aumentata nel mondo negli ultimi tre anni. Nel caso del Cile, la fame e la denutrizione raggiungono il 3,3%, che equivale a circa 600 mila cileni.

 

Adesso ci vien da chiedere come mai nessuno denuncia la grave situazione di povertà costretto a patire il popolo cileno. Al contrario di quanto avviene con il Venezuela dove la FAO ha smentito vi sia un aumento della fame e della malnutrizione. In Venezuela, l’apparente scarsità è frutto di due vecchie pratiche ben conosciute dal popolo cileno: l’occultamento e l’accaparramento volti alla speculazione commerciale alla ricerca di più elevati profitti. 

 

Il motivo per cui non viene denunciata la situazione cilena, così come quella argentina, è presto detto. I media mainstream e gran parte delle classi politiche occidentali si troverebbero a dover spiegare il fallimento drammatico delle politiche neoliberiste. Quelle medesime politiche economiche che impoveriscono e affamano i popoli europei da oltre un ventennio. 

 

Crollerebbe il castello di menzogne costruito negli anni e sostenuto dall’apparato mediatico mainstream che si guarda bene dal mostrare come Cile e Argentina applicano pienamente tutte quelle politiche, dall’austerità alla piena indipendenza della Banca Centrale passando per la moderazione salariale, che vengono ‘suggerite’ al Venezuela per uscire fuori da una crisi economica chiaramente indotta. Per risollevare la situazione a Caracas basterebbe rimuovere le sanzioni e l’illegale blocco finanziario che ha l’unico obiettivo di cingere d’assedio il Venezuela proprio come si faceva in epoca mediavele in guerra. 

 

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