Denazificazione dell'Ucraina: la verità prevarrà

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Denazificazione dell'Ucraina: la verità prevarrà

 

Alcuni giornali e social hanno pubblicato la foto di un soldato premiato dal capo della Repubblica di Donetsk, Denis Pushilin, che aveva sulla manica del giaccone due toppe sovrapposte che hanno sollevato rumore perché usate dai nazisti.

L’altro giorno i membri del leggendario battaglione “Somali” sono stati insigniti di medaglie al valore per il coraggio e l’abnegazione dimostrata nel combattere i nazisti ucraini dell’Azov durante  questo mese nel Donbass.

Il comandante Timur Kurilkin è stato insignito della “Stella d’oro” come Eroe della repubblica popolare di Donezk e ha ricevuto anche il premio statale della Federazione Russia “Ordine del Coraggio”.  Come lui molti altri. Sono stati pubblicati video e foto. La foto incriminata mostra il tenente Roman Vorobjov con i due simboli sul braccio.

Ho contattato le autorità della Repubblica di Donezk per chiedere ragione di quei simboli nazisti e mi è stata data la spiegazione che è questa:

“Sono trofei di guerra. Il fatto è che alcuni combattenti hanno l’abitudine di strappare ai nazionalisti ucraini vinti i loro distintivi e attaccarseli da qualche parte addosso come trofei per dimostrare la loro azione da prode, il proprio valore e coraggio. Certamente dopo tali reazioni di incomprensione dell’accaduto, d’ora in poi non verrà più permesso ai soldati di esibire la loro prodezza in tal modo”

Dovrebbe essere lampante, a chi non è in malafede, che non si tratta di “esibire l’appartenenza al nazismo dei combattenti del Donbass “filorussi”, loro che mettono in gioco la loro vita per annientare il nazismo che ha già compiuto un genocidio vero e proprio nel Donbass. Il solo pensarlo è offensivo ed è una follia. Ma è proprio questo che i nemici cercano e vogliono. Infatti, nonostante solo uno dei tanti soldati avesse quei trofei strappati agli ucraini, hanno incolpato tutti di essere “nazisti” di nascosto, hanno scritto che “la grande menzogna di Putin viene smascherata proprio nel momento in cui si celebrano i suoi eroi..”

Insomma i nemici della Russia proprio non mandano giù la dichiarazione di Putin che spiega la motivazione alla base dell’operazione militare e cioè sradicare il nazismo dilagante in Ucraina, perché lo negano, altrimenti sarebbe come ammettere di aver voluto tenere chiuso gli occhi durante tutti questi 8 anni sulle atrocità commesse dai nazisti ucraini nel Donbass. E quindi partono all’attacco per nascondere le loro colpe, si attaccano a un minimo particolare che aspettano spiando appostati dietro l’angolo, per stravolgerlo e costruirci sopra la loro menzogna.

Oramai è un dato di fatto che i mass media italiani per descrivere la situazione in Ucraina si servono di menzogne e notizie false. Ma deridere la denazificazione, gli sforzi di mettere in ridicolo le affermazioni della Russia sul nazismo ucraino e sul genocidio del Donbass, non avranno lunga strada, la verità prima o poi verrà a galla. Negare l’evidenza e capovolgere la realtà è solo un segno dell’agonia dell’Occidente, Impero della Menzogna.

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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