Cara Giorgia, ma quale dialogo?

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di Paolo Desogus*

 

Negli ultimi tre anni gli USA ci hanno portato la guerra in Europa con le manie espansioniste della NATO. Ci hanno dunque tagliati fuori dai rapporti commerciali con la Russia da cui compravamo il gas a prezzi convenienti. Ora, siamo obbligati a comprare invece il loro gas, ottenuto tra l’altro attraverso tecniche molto inquinanti e costose, che hanno portato a una significativa lievitazione dei prezzi.

Ottenuto questo risultato e non sapendo come togliersi di mezzo dalla guerra in Ucraina, per loro diventerà inutile e costosa, stanno ora facendo di tutto per aumentare il nostro impegno militare. Anche qui i danni sono enormi. Il governo italiano, ad esempio, senza chiedere alcuna autorizzazione al parlamento (nel nostro ordinamento costituzionale - lo ricordo - l’unico organo realmentente sovrano), ha dovuto cedere parte dei costosissimi sistemi difensivi in nostra dotazione. Dei 5 sistemi samp/t (700miono di euro l’uno) ne abbiamo ceduti 2 e un terzo sta per essere inviato. Però dalla propaganda americana passa l’idea che dobbiamo temere un attacco missilistico nucleare.

Non solo dobbiamo cedere i nostri gioielli difensivi, ma ora il governo americano ci impone anche un costosissimo riarmo forzato, con un aggravio in 10 anni di circa 400 miliardi di euro, e questo secondo le stime più generose.

Ora arriva la ciliegina sulla torta: i dazi. Trump ha sparato cifre a casaccio per settimane. Pareva che i dazi si sarebbero attestati intorno al 10%. Considerata questa generosità (!) abbiamo accettato l’accordo per il riarmo. Ma adesso, firmate e controfirmate le carte, - bidibibum! - i dazi sono passati dal 10% al 30%. 

Sembra uno scherzo, una presa in giro. Giorgia Meloni straparla di dialogo per un “accordo equo” e si vanta in giro di essere la più stretta interlocutrice di Trump, il quale mi pare che se ne fotta altamente dell’equità e misura tutto con il metro dei nudi rapporti di forza. È evidente che la nostra Giorgia nazionale confonde il ruolo del politico con quello della governante: è un difetto che avevano anche i repubblichini. Strano, eh?

Ma in generale tutta l’Europa è precipitata nel gorgo del servilismo e dell’ipocrisia strisciante e miserabile. Mentre Trump e gli USA fanno il bello e il cattivo tempo e si comportano in Europa come se fosse il proprio giardino di casa, i nostri governi e l’Unione europea stanno dando prova di un’inconsistenza terribile. Non sono all’altezza dei compiti storici che si ritrovano. In Europa cala il buio tetro dell’ignavia, dell’idiozia, dell’improntitudine. I valori di democrazia sono carta pesta che va a fuoco.

*Post Facebook del 13 luglio 2025

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