Beppe Grillo: Lula vale a luta

Attraverso il suo blog scrive il fondatore del Movimento 5 Stelle: «Luiz Inácio Lula da Silva, ex presidente del Brasile, simbolo di speranza, coraggio e onestà, arrestato per non aver commesso alcun reato»

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Beppe Grillo: Lula vale a luta

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La scandalosa sentenza che in secondo grado ha confermato la condanna nei confronti dell’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato - una sorta di tangentopoli in salsa brasiliana - si configura come la continuazione per via giudiziaria del golpe istituzionale perpetrato nei confronti della presidente Dilma Rousseff. 

 

In Italia poche sono state le voci che si sono levate per condannare l’estromissione di Lula dalla vita politica brasiliana. L’ex presidente infatti è indicato in tutti i sondaggi come sicuro vincitore della prossima tornata elettorale.

 

Importante è in tal senso è la presa di posizione di Beppe Grillo. Attraverso il suo blog scrive infatti il fondatore del Movimento 5 Stelle: «Luiz Inácio Lula da Silva, ex presidente del Brasile, simbolo di speranza, coraggio e onestà, arrestato per non aver commesso alcun reato».

 

Il comico genovese inoltre denuncia che il «Giudice Moro ne ha richiesto l’arresto, con condanna per corruzione, per ostacolare la corsa di Lula alle prossime elezioni presidenziali che si terranno in Brasile ad ottobre, e che avrebbero dato una speranza nella lotta alle disuguaglianze per il popolo brasiliano. Lula rappresenta quella enorme parte della popolazione povera  che non ha voce, né diritti, né visibilità, in conflitto perenne con i poteri forti». 

 

 

Questo l’articolo completo scritto da Beppe Grillo

 

Un solo grido si sta sprigionando per le strade delle città del Brasile. Un grido potente, liberatorio, che chiede giustizia, che accompagna i canti, le lacrime, le voci all’unisono di un popolo che ripete ininterrottamente “Lula presidente guerriero del popolo”: Luiz Inácio Lula da Silva, ex presidente del Brasile, simbolo di speranza, coraggio e onestà, arrestato per non aver commesso alcun reato.

 

Il Giudice Moro ne ha richiesto l’arresto, con condanna per corruzione, per ostacolare la corsa di Lula alle prossime elezioni presidenziali che si terranno in Brasile ad ottobre, e che avrebbero dato una speranza nella lotta alle disuguaglianze per il popolo brasiliano. Lula rappresenta quella enorme parte della popolazione povera  che non ha voce, né diritti, né visibilità, in conflitto perenne con i poteri forti.

 

Durante il decennio del suo mandato il Brasile è divenuto un’economia solida, grazie alle sue riforme progressiste, tanto amate dagli strati più bassi della popolazione e tanto contestate dai conservatori. Programmi di sussidi pubblici come la “Borsa famiglia”, il progetto “Fame zero”, hanno permesso a milioni di brasiliani di uscire dall’indigenza; la sua politica ha promosso l’istruzione obbligatoria e sostenuto la formazione di una cospicua classe media, in un paese da sempre protagonista di disuguaglianze sociali.

 

Michel Temer, l’attuale presidente del Brasile, ha cancellato l’80% del progetti sociali voluti da Lula, privatizzando ogni cosa possibile, fino al Pré-sal, uno dei più grandi giacimenti di petrolio e gas naturale nell’oceano atlantico, un vero e proprio tesoro per il Brasile.

 

#LulaValeALuta, ancor di più gridiamolo adesso: “Lula vale la pena combattere”, come dimostrazione di solidarietà nei riguardi di questo grandissimo uomo, dallo sguardo buono, le mani forti da metalmeccanico, e il cuore di chi si è battuto sempre per i più deboli; fortemente amato dal suo popolo e per questo fortemente ostacolato dalle lobby di potere, vittima di una persecuzione politica alla luce del giorno.

 

Che differenza c’è tra quello che è accaduto e un colpo di stato?

 

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